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Lazio, il medico fa il punto: Gudmundsson evita la chirurgia, Cancellieri verso il gruppo. Rovella e Marusic vicini al rientro

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Gudmundsson subito decisivo con la Lazio. Gattuso studia il suo ruolo: «Può giocare ovunque». L'islandese sarà il jolly offensivo dei biancocelesti.

La Lazio fa chiarezza sull’infermeria attraverso le parole del dottor Pietro Monachino, intervenuto ai canali ufficiali del club per aggiornare sulle condizioni di Albert Gudmundsson, Matteo Cancellieri, Nicolò Rovella e Adam Marusic.

Il quadro generale è incoraggiante: Gudmundsson potrebbe evitare l’intervento chirurgico, Cancellieri è vicino al ritorno in gruppo, mentre Rovella e Marusic sono ormai nella fase finale dei rispettivi recuperi.

Gudmundsson: martedì nuovi esami

La situazione più delicata resta quella di Albert Gudmundsson.

Monachino ha spiegato:

«Martedì ripeterà gli esami e verosimilmente, se gli esami ci daranno esito positivo, cercheremo piano piano di reintegrarlo in campo».

Il rientro non sarà immediatamente con il gruppo squadra, ma il primo obiettivo è riportarlo progressivamente al lavoro sul campo.

Piccola frattura del trochite, ma niente chirurgia per ora

Il medico ha fornito anche un dettaglio importante sul trauma subito dall’islandese.

«C’è stata una piccola frattura del trochite quindi abbiamo dovuto rispettare dei tempi che sono fondamentali».

La lussazione della spalla si era ridotta spontaneamente e, soprattutto, si trattava del primo episodio.

Sono entrambi elementi considerati positivi dal punto di vista prognostico.

L’obiettivo resta chiaro:

«Riportarlo in campo senza ricorrere alla chirurgia».

Se il percorso continuerà senza complicazioni, Gudmundsson potrebbe quindi iniziare presto una nuova fase del recupero.

«La spalla è rimasta fuori per pochi secondi»

Monachino ha spiegato anche perché il quadro viene considerato relativamente favorevole.

«La spalla, da quello che lui mi ha detto, è stata fuori per pochi secondi ed è stato per fortuna il suo primo episodio».

Il trauma è stato comunque molto forte, ma il fatto che l’articolazione si sia ridotta spontaneamente abbassa il rischio di dover ricorrere all’intervento.

Martedì sarà quindi una giornata importante per capire come procedere nelle prossime settimane.

Cancellieri: ritorno in gruppo la prossima settimana

Buone notizie anche per Matteo Cancellieri.

«Sta andando molto bene».

L’esterno è stato sottoposto a un test isocinetico e il lavoro svolto durante lo stop ha permesso di preservare bene la condizione muscolare.

Monachino ha spiegato:

«Prevediamo di riportarlo in gruppo verosimilmente settimana prossima».

«Una brutta ferita, ma nessuna struttura vitale interessata»

L’infortunio di Cancellieri era stato particolare.

«Ha avuto una brutta brutta ferita però sta procedendo tutto molto molto bene».

Il medico ha sottolineato come, per fortuna, non siano state coinvolte strutture fondamentali, nonostante il trauma sia arrivato vicino a interessarle.

La priorità è stata evitare che il giocatore perdesse troppo tono muscolare.

Da questo punto di vista, il percorso ha dato risultati positivi.

Rovella e Marusic verso la dirittura d’arrivo

Segnali incoraggianti anche per Nicolò Rovella e Adam Marusic.

Monachino ha spiegato:

«Nel complesso stanno andando entrambi bene».

Lo staff medico ha adottato una linea particolarmente prudente, condivisa anche da Gattuso.

«Credo che siamo verso la dirittura d’arrivo».

Gli ultimi esami hanno mostrato un quadro positivo, anche se i due calciatori non vengono ancora considerati pronti per il ritorno immediato.

«A breve potremo riaggregarli al gruppo»

La frase più importante è probabilmente questa:

«Penso a breve di poterli riaggregare al gruppo».

Non vengono indicate date precise.

La Lazio vuole evitare forzature, soprattutto considerando che entrambi gli infortuni erano di entità importante.

La Lazio sceglie la prudenza

Il concetto ribadito più volte dal medico è quello della cautela.

Monachino ha spiegato che nei recuperi muscolo-tendinei il vero rischio è accelerare troppo i tempi.

«Forzando i tempi di recupero spesso si va sulla recidiva».

E proprio la recidiva viene indicata come il pericolo maggiore:

«La recidiva è veramente un fallimento per tutti: serve il doppio del tempo».

Gattuso non mette pressione allo staff medico

Interessante anche il passaggio sul rapporto con Gennaro Gattuso.

Monachino ha sottolineato come il tecnico non abbia mai forzato sui rientri:

«Devo dire grazie al mister che non ci ha mai messo pressione».

Un elemento importante, soprattutto in un momento in cui la Lazio avrebbe bisogno di recuperare più giocatori possibili.

Un lavoro basato sul dialogo

Il medico ha descritto un ambiente molto collaborativo.

Il rapporto con lo staff tecnico viene definito:

«Molto diretto».

E la stessa disponibilità viene riscontrata nei giocatori.

Secondo Monachino, il confronto continuo aiuta anche gli atleti a comprendere perché, in alcuni casi, sia necessario aspettare qualche giorno in più.

Il quadro dell’infermeria

In sintesi:

Gudmundsson — martedì nuovi esami; possibile ritorno graduale sul campo se il controllo sarà positivo. L’obiettivo è evitare la chirurgia.

Cancellieri — recupero in buonissima evoluzione; possibile ritorno in gruppo la prossima settimana.

Rovella — ultimi controlli positivi, ma ancora non pronto; vicino al reintegro.

Marusic — percorso simile a Rovella; prudenza, ma rientro nel gruppo sempre più vicino.

Per Gattuso, quindi, le prossime settimane potrebbero finalmente portare un progressivo svuotamento dell’infermeria.



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Lotito shock: «Per anni sono andato in giro con due pistole». E ai tifosi: «Se dovete sognare prendete un ipnotico»

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Bandiere e striscioni dei tifosi della Reggina in curva

Claudio Lotito torna a raccontare gli anni più duri del suo rapporto con una parte della tifoseria laziale e lo fa con parole fortissime. In un verbale reso ai pm e riportato da Repubblica, il presidente della Lazio e senatore di Forza Italia ha ricordato di aver vissuto per un lungo periodo sotto minaccia, al punto da andare in giro armato. la Repubblica

«Per parecchio tempo sono andato in giro armato con due pistole, una avanti e una dietro, un’automatica e una Smith & Wesson».

Lotito ha aggiunto:

«Una volta una è stata pure utile, mi ha salvato». la Repubblica

Il racconto delle minacce

Il presidente biancoceleste ha rievocato anche l’episodio dell’inaugurazione di un negozio a Montesacro, quando, secondo il suo racconto, rimase bloccato e fu necessario l’intervento del Reparto Celere per consentirgli di uscire. la Repubblica

Il passaggio che preoccupa maggiormente Lotito riguarda però il presente:

«Adesso si è ricreata la stessa situazione, e vi dico perché».

La frase è stata pronunciata nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Roma sulle presunte manovre finalizzate a favorire un cambio di proprietà della Lazio. Nell’indagine risultano coinvolti Luigi Bisignani, Mauro Masi e Francesco Maiolini; le accuse sono ancora oggetto di accertamento e il gip non ha autorizzato le intercettazioni richieste nei loro confronti. la Repubblica

Lotito: «Mai ricevuto offerte per la Lazio»

Nel suo racconto, Lotito collega parte delle tensioni anche alle continue voci sulla possibile cessione del club.

«Io non ho mai ricevuto offerte».

Il presidente sostiene inoltre di aver presentato denunce e segnalazioni alla Consob proprio per contestare le indiscrezioni relative a presunti compratori e offerte per la Lazio. la Repubblica

È quindi ancora una volta netta la sua posizione: Lotito afferma di non aver ricevuto offerte concrete per acquistare il club.

«Pensavano di prendere la vacca per le zinne…»

Come spesso accade, il presidente ha utilizzato una delle sue espressioni più colorite per descrivere il proprio atteggiamento di fronte alle pressioni:

«Questi pensavano di prendere la vacca per le zinne e hanno preso il toro per le palle». la Repubblica

Una frase con la quale Lotito vuole trasmettere l’idea di non essere disposto a cedere di fronte alle pressioni.

«Ricevo 5 mila telefonate al giorno di minacce»

Ancora più forte un’altra dichiarazione.

Lotito sostiene:

«Io ricevo 5mila telefonate al giorno di minacce. Non sto scherzando».

Si tratta di un dato riferito dallo stesso presidente nel corso della sua testimonianza e non di una quantità verificata indipendentemente.

Lotito ha raccontato anche di aver spento il telefono e di aver presentato diverse denunce. la Repubblica

«Sono combattente, mai reduce»

Il presidente ha ribadito ancora una volta il modo in cui considera la propria battaglia:

«Nella vita io sono combattente, mai reduce. Sono contro i soprusi». la Repubblica

Una posizione che si collega perfettamente alle dichiarazioni rilasciate negli ultimi giorni, quando, parlando della contestazione e dell’Olimpico semivuoto, aveva affermato che «nella vita contano i risultati».

La frase destinata a far discutere: «Prendetevi un ipnotico»

Ma è probabilmente la risposta dedicata ai tifosi a essere destinata a provocare le reazioni più forti.

A chi gli rimprovera di non far più sognare il popolo laziale, Lotito avrebbe risposto:

«Prendetevi un ipnotico, se dovete sognare». la Repubblica

Una battuta pronunciata in un contesto molto più ampio e delicato, ma che inevitabilmente finisce per toccare uno dei temi centrali della contestazione.

Due piani che devono restare distinti

È però fondamentale separare due questioni.

Le minacce, le intimidazioni e qualsiasi forma di violenza sono un piano. La contestazione pacifica dei tifosi è un altro.

Le prime, quando accertate, sono fatti gravi e non hanno alcuna giustificazione.

La seconda rientra invece nel dissenso che una tifoseria può esprimere verso la gestione del proprio club.

Lo stesso materiale investigativo citato da Repubblica distingue infatti le manifestazioni dei tifosi, definite «legittime», dalle ipotesi che la Procura sta approfondendo su eventuali condotte illecite di altri soggetti. la Repubblica

Una frase che rischia di allargare ancora la distanza

Ed è proprio per questo che la battuta sull’«ipnotico» avrà probabilmente un impatto molto più ampio rispetto al contesto giudiziario dal quale emerge.

La Lazio è prima in classifica.

Gattuso e la squadra stanno ottenendo risultati eccellenti.

Eppure la protesta continua e l’Olimpico resta largamente disertato.

In questo scenario, dire ai tifosi che vogliono tornare a sognare di «prendersi un ipnotico» non risponde alle ragioni della contestazione.

È una battuta.

Ma in un ambiente già profondamente diviso rischia di diventare l’ennesima frase simbolo della distanza tra presidente e pubblico.



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Lotito sulla protesta dei tifosi: «Io ci metto tutto l’impegno. Mica posso inchiodare la gente sulle sedie»

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Lotito commenta la protesta dei tifosi: «Io ci metto tutto l’impegno. Mica posso inchiodare la gente sulle sedie. Nella vita contano i risultati».

Claudio Lotito torna a parlare della Lazio e della contestazione dei tifosi. Intercettato dai giornalisti durante una pausa al Senato, dopo le comunicazioni della premier Giorgia Meloni, il presidente biancoceleste ha commentato il primo posto in classifica condiviso con l’Inter e la persistente diserzione dell’Olimpico. La Lazio Siamo Noi

Alla domanda sulla protesta del pubblico, Lotito ha risposto:

«Io ci metto tutto l’impegno. Mica posso inchiodare la gente sulle sedie…».

Poi, congedandosi, ha aggiunto:

«Nella vita contano i risultati». La Lazio Siamo Noi

Lotito soddisfatto per il primo posto

Il presidente non nasconde la soddisfazione per l’avvio della squadra di Gennaro Gattuso.

La Lazio è in testa alla classifica insieme all’Inter e sta vivendo uno dei migliori inizi di stagione della propria storia recente.

È su questo dato che Lotito sembra voler porre l’accento: i risultati sportivi.

Ma la protesta non si ferma

Il problema è che, almeno fino a questo momento, la classifica non ha ricucito la frattura con la tifoseria.

L’Olimpico continua a essere largamente disertato nelle gare casalinghe e la contestazione verso la proprietà resta evidente.

La risposta di Lotito:

«Mica posso inchiodare la gente sulle sedie»

mostra una posizione molto chiara: il presidente rivendica il proprio impegno, ma riconosce implicitamente di non poter costringere il pubblico a tornare allo stadio.

«Nella vita contano i risultati»

È probabilmente questa la frase politicamente e sportivamente più significativa.

Per Lotito il parametro decisivo resta il risultato.

La Lazio vince.

È prima in classifica.

E quindi, nella sua lettura, il lavoro della società produce effetti concreti.

Il problema è che la contestazione dei tifosi sembra muoversi su un piano diverso.

Il nodo resta sempre lo stesso

Ed è qui che emerge la distanza tra le due letture.

Da una parte Lotito guarda soprattutto ai risultati della squadra.

Dall’altra una parte consistente della tifoseria contesta aspetti più ampi: rapporto con il pubblico, comunicazione, prospettive societarie e gestione complessiva del club.

Ecco perché il primo posto non ha ancora riportato il pubblico all’Olimpico.

Risultati sportivi e rapporto con i tifosi sono due piani diversi

La frase di Lotito apre quindi una domanda importante.

I risultati bastano da soli a misurare il rapporto tra una società e la propria tifoseria?

Dal punto di vista sportivo, la Lazio sta andando benissimo.

Dal punto di vista ambientale, invece, la frattura resta.

Sono due realtà che oggi convivono contemporaneamente.

Una Lazio prima, ma con lo stadio ancora vuoto

È il grande paradosso di questa stagione.

Gattuso e i giocatori stanno facendo il loro lavoro e lo stanno facendo molto bene.

Ma il rendimento della squadra non ha ancora avuto l’effetto di riportare allo stadio i tifosi che hanno scelto la protesta.

Per questo le parole di Lotito rischiano di riaccendere ancora una volta il dibattito.

Perché il presidente dice:

«Nella vita contano i risultati».

Ma per una parte del popolo laziale, evidentemente, in questo momento non contano soltanto quelli.



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Juventus-Lazio, i precedenti sorridono ai bianconeri ma Gattuso arriva da imbattuto

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Grafica che mostra le statistiche, i precedenti e i numeri storici della sfida di Serie A tra Lazio e Juventus. Fonti e contenuti correlati

Domenica 18 ottobre alle 20:45 la Lazio farà visita alla Juventus di Luciano Spalletti all’Allianz Stadium, con l’obiettivo di difendere il primo posto in classifica e prolungare l’imbattibilità dopo sei giornate.

La trasferta di Torino resta storicamente una delle più complicate per i biancocelesti, ma gli ultimi confronti raccontano un equilibrio maggiore rispetto al passato.

Il bilancio complessivo

Nei 198 precedenti complessivi tra Juventus e Lazio, il bilancio resta nettamente favorevole ai bianconeri:

50 vittorie Lazio, 46 pareggi e 102 vittorie Juventus.

Numeri che raccontano bene il peso storico della sfida.

A Torino il dato è ancora più duro

Se si considerano soltanto le partite giocate in casa della Juventus, il divario aumenta.

Su 101 confronti, la Lazio ha ottenuto:

16 vittorie, 23 pareggi e 62 sconfitte.

Un rendimento che rende immediatamente evidente la difficoltà della trasferta all’Allianz Stadium.

Gli ultimi tre incroci però cambiano il quadro

Il dato più incoraggiante riguarda il passato recente.

La Lazio è infatti imbattuta negli ultimi tre confronti contro la Juventus, con una vittoria e due pareggi.

L’ultimo precedente a Torino risale all’8 febbraio 2026, quando la sfida terminò 2-2.

Un piccolo segnale di inversione rispetto a una storia tradizionalmente molto sfavorevole.

La Lazio arriva da prima in classifica

Questa volta, però, la squadra di Gattuso arriva a Torino in una condizione completamente diversa.

Dopo sei giornate, la Lazio è in testa alla classifica insieme all’Inter con 16 punti, frutto di cinque vittorie e un pareggio.

Un avvio che ha sorpreso tutti e che rende la sfida con la Juventus un test molto più significativo rispetto alle prime giornate.

Servirà una Lazio diversa da quella vista nella ripresa col Monza

La vittoria contro il Monza ha confermato il grande potenziale della squadra, ma anche alcuni limiti.

Nel primo tempo la Lazio è stata brillante, aggressiva e verticale.

Nella ripresa, invece, ha abbassato troppo il ritmo e ha rischiato di riaprire una partita che sembrava già chiusa.

Contro la Juventus questo tipo di calo potrebbe essere molto più pericoloso.

Gattuso lo sa bene: per uscire con un risultato positivo da Torino servirà una Lazio concentrata e intensa per tutti i 90 minuti.

Il test più importante dell’inizio stagione

Fino a questo momento la Lazio ha raccolto 16 punti meritati e ha mostrato qualità importanti.

Ma la trasferta contro la Juventus rappresenta probabilmente il banco di prova più impegnativo del suo avvio di campionato.

La storia dice Juventus.

Il momento dice Lazio.

Ed è proprio questo contrasto a rendere la partita ancora più interessante.



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Lazio, torna Cancellieri: Marusic e Rovella ancora a rilento verso la Juventus

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Nicolò Rovella centrocampista della SS Lazio alla vigilia della sfida contro il Genoa
Nicolò Rovella presenta la sfida di Serie A tra Lazio e Genoa nel match program ufficiale biancoceleste.

La Lazio si prepara alla sfida contro la Juventus con una buona notizia e due recuperi che richiederanno ancora prudenza. Alla ripresa degli allenamenti, prevista oggi dopo i due giorni di riposo concessi da Gennaro Gattuso, il rientro più vicino è quello di Matteo Cancellieri, mentre per Nicolò Rovella e Adam Marusic i tempi restano più lunghi.

Secondo quanto riportato da Il Messaggero, entrambi saranno rivalutati a Formello, ma difficilmente verranno rischiati contro la Juventus.

Cancellieri torna in gruppo

La notizia più positiva riguarda Matteo Cancellieri.

L’esterno dovrebbe tornare oggi ad allenarsi con il resto della squadra e, salvo contrattempi, viene considerato disponibile per la trasferta di Torino.

Un recupero importante per Gattuso, che ritrova così un’alternativa in più nel reparto offensivo.

Rovella migliora, ma la Juve è troppo presto

Segnali incoraggianti anche per Nicolò Rovella.

Le sue condizioni verranno nuovamente valutate oggi, ma l’orientamento resta quello della massima prudenza.

Una sua eventuale presenza in panchina contro la Juventus avrebbe soprattutto un valore simbolico.

L’obiettivo più realistico, secondo il quotidiano, è tornare realmente disponibile per la sfida successiva contro il Parma.

Marusic ancora da valutare

Discorso molto simile per Adam Marusic.

Il terzino sarà rivalutato alla ripresa degli allenamenti, ma anche per lui la possibilità di essere convocato per Torino viene considerata ridotta.

La Lazio non vuole forzare il rientro dopo il percorso di recupero più lungo del previsto.

Gattuso recupera almeno un’alternativa

Per la Juventus, quindi, Gattuso dovrebbe poter contare nuovamente su Cancellieri, mentre Rovella e Marusic sembrano destinati ad attendere ancora.

La linea dello staff medico appare chiara: nessuna accelerazione sui recuperi, soprattutto per due giocatori che stanno aumentando progressivamente i carichi di lavoro.

Se non ci saranno sorprese, il vero rientro completo di entrambi potrebbe quindi slittare alla gara contro il Parma.



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Como guarda oltre il calcio, la Lazio può accontentarsi degli slogan? Roma è un patrimonio ancora da sfruttare

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Lazio crescita ricavi commerciali

Il Como parla di crescita, diversificazione dei ricavi e costruzione di un ecosistema che vada oltre il semplice risultato sportivo. E inevitabilmente viene da chiedersi quale sia, invece, il progetto industriale della Lazio per i prossimi anni.

Il dirigente del Como Mirwan Suwarso ha spiegato una strategia che parte dall’identità del territorio e dal richiamo internazionale del lago per sviluppare nuove opportunità nel merchandising, nell’hospitality, nei viaggi e nel turismo.

Una visione nella quale il calcio rappresenta il centro del progetto, ma non necessariamente il limite del business.

Ed è proprio qui che nasce il confronto con la Lazio.

Como: «I soli ricavi calcistici sono troppo piccoli»

Il concetto espresso da Suwarso è particolarmente interessante.

Il Como vuole sfruttare l’immagine internazionale del proprio territorio per ampliare le fonti di ricavo e sostenere così le proprie ambizioni sportive.

L’obiettivo non è scegliere tra calcio e business.

È utilizzare il business per rendere il calcio più competitivo.

Una filosofia che parte da un principio semplice: se i ricavi tradizionali non bastano per sostenere le proprie ambizioni, bisogna crearne di nuovi.

E la Lazio ha Roma

Da qui la domanda inevitabile.

Se il Como può costruire parte della propria crescita intorno all’immagine del lago, che cosa potrebbe fare la Lazio con Roma?

Una delle città più conosciute al mondo.

Milioni di turisti ogni anno.

Un patrimonio storico e culturale unico.

Un marchio calcistico con oltre un secolo di storia.

Una tifoseria profondamente radicata nella città e una presenza internazionale che potrebbe essere ulteriormente sviluppata.

Il potenziale esiste.

La questione è capire quanto venga realmente trasformato in ricavi.

Merchandising, turismo e hospitality: quante opportunità?

La Lazio potrebbe teoricamente lavorare su numerosi fronti.

Esperienze dedicate ai turisti.

Hospitality.

Tour legati alla storia del club e della città.

Accordi con operatori turistici.

Merchandising internazionale.

Partnership commerciali globali.

Contenuti digitali pensati specificamente per mercati stranieri.

Academy e scuole calcio internazionali.

Eventi ed esperienze dedicate ai tifosi che visitano Roma.

Non significa che nulla di tutto questo venga fatto oggi.

Significa chiedersi quale sia la dimensione del progetto e quali obiettivi economici abbia la società per far crescere queste attività.

La Lazio ha bisogno di aumentare i ricavi

La questione diventa ancora più importante leggendo le strategie indicate dalla stessa Lazio nei propri documenti finanziari.

Il club ha individuato tra le leve future il ritorno nelle competizioni internazionali, nuove sponsorizzazioni, valorizzazione degli asset e player trading.

Sono strumenti importanti.

Ma proprio il confronto con modelli come quello illustrato dal Como apre un’altra domanda:

quanto può crescere la Lazio indipendentemente dalle cessioni dei calciatori e dai risultati sul campo?

Per costruire stabilmente una squadra più competitiva serve infatti aumentare la base strutturale dei ricavi.

Uno slogan non è un piano industriale

Claudio Lotito ha spesso sintetizzato la propria gestione attraverso frasi diventate molto conosciute nell’ambiente laziale.

Tra queste:

«Con Lotito risultato garantito».

Uno slogan può servire a raccontare una filosofia.

Ma non può sostituire una strategia industriale.

I tifosi avrebbero interesse a conoscere numeri, obiettivi e tempi.

Quanto deve crescere il fatturato commerciale?

Quali mercati internazionali vuole raggiungere la Lazio?

Quanto deve aumentare il merchandising?

Quali partnership globali si stanno cercando?

Che ruolo avrà il nuovo stadio?

Come verrà sfruttato commercialmente il marchio Roma-Lazio?

Sono queste le domande che definiscono il futuro economico di un club moderno.

Il Flaminio potrebbe cambiare tutto

In questo senso il progetto del nuovo Stadio Flaminio può rappresentare una parte fondamentale della strategia.

Uno stadio moderno non genera soltanto biglietteria.

Può produrre hospitality, ristorazione, eventi, merchandising, sponsorizzazioni, naming rights e attività durante tutta la settimana.

Se il progetto arriverà realmente alla fase esecutiva, il Flaminio potrebbe diventare uno degli strumenti più importanti per aumentare i ricavi strutturali della Lazio.

Ma anche uno stadio, da solo, non basta.

Serve inserirlo dentro una strategia commerciale più ampia.

Il vantaggio enorme chiamato Roma

È questo probabilmente il punto centrale.

La Lazio non deve inventarsi un territorio da raccontare.

Ha Roma.

Il nome della città è già un brand globale.

La sfida è capire come collegare maggiormente quell’enorme capacità di attrazione al marchio Lazio senza perdere l’identità profondamente romana e laziale del club.

Altri club europei hanno trasformato turismo, stadio, merchandising ed esperienza del tifoso in componenti sempre più importanti del proprio modello economico.

La Lazio possiede potenzialmente gli stessi ingredienti.

Crescere per poter spendere di più sul campo

Il discorso alla fine torna sempre al calcio.

Aumentare i ricavi commerciali non serve semplicemente a presentare un bilancio più bello.

Serve a poter investire di più.

Più ricavi strutturali significano maggiore capacità di sostenere stipendi, acquistare giocatori, trattenere i migliori elementi e affrontare eventuali stagioni senza competizioni europee con minori conseguenze.

Significa soprattutto ridurre la dipendenza dal player trading.

La domanda che la Lazio dovrebbe affrontare

Il Como sta spiegando pubblicamente quale direzione vuole prendere.

La Lazio dispone di risorse potenziali probabilmente ancora più grandi: Roma, la propria storia, milioni di appassionati, il progetto Flaminio e una squadra che rappresenta uno dei club storici della Serie A.

Per questo la domanda non dovrebbe essere semplicemente se Lotito abbia gestito bene o male il passato.

La domanda più interessante riguarda il futuro:

quale Lazio vuole costruire la società nei prossimi cinque o dieci anni e attraverso quali nuove fonti di ricavo intende finanziarla?

Avere una risposta concreta, accompagnata da obiettivi misurabili, sarebbe probabilmente molto più importante di qualsiasi slogan.



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De Laurentiis apre alla cessione del Napoli: la frase che tanti laziali vorrebbero sentire da Lotito

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Aurelio De Laurentiis apre, almeno in linea di principio, alla possibilità di valutare un’offerta per il Napoli. Intervistato dal TG5, il presidente azzurro ha spiegato che, qualora arrivasse qualcuno disposto a riconoscere economicamente il valore del lavoro svolto in quasi 25 anni, sarebbe pronto ad ascoltare e valutare. 100x100napoli.it

La frase esatta è ancora più significativa:

«Secondo lei c’è qualcuno capace di pagare i miei sforzi di un quarto di secolo? Non lo so, ma se c’è si faccia avanti, poi verificheremo e valuteremo». ilNapolista

Parole che inevitabilmente fanno pensare anche alla situazione della Lazio.

Una porta che De Laurentiis non chiude

De Laurentiis non ha annunciato la vendita del Napoli.

Non ha detto di voler lasciare il club.

Ha semplicemente espresso un principio: se arrivasse un’offerta ritenuta adeguata, verrebbe presa in considerazione.

È una differenza importante.

Ma proprio quella disponibilità ad ascoltare rappresenta il punto che molti tifosi della Lazio vorrebbero probabilmente sentir pronunciare anche da Claudio Lotito.

E se Lotito dicesse la stessa cosa?

La domanda nasce inevitabilmente dal momento che sta vivendo l’ambiente biancoceleste.

La Lazio è prima in classifica insieme all’Inter, ma la frattura tra proprietà e una parte molto ampia della tifoseria resta evidente.

L’Olimpico continua a registrare presenze estremamente basse e la contestazione non si è fermata neppure davanti ai risultati positivi della squadra.

In questo contesto, una frase del tipo:

“Se arriverà un’offerta seria per la Lazio, la valuterò”

avrebbe inevitabilmente un peso enorme.

Non significherebbe vendere automaticamente.

Significherebbe semplicemente non escludere a priori un futuro diverso.

Il punto non è chiedere una cessione immediata

La questione non dovrebbe essere ridotta a un semplice “Lotito deve vendere domani”.

Una società di calcio non cambia proprietà attraverso uno slogan.

Servono un compratore, un’offerta concreta, verifiche finanziarie, trattative e condizioni ritenute soddisfacenti dall’azionista.

Il punto è un altro: esiste la disponibilità della proprietà ad ascoltare eventuali proposte?

È questa la domanda alla quale molti tifosi vorrebbero una risposta chiara.

La frattura con la tifoseria resta

I risultati sportivi non hanno cancellato la contestazione.

Ed è forse questo l’aspetto più significativo.

La Lazio di Gattuso sta vincendo.

La squadra è in testa alla classifica.

Eppure lo stadio continua a essere semivuoto nelle partite casalinghe.

Questo dimostra che il dissenso non è semplicemente legato a una sconfitta, a un allenatore o a un mercato negativo.

È diventato un problema strutturale nel rapporto tra proprietà e pubblico.

Rocca aveva indicato lo stesso bivio

Anche il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, nei giorni scorsi aveva invitato Lotito a prendere atto della situazione, sostenendo che dovesse trovare il modo di ricomporre la frattura con la tifoseria oppure valutare di «farsi da parte».

È una posizione politica e personale, naturalmente, e non produce alcun effetto sulla proprietà del club.

Ma conferma quanto il tema abbia ormai superato la sola dimensione calcistica.

La differenza tra vendere e rendersi disponibili a valutare

Ed è qui che la frase di De Laurentiis diventa interessante.

Il presidente del Napoli non dice:

“Vendo”.

Dice, in sostanza:

“Se qualcuno si presenta, verificheremo e valuteremo”.

È una posizione completamente diversa.

Non obbliga a nulla.

Non promette nulla.

Ma lascia aperta una possibilità.

Ed è forse proprio questa apertura che oggi manca nel dibattito intorno alla Lazio.

Una domanda che Lotito prima o poi dovrà affrontare?

Claudio Lotito ha costruito oltre vent’anni di storia alla guida della Lazio, con risultati sportivi, trofei e una gestione che lui stesso ha più volte rivendicato.

Ma dopo una frattura così profonda con il pubblico, la questione non riguarda necessariamente il passato.

Riguarda il futuro.

Se domani arrivasse un soggetto credibile con un progetto importante e un’offerta adeguata, Lotito sarebbe disposto almeno a sedersi a un tavolo?

È questa la domanda.

E una risposta chiara, qualunque fosse, aiuterebbe almeno a fare chiarezza su uno dei temi più discussi dall’ambiente biancoceleste.



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Stadio Flaminio, cresce l’ottimismo della Lazio: progetto da 437,5 milioni, obiettivo interesse pubblico entro fine anno

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Il presidente della Lazio Claudio Lotito in tribuna con espressione perplessa

In casa Lazio cresce l’ottimismo sul progetto del nuovo Stadio Flaminio. L’investimento complessivo previsto è di circa 437,5 milioni di euro e, a due mesi dalla conclusione della Conferenza dei Servizi preliminare, il club ritiene di aver individuato le soluzioni necessarie per recepire le prescrizioni emerse nel confronto con gli enti di tutela.

Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera – Roma, a Formello prevale la convinzione che il progetto possa essere adattato senza snaturarne l’impianto generale.

Pensilina visibile e tutela dell’area

Uno dei nodi principali riguarda la tutela architettonica del Flaminio.

La pensilina dovrà restare visibile e il nuovo impianto non dovrà coprire né l’Auditorium né il Palazzetto dello Sport.

Sono condizioni che impongono modifiche al progetto, ma che la Lazio ritiene compatibili con la prosecuzione dell’iter.

Gualtieri: «Interesse pubblico entro fine anno»

Anche il Campidoglio continua a mostrare fiducia.

Il sindaco Roberto Gualtieri ha spiegato nei giorni scorsi:

«Auspichiamo di poter concedere l’interesse pubblico sul progetto della Lazio entro la fine dell’anno».

Un passaggio fondamentale, perché il riconoscimento dell’interesse pubblico permetterebbe di procedere con le fasi successive dell’iter.

Gualtieri ha inoltre chiarito:

«La Conferenza dei servizi preliminare si è chiusa in modo positivo con delle prescrizioni, ma il progetto si può adattare».

Dopo l’interesse pubblico: progetto definitivo e conferenza decisoria

Il percorso è ancora lungo, ma la sequenza è chiara.

Una volta ottenuto il riconoscimento dell’interesse pubblico, la Lazio potrà procedere con:

progettazione definitiva e Conferenza dei Servizi decisoria.

Lo stesso Gualtieri ha sottolineato che l’obiettivo è evitare tempi eccessivamente lunghi:

«Crediamo che il via libera finale non arriverà in tempi biblici».

Il sindaco: «Il Flaminio oggi è un rudere d’autore»

Molto forte anche il giudizio del sindaco sulle condizioni attuali dello stadio.

Gualtieri ha definito il Flaminio:

«Un rudere d’autore abbandonato nel nulla, inutilizzato e nel cuore della città».

Una frase che conferma come il Comune consideri prioritario il recupero dell’impianto.

Investimento da 437,5 milioni

Il valore complessivo dell’operazione indicato è di circa 437,5 milioni di euro.

Una cifra enorme, che rende il progetto una delle operazioni infrastrutturali più rilevanti mai pensate dalla Lazio.

Restano naturalmente da chiarire tutti i passaggi relativi a finanziamento, autorizzazioni definitive e tempi di realizzazione.

Ma dal punto di vista amministrativo, il clima viene descritto come positivo.

Lazio e Soprintendenza continuano a dialogare

Il nodo resta il recepimento delle prescrizioni.

La Lazio sta lavorando per adattare il progetto alle richieste della Soprintendenza, soprattutto sul fronte della tutela architettonica e dell’impatto visivo.

Il dialogo viene descritto come costruttivo.

Ed è proprio da questo confronto che dipenderà il passaggio successivo verso il riconoscimento dell’interesse pubblico.

Sullo sfondo resta la protesta dei tifosi

Mentre il dossier Flaminio procede, resta invece aperta la frattura tra società e tifoseria.

I gruppi organizzati hanno annunciato la presenza a Torino per sostenere la squadra contro la Juventus, ma la trasferta non modifica la linea della protesta nelle gare casalinghe.

L’Olimpico continua infatti a registrare presenze molto basse.

Contro il Monza gli spettatori sono stati circa 10.300.

Il paradosso della Lazio

La situazione resta quindi particolare.

Da una parte una squadra prima in classifica e un progetto stadio che sembra avanzare.

Dall’altra una tifoseria ancora in aperta contestazione con la proprietà.

Il Flaminio potrebbe rappresentare una svolta strategica per il futuro del club, ma prima di parlare di traguardo vicino serviranno ancora passaggi amministrativi decisivi.

L’obiettivo immediato è uno:

ottenere il riconoscimento dell’interesse pubblico entro la fine dell’anno.



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Lazio, applaude i cori contro Lotito e viene identificato? Il racconto di un tifoso accende il caso

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Un episodio avvenuto dopo Lazio-Monza sta facendo discutere l’ambiente biancoceleste. Giuseppe Aquilini ha raccontato a Radio Laziale di aver applaudito, durante la partita, i cori contro Claudio Lotito provenienti dal settore occupato dai tifosi del Monza e di essere stato successivamente fermato da uno steward, che gli avrebbe chiesto biglietto e documento arrivando, secondo il suo racconto, a fotografarli. I cori contro Lotito durante Lazio-Monza e gli applausi arrivati da parte dei sostenitori biancocelesti presenti all’Olimpico sono stati effettivamente riportati da più fonti. Lazionews.eu Diverso, però, è il caso relativo all’identificazione del singolo tifoso: al momento non risultano conferme indipendenti sulle ragioni del controllo né sull’eventuale adozione di provvedimenti nei suoi confronti. Il racconto di Aquilini Secondo quanto riferito dal tifoso a Radio Laziale, al termine dell’incontro uno steward gli avrebbe chiesto di mostrare il biglietto e un documento d’identità. Aquilini sostiene inoltre che i documenti sarebbero stati fotografati. È questo il passaggio che ha sollevato interrogativi e preoccupazioni: per quale motivo sarebbe stato identificato? Al momento, però, non è possibile stabilire sulla base degli elementi disponibili se il controllo fosse collegato agli applausi contro Lotito oppure ad altre ragioni di sicurezza o gestione dello stadio. Nessun divieto d’ingresso risulta confermato La preoccupazione espressa dal tifoso è che l’identificazione possa essere utilizzata per impedirgli in futuro l’accesso allo stadio. Ma su questo punto serve prudenza. Non risulta attualmente confermato alcun DASPO, divieto d’ingresso o altro provvedimento formale nei confronti di Aquilini. Non sarebbe quindi corretto trasformare il timore del tifoso in un fatto già accertato. Gli applausi contro Lotito durante Lazio-Monza Il contesto nel quale si inserisce il racconto è invece documentato. Durante Lazio-Monza, dal settore ospiti sono partiti più volte cori contro Claudio Lotito. I tifosi biancocelesti presenti hanno reagito applaudendo. LazioPress.it L’episodio ha rappresentato un’ulteriore manifestazione della contestazione che da mesi accompagna il rapporto tra una parte della tifoseria e la presidenza. La domanda è: perché fotografare i documenti? Ed è proprio questo l’aspetto che meriterebbe un chiarimento. Chiedere un documento nell’ambito di un controllo di sicurezza può avere diverse ragioni. Ma se fosse confermato che l’identificazione è avvenuta esclusivamente per aver applaudito una contestazione pacifica, la vicenda assumerebbe un significato molto diverso. Per questo sarebbe importante conoscere la versione dello steward, della società o degli organismi responsabili della sicurezza dell’Olimpico. Contestare pacificamente non equivale a commettere un illecito Un applauso o una manifestazione pacifica di dissenso, di per sé, non dimostrano comportamenti violenti o illeciti. Il punto da chiarire è quindi se durante l’episodio siano avvenuti altri fatti oppure se il controllo sia stato effettivamente collegato soltanto alla contestazione. Senza questa informazione, ogni conclusione sarebbe prematura. Una vicenda da chiarire La questione, quindi, non può essere presentata oggi come “un tifoso punito perché ha applaudito contro Lotito”. Quello che possiamo dire è questo: un tifoso afferma di essere stato identificato e di aver visto fotografare i propri documenti dopo aver applaudito cori contro il presidente. Il motivo del controllo non è stato ancora chiarito. E non risulta confermato alcun provvedimento successivo. Proprio per questo, una spiegazione ufficiale sarebbe utile per evitare che dubbi e sospetti alimentino ulteriormente una frattura già molto profonda tra società e tifoseria.

Un episodio avvenuto dopo Lazio-Monza sta facendo discutere l’ambiente biancoceleste. Giuseppe Aquilini ha raccontato a Radio Laziale di aver applaudito, durante la partita, i cori contro Claudio Lotito provenienti dal settore occupato dai tifosi del Monza e di essere stato successivamente fermato da uno steward, che gli avrebbe chiesto biglietto e documento arrivando, secondo il suo racconto, a fotografarli.

I cori contro Lotito durante Lazio-Monza e gli applausi arrivati da parte dei sostenitori biancocelesti presenti all’Olimpico sono stati effettivamente riportati da più fonti.

Diverso, però, è il caso relativo all’identificazione del singolo tifoso: al momento non risultano conferme indipendenti sulle ragioni del controllo né sull’eventuale adozione di provvedimenti nei suoi confronti.

Il racconto di Aquilini

Secondo quanto riferito dal tifoso a Radio Laziale, al termine dell’incontro uno steward gli avrebbe chiesto di mostrare il biglietto e un documento d’identità.

Aquilini sostiene inoltre che i documenti sarebbero stati fotografati.

https://youtu.be/l_XwkX0_36U

È questo il passaggio che ha sollevato interrogativi e preoccupazioni: per quale motivo sarebbe stato identificato?

Al momento, però, non è possibile stabilire sulla base degli elementi disponibili se il controllo fosse collegato agli applausi contro Lotito oppure ad altre ragioni di sicurezza o gestione dello stadio.

Nessun divieto d’ingresso risulta confermato

La preoccupazione espressa dal tifoso è che l’identificazione possa essere utilizzata per impedirgli in futuro l’accesso allo stadio.

Ma su questo punto serve prudenza.

Non risulta attualmente confermato alcun DASPO, divieto d’ingresso o altro provvedimento formale nei confronti di Aquilini.

Non sarebbe quindi corretto trasformare il timore del tifoso in un fatto già accertato.

Gli applausi contro Lotito durante Lazio-Monza

Il contesto nel quale si inserisce il racconto è invece documentato.

Durante Lazio-Monza, dal settore ospiti sono partiti più volte cori contro Claudio Lotito. I tifosi biancocelesti presenti hanno reagito applaudendo. LazioPress.it

L’episodio ha rappresentato un’ulteriore manifestazione della contestazione che da mesi accompagna il rapporto tra una parte della tifoseria e la presidenza.

La domanda è: perché fotografare i documenti?

Ed è proprio questo l’aspetto che meriterebbe un chiarimento.

Chiedere un documento nell’ambito di un controllo di sicurezza può avere diverse ragioni.

Ma se fosse confermato che l’identificazione è avvenuta esclusivamente per aver applaudito una contestazione pacifica, la vicenda assumerebbe un significato molto diverso.

Per questo sarebbe importante conoscere la versione dello steward, della società o degli organismi responsabili della sicurezza dell’Olimpico.

Contestare pacificamente non equivale a commettere un illecito

Un applauso o una manifestazione pacifica di dissenso, di per sé, non dimostrano comportamenti violenti o illeciti.

Il punto da chiarire è quindi se durante l’episodio siano avvenuti altri fatti oppure se il controllo sia stato effettivamente collegato soltanto alla contestazione.

Senza questa informazione, ogni conclusione sarebbe prematura.

Una vicenda da chiarire

La questione, quindi, non può essere presentata oggi come “un tifoso punito perché ha applaudito contro Lotito”.

Quello che possiamo dire è questo:

un tifoso afferma di essere stato identificato e di aver visto fotografare i propri documenti dopo aver applaudito cori contro il presidente.

Il motivo del controllo non è stato ancora chiarito.

E non risulta confermato alcun provvedimento successivo.

Proprio per questo, una spiegazione ufficiale sarebbe utile per evitare che dubbi e sospetti alimentino ulteriormente una frattura già molto profonda tra società e tifoseria.



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Lazio, due giorni di riposo poi testa alla Juventus: Cancellieri prova il rientro, controlli per Marusic

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L'esultanza di Toma Basic e Matteo Cancellieri dopo un gol in Napoli-Lazio 0-2.
Cancellieri salva la Lazio con una doppietta, ma la difesa cede ancora: Sarri deve trovare soluzioni dopo il 3-3 con il Torino. Analisi e riflessioni.

Due giorni di riposo per la Lazio dopo la vittoria contro il Monza. La squadra di Gennaro Gattuso tornerà ad allenarsi mercoledì alle 10.30, con sedute mattutine previste per tutta la settimana fino alla rifinitura di sabato.

Da quel momento inizierà a prendere forma la formazione che affronterà la Juventus a Torino.

Cancellieri punta la Juventus

Le attenzioni principali sono rivolte a Matteo Cancellieri, presente ieri all’Olimpico da spettatore.

Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, l’esterno dovrebbe tornare presto ad allenarsi con il gruppo e punta a essere disponibile per la sfida contro la Juventus.

Cancellieri si era fermato durante la sosta successiva alla gara con il Venezia a causa di un incidente in vacanza che gli aveva provocato una brutta ferita al ginocchio.

Il recupero procede e il prossimo obiettivo è rientrare tra i convocabili per Torino.

Marusic oggi agli esami

Da valutare invece la situazione di Adam Marusic.

Il montenegrino sarà sottoposto oggi a controlli strumentali per verificare l’evoluzione del problema che lo tiene fuori dall’esordio contro il Bologna.

Marusic aveva inizialmente sperato di recuperare già per la partita contro il Monza, ma il percorso è stato rallentato.

Ora il nuovo obiettivo è provare a rientrare per Juventus-Lazio.

Rovella aumenta i carichi

Stesso traguardo anche per Nicolò Rovella.

Il centrocampista, alle prese con una lesione al polpaccio rimediata contro il Genoa, sta aumentando progressivamente i carichi di lavoro.

Per il momento continua il lavoro differenziato, ma l’obiettivo è riaggregarsi al gruppo e provare a tornare disponibile per la trasferta di Torino.

Una settimana importante per Gattuso

La Lazio arriva alla sfida con la Juventus da prima in classifica insieme all’Inter e con grande entusiasmo dopo il successo contro il Monza.

Gattuso, però, spera soprattutto di recuperare qualche alternativa.

Il rientro di Cancellieri darebbe una soluzione in più sulle fasce offensive, mentre Marusic e Rovella potrebbero restituire profondità a due reparti che nelle ultime settimane hanno dovuto fare i conti con diverse assenze.

I prossimi giorni saranno quindi decisivi per capire chi riuscirà effettivamente a partire per Torino.



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Lazio prima con l’Inter: 16 punti e un avvio che va oltre le aspettative

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La Lazio di Gattuso è prima con l’Inter dopo sei giornate e 16 punti. Un avvio inatteso ma meritato, tra qualità, intensità e ancora ampi margini di crescita.

Svegliarsi il lunedì mattina e trovare la Lazio in testa alla classifica insieme all’Inter, dopo sei giornate, era uno scenario difficilmente pronosticabile alla vigilia della stagione. E invece i biancocelesti di Gennaro Gattuso sono lì, a quota 16 punti, davanti a Roma, Milan, Juventus, Napoli e alle altre squadre che sulla carta partivano con ambizioni superiori. La classifica aggiornata conferma Lazio e Inter appaiate al comando con 16 punti.

Non significa parlare di Scudetto. Non significa cambiare obiettivo dopo appena sei giornate. Significa però riconoscere che questa Lazio, fin qui, ha fatto molto più di quanto ci si aspettasse.

Un avvio da ricordare

Gattuso ha costruito una squadra che ha raccolto 16 punti su 18 disponibili.

Il calendario non è stato impossibile, questo è vero, ma nemmeno può essere liquidato come una passeggiata. E soprattutto, in sei giornate, è normale che nessuna squadra abbia già affrontato tre o quattro scontri diretti.

La Lazio ha fatto quello che doveva fare: ha vinto quasi sempre.

Ed è la cosa più importante.

Più punti di Roma, Milan e Juventus

Dopo sei giornate il dato è eloquente.

La Lazio ha 16 punti, la Roma 14, il Milan 12 e la Juventus 11. sport.sky.it

Sono squadre che alla vigilia venivano considerate più attrezzate, anche perché protagoniste di mercati più importanti e con obiettivi dichiarati molto ambiziosi.

La Lazio, invece, parte con un traguardo diverso: tornare in Europa.

Ed è proprio questo l’obiettivo che il club ha indicato anche nella propria programmazione economica.

Niente voli pindarici, ma questi punti sono meritati

La cosa importante è evitare due estremi.

Da una parte sarebbe sbagliato iniziare a parlare di Scudetto dopo sei giornate.

Dall’altra sarebbe altrettanto sbagliato sminuire quanto fatto finora.

Questi 16 punti non sono arrivati per caso.

Non ci sono state serie di episodi clamorosamente favorevoli o partite vinte senza meritare.

La Lazio ha raccolto quanto ha costruito attraverso intensità, qualità e lavoro.

Il primo tempo contro il Monza mostra il potenziale

La vittoria per 3-1 sul Monza è stata probabilmente una fotografia perfetta di questa squadra.

Nel primo tempo la Lazio ha prodotto calcio di alto livello, andando sul 2-0 con Nuno Tavares e Isaksen e creando le condizioni per chiudere la gara molto prima. Pinamonti ha poi segnato nel finale il gol del definitivo 3-1. la Repubblica

Quando gioca con quel ritmo, questa Lazio può mettere in difficoltà chiunque.

Il problema arriva quando l’intensità cala.

Il secondo tempo resta un campanello d’allarme

Contro il Monza, dopo il gol subito immediatamente nella ripresa, la Lazio si è abbassata e ha perso sicurezza.

Gattuso lo ha riconosciuto chiaramente nel post partita: la squadra non può permettersi di provare a gestire e deve continuare ad andare forte.

È un limite sul quale lavorare.

Perché contro avversari più forti, un calo come quello visto nella ripresa potrebbe costare molto di più.

Frattesi, Taylor e Belahyane: un centrocampo che funziona

Una delle sorprese migliori è il centrocampo.

Davide Frattesi magari non segna ogni partita, ma anche quando non trova il gol rappresenta continuamente una minaccia.

I suoi inserimenti obbligano le difese avversarie a seguirlo e creano spazi per i compagni.

Kenneth Taylor non ha ancora trovato la rete, ma continua a dare qualità e pulizia al gioco.

E poi c’è Reda Belahyane, che sta finalmente mostrando il livello che ci si aspettava da lui.

Gattuso gli ha costruito addosso un ruolo molto preciso: copertura, recupero palla, lettura delle transizioni.

E sta funzionando.

Nuno Tavares può essere devastante in Serie A

Nuno Tavares è probabilmente uno dei giocatori che meglio raccontano il potenziale della Lazio.

Non serve sostenere che sia un giocatore da Real Madrid per riconoscere una cosa abbastanza evidente:

quando è concentrato e sta bene fisicamente, in Serie A può essere devastante.

Contro il Monza il primo tempo è stato impressionante.

Gol, accelerazioni, forza fisica e continue superiorità create sulla fascia.

Il problema resta la continuità nell’arco dei 90 minuti.

Noslin, finalmente una partita da centravanti moderno

Molto interessante anche la prova di Tijjani Noslin.

Nel primo tempo ha fatto esattamente quello che Gattuso vuole dal suo centravanti.

Movimento.

Pressione.

Spazi aperti per i compagni.

Due assist.

Una prestazione che dimostra quanto possa essere utile anche senza segnare.

E poi c’è Pinamonti.

Il gol contro il Monza potrebbe sembrare soltanto il 3-1 finale, ma per lui può valere molto di più.

Potrebbe essere la rete che gli restituisce fiducia.

E manca ancora il miglior Zaccagni

Un altro elemento interessante è che questa Lazio sembra avere ancora margini.

Mattia Zaccagni non ha ancora mostrato con continuità il livello visto nelle sue stagioni migliori.

Eppure la squadra continua a segnare e vincere.

Se anche lui dovesse salire ulteriormente di rendimento, il potenziale offensivo potrebbe crescere ancora.

Gattuso finora ha quasi sempre trovato le soluzioni

Bisogna riconoscere anche il lavoro dell’allenatore.

Gattuso ha preso una Lazio reduce da un’estate complicata e, dopo sei giornate, l’ha portata in testa.

Ha valorizzato giocatori.

Ha trovato soluzioni tattiche.

Ha costruito un’identità.

Questo non significa che non commetta errori.

Contro il Monza, ad esempio, qualche scelta può essere discussa: Doekhi titolare e soprattutto alcuni cambi arrivati forse troppo tardi.

Ma il bilancio complessivo resta nettamente positivo.

Ora arriva la Juventus

Il prossimo test sarà certamente più indicativo.

La Lazio andrà a Torino contro la Juventus.

Sarà una partita diversa dalle ultime e servirà per capire quanto questa squadra riesca a mantenere il proprio calcio anche contro un avversario di livello superiore.

Qualunque sia il risultato, però, le prime sei giornate restano.

Sedici punti sono già in classifica e nessuno può toglierli.

Godiamoci il momento, senza cambiare obiettivo

È questo il punto.

La classifica al 12 ottobre non assegna trofei.

Tra un mese potrebbe essere completamente diversa.

Ma oggi la Lazio è lì.

Prima insieme all’Inter.

Davanti a squadre che sulla carta sembravano più forti.

E dopo tutto quello che è successo durante l’estate, poter guardare la classifica e vedere la Lazio lassù rappresenta qualcosa che vale la pena godersi.

Senza illusioni.

Senza proclami.

Ma anche senza paura di riconoscere quanto di buono è stato fatto.



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Lazio, il gol è un affare di squadra: già 12 marcatori diversi

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Con il gol di Pinamonti contro il Monza salgono a 12 i marcatori della Lazio. Quattro partite di fila con almeno due reti: l’attacco di Gattuso cresce.

La Lazio continua a segnare, ma soprattutto continua a farlo con tanti protagonisti diversi. Con la rete di Andrea Pinamonti contro il Monza, salgono infatti a dodici i giocatori biancocelesti già andati a segno in questo avvio di stagione, come sottolineato da Il Messaggero.

Un dato che fotografa bene la crescita offensiva della squadra di Gennaro Gattuso, capace di trovare gol e soluzioni in reparti diversi.

Contro il Monza tre marcatori diversi

Nel 3-1 contro il Monza sono andati a segno Nuno Tavares, Gustav Isaksen e Andrea Pinamonti.

Tre giocatori con caratteristiche completamente differenti.

Nuno Tavares ha trovato il suo primo gol stagionale con una conclusione potentissima, Isaksen ha confermato il buon momento ritrovando la rete, mentre Pinamonti ha chiuso la partita con un gol che può avere un peso importante soprattutto dal punto di vista della fiducia.

Dodici marcatori: un segnale importante

Arrivare già a quota 12 giocatori diversi a segno significa non dipendere esclusivamente da un singolo attaccante o da un solo uomo offensivo.

È un vantaggio enorme.

La Lazio può colpire con gli esterni, con i centrocampisti, con i terzini e con gli attaccanti.

E questo rende la squadra più difficile da leggere per gli avversari.

Quattro partite di fila con almeno due gol

C’è poi un altro dato particolarmente interessante.

La Lazio ha segnato almeno due reti per quattro partite consecutive.

Secondo quanto riportato, non accadeva da quattro anni.

Un’indicazione che conferma come la squadra di Gattuso stia trovando continuità anche dal punto di vista realizzativo.

Zaccagni: entusiasmo e divertimento

Il clima dentro la squadra sembra essere uno dei fattori più importanti di questo momento.

Zaccagni ha parlato di entusiasmo e divertimento, due parole che raccontano bene la sensazione trasmessa dalla Lazio in campo.

La squadra corre, attacca, prova a giocare in avanti e soprattutto sembra avere fiducia nei propri mezzi.

Pinamonti e la sana competizione

Anche Andrea Pinamonti ha sottolineato il valore della competizione interna.

Con Noslin, Isaksen, Zaccagni e gli altri uomini offensivi, nessuno può sentirsi titolare per diritto acquisito.

E proprio questa concorrenza può alzare il livello degli allenamenti e delle prestazioni.

Per Gattuso è un vantaggio enorme: poter scegliere tra giocatori diversi, mantenendo alta l’intensità.

Una Lazio meno prevedibile

Il vero valore di questo dato sta proprio qui.

Se i gol arrivano da dodici giocatori differenti, diventa molto più difficile per gli avversari preparare una partita concentrandosi su un solo riferimento.

La Lazio può segnare in tanti modi.

Con una transizione.

Con un inserimento.

Con un esterno.

Con un terzino.

Con il centravanti.

Ed è probabilmente uno degli aspetti più incoraggianti di questo inizio di stagione.



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Lazio in vetta con l’Inter: 16 punti dopo sei giornate, è il miglior avvio da capolista dal 1999/2000

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Lazio-Milan finisce 2-2: biancocelesti dominanti e avanti di due gol nel primo tempo, poi il crollo nella ripresa. Rimpianto per Gattuso.
Lazio-Milan finisce 2-2: biancocelesti dominanti e avanti di due gol nel primo tempo, poi il crollo nella ripresa. Rimpianto per Gattuso.

La Lazio continua a volare. Il pareggio della Roma contro il Como lascia i biancocelesti e l’Inter davanti a tutti: le squadre di Gennaro Gattuso e Cristian Chivu guidano la Serie A con 16 punti dopo sei giornate.

Un avvio straordinario, che assume ancora più valore guardando alla storia recente della Lazio. Dalla stagione 1999/2000 compresa, infatti, questa è soltanto la quarta volta che i biancocelesti si trovano al primo posto dopo sei turni di campionato.

E nessuna delle precedenti aveva raccolto così tanti punti.

Lazio 2026/27: 16 punti in sei partite

La squadra di Gattuso ha conquistato 16 punti sui 18 disponibili.

Un rendimento che permette alla Lazio di condividere la vetta con l’Inter e che rappresenta il miglior bottino tra i quattro avvii da capolista registrati dal 1999/2000 in poi.

Un dato che fotografa perfettamente la partenza della nuova Lazio: risultati, continuità e una squadra che, pur mostrando ancora margini di crescita, continua a raccogliere punti.

Nel 1999/2000 la Lazio di Eriksson aveva 14 punti

Il precedente più affascinante è inevitabilmente quello della stagione 1999/2000.

La Lazio di Sven-Göran Eriksson, destinata poi a conquistare il secondo Scudetto della propria storia, dopo sei giornate aveva raccolto 14 punti.

Due in meno rispetto alla Lazio attuale.

Naturalmente questo non significa che la squadra di Gattuso sia destinata a ripetere quella stagione. Il campionato è appena iniziato e il tecnico stesso continua a chiedere prudenza.

Ma il confronto statistico racconta comunque la dimensione dell’avvio biancoceleste.

Delio Rossi primo nel 2008/09

La seconda occasione risale alla stagione 2008/09.

La Lazio allenata da Delio Rossi raggiunse quota 13 punti, condividendo il primo posto con Inter e Udinese.

Quella squadra non riuscì poi a mantenere il passo delle prime per tutto il campionato, anche se la stagione si sarebbe conclusa con la conquista della Coppa Italia.

Reja a quota 13 nel 2010/11

Altro grande avvio nella stagione 2010/11.

Con Edy Reja in panchina, la Lazio arrivò dopo sei giornate a 13 punti, ritrovandosi al comando della classifica.

Anche in quel caso l’inizio alimentò grande entusiasmo nell’ambiente biancoceleste.

Gattuso supera tutti: 16 punti

Il confronto è quindi significativo:

1999/2000 – Eriksson: 14 punti
2008/09 – Delio Rossi: 13 punti
2010/11 – Reja: 13 punti
2026/27 – Gattuso: 16 punti

Tra questi quattro avvii da prima in classifica, quello della Lazio di Gattuso è il migliore in termini di punti conquistati.

Gattuso però non vuole guardare la classifica

Il dato assume ancora più significato considerando le parole pronunciate dall’allenatore dopo la vittoria contro il Monza.

Gattuso continua infatti a rifiutare qualsiasi entusiasmo prematuro.

Il suo messaggio è sempre lo stesso: niente calcoli, niente voli pindarici e soprattutto niente paura di continuare a giocare con aggressività.

Dopo il Monza aveva ribadito:

«Non guardiamo la classifica sennò ci gira la testa».

Una linea coerente con quanto ripetuto dall’inizio della stagione.

Una Lazio ancora migliorabile

La partita contro il Monza ha dimostrato anche che il percorso non è completo.

Il primo tempo ha mostrato probabilmente una delle versioni migliori della Lazio di Gattuso, mentre nella ripresa la squadra ha abbassato troppo ritmo e pressione, permettendo agli avversari di rientrare momentaneamente in partita.

Lo stesso tecnico è stato durissimo:

«Nel secondo tempo non mi è piaciuto niente».

Ed è forse proprio questo uno degli aspetti più interessanti di questo inizio: la Lazio è prima con 16 punti, ma Gattuso continua a vedere tantissimo lavoro da fare.

Un avvio da ricordare, senza correre troppo

Sei giornate sono ancora pochissime per stabilire dove possa arrivare questa Lazio.

Ma il dato resta.

16 punti, primo posto insieme all’Inter e miglior partenza tra le Lazio capolista dopo sei giornate dal 1999/2000.

Non significa parlare già di Scudetto.

Significa però riconoscere che la partenza della squadra di Gattuso è qualcosa che, almeno numericamente, entra nella storia recente del club.



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Lazio-Monza, Gattuso striglia la squadra: «Nel secondo tempo non mi è piaciuto niente»

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Gennaro Gattuso allenatore della Lazio in conferenza stampa allo stadio Penzo
Gennaro Gattuso analizza la vittoria contro il Venezia in conferenza stampa e svela il retroscena di mercato su Icardi.

Gennaro Gattuso si gode la vittoria contro il Monza, ma non nasconde la rabbia per la gestione della ripresa. In conferenza stampa il tecnico della Lazio ha analizzato con grande lucidità le due facce della partita: un primo tempo di altissimo livello e una seconda frazione nella quale i biancocelesti hanno abbassato troppo ritmo e aggressività.

«Nel secondo tempo non mi è piaciuto niente, stavamo bivaccando aspettando solo che la partita finisse».

Parole forti, che spiegano bene quanto Gattuso pretenda dalla sua squadra.

«Non siamo capaci di gestire il risultato»

Il passaggio più netto riguarda proprio la mentalità.

Gattuso non vuole una Lazio che si abbassi e aspetti.

«Siamo una squadra che non può gestire il risultato, non ne siamo capaci. Dobbiamo andare sempre a mille all’ora».

Secondo il tecnico, nella ripresa la squadra ha perso i riferimenti e ha smesso di fare ciò che aveva preparato.

«Non siamo mai arrivati sui riferimenti, Belahyane era troppo schiacciato».

Poi il confronto con un’altra gara:

«È stata la fotocopia della partita col Milan, anche se l’abbiamo preparata in maniera diversa».

«Il primo tempo poteva finire 4-0»

Gattuso, però, non cancella quanto di buono fatto nella prima parte.

«Il primo tempo se finiva 4-0 non avevamo rubato nulla».

La Lazio aveva dominato per intensità, aggressività e qualità delle giocate.

Il problema è arrivato dopo.

«Se vogliamo continuare a sorprendere non dobbiamo avere paura».

Gattuso ha ammesso anche che il Monza, nella ripresa, avrebbe potuto trovare il pareggio:

«Oggi ci è andata bene, loro meritavano di pareggiare».

Il problema è mentale ma anche tattico

Il tecnico ha spiegato che nella seconda parte la Lazio ha smesso di essere aggressiva.

«Quando non sei aggressivo, sei una via di mezzo. Questo è stato l’errore più grande del secondo tempo».

Un concetto che torna spesso nel calcio di Gattuso: la squadra deve andare forte, accorciare, pressare e guardare avanti.

Quando rallenta, perde identità.

Due centrali cambiati: ecco perché

Una delle scelte più particolari della partita è stata la sostituzione di entrambi i centrali difensivi.

Gattuso ha spiegato:

«Erano stati ammoniti, eravamo in difficoltà, arrivavamo sempre in ritardo sulle loro giocate e rischiavamo di rimanere in dieci».

Da qui la decisione di inserire forze fresche.

«Avevo bisogno di gente fresca».

Il tecnico ha anche rivelato che avrebbe voluto partire con Doekhi e Diogo Leite insieme, ma ha preferito evitare troppi cambiamenti iniziali.

«Non guardiamo la classifica, sennò ci gira la testa»

Nonostante la posizione in classifica, Gattuso continua a frenare qualsiasi entusiasmo eccessivo.

«Non ci dobbiamo pensare, non guardiamo la classifica sennò ci gira la testa».

La linea resta la stessa:

allenarsi bene, recuperare gli infortunati e concentrarsi sulla partita successiva.

«Noi non dobbiamo guardare nulla».

Floriani Mussolini, elogio di Gattuso

Parole molto positive per Floriani Mussolini.

Gattuso ne apprezza soprattutto atteggiamento e voglia di crescere.

«È un ragazzo incredibile, che ha voglia, parla poco e lavora tanto».

Il tecnico ha ricordato di aver creduto in lui anche quando avrebbe potuto lasciare la Lazio:

«Poteva andare via, gli ho detto che doveva lavorare e che il suo momento sarebbe arrivato».

Non mancano però gli aspetti da migliorare.

«Deve crescere sulle piccole cose».

Secondo Gattuso, Floriani ha ancora margini importanti:

«Può diventare ancora più forte».

Belahyane convince sempre di più

Il tecnico ha speso parole molto importanti anche per Reda Belahyane.

«Capisce il gioco ed è intelligente».

Gattuso ha scherzato anche sul suo fisico:

«Se lo vedi non gli dai un euro, ma è bravo tatticamente e sempre nella posizione giusta».

L’aspetto sul quale deve crescere è la verticalità.

«Potrebbe guardare di più in avanti, soprattutto quando usciamo dalla pressione. Invece gioca sempre in sicurezza».

La conclusione è chiara:

«Può diventare un giocatore completo».

Cataldi è già recuperato

Importante aggiornamento anche sull’infermeria.

Gattuso ha confermato che Danilo Cataldi è tornato pienamente a disposizione.

«Cataldi già è con noi. Ha recuperato e faccio delle scelte».

Quando tornerà anche Rovella, la concorrenza in regia aumenterà ulteriormente.

Gattuso, però, vede la profondità della rosa come un vantaggio.

«Mandas è tanta roba»

Parole pesantissime anche per Christos Mandas.

Gattuso ha rivelato di aver fatto di tutto per trattenerlo:

«Ho fatto di tutto per farlo rimanere qui».

Il tecnico riconosce che deve ancora migliorare nel gioco con i piedi, ma il giudizio generale è molto positivo:

«È un portiere che è tanta roba».

Interessante anche il passaggio sulla scelta di affiancargli Edoardo Motta:

«La scelta di mettergli Motta vicino è stata azzeccata».

Secondo Gattuso, Mandas ha ancora margini importanti di crescita.

Pinamonti, il gol può cambiare tutto

Gattuso ha commentato anche il primo gol stagionale di Andrea Pinamonti.

«Sono contento del gol che ha fatto».

Il tecnico sa che l’attaccante avrebbe voluto giocare di più, ma chiede pazienza.

«Arriverà il suo momento».

Poi un attestato di fiducia molto chiaro:

«È un ragazzo per bene e intelligente che va sempre in doppia cifra».

Il gol contro il Monza potrebbe quindi essere il primo passo verso una nuova fase della stagione.

Gattuso difende il proprio percorso da allenatore

Uno dei passaggi più personali della conferenza riguarda la carriera del tecnico.

Gattuso ha respinto l’idea di essere un allenatore che ha fallito nelle precedenti esperienze.

«Sembra che io ho fallito dove sono andato».

Secondo lui, il problema è spesso il modo in cui viene percepito:

«Io pago la mia personalità che avevo da giocatore, ero sempre grintoso e indiavolato».

Gattuso sostiene di essere cambiato molto negli anni.

«Prima non mi divertivo come adesso, perché sono migliorato».

Un percorso che riguarda non solo il campo, ma anche il rapporto con giocatori e famiglia.

Una Lazio che può sorprendere, ma solo andando forte

Il messaggio finale della conferenza è probabilmente il più importante.

Gattuso sa che questa Lazio può fare bene.

Ma soltanto se mantiene intensità, coraggio e aggressività.

Quando prova a gestire, perde qualcosa.

Quando invece gioca al massimo dei giri, può mettere in difficoltà chiunque.

Per questo il tecnico non vuole sentire parlare di classifica o obiettivi.

Vuole soltanto una squadra che continui a correre.



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Pagelle Lazio-Monza 3-1: Nuno Tavares e Noslin trascinano, Isaksen ritrova il gol. Pinamonti si sblocca

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Nuno Tavares in campo con la maglia della S.S. Lazio durante una gara di Serie A

La Lazio batte il Monza 3-1 e porta a casa altri tre punti pesantissimi per la classifica. Una vittoria costruita soprattutto con un primo tempo di altissimo livello, prima di una ripresa decisamente più sofferta, nella quale i biancocelesti hanno concesso troppo agli avversari.

Tra i protagonisti spiccano Nuno Tavares e Tijjani Noslin, devastanti nella prima parte della gara. Bene anche Gustav Isaksen, tornato al gol dopo le buone sensazioni della sosta con la nazionale, mentre nel finale arriva una rete che potrebbe essere importantissima soprattutto psicologicamente per Andrea Pinamonti.

Ecco le mie pagelle di Lazio-Monza.

Mandas 7

Forse commette il primo vero errore della sua stagione su un tiro dalla distanza: arriva sul pallone ma non lo controlla bene e rischia di accompagnarlo dentro la porta. Per sua fortuna finisce in calcio d’angolo.

Per il resto, però, è il solito Mandas. Compie una grande parata su un colpo di testa ravvicinato del Monza e risponde presente anche in altre situazioni complicate. Continua a essere uno dei giocatori più affidabili della Lazio.

Voto: 7.

Floriani Mussolini 6,5

La qualità offensiva la conoscevamo già.

La notizia positiva è la crescita anche dal punto di vista difensivo.

Nel secondo tempo, quando la Lazio abbassa il proprio livello e il Monza aumenta la pressione, Floriani riesce a reggere e mostra maggiore solidità rispetto al passato.

Una prestazione completa.

Voto: 6,5.

Doekhi 6

La scelta di schierarlo titolare sorprende un po’, soprattutto considerando che Sutalo partiva dalla panchina.

Probabilmente Gattuso ha premiato il fatto che Doekhi abbia potuto lavorare per tutta la sosta a Formello, mentre altri difensori erano impegnati con le nazionali.

Primo tempo senza particolari problemi.

Nella ripresa, invece, soffre maggiormente. Sul gol del Monza non legge bene l’azione e viene sostituito poco dopo, anche perché già ammonito.

Gli concediamo comunque la sufficienza.

Voto: 6.

Diogo Leite 6

Entra nella fase più complicata della partita.

Viene ammonito e non dà immediatamente quella sensazione di totale sicurezza che ci si potrebbe aspettare da quello che, sulla carta, dovrebbe diventare uno dei centrali titolari della Lazio.

Non commette però errori decisivi.

Voto: 6.

Provstgaard 6

Il danese arriva da tanti minuti giocati anche con la nazionale e un po’ di stanchezza si vede.

Non è il solito Provstgaard brillante e aggressivo.

Prende anche un cartellino e Gattuso preferisce non rischiare, sostituendolo nella ripresa.

Prestazione comunque sufficiente.

Voto: 6.

Sutalo 6,5

Entra intorno all’ora di gioco e, tra i centrali utilizzati da Gattuso, è quello che offre probabilmente le sensazioni migliori.

Va detto che entra quando la spinta del Monza comincia progressivamente a diminuire, ma gestisce bene il finale senza particolari sbavature.

La coppia Sutalo-Diogo Leite potrebbe diventare quella titolare con il passare delle settimane.

Voto: 6,5.

Nuno Tavares 7

Due partite completamente diverse.

Nel primo tempo è semplicemente devastante.

Segna il suo primo gol con la Lazio con una conclusione potentissima e quando parte sulla fascia diventa quasi impossibile contenerlo.

Il primo tempo sarebbe tranquillamente da 8.

Nella ripresa, però, cala moltissimo. Sembra scarico fisicamente e progressivamente esce anche mentalmente dalla partita.

Se riuscisse a mantenere per 90 minuti il livello mostrato nella prima frazione sarebbe un giocatore difficilissimo da affrontare per chiunque.

Voto: 7.

Pedraza 6,5

Altro segnale incoraggiante.

Dopo un avvio di stagione complicato, Pedraza sta iniziando a mostrare progressi evidenti.

Entra bene e soprattutto partecipa all’azione che chiude definitivamente la partita: grande progressione sulla fascia e cross preciso per Pinamonti.

Due ingressi positivi consecutivi iniziano a essere un indizio.

Voto: 6,5.

Belahyane 7

Un altro giocatore completamente trasformato dal lavoro di Gattuso.

Nel primo tempo recupera palloni complicati e dimostra perché quel ruolo davanti alla difesa sembra costruito perfettamente sulle sue caratteristiche.

Non è il classico regista che vive esclusivamente di palleggio.

La sua forza è soprattutto velocità, capacità di recupero e copertura degli spazi.

Quasi un difensore aggiunto quando la Lazio perde il pallone.

Cala un po’ nel secondo tempo, ma la prestazione resta molto positiva.

Voto: 7.

Kenneth Taylor 6,5

Buon primo tempo, nel quale fa girare bene la squadra.

Nella ripresa commette qualche scelta di troppo.

In un paio di situazioni arriva al limite dell’area e, invece di provare direttamente la conclusione, cerca una giocata ulteriore proprio nel momento in cui la Lazio avrebbe avuto bisogno di respirare.

Comunque partita positiva.

Voto: 6,5.

Frattesi 6

Nel primo tempo si inserisce, corre e sembra pienamente dentro la partita.

Nel secondo scompare progressivamente.

Probabilmente sta iniziando a sentire anche il peso del grande minutaggio accumulato dopo stagioni nelle quali aveva giocato molto meno.

Da Frattesi ormai ci aspettiamo sempre qualcosa in più, ma una giornata meno brillante può capitare.

Voto: 6.

Dele-Bashiru 6

Rientra dopo il lungo stop e questo è già un dato importante.

Non incide particolarmente sulla partita, ma era difficile pretendere molto di più dopo tanto tempo lontano dal campo.

Ha bisogno soprattutto di minuti.

Voto: 6.

Isaksen 7

La nazionale gli ha fatto bene.

Isaksen torna alla Lazio e soprattutto torna al gol, con una bellissima conclusione a giro sul secondo palo.

Tra gli attaccanti titolari è forse quello che cala meno nella ripresa.

Resta però il solito problema: riesce a realizzare una conclusione difficile e poi non concretizza occasioni decisamente più semplici.

Su una di queste colpisce il palo quando avrebbe potuto chiudere prima la partita.

Ma il gol può dargli tantissima fiducia.

Voto: 7.

Noslin 7

Anche per lui bisogna dividere la gara in due.

Primo tempo da 8.

Non segna, ma serve due assist, si muove continuamente e provoca anche l’espulsione di Lucchesi.

È ovunque.

Nel secondo tempo, invece, praticamente scompare.

Se riuscisse a mantenere continuità nell’arco dei 90 minuti, Noslin potrebbe diventare uno dei giocatori più importanti dell’attacco laziale.

La prima frazione, comunque, basta per meritare un voto alto.

Voto: 7.

Zaccagni 6,5

Dei tre davanti è probabilmente quello meno appariscente nel primo tempo.

Ma resta dentro la partita e nella ripresa, quando tanti compagni calano, riesce comunque a dare una mano e mantenere pericolosità offensiva.

Non la sua miglior partita, ma prestazione più che sufficiente.

Voto: 6,5.

Pinamonti 6,5

Gioca soltanto l’ultimo quarto d’ora, ma finalmente arriva quello che aspettava:

il gol.

Pedraza scende sulla fascia, mette il pallone al centro e Pinamonti chiude la partita.

È una rete importante per la Lazio, ma forse ancora di più per lui.

Dopo un inizio di stagione complicato, questo gol potrebbe togliergli un peso enorme e rappresentare il vero punto di partenza della sua stagione.

Per questo il 6,5 vale più del semplice minutaggio.

Voto: 6,5.

Gattuso 7

Anche la sua partita ha due facce.

Il primo tempo della Lazio è da 8: squadra aggressiva, verticale, intensa e capace di creare continuamente problemi al Monza.

E se la Lazio gioca così, buona parte del merito è dell’allenatore.

Nella ripresa, però, Gattuso aspetta forse troppo prima di intervenire.

Era evidente che Nuno Tavares e Noslin fossero in difficoltà e probabilmente qualche cambio anticipato avrebbe evitato parte della sofferenza.

Il Monza riapre la partita e per alcuni minuti la Lazio rischia.

Alla fine, però, arrivano tre punti importantissimi.

Voto: 7.

Lazio, tre punti ma anche una lezione

La Lazio porta a casa una vittoria meritata, ma la partita lascia anche qualcosa su cui lavorare.

Il primo tempo dimostra quanto può essere forte questa squadra quando riesce a sostenere il calcio ad alta intensità richiesto da Gattuso.

Il secondo, invece, ricorda che quel tipo di gioco richiede energie enormi e che sarà necessario imparare a gestire meglio i momenti nei quali il ritmo inevitabilmente cala.

Restano soprattutto le buone notizie: Nuno Tavares devastante, Isaksen nuovamente decisivo, Belahyane sempre più convincente e il primo gol di Pinamonti.

E la Lazio continua a fare punti.

Tutti i voti

Mandas 7; Floriani Mussolini 6,5; Doekhi 6; Diogo Leite 6; Provstgaard 6; Sutalo 6,5; Nuno Tavares 7; Pedraza 6,5; Belahyane 7; Taylor 6,5; Frattesi 6; Dele-Bashiru 6; Isaksen 7; Noslin 7; Zaccagni 6,5; Pinamonti 6,5; Gattuso 7.



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Lazio-Monza, cori contro Lotito dal settore ospiti: i tifosi biancocelesti applaudono

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Una foto di Claudio Lotito, presidente della Lazio, con un'espressione decisa o arrabbiata, mentre parla ai giornalisti.

La contestazione contro Claudio Lotito supera ancora una volta i confini della tifoseria laziale. Durante Lazio-Monza, nella sesta giornata di campionato, dal settore occupato dai sostenitori biancorossi sono partiti più volte cori contro il presidente della Lazio, presente all’Olimpico.

La reazione dei tifosi biancocelesti sugli spalti è stata immediata: applausi in risposta ai cori dei sostenitori del Monza.

Cori contro Lotito dal settore del Monza

L’episodio si è verificato nel corso della partita, con il settore ospiti che ha intonato più volte cori rivolti contro Claudio Lotito.

Il presidente biancoceleste era presente allo stadio e la contestazione proveniente dai tifosi del Monza non è passata inosservata.

I laziali rispondono con gli applausi

Il dato più significativo riguarda però la reazione del pubblico della Lazio.

Dagli spalti biancocelesti sono arrivati applausi in risposta ai cori.

Un gesto che si inserisce perfettamente nel clima di contestazione che accompagna la stagione.

La frattura resta evidente

Il significato dell’episodio va oltre il singolo coro.

Da settimane la protesta contro la proprietà continua a essere uno dei temi centrali intorno alla Lazio.

Olimpico semivuoto, contestazione, prese di posizione pubbliche e adesso anche cori provenienti dai tifosi avversari: il rapporto tra Lotito e una parte molto ampia del pubblico biancoceleste resta profondamente deteriorato.

Un segnale che arriva anche dagli avversari

Il fatto che la contestazione sia partita dal settore del Monza rende l’episodio ancora più particolare.

Non si tratta più soltanto di una dinamica interna alla Lazio.

Il nome di Lotito e il rapporto con la tifoseria biancoceleste sono ormai diventati un tema riconoscibile anche fuori dall’ambiente laziale.

E gli applausi dei presenti all’Olimpico mostrano quanto quella contestazione trovi ancora consenso sugli spalti.



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Lazio-Monza, paradosso all’Olimpico: il settore ospiti canta contro Lotito, i laziali applaudono

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Claudio Lotito in tribuna autorità allo Stadio Olimpico durante Lazio Monza
Claudio Lotito inquadrato in tribuna all'Olimpico mentre dal settore ospiti e dagli spalti partono cori e applausi contro di lui.

Mentre sul terreno di gioco la formazione di Gennaro Gattuso piegava per 3-1 i brianzoli difendendo con le unghie il primato in classifica a quota 16 punti, sugli spalti dello Stadio Olimpico si è consumato un momento surreale. Nel corso del match valido per la sesta giornata di campionato, un inusuale asse tra le due tifoserie ha preso di mira il patron biancoceleste Claudio Lotito, confermando quanto il clima attorno alla gestione societaria sia ormai privo di qualsiasi filtro.

I cori dal settore ospiti verso la tribuna autorità

Nel pieno della sfida, dalla porzione di spalti occupata dai sostenitori del Monza giunti dalla Brianza sono partiti ripetuti e insistenti cori ostili all’indirizzo del presidente e senatore capitolino.

Le telecamere dell’emittente televisiva hanno indugiato a più riprese sulla tribuna d’onore, immortalando il numero uno laziale mentre dal settore ospite si alzavano i cori di scherno e disapprovazione verso la sua figura.

La reazione del pubblico laziale: scattano gli applausi di approvazione

Ciò che ha reso la scena ancora più singolare è stata la risposta del resto dello stadio. Anziché coprire i cori degli avversari con fischi di rito campanilista, o unirsi alla coro in quanto gran parte dei i tifosi della Lazio presenti all’Olimpico hanno risposto con convinti applausi verso il settore del Monza.

Un episodio emblematico che fotografa l’attuale spaccatura ambientale: all’interno di un impianto semideserto per effetto dello sciopero del tifo e della diserzione prolungata, anche i sostenitori biancocelesti presenti sugli spalti hanno voluto manifestare simbolicamente la propria totale comunione d’intenti con la protesta che da mesi scuote la Capitale, trovando una paradossale sponda persino nella tifoseria avversaria.



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Lazio-Monza, la voce dei protagonisti: Zaccagni festeggia le 200 presenze, Noslin MVP e la gioia di Pinamonti

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Mattia Zaccagni festeggia le 200 presenze con la Lazio e parla a DAZN dopo la vittoria sul Monza
Mattia Zaccagni, Tijjani Noslin e Andrea Pinamonti commentano la vittoria contro il Monza e il primato in classifica a quota 16 punti.

Una domenica pomeriggio da ricordare che consolida il primato in classifica a quota sedici punti in coabitazione con l’Inter. Al termine del 3-1 rifilato al Monza sul prato dello Stadio Olimpico, i protagonisti del successo biancoceleste hanno affidato le loro impressioni ai microfoni di DAZN e ai canali ufficiali del club, tracciando la rotta verso i prossimi impegni stagionali della squadra di Gennaro Gattuso.

Zaccagni taglia il traguardo delle 200 gare: «Un punto di partenza, vogliamo le big»

Gettone storico per il capitano, che ha toccato quota duecento presenze complessive con la maglia con l’aquila sul petto:

“C’è una grandissima emozione per aver raggiunto le 200 presenze con la Lazio: è un percorso bellissimo, ma per me rappresenta solo un punto di partenza.

Quest’anno ci stiamo divertendo parecchio in campo: siamo partiti con il piede giusto e nello spogliatoio si respira un forte entusiasmo. Oggi era fondamentale portare a casa l’intera posta in palio, anche se dobbiamo migliorare nella gestione e nel rimanere sempre connessi alla partita. Il nostro traguardo? Crescere gara dopo gara per giocarcela alla pari contro le formazioni più forti del campionato”.

Noslin eletto MVP: «Gara simile al Milan, gruppo unito con Gattuso»

Autore di due assist decisivi e dell’accelerazione che ha provocato l’espulsione di Lucchesi, l’olandese ha commentato la sua prestazione e la tenuta della squadra:

“Siamo pienamente in corsa per i nostri obiettivi. È stata una sfida per certi versi simile a quella vissuta contro il Milan: abbiamo disputato un primo tempo di altissimo livello, poi nella ripresa siamo andati un po’ in affanno, ma contavano solo i tre punti.

Siamo un gruppo compatto e granitico: mister Gattuso sa trasmetterci la giusta dose di pressione. Continuando su questa strada possiamo toglierci enormi soddisfazioni. L’impatto di Pinamonti? È determinante ricevere l’aiuto di tutti gli elementi della rosa: quando c’è questa disponibilità ogni cosa diventa più semplice“.

Il riscatto di Pinamonti: primo gol e messaggio sui social ai tifosi

A chiudere definitivamente i conti all’86’ con una zampata da rapace d’area è stato Andrea Pinamonti, a segno per la prima volta in maglia laziale. L’attaccante ha voluto condividere tutta la propria gioia attraverso una nota vocale diffusa sul canale WhatsApp ufficiale della società:

“Ciao a tutti i tifosi, sono contentissimo per aver segnato il mio primo gol con questa maglia e per aver conquistato altri tre punti pesantissimi. Un abbraccio grande e forza Lazio sempre!”.



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Lazio-Monza 3-1: show di Tavares e Isaksen, poi Pinamonti scaccia la paura. Biancocelesti ancora in vetta

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Andrea Pinamonti esulta dopo il primo gol con la maglia della Lazio contro il Monza
La Lazio batte 3-1 il Monza all'Olimpico con i gol di Tavares, Isaksen e Pinamonti volando a quota 16 punti in Serie A.

La lunga sosta per le nazionali non interrompe la marcia della capolista. Davanti al pubblico dell’Olimpico, la S.S. Lazio supera per 3-1 il Monza al termine di una sfida dai due volti: un primo tempo dominato in lungo e in largo e una ripresa di sofferenza agonistica prima del colpo di grazia finale. Grazie a questo successo, la squadra di Gennaro Gattuso sale a quota 16 punti in classifica, confermandosi al comando della Serie A insieme all’Inter e allungando a +2 sulla Roma (frenata sullo 0-0 a Como).

Primo tempo travolgente: bolide di Tavares, raddoppio Isaksen e rosso a Lucchesi

L’approccio dei padroni di casa è arrembante. Al 3′ Frattesi sradica un pallone sulla trequarti e serve Noslin, abile a premiare l’inserimento di Nuno Tavares: il terzino portoghese scaglia un autentico bolide che fulmina Tornqvist per l’1-0 immediato. I biancocelesti insistono creando occasioni a ripetizione con Noslin e Frattesi. Al 21′ viene annullato un gol a Varela per posizione di fuorigioco, ma appena centoventi secondi più tardi arriva il raddoppio: azione manovrata da Floriani Mussolini e Taylor, sponda di Noslin per Gustav Isaksen, che con un perfetto sinistro al volo sul palo lontano firma il 2-0.

Al 35′ l’episodio che sembra chiudere i conti: Noslin scatta in campo aperto e Lucchesi lo abbatte al limite dell’area, rimediando il cartellino rosso diretto. I brianzoli restano in dieci uomini e all’intervallo la Lazio è padrona assoluta del campo.

Brividi a inizio ripresa: Goglichidze accorcia, Mandas salva il risultato

Al rientro dagli spogliatoi, però, il copione si complica inaspettatamente. Al 46′ la retroguardia laziale si fa sorprendere da corner e il neo entrato Goglichidze stacca di testa accorciando le distanze. La rete subita apre un quarto d’ora di forte apprensione: gli ospiti, rinvigoriti dagli ingressi di Dany Mota e Ondoa, sfiorano il pari prima con Birindelli (tiro a lato di un soffio) e poi con un colpo di testa ravvicinato di Dany Mota su cui Christos Mandas compie un miracolo a mano aperta.

Gattuso corre ai ripari inserendo forze fresche dalla panchina: dentro Diogo Leite, Sutalo, Dele-Bashiru, Pedraza e Pinamonti per riassestare le distanze tra i reparti.

Pinamonti mette il punto esclamativo: primo sigillo biancoceleste

Scampato il pericolo, i capitolini ritrovano ordine e lucidità negli ultimi venti minuti. Dopo un palo clamoroso colpito da Isaksen su assist di Pinamonti, la parola fine arriva all’86’: apertura di Taylor per capitan Zaccagni, sovrapposizione premiata di Pedraza e cross radente sul secondo palo dove Andrea Pinamonti insacca con freddezza il 3-1, trovando la sua prima gioia personale con l’aquila sul petto. Nel finale Kouadio salva sulla linea un altro colpo di testa di Isaksen, prima del triplice fischio che certifica il primato laziale.

Il tabellino di Lazio-Monza 3-1

  • LAZIO (4-3-3): Mandas; Floriani M., Doekhi (53′ Diogo Leite), Provstgaard (59′ Sutalo), Tavares (74′ Pedraza); Frattesi (59′ Dele-Bashiru), Belahyane, Taylor; Isaksen, Noslin (74′ Pinamonti), Zaccagni.A disposizione: Motta, Renzetti, Przyborek, Lazzari, Cataldi, Serra, Farcomeni.Allenatore: Gennaro Gattuso.
  • MONZA (3-4-2-1): Tornqvist; Kouadio, Lucchesi, Carboni A. (45′ Maye); Birindelli, Folorunsho (45′ Ondoa), Akinsanmiro, Mangas (70′ Bakoune); Ngonge (36′ Goglichidze), Zeballos (45′ Dany Mota); Varela.A disposizione: Thiam, Strajnar, Antov, Cutrone, Colombo, Colpani, Robinson, Mout.Allenatore: Ivan Juric.
  • Arbitro: Giuseppe Collu (sez. Cagliari)
  • Marcatori: 3′ Tavares (L), 23′ Isaksen (L), 46′ Goglichidze (M), 86′ Pinamonti (L)
  • Ammoniti: Carboni (M), Doekhi (L), Provstgaard (L), Diogo Leite (L), Juric (M)
  • Espulsi: al 35′ Lucchesi (M) per fallo da ultimo uomo.


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Lazio-Monza, le formazioni ufficiali: Gattuso lancia Isaksen nel tridente, novità Doekhi al centro

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Gustav Isaksen titolare per la SS Lazio prima della gara contro il Monza
Formazioni ufficiali di Lazio-Monza: le scelte di Gennaro Gattuso e Ivan Juric allo Stadio Olimpico.

Le scelte sono fatte. Tutto pronto allo Stadio Olimpico per la sesta giornata di campionato: la capolista S.S. Lazio riceve il Monza per difendere il primato conquistato prima della sosta e dare continuità all’entusiasmante striscia di risultati positivi. Diramate le distinte ufficiali con le decisioni definitive prese da Gennaro Gattuso e dal collega Ivan Jurić.

Le scelte di Gattuso: Isaksen dal 1′, Doekhi affianca Provstgaard

Il tecnico calabrese conferma l’assetto tattico con il 4-3-3, ma apporta alcune modifiche sostanziali rispetto alle ultime uscite ufficiali:

  • Difesa inedita: davanti a Mandas, la coppia centrale è formata da Doekhi e Provstgaard, con Sutalo e Diogo Leite che partono dalla panchina dopo le fatiche accumulate tra nazionali e amichevoli. Sulle corsie laterali spazio a Floriani Mussolini a destra e all’insostituibile Nuno Tavares a sinistra.
  • Mediana di corsa e inserimenti: confermato in cabina di regia Reda Belahyane, affiancato da Davide Frattesi e Taylor. Regolarmente recuperati e a disposizione tra i rincalzi sia Cataldi che Dele-Bashiru.
  • Tridente d’attacco: la novità più attesa è la maglia da titolare assegnata a Gustav Isaksen sulla corsia destra, con Tijjani Noslin confermato al centro del reparto e capitan Mattia Zaccagni a sinistra (Pinamonti parte dalla panchina).

Il Monza di Juric: ex Folorunsho titolare, Varela riferimento offensivo

I brianzoli rispondono con il consueto 3-4-2-1: linea difensiva guidata da Kouadio, Lucchesi e Andrea Carboni a protezione di Tornqvist. Sulla linea mediana maglia da titolare per l’ex biancoceleste Michael Folorunsho accanto ad Akinsanmiro, con Birindelli e Mangas a spingere sulle fasce. Sulla trequarti fantasia e imprevedibilità affidate al duo composto da Zeballos e Ngonge, alle spalle dell’unica punta Varela.

Il tabellino delle formazioni ufficiali

  • LAZIO (4-3-3): Mandas; Floriani, Doekhi, Provstgaard, Nuno Tavares; Frattesi, Belahyane, Taylor; Isaksen, Noslin, Zaccagni.A disposizione: Motta, Renzetti, Sutalo, Diogo Leite, Lazzari, Pedraza, Cataldi, Dele-Bashiru, Przyborek, Farcomeni, Serra, Pinamonti.Allenatore: Gennaro Gattuso.
  • MONZA (3-4-2-1): Tornqvist; Kouadio, Lucchesi, Carboni A.; Birindelli, Akinsanmiro, Folorunsho, Mangas; Zeballos, Ngonge; Varela.A disposizione: Pizzignacco, Mazza, Pedro Pereira, Caldirola, Maric, Caprari, Forson, Valoti, Petagna, Ciurria, D’Ambrosio, Vignato, Martins.Allenatore: Ivan Juric.
  • Arbitro: Giuseppe Collu (sez. Cagliari)
  • Assistenti: Bahri – Moro
  • IV Uomo: Mariani
  • VAR: Di Paolo
  • AVAR: Volpi


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Lazio-Monza, Gattuso avverte: «Gara tutt’altro che facile». Su Pellegrini: «Per me è un giocatore della Lazio»

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Gennaro Gattuso allenatore della Lazio in conferenza stampa allo stadio Penzo
Gennaro Gattuso analizza la vittoria contro il Venezia in conferenza stampa e svela il retroscena di mercato su Icardi.

Alla vigilia di Lazio-Monza, Gennaro Gattuso ha fatto il punto sul momento biancoceleste dopo la lunga sosta per le nazionali. Il tecnico ha parlato delle condizioni della squadra, del recupero degli infortunati, delle scelte in attacco, del futuro di Luca Pellegrini e del tema tifosi.

Il messaggio principale è chiaro: niente distrazioni contro il Monza.

«Sembra una gara facile, ma è tutt’altro. Ci vuole una grande Lazio per portare punti a casa».

«Il Monza verrà a prenderci con intensità»

Gattuso ha sottolineato subito il pericolo rappresentato dalla squadra avversaria:

«Il Monza ha coraggio, è giovane e ha energia. Ci verranno a prendere con intensità».

Per questo chiede una Lazio attenta fin dall’inizio:

«Bisogna essere pronti e umili».

La sosta, comunque, ha lasciato indicazioni positive:

«Qualcuno è tornato dalla nazionale gasato e con minuti nelle gambe. Li ho visti bene».

Pinamonti, Gattuso chiede pazienza

Sul centravanti il tecnico mantiene la stessa linea delle ultime settimane:

«Lui e gli altri devono stare tranquilli, faccio di tutto per far girare la squadra».

Gattuso ha aggiunto di essere soddisfatto per il lavoro svolto:

«Sono contento per come si sta allenando, per come sta migliorando. Deve continuare così».

La scelta, però, resta dell’allenatore:

«Poi devo scegliere io».

Provstgaard «iron-man»

Parole molto positive per Oliver Provstgaard:

«Sta bene, ha il fisico da iron-man».

Gattuso ha ricordato il grande minutaggio accumulato dal difensore e ha sottolineato che continua a lavorare con grande intensità.

Pellegrini: «Per me al 100% è un giocatore della Lazio»

Uno dei passaggi più interessanti riguarda Luca Pellegrini.

Gattuso è stato molto netto:

«Per me al 100% è un giocatore della Lazio, poi sta alla società».

Il tecnico ha precisato che il terzino non è mai stato considerato fuori rosa:

«Si è sempre messo a disposizione, ha fatto le amichevoli».

La questione, dunque, resta societaria.

Gattuso ha aggiunto:

«La società sa il mio pensiero».

E quando gli è stato chiesto se parlerà ancora del suo reintegro, ha ricordato:

«Noi abbiamo due posti ancora da occupare».

Gattuso boccia il possesso fine a sé stesso

Sul piano tattico, il tecnico ha ribadito la propria filosofia.

«Del possesso palla non me ne frega nulla».

La priorità è guardare in avanti e sfruttare subito le riconquiste:

«Dobbiamo riuscire quando rubiamo palla, volendo fare una pressione ultra-offensiva, a guardare avanti».

Un concetto che conferma la ricerca di un calcio verticale, aggressivo e diretto.

«Il primo posto è riduttivo, non guardo la classifica»

Gattuso non vuole sentire parlare di vertigini.

«Non guardo la classifica. Pensiamo solo al Monza, poi vedremo».

La parola chiave resta umiltà:

«Ci vuole umiltà e la voglia di continuare a sorprendere».

«Il talento senza lavoro è uno spreco»

Molto forte anche il passaggio sulla crescita individuale.

Gattuso ha spiegato di non sopportare chi si accontenta del talento:

«Mi dà fastidio quando vedo quelli col talento che fanno il compitino, così è uno spreco».

Poi ha ricordato la propria esperienza:

«Ho giocato con 8 Palloni d’Oro in carriera, la differenza la fa il lavoro e l’umiltà».

Il messaggio alla squadra è chiarissimo:

«Se siamo lì dove siamo bisogna pedalare».

Frattesi, Gattuso racconta il retroscena

Sul centrocampista, il tecnico ha confermato di aver avuto un ruolo importante nella scelta di tornare alla Lazio.

«Ci siamo sentiti, l’ho spinto a fare la scelta».

Gattuso ha ricordato anche il periodo complicato vissuto da Frattesi:

«Per un periodo si era smarrito e forse seduto un po’».

Ma il rapporto tra i due è rimasto forte.

Sosta intensa: «Li ammazzavamo a livello lavorativo»

Gattuso ha raccontato con il suo stile diretto il lavoro svolto a Formello:

«Li abbiamo fatti lavorare forte e poi li abbiamo fatti riposare».

E con una battuta ha aggiunto:

«Gli davo i contentini, poi tornavano e li ammazzavamo a livello lavorativo».

L’obiettivo era ritrovare intensità senza rinunciare al recupero mentale.

Infermeria: Cataldi di nuovo in gruppo

Sul fronte degli infortunati, Gattuso ha spiegato che il club ha scelto di affidare gli aggiornamenti ai comunicati medici.

La notizia migliore riguarda Danilo Cataldi:

«Si allena con la squadra da 5-6 giorni».

Per Marusic, invece, il recupero è stato leggermente più lento del previsto:

«C’era la speranza di riaverlo prima, ci sono state piccole problematiche».

Gudmundsson: «10-12 giorni col braccio bloccato»

Sul giocatore islandese, Gattuso ha preferito non addentrarsi in valutazioni mediche ma ha dato un’indicazione temporale:

«L’idea è che per 10-12 giorni deve rimanere fermo col braccio bloccato».

Un passaggio utile per comprendere la fase attuale del recupero.

Mercato: nessuna corsa agli svincolati

Gattuso ha parlato anche dell’ipotesi di intervenire con giocatori svincolati qualora il mercato di gennaio fosse condizionato.

«Io parlo tutti i giorni col ds. Col presidente parlo poco di calcio».

Il tecnico ha sottolineato soprattutto l’importanza dell’equilibrio del gruppo:

«A livello umano non dobbiamo sbagliare nulla».

Quindi nessuna volontà di inserire giocatori tanto per farlo.

Tifosi, Gattuso chiude l’argomento

Sul tema della protesta, Gattuso ha scelto di fare un passo indietro.

«Io non posso parlare dei tifosi, diventa anche stucchevole dire sempre le stesse cose».

Poi ha ribadito il proprio sentimento:

«Per me è una pena giocare in uno stadio come l’Olimpico senza i tifosi».

Ma subito dopo ha chiarito:

«Da ora non parlerò più di questa cosa qua».

Una decisione dettata dalla volontà di evitare che ogni parola venga interpretata o strumentalizzata.

Verso Lazio-Monza

La sensazione è che Gattuso voglia riportare tutta l’attenzione sul campo.

Monza, intensità, concentrazione, lavoro.

Niente classifica.

Niente derby.

Niente discorsi prematuri.

E soprattutto nessuna voglia di sottovalutare una partita che il tecnico considera insidiosa.



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Lazio, nuovo bollettino medico: Marusic e Rovella verso i controlli, Gudmundsson ancora col tutore

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Infortunio Rovella: il centrocampista a terra dolorante durante il match.

La Lazio ha diffuso un nuovo aggiornamento ufficiale sulle condizioni dei giocatori attualmente impegnati nei rispettivi percorsi di recupero. Le situazioni da monitorare riguardano soprattutto Adam Marusic, Nicolò Rovella, Matteo Cancellieri e Albert Gudmundsson.

Il quadro resta ancora aperto: nessuno dei quattro viene indicato come prossimo al rientro immediato, ma per Marusic e Rovella sono previsti nuovi controlli strumentali che potranno chiarire meglio i tempi.

Marusic aumenta i carichi

Adam Marusic sta proseguendo il programma di recupero con un graduale incremento del lavoro.

La Lazio precisa che il completamento del percorso dipenderà dalla risposta clinica e funzionale del giocatore e dagli esami strumentali previsti per la prossima settimana.

Il terzino, quindi, continua a migliorare, ma serviranno ancora verifiche prima di poter parlare di ritorno definitivo in gruppo.

Rovella verso il controllo decisivo

Passi avanti anche per Nicolò Rovella.

Il centrocampista sta aumentando intensità e volumi nel lavoro di riabilitazione e ricondizionamento atletico, con l’obiettivo di arrivare successivamente al reinserimento con la squadra.

Il club ha annunciato che in settimana effettuerà il controllo strumentale definitivo.

Sarà quello il passaggio più importante per capire quando potrà tornare pienamente a disposizione di Gattuso.

Cancellieri continua il lavoro individuale

Matteo Cancellieri prosegue invece con un programma individualizzato.

La Lazio parla di:

«progressiva ripresa delle attività atletiche compatibilmente con l’evoluzione del quadro clinico locale».

Anche in questo caso non vengono indicati tempi precisi.

La situazione sarà quindi valutata giorno per giorno.

Gudmundsson ancora con il tutore

Per Albert Gudmundsson il percorso resta più delicato.

L’islandese continua a utilizzare il tutore e sta seguendo il programma terapeutico e riabilitativo previsto, sotto costante supervisione dello staff medico.

La Lazio non fornisce ancora indicazioni sui tempi di rientro.

Nessuna data certa per i rientri

Il messaggio del club è prudente.

Tutte le condizioni saranno monitorate quotidianamente e soltanto in base all’evoluzione clinica verranno definite le fasi successive del recupero.

Per Gattuso, quindi, bisognerà ancora attendere prima di riavere l’intero gruppo a disposizione.



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Lazio-Monza, l’Olimpico riparte dalla contestazione: circa 10 mila spettatori attesi

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Spalti semivuoti dello Stadio Olimpico durante una partita casalinga della SS Lazio
Stadio Olimpico verso un nuovo minimo di presenze per Lazio-Monza: la contestazione prosegue e il pack sconti non decolla

La protesta dei tifosi della Lazio continua anche alla ripresa del campionato. In vista della sfida contro il Monza, i primi dati della prevendita confermano la linea seguita dall’inizio della stagione: l’Olimpico resterà ancora una volta largamente vuoto.

Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, al momento sono stati venduti circa 4.500 biglietti, ai quali vanno aggiunti i circa 4.500 abbonati.

La proiezione porta quindi verso una presenza complessiva intorno alle 10 mila persone.

La promozione della Lazio non cambia il quadro

La società aveva provato a incentivare la presenza del pubblico attraverso una promozione dedicata.

Ma l’effetto, almeno finora, è stato limitato.

Dei biglietti acquistati, soltanto circa 300 sarebbero collegati al cosiddetto “2-Pack”, l’iniziativa pensata per favorire l’acquisto combinato di più partite.

Un dato che mostra come la contestazione continui ad avere un peso molto più forte rispetto alle iniziative commerciali.

Olimpico ancora semivuoto

Il dato assume ancora più significato se rapportato alla capienza dell’Olimpico.

Con circa 10 mila spettatori attesi, lo stadio resterebbe riempito soltanto in minima parte.

E questo nonostante la Lazio stia vivendo un momento sportivo molto positivo.

È proprio questo il punto che rende la protesta così significativa: i risultati non stanno riportando automaticamente i tifosi allo stadio.

La contestazione resta separata dal campo

Da settimane il messaggio dei tifosi è chiaro.

La protesta non riguarda Gattuso.

Non riguarda i giocatori.

Non riguarda la classifica.

Il bersaglio resta la gestione societaria e Claudio Lotito.

Per questo nemmeno una Lazio competitiva e nelle zone alte della classifica sembra sufficiente a cambiare l’atteggiamento del pubblico.

Rocca aveva appena sottolineato il paradosso

Proprio nelle ultime ore il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, aveva sintetizzato la situazione con una frase molto netta:

«La Lazio ha due primati: è prima in classifica in Serie A e ha lo stadio più vuoto d’Italia».

Il dato della prevendita contro il Monza sembra andare nella stessa direzione.

La squadra corre.

Lo stadio resta vuoto.

Il 2-Pack non sfonda

Il fatto che solo circa 300 tagliandi siano legati alla promozione è un altro segnale importante.

La società sta provando a intervenire sul prezzo e sulle modalità di acquisto.

Ma la protesta sembra essere ormai su un piano diverso.

Non è una questione di convenienza economica.

È una frattura molto più profonda.

La Lazio riparte, la contestazione pure

Dopo la lunga sosta, la Lazio tornerà quindi in campo contro il Monza.

Ma il contesto dell’Olimpico non cambierà molto.

Se le cifre della prevendita verranno confermate, circa 10 mila spettatori assisteranno alla partita.

Un numero lontanissimo da quello che normalmente ci si aspetterebbe per una squadra nelle zone alte della classifica.

E soprattutto un’altra conferma del fatto che la contestazione contro Lotito continua ad avere un seguito molto ampio.



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Lazio, Rocca torna all’attacco di Lotito: «Ricomponga la frattura con i tifosi o si faccia da parte»

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Francesco Rocca presidente della Regione Lazio e tifoso biancoceleste
Francesco Rocca commenta la frattura tra Claudio Lotito e la tifoseria della Lazio al Corriere della Sera.

Francesco Rocca torna a parlare della Lazio e di Claudio Lotito, usando parole ancora una volta molto nette. A margine di una conferenza stampa, il presidente della Regione Lazio ha invitato il numero uno biancoceleste a prendere atto della frattura con una parte molto ampia della tifoseria e a scegliere tra due strade: provare a ricomporla oppure lasciare la società. Agenzia Dire

Rocca ha inoltre sottolineato quello che considera il grande paradosso della stagione biancoceleste: una Lazio prima in classifica e, contemporaneamente, con lo stadio più vuoto d’Italia. Agenzia Dire

Rocca: «O ricompone la frattura o si faccia da parte»

Le parole riportate dall’Agenzia Dire sono chiarissime:

«L’auspicio è che lui prenda atto di questa frattura: o la ricompone, e sta a lui trovare la maniera, o altrimenti farsi da parte».

È un invito diretto a Lotito, che arriva dopo mesi di tensioni tra società e tifoseria. Agenzia Dire

Rocca non entra nel merito di come il presidente dovrebbe muoversi, ma attribuisce a lui la responsabilità di trovare una via d’uscita.

«La Lazio ha due primati»

Il governatore ha poi sintetizzato la situazione con una frase destinata a far discutere:

«La Lazio ha due primati: è prima in classifica in Serie A e ha lo stadio più vuoto d’Italia».

Poi aggiunge:

«Del primo siamo ovviamente contenti, dell’altro qualcuno deve iniziare a prenderne atto una volta per tutte». Agenzia Dire

Il messaggio è evidente: secondo Rocca, i risultati sportivi non stanno cancellando il problema del rapporto tra presidenza e tifoseria.

Il paradosso: squadra in alto, Olimpico vuoto

Ed è proprio questo il punto centrale.

La Lazio di Gattuso sta ottenendo risultati importanti e si trova in testa alla classifica, ma la protesta continua.

Lo stadio resta largamente disertato e i risultati, almeno finora, non hanno determinato un ritorno massiccio del pubblico.

Per Rocca questo rappresenta un segnale che la frattura non può più essere ignorata.

Non è la prima volta che Rocca critica Lotito

Le dichiarazioni di oggi si inseriscono in una linea già espressa più volte dal presidente della Regione Lazio.

A settembre, intervistato da Il Foglio, Rocca aveva ribadito che il dissenso dei tifosi «arriva da lontano» e aveva confermato che sarebbe tornato alla manifestazione di Ponte Milvio «senza se e senza ma». ilfoglio.it

In un’altra intervista aveva spiegato di non avere rapporti con Lotito e aveva criticato la modalità con cui il presidente della Lazio si confronta con i tifosi. Lazionews.eu

Quella di oggi, quindi, non è una presa di posizione isolata.

Rocca non chiede formalmente la vendita, ma pone un bivio

Va fatta però una distinzione importante.

Rocca non può imporre a Lotito di vendere la Lazio, né può decidere il futuro proprietario del club.

La società appartiene a chi ne detiene le quote e qualunque eventuale cessione dipende esclusivamente da una decisione della proprietà e da possibili acquirenti.

Il governatore esprime quindi una posizione politica e personale, non una decisione istituzionale.

Ma il contenuto resta forte: se la frattura non è ricomponibile, secondo Rocca Lotito dovrebbe valutare di «farsi da parte».

La protesta continua nonostante la classifica

È probabilmente questo l’elemento più significativo.

Se la contestazione fosse legata soltanto ai risultati, una Lazio prima in classifica avrebbe potuto cambiare il clima.

Non è successo.

Lo stadio continua a essere vuoto e la protesta rimane separata dal rendimento di Gattuso e dei giocatori.

Ed è proprio questa separazione che Rocca evidenzia nel suo intervento.

Il problema ormai supera il campo

La questione Lazio-Lotito non riguarda quindi più soltanto il calcio giocato.

È diventata un tema di rapporto tra proprietà, tifoseria e territorio.

Le dichiarazioni di Rocca lo confermano ancora una volta.

Il governatore non entra nella gestione tecnica della squadra e non mette in discussione il lavoro di Gattuso.

Parla invece del rapporto tra presidente e pubblico.

E la sua conclusione è netta:

la frattura va affrontata. Se non può essere ricomposta, secondo Rocca Lotito dovrebbe fare un passo indietro.



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Lazio, il punto su Luca Pellegrini: niente reintegro in lista per il Monza, discorso rimandato

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Luca Pellegrini terzino sinistro della SS Lazio durante un allenamento a Formello
Luca Pellegrini resta per il momento escluso dalla lista Serie A della Lazio in vista del match contro il Monza.

Tra le questioni di gestione interna che animano la vigilia della ripresa del campionato, tiene banco la situazione disciplinare e burocratica di Luca Pellegrini. Escluso a sorpresa dalla lista per la Serie A a inizio settembre al termine della sessione estiva di mercato, il terzino mancino classe 1999 è tornato al centro delle discussioni a Formello in vista del match interno di domenica contro il Monza.

Nelle ultime ore avevano preso quota alcune voci riguardanti un possibile reinserimento immediato prima della scadenza formale fissata per la giornata di sabato, ma il quadro appare differente.

La scelta del club: esclusione Pellegrini confermata per la 6ª giornata

Secondo quanto raccolto dalla redazione di Lalaziosiamonoi.it, la S.S. Lazio al momento non starebbe valutando il reintegro del laterale romano per gli impegni ufficiali imminenti.

Nonostante il regolamento consenta un limitato margine di manovra per sostituire elementi all’interno dell’elenco dei venticinque depositato in Lega, la società ha scelto di proseguire sulla linea tracciata un mese fa, mantenendo inalterata la composizione della rosa a disposizione di Gennaro Gattuso per la sfida con i brianzoli.

Porta aperta per il futuro di Pellegrini: lo snodo Juventus

Lo stop attuale di Luca Pellegrini non preclude comunque sviluppi a medio termine:

  • Nessuna rottura definitiva: la dirigenza e lo staff tecnico mantengono i canali aperti, senza escludere che la situazione possa mutare con il susseguirsi degli impegni.
  • L’orizzonte verso Torino: con ogni probabilità il discorso legato al possibile reintegro verrà ridiscusso a ridosso del big match contro la Juventus, in programma al rientro dopo la sfida dell’Olimpico.

Nel frattempo il calciatore ha continuato a lavorare con dedizione a Formello, venendo regolarmente impiegato da Gattuso nei due test amichevoli della sosta contro Arezzo e Juve Stabia (dove ha agito sia da terzino che da esterno alto a sinistra), confermando di voler mantenere il ritmo partita in attesa di un definitivo via libera burocratico.



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Lazio, caso Pellegrini: il tempo stringe, il club valuta il reintegro in lista

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Luca Pellegrini terzino sinistro della SS Lazio durante un allenamento a Formello
Luca Pellegrini resta per il momento escluso dalla lista Serie A della Lazio in vista del match contro il Monza.

Il caso Luca Pellegrini entra in una fase decisiva. Il terzino è rimasto alla Lazio nonostante fosse stato escluso dai piani estivi e continua ad allenarsi regolarmente agli ordini di Gennaro Gattuso, ma al momento non è utilizzabile in campionato perché fuori lista.

Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, la società sta riflettendo sulla possibilità di reintegrarlo, ma il tempo stringe: entro domani potrebbe ancora essere inserito nella lista e tornare quindi a disposizione già per la sfida contro il Monza.

Pellegrini è l’unico rimasto fuori lista

La situazione del terzino è diventata particolare anche perché gli altri giocatori inizialmente ai margini hanno trovato una soluzione.

Romagnoli e Patric hanno lasciato la Capitale, mentre Pellegrini è rimasto a Formello.

Durante le ultime settimane di mercato c’era stato anche un contatto con l’Al-Ittifaq, la stessa società che ha poi preso Patric, ma l’operazione non si è concretizzata.

Il risultato è che Pellegrini continua ad allenarsi con il gruppo senza poter essere convocato.

Gattuso non avrebbe mai posto veti

Un elemento importante riguarda proprio il rapporto con l’allenatore.

Gattuso ha più volte fatto capire che la decisione di lasciare Pellegrini fuori lista non era stata una sua scelta personale.

Secondo il quotidiano, il tecnico non avrebbe mai posto veti sul giocatore.

Questo lascia aperta la possibilità di un reintegro, soprattutto considerando che nella lista della Lazio sarebbero rimasti ancora due posti liberi.

Possibile convocazione già contro il Monza?

Se la Lazio decidesse di muoversi subito, Pellegrini potrebbe essere reinserito e tornare utilizzabile già per la prossima partita.

La scadenza indicata è molto vicina.

Entro domani il club può effettuare la modifica necessaria per consentire al terzino di tornare nella rosa utilizzabile in campionato.

Al momento, però, non ci sarebbero certezze sulla decisione finale.

L’alternativa di dicembre sembra poco probabile

Il regolamento consentirebbe anche un altro intervento più avanti.

A dicembre la Lazio avrebbe infatti la possibilità di aggiungere un giocatore vincolato.

Ma questa strada, secondo il Corriere dello Sport, non sarebbe attualmente considerata una priorità a Formello.

Per questo la scelta delle prossime ore diventa ancora più importante.

Pellegrini è in scadenza nel 2027

C’è poi un altro tema da non sottovalutare: il contratto.

Pellegrini è in scadenza nel 2027, come Lazzari, Cataldi e Cancellieri.

Per ora di rinnovo non si sarebbe mai parlato.

Questo significa che anche in caso di reintegro la situazione resterebbe temporanea.

La vera decisione sul futuro del giocatore potrebbe essere rimandata a gennaio.

Gennaio dipenderà dal verdetto sul mercato

Ed è qui che il caso Pellegrini si collega direttamente alla situazione economica della Lazio.

Le strategie di gennaio saranno molto più chiare soltanto quando arriverà il responso della commissione di vigilanza.

Gli scenari restano due:

saldo zero oppure blocco totale del mercato.

Il verdetto è atteso per i primi giorni di dicembre.

E da quel momento la società potrà capire se avrà margini per intervenire, liberare altri contratti o cambiare definitivamente la struttura della rosa.

Reintegro tecnico o semplice soluzione temporanea?

La domanda è quindi questa: se Pellegrini venisse reintegrato, sarebbe un vero ritorno nel progetto o soltanto una soluzione d’emergenza?

Al momento è difficile dirlo.

Gattuso non sembra avere problemi a lavorare con lui.

Il giocatore è ancora a Formello.

La lista ha spazio.

Ma il contratto è in scadenza e il club lo aveva già indicato tra gli elementi fuori dai piani futuri.

Per questo il reintegro potrebbe avere soprattutto un significato pratico: aumentare le alternative a disposizione dell’allenatore senza necessariamente cambiare la valutazione sul futuro del giocatore.



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Pedro dice addio al calcio giocato: «Ho vissuto un sogno. Grazie Italia, mi hai accolto come un figlio»

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Pedro con la maglia della SS Lazio esulta durante una partita di Serie A

Dalla terra battuta di Tenerife al tetto d’Europa e del mondo con il Barcellona e la nazionale spagnola, fino agli anni capitolini vissuti da protagonista con l’aquila sul petto. A pochi mesi dalla conclusione della sua esperienza con la S.S. Lazio, Pedro Rodríguez Ledesma ha annunciato ufficialmente il proprio ritiro dal calcio giocato, chiudendo una delle parabole sportive più vincenti ed esemplari della storia recente.

Il messaggio d’addio: «Il momento giusto per una nuova tappa»

L’attaccante canario classe 1987 ha affidato le proprie emozioni a un toccante video condiviso sui propri canali social:

“Sento che è il momento: il momento per fare un passo avanti e iniziare una nuova tappa nella mia vita.

Lascio orgoglioso per aver vissuto il mio sogno e per tutte le persone che sono state al mio fianco nel realizzarlo. Grazie calcio per avermi fatto così felice“.

Dalle origini a Tenerife ai trionfi con Barcellona e Spagna

Riavvolgendo il nastro di oltre quindici anni ai massimi livelli mondiali, Pedro ha ripercorso le tappe indimenticabili della sua avventura:

“Ricordo ancora il frastuono: migliaia di persone sugli spalti e un ragazzo di vent’anni di Tenerife che aspettava a bordo campo. Quel giorno ho aperto le porte a un’altra vita, iniziata su un campo di terra battuta nella mia isola con un pallone che non ho mai lasciato.

Far parte della migliore squadra della storia del Barcellona è stato un privilegio: abbiamo vinto tutto e abbiamo stupito il mondo. Il mio cuore sarà sempre al Barça. E poi, quasi senza crederci, sono diventato campione del mondo e titolare in una finale mondiale“.

L’esperienza a Londra e l’amore per l’Italia

Spazio infine alla riconoscenza verso i club e i Paesi che ne hanno scandito la maturità calcistica e umana:

“Londra e il Chelsea mi hanno insegnato a ripartire da zero e a crescere come persona. E poi l’Italia: l’Italia mi ha toccato il cuore. Sono arrivato da veterano e mi hanno trattato come un figlio. Oggi torno dove tutto è iniziato per chiudere un capitolo meraviglioso.

Grazie ai compagni di squadra: la cosa migliore non sono stati i titoli, siete stati voi. Grazie ai club che mi hanno aperto le porte, agli allenatori che hanno creduto in me, ai tifosi per tutto questo affetto e alla mia famiglia”.

Con la bacheca arricchita da ogni trofeo possibile — Coppa del Mondo, Europeo, Champions League, Mondiale per Club, campionati e coppe nazionali —, Pedro saluta il calcio giocato lasciando nella Capitale il ricordo di un campione assoluto e di un professionista impeccabile.



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Lazio-Monza, designato l’arbitro: fischietto a Collu, al VAR c’è Di Paolo

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L'arbitro Giuseppe Collu designato per dirigere Lazio Monza di Serie A

Sosta per le nazionali alle spalle e riflettori puntati sul ritorno in campo del massimo campionato. In vista della sesta giornata di Serie A, in programma domenica 11 ottobre alle ore 15:00 allo Stadio Olimpico, la capolista S.S. Lazio guidata da Gennaro Gattuso riceverà il Monza per difendere il primato conquistato prima della pausa. A pochi giorni dal match, l’AIA ha reso note le designazioni arbitrali ufficiali per il weekend.

La direzione di gara: fischietto a Collu, Mariani quarto ufficiale

A dirigere il confronto capitolino tra biancocelesti e brianzoli sarà il signor Giuseppe Collu della sezione di Cagliari.

Il direttore di gara sardo sarà coadiuvato lungo le corsie laterali dagli assistenti Bahri e Moro, mentre a gestire le panchine e le formalità a bordocampo ci sarà Maurizio Mariani nel ruolo di IV ufficiale.

La squadra in sala VAR

A vigilare sugli episodi chiave e sui monitor della sala VAR di Lissone sarà presente Aleandro Di Paolo, supportato dall’assistente Manuel Volpi in qualità di AVAR.

Lazio-Monza, la squadra arbitrale al completo

  • Arbitro: Giuseppe Collu (sez. Cagliari)
  • Assistenti: Bahri – Moro
  • IV Uomo: Mariani
  • VAR: Di Paolo
  • AVAR: Volpi


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Lazio, il bilancio indica la strada: cessioni, giovani ed Europa per raggiungere l’equilibrio dei conti

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Il bilancio Lazio al 30 giugno 2026: perdita di 10 milioni, ricavi in calo, indebitamento finanziario netto a 126,4 milioni e patrimonio positivo grazie alla rivalutazione di Formello.

La Lazio mette nero su bianco la propria strategia economica per i prossimi mesi: player trading, ringiovanimento della rosa, valorizzazione dei giovani e ritorno nelle competizioni europee. È quanto emerge dalla sezione dedicata all’“evoluzione prevedibile della gestione” contenuta nella relazione finanziaria consolidata al 30 giugno 2026.

Il documento chiarisce quali siano le leve sulle quali il club intende fare affidamento per sostenere il proprio fabbisogno finanziario e raggiungere quello che la società definisce “equilibrio economico-finanziario-patrimoniale”.

La Lazio ricorda il blocco parziale del mercato

Nel documento la società torna innanzitutto sulle limitazioni che hanno condizionato il mercato estivo 2026.

La Lazio parla dell’:

«impossibilità di operare nella sessione estiva 2026 del calciomercato»

attraverso nuovi acquisti, salvo la copertura integrale degli impegni economico-finanziari collegati alle operazioni.

In sostanza, il cosiddetto blocco parziale che ha obbligato il club a muoversi attraverso operazioni sostenibili e compensazioni.

Nonostante questo, la società sostiene di aver continuato il proprio percorso di rafforzamento e ringiovanimento della rosa.

Cessioni al centro della strategia

Il passaggio più significativo riguarda però il fabbisogno finanziario futuro.

La relazione spiega infatti che:

«Il fabbisogno prospettico sarà gestito attraverso i proventi realizzati dalla cessione dei diritti pluriennali alle prestazioni sportive dei calciatori nella prima sessione della stagione in corso».

Il concetto è chiaro: le cessioni continueranno ad avere un ruolo centrale nella gestione economica della Lazio.

Il player trading non viene quindi presentato soltanto come una possibilità di mercato, ma come una delle leve utilizzate per sostenere il fabbisogno finanziario del club.

Plusvalenze ancora fondamentali

La Lazio richiama anche un altro elemento:

«il differenziale tra le correnti quotazioni di mercato della rosa della prima squadra ed i valori d’iscrizione in bilancio».

Tradotto: esistono giocatori che oggi hanno un valore di mercato superiore al valore con cui risultano iscritti contabilmente.

La loro eventuale cessione può quindi generare plusvalenze.

Ed è proprio questo uno degli aspetti più importanti della strategia.

Vendere un calciatore acquistato a poco o ormai quasi completamente ammortizzato può produrre una plusvalenza rilevante e, contemporaneamente, alleggerire il costo della rosa.

Cosa significa per il mercato?

Qui è necessario fare una precisazione.

Il documento non dice che la Lazio sia obbligata a vendere uno specifico calciatore a gennaio.

Non vengono indicati nomi.

Non viene scritto che Mandas, Taylor, Provstgaard o altri debbano essere ceduti.

La relazione descrive invece una strategia generale nella quale i proventi da cessioni e il differenziale tra valore di mercato e valore contabile rappresentano strumenti importanti per sostenere i conti.

Qualunque collegamento con singoli giocatori resta quindi, al momento, un’ipotesi di mercato.

Più giovani e meno costi

Un’altra leva indicata dalla società è:

«l’ulteriore ristrutturazione e ringiovanimento della rosa della prima squadra anche con il ricorso al settore giovanile».

La direzione appare evidente.

La Lazio vuole costruire una squadra più giovane, con calciatori potenzialmente valorizzabili e un peso economico più sostenibile.

Il ricorso al vivaio avrebbe inoltre un doppio vantaggio: ridurre i costi di acquisizione e creare internamente patrimonio tecnico.

L’Europa diventa fondamentale anche per il bilancio

Tra gli obiettivi indicati compare esplicitamente:

«il ritorno alle competizioni internazionali con i relativi introiti».

La qualificazione europea assume quindi un valore che va ben oltre il risultato sportivo.

Champions League, Europa League o Conference significano infatti nuovi ricavi attraverso premi UEFA, diritti televisivi, botteghino e maggiore esposizione internazionale.

Ed è qui che si comprende meglio perché la società abbia indicato l’Europa come un obiettivo particolarmente importante.

Fabiani e Gattuso: due prospettive differenti

Sul piano comunicativo, nelle scorse settimane era emersa una differenza evidente.

Angelo Fabiani aveva parlato dell’Europa come “obiettivo minimo”.

Gattuso, invece, aveva respinto l’idea di caricare la squadra di una pressione di questo tipo, preferendo ragionare partita dopo partita.

Le due posizioni possono apparire differenti, ma il bilancio aiuta a comprenderne le ragioni.

Per l’allenatore l’Europa è un obiettivo sportivo.

Per la società è anche una necessità economica molto importante.

Nuovi sponsor per aumentare i ricavi

La Lazio cita anche la necessità di:

«stipula di nuovi contratti di sponsorizzazione».

Altro tema particolarmente rilevante.

Il club ha bisogno di aumentare i ricavi commerciali per ridurre la dipendenza dalle plusvalenze e dai diritti televisivi.

Nuovi sponsor, maggiore valorizzazione del brand e incremento del merchandising potrebbero contribuire a diversificare le entrate.

Valorizzazione degli asset

Nel documento compare poi il riferimento alla:

«valorizzazione di asset aziendali».

Una formula ampia che può comprendere il migliore utilizzo delle proprietà e delle risorse patrimoniali del gruppo.

Anche questo elemento viene inserito tra le leve attraverso cui raggiungere maggiore equilibrio.

E torna lo smobilizzo dei crediti

Particolarmente significativo è anche il riferimento al:

«ricorso allo smobilizzo di crediti, da sempre utilizzato dal Gruppo».

In sostanza, la Lazio utilizza strumenti finanziari che consentono di anticipare l’incasso di crediti futuri.

È una pratica finanziaria utilizzata per migliorare la liquidità immediata, ma che mostra anche quanto la gestione del capitale circolante sia diventata centrale nella strategia societaria.

La Lazio prevede di raggiungere l’equilibrio

La relazione conclude sostenendo che l’insieme di queste attività:

«lascia prevedere il conseguimento dell’equilibrio economico-finanziario-patrimoniale».

È questa la previsione del management.

Non una certezza matematica, ma una valutazione basata su una serie di condizioni: cessioni, valorizzazione della rosa, Europa, sponsor, giovani e gestione finanziaria.

Il campo e il mercato sono sempre più collegati

La fotografia che emerge dal bilancio è molto chiara.

La Lazio ha bisogno contemporaneamente di:

vendere bene, valorizzare giovani, ridurre i costi, tornare in Europa e aumentare i ricavi commerciali.

Tutti elementi strettamente collegati.

Se la squadra raggiunge l’Europa, aumentano i ricavi.

Se i giovani crescono, aumenta il valore della rosa.

Se alcuni calciatori vengono ceduti a valori superiori a quelli contabili, arrivano plusvalenze.

È un equilibrio delicato, perché vendere troppo può indebolire la squadra proprio mentre il club ha bisogno dei risultati sportivi per generare nuovi ricavi.

Ed è probabilmente questa la sfida più importante per la Lazio dei prossimi mesi: risanare e riequilibrare i conti senza compromettere la competitività costruita sul campo.



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Lazio, Lotito guadagna 1,1 milioni lordi: 600mila dal club e 500mila da Lazio Marketing

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Dettaglio di un bilancio finanziario affiancato allo stemma della Lazio Lotito

Claudio Lotito ha percepito complessivamente 1,1 milioni di euro lordi dalla galassia Lazio nella stagione 2025/26. Il dato emerge dalla relazione sulla politica in materia di remunerazione e sui compensi corrisposti relativa all’esercizio chiuso al 30 giugno 2026, consultata da Calcio e Finanza.

La cifra è rimasta invariata rispetto alla stagione precedente e comprende sia il compenso ricevuto direttamente dalla S.S. Lazio sia quello riconosciuto da società controllate e collegate.

600mila euro direttamente dalla Lazio

Per il periodo compreso tra gli esercizi 2019/20 e 2025/26, il compenso annuale lordo e omnicomprensivo previsto per il presidente del Consiglio di Gestione della Lazio è pari a 600mila euro.

Lotito, dunque, ha incassato questa cifra direttamente dalla società biancoceleste nel corso dell’ultimo esercizio.

Il Consiglio di Gestione è composto dallo stesso Lotito e da Marco Moschini, che ha invece percepito 12mila euro dalla Lazio.

Altri 500mila euro da Lazio Marketing

Ai 600mila euro della S.S. Lazio si aggiungono altri 500mila euro lordi provenienti da società controllate e collegate.

In particolare, il compenso è legato alla presidenza del consiglio di gestione di Lazio Marketing SpA, la società del gruppo che si occupa degli aspetti commerciali.

Il totale arriva così a:

1,1 milioni di euro lordi nella stagione 2025/26.

Compenso fisso, senza bonus variabili

La relazione precisa che la remunerazione prevista è esclusivamente fissa.

Non risultano componenti variabili, premi legati ai risultati o sistemi di incentivazione basati su strumenti finanziari.

Non sono inoltre previsti piani di stock option né indennità specifiche in caso di dimissioni o cessazione dell’incarico.

I compensi sono raddoppiati dal 2021/22

Secondo quanto riportato da Calcio e Finanza, i compensi sono stati introdotti a partire dalla stagione 2019/20 e sono poi sostanzialmente raddoppiati dal 2021/22.

Da quel momento il totale riconosciuto annualmente a Lotito si è stabilizzato intorno agli attuali 1,1 milioni lordi.

Il dato arriva in un bilancio chiuso in perdita

Il tema assume particolare rilievo perché riguarda una stagione nella quale la Lazio ha chiuso il bilancio consolidato con una perdita di circa 10 milioni di euro.

Il risultato è migliorato rispetto al rosso di 17,2 milioni dell’esercizio precedente, ma resta negativo.

Per questo il dato sui compensi del presidente finisce inevitabilmente per inserirsi nel dibattito sulla gestione economica del club.

Quanto vale al mese?

Su base annuale, 1,1 milioni lordi corrispondono a circa:

91.700 euro lordi al mese.

La cifra netta effettivamente incassata dipende naturalmente dal trattamento fiscale applicato e non può essere ricavata con precisione dal solo dato lordo.

Un dato destinato a far discutere

Il tema non è tanto la legittimità del compenso, che è regolarmente previsto dalla governance societaria, quanto il suo peso simbolico.

In un momento in cui la Lazio continua a fare i conti con vincoli economici, mercato condizionato e necessità di contenere i costi, sapere che il presidente percepisce 1,1 milioni lordi annui tra Lazio e Lazio Marketing è un dato che inevitabilmente alimenterà il confronto tra società e tifoseria.



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