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Simone Mattia: “Noi siamo la Lazio, ci stiamo allenando bene e sappiamo quello che dobbiamo fare”.

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Dal ritiro di Norcia al cambio di allenatore, Simone Mattia, difensore della Lazio Primavera, è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Radio (89.3 FM). Ha raccontato di quanto la Lazio stia lavorando per conquistare la partita contro l’Empoli, non ha nascosto la trepidante attesa che la Primavera sta vivendo; il nuovo mister arriverà a breve e i giovani biancocelesti cercheranno le motivazioni giuste per proseguire il campionato serenamente. Queste le parole del giovane difensore:

“A Norcia mi sono trovato benissimo, i giocatori ci hanno accolto in maniera speciale. Stiamo lavorando al meglio, ci stiamo impegnando dando il massimo. Con l’Empoli sarà una partita difficile, molto tosta. Incontreremo un avversario che può metterci in difficoltà ma noi siamo la Lazio, ci stiamo allenando bene e sappiamo quello che dobbiamo fare. Dobbiamo approcciare al meglio la partita, mettendoli sotto. La Primavera si sta allenando al meglio, mancherà Inzaghi sulla panchina. Dovremmo cercare di trovare tra di noi e nello spogliatoio le nostre motivazioni e convinzioni con il nuovo mister che arriverà a breve. Il derby è una partita particolare,  lo sappiamo tutti, dobbiamo mettercela tutta e conquistarla”.



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Siviglia: “Inzaghi doveva avere una chance. Sto bene a Terni”

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La Lazio Primavera, dopo la “promozione” di Simone Inzaghi in Prima Squadra, è ancora alla ricerca di una nuova guida per completare le Final Eight di campionato, al momento la guida tecnica è composta dal terzetto Lensen-Roque Junior-Santoni.

Spesso il nome di Sebastiano Siviglia è stato accostato per comandare la squadra giovanile, considerando che in passato l’ex difensore di Roma e Lazio ha allenato a Formello le Giovanili Regionali e le Giovanili Nazionali. Adesso è il Direttore Sportivo della Ternana e dalle parole rilasciate a RadioSei sembra che non ne voglia sapere, vuole dribblare la questione.

“La Lazio è una società prestigiosa, ha una settore giovanile che sta crescendo.Io sto vivendo un’esperienza positiva e gratificante alla Ternana. Sto facendo un percorso di crescita, sono felice alla Ternana. Simone (Inzaghi, ndr) ha fatto un percorso importante nel settore giovanile che è una buona palestra.Si gioca bene le sua chance, ho l’impressione che sia un allenatore credibile. Penso possa rimanere in futuro. Sotto l’aspetto tecnico convince, bisogna capire come gestirà giocatori con un profilo importante. Se gli hanno affidato la prima squadra è perché si fidano. Sarà il campo a decretare un giudizio definitivo, ma per quanto visto con la Primavera meritava una chance. Ha fatto un percorso importante, ci arriva preparato a questa esperienza”



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Almeyda: “Alla Lazio ho lasciato il cuore”

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A parlare oggi è Matias Jesus Almeyda, centrocampista dello scudetto targato Cragnotti e vinto 16 anni fa. Ha vinto tutto quello che c’era da vincere in quel periodo, 63 presenze e segnando due goal, il più famoso quel missile scagliato da centrocampo alla porta del Parma difesa da un giovane Buffon.

Ai microfoni di Radio Incontro Olympia l’allenatore argentino, ancora una volta, non nasconde il suo amore nei confronti della Lazio, con il desiderio di tornare un giorno da allenatore così come hanno dichiarato altri ex laziali come Veron, Simeone e Mihajlovic.

“Sono contento di allenare il Chivas, ma il pensiero è sempre alla Lazio perché lì ho lasciato il mio cuore. Il mio sogno è sempre quello di tornare e poter allenare la Lazio. Seguo sempre la Lazio, la cosa più brutta e triste in questo momento è vedere lo stadio vuoto, soprattutto per me che ho vissuto anni diversi. Io credo che quegli anni siano stati i migliori nella storia del club, tutto il mondo guardava la Lazio. Poi c’è stato un calo e credo che ci sia bisogno di tornare a sognare, tornare a livelli importanti con l’amore dei tifosi di nuovo al fianco. Veron ha detto che sogna di tornare alla Lazio da presidente, Mihajlovic non ha mai nascosto il suo desiderio, io penso sempre a quello. La Lazio è rimasta nel cuore a me come a tanti altri compagni di squadra, perché abbiamo vissuto anni straordinari non solo per i risultati ma anche perché abbiamo respirato un aria di purezza. Sono contento per Simone Inzaghi, ma mi dispiace per Pioli, non può pagare sempre l’allenatore nel calcio”.



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Keita: “Intensità e concentrazione la ricetta di Inzaghi”. Maccarone: “A Roma per riscattare lo scorso anno”

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“Stiamo facendo grandi allenamenti, con molta intensità e concentrazione. Mister Inzaghi già lo conoscevo, ci sta mettendo tanto impegno, intensità e voglia“. Parole d’elogio per il neo tecnico biancoceleste da parte di uno dei suoi gioellini, Keita Balde Diao. Il senegalese ha rilasciato proprio ieri un’intervista alla radio ufficiale della società biancoceleste, Lazio Style Radio, parlando proprio del cambio di guida tecnica in casa biancoceleste. “Sono contento di aver aiutato la squadra domenica contro il Palermo. Voglio continuare così e giocare più possibile da titolare”. Keita non si è infatti fatto cogliere impreparato e ha sfoderato una prestazione di livello, che potrebbe regalargli una nuova maglia da titolare nel match di domenica alle 18: “L’Empoli è difficile da affrontare perché fa molto possesso palla e attacca bene. Noi dobbiamo giocare come sappiamo e come abbiamo fatto a Palermo: al Barbera abbiamo espresso un buon gioco con una buona circolazione di palla. Dobbiamo essere concentrati e determinati per vincere anche domenica“. L’obiettivo dichiarato dei biancocelesti è infatti quello di ridurre il gap dal sesto posto, valevole per l’accesso ai preliminari della prossima Europa League, attualmente a sei punti.

Anche il calciatore simbolo dell’Empoli, Massimo Maccarone, ha parlato della partita che si disputerà domenica all’Olimpico. “A Roma contro la Lazio non abbiamo mai vinto ma c’è sempre una prima volta. Dobbiamo riscattare la batosta dello scorso anno“. “Big Mac” (cosi soprannominato), capitano dei toscani, carica l’ambiente, sulle ali dell’entusiasmo: gli azzurri guidati da Marco Giampaolo arrivano infatti dalla vittoria per 2 a 0 nel derby contro la Fiorentina, un match molto sentito dai tifosi empolesi. “Questa settimana è tornato l’entusiasmo di sempre, questo è sicuramente buono perché ti consente di giocare meglio. La squadra risponderà al meglio, io l’ho vista davvero bene questa settimana“. Infine il calciatore classe 1979 analizza il momento delle due squadre, affermando la volontà della sua squadra di andare a Roma per conquistare il bottino pieno: “Mi aspetto una gara difficile, la Lazio ha una rosa ampia con grandi giocatori. L’ultima partita l’hanno vinta ma in quella prima era arrivata la sconfitta nel derby. Noi dobbiamo andare lì a fare la nostra partita. Vogliamo concludere al meglio la stagione, magari arrivare nelle parte sinistra della classifica”.



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Simoni avverte: “Empoli in forma, sarà una gara delicata”

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Trent’anni fa, l’allora Presidente della Lazio, Chinaglia, pensò di affidare la guida della squadra a Gigi Simoni per l’unico obiettivo di riportare la squadra biancoceleste in Serie A; questo non accadde e fu esonerato, il solito e crudele destino di ogni allenatore, così come accadde tre anni dopo quando approdò nell’Empoli. Simoni è stato un simbolo del calcio italiano, non per i suoi (putroppo pochi) successi sportivi, ma per la genuinità personale e per il suo modo di predicare calcio ai suoi giocatori, la vittoria della Coppa UEFA e lo scudetto sfiorato con l’Inter ne sono un esempio. Ai microfoni de LaLazioSiamoNoi, in veste di doppio ex, il presidente della Cremonese ha analizzato il clima di entrambe le squadre alla luce dello scontro di domenica pomeriggio.

L’esordio di Simone Inzaghi non sarebbe potuto andare meglio. Cambio panchina scelta giusta?

“Mi sembra troppo presto per dare certi giudizi. È bene andar piano e valutare su tempi più lunghi. Certo il cambio panchina in un momento in cui le cose non vanno bene può portare una ventata di novità e fare bene alla squadra”.

Che Lazio ha visto a Palermo, le è piaciuta?

“La Lazio ha fatto una buona gara, anche se è una partita poco indicativa visto l’avversaria. Però ha vinto con grinta e determinazione, il gruppo mi è piaciuto”.

Domenica all’Olimpico arriva l’Empoli, fresca di vittoria al derby contro la Fiorentina. Un avversario tutt’altro che facile…

“Sì infatti, domenica ho visto come ha giocato contro la Fiorentina. Ha vinto meritatamente. Tra l’altro anche l’Empoli stava attraversando un periodo delicato, ma il successo contro i viola ha dato fiducia . È in un buon momento. È una squadra brillante, esprime un gioco molto concreto. È un gruppo concreto e determinato, la Lazio dovrà stare molto attenta all’attacco. Sarà una gara delicata”.

Domenica abbiamo visto partire titolare Keita e Anderson in panchina… Se lei fosse Inzaghi riconfermerebbe la scelta anche contro l’Empoli?

“È una scelta che condivido, contro il Palermo è andata bene. Ma per dire se sia una mossa vincente o meno, bisognerà testarla più volte, in diverse partite. Il calcio è imprevedibile, può capitare di far bene o di fare male in un’occasione. Ma poi bisogna confermarsi a lungo termine”.

Che cosa pensa di Inzaghi?

“Io non l’ho mai conosciuto, ma ne sento parlare molto bene e domenica a Palermo mi è piaciuto. Però certo non si può giudicare un allenatore da una partita, sia nel bene che nel male. Essere sulla panchina della Lazio è una grande opportunità e, se come dicono tutti è una persona intelligente e in gamba, la saprà sfruttare nel migliore dei modi”. 

 Chiudiamo con qualche ricordo. Lei ha allenato sia Lazio che Empoli, come ha vissuto le due panchine?

“All’epoca quando allenavo i club erano entrambi in Serie B, per cui le squadre e il contesto erano molto diversi da oggi. La Lazio ha avuto sempre delle grandi pretese, l’Empoli invece si accontentava di più. Erano piazze differenti, con tifoserie e pretese diverse. Oggi giocare nell’Empoli è prestigioso tanto quanto indossare la maglia della Lazio. Io mi sono trovato benissimo in entrambi i club, ho un bellissimo ricordo di quegli anni”.



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Stefano Orsini (RAI): “Serviva un salto di qualità, colpe di tutti”

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Più passa il tempo e più rimbalzano dichiarazioni e interviste di carta stampata, ex giocatori e uomini di calcio che continuano a confermare (senza che ce ne fosse bisogno ulteriormente) la stagione fallimentare della Lazio. Ecco che, tramite LazioPress, andiamo ad intercettare le parole del giornalista sportivo della Rai e del TGR Lazio Stefano Orsini, dove non fa selezioni sulle eventuali colpe di questa annata storta.

Come giudichi la stagione della Lazio?

“Decisamente negativa. E’ ormai una squadra che a sei giornate dalla fine deve sperare che si concatenino una serie di cose per poter centrare una miracolosa qualificazione in Europa League. Stagione brutta perché le premesse erano ben altre. Sconfitti in Supercoppa, eliminati nel preliminari di Champions League. Serviva un salto di qualità che, purtroppo, non è stato fatto”.

Di chi sono le colpe di questa stagione ormai compromessa?

“Le colpe sono chiaramente di tutti. C’è l’errore a monte della società che in estate non ha portato a termine operazioni di rinforzo della rosa, e questo è accaduto anche nella passata sessione di mercato invernale. Ma le colpe sono indubbiamente anche dei calciatori, sono loro che vanno in campo e molti di loro non hanno reso come avrebbero potuto, chi perché era scontento chi per altri motivi. Non ha d affatto ato il massimo neanche l’allenatore con il suo staff. Pioli in tutti questi mesi non è riuscito a cambiare quando le cose andavano male. Non è riuscito ad adoperare le giuste correzioni”.

Chi sarà secondo te sarà Inzaghi l’allenatore prossimo anno o la società deciderà di puntare su un allenatore di caratura maggiore?

“In questo momento è tutto in gioco. E’ facile ora dire “probabilmente Inzaghi”, dopo la vittoria all’esordio per 3 a 0 sul Palermo, una squadra che ha ritrovato fiducia e corsa. Verrebbe da dire che sia lui, ma il calcio è strano e può portare a molte sorprese. Lui ha fatto tutto quello che poteva, ha una grande esperienza e ha fatto molta gavetta a livello giovanile, ha un passato importante da calciatore, dove ha vinto tanto, e ha molto entusiasmo. Ci sono tutte le premesse per far bene. E’ chiaro che questa è una domanda difficile a cui rispondere perché la società a fine stagione dovrà tirare una linea, e non so se sette partite possano risultare sufficienti per confermare Inzaghi”.

Come si può uscire da questo scontro tra i tifosi ed il Presidente Lotito?

“Anche questa è una bella domanda. Ho posto lo stesso quesito ieri a Massimo Piscedda al TG3 e in studio e lui ha detto ’bisognerebbe avere la bacchetta magica’. E’ chiaro che tutti dovrebbero fare un passo indietro. A me sarebbe piaciuto che già fosse accaduto qualcosa. In passato c’erano i famosi stati generali, dove si convocavano i saggi per affrontare un determinato problema. Lì tutti si confrontavano in maniera civile e si cercava di arrivare ad una proposta da fare al diretto interessato. Sarebbe bello vedere questo, che tutti si ritrovassero in un posto come un teatro e lì, dopo una sorta di consultazione, si arrivasse ad un dialogo. Tutto questo, però, sembra destinato a rimanere un sogno perché il confronto tra le due parti è stato sempre evitato. Mi aspetto una mossa, non da Lotito, ma dai tifosi che hanno compiuto manifestazioni molto mature nel corso del tempo, come quella a via Allegri, quando ci fu in ballo uno Scudetto. Dalla società non mi aspetto nulla”.

Sei favorevole all’idea del Flaminio come nuovo stadio?

“Penso che chiunque lo sarebbe. E’ un operazione nostalgica che ci potrebbe stare, anche per ridare alla Lazio quel quartiere che gli appartiene, perché Piazza della Libertà si trova a pochi passi. Però ci sono altri tipi di ragionamenti. La premessa è che ogni società di calcio che è intenzionata a crescere deve avere un proprio stadio. Tutte le squadre che hanno fatto il salto di qualità, hanno lo stadio di proprietà, e anche la Lazio deve puntare ad averne uno. Il Flaminio sarebbe un sogno. E’ vero, ci sono tremila ostacoli da superare, ma sarebbe bellissimo. Non credo comunque che questa società, come altre società, vedi la Roma e la Juventus che in passato erano intenzionate risistemare strutture già esistenti, sia in grado di portare a termine tale operazione. Le esigenze del calcio moderne sono diverse. Non c’è solo un prato vere e una tribuna dove poter veder bene una partita da considerare, ma anche altre cose da valutare per poter far business”.

Come vedi il futuro della Lazio?

“Per forza migliore di questo, perché questo è davvero un anno orribile e non è affatto facile riviverlo. La Lazio può pensare in positivo, ma è chiaro che ci vuole una rifondazione totale. La squadra va cambiata, serve acquistare almeno quattro titolari. Questo finale di stagione servirà ad Inzaghi per valutare qualche giovane. La Lazio è come un palazzo che va ricostruito. Mi aspetto un mercato degno di questo nome che aiuti la squadra a competere per la Champions League e a lottare su fronti che le competono”.



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Dalla scuola allo stadio, il modo giusto per sostenere lo sport.

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Si è rinnovato oggi il consueto appuntamento con “La Lazio nelle scuole”, questa mattina i biancocelesti hanno fatto visita all’Istituto Maria Ausiliatrice di Via Dalmazia 12 a Roma. Protagonisti di oggi il capitano Lucas Biglia insieme a Konko e Berisha; presente all’appello l’aquila Olympia accompagnata dal falconiere Juan Bernabè. L’iniziativa (come riportato ufficialmente dal sito sslazio.it) è tesa alla promozione della formazione della cultura sportiva, i cui valori sono sanciti nella Carta Olimpica, diffondendo ed incrementando i principi legati ad una crescita psico-fisica sana, leale e non violenta, che educhi gli adulti del domani, a comportamenti rispettosi dell’avversario e delle istituzioni.

Biglia sul successo: “Serve tanto sacrificio, anche a livello umano. Bisogna lasciare tante cose e mettere la testa al 100% su quello che si fa. Il modo migliore per vincere la partita? Fare bene quello che dice il mister e avere l’approccio giusto“. Il suo rapporto con la fede: “Dopo la morte di mio padre sono diventato molto credente. Non chiedo niente, prego per ringraziare. Soprattutto per la salute di mio figlio“. Sugli errori degli arbitri: “Anche loro possono sbagliare. Bisogna rimanere concentrati, nel calcio può capitare. Commettono errori come noi calciatori“. Sulla piaga del razzismo: “Si tratta di ignoranza, non bisogna guardare il colore della pelle“. Sulla scelta del ruolo: “A 5 anni giocavo a calcetto, ero portiere, ma stavo sempre in panchina. Un giorno chiesi di entrare a tutti i costi, ma il mister mi fece giocare fuori dalla porta e da lì ho cominciato a fare il centrocampista”.

Konko sugli errori in campo: “Sbagliare in un contesto di squadra non è un problema. Bisogna rialzarsi, riprovare finché non si riesce. Questo fa la forza di un gruppo, dare fiducia ai compagni che sono in difficoltà per trovare la strada giusta per andare avanti“. Subire un gol da un ex compagno di squadra? “Il gol dell’ex è un classico, capita spesso purtroppo. Ci fa male prendere un gol, anche se lo segna un compagno che ha lottato con noi magari fino all’anno precedente“. Sul suo futuro: “Già ci ho pensato, mi piacerebbe allenare o lavorare con i giovani. Ma non c’è ancora niente di deciso, comunque mi piacerebbe nel mondo del calcio perché è stata la mia vita“. Anche Konko si è espresso sul razzismo: “Purtroppo il problema esiste, ma sono episodi brutti che non bisogna seguire. I razzisti non servono al mondo dello sport. È una minoranza che non va portato nello sport, che è fatto per tutti. Non ci sono colori diversi in questo ambito. Quando si lavora in gruppo il bello è proprio quello: essere insieme a persone che provengono da altri Paesi e che appartengono ad altre religioni“. Sui rimproveri dell’allenatore: “Significa che c’è qualcosa di sbagliato, quindi bisogna reagire ed andare avanti“. Sulle prese in giro: “Non è bello, però anche la nostra tifoseria lo fa. Il calcio italiano è così, finché si rimane sullo scherzo non ci sono problemi“. Più importante un assist o un gol? “Piuttosto non prendere gol perché siamo difensori. Poi se viene l’assist bene, se viene il gol ancora meglio“. Domanda sul ruolo in cui gioca: “A 15 anni già avevo capito dove avrei giocato“.

Berisha: “Tanti tifosi pensano che sono bravo, tanti pensano che sono una “pippa”. Anche i migliori del mondo sono criticati… Per me l’importante è giocare nel modo migliore possibile“. L’emozione di giocare in uno stadio importante come l’Olimpico: “Quando sono arrivato qui ero un po’ più nervoso perché ho trovato tanti tifosi. Poi mi sono abituato, i compagni e l’allenatore mi hanno aiutato tantissimo“. Ruolo?: “Esattamente l’opposto rispetto al percorso di Biglia, giocavo a centrocampo, poi a 7-8 mancava il portiere della nostra squadra, l’ho sostituito e il mio allenatore mi lasciò in quella posizione“.



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Mercato Lazio: Tonelli vale 8 milioni, per l’attacco varie idee, da Immobile a Van Persie

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Continuano a giungere le varie voci di mercato riguardanti i movimenti che ruotano attorno alla Lazio. Desiderio di rifondazione che, se si studia il Lotito-pensiero, deve sicuramente partire dalle cessioni ancora non definite.

Fatte quasi sicure alcune operazioni in uscita, le piste che si conoscono al momento sono sempre le stesse: capitolo Tonelli, domenica c’è la sfida contro l’Empoli e potrebbe esserci un primo movimento concreto per aprire la trattativa. Il DS Carli all’inizio aveva spaventato la Lazio facendo intuire una chiusura con la società romana, ma di fronte a un’offerta di almeno 8 milioni di euro la squadra toscana potrebbe farci un serio pensiero, il prezzo non è proibitivo ma, sempre tornando nel Lotito-pensiero, potrebbe essere una spesa importante.

In attacco la situazione è complicata, con Klose ai titoli di coda a Roma, Matri che sembra dover tornare a Milano e Djordjevic in costante monitoraggio, sta di fatto che al di là dei ritorni dal prestito bisogna puntare anche a giocatori di qualità. Come sappiamo, la pista che porta a Ciro Immobile è ancora viva, il napoletano del Torino è di proprietà del Siviglia e quest’estate tornerà in Spagna ma solo di passaggio, infatti vorrebbe rimanere in Italia; anche qui, 11 milioni di euro non è una cifra impossibile e in più il suo procuratore è lo stesso di Tonelli, un doppio colpo sarebbe un grande capolavoro di mercato.

Dall’estero torna una vecchia idea di mercato: tramite il portale fotospor.com sembra che un agente FIFA, Ali Güven, vuole prestarsi come intermediario per un possibile passaggio alla Lazio di Robin Van Persie. La situazione politica turca sembra essere alla base del malessere dell’olandese ex Manchester United, e si potrebbe sfruttare l’agente allo stesso modo di quando accadde con l’approdo di Roberto Mancini sulla panchina del Galatasaray. L’unico e grosso ostacolo dell’attaccante del Fenerbache e l’ingaggio molto alto del giocatore ormai 33enne, trovare un compromesso come accadde con Klose è l’unica strada, tutto può succedere.



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Murgia: “Emozionante essere stato a Norcia. Esordire? Sognare non è vietato”

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Sicuramente è il miglior talento che la Lazio possa esprimere da qualche anno a questa parte, ha potenzialità adatte per approdare in Prima Squadra, e proprio per questo Simone Inzaghi al suo esordio ha scelto anche lui per il ritiro di Norcia. Alessandro Murgia ha tutto per sfondare in Serie A, dopotutto l’emozione (almeno) della panchina a Palermo domenica scorsa può essere un primo segnale incoraggiante.

Il giovane centrocampista laziale ha parlato a Lazio Style Radio non nascondendo la gioia per questi giorni di transizione da Pioli a Inzaghi: “E’ stato molto emozionante prendere parte al ritiro a Norcia. Il mister si merita questo posto per quello che ha fatto tutte queste stagioni alla Lazio, sono contento per lui e anche per me, perché mi ha portato con lui, abbiamo trascorso tanto tempo insieme sui campi delle giovanili. Gli auguro tutto il meglio, spero che la Lazio faccia bene e che possa continuare a valorizzare i giovani come sta facendo adesso. Questo ritiro è stato faticoso ma molto bello perché emozionante, impari anche solo guardando, auguro a tutti i primavera di fare un’esperienza come questa, vivere queste emozioni con la Prima Squadra”

Quali sono le differenze tra Pioli e Inzaghi? Cosa è cambiato?

“Pioli e Inzaghi sono due allenatori diversi, il mister lo conosco bene e anche con Pioli mi sono trovato bene, avevamo comunque un ottimo rapporto e considerava molto anche noi. Sono due modi diversi di lavoro, Inzaghi è una persona molto emotiva, carica molto la squadra. Si stimo molto anche mister Pioli, auguro il meglio anche a lui, sono stato bene con entrambi. Ora c’è Inzaghi, mi allenerò al meglio per dare il massimo per lui.

Cosa hai visto di diverso a Palermo?

“Il mister, come al solito, è riuscito ad unire il gruppo come solo lui sa fare, caricando i ragazzi. Sotto il punto di vista mentale credo ci sia qualcosa di più ora, dal punto di vista fisico c’è stato forse qualcosa di diverso in settimana, un metodo di lavoro diverso. La Lazio ha grandissime qualità e grandissimi giocatori con esperienza, meritano di stare in una posizione alta in classifica”

Con la Primavera ora ci sarà  il derby contro la Roma in casa, come sarà senza due colonne come Inzaghi e Farris?

“Non è facile a tre partite dalle Final Eight subire un cambio d’allenatore con uno come Simone Inzaghi che ha vinto e dato tanto. Appena ci sarà la conferma del nuovo allenatore saremo pronti. Noi, soprattutto i più grandi,  dobbiamo trascinare questa Lazio alle Final Eight, perché è lì che dobbiamo stare. Soprattutto noi più grandi daremo qualcosa in più e cercheremo di trascinare questa squadra alle fasi finali”

Inzaghi potrebbe far esordire qualche giovane, magari all’Olimpico. Ci stai pensando?

“Sognare non è vietato, ma quello che faccio è lavorare tutti i giorni. Conosco il mister e i suoi metodi di lavoro. Non è qualcosa di scontato giocare con lui, noi ci alleniamo, le scelte sono le sue. Se riterrà giusto tenere qualcuno in prima squadra o farlo esordire noi ci saremo. Daremo il massimo, anche un allenamento con i grandi può essere una vetrina per noi quindi l’importante è allenarsi al meglio, poi lui è l’allenatore, le scelte le farà lui”



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Palermo-Lazio: il comunicato del gruppo “Ultras Palermo 1900” indirizzato a “La Repubblica”.

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C’è ancora molta polemica intorno agli accadimenti di domenica scorsa a Palermo. I disordini avvenuti prima, durante e dopo il match tra la squadra siciliana e la Lazio, fanno ancora discutere la stampa e i gruppi della tifoseria rosanero. Fantasiose ricostruzioni riportate da  importanti testate giornalistiche hanno dato il via a una sorta di dibattito tra i giornali nazionali e i social media dei sostenitori palermitani. Questa volta la testata sotto i riflettori è “La repubblica”, alla quale il gruppo “Ultras Palermo 1900” ha indirizzato il seguente comunicato:

“In riferimento a quanto riportato in data odierna 12-04-2016 da “La Repubblica” in merito a presunte trattative, alla fine del primo tempo di Palermo-Lazio tra esponenti del nostro gruppo “Ultras Palermo 1900” e membri della curva nord inferiore, tesi a recare maggior danno all’interno dell’impianto durante lo svolgimento dell’incontro, facciamo presente che si tratta di una TOTALE MENZOGNA priva di alcun fondamento. Per totale intendiamo che la NORD SUPERIORE e quella inferiore durante l’intera domenica, e neanche in altre occasioni, hanno avuto mai alcun contatto di nessuna natura. Ci rendiamo conto che la vendita di quotidiani nel 2016 sia impresa alquanto ardua ma arrivare a sparare una menzogna di questa dimensione ha veramente del clamoroso. Colui o costoro che hanno riportato questa notizia se ritengono fondata e dimostrabile questo accaduto, di cui detto sopra, che portino filmati o tabulati che possano comprovarlo… altrimenti, se non hanno nulla da scrivere, attendano qualche mese che le sagre stanno per iniziare piuttosto che infamare il nostro gruppo”. ULTRAS PALERMO 1900



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L’ex allenatore Cagni: “Quella contro l’Empoli sarà una delle gare più belle”.

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Sulla base di quanto riportato dall’ex tecnico dell’Empoli, Luigi Cagni, domenica 17 Aprile ci sarà il primo vero esame per Simone Inzaghi. Nella 33° giornata di campionato, infatti, la Lazio sfiderà proprio la squadra toscana. L’ex tecnico prevede una bella gara, da giocare in un clima sicuramente meno teso di quello registrato a Palermo. L’Empoli non ha preoccupazioni riguardanti società e classifica e per questo gioca in modo rilassato e divertente. Lo stesso discorso vale anche per i biancocelesti, che hanno definitivamente scaricato tutta la tensione accumulata in un periodo particolarmente pressante, e si apprestano a concludere serenamente il Campionato. Di seguito le parole di Gigi Cagni ai microfoni di TMW Radio:

“Mi piacerebbe allenare la Lazio, è una piazza molto importante. Ma non faccio il veggente. Questo tipo di sfide piacciono molto a un tecnico”. 

Sugli esoneri di Pioli e Mihajlovic: “Stanno accadendo cose non troppo adatte al calcio del futuro. Non mi riferisco a Brocchi e Inzaghi, magari si dimostreranno bravissimi”.

Sul tecnico Simone Inzaghi:“So per certo che ha una grandissima passione per il calcio. L’ho sfiorato a Piacenza, era un ragazzino. Lui e suo fratello si informavano su tutto, sapevano tutte le formazioni e i calciatori dalla Serie A alla Serie C1. Nel prossimo weekend, ci sarà il primo esame per Inzaghi, contro l’Empoli sarà una delle gare più belle di giornata. Il Palermo, invece, era in difficoltà. L’Empoli non ha problemi di classifica e gioca un certo tipo di calcio, fa divertire. La Lazio è serena perché non ci sono tante pressioni, sarà una partita molto bella”.



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Lazio, ascolta Calori: “Inzaghi in futuro? Sarà il tempo a dirlo. Si, dare una chance a Tonelli”

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Ci fece il più bel regalo da giocatore, quel gol alla Juventus nel pantano di Perugia che ci consegnò il secondo scudetto. Adesso è un buon allenatore, ma paga l’ultimo esonero dopo la brutta annata col Brescia nel 2014/15 (la squadra poi venne ripescata, ndr), e Alessandro Calori ha tutti i titoli e meriti per dare un giudizio critico su ciò che sta accadendo nel mondo del calcio.

Ai microfoni di Lazio Style Radio, ha parlato dell’esordio e della scelta di Simone Inzaghi, nonchè della prossima partita laziale contro l’Empoli e di questa possibile trattativa per il passaggio di Lorenzo Tonelli a Roma: “Simone Inzaghi è stato un giocatore che ha lasciato traccia, non porti a casa uno sconosciuto. Penso sia stata una scelta giusta. Se sia l’allenatore del futuro, sarà il tempo a dirlo. Ma è un ragazzo che ha fatto sei anni di giovanili, conosce l’ambiente, e la società ha deciso di dargli una grande possibilità. Lo stesso vale per Brocchi, che però ha un po’ meno esperienza. Oggettivamente non puoi incidere più di tanto in sei partite. Anche perché ultimamente l’allenatore ha ancor meno influenza: spesso gli viene negato il tempo per lavorare. L’Empoli ha mostrato di avere un’ottima organizzazione. Hanno quasi raggiunto il loro obiettivo, è una squadra tranquilla ma che gioca a calcio. La Lazio per vincere dovrà sudarsela. La forza dell’Empoli è un’idea societaria: un lavoro iniziato con Sarri e portato avanti nella giusta maniera da Giampaolo. Tonelli? Un giocatore che negli ultimi anni è cresciuto in maniera importante. E’ un ottimo difensore, potrebbe essere una grande opportunità per lui, la Lazio. L’unico problema potrebbero essere le pressioni in una piazza come quella romana”.

Calori, infine, ha apprezzato la linea societaria laziale, fatta di giovani interessanti e di prospettiva: “Keita ha grandi doti, ma deve trovare continuità per diventare un giocatore completo. Lui, come Felipe Anderson, Cataldi e Milinkovic sono ragazzi che in un futuro potranno diventare degli ottimi calciatori. Ma devono avere la possibilità di maturare per giocare ad altri livelli”



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Biava sulla situazione del Milan: “Non sarà facile, é una grande occasione, ma Cristian farà bene”.

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In merito alla promozione dell’ex laziale Cristian Brocchi dalla Primavera alla prima squadra del Milan, è intervenuto ai microfoni di gianlucadimarzio.com l’ex difensore classe ’77 Giuseppe Biava. Militò nella Lazio da febbraio 2010, firmando un contratto biennale e, nella stagione 2010-2011, diventa titolare fisso della squadra; a marzo 2012 rinnova il contratto fino al giugno 2013 e in questa stagione gioca 31 incontri in campionato, 8 in Europa League e 4 in Coppa Italia, scendendo in campo anche il 26 maggio 2013, in occasione della finale vinta per 1-0 contro la Roma. Tre giorni dopo rinnova il contratto con la Lazio fino al 30 giugno 2014. Ecco le sue parole: “Cristian farà bene, è molto ambizioso. Inoltre è una persona eccezionale. Quando arrivai alla Lazio fu il primo ad accogliermi, mi spiegò com’era la situazione. Cercò di inserirmi in un nuovo contesto.Sempre disponibile, generoso, aiutava tutti. Porterà in panchina queste caratteristiche”.

Cosi’, dopo l’esonero di Mihajlovic, Berlusconi e l’amministratore delegato della società Galliani, hanno decido di concedere questa grande occasione all’ex centrocampista della Lazio. Che tipo di allenatore è?

“È una persona schietta, diretta. Fa gruppo. Il mondo del calcio ha bisogno di gente come lui. Veniva preso un po’ in giro dagli altri, specie da Mauri. Ma in maniera scherzosa. Sai, era un po’ fumantino! Ora ha una grande occasione, non sarà facile. Il salto è grande.”

Un pensiero anche su Simone Inzaghi, ex compagno di Biava ai tempi della Lazio.

“Da giocatore era un po’ diverso da Brocchi, amava scherzare molto. Poi l’ho rivisto da allenatore ed era cambiato, un po’ più serio. Maturato. Simone si è calato benissimo nella nuova realtà raggiungendo importanti risultati con la Primavera (tre trofei vinti, due Coppe Italia e una Supercoppa, ndr). Il suo entusiasmo si è visto subito nella prima partita contro il Palermo, vinta 3-0. Ha riportato un po’ di serenità”.



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Anniversario Fersini. Inzaghi: “Vuoto incolmabile”, mamma Katia: “Che bello, chiesa piena”

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Ieri sera alle 19:30 presso la Chiesa della Divina Provvidenza (meglio conosciuta come “della Madonnetta”) di Fiumicino si è svolta la funzione commemorativa a quattro anni di distanza dalla sciagurata morte del giovane Mirko Fersini, giocatore degli Allievi Nazionali. Amici ed ex compagni di squadra si sono ritrovati come ogni anno presso la città dell’aereoporto, e immancabile è stata la presenza dell’allenatore della Prima Squadra, Simone Inzaghi, che quattro anni fa era proprio suo mentore in quella categoria.

L’allenatore piacentino ha rilasciato queste belle parole al termine del rito religioso: “Anche quest’anno c’è stata una bellissima testimonianza di vicinanza alla famiglia di Mirko. Lui è sempre presente nei miei pensieri e in quelli di tanta gente. Ha lasciato un vuoto incolmabile. Oggi non penso alla ricorrenza della sua morte, perché ci penso quotidianamente, visto che abbiamo le sue foto e il campo intitolato a lui a Formello. E credo che da lassù ci starà sempre accanto. Questa brutta cosa successa quattro anni fa mi ha segnato profondamente, è un ferita che non si rimarginerà mai. Però penso che sarà sempre con noi”.

A fargli eco il miglior amico di Mirko, e compagno di squadra, Lorenzo Silvagni: “Anche se sono passati quattro anni, è bello che tanta gente venga qui a ricordarlo. Penso a lui prima di ogni allenamento e di ogni partita, è un ricordo quotidiano. Il mio pensiero va sempre a lui in ogni momento della giornata. Perché quando rido o scherzo ripenso a quando lo facevo con lui. È un momento di carica prima delle partite, cerco di instaurare un dialogo immaginario per averlo vicino a me”.

In questi anni si sta realizzando una scuola calcio in suo nome in Romania. La mamma Katia, oltre ad essere emozionata dalla mole di gente accorsa per la commemorazione, descrive questo progetto: “È bellissimo vedere tutta questa gente a distanza di quattro anni. La chiesa era piena e la gente ha risposto come sempre con gioia. Per loro realizzare questo progetto in un paese così piccolo e povero vuol dire molto. Abbiamo dato loro la possibilità di crescere e giocare e oggi vedendolo concluso siamo molto soddisfatti. Sono serviti due anni per realizzarlo. Hanno dovuto cominciare da zero e c’è stata anche grande collaborazione degli abitanti del posto, molti di loro anche in forma gratuita. Un progetto davvero riuscito nel migliore dei modi”



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Germoni: “Esperienza bellissima con la prima squadra”

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Per Luca Germoni terzino della primavera laziale, la settimana appena trascorsa è stata forse la più importante della sua vita.  E andato in ritiro a Norcia con la prima squadra e poi ha sfiorato l’esordio in serie A per i problemi fisici di Lulic. Il giovane terzino classe ’97 però sembra abbastanza soddisfatto nel modo in cui siano andate le cose, come da lui stesso dichiarato ai microfoni di Lazio Style Radio: “L’esperienza con la prima squadra è stata bellissima, ringrazio il mister Inzaghi per la fiducia e i grandi che ci hanno accolto nel migliore dei modi. È stata un’esperienza nuova, siamo andati bene noi Primavera abbiamo fatto gruppo con tutti, spero che il mister abbia apprezzato i nostri sforzi. Possibilità di esordio? Lulic non stava molto bene però ha recuperato e ne sono contento. È stata un’emozione unica anche solo pensare che potessi esordire in Serie A, ma ci sarà tempo. Ora dobbiamo pensare al derby con la Primavera. Mister Inzaghi riuscirà a far bene con la Lazio perché è un grande allenatore ed è molto preparato. Il rapporto tra i ragazzi della Primavera e quello della prima squadra è diverso, perché a noi deve far capire determinate cose mentre i giocatori della prima squadra sono preparati ed è difficile trovare delle cose che non vanno bene. Però sicuramente il mister li aiuterà così come ha fatto con noi.”

Sul derby Primavera, Germoni ha le idee chiare: “Tra una settimana si giocherà il derby, il fatto di non avere più una parte dello staff ci complica perché quando hai un allenatore che sai cosa vuole in campo è un’altra cosa, vediamo chi arriverà e come vorrà giocare. Noi ci prepariamo al meglio, diamo il 100% in ogni allenamento e siamo sicuri di far bene al Fersini contro la Roma.”



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Protti elogia la Lazio di Palermo ma smorza gli animi:” Non esaltiamo troppo questa vittoria”

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Igor Protti, ex biancoceleste, è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Radio in merito alla vittoria laziale contro un Palermo in evidente difficoltà. Una vittoria all’esordio di Simone Inzaghi ottenuta senza sforzo.

Stando alle parole dell’ex, questa vittoria non bisogna esaltarla, vista la stagione attuale delle aquile, basta un pareggio od una sconfitta per rientrare nel baratro da dove la Lazio sta cercando di uscire.

“La Lazio a Palermo ha fatto un risultato importante, ottenuto in un contesto difficile, il Palermo si giocava tanto e l’atmosfera era molto calda. La risposta dei biancocelesti è stata importante arrivata in un momento altrettanto difficile perché si veniva dal derby. Inzaghi ha fatto una partenza eccellente nella quale ha dimostrato di essere un bravo allenatore con qualità e capacità.Ora è importante non incorrere nell’errore di esaltare troppo questa vittoria e al primo pareggio o sconfitta mettere di nuovo tutto in discussione, questo ricreerebbe confusione e difficoltà.Sappiamo che tutte le partite in Serie A sono complicate, questo finale di stagione deve servire per fare delle valutazioni, la cosa migliore sarebbe quella di cercare di programmare il futuro.L’allenatore entra in un’ottica diversa rispetto a quella che aveva da calciatore, un ex attaccante diventato allenatore può dare delle indicazione rispetto alle sue esperienze e può accelerare il processo di crescita.Però un tecnico bravo è colui che riesce a spogliarsi del ruolo che ha avuto. Allenatore e giocatore sono due figure che non hanno nulla a che fare tra loro.L’autorevolezza di un allenatore non è data dall’età ma da quello che dice e da come si comporta. La coerenza si trasforma in credibilità ed è quella che ti fa guadagnare la fiducia degli atleti.L’impatto iniziale è molto personale, è una questione di chimica, non ha logica. Successivamente subentra poi la credibilità di un allenatore, è il tempo che crea rapporti non è una questione immediata ma arriva attraverso il comportamento.La sfida contro l’Empoli sarà difficile perché la squadra di Giampaolo gioca in maniera spensierata”.



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Ex biancocelesti sulle panchine, bene Almeyda, altro pareggio per Nesta, speranze per Simeone

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lazio atletico madrid

Protagonisti del recente passato della Lazio, alcuni ex calciatori biancocelesti hanno intrapreso un nuovo inizio da allenatori, chi in terra straniera, e chi in Italia.

Un altro pareggio per il Partizani di Andrea Agostinelli, che sbatte contro il muro del  Flamurtari per 1-1. Rallenta ancora, dunque, l’inseguimento allo  Skenderbeu capolista, distante ormai di 5 lunghezze.

Vittoria sofferta quanto netta per il Chivas di Almeyda, che supera per 3-0  il Puebla. Una buona iniezione di fiducia, per Almeyda e i suoi, in vista del derby contro l’Atlas.

Passo falso per quanto riguarda l’avventura di Bergodi alla guida del Modena. Sconfitta casalinga pr 1-4 per i canarini, sempre più in zona playout. Serviranno punti contro l’Entella, per riagguantare qualche speranza salvezza e ritrovare un po’ di fiducia.

“Testa bassa e pedalare” è il motto di Sergio Conceicao, che con il suo  Guimaraes rimedia una sconfitta per 2-0 sul campo del Rio Ave. Bisogna rialzare la testa, già a partire dalla prossima gara con il Maritimo, con la speranza che non vi siano più errori arbitrali che hanno contribuito alla striscia negativa del Guimaraes.

Altro pareggio a reti inviolate, per quanto riguarda  il Tatabya di Giordano. La prossima gara vedrà impegnato il Tatabya sul campo dello Csorna, avversario ampiamente battibile.

Sembra in discesa la strada verso il secondo posto per l’Alessandria di Gregucci, che passa per 3-0 sul campo della Giana Ermino, approfittando della sconfitta del Bassano contro il Pro Piacenza.

La prima gara casalinga del Miami Fc di Alessandro Nesta finisce con un pareggio per 1-1. La prossima tappa nel cammino dell’ex capitano dei biancocelesti sarà a Jacksonville.

Una vittoria difficle per il Pescara di Oddo, che vince 1-3 al Partenio, nonostante le numerose assenze. Fondamentale la prossima gara con il Cesena, utile per scavalcare proprio gli emiliani e piazzarsi al sesto posto in classifica.

Vincere è l’imperativo per Simeone e i suoi, che dopo le due sconfitte consecutive del Barcellona si riavvicina alla vetta della Liga. I colchoneros devono continuare a vincere se vogliono anche solo sperare in una possibile vittoria finale, a partire già dalla prossima gara contro il Getafe.



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Dopo l’esonero di Pioli, arriva anche quello di Mihajlovic, Fiore: “Non condivido nessuna delle due decisioni”

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In occasione dell’esonero di Mihajlovic, e’ intervenuto ai microfoni di Tuttomercatoweb.com l’ex centrocampista biancoceleste Stefano Fiore, alla Lazio dal 2001 al 2004 (A Roma ritrova come allenatore Dino Zoff, tecnico con il quale Fiore aveva giocato in Nazionale agli Europei del 2000. Nel primo anno colleziona 30 presenze e 3 reti in campionato e vive il cambio di allenatore: già dalla quarta giornata la squadra viene affidata ad Alberto Zaccheroni che non riesce a impiegarlo con efficacia. La situazione cambia con l’avvento sulla panchina laziale di Roberto Mancini, allenatore emergente che riesce a trovare per Fiore più spazio), ed ex compagno di squadra ai tempi della Fiorentina, stagione 2005-2006 (38 presenze 6 reti), del neo tecnico rossonero: “Voglio fare un grosso in bocca al lupo a Cristian Brocchi perché è un’occasione importante, fortemente voluta dalla società che osservandolo di giorno in giorno lo ha considerato perfetto per il dopo Mihajlovic. Cristian si è preso una bella gatta da pelare, ma se lo hanno ritenuto all’altezza della panchina del Milan allora è un’investitura di grande prestigio. E’ un rischio ovviamente ma io personalmente credo che abbiano scelto bene. La differenza la farà il fatto che avrà fin da subito tutto l’appoggio da parte della società”.

Poi ha proseguito confrontando la situazione del Milan a quella della Lazio con Simone Inzaghi, anche lui promosso dalla Primavera alla prima squadra:

“Sono due situazioni abbastanza simili anche se a livello di campionato sono diverse. Non credo che un allenatore possa cambiare il volto di una squadra, forse in questo senso giustifico più l’addio a Mihajlovic in previsione del finale di campionato e in vista della finale di Coppa Italia. “

In conclusione:

“Non condivido nessuna delle due decisioni perché penso che sia meglio cambiare a fine stagione, soprattutto quando ormai i campionati sono compromessi come in queste due occasioni”. 



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Mi ritorni in mente… la finale del 2000 vinta dalla Lazio e la ricaduta di Ronaldo

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12 aprile 2000, Stadio Olimpico, finale di andata di Coppa Italia tra Lazio e Inter. La spunta la squadra di Eriksson in rimonta sugli 11 di Marcello Lippi. Seedorf mette paura ai biancocelesti dopo 8 minuti ma durante tutto il primo tempo la rimonta ha effetto con i gol di Nedved (con deviazione sul tiro, ndr) e il fresco ex Simeone che non esulta per rispetto verso gli appena lasciati colori nerazzurri. La serata sarà ricordata (ancora oggi) per il primo tentativo di ritorno in campo di Ronaldo dopo il brutto infortunio che sarà il leit motiv di una (nonostante tutto) bellissima carriera tra club e nazionale carioca; forse non era quella la serata adatta per le sue illuminanti giocate, forse impiegato troppo presto dal tecnico viareggino, fatto sta che dopo un doppio passo la gamba cede e Ronaldo cadrà a terra lasciandosi in un lungo, straziante e triste pianto che lo porterà a dover abbandonare il campo e indisporsi per almeno un altro anno.

LAZIO (4-4-1-1): Ballotta; Gottardi, Couto, Mihajlovic, Pancaro; Conceicao, Sensini, Nedved, Simeone (81′ Almeyda); Stankovic (55′ Mancini); S.Inzaghi (76’ Salas). A disposizione: Marchegiani, Negro, Lombardo, Veron. Allenatore: Eriksson.

INTER (3-5-2): Peruzzi; Panucci, Blanc, Cordoba; Moriero (46′ Di Biagio), J.Zanetti, Seedorf, Cauet, M.Serena; Mutu (58′ Ronaldo), R.Baggio (58’ Zamorano). A disposizione: Frezzolini, Colonnese, Domoraud, Recoba. Allenatore: Lippi.

Arbitri: Sigg. Trentalange (Torino) e Pellegrino (Barcellona Pozzo di Gotto).

Marcatori: 8′ Seedorf, 40′ Nedved, 52′ Simeone.

Ammonizione: Moriero per proteste, Nedved, Couto, Almeyda per gioco falloso.



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Mirko Fersini, oggi la commemorazione, la mamma Katia:”Il suo ricordo è vivo in tutti noi”

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Sono passati quattro anni da quel tragico giorno in cui Mirko Fersini, il baby laziale della primavera, ha perso la vita in un tragico incidente. Questa mattina è intervenuta la madre, Katia Fersini, ai microfoni di Lazio Style Radio invitando il popolo laziale e non, nella chiesa di Fiumicino.

“Tutte queste manifestazioni di affetto sono per me un grande onore, sono passati quattro anni dalla prematura scomparsa di Mirko, per me è passata un’eternità. Ho delle testimonianze di affetto quotidiane, non mi sento mai sola, oggi più che mai sono tante le persone che rivolgono un pensiero a Mirko e hanno un ricordo bello di lui. Questo è quello che mi resta e non è poco.

Sono forte, con Mirko passavo molto tempo come tutte le mamme, lo accompagnavo agli allenamenti e lo seguivo in tutto quello che faceva, lui è sempre stato un ragazzo allegro. Sin da subito ho dovuto scegliere se morire dentro oppure andare avanti e sorridere. Sono convinta che lui, ovunque sia, vorrebbe vedere il sorriso, lui che era il sorriso fatta persona e questo mi ha dato la forza di andare avanti. Ho scelto di vivere e non sopravvivere.

Io non sono sola, sono circondata da gente che mi vuole bene e che me lo dimostra con i fatti.

Questa sera alle 19.30 a Fiumicino nella chiesa della parrocchia ci sarà una cerimonia, naturalmente l’invito è aperto a tutti, più siamo e più preghiere arrivano a mio figlio.

Simone Inzaghi è sempre presente nonostante gli impegni. Al tempo degli Allievi aveva con Mirko un rapporto professionale così come con gli altri ragazzi, ma dopo l’accaduto si è dimostrato non un allenatore ma un amico, ha un grande cuore, si è creato un rapporto speciale. Ci è stato sempre vicino, è una persona speciale”.



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Laziali in prestito: Elez segna, Oikonomidis illumina, bocciati gli altri

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Si è chiusa in positivo la settimana dei laziali in prestito: un gol per Elez che continua a trascinare l’Aarhus in Danimarca e un assist importantissimo di Oikonomidis che aiuta la Salernitana a guadagnare 3 punti per la salvezza le note più liete del week-end tra le giovani aquile mandate a “farsi le ossa” altrove.

Partiamo come al solito dall’analisi dei biancocelesti sparsi in cadetteria, partendo ovviamente dalla Salernitana, che batte il Latina per 3-2 e ricomincia a sperare nella salvezza, anche se la strada per gli uomini di Menichini è ancora in salita. Come accennato in precedenza è di Oikonomidis l’assist vincente che consente a Donnarumma di siglare il momentaneo 2-2. L’australiano ha preso parte alla gara dal 1′ ma è stato sostituito prima della seconda frazione di gioco, riuscendo comunque a farsi vedere dopo un periodo in cui aveva giocato col contagocce. Degli altri laziali si vede in campo solo Ronaldo, subentrato al 36° per sostituire l’infortunato Moro. In panchina per tutti i 90′ Strakosha, Pollace e Tounkara, non convocato Prce.

Sconfitta pesante quella rimediata dal Modena nella sfida contro il Trapani: 4-1 il finale e gialloblu a un punto dalla zona retrocessione. Per Crecco 90′ in campo, anche se la sua prestazione è da dimenticare, come quella di tutto il resto della squadra.

Filippini stavolta rimane a guardare dalla panchina il suo Pro Vercelli nel pareggio per 1-1 sul Como: per il classe ’95 neanche 1′ in campo.

Bari che esce vittorioso dalla sfida di Livorno per 2-1: non si vede però Joseph Minala ancora in infermieria a causa di un problema al tendine d’achille.

In Lega Pro non riesce a incidere stavolta Cristiano Lombardi, in gol la settimana passatil suo Ancona non va oltre lo 0-0 con il Pontedera e il classe ’95 viene richiamato in panchina 15′ dopo l’inizio del secondo tempo.

Solo 10′ per Antonio Rozzi con il Siena, che si fa raggiungere dal Teramo dopo il triplo vantaggio maturato nel primo tempo. Troppo poco spazio per il giovane attaccante romano, che non riesce a mettersi in mostra negli ultimi istanti della partita.

Passiamo all’altra nota postiva del finesettimana: Josip Elez, che apre le marcature nel match tra il suo Aarhus e il Sonderjyske, terminato con il risultato di 2-2. Striscia positiva di prestazioni per il difensore,  che l’anno prossimo potrebbe essere mandato in un campionato più competitivo di quello danese.

Nuova esclusione dai convocati per Bryan Perea, che non trova più spazio nel Troyes, fanalino di coda della Ligue 1 e uscito sconfitto anche contro il Saint-Etienne con il risultato di 0-1.

Non sorride neanche Alvaro Gonzales, che guarda dalla panchina il suo Atlas uscito sconfitto nella partita con il Monarcas Morelia per 2-1.

Ancora in campo Vinicius, entrato al 55º nell’incontro tra Basilea e Zurigo, terminato 2-2. Buona la prestazione del brasiliano, che si sacrifica spesso per contenere gli attacchi dei detentori del campionato svizzero.



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Tonelli, parla Corsi: “Trattativa chiusa? Non scherziamo’”

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La vittoria in casa del Palermo ha leggermente calmato le acque in casa Lazio, ma la situazione rimane comunque facilmente infiammabile, considerando anche qualche “inciampo” da parte della difesa biancoceleste che, se attaccata, mostra in bella vista tutte le sue crepe. E sono proprio queste mancanze (sia sul piano dell’ attenzione che su quello tattico) a non far dormire sonni tranquilli al ds Tare e, soprattutto, ai tifosi biancocelesti, preoccupati che la squadra non venga ben rinforzata durante il mercato estivo, considerando che a Gennaio la “toppa” ha preso le sembianze di Milan Bisevac, rivelatosi tutt’altro che una sicurezza in questo spezzone di campionato disputato.

È proprio per questo motivo che da tempo si rincorrono le voci la Lazio stia concentrando tutti i suoi sforzi su Lorenzo Tonelli, il centrale difensivo dell’Empoli che ha ben figurato quest’anno e che sembra essere appetito da diverse squadre italiane di primissima fascia. Giorni fa si parlava addirittura di un affare in dirittura d’arrivo, con la riunione decisiva tra le due società prevista proprio per il prossimo week end (a Roma si giocherà Lazio-Empoli, ndr). A smentire questa situazione ci ha pensato oggi il Presidente dell’Empoli Fabrizio Corsi che, ai microfoni di Radio Olimpia ha affermato che la trattativa è bel lontana dal potersi definire chiusa. “Tonelli alla Lazio? Non scherziamo. Stimo Lotito, presidente di alto spessore che alla Lazio ha dato tanto seppur nelle difficoltà e nelle contestazioni, ma chi parla di trattativa già avviata o addirittura conclusa fra Empoli e Lazio, con l’aggiunta dell’inserimento di eventuali contropartite tecniche, si inventa una realtà che non esiste. Tonelli è un nostro patrimonio, ho rifiutato, fra le altre, un’offerta da 13 milioni per lui durante la sessione del mercato di gennaio, tutte provenienti da squadre italiane che il prossimo anno parteciperanno alla Champions League. La Juventus, ve lo posso garantire, punterebbe più sul nostro Tonelli, peraltro italiano, che su De Vrij. Non so quanto possa costare l’olandese, ma il nostro non lo svendiamo, anzi… Sento parlare di una valutazione che si aggirerebbe intorno ai 7/8 milioni, posso solo aggiungere che andrebbero pure bene ma per gamba… La prossima estate, con Tonelli come con gli altri nostri gioielli, ci siederemo intorno ad un tavolo affinché si possa trovare la migliore soluzione che possa accontentare tutte le parti in causa, cioè noi, i calciatori e le loro acquirenti”

Tonelli-Lazio, la strada è in salita e, al momento, sembra essere una salita molto dura e in cui pedalare in piedi potrebbe non bastare.



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Palermo-Lazio: otto tifosi arrestati per rissa aggravata.

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during the Serie A match between US Citta di Palermo and SS Lazio at Stadio Renzo Barbera on April 10, 2016 in Palermo, Italy.

Palermo: poche ore prima del fischio d’inizio del match Palermo-Lazio, il capoluogo siciliano è diventato teatro di spiacevoli vicende che hanno visto coinvolti una trentina di tifosi biancocelesti, quattro dei quali sono stati arrestati insieme ad altri quattro tifosi rosaneri. Difficile risalire ai motivi che avrebbero dato origine allo scontro, sicuramente a Palermo l’aria era tesa già prima dell’arrivo dei tifosi laziali. Il questore Guido Longo è intervenuto sulla vicenda presumendo che la maxi rissa di ieri pomeriggio non sia stata casuale bensì premeditata. Le motivazioni che avrebbero scaturito la colluttazione non sono del tutto chiare ma Longo non esclude la matrice ideologica; queste le sue parole sull’accaduto:

“Gli scontri di ieri pomeriggio tra tifosi palermitani e laziali non hanno nulla a che fare con la partita ma, probabilmente, hanno una matrice ideologica. I soggetti palermitani arrestati fanno tutti parte dei centri sociali, in particolare Anomalia ed ex Karcere, e sono già tutti conosciuti dalle forze dell’ordine per piccoli reati. Due di loro sono già stati denunciati più volte per vicende che hanno visto coinvolta Anomalia. È probabile che la rissa sia stata organizzata prima e non sia scoppiata per caso. Ad ogni modo, in via Libertà si è trattato di un agguato a tutti gli effetti ma la nostra presenza ha permesso di intervenire subito e di identificare i partecipanti alla rissa”.

Effettivamente i tifosi coinvolti nella rissa sono stati immediatamente identificati e gli otto arrestati sono i palermitani Alberto Gabriele Bruneo, 26 anni, Aloui Chadli, 28 anni (già sottoposto a daspo), Emanuele Cardella, 28 anni, Maria Emanuele Surdi, 23 anni (già sottoposto a daspo), Massimiliano Morelli, 22 anni, romano, tifoso laziale, Gabriele Lordi, 22 anni, già sottoposto a Daspo, tifoso laziale, Daniele Casella, tifoso laziale, Marco Massaro, romano, 26 anni, tifoso laziale. Denunciato anche il palermitano ventunenne Mattia Falcone, attualmente ricoverato all’ospedale di Villa Sofia per aver riportato diversi traumi facciali durante gli scontri.

E nonostante la confusione del pre-partita avesse già messo a dura prova la trasferta a Palermo, non sono mancati gli inconvenienti in campo. L’incontro tra rosaneri e biancocelesti è stato sospeso due volte a causa del lancio di fumogeni e petardi; il tutto potrebbe costare caro alla squadra siciliana che rischia la squalifica del campo. Nel post-partita sono stati numerosi i disordini pubblici e lo stato di agitazione di entrambe le tifoserie ha richiesto nuovamente l’intervento delle forze dell’ordine. Un’altra domenica di calcio segnata da spiacevoli accadimenti che logorano il mondo sportivo italiano.



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Papadopulo: “Lazio, ci sono due soluzioni: compromesso con i tifosi o un passo indietro di Lotito”

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In occasione della vittoria dei biancocelesti di ieri sera, è intervenuto ai microfoni de I Laziali Sono Qua, analizzando la situazione e la vittoria della Lazio, Giuseppe Papadopulo, ex tecnico biancoceleste della stagione 2004-2005, squadra nella quale aveva militato anche da calciatore. Con i biancocelesti ottenne il 10º posto, conquistando l’accesso in Intertoto e centrando al suo esordio sulla panchina delle Aquile una vittoria nel Derby per 3-1, non venendo però rinconfermato dal patron laziale Claudio Lotito, che per la stagione successiva scelse al suo posto Delio Rossi.

“Sicuramente il rapporto conflittuale con i tifosi non ha agevolato e non agevolerà quella che è la gestione societaria. L’importante è che il bene della Lazio venga messo al primo posto in quelle che saranno le decisioni future. A mio avviso le soluzioni sono due: o un compromesso tra le parti, ma mi sembra difficile, o un passo indietro del presidente. Credo che i giocatori si siano resi conto che la tifoseria non avrebbe più accettato la passività manifestata nel derby. C’è stata finalmente una prestazione nelle corde di quella che, nonostante le tante delusioni stagionali, resta una rosa di buona qualità”. 

Inoltre ha detto la sua anche su Inzaghi e Pioli:

“Inzaghi ha tutto da dimostrare, ma possiede la freschezza e l’entusiasmo per risollevare le sorti della squadra. Pioli è arrivato alla Lazio in un momento giusto, poi è venuto meno l’entusiasmo e senza i giusti supporti è venuto giù il castello che aveva costruito con fatica, anche se gli ottimi risultati nella prima stagione resteranno nella storia e nei cuori dei tifosi”.

Infine, un occhio di riguardo a cio che potrebbe accadere in futuro, soprattutto da quali giocatori poter ripartire nella prossima stagione:

“Marchetti in porta offre ampie garanzie.Tra i più giovani punterei fortemente su Keita, perché penso che possa diventare un giocatore di grande livello. Poi Candreva e Parolo, elementi importantissimi per l’ossatura della squadra, senza dimenticare chi per infortunio, come De Vrij, non ha potuto offrire il contributo che si attendeva”.

 



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Felipe, Bisevac e Onazi in coro: “Continuiamo così!”

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onazi lazio

La Lazio firmata Inzaghi Jr. riparte da Palermo e si rilancia verso un finale di stagione più promettente. C’è chi ha già espresso la propria soddisfazione ai microfoni nel post partita, come Felipe Anderson, che ha detto la sua ai microfoni di  Lazio Style Channel:  “Questa settimana è servita per capire cosa possiamo fare, siamo capaci di raggiungere obiettivi che abbiamo mancato quest’anno. Ma abbiamo qualità, e oggi l’abbiamo dimostrato di nuovo. Inzaghi? A un certo punto gli ho chiesto quanto mancava, e lui credeva che fossi stanco, ma era perché mi sentivo bene e speravo di avere tempo per segnare ancora. Con Inzaghi mi trovo bene, lo conoscevo. Penso potremmo fare un bel finale di campionato insieme. Si vede che è giovane, ha subito mostrato chi è, in ogni allenamento voleva che dessimo tutto. In questa maniera ci siamo conosciuti nel migliore dei modi, ed è importante per fare bene. Con questa vittoria abbiamo diminuito in punti di distanza con le altre. Possiamo ancora salvare ciò che abbiamo perso, si può vincere e possiamo giocarcela con chiunque. Pensiamo partita per partita, continuiamo così.

C’è invece chi ha detto la sua tramite i social, come Eddy Onazi, che si è rivolto in particolare ai tifosi biancocelesti presenti al Barbera:  “Grazie a tutti i tifosi che sono venuti per sostenere la squadra! Ora possiamo solo migliorare”

Un successo utile per scrollarsi di dosso alcune critiche di troppo, per Milan Bisevac, che tramite un tweet piuttosto polemico si è tolto qualche sassolino dalla scarpa:  “Di tutte le critiche, le peggiori sono quelle che provengono dall’ignoranza. Forza Lazio!”.



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Mi ritorni in mente.. il derby del 2009 e quel gran gol di Zarate

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Quando pensi all’11 Aprile ti viene in mente non un giorno qualunque ma il giorno del derby del 2009. Allo Stadio Olimpico la Lazio di Delio Rossi contro la Roma del primo Spalletti, è vittoria della squadra biancoceleste; apre un gol di Pandev dopo soli 2 minuti, poco dopo arriva il capolavoro di Zarate; a completare i gol arriva il primo gol romanista di Mexes, il 3-1 di Lichtsteiner, il gol preoccupante di De Rossi e quello di Kolarov che mette il derby in cassaforte.

LAZIO (4-3-1-2): Muslera, Lichtsteiner (74′ De Silvestri), Siviglia, Rozehnal, Kolarov, Brocchi, Ledesma, Matuzalem, Foggia (80′ Mauri), Zarate (65′ Rocchi), Pandev. A disposizione: Carrizo, Diakite, Dabo, Meghni. Allenatore: D.Rossi.

ROMA (4-2-3-1): Doni, Motta, Mexes, Panucci, Riise, Brighi (65′ Tonetto), De Rossi, Pizarro (89′ Taddei), Perrotta (55′ Menez), Julio Baptista, Totti. A disposizione: Artur, Loria, Diamoutene, Cassetti. Allenatore: Spalletti.

Arbitro: Sig. Morganti (Ascoli Piceno) – Assistenti Sigg. Stefani e Faverani – Quarto Uomo Sig. Mazzoleni.

Marcatori: 2′ Pandev, 4′ Zarate, 10′ Mexes, 58′ Lichtsteiner, 80′ De Rossi, 85′ Kolarov

Espulsioni: Spalletti (Roma) e Tare (dirigente Lazio) per comportamento non regolamentare nell’intervallo; Panucci (doppia ammonizione), Mexes e Matuzalem.

Ammonizioni: De Rossi, Pizarro, Brocchi, Mauri, Lichtsteiner e Mexes.



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Lotito: “Squadra ha reagito con giusto carattere. Complimenti a Inzaghi e Klose”

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Scontato, ma questa volta a tempo record. Dopo nemmeno 60 minuti dal termine dell’incontro tra Lazio e Palermo, è arrivato il comunicato ufficiale del Presidente Claudio Lotito, che evidenzia il “grande spirito” di questo gruppo. Non stupisce più il fatto che esso arrivi solamente dopo la vittoria, mentre proprio una settimana fa lo stesso proprietario e il direttore sportivo Igli Tare abbiano latitato ai microfoni degli addetti ai lavori al termine della disfatta del derby. Ma andiamo a leggere la celebrazione della prima vittoria biancoceleste targata Simone Inzaghi.

“La squadra oggi ha mostrato il giusto carattere, reagendo con decisione ad un momento indubbiamente difficile. Il calcio giocato in tutti i novanta minuti ha evidenziato le qualità indiscutibili di un gruppo che sente affermare il proprio riscatto. Lo dobbiamo innanzitutto ai nostri tifosi. Ora rialziamo la testa e andiamo avanti“. Come detto, Lotito si complimenta inoltre “per l’esordio positivo del tecnico Simone Inzaghi e per l’ennesimo e straordinario esempio, di agonismo e passione, nuovamente espresso da un campione come Miroslav Klose e da tutta la squadra“.

Parole che passano inosservate nell’ambiente biancoceleste, stanco e distrutto da questa dirigenza mediocre, come dimostra l’ultimo comunicato di scuse dello stesso Lotito, apparso sulla rivista ufficiale della società biancoceleste. Il direttivo della Curva Nord e la nuova “Emozione Lazio“, così come FederSupporter hanno prontamente risposto con un “due di picche”, rifiutando qualsiasi proposta di atteggiamento ma al contrario invitando ancora una volta (se ce ne fosse bisogno) il Presidente a lasciare la Lazio, cedendola a qualcuno che possa realmente portarla in posti che le competono. Ormai la rottura è insanabile, con i tifosi che dopo 12 anni di sofferenze hanno deciso di abbandonare lo stadio per spingere definitivamente il “male” della Lazio lontano da essa. Servirà resistere e mettere Lotito alle strette per convincerlo a sedersi al tavolo con eventuali acquirenti.



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Palermo-Lazio 0-3, la cronaca del match: tris biancoceleste al ‘Barbera’

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Buona la prima. Il neo tecnico biancoceleste Simone Inzaghi esordisce sulla panchina della prima squadra con un tris rifilato a domicilio ad un Palermo sull’orlo del baratro. Match senza storia, con una Lazio ritrovata in termini di gioco e condizione fisica e un Palermo senza idee sempre più verso la retrocessione nella serie cadetta. Inzaghi ripropone Santiago Gentiletti da titolare dopo 4 mesi (l’ultima volta contro la Sampdoria) in coppia con Bisevac, mentre Onazi prende il posto di Cataldi nel terzetto di centrocampo con Biglia e Parolo. Maglia da titolare anche per Keita nel tridente con Antonio Candreva e Miroslav Klose. Dall’altra parte Novellino conferma l’undici tipo, eccezion fatta per il suo giocatore di maggior spessore: il tecnico deve fare a meno dello squalificato Vazquez, sostituito dallo svedese Quaison che fa coppia con Alberto Gilardino. Nel riscaldamento si ferma anche Struna, sostituito da Vitiello.

I primi minuti sono di marca rosanero: al 3′ viene concessa una punizione pericolosa ai padroni di casa, che però Jajalo calcia male. La retroguardia biancoceleste allontana. Un minuto più tardi arriva la risposta degli ospiti: prima Candreva e poi Keita effettuano due traversoni verso il centro, dove non trovano nessun compagno appostato. La Lazio continua ad attaccare e al 10′ passa in vantaggio: sugli sviluppi di un calcio d’angolo battuto da Biglia, Miroslav Klose si fa trovare pronto in area di rigore e con l’esterno destro batte Sorrentino. Il Palermo non riesce a reagire e continua a subire gli attacchi biancocelesti: al 13′ grande giocata di Keita che arriva alla conclusione. Sorrentino devia in angolo. Sugli sviluppi dell’angolo Bisevac anticipa il portiere avversario, ma il gioco è fermo per il fallo dello stesso senegalese su Pezzella. Passano pochi secondi e la squadra di Simone Inzaghi raddoppia. Nuova azione personale di Keita che, dopo aver superato un avversario, calcia in porta. Sorrentino respinge male, con Klose che si fa trovare al posto giusto e con la testa appoggia la palla in rete. Al 18′ Gervasoni ammonisce Parolo per un intervento scomposto su Vitiello. Giusta la decisione del direttore di gara. Nel frattempo il clima diventa rovente: al 24′ l’incontro viene momentaneamente sospeso a causa dell’esplosione di petardi vicino la porta di Sorrentino. Si riprende dopo poco più di 60 secondi. Tornando al calcio giocate, al 29′ arriva l’ennesima azione personale di Balde Keita: il numero 14 supera 3 avversari e dal fondo mette in mezzo. Nessun compagno è puntuale all’appuntamento. 4 minuti più tardi arriva la prima sanzione per i padroni di casa: Quaison interviene su Keita a palla lontana. Giallo inevitabile. Poco dopo Novellino corre ai ripari con la prima sostituzione: Brugman prende il posto di un irriconoscibile Achraf Laazar, decisamente deluso per il cambio. Al 41′ il Palermo va in gol, ma il direttore di gara annulla giustamente: nell’istante del passaggio di Brugman, Gilardino è davanti a tutti. Al 44′ è ancora Keita protagonista: l’ex canterano, imbeccato splendidamente da Parolo, coglie di sorpresa tutta la difesa avversaria, saltando anche Sorrentino. E’ molto bravo il costaricense Gonzalez a recuperare e salvare la palla sulla linea di porta. Nei minuti di recupero la partita viene nuovamente sospesa a causa dei fumogeni lanciati sul terreno di gioco dai sostenitori di casa: dopo 5 minuti di recupero le due squadre tornano negli spogliatoi sul risultato di 2 a 0 per la Lazio.

La ripresa inizia con la reazione del Palermo: Gilardino scappa verso la porta avversaria. Gentiletti è ingenuo e trattiene l’ex attaccane del Milan. Cartellino giallo per l’argentino e punizione dal limite per i rosanero. Sul pallone si presenta Hiljemark, ma il suo tiro non si abbassa e termina sopra la traversa. Al 52′ arriva l’esordio stagionale di Antonino La Gumina, attaccante classe 1997 della Primavera, che prende il posto di Morganella. Due minuti più tardi arriva la prima occasione biancoceleste del secondo tempo: Candreva vince due rimpalli e calcia in diagonale, con la palla che esce di un niente. Nuova opportunità al 58′, con il colpo di testa del solito Klose, deviato da Sorrentino in corner, prima della terza sospensione. Al 60′ i tifosi palermitani iniziano a lanciare seggiolini in campo, oltre ai “soliti” petardi: proprio uno di questi finisce vicino a Candreva, che per poco non viene colpito dall’esplosione. Gervasoni indica ai capitani di seguirlo a bordo campo e dopo un breafing con il suo staff arriva il comunicato dello speaker. Interviene anche Gilardino che chiede ai suoi sostenitori di smettere di lanciare oggetti in campo. Dopo quattro minuti si ricomincia ed capita proprio al Palermo la prima chance: sulla sponda di Gilardino, Brugman calcia dal limite dell’area di rigore. Il suo tiro è debole e viene controllato da Marchetti in due tempo. Al 69′ Felipe Anderson prende il posto di Keita e alla prima palla toccata il brasiliano torna al gol: sul rilancio di Marchetti, Klose salta più in alto di Gonzalez e serve ottimamente di testa Anderson, che da pochi passi batte Sorrentino con l’esterno destro. All’85’ il Palermo va nuovamente vicino al gol della bandiera con La Gumina: il giovane, capocannoniere dell’ultimo Torneo di Viareggio, rischia di segnare in maniera rocambolesca. Sulla scivolata di Gentiletti, il pallone sbatte sulle gambe del giovane 19enne e termina a fin di palo. 3 minuti più tardi arriva il giallo per Mauricio, subentrato a Lulic. Le ultime due occasioni sono per Gilardino, l’ultimo rosanero ad arrendersi: nella prima, il centravanti campione del mondo è in offside, mentre la seconda conclusione è respinta in angolo da Bisevac. E dopo 7 minuti di recupero, il match termina sul 3 a 0 per i biancocelesti.

TABELLINO:

PALERMO (4-4-2) – Sorrentino; Vitiello, Gonzalez, Andelkovic, Pezzella; Morganella (52′ La Gumina), Hiljemark, Jajalo, Lazaar (38′ Brugman); Gilardino, Quaison (74′ Trajkovski).  All. Novellino. A disp.:Posavec, Alastra, Struna, Rispoli, Cionek, Chochev, Baloghi, Maresca.

Indisponibili: Goldaniga, Bentivegna, Djurdjevic, Cristante
Squalificati: Vazquez
Diffidati: Goldaniga, Quaison, Struna

LAZIO (4-3-3) – Marchetti; Patric, Bisevac, Gentiletti, Lulic (76′ Mauricio); Parolo, Biglia, Onazi; Candreva, Klose (78′ Djordjevic), Keita (69′ Felipe Anderson). All.: Inzaghi. A disp.: Guerrieri, Matosevic, Matri, Milinkovic, Cataldi, Mattia, Murgia, Germoni.

Indisponibili: De Vrij, Radu, Mauri, Basta, Kishna, Braafheid, Berisha, Konko
Squalificati: Hoedt
Diffidati: nessuno

ARBITRO: Gervasoni (sez. Mantova)
ASSISTENTI: Manganelli e Paganessi
IV UOMO: Fiorito
ADDIZIONALI: Guida e Nasca

RETI: 10′ e 15′ Klose, 72′ Felipe Anderson
AMMONITI: Parolo, Quaison, Gentiletti, Jajalo, Mauricio.



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Palermo-Lazio le probabili formazioni

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Mancano poche ore dal debutto in prima squadra, come allenatore precisiamo, di Simone Inzaghi. Il tecnico che piloterà la Lazio fino alla fine di questa stagione disastrosa, cercherà di salvare il salvabile ma gli ostacoli sono sempre dietro l’angolo.

Vediamo come schiererà gli undici titolari che affronteranno il Palermo alle ore 20.45 di quest’oggi.

LAZIO (4-3-3) – Marchetti; Patric, Bisevac, Gentiletti, Lulic; Parolo, Biglia, Onazi; Candreva, Klose, Keita. All. Inzaghi. A disp. Guerrieri, Matosevic, Mauricio, Mattia, Germoni, Murgia, Cataldi, Milinkovic-Savic, Djordjevic, Felipe Anderson, Matri.

Indisponibili: De Vrij, Radu, Mauri, Basta, Kishna, Braafheid, Berisha, Konko
Squalificati: Hoedt
Diffidati: nessuno

Incece in casa rosanero la formazione potrebbe essere la seguente

PALERMO (4-4-2) – Sorrentino; Vitiello, Gonzalez, Andelkovic, Pezzella; Morganella, Hiljemark, Jajalo, Lazaar; Gilardino, Quaison. All. Novellino. A disp. Posavec, Alastra, Struna, Cionek, Rispoli, Chochev, Maresca, Brugman, Trajkovski, Balogh, La Gumina.

Indisponibili: Goldaniga, Bentivegna, Djurdjevic, Cristante
Squalificati: Vazquez
Diffidati: Goldaniga, Quaison, Struna



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Palermo-Lazio con l’emergenza in difesa. E’ l’ora di Germoni?

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La panchina cambia ma il velo nero in ambito infortuni resta. Quest’oggi il neo promosso allenatore, Simone Inzaghi, si troverà al debutto in prima squadra con tanti dubbi,contro un Palermo in cerca di riscatto.

La linea difensiva laziale infatti, è in piena emergenza, con Basta che non è riuscito a recuperare dall’infortunio rimanendo a casa, Lulic  che si era fermato venerdì in allenamento per un affaticamento e Braafheid che si è stirato a Norcia.

In conferenza stampa, il mister ha preso in considerazione di spostare Mauricio sulla fascia ed in caso di questa scelta dovrebbe spostare Patric sulla sinistra ma c’è anche un’altra soluzione, ovvero far debuttare Luca Germoni, pupillo diciottenne della primavera che secondo mister Inzaghi è pronto per il salto di qualità.

 



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