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Lotito indagato per estorsione. Digos alla sede Figc

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lotito-soldiLotito indagato per estorsione

Il calcioitaliano ormai non è più sotto i riflettori degli stadi ma sotto le torcie degli inquirenti.Stando alle ultime news di Repubblica.it gli agenti della Digos sono nella sede della Federcalcio per cercare la presunta estorzione da parte di Lotito.A quanto emerso, l’operazione è scaturita per la registrazione telefonica del presidente laziale consegnata mesi fa dal dg dell’Ischia Calcio,Pino Iodice.I presunti illeciti riguardano l’erogazione di finanziamenti a società calcistiche.



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Che il mercato abbia inizio!

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calciomercatoSono passati pochi giorni dalla fine del campionato italiano che già le voci di mercato ha molti nomi nelle bancarelle fatte di carta e realtà. Come ogni anno i giornalisti si sbizzarriscono a mandare un Burak Yılmaz alla Lazio ed un Felipe Anderson al Manchester United.Quest’ultima news è uscita fuori da pochi giorni dove la carta stampata scrive di un rifiuto di Claudio Lotito per i 41 milioni di euro offerti per accaparrarsi il brasiliano portandolo in casa dei Reds. Fantamercato o realtà forse legata alla telenovela Robin Van Persie avvistato per le strade della capitale e nel lungomare di Ostia. Fonti non attendibili o almeno non ufficiali, narrano di una casa comprata nei pressi di Formello da parte dell’olandese,notizia che sta facendo impazzire il popolo biancoceleste. Ma non solo Van Persie giocherà con la Lazio ma nello stesso tempo indosserà la maglia del Napoli,Juventus,Roma e Frosinone. Ricordiamo che Lotito ha categoricamente detto che il giocatore olandese non è stato e ne sarà mai trattato dalla società laziale dando la colpa a Vincenzo Morabito che ha messo in giro questa notizia (Serve sempre una persona che si prende le colpe). Passiamo per Klose, come si legge nel link precedente era in forte dubbio se rimanere o no per un’altra stagione. Dopo un giorno dalla sua risposta incerta arrivano certezze. Il Panzer giocherà con la Lazio anche nella stagione che verrà, dichiarando che a Roma si trova bene e ama il popolo biancoceleste che a sua volta ricambia l’amor per lui.
Lucas Biglia, trascinatore laziale che ha rimpiazzato molto bene un Cristian Ledesma mandandolo fuori dal progetto Pioli,per lui si parla di un pressing da parte del Psg ma per lui Lotito vuole almeno 25 milioni di euro anche se la squadra parigina lo vorrebbe pagare di meno.
Stefan Radu, anche lui nella lista delle possibili cessioni laziali, stando ad alcune fonti il romeno avrebbe chiesto di essere ceduto ma allo stesso tempo è Lotito che vuole venderlo mentre Tare lo vorrebbe scambiare con il Suv di Silvester Stallone.Per sostituirlo si pensa al francese Tremoulinas, a Hysaj o Mario Rui.
Lorik Cana,difensore erede di Ali con lezioni difensive del pallone in stile Mike Taison, lascerà quasi sicuro la Lazio per approdare in Germania, si parla dello Schalke 04 o il Marsiglia in Francia.
Konko, giocatore con più minuti in Paideia che sul campo avrebbe trovato un posto fisso come manichino nel reparto traumi accidentali all’università di Tor Vergata, la Lazio starebbe valutando di rescindere il suo contratto.
Ledesma e Ciani lasceranno la società biancoceleste a parametro zero, nulla d’aggiungere su di loro.
Infine arriviamo al giocatore che è stato molto prezioso nelle casse laziali, il suo nome è Peppe Sculli. L’ex Genoano avrebbe trovato la pace interiore con il minimo sforzo. Anni e anni fuori rosa e neanche un minuto di allenamento col gruppo,la cosa che lo accomuna alla Lazio? Lo stipendio!. Per lui non è ancora certo il suo futuro, fonti attendibili parlano di una prossima apertura di Franchising, il giocatore sta cercando agenti di vendita per il suo nuovo manuale: “Guadagna NON giocando a Pallone!”.
Per concludere e salvarci la faccia possiamo dire con certezza che Mauri con Marchetti stanno definendo gli ultimi accordi sui rinnovi con la società S.S Lazio!



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Antonelli, Bari: “La Lazio non ceda Minala”. CIES: due laziali nella top 100 dei costosi

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Prima di tornare a Roma, Joseph Minala si è unito alla Primavera del Bari per le Final Eight scudetto. Stamattina, intanto, attraverso le frequenze di Radio Olympia 99.8, sono arrivati i complimenti del ds dei “galletti”, Stefano Antonelli: “E’ pronto per la Lazio; i biancocelesti, inoltre, sono sempre più vicini alla Juventus. Minala, dopo il campionato disputato con noi a Bari, torna alla Lazio per fine prestito, pronto per giocarsi le sue possibilità di trovare spazio agli ordini di Pioli. Joseph è un centrocampista completo che rappresenta un lusso per la serie cadetta. Con il Bari ha fatto spesso la differenza, nella Lazio potrebbe occupare una casella nel centrocampo a tre che Pioli predilige; come Parolo e Cataldi è un altro grande prospetto, attacca la profondità, non disdegnando la conclusioni a rete che possono portare a marcature importanti. Con un lavoro tattico e tecnico potrebbe diventare anche l’alternativa di Biglia”. Un suo consiglio ai dirigenti laziali: “Non lo devono assolutamente cedere, come gli altri top player che, se confermati in blocco, garantirebbero alla Lazio di avvicinarsi sempre di più alla Juventus”. Antonelli si è congratulato con il lavoro svolto da Tare: “Lo portai io da giocatore a Roma, e credo di poter affermare che Igli dopo il progetto portato avanti in questi anni, possa assestarsi fra i massimi dirigenti della Serie A italiana”.

Nel frattempo è uscita una curiosa classifica stilata dal CIES, l’Osservatorio del Centro Internazionale degli Studi dello Sport, dove vengono elencati accuratamente i 100 calciatori più costosi dei 6 maggiori campionati europei. I parametri presi in considerazione: età, posizione, durata del contratto, status internazionale, performance personali, risultati, premi e livello di squadra; al primo posto, nemmeno a dirlo, c’è Lionel Messi con un valore che oscilla tra i 225 e i 280 milioni di euro; Cristiano Ronaldo è solo terzo (113/124 milioni) e preceduto da Eden Hazard, valutato 149 milioni. Il primo degli italiani è Marco Verratti, stimato intorno ai 40 milioni. Nella top 100 di questa classifica ci sono anche due biancocelesti, Felipe Anderson e Antonio Candreva: il brasiliano è 54esimo con una stima che viaggi tra 30.2 milioni e 33.2, mentre il romano chiude la lista con un valore che oscilla tra i 21 e i 24 milioni.

 

 



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Primavera, i 22 di Lazio-Inter

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Oikonomidis e Borecki nelle proprie nazionali, le squalifiche di Tounkara e Seck: Inzaghi pesca dalla panchina, dove Germoni si posizionerà a sinitra. Unico dubbio è sul terzo del tridente, dove Milani dovrebbe rimpiazzare l’australiano che in questo modo ha liberato un posto da fuoriquota. La fascia da capitano sempre salda al braccio di Gianluca Pollace, Guerrieri in porta e la linea mediana i punti fermi della squadra.

Nell’Inter, Vecchi non ha convocato Puscas e Bonazzoli: il primo ormai fa parte della prima squadra, il secondo fa parte della Sampdoria. Per sopperire a queste assenze i gemellati si sono già mossi a febbraio con Correia, detto Ze Turbo, e Baldini, ma bisogna stare attenti anche al giovanissimo Gomes Delgado. Presenti Isaac Donkor e Serge Gnoukouri; il terzino ha offerte da tutta Italia in tutte le categorie, mentre il centrocampista sembra essere un pupillo di Mancini. Per il resto niente di nuovo.

Per chi vuole seguire la partita, la diretta su RaiSport.. non perdetela!

LAZIO (4-3-3) – Guerrieri; Pollace, Mattia, Prce, Germoni; Murgia, Pace, Verkaj; Palombi, Fiore, Milani. All. Inzaghi. A disp. De Angelis, Cotticelli, Pasqualoni, Dovidio, Quaglia, Rokavec, Silvagni, Manoni, Condemi, Capuano, Collarino, Rossi.

INTER (4-3-3) – Radu; Donkor, Yao Guy, Sciacca, Dimarco; Palazzi, Gnoukouri, Steffè; Camara, Correia, Baldini. All. Vecchi. A disp. Costa, Pissardo, Crosato, Gyamfi, Miangue, Santos, Della Giovanna, Lomolino, Rocca, De Micheli, Ventre, Rapaic, Gomes Delgado.

ARBITRO: Piscopo (Imperia)
ASSISTENTI: Rossi e Imperiale
QUARTO UOMO: Bertani

 



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Al Paideia visita medica per Patric, Colonnese promuove la difesa della Lazio

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Apprendiamo, tramite il portale lalaziosiamonoi.it che, intorno alle 10, è sbarcato alla clinica romana Paideia il nuovo acquisto spagnolo della Lazio, Patricio Gabarròn Gil, meglio conosciuto come Patric, arrivato dal Barcellona a parametro zero. E’ il terzo arrivo “gratis” effettuato in questa sessione per la società biancoceleste, dopo quelli di Wesley Hoedt dall’AZ Alkmaar e Ravel Morrison dal West Ham. Patric è uscito dopo tre ore e mezza di visite mediche, ha lasciato il centro sanitario in macchina dopo l’ok dello staff. La sua avventura biancoceleste è ufficialmente partita.

In giornata, sono arrivate a Lazio Style Radio le dichiarazioni dell’ex centrale difensivo della Lazio e volto noto per RaiSport, Francesco Colonnese, il quale benedice il reparto di cui ha fatto parte per quattro anni, vincendo (seppur facendosi vedere poco) una Supercoppa Italiana e una Coppa Italia: “Non penso che a questo punto arrivino altri tasselli in difesa. Hoedt e Gentiletti si giocheranno il posto al fianco di De Vrij e la retroguardia può considerarsi a posto. Pioli è un allenatore molto preparato, con Allegri e Sarri è stato tra i più bravi in Serie A, è stato molto bravo a passare con facilità dalla difesa a 4 alla linea a 3. Non dimentichiamoci la finale di Coppa Italia contro la Juventus, messa in seria difficoltà dal canovaccio tattico biancoceleste. Mauricio ha avuto alti e bassi, ma ha dato tanto a livello di forza fisica, può di certo migliorare con il lavoro quotidiano; De Vrij invece è fortissimo, ha preso in mano la difesa, è sempre molto attento e serio, mai falloso, di sicuro uno dei più forti difensori nel panorama europeo. La mancanza di Gentiletti si è avvertita nel corso della stagione, su questo non ci piove”.

Per il futuro, Ciccio Colonnese è sicuro: “Non sarà facile ripetere questa grande stagione, ma la Lazio ha questo dovere. Far bene anche in Europa sarà un test probante, quanto affascinante. La Lazio non deve commettere gli errori evidenziati da Garcia e dalla Roma in questa annata, che ha faticato di fronte al triplo impegno”



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Ritiro Lazio, dal 9 al 19 luglio ad Auronzo di Cadore

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Il nuovo corso della Lazio sta già facendo i primi passi, e tramite Il Corriere dello Sport apprendiamo la data ufficiosa del raduno, lunedì 6 luglio al centro sportivo di Formello. La preparazione della Lazio, inizierà con le tre sedute di allenamento proprio a Formello, e divisi a scaglioni i giocatori avranno visite di idoneità sportiva e test atletici, mentre giovedì 9 dovrebbe esserci la partenza per Auronzo di Cadore, ottava estate consecutiva nella località montana. Rumors da Formello parlano di una prima fase di ritiro molto breve, massimo dodici giorni, per poi lasciare la località veneta il 19 o il 20 di luglio, a meno che Pioli non decida di prolungare il soggiorno di un’altra settimana. Lo scorso anno c’è stata la possibilità di fare una tournée internazionale dove testare le proprie abilità, affrontando Sporting Lisbona, Amburgo e Hannover, stavolta c’è il preliminare di Champions e la Supercoppa contro la Juventus. Per l’impegno di Shanghai è prevedibile una partenza a inizio agosto, ma una volta rientrati, Pioli avrebbe una sola settimana di tempo per preparare il preliminare.

In tutto questo mancherebbe la definizione del programma dal 20 fino al 30 di luglio: le scelte ricadono su amichevoli di spessore o il prolungamento del soggiorno ad Auronzo.



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La stagione dei brasiliani: Felipe Anderson brilla, Mauricio convince, Ederson (ancora) no

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Stagione finita, ora è tempo di analisi. E qui in Brasile, dove sono nato e vivo, ho seguito la Lazio con un occhio speciale i miei connazionali.

Si sa che i brasiliani e la Lazio sono fortemente legati sin dagli anni 1930, quando la squadra biancoceleste aveva nella rosa molti giocatori verdeoro, tanto che è rimasta conosciuta come “Brasilazio”. Poi altri brasiliani sono andati alla prima squadra di Roma ed hanno raccolto sucessi: guardate Cesar ed Hernanes, per esempio. Ora alla corte di Pioli si contano tre canarini, essendo uno di loro protagonista della fantastica stagione della Lazio.

Devo confessare che quando Felipe Anderson è andato alla Lazio non sono stato proprio contentissimo, ed il suo primo anno in biancoceleste ha solo confermato il mio pensiero su di lui. Ma con Pioli tutto è cambiato: il numero 7 gioca con più continuità e finalmente esplode, trascinando la Lazio alla Champions con 10 gol e tanti assist in Serie A. Insieme a Candreva, ha castigato le difese avversarie sulla fascie con tanta corsa e dribbling. Nel derby ha esordito con un’assist per Mauri e poi un bellissimo gol, tiro di sinistro da fuori area. E di bei gol Felipe Anderson ne ha fatto tanti, soprattuto quello di Torino, senza dimenticare la sua rete contro il Sassuolo. La prestazione contro la Sampdoria ha fatto fare a Mihajlovic accostamenti a grandi campioni, nella fattispecie a Cristiano Ronaldo. Ed ora tutti le big d’Europa lo corteggiano, la chiamata per gli amichevoli della Seleção è un premio per la grandissima stagione, ma il ct Dunga lo ha lasciato fuori dalla lista dei convocati per la Coppa America, secondo me un’ingiustizia. Ma se la mia opinione su di lui è cambiata, anche quella di Dunga può cambiare. Con la Lazio Felipe Anderson avrà tempo per crescere ancora di più e conquistare la “amarelinha”. Così si spera…

Mauricio, invece, è arrivato con la stagione in corso ed in pochi giorni ha preso il posto di titolare con prestazioni solide. Il roccioso difensore non ha le qualità di De Vrij, ma si compensa con tanto sudore ed sforzo messi sul campo. Per lui sono 15 presenze in Serie A, 19 totali. L’ex Sporting si è adatto velocemente al calcio italiano ed, escluso qualche errore, sopratutto quello di Palermo, ha dimostrato di essere affidabile. Nelle ultime gare della stagione, con il ritorno di Gentiletti, Mauricio è andato in panchina, ma, anche con l’arrivo di Hoedt, il paulista sarà importante nell’anno che verrà.

Discorso diverso per quanto riguarda Ederson. Da quando è arrivato, nel 2012, l’ex Lyon non ha mai dimostrato il suo valore, passando più tempo in infermeria che in campo. Gli infortuni sono i principali colpevoli della mancanza di continuità del 10 di Parapuã, ma anche lui stesso ha la sua colpa. Sono soltanto cinque le presenze tra campionato e coppa, nessuna da titolare ed irrilevanti 128 minuti giocati, anche se con un gol al Cagliari.

Si spera che nella prossima stagione i brasiliani possono seguire brillando, come Felipe Anderson e Mauricio o, nel caso di Ederson, tornare in grande forma. Magari con qualche rinforzo verdeoro…



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Rongoni licenziato, l’ex collega “laziale” Maragliano: “Pagato il passato a Formello”

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Paolo Rongoni, ex preparatore atletico della Lazio, l’ultimo anno alla Roma, è stato licenziato in tronco dal presidente della Roma, James Pallotta; le sue parole incolpavano proprio un uomo voluto, tra l’altro, dal tecnico Garcia: “La preparazione atletica non è stata sufficiente. Dopo un’ora la squadra non aveva più energie, faticava”.

Alla Gazzetta dello Sport ha parlato Roberto Maragliano, ex fisioterapista della Lazio e che ha Behrami e Inler tra i suoi assistiti. “Paolo ha pagato il suo passato a Formello. Se non fosse stato in precedenza alla Lazio, le cose non sarebbero andate in questo modo. Ma a Roma funziona così; solo un anno prima di arrivare a Trigoria aveva vinto la Coppa Italia, mica una partita normale, dopotutto a Formello, prima di quel match, c’era gente che ci diceva “o vincete o vi ammazziamo”. Gli animi sono esasperati, forse qualcuno a Trigoria non ha dimenticato quella sconfitta. E a Paolo è toccato vivere anche l’altra faccia della medaglia”.

Maragliano difende Rongoni in questo modo: “Ho conosciuto molti preparatori. So come lavora e tornerei con lui domattina se me lo chiedesse. Alla Lazio non abbiamo mai avuto problemi di infortuni. Dico di più: di solito se un giocatore si fa male è perché lavora poco, non perché lavora troppo. Evidentemente a Trigoria non hanno seguito il suo programma di allenamento. Sulla palestra, le dico che quando si gioca ogni tre giorni è normale fare “scarico” al chiuso per poi uscire sul campo. Lui semplicemente completava il suo lavoro in palestra”.

Rimane che una città come Roma non potrà mai crescere se andiamo avanti con questi atteggiamenti provinciali, sempre se l’altra faccia della medaglia delle sue dimissioni in tronco sia proprio questa..



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Final Eight Campionato Primavera, le convocazioni di Inzaghi

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La Lazio Primavera di Inzaghi, dopo aver strappato con cuore e carattere il pass per le finali che si disputeranno dal 9 al 16 giugno in Liguria, si sta preparando per la prima sfida, in programma domani contro l’Inter;  i biancocelesti, insieme allo Spezia, hanno avuto accesso alle Final Eight tramite i playoff.

L’ultima gara contro il Palermo, decisa soltanto ai calci di rigore, ha però lasciato alla Lazio le defezioni di Seck (diffidato e ammonito), Borecki (espulso e impegnato in nazionale) e Tounkara (ancora una giornata di squalifica da scontare); al di là della disciplina, non ci sarà anche Oikonomidis, che ha raggiunto la nazionale australiana. La formazione che verrà schierata dal tecnico biancoceleste vedrà sicuramente Guerrieri in porta e al centro della difesa Prce e Mattia con esterni capitan Pollace e Germoni al posto di Seck; centrocampo con Pace, Murgia e Verkaj; in attacco certi Palombi e Fiore ma è ballottaggio tra Rossi, Silvagni e Milani, con l’ultimo favorito.

La partita verrà disputata alle 21 di domani presso il Comunale “Bacigalupo” di Savona e sarà diretta da Fabio Piscopo della sezione di Imperia; verrà garantita la diretta televisiva Rai Sport e la vincente incontrerà una tra Roma e Spezia, nella semifinale che andrà in scena venerdì 12 giugno.

Questi sono i convocati dall’ex attaccante piacentino ora allenatore delle nostre giovani promesse:

 

PORTIERI: Guerrieri, De Angelis, Cotticelli;

 

DIFENSORI: Pollace, Mattia, Prce, Seck, Germoni, Pasqualoni, Dovidio, Quaglia;

 

CENTROCAMPISTI: Rokavec, Silvagni, Pace, Verkaj, Murgia, Manoni, Condemi, Folorunsho;

 

ATTACCANTI: Milani, Palombi, Fiore, Capuano, Tounkara, Collarino, Rossi.



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Il mercato in uscita: i tanti esuberi e le possibili sistemazioni

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Queste le parole di Stefano Pioli riguardo alla Lazio della prossimo anno: “Per la prossima stagione vogliamo solo giocatori motivati. In queste settimane sarà fondamentale risolvere le situazioni in bilico”. Secondo quanto riportato da Il Tempo, infatti, l’operazione sfoltimento è già scattata, alla Lazio si lavora giorno e notte per ridurre la rosa. Tra i tanti esuberi e tra i tanti calciatori scontenti, una vera e propria formazione è pronta a lasciare la Lazio: cedere e reinvestire sul mercato, in questa sessione le operazioni minori potrebbero fare la differenza. Alcuni, come Ciani, hanno già salutato. Il difensore francese si è svincolato ed è libero di firmare per un altro club: «La stagione e l’avventura laziale è finita. Voglio ringraziare tutti coloro che mi hanno sostenuto ed in particolare i miei compagni di squadra». Ciani si trasferirà probabilmente in Premier League, anche se qualche proposta è arrivata pure dalla Francia.

Per il capitano di mille battaglie, Cristian Ledesma, invece, si prospetta una situazione diversa. Il centrocampista italo-argentino lascerà la Lazio dopo quasi 10 stagioni, poiché la società non è intenzionata a rinnovare il rapporto, così le strade si divideranno per sempre. Il procuratore del giocatore, Vincenzo D’Ippolito, ha confermato l’addio: «Nessuno si è fatto sentire, tra qualche giorno andremo via definitivamente. Il ragazzo non è mai stato apprezzato dai media: è una situazione molto strana, stiamo parlando di una persona eccezionale». Ledesma dovrebbe trasferirsi in America, ma attenzione anche al Genoa, a cui interessa anche Cavanda, e all’Atalanta, che hanno già sondato il terreno.

Finalmente ci libereremo anche di Giuseppe Sculli, il cui contratto è scaduto, così la Lazio risparmierà 1,1 milioni di euro circa a stagione. Con la valigia pronta c’è anche Diego Novaretti, che potrebbe tornare in Messico, al Leon. Sembra, invece, prossimo il trasferimento verso la Bundesliga di Lorik Cana: il difensore abanese è richiesto dallo Schalke 04, la trattativa è partita da mesi, con Lotito che non lo valuta meno di 3 milioni di euro, l’affare, quasi sicuramente, si farà. Sempre in uscita ci sono anche Pereirinha e Perea, ma al momento non è arrivata nessuna offerta concreta per loro.

Tare cercherà, poi, di trovare una sistemazione anche per Ederson e Konko. Sembra, invece, vicino alla cessione Stefan Radu: il romeno ha chiesto di cambiare aria, visto che non ha digerito le critiche ricevute durante il campionato, Napoli e Fiorentina si sono già mosse, ma anche la Sampdoria sembra interessata. Ma si spera che il nostro “ultras in campo” possa restare. Eddy Onazi sembra dovrebbe rimanere, ma nulla è scontato: il nigeriano ha mercato in Premier League e per 8-9 milioni di euro potrebbe partire.

Rimarrà, invece, Federico Marchetti: ieri sera a Berlino c’è stato un contatto tra Lotito e Bozzo per il rinnovo del portiere e un altro incontro andrà in scena a Roma in settimana. Le parti sono fiduciose e si andrà avanti insieme.



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Il mercato in attacco dipende da Klose? Dubbi per la prossima stagione

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Klose non sa se rimanere alla Lazio

KLOSEKlose si,Klose no. Si apre un totomercato intorno a lui e alla Lazio. Si è parlato di RoBin Van Persie alla Lazio, una notizia subito smentita da Claudio Lotito che accusa Vincenzo Morabito di aver messo in giro questa notizia. Notizia che però lascia un pizzico di speranza tra il popolo laziale visto che è stato immortalato a Roma con la sua compagna. Il giocatore però ha freddato tutti dichiarando di essere solo in vacanza. Klose sarà il punto fondamentale del mercato estivo. Il suo contratto terminerà nel 2016 e ieri è stato fermato da alcuni giornalisti nella gara di Barcellona-Juventus dove il giocatore era con gli amici per assistere alla finale di Champions League.
Alla domanda se restasse a Roma oppure no, il Panzer ha risposto che non ha ancora deciso. La sua decisione avverrà sicuramente con l’appoggio della famiglia per capire se il suo futuro. Le piste plausibili sono di rimanere un’altra stagione con la casacca laziale, cercare di chiudere la sua carriera altrove (forse tornando nella sua patria) o avverare il suo desiderio che lo stuzzica cominciando ad allenare qualche club.
Tanti dubbi dunque in casa Lazio che deve guardarsi intorno per trovare un valido sostituto oltre a Djordjevic.



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Curiosità: Alessandro Fonte, il preparatore di fiducia di Stefano Pioli

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La stagione laziale è finita da pochi giorni e negli occhi tutti ci sono ancora i festeggiamenti di tutta la squadra e lo staff tecnico al San Paolo, dopo una notte da Laziali, in cui saranno saltate le coronarie a tanti tifosi. “Abbiamo dimostrato cosa vuol dire essere laziali” ha detto Pioli pochi giorni fa, raccontando sensazioni mai vissute nella sua carriera. Terzo posto e preliminare di Champions da giocare il prossimo agosto, per raggiungere il tanto sognato traguardo. I meriti di questo enorme risultato però son da spartire tra tutto lo staff della biancoceleste, in primis il preparatore atletico fidatissimo di Pioli, Alessandro Fonte. Ai microfoni di maidirecalcio.com, ha raccontato i segreti della sua professione, svelando anche alcuni aneddoti sui metodi di lavoro utilizzati dalle parti di Formello e che hanno permesso alla Lazio di tenere i ritmi alti durante tutta la stagione appena conclusa.

Quanto è importante il ritiro estivo nel calcio moderno?

Il ritiro estivo è fondamentale per riuscire ad impostare il metodo di lavoro. Non ci sono competizioni in corso quindi la disponibilità dei giocatori è molto ampia ed è possibile gettare le basi della metodologia da seguire durante l’anno. Il tipo di preparazione viene integrata con il tempo, lavorando sull’aspetto tecnico e tattico insieme a quello fisico. Il ritiro ha l’ importanza di creare le premesse per il continuo del lavoro nel corso della stagione. I giocatori in questo periodo sono molto più recettivi, possono essere responsabilizzati per quanto riguarda il tipo di lavoro che si intende fare facilitando il raggiungimento di risultati durante l’anno.

Dai gradoni di Zeman, passando per la corsa nei boschi di Mazzarri per finire con la preparazione con la palla di Benitez. Quale tipologia di preparazione atletica è la più adatta ad un campionato lungo e ricco di incontri come quello di oggi? Se ce n’è una..

Sono tre modelli diversi, non esiste una scienza esatta altrimenti utilizzerebbero tutti quella. Si può vincere in tanti modi: lavorando tanto, lavorando poco, ma bisogna sempre capire rispetto a cosa. Ognuno ha i suoi strumenti, non si può parlare di un sistema più adatto dell’altro. L’unica cosa verso cui si sta virando in maniera oggettiva è l’attenzione al recupero, come velocizzarlo e migliorarlo piuttosto che concentrarsi esclusivamente sulla performance. Poi dipende ovviamente anche dall’ampiezza della rosa e dalla sua gestione, poichè il tempo per focalizzarsi su determinate situazioni diventa sempre minore.

La preparazione può dipendere dal tipo di gioco che l’allenatore vuole vedere in campo dai suoi uomini? Le competizioni da affrontare possono influire su come organizzare la preparazione?

Assolutamente si, la tipologia di gioco influisce tantissimo sulla preparazione. L’allenatore richiede prestazioni e caratteristiche diverse dai giocatori a seconda del modulo e dal genere di calcio che vuole vedere, basta anche solo pensare al tipo di corsa che devono avere gli uomini in campo. Preferire il pressing alto piuttosto che basso, chiedere alla squadra di stare corta, impostare il gioco sul rapido contropiede: ovviamente serve un tipo di lavoro differente per ciò che il tecnico richiede. Noi preparatori dobbiamo essere bravi in questo.

Quando si cambia allenatore si cambia anche il preparatore atletico. Quali conseguenze può avere sulla squadra la modifica di un sistema già collaudato e di un determinato programma stilato in maniera dettagliata?

Nella maggior parte dei casi il cambio di allenatore coincide con una situazione non positiva. Talvolta il cambio può essere un vantaggio non tanto perchè gli errori fatti fino a quel momento vengono d’un tratto corretti ma perchè la predisposizione dei calciatori verso determinate tipologie di lavoro viene amplificata dalla nuova presenza. Poi ognuno ha il suo metodo e spesso porta con se il suo staff quindi il problema non si pone. Sta all’intelligenza di chi subentra capire ciò che c’e da cambiare senza mandare in fumo il lavoro fatto fino a quel momento.

Quanto è stato d’aiuto per voi preparatori lo sviluppo tecnologico in questo settore? Quali sono gli strumenti più utilizzati ed in che modo riescono a migliorare il vostro lavoro?

La tecnologia è importante, ma non è tutto. Bisogna sapere con precisione cosa vogliamo e sapere cosa analizzare. Accertato questo, entrano in gioco gli strumenti per poter migliorare la valutazione, il controllo, e l’osservazione dei parametri che vengono in precedenza prefissati. Lo strumento più utilizzato in tal senso è il gps, mentre i mezzi di supporto a terapie come la criosauna sono utili per migliorare la fase di recupero dei calciatori.

Spesso e volentieri tifosi e giornalisti si lanciano in sentenze quali “questo giocatore non è in forma”, oppure “quest’altro non corre” dopo aver visto soltanto pochi minuti di partita. Può accennare che tipo di lavoro e di monitoraggio avviene quotidianamente da parte di uno staff nel suggerire effettivamente all’allenatore l’undici con la tenuta fisica e atletica migliore?

E’ una cosa che succede un po’ ovunque: da quando il preparatore ha acquistato ruolo importante è ormai bersaglio più di critiche che di elogi. E’ il primo soggetto ad essere attaccato quando i risultati non arrivano e non solo da parte di giornalisti e tifosi, ma soprattutto dai dirigenti. Il monitoraggio costante, effettuato periodicamente e non ogni tre o quattro mesi, crea un bagaglio di dati che è utile allo staff non solo per individuare eventuali flessioni fisiche di determinati giocatori, ma è uno strumento fondamentale per informare staff e dirigenti del lavoro svolto.

Che tipo di comunicazione avviene tra un preparatore atletico e lo staff medico, in particolare in casi di recupero da infortuni o allenamenti differenziati per problemi fisici?

Tra i due staff avviene uno scambio di informazioni molto fitto, non soltanto al campo di allenamento e non soltanto quando si palesa qualche problema in alcuni giocatori. Noi abbiamo creato una chat comune dove poter condividere qualsiasi tipo di informazione 24 ore su 24. Essere costantemente informati è la base per poter cooperare al meglio. Senza comunicazione è impossibile gestire la preparazione della squadra e il recupero da eventuali infortuni.

Il calcio moderno è ormai sempre più fisico ed i calciatori tendono a diventare dei veri e propri atleti. Lo sviluppo muscolare, specialmente nei giovani calciatori, può in qualche modo penalizzarne la crescita o influire negativamente su alcune sue caratteristiche peculiari come la velocità o la rapidità?

Per quanto riguarda il settore giovanile come lo vedo io ed in base alla mia esperienza, il lavoro da fare su di un ragazzo dovrebbe essere di tipo piramidale: costruire dal basso le caratteristiche fisiche del giocatore, rispettandone la crescita e la struttura. Determinati tipi di lavoro dipendono infatti dalle fasi dello sviluppo, e bisogna adeguarlo alle caratteristiche morfologiche del soggetto. E’ banale pensare ad una preparazione universale da applicare a qualsiasi tipo di giocatore, ma bisogna pianificare il lavoro tenendo in considerazione la struttura fisica del giocatore e le varie fasi che lo accompagnano nella crescita.

Spesso si dice che la Serie A non sia un posto per giovani, principalmente perchè a fare la differenza è ancora la “vecchia scuola”: Totti, Klose, Di Natale, Toni, Pellissier. Esiste un trattamento particolare per tutelare il rendimento di giocatori in età avanzata e poterne così sfruttare al massimo il talento? Esiste un’età limite entro cui determinati sforzi richiesti dal calcio di oggi non sono più tollerabili fisicamente oppure dipende al 100% dalle reazioni del singolo?

In realtà non esiste un’età limite dopo di cui è impossibile riuscire a fare determinate cose. Pensate solo a Klose che alla sua età è ancora il più veloce della squadra nei 10 metri. Ovviamente l’età si fa sentire, c’è chi perde integrità anche perchè si è maggiormente esposti a diversi tipi i infortunio. Si cerca quindi di preservare questi giocatori nel lavoro il meglio possibile, specialmente nel recupero tra una partita e l’altra, che è la chiave per mantenerne alto il rendimento.

Quanto è importante l’alimentazione per un’ottimale preparazione fisica e atletica? Come ha influito sul vostro metodo di preparare le partite anche dal punto di vista dell’alimentazione il giocare ad orari “strani” come ad esempio le 12.30? Come influisce tutto ciò sulla preparazione atletica?

L’alimentazione conta moltissimo. Pensate che mister Pioli ha posto l’obbligo alla squadra di pranzare insieme a Formello tutti i giorni, regola che è stata accettata di buon grado da tutti. In questo modo non solo si intensifica la forza de gruppo, ma si controlla meticolosamente il pasto più vicino all’orario dell’allenamento. Questo tipo di controllo è utile specialmente per i giocatori stranieri, che magari sono di culture diverse e sono abituati ad un tipo differente di dieta. Ovviamente per questi motivi la partita alle 12.30 può essere un problema, che noi abbiamo provato ad aggirare con un pasto alle 10.00 oppure con una colazione a base di pasta alle 8.30, ma fortunatamente abbiamo giocato a quell’ora soltanto in un paio di occasioni.



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Dopo 88 anni si ha la data di nascita esatta della Roma.. forse!!

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BIG-290255_giugno_-_654x347_dataEbbene sì, dopo un po’ di tempo, 88 anni circa (ma che saranno per loro 88 anni visto che già sono venuti al mondo 27 anni dopo la Lazio?) sembra che in casa giallorossa si siano degnati di fare chiarezza sulla data di nascita, anche se più che di nascita sarebbe meglio parlare di fusione, effettiva dell’AS Roma. Attraverso un comunicato apparso sul proprio sito ufficiale, infatti, la Roma ha fatto chiarezza su data e luogo di nascita della società. Nel testo si legge che l’accordo di fusione tra Fortitudo – Pro Roma, Alba – Audace e Foot Ball Club di Roma, che ha dato la vita all’AS Roma, è stato raggiunto martedì 7 giugno 1927, non il 22 luglio dello stesso anno, come dimostra anche l’aver disputato alcune amichevoli antecedenti a questa data. Inoltre viene anche detto, che sulla base delle testimonianze dei parenti eredi del fondatore Italo Foschi, è possibile attribuire alla palazzina sita in Via Forlì 16 a Roma, l’ubicazione del luogo fisico in cui venne raggiunto l’accordo che diede vita alla maggica. Si specifica, poi, che “più che di certezza si tratta di altissima probabilità. Alle testimonianze orali, infatti, non è stato possibile, ad oggi, affiancare delle testimonianze documentali”. La disputa era intorno al documento ‘Ordine del giorno numero 1’ datato 22 luglio 1927. L’unico elemento della data di fusione poi non tradotto nella realtà operativa è la scelta del primo stemma: avrebbe dovuto essere uno scudo con la Lupa Romana in campo verde.

Era ora, aggiungiamo noi, finalmente, infatti, i tifosi della seconda squadra della capitale potranno avere la certezza sulla data della loro fusione e festeggiare il loro ottantottesimo anno di vita. Ne mancano ancora 12 per il centenario, e pensare che la nostra Lazio ne ha già 115. Ora li sentiremo dire dunque, con un tono di voce solenne: “La mia società ha detto ufficialmente che io sono nato il 7 giugno 1927”. Noi li guarderemo e beffardamente gli risponderemo: “E siete morti il 26 maggio 2013, quindi, non avete fatto in tempo a sapere quando eravate nati che già eravate morti”. Insomma il presidente Pallotta sta cercando in qualunque modo di dare una certezza ai suoi poveri tifosi, che fino a poco tempo fa erano indecisi su quale data di nascita fosse la migliore, a seconda del loro parere personale. Inoltre si sta cercando in ogni modo, anche attraverso testimonianze fasulle probabilmente, di far risalire la fusione nella città di Roma e non più a Corropoli. Che sia la volta buona per fare chiarezza?

Che dire di tutto ciò, grazie a Dio, mamma e papà siamo nati Laziali!



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Borini si, Borini no e la (possibile?) carriera da ex in città

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Nel calcio il campanilismo verso una squadra, si sa, è visto dai tifosi come sinonimo di affetto e amore verso la maglia. A Milano cosi come a Torino i giocatori passano da una sponda all’altra senza troppi problemi. A Roma invece è vista come una sorta di sacrilegio. Così in questi giorni, visti i rumors su Fabio Borini vicino alla Lazio (e non sarebbe la prima volta che il giocatore viene accostato ai colori biancocelesti), ecco che la tifoseria insorge e si divide. Eppure non sarebbe la prima volta.

Manfredonia, 10 anni nella Lazio, nel 1987 passò dalla Juventus alla Roma generando un malessere interno nella curva sud creando,un gruppo chiamato “Anti Manfredonia”; Angelo Peruzzi dopo essere stato ceduto dalla Roma alla Juventus chiuse la carriera con la Lazio; Diego Fuser fece il percorso inverso, dalla Lazio venne ceduto al Parma e gli emiliani poi lo vendettero alla Roma; Mihajlović fu portato in Italia dai giallorossi e ceduto alla Sampdoria, più in là il club blucerchiato lo cedette alla Lazio, diventando un giocatore importante nell’era Cragnotti; fra gli ultimi acquisti spicca anche Antonio Candreva, non è un ex ma sembra essere un tifoso romanista dichiarato.

Quindi Borini si aggiungerebbe alla lista. Non ci resta che attendere il calciomercato per vedere se il giocatore farà parte dei cosiddetti “traditori”. E’ indubbio il suo impegno, dubbioso di sicuro il suo arrivo, ma alla Lazio forse servirebbe altro. Un Gignac per esempio, ma questa è un’altra storia..



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Curiosità: De Vrij insegna a fare il difensore

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Il sito olandese onsoranje.nl incontra Stefan De Vrij e realizzano un video dove vengono esaltate le abilità del centrale della Lazio nella nazionale olandese. Oltre alla traduzione in italiano, vi offriamo il video realizzato dal portale oranje.. buona visione!

Il tackle perfetto: “La regola è che fai il tackle solo se sai di avere la palla sennò rimani fermo ed eviti il contrasto. A volte capita che pensi di farcela e poi non ce la fai e commetti fallo ed è rigore”

Lancio lungo: “Molti gol si fanno così, io vedo cosa sta succedendo, prendo la palla all’avversario e lancio il compagno. Ho visto Luciano (Narsingh) che avanzava in profondità e quindi l’ho lanciata lì. Quando rubi una palla devi saper guardare avanti subito, perché l’avversario non è organizzato e hai più possibilità di fare goal. Inizi ad imparare a pensare come un attaccante, inizi a prevedere anche le mosse di un attaccante così lo puoi anticipare”.

Colpo di testa: “Serve un ottimo cross, prima di questo avevamo un corner che è stato battuto e di solito come difensore vai sempre indietro, però io vidi la palla andare al lato verso Wesley (Sneijder). Su Wesley puoi sempre contare su un bel tiro e così ho aspettato un altro po’, e così, beh la palla è andata dentro!”

La “veronica”: “A volte capita, va così veloce che non ci penso nemmeno, sono famoso per il saper prendere rischi e sentivo dentro di me che potevo riuscirci e che sarebbe andata bene, così fu infatti. Sono belle cose da vedere!”

 



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Baranca e la Federbet, mani in avanti e passo indietro

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UEFA Champions League and UEFA Europa League - Q1 and Q2 Qualifying Round DrawPasso indietro e mani in avanti da parte di Baranca e la Federbet.

La questione sollevata da Baranca con la Federbet sulla qualificazione della azio ai preliminari e la possibile esclusione alla coppa, sta suscitando l’ira del popolo laziale e la goliardia sull’altra sponda del tevere nonche anche i peggio titoli sulle principali testate giornalistiche. La questione principale però è che non ci sono prove a carico della Lazio sull’eventuale coinvolgimento nel calcioscommesse. Purtroppo viviamo inun paese dove i giornalisti fanno di tutto per accaparrarsi la prima pagina ingigantendo le minime cose creando così caos e notizie false.

Baranca ritorna a parlare sulle sue dichiarazioni dove diceva che la Lazio verrà eliminata dalle coppe per il calcioscommesse:

“Non è Federbet a decidere sulle questioni di giustizia sportiva, ma la Procura Federale. Noi abbiamo solo spiegato le regole e le eventuali conseguenze”.

“Faremo presto un comunicato di risposta anche noi, ma solo per chiarire – spiega Baranca -, non vogliamo fare polemiche. Io non ho dato alcun giudizio riguardo la società biancoceleste, ho risposto semplicemente a una domanda a latere della presentazione del nostro report annuale. La domanda era sugli eventuali sviluppi delle inchieste di Cremona e Catanzaro”. Nel momento in cui emergano elementi nuovi, secondo l’articolo 39 della giustizia sportiva può esserci la revisione del procedimento: se si riapre e gli elementi sono credibili, l’ulteriore condizione è che si arrivi a una condanna per responsabilità oggettiva. A questo punto la regola dell’Uefa prevede in automatico che alla squadra implicata non è consentita l’iscrizione, come è successo quest’anno al Metalist. Questa è la concatenazione di eventi che sostenevo, non era un’accusa o un giudizio sulla Lazio. Chiaramente non è Federbet che può far aprire la revisione del procedimento, è una possibilità apparsa su tutti i quotidiani di qualche settimana fa, non capisco tutte queste polemiche”

“Per escludere la Lazio la condanna dovrebbe avvenire in tempi brevi, prima del periodo dell’iscrizione alle coppe europee. Io ho solo spiegato le regole e le conseguenze. Non c’è nessun accanimento contro la Lazio, noi cerchiamo solo di limitare i danni per quanto riguarda la responsabilità oggettiva delle società”



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Per un Ciani che parte, c’è un Hoedt che arriva

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michael-ciani-lazio_9we8k19tnfhy1n3ki1aqxmg7fEra nell’aria già da tempo e ora è arrivata anche la conferma, Michael Ciani dalla prossima stagione non sarà più un calciatore della Lazio. Il difensore francese è andato, infatti, in scadenza di contratto e non rinnoverà con la prima squadra della capitale. Pochissime parole, 104 caratteri in un tweet per salutare la Lazio e dire addio. Ciani ha cosi voluto salutare compagni, dirigenza e tifosi biancocelesti: “La stagione e l’avventura laziale è finita. Voglio ringraziare tutti coloro che mi hanno sostenuto ed in particolare i miei compagni di squadra”. Arriva subito la pronta risposta di Cristian Brocchi, che cinguetta: “E’ stato bello giocare con te!!!Ho avuto modo di conoscere un ragazzo splendido !!! In bocca al lupo per tutto”. La risposta di Ciani, così, recita: “Grazie #InBoccaAlLupo #ForzaLazioSempre”.

Ciani era arrivato alla Lazio nel 2012 e ha disputato 72 partite in totale con la maglia biancoceleste, di cui 48 in Serie A. La Coppa in Faccia del 26 maggio è anche merito suo. Lo ricorderemo sempre, infatti, per quel colpo di testa nei quarti di Coppa Italia del 2013 contro il Siena e per un altro colpo di testa che mandò la palla in fallo laterale nella finale contro la Roma. Grazie di tutto Michael e in becco all’aquila per il futuro!

Per un Ciani che parte, però, c’è un Wesley Hoedt che arriva. Il giovanissimo centrale di difesa, arrivato dall’AZ Alkmaar a parametro zero, ha così parlato, in una lunga intervista, del suo futuro alla Lazio, ai microfoni di ELF Voetbal Magazine: “Sono molto emozionato di iniziare questa nuova avventura, mi sento pronto per la Lazio. Per la prima volta andrò a vivere all’estero da solo, sarà una grande novità. Sono sicuro di aver fatto la scelta migliore, non vedo l’ora di giocare. Di richieste già ne avevo, sia in Olanda che all’estero, ma dell’interesse della Lazio non sapevo nulla. Parliamo di un top club che ha alle spalle una grande storia. Inoltre andrò in una stupenda città, direi proprio che mi aspetta una bella sfida”.

Poi sulla stagione biancoceleste appena conclusa: “Non ho visto tutte le partite, ma quando non ero impegnato con l’AZ ho dato un’occhiata alle gare della Lazio. La Serie A sta tornando sui livelli che le competono, basti vedere la Juventus che è in finale di Champions League. De Vrij? Ho pensato fosse importante parlare con lui prima di prendere una decisione, conosce già la città, l’ambiente e il club. Stefan mi ha parlato molto bene della Lazio, mi ha spiegato che il campionato di Serie A è molto diverso dall’Eredivisie. In Italia c’è più tatticismo e il livello in generale è superiore. Dopo il suo trasferimento alla Lazio, de Vrij ha dimostrato che un difensore olandese può fare bene anche in un calcio difficile come quello italiano, anche io come lui voglio migliorare. Credo che la Lazio sia la squadra ideale per me, altrimenti non avrei firmato. Non sono venuto a Roma per una vacanza, ma per giocare”. Parole al miele che sottolineano la grande voglia di Hoedt di intraprendere questa nuova avventura.

Non resta che fare allora un grosso in becco all’aquila a Hoedt, sperando di poterlo vedere presto giocare con la casacca biancoceleste e magari scoprire che con lui e De Vrij la Lazio avrà una coppia di centrali fortissimi.



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Calcioscommesse, spunta il nome di De Rossi

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Daniele De Rossi parla in conferenza stampa dopo Lazio Genoa 3-2

DE ROSSINomi su nomi, oramai il calcioscommesse sta diventando all’ordine del giorno da più di un anno.Dopo Mauri,spunta un’altro nome della capitale: Daniele De Rossi. Stando al sito Panorama
il portiere Marco Paoloni, attualmente in carcere per il filone del calcioscommesse,avrebbe nominato il centrocampista giallorosso per aver manovrato la partita Roma-Genoa nella quale la squadra romanista era in vantaggio di 3 reti terminando i 90 minuti 3-4 per i genoani. La telefonata però non sarebbe ritenuta rilevante dagli inquirenti lasciando quindi spazio ai titoli dei media.
La Roma non ha rilasciato nessuna nota ufficiale a riguardo ma ha avvertito subito il giocatore che il suo nome è uscito fuori in questa vicenda.

Subito la replica di De Rossi all’Ansa

“Sono indignato, sono stati fatti dei riferimenti falsi alla mia persona per una vicenda alla quale sono detto tutto estraneo”. In suo aiuto interviene anche il procuratore Di Martino: “Quella di De Rossi è una sciocchezza – precisando– ho chiesto informazioni ai miei ufficiali di polizia giudiziaria e mi è stato detto che il nome di De Rossi non c’è”.

Notizia del 03 Giugno 2011



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E’ tempo dei saluti. Ledesma lascerà la Lazio

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LEDESMA Dopo ben nove anni di Lazio, Cristian Ledesma lascerà la casacca biancoceleste. A confermarlo è il suo procuratore D’Ippolito ai microfoni di Lazionews:“Il rapporto col club si chiude automaticamente col contratto che scade. La Lazio non si è più fatta sentire… A Roma non è mai stato adeguatamente apprezzato, diciamo così. Vedremo se potrà restare in Italia oppure andare all’estero. Solo un arrivederci? Certo. Lui ama la Lazio, quando smetterà di giocare farà l’allenatore a mio dire”
Dopo 318 presenze (raggiungendo il settimo posto di sempre nei giocatori laziali),e 14 gol, il centrocampista terminerà la sua carriera altrove, forse nella Major League.
Giocatore sempre al suo posto sia fuori dal campo che dentro, mai una polemica nemmeno quando fu messo fuori rosa nella stagione 2009/2010 accenttando anche il fatto odierno nel quale lui era poco utile nel progetto di Pioli lasciando spazio a Biglia e Cataldi.
Sarà un assio o un arrivederci? Cristian ama troppo la maglia laziale e spera un giorno che potrà allenare la prima squadra della capitale.



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Quali squadre rischia la Lazio nei preliminari di Champions?

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Prima di parlare delle squadre che potrà incontrare la nostra Lazio dobbiamo prima spiegare le assurde, quanto stupide, modifiche fatte da Monsieur Michel Platini e dai suoi moschettieri per Champions League del prossimo triennio. E manco a dirlo la prima a rimetterci è la Lazio. La società biancoceleste secondo il coefficente UEFA è al 40° posto nella classifica per club, e se fossimo arrivati secondi saremmo dovuti essere in terza fascia. Non potevamo salire in seconda fascia, vero, ma non dovevamo neanche sperare nei passi falsi di qualche altra squadra, con il coefficente più alto del nostro, durante il turno preliminare. Squadre che pur avendo un coefficente UEFA più alto della Lazio devono passare comunque per il turno preliminare per uscire dalla quarta fascia, in cui oggi sono relegati i nostri odiati “cugini”. Già, la “Maggica Riomma”, i campioni del mini-scudetto secondo il signor Garcia, stanno dietro alla Lazio di sei posizioni nella classifica per club dell’UEFA: la classifica, come spiegato prima, determina la sistemazione nelle varie fasce e la Roma sarà costretta a “gufare” per tutta l’estate. La seconda squadra della capitale, infatti, per salire in terza fascia deve sperare che qualcuno tra Manchester United, Valencia, Bayer Leverkusen, Shakhtar, Basilea o Ajax non passi il turno preliminare e che, al tempo stesso, non si qualifichi la nostra Lazio. Se no, resterebbero nella quarta e ultima fascia. La Lazio, invece, è da terza fascia, ma a causa del nuovo regolamento, è costretta a giocare un altro spareggio alla Napoli-Lazio.

Con il vecchio sistema, invece, la Lazio sarebbe stata testa di serie nel preliminare di agosto e avrebbe corso il rischio di incontrare qualche ostica, ma non troppo, squadra dell’Est oppure del Nord Europa. Il buon Platini, però, avendo chiesto più soldi alle tv, che hanno avuto i diritti della Champions League, ha ben pensato di modificare il regolamento di accesso alla fase a gironi della Champions League. Tutto questo è stato fatto per raccogliere voti e consensi in quei paesi che riuscivano a malapena a portare le loro squadre al terzo turno preliminare, per essere poi sconfitte in malo modo dalle grandi del calcio europeo. Quindi, la grande genialata dell’ex juventino è stata questa: ha garantito alle vincenti dei campionati di Spagna, Inghilterra, Germania, Italia, Portogallo, Francia, Russia e Olanda un posto in prima fascia nel sorteggio, senza degnarsi minimamente di considerare il coefficente UEFA, in modo da far contenti sia i grandi del calcio che i suoi amici francesi e russi. Sistema molto semplice che non ha eliminato le fasce e le teste di serie ma ha solo mischiato le carte in tavola. La UEFA ha poi garantito alle quarte classificate di Spagna, Germania e Inghilterra, più le terze classificate di Italia e Portogallo un posto al preliminare. Per stabilire, però, la classifica di chi rientra tra le teste di serie, si deve tener conto non solo del coefficiente Uefa per club e per nazioni, ma anche che le “scudettate” dei campionati minori sono inserite in un playoff chiamato “campioni”, che ha 5 posti a disposizione per la Champions League. Nell’altro, invece, chiamato “piazzati” sono inseriti Valencia, Manchester United, Bayer Leverkusen, Lazio e Sporting Lisbona, con la possibilità che vi si aggiungano, dopo aver superato il secondo ed il terzo turno preliminare, Shaktar Donetsk, Ajax, Cska Mosca, Club Bruges e Monaco. Quindi in questo gruppo, anch’esso con in palio 5 soli posti, girerà sempre male alla Lazio, visto il prestigio delle squadre presenti. La prima squadra della capitale può sperare di essere testa di serie, ed evitare quindi Manchester United e Valencia, solo in caso di eliminazione nel secondo turno preliminare degli ucraini, degli olandesi e dei russi.

Il regolamento studiato da Platini e dai suoi leccapiedi resta assurdo e stravagante ma questo è quello che aspetta la nostra amata Lazio, che come sempre dovrà lottare per meritarsi il paradiso, senza l’aiuto di nessuno e con la porta dell’inferno sempre aperta. Siamo davanti alla Roma nel sorteggio per la fase a gironi, essendo in terza fascia, visto il nostro palmarès, e loro in quarta, visto che non hanno mai vinto nulla in Europa. Però, per arrivare alla fase a gironi, rischiamo di doverci giocare il posto con una tra Manchester United, Bayer Leverkusen e Valencia, sarebbero addirittura in seconda fascia se superassero il preliminare.

Come sempre la UEFA fa di tutto per favorire solo i propri interessi e quelli dei grandi club, del resto, invece, se ne frega altamente; ma la Lazio ci ha abituato a grandi imprese e con la nostra forza, tutti insieme come un grande “popolo”, con un pizzico di fortuna, che non guasta mai, supereremo anche questo scoglio e torneremo a giocarci la coppa dalle grandi orecchie. Forza Lazio sempre!



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Federbet impaurisce la Lazio… per poco!

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Champions-leagueFrancesco Barranca, segretario di Federbet, mette in difficoltà la Lazio alla luce delle indagini sul filone del calcioscommesse dove Mauri, Milanetto e altri sono implicati. “Federbet ha collaborato con la polizia di Cremona, fornendo elementi importanti per indagare su Lazio-Genoa, ora aspettiamo di capire come intendono agire i pm e quindi i giudici sportivi. Inoltre a febbraio Federbet ha denunciato alla polizia di Busto Arsizio diverse partite di Lega Pro, la settimana prossima denunceremo agli inquirenti anche le partite del Catania […] I numeri parlano chiaro e ci dicono che ci sono stati dei tentativi di combine. È facile individuare questi casi ma le istituzioni sportive sono passive, per questo abbiamo deciso di passare a denunciare i fatti alla polizia”

Non è mancata la smentita della società con comunicato ufficiale e attacca il segretario della ONLUS: “Le opinioni del sig. Baranca, in merito alle conseguenze che potrebbero interessare la Lazio, sono impressioni meramente soggettive, prive di alcun supporto probatorio e costituiscono una pura manifestazione personale senza alcun riscontro con elementi che possano contraddire le indagini svolte negli anni passati, concluse con le molteplici pronunce emesse dalla giustizia sportiva. La Lazio ha concluso una stagione di successi e si sta preparando a conseguirne altri in campo europeo: dichiarazioni come quelle del sig. Baranca costituiscono solo interventi di disturbo della quiete di cui hanno bisogno il club, i giocatori ed i tifosi, e chi le raccoglie e le amplifica, come se fossero fonti di verità e di pericolo concreto, si rende complice di attività meramente diffamatoria, sorretta solo da astio e voglia di nuocere alla Lazio, lontana sia dall’esercizio del diritto di cronaca che dal corretto svolgimento del dovere di informazione.”



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Lotito scatenato!: “Felipe vale 100 milioni e con lo stadio si vince tutto!”

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lotito

lotitoLotito naviga nella sua euforia di fine campionato. Che sia stata una stagione da incorniciare non lo nega nessuno anzi, il campionato appena terminato forse è il migliore giocato nell’era Lotito capitanato da un Mister Pioli a 5 Stelle.
Il Padron biancoceleste però non tarda a parlare solamente nel momento di gioia. Parole sconvolgenti quelle su Anderson che lo valuta non meno di 100 milioni di euro (preso dal Santos anni fa a 8 milioni + premio in caso di qualificazione Champions). Non solo ha dato al giocatore un valore così alto ma lo ha anche blindato facendogli firmare un contratto che scadrà nel 2020.
Non finisce qui, Lotito dichiara anche che se gli danno tutti i permessi, in 3 anni tirerà su uno stadio di proprietà che gli farà vincere tutto (stando alle sue parole). Continia a spegare che con i ricavati puliti,quindi senza affitti dell’Olimpico, gli introiti sarebbero sufficenti per costruire un’armata da combattimento,raddoppiando così il fatturato. Parole non nuove comunque, ricordando il discorso in stile duce quando la Lazio conquistò la coppa Italia contro la Roma e dichiarò che la squadra capitolina dominerà lo strapotere delle squadre del Nord.
Fatto sta con il terzo posto c’è una cifra sicura che si aggira sui 13 milioni di euro per l’avvenuta qualificazione ai preliminari di Champions che,in caso la Lazio superasse i ” test d’ingresso”, diventeranno 40 milioni.



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Gli ex analizzano l’anno della Lazio

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Come al solito, il day after è da sempre tempo di bilanci, che questa volta sorridono ai biancocelesti. La Lazio conquista infatti il preliminare di Champions League grazie ad un finale di campionato al cardiopalma. La formazione di Pioli ottiene al termine del match di Napoli il pass per l’Europa che conta, coronando una stagione ricca di soddisfazioni, in cui ha dimostrato di meritarsi una posizione nell’élite del calcio italiano ed europeo. Un finale davvero inaspettato a distanza di 10 mesi: già, perchè la formazione biancoazzurra era partita con l’obiettivo di ritornare nelle competizioni europee, per poi superare le proprie aspettative piazzandosi al terzo posto in classifica proprio grazie ai 96 minuti thriller del San Paolo, in cui si è portata sul doppio vantaggio prima di farsi rimontare nella ripresa dalla doppietta di Higuain; l’attaccante argentino fallisce poi la grande chance dagli 11 metri di portare per la prima volta nel match la sua formazione in vantaggio, calciando un rigore concesso per il fallo di Lulic su Maggio in curva. Un errore molto pesante a livello psicologico, con i Partenopei il contraccolpo incassando prima in contropiede la rete del 2 a 3 del neoentrato Onazi e poi il poker finale con un colpo di testa di Miro Klose su un calcio piazzato dalla trequarti di Cristian Ledesma. Una grande prova di carattere degli uomini allenati da Stefano Pioli, che riscattano nel migliore dei modi la doppia delusione in appena 5 giorni della finale di Coppa Italia persa ai supplementari contro la Juventus e del derby.

La redazione de lalaziosiamonoi.it ha contattato sette grandi ex per conoscere le loro riflessioni e valutazioni sull’intera annata e su “Top e Flop” biancocelesti, stagione 2014-15.

Angelo Gregucci ha davvero pochi dubbi: questa è stata per la Lazio un’annata trionfale. Si, perchè secondo l’allenatore di San Giorgio Ionico, nemmeno il più ottimista avrebbe previsto un finale di stagione con il terzo piazzamento in classifica e il raggiungimento della finale di Tim Cup. E proprio questa lascia un pizzico di amaro in bocca, perchè la Lazio ha dimostrato di essere l’unica squadra del Belpaese a saper tenere testa ai Campioni d’Italia, arrivando a pochi centimetri dalla conquista del trofeo con il doppio palo di Filip Djordjevic al terzo minuto del primo tempo supplementare. A livello individuale, l’ex tecnico di Casertana e Salernitana elogia le doti del suo collega Stefano Pioli, che ha saputo dare un’identità e il senso d’appartenenza ai suoi uomini. Felipe Anderson è stato l’uomo in più, mentre nessuno è da considerarsi flop nella rosa biancoceleste, poichè tutti si sono resi utili. Idea condivisa anche dall’altro tecnico, Giancarlo Camolese, che sottolinea come il gol-Champions sia stato realizzato da un calciatore molto spesso ai margini del gruppo, Eddy Onazi. Merito di Pioli, che ha saputo motivare tutta la rosa a disposizione, valorizzando ogni singolo elemento. Anche per lui la stagione è molto positiva.

Mister Pioli risulta essere il migliore tra i biancocelesti: infatti oltre ai due mister, anche Stefano Fiore, Attilio Lombardo e Cesar Aparecido Rodrigues lo eleggono personaggio-chiave della stagione biancoceleste. Il suo merito, oltre ad aver lanciato giovani dal futuro assicurato come Felipe Anderson e Danilo Cataldi, è stato proprio quello di aver portato una mentalità propositiva, una caratteristica che è risultata fondamentale per la conquista del terzo posto. I tre ex-calciatori concordano anche sul definire il campionato della Lazio “straordinario”, viste le aspettative e la delusione di quello scorso. Pensiero condiviso anche da Fabrizio Ravanelli e Riccardo Bonetto, che senza indugi dà un bel 9 alla stagione dei biancocelesti.

I calciatori top della stagione sono Felipe Anderson, elogiato da Gregucci e Camolese in primis ma anche da penna Bianca e Lombardo; Antonio Candreva, che Bonetto definisce il migliore per la personalità nei momenti che contano e la continuità; Marco Parolo, che grazie alle sue 10 reti stagionali entra di diritto nei migliori di Ravanelli.

Una stagione come questa lascia davvero poco spazio alle cosiddette note stonate. Gli intervistati fanno fatica a citarne alcuni: Cesar è deluso dalla stagione di Dusan Basta, che nonostante una buona annata secondo lui poteva dare un maggior apporto, mentre Fiore si dice poco convinto della retroguarda biancoceleste, penalizzata dall’assenza per 8 mesi di Gentiletti. Difesa che non ha convinto nemmeno Riccardo Bonetto, soprattutto in uno dei suoi elementi, Edson Braafheid, rivelatosi fondamentale nel corso della stagione a causa degli infortuni di Radu. Secondo lui l’olandese non ha espresso tutte le sue qualità. Secondo lui servirebbe ancora un po’ di tempo per capire se il suo sia stato un acquisto fallito o un investimento azzeccato.



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E’ tempo di pagelle

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Con la stagione appena conclusa con il terzo posto è tempo di pagelle di fine anno.Molte note positive ma anche quelle negative.

MARCHETTI 7: Stagione altalenante quella di Federico, ha sulla coscienza alcuni errori ma anche alcune prodezze. Merita il rinnovo. SUPERMAN.

 

BERISHA 5,5: Ha svolto il compito.Ha parato un rigore ad Icardi ma in finale di coppa ha commesso troppi errori.RISERVA DA MIGLIORARE.

 

BASTA 8: Nelle ultime partite il nostro angelo biondo ha dimostrato una intelligenza tattica impressionante ma anche lui ha alternato prestazioni buone a quelle negative. PICCOLO FORREST GUMP.

CAVANDA 6: Chiamato spesso in causa si è impegnato molto. Deve ancora migliorare ma lo terrei volentieri. MOTORINO.

KONKO 2: Si vocifera che ieri si sia fatto male per festeggiare. ROTTAMATO.

DE VRIJ 9: All’ inizio paga dazio per un campionato di gran lunga differente da quello olandese ma poi la difesa con lui è stata un muro. IMMENSO

GENTILETTI 6: Arrivato senza proclami si è dimostrato di essere all’altezza, poi il brutto stop. Ritorna a Marassi dove si fece male ma contro la Samp e segna il goal decisivo. Regge bene i 120 minuti della finale. Male al derby ma era inevitabile. PROMOSSO.

CIANI 6: ha fatto il suo. Limitato tecnicamente ma ha sempre risposto presente con professionalità. OPERAIO.

NOVARETTI 6: Anche lui come Ciani ha fatto il suo. Molto piu sicuro rispetto lo scorso anno. USATO GARANTITO.

MAURICIO 6: Promosso solo perchè si impegna e lotta. Ma anche lui tecnicamente scarso. LOTTATORE.

CANA 5: Non basta la cattiveria. Il suo tempo è finito. BOCCIATO.

RADU 5,5: Ha sulla coscienza alcuni errori di troppo e qualche infortunio. RIMANDATO.

BRAAFHEID 6: Si comporta egregiamente. Merita il rinnovo. SORPRESA.

BIGLIA 9: Come un faro illumina il centrocampo. La sua assenza si fa sentire. UNICO.

PAROLO 8: Ieri ha sbagliato tutto, solo il gol lo salva. Ma è stata la sorpresa di questa stagione. BOMBARDIERE.

CATALDI 6: L’ abbiamo aspettato e lui ci ha ripagato. SOLDATINO.

LEDESMA 6: Ieri è stato decisivo. Meriterebbe un altro anno ma anche lui ormai ha finito il ciclo. UTILE.

ONAZI 5,5: Ha sulla coscienza quel gol sbagliato col Chievo. Per il resto è il solito Onazi. PROMOSSO CON IL DEBITO.

MAURI 7: Sembra un fantasma durante la partita ma i suoi inserimenti sono devastanti. ORGOGLIO DA CAPITANO.

LULIC 7: Si adatta in vari ruoli. Gioca bene e segna il gol decisivo in semifinale di coppa Italia. Ieri pennella un assist delizioso a Candreva. CONDOTTIERO.

CANDREVA 8: Si riconferma anche con Pioli. Segna, corre, ma a volte si spegne. TURBO INSOSTITUIBILE.

ANDERSON 8,5: Alla inizio si alterna con Keita, poi esplode all improvviso. In queste ultime uscite però si è spento, all improvviso… FENOMENO.

KEITA 5: Soffre la concorrenza con Anderson. Ma è giovane, il tempo è dalla sua. GENIO INCOMPRESO.

EDERSON 3: Altra stagione in ombra. MIRACOLATO.

KLOSE 7: Djordjevic gli ruba la scena, lui se la riprende a causa dell infortunio del serbo. Si è perso nelle ultime gare. Al derby si mangia l impossibile. Merita un altro anno. BOMBER DI RAZZA.

DJORDJEVIC 6: A Palermo è esploso. Segna poco ma la stagione è sfortunata. Poteva essere un eroe in finale ma la sfiga non lo lascia. Pareggia lui il derby ma è colpevole sul vantaggio giallorosso, le basi però ci sono. IDONEO.

PEREA 2: Arriva a gennaio ma gioca poco. Se era panchinaro a Perugia un motivo ci sarà no? PORTA BORSE.

PIOLI 10 E LODE: Crea fin da subito un gruppo. Crea un gioco divertente. Pecca sulle letture delle partite ma merita il voto pieno. SPECIAL ONE.

DIRIGENZA 6: Ha il merito di credere nel mister e di aver trattenuto i big prendendo De Vrij. Come al solito si è persa a gennaio.



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Candreva: “Terzo posto voluto, mancavano 90 minuti. Ci siamo riusciti!”

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Nella mix-zone del San Paolo, sono arrivate le prime parole di Antonio Candreva subito dopo la sentenza positiva della partita.

“Merito di tutti. Abbiamo fatto una grandissima prova. Ci meritavamo questo grande traguardo già da diverse settimane, e lo abbiamo raggiunto alla fine, in questo campo contro un avversario forte.Dopo un grande primo tempo, è andata bene per fortuna. Un super traguardo, io non ho mai fatto la Champions, sono curioso di giocarmela. Ci godiamo il terzo posto, ci riposiamo e poi penseremo ai play off. Dedico la rete a mia figlia, alla mia famiglia e a tutti i tifosi della Lazio, che sono stati il nostro dodicesimo uomo in campo, non ho mai visto in questi tre anni lo stadio così biancoceleste come quest’anno. Sono onorato di indossare questa maglia. Sono stati raggiunti grandi obiettivi. Lo sforzo di questa sera era grandissimo, il traguardo altissimo. In 90 minuti dal terzo posto bisognava tirare fuori qualcosa di più. L’abbiamo voluto a tutti i costi, ci siamo riusciti!”

Complimenti Romoletto, complimenti alla Lazio tutta… grazie!!



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Formello si tinge di biancoceleste, delirio Lazio!

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Forse era già tutto scritto, era già scritto che tutto doveva andare così, era già scritto che i “romatristi”, si avete letto bene “romatristi” (perché sono nati tristi e moriranno tristi tifando la Roma) dovevano parlare prima, darci già per spacciati con le loro magliette “Game Over” e cercare una rivalsa dopo un derby vinto più per fortuna che per merito, una rivalsa che non ci sarà mai dopo il 26 maggio e quella coppa in faccia che ancora non li fa dormire la notte. Questa volta Dio è stato dalla parte dei biancocelesti, probabilmente Lovati, Maestrelli, Re Cecconi, Chinaglia e Fiorini l’avranno guardato e gli avranno detto tutti in coro: “Questa volta no, questa volta la Lazio non può perdere e merita la Champions League”. Da laziale devo dire che un po’ ci credevo, in base alle ultime partite pensavo che se fosse esistita una giustizia nel calcio la Lazio doveva arrivare almeno terza dopo questa grande stagione, ma nel calcio a volte la giustizia non esiste. Ho sofferto come tutti voi in questi ultimi giorni e ho urlato a squarciagola dopo il fischio finale anche se ero molto distante da Roma, perché alla fine ce l’abbiamo fatta, tutti insieme come sempre, come un vero “popolo” quale siamo, uniti e orgogliosi di essere laziali. Una vittoria e una qualificazione sofferta ma meritata per questa Lazio, per Pioli e per tutti i ragazzi, unici e fantastici, e come dice l’inno di Donati “co tanto core come nessuno c’ha…”

Dopo mille sofferenze, come dopotutto ci ha sempre abituato la nostra Lazio, è arrivata finalmente la festa, un intero popolo è corso verso Formello per festeggiare questa squadra, piena zeppa di lazialità dalla testa ai piedi, una squadra con gli attributi come piace a noi laziali. I cancelli del centro sportivo erano già aperti prima dell’una di notte e molti laziali, quasi mille, erano già lì, pronti ad acclamare i propri beniamini. Prima della una e mezza il Fersini è già pieno, i tifosi intonano cori e cantano l’inno sventolando le bandiere, in attesa dell’arrivo della squadra. Alle due sono quasi 8.ooo i tifosi presenti, tanto che si decide di aprire anche i cancelli dalla parte opposta del centro sportivo. Dopo due ore di attesa arriva finalmente la squadra e i tifosi aumentano a 10.ooo.

Il primo a scendere in campo e l’eroe di giornata Eddy Onazi, acclamato dal boato dei tifosi biancocelesti. Queste le sue parole a Lazio Style Radio: “Abbiamo fatto di tutto per questo terzo posto e stasera ci siamo comportati da squadra. La qualificazione in Champions era quello che volevamo. Il gol? Sono contento per l’opportunità che mi è stata data”. Successivamente arriva tutta la squadra, acclamata a gran voce dal popolo biancoceleste. Cataldi grida ai microfoni di Lazio Style: “Bellissima emozione, ce la meritiamo tutta!“. Poi tocca al secondo di Pioli, Murelli: “Emozione bellissima. E’ stata una stagione fantastica che si è chiusa nel migliore dei modi”. Miroslav Klose, ancora euforico, dichiara: “Grandissima gioia, i nostri tifosi ci danno una enorme carica. Così come hanno fatto dopo la sconfitta al derby. Ma non siamo ancora lì dove vogliamo. Mancano ancora due partite importanti. Sono veramente orgoglioso di quanto abbiamo fatto“. Felipe Anderson, ancora visibilmente emozionato, dice: “Vedere questi tifosi contenti era quello che volevamo”.

Parole di elogio a squadra e tifosi arrivano dal presidente Claudio Lotito: “E’ il raggiungimento di un obbiettivo che abbiamo cercato con ogni mezzo. Questa squadra sta dimostrando di avere carattere e tante potenzialità. Il mister è stato il collante indispensabile per questo tipo di persone. E’ stato capace di risvegliare l’orgoglio dell’appartenenza. L’abbiamo visto oggi: il risultato è stato conseguito, con lacrime, sangue e spirito di sacrificio. Forse avremmo potuto fare di più se non avessimo avuto i problemi che conoscete. Questo è l’inizio per rilanciare il club ai livelli europei che ci competono. Ora si riparte con la Supercoppa e con il preliminare di Champions: dobbiamo farci trovare pronti!”.

Dopo l’uscita dal campo della squadra la festa è proseguita fino alle prime luci dell’alba, Formello era letteralmente invasa da tifosi festanti, che bevevano e cantavano a squarcia gola per festeggiare l’accesso alla Champions. Alcuni sono riusciti a scattare anche qualche foto con i giocatori. Una notte di festa e di gioia, una notte da ricordare, una vittoria e un traguardo da incorniciare, perché finalmente dopo otto anni si torna nell’Europa che conta, in quella Champions League che sa regalare forti emozioni e ci fa sempre sognare. Ora è tempo di festeggiare e poi si vedrà il da farsi, con il preliminare e la Supercoppa contro la Juve da giocare, due obbiettivi alla nostra portata.

Avanti Lazio, fieri e spavaldi di essere!



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Napoli-Lazio 2-4: dal Paradiso all’ inferno al Paradiso

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mauricio chape

31 Maggio 2015, giornata conclusiva del campionato, dove tutto o quasi è già deciso. Ma ci sono due squadre che si distaccano dalla pace o dalla rassegnazione delle altre e sono costrette a darsi battaglia per raggiungere quell’ agognato terzo posto che vale i preliminari di Champions. Neanche a dirlo una delle due è la nostra Lazio, che dopo una seconda parte di stagione fuori dall’ ordinario si è vista sfumare in 4 giorni l’ obiettivo Coppa Italia in favore della Juve ed è uscita sconfitta dal derby contro i cugini giallorossi. A testa alta, si, ma uscire con la testa alta non fa di te un vincente, al massimo uno sconfitto ancora più deluso, perché si sa, nel calcio il merito non conta nulla se il fato non è dalla tua. Ora la paura di sbagliare è tanta, e ad aspettare i biancocelesti c’ è l’ unica altra squadra che ha bisogno di fare punti, il Napoli, che vincendo raggiungerebbe i biancocelesti in classifica e andrebbe ai preliminari di Champions a discapito degli avversari, in virtù degli scontri diretti. Il San Paolo è gremito come mai di tifosi partenopei, una cornice che da coraggio ai propri beniamini e nello stesso tempo incute timore agli ospiti, invece soli, dato il divieto di trasferta per i tifosi biancocelesti. Il primo brivido del match arriva verso la metà del primo tempo quando Callejon, innescato da Higuain, tocca rasoterra verso la porta e manda fuori per una questione di centimetri. Ma è al 33° che Parolo cerca il tiro dalla distanza con il mancino e sigla il suo 10° gol stagionale, grazie anche alla deviazione di Inler. 0-1, Napoli vistosamente scosso, a tal punto che allo scadere della prima frazione si fa bucare da Candreva su un contropiede rapido e cinico da parte dei biancocelesti. Rocchi dichiara quindi la fine del primo tempo; calcolando che alla Lazio basterebbe un pareggio per raggiungere il 3° posto la partita dovrebbe essere virtualmente chiusa con 45 minuti d’ anticipo. Per smentire ciò che abbiamo appena detto bastano appena 10 minuti: erroraccio in fase d’ impostazione di Parolo che regala palla al Napoli, Callejon mette una palla bassa al centro dove c’è puntuale Higuain a mettere in rete il gol dell’ 1-2. Ora per il Napoli è lecito se non obbligatorio ricominciare a crederci, la Lazio comincia a soffrire le avanzate partenopee ed è Mertens che poco dopo il gol di Higuain supera anche Marchetti ma viene fermato da De Vrij, che sulla linea di porta salva i suoi.  Ma la gioia della Lazio dura poco, poiché al minuto 62 Parolo si fa ammonire per la seconda volta ed è costretto a uscire da campo, lasciando i suoi compagni in 10. Solo due minuti dopo la partita si rimette in equilibrio ancora grazie allo zampino di Higuain. Adesso per la Lazio si fa davvero difficile, manca un’ immensità e in 10 contro 11 in un’atmosfera come quella del San Paolo è davvero difficile resistere. E pensare che 10 minuti prima erano 2 i gol di differenza tra le due squadre. La prima nota positiva del secondo tempo arriva a un minuto molto caro ai biancocelesti, il 71°, durante il quale Ghoulam si prende il secondo giallo e si accomoda fuori dal campo a fare compagnia a Parolo. Dopo soli 5 minuti Lulic perde la testa e commette un fallo su Maggio al limite dell’ area di rigore, per Rocchi è dentro e sono inutili tutti i tipi di proteste da parte degli ospiti. Va Higuain dal dischetto, ma il fato questa volta è benevolo e vuole che il “Pipita” spari sopra la traversa il penalty. Evitato il ribaltamento del risultato sul dubbio penalty non resta che giocare l’ ultimo quarto d’ ora. Nella Lazio entrano Klose e Onazi (si, proprio quello che vi ha fatto maledire ogni figura animata e non a vista al suo ingresso) al posto di Djordjevic e F. Anderson. Dopo una serie di tentativi d’ attacco da parte dei padroni di casa arriva l’ evento che cambia per l’ ennesima volta il volto del match: all’ 85° la Lazio recupera un pallone al centro del campo e si tuffa alla disperata in contropiede, Ledesma viene fermato ma la palla scivola verso l’ area di rigore, dove arriva Onazi che, con un’ insolita vena da bomber di razza, tocca quanto basta per evitare l’ intervento di Andujar e piazzare in rete il gol che tutti sanno, superstiziosi e non, porterà inevitabilmente la Lazio ai preliminari di Champions. La reazione del Napoli è ormai inesistente e permette all’ altro neo-entrato Miro Klose di piazzare anche il colpo del 4-2 al minuto 92.

Una partita da infarto, che ti illude di essere archiviata troppo presto e poi si riapre senza preavvisi, trascinandoti verso la peggiore sconfitta, ma che ti concede un’ ultima occasione, quando tutto sembrava perduto.

Una partita da Lazio.



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Napoli-Lazio: numeri, statistiche e… possibili addii?

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La gara di questa sera è il crocevia per la Lazio, che spera di avere la certezza di giocarsi le sue chances di Champions League ad agosto, e per il Napoli, che ha l’occasione paradossale di riscattare un anno deludente.

Il Napoli è imbattuto da cinque sfide di campionato contro la Lazio, quattro vittore e un pareggio; cinque sono anche i turni di imbattibilità dei partenopei al San Paolo contro la Lazio, tre vittorie e due pareggi. Il Napoli ha vinto cinque delle ultime otto gare di campionato (le altre tre corrispondono a un pareggio e due sconfitte), segnando una media di 2.6 reti a partita e subendone 1.6. Nel girone di ritorno il Napoli non ha mai perso in casa, ottenendo sette vittorie e due pareggi per un totale di 23 punti: prendendo in considerazione questo periodo è solo la Juventus che ha fatto meglio tra le mura amiche con 28 punti.

Nessuna squadra ha fatto meglio della Lazio in trasferta nel girone di ritorno (16 punti). La Lazio non ha mai ripetuto lo stesso risultato per due partite di fila nelle ultime otto giornate di campionato (sconfitta nel derby nell’ultima). Solo il Verona (18) ha guadagnato più punti del Napoli (17) da situazione di svantaggio in questo campionato.

Il Napoli è la squadra che in questo campionato segna più negli ultimi 30 minuti di gioco (34 reti). Gonzalo Higuaín è un cecchino che quando vede Lazio vede rosso, tra campionato e coppe, è la sua vittima preferita dal suo arrivo in Italia. Se arriverà sarà il 10° gol in questo campionato per Stefano Mauri, due dei suoi nove attuali sono arrivate in trasferta.

Essendo l’ultima partita, ci sembra doverosa un’ultima annotazione, tra statistiche, cuore e dubbi per il futuro:

  • Stefano Mauri in 9 anni e mezzo (da gennaio 2006) ha totalizzato 241 partite segnando 41 gol;
  • Cristian Ledesma in 10 anni (da luglio 2006) ha totalizzato 258 presenze e 12 gol;
  • Edson Braafheid in 10 mesi (da agosto 2014) ha totalizzato 12 presenze senza gol;
  • Michael Ciani in quasi 3 anni (da fine agosto 2012) ha totalizzato 48 presenza con un gol.

Questi 4 nomi, al momento, sono in scadenza di contratto, e quindi all’ultima apparizione ufficiale con la maglia della Lazio, forse per qualcuno c’è un futuro all’estero, per qualcuno un vero e proprio ritiro, o perchè no una permanenza a Formello; ci sembrava doveroso parlare di uomini che, nel bene o nel male, maggiormente o poco, hanno cercato di fare il loro compito nella casa della prima squadra capitolina. A loro buona fortuna e che tutto possa risolversi per il meglio.



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Napoli-Lazio: per un posto nell’Europa che conta

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Questa sera si affronteranno due squadre con lo stesso obbiettivo ma con un percorso ben diverso.

Il Napoli è partito con la convinzione di poter dare fastidio alla Juventus, la Lazio ambiva ad un posto in Europa; per i biancocelesti è stato senza dubbio un campionato memorabile con qualche errore di troppo che si poteva evitare, per gli azzurri, invece, è stato un totale fallimento, anche in questo caso dettato dalla troppa superbia e dall’incoscienza.

Domani non sarà la partita della vita per noi aquilotti, ma c’è voglia di non cascare più nel buco dell’Europa League, vogliamo vincere e dimostrare che siamo validi. Non bisognerà fare errori, Pioli la giocherà a viso aperto rischiando il tutto per tutto, sicuramente non conviene, ma il nostro mister è così, non molla mai. Bisogna tifare a squarciagola stasera, tutti vogliamo rivedere la competizione più importante per club.

Se davvero esiste un Dio del calcio, allora dobbiamo vincere, lo meritiamo visto che all’inizio nessuno l’aveva pronosticato. I giocatori hanno dato tutto e lo faranno anche oggi, ma stavolta non ci vuole solo il cuore e la testa, serve la cattiveria, dobbiamo dominare la partita almeno mentalmente, loro sono molto fragili. Bisogna lottare per chi ha dato l’anima per un posto in Champions, per chi non c’è più ed è morto per la Lazio.

Non dobbiamo arrenderci mai, non cadiamo nella fragilità, noi rappresentiamo Roma e la porteremo al trionfo. Stasera non sarà la partita del secolo, ma ormai siamo qui ad un passo dalla gloria e nessuno può fermare il grande sogno. Champions stiamo arrivando!



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Lo scudetto immaginario romano

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lotito1L’ossessione scudetto romano sta conquistando tutti a Roma. Partiamo in primis con Lotito che rivuole lo scudetto assegnato ingiustamente al Genoa durante la guerra per poi arrivare al mini scudetto di Garcia. Oramai il tricolore non si conquista sul campo ma nella testa di chi troppo vuole e nulla stringe. Il tecnico giallorosso si è reso protagonista in una delle sue tante dichiarazioni immaginarie “sboroneggiando” tra i media romani. Stando alle sue dichiarazioni la serie A ha due campionati in uno, se da una parte ci sono 20 squadre con la Juventus campione d’Italia, dall’altra c’è la Roma campione d’Italia su 19 squadre. Campionato a parte quindi per la seconda squadra della capitale che vince,secondo lui, il loro campionato fantomatico arrivando primi su 19 squadra. Se cosi fosse anche il povero retrocesso Parma vince il tricolore su un campionato giocato da 1 squadra di serie A.
Oramai sembra che il gioco conta poco e le classifiche parlano solo su carta quando il vero obiettivo è il bel gioco, le belle prestazioni, la passione per il calcio e non queste parole ridicole che servono a poco per il bene del pallone.
“Loro sono fuori concorso, irraggiungibili. Noi siamo stati i primi del nostro campionato ed è per questo che sono fiero dei miei ragazzi”.



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