Circolava già da giorni la voce di un interessamento del Leòn su Diego Novaretti. Voci che si sono rivelate vere. Il difensore biancoceleste non indosserà più la maglia biancocelste. La notizia arriva direttamente dal sito ufficiale della ss Lazio:
“La S.S.Lazio comunica di aver risolto il contratto economico del calciatore Diego Martin Novaretti.”
Ancora non sono state rese ufficiali le cifre della trattativa. La Lazio di Lotito ha urgentemente bisogno di essere sfoltita prima di dover acquistare i rinforzi necessari per approdare nell’Europa dei big ma nonostante il calciomercato non sia ancora partito a pieno ritmo sembrerebbe che Lotito stia procedendo a rilento anche se il padron biancoceleste non è nuovo alle trattative in scadenza del tempo necessario.
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Nonostante il fallimento, Lotito dovrà versare l’ultima rata
Il Parma oramai è fallito ma come in ogni fallimento i creditori devono recuperare i loro soldi. Lotito dovrà pagare l’ultima rata per aggiudicarsi il cartellino di Marco Parolo. Soldi che i curatori fallimentari provvederanno a versare nelle casse dei creditori.
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La Lazio deve assolutamente trovare una punta d’esperienza in grado di garantire gol pesanti ma sopratutto l’accesso all’Europa che conta. Voci sudamericane danno per certo il suo addio al Boca. L’ex giallorosso vorrebbe tornare in Italia o almeno lontano dalla sua ultima destinazione per problemi personali ma sappiamo tutti oramai come funzionano le notizie di mercato. Subito accostato alla Lazio che sencondo alcuni media c’è un sondaggio su di lui. In caso fosse vera la notizia, i trascorsi in giallorosso non influirebbero sulla fantomatica scelta biancoceleste (vedi come si son lasciati e l’esultanza con la maglia bianco-nera). Ma come scriviamo sempre per ora è tutto campato in aria.
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Sono parole d’amore quelle di Macheda che è stato intervistato dal sito footballplease.com
Federisco spera in un suo ritorno in biancoceleste,squqdra che porta nel cuore fin da bambino. Ora si trova al Cardiff.
L’intervista parte dagli inizi della sua migrazione dall’Italia all’Inghilterra
“Diciamo che il settore giovanile della Lazio di allora non era come quello di adesso, quindi appena ho saputo dell’opportunità di andare in Inghilterra per giocare con il Manchester United ci ho pensato un po’ su e poi ho accetto questa avventura. Non è stata una scelta semplice da prendere tuttavia ora posso dire di aver fatto la cosa giusta”.
Sul suo passato con la Lazio
“Indossare quella maglia è un sogno che ho da bambino e sicuramente mi regalerebbe emozioni paragonabili solo alla mia esperienza con lo United. Però per adesso non c’è mai stata la possibilità di trasferirmi a Roma. Più volte sono circolate voci ma tali sono rimaste. Futuro? Al momento ho diverse opportunità di tornare in Italia, però devo dire che in Inghilterra sto benissimo e il mio obiettivo è quello di tornare in Premer League che secondo me è il campionato più bello del mondo. Poi da qui fino alla fine del mercato tutto può succedere”
Infine parole di fiducia a Morrison
“Morrison? Spero non lasci la Lazio, potrà dare molto al gruppo di Pioli. Balotelli? A Roma non lo vedrei bene”. E se lo dice Chico, c’è da fidarsi.
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Xabi Alonso alla Lazio? Biglia è la chiave secondo il CdS
Fantamercato giornalistico. Come ogni finestra di mercato le maggiori testate consigliano o almeno tentano il colpo di visualizzazioni accostando nomi di giocatori a squadre di serie A. Oramai tutti i lettori hanno capito come funziona. Questa volta il Corriere dello Sport lancia una bomba o un consiglio per gli acquisti in casa Lazio.
Il futuro di Biglia alla Lazio sembra essere incerto, molti club europei hanno gli occhi puntati su di lui ma Lotito non vuole farlo partire per meno di 30 milioni di euro ed allo stesso tempo vuole farlo rinnovare fino al 2020.
In caso partisse, la testata giornalistica mette sul piatto Xabi Alonso che nel 2016 si svincola col Bayer in caso non rinnovasse. 33 primavere sulle spalle, il cartellino dello spagnolo potrebbe anche contenersi ma da rivedere il suo ingaggio. COme riporta il CdS, il giocatore non ha mai giocato in serie A ma vorrebbe provare “quest’ultima emozione”.
Naturalmente come ogni mercato estivo, lo staff di Since1900 chiede suoi lettori di mantenere i piedi per terra e diffidare dai mercati dettati dalle testate giornalistiche. Non c’è nessuna fonte ufficiale nella trattativa e ne interessamento della società biancocelste.Oramai Lotito lo conosciamo tutti, se acquisterà non spenderà molto, tenterà le scommesse giovanili e mirerà gli svincolati all’ultima finestra di mercato.
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Due anni con la casaccabiancoceleste, due anni tra prestazioni altalenanti. Novaretti sembra aver concluso la sua avventura a Roma. Stando a tutti i media messicani, il difensore laziale lascerà la squadra di Pioli e andrà nel paese centroamericano. Il club che lo acquisterà sarà il Leòn, squadra che milita nel massimo campionato del Messico. Nulla di ufficiale però ma stando alle loro testate giornalistiche mancherebbero solo gli ultimi accordi per approdare nella sua nuova squadra.
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La Lazio già si è mossa sul mercato molto prima del finale di stagione con gli acquisti di Hoedt, Morrison e Patric, ma è adesso che il calciomercato si scalda davvero. Sì, perchè con i preliminari di Champions League da giocare, la Lazio deve stare più che attenta in modo tale da dare a Pioli una rosa competitiva e che possa affrontare squadre forti come i possibili avversari nei play-off.
Con l’addio di Ledesma, la linea mediana biancoceleste ora conta dei fortissimi Biglia e Parolo, i giovani Cataldi e Onazi ed il multifunzionale Lulic. Ma è il Principito, dopo la sua splendida stagione, che può fare le valigie questa estate, con destino un top club europeo. Altri rumors dicono che Onazi o Lulic possono partire, quindi la Lazio deve stare pronta a prendere un centrocampista.
E perchè non guardare in sudamerica, che ha già dato alla prima squadra della capitale centrocampisti come Almeyda, Simeone, Verón e, poco tempo fa, Tata González ed Hernanes?
Nel campionato brasiliano ci sono molti giovani talenti, anche giocatori di livello internazionale che possono essere più di una scomessa. Questo è il caso di Charles Aránguiz, interno dell’Internacional di Porto Alegre, nazionale cileno, giocatore adatto al calcio moderno e all’evoluzione dei centrocampisti: sa cosa fare con e senza la palla, attaccando e difendendo con tantissima energia. È un calciatore intelligente che si muove bene sul campo per stare sempre nel luogo giusto. Non un fenomeno, ma uno che gioca per la squadra, e segna anche qualche gol. In Serie A si troverebbe benissimo.
Aránguiz ha 26 anni e vanta 36 presenze nella nazionale cilena, segnando quattro volte (una nel Mondiale dell’anno scorso contro la Spagna). È stato eletto il migliore giocatore cileno dell’anno nel 2012 e nel 2013 ed è titolarissimo nella squadra che ospita la Coppa America in questi giorni.
All’Internacional dal febbraio dell’anno scorso, è stato riscatato quattro mesi dopo per 12 milioni di reais (circa 4 milioni di euro) dal Granada di Giampaolo Pozzo. Il suo cartellino è diviso a metà tra lo Internacional ed un gruppo di investitori ed è valutato 9,5 milioni di euro, anche perchè il suo contratto scade solo nel 2019.
*Con la collaborazione di André Felipe Alfieri
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COme ogni anno il calcio italiano vive in un mondo tra denunce,tribunali e indagini. Ma non solo in Italia, basta vedere lo scandalo FIFA e il calcioscommesse. Il pallone oramai è un circolo di soldi dove l’arbitro non è più un Banti o un Collina ma un giudice reale. La licenza Uefa della Lazio è stata messa a rischio da un club italiano il quale ha chiesto di indagare sulla squadra capitolina, la Sampdoria ed il Napoli. Caso strano tutte le squadre che accedono all’europa. Ma si può accedere in questo modo antisportivo in europa senza aver raggiunto i punti necessari sul campo? Oramai la sportività è morta ed il re denaro la fa da padrona.
Per quanto riguarda la Lazio,il verdetto sarà emanato Venerdì dall’avvocato spagnolo Pedro Tomás Marqués. Il motivo è sempre lo stesso anche se i “colpevoli” hanno già pagato.L’omessa denuncia di Mauri nel filone calcioscommesse, è costata 6 mesi di squalifica del capitano biancoceleste ed una multa di 40.000€ al club di Lotito. La Lazio ha già depositato il contrattacco dove si legge bene che nel fascicolo non si parla di illecito nelle 3 sentenze precedenti. L’Uefa ha chiesto alla federcalcio tutti i documenti riguardanti le 3 squadre coinvolte o almeno messe sotto ai riflettori da un club italiano che ha lanciato la “soffiata”
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Fatali gli undici metri per i ragazzi di Inzaghi,in una finale intensa di emozioni.Il Torino inizia la partita alla grande e dopo otto minuti passa in vantaggio. Procopio parte sulla sinistra crossa al centro assit di Zenuni e splendido destro di controbalzo di Rosso che spedisce la palla sotto la traversa. La Lazio accusa il colpo e il Toro spinge per l’ incornata decisiva. Al 23′ Morra ci prova con un diagonale parato in due tempi da Guerrieri. Prima del fischio finale del primo tempo occasione Lazio,colpo di testa di Prce respinto da Zaccagno con un tuffo decisivo. Nel secondo tempo la Lazio da segnali di ripresa,Tounkara sfiora il goal ma uno strepitoso Zaccagno gli nega la gioia del pari. Guerrieri salva la Lazio in due occasioni:in uscita su Morra, poi su un colpo di testa frutto di un cross da calcio di punizione. La Lazio è ancora viva e trova il pareggio, Zaccagno sbaglia l’uscita su un corner e di testa Prce fa 1-1. I giovani della Lazio sprecano il 2-1, ma ancora una volta Zaccagno nega il goal. Prima dei supplementari la Lazio viene salvata dal palo colpito da Silvagni.Le squadre anche ai tempi supplementari non rinunciano ad attaccare. Al 99′, la Lazio prova con Palombi, ma Zaccagno è attento in uscita. Anche i granata sfiorano il vantaggio, Edera con un bel tiro di destro colpisce in pieno il palo.Non succede piu nulla e si va ai rigori che sono fatali per i ragazzi di Inzaghi, ma vanno comunque ringraziati per la bellissima stagione.
COMPLIMENTI A TUTTI I GIOCATORI E ALLO STAFF PRIMAVERA!!!
RIGORI:
Prce (L) GOL
Mantovani (T) GOL
Silvagni (L) GOL
Debeljuh (T) PARATO da Guerrieri
Murgia (L) GOL
Troiani (T) GOL
Palombi (L) TRAVERSA
Danza (T) GOL
Tounkara (L) GOL
Procopio (T) GOL
Condemi (L) GOL
Fissore (T) GOL
Mattia (L) GOL
Lescano (T) GOL
Pollace (L) PARATO da Zaccagno
Edera (T) GOL
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Prima di piazzare altri colpi sul mercato la Lazio deve occuparsi del mercato in uscita. Molti giocatori, infatti non rientrano più nei piani societari e si sta cercando di sistemarli altrove. Risolte le situazioni Ledesma, Ciani e Sculli, che lasceranno i biancocelesti al termine del contratto, restano ancora sei giocatori che la Lazio non ritiene più utili per la sua causa.
In primis Lorik Cana, il difensore albanese ha, infatti, più volte dichiarato di voler lasciare la Lazio. Non è una novità il fatto che la sua intenzione in futuro è quella di tornare in Francia ma prima di chiudere la sua carriera vorrebbe giocare in Bundesliga. Per il centrale albanese ci sarebbe, quindi, l’interessamento di alcune squadre tedesche. L’anno scorso si fece avanti il Wolfsburg ma poi non se ne è più fatto nulla, ma ora l’addio sembra ad un passo. L’Hoffenheim ha bisogno di un difensore centrale di grande temperamento ed esperienza e potrebbe essere proprio Cana questo difensore. Anche il Borussia M’gladbach cerca un difensore più giovane dei due centrali attuali, Brouwers e Stranzl, ma di grande affidabilità e Lorik il “guerriero” sarebbe il profilo perfetto, anche per giocare in Champions.
Altro giocatore pronto a partire sarebbe Bruno Pereirinha. Il laterale portoghese non è mai riuscito a trovare la continuità in maglia biancoceleste e così il giocatore, dopo aver parlato con la società, starebbe valutando la possibilità di andarsene. Sarbbe interessato a lui il Porto che avrebbe chiesto al presidente Lotito informazioni sul difensore. Si parla di circa 3 milioni di euro per lasciar partire Pereirnha, il ritorno i patria potrebbe essere vicinissimo. Pereirinha, infatti, portoghese di nascita aveva già giocato con lo Sporting in Portogallo.
Con le valigie pronte c’è anche Ederson. Il suo ingaggio, infatti, è molto pesante, visto che il brasiliano percepisce meno soltanto di Klose, Candreva e Cana e la Lazio sta cercando di sistemarlo altrove. Ederson non ha mai inciso alla Lazio, dovendo far fronte a continui infortuni. A gennaio era rientrato nell’affare Bergessio, ma il suo “no” alla Sampdoria fece saltare la trattativa. Si resta in attesa di altre pretendenti.
Per Abdoulay Konko, invece, oscurato da Basta e dal discreto impiego di Cavanda, si parla addirittura di rescissione del contratto con con la Lazio. Con il terzino francese pronto a cercare fortuna altrove.
Capitolo Diego Martin Novaretti. L’argentino non sembra poter trovare spazio per la prossima stagione, in un reparto che può contare già su De Vrij, Hoedt, Mauricio e Gentiletti, nonostane la Lazio saràimpegnata su tre fronti. Il Leon si sarebbe fatto avanti e vorrebbe riportarlo in Messico dopo l’esperienza al Toluca. Giovedì scorso Novaretti avrebbe dovuto incontrare la dirigenza laziale con il suo agente per discutere del proprio futuro. Un incontro che però non si è verificato a causa di alcuni contrattempi. Si riparlerà del suo futuro a breve, ma ora come ora il difensore partirà sicuramente per il ritiro di Auronzo di Cadore a meno che la situazione non si sblocchi nei primi giorni di luglio.
Ultimo Bryan Perea, per lui si prevede un’altra stagione di prestito. L’attaccante colombiano, però, non intende scendere nuovamente in serie B. L’esperienza negativa al Perugia lo ha demoralizzato, pensava di giocare e fare la differenza, così non è stato e il colombiano ritiene che la serie B non faccia per lui. Perea ha espresso il desiderio di restare in serie A, ma non ci sono al momento richieste soddisfacenti. Così, ora, si valuteranno ipotesi all’estero. Il Deportivo La Coruna sarebbe interessato all’attaccante, che avrebbe già espresso il gradimento per un’esperienza nella Liga. Si attende ora che la situazione si faccia concreta, dopo che c’è stato solo un primo abbozzo di trattativa tra le due società. Il giovane colombiano ha bisogno di trovare la squadra ideale per giocare con continuità e crescere.
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Una guerra infinita tra Stefan Radu e la nazionale romena, gioie e dolori, odi et amo, incomprensioni, troppe voci scomposte e una carriera che ha portato all’ex Dinamo Bucarest a spendere tutte le sue energie nei club, e nel caso specifico la Lazio. Un tentativo distensivo fu provato da Anghel Iordănescu,ma il corteggiamento non ha portato al ritorno di fiamma; paradossalmente in Romania, Radu è considerato quasi un’icona proprio per i suoi sforzi nella Lazio e molti tifosi non hanno ancora perso le speranze di rivederlo con la maglia del proprio paese. Peccato che c’è una voce fuori dal coro, e durante il programma “ProSport Live” spiccano i pensieri di Costin Ganea, ex attaccante della nazionale che partecipò a Euro2000. “Io, francamente, non porterei Radu, non ne vale assolutamente la pena. Non ha avuto nessun merito nella nostra eventuale qualficazione agli europei e bisogna rispettare la sua scelta. Nessuno gli ha mai negato la nazionale: magari adesso non gioca con la Lazio, ma poi quest’inverno? Io non lo chiamerei e, qualora volesse venire gli direi di rimanere dove è.”
Questo lungo tira e molla durerà ancora? Forse, di sicuro l’unica certezza che abbiamo è che il difensore romeno si è ufficialmente ritirato circa due anni fa dalla Nazionale e gente di questo tipo continueranno a tenerlo lontano fino alla sua effettiva indispensabilità.
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Ai microfoni di soccernews.nl fioccano nuove dichiarazioni del neo ingaggiato Wesley Hoedt, in attesa del ritiro di Auronzo di Cadore, con la speranza di sfondare allo stesso livello del suo connazionale De Vrij: “L’AZ è stato fondamentale per la mia crescita fisica e professionale, tanti miei compagni erano pronti per trasferirsi in altre squadre, io no perchè ero troppo magro ed esile. Trovo sia meraviglioso giocare in uno stadio pieno che è con te o contro di te, in Italia hanno più fame. Affronterò giocatori come Tevez della Juventus o come Totti, cercheranno di mettere in pratica le loro doti per mettermi in difficoltà. Sono pronto”.
Nel frattempo, Sampdoria, Napoli e Lazio attendono la licenza da parte dell’Uefa di poter disputare le coppe europee. Da fonte Corriere dello Sport, venerdi sembra essere la data della decisione finale e l’incaricato sarà l’avvocato spagnolo Pedro Tomás Marqués, ex presidente della LFP (la lega spagnola) e ora capo della Commissione d’appello dell’Uefa che valuterà le situazioni dei club italiani; sul tavolo le questioni relative al Calcioscommesse e, in particolare nel caso della Lazio, la vicenda Mauri e la responsabilità oggettiva in omessa denuncia, che nell’inchiesta di Cremona è già costata 6 mesi di squalifica al capitano biancoceleste, e 40.000 euro di multa alla Lazio. La società ha comunque depositato le proprie memorie difensive e farà leva proprio sul fatto che, nelle tre sentenze, non si parla mai di illecito. L’UEFA (sollecitata da un club italiano) ha chiesto alla Federcalcio i documenti delle squadre coinvolte.
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La Lazio Primavera è uscita a testa altissima dopo la finale di campionato persa ai rigori contro il Torino, tutto ciò è stato sottolineato da due ex giocatori ora allenatori, Christian Brocchi e Angelo Gregucci, entrambi intervistati da Lazio Style Radio.
L’allenatore della primavera del Milan esalta gli aquilotti al di là della prova finale:”Brava Primavera. Perdere ai rigori lascia l’amaro in bocca. E’ successo anche ai miei ragazzi, e gli ho detto che il calcio dà e il calcio toglie. E’ normale che non portare a casa uno scudetto lascia un po’ di rammarico. A conti fatti, bisogna vedere quello che questi ragazzi sono. Hanno dimostrato di essere una grande squadra, questa cosa rimarrà dentro di loro e rimarrà dentro tutti quelli che hanno potuto ammirare le loro bellissime gesta”. Non perde un momento per esaltare un giovane ormai parte integrante della prima squadra, Danilo Cataldi: “Le società italiane dovrebbero puntare su quelli come Danilo, e no su giovani stranieri che, senza nulla togliergli, spostano l’attenzione dei club altrove, quando noi in Italia abbiamo un ottimo settore giovanile. Bisogna preservare i nostri ragazzi e farli lavorare. Danilo all’Europeo U21 porterà l’esperienza di un campionato giocato sempre al massimo anche durante i momenti di difficoltà. La squadra italiana è plasmata molto bene, le scelte di Di Biagio sono state un chiaro segnale rivolto al gruppo”.
Per Gregucci, attualmente senza lavoro, “nonostante non sia stato raggiunto il Tricolore, è stata una grande stagione. Ma il fattore più importante è che ci sono dei prospetti molto interessanti da far crescere in maniera corretta. C’è per esempio Oikonomidis, uno dei pochi al mondo convocato già in Nazionale maggiore. Oppure, in porta, Guerrieri mi sembra un talento dalle grandi prospettive. Ma sono tanti i giovani interessanti. Ci sono ragazzi già potenzialmente utili per la prima squadra, da portare magari in ritiro ad Auronzo. In generale, bisogna valutare bene che percorso di crescita pensare per ognuno di loro, penso ad esempio a un classe ’97 come Rossi”. Non ha risparmiato parole e consigli per la prima squadra: “La rosa va toccata il meno possibile, bisogna preservare gli equilibri. Pioli e il suo staff hanno saputo trasferire alla squadra una cultura del lavoro incredibile. Poi è una rosa che vanta giovani già forti, come Felipe Anderson o De Vrij. Bisogna mantenere lo zoccolo duro e prendere un fuoriclasse in attacco. Penso a un giocatore dalle caratteristiche differenti rispetto a Klose e Djordjevic. Personalmente avrei preso Jackson Martinez o avrei fatto di tutto per Radamel Falcao. La Lazio non dovrebbe acquistare tre giocatori da 8 milioni, ma uno da 30. C’è il playoff da affrontare, Klose ha ragione nel dire che mancano ancora due partite prima di parlare davvero di Champions League”.
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Nessuno vuole allarmare, neppure Stefan De Vrij, semplicemente è un’operazione per non rischiare problemi: più nello specifico, a causa di un piccolo fastidio più volte annunciato, lo scampolo di partita contro la Lettonia ha fatto scattare l’allarme nel centrale olandese che ieri, al Centro Medico Erasmus s’è sottoposto all’intervento alla regione inguinale di entrambe le gambe. Questa operazione viene considerata di routine, e sembra che sotto i ferri siano finiti anche altri giocatori del Feyenoord. Sicuramente De Vrij tornerà disponibile per la preparazione estiva di Auronzo di Cadore agli inizi di luglio.
Al Telegraaf arriva, intanto, lo sgonfiamento definitivo della bolla mediatica riguardante l’approdo in capitale di Robin Van Persie, indipendentemente dalla sponda scelta, “Ero a Roma solo in vacanza”. E continua “Non sono affatto preoccupato circa la mia situazione. Il Manchester United è il mio futuro e il futuro della mia famiglia. Ho un contratto di un anno e quelle su di me sono solamente speculazioni. Non voglio prendere parte a questo teatro delle marionette. Ad agosto compirò 32 anni ma voglio giocare altri 8, fino a 40. Nel giro di qualche anno può succedere che non riesca più giocare ai massimi livelli ma io mi sento ancora molto in forma e per me giocare in prima squadra è importante. La gente parla tanto dei miei infortuni ma quest’anno ne ho avuto solamente uno. Ho visto tanti giocatori smettere troppo presto: guardate Paul Scholes. Ha smesso ma sapeva che poteva ancora giocare ad alti livelli”.
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Stefano Mauri ha rilasciato delle dichiarazioni d’amore alla Lazio tramite il sito Calcio2000, ma lascia anche una finestra aperta nella Major League statunitense.
Dal 2006 veste la casacca della Lazio con tanto di fascia da capitano, 9 gol stagionali per lui in quest’ultimo campionato e molti obiettivi per la squadra di Pioli. Lui vuole rimanere ed è in attesa di Lotito per la firma del rinnovo del contratto.
Vi riportiamo l’intervista intera da parte di Calcio2000 per intero.
Allora Stefano, oggi calciatore ma hai cominciato con il nuoto…
“Vero, i miei genitori non volevano che giocassi a calcio, così mi hanno iscritto a nuoto. Ci hanno provato ma non era proprio il mio sport. Non mi divertivo affatto, ricordo che piangevo quando dovevo andare in piscina. Così, alla fine, si sono convinti e mi hanno permesso di andare a giocare a calcio, la mia vera passione”.
Immagino abbiano dovuto fare tanti sacrifici…
“Esatto. I miei genitori lavoravano entrambi. Mio nonno paterno e, a volte, anche loro, hanno fatto davvero tanti sacrifici per permettermi di giocare ma ne è valsa la pena (ride, ndr)”.
Quando hai capito che avevi le qualità per sfondare?
“Forse il momento cruciale è stato quando sono passato dal Meda, che giocava in Serie C2, al Modena, in Serie B. Lì ho capito che potevo farcela. Poi sono stato fortunato perché, dopo un solo anno in Serie B, con il Modena siamo arrivati in Serie A”.
Si dice che il tuo sogno era fare l’attaccante…
“No, non è vero, anzi ho cominciato come esterno sinistro quasi di difesa, poi, con il passare degli anni, mi sono spostato a centrocampo e poi quasi a fare l’attaccante. Ho fatto il percorso inverso rispetto a tanti giocatori che cominciano in attacco e chiudono la carriera in difesa”.
Parliamo di Brescia…
“Tappa importante per la mia carriera. Ho avuto la fortuna di conoscere grandi giocatori, come Roby Baggio e Di Biagio. Era l’ultimo anno di Roby ed è stato fantastico giocarci insieme… Un fenomeno, nonostante tanti infortuni alle spalle, con il pallone era uno spettacolo”.
Per un ragazzo giovane come te, deve essere stato esaltante trovarti di fronte a Roby Baggio…
“Bhe sì, all’inizio un po’ di soggezione c’è stata, ma poi quando lo conosci, scopri che è una persona squisita, con cui non puoi non andare d’accordo”.
Mi dici i tre più grandi giocatori con cui hai giocato ad oggi?
“Uno è Roby Baggio, poi ci metto Klose e Di Natale. Totò, quando l’ho conosciuto a Udine, non era ancora quello degli ultimi anni, ma si vedeva che aveva delle doti eccezionali”.
Ma come fa uno come Klose, alla sua età, a essere ancora tanto decisivo e determinato?
“Ha una voglia matta di continuare a giocare a calcio, è la sua vita. Cura ogni singolo dettaglio. Va a letto presto, mangia sano e conduce una vita impeccabile. Poi, chiaro, ha delle qualità uniche come goleador”.
Non scherza neanche Felipe Anderson…
“Ha dei numeri importanti, può diventare un craque, anche se, durante la partita, ha ancora delle pause ma, con il passare degli anni crescerà sicuramente”.
Torniamo alla sua carriera e soffermiamoci su Udine…
“Ho un piacevole ricordo dell’Udinese. Al primo anno abbiamo conquistato la Champions League e, quindi, ho avuto la possibilità per la prima volta nella mia carriera di giocare nell’Europa che conta. E’ stata una bellissima avventura”.
Poi è arrivato il momento di cambiare e siamo alla Lazio. Com’è andata?
“E’ vero, quando siamo usciti dalla Champions League ho capito che era giunto il momento di nuove sfide. E’ arrivata la chiamata della Lazio e ho detto di sì. C’era anche il Palermo, ma ho scelto la Lazio perché mi hanno voluto a tutti i costi. Sono stato uno dei primi colpi di Lotito (ride, ndr)”.
Lazio in cui sei subito diventato protagonista, anche se il primo trofeo (Coppa Italia, ndr) non ti ha visto in campo in finale…
“E’ vero, sono stato in panchina, speravo di entrare ma non è accaduto. Comunque è stata un’emozione fortissima. Ricordo che alla vigilia ero agitatissimo”
Vincere a Roma, poi, ha un sapore unico…
“Sì, se vinci due partite qui ti amano alla follia, se ne perdi altrettante allora è crisi nerissima. Comunque, quando li hai dalla tua parte, ti danno una spinta incredibile. Lo si è visto quando, nelle ultime due gare, sono in 50.000 allo stadio, una calore pazzesco”
Come mai uno come te, alla fine, gioca sempre?
“Guarda, in ritiro pre campionato, leggendo i giornali, nessuno mi dà mai titolare, ma con il passare del tempo mi ritrovo sempre a giocare con continuità. Probabilmente perché ho un senso tattico innato che può tornare utile a qualsiasi giocatore. So adattarmi a qualsiasi ruolo e modulo, una qualità che alla fine mi ha sempre aiutato moltissimo nella mia carriera”.
Grande senso tattico, quindi futuro da allenatore?
“Non so, sicuramente mi piacerebbe restare nel mondo del calcio”.
Mi scegli tre gol ai quali sei più legato?
“Ce ne sono tanti, per fortuna ho segnato diversi gol nella mia carriera, anche se diversi brutti, stile Inzaghi (ride, ndr). Ricordo un gol contro l’Udinese al volo, poi ci sono stati i tre gol al derby. Forse in assoluto, il gol in rovesciata contro il Napoli (Lazio-Napoli 3-1, stagione 2011-2012, ndr) resta il più bello, quello che mi piace ricordare di più”.
Parliamo di allenatori… A chi devi dire grazie?
“Devo ringraziare De Biasi perché mi ha portato a Brescia e mi ha fatto esordire in Serie A. Con lui sono cresciuto molto. Spalletti è molto preparato, ma ricordo con affetto anche Reja e, ovviamente, Pioli”
Ecco, Pioli. Te lo aspettavi così decisivo su una panchina importante come la Lazio?
“Mi ha stupito, onestamente non me l’aspettavo così preparato, sia sull’aspetto tattico che motivazionale. Sa far crescere anche benissimo i giovani e questa è una dote rara. Io lo avevo intuito per un mese a Modena, ma è cresciuto moltissimo in questi anni. Si è messo in gioco in una piazza importante e difficile come Roma, ma è andato alla grande”
Stefano, come sta il calcio italiano?
“Sicuramente a livello di nomi, abbiamo perso tanto. Una volta i più forti erano tutti qua, ora non è così, anche se qualche giocatori di livello è tornato da noi, penso a Klose e Tevez. Sicuramente resta però un campionato molto difficile e tattico, quindi non è facile far bene qui, per nessuno. Comunque, come hanno dimostrato i nostri risultati in Europa quest’anno, direi che stiamo tornando protagonisti”
Eppure gli stadi sono sempre più vuoti…
“Guarda, per noi calciatori, più gente viene allo stadio e meglio è. E’ difficile spiegare cosa si prova a giocare in stadi semi vuoti. E’ come andare a teatro e non avere pubblico. Sembra di giocare un’amichevole. Per fortuna, all’Olimpico, ci sono sempre più di 30.000 persone, nelle ultime uscite anche 50.000… Ecco, qualcosa dovremmo fare per riavere gli stadi pieni come un tempo”.
Mai pensato di andare a giocare all’estero?
“Onestamente non c’è mai stata l’occasione… Personalmente mi sarebbe piaciuto provare un’esperienza all’estero, magari in Spagna o in Germania”.
Parliamo della tua vita privata. Da Monza a Roma, un bel salto…
“All’inizio non è mai stato facile. Ero abituato a realtà molto più piccole. Sono stato a Modena, Brescia, Udine, città a misura d’uomo. A Roma è tutto ingigantito all’ennesima potenza. Sai che giochi per tantissima gente e quindi ci vuole un po’ per abituarsi, anche se l’adrenalina che respiri è fantastica”
Piatto preferito, film in cui ti sarebbe piaciuto essere protagonista e vacanza ideale…
“Piatto preferito sicuramente la pasta alla carbonara, visto che mia mamma me la prepara fin da quando sono piccolo. Pure io me la preparo (ride, ndr) … Film? Mi sarebbe piaciuto essere il protagonisti di ‘Fuori in 60 secondi’, pellicola con Nicolas Cage. Vacanza ideale? Miami mi piace tantissimo perché si può fare di tutto lì…”
Quindi futuro in MSL? Pirlo ci sta pensando…
“Adesso chiamo Pirlo e vedo che mi dice… No, a parte le battute io sono in scadenza e devo parlare con il presidente Lotito, ma non credo che ci saranno dei problemi. Comunque se dovesse arrivare una proposta interessante dalla MLS la valuterei, questo è sicuro…”
Hai altri obiettivi a livello sportivo?
“Guarda, io penso sempre al bene della squadra. Io so che il calcio è un gioco di squadra e come tale lo considero. Certo, ci sono degli obiettivi personali, ma prima penso sempre alla squadra”
Tu come vivi il derby a Roma?
“In città non si parla d’altro, la rivalità tra romanisti e laziali è continua, ma alla fine a me piace questa cosa. Poi, quando arriva il derby, la tensione è spasmodica e lì bisogna stare calmi”.
Mi dici un avversario che temi particolarmente?
“Quando devi giocare contro Pirlo è sempre dura. Sai che ogni punizione a suo favore può essere un problema. Quest’anno mi ha impressionato Tevez. Ho capito il perché sia stato l’uomo in più della Juventus”
Visto che ami ‘Fuori in 60 secondi’ sarai appassionato di macchine…
“Sì, in generale sì”
Ti ricordi la tua prima macchina?
“Una Fiat Punto gialla”
Videogame?
“No, neanche da giovane ci ho mai giocato. Sono appassionato di NBA, il basket mi piace molto. Anche il tennis mi intriga. Non mi piace il golf”
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Il futuro di Cristian Ledesma si sa, ormai sarà lontano da Roma e dalla Lazio, non si sa ancora dove il capitano di mille battaglie giocherà nella prossima stagione, probabilmente negli Stati Uniti, ma certamente non lo vedremo più calcare con i suoi magici piedi il prato dell’Olimpico. Un pezzo si storia laziale che, purtroppo, se ne va, dopo nove stagioni con l’aquila sul petto, 14 goal e 318 presenze. Settimo per record di presenze con la maglia biancoceleste e primo straniero con più gettoni in maglia laziale. Straniero tra virgolette, visto che ha indossato anche la maglia azzurra della nazionale.
Arrivato in punta di piedi alla Lazio, dal Lecce, nel lontano 2006, ha dimostrato subito di che pasta era fatto: ottimi piedi, tanta grinta e grande personalità sia dentro che furori dal campo. Esordisce in Coppa Italia, il 20 agosto, contro il Rende e in campionato, il 10 settembre, a San Siro contro il Milan. La sua Lazio a fine anno, sotto l’attenta guida di Delio Rossi, conquistò il terzo posto in campionato e l’accesso ai preliminari di Champions League, proprio come nella stagione appena conclusa. In questi nove anni di amore per i colori biancocelesti ha portato tante volte con grande onore e grande rispetto la fascia di capitano e con i suoi lanci illuminanti per i compagni e le sue geometrie quasi perfette ha fatto luccicare gli occhi di tutti i tifosi laziali.
Tutti ricorderanno ancora il suo primo gol in biancoceleste, era il 10 dicembre 2006 in un derby tutto da ricordare: Ledesma apre le marcature con un sinistro dai venticinque metri che si infila sotto il sette della porta difesa da Doni, fantastica la sua corsa sfrenata e la sua gioia immensa che quella sera culminò con la netta vittoria biancocleste per 3-0 e con il tuffo del mister Delio Rossi nel Fontanone del Gianicolo. Un goal che ci ha fatto innamorare al primo istante di un giocatore eccezionale. Laziale come pochi, orgoglioso e mai fuori dagli schemi, riservato ma anche carismatico, buono e generoso, un Laziale Vero! Un uomo vero, arrivato dalla lontana Patagonia e per questo soprannominato Patagonia Expressda Guido De Angelis, ma che ha saputo sputare sangue e sudare con la maglia biancoceleste addosso.
Ma non solo rose e fiori tra Ledesma e la Lazio, visto che la sua esperienza in maglia biancocelsete ha rischiato seriamente di finire dopo tre anni, poiché nell’estate 2009 venne messo fuori rosa per problemi contrattuali. Fu messo ai margini del gruppo, insieme a Pandev, e non vide mai il campo di gioco. Ledesma ricorse anche ad un ricorso, giudicato inammissibile dal collegio arbitrale, per chiedere la rescissione del contratto. I rapporti con Lotito degenerarono, mentre la Lazio di Ballardini sprofondava in classifica. Ma quando Edy Reja arrivò sulla panchina biancoceleste, volle fare da paciere e pretese il reintegro in rosa del numero 24 per raggiungere l’obbiettivo salvezza, una salvezza che pareva un miraggio. E in quel momento difficile Cristian riaccese, con le sue giocate, la luce e rispondendo presente alla chiamata di Reja condusse fuori dall’inferno della retrocessione i suoi compagni di squadra. La storia si ripete cinque anni dopo, in una partita molto recente, che noi tutti abbiamo ancora negli occhi. Napoli-Lazio, ultima e decisiva partita della stagione. La Lazio è in seria difficoltà, 2-2 al risultato e un uomo in meno, allora mister Pioli si affida a lui, a Cristian Ledesma. Il suo ingresso in campo dona nuova linfa al centrocampo della Lazio che, dopo il rigore calciato alle stelle da Higuain, riprende in mano la partita. Cristian decide di farci un ultimo regalo e prende per mano, ancora una volta, la Lazio: causa l’espulsione di Ghoulam, dà il via al contropiede che porta al gol di Onazi e infine su calcio piazzato serve, su un piatto d’argento, l’assist perfetto per la rete del 2-4, firmata Klose. Un ultimo regalo, indimenticabile, come tutta la sua carriera alla Lazio. E’ proprio vero che quando il gioco si fa duro i duri cominciano a giocare.
Il suo palmarès in biancoceleste recita 2 Coppe Italia e 1 Supercoppa Italiana. Nel 2009 arriva la prima gioa in Coppa Italia, segnando il primo rigore della serie infinita contro la Sampdoria, seguita al cardiopalma da tutti i tifosi laziali. Una gioia indescrivibile, dopo il rigore di Dabo, superata solo da una vittoria storica, quella del 26 maggio 2013 contro la Roma, col gol di Lulic. Ledesma che in quel derby partiva da capitano, per poi uscire nel secondo tempo per infortunio. Ma alla fine la vittoria arrivò e nessuno scorderà mai le sue lacrime a fine partita, le lacrime di gioa di un vero laziale.
Ledesma non solo calciatore straordinario ma, anche, grande uomo con un grande cuore. Sempre in prima linea, come un orgoglioso guerriero, per difendere i colori biancocelesti. Il Popolo Laziale con due striscioni apparsi all’Olimpico e a Formello l’ha già salutato, ringraziandolo per tutto: “Ciao Cristian, capitano leale” e “Ledesma laziale vero”. Mai una parola fuori luogo, sempre un vero signore, che non parla mai a sproposito e quando lo fa dice sempre cose importanti. Come in occasione della sconfitta in finale di Coppa Italia, contro la Juventus, quando Ledesma consolò, con queste parole, il giovane Cataldi: “Danilo, avrai tantissime altre occasioni: non solo sei il futuro ma sei già il presente della mia Lazio. Sono orgoglioso di te e lo sai, ti ho sempre sostenuto e coccolato; la Lazio è in ottime mani… in ottimi piedi… i tuoi. Ti auguro di essere capitano al più presto, a lungo e senza intoppi. Tu tanto già lo sai, per te io ci sarò sempre”. Parole che fanno venire i brividi e testimoniano il grande amore dell’argentino per la Lazio, che, con una vera e propria, investitura ufficiale proclama, come suo erede, il giovane Cataldi.
Ledesma, che, oggi, insieme alla moglie Marta, è in prima linea per aiutare la piccola Giorgia nella battaglia contro una rarissima malattia, un’anomalia cellulare che blocca la motilità intestinale. Cristian e la moglie hanno raccolto fondi, richiamato l’attenzione di calciatori e gente comune per aiutare la dolcissima Giorgia. un gesto di grande generosità fatto con il cuore, da una persona eccezionale.
Caro Cristian, io ti ringrazio, a nome di tutto il popolo laziale, per tutte le emozioni che ci hai trasmesso e per tutto quello che hai fatto per la nostra Lazio, perché tu Laziale vero, hai sempre difeso la causa biancoceleste, cucendoti addosso come una seconda pelle quella maglia che noi laziali amiamo più di ogni altra cosa e hai incarnato la Lazialità come nessuno mai in questi ultimi anni. La Lazialità appunto, un sentimento per pochi eletti, che se c’è l’hai dentro di te, però, non puoi e non vuoi nasconderlo. Grazie Cristian e in becco all’aquila per tutto!
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Miroslav Klose dopo aver rinnovato per un altro anno con la Lazio qualche giorno fa, per lui sarà quinta stagione con la maglia biancoceleste, ha espresso parole al miele per tifosi e società nel giorno del suo compleanno: “Giocare un’altra stagione alla Lazio è una decisione che ho preso con il cuore”, ha scritto il campione del mondo con la Germania. “La mia famiglia ed io ci troviamo benissimo a Roma ed alla Lazio. I tifosi sono fantastici e ci trasmettono ogni giorno tutto il loro amore ed il loro calore. Sono veramente unici. Voglio dare anche io il mio supporto al nostro allenatore, persona davvero speciale, ed a tutta la società biancoceleste, per continuare a far crescere l’immagine con un cammino positivo e vincente”.
Inoltre, l’attaccante tedesco, ha rilasciato, in questi giorni, alla Bild la seguente intervista, elogiando i figli gemelli, Luan e Noah, pronti a ripercorrere le orme del padre, ma senza troppe pressioni: “Lascio loro carta bianca, non li metterei mai sotto pressione. Vederli con la maglia numero 11? Sarebbe meraviglioso, diventerebbe ancora più bello, se anche il figlio di Podolski riuscisse ad arrivare in nazionale: sarebbe una squadra formidabile. Dio solamente sa cosa accadrà, io però mi sono ripromesso che con i miei figli farò come hanno fatto i miei genitori con me: i gemelli devono semplicemente divertirsi. L’alfa e l’omega resta senza dubbio la scuola. In questo momento gli studi sono di gran lunga la cosa più importante. Per il resto c’è tempo, vediamo come si svilupperanno le cose. Il loro talento? Sono proprio come me: non vogliono perdere nemmeno un allenamento”. E quando non vuole portarli ad allenarsi: “È divertente: i capricci peggiori cominciano proprio quando, per scherzare, dico loro che non ho voglia di portarli al campo…”.
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Secondo il sito www.tuttosalernitana.com Simone Inzaghi potrebbe dire addio alla Primavera biancoceleste. Il suo presente parla di una finale sulla panchina con le giovani aquile che affronteranno il Torino ma il suo futuro è ancora incerto. L’età dei suoi giocatori potrebbe cambiare mentre la fonte di guadagno potrebbe essere sempre la stessa. Lotito infatti, avendo in gestione anche la Salernitana, potrebbe portare Simone Inzaghi sulla panchina della squadra Campana che ha messo nel mirino proprio il tecnico laziale. Dopo la finale si saprà meglio il suo destino.
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Igli Tare ha rilasciato un’intervista a sky,la Lazio ad Agosto dovrà aggiudicarsi l’entrata in Champions League dalla porta secondaria. I punti persi per il calo di concentrazione nel campionato passato pesano molto ma lo spirito biancoceleste è destinato a dar frutti. Non basta però il solito gruppo unito creato da Pioli ma urgono assolutamente dei rinforzi per affrontare al meglio le migliori squadre europee
“Quando tutti quanti lavoriamo nel modo giusto i risultati arrivano. Conoscevamo la qualità della squadra, era importante acquisire la mentalità giusta. L’inizio era molto brillante ma i risultati mancavano, siamo stati bravi a tenere duro consapevoli che i risultati sarebbero arrivati. Siamo felici di fare queste due partite per il preliminare di Champions, è tutt’altro che un problema. Ora stiamo lavorando sul mercato, ma non è semplice migliorare una squadra come questa”.
Il ds Laziale torna poi a parlare del derby:
«Il derby con la Roma ce lo siamo giocato fino alla fine perché volevamo andare direttamente in Champions League, evitando i preliminari, nonostante molti pensassero che avremmo giocato per il pareggio. Volevamo entrare in Champions dalla porta principale, non è stato così ma siamo comunque contenti. Qualsiasi squadra ci capiterà sarà preoccupata perché dovrà affrontare la Lazio».
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Sangue e sudore, gruppo e compattezza, la squadra di Inzaghi accede alla finale contro il Torino con in palio lo scudetto.
La finale si giocherà Martedì 16 alle ore 18. La Lega calcio in un suo comunicato sul suo sito, ha diramato le modalità e i costi per prendere i biglietti.
Prezzi
Tribuna: 15€;
Ridotti Under 14 e Over 65: 10€
Distinti: 10€;
Ridotti Under 14 e Over 65: 5€
Gradinata Nord: 10€;
Ridotti Under 14 e Over 65: 5€
Gradinata Sud: 10€;
Ridotti Under 14 e Over 65: 5€.
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Durante le cronache della MotoGP Guido Meda urla “Rossi c’è”, beh ieri sera non era di scena un Gran Premio ma un altro Rossi c’è e decide il derby; è ancora lui l’eroe di questa “final eight”, dopo aver infierito il colpo mortale all’Inter, ha colpito ancora. Per la banda di Inzaghi questo è il terzo derby vinto su cinque in questa stagione, non male considerando che gli altri due sono un pari e una sconfitta.
Mister De Rossi a sorpresa lascia in panchina Verde, Di Mariano e Di Livio per Cedric e Ferri.
Nel primo tempo poche emozioni, fatta eccezione di un tiro di Tounkara a lato, un gol annullato a Pellegrini e un tiro di Palombi che spreca sopratutto per la bravura di Marchegiani, uscito bene per chiudergli lo specchio.
Anche il secondo tempo è avaro di emozioni, ma all’ultimo minuto di recupero occasionissima Roma: Ferri si libera sulla sinistra e mette in mezzo, Vestenicky passa il pallone per farlo colpire a Ferri ma spreca tutto.
Si va ai supplementari e dopo 9 minuti ecco il goal: rinvio corto di Marchegiani, giocatori giallorossi sorpresi da un rimbalzo anomalo figlia della pioggia, Rossi ne approfitta e la piazza con un preciso rasoterra. La Roma non ci sta, D’Urso impegna Guerrieri dalla distanza, Ferri tenta una botta da lontano ma va fuori di poco, Calabresi segna il pari su un cross partito da una punizione di Verde ma tutto fermo per fuorigioco. Anche Soleri cerca gloria ma non trova lo specchio.
Finisce così, 1-0 e la Lazio va in finale in attesa di sapere chi tra Fiorentina e Torino dovrà sfidarla martedì 16 alle ore 18 nella speranza di vincere lo scudetto e fare triplete.
C’è poco da fare, è sempre Primavera!
ROMA-LAZIO 0-1 d.t.s (al 90′ 0-0; p.t.s. 0-1)
MARCATORE Rossi al 9’ p.t.s.
ROMA (4-3-3): Marchegiani; De Santis E., Capradossi, Calabresi, Sammartino; Pellegrini, Machin, Ndoj (12’ s.t. D’Urso); Cedric (17’ s.t. Verde), Vestenicky, Ferri (15’ p.t.s Soleri). A disp. Pop, Paolelli, Adamo, Marchizza, Vasco, Di Livio, Di Mariano, Calì, Belvisi. All. De Rossi LAZIO (4-3-3): Guerrieri; Pollace, Mattia, Prce, Seck; Murgia, Pace (37’ s.t. Silvagni), Verkaj (24’ s.t. Condemi); Tounkara, Fiore (12’ s.t. Rossi), Palombi. A disp. De Angelis, Cotticelli, Germoni, Manoni, Capuano, Condemi, Rokavec, Milani, Dovidio, Folorunsho. All. Inzaghi
ARBITRO Illuzzi di Molfetta AMMONITI: Mattia, Seck, Prce
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Derby in semifinale. La Lazio Primavera vuole la storia!
La Lazio Primavera superando l Inter per 2-1 dopo i tempi supplementari vola in semifinale dove stasera alle ore 18 ad aspettarla c’è la Roma, diretta sui canali RaiSport.
Quinto derby stagionale per i ragazzi di Inzaghi, dopo la finale di Coppa Italia; gli aquilotti cercano il triplete, i romanisti la rivincita del 01 maggio, nella stagione il bilancio parla di due vittorie laziali un pari e una vittoria romanista. Tounkara ha dichiarato che affronteranno il derby con cattiveria e grinta, mentre Milani punzecchia i cugini dicendo che quello più importante è stato vinto e che cercheranno di vincere lo scudetto per una storica tripletta: Supercoppa, Coppa e Scudetto.
A DISPOSIZIONE: Ionut Pop, Anocic, Belvisi, De Santis, Marchizza, Ndoj, Vasco, Di Livio, Di Mariano, Njiki, Tchoutou, Cali, Soleri.
Allenatore: Alberto De Rossi.
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Da mesi sono oggetto di una campagna diffamatoria e calunniosa il cui fine è indubbiamente quello di ostacolare l’opera di risanamento del calcio, che sto contribuendo faticosamente a portare avanti, come dimostrato dai molteplici provvedimenti già adottati allo scopo di assicurare l’assoluta trasparenza del sistema. Consapevole di questo, mesi addietro, avevo appunto presentato presso la Procura di Roma una denuncia per diffamazione e calunnia. Confido che la magistratura, nella quale ho da sempre la massima fiducia, possa in breve tempo chiarire positivamente la mia posizione al fine di trasformare i miei accusatori in accusati.
Il Presidente della S.S.Lazio
Dott. Claudio Lotito
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Anche se era già nell’aria ed era scontato,arriva l’ufficialità da parte del sito ufficiale della S.S Lazio. Mister Pioli ha prolungato fino al 2017 il suo contratto con la Lazio “La S.S.Lazio comunica di aver prolungato il rapporto contrattuale con l’allenatore Stefano Pioli fino al 30 giugno 2017. La S.S. Lazio avrà l’opzione di prolungare ulteriormente il contratto del tecnico Pioli fino al 30 giugno 2018”.
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Seck e Tounkara squalificati, Oikonomodis convocato dall’Australia, Borecki squalificato e convocato dalla Polonia Under 18: Simone Inzaghi alle strette con le defezioni e che schiera la sua Lazio con il canonico 4-3-3. Neanche mister Vecchi può schierare il suo undici base, i tre assenti migliori per capire che in campo non c’è l’Inter migliore: Bonazzoli, Puskas e Camara.
Primo tempo di sofferenza, l’Inter fa valere la sua straripante fisicità, controlla il match e spreca almeno tre nitide palle gol. La prima occasione nasce da un errore marchiano di Prce, che inciampa e consegna la sfera a Delgado, il cui cross è allontanato provvidenzialmente da Murgia. Poco dopo l’Inter coglie un palo clamoroso con Correia sugli sviluppi di un calcio d’angolo. E alla mezz’ora Rocca non inquadra la porta lasciata completamente sguarnita da Guerrieri. La Lazio è tutta in un tiro di Pollace dai 25 metri, troppo poco per raggiungere la Roma in semifinale.
Nel secondo tempo, l’Inter non accenna ad arrestarsi e, per cercare di sbrogliare la matassa, Inzaghi richiama Fiore per dare spazio a Rossi, un attaccante per un attaccante, ma paradossalmente arriva il gol dell’Inter: Rocca salta indisturbato in area e segna. Entra nella Lazio Condemi, esce capitan Silvagni, la reazione è presto pronta: Palombi per Rossi, destro che fa la barba al palo; ancora Lazio con Palombi e Rossi che non approfittano di un’indecisione di Radu. Inzaghi si gioca la carta Milani, esce Verkaj molto stanco. Ma quando tutto sembrava dare il pass all’Inter, ecco che arriva Pace che pesca Rossi in area, quest’ultimo si tuffa ed è 1-1. Tutto da rifare.
Supplementari con poche forze, ma tanto cuore: nel primo tempo ci prova la Lazio con Murgia, sinistro dalla distanza, Baldini entra nell’area laziale e si lascia cadere, ma il signor Piscopo cerca nel taschino ed estrae il giallo. Il secondo tempo premia i biancocelesti: annullato un gol a Murgia per fuorigioco, ma niente e nessuno può frenare l’esultanza di Palombi; Condemi conquista l’ennesimo pallone, Rossi riceve, arriva sul fondo e mette in mezzo, Palombi è un cecchino, la Lazio fa festa e vola in semifinale contro la Roma.
Pur soffrendo, anche stavolta possiamo dirlo: è sempre Primavera!
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Tre anni da giocatore, 88 partite e 7 gol, oltre ai trionfi al Chelsea, da allenatore spicca l’impresa europea in Champions con i Blues e l’avventura di un anno e mezzo allo Schalke 04 appena conclusa con le sue dimissioni. Anche Roberto Di Matteo ha voluto analizzare l’annata biancoceleste ai microfoni di footballplease.com:
“A differenza di quando le cose vanno male, quando vanno bene il merito è sempre del collettivo. Si parte dall’allenatore che quest’anno è stato il vero leader di questo gruppo. Si prosegue con i giocatori che in questa stagione hanno espresso un ottimo calcio. E poi è giusto dire una cosa, ‘er Presidente’ (ride), che è stato sempre criticato, da quando ha acquistato la Lazio ha fatto delle cose straordinarie. Bisogna dare il merito dove c’è il merito. Mi piace molto Felipe Anderson, come a molti altri credo”.
Consigli di mercato dell’ex mediano italo-svizzero: “Essendo un progetto appunto basato sui giovani, mi sentirei di consigliare un ragazzo giovane, che ho lanciato io in questa stagione, che può fare sia il centravanti che l’esterno, Leroy Sanè. E’ un ragazzo che ha delle potenzialità enormi”.
E poi torna sul suo passato da giocatore a Roma: “Ho tanti ricordi meravigliosi della mia esperienza in biancoceleste. Ho vissuto tre anni bellissimi. Siamo sempre arrivati tra le prime posizioni, specialmente con Zeman. Probabilmente i ricordi più belli sono le coreografie nei derby. La tensione che si viveva prima e dopo la stracittadina. Tutte le partite contro i vari Milan, Inter, Juventus, quando lo stadio si riempiva. La mia prima partita a San Siro contro l’Inter. Il più forte? Credo proprio Beppe Signori”.
Di Matteo rimane alla porta per future collaborazioni: “Non lo so ancora. Io ho lavorato in Inghilterra ed in Germania e, anche qui mi sono trovato molto bene. E’ un campionato molto competitivo e molto bello. Non lo so ancora cosa c’è nel mio futuro”.
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Tra i nuovi acquisti biancocelesti c’è un giocatore che ha sempre sorpreso il mondo del calcio, più nel male che nel bene, con la speranza di rifarsi l’anno prossimo, Ravel Morrison.
Nasce il 2 febbraio 1993 a Manchester e calcisticamente venne notato fin dagli inizi e nel 2009 firmò il suo contratto da professionista nel Manchester United, nella sua prima stagione conta una sola presenza in Coppa di Lega. Nel 2012 firma un contratto di tre anni e mezzo con il West Ham dopo aver collezionato solo tre presenze a Manchester; la prima stagione gioca poco e in quella successiva viene mandato in prestito al Birmingham, dove il 17 novembre 2012 mette a segno il suo primo gol da professionista. Alla fine della stagione Ravel vanta tre gol in trenta partite. Nella stagione 2013/2014 torna al West Ham grazie alle sue buone prestazioni, realizza un gol ma viene subito rimandato in prestito, questa volta al Queens Park Rangers, e qui realizza la sua prima doppietta contro l’ex Birmingham. A fine stagione ottiene la promozione contribuendo con sei gol in diciassette presenze.
All’inizio del 2014/2015 fece appena due presenze e venne successivamente rispedito nella lega minore. A Gennaio 2015 il presidente della Lazio, Claudio Lotito annuncia l’acquisto del centrocampista; può ricoprire diversi ruoli, dalla mezzala al trequartista, Morrison è un misto tra tecnica e velocità, e può dare tanto a questa Lazio. Magari con un po’ più di testa…
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Analizziamo oggi i profili dei due nuovi acquisti della SS Lazio: Patric e Wesley Hoedt.
Iniziamo dall’ultimo acquisto in ordine di tempo, Patricio Gabarron, meglio noto come Patric, nato a Mula, in Spagna, il 17 aprile 1993. Dal 1 luglio sarà ufficialmente un giocatore della Lazio. 77 chili il suo peso e 184 centimetri la sua altezza. Arriva dalla cantera del Barcellona, dopo essere stato anche nelle giovanili del Real Murcia e del Valencia. Con la squadra B dei catalani ha disputato 87 gare, collezionando 4 reti in maglia blaugrana, con una sola presenza nel Barcellona dei grandi. Ha fatto il suo esordio tra i professionisti il 22 settembre del 2012 con la maglia del Barcellona B, in occasione della vittoria, per 0-3, sull’Hercules. La sua unica presenza con la prima squadra del Barca risale al 26 novembre 2014, in occasione della gara di Champions League contro l’Ajax, persa per 2-1 dai catalani. Un altro giovane talento quindi, dopo non aver rinnovato con il club catalano, decide di accordarsi con la lazio, dopo Keita e Tounkara. Il giovane di 22 anni è un terzino destro ma può adattarsi anche, grazie alla sua duttilità tattica, da ala o da interno di centrocampo. Un buon rinforzo in fase difensiva, utile per far rifiatare Dusan Basta, e sui cui si può lavorare molto per il futuro, visto il suo ottimo talento. Si parla, infatti, molto bene di lui.
Wesley Hoedt, invece, è nato ad Alkmaar, in Olanda, il 6 marzo 1994. 84 chili il suo peso e 192 centimetri la sua altezza. Arriva dall’AZ Alkmaar e già si sapeva del suo arrivo dal 21 gennaio, arrivo che sarà definitivo ufficialmente dal 1 giugno. Ha sempre giocato nella squadra della sua città, a parte agli inizi della sua carriera quando giocava nei Riger Boys e nell’Hollandia. Visto il suo talento, fu subito notato dagli osservatori del club bianco-rosso e portato nelle giovanili dell’AZ, con cui firma il suo primo contratto da professionista. Ha fatto il suo esordio in prima squadra il 12 dicembre 2013, giocando tutti i 90′ minuti nella gara di Europa League, pareggiata per 2-2 contro il PAOK Salonicco. Il 6 aprile dello stesso anno esordisce in campionato contro il Roda, al 46° minuto, subentrando a Celso Ortiz, la partita finirà poi 2-2. Nella stagione successiva dimostra il suo grande talento e diventa titolare fisso in prima squadra. Si conferma a grandi livelli per tutta la stagione e diviene il perno fondamentale della difesa della squadra olandese. Durante la sua carriera al AZ Alkmaar ha collezionato 30 presenze e 2 reti. Il giovane di 21 anni è un difensore centrale, ben dotato sia tecnicamente che fisicamente, e farà, molto probabilmente, coppia fissa al centro della difesa biancoceleste con il suo connazionale Stefan De Vrij, nella prossima stagione, Una coppia difensiva giovane ma di tutto rispetto per la Lazio. Il giovane olandese ha già dichiarato di essere felicissimo di approdare alla Lazio e vedremo se rispetterà le aspettative.
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Già in Brasile per le meritate vacanze dopo i cinque mesi di lavoro duro alla Lazio, Mauricio è stato invitato al programma televisivo Bate Bola di ESPN Brasil. Il difensore ha partecipato in diretta dagli studi dell’emittente, in compagnia di Juan Pablo Sorin, ex giocatore della Lazio e oggi commentatore nello stesso canale.
“Questa nuova avventura alla Lazio è per me una cosa veramente bella, sono molto felice”, così inizia il brasiliano. Poi sul rapporto con i connazionali della Roma: “Abbiamo un buon rapporto, ma non possiamo andare in cena insieme sempre, perchè questo la gente non lo vede benissimo (ride). Castan lo conoscevo già da quando giocavamo in Brasile, lui mi ha ricevuto molto bene quando sono arrivato a Roma.”
Il centrale pensa già alla prossima stagione, parlando di scudetto: “La Juventus è una squadra fortissima che fa grandissimi investimenti e ha grandi giocatori, ma non è impossibile. Anche noi abbiamo una rosa forte, credo che ci rinforzeremo e ci saranno dei giocatori che andranno via…” Proprio su quest’ultima parte, Mauricio è stato stuzzicato riguardo Felipe Anderson, suo compagno e amico alla Lazio. “Io tifo molto per lui – dichiara il numero 33 – è una grande persona, un ragazzo fantastico, spettacolare, anche fuori dal campo, un grande professionista. Mi piacerebbe che restasse con noi, perché con il suo talento ha deciso tantissime partite in nostro favore, ma so che è difficile, ci sono tante offerte. Proprio ieri parlavo con lui ed il ragazzo è tranquillo sul suo futuro.”
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