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Stadio Flaminio, Lazio presenta il progetto: via all’iter

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La Lazio ha inviato al Comune la documentazione per la riqualificazione dello Stadio Flaminio. Ora al via l’iter e la conferenza dei servizi.

Un primo passo concreto è stato compiuto. Nella mattinata di lunedì 9 febbraio, la Lazio ha trasmesso ufficialmente al Dipartimento Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda del Comune di Roma la documentazione necessaria per avviare la procedura di riqualificazione, ammodernamento e ampliamento dello Stadio Flaminio.

L’invio è avvenuto tramite posta elettronica certificata (PEC) e rientra nel perimetro previsto dall’articolo 4 del decreto legislativo n. 38 del 2021, che disciplina gli interventi sugli impianti sportivi attraverso procedure semplificate e conferenze di servizi.

Analisi degli uffici comunali e conferenza dei servizi

Nei prossimi giorni, gli uffici comunali competenti procederanno con l’analisi approfondita del fascicolo presentato dalla società biancoceleste. L’obiettivo è verificare la completezza della documentazione e la conformità del progetto sotto il profilo urbanistico, tecnico e amministrativo.

Una volta conclusa questa fase preliminare, il Comune potrà attivare ufficialmente la conferenza dei servizi preliminare, passaggio fondamentale dell’iter autorizzativo. In quella sede verranno coinvolti tutti gli enti interessati – dal Comune alla Regione, fino agli organismi di tutela – per valutare l’impatto complessivo dell’intervento.

Il Flaminio al centro del progetto Lazio

Il Stadio Flaminio rappresenta da anni una delle grandi incompiute della Capitale. L’impianto, progettato da Pier Luigi Nervi, è inutilizzato e in stato di progressivo degrado, nonostante il suo enorme valore architettonico e simbolico.

L’idea della Lazio è quella di restituire nuova vita allo stadio, trasformandolo in una casa moderna e funzionale per il club, nel rispetto dei vincoli storici e architettonici. Il progetto punta a coniugare sostenibilità, riqualificazione urbana e utilizzo sportivo, inserendosi in un’area strategica della città.

Un percorso ancora lungo

Nonostante l’invio della documentazione rappresenti un segnale importante, l’iter è solo all’inizio. I tempi dipenderanno dall’esito delle valutazioni tecniche, dall’eventuale richiesta di integrazioni e dal confronto tra le varie amministrazioni coinvolte.

Restano da chiarire diversi aspetti: dalla capienza finale dell’impianto, ai costi complessivi dell’intervento, fino alle tempistiche di realizzazione. Tutti elementi che emergeranno solo con l’avanzare della procedura.

Un segnale in un momento delicato

L’avvio dell’iter per il Flaminio arriva in un momento particolarmente delicato per la Lazio, segnato da tensioni con la tifoseria e da un forte dibattito sulla gestione societaria. Proprio per questo, il progetto stadio viene osservato con attenzione: per molti rappresenta un’opportunità storica, per altri resta un dossier da valutare con prudenza.

Di certo, l’invio della documentazione certifica che il progetto non è più solo un’idea, ma è entrato formalmente nel percorso amministrativo previsto dalla legge.

Ora la palla passa agli uffici comunali. Il futuro dello Stadio Flaminio – e di una possibile nuova casa per la Lazio – inizia da qui.



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Lazio, il pareggio che vale più di un punto

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A Torino la Lazio non domina ma lotta: spirito, sacrificio e identità. Sarri ricompatta il gruppo nonostante i limiti.

Dal punto di vista del gioco bisogna essere onesti:
la Juventus ha fatto la partita, ha dominato territorialmente e ha messo la Lazio in grande difficoltà.

Non a caso Ivan Provedel è stato il migliore in campo, segno evidente di una gara passata spesso a difendersi.

Ma il calcio non è solo possesso palla o numero di tiri.
È anche spirito, atteggiamento, capacità di soffrire.

Ed è qui che la Lazio ha mandato un segnale fortissimo.


🔥 A Torino, finalmente, una Lazio non rassegnata

Negli anni passati troppe volte abbiamo visto una Lazio andare a Torino già sconfitta prima di scendere in campo.
Anche squadre più forti di questa, come quella di Inzaghi con Milinković-Savić, Luis Alberto e Immobile, spesso sembravano consegnarsi alla Juve senza combattere.

Questa volta no.

Questa Lazio è oggettivamente più scarsa tecnicamente, ma ha fatto l’opposto:

  • ha lottato su ogni pallone
  • ha difeso con i denti
  • ha combattuto fino all’ultimo secondo

E questo, soprattutto a Torino, non era affatto scontato.


🧠 Sarri e l’anima del gruppo

Uno degli attacchi più frequenti a Maurizio Sarri è sempre stato lo stesso:

“Sarri non sa dare un’anima alla squadra”.

Ecco, questa prestazione va nella direzione opposta.

Con:

  • mercato bloccato
  • giocatori scontenti
  • una situazione ambientale complicata

Sarri è riuscito a ricompattare un gruppo che rischiava di sfaldarsi.

La differenza rispetto al suo ultimo anno alla Lazio è evidente.
All’epoca lo stesso Sarri sembrava poco motivato, e quando l’allenatore non lo è, difficilmente riesce a trascinare la squadra.
Quest’anno, invece, il messaggio è chiaro e arriva forte sia in campo che in conferenza stampa.


🛡️ Fase difensiva e sacrificio

Molti criticano Sarri sul piano tattico, ma a Torino si è vista una fase difensiva preparata con attenzione.
La Juventus ha tirato tanto, è vero, ma la Lazio ha:

  • chiuso gli spazi
  • aiutato sempre il compagno
  • accettato di soffrire

Ed è proprio questo che ti consente di uscire dallo Stadium con un punto, anche in una gara dove subisci la pressione per lunghi tratti.


👥 I singoli: spirito prima del talento

Ci sono immagini che spiegano meglio di mille analisi:

  • Nuno Tavares che lotta anche in fase difensiva
  • Matteo Guendouzi (Taylor nel tuo discorso) che combatte, recupera palloni, si prende responsabilità
  • Daniel Maldini che ruba palla sull’azione del gol

Non è stata una prova perfetta, certo.
Qualcuno dalla panchina poteva dare di più, e forse con maggiore cattiveria oggi parleremmo di una vittoria.

Ma il messaggio collettivo è stato chiarissimo.


🔮 Segnale per il futuro, non per la classifica

Dal punto di vista della classifica questo pareggio serve poco.
Dal punto di vista del carattere e della costruzione del gruppo, invece, vale tantissimo.

Questa stagione non verrà salvata dalla qualità, che manca.
Può però diventare la base per capire chi può restare e chi no, chi regge la pressione e chi si perde nelle difficoltà.

Ed è qui che il lavoro di Sarri, oggi, appare evidente.


🗣️ Conclusione

Questa Lazio non è bella, non è dominante, non è completa.
Ma è viva, compatta e combattiva.

E dopo anni di prestazioni rassegnate a Torino, questo è un segnale che non va sottovalutato.

👉 Tu che ne pensi?
Questo spirito può essere la base per il futuro della Lazio?

Scrivilo nei commenti 👇
e se ti è piaciuto il video metti like 👍



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⚖️ Arbitri professionisti in Serie A: soluzione o illusione?

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Polemiche, VAR e crisi di fiducia: rendere professionisti gli arbitri ridurrà davvero gli errori in Serie A? Analisi completa.

Ogni fine settimana è sempre la stessa storia.
Polemiche infinite, moviole che durano ore e una domanda che resta sospesa sulla Serie A:
come si possono ridurre davvero gli errori arbitrali?

Negli ultimi mesi una proposta radicale sta scuotendo il calcio italiano: trasformare gli arbitri in professionisti a tutti gli effetti.
Ma siamo sicuri che sia questa la soluzione definitiva? O stiamo solo cercando un capro espiatorio per un problema molto più profondo?


🚨 Non solo errori: una crisi di fiducia

È fin troppo facile puntare il dito contro l’arbitro dopo una decisione sbagliata.
Ma se il vero problema non fosse il singolo direttore di gara, bensì l’intero sistema in cui è costretto a operare?

Quello che stiamo vivendo oggi non è solo una serie di sviste: è una crisi di fiducia strutturale.
Ogni fischio, ogni intervento del VAR, ha un peso:

  • economico
  • mediatico
  • sportivo

La pressione sugli arbitri è diventata quasi insostenibile, eppure il loro ruolo vive dentro un paradosso clamoroso.


📜 Arbitri: lavoratori o volontari?

Qui arriviamo al cuore del problema.
Dal punto di vista legale, cos’è un arbitro di Serie A?

La risposta è sorprendente: non è un lavoratore dipendente.

Secondo il regolamento dell’AIA, l’arbitro opera sotto il cosiddetto vincolo associativo.
In pratica:

  • non ha un contratto di lavoro
  • non è un libero professionista
  • è formalmente un associato volontario

Parole chiave che fanno riflettere: spirito volontaristico e gratuità.


💰 I compensi: il paradosso esplode

Sulla carta volontari, nella realtà tutt’altro.

Dirigere una singola partita di Serie A garantisce un gettone lordo di circa 4.000 euro.
A questo si aggiungono:

  • una parte fissa legata ai diritti d’immagine
  • compensi variabili per ogni gara diretta

Un arbitro internazionale di alto livello può superare i 50.000 euro lordi all’anno.

Numeri da professionista.
Eppure c’è un dettaglio decisivo.


❌ Zero contributi, zero pensione

Nonostante guadagni significativi, gli arbitri non versano contributi pensionistici.
Il motivo è semplice e drammatico: non sono riconosciuti come lavoratori.

La carriera arbitrale è breve, massacrante e termina intorno ai 45 anni, lasciando un vuoto previdenziale enorme.
Una situazione che, nel calcio moderno, è sempre più difficile da sostenere.


🔄 La proposta: lo “scisma” arbitrale

Da qui nasce l’idea di una rivoluzione totale.
Una separazione netta dall’attuale sistema per creare un nuovo modello professionistico.

Il piano si basa su quattro punti chiave:

  1. uscita degli arbitri di Serie A e B dall’AIA
  2. creazione di una società arbitrale indipendente
  3. finanziamento diretto da Leghe e Federazione
  4. adozione del modello inglese

Il riferimento è il sistema della Premier League, gestito dal PGMOL, attivo dal 2001.


🔥 Perché proprio adesso?

La miccia si è accesa quando agli arbitri sono state assegnate nuove mansioni, come l’annuncio pubblico delle decisioni VAR, senza alcun riconoscimento contrattuale o economico.

Quella è stata la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso.


⚖️ Professionismo: necessario, ma sufficiente?

Rendere gli arbitri professionisti porterebbe indubbi vantaggi:

  • tutele legali
  • contributi pensionistici
  • maggiore preparazione
  • più investimenti in tecnologia
  • più trasparenza

Ma c’è un rischio di semplificazione eccessiva.

Il professionismo:

  • non elimina l’errore umano
  • non cancella la pressione mediatica
  • non spegne automaticamente le polemiche

Anzi, potrebbe spostare il bersaglio:
dall’arbitro “volontario” all’arbitro “pagato”.


🤔 Cambierà davvero la cultura del calcio?

La vera sfida non è solo giuridica o economica, ma culturale.
Una volta diventati professionisti, smetteremo di parlare di complotti arbitrali?

O, conoscendo il tifoso italiano, le teorie aumenteranno, sostenendo che gli arbitri siano “pagati dai club”?

La strada verso il professionismo sembra ormai segnata.
La domanda è se il sistema calcio saprà finalmente tutelare gli arbitri come professionisti, invece di usarli come capri espiatori ogni domenica.



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Sarri tra orgoglio e mercato: “Lazio tosta, ma con due innesti saremmo competitivi”

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Maurizio Sarri conferenza stampa Juventus Lazio infortuni mercato news

Non è solo un pareggio. Maurizio Sarri, nella conferenza stampa post Juve-Lazio 2-2, ha tracciato la rotta per il futuro dei biancocelesti. Prima di analizzare la sfida, il tecnico ha voluto dedicare un pensiero commosso al giornalista Michele Haimovic, recentemente scomparso: “Una grande persona, mi dispiace moltissimo per la sua famiglia”. Poi, testa al campo e a una prestazione che ha messo in luce il carattere di un gruppo che non molla mai.

Il rammarico e il segnale di Nuno Tavares

Nonostante la beffa finale, Sarri non punta il dito sul pareggio della Juventus, ma sulla mancanza di cinismo dei suoi: “Il vero rammarico è per le occasioni sbagliate nel finale, potevamo chiuderla sul 3-1. Ho visto una prova di squadra tosta, nessuno può dirci che non abbiamo carattere”. Una menzione speciale è andata a Nuno Tavares, protagonista di una gara di spessore, nonostante le difficoltà nel finale a causa della mancanza di “centimetri” in area di rigore per contrastare l’assalto bianconero.

Lazio news: ansia per l’infortunio di Basic

Le notizie meno confortanti arrivano dall’infermeria, già affollata dopo lo stop di Zaccagni. Mentre per molti giocatori si tratta solo di crampi, la situazione di Basic appare più seria: “Può essere quello con i problemi più grandi”, ha ammesso Sarri. Il croato si aggiunge alla lista dei dubbi in vista del quarto di finale di Coppa Italia contro il Bologna, una sfida che il tecnico non sottovaluta: “Andremo a giocare contro una squadra forte, non sarà facile”.

Messaggio al mercato: “Servono un paio di ritocchi”

Infine, un passaggio fondamentale sul futuro e sulla rosa attuale. Sarri è soddisfatto dello spirito, ma ammette i limiti numerici: “Siamo una squadra competitiva, ma con un paio di ritocchi potremmo esserlo ancora di più. Al momento non possiamo permetterci di cambiare 7 o 8 giocatori a partita”. Un segnale chiaro alla società in vista delle prossime mosse di calciomercato.

Per approfondire i dati della partita e le statistiche dei singoli, puoi consultare il report ufficiale della Lega Serie A.



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Lazio, difesa a pezzi: si fermano anche Gila e Provstgaard. È piena emergenza

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Lazio in emergenza difesa verso la Coppa Italia: infortuni per Gila, Provstgaard e Basic. Ecco la situazione in vista del Bologna e dell'Atalanta.

La battaglia dello Stadium ha lasciato in dote alla Lazio non solo un punto prezioso, ma anche un bollettino medico da brividi. Se da un lato la prestazione contro la Juventus ha confermato la solidità del gruppo di Sarri, dall’altro l’infermeria di Formello si riempie di nomi illustri proprio alla vigilia dei quarti di finale di Coppa Italia contro il Bologna.

Lazio news: Gila e Basic finiscono KO

Le preoccupazioni maggiori arrivano dai problemi muscolari. Come evidenziato durante la sfida di Torino, sia Gila che Basic sono stati costretti a sventolare bandiera bianca anzitempo. Per entrambi si sospettano lesioni che potrebbero tenerli fuori per diverse gare, aggravando una situazione già precaria dopo il recente infortunio di Mattia Zaccagni.

Allarme Provstgaard: la difesa biancoceleste trema

A peggiorare il quadro clinico ci sono le condizioni di Provstgaard. Secondo quanto riportato da Repubblica, il centrale danese avrebbe accusato un fastidio al flessore che lo mette in forte dubbio per la trasferta di Bologna. Con Gigot e Lazzari ancora ai box, e un Patric non al meglio della condizione, Sarri si ritrova con gli uomini contati. Una situazione paradossale se si pensa che in campionato, contro l’Atalanta, mancherà anche Romagnoli per squalifica.

Il tecnico ritroverà Pellegrini per la Coppa, ma dovrà inventarsi un reparto arretrato quasi inedito. Per monitorare i tempi di recupero ufficiali, resta fondamentale seguire i comunicati della Lega Serie A.



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Ansia Zaccagni: la lesione è seria, il piano per il rientro in campo

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Mattia Zaccagni infortunio tempi recupero Lazio news

Non c’è pace per Maurizio Sarri. Dopo l’amaro pareggio ottenuto allo Stadium contro la Juventus, l’infermeria di Formello continua a regalare notizie poco confortanti. Il caso che desta maggiore preoccupazione è quello legato a Mattia Zaccagni: il capitano, fermatosi alla vigilia della gara contro il Genoa, rischia uno stop molto più lungo di quanto ipotizzato inizialmente.

Infortunio Zaccagni: la diagnosi e il forfait in Coppa Italia

Come riportato dalle ultime Lazio news di rassegna, la lesione all’addome si sta rivelando un osso duro. Lo stesso Sarri ha definito l’infortunio come “strano e serio”, un segnale chiaro di come lo staff medico stia procedendo con i piedi di piombo. Il forfait per il quarto di finale di Coppa Italia contro il Bologna è ormai certo: mercoledì al Dall’Ara il numero 10 non ci sarà, lasciando un vuoto tecnico e carismatico difficile da colmare.

Tempi di recupero: la data del possibile rientro

Ma quando vedremo di nuovo Mattia Zaccagni in campo? Secondo le indiscrezioni de Il Tempo, serviranno almeno altre tre settimane di terapie e lavoro differenziato. I nuovi controlli previsti nelle prossime 48 ore serviranno a monitorare la cicatrice della lesione, ma la tabella di marcia sembra già segnata: l’obiettivo è riaverlo al 100% per la sfida contro il Torino del 1° marzo. Un’assenza pesante che costringerà Sarri a soluzioni d’emergenza proprio nel momento clou della stagione.

Per restare aggiornati sulle condizioni fisiche della rosa, è possibile consultare il report medico ufficiale sul sito della Lega Serie A.

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Juve-Lazio, Sarri: “Siamo indistruttibili, ma peccato per il 3-1 mancato”

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Lazio in emergenza difesa verso la Coppa Italia: infortuni per Gila, Provstgaard e Basic. Ecco la situazione in vista del Bologna e dell'Atalanta.

Al termine del rocambolesco pareggio tra Juventus e Lazio, Maurizio Sarri è intervenuto ai microfoni della stampa per analizzare la prova dei suoi ragazzi. Nonostante la beffa subita al 96′, il tecnico biancoceleste sottolinea la forza mentale di un gruppo che non smette di stupire, come evidenziato anche nelle pagelle di Juve-Lazio.

L’analisi del match: il rammarico per le occasioni sprecate

Sarri ha analizzato con lucidità l’andamento della gara allo Stadium: “Sul 2-0 non avevo la sensazione che fosse fatta e infatti la Juventus attaccava con vigore. A dieci minuti dalla fine abbiamo avuto la palla del 3-1 e anche a cinque dalla fine, quelle sono veramente le cose che ci devono far dispiacere”. Un riferimento chiaro agli errori sottoporta che hanno impedito di chiudere la contesa prima del recupero.

Lazio news: lo spirito della squadra e il clima esterno

Nonostante il punto sfuggito, l’allenatore si dice soddisfatto della tenuta morale: “Mi porto a casa un punto in questo stadio, ed è sempre un risultato positivo. Mi porto la consapevolezza che questi ragazzi sono indistruttibili, non piegano la testa di fronte a nulla e a livello morale mi dà tanta soddisfazione”. Sarri ha poi lanciato un appello sull’ambiente: “Dentro la squadra non c’è un clima negativo. Giocare nell’Olimpico vuoto è brutto, vorremmo che le diatribe tra tifosi e società finissero”.

In attesa della prossima sfida, le attenzioni si spostano già a mercoledì, con Italiano che ha già avvisato la Lazio in vista del turno infrasettimanale. Per approfondimenti tattici, visita il portale ufficiale della Lega Serie A.


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Di Canio durissimo sulla Lazio: “Gestione incredibile, neanche nei tornei rionali”

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Paolo Di Canio Sky Sport attacco gestione Lazio news Sarri

Il pareggio di Torino ha lasciato strascichi non solo per il risultato di Juve-Lazio, ma anche per le analisi post-partita. Negli studi di Sky Sport, l’ex attaccante biancoceleste Paolo Di Canio ha analizzato con estrema durezza il momento che sta attraversando la società, definendo la situazione Lazio come qualcosa di mai visto a certi livelli.

Lazio news, l’affondo di Di Canio: “Situazione clamorosa” Secondo l’opinionista, il clima che si respira attorno al club è fuori controllo: “Noi facciamo passare per normalità quello che sta accadendo alla Lazio. Neanche nei tornei rionali, neanche al quartiere mio si gestiva una situazione del genere. I tifosi hanno ragione a protestare e a rimanere fuori, ma lì non si parla più di calcio, è una situazione clamorosa, incredibile a livello di Serie A”. Un commento che scuote l’ambiente proprio nel momento in cui la squadra sembrava aver ritrovato compattezza in campo, come visto nelle ultime pagelle di Juve-Lazio.

Il ruolo di Sarri e la crescita di Maldini Paolo Di Canio si è poi soffermato sul lavoro del tecnico e sulle difficoltà di gestire un ambiente così teso: “Sarri Lazio? Lui parla per i tifosi, adesso è diventato il paladino. Deve lavorare con questo sentimento e con giocatori nuovi che arrivano e trovano quest’ambiente. Poi Maldini ha fatto una bella partita perché Sarri è serio e lavora ventiquattro ore chiuso dentro Formello solo per quello, ma brucia tante energie su altro. La comunicazione è importante”.

Potete trovare l’analisi completa del post-partita e gli highlight del match sul portale ufficiale di Sky Sport.


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Pagelle Juve-Lazio 2-2: Provedel da urlo, beffa Romagnoli e Noslin

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Pagelle Juve-Lazio 2-2: Provedel invalicabile, Cataldi è il cuore

Pagelle Juve Lazio | Un pareggio che lascia l’amaro in bocca alla squadra di Sarri, che accarezza l’impresa per 95 minuti prima di capitolare nel finale. Dopo aver analizzato la moviola di Juve-Lazio, ecco i voti della redazione ai protagonisti biancocelesti.

Il muro difensivo: Provedel monumentale

  • PROVEDEL 7: Un vero muro umano all’Allianz Stadium. Protegge la porta con interventi prodigiosi su Bremer e Yildiz, esaltandosi nel momento di massima pressione. Incolpevole sulle reti subite, avrebbe meritato di uscire con i tre punti in tasca.
  • MARUSIC 6: Cliente difficilissimo dalla sua parte, se la cava con l’aiuto dei raddoppi. Fatica maggiormente quando entra Boga e il cross del pari arriva proprio dalla sua zona.
  • GILA 6,5: Grinta e precisione. Chiude ogni varco con le buone o con le cattive, confermandosi leader del reparto finché resta in campo. (Dal 78’ ROMAGNOLI 5,5: Impatto complicato dopo una settimana tesa. Il giallo immediato e l’incertezza sul gol di Kalulu pesano sul voto).
  • PROVSTGAARD 6: Lanciato nella mischia a sorpresa, tiene bene la posizione nonostante lo spavento iniziale sul colpo di testa di Bremer. (Dall’83’ PATRIC sv).
  • TAVARES 6: Protagonista di un salvataggio sulla linea che vale quanto un gol. Macchia una prestazione super con una disattenzione fatale al 96′ su Kalulu.

Centrocampo e Attacco: Cataldi ispira, Noslin spreca

  • CATALDI 7: Il cervello della squadra. Vede corridoi invisibili e pesca Isaksen con un lancio millimetrico. Oltre alla regia, si traveste da diga davanti alla difesa. Prestazione da leader assoluto.
  • TAYLOR 6,5: Grande intensità e qualità tecnica. Dimostra di essere un innesto prezioso, calando solo nel finale per la stanchezza.
  • BASIC 6: Esce stremato per un problema muscolare dopo aver stretto i denti per non sprecare slot di cambio. Sacrificio encomiabile. (Dal 46’ DELE-BASHIRU 5,5: Poco lucido sotto porta, partecipa alla confusione nel finale).
  • ISAKSEN 7: Finalmente concreto e cattivo. Il gol sotto la traversa è un gioiello che meritava di valere la vittoria. Una prova di carattere. (Dal 64’ CANCELLIERI 6).
  • MALDINI 6,5: Personalità da vendere. Ruba palla a Locatelli e serve l’assist per Pedro con un tempismo perfetto. Sempre pericoloso.
  • PEDRO 7: Infinito. Seconda gara da titolare e secondo gol pesante. Segna e corre finché ne ha, confermandosi fondamentale per Sarri.
  • NOSLIN 5: La nota dolente. Ha sul piede la palla del 3-1 che avrebbe chiuso il match, ma la spara alta. Un errore che tiene in vita la Juve e costa due punti.

ALL. SARRI 6,5: Prepara il match alla perfezione, imbrigliando la Juve per lunghi tratti. La Lazio gioca bene e meriterebbe l’impresa, negata solo da un episodio nel recupero.


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Moviola Juve-Lazio: Guida ok, corretto annullare il gol di Koopmeiners

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Moviola Juve Lazio episodi arbitro Marco Guida gol annullato

Oltre al beffardo risultato di Juve-Lazio 2-2, a far discutere è stata la direzione di gara di Marco Guida. Una prestazione senza sbavature clamorose quella del fischietto di Torre Annunziata, che aggiorna il suo bilancio positivo con i biancocelesti a 11 vittorie, 8 pareggi e 7 sconfitte. Vediamo nel dettaglio la moviola Juve Lazio e i principali episodi contestati.

Primo tempo: il gol annullato a Koopmeiners

La prima frazione è stata caratterizzata da alcuni contatti sospetti nelle aree di rigore. Al 1′ timide proteste della Juventus per un presunto braccio di Marusic, ma il replay conferma il rimpallo fortuito. Al 26’ l’episodio chiave: viene annullato il gol di Koopmeiners. Al momento della conclusione, la posizione di Thuram è in netto fuorigioco e giudicata impattante nella dinamica. Poco prima, giudicato non punibile l’intervento di Gila su Cabal. Al 32’ scatta il primo giallo delle Lazio news di giornata: ammonizione scontata per Taylor per fallo tattico su McKennie.

Secondo tempo: Isaksen regolare, manca un giallo per Cambiaso

Nella ripresa la gestione degli episodi Juve Lazio resta coerente. Al 48’ è regolare la posizione di Isaksen sul lancio di Cataldi in occasione del gol del raddoppio. Unico neo della direzione di Guida al 62’: Maldini viene trattenuto platealmente da Cambiaso dopo un recupero palla, l’arbitro assegna la punizione ma non estrae il cartellino giallo per il difensore bianconero, che sarebbe stato meritato.

Secondo il regolamento aggiornato dell’AIA (Associazione Italiana Arbitri), la gestione del fuorigioco attivo su Koopmeiners risulta assolutamente in linea con le direttive vigenti.


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Juve-Lazio 2-2, beffa al 96′: Kalulu gela i biancocelesti allo Stadium

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Risultato Juve Lazio 2-2 Pedro Isaksen esultanza cronaca
Dal ritiro con la Nazionale della Danimarca, Gustav Isaksen smentisce le voci di mercato: “Volevo rimanere alla Lazio e lottare per il mio posto. Mai pensato di andare via.”

Finisce in parità il big match della 24ª giornata tra Juventus e Lazio. Una gara folle, che ha visto i biancocelesti dominare per larghi tratti e portarsi sul doppio vantaggio, prima di subire la rimonta bianconera proprio nei secondi finali. Dopo le dichiarazioni di Onorato sullo Stadio Flaminio, il campo regala emozioni forti ma un pizzico di amaro in bocca per la squadra di Sarri.

Pedro e Isaksen lanciano la Lazio: il racconto del match

Il primo tempo è equilibrato, con le Lazio news del pre-partita confermate dalle scelte di Sarri. Al 45’+2′ la svolta: Maldini recupera palla su Locatelli e serve Pedro, che trafigge Di Gregorio per lo 0-1. Inizio ripresa da urlo per la Lazio: al 47′ Cataldi lancia Isaksen che calcia sotto la traversa siglando il raddoppio. È il momento migliore per i biancocelesti, che sembrano in totale controllo del risultato Juve Lazio.

La rimonta della Juventus: beffa al 96′

La reazione della Juve arriva al 59′ con McKennie, abile a sfruttare un cross di Cambiaso per accorciare le distanze. Sarri deve fare i conti con gli infortuni (fuori Basic, Gila e Provstgaard), perdendo stabilità difensiva. Al minuto 87 Noslin spreca clamorosamente il colpo del KO e, come spesso accade nel calcio, arriva la punizione: al 96′ Kalulu trova la zampata vincente su assist di Boga. La cronaca Juve Lazio si chiude con un pareggio che sa di sconfitta per come è maturato.

Per consultare la classifica aggiornata e i prossimi impegni della Serie A, visita il sito ufficiale della Lega Serie A.

Tabellino Juve-Lazio 2-2

JUVENTUS (4-2-3-1): Di Gregorio; Kalulu, Bremer, Koopmeiners (76′ Kelly), Cabal (46′ Zeghrova); Locatelli (84′ Miretti), Thuram; Cambiaso (76′ Boga); McKennie (84′ Openda), Yildiz; David. All.: Spalletti. LAZIO (4-3-3): Provedel; Marusic, Gila (77′ Romagnoli), Provstgaard (83′ Patric), Nuno Tavares; Basic (46′ Dele-Bashiru), Cataldi, Taylor; Isaksen (64′ Cancellieri), Maldini, Pedro (64′ Noslin). All.: Sarri.


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Stadio Flaminio Lazio, Onorato: “Questione di giorni per il progetto”

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Stadio Flaminio Lazio progetto Alessandro Onorato news
Rendering dello Stadio Flaminio ristrutturato, possibile nuova casa della Lazio

Novità importanti sul fronte Stadio Flaminio Lazio. L’Assessore ai Grandi Eventi e Sport di Roma Capitale, Alessandro Onorato, è tornato a parlare del progetto biancoceleste durante il programma ‘Omnibus’ su La7. Dopo le recenti indiscrezioni sulle probabili formazioni di Juve-Lazio, l’attenzione dei tifosi si sposta ora sulle infrastrutture.

Flaminio e Lazio: le parole di Alessandro Onorato

Secondo quanto dichiarato dall’assessore, il club di Claudio Lotito è ormai prossimo a presentare la documentazione definitiva: “Per il Flaminio la Lazio completerà il progetto per farci lo stadio, è questione di giorni”. Alessandro Onorato ha poi spiegato l’iter burocratico: “Tra la proposta e l’accettazione intercorre una Conferenza di Servizi, che richiama tutti gli organi preposti per capire se i flussi dei tifosi siano compatibili con il sito urbano”. Si tratta di una delle Lazio news più attese degli ultimi mesi per quanto riguarda il futuro della società.

Stadio Lazio: il nodo vincoli e la sostenibilità

L’assessore ha chiarito che l’area è vincolata a uso sportivo, nonostante i desideri di alcuni residenti: “Il Flaminio è lì dal 1900, quel luogo è vincolato a stadio dal Comune, non ci si può fare nulla se non uno stadio”. Il progetto Flaminio dovrà però superare i test tecnici su viabilità e sostenibilità. Onorato ha poi aggiunto: “Da qui a due-tre mesi vedremo se è compatibile la Lazio. Se il privato non ci mette i soldi, sarà nostro dovere intervenire per una struttura compatibile con la zona”.

Potete seguire l’intervista integrale sul sito ufficiale di La7 per ulteriori dettagli tecnici sul futuro dello Stadio Lazio.


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Juve-Lazio, le probabili formazioni: emergenza per Sarri, torna Romagnoli

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Probabili formazioni Juve Lazio con Romagnoli e Sarri

Dopo la vittoria ritrovata in casa contro il Genoa, la Lazio si prepara alla difficile trasferta di Torino contro la Juventus. Una sfida che Juve Lazio affrontano con stati d’animo differenti, ma con i biancocelesti costretti a fare i conti con un’infermeria pesantemente affollata.

Lazio tra infortuni e novità: il bollettino medico

Maurizio Sarri deve ridisegnare la squadra. Mancheranno infatti Pellegrini (squalificato), Zaccagni (fuori un mese per un problema muscolare) e Lazzari, che ha riportato una lesione al polpaccio e resterà ai box per almeno tre settimane. La buona notizia è la permanenza di Romagnoli: il difensore tornerà titolare al centro della difesa in coppia con Gila. Prima chiamata, invece, per il nuovo acquisto Przyborek.

Le scelte tattiche: Nuno Tavares dal 1′, Maldini scalpita

Davanti a Provedel, oltre ai centrali, si rivedrà Nuno Tavares a sinistra con Marusic a destra. A centrocampo spazio a Cataldi in regia, affiancato dalle mezzali Taylor e Basic, con Rovella destinato alla panchina. In attacco, l’assenza di Zaccagni spalanca le porte a Pedro a sinistra. Al centro Maldini è in vantaggio nel ballottaggio con Dia e Ratkov, mentre a destra Isaksen dovrebbe spuntarla su Cancellieri.

Secondo i dati ufficiali della Lega Serie A, la sfida dello Stadium sarà un crocevia fondamentale per le ambizioni europee di entrambe le formazioni.

Probabili Formazioni Juve-Lazio

  • JUVENTUS (3-4-2-1): Di Gregorio; Kalulu, Bremer, Koopmeiners; McKennie, Locatelli, Thuram, Cambiaso; Miretti, Yildiz; David. All.: Spalletti.
  • LAZIO (4-3-3): Provedel; Marusic, Gila, Romagnoli, Nuno Tavares; Basic, Cataldi, Taylor; Isaksen, Maldini, Pedro. All.: Sarri.

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Yildiz rinnova con la Juve fino al 2030: cifre e significato

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Rinnovo Yildiz Juventus

Il futuro della Juventus ha già un nome, un volto e persino un numero ben preciso. Kenan Yildiz non è più soltanto una promessa del calcio europeo: il suo rinnovo di contratto rappresenta molto di più di una semplice operazione di mercato. È l’inizio di un nuovo capitolo della storia bianconera, una dichiarazione d’intenti che va ben oltre cifre e scadenze.

La firma sul contratto non è un atto formale, ma un impegno pesante, simbolico, che definisce la direzione del club per i prossimi anni. La Juventus ha deciso di costruire il proprio progetto tecnico e identitario attorno al talento del suo numero 10, con un obiettivo chiaro: tornare a vincere, e farlo da protagonista in Italia e in Europa.


Rinnovo fino al 2030: una scelta fuori dal tempo moderno

La notizia è ufficiale: la Juventus ha annunciato il prolungamento del contratto di Kenan Yildiz fino al 2030, una durata che nel calcio di oggi equivale quasi a un’eternità. Parole semplici quelle pronunciate dal giocatore — “Sono molto felice, faremo grandi cose in futuro” — ma dense di significato.

Quel “faremo” non è casuale: racconta un senso di appartenenza già fortissimo, raro per un ragazzo di appena 20 anni, e soprattutto sintetizza l’ambizione condivisa tra giocatore e club.


I numeri del rinnovo: fiducia totale, senza compromessi

Anche i numeri parlano chiaro. L’accordo prevede un ingaggio da 6 milioni di euro netti a stagione, destinati a salire fino a 7 milioni più bonus. Una cifra che proietta Yildiz direttamente nell’élite dei giovani più pagati al mondo e che certifica come la Juventus non stia scommettendo solo sul potenziale, ma sul valore già attuale del giocatore.

A questo si aggiunge un ulteriore bonus da 6 milioni di euro legato alla firma e alla fedeltà al club. Non è solo un incentivo economico, ma un riconoscimento per un percorso fatto di pazienza, crescita e risposte concrete sul campo. In pochi anni, lo stipendio del talento turco è passato da circa 1,6 milioni a una base di 6 milioni: una crescita esponenziale che racconta meglio di qualsiasi slogan la fiducia totale della società.


Un’ascesa fulminea: dal Bayern alla maglia numero 10

Il percorso di Yildiz è quasi perfetto. Arriva nell’estate del 2022 a parametro zero dal Bayern Monaco, un colpo che oggi appare geniale. Brucia le tappe: Primavera, Next Gen, poi l’esordio in prima squadra sotto la guida di Massimiliano Allegri.

L’esplosione è rapida e convincente. La Juventus gli affida la maglia numero 10, simbolo assoluto del club, e ora arriva un rinnovo che è già storia. È il modello ideale che ogni grande società sogna per i propri giovani: scoperta, valorizzazione, consacrazione.


Un cambio culturale: Yildiz come nuova identità della Juve

Questo rinnovo non riguarda solo Yildiz, riguarda la Juventus nel suo complesso. È un vero cambio di rotta culturale. Il club lo ha definito apertamente “incedibile”: non in vendita, intoccabile.

Di fronte agli interessamenti di top club europei come Chelsea, Liverpool e Real Madrid, la risposta è stata netta: no. Un messaggio chiaro al mercato e all’Europa intera: il futuro bianconero passa da lui.


La maglia 10: il peso della storia e la risposta del talento

Alla Juventus, la maglia numero 10 non è una maglia come le altre. È quella di Sivori, Platini, Baggio e soprattutto Alessandro Del Piero. Affidarla a un ventenne significa consegnargli un’eredità enorme.

La risposta di Yildiz, però, è da leader maturo:
“Del Piero è una leggenda. Io sono all’inizio. Voglio costruire la mia storia.”

Umiltà, rispetto per il passato e ambizione feroce. Non vuole essere “il nuovo Del Piero”, ma il primo Kenan Yildiz.


Una scelta voluta dalla proprietà

Questa operazione non è una semplice mossa di mercato. È una decisione strategica che arriva dai vertici della società. L’intervento della proprietà, con John Elkann in prima linea, è stato decisivo.

Come spiegato anche dal dirigente Damien Comolli, il rinnovo di Yildiz rappresenta il primo passo di un percorso più ampio, destinato a segnare il prossimo ciclo bianconero.


Conclusione: una promessa e una sfida

Blindare Kenan Yildiz significa blindare un progetto. Significa avere un pilastro tecnico, una nuova identità e lanciare un messaggio chiaro a Serie A ed Europa: la Juventus ha fame, ambizione e il suo nuovo numero 10.

Resta ora la grande domanda, quella che accompagna ogni svolta storica:
il talento purissimo di Kenan Yildiz basterà a riportare la Juventus in cima, in Italia e in Europa?

La sfida, per lui e per il club, è appena iniziata.



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Sarri tra campo e sogni infranti: “Squadra meno pronta di prima”

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Maurizio Sarri conferenza stampa Formello vigilia Juventus Lazio

Alle 12:00 spaccate, Maurizio Sarri si è presentato davanti ai microfoni per fare il punto prima della delicata trasferta di Torino. Un intervento lucido, a tratti amaro, che conferma la distanza tra la sua visione tecnica e le ultime scelte del club.

Il mercato e la crescita dei giovani

Interpellato subito sulle operazioni di gennaio, il tecnico non ha usato giri di parole: “Sai cosa penso. Quella di prima era una squadra più pronta, questa ha ragazzi che devono crescere. Solo Taylor era più pronto, ma deve adattarsi. Per gli altri il percorso sarà più lungo”. Un giudizio che fa eco alla recente conferenza di Angelo Fabiani, evidenziando una divergenza di vedute sulla “prontezza” della rosa.

Il caso Romagnoli e le scelte tattiche

La buona notizia riguarda la difesa. Dopo il lungo braccio di ferro legato al mancato addio di Alessio Romagnoli, il difensore è pronto a tornare: “Si sta allenando molto bene, non vedo differenze. O domani o mercoledì va dentro”.

In avanti, Sarri sperimenta. Con l’assenza pesante di Zaccagni (“Infortunio strano e serio, deve rifare i controlli”), cresce l’ipotesi di Maldini come “falso nueve”: “Ha qualità, ci hanno provato tanti allenatori e ci provo anche io. Vediamo se non se lo mangiano i centrali della Juve”.

La difesa dei tifosi e l’attacco alle istituzioni

Uno dei passaggi più vibranti ha riguardato il clima che si respira attorno alla società e la contestazione che ha svuotato l’Olimpico. Sarri si è schierato apertamente con la gente:

“Giocare con 4mila persone è dura. La grande speranza è che si ricomponga questa cosa, ne abbiamo bisogno. Il blocco delle trasferte? Una pena collettiva inconcepibile e anticostituzionale. Il 95% dei tifosi non ha fatto niente e non può vedere la Lazio. È una sconfitta delle istituzioni.”

Il futuro e il “sogno”

Sul contratto e sul futuro, Sarri resta ancorato alla realtà ma chiede spazio per l’ambizione: “Ho un contratto, se non cambiano idea le parti si va avanti. Mi piacerebbe sognare, in questo momento l’obiettivo è far crescere quelli che ci sono. Mi diverto se alleno una squadra veramente forte, allora posso sognare”.


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Verso Juventus-Lazio: il ritorno di Romagnoli e la sfida a Spalletti

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Giocatori Lazio esultanza campo Juventus Lazio Allianz Stadium 2026

La ventiquattresima giornata di Serie A mette di fronte Juventus e Lazio in un incrocio che profuma di alta classifica, ma che per i biancocelesti è soprattutto l’esame di maturità dopo i segnali di vita visti nell’ultimo Lazio-Genoa. All’Allianz Stadium, Maurizio Sarri ritrova il suo passato cercando punti vitali per una rincorsa europea che resta l’unico obiettivo per salvare una stagione finora deludente.

Juventus-Lazio: orario e dove vederla in TV

Il match è in programma domenica 8 febbraio 2026 alle ore 20:45. La gara sarà trasmessa in diretta esclusiva su DAZN. Gli abbonati potranno seguire la sfida tramite smart TV, console di gioco o dispositivi come Amazon Fire TV Stick.

Per chi possiede l’abbonamento “Zona DAZN” su Sky, il match sarà visibile anche sul canale 214. Non è prevista la trasmissione in chiaro o su altre piattaforme.

Le scelte di Sarri: torna Romagnoli

La notizia più importante in casa biancoceleste riguarda la difesa. Dopo il caos delle ultime settimane e i retroscena sul mancato addio, Alessio Romagnoli torna al centro del villaggio. Sarà lui a guidare il reparto insieme a Gila, complice l’emergenza infortuni che vede ancora ai box Patric e Gigot.

A centrocampo, spazio ancora a Taylor, uno dei pochi volti nuovi arrivati dall’ultimo calciomercato della Lazio a convincere pienamente il tecnico. Davanti, senza Zaccagni, tridente obbligato con Isaksen, Pedro e Maldini nel ruolo di “falso nove”.

Spalletti tra dubbi e certezze

Dall’altra parte, la Juventus di Luciano Spalletti deve gestire i dubbi legati a Yildiz e Conceiçao, non al top della condizione. In attacco il canadese David è favorito su Openda per guidare il 4-2-3-1 dei bianconeri, che puntano a blindare il quarto posto e insidiare la zona podio.

LE PROBABILI FORMAZIONI

  • JUVENTUS (4-2-3-1): Di Gregorio; Kalulu, Bremer, Kelly, Cambiaso; Locatelli, Thuram; McKennie, Miretti, Yildiz; David. All. Spalletti.
  • LAZIO (4-3-3): Provedel; Marusic, Gila, Romagnoli, Nuno Tavares; Taylor, Cataldi, Basic; Isaksen, Maldini, Pedro. All. Sarri.

In un clima societario che resta teso nonostante le parole di Fabiani a Formello, la parola passa al campo. Riuscirà la Lazio a strappare punti in un Allianz Stadium che si preannuncia ostile?


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Fabiani a 360°: “Romagnoli uomo d’onore, ora abbassiamo i toni”

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Angelo Fabiani conferenza stampa Formello presentazione nuovi acquisti Lazio

Non si è nascosto Angelo Fabiani. Davanti ai cronisti, il Direttore Sportivo ha tracciato il bilancio di un mercato invernale complicatissimo, annunciando colpi per il futuro e provando a spegnere l’incendio che divampa fuori dai cancelli del centro sportivo.

Mercato: Pedraza è preso, Diogo Leite in stand-by

Il DS ha subito piazzato la notizia per il prossimo futuro: “Per completare il discorso del mercato in entrata c’è anche l’accordo chiuso con tanto di contratto firmato da Pedraza. A luglio vestirà la maglia della Lazio”. Su Diogo Leite, invece, la situazione è legata alle condizioni fisiche: “L’abbiamo seguito, c’è un accordo di massima con il suo avvocato. Ha avuto un infortunio, vedremo a stretto giro se vorrà legarsi alla Lazio così come doveva farlo prima dello stop”.

Il retroscena su Romagnoli: “L’unico con buon senso”

Il punto più caldo riguarda ovviamente il mancato trasferimento di Alessio Romagnoli in Qatar. Fabiani ha difeso a spada tratta il centrale, attaccando duramente l’entourage:

“Devo ringraziare Romagnoli, in tutta la vicenda è stato l’unico ad aver usato il buon senso. Se ha rifiutato il trasferimento perché ha rinunciato per principio [alle ultime mensilità, ndr], gli fa ancora più onore. Ma coloro che si sono messi in mezzo hanno mentito ad Alessio. Dovranno spiegare davanti al magistrato se erano al corrente o meno delle condizioni. Romagnoli è centralissimo nel progetto, è un professionista serio e ha capito tutto.”

Difesa della gestione e attacco ai critici

Fabiani non ha risparmiato stoccate a chi, come Massimo Piscedda o Luciano Moggi, ha criticato l’operato societario: “Caro Massimo, vienimele a dire in faccia certe cose. Io sono al servizio della Lazio, non sono il servo sciocco dei procuratori”. Ha poi rivendicato la crescita patrimoniale del club: “Dal mio avvento la Lazio è passata da 0 euro a circa 300 milioni di parco giocatori, basta guardare Transfermarkt. Ho dovuto rifondare tutto, dal settore giovanile alla Women”.

Un tavolo per la pace: la proposta ai tifosi

Sulla contestazione che ha portato lo stadio a svuotarsi contro il Genoa, Fabiani ha lanciato un appello inatteso:

“È giunto il momento di abbassare i toni, io per primo. Forse è arrivato il momento di promuovere una sorta di class action con tutti, sederci di fronte a un tavolo e discutere delle problematiche reali per un confronto costruttivo. La Lazio è un patrimonio di tutti i tifosi, non solo di chi la governa.”

Il rapporto con Sarri e Baroni

Infine, un chiarimento sugli allenatori. Su Baroni: “Mi ha comunicato di voler andare via prima del Lecce, non l’ho trattenuto. Tutto quello che è negativo non è sempre colpa della società”. Su Sarri, invece, parole di stima totale: “È un toscanaccio, un brontolone, ma è una garanzia per i tifosi. Ha un contratto di tre anni e vogliamo dare continuità al progetto”.


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Quali giocatori della Lazio puntano al Mondiale?

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Nations League, Italia-Israele: probabili formazioni e novità in vista per gli Azzurri

La stagione calcistica sta entrando nella sua fase decisiva e, oltre agli obiettivi di club, per molti calciatori inizia a farsi strada anche un pensiero fisso, vale a dire il Mondiale che si giocherà al termine dell’annata tra Canada, Messico e Stati Uniti d’America.

La Lazio è una squadra che, per qualità ed esperienza internazionale di diversi elementi presenti all’interno della sua rosa, potrebbe fornire più di un giocatore alle rispettive nazionali. Va ricordato, inoltre, che i gironi della Coppa del Mondo non sono ancora del tutto definiti: alcune nazionali devono ancora staccare il pass tramite i playoff in programma a marzo, che completeranno il quadro delle partecipanti.

Italia: Zaccagni in pole, più indietro gli altri

Guardando alla Nazionale italiana, il nome più caldo in casa biancoceleste per essere convocato in caso di qualificazione degli Azzurri alla Coppa del Mondo, è quello di Mattia Zaccagni. L’esterno offensivo, capitano della Lazio è stato tra i più continui per rendimento nelle ultime stagioni e ha già fatto parte del giro azzurro nelle recenti finestre internazionali. Proprio la sua capacità di incidere a suon di gol e assist, unita alla duttilità tattica, lo rende uno dei profili più credibili per una convocazione in vista del Mondiale.

Se la Nazionale riuscisse a superare l’ostacolo playoff di marzo (dovrà vedersela contro l’Irlanda del Nord in semifinale, e in caso di passaggio del turno con la vincente della sfida tra Galles e Bosnia ed Erzegovina) potrebbe essere la mina vagante del torneo. Infatti, nonostante le difficoltà degli ultimi anni, i pronostici sui Mondiali di calcio di Sportytrader mostrano l’Italia come possibile contendente, quotata a 10 insieme ad Argentina e Germania e subito dopo le grandi favorite Spagna, Brasile, Francia e Inghilterra.

Situazione decisamente diversa per gli altri italiani della rosa laziale. Nicolò Rovella era entrato stabilmente nel giro della Nazionale, ma dopo l’infortunio ha faticato a ritrovare continuità e minutaggio con la squadra di Sarri, e questo è un fattore che può pesare nelle scelte del commissario tecnico. Inutile calcolare Luca Pellegrini (per lui una sola presenza con la nazionale maggiore, risalente a novembre 2020). Poche chance anche per Daniel Maldini (non convocato negli ultimi quattro impegni dell’Italia), e Alessio Romagnoli (ultima convocazione azzurra nel 2023).

Inutile dire che per questi giocatori la strada verso un’eventuale convocazione in caso di partecipazione dell’Italia al Mondiale appare al momento piuttosto inverosimile, anche se una seconda parte di stagione ad altissimo livello, o qualche infortunio, potrebbero riaprire qualche spiraglio.

Danimarca: Isaksen può giocarsi le sue carte

Spostandosi sulla Nazionale danese, uno dei profili più interessanti è Gustav Isaksen. L’esterno offensivo della Lazio, per caratteristiche e ruolo, rientra perfettamente nelle rotazioni della Danimarca e ha buone probabilità di essere convocato per le sfide decisive che potrebbero portare alla qualificazione (anche i danesi saranno impegnati nei playoff per accedere al mondiale).

Il suo recente rendimento in crescita, impreziosito anche dal gol nell’ultima uscita contro la Juventus a Torino, può fargli ritrovare centralità nel progetto tecnico biancoceleste. Se dovesse mantenere questo livello di prestazioni, Isaksen ha ottime chance non solo di contribuire alla qualificazione danese, ma anche di ritagliarsi uno spazio importante nella rosa che prenderà parte al Mondiale.

Senegal, Dia ha buone chance di essere convocato

Infine, uno sguardo alla Nazionale senegalese, recente campione d’Africa e già certa della partecipazione alla prossima Coppa del Mondo. In questo caso il nome da seguire è quello di Boulaye Dia. L’attaccante della Lazio sta vivendo una stagione complicata dal punto di vista realizzativo e della continuità, ma resta un profilo che il Senegal conosce bene e ha fatto parte della squadra che ha trionfato in Marocco, pur non scendendo in campo nella finale.

In un contesto diverso, con compagni e meccanismi già rodati in nazionale, Dia potrebbe rappresentare una risorsa nel reparto avanzato. Molto dipenderà da come chiuderà la stagione con il club, ma l’ipotesi di vederlo tra i convocati per il Mondiale è piuttosto concreta.



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Lazio–Atalanta, Stadio ancora vuoto: la protesta continua contro la gestione Lotito

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La protesta non si ferma. Il tifo organizzato della Lazio ha diffuso nelle ultime ore un comunicato ufficiale via social annunciando la decisione di disertare nuovamente lo Stadio Olimpico in occasione della prossima gara casalinga contro l’Atalanta.

La Curva Nord non entrerà allo stadio e invita tutti gli altri tifosi a fare lo stesso. Un gesto estremo, doloroso, ma che viene considerato ormai l’unico strumento rimasto per manifestare il dissenso verso una gestione giudicata umiliante da larga parte della tifoseria biancoceleste.

Una protesta che nasce dal mercato (e non solo)

La decisione arriva dopo la chiusura di una sessione di mercato invernale che, secondo i tifosi, ha confermato una linea ormai chiara: nessuna volontà di rafforzare la squadra, nessun investimento reale, solo operazioni funzionali al bilancio.

Le cessioni di Castellanos e Guendouzi hanno portato risorse importanti, ma non sono state reinvestite per alzare il livello della rosa. Il messaggio percepito è netto: l’obiettivo non è competere, ma traghettare la stagione senza rischi, puntando a una salvezza tranquilla e alla sostenibilità economica.

Lazio–Genoa e lo stadio vuoto che ha fatto il giro del mondo

La gara contro il Genoa ha segnato uno spartiacque. Lo stadio quasi deserto non ha inciso in modo diretto sui conti del club, ma ha colpito duramente l’immagine della società. Le immagini dell’Olimpico vuoto hanno fatto il giro del mondo, dal Canada all’Australia, attirando per la prima volta l’attenzione internazionale non per risultati o colpi di mercato, ma per la protesta dei tifosi.

Media che fino a pochi giorni prima ignoravano la situazione Lazio hanno iniziato a porsi domande. Perché uno stadio storico come l’Olimpico è vuoto? Perché una tifoseria così passionale arriva a una scelta tanto drastica?

Un modello che fa scuola

Il gesto dei tifosi laziali non è passato inosservato nemmeno ad altre curve. In diversi contesti europei si parla apertamente di imitare questa forma di protesta: lo stadio deserto come atto di dissenso civile, pacifico, ma devastante dal punto di vista mediatico.

È qui che la protesta diventa potente: non colpisce le casse, ma la reputazione, l’immagine pubblica, l’esposizione internazionale di una proprietà che, fuori dall’Italia, è già poco rilevante sul piano sportivo.

La petizione cresce: oltre 36.000 firme

Parallelamente continua a crescere la petizione contro la gestione Claudio Lotito. Superate le 36.000 firme, un numero superiore a quello degli abbonati stagionali. Un dato oggettivo, che certifica come la maggioranza del tifo organizzato e non solo sia ormai stanca.

C’è ancora una minoranza che difende il presidente, ma il quadro generale è chiaro: il consenso è ai minimi storici. Anche testate nazionali che raramente si occupano della Lazio hanno ripreso la notizia, segno che la protesta ha ormai superato i confini del tifo locale.

Un’occasione mancata (ancora una volta)

Secondo molti tifosi, questa era l’occasione perfetta per smentire le critiche. Con i soldi incassati dalle cessioni, la società avrebbe potuto piazzare un colpo importante, lanciare un segnale di ambizione, cambiare la narrazione. Invece, ancora una volta, si è scelta la strada opposta.

Il confronto con altre realtà fa rumore. C’è chi, pur in difficoltà sportive, ha deciso di investire risorse personali per provare a salvare la squadra. Alla Lazio, invece, la percezione è che non venga messo un euro di tasca propria, nemmeno nei momenti più delicati.

Terzo anno senza sponsor e futuro incerto

Un altro dato pesa come un macigno: terzo anno consecutivo senza main sponsor. Un’anomalia per un club di Serie A, che alimenta ulteriormente il malcontento. E lo sguardo va già all’estate: senza Europa, con introiti ridotti, il rischio è quello di nuove cessioni eccellenti.

La sensazione diffusa è che il ciclo sia arrivato a un punto critico.

Conclusione: stadio vuoto anche contro l’Atalanta

A malincuore, ma con convinzione, la linea è stata tracciata: Lazio–Atalanta deve essere un’altra fotografia di dissenso. Uno stadio vuoto come messaggio chiaro, visibile, impossibile da ignorare.

È una scelta dura, che va contro la passione stessa del tifoso, ma che oggi viene vista come l’unica arma rimasta per far capire al mondo – e alla proprietà – quanto sia profonda la frattura.

Tu che ne pensi?
Lo stadio deserto è davvero l’unica strada possibile?
Scrivilo nei commenti e continua il confronto.



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Lazio, taglio costi anche in estate: a rischio Zaccagni

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Mattia Zaccagni infortunio tempi recupero Lazio news

Il calciomercato invernale si è chiuso, ma in casa Lazio le riflessioni sul futuro sono già iniziate. La sensazione, sempre più forte, è che quella appena conclusa non sia stata una semplice finestra di assestamento, bensì l’inizio di una strategia destinata a proseguire anche in estate.

Una strategia chiara: riduzione dei costi, abbassamento del monte ingaggi e ringiovanimento della rosa. Un piano che rischia di avere conseguenze pesanti anche dal punto di vista tecnico.

Mercato estivo legato all’Europa (che oggi non c’è)

Le scelte della dirigenza biancoceleste per luglio e agosto dipenderanno in larga parte dall’eventuale qualificazione alle coppe europee. Ma allo stato attuale, con la Lazio fuori da ogni competizione continentale, diventa complicato immaginare un cambio di rotta.

Senza gli introiti UEFA, il club dovrebbe continuare sulla linea tracciata a gennaio: più cessioni che investimenti, con operazioni motivate dal “ringiovanimento”, ma in realtà funzionali soprattutto al contenimento dei costi.

Dopo Castellanos e Guendouzi, altri big in uscita

Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, l’operazione di taglio proseguirà partendo dai giocatori con gli ingaggi più elevati. Dopo le cessioni di Castellanos e Guendouzi, altri nomi importanti finiscono sotto osservazione.

Il primo è Alessio Romagnoli, già al centro di una vicenda complessa e con un futuro sempre più lontano da Formello. Ma la vera notizia è che anche Mattia Zaccagni, capitano e simbolo della squadra, non è più intoccabile.

Una possibile uscita che avrebbe un peso enorme non solo tecnico, ma anche identitario.

Zaccagni a rischio: scelta economica o segnale di ridimensionamento?

Zaccagni rappresenta la Lazio dentro e fuori dal campo. È il capitano, uno dei volti più riconoscibili, un riferimento per i tifosi. Eppure, il suo ingaggio lo rende uno dei profili sacrificabili in un’ottica di sostenibilità finanziaria.

Una sua cessione sarebbe un segnale chiarissimo: la priorità non è la competitività immediata, ma l’equilibrio di bilancio.

Gli altri nomi sul tavolo

La lista dei possibili partenti è lunga:

  • Lazzari: può uscire in caso di offerta
  • Gila: a un anno dalla scadenza, senza segnali di rinnovo
  • Nuno Tavares: trattenuto a gennaio, ma sotto esame
  • Pellegrini: da valutare, pesa l’ingaggio sopra i 2 milioni
  • Marusic: ha rinnovato e resterà anche il prossimo anno

Una situazione che conferma come nessun reparto sia realmente al sicuro.

“Taglia e cuci”: il piano della Lazio

Il Corriere dello Sport ha definito questa strategia come un’operazione di “taglia e cuci”: vendere i profili più costosi, inserire giocatori giovani e abbassare drasticamente il monte ingaggi.

Il problema è che, senza un mix equilibrato tra esperienza e talento, il rischio è quello di costruire una squadra incompleta e poco competitiva, soprattutto se dovesse arrivare una seconda stagione consecutiva senza Europa.

Ed è proprio questo lo scenario che più preoccupa la società: salari difficili da sostenere senza ricavi europei.

Un bivio decisivo per il futuro

La Lazio è davanti a un bivio. Continuare con una politica di puro contenimento o tentare una ricostruzione più ambiziosa, accettando qualche rischio economico.

Le prossime settimane e, soprattutto, il finale di stagione diranno se la strategia attuale verrà confermata o se ci sarà spazio per un cambio di visione. Ma una cosa appare sempre più chiara: l’estate sarà caldissima, e nessun nome può più essere considerato intoccabile.



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Sabatini: “La Lazio è dei tifosi. Senza pubblico il calcio muore”

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Le parole di Walter Sabatini, intervenuto in collegamento a Quelli che…, offrono una fotografia intensa e senza filtri della Lazio di ieri e di oggi. Un racconto che intreccia memoria personale, analisi tecnica e una riflessione profonda sul ruolo dei tifosi nel calcio moderno.

“Mesi eroici alla Lazio”: il rapporto con Lotito

Sabatini parte dal passato, definendo la sua esperienza alla Lazio come “pregna” ed “eroica”. Un periodo segnato anche da un momento personale difficilissimo, dopo una squalifica ritenuta ingiusta, in cui il presidente Claudio Lotito gli diede fiducia permettendogli di lavorare.

Il giudizio sul patron biancoceleste è complesso ma sincero:
Lotito viene descritto come leale e diretto, protagonista assoluto nella vita quotidiana, brillante e trascinante nei rapporti umani, molto meno accomodante quando si entra nel terreno economico.

“È il presidente delle grandi imprese, ma sbaglia spesso le piccole cose. E nel calcio le piccole cose sono grandi”.

Una frase che racchiude molte delle contraddizioni della gestione laziale.

Lazio in stallo: fiducia totale in Sarri

Guardando all’attualità, Sabatini parla di una Lazio in stallo, in un momento di passaggio che richiede tempo e scelte coraggiose. La fiducia in Maurizio Sarri è però totale: un allenatore definito importantissimo, serio e profondamente attaccato al lavoro.

Secondo Sabatini, la squadra oggi si esprime in maniera timida e poco sarriana, e questo non può essere attribuito esclusivamente alla qualità dei giocatori. In passato la Lazio aveva raggiunto livelli tecnici molto alti; per tornarci, servirebbe un mercato “prepotente”, anche se le dinamiche amministrative restano un’incognita.

“I club sono dei tifosi”: il messaggio più forte

Il passaggio più potente dell’intervento riguarda il rapporto tra club e tifoseria. Sabatini è netto:
i club appartengono ai tifosi, sono loro a costruirne la storia e l’identità.

“Ve lo immaginate un grande club senza pubblico? Il Liverpool con lo stadio vuoto?”

Una provocazione che pesa come un macigno, soprattutto in un momento in cui l’Olimpico ha mostrato immagini di desolante silenzio. Per Sabatini il calcio è, prima di tutto, emozione, appartenenza, amore.

Maldini e Taylor: talento e adattamento

Non manca un passaggio sui singoli. Daniel Maldini viene descritto come un giocatore molto forte, tecnicamente splendido, ma ancora alla ricerca di una vera identità tattica. Una qualità che è anche, paradossalmente, il suo limite.

Su Kenneth Taylor, Sabatini è chiaro:
chi gioca oltre 150 partite con l’Ajax è un giocatore vero. Ora il centrocampista deve adattarsi a un calcio più agonistico, ma il primo gol rappresenta un segnale incoraggiante.

Il rimpianto Sarri e il valore del player trading

C’è spazio anche per una confessione personale: Sarri è uno dei grandi rimpianti della carriera di Sabatini, insieme a Bielsa. Un errore di valutazione che ancora pesa.

Infine, una considerazione chiave sul calcio moderno:
il player trading non è un’opzione, ma una necessità. È la salvezza dei club che non possono competere solo con la forza economica.

I colpi del passato: Kolarov, Zarate e il mercato lampo

Sabatini ricorda con orgoglio alcune operazioni simbolo: la forte spinta per portare Kolarov alla Lazio, la gestione di Muslera ancora troppo giovane per essere pronto, e soprattutto il famoso giorno dei nove acquisti finali, possibile solo grazie al lavoro incessante sul mercato.

Su Zárate, nessun dubbio:

“Avevo detto subito di prenderlo”.

Conclusione

Le parole di Walter Sabatini vanno oltre la semplice analisi sportiva. Sono un manifesto culturale: senza tifosi, senza coinvolgimento emotivo, il calcio perde la sua anima.

La Lazio, oggi più che mai, è chiamata a ritrovare una dimensione coerente con la propria storia. E questo percorso non può prescindere dalla sua gente, vera custode dell’identità biancoceleste.



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Lazio, lo stadio vuoto come unica protesta efficace: perché i tifosi devono resistere

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Per Lazio-Genoa venduti appena 200 biglietti: il tifo organizzato annuncia la protesta e l’Olimpico rischia di essere deserto.

Il mercato invernale ha segnato un punto di rottura definitivo tra la tifoseria e la società. Non tanto per i nomi arrivati, quanto per il messaggio complessivo che emerge dalle scelte del club: la Lazio non viene più gestita con l’obiettivo di competere, ma esclusivamente con quello di non perdere valore economico.

È da qui che nasce una protesta diversa, più dura, ma anche più efficace: lo stadio vuoto.

Un sacrificio doloroso, ma necessario

Per il tifoso laziale andare allo stadio non è un’abitudine, è un rito. Molti hanno vissuto la Curva Nord per anni, seguendo la squadra in Serie B, nei momenti più difficili e in quelli esaltanti. Proprio per questo, scegliere di non entrare all’Olimpico rappresenta un gesto forte, quasi contro natura.

Eppure, dopo Lazio–Genoa, una cosa è diventata evidente:
le proteste tradizionali non funzionano più.

Cori contro la società, striscioni, contestazioni limitate ai primi minuti di gioco non producono alcun effetto concreto. Non generano pressione, non spostano equilibri, non aprono riflessioni.

Lo stadio vuoto, invece, sì.

Lazio–Genoa: il segnale che ha fatto rumore

L’Olimpico semi-deserto contro il Genoa ha avuto una risonanza enorme. Se ne è parlato sui giornali, nei programmi sportivi, sui social e persino all’estero. È stata una fotografia impietosa, ma potentissima: una squadra senza popolo sugli spalti.

Ed è proprio questo il punto.
La Lazio, per il suo presidente, non è solo una squadra di calcio. È anche uno strumento di visibilità, di potere, di legittimazione pubblica.

Senza il pubblico, quella visibilità svanisce.

Lotito, politica e calcio: un equilibrio fragile

È inutile girarci intorno: Claudio Lotito ha costruito negli anni un sistema in cui la Lazio è parte integrante del suo peso pubblico. Senza la Lazio, Lotito non sarebbe una figura centrale nel dibattito sportivo e politico.

Ecco perché uno stadio vuoto rappresenta un problema enorme.
Non solo sportivo, ma d’immagine, mediatico e politico.

La pressione non arriva più solo dai tifosi, ma si estende ai media nazionali e internazionali, mettendo in difficoltà anche chi, fino a poco tempo fa, difendeva apertamente la gestione societaria.

La stampa cambia tono: un segnale da non ignorare

Un altro elemento da sottolineare è il cambio di atteggiamento di parte della stampa sportiva. Testate che per anni avevano sostenuto la linea societaria oggi parlano apertamente di ridimensionamento, di mercato insufficiente, di scollamento totale con la tifoseria.

Il voto al mercato invernale, le analisi critiche, gli editoriali sempre più duri non sono casuali. Sono la conseguenza diretta di una protesta che finalmente ha bucato il muro dell’indifferenza.

Perché tornare subito allo stadio sarebbe un errore

Dopo una sola partita di protesta, tornare immediatamente sugli spalti significherebbe lanciare un messaggio chiaro:
non siamo in grado di resistere.

È comprensibile, umano, ma controproducente.

Se la tifoseria riuscisse a mantenere questa linea per due, tre, quattro partite casalinghe, l’impatto sarebbe devastante. Nessuna società, nessun presidente può permettersi a lungo un Olimpico vuoto senza subirne le conseguenze.

Non è contro la Lazio, è per la Lazio

È importante chiarirlo: questa protesta non è contro la squadra.
È una protesta per la Lazio.

Per una Lazio che torni a essere ambiziosa.
Per una Lazio che non viva solo di equilibrio di bilancio.
Per una Lazio che restituisca ai tifosi almeno il diritto di sognare.

Il mercato invernale ha dimostrato che la direzione intrapresa è un’altra. E proprio per questo, fermarsi ora sarebbe l’errore più grande.

Conclusione: resistere oggi per cambiare domani

Disertare lo stadio è un sacrificio. Nessuno lo nega.
Ma è anche l’unica forma di protesta che ha dimostrato di funzionare davvero.

La Lazio ha bisogno dei suoi tifosi.
E proprio per questo, oggi, i tifosi devono avere il coraggio di fare un passo indietro per costringere chi comanda a farne uno avanti.

Tu che ne pensi?
Lo stadio vuoto è davvero l’unica arma rimasta?
Scrivilo nei commenti e continua il dibattito.



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L’ombra di Corona su Lotito: “Presto mi occuperò di lui”

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Fabrizio Corona annuncio servizio Claudio Lotito Peppy Night 2026

Proprio quando pensavi che la tensione intorno alla S.S. Lazio avesse raggiunto il limite, ecco che arriva il carico da novanta. In un clima già pesantissimo, con la piazza in rivolta e i risultati del calciomercato Lazio che faticano a convincere, si apre un nuovo fronte mediatico che promette di scuotere le fondamenta della presidenza.

“Mi occuperò di lui”: la promessa di Corona

Ospite del programma Peppy Night su Canale 21, Fabrizio Corona ha lanciato un avvertimento diretto al numero uno biancoceleste. “Presto mi occuperò di Lotito, penso nella prossima puntata”, ha dichiarato l’ex re dei paparazzi. Parole che pesano come macigni, considerando che Lotito non è solo il presidente del club, ma anche un Senatore della Repubblica.

Che si tratti di dinamiche legate alla gestione societaria o di retroscena politici, l’annuncio arriva in un momento di estrema fragilità per la dirigenza, reduce dalla figuraccia mediale del video contro la petizione dei tifosi.

Uno stadio vuoto contro la narrazione ufficiale

Chi ancora difende questa gestione parlando di “minoranza rumorosa” dovrebbe guardare le immagini di Lazio-Genoa. L’Olimpico deserto è la risposta definitiva a chi cerca di sminuire la contestazione contro Lotito. Le oltre 30.000 firme raccolte non sono un numero virtuale, ma il grido di una tifoseria che non accetta più di essere derisa da video ufficiali che mettono in dubbio la modalità delle firme stesse.

FattoRealtà dei fatti
Video SocietarioPrende in giro la petizione
Risposta PiazzaStadio quasi totalmente vuoto
Caso RomagnoliFumata nera per il Qatar
CoronaAnnuncia un’inchiesta imminente

Un club in ostaggio

Mentre si attende di capire cosa rivelerà Corona, la realtà quotidiana parla di un ambiente tossico. Dalla gestione del caso Romagnoli — bloccato a Formello nonostante fosse pronto a rinunciare a tre mesi di stipendio — fino alla mancanza di un editoriale della Lazio che faccia un mea culpa onesto, la sensazione è quella di un club isolato.

Trattare i propri sostenitori come “zombie” o “ossessionati” è l’ultimo atto di una presidenza che ha smarrito la bussola. Se anche l’informazione d’assalto ora punta i riflettori su Roma Nord, il rischio è che il castello di carta inizi davvero a crollare.


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Fabiani “pompiere” nel caos Romagnoli: una tregua armata fino a giugno

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Angelo Fabiani colloquio serio Formello Alessio Romagnoli

Mentre la presidenza continua il muro contro muro, a Formello c’è chi prova a raccogliere i cocci di un vaso ormai frantumato. Angelo Fabiani si è ufficialmente caricato sulle spalle il compito più difficile: fare da mediatore tra Alessio Romagnoli e Claudio Lotito. Non si parla di rinnovo, quello è un miraggio svanito, ma di pura sopravvivenza sportiva.

La diplomazia del DS

Fabiani sta portando avanti un’opera certosina per evitare che la stagione affondi definitivamente. Il Direttore Sportivo sa che Romagnoli è fondamentale per le gerarchie di Sarri e sta cercando di isolare il calciatore dalle tossine societarie. L’obiettivo è chiaro: garantire che il numero 13 dia il massimo fino a giugno, nonostante il rapporto con il patron sia ai minimi storici.

Un sacrificio ignorato

Il retroscena che emerge è clamoroso e smonta ogni accusa di “mercenarismo”: Romagnoli era arrivato a firmare la rinuncia a tre mesi di stipendio pur di liberarsi e andare all’Al-Sadd. Ha dato ragione alla società pur di andarsene, ma non è bastato. È l’ennesima dimostrazione di una professionalità che non è mai venuta meno, nonostante tre anni e mezzo di promesse societarie mai mantenute.

Verso la Juve tra i mugugni

Attualmente fermo per un affaticamento muscolare, Romagnoli sta facendo di tutto per tornare a disposizione per la sfida contro la Juventus. La sua integrità non è in discussione, a differenza della gestione di chi dovrebbe tutelare il patrimonio tecnico della squadra. Fabiani lavora ai fianchi, cerca di ricucire l’irreparabile, sapendo però che la scelta del difensore è presa: a fine stagione sarà addio.

Resta da chiedersi quanto potrà reggere questa “tregua armata” in un ambiente dove il 95% della tifoseria è ormai in rivolta aperta contro una gestione che sembra godere nel distruggere i propri simboli.


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Lazio, Dia e Noslin sotto esame: gol pochi, futuro in bilico

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Formazioni ufficiali Lecce Lazio Serie A 2026 Maurizio Sarri

Il girone di ritorno come ultimo appello. In casa Lazio, il futuro di Boulaye Dia e Tijjani Noslin è tutt’altro che garantito. I due attaccanti si giocano non solo una maglia, ma anche la permanenza nella Capitale oltre il mese di giugno.

Come evidenziato dal Corriere dello Sport, il rendimento offensivo dei due è stato finora insufficiente, al punto da spingere la società a valutare eventuali cessioni già nella sessione di gennaio.


Numeri impietosi: tre gol complessivi

I dati raccontano più di mille analisi.
Dia e Noslin hanno segnato appena tre gol in due.

  • Dia: un solo gol, realizzato alla seconda giornata contro il Verona, il 31 agosto. Da allora, un lungo digiuno che pesa come un macigno.
  • Noslin: due reti. La prima all’Olimpico contro il Lecce, la seconda – forse la più significativa – nella trasferta di Parma.

Proprio a Parma, Noslin fu decisivo in una delle rare soddisfazioni stagionali: Lazio in nove uomini per le espulsioni di Mattia Zaccagni e Toma Basic, gol vittoria a otto minuti dalla fine. Un lampo, però, rimasto isolato.


Gennaio sullo sfondo: mercato sfiorato

Il bottino offensivo ridotto ha inevitabilmente rimesso entrambi sul mercato. La Lazio, durante la sessione invernale, si è detta pronta ad ascoltare eventuali offerte. Alla fine, nessuna cessione si è concretizzata, ma il messaggio è stato chiaro: la fiducia non è incondizionata.

Dia e Noslin sono rimasti, ma con una prospettiva diversa: giocarsi tutto nel girone di ritorno.


Maldini e Ratkov complicano tutto

La situazione dei due attaccanti si è ulteriormente complicata con i movimenti in entrata.

L’arrivo di Daniel Maldini ha fornito a Maurizio Sarri una nuova soluzione offensiva. Maldini è stato subito testato come falso nueve, schierato al centro del tridente, segnale evidente di come le gerarchie possano essere ridiscusse.

A questo si aggiunge Petar Ratkov, centravanti puro acquistato a titolo definitivo. Un investimento fortemente voluto da Lotito e Fabiani, che vedono nel serbo un profilo su cui costruire il futuro dell’attacco biancoceleste.


Genoa, la fotografia delle nuove gerarchie

La partita di venerdì contro il Genoa è stata una fotografia piuttosto eloquente:

  • Dia è rimasto in panchina per tutta la gara, senza mai entrare.
  • Noslin è stato utilizzato solo nel finale, largo sulla fascia, lontano dal cuore dell’attacco.

Segnali chiari di un ribaltamento possibile nelle gerarchie offensive, con Maldini e Ratkov sempre più centrali nel progetto immediato e futuro.


Ultimo appello nel girone di ritorno

Il messaggio è inequivocabile: serve un segnale forte, e serve subito.
Dia e Noslin hanno ancora mesi a disposizione per dimostrare di poter essere utili alla Lazio, ma il tempo della pazienza sembra finito.

La fiducia c’è, ma è a tempo.
Giugno non è lontano, e almeno uno dei due rischia seriamente di salutare la Capitale.



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Lazio, Romagnoli in dubbio per la Juve: Sarri studia alternative

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Maurizio Sarri durante l'allenamento a Formello vigilia Lazio Genoa 2026

Continuano le verifiche in casa Lazio sulle condizioni di Alessio Romagnoli, che anche oggi non ha preso parte all’allenamento collettivo dopo i giorni di riposo concessi alla squadra.

Il difensore centrale prosegue infatti un lavoro personalizzato, necessario per smaltire un affaticamento che lo accompagna ormai da alcune settimane. Una situazione che mette seriamente in dubbio la sua presenza nella delicata trasferta contro la Juventus.


Affaticamento persistente: la situazione

Romagnoli è seguito con attenzione dallo staff medico biancoceleste, che monitora quotidianamente l’evoluzione del problema. Non si tratta di un infortunio grave, ma di una condizione fisica che richiede prudenza, soprattutto considerando il carico di partite e il momento della stagione.

Le sedute dei prossimi giorni saranno decisive per capire se il difensore potrà:

  • rientrare gradualmente in gruppo
  • essere convocato almeno per la panchina
  • oppure osservare un ulteriore stop precauzionale

Al momento, nessuna decisione definitiva è stata presa.


Un’assenza che peserebbe

L’eventuale forfait di Romagnoli rappresenterebbe un problema rilevante per Maurizio Sarri. Il centrale è uno dei punti di riferimento della linea difensiva, non solo per rendimento ma anche per leadership ed esperienza.

In una partita chiave per la corsa europea, perdere il difensore più affidabile significherebbe dover ridisegnare l’assetto arretrato contro un avversario di alto livello.


Tra campo e tensioni extra

La situazione fisica di Romagnoli si intreccia anche con un periodo non semplice dal punto di vista ambientale. Nelle ultime settimane il difensore ha dovuto convivere con voci di mercato e tensioni che hanno agitato l’ambiente, elementi che inevitabilmente incidono sulla gestione complessiva del giocatore.

Ora, però, la priorità è una sola: recuperare pienamente la condizione e tornare a dare continuità alla squadra in un finale di stagione che si preannuncia decisivo.


Difesa da ridisegnare contro la Juve

In attesa di capire se Romagnoli potrà recuperare, Sarri ha già iniziato a studiare le possibili alternative per la gara di Torino. Le scelte in difesa diventano centrali in una sfida in cui serviranno:

  • attenzione costante
  • compattezza tra i reparti
  • letture difensive impeccabili

Le prossime sedute di allenamento chiariranno quale sarà l’assetto definitivo, con lo staff tecnico pronto ad adattare la linea difensiva in base alle condizioni dei singoli e alle caratteristiche dell’avversario.


Situazione in evoluzione

La sensazione è che tutto verrà deciso all’ultimo, senza forzature. La Lazio non vuole correre rischi inutili, ma allo stesso tempo spera di recuperare uno dei suoi pilastri per una partita che può indirizzare la stagione.

Romagnoli resta in forte dubbio, la Juventus attende.
Le prossime 48 ore diranno molto.



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Lazio, rinnovo Basic in bilico: Sarri spinge, il club prende tempo

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Toma Basic esulta con enfasi dopo aver segnato un gol con la maglia della Lazio, simbolo della sua ritrovata titolarità.

Il futuro di Toma Basic alla Lazio sembrava ormai definito. E invece, a sorpresa, è ancora tutto da scrivere. A svelarlo è stato lo stesso centrocampista croato dopo la gara contro il Genoa, con parole semplici ma significative:

“Io ho accettato l’offerta, dopo non è successo nulla. Posso dire solo questo”.

Una frase che apre scenari inattesi e che riporta al centro dell’attenzione la gestione dei rinnovi in casa Lazio.


L’offerta di gennaio e lo stop improvviso

Il riferimento di Basic è alla proposta di rinnovo presentata dalla Lazio il 6 gennaio. Come riportato da Il Messaggero, circa un mese fa il croato era pronto a firmare un prolungamento fino al 2030, con un ingaggio da 1,8 milioni di euro a stagione.

Un accordo che, di fatto, era stato raggiunto. Poi però qualcosa è cambiato. La società biancoceleste ha deciso di rimandare la firma alla scadenza di giugno, congelando una trattativa che sembrava ormai chiusa.

Una scelta che ha sorpreso il giocatore e che rischia di avere conseguenze anche sul piano emotivo.


Sarri lo considera fondamentale

Dal punto di vista tecnico, la posizione di Maurizio Sarri è chiarissima. L’allenatore ha sempre difeso Basic, soprattutto nei momenti più complicati, e dopo il gol vittoria contro la Juventus di Tudor lo aveva addirittura blindato pubblicamente:

“È l’unico incedibile e merita il rinnovo”.

Parole forti, che testimoniano quanto Sarri consideri Basic una pedina fondamentale nel suo sistema di gioco, soprattutto in una stagione segnata da infortuni, cessioni e continue emergenze a centrocampo.


Il rischio demotivazione

Non è un caso che Sarri, secondo quanto filtra da Formello, abbia tornato a spingere sul rinnovo anche nelle ultime settimane. L’obiettivo del tecnico non è solo tecnico, ma anche gestionale: evitare di demotivare il calciatore in un momento estremamente delicato per la squadra.

Basic, negli ultimi mesi, è passato da esubero a titolare fisso, ritagliandosi un ruolo centrale nello spogliatoio e sul campo. Rinviare una firma già concordata rischia di minare quella serenità che Sarri considera indispensabile.


Strategia societaria o semplice prudenza?

Dal punto di vista della società, la decisione di rimandare a giugno potrebbe essere legata a valutazioni più ampie:

  • incertezza sul prossimo mercato
  • necessità di verificare parametri economici
  • volontà di avere un quadro definitivo sul futuro tecnico

Tuttavia, il messaggio che arriva all’esterno è ambiguo. Da una parte una proposta accettata, dall’altra uno stop senza spiegazioni ufficiali.


Un nodo che pesa sul centrocampo

In una Lazio che ha già perso certezze importanti a centrocampo, la situazione Basic rappresenta un altro nodo irrisolto. Il croato ha dimostrato affidabilità, disponibilità e rendimento. Tenerlo in sospeso fino all’estate potrebbe trasformarsi in un boomerang, soprattutto se il giocatore dovesse sentirsi messo in discussione dopo aver detto sì al club.


Conclusione

Il rinnovo di Toma Basic non è saltato, ma è entrato in una zona grigia.
L’accordo c’è, la volontà del giocatore pure.
Manca solo la decisione finale della società.

Sarri aspetta, Basic pure.
E in una stagione già segnata da tensioni e incertezze, anche i dettagli contano.



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Lazio, Diogo Leite resta un obiettivo: accordo verbale e attesa sui medici

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Diogo Leite nuovo difensore della Lazio in azione con l'Union Berlino

Il trasferimento è solo rimandato, almeno così sembra. La Lazio continua a lavorare sotto traccia per Diogo Leite, difensore centrale dell’Union Berlino, in scadenza di contratto a giugno.

La possibile cessione di Alessio Romagnoli a gennaio aveva infatti spinto il club biancoceleste a muoversi con decisione sul mercato dei centrali, individuando subito nel portoghese il profilo ideale per rinforzare la difesa.

Il piano di gennaio e lo stop improvviso

Diogo Leite era stato bloccato immediatamente dalla Lazio. L’idea era chiara: farlo arrivare già nel mercato invernale, con un indennizzo all’Union Berlino, subito dopo la partenza di Romagnoli verso l’Al Sadd.

Il tira e molla con il club qatariota, però, si è concluso con un nulla di fatto. Romagnoli è rimasto a Roma e, di conseguenza, Leite non è partito per l’Italia, facendo saltare un’operazione che sembrava già impostata.

Accordo verbale confermato

Nonostante lo stop di gennaio, la Lazio non ha abbandonato la pista. Al contrario, con il calciatore esiste ancora un accordo verbale, che potrebbe trasformarsi in un trasferimento a parametro zero a fine stagione.

Secondo quanto raccolto, nei prossimi giorni il direttore sportivo Angelo Fabiani potrebbe volare in Portogallo insieme agli avvocati del club per provare a mettere nero su bianco l’intesa raggiunta con il difensore.

Prima i certificati medici

C’è però una condizione imprescindibile. Prima di firmare qualsiasi documento, la Lazio vuole visionare con attenzione i certificati medici di Diogo Leite. Il motivo è legato a quanto accaduto nell’ultima gara disputata dal portoghese contro l’Hoffenheim, quando il centrale ha accusato un problema fisico piuttosto serio, culminato anche con un’autorete.

La società biancoceleste non intende correre rischi: senza chiarezza sulle condizioni fisiche, l’operazione non verrà chiusa.

Cresce la concorrenza

Nel frattempo, come riportato da Gianluca Di Marzio, il profilo di Diogo Leite continua ad attirare attenzioni. Le squadre interessate sarebbero in aumento.

Oltre alla Fiorentina – che nel frattempo ha già preso Daniele Rugani – si sarebbero informate anche Borussia Dortmund e Roma, che nei giorni scorsi avrebbe chiesto informazioni sul giocatore.

La concorrenza, quindi, è destinata ad aumentare, soprattutto se il difensore dovesse fornire garanzie sul piano fisico.

Nulla è ancora deciso

Il quadro resta fluido. La Lazio ha un vantaggio temporale grazie all’accordo verbale, ma nulla è ancora deciso. Molto dipenderà:

  • dalle condizioni fisiche di Leite
  • dalla rapidità con cui il club riuscirà a formalizzare l’intesa
  • dall’eventuale inserimento concreto di altri club

Una cosa è certa: il piano difensivo della Lazio per l’estate passa ancora da Diogo Leite. Romagnoli è rimasto, ma il progetto non è cambiato. Ora la palla passa ai documenti… e alle visite mediche.



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⚽ Serie A e debiti: quali sono i club più indebitati nel 2025?

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Serie A sempre più indebitata: Juventus, Inter e Roma guidano la classifica 2025. Tutti i dati su debiti e sostenibilità finanziaria.

Il tema della sostenibilità finanziaria nel calcio italiano torna prepotentemente d’attualità.
Secondo l’analisi pubblicata da Calcio e Finanza sui bilanci delle società che hanno partecipato alla Serie A 2024/25, al 30 giugno 2025 l’indebitamento complessivo dei club ha raggiunto quota 4,89 miliardi di euro, in aumento rispetto ai 4,72 miliardi della stagione precedente.

Un dato che interrompe la fase di relativa stabilità degli ultimi anni e riporta il calcio italiano su livelli di esposizione finanziaria elevati, seppur inferiori ai picchi registrati durante l’emergenza Covid.

Ma quali sono i club più indebitati della Serie A? E soprattutto: chi è davvero a rischio?


📊 Indebitamento lordo Serie A: la classifica 2025

Partendo dall’indebitamento lordo, ovvero il totale dei debiti senza considerare la liquidità disponibile, emerge una classifica molto chiara.

Al primo posto troviamo la Juventus, che supera i 740 milioni di euro di debiti lordi, in forte crescita rispetto ai 638,9 milioni dell’anno precedente. A incidere è soprattutto il ricorso al factoring, che pesa per circa 255 milioni.

Segue l’Inter, con circa 660 milioni di euro, dato in calo rispetto ai 734,8 milioni del 2024 grazie al rifinanziamento del debito tramite un nuovo bond.

Sul terzo gradino del podio c’è la Roma, con 611 milioni di euro, in lieve diminuzione rispetto all’esercizio precedente. In questo caso incidono in modo significativo i finanziamenti dei soci, destinati però a essere convertiti in capitale.

Subito dietro troviamo:

  • Milan: 391 milioni
  • Lazio: 303 milioni
  • Napoli: circa 300 milioni

Tra i club con esposizioni comunque rilevanti figurano anche Genoa, Atalanta e Bologna, mentre a chiudere la classifica troviamo Venezia e Lecce, con debiti lordi inferiori ai 70 milioni.


📉 Debiti finanziari netti: il dato che conta davvero

Se l’indebitamento lordo offre una fotografia generale, il parametro più significativo per valutare la sostenibilità reale dei club è quello dei debiti finanziari netti, calcolati sottraendo la liquidità disponibile dai debiti finanziari.

È proprio questo l’indicatore più utilizzato da UEFA, investitori e analisti economici.

Anche in questa classifica la Juventus resta il club più esposto, con 302,8 milioni di euro di debiti finanziari netti, in aumento rispetto alla stagione precedente.

Alle sue spalle troviamo l’Inter, con 248,4 milioni, un dato in miglioramento grazie a una liquidità superiore ai 118 milioni.

Questi numeri spiegano perché, al di là dei risultati sportivi, la gestione finanziaria sia diventata un tema centrale per il futuro del calcio italiano.


❗ Sostenibilità o vittorie? Il dilemma della Serie A

La crescita dell’indebitamento complessivo solleva una domanda inevitabile:
👉 il sistema Serie A è sostenibile nel lungo periodo?

Molti club continuano a investire per restare competitivi, spesso accettando un aumento dell’esposizione finanziaria. Altri puntano su modelli più prudenti, ma rischiano di restare indietro sul piano sportivo.

Il calcio italiano si trova così davanti a un bivio:
vincere oggi, rischiando domani, oppure costruire con maggiore equilibrio?


🗣️ Conclusione

I dati al 30 giugno 2025 mostrano un campionato ancora fortemente indebitato, con poche società realmente in equilibrio e molte che camminano su una linea sottile tra ambizione sportiva e sostenibilità economica.

La sensazione è che il problema non sia più rinviabile.
E la prossima stagione potrebbe essere decisiva.

👉 Tu da che parte stai?
Meglio un calcio più sostenibile o continuare a inseguire i risultati a ogni costo?



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Lazio, mercato in attivo: +25 milioni e monte ingaggi ridotto

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La Lazio ha chiuso il mercato con un saldo positivo di 25 milioni, plusvalenze e monte ingaggi ridotto: tutti i numeri dell’operazione.

Con la riapertura del mercato decisa dalla nuova Commissione, la Lazio ha operato dando l’impressione di muoversi a saldo zero. In realtà, come evidenziato da Il Messaggero, i numeri raccontano una storia molto diversa: il bilancio tra entrate e uscite è nettamente in attivo.

I conti parlano chiaro: 59,7 milioni di euro incassati contro 34,4 milioni spesi, per un saldo positivo di 25,3 milioni, senza considerare bonus futuri ed eventuali riscatti. Un risultato che assume un peso ancora maggiore se inserito nel contesto delle nuove regole economico-finanziarie.


Un mercato pensato per il bilancio

Oltre al saldo attivo, la Lazio ha registrato quasi 50 milioni di plusvalenze e un sensibile alleggerimento del monte ingaggi. Due elementi chiave in vista della “fotografia di bilancio” di marzo, quando verrà valutato il parametro del costo del lavoro allargato, che dovrà rientrare nel limite del 70%.

Il rispetto di questo parametro sarà determinante per il prossimo mercato estivo, che potrà tornare ad essere “libero” solo in caso di piena conformità ai criteri economici.


Le cessioni: incassi immediati e risparmi strutturali

La strategia della società è stata chiara: monetizzare subito su alcuni asset importanti e ridurre i costi fissi.

Le operazioni principali in uscita:

  • Valentín Castellanos al West Ham per 29 milioni di euro
  • Matteo Guendouzi al Fenerbahçe per 27 milioni
  • Christos Mandas al Bournemouth: 2,5 milioni per il prestito più obbligo di riscatto a 17,5 milioni in caso di qualificazione Champions
  • Diego Gonzalez all’Atlas per 1,2 milioni
  • Matías Vecino al Celta Vigo a parametro zero, ma con un risparmio di circa 2 milioni lordi sull’ingaggio

Operazioni che hanno garantito liquidità immediata e riduzione del costo del personale.


Gli acquisti: investimenti sul futuro

Sul fronte degli arrivi, la Lazio ha scelto una linea precisa: investire su profili giovani, con margini di crescita e costi sostenibili.

Le principali operazioni in entrata:

  • Petar Ratkov dal Salisburgo per 13 milioni + commissioni
  • Kenneth Taylor dal Feyenoord per 15 milioni + bonus
  • Edoardo Motta per circa 1 milione complessivo
  • Daniel Maldini dall’Atalanta in prestito, con riscatto legato alla qualificazione europea
  • Adrian Przyborek dal Pogon Szczecin per 4,5 milioni + bonus
  • Blaz Kovac, difensore classe 2009 dell’NS Mura, tesserato per la Primavera

Nessun colpo “pronto subito”, ma una serie di investimenti coerenti con una visione di medio periodo.


Il doppio binario: conti in ordine, squadra ridimensionata

Il dato economico è ineccepibile: la Lazio ha migliorato i conti.
Il dato sportivo, invece, resta oggetto di dibattito.

La cessione di due titolari come Castellanos e Guendouzi, non compensata da innesti di pari livello immediato, ha alimentato la protesta dei tifosi e il senso di ridimensionamento percepito sul campo.


Conclusione

Il mercato della Lazio non è stato a saldo zero.
È stato un mercato in attivo, costruito per:

  • mettere in sicurezza il bilancio
  • rientrare nei parametri UEFA e FIGC
  • preparare il terreno per il prossimo mercato estivo

La domanda resta aperta: a che prezzo sportivo?
La risposta, come sempre, arriverà dal campo.



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