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Lazio, dopo Torino cambia tutto: ora nessuno la sottovaluterà più

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Dopo il 3-0 alla Juventus, la Lazio cambia status: da sorpresa a squadra da battere. Ora per Gattuso la sfida è gestire euforia e aspettative.

La vittoria per 3-0 sul campo della Juventus è stata enorme, bellissima e meritata. Ma proprio per questo può rappresentare un punto di svolta nella stagione della Lazio.

Fino a Torino, i biancocelesti potevano ancora essere considerati una sorpresa. Una squadra partita bene, magari favorita da un calendario non impossibile, capace di sfruttare entusiasmo e intensità.

Adesso non più.

Dopo aver dominato la Juventus all’Allianz Stadium, la Lazio è diventata una squadra che tutti guarderanno con attenzione. E questo può essere un vantaggio, ma anche un problema.

La vittoria sulla Juventus cambia la percezione

Per nove anni la Lazio non era riuscita a vincere a Torino.

Questa volta non ha soltanto vinto.

Ha dominato.

Mandas è stato quasi spettatore.

La squadra ha concesso pochissimo, ha controllato la partita e ha colpito con grande qualità.

Questo è il dato più importante.

Perché fino a quel momento il grande dubbio era: come si comporterà questa Lazio contro una big?

La risposta è arrivata.

Molto chiaramente.

Da sorpresa a squadra da battere

Ed è qui che cambia il campionato.

Prima gli avversari potevano pensare:

“Vediamo quanto dura.”

Adesso penseranno:

“Attenzione, questa Lazio è pericolosa.”

Nessuno la sottovaluterà più.

Nuno Tavares verrà raddoppiato.

Isaksen verrà studiato.

Le verticalizzazioni di Gattuso verranno preparate in settimana.

Le squadre cercheranno modi diversi per bloccare le transizioni e togliere profondità.

Quello che funzionava perché sorprendeva, da oggi dovrà funzionare anche quando l’avversario sarà preparato.

Parma diventa la partita perfetta per capire la Lazio

Sulla carta, Lazio-Parma sembra una partita semplice.

La Lazio è prima.

Il Parma arriva da risultati negativi.

La differenza di momento è enorme.

Ed è proprio per questo che può diventare una trappola.

Sarebbe facile entrare in campo pensando che basti presentarsi.

Sarebbe facile pensare già alla partita successiva.

Sarebbe facile vivere ancora sull’euforia di Torino.

E invece il vero salto di qualità passa proprio da qui.

Battere il Parma dopo aver battuto la Juventus può essere più difficile mentalmente che battere la Juventus stessa.

Gattuso deve gestire l’euforia

Fino adesso Rino Gattuso è stato bravissimo a gestire le difficoltà.

Ha preso una squadra che poteva sgretolarsi dopo momenti complicati e le ha dato identità.

Ha creato un gruppo.

Ha dato fiducia ai giocatori.

Ha costruito un sistema semplice ma efficace.

Adesso però arriva una sfida diversa:

gestire l’entusiasmo.

Quando perdi, è relativamente facile chiedere reazione.

Quando sei primo, vinci 3-0 a Torino e tutti ti elogiano, è molto più difficile mantenere fame e concentrazione.

Il pericolo è pensare che sia diventato tutto facile

Questo è il rischio più grande.

La Lazio non è improvvisamente diventata imbattibile.

Non ha risolto tutti i propri problemi.

La rosa resta corta in alcuni ruoli.

Gli infortuni continuano a pesare.

Rovella è ancora fuori.

Cancellieri deve rientrare pienamente.

E nel finale di Torino Gattuso ha dovuto utilizzare anche soluzioni più conservative sugli esterni.

Quindi attenzione.

Bastano due o tre assenze per cambiare rapidamente gli equilibri.

La Lazio ha qualità, ma non una rosa nettamente superiore alle altre

La cosa positiva è che questa squadra ha dimostrato di avere giocatori importanti.

Nuno Tavares può essere devastante.

Frattesi porta inserimenti continui.

Taylor dà qualità.

Belahyane equilibrio.

Isaksen è cresciuto.

Provstgaard sta diventando una certezza.

Ma questo non significa che la Lazio abbia la rosa più forte della Serie A.

Ci sono ancora diverse squadre che, sulla carta, hanno più profondità e più alternative.

Per questo il lavoro deve restare quotidiano.

Nessun volo pindarico

Il tifoso può essere felice.

Deve esserlo.

Battere la Juventus 3-0 a Torino non capita spesso.

Ma siamo ancora a ottobre.

È troppo presto per parlare di Scudetto.

Troppo presto per parlare di Champions come obiettivo certo.

Troppo presto perfino per pensare che la Lazio resterà stabilmente lassù.

La classifica oggi è bellissima.

Ma non assegna niente.

Il precedente di Baroni deve insegnare qualcosa

La Lazio ha già vissuto stagioni nelle quali è partita fortissimo e poi ha perso progressivamente terreno.

È successo anche con Marco Baroni.

A un certo punto sembrava che la squadra potesse davvero restare stabilmente nelle zone altissime.

Poi sono arrivate partite gestite male, momenti di calo e una perdita progressiva di fiducia.

Il punto non è confrontare direttamente le due Lazio.

Il punto è ricordare quanto velocemente possa cambiare una stagione.

L’esempio del derby

Quella Lazio arrivò a un derby con un vantaggio importante sulla Roma e giocò una partita quasi irriconoscibile.

Da lì iniziarono diversi problemi.

È esattamente ciò che Gattuso deve evitare.

La sua Lazio non può permettersi di entrare in campo pensando di avere già fatto qualcosa.

Non ha fatto ancora nulla.

Ha costruito un inizio straordinario.

Che è diverso.

Ora serve continuità, non celebrazione

Antonio Conte ha spesso insistito su un concetto semplice: vincere una partita non significa essere una squadra vincente.

Per arrivare a certi traguardi devi vincere con continuità.

Non una volta.

Non due.

Quasi sempre.

Ed è questo il vero esame che aspetta la Lazio.

Il campionato vero inizia adesso

Paradossalmente, proprio dopo il 3-0 alla Juventus.

Perché adesso tutti sanno cosa può fare questa squadra.

Tutti la studieranno.

Tutti vorranno essere i primi a batterla.

Tutti entreranno in campo con un livello di attenzione superiore.

E la Lazio dovrà dimostrare di saper vincere anche quando non può più sorprendere.

Il Parma dirà molto

Non perché sia una partita decisiva.

Ma perché dirà qualcosa sulla maturità.

Se la Lazio entrerà in campo con fame, intensità e concentrazione, sarà un altro passo avanti.

Se invece penserà che basti il nome, il primo posto o il 3-0 di Torino, allora il rischio sarà alto.

La partita più importante, come dice sempre Gattuso, è sempre la prossima.

E adesso la prossima si chiama Parma.



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