EditoriAle: il deludente 2015 della Lazio. Quali sono le reali intenzioni della società?

Il 2015 è ormai agli sgoccioli. L’anno solare volge al termine e la Lazio si appresta a salutare il 115° anno della sua storia. Ma che anno è stato per i colori biancocelesti? Non si può di certo parlare di un anno positivo: quasi tutte le partite importanti sono state fallite, eccezion fatta per quella di Napoli del 31 maggio che ha regalato la qualificazione alla Champions League al termine di una straordinaria cavalcata. Un ottimo risultato, coinciso però con stagioni fallimentari delle considette big: con Inter e Milan fuori dai giochi, l’unica squadra che poteva soffiare il podio alla squadra di Pioli era proprio il Napoli, arrivato però a pochi centimetri dalla qualificazione. Quelli che dividevano la traversa al pallone del rigore calciato da Higuain: l’argentino ha graziato la Lazio sparando alto il penalty della definitiva rimonta partenopea. La squadra ha però pur sempre i suoi meriti. Dopo un inizio disastroso Pioli ha trovato la giuste contromisure riuscendo nella seconda parte di stagione a raccogliere un numero molto elevato di punti grazie ad un filotto di vittorie consecutive. Grande merito, oltre all’allenatore, va ad alcuni calciatori che sono riusciti a trascinare la squadra come De Vrij, Biglia, Candreva e Felipe Anderson. Il brasiliano ha davvero incantato tutti, finendo sui taccuini di molti club di livello mondiale, che si sono messi sulle sue tracce.

Accanto all’ottimo risultato raggiunto in campionato, come già detto, gli uomini di Pioli hanno in realtà fallito due match importanti della scorsa stagione sportiva: la finale di Coppa Italia persa per mano della Juventus del quasi Triplete ai tempi supplementari e il derby di ritorno, decisivo per il secondo posto, vinto dai rivali della Roma, capaci di ritrovare la quadratura del cerchio proprio nella Stracittadina e superare il momento di crisi. La squadra ha dimostrato, in primis nella figura del suo allenatore, di non essere pronta per sfide d’alta tensione. Una fragilità mentale che è costata cara ai biancocelesti anche nel mese di agosto, quando altri due obiettivi sono sfumati. Stiamo parlando della Supercoppa Italiana, persa a Pechino contro la Juventus, e il preliminare di Champions League con il Bayer Leverkusen. E pensare che al termine della scorsa stagione la dirigenza, parlando di mercato ai cronisti, si era espressa con una frase molto chiara: “La nostra rosa è difficilmente migliorabile!”. Può una squadra che è arrivata terza in campionato e non è riuscita a regalare ai suoi tifosi nessun trofeo essere “difficilmente migliorabile”?! Impossibile, considerando che la Juventus, nonostante sia arrivata ad un passo dal Triplete, ha acquistato calciatori in tutti i reparti per far crescere ulteriormente il livello della sua rosa. Il mercato scellerato della dirigenza ha poi avuto i suoi effetti con risultati negativi come proprio il mancato accesso alla fase a gironi di Champions grazie alla sconfitta di Leverkusen per 3 a 0. Una batosta che ridimensionato ancora una volta le ambizioni di questa squadra, come accade da 11 anni a questa parte. Non è infatti la prima volta che la società sbaglia le scelte di mercato: dopo l’ultima qualificazione in Champions erano stati promessi calciatori di spessore mentre poi arrivarono Vignaroli e Artipoli. Dopo due lustri e un’attenta analisi delle scelte societarie ora viene spontaneo chiedersi quale sia l’obiettivo di questa dirigenza: vuole davvero riportare la Lazio in palcoscenici che le spettano di diritto, essendo la prima squadra della Capitale, o vuole farla navigare nella mediocrità più assoluta?

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Oltre all’obiettivo fallito della partecipazione alla Champions League, la prima metà di stagione 2015/2016 è da considerarsi completamente negativa anche per quanto riguarda il campionato. Nonostante la vittoria prestigiosa di San Siro contro la capolista Inter dell’ex Roberto Mancini, la squadra occupa una posizione di centroclassifica, con la zona europea che dista ben 9 punti. La formazione di Pioli soffre il mal di trasferta, dove ha raccolto solo 6 punti sui 24 disponibili. Nell’ultimo periodo sono mancati anche i punti all’Olimpico, con la panchina di Pioli che continua ad essere a forte rischio. L’unico spiraglio di luce arriva dall’Europa League, dove la Lazio si è qualificata come prima del girone davanti a Saint-Etienne, Dnipro e Rosenborg, terminando la fase senza subire sconfitte, e dalla Coppa Italia, dove affronterà la Juventus nei quarti di finale il prossimo 20 gennaio. In campionato sarà difficilissimo risalire la china, con la stagione che apparte già compromessa. E come se non bastasse arriva pure il mercato a destabilizzare l’ambiente biancoceleste. Nonostante l’infortunio di De Vrij e la palese necessità di comprare il prima possibile due difensori centrali, il presidente Lotito ha ribadito ancora una volta che “se ci sarà bisogno di fare degli aggiustamenti non ci tireremo indietro!”. Pretattica con trattative già in corso o reale incompetenza nella gestione tecnica della squadra? Ma il vero allarmismo arriva direttamente da Formello: voci parlano delle serie intenzioni dei senatori della squadra di lasciare la Lazio per compiere il definitivo salto di qualità. Il capitano Lucas Biglia potrebbe partire già nel prossimo gennaio, con una trattativa segreta già in atto. Anche il futuro di Cataldi e Candreva sembra essere lontano dalla Lazio, con l’Inter che li segue attentamente. Mancini pare voglia sferrare il primo assalto ai due già nella sessione di mercato imminente, anche se appare davvero remota l’ipotesi di una loro partenza immediata. L’obiettivo minimo per la prima parte del 2016 è quello tornare di nuovo in Europa, anche se questa appare un’impresa quasi impossibile. E’ necessario intervenire con acquisti mirati sul mercato già dai primi giorni di gennaio e riuscire a convincere tutti i big a convincere tutti i big a restare. La società vuole davvero il bene della Lazio o ha vuole mantenerla nel limbo della mediocrità? Una domanda a cui potremo trovare risposta già nel prossimo mese.

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