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Ballotta su Bologna-Lazio: “La Lazio è una squadra viva, bella reazione”

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Marco Ballotta, ex giocatore di Bologna e Lazio ha espresso il suo parere sulla partita di ieri pomeriggio tra i rossoblù e i biancocelesti conclusasi 2-2. Dopo un primo tempo disastroso la Lazio, infatti, è risorta nel secondo tempo ed è riuscita a strappare un pareggio. Ballotta, è stato il portiere della Lazio dal 1997 al 2000 e poi dal 2005 al 2008. Nella sua carriera con la squadra capitolina l’estremo difensore di Casalecchio di Reno ha vinto uno scudetto, due Coppe Italia e una Supercoppa Italiana, oltre ad una Supercoppa Europea e una Coppa delle Coppe, difendendo la porta della Lazio per ben 52 volte.

Queste le sue parole ai microfoni di Tuttomercatoweb.com: “C’è stata la reazione dei biancocelesti, la gara era iniziata male con due gol del Bologna ma la squadra di Pioli è stata brava a rimontare. Per me è stato un pomeriggio positivo per la Lazio”. Poi un ultimo commento sulla prestazione dei rossoblù e dei biancocelesti: “I felsinei hanno cambiato registro da quando è arrivato Donadoni. Ma la Lazio ha dimostrato di essere una squadra viva, la reazione è stata importante in tal senso”.



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Stefano di Parma o Stefano da Parma o più semplicemente mister Pioli

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Stefano di Parma o Stefano da Parma o più semplicemente mister Pioli arriva alla Lazio con la stima di tutti gli addetti ai lavori, “uno dei tecnici più preparati nella nostra Serie A”.
Ma agli occhi dei tifosi è soltanto un mediocre allenatore, un allenatore capace soltanto di essere esonerato e colpevole, secondo molti, della retrocessione del Bologna.
Stefano arriva alla Lazio in punta di piedi, in un ambiente “perso” e frastornato.
L’Olimpico è vuoto da mesi, la contestazione dei tifosi verso la società è al culmine, la minaccia della CurvaNord di non rinnovare gli abbonamenti fa rumore “come un petardo esploso in una chiesa”. Eppure Stefano ha carattere, il carattere di formare un gruppo di ferro, che seguendo ad occhi chiusi il proprio mister inizia ad inanellare prestazioni convincenti. L’Olimpico torna a riempirsi sopratutto grazie a lui, capace di infondere nel suo gruppo lo spirito vero della lazialità.
Ogni giorno e dopo ogni partita, la squadra al centro del campo si abbraccia ed intona “So già du ore“.
Stefano ha inoltre, il merito di credere in Felipe Anderson e di farlo esplodere. Pochi ci credevano ancora, eppure le doti tecniche di quel ragazzo non potevano perdersi. Stefano, però, ci crede e Felipe, riesce insieme a tutti i suoi compagni ad accompagnare la Lazio fino a quel agognato terzo posto; per anni sfiorato è mai raggiunto.
Finalmente Stefano non è più “il mediocre”, “l’esonerato”, Stefano è il condottiero di una delle pagine più belle del campionato italiano.
Poi però, a fargli capire che niente è mai facile, figuriamoci per un laziale, arriva la “società” Lazio, che non riesce a rinforzare adeguatamente la rosa, che spacca lo spogliatoio con la storia della fascia.
La creatura di Stefano sembra non esserci più e perde dopo la finale di Cappa Italia, anche la Supercoppa e soprattutto il preliminare di Champions.
La nave sta per affondare, eppure Stefano non molla, convinto della bontà del suo lavoro e convinto soprattutto di avere il gruppo dalla sua parte.
Al cospetto dell’Inter di Mancini, tutti erano pronti a salutarlo, ma la sua Lazio sfoggia quell’orgoglio che sembrava non esserci più!
Stefano mangia il panettone, che però gli va di traverso!
Rimonta in classifica? No! Arriva il Carpi, che aveva sempre preso gol in trasferta in tutta la sua storia. La Lazio di Stefano riesce a non inquadrare mai lo specchio della porta. Di nuovo sotto accusa, di nuovo tutti convinti che fosse il momento di cambiare guida!
Ma a Firenze, il giorno dei 116 anni della storia laziale, arriva la conferma che la Lazio c’è, che la Lazio la sua guida, già ce l’ha!
Stefano ritorna al comando (semmai lo avesse perso) e domani, contro il suo passato, quel passato che lo fece definire un mediocre, o semplicemente, uno da esonero.
Stefano da domani proverà a cancellare questa nomea, Stefano da domani proverà di nuovo a spiccare il volo insieme alla sua aquila.
Non c’è più tempo per essere perdenti, per essere mediocri o per essere esonerati, ma solo per vincere e per diventare un vincente.

A Cura di Vittorio Di Mario



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Accadde oggi: Lazio-Pro Vercelli 5-0 del 1932

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File: [1-32.jpg] | Sun, 17 Jan 2016 12:05:52 GMT LazioWiki: progetto enciclopedico sulla S.S. Lazio www.laziowiki.org

Era un freddo pomeriggio di Gennaio del 1932 a Roma e la guerra era ancora ben lontana, l’Italia attraversava un periodo di pace e tranquillità, nonostante la dittatura di Benito Mussolini. Il calcio era lo sport nazionale e ogni domenica migliaia di tifosi andavano allo stadio per ammirare le gesta dei campioni che giocavano nella loro squadra del cuore. La capitale poteva contare ben due squadre nella massima serie nazionale, ribattezzata da poco più di tre anni Serie A. Una era la Lazio, che esisteva da ben 32 anni ormai, mentre l’altra era la Roma che era nata da solo da cinque anni. Erano altri tempi e altre storie, il calcio era sì lo sport più popolare, ma era ben diverso da quello dei nostri giorni. Non vi erano, infatti, stipendi milionari e calcio scommesse e chi giocava lo faceva per il puro piacere di farlo, senza guardare agli interessi economici. A farla da padrone, però, erano sempre le squadre del Nord che avevano vinto la maggior parte degli scudetti. Erano gli anni dello strapotere della Juventus, che avrebbe poi vinto il campionato, ma anche del grande Bologna.

File: [17gen32.jpg] | Sun, 17 Jan 2016 10:57:32 GMT LazioWiki: progetto enciclopedico sulla S.S. Lazio  www.laziowiki.org
www.laziowiki.org
In quel pomeriggio di Gennaio, esattamente domenica 17, proprio come oggi, si giocò la 16° giornata d’andata del campionato italiano e la Società Sportiva Lazio ospitò una nobile decaduta come il Football Club Pro Vercelli. La Lazio non era ancora riuscita a scrivere il proprio nome nell’albo d’oro della competizione, arrivando seconda in tre occasioni, mentre la Pro Vercelli aveva conquistato ben 7 scudetti. Ma quell’anno la squadra piemontese aveva già iniziato la sua fase calante, che la porterà poi in Serie B, pur avendo in squadra un certo Silvio Piola, che una volta esploso farà le fortune del club biancoceleste e della nazionale italiana. Si giocava all’allora La Lazio, quindi, si impose senza troppa fatica sulla squadra biancocrociata dilagando con il risultato di 5-0. Il club capitolino, infatti, non andò mai in difficoltà in quella gara e impose il proprio gioco fin dalle battute iniziali. Nonostante la forte pressione sugli avversari i goal però stentò ad arrivare perché il portiere della squadra piemontese, tale Scansetti, fece sempre buona guardia. Quando tutto sembrava presagire un finale di primo tempo a reti bianche, ecco arrivare, però, i goal prima di De Maria al 38′ e poi un minuto dopo di Fantoni, che portarono la Lazio sopra di due reti. La prima frazione si chiuse, dunque, sul 2-0 per la squadra romana.

Nel secondo tempo i biancocelesti continuarono, trascinati dell’entusiasmo, a prendere a pallate i biancocrociati, che si videro costretti a capitolare definitivamente. Al 14′ della ripresa, infatti, Guarisi siglò il 3-0 per la Lazio, mentre la Pro Vercelli si rese pericolosa in ben poche occasioni. Lo stesso Guarisi chiuse la pratica nel finale della gara segnando altre due reti al 37′ e al 43′ e regalando di fatto la vittoria al club capitolino. Una grande partita quella giocata dagli uomini di Barbury, all’epoca allenatore della Lazio, che non lasciarono scampo alla squadra biancocrociata. Nonostante altre buone prestazioni, però, i biancocelesti chiusero il campionato al 13° a pari punti con Triestina e anche Pro Vercelli, ma con un piazzamento migliore per via degli scontri diretti. Era, infatti, una Lazio ancora in costruzione, che pochi anni dopo, con l’arrivo di Piola, darà del filo da torcere alle squadre del nord.

TABELLINO (fonte Lazio Wiki): 

17 gennaio 1932 – 333. Campionato Italiano di calcio Divisione Nazionale Serie A 1931/32 – XVI giornata

LAZIO: Sclavi, Tognotti, Del Debbio, Rizzetti (Pepe), Furlani, Fantoni (II), Guarisi (Filó), Malatesta, Fantoni (I), Spivach, De Maria – All. Barbuy

PRO VERCELLI: Scansetti, Zanello, Dellarole, Depetrini, Ardissone, Caligaris, Santagostino, Gatti, Piola, Seccatore, Ferraris

Arbitro: Sig. Ciamberlini di Genova

Marcatori: 38′ pt De Maria, 39′ pt Fantoni (I), 14′ st Guarisi (Filó), 37′ st Guarisi (Filó), 43′ st Guarisi (Filó)



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Negro: “A Bologna mi aspetto di tutto. Per Bisevac non sarà facile ambientarsi in Serie A”

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Mancano meno di quattro ore al match del Dall’Ara tra Bologna e Lazio, valido per la prima giornata di ritorno della Serie A 2015/2016. Sulla gara contro i felsinei e sul momento dei capitolini si è espresso anche Paolo Negro, ex difensore dell’ultimo scudetto biancoceleste. Queste le parole dell’indimenticato Paolo ai cronisti presenti, nella giornata di ieri, in occasione del Memorial P. Pasquetti: “Siamo qui per ricordare Pietro e per portare un sorriso alla famiglia. Era un grande laziale che raccontava la Lazio veramente con il cuore”. Poi sulla partita tra Bologna e Lazio: “Io credo che sia difficile capire il momento attuale e credo lo sia anche per i giocatori. Vai a vincere a Milano con l’Inter, poi  a Firenze, poi però pareggi in casa con il Carpi una partita assurda. È talmente strana questa squadra che ci si può aspettare di tutto anche domani. Probabilmente, visto che il Bologna sta in buone condizioni, potrebbe essere un altro risultato utile che ci portiamo a casa”.

Poi un commento sul nuovo acquisto Bisevac e sulla difesa della Lazio: “Il campionato italiano è sempre  diverso da tutti gli altri. Bisogna vedere se riuscirà ad integrarsi bene, cosa non facile per qualsiasi giocatore. Purtroppo dovevano pensarci già nel mercato estivo per completare la rosa e mi sembra che questo sia stato richiesto più volte. Però queste sono questioni che decide la società”. Infine alla domanda sulla stagione dei biancocelesti, l’ex difensore risponde in modo fiducioso: “Io credo che sarà un buon campionato e che si possano recuperare punti in classifica e qualche posizione. I giocatori ci sono, Pioli per me è uno de più bravi allenatori che ci siano in Italia e sono sicuro che riuscirà a sistemare questa squadra”.



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Bologna-Lazio: statistiche e probabili formazioni

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biglietti venduti bologna lazio

Torna il campionato di Serie A e oggi la nostra Lazio affronterà il Bologna in trasferta per la 20° giornata.la prima di ritorno. Gli uomini di Pioli, infatti, saranno ospiti della squadra di Donadoni oggi domenica 17 gennaio alle ore 15.00. I biancocelesti arrivano dalla splendida vittoria in casa della Fiorentina e sembrano aver ritrovato, nelle ultime giornate, smalto e voglia di vincere, visto che la Lazio non perde da quattro partite consecutive in campionato.I rossoblù, invece, arrivano dalla sconfitta subita per mano del Chievo nella scorsa giornata. Il Bologna in questa stagione sta alternando risultati positivi a risultati meno esaltanti, ma nonostante ciò si trova comunque a soli cinque punti dai capitolini. Una sfida sicuramente molto sentita per due grandi ex dell’incontro: uno è Stefano Pioli, che ha allenato i felsinei per più di due stagioni e con il Bologna ha iniziato la propria carriera da allenatore; l’altro è Sergio Floccari, da poco arrivato alla corte di Donandoni, che con la Lazio ha giocato per quattro anni. Biancocelesti che dovranno fare a meno dei propri tifosi, a causa del divieto imposto dal prefetto, mentre i supporters dei rossoblù saranno numerosissimi e si preannuncia uno stadio quasi pieno.

QUI BOLOGNA: il calciomercato di gennaio ha portato al Dall’Ara due nuovi acquisti di livello come Zuniga e Floccari, ma Donandoni sembra intenzionato a non far esordire dall’inizio i nuovi innesti. Rientrano Mounier e Diawara che occuperanno il loro consueto ruolo nella formazione iniziale, mentre non saranno disponibili per la gara Rizzo, Brienza e Maietta. Il tecnico bergamasco opterà, quindi, per un 4-3-3 con Mirante in porta, Rossettini e Masina sugli esterni, mentre Oikonomu e Gastaldello saranno al centro della difesa. A centrocampo spazio al solito trio Taider, Diawara e Brighi. In attacco, invece, ci saranno Mounier e Giaccherini come ali, a supporto della unica vera punta di ruolo, l’ex Roma Destro.

QUI LAZIO: Pioli dovrà fare i conti con diverse assenze in questa partita, restano, infatti, ancora fermi ai box pedine importanti come Marchetti, Basta e Gentiletti, oltre a Kishna e De Vrij. La buona notizia arriva dal reintro di Lulic, che però non partirà titolare. Quindi il tecnico parmense dovrà fare delle scelte obbligate: come Berisha in porta e Konko sulla destra. Al centro della difesa ci saranno Mauricio e Hoedt, con l’olandese che sembra il favorito rispetto al nuovo acquisto Bisevac. A sinistra, invece, agirà il solito Radu. A Centrocampo vedremo Milinkovic, Biglia e Parolo. Mentre il trio d’attacco sembra ormai deciso, con Candreva e Keita nel ruolo di ali e il serbo Djordjevic come unica punta.

PRECEDENTI E STATISTICHE: La Lazio risulta imbattuta nelle ultime cinque sfide di campionato contro il Bologna, con tre partite vinte e due pareggiate. In queste ultime cinque sfide, il Bologna è riuscito a segnare un solo gol contro la Lazio, proprio nella gara di andata all’Olimpico. L’incontro d’andata è stato, però, vinto dai biancocelesti per 2-1, grazie alle reti di Kishna e Biglia, inutile invece la rete di Mancosu per i rossoblù.

Mentre le due squadre si sono affrontate ben 61 volte in Emilia, con i padroni di casa che hanno vinto in 33 occasioni. Per 16 volte, invece, le due squadre si sono equamente divise la posta in palio, mentre nelle restanti 12 occasioni la Lazio è riuscita ad espugnare il Renato Dall’Ara. Negli ultimi due scontri diretti giocati a Bologna, invece, le due formazioni hanno ottenuto un pareggio a reti inviolate. L’ultima vittoria dei capitolini risale alla stagione 2011/2012, quando la Lazio vinse a Bologna con il risultato di 2-0, grazie all’autorete di Acquafresca e al gol di Lulic. Per risalire all’ultima vittoria dei bolognesi, invece, bisogna tornare indietro al 2010/2011 quando, dopo la rete iniziale di Floccari, Ramirez e Di Vaio (doppietta) ribaltarono la gara fissando il punteggio sul definitivo 3-1. I felsinei, quindi, non riescono a segnare contro i biancocelesti in casa da 270 minuti, proprio dal 2011.

Complessivamente, invece, Lazio e Bologna si sono affrontate per 122 volte. Il bilancio complessivo è più che equilibrato con 46 vittorie dei biancocelesti e 44 dei felsinei, mentre son 32 i pareggi. All’Olimpico, infatti, il Bologna su 61 occasioni è riuscito ad imporsi appena 11 volte, strappando un punto in solo 16 occasioni e lasciando l’intera posta in palio agli avversari per ben 34 volte.

Il Bologna contro la Lazio ha registrato due delle sue quattro peggiori sconfitte in Serie A: nel novembre 1948, infatti, i biancocelesti si imposero per 8-2, mentre nel maggio 2013 vinsero per 6-0 con cinque reti di Klose (peggior risultato del Bologna in campionato negli ultimi 24 anni).

Prima della sconfitta per 0-1 contro il Chievo, il Bologna aveva segnato sempre almeno due gol nelle precedenti quattro gare interne (10 reti nel parziale).

Sono otto i punti fatti dai capitolini nelle ultime quattro partite di campionato, invece nelle precedenti sei ne avevano raccolto solamente uno.

Nessuna squadra ha segnato più della Lazio: sono infatti nove i goal messi a segno dai biancocelesti nel quarto d’ora finale di partita in questa Serie A. Mentre il Bologna rimane l’unica squadra a non aver ancora subito reti nel quarto d’ora iniziale di partita in questo campionato.

Contro la Fiorentina il brasiliano Felipe Anderson è tornato al gol dopo nove gare di fila in campionato senza reti.

Nel girone d’andata Adam Masina è stato il giocatore più utilizzato tra le fila del Bologna: 18 presenze su 19 (una saltata per squalifica) e 1620 minuti giocati.

PROBABILI FORMAZIONI: 

BOLOGNA (4-3-3) – Mirante; Rossettini, Oikonomou, Gastaldello, Masina; Taider, Diawara, Brighi; Mounier, Destro, Giaccherini. All. Donadoni. A disp: Da Costa, Stojanovic, Krafth, Zuniga, Mbaye, Ferrari, Zuculini, Donsah, Pulgar, Falco, Acquafresca, Floccari.

Indisponibili: Rizzo, Crisetig, Brienza, Morleo, Maietta.
Squalificati: nessuno
Diffidati: Gastaldello

LAZIO (4-3-3) – Berisha; Konko, Mauricio, Hoedt, Radu; Milinković-Savić, Biglia, Parolo; Candreva, Djordjevic, Keita. All. Pioli. A disp. Guerrieri, Matosevic, Bisevac, Braafheid, Patric, Cataldi, Felipe Anderson, Lulic, Mauri, Onazi, Klose, Matri.

Indisponibili: de Vrij, Kishna, Gentiletti, Marchetti, Basta, Morrison
Squalificati: nessuno
Diffidati: Lulic, Milinkovic-Savic

ARBITRO: Di Bello (sez. Brindisi)
ASSISTENTI:  Vivenzi e Valeriani
IV UOMO: Di Vuolo
ADDIZIONALI: Mazzoleni e Pairetto



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Murgia non basta, la Lazio Primavera fa 1-1

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Dopo tre vittorie consecutive, la Lazio Primavera allunga la striscia positiva ma viene fermata dal Pescara, pur confermando una condizione mentale in crescita costante.

I giovani lazialotti fanno capire subito di che pasta sono fatti e dopo circa sei minuti di gioco sono avanti: calcio di rigore, forse generoso, per un fallo subito da Rossi in area di rigore e Murgia realizza. Giornata ventosa a Formello e Mazzone prova a sorprendere Matosevic direttamente dall’angolo, solo il palo gli nega un gol clamoroso; in replica, Murgia e Folorunsho provano ad impensierire il portiere Kastrati ma senza successo. Se non concretizzi è molto facile che gli avversari ti puniscano, ed è ciò che accade verso la fine della prima frazione con un bel gol dell’uruguaiano tedesco Odriozola che sfrutta un cross dalla sinistra di Del Sole, con molte responsabilità dei difensori biancocelesti. Reazione troppo breve per i locali che devono accontentarsi della parità all’intervallo.

Arriva il secondo tempo, e con lui le prime mosse: Inzaghi preferisce Calì a Borecki e Manoni passa a centrocampo, tutto ciò per sfruttare il precedente dell’andata dove l’ex Roma si fece conoscere al pubblico della Primavera. Ma la mossa non sembra avere effetto, quindi l’ex giocatore del Piacenza pensa che sia l’ora di inserire Rokavec e gli effetti iniziano a vedersi: aumentano le occasioni ma con poca concretezza, Kastrati salva su Murgia, nel finale l’assedio degli aquilotti non ha fortuna, il portiere abruzzese para un tiro di Rossi e compie una bella respinta sulla punizione di Murgia. Ma tutto questo non basta, la Primavera si mangia le dita per aver perso l’occasione del quarto acuto consecutivo e il Pescara viene fermato dopo sei vittorie consecutive.

 

 

 



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Klose, il possibile ritiro e le prime smentite

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Tra una notizia di calciomercato e le partite di campionato, ecco che il 2016 si apre con una notizia importante e triste per il calcio italiano, europeo, mondiale e per il popolo laziale: Miroslav Klose sta pensando di appendere gli scarpini al chiodo e intraprendere la carriera in giacca e cravatta.

Le prime indiscrezioni in Italia sono pervenute tramite la sezione Sport de La Repubblica, in più sembra che il Panzer abbia rifiutato diverse offerte di contratto: MLS, Cina, Emirati, addirittura il Barcellona e la Germania, nessuna di queste destinazioni sembrano aver fatto cambiare idea sul futuro del giocatore nato in Polonia e in scadenza di contratto il 30 giugno.

Una carriera fantastica, sempre al di fuori di ogni clamore mediatico e sempre dedita al gioco del calcio: due coppe di lega tedesca, due Bundesliga, due coppe di Germania, una Supercoppa di Germania e una Coppa Italia e vincitore dell’ultimo Mondiale in Brasile; primo marcatore all-time della Germania (71 gol) in 137 presenze, miglior marcatore in competizioni mondiali con 16 gol superando Ronaldo. Senza contare altri record particolari e riconoscimenti doverosi, quest’anno Miro non ingrana come vorrebbe, forse i 37 anni di cui 12 ad altissimo livello iniziano a farsi sentire per un rapace d’area che in Italia, seppur con caratteristiche leggermente diverse, ci fa tornare alla mente il nostro Pippo Inzaghi.

Ora tramite la DPA, l’agenzia di stampa tedesca, si apprende che il suo procuratore Alexander Schutt ha smentito questa ipotesi con queste dichiarazioni: “Non è stata presa ancora nessuna decisione e non abbiamo assolutamente fretta di comunicarla. Quando e se ci sarà qualcosa da comunicare, lo faremo ufficialmente”.

Tattica o realtà? Klose ha realmente rifiutato tutte queste offerte? Assisteremo ad un nuovo caso Ledesma? Chissà, di sicuro sappiamo che a fine stagione al 90% non sarà più un giocatore della Lazio e coloro che piangeranno il suo addio calcistico inizieremo a trovarli già da ora.

Viel Glück, mein Panzer!



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Fantacalcio, i consigli per la 20a giornata

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Il Fantacalcio ormai è diventato una vera e propria passione per tantissime persone; cerchiamo allora di darvi qualche consiglio per la vostra fantaformazione.

ATALANTA-INTER
ATALANTA: TOP Denis,Gomez FLOP Rafael Toloi, Cherubin.
INTER: TOP Icardi, Perisic, Ljaijc FLOP Kondogbia, Alex Telles.

TORINO-FROSINONE
TORINO: TOP Immobile, Bruno Peres FLOP Vives, Acquah
FROSINONE: TOP Dionisi FLOP M.Ciofani, Pavlovic.

NAPOLI-SASSUOLO
NAPOLI: TOP Higuain, Insigne, Hamsik FLOP Raul Albiol
SASSUOLO: TOP Missiroli, Sansone FLOP Ariaudo, Duncan.

GENOA-PALERMO
GENOA: TOP Pavoletti, Perotti FLOP Izzo, Ansaldi.
PALERMO: TOP Vazquez, Gilardino FLOP Jajalo, Andelkovic.

BOLOGNA-LAZIO
BOLOGNA: TOP Destro, Mounier FLOP Gastaldello, Brighi.
LAZIO: TOP Keita, Candreva, Milinkovic FLOP Mauricio, Hoedt.

CARPI-SAMPDORIA
CARPI: TOP Mbakogu, DiGaudio FLOP Cofie, S.Romagnoli.
SAMPDORIA: TOP Cassano, Eder FLOP Coda, Regini.

CHIEVO-EMPOLI
CHIEVO: TOP Paloschi, Birsa FLOP Radovanovic, Cesar.
EMPOLI: TOP Saponara, Maccarone FLOP Buchel.

ROMA-VERONA
ROMA: TOP Dzeko, Salah, Florenzi FLOP Torosidis.
VERONA: TOP Pazzini FLOP Ionita, Wszolek.

UDINESE-JUVENTUS
UDINESE: TOP Thereau, Di Natale FLOP Iturra, Felipe
JUVENTUS: TOP Dybala, Pogba, Mandzukic FLOP Evra

MILAN-FIORENTINA
MILAN: TOP Bacca, Bonaventura, Niang FLOP C.Zapata
FIORENTINA: TOP Ilicic, Kalinic, Marcos Alonso FLOP Roncaglia, Tomovic.



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Colomba: “Pioli è un allenatore equilibrato e razionale e questo aiuta molto nel superare i momenti difficili”

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La Lazio domenica andrà a Bologna per bissare la vittoria di Firenze e imboccare definitivamente la strada della rimonta in campionato.
Ma contro la squadra di Donadoni non sarà per niente facile portare a casa la vittoria; è vero che il Bologna arriva dal ko interno contro il Chievo, ma da quando la squadra ha cambiato allenatore il rendimento è cambiato in positivo portando il Bologna in una posizione abbastanza tranquilla in classifica.
Per analizzare il match è intervenuto ai microfoni de “I laziali sono qua” Franco Colomba, ex giocatore nonchè ex allenatore dei felsinei.
“Entrambe le squadre hanno attraversato un momento difficile, la Lazio ne sta uscendo con buone prestazioni ma devo dire che anche il Bologna, dopo il cambio in panchina, ha intrapreso un buon ruolino di marcia. Le due squadre hanno la possibilità di risalire, soprattutto la Lazio, che rispetto alle sue qualità ha avuto un’involuzione all’inizio della stagione. Del resto, per quanto riguarda i biancocelesti, è sempre difficile ripetersi dopo una stagione importante. Sicuramente il rendimento dei singoli è stato al di sotto delle aspettative ed ha pesato molto. Se quest’ultimi riusciranno a ritrovare la forma migliore, la Lazio è destinata a fare ottime cose”.

Da allenatore ad allenatore, un commento anche su mister Pioli:
“Le critiche fanno parte del calcio, ma non un tecnico da solo non determina il rendimento della squadra. Pioli è un allenatore equilibrato e razionale e questo aiuta molto nel superare i momenti difficili”.

Momento amarcord poi sull’indimenticata gara Lazio-Reggina dello scudetto del 2000, quando sedeva sulla panchina dei calabresi:
“Quel giorno la Lazio aveva troppe motivazioni, a differenza di noi che eravamo già salvi. Negli spogliatoi erano tutti trepidanti, fino all’esplosione di gioia alla fine di Perugia-Juventus. Vedere giocatori anche esperti così emozionati e tremolanti mi ha molto colpito. Alla fine tra il vincere e il non vincere c’è davvero una bella differenza e si è visto”.

Spazio poi alla sfida dei quarti di finale di Coppa Italia contro la Juventus della prossima settimana:
“Le partite secche non hanno sempre un favorito, può succedere di tutto. La Juventus è molto forte, ma sono sicuro che sarà una bella partita. Credo però che in avanti la Lazio debba fare qualcosa. Ha bisogno di certezze in attacco, accanto ai giovani promettenti che ha già in rosa. Servirebbe anche un sostituto di Biglia, quando manca lui è sempre un problema”.



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Accadde oggi: il primo gol di Di Canio al derby e la corsa sotto la sud

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Torna su Since l’appuntamento con la rubrica accadde oggi e in questa giornata vi parliamo del derby tra Lazio e Roma del 15 gennaio 1989: il famoso derby del primo goal di Paolo Di Canio e della prima corsa sotto la curva sud.

Era, dicevamo, il 15 gennaio 1989 e per la 13° giornata del girone di andata della Serie A 1988/89 era in programma il derby tra Lazio e Roma, il primo dopo la promozione in Serie A dei biancocelesti. Le due squadre romane non stavano attraversando la loro miglior stagione. La Lazio era appena risalita dalla Serie B, dopo tre anni di purgatorio ed ora si ritrovava in Serie A, ma senza il suo condottiero Eugenio Fascetti. Infatti, l’allenatore della promozione era stato licenziato per alcuni diverbi con la dirigenza e al suo posto era stato chiamato Giuseppe Materazzi. La squadra biancoceleste faticò in questo campionato e alternò risultati positivi a momenti negativi, cosa che accadrà per tutto il resto della stagione, arrivando al derby della capitale come la squadra sfavorita. Ma se Atene piangeva, Sparta non rideva e anche la Roma di Nils Liedholm non stava attraversando un buon periodo. Infatti, dopo i fasti dei primi anni ’80 in questa stagione arrivarono ben poche soddisfazioni per i giallorossi, che avevano anche ceduto ad inizio campionato il loro bomber Roberto Pruzzo alla Fiorentina. Ma nonostante tutto i favori del pronostico erano per la Roma, che poteva contare su una rosa di maggior talento.

Ma ora torniamo a quel 15 gennaio, lo stadio Olimpico era un vero e proprio cantiere a cielo aperto con la curva sud in costruzione ed i tifosi giallorossi che furono costretti ad assistere all’incontro nei Distinti e nella tribuna Tevere. Per Paolo Di Canio era la prima stracittadina, dopo diversi anni nelle giovanili e fu proprio lui a deciderla. Anche per la Lazio, però, come dicevamo, questo era il primo derby dopo la risalita in Serie A. Nonostante i biancocelesti non partivano con i favori del pronostico sul campo i biancazzurri dominarono in lungo e in largo sin dall’inizio. CALCIO: UN BATTICUORE LUNGO 80 ANNI, ECCO LA DERBY-STORY / SPECIALELa Lazio continuò a giocare molto bene per tutta la prima parte dell’incontro e la pressione della prima squadra della capitale venne così premiata. A metà del primo tempo, infatti, un cross dalla sinistra di Cervis arrivò sui piedi del giovane numero 9 laziale, che senza pensarci troppo tirò ed insaccò alle spalle di Tancredi. Fu il goal dell’1-0 per la Lazio e i tifosi biancocelesti esultarono di gioia. Mentre Di Canio emulando Giorgio Chinaglia, alzò il dito e andò a festeggiare sotto i tifosi romanisti. La sua esultanza creerà un putiferio ma con quel gesto il giovane di Quarticciolo entrerà definitivamente nei cuori dei tifosi laziali. Quel derby, per la cronaca, finirà 1-0 e la Lazio vincerà proprio grazie alla rete di Di Canio, che bagnò il suo debutto con un gol storico in una partita importantissima. La Roma cercò, difatti, senza troppa convinzione, di pareggiare quell’incontro (da segnalare la traversa di Völler a dieci minuti dal termine), mentre la Lazio andò più volte vicina al 2-0. A fine gara, quindi, i biancocelesti poterono festeggiare la vittoria che valse la gloria.

“Ad un derby solo due giocatori hanno avuto il coraggio di esultare sotto la curva avversaria, uno era nostro, l’altro… Pure”

Questo il video completo della partita:

Quello non resterà l’unico goal di Di Canio al derby, nonostante la sua prematura partenza da Roma. Infatti dopo il suo ritorno, 14 anni dopo, Paolo segnerà un altro goal importantissimo in un’altra stracittadina, sempre nel mese di gennaio. Quella partita io 6 gennaio 2005 finì 3-1 per la Lazio, ma questa è un’altra storia e noi ve l’abbiamo già raccontata.



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Mercato: rispuntano Rose e Budimir, Gentiletti e Onazi sul piede di partenza

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A poco più di 15 giorni dal termine, il mercato di riparazione entra nel vivo. In casa Lazio continua la ricerca dell’ultimo centrale da mettere a disposizione di Pioli. L’ultimo nome arriva ancora una volta dalla Francia: è Lindsay Rose, difensore classe 1992 di proprietà dell’Olympique Lione. La dirigenza biancoceleste sta valutando attentamente il suo profilo, anche se non sembra rispecchiare i canoni di esperienza ricercati. Novità anche sul fronte centravanti: in vista del probabile ritiro di Klose a fine stagione, i biancocelesti sono alla ricerca di un sostituto. Il nome che circola già da un po’ di tempo è quello di Ante Budimir, 24enne croato in forza al Crotone, club con la quale in questa stagione è già arrivato in doppia cifra tra campionato e Coppia Italia. A confermare le indiscrezioni ci ha pensato lo stesso agente del calciatore Vincenzo Tropiano ai microfoni di Calcionews24.com. “Le squadre interessate sono Lazio, Palermo e Genoa in Italia, e Atletico Madrid in Spagna“. Una concorrenza spietata, che i biancocelesti dovranno riuscire a superare se vorranno aggiudicarsi le sue prestazioni sportive. E’ partita ufficialmente l’asta per Budimir.

Nel frattempo il direttore sportivo Igli Tare lavora anche alle cessioni: l’albanese sta valutando le offerte arrivate per alcunii calciatori biancocelesti. Il primo calciatore che potrebbe continuare la propria avventura italiana lontano da Roma è Santiago Gentiletti. L’argentino ha ricevuto due proposte: Hellas Verona e Bologna sono sulle sue tracce. I due club vogliono rinforzare il reparto arretrato e hanno individuato nel ex San Lorenzo il profilo ideale per aumentare il tasso tecnico. Le indiscrezioni parlano di un Gentiletti non convinto delle due destinazioni: El Chueco ha intenzione di cambiare aria e attende nuove proposte entro la fine del mercato, prima di decidere il suo futuro. L’addio prima della fine di gennaio sembra inevitabile: la pressione del calcio nella Capitale e un ginocchio non che non risponde più come prima dell’infortunio hanno spinto l’argentino a chiedere la cessione ad un club meno blasonato. Richiesta accettata, con la dirigenza biancoceleste pronta ad accontentarlo.

E per due proposte arrivate dal calcio nostrano ce ne sono altre due direttamente dall’estero. Werder Brema e Swansea hanno fatto sapere ufficialmente alla Lazio di essere interessate rispettivamente per Eddy Onazi e Keita Balde. Per quanto riguarda il nigeriano non ci sono ancora state offerte da parte del sodalizio tedesco, anche se la società biancoceleste ha fatto sapere di essere pronta a sedersi al tavolo per trattare. Discorso diverso per l’ispano-senegalese con il club gallese, che dopo aver incassato i soldi della cessione di Jonjo Shelvey al Newcastle, si è subito rituffato sul mercato alla ricerca di alcuni tasselli per rinforzare la rosa. La proposta ufficiale, fatta recapitare a Formello, è di 500 mila euro per il prestito più 9 milioni e mezzo per il diritto di riscatto, che potrà diventare obbligatorio in caso di raggiungimento di un numero di presenze. Troppo poco per uno dei giocatori biancocelesti più in forma del momento: Keita rappresenta il futuro della Lazio e difficilmente sarà ceduto.



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Milinkovic e il suo amore per la Lazio: ecco perché non ha firmato con la Fiorentina

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OLa vittoria della Lazio a Firenze è stata una brutta sconfitta per la Fiorentina e i suoi tifosi, ma oltre al danno c’è stata anche la beffa per i toscani. Infatti a segnare il gol del decisivo 3-1 è stato Milinkovic-Savic, si proprio lui che sembrava vicinissimo alla viola, ma che poi nel giro di un giorno ha deciso di firmare con la Lazio. Il boccone per i tifosi della Fiorentina e quindi stato ancora più amaro, visto che Milinkovic si potrebbe definire quasi un ex viola. Inoltre il serbo ha dimostrato nella sua esultanza di tenere moltissimo alla squadra biancoceleste, sottolineando quanto sia contento di indossare la maglia con l’aquila sul petto. Ma cosa accadde quel 25 luglio a Firenze, quando il giovane Sergej stava per firmare con la Fiorentina? Calciomercato.com ha provato a ricostruire l’accaduto e noi di Since vi proponiamo quanto scritto da uno dei portali più famosi sul calciomercato.

Dicevamo, appunto, era il 25 luglio di un’estate caldissima in quel di Firenze, un sabato per l’esattezza e nessuno si aspettava l’arrivo del chiacchieratissimo Milinkovic-Savic nel capoluogo toscano. Invece il serbo, con grande stupore dei tifosi viola e con grande dispiacere di quelli biancocelesti, arrivò all’aeroporto di Peretola, pronto per incontrare i dirigenti dei viola nella sede della Fiorentina. Tutto sembrava, quindi, pronto per la firma del contratto e così il giocatore entrò all’interno del ‘Franchi’ verso l’ora di pranzo e lì rimase per qualche ora.

milinkovicQuando il diesse della Fiorentina Pradè incontrò il giocatore per le firme accade però quello che nessuno si aspettava. Il tutto si bloccò bruscamente e l’affare andò in fumo, perché Milinkovic, chiedendo scusa a tutti, confessò con le lacrime agli occhi di avere già da tempo un accordo con la Lazio e di non poter tradire la parola data al club biancoceleste . Perché accade ciò? La risposta è semplice il suo procuratore, Matej Kezman, aveva già trovato da settimane un accordo totale con il diesse della Lazio Tare e si parlava addirittura di un pre-contratto già firmato. Questo pre-contratto aveva fatto indispettire la dirigenza del Genk, poiché il club belga era il proprietario del cartellino di Milinkovic, e quindi per ripicca nei confronti del giocatore, dell’agente e della Lazio, la squadra di Genk aveva accettato senza discutere l’offerta della Fiorentina.

La situazione dunque era chiara: da una parte c’era la Fiorentina, che dopo il viaggio in Belgio di Rogg, era riuscita ad ottenere l’intesa con il Genk, mentre dall’altra c’era la Lazio, che forte dell’accordo totale con il giocatore e il suo procuratore non si era preoccupata minimamente della vicenda. Nel calcio di oggi, infatti, si sa e molto spesso il calciatore a decidere la sua destinazione e così, come tutti sanno, è accaduto. Milinkovic ha deciso di firmare con la Lazio, decidendo che non poteva rimangiarsi la parola data a Tare e lasciando la Fiorentina di stucco. Il serbo abbandonò il ‘Franchi’ in lacrime, mentre un Pradè scuro in volto, così parlò alla stampa chiudendo di fatto la trattativa: “Con Milinkovic-Savic è rottura totale, lui non è convinto, è titubante, non possiamo aspettare i comodi di un ragazzino di 20 anni”. La vicenda si chiuse, quindi, con una beffa per la Fiorentina che si vide “portar via” dalla Lazio il buon Milinkovic. Il club biancoceleste però agì nei limiti della legalità, aggiungiamo noi, parlando sia con il Genk che con Milinkovic senza infrangere le regole. Infine il talento serbo si è dimostrato un giocatore su cui la Lazio potrà puntare per il futuro e la Fiorentina è rimasta con un pugno di mosche in mano. Doppia beffa, quindi, per il club toscano: prima il mancato trasferimento e ora il goal, Milinkovic non starà per nulla simpatico ai tifosi viola.



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Materazzi su Lazio-Fiorentina: “Prestazione di grande livello agonistico”

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Giuseppe Materazzi, attuale direttore tecnico della Robur Siena (squadra attualmente in Lega Pro) ed ex allenatore della Lazio per due stagioni (dal 1988 al 1990) è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Radio per analizzare il match dello scorso sabato contro la Fiorentina. L’ex tecnico biancoceleste, che nella sua carriera alla Lazio ha ottenuto poche soddisfazioni, visti i problemi societari, e non solo, di quel periodo, si è mostrato entusiasta del risultato raggiunto dai biancocelesti a Firenze. Inoltre ha augurato alla Lazio di vincere anche l’incontro con Bologna della prossima domenica.

Queste le sue parole: “A Firenze la Lazio ha fatto una prestazione di grande livello agonistico, ha interpretato correttamente la partita sia nel possesso palla che nelle ripartenze. I giocatori sono stati determinati e motivati a vincere, ora bisogna continuare. La squadra si è ritrovata e ha messo in difficoltà la Fiorentina, scendendo in campo con la mentalità giusta. Ora la squadra di Pioli deve riconfermarsi a Bologna. Lucas Biglia è un giocatore straordinario, è fondamentale il suo rientro. Se a Bologna la Lazio si riconferma nessuna classifica può essere preclusa. Il campionato quest’anno è molto equilibrato e competitivo, e sta esprimendo l’alta competenza e preparazione degli allenatori italiani”.



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Felipe Anderson non andrà al Manchester United: trattativa saltata

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Supercoppa Italiana Lazio vs Inter Felipe Anderson Sconfitta 3-0 Commento Post-Partita

Alla fine l’affare tra Lazio e Manchester United per il trasferimento di Felipe Anderson in Inghilterra non si farà. Fino a qualche settimana fa la trattativa sembrava ormai sul punto di essere chiusa e tutto lasciava presagire che Felipe fosse pronto a trasferirsi alla corte dei red devils. Mancava, infatti, solo un’offerta ufficiale dal club inglese e l’affare si sarebbe ben presto chiuso attorno ad una cifra vicina a 40 milioni di sterline. Ora, invece, la situazione si è capovolta e la trattativa sembra essersi arenata definitivamente. La notizia è stata riportata nella serata di ieri dal sito della BBC, il più autorevole dei tabloid britannici, che ha annunciato che lo United avrebbe rinunciato all’idea di portare il Pipe di Brasilia a Manchester. La decisione, secondo quello che si può evincere dall’articolo, sarebbe arrivata addirittura dal tecnico dei tre volte campioni d’Europa, si proprio lui: Louis Van Gaal. Il tecnico olandese che qualche giorno fa aveva detto in merito all’affare: “Mata non dà il meglio di sé quando gioca da esterno, ma sta facendo molto bene, per il nostro tipo di gioco posso ritenermi soddisfatto. A gennaio non è semplice trovare calciatori migliori di lui in quella posizione di campo. Viste le sue particolari caratteristiche, non credo sia possibile migliorare in quel ruolo durante il mercato invernale“, ora ha rincararto la dose, dicendo che la sua squadra necessità di un rinforzo in difesa e non in attacco. Infatti, i vari Depay, Lingard e soprattutto Mata si sono dimostrati all’altezza del reparto d’attacco, meglio, quindi, cercare un difensore che vada a sostituire gli infortunati Shaw e Rojo.

Per una semplice questione di priorità quindi: rinforzare prima la difesa e poi l’attacco, l’affare Felipe Anderson non si farà, almeno per ora. Il brasiliano è destinato a restare alla Lazio, almeno fino alla prossima finestra di mercato estiva. E’ difficile, infatti, che dopo questa decisione ci siano clamorose sorprese.



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Bologna-Lazio: vietata la trasferta ai tifosi laziali

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Niente trasferta al Renato Dall’Ara per i tifosi della Lazio, il Casms ha, infatti, stabilito il “divieto di vendita ai residenti nel Lazio”. Durante la rassegna stampa di Radio Sei, si è appresa questa notizia: la trasferta sarà vietata ai tifosi laziali, la decisione è definitiva ed è stata presa nella giornata di ieri, anche se non è ancora stata ufficializzata per una mancata certificazione.

Ieri sui microfoni della radio ufficiale biancoceleste è intervenuto il responsabile della biglietteria laziale Cragnotti, il quale ha dichiarato: “Purtroppo non abbiamo ancora nessuna comunicazione ufficiale, dovrebbe arrivare in serata. La decisione è stata presa anche se non è stata comunicata. La mia sensazione? Negativa, aspettiamo però cosa dicono. Vedremo anche se quelli che hanno già acquistato i biglietti potranno andare in trasferta”.

Il Prefetto di Bologna dovrebbe annunciare l’ ufficialità nella giornata di oggi. Bisogna capire ora che fine faranno i biglietti di quei 300 tifosi che li avevano già acquistati, ma molto probabilmente avranno diritto al rimborso. In molti si chiedono del perchè il Prefetto abbia dato esito negativo alla trasferta. Sicuramente la cosa è riconducibile ai disordini di Firenze nei pressi dello stadio nell’ultimo turno di campionato con ben 28 Daspo ad alcuni tifosi laziali. Ma non solo, anche per quello che accadde il 22 agosto 2015 a Bologna quando il Casms aveva parlato di un “lancio di ordigni incendiari nei confronti dei tifosi felsinei”. Perciò trasferta è stata considerata “a rischio” e automaticamente negata. Con quella di Bologna è la quarta volta in stagione che ai tifosi biancocelesti gli viene vietata la trasferta. Le altre erano state con Chievo, Napoli e St.Étienne.



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Calciomercato: gli agenti di Doria e Jemerson commentano l’accostamento alla Lazio

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Siamo a metà della sessione invernale di calciomercato e la Lazio continua a cerca un tassello per migliorare il tasso tecnico di un reparto difensivo che nel girone di andata del campionato in corso ha subito la bellezza di 27 reti. Troppo per una squadra che all’inizio della stagione puntava a confermare quanto di buono visto l’anno scorso.

Gli ultimi nomi che spuntano vengono dal Brasile e sono Doria e Jemerson, giovani astri nascenti del calcio verdeoro.

Il primo, dopo aver fatto tutta la trafila delle giovanili nel Botafogo, era stato inseguito da Tare, prima di finire al Marsiglia per circa 8 milioni di euro. A causa di disguidi e un rapporto conflittuale con l’allenatore Bielsa, nella passata stagione il brasiliano si è dovuto accontentare di appena 7 presenze, condite da un gol, con la maglia della seconda squadra dell’OM. Nella scorsa sessione invernale di calciomercato è tornato in Brasile, in prestito al San Paolo, dove ha giocato in poco tempo 9 partite e segnato un altro gol. Al termine del prestito torna in Francia. I rapporti tutt’altro che idilliaci con il tecnico lo spingono all’addio con il Marsiglia, prima di finire in prestito al Granada, dove in questa stagione ha giocato solo 5 partite. Da ricordare nel 2013, quando ancora era al Botafogo, il suo esordio con la maglia della Seleçao nella vittoria per 4-0 contro la Bolivia.

Avendo giocato poco in questi ultimi anni il prezzo del suo cartellino è calato a picco. Un’opportunità che la Lazio potrebbe sfruttare con un investimento dall’ottimo rapporto qualità-prezzo. Lo stesso agente Jolden Vergette ha commentato con soddisfazione l’accostamento del suo assistito al club capitolino ai microfoni di Lalaziosiamonoi.it: “La Lazio? Sarebbe una destinazione perfetta per il giocatore”.

L’altro nome, come abbiamo detto, è quello di Jemerson, centrale roccioso alto 184 cm e con un piede niente male, cresciuto calcisticamente nell’Atletico Mineiro, squadra con cui gioca tutt’ora e con cui ha esordito nel gennaio 2013, all’età di 20 anni.

Pista molto più complicata questa che porterebbe a Jemerson, il cui valore nell’ ultima stagione è aumentato in maniera esponenziale e su cui ci sono, come riferito Alex Zica “molti club europei”. Il suo agente spreca belle parole anche sulla Lazio, che però sanno solo di consolazione: “Non c’è nulla di concreto e nessuno mi ha contattato. Ma la Lazio è un grande club, chi non vorrebbe giocarci…”.



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Serena: “Lazio, non dovevi fallire il preliminare di Champions! Pioli grande uomo di calcio”

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Aldo Serena, ex calciatore e attualmente commentatore e telecronista per l’emittente televisiva Mediaset Premium, è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Radio, la radio ufficiale della società biancoceleste, per analizzare la stagione della Lazio. Il 55enne di Montebelluna, un paese di poco più di 30 mila abitati in provincia di Treviso, ha provato a spiegare il rendimento negativo degli uomini di Pioli in questa stagione. “Il problema della Lazio inizialmente è stato non aver centrato il girone di Champions dopo aver giocato una stagione, quella precedente, alla grande. Era una tappa fondamentale della stagione, che andava centrata attraverso una preparazione mirata. E’ stata una cosa che ha segnato, poi ci sono stati anche degli stop di alcuni giocatori che sembravano molto collaudati. Il primo è Keita, un giovane che deve dare continuità alle proprie prestazioni. Così come Felipe Anderson”.

L’ex attaccante ha poi parlato della rosa a disposizione del tecnico di Parma, concentrandosi su un giocatore con caratteristiche molto simili alle sue sul terreno di gioco, molto fisico e mancino, Filip Djordjevic: “L’organico in generale c’è, anche se l’attacco poteva fare molto di più. Alla difesa, con tutti gli infortuni che ha avuto, non si può dire niente. I giovani stanno lavorando bene in tutti i reparti. In generale tutta la squadra la sto vedendo lavorare bene, molto compatta. Djordjevic è un giocatore prestante, può fare un lavoro sporco e faticoso, tenendo su la palla e muovendosi per creare spazi d’inserimento per i sui compagni d’attacco. Sotto rete riesce ad essere anche abbastanza lucido”. E sul mercato: “Nel mese di gennaio difficilmente ci sono occasioni in rapporto qualità-prezzo. C’è chi ha esigenze ben specifiche e le soluzioni sono sempre veloci, mirate e dispendiose. E’ un mercato difficile anche per i calciatori che devono lasciare la squadra a metà stagione ed inserirsi subito in altri organici. Quindi se non ci sono esigenze specifiche per me non serve a molto.”

Infine uno sguardo al prossimo match di campionato, in cui la Lazio sfiderà al Dall’Ara il Bologna. Serena, ex di Milan, Inter e Juventus tra le altre, ha parlato dei due allenatori, sui ex compagni di squadra negli anni ’80. “Ho giocato a pallone sia con Pioli che con Donadoni. I due hanno delle affinità perché sono uomini maturi e dei grandi professionisti. Hanno vissuto il calcio a 360°, in campo e fuori. Sono due uomini che si somigliano, ho un ricordo molto vivo e presente di due grandissime persone. Stefano (Pioli, ndr) l’ho perso in gioventù, ha girato molte squadre come calciatore, ma da ragazzo mi sono reso conto che aveva caratteristiche per fare qualsiasi lavoro nel mondo calcistico, dal tecnico al dirigente: è un uomo che ama il pallone. Anche con Donadoni avevo capito che avrebbe fatto l’allenatore”.



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Floccari: “Mi farà piacere giocare con la Lazio e rivedere i vecchi compagni”

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Domenica la Lazio affronterà il Bologna in trasferta e per i tifosi biancocelesti sarà l’occasione per rivedere all’opera un ex come Sergio Floccari, che ha da poco completato il suo trasferimento dal Sassuolo alla squadra di Donadoni. L’affare è stato chiuso nelle ultime ore e l’attaccante di Vibo Valentia affronterà la sua ex squadra. A Roma Foccari ha passato diverse stagioni, dal 2010 al 2014, anche se nel 2011-12 fu dato in prestito al Parma. Tante le emozioni in biancoceleste: come il goal in semifinale di Coppa Italia nel 2013 contro la Juventus che trascinò la Lazio in finale, si proprio quella storica finale vinta contro la Roma o la doppietta a Trebisonda in Europa League. Per lui 83 presenze totali e 21 goal con la maglia della prima squadra della capitale. Inoltre nel suo palmarès figura anche quella storica Coppa Italia del 2013 già citata in precedenza.

Ad accoglierlo al suo arrivo a Bologna è stato un altro ex biancoceleste, Marco Di Vaio, ora club manager dei rossoblù, che l’ha così introdotto: “Ha voluto fortemente venire da noi. Ci porta esperienza e tanta qualità”. Questo, invece, un breve estratto della conferenza stampa di presentazione al Bologna, dove Floccari ha parlato anche dell’incontro di domenica contro la sua ex squadra la Lazio: “Arrivo con entusiasmo e con lo spirito giusto, penso di averlo dimostrato anche negli ultimi mesi a Sassuolo, nonostante la mia intenzione fosse comunque quella di partire a gennaio (….) Fisicamente sono in condizione, mi sono sempre allenato bene, sono pronto per la Lazio, ritroverò qualche mio vecchio compagno biancoceleste e mi farà piacere. Ho conosciuto in questi giorni Mattia Destro, un ragazzo giovane ed entusiasta, oltre che molto forte; so integrarmi bene con le caratteristiche dei miei colleghi di reparto, per sfruttare al meglio le qualità di tutti”.



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Pastorello: “Possibile futuro lontano da Roma per Candreva”

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Mudingayi: “Non sarei mai andato via da Roma, non avrei mai lasciato la Lazio”

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E’ un’ex mai dimenticato dai tifosi laziali; arrivato nell’indifferenza generale ha saputo conquistare l’affetto del tifosi grazie alla sua dote principale: lottare su ogni pallone e non mollare mai.
Stiamo parlando di Gaby Mudingayi che a Radio Olimpya ha raccontato il suo passato alla Lazio e da buon ex del Bologna introduce la prossima partita dei capitolini contro i felsinei.

“Avevo uno splendido rapporto con tutti, in primis con i tifosi, la società mi aveva dichiarato incedibile insieme a Pandev 12 mesi esatti prima della mia partenza. Dovevo e potevo rinnovare con la squadra biancoceleste iniziando con il mio procuratore ad impostare le basi per questo discorso”.
E poi quella telefonata: “Mentre eravamo a Fiuggi, alle 3 del mattino mi arrivò la chiamata di Lotito che mi comunicava la mia avvenuta cessione al Bologna! Da lì il presidente della Lazio non l’ho più sentito. Mentre mi apprestavo a trasferirmi a Bologna, già sognavo un mio ritorno a Roma, cosa che purtroppo non si è mai più verificata. Lotito mi ha venduto perchè ha voluto accettare l’offerta economica dal club rossoblu, non ci sono altre ragioni, non ci sono altre nascoste verità”

Infine da doppio ex una valutazione sulla sfida di domenica contro il Bologna: ” Per entrambe le compagini è una gara tanto importante quanto delicata, può dare lo slancio sia agli uomini di Pioli che a quelli di Donadoni. Prevedo una partita aperta, come a Firenze la può decidere Milinkovic-Savic, un giocatore che già nel mio Belgio faceva parlare di se come futuro campione. Nonostante la sua giovane età, è una certezza. L’altra pedina fondamentale è Biglia, guardacaso transitato all’Anderlecht. Con questi due giocatori, la Lazio ha il presente ed il futuro assicurati. Sempre se prima o dopo non verranno ceduti…”.



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Lazio-Chievo: tutte le info per la vendita dei tagliandi

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Dopo due trasferte consecutive la Lazio tornerà a giocare all’Olimpico il 24 gennaio contro il Chievo Verona. Oggi sul sito ufficiale del club capitolino sono state pubblicate tutte le informazioni riguardanti la vendita dei tagliandi per questa gara.

Ecco il comunicato:

La S.S. Lazio comunica che, dalle ore 12:00 di venerdi 15 gennaio, saranno messi in vendita i tagliandi per la partita di campionato LAZIO – Chievo Verona in

programma domenica 24 gennaio alle ore 15:00.

 

TUTTI COLORO CHE SONO IN POSSESSO DELLA FIDELITY CARD MILLENOVECENTO E NON SONO ABBONATI, POTRANNO RICHIEDERE AL MOMENTO

DELL’ACQUISTO CHE, IL TITOLO D’INGRESSO VENGA CARICATO ELETTRONICAMENTE SULLA STESSA.

 

I tagliandi si potranno acquistare presso:

– I nostri punti vendita Lazio Style 1900 vedi elenco

– Le rivendite Listicket-Ticketone

– Tramite il Call Center al numero a pagamento 892.101 , il sito internet LISTICKET.COM con la sola modalità di acquisto HOME TICKETING   (è necessario disporre di una stampante laser). Molto comoda è l’opzione della scelta del posto nel settore selezionato.

 

Si ricorda che chi acquista un biglietto è tenuto a mostrare il suo documento di identità, pena l’impossibilità di emettere il titolo di accesso ( D.L. 8/2/2010 nr. 8). Non verranno considerate come documenti idonei alla vendita, tutte le patenti di ultima generazione che non riportano le indicazioni del luogo di residenza.

 

Per i ragazzi under 14, è possibile esibire anche solo il tesserino sanitario, per gli altri minori più grandi, è necessario esibire in alternativa in originale o in copia:

– il documento di identificazione rilasciato dal Comune;

– carta d’identità;

– lo stato di famiglia con foto;

– il certificato di nascita con foto o il passaporto di un genitore (in cui compaia ovviamente il minorenne).

Il numero massimo di tagliandi acquistabili da una singola persona è di quattro e con le nuove disposizioni dell’ Osservatorio sulle Manifestazioni Sportive, è possibile presentare per le altre eventuali tre persone, anche solo la copia del documento d’identità.

Per acquistare i tagliandi ci sarà tempo fino al calcio d’inizio dell’incontro. Si ricorda a tutti i tifosi che, il punto vendita dei tagliandi più vicino allo Stadio Olimpico è, il Lazio Style 1900 in Via Guglielmo Calderini 66 / C e sarà aperto il giorno della partita,  dalle ore 10:00 alle 16:15 e, saranno disponibili solo per la stampa dei tagliandi di Lazio-Chievo Verona.

Settori e prezzi:

S E T T O R EINTERORID. UNDER 16 (*)INVALIDI CIVILI 100 % (**)
TRIBUNA D’ONORE CENTRALE200 €.====
TRIBUNA MONTE MARIO80 €.50 €.50 €.
TRIBUNA TEVERE TOP60 €.40 €.40 €.
TRIBUNA TEVERE40 €.25 €.25 €.
TRIBUNA TEVERE NON DEAMBULANTE IN CARROZZELLA18 €.====
TRIBUNA TEVERE NON DEAMBULANTE IN CARR.- ACC.GNO18 €.====
DISTINTI NORD EST – NORD OVEST – SUD EST
18 €.====
SETTORE OSPITI – DISTINTI SUD OVEST18 €.====
CURVA NORD18 €.

(*) Possono acquistare un tagliando Ridotto Under 16 i ragazzi nati dal 1/1/1999 al 31/12/2010

(**) I tagliandi ridotti Invalidi Civili al 100 %, posso essere acquistati solo presso i Lazio Style 1900 e solo

il giorno della gara, presso la nuova biglietteria in viale delle olimpiadi 61, presso l’ex ostello della gioventù.

 

I bambini di 4 anni nati dal 1/1/2011 accedono allo stadio gratuitamente e senza biglietto.

 

Infine, all’ingresso il controllo dell’identità sarà effettuato su ogni singolo spettatore ed è pertanto obbligatorio esibire un documento di identità, compresi i

minorenni.

 

SOLO ED ESCLUSIVAMENTE IL GIORNO DELLA GARA, sarà attivata la nuova biglietteria in viale delle olimpiadi 61, presso l’ex ostello della gioventù. Il

punto vendita sarà attivo dalle ore 11:00 di domenica 24 gennaio e abilitato a rilasciare SOLO TAGLIANDI PER LA TRIBUNA TEVERE, TEVERE TOP,

TEVERE DISABILI, MONTE MARIO E D’ONORE CENTRALE con questi prezzi:

S E T T O R EINTERORID. UNDER 16 (*)INVALIDI CIVILI 100 % (**)
TRIBUNA D’ONORE CENTRALE200 €.====
TRIBUNA MONTE MARIO80 €.50 €.50 €.
TRIBUNA TEVERE TOP60 €.40 €.40 €.
TRIBUNA TEVERE40 €.25 €.25 €.
TRIBUNA TEVERE NON DEAMBULANTE IN CARROZZELLA18 €.==
TRIBUNA TEVERE NON DEAMBULANTE IN CARR.- ACC.GNO18 €.==

(*) Possono acquistare un tagliando Ridotto Under 16 i ragazzi nati dal 1/1/1999 al 31/12/2010

 

RESTRIZIONI SULLA VENDITA ADOTTATE DALL’ OSSERVATORIO SULLE MANIFESTAZIONI SPORTIVE:

– divieto di vendita per i residenti della regione Veneto, escluso i possessori delle Fidelity Card;

 

SETTORE OSPITI: Sarà possibile acquistare i tagliandi per il SETTORE OSPITI, fino alle ore 19:00 di sabato 23 gennaio, presso le ricevitorie di tutta Italia della Listicket, presentando un documento di riconoscimento e la Fidelity Card.
Per consultare l’elenco clicca qui.

Fonte: S.S. Lazio



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Cristian Ledesma si racconta a “Lazialità in TV”: passato, presente e futuro di un vero laziale

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E’ stato uno dei giocatori più osannati dai tifosi della Lazio negli ultimi anni. Giocatore e capitano esemplare, persona vera. Cristian Ledesma da giugno non è più un giocatore della Lazio: dopo 9 lunghi anni ha lasciato i biancocelesti per approdare in Brasile, dove per 6 mesi ha vestito la maglia del Santos; attualmente, dopo aver rescisso il contratto con i brasiliani, è in attesa di trovare una sistemazione per questi ultimi 6 mesi di campionato. Il centrocampista argentino ha concesso una lunga intervista alla trasmissione “Lazialità in TV“, nella quale, oltre a parlare del suo futuro, ricorda con piacere i bei momenti passati in maglia biancoceleste, ma anche quelli più bui, dove il supporto dei tifosi è stato fondamentale per riprendersi e per continuare la sua esperienza a Roma. Vi proponiamo ora l’intervista completa:

Sei tornato in Italia, adesso stai cercando una squadra?
“Sto aspettando, non ce la faccio più. Mi sto stancando di non vivere in una squadra. Mi manca il contesto in cui vivevo fino a qualche mese fa, in un altro continente. Ho scelto per la recessione del contratto. Penso sia giusto cambiare. Dopo Roma è difficile trovare un posto in cui stare altrettanto bene“.

Com’è stato giocare nel club in cui ha militato, tra i tanti, Pelè?
“Quando ti nominano la parola Santos pensi subito al Pelè. Ma quando vedi che il massimo dei tifosi allo stadio è di 8mila tifosi, non capisci perché, tanto più ripensando ai grandi che hanno giocato nel club. Di Felipe ne parlano bene come persona, ma dal punto di vista atletico sono sorspresi: l’esterno è migliorato qui in Italia. Il settore giovanile del Santos ha superato traguardi, ma in prima squadra non ci sono talenti come dieci anni fa“.

Il presente laziale?
“Da fuori è più facile da vedere. Ho passato alcune stagioni altalenanti, tra alti e bassi conduci un campionato anonimo. La cosa positiva è notare che bastano un paio di vittorie per emergere”.

Pensi che la Lazio dello scorso anno fosse la più forte in cui hai giocato?
“L’anno che arrivammo terzi, al di là delle squalifiche, abbiamo fatto partite eccezionali. Avevamo in attacco Rocchi e Pandev. La squadra mi sembrava migliore. Preferisco quella Lazio a quella dell’anno scorso”.

Difficile giocare in Brasile?
“I ritmi in Italia sono più alti, la difficoltà era adattarsi al loro stile di vita”.

Piste calde?
“Purtroppo non c’è nulla, specialmente per il mio ruolo è difficile in Italia. Vedremo all’estero, ma non voglio tornare in Sudamerica o comunque in paesi troppo lontani”.

Una squadra che vuole salire in A?
“Dipende. Alla mia età non posso sbagliare scelta. I tifosi laziali ti hanno nel cuore… Non mi aspettavo tutto questo affetto: tutto ciò che ho dato non l’ho fatto per ricevere“.

Il calcio non dà gratificazioni?
“La mia è stata il tifo laziale. È bello sentirsi dire di essere stato una bandiera, un capitano esemplare”.

Spiegaci bene il tuo addio alla Lazio
“Me ne sono andato perché non volevo passare un altro anno come l’ultimo. Io il calcio voglio viverlo, voglio avere un ruolo. Pensavo che rimanere alla Lazio avrebbe significato un altro anno ai margini. Non avrebbe reso felice me, di conseguenza la mia famiglia”.

Quali sono state le parole della dirigenza?
“Che le porte sarebbero rimaste aperte per me, per il professionista che sono stato. Io devo credergli. Ho passato con Lotito tutte le fasi che un giocatore può trascorrere con lui. Vedremo in futuro se era vero. Penso fosse sincero”.

Da cosa nasce l’amore per la Lazio?
“Nei momenti peggiori i laziali mi hanno dimostrato affetto. Il momento peggiore è stato quando la domenica guardavo le partite a casa, perché non dipendeva dal campo. I tifosi mi aiutavano. Poi l’affetto per la maglia, la storia, questi colori. I racconti della gente che ti parla di questa società… Vivere nove anni qui ti identifica. L’arrivo di Reja scoprì quella brutta situazione, tra l’altro… Mi rimise in campo, nonostante la paura di rifarmi giocare dopo tanto tempo: erano otto mesi che non disputavo una gara. Gli dissi di stare tranquillo che avrei fatto il mio. In quel match con il Parma non correvo pensando a quello che era successo, ma a quanto fossi felice di giocare. Mi dimenticati di tutto, pensavo solo a quanto fosse bello stare sul campo per i compagni. Ci tengo a sottolineare che quella gestione non fu colpa solo di Ballardini e Lotito. Penso che avrei potuto gestire meglio il tutto. Credo ancora di avere ragione, parlammo, gli dissi che volevo restare e che se anche lui voleva, ci si poteva accordare“.

Ora una terza fase della tua carriera, in cui trovare un’altra squadra
“È difficile trovarmi in queste dinamiche, quelle del mercato. Quando stava per terminare il campionato, mi stavo separando dal mio ex procuratore, ho passato 14 anni con lui. Non conoscendone altri non sapevo a chi affidarmi. Finito il campionato, lui non ha potuto trovarmi una sistemazione“.

Che partita hai visto a Firenze?
“La Lazio ha giocato i primi minuti attaccando alto, ma la Fiorentina poteva fare male. Quindi ha arretrato e così poteva ripartire. Mi viene l’esempio con la Juventus: difendono bassi, anche Dybala è arretrato. E la partita l’hanno vinta i bianconeri. La Lazio era più protetta”.

Ci pensi ancora al 26 maggio?
“Certo. Sono convinto che una gara del genere non riaccadrà più nella storia di Roma. Dentro di noi c’era la convinzione che avremmo vinto. E vedevamo i giocatori avversari che avevano paura, mentre i loro tifosi erano strasicuri di vincere. Sembrano le parole di un tifoso… Nessun giocatore può definirsitifoso: la storia della Lazio me l’hanno raccontata i sostenitori. Non posso paragonarmi a loro. Dire “io sono un tifoso laziale” è troppo grande”.



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Curva Nord, ecco il comunicato della petizione contro le barriere dell’Olimpico

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UEFA NON CI STA: "Divieto ai tifosi LAZIO ad Amsterdam? SCELTA ASSURDA e INGIUSTA!"

Dopo l’incontro tenutosi il 7 gennaio al Circolo Trionfale Lazio (via Acquedotto del Peschiera), organizzato da Diabolik insieme al direttivo degli Irriducibili e aperto a tutti i tifosi della Lazio, la Curva Nord ha diramato un comunicato per spiegare la decisione di attivare una petizione in favore per eliminare le barriere nelle curve dello Stadio Olimpico.

“A seguito della bellissima riunione tenutasi il 7 gennaio per discutere della grave e ingiusta repressione che stanno vivendo le curve romane, il direttivo tutto, nonché tutti i tifosi presenti, hanno deciso di iniziare una raccolta firme per dimostrare il dissenso, civile, contro queste assurde norme. Norme che vanno dall’innalzamento di una vetrata che divide la nostra curva, fino alle successive norme repressive che tutti noi conosciamo.

Si tratta di apporre una firma, che tutti i veri tifosi di calcio dovrebbero sottoscrivere perché, in maniera del tutto discriminatoria e anticostituzionale, si è andati a distruggere quello che rappresenta il cuore del tifo, dividendolo in due. E accompagnando questa scellerata decisione anche con norme assurde in un paese cosiddetto “civile e democratico” (?). Per questo e solo per questo motivo, abbiamo deciso di non essere più presenti allo stadio nelle partite casalinghe, mentre invece seguiamo e seguiremo la nostra Lazio in trasferta. Sia chiaro, questa non è soltanto la nostra battaglia, bensì deve diventare la battaglia di tutti i tifosi, perché è innegabile che senza tifo lo spettacolo certamente non può ritenersi MAI lo stesso.

Ultras, tifosi, sportivi, ma soprattutto cittadini italiani, siete invitati quindi a lasciare la vostra firma se, come noi, pensate che un luogo “sacro” come quello che rappresenta la curva, debba tornare a vivere normalmente come ha sempre fatto. Si tratta di una battaglia per la libertà e di conseguenza invitiamo tutti a non andare allo stadio finché perdurerà tale situazione di disagio assoluto. E di non tifare.
Non entrare, anche se una scelta dolorosa, rappresenta l’unica risposta civile a chi pensa di poter distruggere quello in cui noi crediamo.

Non ci sarà partita o risultato importante che possa valere più del risultato di questa battaglia. Questa è la vera partita da giocare fino all’ultimo respiro.

Chi invece pensa che un risultato positivo o una partita di cartello siano motivo per tornare allo stadio e tapparsi gli occhi davanti all’ingiustizia, facciano come credono. Ma a questi “stolti” chiediamo almeno di rispettare noi e la battaglia del popolo laziale. Battaglia che noi intendiamo portare avanti per gli interessi di tutti i veri tifosi. Per far vedere al mondo intero cosa vuol dire giocare a calcio senza tifo. Pertanto per coloro che volessero ugualmente entrare, chiediamo almeno di riempire altri settori e di lasciar vuota la CURVA NORD.
Alla società, ai giocatori che ogni tanto chiamano a raccolta i tifosi, visto che se ne fregano della problematica, chiediamo solo di fare il proprio lavoro e di non ostacolare il nostro con iniziative subdole che offendono l’intelligenza dei tifosi.
Voi giocate la vostra partita che noi giochiamo la nostra… ma per vincerla. Costi quel che costi!”
CURVA NORD LAZIO

Per partecipare all’iniziativa basta accedere al sito “Change.org” e cercare la petizione “Eliminare le barriere in curva nord e in curva sud” oppure recarsi presso i punti di raccolta per firmare personalmente. Di seguito l’elenco di quest’ultimi: Via degli Scipioni 84, via Gesù e Maria 23, via Sestio Calvino 14, via Veturia 77, via Portuense 544, via Nomentana 66 (Monterotondo Scalo), via Prenestina 196, via Acquedotto del Peschiera 126 (dalle 19,00 in poi), piazza Vescovio (Pub Excalibur), via del Colosseo 1 (Pub Shamrock), piazza Sergio Corazzini 5/6 (Pub Polo Nord). Roma, ma non solo: si può firmare anche a Tivoli presso il Pub Anselmo in vicolo Todini e a Nepi, in via Roma 69/b.



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Milinkovic e Biglia sugli scudi: per loro riconoscimenti e parole di elogio

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E’ sicuramente l’uomo del momento in casa Lazio. Milinkovic-Savic è uno dei Golden Boy biancocelesti e lo sarà ancora per un lungo periodo come ha confermato dal suo agente, l’ex calciatore di PSV Eindhoven, PSG e Chelsea Mateja Kezman. “In tanti sono informati su Sergej, ma non si muove da Roma. In futuro, tra un anno e mezzo magari, vedremo. Andare alla Lazio è stata la scelta giusta, ora può solo migliorare. Non sono molti i club in cui crescere”. Un ulteriore attestato di stima nei confronti del suo assistito, uno dei veri e propri gioielli in prospettiva della scuderia del serbo, alla quale fa parte anche un altro tassello della rosa biancoceleste, Milan Bisevac. Kezman ha parlato anche di lui, provando ancora una volta tranquillizzare i tifosi biancocelesti: “Milan è un difensore d’esperienza che conosce bene il calcio. È pronto per debuttare alla prossima partita contro il Bologna”.

Milinkovic-Savic ha risposto alle domande del portale sport.rs, alla quale ha parlato della colonia serba in biancoceleste: “Ora siamo quattro serbi: io, Filip Djordjevic, Milan Bisevac e Franjo Prce. Il viaggio di Firenze l’abbiamo fatto vicini”. Il calciatore classe 1995 ha inoltre ribadito tutta la sua gioia per il successo dell’Artemio Franchi, contro quella che doveva essere la sua squadra: “È stato difficile vincere contro la Fiorentina: era una lotta, una battaglia. Siamo stati forti e abbiamo resistito, alla fine la vittoria è arrivata meritatamente. Cerchiamo sempre di giocare al massimo come contro l’Inter, ma qui in Italia il campionato è molto competitivo”. Il serbo è stato inserito nella Top 11 della 19esima giornata di Serie A dal famosissimo portale britannico WhoScored, che ha evidenziato la straordinaria prestazione del ragazzo, coronata con la rete del momentaneo 0-2.

Ma Milinkovic non è l’unico ad aver ricevuto un riconoscimento. Rimanendo sempre all’ultimo turno di campionato, Lucas Biglia è entrato a far parte della Top 11 ispanica, vale a dire tutti i calciatori parlanti lingua spagnola, stilata il quotidiano spagnolo AS. Un ulteriore elogio per quello che è proprio oggi è stato elogiato dal CT della nazionale Argentina Martino. “Ci sono giocatori che quando vedi dalla tv valuti di meno, ma che quando li hai in squadra ti impressionano molto. Il caso che non smetterò mai di citare è quello di Lucas Biglia. Ha impressionato sia me sia tantissime altre persone. E’ un giocatore con una qualità straordinaria”. Parole davvero importante direttamente dal selezionatore dell’Albiceleste.



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Bologna-Lazio: partita la vendita dei tagliandi

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biglietti venduti bologna lazio

Dopo la vittoriosa trasferta in quel di Firenze per 3-1, ora per la Lazio è tempo di un’altra partita fuori casa, questa volta a Bologna. Qui gli uomini di Pioli affronteranno i rossoblù di Roberto Donadoni. L’incontro sarà giocato Domenica 17 gennaio alle ore 15.00. Ecco qui tutte le informazioni sull’acquisto dei biglietti nel comunicato apparso sul sito ufficiale dell Società Sportiva Lazio:

La S.S. Lazio comunica che, sono stati messi in vendita i tagliandi per la gara di Campionato Bologna – Lazio del 17 gennaio.

Questi i dettagli della vendita:

– gara: Bologna – LAZIO

– stadio: Renato Dall’Ara di Bologna

– domenica 17 gennaio ore 15:00

– prezzo del settore ospiti  15 €. – capienza 2.500 posti

– circuito di vendita: Listicket – (visualizza questo elenco -selezionare Listicket/Biglietteria Calcio/**Calcio settore ospiti)

– chiusura delle vendite: sabato 16 gennaio ore 19:00

La vendita del settore ospiti, è vietata  ai residenti della Regione Lazio fatta eccezione ai soli possessori delle Fidelity Card (nel settore ospiti la

Fidelity Card è obbligatoria anche per i residenti di altre regioni).

In caso di problemi con la Fidelity Card, controllare la circolarità della stessa tramite questa sezione di LISTICKET.

Fonte: S.S. Lazio

 



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L’ex Presidente Cragnotti: “Ringrazio i tifosi per il loro affetto incancellabile”

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Immagine che simboleggia i ricordi di Sergio Cragnotti sullo Scudetto della Lazio del 2000, con riferimento all'intervista.

Sicuramente molti tifosi biancocelesti ricorderanno con nostalgia il lasso temporale in cui Sergio Cragnotti teneva le redini della squadra. L’ex presidente del club capitolino ha portato in casa Lazio numerosi successi nazionali ed europei: uno Scudetto, due Coppe Italia, una Coppa delle Coppe, due Supercoppe italiane e una Supercoppa UEFA, un periodo abbastanza proficuo per la Lazio, ben diverso dal periodo attuale. Nel giorno del 116esimo compleanno della Ss Lazio, l’ex patron biancoceleste ha compiuto 76 anni ed è intervenuto così ai microfoni della trasmissione radiofonica “I laziali sono qua”, tra ricordi e questioni attuali:

“Dell’ambiente Lazio mi mancano le imprese, il calcio delle grandissime partite e delle trasferte più emozionanti in cui abbiamo fatto conoscere il nome della Lazio in tutta Europa. Devo dire che la cosa che più mi colpisce è l’affetto. Ovunque io vada i tifosi laziali mi fermano per abbracci, fotografie e ricordi da condividere: un supporto morale che non è mai venuto meno da quando ho lasciato la Lazio”.

Poi si torna all’attualità e l’ex presidente parla degli stadi di proprietà: “A mio avviso il problema centrale è quello dello stadio. Come dicevo, la mancanza di una casa comune nella quale ritrovarsi. Un sistema che quasi nessuna società è riuscita a creare: solo la Juventus, dove si assiste al match come se si fosse al Teatro dell’Opera, piena di gente che vuole condividere un’emozione e senza quella mescolanza di gente che a volte vuole distruggere e portare negatività. In questa mancanza c’è anche grande responsabilità della politica, che non ha alimentato questi investimenti”.

Poi gli viene poi chiesto un giudizio sul mercato estivo della Lazio e Cragnotti spiega che secondo lui bisogna aprirsi agli investitori esterni : “Io non conosco la realtà nello specifico. Oggi bisogna fare i conti con delle regole finanziarie e di bilancio a volte molto rigide. Il mercato è diventato un movimento globale. Per crescere servono investitori e aiuti esterni che possano concretizzare grandi progetti. Se la coperta è corta bisogna aprirsi ai grandi mercati e farli entrare nel mondo sportivo. Il terzo posto dell’anno scorso è stato un traguardo assolutamente importante. Poi i cambiamenti estivi e forse qualche problema nella preparazione non hanno permesso di vivere ancora quei periodi positivi della scorsa primavera”.

Poi una domanda amarcord: Vieri era davvero vicino al ritorno alla Lazio dopo lo Scudetto? Ecco la risposta di Cragnotti: “Se ne discusse, ma era una questione più legata all’affetto che alla valutazione tecnica. Poi prendemmo Crespo che si laureò capocannoniere ed era il massimo rispetto a quello che c’era in quel momento”. Infine sui tifosi della Lazio: “Li abbraccio e li ringrazio per il loro affetto incancellabile, che non diminuisce mai nonostante il passare degli anni”.



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L’ex Ravanelli: “Vorrei allenare un grande club come la Lazio”

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Fabrizio Ravenelli, ex attaccante della Lazio scudettata del 2000 è intervenuto ai microfoni distopandgoal.net per parlare di un suo desiderio che sogna ormai da molto tempo: la voglia di fare l’allenatore. “Penna bianca” ha giocato con la Lazio dal 1999 al 2001, vincendo appunto uno scudetto, una Coppa Italia e una Supercoppa Italiana. Le sue presenze totali in biancoceleste sono state 27, condite da quattro gol. La sua carriera è stata poi costellata di grandi risultati, soprattutto in maglia Juventus, con la quale ha conquistato una Coppa dei Campioni e una Coppa Uefa, oltre a numerosi altri trofei.

Queste le sue parole riguardo il suo futuro su una panchina di calcio. “Sarebbe un sogno per me poter allenare la Lazio. È un grande club, mi piacerebbe tanto: sarebbe fantastico, senz’altro”. Poi sul campionato di quest’anno: “Negli scorsi anni a gennaio il campionato era quasi finito. Quest’anno Inter, Napoli, Fiorentina e Juventus possono giocarsela: sarà un campionato avvincente fino alla fine”.

Lo stesso Ravanelli aveva espresso, a steembre, ai microfoni di Radio Olympia, il proprio punto di vista sul la stagione degli uomini di Pioli, dopo le convincenti prove in campionato e in Europa League. Queste le sue parole che vi riproponiamo:“I biancocelesti hanno dimostrato di essere una grande squadra, quando vinci e fai tanti punti nel tuo periodo peggiore con tante difficoltà significa che sei una grande squadra. Lotito ha lavorato benissimo, ha saputo costruire una grande squadra e Pioli è un allenatore che fa giocare bene le sue formazioni”. Poi sull’organico della Lazio: “La Lazio è completa in tutti i reparti, anche in difesa. Ha tanti giocatori buoni come Candreva, Biglia, de Vrij e un campione che è Felipe Anderson. E’ superiore e più completa rispetto a Napoli e Fiorentina. Io avanti vedo la Roma e la Juventus e leggermente sotto Lazio e Napoli. Lo scudetto uscirà da queste quattro squadre”.



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Calciomercato: arriva Ronaldo Pompeu per il futuro, ora il prestito a Salerno

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Sembra che la Lazio abbia messo a segno un altro colpo di mercato, questa volta a centrocampo. Questo è almeno quello che riportano due affidabili voci di mercato come gianlucadimarzio.com e Alfredo Pedullà. In arrivo, infatti, ci sarebbe Ronaldo Pompeu Da Silva, ex centrocampista della Pro Vercelli e dell’Empoli. Proprio con quest’ultima squadra il brasiliano a da poco rescisso il suo contratto e i biancocelesti ne hanno subito approfittato per accaparrarselo. Il giocatore avrebbe sottoscritto un contratto di tre anni e mezzo con la Lazio e ora verrà girato in prestito alla Salernitana, dove proseguirà la sua stagione in Serie B. Il club capitolino ha battuto la concorrenza sul tempo, anche se non è stato facile visto il forte interessamento del Chievo Verona, che da tempo aveva messo gli occhi sul centrocampista e voleva intavolare con lui una trattativa. Un investimento che la Lazo fa, ancora una volta, in chiave futura, nella speranza che il talento del brasiliano possa sbocciare nella serie cadetta, per poi inserirlo nei ranghi della prima squadra.

Ronaldo è nato a Caxambu do Sul l’8 aprile del 1990 e nella sua carriera ha giocato quasi sempre in Serie B. L’ultima stagione in serie cadetta è stata alla pro Vercelli dove ha collezionato 16 presenze e 3 gol. Durante questa stagione nella squadra lombarda si è infortunato al crociato destro. Poi nel 2015 ha ri-firmato con l’Empoli, con cui aveva giocato nella stagione 2013-14, per poi svincolarsi e firmare nel 2016 alla Lazio. In Serie B ha indossato anche le maglie del Mantova, del Padova e del Grosseto.

Rimangono però dei dubbi: non è che Lotito l’abbia preso per portarlo solo a Salerno? Ronaldo servirà di più alla Salernitana o alla Lazio? Lasciamo a voi i commenti.



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Coppa Italia Primavera: Lazio in semifinale contro l’Inter, avanti anche Juve e Fiorentina

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Si sono giocati tra gli ieri e oggi i quarti di finale della Coppa Italia Primavera. Buone notizie per i colori biancocelesti, visto che la Primavera della Lazio si è qualificata alle semifinali battendo 1-0 il Palermo, grazie alla rete di Calì. Grande soddisfazione per i ragazzi di Simone Inzaghi, che anche quest’anno sono in corsa per obbiettivi importanti. Ne turno successivo i giovani laziali affronteranno l’Inter, che ha battuto la Roma per 2-0. Nell’altra semifinale, invece, si affronteranno Juventus e Fiorentina, che hanno battuto rispettivamente il Genoa per 3-0 e il Milan per 4-3.

Ecco il resoconto del match di ieri pomeriggio tra Lazio e Palermo. 

Nel primo tempo la Lazio fatica e il tutto sembra presagire uno scialbo pareggio, come nella seconda giornata del campionato, quando il Palermo strappò un punto ai biancocelesti pareggiando al Fersini per 0-0. Grande equilibrio in campo e nessuna grande emozione. La Lazio si fa vedere solo con un tiro di Folorunsho che, dopo una mischia, calcia alto da pochi passi. Poi nient’altro da segnalare, le due squadre sembrano entrambe appesantite e nessuna delle due compagini riesce a rendersi pericolosa.

lazio-primavera-2015-2016Al rientro in campo i ragazzi di Inzaghi sembrano più agguerriti. Infatti arriva subito una ghiotta occasione per Rossi, che però non trasforma in oro l’imbucata centrale che arriva tra i suoi pedi e colpisce piano senza impensierire Mason. La foga agonistica però dura ben poco e la partita torna a farsi lenta. Le due squadre sono macchinose e prevedibili e l tempo continua a scorrere senza regalare emozioni. Poi la svolta che decide la gara: Inzaghi decide per il cambio e si gioca la carta Calì per uno stanco Germoni. Difatti l’ex Roma risulterà poi decisivo.Il neo entrato si rende subito pericoloso girando di testa un cross di Manoni. La palla però finisce a lato. Poi il gioco si ferma per ben sei minuti, poiché l’assistente numero due, Ragnacci, riscontra un problema muscolare. Il guardalinee è costretto ad uscire dal campo e il match prosegue senza i due guardalinee come da regolamento. Dopo la pausa e ancora Calì a rendersi pericoloso:ma il suo colpo di testa non trova la porta. Non c’è due senza tre però e alla terza occasione il centravanti laziale non sbaglia, Aimone Calì, infatti, svetta in area piccola e stavolta batte Marson. La Lazio è in vantaggio a cinque minuti dal termine. I nove minuti di recupero non servono a nulla, perché nonostante il Palermo cerchi il pareggio, Matosevic fa sempre buona guardia. Finisce 1-0 e la Lazio vola in semifinale. Nel giorno del 116 compleanno biancoceleste anche la Primavera vince, come la prima squadra e regala un’altra soddisfazione alla Polisportiva. Non poteva essere altrimenti dopotutto.

TABELLINI: 

TIM CUP PRIMAVERA, Quarti di finale

Centro Sportivo ‘M.Fersini’,

sabato 09 gennaio, ore 14.00

LAZIO (4-3-3): Matosevic; Dovidio, Mattia, Quaglia, Germoni; Murgia, Borecki, Folorunsho; Manoni, Rossi, Palombi.A disp.: Borrelli, Cinti, Cotani, Cardoselli, Rokavec, Beqiri, Bezziccheri, Impallomeni, Bernardi, Calì, Lazzari. All. Inzaghi

PALERMO (4-3-1-2): Marson; Maddaloni, Tafa, Punzi, Giuliano; Ferchichi, Toscano, Costantino; Tramonte; Cassini, Lo Faso. A disp.: Di Franco, Grillo, Gattabria, Dalia, Formisano, Santoro, Marinali, Maniscalchi, Plescia. All. Bosi

Arbitro: Fabio Piscopo (sez. Imperia).

Assistenti.: Granci- Ragnacci

 

Queste, infine, le parole di Simone Inzaghi al termine del match:“Se mi avessero detto a inizio stagione che saremmo arrivati di nuovo in semifinale avrei stentato a crederci. Siamo stati bravi, abbiamo sofferto. Il Palermo è molto forte, Cassini gioca anche in prima squadra quindi era una partita difficile. Poi conosco l’allenatore Bosi, è un bravissimo tecnico. Siamo stati compatti e abbiamo meritato questa semifinale. È il terzo anno di fila che ci arriviamo. Abbiamo battuto l’Empoli e il Palermo e adesso ce la giocheremo con l’Inter o con la Roma”. Poi nello specifico: “Il Palermo era messo bene in campo, concedeva poco dietro e anche noi siamo stati bravi a non concedere niente. Avevamo tanti giocatori al rientro che si sono sacrificati. Germoni l’abbiamo visto solo ieri sera, Borecki e Palombi rientravamo dopo tanto tempo e hanno dato il massimo. Manoni? È un giocatore con tantissima forza e ci mette sempre grande impegno. Per noi è un jolly importante. Ha cambiato tre ruoli oggi”.

Poi alcune considerazioni su Roma e Inter, i due possibili avversari in semifinale: “Uno vale l’altro, sia Inter che Roma sono due squadre validissime. Poi le semifinali vanno giocate. Noi andremo lì a testa alta e vedremo quello che succederà”. Infine un primo bilancio sulla stagione de suoi ragazzi: “Abbiamo dimostrato di essere cresciuti anche caratterialmente, negli ultimi sei incontri abbiamo perso solo il derby a causa di un rigore dubbio concesso dall’arbitro. Adesso stiamo aspettando anche Sarac e Petro, ma io sono contento. È tutto l’anno che abbiamo dei problemi. Sta giocando sempre Manoni lì davanti perché abbiamo avuto dei piccoli problemi. Ma quando entra un Calì e segna per me è una grande soddisfazione. Mercato? Abbiamo fatto poco perché abbiamo preferito portare avanti i nostri ragazzi. Abbiamo perso Pedrazzini, ma abbiamo acquistato Ceka. È un ragazzo che ci darà  una mano più in prospettiva, perché quest’anno andiamo avanti così. Siamo convinti che ce la possiamo giocare con tutti. Siamo un po’ distanziati ma sono più che orgoglioso del successo raggiunto oggi”.



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Ronaldo alla Lazio! Sì, ma quello sbagliato…

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imageAccostare il cognome Ronaldo con la Lazio fa subito drizzare le antenne a tutti gli operatori di mercato e soprattutto ai tifosi. Anche in passato, un altro Ronaldo, Il Fenomeno, sembrava vicino a vestire la casacca biancoceleste, dopo aver fatto caterve di goals al Barcellona, ma poi firmò per l’Inter e fece anche male ai biancocelesti nella Finale di Coppa Uefa 1998 al Saint Denis di Parigi.

Effettivamente oggi un Ronaldo è veramente in arrivo alla Lazio. Peccato però che non si tratti di Cristiano, maestoso attaccante del Real Madrid, ma di Ronaldo Pompeu da Silva, centrocampista ex Empoli nato in Brasile a Caxambu do Sul l’8 Aprile 1990.

Considerato un buon prospetto per il futuro, l’Empoli ad inizio anni aveva puntato su di lui, ma l’esplosione di Paredes, Büchel e Zielinski ha tolto spazio al brasiliano. Ronaldo ha quindi da poco rescisso il contratto con la società toscana e proprio quando sembrava essere ad un passo dal vestire la maglia dell’Ascoli, ecco che il Presidente della Lazio Lotito ha anticipato tutti e farà firmare a Ronaldo un contratto fino al 2019. Ma non è finita qui. Il giocatore brasiliano non rimarrà alla corte di Pioli, ma verrà girato in prestito (ovviamente gratuito) all’altra squadra si Lotito, la Salernitana.

Lotito ha nuovamente usato la Lazio per altri fini, l’ha usata nuovamente come mezzo per arrivare ad altri fini come troppe volte è successo negli ultimi 11 anni e mezzo.



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