Continua il percorso analitico sul cammino della Lazio nell’anno 2015. Il bimestre Marzo/Aprile ha segnato uno dei periodi più proficui dell’anno biancoceleste. Dopo le due vittorie consecutive nel mese di Febbraio contro Udinese e Palermo, sono arrivati, infatti, altri otto risultati utili consecutivi tra cui 6 vittorie di fila in campionato.
La prima partita del bimestre, ha visto la Lazio protagonista sul campo del Sassuolo battuto per 3-0. Una partita eccellente quella giocata dagli uomini di Pioli, che hanno dominato senza problemi, le marcature portano i nomi di Anderson, Klose e Parolo. Con questa vittoria la Lazio conferma il 4° posto in classifica con solo 2 punti di distacco dal Napoli.
Il 4 Marzo, la Lazio gioca in casa la semifinale di Coppa Italia pareggiando 1-1 con il Napoli. I capitolini, che erano in vantaggio grazie alla rete di Klose, si son fatti raggiungere dai partenopei che hanno siglato il pareggio con la rete di Gabbiadini al 58′. Un’occasione persa per la Lazio che in quel periodo vantava una perfetta forma e numerose vittorie alle spalle.
Tornando alla Serie A, il 9 Marzo 26° giornata di Campionato, i biancocelesti ospitano i viola di Montella all’Olimpico e regalano emozioni ai tifosi segnando ben 4 reti tra il 6′ e l’85’. Gli autori dei gol sono Biglia, Candreva su rigore e Klose con una doppietta. Siamo alla quarta vittoria consecutiva per la prima squadra della Capitale che nel turno successivo batte anche a Torino i granata per 2-0 con doppia rete di Anderson. Grazie a questi risultati, la Lazio scavalca il Napoli e riacciuffa la terza piazza.
E l’invincibilità della Lazio continua con la sesta vittoria consecutiva in serie A, i biancocelesti battono il Verona per 2-0 con reti di Candreva e Anderson, chiudendo il mese di marzo con 4 vittorie su 4 match in campionato. Risultati che consentono ai capitolini di restare al terzo posto.
Il mese di Aprile 2015 viene inaugurato con un altro successo, allo Stadio Sant’Elia di Cagliari protagonisti in campo sono ancora Klose, Biglia e Parolo che siglano il 3-1 contro i rossoblu, vittoria che consente alla Lazio di avvicinarsi ai rivali della Roma. Un solo punto di distacco, infatti, divide ora le due squadre romane.
Nel frattempo, c’è spazio anche per la semifinale di ritorno della Coppa Italia che vede protagonisti i biancocelesti. Con una rete di Lulic al 79‘ la lazio batte il Napoli e approda in finale, dove incontrerà la Juventus. Il bosniaco è ancora una volta protagonista di un goal decisivo due anni dopo quello segnato al 71′ nella storica finale vinta contro la Roma.
Nell’incontro successivo arriva a Roma l’ottava vittoria consecutiva in Serie A per la squadra di mister Pioli, che vince sull’Empoli con 4 goal. Autori delle marcature sono Mauri, Candreva, Klose e Anderson. Approfittando così del pareggio dei “cugini” giallorossi, i biancocelesti li scavalcano in classifica e si piazzano al secondo posto.
La striscia di vittorie in campionato, però, viene di colpo interrotta dalla sconfitta contro i bianconeri della Juventus che si impongono per 2-0 sui biancocelesti. Lazio che non può nulla contro la corazzata di Allegri, che pur giocando a ritmi bassi riesce a vincere la gara. La squadra di Pioli conserva comunque il secondo posto, poiché la Roma pareggia a Bergamo.
Il mese di Aprile si conclude con un pareggio contro il Chievo e una vittoria contro il Parma. All’Olimpico, infatti, la Lazio impatta per 1-1 contro i veronesi. I biancocelesti seppur inizialmente in vantaggio grazie a una rete di Klose, si vedono rimontare dai gialloblu con un goal di Paloschi. L’altra partita in casa, invece, si conclude con un netto 4-0 con cui i biancocelesti sconfiggono i ducali. Le reti portano la firma di Parolo, Klose, Candreva e Keita. Il mese si conclude comunque con la Lazio ancora seconda in classifica, che approfitta di un andamento altalenante della Roma, conservando un solo punto di vantaggio sui giallorossi. Si avvicina, così, la fine del campionato, che con la Juve ormai campione, vedrà le due romane contendersi la seconda e la terza piazza in classifica.
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Keita potrebbe lasciare la Lazio già da Gennaio. Campanello inglese o tedesco?
Tra alti e bassi Keita potrebbe lasciare la casacca biancoceleste già da Gennaio. A lanciare la “bomba di mercato” è la Gazzetta dello Sport.
Il senegalese non sembra voler continuare la sua avventura nella capitale visti i mesi complicati di quest’ultima stagione. Secondo la testata giornalistica, il giocatore laziale si sta guardando intorno per ritrovare se stesso in un’altra squadra che non sia italiana anche se le voci di mercato vedono un Roberto Mancini interessato al baby laziale.
Secondo alcune indiscrezioni, poco tempo fa si fece avanti il Monaco; le offerte però arrivano anche dalla Germania e dall’Inghilterra, meta molto apprezzata dal fenomeno biancoceleste.
Data questa circostanza, Lotito non resta a guardare e fissa il prezzo di base del giocatore a 20 milioni di euro, soldi che qualora la partenza si avverasse, verranno investiti per un calciatore dello stesso ruolo.
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E’ stato un 2015, in fin dei conti, abbastanza positivo quello della nostra Lazio. Nella prima parte dell’anno, infatti, il club capitolino ha fatto faville raggiungendo un terzo posto ed un preliminare di Champions League che mancavano da molto tempo, pur perdendo la Coppa Italia in una sfortunata finale contro la Juve. Mentre nella seconda parte sono stati falliti ben due obbiettivi, come la Supercoppa e la qualificazione alla Champions, inoltre in Serie A i biancocelesti hanno molto spesso deluso le aspettative. Solo la bella prova nel girone G di Europa League ha salvato la Lazio da un finale d’anno disastroso, conclusosi anche con la vittoria per 2-1 in casa della capolista Inter. Since ha deciso di ripercorrere tutto il cammino della Lazio in questo 2015, raccontandovi le partite e gli episodi più significativi di quest’anno. Partiamo oggi dai mesi di Gennaio e Febbraio.
La Lazio chiude il suo 2014 con un pareggio per 2-2 contro l’Inter all’Olimpico, che gli consente di conservare la terza piazza in classifica, dietro Juventus e Roma. In Coppa Italia, invece, la compagine capitolina è già approdata agli ottavi di finale della competizione. Il 2015 inizia con una roboante vittoria in casa contro la Sampdoria, sconfitta per 3-0 il 5 Gennaio. A segno per la Lazio vanno Parolo, Felipe Anderson e Djordjevic, in una gara dove la squadra di Pioli sfiora quasi la perfezione, dando spettacolo in campo. Grazie a questa vittoria la Lazio resta al terzo posto in Serie A. Sul fronte mercato, iniziato proprio in questa giornata, invece, nessuna novità rilevante. Nonostante la squadra biancoceleste sia in corsa su due fronti, infatti, Lotito e Tare non sembrano intenzionati ad investire ulteriormente. Anche sul fronte trasferimenti in uscita tutto tace, nonostante le tante voci attorno a Gonzalez e Perea.
La partita successiva del nuovo anno è niente di meno che il derby contro gli odiati rivali della Roma, lontani nove lunghezze. Derby che si gioca l’11 gennaio. Biancocelesti che si presentano con una divisa classica che recita “Je suis Charlie” in ricordo dell’attentato a Charlie Hebdo. La Lazio arriva in splendida forma, mentre la Roma sembra aver perso lo smalto di inizio campionato. La partita, infatti, sembra lo specchio di quello che sta accadendo in Serie A con la squadra di Pioli che gioca in modo sbarazzino e dopo 3o’ minuti conduce già per 2-0 grazie ai goal di Felipe Anderson e Mauri. I gialllorossi vengono presi letteralmente a pallate e non sembrano poter reagire, ma si sa il calcio è strano. Dopo 8′ minuti dall’inizio del secondo tempo, infatti, ecco la beffa con la Roma che va a segno con Totti. La Lazio prova a reagire e cerca il terzo gol che chiuderebbe i conti, ma la squadra di Garcia ha cambiato marcia ora e sempre con Totti trova il gol del 2-2. La partita finisce, quindi, in parità e i biancocelesti gettano al vento una ghiotta opportunità di rimonta sui “cugini”. Sul fronte mercato, invece, tutto tace, nonostante la difesa sia sempre in emergenza, a causa di un De Vrij fuori per infortunio proprio dopo il derby. Inoltre neanche in attacco la dirigenza sembra intenzionata a cercare una quarta punta.
La terza partita dell’anno nuovo vede la Lazio giocare in Coppa Italia contro il Torino di Ventura. Ad inizio gara ancora un’ottima prova dei biancocelesti, che vanno in vantaggio fin da subito con Keita e Klose. Poi la Lazio, nel secondo tempo, subisce subito il gol dei granata, a segno con Martinez e comincia a soffrire un bel po’, rea di non aver chiuso prima la gara. Il Torino potrebbe pareggiare, ma alla fine i biancocelesti trovano il 3-1 con Ledesma dal dischetto e chiudono i conti.La Lazio vince, quindi, seppur imbottita di riserve, a causa degli infortuni di Mauri e De Vrij e del turn over di Pioli in vista della Serie A. Il passaggio del turno è archiviato e la Lazio approda, così, ai quarti di finale.
In campionato, invece, le cose non vanno come sperato, la Lazio, infatti, perde a Napoli e si vede superare in classifica proprio dai partenopei e anche dalla Sampdoria. Nello scontro diretto per il terzo posto i biancococelesti perdono per 1-0 al San Paolo, per merito di una rete di Higuain al 15′ del primo tempo, senza riuscire a rimontare i rivali napoletani. I biancocelesti, infatti, non giocano al meglio delle loro potenzialità e non riescono ad imporre il proprio gioco. I problemi maggiori arrivano dalla difesa, dove senza De Vrij e con Cana e Radu centrali la Lazio soffre moltissimo. Una sconfitta bruciante che ferma, quindi, la corsa della Lazio. Si conclude così la prima parte della stagione con la squadra di Pioli al 5° posto in classifica.
L’occasione per rifarsi, però, si presenta subito. Infatti all’Olimpico, il 24 gennaio, arriva il Milan di Inzaghi e la Lazio gioca con il coltello tra i denti per dare prova ai propri tifosi di essere ancora viva. De Vrij recupera in estremis e gioca come centrale insieme a Cana. Fa il suo esordio in campionato, in questa partita, la nuova “maglia bandiera” con l’aquila stilizzata, che avrà poi tanto successo tra i tifosi laziali. I biancocelesti, però, non cominciano bene e dopo 4′ minuti sono già sotto, a causa del gol di Menez. La reazione della Lazio, però, non tarda ad arrivare e la squadra di Pioli si getta in avanti alla ricerca del pareggio. Il primo tempo si chiude, nonostante tutto, ancora in svantaggio, ma la Lazio è viva e pronta a colpire. Detto fatto! Nel secondo tempo, difatti, Parolo e Klose capovolgono il risultato e la Lazio tira fuori gli attributi, giocando con grinta e onorando la maglia che indossa. Il Milan è stordito e nel finale di gara arriva anche il 3-1 di Parolo. Sull’azione del goal, però, si infortuna, purtroppo, Filip Djordjevic, da poco entrato, e il serbo è costretto a lasciare il campo. I rossoneri, invece, sono nervosissimi e Mexes si fa espellere a causa di un bruttissimo gesto nei confronti del capitano Mauri. La Lazio, infine, vince e convince e si riprende il quarto posto, scavalcando la Samp e mettendosi a sole tre lunghezze dal Napoli. Inoltre sul fronte mercato arriva finalmente e stranamente qualche acquisto. Con De Vrij costretto a non giocare per un bel po’ dopo questa partita, viene acquistato dallo Sporting Lisbona il centrale Mauricio dos Santos Nascimiento per sostituirlo. Mentre in attacco viene richiamato Bryan Perea dal Perugia, per sostituire l’infortunato Djordjevic. Lotito spende così per un centrale ma va al risparmio per l’attacco, senza investire in un reparto dove una prima punta decente sarebbe servita come il pane.
Il 27 gennaio è ancora Milan, questa volta in Coppa Italia. La Lazio questa volta gioca a San Siro i quarti di finale contro i rossoneri e ancora una volta la spunta. Decisivo risulta un rigore trasformato da Lucas Biglia, che regala l’1-0 finale con cui i biancocelesti espugnano Milano. Una partita giocata con grinta e determinazione dalla squadra di Poli, costretta a giocare in dieci gran parte del match a causa dell’espulsione, per doppia ammonizione, di Cana. I rossoneri, infatti, pur aggredendo i biancocelesti non riescono a superare il muro laziale. I nostri ragazzi, difatti, gettano il cuore oltre l’ostacolo e nonostante le tante assenze e il cospicuo turnover portano a casa la vittoria.
In campionato, poi, arrivano ben due stop consecutivi e il terzo posto sembra sfuggire di mano alla Lazio. I biancocelesti, infatti, perdono prima a Cesena e poi in casa contro il Genoa. Il mese di Febbraio comincia, quindi, nel peggiore dei modi. Contro i bianconeri arriva una sconfitta per 2-1, con una Lazio che commette troppi errori e risulta stanca e svogliata. Defrel e un autorete di Cataldi affondano quindi la squadra capitolina, a cui non basta nel finale il gol di Klose per riequilibrare la gara. Seconda sconfitta del 2015 per le aquile, che vanno incontro anche alla terza neanche otto giorni dopo; all’Olimpico contro i grifoni decide un gol di Perotti. La Lazio gioca più o meno come a Cesena e non riesce a rimontare il gol iniziale del Genoa. Veramente un brutto periodo per la prima squadra della capitale, che sembra aver smarrito la forza e la determinazione di inizio anno. Non basta il rientro di De Vrij per dare forza ai capitolini che scivolano al sesto posto, scavalcati anche da Fiorentina e Sampdoria. Sul fronte mercato, invece, nessun’altro acquisto, solo una cessione, con Alvaro Gonzalez ceduto in prestito al Torino. A Gennaio, quindi, la Lazio chiude con un misero bottino di soli due acquisti e una cessione, sulla scia delle parole ormai ben note della “squadra difficilmente migliorabile”.
Le due partite finali di questo bimestre segnano la rimonta della Lazio, che sorpassa Fiorentina e Sampdoria e si riporta a sole cinque lunghezze dal Napoli. arrivano, infatti, due vittorie contro Udinese e Palermo, che seppur risicate rilanciano le aquile. In Friuli i bianocelesti vincono 1-0, grazie al rigore di Candreva, giocando una buona partita e fermando la serie di due sconfitte consecutive. Mauricio ormai affianca De Vrij in pianta stabile e i due sembrano aver trovato un’ottima intesa al centro della difesa. Dalla cintola in giù la Lazio è poi di nuovo viva e costruisce un piacevole gioco. Sulla scia di questo risultato arriva anche la vittoria contro i rosanero per 2-1 all’Olimpico. Dybala porta in vantaggio gli ospiti, ma Mauri e Candreva capovolgono il match e regalano la vittoria alla Lazio il 22 Febbraio. Grinta e cuore permettono ai nostri ragazzi di portare a casa altri tre punti fondamentali. Il gioco sembra ritrovato e le ottime prestazioni ricominciano a dare i loro frutti. L’aquila ritorna, quindi, a volare e la compagine biancoceleste recupera punti in classifica ritornando in quarta posizione. Queste vittorie daranno inizio alla serie di dieci risultati utili consecutivi che la Lazio collezionerà più avanti, tra cui otto vittorie di fila in Serie A.
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Mentre tutti i giocatori sono a godersi gli ultimi scampoli di vacanze natalizie, la società biancoceleste si sta muovendo sul mercato sia entrata che in uscita. Vediamo caso per caso tutte le situazioni di cui si sta preoccupando la Lazio.
CAPITOLO CESSIONI
Per quanto concerne le uscite da casa Lazio, sono da evidenziare le parole che un paio di giorni fa ha rilasciato il procuratore di Onazi: “Eddy piace a diversi club, sia italiani che stranieri. Sicuramente non è contento di come stanno andando le cose e del poco minutaggio che Mister Pioli gli ha concesso fino ad adesso. Parleremo con la società e troveremo sicuramente una soluzione che possa soddisfare tutti“. Parole che sanno di richiesta di cessione per il centrocampista nigeriano. Su di lui si sono posate le attentioni di squdre tedesche e turche. La Lazio lo valuta sugli 8 milioni di euro, che rappresenterebbero una grande plusvalenza visto che Onazi proviene dal vivaio biancoceleste.
Da monitorare con attenzione c’è anche la situazione che riguarda Antonio Candreva. Sull’esterno offensivo laziale si sono posati gli occhi di diversi top club europei: Roberto Mancini l’ha inserito in cima alla sua lista per rinforzare il centrocampo dell’Inter, Mihajlovic lo vorrebbe al Milan al posto di Cerci e anche il Barcellona (a cui finirà il blocco al mercato imposto dalla Fifa) ha chiesto più dinuna volta informazioni sul centrocampista laziale. Tutte queste società debbono però confrontarsi con Lotito e con la sua volontà di partire da una base di almeno 35 milioni di euro per poter cedere il centrocampista. Sarebbe una cessione difficile da realizzarsi durante il mese di Gennaio, ma nulla è impossibile in casa Lazio..
Prima di Natale sono rimbalzate voci insistenti sul fatto che Santiago Gentiletti abbia chiesto alla società di essere ceduto in prestito, in modo da poter recuperare con calma dall’infortunio della scorsa stagione e che ancora lo tormenta, impendendo all’argentino di riuscire a sostenere il ritmo delle tre partite a settimana. La situazione è tutta da valutare perché se la Lazio decidesse di privarsi di Gentiletti, sarebbe costretta ad acquistare non uno, ma almeno due difensori di alto livello per dare a Pioli un reparto arretrato più forte e completo di quello attuale.
CAPITOLO RINNOVI
Per quanto concerne i rinnovi in casa Lazio, la situazione rimane ancora piuttosto spinosa ed intricata. Nulla sembra essersi mosso negli ultimi mesi per i rinnovi di Lulic e Marchetti.
Nessuna buona nuova sul portiere di Bassano del Grappa che è vincolto con la squadra biancoceleste fino al prossimo 30 Giugno. Il suo futuro potrebbe essere in Premier League, più presisamente al Liverpool. Secondo quanto rivela l’esperto di mercato Gianluca Di Marzio, infatti, il club di Anfield Road avrebbe effettuato un primo sondaggio. Dopo Diego Lopez, anche Marchetti sarebbe rientrato nel mirino dei Reds. Mignolet non fornisce le garanzie sperate e Bogdan, arrivato il estate dal Bolton, ha giocato appena una partita in Premier. Su Marchetti hanno messo gli occhi anche l’Inter, alla ricerca di un affidabilissimo vice Handanovi, e la Juventus. Poche settimane e si deciderà il futuro del portiere biancoceleste, ma la sensazione è che le strade tra Marchetti e la Lazio si divideranno.
Su Lulic al momento non ci sono novità: il bosniaco si avvia a lasciare la Lazio al termine della stagione, una cessione che dovrebbe fruttare alle casse della Lazio una decina di milioni. Su di lui è forte l’interesse di Southampton, Valencia e Bayer Leverkusen, senza dimenticare la Juvemtus, da sempre attenta alle prestazioni dell’esterno laziale.
CAPITOLO ACQUISTI (POSSIBILI)
Nella sezione delle possibili entrate in casa Lazio vi è sicuramente un difensore. L’emergenza difensiva che la squadra di Pioli ha palesato in queste 17 giornate di campionato è piuttosto grave e Tare deve assolutamente correre ai ripari. L’infortunio di De Vrij ha pesato clme un macigno, privando la Lazio del suo difensore più forte, colui che dava sicurezza ad un intero reparto, facendo diventare affidabili anche giocatori che, senza la guida olandese, si sono dimostrati piuttosto “farfalloni”.
Di nomi se ne fanno tantissimi: Kace, Tonelli, Rolando, N’Koulou, Zouma e, nome fresco di giornata, Hubocan, centrale slovacco della Dinamo Mosca.
La certezza, viste anche le parole di Tare rilasciate prima dell’ultima partita di campionato contro l’Inter, è che arriverà un difensore esperto, non un giovane, ma un giocatore pronto a giocare titolare da subito. Tonelli e Zouma sarebbero due difensori già pronti e con maggiore esperienza ad alti livelli, ma i costi son proibitivi. Più probabile la pista che porta a Rolando e quella che porta a N’Koulou, entrambi di proprietà del Marsiglia ma quest’ultimo in scadenza di contratto.
Sarà un Gennaio caldo per la Lazio, un mercato in cui per forza di cose la squadra dovrà uscirne rafforzata, cosa che non era accaduta nel mercato estivo. Ancora pochi giorni e sapremo chi saluterà e chi invece porterà nuova linfa alla squadra.
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Mentre i giocatori delle Lazio si godono le (poco) meritate vacanze natalizie in giro per il Mondo, il responsabile della comunicazione Stefano De Martino ha rilasciato un’intervista a Lazio Style Radio in cui parla del momento dei biancocelesti e anche dei movimenti del mercato di Gennaio: “Una vittoria importante contro la prima. Certo, non cambia molto la classifica, ma ha dimostrato ciò che la Lazio può e deve fare. E’ scesa in campo con il giusto atteggiamento, abbiamo visto una squadra corta che lavora bene sulle fasce. Era la Lazio che conoscevamo e che ci aspettiamo, vista la rosa di cui dispone il mister. Ci sono stati dei problemi, forse in Europa i biancocelesti hanno giocato con la testa libera. Tanto che nel girone la Lazio passa prima, è un piccolo record nella storia del club. In Coppa Italia avremo la Juve: un’avversaria con cui è sempre andata male nelle ultime uscite, perdendo anche senza meritarlo, come in finale di Coppa Italia. Il Campionato? È strano, molto equilibrato: il girone di ritorno sarà imprevedibile, tutto può succedere. La classifica è molto corta, perdere qualche partita può cambiare tutto. E’ altrettanto vero che inanellando successi puoi scavalcare posizioni e trovarti in alto. Quest’anno è più difficile, c’è l’Europa. Ovviamente non può essere un alibi, per dei professionisti che indossano la maglia della Lazio”.
La Lazio è appunto in corsa su tre fronti, ha bisogno di interventi urgenti soprattutto in difesa. A tal proposito De Martino risponde: “La Lazio è in corsa su tre fronti, servirà più concentrazione specialmente in campionato. La squadra lo sa bene, lo sa il mister, che non ha mai abbassato la tensione, la voglia di far bene. Nonostante le polemiche, la stampa, il valzer degli allenatori… Anche per il mercato, leggo titoloni sui giornali, ma non c’è nulla: la Lazio è stata chiara, confermando i grandi talenti che abbiamo e affiancandone dei giovani. La società sa quello che deve fare, deve apportare dei correttivi per la defezione di de Vrij, non arriveranno i grandi nomi ma gli innesti per risolvere i problemi. Poi vedremo le altre scelte che verranno fatte. Leggo di “sacrifici”, c’è poco da sacrificare, c’è da migliorare. Non lasciamoci trascinare da queste deduzioni, suggestioni che non appartengono all’idea della società. Che vuole migliorare senza dover vendere. La Lazio, da quando sono qui, non ha mai messo sul mercato qualcuno che non volesse finirci. Se hai voglia di fare altre esperienze, la società rispetta i parametri, può acconsentire e lasciare andare. La linea del club è sempre stata questa. Chi chiede di fare esperienze diverse perché magari qui hai poco spazio, si prendono scelte insieme al giocatore. In ogni caso, la dirigenza è stata chiara: ci si rinforzerà. Sicuramente non ha intenzione di indebolirsi e cedere giocatori importanti. Lulic? Non so per il rinnovo contrattuale, ma conosco Senad, sa che vuole fare bene con questa maglia. Penso ci saranno notizie positive in tal senso”.
Sul de Vrij: “Sui tempi di recupero non si può essere precisi, ma tutto si sta svolgendo secondo protocollo, non ci sono notizie negative“.
Poi afferma che “la società ha un progetto, c’è la voglia di migliorare, ma sempre con un occhio al bilancio. La Lazio fattura un terzo della Juventus. E’ una società che imposta il lavoro per inseguire certi obiettivi. C’è stato un grande scoramento per il preliminari di Champions, che sicuramente ha pesato su tutti. Ma ora dobbiamo considerare il presente“.
Infine, un pensiero sulle multiproprietà: “Quando si è fatto il discorso sulle multiproprietà, c’è chi ha alzato muri. Invece, disponendo di un’altra squadra, si può valorizzare come si preferisce i giovani, senza mandarli altrove a farsi le ossa. Spero non si escluda questa possibilità per la necessità di dire no nei giochi di equilibrio politici“.
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Marcello Lippi, accostato alla Lazio per la possibile sostituzione di Pioli ha smentito il tutto ai microfoni di Leggo. L’ex ct della nazionale dichiara:“Nessuna squadra italiana mi ha contattato per lavorare”. Nella sua intervista però ha anche rilasciato qualche dichiarazione su Pioli e la Lazio: ” Non credo che la Lazio possa ripetere l’impresa europea della stagione passata, è troppo staccata dalle altre”.
Parole che quindi smentiscono tutte le notizie passate sul probabile esonero di Pioli, che grazie all’impresa di San Siro e la vittoria in Coppa Italia contro l’Udinese, riesce a placare le voci ed i nerovosismi tra le muta Laziali.
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Dopo la vittoria di ieri contro la capolista Inter la nostra Lazio ha chiuso in bellezza il 2015, sorprendendo tutti e vincendo contro i nerazzurri. Ora che la Serie A e tutte le altre competizioni son ferme è tempo di bilanci, è tempo di vedere come è andato questo 2015 per i biancocelesti, che dopo un ottimo avvio hanno poi stentato nella seconda parte dell’anno, ottenendo risultati non soddisfacenti. Solo la vittoria di San Siro ha rivitalizzato l’ambiente, che ora vuole cominciare nel migliore dei modi il nuovo anno. Stando alla classifica di serie A per l’anno solare 2015 redatta dal sito di Panorama, la Lazio chiude quest’anno al sesto posto. Dal bilancio è emerso che la Lazio ha collezionato 65 punti, 2 punti in più rispetto allo scorso anno.
Al primo posto, invece, c’è la Juventus di Allegri con 81 punti, i bianconeri nonostante siano stati penalizzati da un turbolento inizio campionato, rimangono in cima alla classifica dell’anno solare, primato che la squadra detiene dal 2012. Medaglia d’argento per la Fiorentina di Sousa con soli 6 punti di distacco rispetto ai bianconeri e terzo posto per il Napoli con 4 punti in meno rispetto ai viola. Quarta piazza per l’Inter con 70 punti totalizzati, nonostante il primo posto di quest’anno e quinto posto per i “cugini” della Roma, che hanno 66 punti, solo uno in più della Lazio.
Infine la a squadra che ha stupito maggiormente il pubblico quest’anno è stata il Sassuolo che occupa l’ottavo posto della classifica con 14 punti in più rispetto allo scorso anno, superando di una posizione addirittura il Milan che ha perso 8 punti rispetto al 2014.
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Finalmente una vittoria dopo tanta sofferenza, finalmente un sorriso in casa Lazio. Il Natale e l’anno nuovo si potranno festeggiare in tutta tranquillità e Pioli sarà sicuramente felice della vittoria dei suoi. Con tanta grinta e un pizzico di fortuna, infatti, la Lazio ha battuto l’Inter a San Siro e ha portato a casa i tre punti. Vediamo ora tutte le dichiarazioni del post gara pronunciate dai protagonisti del match.
Partiamo dalla conferenza stampa di Stefano Piloli, visibilmente soddisfatto della vittoria della sua squadra. Ecco le sue parole:
La partita della svolta?
“Se lo sarà lo sapremo solo vivendo. Era importante vincere, sono soddisfatto e sicuramente questo ci permette di affrontare il futuro con tranquillità. Serve continuità, la classifica non rispecchia le nostre qualità”.
Biglia più arretrato?
“Dipende dagli attaccanti avversari, Lucas doveva aiutare i difensori centrali. Ho scelto Milinkovic per la fisicità, i duelli. Abbiamo risposto colpo su colpo, Sergej è stato bravissimo anche se non era al meglio per un problema al polpaccio. É un peccato per il suo rosso, contro il Carpi mancherà anche Biglia. Ma vogliamo vincerla”.
La Lazio dove ha vinto il match?
“É stata sempre in gara per 95′. L’Inter ha reagito, abbiamo avuto delle difficoltà, i nerazzurri sono andati in gol solo con un’azione. I miei ragazzi sono stati bravi, ho visto dedizione e generosità. Scendiamo in campo per dare il massimo, spesso non ci siamo riusciti, stasera sì”.
C’è stata una squadra senza paura…
“Alla squadra ho detto di giocarla con i nostri princìpi. Affrontare la migliore squadra del campionato è servito, sono contento per i ragazzi, ora si godono la vittoria e delle serene feste. Poi ci sarà da pedalare, non siamo avanti in classifica come vorremmo essere”.
Difficoltà nel secondo tempo?
“Mi aspettavo un’Inter del genere. So che la squadra nerazzurra cambia parecchio, ma noi ci siamo adattati contro una grande squadra. Noi eravamo tranquilli e pronti ad affrontare qualsiasi situazione di gioco”.
Sorteggio con il Galatasaray? (domanda di un giornalista turco)
“I suoi colleghi romani non mi hanno mai chiesto del sorteggio, sono contendo di rispondere a questa domanda. Il sorteggio poteva essere migliore come peggiore. Il Gala è forte, ha fatto la Champions, vedremo come ci arriveranno le due squadre. L’Europa League è un nostro obiettivo, speriamo di essere pronti”.
Una rivincita di Natale pensando allo scorso anno?
“Ero contento all’intervallo vedere la squadra in vantaggio per un solo gol. Serve convinzione, bisogna ripartire da questa partita per migliorare la classifica”.
Passiamo poi alle dichiarazioni dell’altro tecnico, quello dell’Inter, l’ex laziale Roberto Manciini. Ecco le sue parole rilasciate a Mediaset Premium e a Sky Sport:
Arrabbiato? “Abbiamo fatto tutto da soli, sono dispiaciuto perché ci sono partite che non riesci a vincere. Non vanno perse regalando e facendo stupidaggini”.
Settimana particolare, clima poco adatto? “Non lo so, fa parte di tutto quello che c’è in un club. Non credo, la concentrazione va mantenuta fino all’ultimo minuto dell’ultima partita. Già non mi era piaciuta il riscaldamento. Senza cavolate non avremmo perso, dispiace per il risultato. Rifarei le stesse scelte”.
Sul rigore causato da Felipe Melo… Troppo nervosismo? “Di cavolate parlavo proprio di questa. Deve essersi innervosito dopo il rigore. Cosa ho detto a Melo? Non rispondo, rimane nello spogliatoio”.
Stasera Jovetic ha fatto fatica a trovare spazio tra le linee. “Non abbiamo giocato bene, pur non giocando bene non avremmo dovuto perdere. La Lazio non ha fatto grandi cose per vincere. Abbiamo giocato male e poco, l’avevamo chiusi nell’area nel secondo tempo, non dovevamo perdere la testa in cose stupide, ci può stare una partita in cui non riesci a vincere. Buttarla via così è stato un errore. Volevo avere due attaccanti centrali, nel primo tempo non abbiamo attaccato lo spazio e non li abbiamo messi mai in difficoltà”.
Sulla vetta della classifica: “Sappiamo che è un campionato lungo e cambieranno le posizioni dell’alta classifica. Stasera la macchina era una topolina. La Juve è più preparata per vincere, avremmo firmato per essere lì a dicembre, non cambia niente”.
Avete messo una marcia in meno stasera? “Eravamo in folle, ma la Lazio non ha fatto nulla per vincere. Non possiamo fare le stupidaggini che abbiamo fatto noi e concedere ciò che abbiamo concesso. Non eravamo concentrati dall’inizio, una squadra in testa alla classifica deve essere più furba e pensare che si può anche pareggiare”
E’ un po’ meno innamorato di Candreva? “Candreva è un gran giocatore, ma adesso conta poco. Bisognava tenere la partita così, non abbiamo fatto una gran partita. Melo? Stasera ha fatto due stupidaggini”
Ha parlato anche l’uomo partita Antonio Candreva, esprimendo tutta la sua soddisfazione ai microfoni di Mediaset Premium: “Abbiamo fatto una bellissima partita contro una grandissima squadra. Questo è un punto di partenza per l’anno nuovo. Con le ultime gare abbiamo preso più sicurezze. È stata una grande prova e dobbiamo ripartire da qua. Vittoria per Pioli? È la vittoria di tutti, abbiamo passato dei mesi difficili, ce lo meritiamo perché siamo un grandissimo gruppo. Se piaccio a Mancini? Io penso solo alla Lazio”.
Queste, invece, le parole di Stefan Radu, intervenuto ai microfoni di Rai Sport al termine del match con l’Inter: “Stasera abbiamo fatto una buona prestazione. Nel primo tempo potevamo segnare anche il secondo gol, ma siamo felici di aver vinto contro la prima in classifica. Noi eravamo in una situazione delicata e abbiamo dato tutto per lasciare San Siro con i tre punti”. Poi alcune parole sulla a conferma di Pioli: “Non dobbiamo parlare a voce, ma con le prestazioni e i punti. Noi siamo con Pioli e dobbiamo dimostrarlo”. Su Candreva e Felipe Anderson invece: “Speriamo che dopo questa partita siano tornati (ride, ndr)”. Infine una battuta su Biglia capitano: “Se darla a Biglia ha diviso lo spogliatoio?No, noi crediamo tutti in Lucas. Lui è il nostro capitano ed è un grande”.
Radu ha parlato anche a Lazio Style Channel: “Abbiamo lottato come un’aquila, abbiamo volato come un’aquila! Siamo felici per questi tre punti, ci abbiamo creduto fino alla fine. La squadra c’è, abbiamo dimostrato che c’è voglia di fare, che i giocatori non hanno dimenticato di giocare a calcio. Speriamo dopo questa vittoria di salire in classifica e di mostrare altre prestazioni come quella del primo tempo. Biabiany? E’ veloce, non dovevo dargli spazio. Appena gliel’ho concesso ho lottato come un leone. Sono molto soddisfatto della mia prestazione, nello spogliatoio c’era un clima di festa. Stasera non poteva andare meglio, chiudere l’anno con questi tre punti è fantastico. Anche l’anno scorso avevamo fatto una grande partita a San Siro, solo che avevamo pareggiato”.
Il difensore romeno è intervenuto anche ai microfoni di Mediaset Premimum aggiungendo: “In settimana, dopo la partita di coppa ci siamo parlati ed eravamo convinti di uscire da San Siro con punti. Oggi abbiamo fatto una partita bellissima. Questa vittoria ci dà morale per il prossimo anno. È importantissima per noi e per il nostro percorso. Ripartiamo da qui e da questa prestazione. Dobbiamo crederci e tornare lì in alto e lottare per un posto in Europa League”.
Stefan ha parlato anche ai microfoni dei cronisti presenti in zona mista: “Speriamo di risalire in classifica, anche per puntare all’Europa. Partita uguale a quella dell’anno scorso? Un po’ forse l’ha ricordata. Venerdì, dopo la vittoria contro l’Udinese, ci siamo confrontati e ci siamo detti che a San Siro ce l’avremmo potuta fare”.Sul dopo Lazio-Sampdoria: “Abbiamo parlato negli spogliatoi come facciamo a fine di ogni match, l’importante è che già da giovedì si è vista una squadra che ha voglia di fare bene anche in campionato, oltre che in Europa League. In realtà abbiamo sempre lavorato, solo che i risultati si stanno iniziando a vedere solo ora”. Poi torna sull’attualità: “Pioli resta, il merito è sicuramente anche il suo. Le critiche all’allenatore? Ci viene solo da ridere, lui ha dato fiducia a tutti. Felipe? Speriamo che ci faccia vincere. Anche io sono stato colpito da critiche, ma solo all’inizio ora penso di averle superate. Questa vittoria oggi è dedicata anche ai tifosi, prima siamo andati a salutarli. Io mi sento molto più carico con il loro supporto. Nonostante giovedì fossero in pochi io li ringrazio perché abbiamo vinto anche grazie a loro. Obiettivo? Resta l’Europa. Non dimentichiamo che lo scorso anno siamo partiti piano poi abbiamo conquistato il terzo posto. Se la sosta può farci bene o male? Non lo so, sicuramente questo successo ci ha ricaricato”.
C’è anche spazio per il comunicato del presidente Claudio Lotito, che appena la Lazio vince rispunta fuori come i funghi. Queste le sue parole: “Quella di stasera è stata una grande prova di carattere, ai ragazzi e allo staff tecnico faccio i miei piu’ sentiti complimenti per la prestazione di altissimo livello. Oggiabbiamo finalmente dimostrato il nostro reale valore, vincendo una gara difficile ma sicuramente alla nostra portata”. L’inizio è stato complicato, Lotito crede in un finale diverso: “Siamo ancora in corsa e la stagione è lunga: credo fortemente in questa squadra, mi auguro tornino a sostenerla, con entusiasmo, credendoci, anche i nostri tifosi”.
Queste poi le dichiarazioni di Wesely Hoedt intervenuto ai microfoni di Lazio Style Channel al termine del match:“Volevamo vincere, era importante. E ci siamo riusciti. Dovevamo essere compatti, lo abbiamo fatto. Loro hanno avuto una sola occasione e hanno segnato. Abbiamo lottato fino alla fine, abbiamo fatto una grande partita. Per noi era una gara importantissima, nello spogliatoio eravamo felicissimi per aver vinto. Volevamo vincere sia questa che quella con l’Udinese. In Coppa Italia abbiamo fatto una buona prestazione, oggi ci siamo confermati”.
Queste, infine, le dichiarazioni Samir Handanovic, visibilmente amareggiato, ai microfoni di Mediaset Premium: “Sul rigore sono stato sfortunato. Dispiace per la sconfitta, un punto per come abbiamo giocato oggi poteva andare bene. Abbiamo sbagliato atteggiamento, dobbiamo essere intelligenti e fare in modo che questa sconfitta ci serva da lezione”.
Il portiere sloveno è intervenuto anche ai microfoni dei cronisti presenti in mixed zone: “Abbiamo giocato male, oggi ci poteva andar bene anche il pareggio. Però il calcio è anche questo e bisogna andare avanti. Impariamo la lezione e ripartiamo più forti dopo la sosta. Penso che abbiamo sbagliato atteggiamento. Mancini? Ci ha fatto gli auguri di buone feste. Di certo era arrabbiato perché avrebbe voluto vincere. La Lazio ha avuto un po’ di problemi in questo periodo, però oggi ha avuto la giusta paura di questa partita. È stata brava a sfruttare le occasioni che le abbiamo concesso. Non credo che la Lazio sia stata meglio delle altre volte, ma siamo stati noi ad essere peggiori. Il gol sul rigore? C’è sempre rammarico quando l’avversario segna, però bisogna guardare avanti e mai indietro. I campionati non si vincono a metà anno, ma alla fine. Ci sono quattro o cinque squadre in corsa attualmente”.
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Alessandro Nesta, uno dei migliori difensori al mondo, inserito nella Top 11 di tutti i tempi della UEFA, ex capitano di una Lazio che faceva tremare il mondo è rimasto nei cuori di tutti i tifosi biancocelesti. Resterà per sempre l’unico e inimitabile capitano, il simbolo di una squadra che nel 1999 era la più forte del mondo, una Lazio da leggenda. L’ex difensore laziale ha parlato ai microfoni di Yahoo Sport della sua carriera e come sempre ha avuto un pensiero anche per la sua Lazio, i colori biancocelesti, infatti, gli rimarranno per sempre nel cuore. Queste le sue parole: “Mi sarebbe piaciuto giocare o nel Barcellona o nel Real Madrid. Da ragazzo avevo avuto l’opportunità di giocare per i Blancos. A quel tempo, però, giocavo nella Lazio e, volendo giocare a Roma per sempre, ho detto di no. Per me il calcio era la Lazio, nient’altro. Poi ci sono stati problemi economici e mi hanno venduto, ma io sarei rimasto a vita”. Poi una domanda sul suo possibile erede: “Chamot alla Lazio per me era il migliore, mi aiutò quando iniziai a giocare con i grandi e mi ha insegnato molto. Il mio erede? Faccio il tifo per Alessio Romagnoli che gioca nel Milan, è stato pagato tanti soldi e speriamo che diventi una colonna della nazionale”. Poi per concludere alcune parole sulla sua esperienza a Miami, per tornare a Roma e alla Lazio c’è ancora tempo: “Sarebbe troppo stressante, per adesso Miami. Poi il momento non è buono da nessuna delle due parti. Le ho tutte e due nel cuore, ma ho scelto di vivere in America e credo che qui vada bene per iniziare“.
Vi parlavamo prima della Top 11 UEFA, stilata tra giocatori che hanno vinto più premi nel concorso on-line, votato dagli utenti, che parte dal 2001 (l’anno in cui è partita l’iniziativa) fino al 2014, ecco quindi gli altri giocatori inseriti in questa classifica insieme a Nesta. Lo schieramento è il 4-3-3: Casillas; Sergio Ramos, Nesta, Puyol, Lahm; Gerrard, Xavi, Iniesta; Ronaldo, Messi, Henry. Quest, invece, i panchinari: Buffon, Terry, Nedved, Ronaldinho, Kaka, Zidane e Ibra. Una squadra piena zeppa di fenomeni, che risulterebbe veramente imbattibile.
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Ravel Morrison si è presentato lo scorso marzo a Formello con l’etichetta del “nuovo Gascoigne“. Un accostamento, oltre che per la nazionalità, dovuto al talento lo accomuna ad uno dei più grandi centrocampisti della storia e soprattutto al carattere indisciplinato fuori dal campo. Una caratteristica che torna in auge per i due, seppur per motivazioni diverse.
L’avventura nella Capitale di Morrison sembra già essere arrivata ai titoli di coda. 7 presenze per un totale di 151 minuti in stagione: troppo poco per un giocatore del suo talento. La sua esperienza romana non sarà di certo ricordata per le giocate in campo! Ieri è infatti arrivata l’ennesima puntata della telenovela che lo vede protagonista da quando è arrivato a Roma: Ravel ha ancora una volta lasciato in anticipo il centro sportivo di Formello, disertando l’allenamento in vista dell’Inter. Non ci sarà stasera nel match contro la capolista: l’inglese infatti è già volato in Inghilterra per trascorrere in famiglia le vacanze natalizie. L’ennesimo “colpo di testa”, arrivato dopo aver ribadito durante la cena di Natale della società di giovedì sera la volontà di voler salutare Roma già nel mese di gennaio. Il suo rapporto con la Lazio sembra dunque essere arrivato agli sgoccioli: svanisce così il sogno dei laziali di vedere Morrison esplodere con la maglia biancoceleste.
Nemmeno Paul Gascoigne vive un buon momento: l’incubo dell’alcool è tornato ad incombere sulla vita dell’ex Lazio, Newcastle, Tottenham e Rangers. Le indiscrezioni riportate dal tabloid “The Sun” raccontano di un venerdì finito con il ricovero in ospedale a causa dell’abuso di alcolici. La ricostruzione della serata parla del ritrovamento di Gazza all’interno di una spa (“Salus per aquam”, ndr) da parte di un funzionario della struttura che ha dichiarato: “Gascogne si trovava a terra. Tremava ed era in uno stato di incoscienza”. L’uomo del personale ha poi parlato di un taglio profondo sulla mano dell’ex centrocampista che ha causato un’elevata perdita di sangue. Gazza ora è ricoverato in condizioni d’emergenza al Champneys Forest Mere in Liphook, Hants.
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Chris Oikonomidis ha parlato microfoni del quotidiano online ‘The Sidney Morning Herald”. A poco più di una settimana dall’esordio con la prima squadra della Lazio il giovane australiano si è voluto confessare al quotidiano della sua nazione. Dopo le tante soddisfazioni con la Lazio Primavera, ora il debutto con la maglia della Lazio in un palcoscenico così importante come quello dell’Europa League. Queste le sue parole: “Sono andato via da casa a 16 anni, quando ero ancora un ragazzino. Ho sofferto la lontananza dalla mia famiglia e ho incontrato diverse difficoltà negli ultimi anni. Anche per questo la soddisfazione di calcare un palcoscenico importante al fianco di campioni come Klose, Matri e Felipe Anderson è stata grandissima”. Poi il ricordo degli esordi in Australia, dove Chris faticava non poco: “Venivo trascurato da ogni squadra, ma io ci ho sempre creduto. Ed è per questo che decisi che il calcio australiano non faceva per me e sono volato in Europa”. Prima l’avventura in Inghilterra, poi in Italia, prima all’Atalanta e dopo alla Lazio: “Ho firmato un contratto di cinque anni, il che significa che hanno fiducia in me. Il debutto in prima squadra è stato un momento davvero speciale. Lo aspettavo da tanto, è un obiettivo per cui ho lavorato molto. Quella sera ero emozionatissimo e molto nervoso. Nei primi 15 minuti mi tremavano le gambe, poi ho ricevuto la prima palla e mi sono sciolto, ho iniziato a giocare come so fare. È stato bello vedere ripagati tutti i miei sacrifici”. Infine parla dei preziosi consigli di Miroslav Klose: “Mi dice sempre che nel calcio ci sono tanti talenti, ma la cosa che fa la differenza è avere la testa sulle spalle. La qualità più importante è l’umiltà, non bisogna mai sentirsi arrivati. Klose è una delle persone più umili che io abbia mai conosciuto”.
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Nell’ultima partita del 2015 la Lazio è ospite a San Siro per affrontare la capolista Inter. In ballo c’è di tutto: il futuro di Pioli, la conferma del primato nerazzurro, la voglia laziale di uscire dal tunnel. Vediamo come le due squadre arrivano al match.
FORMELLO- Ormai non fa neanche più notizia il problema infortunati in casa laziale con Marchetti, Kishna, Lulic, De Vrij, Gentiletti e Klose che saranno out obbligando le scelte di Pioli. Il mister emiliano sta optando per un 4-4-2, con Berisha tra i pali e linea difensiva composta da Basta, Mauricio, Hoedt e Radu. A centrocampo spazio a Biglia e Parolo sulla mediana, con Anderson e Candreva sugli esterni a supporto di Matri e Djordjevic. Non è da escludere però l’utilizzo del 4-2-3-1 con Milinkovic-Savic a supporto dell’ unica punta.
APPIANO GENTILE– Mancini vuole chiudere in bellezza questo 2015. Dopo il successo in Coppa Italia sul Cagliari per 3-0, il “Mancio” vuole vincere di nuovo. Avrà a sua disposizione l’intera rosa ad eccezione di Santon reduce da un fastidio muscolare e quindi in dubbio. Fare le formazioni della squadra neroazzurra è sempre complicato perché il mister di Jesi cambia modulo e interpreti in base all’avversario. Si ipotizza un 4-3-1-2 con Handanovic in porta e la retroguardia formata D’Ambrosio Miranda Murillo e Telles. A centrocampo troviamo Felipe Melo, Medel e Perisic, con Ljalic a supporto di Jovetic e Icardi.
PRECEDENTI E STATISTICHE: Tra Inter e Lazio è la sfida numero 145 in Serie A: nerazzurri in vantaggio con 59 vittorie a 33, 52 i pareggi. L’ Inter nelle ultime tre partite contro la Lazio è reduce da 2 vittorie e un pari. Le due squadre negli ultimi match hanno segnato un totale di 12 gol. La Lazio è sempre andata a segno nelle ultime 10 partite di campionato giocate contro l’Inter. È dal 2009/10 (anno in cui vinse lo scudetto) che l’Inter non otteneva 36 punti dopo 16 giornate e anche quell’anno furono 11 vittorie, 3 pareggi e 2 sconfitte. La Lazio ha raccolto due soli punti nelle ultime sette gare di campionato; l’ultima volta che ha patito una striscia peggiore senza vittorie fu tra settembre e dicembre 2009 (13 gare). L’Inter ha il miglior score di imbattibilità: sono ben undici le partite senza subire gol, un record nei cinque maggiori campionati europei condiviso con l’Angers. Piccola curiosità: la Lazio ha segnato ben sei gol con giocatori subentrati dalla panchina e in questa speciale classifica la fa da padrona in questa serie A. Dall’altra parte Rodrigo Palacio che Ljajic sono vere bestie nere per le aquile, a cui hanno segnato rispettivamente sette e quattro goal. Lo scorso anno il match del “Meazza” finì 2-2.
PROBABILI FORMAZIONI Inter (4-3-1-2): Handanovic; D’Ambrosio, Miranda, Murillo, Telles; Felipe Melo, Medel; Perisic, Ljajic, Jovetic,Icardi. A disp.: Carrizo, Dodò, Montoya, Santon, Juan Jesus, Nagatomo, Kondogbia, Brozovic, Guarin, Biabiany, Manaj, Palacio. All.: Mancini Indisponibili: Vidic Squalificati: nessuno
Diretta tv a partite dalle ore 20.45 sulla piattaforma satellitare di Sky o sul digitale terrestre di Mediaset Premium.
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Contro l’Inter, la Lazio dovrà vedersela anche con un grandissimo ex, sia in campo che fuori dal campo ossia Roberto Mancini, il quale ha rilasciato queste parole in conferenza stampa:
“Non sono preoccupato delle feste, è anche Natale. Speriamo che la concentrazione sia rimasta, la partita sarà difficile perché la Lazio ha valori. Credo che Juventus, Napoli e Fiorentina abbiano qualcosa in più di noi. Poi vedremo. Se l’Inter è una 500, la Juventus che macchina è? Una Mercedes direi. Noi pensiamo a lavorare, i giocatori partiranno il giorno dopo. Non sarà un problema. Scudetto? Non è mai facile vincere, ma non mi pongo questa domanda oggi. Abbiamo un altro obiettivo, poi vedremo alla fine”
Sull’atteggiamento da intraprendere contro la Lazio ha aggiunto: “Noi vogliamo essere aggressivi sin dall’inizio, ma nel campionato italiano non è mai semplice. Dovremo essere perfetti per vincere contro la Lazio. Dobbiamo ancora migliorare molto, però cominciando dall’inizio è diverso rispetto a prendere una squadra a stagione in corso. L’Inter era in una posizione molto lontana dagli standard di questo club, anche se anche nei momenti difficili bisognerebbe sempre essere almeno nelle prime 5 posizioni”
Per Mancio è importante che anche i tifosi diano il loro supporto e lo ha sottolineato, in più ha parlato di possibili movimenti di mercato e del buon momento di Brozovic: “Per raggiungere un obiettivo importante ci vuole sempre un grande pubblico, oltre che un ottimo club e squadra. Ci vuole sintonia totale, anche perché così si possono superare anche i primi momenti difficili. Un ambiente sano è fondamentale. La Juventus? Ha ottenuto una serie di vittorie, era l’unico gruppo per tornare in alto. Sta guadagnando i punti persi all’inizio, ha cambiato molto, ma ora il gruppo si è unito e sono tornati in alto. Chi cambieremo a gennaio? Credo nessuno. Nagatomo? Ci troviamo bene con lui, non è mai triste ed è sempre contento. Un grande professionista che può giocare anche in altre posizioni, a gennaio resterà. Brozovic? Marcelo ha qualità, è giovane e sta iniziando proprio ora a diventare molto bravo. Riesce a fare gol, cosa che prima non gli riusciva benissimo. Ha una media alta di corsa, può giocare sia come titolare che dall’inizio”
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Una vittoria in Coppa Italia che per qualche giorno ha rasserenato l’animo a Formello, e c’è meno pessimismo in casa laziale alla luce della partita di domani contro l’Inter, seppur venga compreso come la capolista sia avversaria ostica. Ma è anche l’ultima partita del 2015 e, con l’anno nuovo, è inevitabile parlare di mercato nella Lazio, visto che tornano insistenti le voci di mercato riguardanti i pezzi pregiati di Lotito. In sostanza è questo ciò che Stefano Pioli ha fatto capire nella conferenza stampa tenutasi alle 13, ecco qui domande e risposte.
Che partita si aspetta a San Siro? La Lazio ha speso tanto lunedì e giovedì…
“Una partita complicata. Giochiamo contro un avversario che sembra imbattibile, che è forte e concreto. Serve la migliore prestazione annuale, siamo nelle condizioni di farla. Abbiamo avuto un’importante iniezione di fiducia in Coppa Italia, è l’ultimo sforzo dell’anno solare. Bisogna fare il massimo per ottenere un risultato straordinario”.
L’anno scorso a Milano ci furono una grande Lazio e un grande Felipe Anderson..
“C’è la speranza che domani si possa fare una grande prestazione. Conosciamo il valore degli avversari, ma vedo una squadra che ci crede. Felipe non sta rendendo al meglio. Lo so io, lo so lui, è un giocatore che ha grandi mezzi. E speriamo che San Siro rappresenti l’occasione giusta per tornare a dimostrare le sue qualità”.
Può essere la svolta della stagione?
“Tutte le prossime gare saranno quelle della svolta, siamo contenti della prestazione e dello spirito visti in Coppa Italia, sappiamo che domani sarà un’altra partita e che siamo in difficoltà in campionato. Lì dobbiamo dimostrare qualcosa di più. Ma ci sono tutte le condizioni per fare bene”.
Cosa è successo contro l’Udinese? La squadra si è guardata negli occhi, ha reagito in modo diverso…
“A forza di guardarci negli occhi può succedere qualsiasi cosa. Siamo riusciti a mettere in campo la nostra qualità, anche se è vero che l’Udinese giovedì non ha messo in campo la formazione migliore. Abbiamo messo in campo grande ardore, chiaro che dobbiamo portarci dietro questa convinzione, giocando pallone su pallone, con aggressività per 95 minuti. E anche se “ci dice male”, dobbiamo sapere che c’è la possibilità di reagire. Domani non faremo 20 tiri in porta come giovedì, per questo dovremo essere anche cinici in fase offensiva”.
Domani gara fondamentale per uscire dalla crisi?
“Può essere, ma per fare risultato serve una grande prestazione. Ci darebbe grande convinzione, la nostra classifica ora piange. Dopo il match di Milano c’è la sosta, per questo ci può dare tanto per il futuro”.
Dirà qualcosa in più ai suoi calciatori?
“Il mio lavoro è soprattutto quello di motivare i calciatori, quest’anno è la cosa più importante perché abbiamo poco tempo per provare. Il mio intervento domani ci sarà, ma i giocatori sanno che dovranno lasciare l’anima in campo”.
Basta?
“Non ha recuperato, non partirà con la squadra”.
La preoccupano tutti questi infortunati?
“Sono tanti, stiamo accumulando fatica. La tensione si fa sentire, ma questo è l’ultimo sforzo del 2015. La sosta ci aiuterà a ritrovare qualcuno, magari non Lulic e Kishna che sono quelli che hanno ancora bisogno di tempo per recuperare. Ma ora dobbiamo stringere i denti, non abbiamo alternative”.
Matri è l’attaccante che ora dà più garanzie?
“Tutti i giocatori hanno momenti positivi e negativi. Ora Alessandro è in grande condizione mentale e fisica, è quello che dà maggiori garanzie”.
Possiamo vedere una Lazio meno spregiudicata?
“Dovremo fare una partita attenta, essere compatti sempre, con o senza palla. Dobbiamo difendere da squadra, l’Inter ha grandissime qualità, ti può sempre colpire. Non possiamo correre rischi, dobbiamo fare una partita di alto livello”.
Mercato in uscita?
“Non capisco perché queste domande continuate a farle, vanno fatte alla società. Ovviamente dal mercato di gennaio dobbiamo uscirne rinforzati”.
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Db Roma 18/08/2013 - Supercoppa Italiana / Juventus-Lazio / foto Daniele Buffa/Image Sport
nella foto: Claudio Lotito
Quande le cose vanno male, in ogni campo, si sceglie il silenzio e il lavoro per migliorare la situazione, sopratutto se dai tuoi sbagli dipendono le sorti di altre persone.
Ma nella Lazio non sembra essere così: anzi, invece di prendere le proprie responsabilità si scaricano le colpe su altre persone, in questo caso i tifosi, che ormai sono ai minimi storici di pazienza verso questa società. In ultima battuta, il presidente, in un momento dove la sua società sta andando malissimo, rincara la dose invece di fare dei mea culpa e rimediare. Durante la cena della squadra per le feste natalizie ha parlato ai microfoni di LazioStyle Radio, di seguito riportiamo le sue dichiarazioni:
“Penso che questa festa debba essere un punto di partenza per un percorso di crescita. Tutte le componenti svolgono il proprio ruolo e devono lavorare insieme: è giusto che io come presidente mi assuma le mie responsabilità, ma serve l’apporto di tutti. La squadra ha bisogno dei tifosi, mi dispiace vedere una disaffezione nei confronti di ragazzi e società. Loro pensano di fare un torto a me, ma io indosso sempre l’impermeabile per cui mi scivola tutto addosso. Solo attraverso un’unione di intenti si esce dal momento negativo. Addossare le colpe ai giocatori è sbagliato: le critiche servono ma devono essere costruttive. Non si può solo demolire: vogliamo l’affetto della gente che ama questi colori e ci crede. La squadra si impegna, si sacrifica, oggi ha dimostrato uno spirito di gruppo. Quando sono entrato i giocatori si abbracciavano e hanno baciato Biglia sulla fronte. Non è stata una reazione dovuta solo alla vittoria, ma al fatto che si sono ritrovati”.
Infine sul mercato ha detto questo: “Quando le varie componenti lavorano all’unisono ci sono i risultati. Se ci sarà bisogno di fare degli aggiustamenti non ci tireremo indietro. Ma certi allarmismi non sono di certo di aiuto alla squadra che ha bisogno di conforto per poter combattere. Anche gli infortuni pesano, noi non possiamo prevedere certe cose, tipo quello di De Vrij… Ci sono situazioni di cui la squadra non ha colpe, i famosi fattori imponderabili. E chi dice che non abbiamo fatto mercato dice qualcosa di errato: in estate abbiamo deciso di trattenere tutti i nostri giocatori migliori e a loro abbiamo associato altri elementi validi che stanno dimostrando il loro valore. Di sicuro c’è che oggi la Lazio ha dimostrato compattezza”
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A poco più di 24 ore dall’inizio dell’ultima sfida del 2015 tra Inter e Lazio, si rincorrono sempre più le voci di mercato, destinate a diventare dei veri e propri tam tam mediatici nel corso del primo mese del nuovo anno.
La Lazio necessita di un (se non due) ritocco importante in difesa, visto il grave infortunio di De Vrij e i vari problemi che la retroguardia capitolina ha presentato in questa prima parte di stagione. Si fanno tanti nomi, più o meno fantasiosi e l’ultimo, in ordine di tempo, è quello di Juan Jesus, difensore dell’Inter. Si parla del brasiliano coinvolto in un possibile scambio con Candreva più 20 milioni che finirebbero nelle tasche biancocelesti. La società di Thohir vorrebbe sfruttare il momento non proprio idilliaco della Lazio e di Candreva affinché il giocatore possa finire alla corte di Mancini. La Lazio però, forte di un contratto in scadenza nel 2019, chiede tra i 27 e i 30 milioni senza contropartite tecniche, cifra inavvicinabile per i milanesi. L’Inter potrebbe provare a inserire Ranocchia per abbassare un po’ la cifra oppure potrebbe decidere di fare una follia, come accadde due anni fa con Hernanes. Il brasiliano sbarcò sotto la Madonnina grazie all’intervento deciso del presidente indonesiano che accontentò le richieste di Lotito. Ma l’esterno di Tor de’ Cenci non è l’unico giocatore laziali seguito dalla dirigenza interista: infatti, secondo quanto riporta l’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport, anche Biglia e Cataldi sarebbero nel mirino della società meneghina. Il club capitolino considera i due incedibili, o meglio dire cedibili solo davanti a un’offerta irrinunciabile, ma entrambi hanno attirato le attenzioni e i sondaggi di tante big italiane e straniere.
La speranza è di non veder partire nessuno dei giocatori più rappresentativi della Lazio in questa finestra di mercato e di vedere invece l’arrivo di un buon difensore in modo da riparare le crepe della retroguardia laziale che si sono presentate in quasi tutte le partite giocate fino ad ora.
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during the Serie A match between SS Lazio and Genoa CFC at Stadio Olimpico on September 23, 2015 in Rome, Italy.
Le prime parole alla fine della partita arrivano da Danilo Cataldi, autore non solo del suo primo gol in biancoceleste, ma anche della rete che decide la partita. Queste le parole del giovane centrocampista laziale ai microfoni di Rai Sport: “Oggi era importante solo la vittoria. Sappiamo che il periodo non è dei più felici, contava solo passare il turno. Questo spero sia la partita di svolta, venivamo da tante partite complicate, spero sia la volta buona per ricominciare. Dispiace solo non aver potuto esultare sotto la mia gente. Speriamo che si possa ripopolare lo stadio, questo gol è dedicato a tutti i tifosi della Lazio”.
Poi ecco la conferenza stampa di Stefano Pioli a fine gara. Queste le dichiarazioni del tecnico biancoceleste, molto contento per aver ritrovato la vittoria con la sua Lazio:
Oggi una vittoria convicente…
“Assolutamente sì, anche se una sola partita non può determinare una svolta o una crescita importante. Oggi abbiamo fatto quello che dovevamo fare, anche se abbiamo sprecato troppo. Ora c’è il campionato che è lì e dobbiamo farci trovare pronti”
Oggi la Lazio ha fatto un’ottima prestazione…
“Io conosco la mia squadra, non sono uno che vende fumo. I miei giocatori lavorano benissimo, siamo soddisfatti di essere arrivati ai quarti di Coppa Italia e ed esserci qualificati in Europa League. Ora dobbiamo migliorare il trend in campionato”
Un suo giudizio su Cataldi?
“Che Cataldi abbia fatto gol mi rende contento. E’ un ragazzo sensibile e si sono create molte aspettattive sul suo conto quest’estate. Credo che questa rete gli possa servire per avere ancor più condizione nei propri mezzi, deve credere in se stesso e lavorare con umiltà. E’ intelligente e sono soddisfatto della sua prestazione e del suo gol.
Colantuono si è lamentato di una mancata restituzione della palla sul gol del pareggio…
“Nel gol del pareggio, loro potevamo benissimo buttare la palla fuori ma non lo hanno fatto, perché lo avremmo dovuto fare noi?”
Oggi Milinkovic ha fatto un’ottima gara, una valutazione sul giocatore?
“Ha fatto bene Milinkovic, però ha funzionato bene tutto il centrocampo, credo che possa diventare un centrocampista che possa fare entrambe le fasi. Però deve ancora crescere per farle con continuità”
Questa prestazione può essere di buon auspicio contro l’Inter…
“Credo che la squadra debba essere consapevole delle proprie qualità, ora solo i risultati possono aiutarci a tornare a giocare come sappiamo. La squadra nelle ultime partite ha continuato a giocare e a proporre. Sappiamo che possiamo far meglio. Ora non importa essere belli e concreti ma ottenere i risultati positivi”.
Inoltre ecco le parole di Pioli ai microfoni di Lazio Style Radio:”La reazione è stata importante. I giocatori potevano essere frustrati, la partita l’abbiamo fatta noi. Ma abbiamo dimostrato di voler vincere la gara e fare di tutto per ottenere il risultato. Nelle coppe siamo forti, è in campionato che dobbiamo riprenderci. Koné lo conosco, l’ho allenato, temevo un colpo del genere. La squadra poteva demoralizzarsi ma non l’ha fatto. Il centrocampo ha lavorato molto bene, Milinkovic ha fatto il suo dovere in entrambi le fasi. Mauri? Ha avuto qualche problema fisico, ma a volte l’intelligenza, nel calcio, è più forte della condizione fisica. Adesso torneremo a lavorare insistendo su questo, siamo sulla buona strada. Dobbiamo continuare così, lavorando sulle fasce. Ho rivisto alcune caratteristiche che hanno distinto in passato il gioco della Lazio. Ci serve continuità, già contro l’Inter: un impegno difficile, ma niente è impossibile”.
Questa, invece, la conferenza stampa di Stefano Colantuono, visibilmente amareggiato per la sconfitta. Il tecnico dell’Udinese cerca di trovare ogni scusa possibile per giustificare i suoi: “Solitamente quando uno mette la palla fuori la dovresti restituire, non so se ora è cambiato il codice deontologico questa sera. Da quella non restituzione è arrivato il gol del pareggio. L’arbitro ha disputato una buona gara, ma il secondo gol è in fuorigioco netto.Abbiamo fatto una buona gara, poi Aguirre ha preso un colpo e siamo rimasti in dieci negli ultimi venti minuti. Abbiamo dato spazio a quelli che hanno giocato meno, manca il ritmo partita ad alcuni giocatori. Anche Kone mancava da circa un paio di mesi ed ha risposto bene.Davanti abbiamo fatto giocare giovani, come la nostra filosofia rispecchia. La Lazio ha giocato in formazione quasi titolare. Abbiamo tenuto bene, peccato per questi episodi. Poi la fortuna non ci ha dato una mano con Aguirre, ha preso una botta vedremo nei prossimi giorni. Ho parlato della partita con la Samp in sede di presentazione di questa gara. E in quel frangente alla Lazio ha detto sfortuna, avevo detto questo. Loro restano una squadra con delle potenzialità importanti e avrà tempo e modo per recuperare il terreno”.
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Due ex calciatori biancocelesti, Fabio Liverani e Dejan Stankovic, hanno espresso il loro parere sul momento no che sta attraversando la Lazio, commentando le prestazioni della compagine di Pioli e dicendo la loro sui prossimi impegni in Coppa Italia e in Campionato.
Partiamo da Fabio Liverani che è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Tuttomercatoweb.com. Il centrocampista romano ha giocato dal 2001 al 2006 con la maglia biancoceleste, collezionando 126 presenze, segnando 6 goal e vincendo la Coppa Italia nel 2004. Queste le sue parole: “Questo è sicuramente il momento peggiore della gestione del tecnico. Le difficoltà evidenziate sono tante e solo chi è all’interno dello spogliatoio può capirne i motivi e trovare le giuste soluzioni. Ci sono problemi sia atletici che mentali. Qualche calciatore, ad esempio, non è in condizione. Le assenze per infortunio poi hanno portato altri elementi della rosa ad andare in difficoltà. Credo che per Pioli saranno davvero decisive le prossime due gare. La sosta potrebbe infatti essere il momento migliore per un eventuale cambio”.
Passiamo poi a Dejan Stankovic, altro ex di prestigio, ora club manager dei nerazzurri, che ha parlato ai microfoni di Sky Sport, in occasione della cena natalizia del club nerazzurro. Per il centrocampista serbo una lunga carriera alla Lazio dal 1998 al 2004, in cui ha collezionato 137 presenze e 22 goal, prima di passare proprio all’Inter. Con i biancocelesti ha vinto una Supercoppa Europea, una Coppa delle Coppe, uno Scudetto, una Coppa Italia e due Supercoppe Italiane per poi completare il suo palmarés con i nerazzurri. Ecco le sue parole: “Contro la Lazio una vittoria sarebbe perfetta, ci permetterebbe di chiudere al meglio un ciclo. La Lazio è forte ma ultimamente è un po’ in difficoltà, ma vorranno battere la capolista in trasferta per rilanciarsi”.
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Eddy Onazi, ormai vice capitano a tutti gli effetti della sua Nigeria e anche uomo simbolo della nazionale africana, ha voluto dire la sua sul cammino della sua nazionale verso i Mondiali del 2018. Con un video-messaggio pubblicato sulla pagina ufficiale YouTube della Nazionale nigeriana, infatti, il centrocampista biancoceleste ha analizzato il momento delle Super Aquile e la partita contro lo Swaziland, valevole per la qualificazione ai prossimi Mondiali, in cui la Nigeria ha vinto pur giocando male. Onazi ha, quindi, voluto difendere il suo allenatore Sunday Oliseh, criticato dalla stampa per il suo gioco, dichiarando che è la persona giusta per allenare la nazionale .
Queste le parole di Eddy: “I nigeriani sono persone meravigliose ma, in alcuni casi, sono troppo veloci a giudicare. Oliseh è un buon allenatore e per noi è come un padre. Lui ci sa fare tecnicamente e ci dice esattamente quello che è meglio per noi. I tifosi devono stare tranquilli perché gli darà ciò che vogliono. La vittoria contro lo Swaziland? E’ stata una partita bella e importane anche se abbiamo avuto i nostri momenti di difficoltà. Il tempo era brutto però abbiamo giocato bene e abbiamo ottenuto i tre punti”.
Parole di stima e come sempre molto pacate quelle di Onazi, che ancora una volta dimostrano quanto sia importante per il nigeriano giocare con la sua Nigeria.
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Anche in casa Udinese c’è voglia di riscatto dopo due sconfitte consecutive e la squadra friulana vuole fare di tutto per portare a casa il risultato contro la Lazio ed avanzare così ai quarti di finale di Coppa Italia. Vediamo che cosa hanno dichiarato tecnico e giocatori alla vigilia della sfida che si terrà all’Olimpico alle ore 16.oo di oggi.
L’allenatore Stefano Colantuono, ha, così, presentato la sfida in conferenza stampa: “La Lazio sta passando un periodo in cui non è troppo fortunata, ma noi dobbiamo guardare in casa nostra perché abbiamo voglia di riscattarci. Per quanto concerne la formazione avrà spazio chi fino a questo momento ha giocato di meno. Chi viene da un infortunio ricomincerà dunque ad assaggiare il campo”. Colantuono dovrà fare, però, a meno di qualche giocatore importante: “Thereau non ci sarà, ha avuto un infortunio muscolare e sarà assente, Fernandes invece non sta benissimo fisicamente e di sicuro non sarà in campo dell’inizio. A meno di miracoli Thereau non ci sarà neppure domenica nella sfida col Torino. Tutte le partite sono importanti. A Roma non andiamo certo per fare una gita, quelli che stanno bene vengono in trasferta, perché non deve passare il messaggio che è una partita diversa, il contrario”.
Queste, invece, le parole di Cyril Thereau, che non ci sarà oggi a causa di un infortunio, sul omento no della Lazio, dichiarazioni rilasciate a Udineseblog.it: “La Lazio sta vivendo un momento particolare perché non è abituata a trovarsi a metà classifica. Erano partiti bene ma adesso fanno un po’ fatica, noi dovremo sfruttare questo contesto per provare a passare il turno. E’ sempre difficile giocare fuori casa, di giovedì sera: ma dobbiamo farlo e speriamo di mettere in evidenza le loro difficoltà momentanee”. L’attaccante francese a commentato la sfida anche ai microfoni di Udinese Tv: “Fa piacere partecipare a questi eventi e stare insieme ai tifosi in allegria, come successo anche nella cena della squadra, che è stata una serata molto bella. Doppia trasferta? Conoscendo il mister, lui vuole fare bene in tutte e due le partite, per risollevare la squadra dopo due sconfitte consecutive, anche se arrivate contro grandi squadre. Con la Lazio sarà una bella partita, molto aperta perché loro sono in difficoltà. Vincere ci aiuterebbe poi ad arrivare a Torino con il morale alto. Con Fiorentina e Inter ci è anche mancata un po’ di fortuna. Ultimamente la ruota della fortuna gira di più per i nostri avversari. Succede nel calcio, ma è meglio che succeda in due partite così difficili e non in altre magari più decisive”. Poi sulla sua condizione fisica: “Ho avuto un affaticamento muscolare contro l’Inter. Farò il massimo per recuperare il più presto possibile, anche se bisognerà valutare giorno per giorno”.
Anche il difensore Felipe ha voluto dire la sua sulla partita di Coppa Italia: “Loro sono una buona squadra, al di là del momento che stanno attraversando. Hanno dei giocatori di qualità. Ce la metteranno tutta, anche perché hanno appena fatto una settimana di ritiro, perciò vorranno rifarsi. Ce la metteranno tutta per passare il turno, ma anche noi”.
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Ai microfoni di Radio Incontro Olympia 105.8Giovanni Lopez, l’ex vice di Reja quando era allenatore della Lazio, ha analizzato il momento no della squadra biancoceleste. Ecco le sue parole:“La Lazio non è una squadra da dodicesimo posto, ma secondo me non è nemmeno così forte. Rispetto all’anno scorso ha perso De Vrij, la difesa senza di lui è imbarazzante. Klose ha un anno in più, Biglia si è fatto male spesso, alcuni stanno deludendo. Le conseguenze in campo si stanno vedendo. Non penso che Lotito voglia cambiare allenatore, è difficile che lui esoneri qualcuno. L’ultima volta che l’ha fatto ha chiamato me e Reja, ma la Lazio era penultima in classifica. Non è facile gestire la situazione in un ambiente come quello di Roma. Io penso che si debba andare avanti con Pioli, l’anno scorso ha dimostrato di essere un buon allenatore. La difesa è imbarazzante, secondo me è una questione di giocatori, non di allenatore”.
Lopez prosegue e senza mandarle a dire a nessuno commenta anche il mercato operato da Lotito e Tare: “La rosa andrebbe rinforzata. Se una società va a giocarsi un playoff di Champions, allora dovrebbe investire sul mercato. E invece per l’ennesima volta la Lazio non l’ha fatto. Mancano giocatori importanti come Candreva e Felipe Anderson, ci sono annate così, non stanno dando quello che potrebbero. Ma il discorso vale per tutta la squadra. Ho avuto il piacere di allenare Candreva con Reja, non può essere quello di adesso. Adesso la Lazio subisce, ha paura alla minima difficoltà. La mancanza di risultati comporta queste cose. Ma non ci sono calciatori che giocano contro il proprio tecnico. O almeno non è il caso della Lazio”.
Infine un salto nel passato alla stagione 2011 quando Reja venne chiamato da Lotito per salvare la Lazio dalla Serie B. L’allenatore goriziano ci riuscì in questo modo: “Fece tutto mister Reja, si deve lavorare sulla testa dei giocatori. La prima cosa fu quella di mettere in campo Ledesma che in quel periodo era fuori. Ora l’obiettivo della Lazio deve essere quello di uscire il prima possibile da questa situazione. Poi magari potrà puntare a qualcosa di importante. Ma ripeto, la squadra deve essere rinforzata, a parte de Vrij tutti gli altri centrali sono imbarazzanti. Da fuori Biglia mi sembra il giocatore con lo spessore giusto per trascinare il gruppo. La fascia da capitano però, una volta tornato, l’avrei data a Mauri. Forse Biglia stesso doveva riconsegnargliela”.
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Oggi alle ore 16 la Lazio farà il suo esordio nella Coppa Italia 2015/2016 contro l’ Udinese, partita valida per gli ottavi di finale della competizione. Un match che potrebbe segnare il futuro di Pioli e della Lazio, che non vede la vittoria dal 26 novembre in Europa League, nella sfida contro il Dnipro e che proprio grazie a una vittoria oggi non solo accederebbe ai quarti di finale della coppa nazionale, ma riacquisterebbe quella fiducia e quella sicurezza che mancano da tanto tempo a Formello.
Ieri l’ allenatore biancoceleste si è presentato in sala stampa e ha risposto alle varie domande che gli sono state poste, ribadendo più volte l’ importanza di una vittoria nella sfida contro i friulani e ritenendosi soddisfatto del lavoro della rosa, sicuro che si possa uscire da questo momento buio, continuando a lavorare sugli errori, individuali e collettivi, che spesso finiscono per compromettere il lavoro della squadra.
Questa la conferenza stampa integrale:
Qualche certezza per la partita di domani?
“Abbiamo bisogno di vincere, questo è scontato, credo che sia l’unica medicina di cui abbiamo bisogno, quella di vedere i frutti positivi del lavoro. Stiamo lavorando bene, crediamo di poter uscire da questo momento. Teniamo molto a questa competizione”.
In campo la squadra non mette in pratica il lavoro settimanale. Come mai?
“Se ne esce lavorando, studiando, analizzando e valutando le situazioni. So benissimo come funzionano le cose, dentro i nostri risultati e le nostre prestazioni ci sono anche cose positive. Ci sono piccole cose che stanno penalizzando troppo i risultati, stiamo cercando di risolverle. Contro la Sampdoria abbiamo giocato una partita brutta, sporca, eravamo in vantaggio, poi però facciamo errori che compromettono tutto quello che facciamo. Sto cercando di lavorare sulla testa dei giocatori, singolarmente e collettivamente. Tutti noi crediamo di poter uscire da questo momento”.
Ha letto le dichiarazioni di Petkovic? Ha detto che il secondo anno alla Lazio è sempre una trappola…
“No, non le ho lette, non so le situazioni che ha vissuto, conosco le mie. E la stagione non è conclusa”.
Sente ancora fiducia della società? C’è stato un confronto tra Lotito e Tare sul suo futuro…
“Facciamo una cosa perché non voglio rispondere in modo banale: non ci sono novità, so come funziona nel calcio. Qualsiasi allenatore sarebbe in discussione con risultati negativi, ma non voglio più parlare di questo. Chiedete a Lotito e a Tare, non ho intenzione di rispondere su questo, io sono qui per parlare della partita”.
La Coppa Italia è la strada più semplice per tornare in Europa?
“Semplice no, ma è un obiettivo. Ci siamo andati vicino l’anno scorso, sono partite secche. L’Udinese sta vivendo un momento difficile, ma vogliamo passare il turno e andare il più avanti possibile”.
Sente ancora suo il futuro alla Lazio?
“Sì, ci credo. Sto studiando, lavorando, sono vicino ai miei giocatori e alla mia squadra. Ci credo veramente”.
Ha studiato l’Udinese?
“Facile rispondere, ci mancherebbe altro che non abbia studiato. Oggi vedrò i giocatori acciaccati, poi schiererò la formazione migliore, quella più competitiva”.
Gentiletti come sta?
“Ieri aveva problemi così come altri giocatori, potrebbe essero superati. Ma lo capirò solo oggi”.
Keita?
“Ha un piccolo problema fisico, è stato l’unico giocatore a non allenarsi bene la settimana scorsa, non credo sia a disposizione per domani. Onazi e Mauri sono a disposizione”.
Ha parlato con la società di mercato?
“La società sa benissimo le mie scelte, quelli che sono i problemi della squadra e gli interventi urgenti che bisogna fare. Bisogna solo arrivarci a gennaio”.
Ha detto che il lavoro è lo stesso scorso anno, ma sente più pressione? Domani può giocare Guerrieri?
“Non credo di aver detto mai di lavorare allo stesso modo dello scorso anno, cerco sempre di migliore e crescere sempre. Scegliere è difficile quando si hanno tanti giocatori di qualità a disposizione. Ma io lo faccio con serenità e per il bene della squadra. Domani credo che giocherà Berisha in porta”.
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Cristian Ledesma è tornato nella capitale, è tornato nella sua seconda casa, è tornato e non poteva non pensare alla sua Lazio. Dopo la conclusione del campionato Brasileirão con il Santos, infatti, ora è tempo di vacanza per Ledesma e una delle sue prime preoccupazioni è stata quella di tornare nella capitale, dove nella serata di ieri, come riportato da sslaziofans.it, l’ex centrocampista biancoceleste è stato ospite, insieme alla moglie Marta, della serata di beneficienza organizzata da Monia Materazzi (con la collaborazione di Mario Santangelo, Luigi Capasso e Paolo Bravaccini) nella terrazza dell’Hotel Atlas. Una serata organizzate per raccogliere fondi a favore dell’AITC, l’associazione italiana tumori cerebrali che ha seguito fino all’ultimo istante Maurizio Maestrelli. Per questa importante occasione, l’italo-argentino si è presentato proprio con la maglia della sua nuova squadra il Santos e con la preziosa ultima fascia da capitano indossata con la maglia della Lazio, il tutto messo all’asta per raccogliere fondi in favore dell’associazione. L’ennesimo bellissimo gesto di un grande campione, non solo in campo ma anche fuori.
Durante la serata c’è stato il tempo per lasciarsi andare, ora più che mai, ad alcune suggestioni di mercato, che con ogni probabilità rimarranno però solo un sogno. Si è parlato, infatti, anche di un Ledesma bis e quindi di un probabile ritorno alla Lazio, visto che il suo contratto con il Santos prevede una clausola rescissoria in caso di chiamata di un club di Serie A o di MLS. In un momento così delicato il carisma e la personalità di uno come Cristian servirebbero e come al club biancoceleste e inoltre l’eventuale esonero di Pioli, per giunta, riaprirebbe un piccolo spiraglio in più in questo senso, visto che Pioli e Ledesma non si sono mai voluti troppo bene per una questione tattica. Da qui la scelta di cambiare aria viste le poche presenze dell ex capitano lo scorso anno. L’idea del ritorno stuzzica anche il presidente Lotito, che se le inventa tutte pur di far riavvicinare i tifosi alla Lazio. Possibile che a gennaio Cristian torni a vestire la maglia della prima squadra della capitale? Per ora è una semplice suggestione, ma l’italo-argentino continuerà come sempre a seguire la sua amata Lazio anche dal sud-america e soffrire per lei, seppur da semplice tifoso.
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Domani pomeriggio all’ Olimpico di Roma ci sarà l’ottavo di finale di Tim Cup tra Lazio e Udinese. Per Pioli un banco d’esame importantissimo per restare ancora seduto sulla panchina biancoceleste. Dall’altra parte ci sarà di fronte un’ Udinese reduce da un sonoro 4-0 casalingo subito per mano dell’ Inter. Inutile dire che i due allenatori faranno ampio turn over.
Nel campionato di Serie A di quest’anno le due squadre si sono già affrontate e la sfida è terminata 2-0 per la Lazio con doppietta di Matri.
LAZIO: Pioli pensa al 4-4-2. Modulo che in Europa ha ben figurato ma che in campionato stenta a decollare. In porta ci sarà Berisha, nella linea difensiva troveranno spazio a Patric a destra e invece a sinistra ci sarà un ballottaggio tra Konko e Braafheid. Al centro Mauricio e Hoedt. In difesa, quindi, scelte obbligate visto le assenze di Marchetti e Gentiletti. A centrocampo Pioli schiererà quasi sicuramente Cataldi, Onazi, Milinkovic-Savic e Oikonomidis. In attacco si prospetta la coppia Keita-Matri.
UDINESE: Colantuono ritrova sia Kone che Guilherme. Il tecnico dell’Udinese opterà per un 3-5-2 con in porta il giovaneMeret. Felipe e Danilo, assenti sabato per squalifica giocheranno dal primo minuto nella linea difensiva a tre, insieme a Pasquale. A centrocampo Insua, Marquinho e Adnan e come detto i ritrovati Kone e Guilherme. In attacco spazio a Aguirre e Perica.
A disposizione: Karnezis, Wague, Domizzi, Piris, Widmer, Badu, Lodi, Iturra, Edenilson, Di Natale, Thereau, Romo, Camigliano, Marquinho, Bruno Fernandes, Evangelista.
Arbitra il signor Damato della sezione di Barletta.
Diretta tv su Rai 3 dalle ore 16.
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Uno degli eroi della famosa “Banda del -9”. Fabio Poli è sicuramente un nome scritto con inchiostro indelebile nella storia della Lazio. Correva l’anno 1987 quando la Lazio guidata da uno straordinario condottiero, Eugenio Fascetti, riuscì ad ottenere la salvezza ed evitare la Serie C nonostante i 9 punti di penalizzazione. Un evento più unico che raro, una pagina di storia di questo sport nel Belpaese. Prima il gol di Fiorini all’ultima giornata, che regalò lo spareggio ai biancocelesti, poi l’esodo di tifosi laziali a Napoli, dove Lazio e Campobasso si giocavano la permanenza nella serie cadetta. 5 luglio 1987. Poli salta più alto di tutti e con uno splendido colpo di testa condanna il Campobasso alla C, correndo ad esultare sotto la Curva B gremita di tifosi arrivati da Roma. A distanza di 28 anni, l’affetto e la riconoscenza dei tifosi nei suoi confronti sono rimasti assolutamente intatti per quel gol che ha evitato scenari terribili ad un tifo caldo come quello laziale. L’ex numero 7 biancoceleste è intervenuto ai microfoni del portale Lazionews.eu per parlare proprio della situazione attuale del club, focalizzando l’attenzione sulla crisi della squadra e il momento della tifoseria capitolina.
Per la Lazio è un momento particolare, intorno a questa squadra c’è forse un po’ di disamore da parte dei tifosi. L’ha notato anche lei?
“Si l’ho notato e l’ho sentito perché se lo stadio è vuoto qualcosa deve esserci. Non so cosa di preciso, se sia contro la società e il presidente e basta, ma voglio dire una cosa ai tifosi laziali. Il presidente Lotito non si cambia, più gli vai contro e più farà qualcosa di non favorevole verso i tifosi. I laziali, se sono innamorati della propria squadra, devono aiutarla e devono andare allo stadio per poi cercare di andare incontro al presidente”.
Di chi sono le colpe di questo momento, come si dividono le percentuali?
“Penso che i tifosi non hanno colpe, ma vanno divise tra giocatori, allenatore e società. E’ un momento difficile, nel calcio ci sta, anche se è chiaro che non ci si aspettava che la Lazio soffrisse in questo modo quest’anno. Vedendo il campionato che ha fatto l’anno scorso e quello che c’è adesso, mi sarei aspettato una classifica migliore. Purtroppo non è così, ma c’è il tempo per poter rimediare e togliersi delle soddisfazioni”.
Pioli è stato spesso paragonato a grandi personaggi del passato della Lazio come Maestrelli e lo stesso Fascetti. Sono stati dei paragoni azzardati o comunque possono calzare ancora?
“Io penso che Pioli sia un grande allenatore, chiaro che però deve avere a disposizione dei giocatori ma soprattutto degli uomini che non pensano a nient’altro che a giocare e fare risultato. Qualcosa sta mancando, non credo che le colpe siano tutte dell’allenatore perchè alla fine sono i giocatori che vanno in campo e qualcosa in più devono dare”.
Qual è il giocatore che ha deluso di più e quale quello che invece potrebbe trascinare la Lazio fuori da questo momento difficile?
“Ce ne sono tanti che stanno deludendo, i giocatori hanno dei momenti di crisi. Ad esempio Felipe Anderson sta deludendo, non è quello dello scorso anno, Klose non rende come prima anche perchè ha i suoi anni, Candreva è in un momento di crisi e affaticamento. Credo che comunque sia nel complesso tutta la squadra che sta deludendo, anche se di certo non è stata neanche fortunata, ha avuto tanti infortuni. Ha perso un grande difensore come de Vrij, è il più importante a livello difensivo anche perchè abbiamo visto i disastri che ha fatto la Lazio in quel reparto. Quindi non è stato un giocatore che ha deluso in particolare, ma sono stati dei reparti come appunto la difesa”.
Si può ancora recuperare questa stagione?
“Credo che si possa ancora recuperare, perchè la Lazio ha tutte le carte in regola per farlo, ha grandi campioni, però questi campioni devono guardarsi in faccia e capire che i problemi nel calcio non devono esistere ma possono essere solo quelli fisici. Per il resto non deve esserci nient’altro, la squadra deve lottare e deve fare risultato”.
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Il post partita di Lazio-Sampdoria, ovviamente, mostra i lati psicologici di entrambe le squadre; i romani sfortunati, abbattuti e disperati, mentre i blucerchiati soddisfatti del punto raccolto.
Iniziamo con le parole di Stefano Pioli in mixed zone: “Non è stata sfortuna, non abbiamo vinto per colpa nostra. Ci abbiamo provato, ma in questo momento non c’è la lucidità per giocare meglio. Non abbiamo avuto la forza di stringere il pugno di una partita che avevamo in mano. Sono deluso di non aver vinto una partita che potevamo e dovevamo vincere. La squadra non riesce a portare sul campo quello che fa in settimana. Ci vogliono prestazioni differenti per portare a casa risultati. Non sono demoralizzato, ma deluso. Non penso che non ci siano le possibilità di invertire la rotta. Non riusciamo a mettere sul campo il lavoro settimanale. Era una gara fondamentale dove dovevamo fare di più. Non abbiamo iniziato male, chiudendo gli avversari nella loro metà campo. Poi ci siamo innervositi. Capisco le vostre domande e i vostri dubbi e siamo qui a parlare di un altro risultato negativo, ma la squadra ci ha provato solo che non riusciamo a fare quello che vorremmo, conosco le potenzialità dei miei giocatori, ma adesso non stiamo rendendo quanto possiamo”
Nella Sampdoria, Montella sottolinea quanto sia stato importante aver raggiunto il pareggio: “La scintilla è stato l’atteggiamento: squadra compatta e coraggiosa, che non voleva perdere. In ritiro siamo stati insieme, abbiamo carpito i particolari, ci siamo conosciuti un po’ meglio. Oggi la squadra mi è piaciuta molto e non meritavamo di perdere. Adesso siamo squadra vera, sono convintissimo della mia scelta. Il fallo di Berisha mi sembrava da espulsione dalla panchina. La squadra ha disputato un’ottima partita dalla base difensiva. Non potevamo fare altrimenti visto che gli avanti della Lazio sono di primissimo livello a livello mondiale. Nelle prime settimane della mia gestione non si era vista una buona squadra, ma stasera è andata così. Al gol di Matri mi è cascato il mondo addosso, è che il calcio è uno sport meraviglioso. Non meritavamo di perdere e la squadra ha preso in mano la partita con una forza incredibile. Ha reagito come fa una grande squadra che lotta per traguardi importanti. Olimpico semi deserto? E’ triste, ma era successo anche a inizio anno quando ero venuto a vedere qualche partita. E’ triste vedere match del genere”.
Le altre reazioni, queste del marcatore Zukanovic: “Oggi non meritavamo di perdere, siamo stati bravi tatticamente e aggressivi. Questo pareggio vale più di tre punti, abbiamo messo in campo una voglia che non si vedeva da tanto. Adesso vogliamo fare bene in campionato e col Palermo prima della sosta natalizia. Noi e la Lazio eravamo in una situazione difficile, loro hanno grandi giocatori ma non gli abbiamo lasciato spazi. Montella ci ha detto che questo è lo spirito giusto, per noi oggi comincia un nuovo campionato”
Viviano, portiere blucerchiato, ha rilasciato queste parole a Mediaset Premium: “È un punto importante. Era difficilissimo per noi avere questa reazione dopo aver subito gol. È un momento poco felice. Abbiamo subito gol su un solo tiro in porta. Io credo che l’unica occasione da gol l’abbiamo avuta noi nel primo tempo, poi è ovvio che non è facile giocare contro una squadra che ha così tanti campioni. Abbiamo subito un tiro casuale in tutta la partita, ovviamente dovremmo fare meglio”
Chiudiamo con Parolo, che a Lazio Style Channel ha dichiarato: “È un periodo che ci segnano alla prima occasione. Hanno avuto un’opportunità nel primo tempo, ma siamo noi che abbiamo cercato di creare le occasioni. Loro si difendevano dietro la linea del pallone, poi dopo il vantaggio hanno dovuto concedere delle ripartenze. Abbiamo fatto una partita di sacrificio, dovevamo lottare su tutti i palloni senza concedere spazi. Nella prima frazione sono arrivati diversi cross e i centrocampisti si sono inseriti con i tempi giusti. Se fossimo andati in vantaggio su un tiro sporco come il mio, sarebbe cambiata la partita. C’è grande rammarico, una punizione deviata ci è costata due punti che sarebbero stati molto importanti. Bisogna lavorare e alzare l’asticella dell’attenzione. Anche un successo in Francia ci avrebbe dato fiducia. Vincere aiuta a vincere. Cercheremo di farlo anche in Coppa Italia, è l’unica medicina. Nell’ultimo mese abbiamo raccolto meno di quanto meritavamo, le critiche ce le prendiamo. Ma la squadra ha voglia di uscire, lo dimostra la rabbia e la determinazione messa in campo. Non dobbiamo farci abbattere. L’Inter? Sarà una sfida da giocare con tanta intensità, bisognerà avere più voglia di loro. Se prendiamo gol nel recupero è perché non abbiamo avuto la giusta fame. A San Siro non dobbiamo subire reti, giocando senza paura per poi colpire grazie ai nostri giocatori offensivi”
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Nulla di fatto. Non è bastata la contestazione e il ritiro per sveglia una squadra senza anima. Si, perché definirla senza idee sarebbe troppo banale e riduttivo. La Lazio conquista il 2° punto in 7 incontri consecutivi. Una situazione imbarazzante, una media da retrocessione. Il giocattolo di Pioli si è rotto definitivamente, anche se il tecnico parmigiano sembra avere solamente una piccola percentuale nel disastro generale.
La trasferta europea sembrava aver risollevato, seppur minimamente, il morale della squadra con un pareggio sul difficile campo del Geoffroy Guichard di Saint-Étienne. Il risultato contro “les Verts” però non contava nulla, come dimostra l’ampio turnover adottato dai due tecnici. Un’emorragia interrotta solo momentaneamente, che ha ripreso a sanguinare questa sera. Lazio e Sampdoria si affrontano in un match tra disperate. Entrambe arrivano all’incontro dopo settimane di tensione con i tifosi e devono vincere per uscire dal tunnel. In un Olimpico praticamente deserto i biancocelesti ci provano, evidenziando un gioco molto sterile ed una difficoltà nel concludere verso la porta avversaria. Tanto possesso palla con poche conclusioni verso la porta di Viviano.
Marchetti commette l’ennesima ingenuità stagionale, infortunando per esultare alla rete del momentaneo vantaggio di Matri. Un dettaglio che va a pesare sul risultato finale. Radu è sicuramente il migliore dei suoi insieme a Matri, mentre Hoedt e Gentiletti le combinano di tutti i colori. Un errore dietro l’altro, con prestazioni negative concluse con la punizione del pari, nata da un gravissimo errore della coppia centrale che si fa bucare sulla linea di centrocampo. Come si può subire una situazione del genere, lasciando il 3 contro 2 in difesa sul risultato di vantaggio a 120 secondi dalla fine?! Sulla destra Konko rovina una prestazione discreta con l’errore che dà il via alla ripartenza della Samp nell’occasione del gol. Un intervento sciagurato che un giocatore della sua esperienza non dovrebbe assolutamente fare. Un’azione scellerata che nega la vittoria alla Lazio. A centrocampo, Biglia e Parolo fanno il solito compitino, mentre Cataldi appare molto in ombra. Ma l’insufficienza grave se la meritano tutti nel reparto avanzato, eccezion fatta per Matri che ancora una volta entra dalla partita, combatte e firma la rete del momentaneo vantaggio, con tanto di esultanza un po’ polemica sull’esclusione dai titolari. Candreva corre tanto, ma la sua prestazione è completamente da dimenticare: tutte le sue punizioni terminano lontano dalla porta di Viviano e i cross vengono ciclicamente rimpallati dai terzini avversari. Non riesce mai a saltare l’uomo diventato in alcuni momenti quasi deleterio alla squadra. Dall’altra parte Anderson tocca un solo pallone: sfortunatamente non lo tramuta in oro ma al contrario è proprio la punizione di Zukanovic, dopo aver sbattuto sulla testa del numero 10 termina la sua corsa in fondo alla rete difesa della porta difesa da Berisha. Il brasiliano sembra essere un fantasma; mai in grado di saltare l’uomo, sembra aver perso la gioia di giocare a calcio, una caratteristica che lo contraddistingueva nella stagione scorsa. Davanti Djordjevic e Klose non sono mai pericolosi. Il serbo non è assolutamente all’altezza della situazione, con gravissimi errori tecnici e molto spesso di posizionamento in area, mentre il tedesco è ormai agli sgoccioli della sua carriera. Pioli preferisce ancora una volta questi ultimi due a Matri, lasciando in panchina anche Milinkovic-Savic; scelte non proprio azzeccate, considerando le prestazioni complessive di questi calciatore da inizio stagione. Nonostante alcune scelte maldestre, la sua percentuale di colpa in questo disastro è bassa: non è possibile attribuire a lui il non-gioco di questa squadra, che è rimasta con gli stessi elementi e lo stesso modulo di quella che lo scorso anno ha compiuto meraviglie. Dunque è evidente che lo spogliatoio non condivide più l’idea di gioco del suo allenatore e appare confuso, senza una guida tecnica. Il tecnico ormai non può far altro che fare le valigie e accettare suo malgrado un esonero che un po’ si è cercato senza imporsi in sede di mercato. Il presidente continua a confermare Pioli, il “miglior allenatore per questa squadra” a detta dello stesso, che ormai sembra un estraneo all’intero del suo spogliatoio. Perché? La storia insegna che Lotito è restio ad esonerare, forse per i soliti motivi economici…
Siamo alle solite, siamo al Petkovic-bis! Una squadra difficilmente migliorabile a sole 6 lunghezze dalla zona retrocessione. Una stagione compromessa già a novembre, con il mercato di gennaio che potrà solamente portare la squadra ad una salvezza tranquilla. Ancora una volta questa sera il popolo laziale ha risposto a colui che nell’ultimo match ha letteralmente “mandato a quel paese” tutti coloro che vanno allo stadio e pagano il biglietto. O meglio, quasi tutti coloro che andavano allo stadio, visto che stasera la media spettatori si avvicinava a quella di un’amichevole estiva in Trentino. Ormai la frattura è insanabile, vista anche la protesta di venerdì. Più di cento tifosi si sono presentati al Centro Sportivo con 10 sacchetti di escrementi e due striscioni. Il primo, indirizzato alla squadra, recitava: “Squadra nella m..: volete farci affogare ma prima ve la facciamo mangiare“, mentre il secondo era rivolto a chiare lettere al presidente: “Lotito te stai a magna tutto, magnate pure questa“. Poi nessun colloquio con squadra e dirigenza. Niente di niente. Ormai non c’è più niente da fare, o meglio qualcosa ci sarebbe da fare. La tifoseria chiede a gran voce un cambio di proprietà. Forum e blog non parlano d’altro. La società deve fare un passo indietro, Lotito deve farsi da parte. “Tornerò allo stadio solo quando andrà via Lotito” si legge in alcune pagine Facebook di chiara fede biancoceleste. Dal canto suo la dirigenza non parla ai microfoni della stampa: nessuno si presenta più in sala stampa e/o in zona mista per spiegare le cause di tutto questo. Tare e Lotito promettono colpi a gennaio: l’ennesima truffa ai danni dei tifosi, che se vorranno davvero tornare a volare non dovranno cedere al ricatto di tornare allo stadio in cambio di un paio di acquisto. Quelli che dovevano essere fatti nel mercato estivo per guadagnarsi la Champions, quando inspiegabilmente sono arrivati Patric e Morrison. Dopo 11 anni di tira e molla la situazione sembra stia toccando il fondo. Il popolo laziale è stufo dell’ennesima presa in giro. Vuole sognare, vuole tornare nelle zone nobili della classifica. Un’utopia con questa dirigenza al comando.
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Niente da fare, due punti in sette partite, fischi a non finire, squadra in punto di morte; la Lazio non solo non riesce a vincere, ma nel momento in cui segna si fa recuperare, per di più in pieno recupero e su una deviazione maldestra.
Pioli propone un insolito 4-3-2-1 con Candreva e Klose a supporto di Djordjevic, a centrocampo si rivede Cataldi a fianco di Biglia e Parolo; la Sampdoria cambia modulo e usa il 4-4-1-1 con Soriano ad aiutare il solo Cassano.
Primo tempo a dir poco noioso, a tratti irritante, pochissimi lampi che portano ad emozioni vere e proprie, nella Lazio un colpo di testa alto di Klose su cross di Candreva e una carambola su azione della Sampdoria che per poco non portava al gol Barreto. Ma per il resto assolutamente nulla.
Secondo tempo con un cambio, la Lazio infatti passa al 4-4-2 con Felipe Anderson al posto di un Cataldi spento, la Sampdoria torna con i soliti 11; il copione purtroppo non cambia, Candreva si intestardisce con i tiri, Klose non è più l’attaccante che il mondo ha conosciuto e Djordjevic passeggia in mezzo al campo.
La svolta sembra arrivare con i cambi, Matri sostituisce l’ex Bayern e, da una palla recuperata da un cross di Felipe Anderson respinto, Radu ripropone il pallone in area, l’attaccante lodigiano si ricorda di essere un bomber e con un ottimo stacco indirizza il pallone in porta facendosi aiutare dalla parte interna del palo, forse a Roma si può fare festa… macchè!
Muriel entra nella Sampdoria e basta poco per trasformare la retroguardia della Lazio in burro, le loro azioni aumentano, e Berisha ha avuto più da fare rispetto a Marchetti che lo ha preceduto (uscito per infortunio, ndr).
Il colpo di grazia arriva a fine partita: la coppia di burro Hoedt-Gentiletti stende il colombiano della Sampdoria vicino all’area di rigore, e sul calcio di punizione del mancino ex Chievo Zukanovic il portiere albanese della Lazio non può esprimersi al meglio causa una deviazione di Felipe Anderson che era in barriera.
Alla Samp un punto (non si sa quanto) meritato, alla Lazio due punti nuovamente persi, e il muro del pianto aumenta in unità, con lo stesso brasiliano che piange insieme al “solito” Biglia. Chissà se per Pioli sia l’ultima partita a Roma, ma di certo la sua posizione peggiora una partita in più.
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Il cammino europeo della Lazio incrocia ancora una volta la Turchia. Questa volta non c’è il Fenerbahce, bensì i concittadini del Galatasary. Le due squadre si affronteranno dunque in una sfida molto affascinante che avrà il retrogusto di Champions League. Si, perchè le due si sarebbero potute incontrare proprio nella massima competizione europea proprio in questa stagione, prima della retrocessione in Europa League: la Lazio, come sappiamo, ha perso il preliminare di agosto per mano del Bayer Leverkusen, mentre la squadra di Istanbul è arrivata terza con 5 punti nel girone C alle spalle di Atletico Madrid e Benfica. Un incrocio d’altissimo livello tra due formazioni abituate a essere presenti stabilmente nelle competizioni europee. L’ultimo precedente tra queste due squadre è datato 11 settembre 2011. Nel giorno della tragedia americana con l’attacco di Al Qaeda alle Torri Gemelle con 3.000 morti, la Uefa decise di non rinviare le gare, con il Galatasaray che davanti ai propri tifosi vinse per 1 a 0 sulla Lazio di Eriksson grazie al gol Umit Karan, nel vecchio stadio “Ali Sami Yen”.
Di certo le due squadre non possono essere del tutto soddisfate del sorteggio. Il Galatasaray è certamente una formazione molto temibile per gli uomini di Stefano Pioli. Come già detto in precedenza è una delle 8 retrocesse dalla Champions League ed è inoltre la campione in carica in Turchia. Nella sua storia ha conquistato ben 20 titoli nazionali ed è il club più titolato, oltre che il più tifato, nell’intera penisola antatolica. Oggi è al quarto posto, a otto punti dal Fenerbahce. Tutt’altra storia rispetto alle più abbordabili Sion, Sparta Praga e Midtyjlland. In realtà non è andata poi nemmeno così male se si pensa che nonostante il primo posto nel proprio girone con 14 punti e l’imbattibilità, la formazione biancoceleste poteva beccare top club europei del calibro di Borussia Dortmund, Siviglia e Valencia. Dal canto loro, i turchi sanno bene che la Lazio di questo periodo non rispecchia i valori tecnico-tattici reali e con un mercato di gennaio alle porte e la sfida fissata tra 64 giorni l’umore dei biancocelesti potrà cambiare e di conseguenza potrebbe svoltare l’intera stagione. Intervenuto ai microfoni di tuttomercatoweb.com, il direttore sportivo del sodalizio turco Cenk Ergun ha confermato di temere il sorteggio: “Biancocelesti in crisi? Giocare contro squadre italiane è sempre difficile, in coppa poi sono molto temibili. L’ultima partita contro la Lazio l’abbiamo giocata all’Ali Sami Yen. La prima la sarà in casa e speriamo di vincere. Muslera ha giocato nella Lazio, conosce l’Italia, per noi è molto importante, staremo a vedere“. Concetto ribadito dal tecnico giallorosso Denizli attraverso i canali ufficiali del club: “Poteva capitare chiunque, è capitata un’italiana. Giocheremo contro una buona squadra. Abbiamo avuto molti scontri con le formazioni avversarie, nel 2013 abbiamo addirittura vinto contro la Juventus. Scenderemo in campo il 18 febbraio, speriamo di avere una condizione migliore”. Un incrocio che trova anche tanti spunti di calciomercato: dall’esplosione di Muslera alla Lazio e il trasferimento al Galatasaray, al tragitto inverso che doveva essere compiuto da Burak Yilmaz, poi saltato al termine di una lunghissima trattativa a causa di problemi con un gioco a ribasso della dirigenza laziale. La doppia sfida prenderà il via il 18 febbraio alle 21 nel nuovissimo “Turk Telekom Arena”, un impianto di 55.000 posti che ha sostituito il vecchio “Ali Sami Yen”, vero e proprio inferno per le squadre avversarie grazie al tifo incessante dei sostenitori di casa, mentre il ritorno si giocherà all’Olimpico una settimana dopo alle ore 19.
Fondato nel 1905 nel quartiere di Galata, la zona europea di Istanbul, i Cimbon (soprannome nato da una canzoncina svizzera che era entrata in testa ad alcuni pionieri del club. L’urlo dello stadio è infatti “Cimbon Cimbon Galatasaray”) è stato creato come polisportiva da un gruppo di studenti del liceo di Galatasaray (Palazzo di Galata) appartenenti alla borghesia laica del tempo. Il club ha atleti in 16 discipline diverse, tra le quali spiccano senza dubbio il calcio e il basket. Oggi vanta due titoli in più rispetto ai rivali del Fenerbahce (20 a 18) e sopratutto è la prima squadra della penisola anatolica ad aver alzato un trofeo europeo: nella stagione 1999/2000, il Galatasaray ha conquistato prima la Coppa Uefa ai calci di rigore contro l’Arsenal di Wenger, mentrre qualche mese dopo arrivò addirittura la Supercoppa Europea, vinta contro i “Galacticos” del Real Madrid grazie alla doppietta di Jardel. La squadra giallorossa era guidata dal maestro Fatih Terim e poteva contare sull’esperienza di Taffarel in porta e sull’infinita classe di Hagi dietro le punte. Oggi la squadra è in mano a Denizli, che circa un mese fa ha preso il posto di Hamzazoglu. L’ex tecnico ha deluso le aspettative del patron Dursun Aydin Ozbek, che aveva allestito una squadra per vincere. La squadra è formata da grandi nomi che però non sono ancora riusciti a compattarsi per lavorare al meglio. Il leader della squadra è senza ombra di dubbio Wesley Sneijder, vecchia conoscenza del calcio italiano con il Triplete conquistato con la maglia dell’Inter. Come già citato, ci sono anche Burak Yilmaz e Fernando Muslera, oltre a Lukas Podolski.
Mustafa Denizli è tornato dunque a sedersi sulla panchina del club di Istanbul, a distanza di 26 dalla vittoria del titolo proprio con questo club. Egli detiene inoltre il record di aver vinto con 3 club diversi il campionato turco, un’impresa ancor più affascinante se si pensa che tutto questo è stato fatto con 3 club di Istanbul. Denizli ama il 4-2-3-1, che ha adattato al meglio ai giocatori a sua disposizione. Il suo è un calcio che rispecchia un po’ il “vecchio” metodo: tanta intensità e verticalizzazioni. Tutt’altra storia rispetto al Tiki Taka di filosofi calcistici moderni, per un Galatasaray a caccia di gloria internazionale.
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Chris Oikonomidis ancora stenta a crederci. Per lui è arrivato finalmente l’esordio con la maglia della prima squadra della Lazio, oltretutto in una partita europea. Un doppio battesimo di fuoco per l’australiano, che nelle ultime ore ha rilasciato un’intervista al portale theworldgame.sbs.com, parlando un po’ della sua avventura nel Vecchio Continente.
“L’attesa per questo debutto è stata tanta, ma è stato un immenso onore per me ottenere una maglia da titolare in Europa League. Giocare una partita del genere è stato un grande onore, sto iniziando a raccogliere i frutti del duro lavoro di questa stagione. In campo mi sentivo a mio agio. I primi minuti ero un po’ emozionato ma dopo aver toccato qualche pallone ho sentito che potevo fare la differenza. Spero che questo passo sia seguito da altri durante questi mesi. Il feedback è stato davvero buono: l’allenatore era felice e i media mi hanno dato un voto di circa 7 su 10 che è buono. C’è stata un sacco di positività e non vedo l’ora di migliorare ancora le cose partendo da qui. Ho lavorato con pazienza, abbiamo una squadra di grande talento e inizialmente non ho avute molte occasioni. Ma il mister crede un sacco in me, ha fiducia nelle mie capacità e cercherò di essere coinvolto più possibile”. Oikonomidis appare ancora emozionato nel ricordare la prima apparizione con la maglia biancoceleste dello scorso giovedì, oltretutto su un campo difficile come quello del Geoffroy Guichard davanti ad una tifoseria calda come quella de’ “les Verts“.
Poi un commento sulla Nazionale dei Canguri. Il giovane laziale ha già esordito nella selezione maggiore, mentre è stabilmente nel giro dell’Under 23. “Negli ultimi mesi sono stato convocato dagli Olyroos (under 23, ndr) per le gare di qualificazioni alle Olimpiadi. Sono entusiasta di far parte di questo progetto. Abbiamo una rosa di grande talento, e possiamo sicuramente arrivare a Rio se continuiamo con questo buon lavoro. Eppure, sento di far parte anche della Nazionale maggiore, spero di essere convocato anche per le prossime due gare di qualificazione alla Coppa del Mondo, in programma a marzo. Trovare un posto da titolare nei Socceroos sarebbe davvero bello ed è una cosa a cui sto puntando per l’anno prossimo”.
Il suo futuro di Oikonomidis è dunque sempre più a tinte biancocelesti. Chissà che non possa seguire le orme di Cataldi ed entrare a far parte stabilmente della prima squadra e diventare un elemento importante sia con la maglia della Lazio che con quella dell’Australia. In becco all’aquila Chris!
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