Milinkovic e il suo amore per la Lazio: ecco perché non ha firmato con la Fiorentina


OLa vittoria della Lazio a Firenze è stata una brutta sconfitta per la Fiorentina e i suoi tifosi, ma oltre al danno c’è stata anche la beffa per i toscani. Infatti a segnare il gol del decisivo 3-1 è stato Milinkovic-Savic, si proprio lui che sembrava vicinissimo alla viola, ma che poi nel giro di un giorno ha deciso di firmare con la Lazio. Il boccone per i tifosi della Fiorentina e quindi stato ancora più amaro, visto che Milinkovic si potrebbe definire quasi un ex viola. Inoltre il serbo ha dimostrato nella sua esultanza di tenere moltissimo alla squadra biancoceleste, sottolineando quanto sia contento di indossare la maglia con l’aquila sul petto. Ma cosa accadde quel 25 luglio a Firenze, quando il giovane Sergej stava per firmare con la Fiorentina? Calciomercato.com ha provato a ricostruire l’accaduto e noi di Since vi proponiamo quanto scritto da uno dei portali più famosi sul calciomercato.

Dicevamo, appunto, era il 25 luglio di un’estate caldissima in quel di Firenze, un sabato per l’esattezza e nessuno si aspettava l’arrivo del chiacchieratissimo Milinkovic-Savic nel capoluogo toscano. Invece il serbo, con grande stupore dei tifosi viola e con grande dispiacere di quelli biancocelesti, arrivò all’aeroporto di Peretola, pronto per incontrare i dirigenti dei viola nella sede della Fiorentina. Tutto sembrava, quindi, pronto per la firma del contratto e così il giocatore entrò all’interno del ‘Franchi’ verso l’ora di pranzo e lì rimase per qualche ora.

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milinkovic
Quando il diesse della Fiorentina Pradè incontrò il giocatore per le firme accade però quello che nessuno si aspettava. Il tutto si bloccò bruscamente e l’affare andò in fumo, perché Milinkovic, chiedendo scusa a tutti, confessò con le lacrime agli occhi di avere già da tempo un accordo con la Lazio e di non poter tradire la parola data al club biancoceleste . Perché accade ciò? La risposta è semplice il suo procuratore, Matej Kezman, aveva già trovato da settimane un accordo totale con il diesse della Lazio Tare e si parlava addirittura di un pre-contratto già firmato. Questo pre-contratto aveva fatto indispettire la dirigenza del Genk, poiché il club belga era il proprietario del cartellino di Milinkovic, e quindi per ripicca nei confronti del giocatore, dell’agente e della Lazio, la squadra di Genk aveva accettato senza discutere l’offerta della Fiorentina.

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La situazione dunque era chiara: da una parte c’era la Fiorentina, che dopo il viaggio in Belgio di Rogg, era riuscita ad ottenere l’intesa con il Genk, mentre dall’altra c’era la Lazio, che forte dell’accordo totale con il giocatore e il suo procuratore non si era preoccupata minimamente della vicenda. Nel calcio di oggi, infatti, si sa e molto spesso il calciatore a decidere la sua destinazione e così, come tutti sanno, è accaduto. Milinkovic ha deciso di firmare con la Lazio, decidendo che non poteva rimangiarsi la parola data a Tare e lasciando la Fiorentina di stucco. Il serbo abbandonò il ‘Franchi’ in lacrime, mentre un Pradè scuro in volto, così parlò alla stampa chiudendo di fatto la trattativa: “Con Milinkovic-Savic è rottura totale, lui non è convinto, è titubante, non possiamo aspettare i comodi di un ragazzino di 20 anni”. La vicenda si chiuse, quindi, con una beffa per la Fiorentina che si vide “portar via” dalla Lazio il buon Milinkovic. Il club biancoceleste però agì nei limiti della legalità, aggiungiamo noi, parlando sia con il Genk che con Milinkovic senza infrangere le regole. Infine il talento serbo si è dimostrato un giocatore su cui la Lazio potrà puntare per il futuro e la Fiorentina è rimasta con un pugno di mosche in mano. Doppia beffa, quindi, per il club toscano: prima il mancato trasferimento e ora il goal, Milinkovic non starà per nulla simpatico ai tifosi viola.

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