Home Blog

Lazio, Cardone: “Serve rispetto per la storia fatta dai tifosi”

0
Sponsor Lazio, Claudio Lotito, Main Sponsor Lazio, Binance Lazio, Marketing Serie A, Brand Value Lazio, Bilancio Lazio.

Il clima intorno alla Lazio è sempre più acceso, soprattutto dopo l’ultima partita contro il Parma e in vista del confronto con la Fiorentina. In questo contesto, le parole di Giulio Cardone, giornalista e opinionista vicino al club, hanno fatto discutere per la loro durezza e per il messaggio diretto alla società.

Cardone, intervenuto a Radiosei, ha dichiarato che “serve rispetto per la storia fatta dai tifosi”. Il riferimento è alla grande fede e alla passione espressa dai supporters della Lazio, che hanno sostenuto la squadra anche nei momenti più difficili. Per il giornalista, alcune decisioni della dirigenza e alcuni atteggiamenti non sono stati coerenti con il valore storico del club.

Il tema è tornato alla ribalta dopo la partita contro il Parma, terminata 1-1, e ha sollevato polemiche sulle strategie di gioco e sulle scelte di mercato. Cardone ha sottolineato la necessità di una maggiore trasparenza da parte della società, che dovrebbe spiegare meglio i propri piani ai tifosi e evitare decisioni che possono essere percepite come poco rispettose.

Le parole di Cardone hanno trovato eco anche tra i tifosi, che hanno espresso la loro insoddisfazione sui social media. La richiesta di rispetto è stata vista come un segnale di malessere generale, che coinvolge non solo la squadra ma anche la gestione del club.

La società ha reagito con cautela, esprimendo la volontà di continuare a lavorare per migliorare la situazione. La Lazio è certa di essere un’istituzione importante nel panorama italiano, ma la richiesta di Cardone ha messo in evidenza la necessità di un dialogo più aperto con la tifoseria.



Unisciti subito al Canale WhatsApp di Since1900.it per ricevere in tempo reale tutte le ultime notizie, le probabili formazioni, gli aggiornamenti di mercato e le cronache dei match direttamente sul tuo smartphone!👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI SUBITO

Scarica l'App Ufficiale di Since1900.it!Vivi la Lazio a 360 gradi con la nostra app dedicata: notizie in tempo reale, statistiche, dirette e molto altro, tutto a portata di mano!

Calciomercato, Petar Ratkov: l’offerta della Lazio “mi ha sorpreso”

0
Petar Ratkov posa con la maglia numero 20 della Lazio, prima intervista ufficiale.

Il caso Petar Ratkov continua a generare discussioni e retroscena nel mondo del calciomercato. Il difensore serbo, passato dal Salisburgo alla Lazio a gennaio, ha fatto parlare di sé per il modo in cui è stato gestito il trasferimento e per le dichiarazioni rilasciate dal direttore sportivo del club austriaco, Marcus Mann.

Il diesse del Salisburgo ha dichiarato in un’intervista a una televisione locale che l’offerta della Lazio per Ratkov lo ha “sorpreso”. Secondo Mann, la proposta dei biancocelesti è risultata più alta di quanto ci si aspettasse, e la società austriaca ha preferito accettare la cessione piuttosto che rischiare di perdere il giocatore a parametro zero in futuro.

Ratkov ha trovato spazio in Lazio, ma la sua integrazione è stata graduale: il calciatore è ancora in fase di adattamento alle esigenze della Serie A e al sistema di gioco di Sarri. Le sue prestazioni sono state giudicate comunque positive, soprattutto per la sua capacità di leggere il gioco e la sua solidità in marcatura.

Il retroscena dal Salisburgo ha messo in evidenza alcuni aspetti interessanti del mercato: da un lato la volontà della Lazio di inserirsi in trattative con club di alto livello, dall’altro la necessità di gestire le risorse con criterio. L’acquisto di Ratkov è stato visto come un investimento per la crescita della squadra, ma anche come un atto di riconoscimento della sua valore nel panorama europeo.

La Lazio potrebbe rivedere la sua strategia in difesa, soprattutto in vista delle scadenze contrattuali e delle possibili partenze di alcuni giocatori. Ratkov, se riesce a consolidarsi tra i titolari, potrebbe rappresentare un punto di riferimento importante per il futuro.



Unisciti subito al Canale WhatsApp di Since1900.it per ricevere in tempo reale tutte le ultime notizie, le probabili formazioni, gli aggiornamenti di mercato e le cronache dei match direttamente sul tuo smartphone!👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI SUBITO

Scarica l'App Ufficiale di Since1900.it!Vivi la Lazio a 360 gradi con la nostra app dedicata: notizie in tempo reale, statistiche, dirette e molto altro, tutto a portata di mano!

Calciomercato Lazio, Diogo Leite via a parametro zero: trattativa bloccata dai costi

0
La Lazio ha un accordo di massima con Diogo Leite a parametro zero. Nessun documento firmato: intesa verbale, giocatore infortunato.

In vista della prossima finestra di mercato, il nome di Diogo Leite è tornato alla ribalta in casa Lazio. Il difensore portoghese, in scadenza con il club di appartenenza, potrebbe lasciare la squadra a parametro zero, ma la trattativa con la Lazio si è presto bloccata a causa dei costi extra richiesti.

Secondo le indiscrezioni di mercato, il centrale ha da tempo un accordo preliminare con la Lazio, che lo vede come un elemento di spessore per rafforzare la difesa centrale. La dirigenza romana è stata però respinta dal club di Leite, che non ha accettato di cederlo gratuitamente, chiedendo un investimento aggiuntivo per la cessione.

I due club di Serie A che seguono più da vicino la situazione di Diogo Leite sono il Genoa e il Bologna, che potrebbero capitalizzare il blocco con la Lazio per portare il giocatore in un’altra piazza. La Lazio, dal canto suo, si trova in una situazione complessa: la rosa è stata già sottoposta a diversi infortuni e la necessità di rafforzare la difesa è concreta, ma la società deve anche fare i conti con il bilancio e con le numerose scadenze contrattuali.

Il profilo di Diogo Leite è adatto a un campionato come la Serie A per esperienza, solidità e abitudine ai ritmi alti. In Italia, la sua capacità di leggere il gioco e di commettere pochi errori fa della sua firma un’occasione di mercato interessante, soprattutto per chi cerca un centrale maturo e affidabile.

Se la Lazio non dovesse riuscire a chiudere l’operazione, Sarri e il suo staff dovranno valutare alternative. Il mercato offre diversi profili in grado di fare la differenza, ma con costi non sempre alla portata di una società come la Lazio, che ha già fatto investimenti importanti in altre zone del campo.

Per il futuro, il tema Diogo Leite potrebbe ripresentarsi in estate, magari in caso di nuove scadenze o di spostamenti di calciatori chiave. La decisione della Lazio dipenderà non solo dalla tenuta finanziaria, ma anche dalla direzione del progetto tecnico: se si punterà su un cambio di modulo o su un rafforzamento della difesa, l’acquisto di un giocatore come Leite potrebbe diventare prioritario.



Unisciti subito al Canale WhatsApp di Since1900.it per ricevere in tempo reale tutte le ultime notizie, le probabili formazioni, gli aggiornamenti di mercato e le cronache dei match direttamente sul tuo smartphone!👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI SUBITO

Scarica l'App Ufficiale di Since1900.it!Vivi la Lazio a 360 gradi con la nostra app dedicata: notizie in tempo reale, statistiche, dirette e molto altro, tutto a portata di mano!

Lazio, futuro di Sarri nel mirino: ecco i due nomi in caso di rottura

0
Scontro Sarri Lotito Fabiani Formello Lazio crisi società

La stagione della Lazio è stata contraddistinta da alti e bassi, costrizione agli infortuni e risultati che non hanno sempre rispecchiato le aspettative. In questo contesto, il futuro di Maurizio Sarri è diventato tema centrale del dibattito tra società, addetti ai lavori e tifosi. La prospettiva di un addio anticipato non è più una mera suggestione, ma una possibilità concreta, con la società che ha già iniziato a valutare possibili piani B.

Le dichiarazioni di alcuni esponenti interni e di giornalisti vicini al club, tra cui Giulio Cardone e Marco Baiocchini, hanno messo in evidenza alcune perplessità sul prosieguo del progetto Sarri. La mancanza di continuità nei risultati, unita al vasto numero di assenze e alla difficoltà di costruire una rosa profonda e stabile, ha alimentato le critiche verso la scelta tecnica.

In caso di rottura, la Lazio non partirebbe da zero: sarebbero già pronti due profili che potrebbero sedersi sulla panchina biancoceleste. Il primo nome è Fabio Grosso attuale alleantore del Sassuolo. Allenatore in rampa di lancio ma sarebbe pronto per il grande club?

Il secondo profilo è Vincenzo Italiano, che ha dimostrato grandi qualità a Udine e che potrebbe rappresentare una via di mezzo tra il calcio offensivo sarriano e un’impostazione più equilibrata. Italiano sa gestire bene la crescita di giovani e la gestione di un ciclo di ricostruzione, caratteristica che calza bene con una Lazio che sta attraversando una fase di rinnovamento.

Si parla anche di FAbio Pisacane allenatore del Cagliari che quest’anno è partito molto bene ma nella seconda parte della stagione sta perdendo tanti punti.

Una possibile separazione con Sarri non dipenderebbe solo dai risultati, ma anche dalla volontà di avviare una nuova stagione con un progetto diverso, magari con più attenzione alla gestione del mercato e alla programmazione dei rinnovi. La questione dei contratti in scadenza, come il caso di Dele‑Bashiru e di alcuni centrocampisti, aumenta la pressione sulla dirigenza per prendere decisioni chiare sul futuro.

Dal punto di vista dei tifosi, l’idea di un cambio in panchina è sentita ma divisa: c’è chi crede che Sarri abbia ancora margine per sistemare il gruppo e chi ritiene giusto un punto di rottura dopo tanti anni consecutivi. La scelta sarà cruciale, perché la prossima stagione potrebbe essere fondamentale per la ricostruzione dell’identità sportiva della Lazio.



Unisciti subito al Canale WhatsApp di Since1900.it per ricevere in tempo reale tutte le ultime notizie, le probabili formazioni, gli aggiornamenti di mercato e le cronache dei match direttamente sul tuo smartphone!👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI SUBITO

Scarica l'App Ufficiale di Since1900.it!Vivi la Lazio a 360 gradi con la nostra app dedicata: notizie in tempo reale, statistiche, dirette e molto altro, tutto a portata di mano!

Fiorentina–Lazio, Sarri sceglie tra dubbi e recuperi: chi parte titolare al Franchi?

0
Il commento di Torino-Lazio

Dopo il pareggio in casa contro il Parma, la Lazio si prepara alla trasferta del Franchi per affrontare la Fiorentina di Vanoli, in un momento delicato della stagione. Sarri deve fare i conti con numerose assenze e con il rientro di qualche giocatore chiave, e la formazione per Firenze sarà ancora una volta un mix di scelte tattiche e gestione degli infortuni.

Il tecnico biancoceleste sarà costretto a fare a meno ancora una volta di alcuni perni della squadra: Provedel resta fuori per il suo infortunio, così come Gila, alle prese con un’infiammazione al tendine rotuleo, e Rovella, fermo ai box. Attenzione anche a Marusic e Maldini, che nelle ultime ore sono stati accostati a dubbi fisici dopo i carichi di lavoro delle ultime partite.

Un segnale positivo arriva però dal rientro di Mattia Zaccagni, che punta a tornare in campo contro i viola, anche se per ora potrebbe essere destinato alla panchina. Zaccagni è cresciuto tanto da quando è capitano della Lazio e rappresenta un valore aggiunto sia per presenza sia per esperienza, soprattutto in partite che si preannunciano equilibrate come quella di Firenze.

In attacco, Nas (Pedro) continua a essere l’uomo più rappresentativo davanti, ma il recupero progressivo di Basic e il buon momento di Noslin potrebbero spingere Sarri a ruotare, magari puntando su un modulo leggermente più offensivo o su un cambiamento di ritmo in corso d’opera. Noslin, in particolare, chiede spazio dall’inizio e rappresenta un’arma per colpire la difesa avversaria con accelerazione e tecnica individuale.

Nel mezzo, la mancanza di Rovella costringe Sarri a valutare alternative: Chance per Dele‑Bashiru, che dovrà rientrare in forma, o a uno schieramento più corto con un trequartista che si abbassi spesso a coprire il lavoro di regia. La qualità di Patric, quando disponibile, è un vantaggio importante, ma proprio la sua assenza nelle ultime uscite ha evidenziato quanto la rosa sia ancora fragile.

Il match è visto come un banco di prova fondamentale per la testa della Lazio, impegnata anche in Coppa Italia. Sarri dovrà gestire la concentrazione tra campionato e la semifinale d’andata contro l’Atalanta, cercando di non perdere il filo della competizione di Serie A. Un punto a Firenze potrebbe essere utile per mantenersi in una posizione di sicurezza, mentre una vittoria darebbe un segnale importante al resto del campionato.

Per i tifosi, il duello con la Fiorentina è sempre molto sentito: i viola sono reduci da una stagione complicata, ma al Franchi sanno come rendere la vita difficile alle squadre romane. Sarri e la sua rosa, quindi, dovranno entrare in campo con grande attenzione difensiva e lucidità nelle ripartenze, evitando errori che nella fase finale di campionato possono risultare decisivi.



Unisciti subito al Canale WhatsApp di Since1900.it per ricevere in tempo reale tutte le ultime notizie, le probabili formazioni, gli aggiornamenti di mercato e le cronache dei match direttamente sul tuo smartphone!👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI SUBITO

Scarica l'App Ufficiale di Since1900.it!Vivi la Lazio a 360 gradi con la nostra app dedicata: notizie in tempo reale, statistiche, dirette e molto altro, tutto a portata di mano!

Lazio, settore giovanile fallito: progetto giovani mai partito

0
I giovani della Lazio durante un allenamento a Formello: il vivaio biancoceleste è fermo da anni e servono nuovi investimenti per rinascere.
I giovani della Lazio durante un allenamento a Formello: il vivaio biancoceleste è fermo da anni e servono nuovi investimenti per rinascere.

I numeri non mentono.
La Lazio è oggi una delle squadre più vecchie della Serie A. E considerando che la Serie A è tra i campionati più “anziani” d’Europa, il dato diventa ancora più allarmante: la Lazio è, di fatto, una delle squadre più vecchie anche a livello internazionale.

Un segnale chiaro, che smonta completamente il famoso “progetto giovani” annunciato negli ultimi anni.


Il progetto giovani non è mai partito

Il piano di ringiovanimento, più volte evocato dalla dirigenza, è rimasto sulla carta.

Problemi economici, difficoltà di mercato, errori di valutazione. Ma c’è soprattutto un tema che la società non ha mai davvero risolto: il settore giovanile.

Perché un vero progetto giovani non parte dal mercato. Parte dal vivaio.


Un dato che fa riflettere: l’ultimo vero prodotto è Cataldi

L’ultimo giocatore cresciuto nel vivaio e diventato stabilmente protagonista in prima squadra è Danilo Cataldi.

Da allora, il vuoto.

Qualche parentesi, qualche comparsa, ma nessun vero talento strutturale portato in prima squadra. Un fallimento evidente, soprattutto se confrontato con altre realtà italiane.


Il confronto con gli altri club è impietoso

Mentre la Lazio fatica a produrre talenti, altre società continuano a farlo con continuità:

  • la Roma sforna ogni anno giocatori pronti
  • l’Atalanta investe e costruisce plusvalenze
  • altri club valorizzano giovani da integrare subito

Il motivo è semplice: gli investimenti.

La Lazio investe circa 2,5 milioni l’anno nel settore giovanile.
La Roma ne investe circa 6.
L’Atalanta arriva a percentuali enormi del proprio fatturato.

Risultato?
Chi investe di più, raccoglie di più.


Il problema non è vincere, ma crescere

Attenzione a un punto fondamentale: nel settore giovanile vincere non è tutto.

Puoi anche vincere un campionato Primavera con giocatori più maturi fisicamente, ma non è quello l’obiettivo.

L’obiettivo è uno solo:
👉 portare giocatori in prima squadra

E su questo la Lazio è completamente ferma.


La gestione attuale non convince

Negli ultimi anni il settore giovanile non ha fatto passi avanti.

Anzi, la situazione è peggiorata:

  • Primavera spesso in difficoltà
  • Under poco competitive
  • nessun talento lanciato

Il problema non è solo tecnico, ma strutturale. Serve una guida con esperienza, visione e capacità di scouting.


Serve un nuovo Bianchessi

In passato si era provato a rilanciare il vivaio con Mauro Bianchessi, ma il progetto non ha mai davvero preso quota.

Oggi serve ripartire da lì:
👉 un responsabile forte
👉 con esperienza
👉 capace di costruire un sistema

Un modello simile a quello che ha prodotto talenti come Donnarumma al Milan.


Il nodo Lotito: senza investimenti non si cresce

Il punto centrale resta sempre lo stesso: gli investimenti.

Claudio Lotito ha sempre mantenuto una linea chiara: contenere i costi.

Ma senza investimenti nel settore giovanile, è impossibile costruire un futuro solido.

Non servono cifre folli, ma almeno un aumento significativo del budget. Portarlo a 5-6 milioni sarebbe già un primo passo concreto.


Il paradosso: senza vivaio, il progetto giovani non esiste

Oggi la Lazio parla di giovani, ma li cerca all’estero.

Giocatori come Przyborek possono essere interessanti, ma non possono essere la base del progetto.

Il vero progetto giovani nasce da:

  1. settore giovanile forte
  2. scouting territoriale
  3. crescita interna
  4. integrazione in prima squadra

Senza questo, si resta fermi.


Conclusione

La Lazio ha davanti a sé una scelta cruciale.

Continuare con un progetto giovani “di facciata” oppure costruire davvero un sistema partendo dal vivaio.

Perché senza settore giovanile, non esiste futuro.

Sei d’accordo? Il problema è davvero il vivaio o serve altro?
Scrivilo nei commenti 👇



Unisciti subito al Canale WhatsApp di Since1900.it per ricevere in tempo reale tutte le ultime notizie, le probabili formazioni, gli aggiornamenti di mercato e le cronache dei match direttamente sul tuo smartphone!👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI SUBITO

Scarica l'App Ufficiale di Since1900.it!Vivi la Lazio a 360 gradi con la nostra app dedicata: notizie in tempo reale, statistiche, dirette e molto altro, tutto a portata di mano!

Lazio-Fiorentina, emergenza totale: 31ª formazione diversa

0
Maurizio Sarri durante l'intervista post-partita di Lazio-Parma allo Stadio Olimpico.
Maurizio Sarri in panchina all’Olimpico: il tecnico annuncia che resterà fino a giugno, ma chiede risposte e investimenti alla società.

La Lazio continua a vivere una stagione segnata da emergenze e cambi continui. Contro la Fiorentina, infatti, i biancocelesti si preparano a scendere in campo con la 31ª formazione diversa in 32 partite.

Un dato impressionante, che fotografa perfettamente il momento della squadra di Maurizio Sarri: instabilità, assenze e difficoltà nel trovare continuità.


Maldini e Dele-Bashiru in dubbio

Le ultime indicazioni, riportate dal Corriere dello Sport, riguardano le condizioni di Daniel Maldini e Fisayo Dele-Bashiru.

  • Maldini rischia lo stop
  • Dele-Bashiru è alle prese con un affaticamento

Sarri dovrà decidere nelle prossime ore se rischiarli oppure puntare su alternative già pronte.


Dia e Basic scalpitano

In caso di forfait, le opzioni sono chiare:

  • Boulaye Dia è pronto a partire titolare
  • Toma Basic resta una soluzione concreta a centrocampo

Dia, in particolare, arriva da una prestazione positiva contro il Bologna e potrebbe finalmente trovare spazio dal primo minuto dopo essere stato spesso utilizzato a gara in corso.


Attacco: un rebus continuo

Il vero nodo resta però il tridente offensivo.

  • Tijjani Noslin si candida dopo il gol contro il Parma
  • Pedro Rodríguez non ha convinto
  • Gustav Isaksen deve ritrovare continuità dopo la Nazionale
  • Matteo Cancellieri resta l’unica alternativa

Un reparto in continua evoluzione, dove nessuno sembra avere il posto garantito.


Il caso Ratkov

Capitolo a parte per Petar Ratkov, ancora ai margini.

Nonostante l’investimento fatto, Sarri continua a considerarlo indietro rispetto agli altri, escludendolo dalle rotazioni principali. Un segnale chiaro, che apre interrogativi sul suo impatto immediato.


Una Lazio senza continuità

Il dato delle 31 formazioni diverse racconta più di qualsiasi analisi:

👉 mancanza di stabilità
👉 difficoltà fisiche
👉 scelte obbligate

In queste condizioni diventa complicato costruire automatismi e identità di gioco.


Conclusione

La sfida contro la Fiorentina arriva in un momento delicato.

Sarri è chiamato ancora una volta a reinventare la squadra, cercando soluzioni tra infortuni, affaticamenti e scelte tecniche.

Secondo te questa Lazio può trovare continuità o è destinata a cambiare sempre?
Scrivilo nei commenti 👇



Unisciti subito al Canale WhatsApp di Since1900.it per ricevere in tempo reale tutte le ultime notizie, le probabili formazioni, gli aggiornamenti di mercato e le cronache dei match direttamente sul tuo smartphone!👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI SUBITO

Scarica l'App Ufficiale di Since1900.it!Vivi la Lazio a 360 gradi con la nostra app dedicata: notizie in tempo reale, statistiche, dirette e molto altro, tutto a portata di mano!

Zarate: “Alla Lazio ho litigato con Kolarov”

0
Mauro Zarate racconta il suo passato alla Lazio: dalla rissa con Kolarov al rimpianto di aver lasciato il club biancoceleste.

A distanza di anni, il nome di Mauro Zárate continua a evocare ricordi forti nei tifosi della Lazio. Gol spettacolari, talento puro ma anche un carattere mai banale.

L’ex fantasista biancoceleste è tornato a parlare della sua esperienza nella Capitale in un’intervista a Flashscore, raccontando aneddoti curiosi e confessando anche un rimpianto importante.


“Ho fatto a cazzotti con Kolarov”

Tra i momenti più particolari vissuti alla Lazio, Zarate ha ricordato un episodio che ha fatto sorridere molti tifosi:

“Ho litigato nello spogliatoio, queste cose succedono.
La più divertente è stata quella con Kolarov alla Lazio. Abbiamo fatto a cazzotti mentre andavamo verso lo spogliatoio”.

Il riferimento è al rapporto con Aleksandar Kolarov, altro personaggio dal carattere forte.

Ma come spesso accade nel calcio, tutto si è risolto rapidamente:

“Poi mi si è avvicinato, ha fatto una battuta e si è messo a ridere. I serbi sono così”.

Un episodio che racconta perfettamente lo spogliatoio di quegli anni: acceso, competitivo, ma anche capace di ricompattarsi subito.


Il rimpianto: “Non dovevo lasciare la Lazio”

Se da un lato Zarate ha raccontato con leggerezza gli episodi vissuti, dall’altro ha ammesso un rimpianto che pesa ancora oggi:

“Rimpianti? Sì, aver lasciato la Lazio”.

Una frase che colpisce, soprattutto considerando il talento che l’argentino aveva mostrato nei suoi anni migliori in biancoceleste.

Alla Lazio Zarate aveva trovato l’ambiente ideale per esprimersi, diventando rapidamente uno dei giocatori più amati dalla tifoseria. La sua partenza, però, ha segnato una svolta nella sua carriera, che non ha mai più raggiunto quei livelli di continuità.


Talento e carattere: il simbolo di una Lazio diversa

Zarate rappresenta ancora oggi un simbolo di una Lazio diversa: più istintiva, meno costruita, ma capace di accendere l’entusiasmo con giocate imprevedibili.

Il suo talento non è mai stato in discussione. Piuttosto, è stato il percorso a non essere lineare, tra scelte, carattere e opportunità mancate.

E proprio per questo le sue parole assumono ancora più valore: il rimpianto di aver lasciato Roma è anche la consapevolezza di aver perso il contesto perfetto per esprimersi.


La mentalità e il rapporto con gli allenatori

Nel corso dell’intervista, Zarate ha toccato anche un tema importante: il rapporto tra allenatore e giocatori.

“Se non convinci il giocatore, non sarai mai un buon allenatore”.

Un concetto chiaro, che sottolinea quanto sia fondamentale la componente mentale nel calcio moderno.

Secondo l’argentino, un allenatore deve saper trasmettere le proprie idee e coinvolgere i giocatori, altrimenti il progetto non può funzionare.


Conclusione

Le parole di Zarate riportano indietro nel tempo, a una Lazio fatta di talento puro e personalità forti.

Tra aneddoti divertenti e rimpianti sinceri, emerge il ritratto di un giocatore che avrebbe potuto dare ancora di più… soprattutto in biancoceleste.

Tu lo riprenderesti uno Zarate oggi? Oppure è stato un talento sprecato?
Scrivilo nei commenti 👇



Unisciti subito al Canale WhatsApp di Since1900.it per ricevere in tempo reale tutte le ultime notizie, le probabili formazioni, gli aggiornamenti di mercato e le cronache dei match direttamente sul tuo smartphone!👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI SUBITO

Scarica l'App Ufficiale di Since1900.it!Vivi la Lazio a 360 gradi con la nostra app dedicata: notizie in tempo reale, statistiche, dirette e molto altro, tutto a portata di mano!

FIGC nel caos: Lotito sfida Malagò per il potere

0
Lotito vuole vendere la Lazio?

Il terremoto ai vertici del calcio italiano è appena iniziato. Le dimissioni di Gabriele Gravina hanno aperto ufficialmente la corsa alla presidenza della FIGC, scatenando una vera e propria battaglia politica.

Una sfida che non riguarda solo il futuro del calcio italiano, ma anche gli equilibri di potere interni. E in questo scenario, il nome che divide più di tutti è quello di Giovanni Malagò.


Malagò candidato: continuità o problema?

Tra i principali candidati alla successione di Gravina c’è proprio Malagò, ex presidente del CONI. Una figura forte dal punto di vista istituzionale, ma che non convince tutti.

Il motivo? È percepito come un profilo politico, più che calcistico. E in un momento di crisi del sistema, molti ritengono che al calcio serva altro: competenza specifica, conoscenza del campo, esperienza diretta.

Non è un caso che il dibattito si sia acceso anche su questo punto:
serve un manager politico o un uomo di calcio?


Il fronte Serie A e l’eccezione Lotito

La maggioranza della Lega Serie A sembrerebbe orientata verso Malagò. Ma c’è un’eccezione pesantissima: Claudio Lotito.

Il presidente della Lazio si starebbe muovendo attivamente per bloccare la sua elezione. Non per motivi ideologici, ma per una questione di equilibri di potere.

Con Gravina fuori dai giochi, si apre infatti uno scenario nuovo: Lotito può provare a rientrare nelle “stanze dei bottoni” del calcio italiano.

E per farlo, ha bisogno di un presidente federale che non sia in grado di limitarlo.


Lotito e il ritorno al potere

Negli anni passati, il rapporto tra Gravina e Lotito è stato tutt’altro che semplice. L’attuale ex presidente FIGC aveva progressivamente ridotto l’influenza del patron biancoceleste.

Ora però lo scenario è cambiato.

Lotito, politico esperto e figura estremamente abile nelle dinamiche di potere, starebbe cercando di sfruttare questo vuoto per tornare protagonista. L’obiettivo sarebbe quello di:

  • rientrare nel Consiglio Federale
  • influenzare le scelte strategiche
  • riportare un equilibrio più favorevole alla sua posizione

In sostanza, tornare a contare davvero nel calcio italiano.


Il ruolo del Ministro Abodi

Un altro elemento chiave è rappresentato da Andrea Abodi.

Il ministro dello Sport, in passato rivale proprio di Malagò, non sarebbe del tutto convinto della sua candidatura. Questo potrebbe aprire scenari interessanti, con una possibile convergenza proprio con Lotito.

Un’alleanza che potrebbe cambiare gli equilibri e mettere in difficoltà la corsa di Malagò.


Il problema del sistema elettorale FIGC

C’è poi un tema strutturale: il sistema di voto.

La Serie A, che rappresenta la quasi totalità del fatturato del calcio italiano, ha solo il 18% del peso elettorale. Un paradosso che incide direttamente sull’esito delle elezioni.

Significa che anche con il supporto totale dei club di Serie A, un candidato potrebbe non essere eletto senza il consenso delle altre componenti.

Ed è proprio su questo terreno che si giocherà la partita.


Rischi per la Lazio (e per i tifosi)

Per i tifosi della Lazio, questo scenario apre riflessioni importanti.

Un ritorno forte di Lotito nel sistema calcio potrebbe avere conseguenze dirette anche sul club:

  • minore possibilità di cessione della società
  • maggiore centralità politica del presidente
  • possibili tensioni con la tifoseria

Il rischio è che l’interesse personale prevalga ancora una volta su quello sportivo.


Ipotesi commissariamento: scenario estremo

Tra le ipotesi più estreme c’è anche quella di un possibile commissariamento della FIGC. Uno scenario che, se confermato, potrebbe avere conseguenze gravissime.

In casi limite, infatti, si potrebbe arrivare a sanzioni internazionali, fino all’esclusione dalle competizioni europee.

Un’eventualità remota, ma che dimostra quanto sia delicata la fase attuale.


Conclusione

Il calcio italiano è entrato in una fase di transizione totale.

La corsa alla presidenza FIGC non è solo una questione di nomi, ma di potere, equilibri e visione futura.

E in questo scenario, la figura di Lotito torna centrale.

Secondo te Malagò è la scelta giusta? Oppure serve un uomo di calcio?
Scrivilo nei commenti e apriamo il dibattito.



Unisciti subito al Canale WhatsApp di Since1900.it per ricevere in tempo reale tutte le ultime notizie, le probabili formazioni, gli aggiornamenti di mercato e le cronache dei match direttamente sul tuo smartphone!👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI SUBITO

Scarica l'App Ufficiale di Since1900.it!Vivi la Lazio a 360 gradi con la nostra app dedicata: notizie in tempo reale, statistiche, dirette e molto altro, tutto a portata di mano!

Infortunio Zaccagni: recupero lampo, spunta la data del rientro

0
Mattia Zaccagni esulta con la maglia della Lazio e la fascia da capitano dopo un gol all'Olimpico.

Il calvario sta finalmente per finire. La Lazio è pronta a riabbracciare il suo capitano. Le notizie che rimbalzano da Formello sono di quelle che fanno sorridere Maurizio Sarri e tutti i tifosi biancocelesti: Mattia Zaccagni vede la luce in fondo al tunnel ed è a un passo dal lasciarsi alle spalle l’ennesimo infortunio muscolare di questa stagione.

Il recupero lampo: nel mirino c’è la Dea

Fino a un paio di settimane fa, ipotizzare un suo impiego per la delicatissima semifinale di ritorno di Coppa Italia contro l’Atalanta era un puro esercizio di ottimismo. Eppure, Zaccagni ha letteralmente bruciato le tappe. Gli esami di controllo svolti durante la sosta hanno certificato un netto miglioramento clinico. Il dolore è alle spalle e il numero 20 ha spinto forte sull’acceleratore.

Il piano dello staff medico e di mister Sarri è delineato: tra oggi e la rifinitura di domenica si valuteranno le risposte sul campo. L’obiettivo a brevissimo termine è strappare una convocazione simbolica già per la trasferta di lunedì contro la Fiorentina. Un modo per fargli respirare nuovamente il clima partita e rimetterlo ufficialmente dentro le dinamiche di spogliatoio.

L’Europa passa per Bergamo

Sarri non prenderà rischi inutili, la parola d’ordine è “rodaggio”. Le sfide di campionato contro Fiorentina e Napoli serviranno a mettere benzina nelle gambe di Zaccagni, preparandolo per la vera battaglia: la notte di Bergamo.

La sfida di ritorno contro l’Atalanta non è solo una semifinale, ma l’ancora di salvezza di un’intera stagione. Strappare il pass per l’atto conclusivo del torneo significa poter sollevare un trofeo e garantirsi un accesso diretto all’Europa, un traguardo che fino a poco tempo fa sembrava un miraggio viste le immense difficoltà attraversate dalla squadra. Per compiere questa impresa, alla Lazio serve la scintilla del suo giocatore più talentuoso. Zaccagni è pronto a riprendersi la fascia e a trascinare i compagni verso il traguardo.



Unisciti subito al Canale WhatsApp di Since1900.it per ricevere in tempo reale tutte le ultime notizie, le probabili formazioni, gli aggiornamenti di mercato e le cronache dei match direttamente sul tuo smartphone!👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI SUBITO

Scarica l'App Ufficiale di Since1900.it!Vivi la Lazio a 360 gradi con la nostra app dedicata: notizie in tempo reale, statistiche, dirette e molto altro, tutto a portata di mano!

Lazio, nuova rivoluzione in estate: taglio costi, giovani e un altro “anno zero”

0
Lazio senza spirito dopo il KO di Torino. Sarri e Lotito ai ferri corti, ma il contratto fino al 2028 blocca tutto. L'Atalanta è l'ultima chance per la stagione.

L’estate della Lazio si preannuncia completamente diversa rispetto a quella vissuta nel 2025. Allora il club era stato costretto a bloccare ogni operazione di mercato a causa dei vincoli legati agli indici di bilancio. Oggi, invece, il contesto appare cambiato.

Non significa che la Lazio tornerà a spendere senza limiti. Tutt’altro. La strategia è chiara: ridurre i costi, ringiovanire la rosa e costruire un nuovo ciclo, probabilmente ancora una volta partendo da zero.


Fine dei blocchi, ma non delle restrizioni

Il primo punto chiave è rappresentato dal verdetto della Commissione atteso entro il 31 maggio. Da quella data dipenderà ufficialmente la possibilità della Lazio di operare con maggiore libertà sul mercato.

Secondo quanto riportato da La Repubblica, però, la società non vuole farsi trovare impreparata. Le linee guida sono già state tracciate:

  • taglio del monte ingaggi
  • sfoltimento della rosa
  • investimenti su profili giovani e sostenibili

Un piano che punta a mantenere equilibrio finanziario senza rinunciare alla competitività.


Mercato a saldo zero: rivoluzione silenziosa

Uno degli scenari più concreti è quello di un mercato impostato a saldo zero: vendere per comprare, senza aumentare l’esposizione economica.

Questo tipo di strategia non implica necessariamente immobilismo. Al contrario, potrebbe portare a numerosi cambiamenti all’interno della rosa, con un impatto importante sull’identità della squadra.

Si tratta di una rivoluzione più “silenziosa”, meno spettacolare, ma potenzialmente profonda.


La variabile Europa cambia tutto

C’è però un fattore che può modificare completamente lo scenario: l’Europa.

Attualmente, l’unica strada per qualificarsi alle competizioni europee resta la Coppa Italia. Un’eventuale qualificazione porterebbe introiti fondamentali e potrebbe consentire alla società di alzare leggermente il livello degli investimenti.

In caso contrario, la linea del rigore economico sarebbe confermata senza eccezioni.


Pedraza e le prime mosse

Nonostante la politica di ringiovanimento, una prima operazione è già stata definita: l’arrivo a parametro zero di Alfonso Pedraza.

Un profilo di esperienza, che rappresenta un’eccezione rispetto alla strategia generale, ma che risponde a esigenze tecniche immediate.

Segnale che la Lazio non vuole costruire solo per il futuro, ma mantenere anche un minimo di equilibrio tra giovani e giocatori pronti.


L’obiettivo di Fabiani

Il direttore sportivo Angelo Fabiani ha fissato un obiettivo chiaro:

“La Lazio non tarderà a inserirsi di nuovo tra le prime cinque del campionato”.

Una dichiarazione ambiziosa, che però dovrà essere supportata dalle scelte di mercato. Perché il vero nodo sarà sostituire al meglio i giocatori in uscita, senza abbassare troppo il livello tecnico.


Un altro anno zero?

La sensazione è che la Lazio sia davanti a una nuova rifondazione.

Un altro “anno zero”, dopo quelli già vissuti negli ultimi anni. Una ripartenza che potrebbe cambiare ancora una volta volto alla squadra, nel tentativo di trovare una nuova stabilità sportiva ed economica.

La differenza, questa volta, sarà nella capacità di costruire un progetto credibile nel medio periodo, evitando continui cambi di direzione.


Conclusione

L’estate della Lazio non sarà fatta di grandi colpi o nomi altisonanti, ma di scelte strategiche.

Ridurre, ricostruire, ripartire.

Tre verbi che raccontano il momento del club. Ma anche una sfida: riuscire a tornare competitivi senza tradire l’equilibrio finanziario.

Il futuro biancoceleste passa da qui.



Unisciti subito al Canale WhatsApp di Since1900.it per ricevere in tempo reale tutte le ultime notizie, le probabili formazioni, gli aggiornamenti di mercato e le cronache dei match direttamente sul tuo smartphone!👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI SUBITO

Scarica l'App Ufficiale di Since1900.it!Vivi la Lazio a 360 gradi con la nostra app dedicata: notizie in tempo reale, statistiche, dirette e molto altro, tutto a portata di mano!

Lotito ha detto no ad una offerta da 500 milioni?

0
Lotito ha detto no ad una offerta da 500 milioni?

Le recenti rivelazioni emerse su Radio Laziale durante la trasmissione Morning Lazio hanno riacceso il dibattito sul futuro societario della S.S. Lazio. Secondo quanto riferito da Alessandro Zappulla, il presidente Claudio Lotito avrebbe rispedito al mittente un’offerta da circa 500 milioni di euro avanzata qualche anno fa. Un piano articolato che prevedeva una scalata quinquennale, la permanenza temporanea di Lotito alla presidenza e il supporto fondamentale per l’operazione Stadio Flaminio.

Perché Lotito dice no? Oltre il valore economico

La valutazione di 500 milioni, per una società con il centro di Formello ma con ricavi tra i più bassi delle “big” e un parco giocatori svalutato rispetto all’era d’oro di Milinkovic-Savic, appare oggi congrua, se non generosa. Eppure, il muro è totale. La motivazione, come sottolineato da Vittorio, non è solo patrimoniale:

  • Status Politico: La Lazio è il volano che ha trasformato un imprenditore privato in un Senatore della Repubblica. Senza il calcio, il peso specifico di Lotito nelle istituzioni e nei media crollerebbe drasticamente.
  • Il fattore Stadio: Lotito sa che con la posa della prima pietra di uno stadio di proprietà, il valore del club raddoppierebbe, rendendo i 500 milioni di oggi un ricordo lontano.

L’anomalia delle offerte segrete

Il punto cruciale sollevato è però un altro: perché queste offerte restano sempre nell’ombra? Se confrontiamo la Lazio con altri club (come la Juventus o le milanesi), notiamo una differenza abissale. Quando un fondo o un grande imprenditore vuole un asset, solitamente esce allo scoperto per mettere pressione alla proprietà o per rassicurare l’ambiente.

“Se un colosso come Barilla o un uomo come Pignataro volessero davvero la Lazio, perché non fare un comunicato ufficiale?”

La tesi secondo cui Lotito sia un “Grande Vecchio” intoccabile capace di distruggere chiunque lo sfidi pubblicamente vacilla di fronte ai fatti:

  1. I fallimenti politici sportivi: In FIGC, Gabriele Gravina lo ha spesso messo in minoranza, dimostrando che il potere di Lotito ha confini ben precisi.
  2. Gli attacchi politici: Personaggi come Renzi lo hanno attaccato frontalmente senza “sparire” dai radar.

Scetticismo o realtà?

È legittimo restare scettici. In un calcio globale dove i capitali stranieri (USA e Medio Oriente) cercano visibilità, il silenzio che circonda la Lazio è sospetto. Le opzioni sono due: o le offerte non sono mai state così concrete e strutturate come riferito dai rumors, oppure la clausola del “silenzio” è imposta da un venditore che non ha alcuna intenzione di sedersi al tavolo, fissando un prezzo volutamente fuori mercato per scoraggiare chiunque.

Fino a quando un compratore non ci metterà la faccia, la sensazione resterà la stessa: la Lazio, per Claudio Lotito, non è un’azienda da vendere, ma il piedistallo su cui è costruita la sua intera figura pubblica.



Unisciti subito al Canale WhatsApp di Since1900.it per ricevere in tempo reale tutte le ultime notizie, le probabili formazioni, gli aggiornamenti di mercato e le cronache dei match direttamente sul tuo smartphone!👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI SUBITO

Scarica l'App Ufficiale di Since1900.it!Vivi la Lazio a 360 gradi con la nostra app dedicata: notizie in tempo reale, statistiche, dirette e molto altro, tutto a portata di mano!

Calciomercato Lazio 2026: Rivoluzione Difesa. Da Pedraza a Lautaro Rivero, ecco il piano di Fabiani.

0
Diogo Leite nuovo difensore della Lazio in azione con l'Union Berlino

Il calciomercato estivo 2026 segnerà uno spartiacque definitivo per la Lazio. Con il peso degli anni che si fa sentire e la necessità di sfoltire un monte ingaggi reso pesante dalla mancata qualificazione europea, il DS Fabiani sta preparando un restyling profondo, specialmente nel pacchetto arretrato. Il diktat è chiaro: abbassare l’età media e cercare occasioni a parametro zero, data la nota politica di autofinanziamento imposta dal presidente Lotito.

🛑 Le partenze: Romagnoli e Gila ai saluti

La difesa biancoceleste rischia di perdere i suoi pilastri. Alessio Romagnoli, già vicino all’addio a gennaio, sembra ormai destinato a lasciare Roma. Discorso simile per Mario Gila, le cui prestazioni hanno attirato l’attenzione di diversi club internazionali pronti a presentare offerte concrete.

Con il destino segnato anche per Samuel Gigot — oggetto misterioso mai convocato da Sarri — le uniche certezze (per contratto o anzianità) restano Proscar e Patric. Troppo poco per affrontare un’intera stagione.

🆕 I volti nuovi: Alfonso Pedraza è già biancoceleste

Il primo tassello è già ufficiale: Alfonso Pedraza. Il terzino sinistro spagnolo arriverà dal Valladolid il 1° luglio 2026 a parametro zero. Con l’esplosione di Nuno Tavares, Pedraza è stato preso per garantire esperienza e affidabilità come alternativa di lusso, portando al contempo alla probabile cessione di Luca Pellegrini, il cui stipendio è ormai considerato fuori portata per una riserva.

🇩🇪 Occasione dalla Bundesliga: Omar Traoré

Per la fascia destra, il nome caldo è quello di Omar Traoré (’98), attualmente all’Heidenheim.

  • Il profilo: 25 presenze e 2 assist in questa stagione.
  • La situazione: Scadenza di contratto imminente.
  • La strategia: Potrebbe sostituire Manuel Lazzari per alternarsi con Marusic, garantendo più freschezza fisica e centimetri. Su di lui, però, ci sono anche Union Berlino e Valencia.

💎 Il sogno e le scommesse: Arnau Martinez e Lautaro Rivero

Il vero colpo di qualità potrebbe essere Arnau Martinez del Girona. Classe 2003, è il classico “jolly” che piace agli allenatori: può giocare sia come centrale che come terzino.

Il nodo economico: La clausola è di 14 milioni, ma con il contratto in scadenza nel 2027, la Lazio punta a strapparlo a una cifra sensibilmente inferiore.

Tramontata la pista Diogo Leite (trattativa interrotta dopo il rifiuto del portoghese di sottoporsi a visite mediche preventive al ginocchio), i fari si sono spostati in Argentina su Lautaro Rivero. Il centrale del River Plate, anch’egli classe 2003, rappresenta la scommessa perfetta per la filosofia “compra a poco e rivendi a tanto”. In lista resta anche lo svizzero Eray Cömert, un’altra opportunità a costo zero in uscita dal Valencia.


Il punto di Lotito

La strategia è chiara: senza i ricavi dell’Europa, la Lazio deve ingegnarsi. Il restyling è necessario non solo per motivi tecnici, ma anche anagrafici. Voi su chi puntereste per il dopo-Romagnoli? Arnau Martinez vale l’investimento o meglio puntare tutto sugli svincolati come Traoré e Cömert?



Unisciti subito al Canale WhatsApp di Since1900.it per ricevere in tempo reale tutte le ultime notizie, le probabili formazioni, gli aggiornamenti di mercato e le cronache dei match direttamente sul tuo smartphone!👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI SUBITO

Scarica l'App Ufficiale di Since1900.it!Vivi la Lazio a 360 gradi con la nostra app dedicata: notizie in tempo reale, statistiche, dirette e molto altro, tutto a portata di mano!

Danilo Cataldi: il ritorno del leader che si è ripreso la Lazio

0
Danilo Cataldi con la maglia della Lazio mentre indica lo scudetto sul petto, simbolo di leadership.

Il richiamo del sangue, a volte, è più forte di qualsiasi logica di mercato. Danilo Cataldi e la Lazio, una storia che sembrava finita sotto i colpi di un addio forzato nel settembre 2024 e che invece, nel 2026, brilla di una luce nuova. “Io la Lazio non l’avrei mai lasciata”, aveva detto arrivando a Firenze. Parole che oggi suonano come una profezia avverata, per un ragazzo che ha saputo trasformare un esilio in una consacrazione.

Dal Franchi a Formello: il riscatto mancato (per fortuna)

Sembrava tutto scritto: un anno da protagonista con la maglia della Viola, una qualificazione in Conference soffiata proprio ai biancocelesti e un riscatto fissato a soli 4 milioni. Una cifra che per quanto mostrato da Danilo sembrava un regalo. Eppure, il destino ha rimescolato le carte. Nonostante l’arrivo di Stefano Pioli sulla panchina toscana – l’uomo che lo lanciò giovanissimo – la Fiorentina ha scelto di non investire su di lui.

Risultato? Cataldi è tornato a casa. Non come un “esubero”, ma come l’usato sicuro che si è scoperto essere, ancora una volta, oro colato per Maurizio Sarri.

Il “Maestro” e il suo allievo: la regia del Comandante

In questa stagione, orfana per lunghi tratti di Rovella, la Lazio ha trovato in Cataldi il suo porto sicuro. Sotto la guida di Sarri, Danilo ha affinato una visione di gioco che oggi lo rende uno dei registi più affidabili del campionato. Non solo geometrie, ma anche una freddezza glaciale dal dischetto che ha stupito i più scettici.

“Se c’è un rigore al 90′ lo tira Cataldi, ha sentenziato Sarri.

E lui ha risposto presente: le perle contro Torino e Genoa, arrivate oltre il centesimo minuto, non sono state solo gol, ma dichiarazioni d’intenti. Cataldi non gioca solo per la pagella; gioca per la maglia che sognava da bambino sui campi dell’Ottavia.

Il ritorno da ex: lunedì sfida all’Artemio Franchi

Il calendario, sempre beffardo, mette ora Danilo davanti al suo passato recente. Lunedì la Lazio volerà a Firenze e per Cataldi non sarà una partita come le altre. Tornerà in quello stadio che lo ha accolto e apprezzato, ma lo farà con la fascia da capitano (morale e tecnica) di una Lazio che ha ripreso a correre.

I tifosi viola lo saluteranno con affetto, ma per 90 minuti non ci sarà spazio per la nostalgia. Il futuro di Danilo è ancora tutto da scrivere, ma una cosa è certa: la sua centralità in questo progetto è la vittoria più bella di chi non ha mai smesso di crederci.



Unisciti subito al Canale WhatsApp di Since1900.it per ricevere in tempo reale tutte le ultime notizie, le probabili formazioni, gli aggiornamenti di mercato e le cronache dei match direttamente sul tuo smartphone!👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI SUBITO

Scarica l'App Ufficiale di Since1900.it!Vivi la Lazio a 360 gradi con la nostra app dedicata: notizie in tempo reale, statistiche, dirette e molto altro, tutto a portata di mano!

Zaccagni brucia le tappe: obiettivo Bergamo

0
Mattia Zaccagni esulta con la maglia della Lazio e la fascia da capitano dopo un gol all'Olimpico.

Le notizie che filtrano da Formello sono decisamente positive. Se inizialmente il recupero per la sfida contro la Dea sembrava un miraggio, le ultime terapie hanno dato esiti insperati. Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, Zaccagni sta “bruciando le tappe”: il miglioramento clinico della lesione al vasto mediale è evidente e il calciatore ha già iniziato il percorso di riatletizzazione.

L’obiettivo minimo è la convocazione per la trasferta di Bergamo, ma lo staff medico e Sarri sperano in qualcosa di più. L’assenza del numero 10 si è fatta sentire pesantemente nelle ultime uscite, privando la Lazio di quell’imprevedibilità nell’uno contro uno fondamentale per scardinare le difese chiuse.

Il piano di Sarri su Zaccagni: “Lo voglio pronto prima”

Il tecnico toscano, intervenuto nel post-partita di Lazio-Parma, non ha nascosto la speranza di riabbracciare il suo pupillo con qualche giorno di anticipo sulla tabella di marcia:

“Per l’Atalanta dovrebbe esserci, ma spero di recuperarlo già qualche partita prima. Non mi basta che sia clinicamente guarito, ho bisogno che ritrovi una buona condizione fisica per essere determinante”.

L’idea è quella di fargli assaggiare il campo magari già nella sfida di campionato precedente, per evitare di lanciarle Zaccagni nella mischia a Bergamo senza il ritmo partita necessario.



Unisciti subito al Canale WhatsApp di Since1900.it per ricevere in tempo reale tutte le ultime notizie, le probabili formazioni, gli aggiornamenti di mercato e le cronache dei match direttamente sul tuo smartphone!👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI SUBITO

Scarica l'App Ufficiale di Since1900.it!Vivi la Lazio a 360 gradi con la nostra app dedicata: notizie in tempo reale, statistiche, dirette e molto altro, tutto a portata di mano!

Sarri dopo il pari col Parma: “Buona reazione, ma troppa lentezza. Lazzari? Scelta difficile”

0
Maurizio Sarri durante l'intervista post-partita di Lazio-Parma allo Stadio Olimpico.
Maurizio Sarri in panchina all’Olimpico: il tecnico annuncia che resterà fino a giugno, ma chiede risposte e investimenti alla società.

Non è il poker sperato, ma per Maurizio Sarri il bicchiere resta mezzo pieno. Al termine dell’1-1 strappato in rimonta contro il Parma, il tecnico biancoceleste ha analizzato ai microfoni di Dazn una gara dai due volti, sottolineando la capacità della squadra di non perdere la bussola dopo lo svantaggio iniziale.

“Considero la gara di oggi una serie positiva che continua”, ha esordito il Comandante, che ha poi spiegato le difficoltà tattiche incontrate contro l’undici di Cuesta: “Nel primo tempo abbiamo palleggiato troppo con la palla addosso, senza movimenti. Contro squadre che si chiudono così serve pazienza. Nel secondo tempo abbiamo alzato i ritmi e la reazione è stata buona in una partita che poteva complicarsi maledettamente”.

Il dilemma Lazzari-Tavares

Uno dei temi caldi del match è stato l’ingresso di Manuel Lazzari, che ha dato la scossa sulla fascia destra. Sarri non ha nascosto la stima per il terzino, pur ammettendo le difficoltà nel garantirgli minutaggio: “Ci pensavo già nell’intervallo. Manuel è un ragazzo che meriterebbe di giocare di più per come si allena, ma trovare l’equilibrio contemporaneamente con lui e Tavares non è sempre facile. In questo periodo Nuno stava facendo bene e Manuel è stato un po’ penalizzato, ma oggi è entrato alla grande”.

L’affondo sul sistema calcio e l’Italia fuori dal Mondiale

Interpellato sul fallimento della Nazionale, rimasta fuori dal Mondiale 2026, Sarri ha allargato il discorso ai problemi strutturali del calcio italiano, con la consueta schiettezza: “Mi dispiace per l’Italia, ma ho altri problemi a cui pensare. Di certo c’è da rivedere qualcosa nei vivai, anche se il talento lo produce la mamma, non il settore giovanile. Veniamo da anni di Decreto Crescita dove uno straniero costava meno di un italiano: è stato fatto un percorso al contrario. Senza un accordo tra presidenti o leggi comunitarie diverse, limitare gli stranieri è durissima”.



Unisciti subito al Canale WhatsApp di Since1900.it per ricevere in tempo reale tutte le ultime notizie, le probabili formazioni, gli aggiornamenti di mercato e le cronache dei match direttamente sul tuo smartphone!👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI SUBITO

Scarica l'App Ufficiale di Since1900.it!Vivi la Lazio a 360 gradi con la nostra app dedicata: notizie in tempo reale, statistiche, dirette e molto altro, tutto a portata di mano!

Lazio-Parma 1-1: Noslin risponde a Del Prato, frenata biancoceleste

0
Esultanza di Noslin dopo il gol del pareggio in Lazio-Parma 1-1 sotto la Curva Nord.

La striscia di vittorie si ferma a tre. All’Olimpico la Lazio non va oltre l’1-1 contro un Parma coriaceo e fortunato, che accarezza il colpaccio per oltre un’ora. La squadra di Maurizio Sarri mastica amaro: una frenata che brucia, specialmente per come è maturata tra imprecisioni sotto porta e decisioni arbitrali che faranno discutere per giorni.

Doccia gelida e assalto sterile

Senza Patric e Gila, Sarri lancia Cataldi in regia e conferma il tridente “leggero”. L’avvio però è un incubo: al 15′, su una punizione di Valeri che danza pericolosamente in area, Del Prato è il più lesto di tutti e trafigge Motta. Da quel momento inizia un’altra partita: il Parma si chiude a riccio, alzando un muro davanti a Suzuki, mentre la Lazio fatica a trovare varchi puliti.

Le polemiche esplodono prima dell’intervallo: Marcenaro grazia Strefezza (intervento durissimo su Cataldi che meritava più del giallo) e sorvola su un contatto sospetto tra Circati e Maldini in area. La Lazio spinge, ma Tavares sbaglia troppi cross e Isaksen non punge.

La zampata di Noslin salva il punto

Nella ripresa Sarri cambia tutto: dentro Noslin, Cancellieri e Lazzari. La scossa arriva, anche se tardiva. Al 77′ è proprio il neoentrato Noslin a trovare lo spiraglio giusto: scambio con Taylor, tiro dal limite e deviazione provvidenziale di Circati che mette fuori causa Suzuki.

Il finale è un forcing disperato. C’è spazio anche per un brivido VAR: Marcenaro assegna un rigore al Parma per un tocco di braccio di Tavares, ma la posizione di partenza irregolare di Pellegrino cancella tutto. Finisce 1-1, un punto che muove la classifica ma lascia il rimpianto di non aver sfruttato il turno casalingo. Ora il calendario si fa durissimo: Firenze, Napoli e la semifinale di ritorno a Bergamo.


Il Tabellino di Lazio-Parma 1-1

CategoriaDettagli
Marcatori15′ Del Prato (P), 77′ Noslin (L)
Lazio (4-3-3)Motta; Marusic (58′ Lazzari), Provstgaard, Romagnoli, Tavares; Taylor, Cataldi, Dele-Bashiru; Isaksen (58′ Cancellieri), Maldini (65′ Dia), Pedro (58′ Noslin).
Parma (3-5-2)Suzuki; Del Prato, Circati, Valenti; Britschi (88′ Sorensen), Nicolussi Caviglia (71′ Estevez), Keita (88′ Carboni), Bernabè (80′ Oristanio), Valeri; Strefezza (80′ Ordonez), Pellegrino.
ArbitroMatteo Marcenaro (sez. Genova)


Unisciti subito al Canale WhatsApp di Since1900.it per ricevere in tempo reale tutte le ultime notizie, le probabili formazioni, gli aggiornamenti di mercato e le cronache dei match direttamente sul tuo smartphone!👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI SUBITO

Scarica l'App Ufficiale di Since1900.it!Vivi la Lazio a 360 gradi con la nostra app dedicata: notizie in tempo reale, statistiche, dirette e molto altro, tutto a portata di mano!

Biglietti Lazio-Parma: info, prezzi e modalità d’acquisto

0
Tabella prezzi ufficiale dei biglietti per la sfida di Serie A tra Lazio e Parma allo Stadio Olimpico.

Archiviata la sosta, la Lazio torna all’Olimpico per sfidare il Parma (sabato 4 aprile, ore 20:45). Nonostante il clima di contestazione che sta portando i tifosi a disertare lo stadio, la società ha ufficializzato l’apertura della vendita dei tagliandi. Sarà un match importante per la rincorsa europea di Sarri, che cerca il quarto successo consecutivo.

Dove e come acquistare i tagliandi

I biglietti sono disponibili attraverso il circuito Vivaticket, sia online che nei punti vendita fisici. Per chi volesse caricare il titolo sulla propria Fidelity Card (Millenovecento o Eagle), l’operazione è possibile anche durante l’acquisto digitale.

Si ricorda che per gli acquisti online viene applicata una commissione di servizio del 3,80%. I botteghini di via Nigra apriranno esclusivamente il giorno della gara a partire dalle ore 16:45.

Promozioni e agevolazioni: focus Under 14 e Under 16

La Lazio conferma la politica di prezzi agevolati per i più giovani:

  • Under 14: I nati dal 01/01/2012 entrano gratis se accompagnati da un adulto pagante. L’operazione è valida solo presso i Lazio Style 1900 o in via Nigra il giorno del match.
  • Under 16: Prezzi ridotti per i nati dal 01/01/2010.
  • Disabili: Le tariffe per invalidi al 100% e non deambulanti sono acquistabili esclusivamente nei negozi Lazio Style.

Per la sfida di sabato 4 aprile (ore 20:45), la vendita è aperta. Di seguito il dettaglio dei costi per ogni settore dello Stadio Olimpico:

SettoreInteroRidotto (*)Under 16 (**)Under 14 (***)
Tribuna d’Onore Laterale Destra€ 150======
Tribuna d’Onore con Hospitality€ 300======
Tribuna M. Mario Top€ 60€ 30€ 30OMAGGIO
Tribuna M. Mario Lat.€ 40€ 22€ 22OMAGGIO
Tribuna Tevere Gold€ 60€ 30€ 30OMAGGIO
Tribuna Tevere Top€ 55€ 25€ 25OMAGGIO
Tribuna Tevere€ 35€ 20€ 20==
Tribuna Tevere Parterre centrale€ 35€ 20€ 20==
Tevere Non Deambulante€ 5======
Tevere Accompagnatore€ 25======
Curva Maestrelli€ 25€ 14€ 14OMAGGIO
Distinti Sud est€ 25€ 14€ 14OMAGGIO
Settore Ospiti distinti sud ovest€ 25======

Note Importanti per l’acquisto

  • (*) Ridotto: Riservato a Invalidi Civili al 100%. Acquistabile solo presso i Lazio Style 1900.
  • () Under 16:** Per i nati dal 01/01/2010.
  • ** (*) Omaggio Under 14: Per i nati dal 01/01/2012. Il biglietto omaggio va ritirato insieme a quello dell’accompagnatore adulto esclusivamente presso i Lazio Style 1900 o (il giorno della gara) in Via Nigra.
  • Commissioni: Per gli acquisti online viene applicata una commissione del 3,80%.


Unisciti subito al Canale WhatsApp di Since1900.it per ricevere in tempo reale tutte le ultime notizie, le probabili formazioni, gli aggiornamenti di mercato e le cronache dei match direttamente sul tuo smartphone!👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI SUBITO

Scarica l'App Ufficiale di Since1900.it!Vivi la Lazio a 360 gradi con la nostra app dedicata: notizie in tempo reale, statistiche, dirette e molto altro, tutto a portata di mano!

Lazio-Parma: Sarri cerca il poker all’Olimpico. Dove vederla in TV e le probabili formazioni

0
Maurizio Sarri impartisce istruzioni tattiche durante la preparazione di Lazio-Parma a Formello.

La marcia della Lazio non vuole fermarsi. Dopo l’entusiasmante trittico di vittorie contro Sassuolo, Milan e Bologna, la squadra di Maurizio Sarri torna tra le mura amiche dello Stadio Olimpico (ore 20:45) per affrontare il Parma di Carlos Cuesta. Un match fondamentale per dare continuità alla scalata europea e consolidare un’intesa che, nell’ultimo mese, sembra finalmente sbocciata.

I biancocelesti arrivano al match galvanizzati dai tre punti del Dall’Ara, mentre i ducali vivono un momento di crisi profonda: quattro turni senza successi e lo spettro della zona calda che inizia a farsi sentire.

Le scelte di Sarri: torna Romagnoli

Il “Comandante” dovrebbe confermare il blocco che ha regalato certezze nelle ultime uscite. Davanti al giovane Motta, ormai certezza tra i pali, riprende posto dal 1′ Alessio Romagnoli al fianco di Provstgaard. A centrocampo, spazio ancora al trio delle meraviglie con Patric in cabina di regia supportato dai polmoni di Dele-Bashiru e dal talento purissimo di Kenneth Taylor. In attacco, con Zaccagni ancora ai box, tridente composto da Isaksen, Maldini e l’esperienza di Pedro.

Lazio-Parma: le probabili formazioni

PosizioneLAZIO (4-3-3)PARMA (3-5-2)
PortiereMottaSuzuki
DifensoriMarusic, Romagnoli, Provstgaard, TavaresDelprato, Circati, Valenti
CentrocampistiDele-Bashiru, Patric, TaylorBritschgi, Ondrejka, Keita, Sorensen, Valeri
AttaccantiIsaksen, Maldini, PedroStrefezza, Pellegrino

Dove vedere Lazio-Parma in TV e Streaming

Il match dell’Olimpico sarà trasmesso in diretta co-esclusiva. Sarà possibile seguire la sfida su DAZN tramite app su smart TV e dispositivi mobili, oppure su Sky Sport (canale 251) e in streaming su NOW. La telecronaca su DAZN è affidata a Luca Farina con il commento tecnico dell’ex biancoceleste Cristian Brocchi.



Unisciti subito al Canale WhatsApp di Since1900.it per ricevere in tempo reale tutte le ultime notizie, le probabili formazioni, gli aggiornamenti di mercato e le cronache dei match direttamente sul tuo smartphone!👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI SUBITO

Scarica l'App Ufficiale di Since1900.it!Vivi la Lazio a 360 gradi con la nostra app dedicata: notizie in tempo reale, statistiche, dirette e molto altro, tutto a portata di mano!

Renzi attacca Lotito a La7: “Sistema distrutto, i tifosi della Lazio hanno ragione”

0
Matteo Renzi ospite negli studi di La7 mentre critica la gestione di Claudio Lotito e del calcio italiano.

Il clima attorno alla Lazio si fa sempre più incandescente, non solo tra le mura di Formello o sugli spalti (vuoti) dell’Olimpico, ma anche nei palazzi della politica. Mentre la squadra di Sarri si prepara ad affrontare il Parma in uno stadio deserto per la sesta gara consecutiva di protesta, il caso Claudio Lotito finisce al centro del dibattito nazionale.

Ospite della trasmissione L’Aria che tira su La7, Matteo Renzi ha usato parole durissime contro il presidente biancoceleste, legando la crisi del calcio italiano — acuita dalle dimissioni di Gravina — alla gestione del potere sportivo e politico.

“Un sistema da pulire”

“La politica ha distrutto il calcio” ha esordito il leader di Italia Viva, puntando poi il dito direttamente sul patron laziale: “Fino a quando abbiamo Lotito che fa il presidente, con i tifosi che lo vogliono cacciare via, e intanto siede in Parlamento per fare gli emendamenti, non avremo mai un sistema pulito”.

Parole che pesano come macigni e che danno voce a quella fetta di tifoseria che domani, per Lazio-Parma, lascerà ancora una volta la Curva Nord spoglia. La contestazione ha ormai superato i confini sportivi, diventando un caso politico che mette in discussione il doppio ruolo di Lotito tra Senato e Lega Calcio.

Olimpico spettrale per il Parma

In questo scenario, il match contro i crociati rischia di passare in secondo piano. Dopo la breve tregua emotiva del match col Milan, il popolo laziale ha scelto la linea dura: diserzione totale. Un segnale inequivocabile indirizzato a una presidenza che, secondo i gruppi organizzati e ora anche secondo parte della politica, rappresenta il tappo che impedisce al club e al sistema calcio di evolversi.



Unisciti subito al Canale WhatsApp di Since1900.it per ricevere in tempo reale tutte le ultime notizie, le probabili formazioni, gli aggiornamenti di mercato e le cronache dei match direttamente sul tuo smartphone!👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI SUBITO

Scarica l'App Ufficiale di Since1900.it!Vivi la Lazio a 360 gradi con la nostra app dedicata: notizie in tempo reale, statistiche, dirette e molto altro, tutto a portata di mano!

Nuno Tavares si confessa: “Sacrificio per Sarri. Ora sogno un trofeo”

0
Nuno Tavares corre sulla fascia sinistra durante un allenamento a Formello agli ordini di Sarri.

La marcia della Lazio verso il finale di stagione riparte dall’Olimpico contro il Parma. Dopo tre successi consecutivi, l’ambiente biancoceleste respira un’aria nuova, fatta di fiducia e consapevolezza. Tra i grandi protagonisti di questa risalita c’è sicuramente Nuno Tavares, che ai microfoni ufficiali ha analizzato il suo momento e quello della squadra, tra ambizioni di Coppa e crescita personale.

Il “nuovo” Tavares: meno spinta, più difesa

Il portoghese non si nasconde: l’impatto con il calcio di Maurizio Sarri ha richiesto un cambio di mentalità drastico. “È stata una stagione strana, ho dovuto capire cosa volesse il Mister e dove stessi sbagliando”, ha ammesso il terzino. Il segreto? L’equilibrio. Tavares ha capito che per essere utile alla Lazio doveva limare la sua indole ultra-offensiva: “Ho sacrificato un po’ l’attacco per migliorare in difesa. Se spendi tutto per spingere, poi non hai energia per coprire. Mi sto gestendo meglio”. Una maturità che lo ha portato a collezionare dieci presenze consecutive, diventando un pilastro dello scacchiere biancoceleste.

L’elogio ai nuovi e il sogno nel cassetto

Nuno ha poi speso parole al miele per i nuovi innesti, sottolineando come l’integrazione stia procedendo a gonfie vele: “Vedo ogni giorno la qualità di Taylor e Przyborek. Kenneth ormai è una certezza, ma sono sicuro che anche Adrian dimostrerà il suo valore presto”.

Ma lo sguardo è rivolto soprattutto agli obiettivi di squadra. Nonostante una stagione tra alti e bassi, la Coppa Italia resta il grande “salvagente” e il sogno proibito: “Vogliamo vincere qualcosa di speciale per questi tifosi straordinari. E poi spero di segnare il mio primo gol con questa maglia: magari arriverà proprio contro il Parma”.



Unisciti subito al Canale WhatsApp di Since1900.it per ricevere in tempo reale tutte le ultime notizie, le probabili formazioni, gli aggiornamenti di mercato e le cronache dei match direttamente sul tuo smartphone!👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI SUBITO

Scarica l'App Ufficiale di Since1900.it!Vivi la Lazio a 360 gradi con la nostra app dedicata: notizie in tempo reale, statistiche, dirette e molto altro, tutto a portata di mano!

Lazio-Zarate: gaffe nel bilancio sulla data del processo

0
Mauro Zarate con la maglia della Lazio durante un'esultanza allo Stadio Olimpico.

Continua l’analisi del bilancio della Lazio al 31 dicembre 2025, e tra le pieghe della relazione finanziaria spunta un dettaglio che ha del surreale. Nella sezione dedicata al “Contenzioso Civile”, la società biancoceleste ha riportato gli ultimi aggiornamenti sulla storica battaglia legale legata a Mauro Zarate, incappando però in un errore di calendario piuttosto clamoroso.

Il caso Pluriel Limited

La disputa riguarda la Pluriel Limited, che nel 2020 ha citato la Lazio per una cifra di circa 3,2 milioni di euro. La richiesta si basa sulla differenza di compenso che, secondo la controparte, sarebbe spettata all’attaccante argentino per la stagione 2013/2014, partendo dal presupposto che il club capitolino sia responsabile della risoluzione del contratto.

Dopo un primo grado di giudizio favorevole alla Lazio, la Pluriel ha presentato ricorso in appello. Ed è qui che il documento ufficiale scivola sulla buccia di banana: la data dell’udienza viene infatti indicata per il 31 aprile 2027. Un giorno che, com’è noto, non esiste sul calendario gregoriano.

Zarate vs Lazio Una telenovela senza fine

Al di là della svista burocratica, la vicenda conferma come l’addio di “Maurito” continui a produrre strascichi legali a distanza di oltre dieci anni. La Lazio resta fiduciosa, forte della vittoria nel primo round processuale, ma dovrà attendere la data (reale) della prossima udienza per mettere definitivamente la parola fine a questa infinita querelle finanziaria.



Unisciti subito al Canale WhatsApp di Since1900.it per ricevere in tempo reale tutte le ultime notizie, le probabili formazioni, gli aggiornamenti di mercato e le cronache dei match direttamente sul tuo smartphone!👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI SUBITO

Scarica l'App Ufficiale di Since1900.it!Vivi la Lazio a 360 gradi con la nostra app dedicata: notizie in tempo reale, statistiche, dirette e molto altro, tutto a portata di mano!

Lazio-Basic: aria di addio. Salta il rinnovo di Toma

0
Toma Basic in un momento di riflessione durante un allenamento della Lazio a Formello.

Ci sono parabole calcistiche che sembrano destinate al lieto fine e poi, improvvisamente, sbattono contro la realtà. Quella di Toma Basic con la Lazio è una storia di occasioni colte e poi sfumate tra le dita. Arrivato dal Bordeaux nel 2021, il croato aveva faticato a trovare la sua dimensione, finendo ai margini e poi in prestito alla Salernitana. Il suo ritorno in estate, però, aveva raccontato un’altra musica: solidità, abnegazione e quel gol pesantissimo contro la Juventus che aveva fatto gridare alla rinascita.

Maurizio Sarri ci aveva scommesso forte, arrivando a definirlo il primo giocatore a cui avrebbe prolungato il contratto. Ma tra il dire e il fare si è intromessa la sfortuna e la fredda logica societaria. La lesione all’adduttore rimediata a gennaio contro la Fiorentina ha spento i riflettori su di lui proprio sul più bello, quando si discuteva di un rinnovo fino al 2030 con cifre importanti (tra i 2 e i 2,5 milioni di euro).

Toma Basic Vento Cambiato in casa Lazio

Oggi il vento è cambiato. La società biancoceleste sembra aver virato verso una strategia diversa, mettendo in discussione la sostenibilità economica e la tenuta fisica del centrocampista. Le possibilità di vedere Toma ancora a Formello nella prossima stagione sono ridotte al lumicino: una scelta che guarda al futuro della rosa e che, con ogni probabilità, metterà la parola fine a un’avventura vissuta sempre sul filo dell’incertezza.



Unisciti subito al Canale WhatsApp di Since1900.it per ricevere in tempo reale tutte le ultime notizie, le probabili formazioni, gli aggiornamenti di mercato e le cronache dei match direttamente sul tuo smartphone!👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI SUBITO

Scarica l'App Ufficiale di Since1900.it!Vivi la Lazio a 360 gradi con la nostra app dedicata: notizie in tempo reale, statistiche, dirette e molto altro, tutto a portata di mano!

Lazio-Parma: l’Olimpico torna deserto. Protesta a oltranza

0
eduta panoramica dello Stadio Olimpico di Roma con le tribune deserte per la protesta dei tifosi della Lazio.
Stadio Olimpico con settori vuoti durante la protesta dei tifosi della Lazio

La sosta per le Nazionali è alle spalle e la Lazio di Maurizio Sarri scalda i motori per la ripresa del campionato. L’obiettivo è chiaro: centrare il quarto successo consecutivo contro il Parma per dare continuità a un periodo esaltante, culminato con le vittorie su Sassuolo, Milan e Bologna. Eppure, nonostante il momento d’oro sul campo, l’atmosfera attorno alla squadra rischia di tornare gelida.

Dimenticate lo spettacolo mozzafiato visto contro il Milan. I dati della prevendita per il match contro i crociati parlano di un Olimpico spettrale: a due giorni dal fischio d’inizio, sono stati staccati appena 4.000 biglietti. Una cifra irrisoria che certifica il ritorno al muro contro muro tra la tifoseria e la società.

La posizione del tifo organizzato della Lazio

La linea della Curva Nord e dei principali gruppi organizzati è netta: la protesta contro la presidenza di Claudio Lotito non si ferma. Dopo la parentesi “emotiva” della sfida contro i rossoneri, i gradoni rimarranno vuoti fino al termine della stagione per tutte le gare casalinghe.

Le uniche deroghe ammesse dal tifo biancoceleste riguardano il Derby (formalmente in trasferta) e una possibile finale di Coppa Italia, traguardo che la squadra sta inseguendo con le unghie e con i denti. Per il resto, Sarri e i suoi ragazzi dovranno trovare la carica dentro se stessi: il dodicesimo uomo della Lazio, per ora, resta fuori.



Unisciti subito al Canale WhatsApp di Since1900.it per ricevere in tempo reale tutte le ultime notizie, le probabili formazioni, gli aggiornamenti di mercato e le cronache dei match direttamente sul tuo smartphone!👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI SUBITO

Scarica l'App Ufficiale di Since1900.it!Vivi la Lazio a 360 gradi con la nostra app dedicata: notizie in tempo reale, statistiche, dirette e molto altro, tutto a portata di mano!

Kenneth Taylor: il segreto del nuovo leader della Lazio

0
Kenneth Taylor in azione con la maglia della Lazio durante la sfida contro il Bologna.

L’impatto di Kenneth Taylor sulla Lazio è stato un uragano di freschezza in un momento di tempesta. Arrivato dall’Ajax a gennaio tra lo scetticismo generale, il centrocampista olandese ha impiegato pochissimo a trasformarsi in un titolare inamovibile per Maurizio Sarri. Non è solo una questione di adattamento record, ma di una centralità tecnica che lo ha visto protagonista in ogni match chiave.

Dalla rete contro il Genoa alla pesante doppietta rifilata al Bologna (senza dimenticare il rigore glaciale in Coppa Italia), Taylor ha dimostrato di avere il “killer instinct” che mancava. I dati della Lega Serie A confermano un dinamismo fuori dal comune: al Dall’Ara ha corso per oltre 12,3 km, abbinando ai polmoni una visione di gioco d’alta scuola, fatta di tocchi rapidi e letture difensive che hanno già conquistato il “Comandante”.

La società biancoceleste ha deciso di blindarlo con una strategia contrattuale lungimirante. L’accordo fino al 2030 prevede un sistema di premi fedeltà e un ingaggio a salire: dai 1,4 milioni attuali si arriverà a toccare i 3,4 milioni nell’ultimo anno. Un investimento pesante che certifica come, indipendentemente dal futuro della panchina, il domani della Lazio passi inevitabilmente dai piedi del talento ex Ajax.



Unisciti subito al Canale WhatsApp di Since1900.it per ricevere in tempo reale tutte le ultime notizie, le probabili formazioni, gli aggiornamenti di mercato e le cronache dei match direttamente sul tuo smartphone!👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI SUBITO

Scarica l'App Ufficiale di Since1900.it!Vivi la Lazio a 360 gradi con la nostra app dedicata: notizie in tempo reale, statistiche, dirette e molto altro, tutto a portata di mano!

Difesa Lazio, il patto di giugno: Romagnoli, Lotito e quell’ombra che arriva dal Qatar

0
Alessio Romagnoli difensore Lazio concentrato durante una partita di Serie A allo Stadio Olimpico focus calciomercato

La calma dopo la tempesta è un concetto relativo a Formello. Maurizio Sarri ha saputo ricucire uno spogliatoio che a gennaio sembrava un campo di battaglia, portando a casa vittorie pesanti e carattere. Eppure, sotto la cenere delle tre vittorie consecutive, le braci del calciomercato continuano a bruciare. Il caso più spinoso? Quello legato ad Alessio Romagnoli.

Il “no” di Sarri e la promessa mancata

Il rapporto tra il centrale di Nettuno e la presidenza ha vissuto mesi di gelo polare. Al centro della disputa, un rinnovo promesso e mai concretizzato che aveva spinto il giocatore a guardare altrove. A gennaio, la pista Al-Sadd era diventata caldissima: un’offerta milionaria, la prospettiva di riabbracciare il “Mancio” in Qatar e una rottura che sembrava insanabile.

Tuttavia, il banco è saltato per un veto preciso:

  • Claudio Lotito aveva aperto alla cessione, ma solo a patto che Sarri desse il via libera.
  • Sarri non ha mai pronunciato quel “sì”, ritenendo Alessio imprescindibile per la sua linea difensiva.

Fattore Medio Oriente: perché tutto può cambiare

Non è solo una questione di cifre. Il conflitto in Medio Oriente sta condizionando pesantemente la vita a Doha, influenzando anche le scelte professionali di chi, come Roberto Mancini, sta vivendo un rapporto altalenante con il club qatariota. Romagnoli ha un contratto fino al 2027, ma il “mal di pancia” contrattuale resta. Se a giugno Lotito non dovesse pareggiare le promesse fatte, il difensore potrebbe riconsiderare seriamente l’addio, nonostante l’amore viscerale per i colori biancocelesti.

Muro 2027: una difesa da rifondare?

Il vero allarme per la dirigenza non riguarda solo il numero 13. La Lazio si trova di fronte a un paradosso contrattuale che coinvolge quasi tutto il pacchetto arretrato. Entro il 2027 scadranno:

  1. Alessio Romagnoli
  2. Mario Gila (attualmente alle prese con un fastidioso infortunio al ginocchio)
  3. Patric
  4. Samuel Gigot

Perdere i due pilastri titolari in una sola sessione sarebbe un suicidio tecnico. Sebbene Provstgaard stia crescendo bene e il nome di Diogo Leite sia tornato d’attualità secondo le ultime indiscrezioni del Corriere dello Sport, l’affinità della coppia Romagnoli-Gila resta il tesoro più prezioso di questa Lazio. Il summit di giugno deciderà se blindare il futuro o dare inizio a una rivoluzione totale.



Unisciti subito al Canale WhatsApp di Since1900.it per ricevere in tempo reale tutte le ultime notizie, le probabili formazioni, gli aggiornamenti di mercato e le cronache dei match direttamente sul tuo smartphone!👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI SUBITO

Scarica l'App Ufficiale di Since1900.it!Vivi la Lazio a 360 gradi con la nostra app dedicata: notizie in tempo reale, statistiche, dirette e molto altro, tutto a portata di mano!

Motta o Provedel? Il dilemma per il futuro della Lazio

0
Motta o Provedel? Il dilemma per il futuro della Lazio

Edoardo Motta titolare a 21 anni è un caso fortuito o l’inizio di una nuova era? Vittorio analizza il dilemma tra la garanzia Provedel e il potenziale del giovane portiere: un bivio che deciderà non solo il futuro della porta biancoceleste, ma l’identità stessa della società.

L’occasione del destino: dalla panchina al centro del palco

La storia di Edoardo Motta sembra scritta da un regista cinematografico. Arrivato a gennaio come scommessa a basso costo (circa un milione di euro) per fare il vice, si è ritrovato catapultato titolare a causa del grave infortunio alla spalla di Ivan Provedel.

A 21 anni, con una manciata di presenze in Serie A, Motta ha mostrato sprazzi di talento purissimo — come il rigore parato a Orsolini — ma anche le fisiologiche incertezze di chi deve ancora imparare a leggere i momenti della partita. Il punto, però, non è se oggi sia “più forte” di Provedel (spoiler: non lo è), ma se la Lazio abbia il coraggio di aspettarlo.

Il modello europeo vs il “metodo italiano”

In Premier League o in Ligue 1, se sei forte a 17 o 18 anni giochi. Punto. Non importa se commetti un errore davanti a 60.000 persone: quell’errore è considerato un investimento sulla tua crescita. In Italia, invece, vige la dittatura dell’esperienza. Se un giovane sbaglia, finisce in panchina e l’anno dopo viene spedito in prestito in Serie C. Risultato? A 23 anni i portieri inglesi hanno 100 presenze in massima serie, i nostri 20 in Lega Pro.

“La crescita di un ragazzo passa dagli errori. Bisogna accettarli per avere, tra due anni, un portiere pronto e di livello internazionale.” — Maurizio Sarri

Il fattore economico e tecnico: Provedel o Motta?

Ivan Provedel è una garanzia assoluta, un portiere da 7 in pagella costante. Ma ha superato i 30 anni. Il suo valore di mercato è destinato a scendere o, nel migliore dei casi, a stabilizzarsi. Edoardo Motta, se blindato e lanciato titolare, tra due anni potrebbe valere 30 o 40 milioni di euro. È il “modello Carnesecchi” applicato alla Lazio: accettare di perdere qualche punto oggi per ritrovarsi un patrimonio (tecnico ed economico) domani.

Continuare a puntare esclusivamente su giocatori a fine ciclo (come il caso di Modric al Milan citato da Vittorio) può dare sicurezze nell’immediato, ma non costruisce un futuro sostenibile. Se il “Progetto Giovani” di Fabiani è reale, il banco di prova sarà la gestione della gerarchia nella prossima stagione.

Conclusione: Un patto tra società, tecnico e tifosi

Per far sì che l’esperimento Motta funzioni, serve un patto a tre:

  1. L’allenatore deve insistere sul ragazzo anche dopo una “papera”.
  2. La società deve proteggerlo dalle critiche e confermarlo titolare.
  3. I tifosi devono smettere di fischiare al primo incertezza, capendo che quel gol subito è il prezzo da pagare per avere un top player tra ventiquattro mesi.

La sfortuna di Provedel ha aperto una porta. Ora spetta alla Lazio decidere se varcarla con coraggio o richiuderla per paura di sbagliare.



Unisciti subito al Canale WhatsApp di Since1900.it per ricevere in tempo reale tutte le ultime notizie, le probabili formazioni, gli aggiornamenti di mercato e le cronache dei match direttamente sul tuo smartphone!👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI SUBITO

Scarica l'App Ufficiale di Since1900.it!Vivi la Lazio a 360 gradi con la nostra app dedicata: notizie in tempo reale, statistiche, dirette e molto altro, tutto a portata di mano!

Perché la Lazio non si chiama Roma? Storia, Miti e la Scelta di un’Identità Superiore

0
Un’analisi profonda di oltre 800 parole sulla scelta del nome Lazio. Scopri perché Bigiarelli scelse il Latium Vetus e come la Lazio resistette alla fusione del 1927.

C’è una domanda che da oltre un secolo riecheggia tra i vicoli della Capitale, un interrogativo che divide i bar, anima i derby e affascina gli storici dello sport: com’è possibile che la prima, grandissima società sportiva di Roma non porti il nome della città stessa?

La risposta a questa domanda non è una semplice nota a piè di pagina nella cronaca sportiva, ma un viaggio affascinante nelle radici della nostra civiltà. Come ci spiega Vittorio nel suo approfondimento a “Palla a campanile”, scegliere di chiamarsi Lazio nel 1900 non fu un ripiego, né una mancanza di coraggio. Fu una dichiarazione d’intenti consapevole, una visione che andava oltre i confini delle mura aureliane per abbracciare un ideale universale.


Smontare i falsi miti: la verità storica

Prima di arrivare al cuore pulsante della scelta dei nove fondatori, è necessario fare pulizia. Negli anni, il vuoto di conoscenza è stato riempito da leggende metropolitane e “chiacchiere da bar” che hanno solo generato confusione.

Il primo mito da sfatare è quello del divieto legislativo. Si sente spesso dire che una presunta legge impedisse l’uso del nome “Roma”. Falso. Documenti alla mano, nel 1900 esistevano già realtà come la Ginnastica Roma o lo Sporting Club Roma. Il nome della città era liberamente utilizzabile.

Il secondo errore, forse il più comune, è di natura anacronistica. Molti pensano che la Lazio si chiami così in onore della “Regione Lazio”. Niente di più sbagliato. Nel 1900, le Regioni come enti amministrativi non esistevano nemmeno nel pensiero dei legislatori; sarebbero nate ufficialmente solo nel 1970. Per i ragazzi di Piazza della Libertà, la parola “Lazio” non evocava confini burocratici, ma echi di una storia millenaria.

Infine, il nome Società Podistica Roma era assolutamente disponibile. Se Luigi Bigiarelli e i suoi compagni avessero voluto un nome cittadino, nulla glielo avrebbe impedito. Se non lo fecero, fu per una ragione precisa e straordinariamente poetica.


9 Gennaio 1900: Il sogno di Piazza della Libertà

Immaginiamo la scena. È il 9 gennaio 1900, fa freddo sulle sponde del Tevere, ma il cuore di nove giovani batte all’impazzata. Si ritrovano su una panchina di Piazza della Libertà. Hanno un sogno: creare una società che porti lo sport a tutti, seguendo i valori dell’Olimpismo appena rinato grazie a De Coubertin.

Per questi ragazzi, lo sport era nobiltà d’animo, non solo competizione. Per questo scelsero i colori bianco e celeste: un omaggio cromatico alla bandiera della Grecia, la terra che aveva dato i natali alle Olimpiadi. Ma per il nome serviva qualcosa che legasse Roma alla sua genesi. Scelsero Lazio, evocando il Latium Vetus.

Nella loro visione, il Lazio era la culla, la madre di Roma. Scegliere il nome della regione storica significava rivendicare l’appartenenza a quelle radici latine da cui tutto era iniziato. Come riportato in un editoriale del 1924 sulla rivista ufficiale del club (mentre i fondatori erano ancora in vita), il nome Lazio rappresentava l’essenza stessa della romanità nel suo senso più ampio. La Lazio non rifiutava Roma; la Lazio conteneva Roma.

1927: Il “Gran Rifiuto” e la nascita della Lazialità

Se il 1900 fu l’anno della nascita ideale, il 1927 fu l’anno della nascita identitaria. Il regime fascista, guidato dalla volontà di Italo Foschi, decise di fondere tutte le realtà calcistiche romane in un unico club (l’AS Roma) per contrastare lo strapotere delle squadre del Nord.

La Lazio si trovò davanti a un bivio: sparire nella fusione o rischiare il fallimento. Qui entrò in gioco lo status di Ente Morale, un’onorificenza rarissima ottenuta nel 1921 per l’impegno sociale e i sacrifici dei suoi atleti durante la Grande Guerra. Fu grazie a questo “scudo” giuridico e all’intervento del generale Giorgio Vaccaro, che la Lazio poté opporsi fieramente alla fusione.

La Lazio rimase Lazio. Non per arroganza, ma per coerenza verso quel nome scelto ventisette anni prima. Mentre le altre squadre capitoline (Alba, Fortitudo, Pro Roma) venivano assorbite, la Lazio rivendicava la sua autonomia. Da questo atto di resistenza nasce la Lazialità: un sentimento che non è solo tifo, ma orgoglio di essere stati “i primi” e di aver difeso la propria diversità contro tutto e tutti.


Una Polisportiva, un’idea di mondo

Oggi, quando parliamo di Lazio, non dobbiamo commettere l’errore di pensare solo a undici maglie che corrono su un prato verde. La Lazio è una galassia sportiva, la Polisportiva più grande e antica d’Europa. Atletica, nuoto, rugby, scherma: sono decine le discipline che condividono l’aquila sul petto.

Questo è il vero lascito della scelta di chiamarsi Lazio. Il nome indica un’apertura, una fratellanza che va oltre il singolo quartiere o la singola disciplina. È, come diceva lo storico presidente Renzo Nostini, un messaggio di “costume e di vita”. È il rispetto per l’avversario, la purezza del dilettantismo (nello spirito originale), la voglia di migliorarsi costantemente.


Conclusione: L’identità scelta e difesa

In definitiva, perché la Lazio non si chiama Roma? La risposta è che la Lazio ha scelto di essere l’idea che ha generato Roma. Ha scelto di rappresentare la storia prima della geografia, l’ideale prima del confine.

Quella di Bigiarelli e compagni non fu una distrazione, ma un atto di amore immenso verso la classicità. La Lazio non porta il nome della città perché è nata per esserne il baluardo morale, il custode delle radici latine e l’ambasciatrice dell’Olimpismo nel mondo. Una storia di indipendenza che dura da 126 anni e che, ogni volta che l’aquila si alza in volo, ricorda a tutti che essere laziali significa, prima di tutto, sapere da dove si viene.



Unisciti subito al Canale WhatsApp di Since1900.it per ricevere in tempo reale tutte le ultime notizie, le probabili formazioni, gli aggiornamenti di mercato e le cronache dei match direttamente sul tuo smartphone!👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI SUBITO

Scarica l'App Ufficiale di Since1900.it!Vivi la Lazio a 360 gradi con la nostra app dedicata: notizie in tempo reale, statistiche, dirette e molto altro, tutto a portata di mano!

Patric: il regista difensivo che ha convinto Sarri

0
Patric esulta e incita i compagni durante Bologna-Lazio 0-2.

L’undicesimo anno di Patric alla Lazio non è una semplice statistica di longevità, ma il racconto di una metamorfosi calcistica raramente vista a Formello. Arrivato nel 2015 come un giovane terzino della cantera del Barcellona, lo spagnolo è oggi il “senatore” silenzioso che sta salvando la stagione di Maurizio Sarri, reinventandosi in un ruolo che ne esalta la tecnica e l’intelligenza tattica.

Patric, l’anima tattica della Lazio: da “esubero” a regista difensivo di Sarri

Dopo undici anni in biancoceleste, il difensore spagnolo vive una seconda giovinezza. Superati i problemi fisici, è diventato la chiave tattica per l’emergenza di fine stagione, offrendo a Sarri una risorsa insospettabile in costruzione.


La metamorfosi: dalla fascia alla “regia arretrata”

Il dato più sorprendente del rilancio di Patric a 32 anni non è tanto il suo ritorno al centro della difesa, quanto la qualità della sua interpretazione del ruolo. In un momento di estrema emergenza a centrocampo (con i KO di Cataldi e Rovella), Sarri ha intravisto nello spagnolo le doti di palleggio necessarie per far partire l’azione dal basso.

Non più solo un marcatore, ma una sorta di regista aggiunto. Patric agisce con una lucidità olimpica, pulendo palloni difficili e dettando i tempi della prima costruzione. Questa “regia arretrata” ha dato alla Lazio un equilibrio che sembrava smarrito, permettendo alla squadra di mantenere il baricentro alto anche contro avversari fisicamente superiori.


Un legame lungo 11 anni: il peso dell’identità

In un calcio moderno dove le bandiere sventolano raramente per più di un paio di stagioni, Patric rappresenta l’eccezione che conferma la regola. Undici anni con la stessa maglia significano conoscere ogni angolo di Formello, ogni umore dell’Olimpico e ogni pressione della piazza romana.

Il suo rilancio ha quindi un valore che va oltre i 90 minuti:

  • Leadership silenziosa: Senza bisogno di urla o gesti eclatanti, Patric è diventato un riferimento per i più giovani, come Casale o Gila.
  • Affidabilità: Nonostante i lunghi stop per infortunio, la sua capacità di farsi trovare pronto al 100% dal primo minuto del rientro è una garanzia assoluta per lo staff tecnico.
  • Senso di appartenenza: In un finale di stagione dove le motivazioni fanno la differenza, avere in campo chi sente la maglia come una seconda pelle è un vantaggio competitivo non indifferente.

Il “Jolly” per il rush finale

Con la Lazio impegnata nella rincorsa europea e nelle fasi finali della Coppa Italia, la polivalenza di Patric sarà l’arma segreta di Sarri. La sua capacità di scalare a terzino in caso di necessità, o di alzarsi quasi sulla linea dei mediani in fase di possesso, regala al tecnico toscano varianti tattiche che nessun altro difensore in rosa possiede.

Mentre i riflettori sono spesso puntati sui gol di Isaksen o sulle parate di Motta, il lavoro oscuro e pulito di Patric sta diventando l’argine su cui si infrange la crisi e da cui riparte la speranza biancoceleste.



Unisciti subito al Canale WhatsApp di Since1900.it per ricevere in tempo reale tutte le ultime notizie, le probabili formazioni, gli aggiornamenti di mercato e le cronache dei match direttamente sul tuo smartphone!👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI SUBITO

Scarica l'App Ufficiale di Since1900.it!Vivi la Lazio a 360 gradi con la nostra app dedicata: notizie in tempo reale, statistiche, dirette e molto altro, tutto a portata di mano!

Infortuni Lazio: 37 stop e il caso Zaccagni

0
Il commento di Torino-Lazio

L’infermeria della Lazio non è più un semplice luogo di cura, ma il vero e proprio “buco nero” della stagione 2025/26. Con un bilancio drammatico di 37 infortuni stagionali, Maurizio Sarri si trova a gestire un record negativo che sta condizionando pesantemente la corsa verso gli obiettivi stagionali. Mentre la squadra cerca di resistere sul campo, il dibattito si sposta inevitabilmente sulla gestione dei carichi di lavoro a Formello e sulla fragilità di alcuni pilastri fondamentali.

Emergenza Lazio: 37 infortuni e il “caso” Zaccagni scuotono Formello

Record negativo di stop per la squadra di Sarri. Il capitano Mattia Zaccagni vittima della quarta ricaduta, mentre la difesa perde pezzi contro la Juventus. Analisi di una stagione vissuta in infermeria.


Il calvario di Zaccagni e i lungodegenti

Il volto dell’emergenza è quello di Mattia Zaccagni. Il capitano biancoceleste è di nuovo ai box per una lesione addominale: si tratta della quarta ricaduta stagionale, un dato che evidenzia una preoccupante mancanza di continuità e solleva dubbi sui tempi di recupero forzati. Insieme a lui, la lista dei nomi illustri in infermeria resta lunghissima: Ivan Provedel, Danilo Cataldi, Nicolò Rovella e Alessio Romagnoli (anche se quest’ultimo punta al rientro contro il Bologna).

Questa ecatombe muscolare e traumatica sta privando Sarri della spina dorsale della squadra proprio nel momento clou, con la semifinale di Coppa Italia contro l’Atalanta alle porte, dove le assenze peseranno come macigni.


Difesa sotto scacco: Gila e Provstgaard KO con la Juve

Come se non bastasse, l’ultima sfida contro la Juventus ha lasciato in dote nuovi problemi muscolari. Sia Mario Gila che Anton Provstgaard sono stati costretti al cambio. Sarri, visibilmente furioso a bordo campo, ha cercato di minimizzare parlando di “semplici crampi”, ma la scelta di sostituirli indica una prudenza necessaria per evitare lesioni più gravi.

Fortunatamente, la solidità difensiva mostrata finora — elogiata anche da esperti come Petrucci, che vede un Sarri meno integralista e più pragmatico — sta mitigando l’impatto di questi continui cambi forzati.

La luce in fondo al tunnel: i rientri per il Derby

Non tutto è buio. La sosta per le Nazionali di fine marzo promette di restituire a Sarri pezzi pregiati del puzzle. Toma Basic e Danilo Cataldi sono attesi al rientro a pieno regime subito dopo la pausa. L’obiettivo dello staff medico è chiaro: svuotare l’infermeria per presentarsi al Derby della Capitale con la miglior formazione possibile.

Nel frattempo, il tecnico si gode la crescita dei giovani come Kenneth Taylor, diventato ormai un titolare inamovibile, mentre la società inizia a studiare il mercato dei parametri zero per evitare che una simile ecatombe di infortuni si ripeta nella prossima stagione.



Unisciti subito al Canale WhatsApp di Since1900.it per ricevere in tempo reale tutte le ultime notizie, le probabili formazioni, gli aggiornamenti di mercato e le cronache dei match direttamente sul tuo smartphone!👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI SUBITO

Scarica l'App Ufficiale di Since1900.it!Vivi la Lazio a 360 gradi con la nostra app dedicata: notizie in tempo reale, statistiche, dirette e molto altro, tutto a portata di mano!

Popolari