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Ballardini-Sorrentino, si riaccende lo scontro?

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L'allenatore del Palermo Davide Ballardini durante la partita del campionato di Serie A contro la Juventus allo stadio Renzo Barbera di Palermo, 29 novembre 2015. ANSA/CORRADO LANNINO

Davide Ballardini potrebbe tornare nuovamente in tribunale a causa di una lite con il portiere del Palermo Sorrentino e che gli è costato l’esonero dalla panchina rosanero circa 20 giorni fa.

Già nel 2012 si era dovuto difendere in un’aula di tribunale dopo il licenziamento voluto da Cellino, all’epoca presidente del Cagliari, stavolta però il litigio non è avvenuto con il presidente di un club ma con il suo portiere e capitano, nel caso specifico Stefano Sorrentino; l’attuale numero 70 dei rosanero sembra non aver preso bene una decisione del suo ex allenatore, il quale spiega ai microfoni di “Repubblica” i motivi che lo hanno spinto a denunciare l’estremo difensore: “Insolito denunciare Sorrentino? No, è insolito che un allenatore venga esonerato da un giocatore. Con me non era stato impeccabile fra i pali e così prima del Verona, il sabato, in ritiro a Coccaglio, a inizio seduta chiamo lui e il vice Colombi e rivelo che ho un dubbio. Lui mi offende dicendo ‘Brutto testa di c***o, te lo tolgo io il dubbio, fai giocare lui’. Poi, tramite il ds Gerolin, Zamparini mi fa sapere che vuole che giochi Sorrentino. Dico: ‘Va bene, ma poi bisogna chiarire’. La domenica, nella riunione tecnica, annuncio modulo e undici. Con Sorrentino”

L’intervista prosegue parlando del passato del tecnico di Ravenna, che spesso ha incontrato presidenti piuttosto presuntuosi e arroganti, tra cui appunto Cellino:  “Con Cellino è stata più dura. Mi chiamava anche alle tre di notte per la formazione. A volte con buone intuizioni, tipo Cossu regista. Io a un certo punto spegnevo il telefono e lui chiamava il mio vice. Zamparini in settimana ti fa arrivare sempre il suo ragionamento su modulo e uomini, ma a Palermo se perdi è tutto amplificato. Lotito invece non si intromette mai, ha profondo rispetto. Ma alla Lazio mi ha messo fuori squadra Pandev e Ledesma. Io vittima? Certi presidenti ti sgretolano il cervello. Il nostro calcio non si basa più su competenza e separazione dei ruoli ma sul profitto e sul mercanteggiare. E il mestiere di allenatore è sminuito”

I tifosi laziali non hanno certamente un buon ricordo dell’allenatore, che in poco più di 6 mesi alla guida dei biancocelesti riusci a vincere la Supercoppa Italiana ai danni di quella che sarebbe diventata l‘Inter del “triplete”, ma lasciò la squadra a Febbraio 2010, quando le aquile si trovavano al limite della zona retrocessione e lo stesso Ballardini non aveva mai alzato la voce per reintegrare in rosa due giocatori cardine come Ledesma e Pandev. Gli fu quindi accusata una mancanza di attributi, in quanto si reputava che dovesse alzare da subito la voce con la società. A questo proposito Ballardini risponde così, chiudendo l’intervista: ‘Non mi ribello mai? Ascolto tutti, forse nel tempo è stata una mia debolezza. Dopo un po’ ti abitui. E’ come un farmaco preso a piccole dosi quotidiane. Lo sa che farmaco in greco vuol dire veleno?'”



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Accadde Oggi: La Lazio batte il Milan 2-0 tra contestazioni e fischi

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Hernanes commenta la crisi della Lazio negli studi di DAZN 2026

Era mercoledì 1 Febbario del 2012, sono passati quattro anni ma la situazione in casa Lazio sembra essere sempre la stessa, non dal punto di vista dei risultati, che quell’anno erano per assurdità migliori, come vedremo appunto in questo articolo, ma per quanto riguarda il mercato e le contestazioni. Anche nel 2012 infatti i tifosi laziali protestavano contro Lotito e Tare per un mercato insufficiente nel mese di Gennaio. Infatti nonostante a luglio del 2011 fossero arrivati degli ottimi giocatori come Klose, Cissè, Lulic e Marchetti  e la squadra di Edy Reja fosse in piena lotta per la Champions League si decise di non acquistare nessuno, a parte Antonio Candreva, arrivato in extremis dal Cesena e contestato all’epoca dai tifosi per la sua presunta fede romanista. Inoltre Djibril Cissè fu venduto per problemi di ambientamento e per sostituirlo non fu comprato nessuno.

Ora torniamo però alla partita che vogliamo raccontarvi, in quella notte di Febbraio si giocava allo Stadio Olimpico Lazio–Milan. La vigilia del match non fu delle migliori per i biancocelesti, visto che Reja doveva fare a meno di Klose in attacco a causa di alcune noie muscolari. Inoltre sembrò anche che il tedesco ebbe un’accesa discussione con Tare per un mercato deludente. Così l’unica alternativa in panchina a Rocchi era il giovanissimo Rozzi. Ma i problemi non erano ancora finiti, si parlava infatti di un Reja furioso con la dirigenza a causa del mercato insufficiente, il tutto condito, come già detto, dalla solita contestazione contro Lotito. In tutto questo il Milan sembrava imbattibile, visto che Allegri schierò in attacco il tridente d’attacco Robinho-Ibrahimovic-El Shaarawy. Tutto quindi lasciava presagire una vitoria scontata per la squadra rossonera. All’inizio le squadre erano cortissime. La Lazio aggredì da subito i portatori di palla, ma il Milan con due tocchi arrivò senza problemi lazio milanai limiti dell’area laziale. Tanto che al 6′ il Milan sfiorò il goal, Marchetti infatti salvò la sua porta dal colpo di testa di Nocerino su traversone di Ibrahimovic. Il mediano mise in seria in difficoltà i biancocelesti con i suoi inserimenti, inoltre la difesa della Lazio inoltre doveva tenere a bada El Shaarawy e Ibra. La Lazio restò così cortissima e cominciò a giocare con aggressività. Gonzalez e Lulic arretravano fin dentro l’area raddoppiando sulle punte. I biancocelesti allora presero fiducia e cominciarono a governare il centrocampo. In attacco però si costruì poco e il tiro arrivò solo da lontano con Gonzalez prima, con Lulic poi e con Matuzalem infine, ma Abbiati non corse mai rischi particolari. Così il Milan riprese a macinare gioco e con i lanci lunghi cominciò a saltare il centrocampo laziale. Ci furono in questo modo tre occasioni per Ibrahimovic, ma lo svedese fu fermato prima da Matuzalem, poi da Biava e infine da un fuorigioco. Al 33′ poi ci fu una palla gol clamorosa per El Shaarawy pescato in area da Ibrahimovic ma Marchetti ci mise una pezza in qualche modo. Poi al 38′ ancora Milan con Van Bommel che lanciò ancora El Shaarawy in area ma l’attaccante rossonero incespicò al momento del tiro. Così il primo tempo si chiuse sullo 0-0 nonostante gli attacchi del Milan e una Lazio chiusa in difesa.

La ripresa iniziò subito col brivido. Dias toccò di mano nell’area laziale e l’arbitro Damato indicò il dischetto, ma per fortuna della Lazio dopo un minuto cambiò la sua decisione. Diede infatti una punizione per la Lazio per un presunto mano di El Shaarawy. Poco dopo Dias uscì per infortunio al ginocchio sinistro e lasciò il campo a Stankevicius. Il Milan continuò ad attaccare e la Lazio era ancora in difficoltà. Nonostante tutto però fu proprio la Lazio ad andare vicina al gol con Konko che da destra, invece di crossare, provò a beffare Abbiati, bravissimo a deviare in angolo con uno strepitoso colpo di reni. Il Milan comunque non mollò  e prese il controllo del gioco pressando altissimo e con Ambrosini che smistò palloni a ripetizione per i compagni. I biancocelesti erò fecereo un muro invalicabile, con Hernanes e Matuzalem che si sacrificarono per aiutare fin dentro la propria area di rigore. Allegri allora cambiò: fuori Ambrosini e El Shaarawy dentro Seedorf ed Emanuelson. Così Robinho avanzò accanto a Ibrahimovic in attacco. I rossoneri ci provarono ancora, Nocerino tirò una botta da fuori ma la difesa laziale fece ancora buona guardia. Lazio in difficoltà, con palloni che arrivarono in area da tutte la parti. La Lazio ci prova comunque con una percussione in area di Radu, ma l’arbitro non fischiò il rigore nonostante Thiago Silva stese il rumeno. Poi ancora Milan, con un pallone calciato da Robinho sporcato dalla Lazio che arrivò in area ad Ibrahimovic che però calciò troppo debolmente e Marchetti salvò senza problemi.Così La Lazio ne approfittò e colpì nel momento più delicato. Al 77′ infatti Gonzalez scappò sulla destra, mise al centro, Rocchi la fece sfilare ed lazio_milan_rocchi_gettyHernanes insaccò alle spalle di Abbiati. 1-0 per i biancocelesti, rossoneri storditi! Allegri allora si giocò il tutto per tutto: dentro Maxi Lopez per Van Bommel. Saltarono tutti gli schemi e il Milan aprì delle praterie per le ripartenze della Lazio. Così Hernanes sfiorò prima il raddoppio servito da Rocchi in area e poi arrivò arriva anche il 2-0 a cinque minuti dal termine. Lulic scappò sulla sinistra e mise palla in area dove Rocchi non perdonò. Partita in cassaforte per la Lazio. Nel frattempo debuttò anche Candreva tra i fischi della Nord per le motivazioni già spiegate in precedenza. Il Milan ci provò comunque fino alla fine, ma il risultato non cambiò. Una Lazio tutto cuore e grinta poté festeggiare la vittoria, che le consentì di restare tra le posizioni di testa. Dodici anni dopo l’ultima vittoria contro i rossoneri all’Olimpico i biancocelesti sconfissero la squadra di Allegri, che si allontanò così dalla Juventus capolista. Dopo quella partita la Lazio si ritrovò a soli quattro punti dal Milan secondo, ma non riuscì a rimontare e neanche a conservare la terza piazza. A fine campionato fu infatti l’Udinese ad arrivare ai preliminari di Champions, a causa della rosa striminzita a disposizione di Reja che pagò a caro prezzo infortuni e stanchezza.

Questo il video della partita:

TABELLINI (Fonte Lazio Wiki)

1 febbraio 2012 – 3.454 – Campionato di Serie A 2011/12 – XXI giornata – inizio ore 20.45

LAZIO: Marchetti, Konko, Biava, Dias (51′ Stankevicius), Radu, Matuzalem, Ledesma, A.Gonzalez, Hernanes (88′ Candreva), Lulic, Rocchi (92′ Rozzi). A disposizione: Bizzarri, Scaloni, Diakite, Garrido. Allenatore: Reja.

MILAN: Abbiati, Abate, Nesta, Thiago Silva, Mesbah, Ambrosini (66′ Emanuelson), Van Bommel (78′ Maxi Lopez), Nocerino, El Shaarawy (66′ Seedorf), Ibrahimovic, Robinho. A disposizione: Amelia, Bonera, Zambrotta. Allenatore: Allegri.

Arbitro: Sig. Damato (Barletta) – Assistenti Sigg. Maggiani e Passeri – Quarto uomo Sig. Peruzzo.

Marcatori: 77′ Hernanes, 85′ Rocchi.

Note: serata gelida, terreno molto pesante per la pioggia caduta in giornata. Angoli: 9-6 per il Milan. Ammoniti: Matuzalem e Nesta per gioco scorretto, Rocchi per proteste. Esordio in Serie A per Antonio Rozzi classe 1994. Recuperi: 0′ p.t., 5′ s.t.

Spettatori: 35.000 circa.



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La Moviola di Udinese-Lazio: Celi duro ma non sfigura

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Il lunedi, spesso, è il giorno delle chiacchiere, delle discussioni e della moviola, e quindi avvalendoci del portale LazioNews andiamo a vedere come si è comportato l’arbitro Celi ieri pomeriggio al Friuli.

Al 27’ Kuzamanovic deve rinviare il suo primo acuto con la maglia bianconera, infatti il tiro di Guilherme sbatte sul serbo e non su un giocatore laziale, di conseguenza Edenilson, assistman, è in netto fuorigioco. Giusto invalidare il gol. Assodato che Thereau ha ecceduto in proteste e ha ricevuto giustamente l’ammonizione, al 30′ Djordjevic e Danilo finiscono sul taccuino dei cattivi, infatti il serbo chiede un calcio di rigore per un presunto fallo del brasiliano su di lui, Danilo provoca anche se Filip non sembra avere una grande reazione. La lotta tra Danilo e Djordjevic continua, e al 42′ il laziale anticipa il brasiliano dell’Udinese, secondo cartellino giallo e Udinese in dieci uomini.

Ad inizio secondo tempo viene annullato un gol a Matri per fuorigioco ineccepibile, mentre al 56′ è di nuovo l’ex milanista a non vedersi convalidato un altro gol, stavolta è fallo. Cataldi viene ammonito al 66′ per fallo su Badu, nulla da eccepire ma il giallo ha peso essendo il romano in diffida, niente Napoli. Si rifà sotto Matri, il lodigiano stavolta viene espulso per proteste, nello specifico aver puntato il dito contro un guardalinee; nella fattispecie venivano allontanati i team manager delle due squadre, anch’essi per proteste.

Chiude la moviola l’ennesimo provvedimento per proteste: stavolta la vittima è Milinkovic-Savic, ammonizione che pesa essendo diffidato, anche lui niente Napoli.

Nel complesso il giudizio di Celi è discreto, nei primi momenti di nervosismo si impone ma distribuisce cartellini con forte fiscalità, il tutto generando borbottii continui durante la partita, ma il regolamento va applicato e soprattutto in ogni partita. Sufficiente in attesa di continuità.

 



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Dichiarazioni post-gara: la Lazio torna a Roma amareggiata. Match carico di stress in quel di Udine.

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C’è molta delusione in casa Lazio per il pareggio di ieri contro l’Udinese, “un’occasione sprecata” secondo mister Pioli, la Lazio poteva vincere. I biancocelesti sembrano non volersi svegliare dal torpore che li vede fermi a metà classifica, servirebbe più grinta. Un match molto particolare quello di ieri a Udine, “nervi a fior di pelle per entrambe le squadre”, numerose le espulsioni e ben due occasioni per segnare capitate al terzino francese Konko che, purtroppo, non è riuscito a mettere a segno i punti sperati; si è espresso così ai microfoni di Lazio Style Channel:

“Un peccato non aver preso questi tre punti, abbiamo dominato ed è un peccato non aver trovato la via del gol. Tra cartellini ed espulsioni, penso che quello di Danilo fosse giusto. Per quanto riguarda Matri, ho parlato con l’arbitro e mi ha spiegato fosse per protesta. Va bene, ma non penso ci sia stata cattiveria da parte di Matri”.

Mercoledì la Lazio affronterà il Napoli, sono molte le incertezze: “Siamo a corto di alcuni giocatori in certe zone del campo. Ma abbiamo Lulic che rientra, dovremo vedere Bisevac, spero non sia niente di grave. L’importante è che la squadra si sia impegnata molto, mi sono trovato in certe occasioni grazie ai cross, l’unico modo in cui potevamo fare male dal’esterno”. Apparentemente la difesa dell’Udinese è molto forte e segnare non è così semplice: “L’Udinese, come il Carpi, si chiude molto. Per cui dobbiamo cercare di metterla in difficoltà sulle fasce e con tiri da fuori. Con quei due palloni che mi sono capitati siamo riusciti a creare qualche problema alla retroguardia bianconera, peccato non aver avuto fortuna. Cerco di fare sempre il mio dovere quando chiamato in campo. Spero che i miei compagni prendano esempio da certi giocatori che danno sempre il 100% per questa maglia. Poi è il mister che valuta se qualche giocatore è in calo e serve sostituirlo. Vogliamo andare avanti al massimo, mettendoci in campo lo stesso impegno che abbiamo fatto oggi”. 

Il Napoli si può battere solo se la Lazio si mostrerà grintosa e concentrata, Konko sottolinea la sua amarezza per il pareggio a udine, anche ai microfoni di altre reti: “È un peccato, si potevano portare i tre punti a casa. Speriamo che la prossima volte andrà meglio. Dal punto di vista del gioco la squadra c’era e c’era il desiderio di portare a casa la partita. L’Udinese era una squadra difficile, nelle zone centrali del campo ci hanno chiuso e abbiamo dovuto giocare molto sulle corsie esterne, peccato perché avevamo dominato la partita ma non abbiamo segnato. Speriamo di metterla dentro la prossima volta e fare un salto di qualità. Noi cerchiamo di fare il massimo e vedremo alla fine. Il Napoli si può battere con la voglia e volontà di fare bene”. 

Deluse anche le aspettative di Antonio Candreva, frustrato da una Lazio che se avesse giocato meglio le sue carte avrebbe vinto, un pareggio che “sta stretto” alla squadra e amareggia i tifosi:

“È un brutto pareggio.Meritavamo la vittoria, abbiamo fatto un secondo tempo importante. Non siamo stati fortunati, eravamo molto nervosi nel finale e non siamo più riusciti a giocare. A bordo campo c’è stato un confronto tra professionisti. Da fuori è facile parlare, in campo ci sono situazioni difficili da analizzare al di fuori. Il pareggio ci sta stretto, è mancata la solita cattiveria sotto porta. Abbiamo fatto un gran secondo tempo”.

Qui Udinese: i Friulani temevano la forza di Felipe Anderson ma tuttavia sono apparsi soddisfatti per aver guadagnato un punto in classifica; di seguito l’analisi delle loro dichiarazioni ai microfoni di Udinese Channel. Guilherme sembra sollevato dal fatto che il suo connazionale non abbia giocato: “Abbiamo fatto una grande partita, anche con un uomo in meno. Per fortuna Felipe Anderson non ha giocato, è un grande giocatore”.

Il bianconero Thereau, invece: “Per noi oggi era una partita fondamentale, venivamo da tre sconfitte consecutive e giocavamo in casa. Abbiamo fatto il massimo, anche se abbiamo un po’ esagerato con il nervosismo. Il fatto di essere rimasti in dieci ci ha impedito di vincere la partita. Avevamo iniziato bene in parità numerica, poi è diventato difficile e complicato. Il rammarico è che alla fine non abbiamo avuto le gambe per giocarcela meglio quando la Lazio è rimasta in dieci“.



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Calciomercato: ultime dall’Ata Hotel, saluti d’addio ma ancora nessun benvenuto

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Oggi è l’ultimo giorno della sessione invernale di calciomercato, e al momento possiamo parlare di sole uscite da Formello, sospetti e dichiarazioni passate avevano confermato tutto ciò e la prima notizia che sembra certa è il cambio destinazione di Lorenzo Filippini: il giovane esterno romano è attualmente alla Pro Vercelli ma l’arrivo di Mammarella potrebbe portare all’approdo al Bari delll’aquilotto, in Puglia infatti dovranno fare a meno di Sabelli, ceduto in prestito con diritto di riscatto al Carpi di Castori. Operazione in dirittura d’arrivo. Altro giovane che potrebbe salutare il Centro Sportivo è Lorenzo Bezziccheri, classe ’98 in forza alla Primavera di Simone Inzaghi e punto fermo dell’Under18 azzurra, che sembra essere adocchiato dalla Fiorentina. Al momento solo chiacchiere, ma poco da bar.

Sistemiamo adesso le posizioni di Gentiletti, Onazi, Braafheid e Morrison, andando con ordine: per l’argentino si era fatto avanti il Levante del neoacquisto Pepito Rossi, ma sembrava essere sbucato all’ultimo il Valladolid, l’ex campione sudamericano nel San Lorenzo prima di tutto è rimasto ottimista sui suoi tempi di recupero facendo capire che rinvierà ogni decisione sul suo futuro a giugno, in più ha seccamente declinato l’idea della squadra di Liga Adelante e detto di no a Pepito; capitolo nigeriano, la Germania sembra essere la destinazione sicura del numero 23 biancoceleste, si è visto in giro il suo agente (ex laziale in campo) Makinwa, ma al momento nemmeno di lui possiamo dare nessuna ufficialità, potrebbe paradossalmente non muoversi da Roma, vedi Gentiletti; Braafheid-Salerno si o Braafheid-Salerno no? Sembra che l’olandese sia stato convinto (a questo punto molto!!) da Lotito per essere protagonista tra i granata per salvarli e puntare a una posizione tranquilla di classifica, in questo affare inseriamo anche Morrison, da astro nascente e bad boy ad imbarazzante esubero, ma tornano prepotenti le sirene inglese del Bornemouth dell’ex romanista Iturbe e dell’Aston Villa, oltre a Torino e Sampdoria, tutti opzionanti per il prestito.

Acquisti? Magari, al momento il solo Bisevac e (se lo vogliamo definire così) Ronaldo Pompeu girato immediatamente in Campania, ma per il resto la solita calma piatta!



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Calciomercato: La Lazio pensa a Tissone e Angeleri del Malaga

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L’ infortunio di Lucas Biglia è arrivato come un fulmine a ciel sereno. L’esito è di tre settimane di stop (fortunatamente) ma senza ” El Principito“, la Lazio ha sempre sofferto soprattutto per la mancanza di un vero sostituto.

E allora con il mercato aperto Tare sembra intenzionato a puntellare quella zona di campo. Secondo Sky Sport infatti, la squadra capitolina sembrerebbe intenzionata a fare spese in terra iberica, nella fatti specie a Malaga. Il ds laziale punta forte su una vecchia conoscenza del calcio italiano: Fernando Tissone classe ’86, ex centrocampista di Udinese, Atalanta e Sampdoria. Non si conoscono ancora i dettagli di questa operazione ma sicuramente sarà molto economica, si parla di un prestito oneroso tra i 500.000 euro e un 1.000.000 o addirittura di un prestito secco.

Marcos+Alberto+Angeleri+FC+Barcelona+v+Malaga+ZIBAc17ztYnlMa il nodo cruciale resta la difesa, il solo Bisevac non basta, Hoedt e Mauricio dimostrano sempre di più le loro lacune difensive e Gentiletti è ancora lontano dal recupero. Ed ecco che il Malaga offrirebbe oltre  al centrocampista argentino anche un vecchio pallino di Tare:  Marcos Angeleri. Il difensore argentino classe 83  ex colonna dell’ Estudiantes in Argentina, è un vecchio amore del ds laziale e anche qui i dettagli sono poco chiari. La formula sembrerebbe sempre la stessa, prestito tra i 500.000 euro e il 1.000.000 oppure secco.

Il mercato è ancora aperto e la società sà che deve rinforzare la rosa, ma il tempo stringe, mancano solo  9 giorni alla chiusura della sessione invernale. Lotito e Tare saranno veramente intenzionati a rafforzare la Lazio o queste sono solo le solite voci di mercato?



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Brocchi: “Lazio,hai tutte le qualità per farcela!”

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Cristian Brocchi è intervenuto oggi ai microfoni di Lazio Style Radio 89.3 ed ha commentato il match di ieri sera tra Lazio e Juventus.

“Ho visto una buona partita ieri sera,ben giocata e ben interpretata,contro una Juve che,in questo momento,sta facendo molto bene ed è ostica per tutti. La Lazo poteva creare un po’ di più,bastava anche una sola occasione in più di quella avuta con Keita per vincere. I bianconeri ti concedono talmente poco che devi essere bravo a concretizzare, soprattutto quando hai occasioni importanti,bisogna sfruttarle al volo. La differenza te la fanno anche i difensori della Juventus che concedono poco e hanno sicurezza e una capacità nel non far attaccare la squadra avversaria. Lichtsteiner e Alex Sandro hanno più capacità di contenere le giocate dei calciatori della Lazio”.

L’attuale allenatore del Milan Primavera ha poi continuato dicendo che, in occasioni come quelle, un giocatore come Mauri può essere molto di aiuto: “Un giocatore come lui, al netto delle sue condizioni, con le sue giocate offensive e le sue verticalizzazioni potrebbe essere una soluzione in questo momento, è un trequartista che ti concede varianti in attacco. E’ importante perchè se una squadra risulta prevedibile poi le difese avversarie fanno meno fatica a ribattere”

Poi anche lui si trova d’accordo con le considerazioni di Klose elaborate dopo la partita di ieri sera: “Bisogna attaccare con due o tre uomini in area di rigore. Nel calcio di oggi non serve solo la giocata del singolo o recuperare più palle possibili, ma la quantità di uomini in area di rigore,altrimenti,una squadra come la Juve riesce a gestire tranquillamente la situazione”

Per concludere il classe ’76, che ha collezionato in tutto 128 presenze alla Lazio dal 2008 al 2013, ci ricorda il nostro prossimo avversario di campionato, il Chievo: “Gioca un ottimo calcio,è una squadra che ha dalla sua parte il fatto di non avere le pressioni. Vivono con grande serenità il loro cammino,è un gruppo con dei giocatori che hanno ottima aggressività in campo,cattiveria agonistica e molte idee. Sono in grado di mettere in difficoltà qualsiasi squadra,ma la Lazio ha tutte le qualità per poter vincere la partita e poter riprendere un cammino importante”



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Stendardo e quella causa vinta alla Lazio…

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Questa mattina ai microfoni de La Gazzetta dello Sport è intervenuto l’ex difensore della Lazio Guglielmo Stendardo. In seguito al fallimento del Perugia di L.Gaucci, nella stagione 2005-2006 ritrova la Serie A trasferendosi alla società romana; il campionato 2007-2008 per lui inizia bene, in quanto gli infortuni di Siviglia e Diakitè lo promuovono titolare in difesa accanto a Cribari per tutta la prima parte della stagione. A metà dicembre, in seguito all’esclusione dall’undici titolare nella trasferta a Madrid per la partita contro il Real, litiga con Delio Rossi provocando la reazione della dirigenza che lo mette fuori rosa. Nel gennaio 2008 la Juventus lo prende in prestito fino a giugno, versando 400.000 euro nelle casse biancocelesti.

Successivamente viene dato in prestito per un anno al Lecce e nella stagione 2009-2010 ritorna nell’organico della Lazio che tuttavia lo colloca immediatamente sul mercato.

“La mia vita da calciatore è stata determinata dal destino. Quindi da fatti non casuali,ma causali. Sono un privilegiato, ho raggiunto un sogno” esordisce così, e accenna anche al passato biancoceleste: “Quando nella Lazio subii mobbing e fui messo fuori rosa feci causa, la vinsi e diedi tutto in beneficenza, ma speravo che questo aiutasse a cambiare il sistema: non è stato così. In compenso in quel periodo mi avvicinai ancor di più allo studio, perché soprattutto quando si è giovani mettere insieme libri e pallone non è semplice. Il no della Lazio alla Juve nel 2008? Mi ha indirizzato la carriera, sì, perché la Juve voleva tenermi, ma pensi che in quel periodo il Milan acquistò Ronaldinho per 15 milioni e la Lazio ne chiese per me 12: era troppo. Però è andata bene così, grazie anche a quelle scelte ho scoperto Bergamo”.

Infine, il difensore dell’Atalanta si è soffermato sulle differenze tra la città di Roma e quella di Torino, con uno sguardo alle sue ambzioni del futuro: “È una questione di ambiente, di clima. Roma è una città che vive pure la notte, piena di tentazioni, mentre a Torino dopo le sei non c’è più nessuno e pensi a fare solo il calciatore. Ho un contratto fino al 2017, però vorrei continuare ancora. Poi farò l’avvocato, magari per occuparmi a 360° della vita dei calciatori. Comunque le confesso una cosa: a me piace fare interviste”



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Accadde Oggi: Gottardi al ’94 firma il gol che decide il derby di Coppa Italia

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Era il 21 gennaio 1998, erano altri tempi e la Lazio vinceva in Coppa Italia, senza sfigurare mai. I biancocelesti cominciavano ad affermarsi in Italia e in Europa e chiunque giocasse con l’aquila sul petto dava sempre il massimo perché sapeva cosa significava indossare la maglia della prima squadra della capitale. Erano i tempi di Nesta, Mancini e Eriksson, erano i tempi della presidenza di Sergio Cragnotti, erano i tempi d’oro della Lazio.

jugovic-derbyIn quel giorno di Gennaio si giocavano i quarti di finale di Coppa Italia, ma non era una partita come le altre perché quella partita era un derby. Si affrontavano, infatti, Roma e Lazio, in un incontro valido per il ritorno dei quarti della coppa nazionale. All’andata la Lazio si era imposta nettamente per 4-1 grazie alle reti di Boksic, Jugovic, Mancini e Fuser e il passaggio del turno era ormai una formalità. I biancocelesti, però, avevano ancora fame e vinsero pure quella stracittadina, che significò la terza vittoria consecutiva di quell’anno contro i rivali giallorossi. Nel 1998 la Lazio calò anche il poker, vincendo per 2-0 anche l’ultimo derby di campionato. Ma torniamo a quella gelida notte di Gennaio e vediamo come andò quella partita.

La Lazio partì con un difensivo 4-5-1 che all’occorrenza, appena i biancocelsti avevano palla, diventava un 4-4-2 pronto a far male alla difesa della Roma. I biancocelesti erano privi sì di Boksic, Casiraghi, Almeyda e Favalii ma riusciranno comunque a portala a casa, mentre i giallorossi orfani di Balbo, Di Francesco e Cafù saranno costretti a capitolare. Gli uomini di Eriksson furono, quindi, sempre padroni del campo e non andarono  mai in difficoltà. La Lazio giocò alla grande e la Roma di Zeman non sembrò mai poter far male. Nedved e Mancini misero in seria difficoltà la retroguardia giallorossa, visto che i biancocelesti attaccarono a testa bassa per tutto il primo tempo e furono sempre pericolosi. Tra le occasioni migliori segnaliamo un tiro in porta di Nedved e due di Mancini che non si tramutarono in gol solo per la bravura del portiere della Roma Konsel. Le uniche occasioni per i giallorossi arrivarono da due cross che però non punsero, visto che Tommasi e Totti non riuscirono a sfruttare. Marchegiani fu così inoperoso per tutto il primo tempo. La Lazio, invece, nonostante la pressione non riuscì a trovare il goal e tutto sembrava presagire uno scialbo 0-0. Poi, però, arrivò il goal proprio allo scadere del tempo. Del Moro, infatti, al 45′ sbagliò il fuorigioco e fu costretto a stendere Rambaudi in area di rigore. Fallo e penality per la Lazio. Jugovic trasformò con freddezza dagli undici metri e regalò l’1-0 meritatissimo alla propria squadra.

gottardi derbyNella ripresa la Roma si aggrappò all’orgoglio e riuscì a pareggiare subito all’inizio del secondo tempo. All 8′, infatti, una penetrazione di Candela e poi un tiro rimpallato, misero Paulo Sergio solo davanti a Marchegiani.Il brasiliano, quindi, infilò in rete senza problemi e firmò il pareggio. Lazio non ci stette e nonostante sapesse che il passaggio del turno era ormai in tasca si rigettò in avanti alla ricerca del goal vittoria. La Roma, però, chiuse bene gli spazi, fino a quando Di Biagio (già ammonito nel primo tempo) si fece espellere a 72′ e lasciò in in dieci i giallorossi. I biancocelesti ci credettero e consoni di poter battere nuovamente gli odiati rivali riuscirono a trovare anche il goal vittoria. Al 94′ infatti il subentrato Gottardi trovò la rete del 2-1, grazie ad uno scivolone di Tommasi, insaccando alle spalle di Konsel. Fu delirio Lazio e la semifinale fu raggiunta! La Roma, invece, cadde sempre più nel baratro.

Per la cronaca quella semifinale fu contro la Juventus e la squadra di Eriksson, dopo averla vinta, vinse anche la finale contro il Milan e portò a casa la coppa.

Questo il video della gara:

TABELLINI (fonte Lazio Wiki): 

21 gennaio 1998 – 2.769 – Coppa Italia 1997/98 – Quarti di finale, gara di ritorno

ROMA: Konsel, Candela, Aldair, Petruzzi (77′ Servidei), Dal Moro, Tommasi, Di Biagio, Scapolo (77′ Vagner), Paulo Sergio, Delvecchio, Totti. A disposizione: Chimenti, Tetradze, Pivotto, Helguera, Gautieri. Allenatore: Zeman.

LAZIO: Marchegiani, Pancaro, Negro, Nesta, Chamot, Rambaudi (77′ Gottardi), Fuser (75′ Marcolin), Venturin, Jugovic, Nedved, R.Mancini. A disposizione: Ballotta, Grandoni, G.Lopez, Di Lello, Laurentini. Allenatore: Eriksson.

Arbitro: Sig. Bolognino (Milano).

Marcatori: 45′ Jugovic (rig), 54′ Paulo Sergio, 94′ Gottardi.

Note: serata fredda, terreno in perfette condizioni. Espulso al 72′ Di Biagio per gioco violento. Ammoniti Di Biagio, Nedved e Totti per gioco scorretto, Candela per proteste e Delvecchio per simulazione. Angoli 7-4. Come e’ possibile vedere dai biglietti emessi, l’incontro era stato pianificato per il 28 gennaio ma poi fu giocato una settimana prima per evitare la concomitanza con l’amichevole tra Italia e Slovacchia giocata il 28 gennaio.

Spettatori: 46.583 per un incasso di Lire 1.226.450.000.



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Mercato: è Reyes il nome nuovo per la difesa. L’Empoli allontana Mario Rui, mentre Kalinic e Zarate…

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Nel day-after, l’eliminazione dalla Coppa Italia per mano della Juventus brucia ancora. L’obiettivo della Lazio è quello di voltare pagina per ritrovare il sorriso già nel match di domenica all’Olimpico contro il Chievo Verona. Bisogna vendicare l’andata, con un 4 a 0 che non ammette repliche, e ripartire. Una quiete dopo la tempesta che potrebbe arrivare anche grazie a qualche notizia confortante dal mercato.

L’edizione odierna de’ La Repubblica lancia in esclusiva un’indiscrezione sul secondo centrale, dopo Milan Bisevac, che dovrebbe arrivare alla corte di Stefano Pioli. Sembra infatti che il sodalizio biancoceleste si sia messo sulle tracce del difensore classe 1992 Diego Reyes, messicano con passaporto spagnolo. Il calciatore è di proprietà del Porto, che in questa stagione l’ha ceduto in prestito al Real Sociedad. Reyes ha collezionato 12 presenze tra Liga e Copa del Rey, ma sarebbe pronto a sbarcare nella Capitale per consacrarsi definitivamente a livello internazionale. Egli rappresenta già una certezza de’ El Tricolor, la nazionale messicana, dove è considerato l’erede dell’ex calciatore di Barcellona e Verona Rafa Marquez.

Nelle ultime ore è tornato in voga anche un nome già accostato al club biancoceleste la scorsa estate: Mario Rui, terzino sinistro di proprietà dell’Empoli. Il giovane calciatore rappresenta già una sicurezza nel panorama calcistico italiano e potrebbe rispondere all’identikit ideale per la corsia mancina della retroguardia di Pioli. Il direttore sportivo dei toscani Marcello Carli è intervenuto ai microfoni di LazioPress.it per spiegare la situazione: “La Lazio, non ci ha contattato per Mario Rui e neanche per Laurini. Sono due giocatori fondamentali per noi e come ribadito più volte non è intenzione da parte nostra di privarci di elementi importantissimi”. Una chiusura netta che non lascia spazio a repliche.

Intanto il portiere dell’Hajduk Spalato Lovre Kalinic, al centro dell’asta alla quale ha partecipato anche la Lazio, ha raggiunto un accordo con l’Aston Villa. L’estremo difensore classe 1990 effettuerà in giornata le visite mediche per poi porre la firma sul contratto che lo legherà ai Villans. L’offerta dei britannici si aggira intorno ai 6,5 milioni di euro, una cifra ben distante dai 2,5 proposti dal sodalizio capitolino, riuscendo a battere la concorrenza agguerrita soprattutto dei turchi del Besiktas,

E per un calciatore che non vestirà la maglia della Lazio, ce n’è uno che è diventato grande proprio con la casacca biancoceleste: stiamo parlando di Mauro Zarate. L’argentino è pronto a sbarcare per la seconda volta in Italia: già nella giornata di oggi è atteso a Firenze per le visite di rito e la firma sul contratto. Come anticipato nei giorni scorsi, la società viola ha concluso l’accordo con il West Ham sulla base di un prestito con diritto di riscatto fissato a una cifra vicina ai 3 milioni di euro. Ceduto Zarate, gli Hammers tornano prepotentemente sul mercato a caccia del colpo grosso: Daniel Sturridge del Liverpool. Appuntamento all’ultimo turno, quando Zarate tornerà nuovamente all’Olimpico, per la seconda volta da avversario.



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Lazio-Juventus: le dichiarazioni del post partita

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Nella partita di ieri sera, valida per i quarti di finale di Coppa Italia, la Juventus ha battuto a domicilio la nostra Lazio per 1-0. Ennesima sconfitta per i biancocelesti contro i bianconeri con Stefano Pioli in panchina e proprio dall’allenatore dei capitolini ha parlato a fine gara, per spiegare la sconfitta dei suoi. Pioli era naturalmente rammaricato per la sconfitta e ha cercato di spiegarla a modo suo, poi si è espresso sulle condizioni di Biglie e sulla prestazione di Bisevac. Ecco le sue parole in conferenza stampa:

Da quando è sulla panchina della Lazio sono arrivate solo sconfitte contro la Juventus. Subentra anche un po’ di frustrazione quando è così?

“Non deve succedere. La Juventus ha meritato, ma ce la siamo giocata alla pari. Dispiace per come abbiamo preso il gol, perché avevamo preparato questo tipo di situazioni e per questo motivo la delusione è ancora maggiore. La Coppa Italia era un nostro obiettivo, c’è tanto rammarico. Se giocassimo sempre con questo atteggiamento potremo arrivare lontani”.

Sono mancati i singoli nel momento decisivo?

“Contro un avversario così forte puoi giocare bene fino a un certo punto, ma poi servono le giocate dei singoli. Abbiamo avuto solo una grande occasione e contro queste squadre vanno concretizzate. È stata una partita difficile, ma lo è stata anche per la Juve. La Lazio ha giocato con spirito di sacrificio”.

Come sta Biglia?

“Biglia è molto dolorante, sta già effettuando degli accertamenti. Ha subito una forte contuisione, speriamo non sia altro”.

Cosa è mancato alla Lazio per vincere questa partita? E poi un commento sulla vicenda Sarri-Mancini…

“Dovevamo giocare con questa intensità per 90 minuti, ma è stato il gol che ha cambiato tutto. È stata la partita dove abbiamo tenuto meglio contro la Juve, questo è il più grande rammarico. Sarri-Mancini? Non prendo la parte di nessuno”.

Come valuta la prova di Bisevac questa sera?

“Un impatto forte e credo che si sia ben comportanto contro avversari di assoluto livello. Penso che possa migliorare conoscendo meglio i suoi compagni. Ma sicuramente ha dimostrato di avere qualità importanti”.

Queste, invece, le parole di Miroslav Klose ai microfoni di Rai Sport: “Oggi abbiamo tirato poco in porta, ma la Juventus non è il Bologna. Non abbiamo giocato male, era una partita secca. Ogni tanto serve dare la palla in profondità, dopo lo 0-1 dovevamo andare in attacco senza paura. Il gol? Mi manca come manca a ogni attaccante, ma mi sto allenando bene. Sono in una buona forma fisica e questo è un buon segno, spero di aiutare la squadra. Le poche presenze di Mauri? A un attaccante serve sempre un elemento come lui visto che crea spazi e ci si dialoga bene, è un giocatore intelligente ma le scelte le fa il mister. Siamo tutti giocatori della Lazio e vogliamo il bene della squadra. Spero che Mauri trovi il campo perché quando gioca fa sempre bene. Il futuro? Non ho ancora deciso il mio futuro, le voci sulle giovanile tedesche sono infondate. Devo vedere come mi sento fisicamente e poi sceglierò con la mia famiglia”.

Anche ai microfoni di Lazio Style Channel Klose ha voluto dire la sua sulla partita: “Era una partita secca, volevamo vincerla. Non ci siamo riusciti, abbiamo fatto le cose bene, ma avevamo troppa paura per creare qualcosa di davvero pericoloso.Dobbiamo costruire occasioni, sappiamo che riuscendo a fare il primo gol pedaliamo senza pensarci. Dobbiamo sfruttare questo, cercando di andare in vantaggio. Siamo sulla strada giusta, la Juventus è una grande squadra. Ma dobbiamo dimostrare di essere in grado di replicare certe prestazioni anche con le “piccole”. La Juventus gioca molto sul piano fisico, ma possiamo farlo anche noi: oggi abbiamo vinto molti duelli”.Troppi pochi cross, così è difficile segnare: “Non dobbiamo avere paura, dobbiamo cercare di creare: abbiamo molti giocatori che sanno tirare anche da fuori dall’area, dobbiamo provarci. Come superare la paura? Se siamo già in vantaggio bisogna crossare e avere almeno due-tre giocatori in area: per esempio Milinkovic-Savic colpisce spesso di testa. Noi non crossiamo mai, forse abbiamo paura di sbagliare e che lo stadio fischi. Ma crossando, i giocatori in area possono costruire occasioni per segnare. Altrimenti come potremmo riuscirci?”. La prossima contro il Chievo: “E’ una grande squadra, ma dipenderà da noi, dal nostro atteggiamento, da come vorremo comportarci sotto porta. Se abbiamo paura, perché magari prendiamo un gol, non facciamo il nostro calcio. In allenamento tutti si mostrano volenterosi di uscire da questa situazione, e ce la faremo”.

Infine l’attaccante tedesco ha analizzato la partita anche in zona mista: “Conoscevamo il valore della Juventus. Abbiamo giocato bene il primo tempo e la fase iniziale della ripresa, mantenendo un buon possesso palla. Serve rischiare di più, attaccando senza paura e cercando la profondità. È importante ripetere quello che proviamo in allenamento e lottare ognuno per il compagno. Abbiamo iniziato a fare un buon pressing, bisogna però sfruttare le occasioni che abbiamo e lottare su ogni pallone. Per uscire da questa situazione, serve portare sul campo quanto facciamo in settimana. In una partita secca, ci vuole coraggio e non paura di sbagliare. Siamo pagati per giocare, non bisogna temere i giudizi. Felipe Anderson? È un ragazzo sensibile e proviamo ad aiutarlo, ma le reazioni deve farle vedere lui. A Firenze ha fatto bene, ora deve sbloccarsi. Da quattro anni e mezzo sono abituato ad avere pochi palloni per segnare. Prima riuscivo a concretizzarle, se ora non accade è colpa mia. Voglio aiutare la squadra, l’importante è essere tornato nella migliore condizione fisica”.

Da parte di Massimilano Allegri, invece, grande soddisfazione per la vittoria della sua Juventus, che affronterà in semifinale l’Inter. Queste le parole del tecnico toscano ai microfoni di Rai Sport, Allegeri che ha fatto anche i complimenti alla Lazio per la prestazione: “Voglio fare i complimenti alla Lazio, il primo tempo è stato equilibrato. Nel secondo tempo abbiamo alzato il ritmo, abbiamo fatto una partita solida senza concedere alcun tiro agli avversari. Abbiamo avuto diverse occasioni per chiuderla, non era semplice vincere, faccio i complimenti ai miei ragazzi. Oggi non era semplice vincere contro questa Lazio, nel primo tempo ci hanno pressato molto. E’ un risultato importante, ci teniamo molto a questa competizione. Il turnover? Non mi piace questa parola, ho una rosa molto competitiva. Sturaro ha fatto una grande partita, così come Zaza. Morata è cresciuto molto nel secondo tempo, anche Caceres ha fatto una partita molto buona. Neto ha fatto due/tre uscite importanti. Siamo in una buona condizione fisica e mentale ma dobbiamo rimanere umili perché non abbiamo fatto ancora niente. La semifinale? Sarà una bella semifinale, come è stato un bel quarto stasera e come è stato l’ottavo contro il Torino. Ora penseremo alla gara di domenica in Serie A. La lite Sarri-Mancini? Non voglio giudicare quello che fanno gli altri, nelle situazioni bisogna trovarcisi. Noi allenatori dobbiamo cercare di tenere sempre un comportamento consono, visto che diamo l’esempio. Anche nei momenti di pressione dobbiamo mantenere la lucidità anche se non è sempre facile. Gli arbitri fanno il loro lavoro, non bisogna contestare le loro scelte. Il campionato? Le prime cinque possono tutte vincere lo Scudetto, noi siamo in un buon momento ma dobbiamo essere bravi a mantenere il momento. Contro la Roma sarà tosta, hanno grande qualità. Non c’è una favorita”.

In conferenza stampa, invece, Allegri ha così parlato: “Abbiamo ancora tre giocatori fuori. Ci permetteranno di variare a partita in corso, soprattutto siamo un una buna condizione fisica in tutti gli elementi. Stasera passare era importante e vedere giocatori come Sturaro e Zaza dà coraggio. La squadra ha meritato contro una buona Lazio che, soprattutto nel primo tempo, ha tenuto ritmi molto alti. All’inizio della stagione volevamo arrivare a giocare in un certo modo e, nonostante le problematiche, i ragazzi sono stati molto bravi a reagire. Non dobbiamo pensare ai record, rimangono 18 partite e di queste dobbiamo vincerne un tot per arrivare alla quota scudetto”.

Queste poi le parole di Leonardo Bonucci a Rai Sport al termine del match: “Abbiamo trovato una buonissima Lazio, ma il nostro obiettivo era quello di andare avanti, la Coppa Italia è un nostro obiettivo. E’ stata una partita maschia, poteva finire con un risultato più netto ma l’importante era vincere. La Juventus deve vincere sempre, ogni volta che scendiamo in campo dobbiamo sputare il sangue per questa maglia. La semifinale? Sarà bellissima, l’Inter è una grande squadra ma ora pensiamo al campionato, domenica c’è una partita importante”.

Infine le parole dell’uomo partita l’ex Lazio Stephan Lichtsteiner, autore del goal che ha deciso la sfida, sempre a Rai Sport: “Abbiamo concesso una sola occasione alla Lazio, niente di più. Noi abbiamo avuto tante occasioni, dovevamo chiuderla prima. Ci è andata bene visto che non riusciamo ancora a chiudere i match. Sono molto felice del gol e della vittoria. Speriamo di continuare così. La gara contro la Roma? E’ un’ottima squadra, ha giocatori importanti, sarà una partita tra due big e quindi sarà molto difficile. La corsa Scudetto? Noi corriamo su di noi, gli altri non forti. Anche la Roma è in corsa. Dopo un inizio difficile abbiamo ritrovato fiducia e i vecchi giocatori hanno cambiato atteggiamento visto che inizialmente eravamo sfiduciati”



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Lazio – Juventus di Coppa Italia : le pagelle.

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Quella di eri sera è una Lazio che rispecchia a pieno la mediocrità che questa società ha creato; una Juve imbottita di riserve risulta nettamente superiore e senza forzare troppo vince e passa il turno.
Una Lazio che tira in porta una volta sola in tutta la partita, ed è ormai una cosa che accade spesso in casa biancoceleste.
La Juventus, anche con le seconde linee, è risultata nettamente superiore alla Lazio titolare, e questo la dice lunga sulle ambizioni della squadra capitolina.
Oltre al danno dell’eliminazione dalla Coppa la Lazio teme per gli infortuni di Mauricio e di Biglia, usciti molto doloranti nel secondo tempo e per loro l’impressione è che si tratti di infortuni abbastanza gravi.
Ma vediamo insieme i nostri voti e le nostre valutazioni.

BERISHA 6: tante indecisioni come sempre, ma fa parecchie parate che evitano una sconfitta ancora più larga.

RADU 4: è ritornato il Radu horror show, dalla sua parte passano tutti.

BISEVAC 6: una buon debutto per il serbo.

MAURICIO 4,5: la serie A per lui e’ un miracolo, la sua vera categoria è la LegaPro.

KONKO 5,5: molto in calo anche il francese.

BIGLIA 5,5: oggi molto opaco l’argentino: speriamo solo che l’infortunio patito non sia grave.

MILINKOVIC 6: come al solito prestazione di grinta di Sergej.

LULIC 6: l’unico insieme a Milinkovic che ci mette la giusta cattiveria agonistica, cosa che gli altri si sognano.

CANDREVA 5: comprate a Candreva un bel campo da calcio e fatelo giocare da solo, tanto con partite 11 contro 11 è controproducente.

KEITA 6,5: sempre il migliore: salta l’uomo e crea l’unica azione pericolosa della Lazio.

KLOSE 4,5: una non prestazione per Miro, forse ormai il tedesco dovrebbe subentrare solo negli ultimi 20 minuti.

HOEDT 4,5: entra e la Juve segna, inoltre si fa anche prendere a pernacchie anche da Pogba.

ANDERSON 4: il solito ectoplasma.

MATRI S.V.



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Lazio-Macron, che sia un addio?

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Dopo aver preso il testimone dalla Puma, ecco che la Macron sta pensando di chiudere la partnership tecnica. La griffe italiana, precisamente del bolognese, dopo quattro stagioni, sembra che stia addirittura pensando di chiudere in anticipo la collaborazione in scadenza nel 2017.

Sembra che in questa stagione sia la maglia nera con l’aquila stilizzata il buon afflusso di mercato, mentre per le altre maglie non stia andando per niente bene. Macron ha avuto i suoi picchi di vendita con la maglia del 2013 utilizzata nella finale di Coppa Italia e la maglia celebrativa utilizzata da gennaio a giugno 2015, ma per gli appassionati del mondo biancoceleste nemmeno gli accessori e le divise di allenamento sono di loro piacimento.

Prospettive future? Si fanno avanti l’Adidas e l’americana New Balance, la prima ormai è un’istituzione dal punto di vista tecnico, mentre per la società a stelle e strisce si tratta di una leggera ma importante crescita, basti pensare che il proprio materiale tecnico veste, tra le altre, il Liverpool del tedesco Klopp.

Non ci sarebbe da stupirsi se l’Adidas investisse nuovamente in Italia, dopotutto anche la Juventus ha sposato il progetto a seguito della chiusura di collaborazione con la Nike, in più avere Messi come uno dei testimonial internazionali vorrà pur dire qualcosa.

Vi aggiorneremo su altri dettagli, per il momento siamo certi che l’Italia vestirà la Lazio almeno fino a giugno, poi chissà..



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La risposta di Braafheid: “Rimango alla Lazio!”

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Qualche giorno fa ci hanno informato di un possibile acquisto da parte della Salernitana su un giocatore biancoceleste.

Si tratta di Edson René Braafheid,proveniente dai Paesi Bassi.

Il classe ’83 è entrato a far parte della Società Sportiva Lazio il 1 agosto del 2014 e,fino ad oggi,ha giocato solo 14 minuti,evidente che in questo club trovi poco spazio.

Il terzino sinistro ha firmato un contratto con la Lazio che durerebbe fino al 30 giugno del 2016.

La Salernitana ha pensato a questo giocatore per rinforzare la difesa dopo gli acquisti di Prce,Ronaldo e Oikonomidis.

Ovviamente l’operazione non si è rivelata semplice,dato che il difensore biancoceleste non è disposto a scendere di categoria,ed ecco qui che entra in scena Claudio Lotito,presidente della Lazio e della Salernitana.

E’ stato intercettato dai microfoni di Granatissimi.com dichirando:

“Sto cercando di convincere un grande giocatore ad accettare il nostro progetto: se ci riesco,vedrete che presenterò alla piazza un elemento di assoluto spessore.

Se è della Lazio? No,posso soltanto dirvi che arriverrano altri due calciatori forti e che la nostra priorità è rinforzare la difesa.”

Questo è quanto è stato detto pochi giorni fa,ma oggi,20 Gennaio, è arrivata la risposta dallo stesso Braafheid:

“Non vado alla Salernitana,rimango alla Lazio.”

L’olandese lo ha ammesso oggi ai microfoni di salernogranata.it.

E’ stato sintetico ma chiaro e non lascia spazio ad interpretazioni o altre possibili decisioni.



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Le dichiarazioni degli ex: Siviglia e Lombardo

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Stasera all’Olimpico andrà in scena il quarto di finale di Coppa Italia tra Lazio e Juve, che porterà una delle due compagini alla semifinale contro l’Inter, uscita vincitrice nello scontro di ieri sera nel match col Napoli. Per la Lazio si tratta di una sfida molto difficile, calcolando che la Juventus, in campionato, è risultata sempre vincitrice negli ultimi 10 incontri.

Ai microfoni di Tuttojuve.com hanno parlato l’ex biancoceleste Sebastiano Siviglia e il doppio ex Attilio Lombardo.

Il primo ha dichiarato: “Sarà una sfida di alto livello. La Lazio ha risposto in maniera convincente ad un periodo altalenante e piazzare una vittoria contro una squadra prestigiosa come la Juve sarebbe davvero importante. Senza alcun dubbio,incontrare dei rulli compressori in forma strepitosa e con tanti campioni sarà davvero dura”.

Sui giocatori che stasera possono fare la differenza per i padroni di casa: “In questo periodo sto vedendo molto bene Keita, che con le sue giocate sta dando un contributo importante alla squadra. Oltre al giovane spagnolo, anche Klose è un altro giocatore che sta attraversando un buon momento di forma. E’ entrato bene nell’ultima mezz’ora a Bologna e ha fatto la differenza”.

L’ex difensore biancoceleste crede nel fattore campo:“Senza ombra di dubbio avere i supporters dalla tua parte è un vantaggio. Spero che la gente possa rispondere presente a questa sfida e spero nel loro contributo affinché supporti la squadra ad ottenere un bel risultato”.

La mancanza di continuità ha fatto perdere parecchi punti fino ad ora alla truppa di Pioli:“Il neo di questa squadra, però, è la continuità. Se la squadra sarà compatta ed unita non è detto che non potranno ripetere le prestazioni di Firenze o Milano. Tutto sta nella squadra, da come interpreta la partita”.

Alla fine spende qualche parola sull’ex bianconero e ora faro della Lazio Candreva: “E’ un grandissimo giocatore, ma non è detto che si debba tenere a tutti i costi. Ci si aspetta tanto dalle sue qualità e spero possa continuare a giocare alla Lazio”.

L’altro ha parlato principalmente degli ospiti, riguardo soprattutto al momento positivo che stanno attraversando: “Sì è vero, ma è altrettanto vero che anche il Milan non vinceva da tre o quattro partite consecutive contro la Fiorentina. Sono tutte situazioni in cui può verificarsi il contrario, e nulla vieta alla Lazio di fare una prestazione maiuscola contro i bianconeri. Credo che comunque, al di là delle sconfitte consecutive contro la Juve, ogni partita è storia a se. Questa è la possibilità per entrambe le squadre di andare in semifinale, sarà una partita molto tirata”.

L’intervista continua con una domanda su chi saranno i protagonisti di questa sera da una parte e dall’altra e Lombardo risponde così: “Nella Juventus sarà decisivo il comportamento della squadra, non vedo giocatori decisivi anche se in attacco dovesse far riposare Dybala ci sarebbe Morata che è un giocatore molto importante e determinante nel suo ruolo. Nella Lazio, Keita credo possa esser decisivo perchè è molto fresco così come Klose; ma in una partita importante come questa, da tenere in maggior considerazione saranno i difensori”.

Lombardo chiude con un pensiero rivolto all’ Alessandria, che ha compiuto una vera e propria impresa battendo ai quarti di coppa lo Spezia e si trova ora a fronteggiare il Milan per compiere un vero e proprio miracolo che la porterebbe in finale. Queste le sue dichiarazioni: “È fantastico perchè sembra quasi di rivivere ciò che succede spesso in Inghilterra. A me viene in mente, quando ero a Manchester, che giocammo la finale di Fa Cup contro il retrocesso Wigan che addirittura vinse quella partita. In Italia succede di rado, ma il merito di ciò è di tutto lo staff e in particolare di Angelo Gregucci che sta facendo un grandissimo lavoro a livello mentale perchè quando elimini squadre come Palermo, Genoa e Spezia significa che i valori tecnici in campo vengono espressi anche per merito suo”.



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L’ex Petkovic: “Vogliamo preparare bene la Svizzera, difficile prevedere chi vincerà il campionato”

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L’ex allenatore della Lazio, Vladimir Petkovic, ha espresso la sua opinione sul campionato italiano sulle frequenze di tuttomercatoweb.com. L’allenatore di origine bosniaca ha scritto una delle pagine più belle della storia biancoceleste, vincendo la Coppa Italia in finale contro la Roma, ma poi, purtroppo, ha concluso anzi tempo la sua esperienza in biancoceleste. Poche parole sull’inevitabile ripresa della Juventus, la fine del campionato è ancora lontana ed è quindi difficile prevedere chi vincerà; secondo Petkovic, però, le qualità dei bianconeri sono indiscutibili. L’ex mister biancoceleste, attualmente commissario tecnico della Nazionale svizzera si è espresso così:

“La Juve è la Juve, inevitabile che sia risalita. La Juve c’è, sta facendo davvero bene. Ci sono tre, quattro squadre in lotta, difficile dire chi vincerà lo Scudetto. Ma la Juve c’è, perché le qualità emergono sempre e la squadra di Allegri ne ha davvero tante. La sorpresa è l’Empoli, sta facendo un grande campionato. Il secondo anno di Serie A è sempre quello più difficile, invece l’Empoli sta facendo un grande lavoro, sinonimo di stabilità”.

Un bel campionato per l’Empoli, un po’ meno per il Palermo che occupa la quartultima posizione in classifica: “Ci sono stati tanti cambi. È arrivato il terzo allenatore, sicuramente tutti questi cambi non fanno bene. Ok, c’è la reazione iniziale, e poi?”.

Per quanto concerne la carriera personale e il suo futuro: “Penso agli Europei, poi vedremo. Intanto sono concentrato sugli Europei, sulla Nazionale. Vogliamo fare bene”. 

Una battuta sul lavoro di Antonio Conte: “Il lavoro svolto in Nazionale non passa inosservato. Per temperamento Antonio è uno che si adatta di più al lavoro quotidiano, ma in Nazionale sta facendo davvero bene. E penso che sia concentrato solo sugli Europei”.

Infine sul Milan che vorrebbe ingaggiare Conte e sulla sua Svizzera: “Intanto il Milan ha un allenatore, merita rispetto. Il Milan, inoltre, s’è ripreso e ha cominciato a fare bene. Poi, che Conte sia bravo, non devo certo dirlo io. In ogni caso credo pensi agli Europei, come me. Io, con la Svizzera, voglio togliermi delle soddisfazioni. Non è il momento di pensare al futuro”.



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Extra Lazio. Lite Sarri-Mancini, i tifosi italiani si dividono in due

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Non sono passate neanche 24 ore dalla lite tra Sarri e Mancini avvenuta ieri sera nel finale di Inter – Napoli, partita vinta dai neroazzurri facendoli accedere alle semifinali di Coppa Italia.

Gli animi dei due allenatori erano ben visibili in televisione ma lo stesso Roberto Mancini ha spiegato l’accaduto

Il Mancio ha dichiarato che il tecnico napoletano lo ha insultato con parole omofobe dandogli del ” Frocio”. Parole non gradite dal tecnico ex Laziale che prontamente lo ha denunciato verbalmente alle televisioni.

Ma si sa che nelle partite di pallone può volare qualche parola di troppo e così l’Italia  si divide in due: c’è chi accusa Roberto di essere una “spia” e chi da contro al tecnico partenopoeo.

“Insulti omofobi? Non ricordo cosa gli ho detto, eravamo sotto stress. Spero che a mente fredda accetti le mie scuse. Mi ero innervosito per la decisione su Mertens, ho visto che lui si lamentava del recupero, sono cose da campo che dovrebbero finire in campo. I vecchi mi hanno sempre detto che quello che succede in campo finisce lì, poi ci si stringe la mano e finisce tutto. Ho chiesto scusa a Mancini negli spogliatoi, lui non le ha accettate perché era contrariato, domani penso le accetterà. E mi aspetto anche io delle scuse perché, da uomini di sport, se una persona ti chiede scusa sarebbe giusto accettare”. Sarri cerca di spegnere l’incendio.  “Cosa che gli ho detto? Non lo ricordo – continua Sarri a Rai Sport – ero inferocito e può darsi che lo abbia offeso. Insulti omofobi? Mi sembra esagerato, erano insulti di rabbia e senza secondi fini. Gli posso aver detto democristiano, gli posso avere detto qualsiasi cosa, ma non mi ricordo. Non ce l’ho con Mancini, mi è scappata una parola e ho perso lucidità dopo l’espulsione di Mertens perché per me non era simulazione. Certe litigate però non dovrebbero uscire dal campo e non è normale questo. Scuse agli omosessuali? Mi è sfuggito questo termine, ma da parte mia non c’è discriminazione di nessun tipo”.

Ma non è nuovo a queste dichiarazioni e spunta un precedente ai tempi della serie B che in una conferenza stampa dichiarò:“Il calcio è diventato uno sport per froci – disse – abbiamo subìto il doppio dei falli, ma abbiamo avuto più gialli noi. E’ uno sport di contatto e in Italia si fischia molto di più che in Inghilterra con interpretazione da omosessuali”.

Dure le parole del Mancio che a i microfoni del post gara ha dichiarato:”Maurizio Sarri è un razzista, uomini come lui non possono stare nel calcio. È una vergogna, uno che ha 60 anni non può comportarsi così. Mi ha dato del “fr…”, del “finocchio”, io sono orgoglioso di esserlo se lui è un uomo. In Inghilterra non metterebbe più piede in campo. Io mi ero alzato solo per chiedere al quarto uomo quanto era il recupero e lui ha cominciato a insultarmi. Sono andato a cercarlo, lui ha provato a chiedermi scusa, ma gli ho detto che si deve vergognare. Non parlo della partita”.



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Mercato: Guidolin vuole Onazi allo Swansea. Intanto Zarate…

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infortunio zarate

Qualcosa si muove. A poco meno di due settimane dalla chiusura dei battenti, in casa Lazio alcune cessioni potrebbero sbloccare il mercato di riparazione. Oltre ai soliti nomi Gentiletti e Morrison, nelle ultime ore si è aggiunto quello di Eddy Onazi. Il nigeriano reclama uno spazio che Pioli non riesce a garantirgli. Per questo motivo nelle ultime ore il suo agente, l’ex attaccante biancoceleste Stephen Ayodele Makinwa, si è attivato per cercare un nuovo club al suo assistito in seguito ad un contatto con la dirigenza biancoceleste, che ha accettato di buon grado una eventuale partenza del calciatore classe 1992. Alcuni club turchi e tedeschi si sono già fatti avanti attraverso sondaggi fatti recapitare al direttore sportivo Igli Tare. Una richiesta di informazioni sul suo conto, nulla di più. Come riportato da Lalaziosiamonoi.it, nelle ultime ore è però diventata sempre più concreta la pista che porta in Inghilterra. Onazi vorrebbe giocare in Premier League e a regalargli questo sogno potrebbe essere proprio un tecnico italiano, Francesco Guidolin. L’ex allenatore dell’Udinese, insediatosi proprio ieri sulla panchina dei gallesi dello Swansea, vorrebbe reinvestire parte del tesoretto accumulato dalla cessione di Shelvey al Newcastle proprio sul centrocampista nigeriano, già apprezzato durante la permanenza in Friuli. Un’idea che trova il pieno appoggio della dirigenza degli Swans, i ‘cigni’, che già da un po’ di tempo sono sulle sue tracce. La distanza tra la domanda e l’offerta è di circa 2 milioni: il sodalizio biancoceleste chiede 7 milioni mentre l’offerta del club britannico si ferma a 5. Una differenza alla quale le due parti stanno lavorando per trovare al più presto un accordo che accontenti tutti. Le sensazioni che trapelano da Formello sono positive: sembra che l’accordo si possa fare, per poi rituffarsi subito sul mercato alla ricerca dell’altro centrale di difesa ed un centrocampista, richiesto da Pioli proprio nell’eventualità della partenza del nigeriano.

Intanto Mauro Zarate è molto vicino ad un ritorno nel Belpaese. Nonostante l’interesse di diversi club per l’attaccante di Haedo, nelle ultime ore la Fiorentina sembra aver sbaragliato la concorrenza con un’accelerata che potrebbe risultare decisiva. Si tratta sulla base di un prestito con obbligo di riscatto fissato a una cifra molto vicina ai 3 milioni di euro. Il West Ham ci sta pensando e potrebbe molto presto accettare la proposta del sodalizio viola. Non è da escludere un rilancio da parte del Bologna, altro club interessato all’argentino, che dopo aver chiuso l’acquisto di Floccari con il Sassuolo potrebbe completare il reparto avanzato con un altro ex laziale. Non resta che attendere gli sviluppi della trattativa: dopo l’esperienza all’Inter, Mauro Zarate potrebbe tornare nuovamente a sfidare il club che gli ha permesso di esplodere nel palcoscenico internazionale, la Lazio.

 



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Albertini attacca Lotito: “Non gli interessa realmente il calcio, lui ragiona da imprenditore”

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Demetrio Albertini, ex giocatore del Milan, ma anche della Lazio per una stagione e ora dirigente sportivo non le ha mandate a dire al patron biancoceleste Claudio Lotito, attaccando duramente l’attuale presidente del club capitolino, reo di essere un imprenditore e non un fautore del bene del calcio. Albertini che come detto ha giocato anche per la Lazio nella stagione 2003-2004, vincendo anche una Coppa Italia, voluto proprio dall’attuale presidente dei biancocelesti. Queste le parole dell’ex giocatore, nato a Selvino (in provincia di Bergamo), ai microfoni di Tutto Sport.

Prima un’analisi sulla necessità di avere delle seconde squadre da parte dei club di serie A per poter competere in Europa: “Con le seconde squadre, la Lega Pro diventerebbe l’università del calcio e, in più, i club ‘esterni’ non avrebbero diritto di voto. Cosa che, invece, hanno i presidenti in regime di multiproprietà. E poi si eviterebbe anche questo spettacolo di presidenti affannati per far la spola da uno stadio all’altro, da una assemblea di Lega all’altra…”. Chiaro, quindi, il riferimento a Lotito (presidente di Lazio e Salernitana) che subito dopo Albertini ha attaccato duramente: “Dobbiamo chiedere a Lotito se abbia lo stesso obiettivo di crescita generale del calcio. In Lega Pro la Salernitana non ha schierato alcun giovane, in assoluto sono stati ‘girati’ 15 giocatori della Lazio e nessuno è ritornato. La sua è una finalità imprenditoriale e amministrativa. Lotito ragiona da imprenditore, non per l’interesse del calcio. Sono visioni differenti”.

Ma le accuse di Albertini serviranno a far cambiare opinione anche agli atri dirigenti del calcio sul presidente biancoceleste? Sono anni che la maggior parte dei tifosi della Lazio si lamenta della gestione del loro patron, ma fino ad ora tutti hanno fatto orecchie da mercante.



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Allegri: “Turnover? Non esistono regole. Zaza? Resta, sta facendo bene”

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lazio juventus

Alla vigilia del match di Coppa Italia tra Lazio e Juventus, ecco cosa ha detto il tecnico juventino Allegri in conferenza stampa, avvalendoci del supporto di calciomercato.com:

“Giocare partite secche in trasferta può essere uno svantaggio. Vincere un trofeo è sempre importante e la Coppa Italia è un nostro obiettivo, in particolare dalla semifinale acquista di valore. L’Alessandria ci è arrivata  meritatamente e giocando molto bene, è giusto che se la giochino fino in fondo”

Sulla formazione, il tecnico bianconero ha le idee chiare: “Non parlerei di turnover massiccio, giocherà una formazione importante. Non c’è una regola sul turnover, quando abbiamo cambiato 4-5 giocatori non abbiamo dato segni di debolezza. La presenza di Hernanes escluderebbe Marchisio. Asamoah sta bene, Barzagli sta discretamente bene e giovedì tornerà in gruppo. Uno tra Bonucci e Chiellini a riposo? Vedremo. Pogba ha sempre giocato, una partita fuori non è un problema. Morata può e deve fare di più, ha qualità importanti, ma non deve farsi ossessionare dalla ricerca del gol”.

Siamo nel mese di calciomercato e sull’argomento ha difeso il comparto offensivo e speso parole belle sui giovani: “Le punte che affronteranno la Lazio saranno all’altezza della situazione. Zaza non va via, rimane alla Juventus. Mandragora è un giovane che sta facendo bene, la politica della nostra società sui migliori giovani è importante per il futuro. La Primavera con Grosso sta facendo un ottimo lavoro, Lirola è un bravo ragazzo come lo sono anche altri”.

Chiudendo, si è tornato a parlare del campionato, dove Allegri vuole volare basso nonostante la grandissima rimonta: “Al momento non abbiamo fatto niente, siamo in corsa su tutto ma è ancora lunga. Non bisogna pensare alle dieci vittorie di fila, ma partita dopo partita anche perché il Napoli è ancora in testa alla classifica. Non dobbiamo dare nulla per scontato, se miglioriamo fase offensiva e difensiva i risultati verranno da sè”



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Lazio-Juve: statistiche e probabili formazioni

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Mercoledì sera si avvicina e vedremo la Lazio ospitare la Juventus all’Olimpico nei quarti di finale di Coppa Italia. Si tratta di un match molto importante e atteso con ansia, che garantirà un posto per le semifinali alla squadra vincente.

Angelo Cragnotti, responsabile della biglietteria biancoceleste, intervenendo ai microfoni di Lazio Style Radio, ci ha aggiornato sulla vendita dei tagliandi: “Per mercoledì siamo quasi a quota 23mila tagliandi staccati. La Tribuna Tevere è esaurita, mentre rimane disponibilità in Curva Nord e nei Distinti. Del settore ospiti sono stati venduti mille biglietti e vi ricordiamo che sarà possibile acquistare i tagliandi fino al calcio di inizio nei punti vendita in via dei Gladiatori e al Lazio Style di via Calderini”.

I biancocelesti arrivano da un pareggio in trasferta conquistato in rimonta contro il Bologna di Donadoni, in una partita dalle due sfaccettature. Sicuramente contro la Juventus sarà necessaria quell’attenzione e quell’intensità presenti nel secondo tempo dello scorso match,come infatti ha dichiarato lo stesso Pioli in conferenza stampa ai microfoni di Mediaset Premium il giorno dopo Bologna-Lazio: “Ripartiamo dal secondo tempo, è un risultato positivo vista la situazione che si era venuta a creare,ma per raggiungere l’obiettivo che abbiamo in testa dobbiamo mettere in campo novanta minuti di qualità e intensità”. I bianconeri al momento rappresentano la squadra più forte del campionato, avendo inanellato dieci vittorie consecutive e risalendo in classifica dal quattordicesimo al secondo posto.

Questa è la sfida di Coppa Italia numero 23 tra Lazio e Juventus, il bilancio è favorevole alla squadra di Allegri con otto vittorie bianconere, sette laziali e otto pareggi, ma ultimamente la Lazio ha passato il turno quattro volte su quattro. Nel 2000 perse 3-2 al Delle Alpi ma all’Olimpico si impose per 2-1 volando in finale; nel 2004 fu l’ultima finale con doppio confronto ed ebbe la meglio la squadra romana allenata da Mancini. Nel 2009 e nel 2013 le due squadre si affrontarono in semifinale e in entrambi i casi furono le aquile a staccare il pass.

In dodici confronti Pioli non ha mai battuto Allegri, tre pareggi e ben 9 ko alla guida di Lazio, Chievo e Bologna; il confronto contro la Juventus, vede le stesse statistiche.

PROBABILI FORMAZIONI

LAZIO – Berisha sarà il portiere, con la coppia Mauricio-Bisevacal centro della difesa, con il serbo pronto all’esordio. Konko e Radu, invece, agiranno sulle fasce. A centrocampo il terzetto titolare composto da Parolo, Biglia e Milinkovic-Savic. Djordjevic riferimento in attacco con Candreva e Keita in aiuto.

LAZIO (4-3-3) – Berisha; Konko, Biśevac, Mauricio, Radu; Milinkovic, Biglia, Lulic; Candreva, Klose, Keita.All. Pioli
A disp. Guerrieri, Matosevic, Hoedt, Braafheid, Patric, Parolo, Onazi, Cataldi, Felipe Anderson, Mauri, Matri, Djordjevic.

Indisponibili: De Vrij, Basta, Gentiletti, Marchetti, Kishna, Morrison
Squalificati: nessuno
Diffidati: Cataldi

JUVENTUS – Il francese Pogba sarà in campo dal primo minuto; il portiere di coppa Neto fa rifiatare Buffon, spazio a Caceres in difesa, con ballottaggi in difesa tra Rugani e Chiellini e a centrocampo tra Hernanes e Marchisio. Simone Zaza sarà la spalla di Morata, Sturaro giocherà in mezzo e la coppia Cuadrado-Evra sarà sugli esterni.

JUVENTUS (3-5-2) – Neto; Rugani, Bonucci, Caceres; Cuadrado, Sturaro, Hernanes, Pogba, Asamoah; Morata, Zaza. All. Allegri. A disp. Buffon, Audero, Chiellini, Marchisio, Padoin, Lichtsteiner, Alex Sandro, Mandzukic, Dybala.

Indisponibili: Khedira, Barzagli, Pereyra, Lemina, Evra
Squalificati: nessuno
Diffidati: Zaza, Marchisio

ARBITRO: Damato (sez. Barletta)
ASSISTENTI: Tonolini e De Luca
IV UOMO: Giacomelli



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Pioli in conferenza: “La Juve è sempre pronta a colpire, la Lazio deve esser solida e sbagliare poco”

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La Lazio affronterà la Juventus di Massimiliano Allegri nei quarti di finale di Coppa Italia, mister Stefano Pioli ha fiducia nei visibili progressi della squadra. I bianconeri sono un avversario difficile ma non imbattibile, considerando che con il pareggio di Bologna sono emersi i diversi miglioramenti della Lazio nella fase offensiva (ben 10 gol segnati nelle ultime partite). L’allenatore parmense, quindi, vuole tenere alta la guardia contro la Juve, per vincere è necessario giocare con determinazione e fiducia. Il rinnovo di Lulic dà sicurezza al club biancoceleste, sia la dirigenza che i tifosi si aspettano molto da lui. Lo schieramento di domani è ancora un mistero ma il tecnico Pioli ha mostrato di avere molta fiducia nella performance di Miroslav Klose, dopo il match di Bologna. Queste le sue parole nella conferenza stampa tenutasi oggi a Formello alle 14:

La Coppa Italia è ancora più importante visto il cammino in campionato?

“Conosciamo il nostro obiettivo, la Coppa Italia ci dà una possibilità. E’ una partita secca, vogliamo vincere”.

Juve di marziani?

“Sono forti, non ci sono dubbi. Nessuno è imbattibile”.

Che Lazio vedremo?

“Non è importante chi giocherà, ma stare dentro la partita con determinazione e fiducia per 95 minuti, affrontiamo un avversario sempre pronto a colpire”.

Bisevac?

“Sta meglio, è disponibile per giocare. Oggi faremo il primo allenamento vero, le scelte le farò domattina”.

Che cosa ha detto alla squadra a Bologna?

“Niente di nuovo, che abbiamo le qualità se accompagnate dal giusto atteggiamento. Altrimenti siamo normali e possiamo perdere con tutti”.

Con Lulic possibile difesa a 3?

“L’importante è che stia bene, l’assetto lo vedremo domani”.

Klose ha risposto bene a Bologna…

“Sì, ha contribuito, è evidente. La nostra fase offensiva sta migliorando, nelle ultimi 5 partite abbiamo segnato 10 gol, ma possiamo fare ancora di più”.

Felipe?

“Ho tanti giocatori, schiero quelli che ritengo più adatti. Sta lavorando per ritrovare la condizione migliore”.

Il rinnovo di Lulic, un aspetto positivo?

“Le motivazioni sono sempre importanti, sono segnali di un progetto che la società porta avanti scegliendo le persone adatte. Sono soddisfatto, hanno firmato contratto lunghi, da loro mi aspetto molto”.

Cosa ne pensa di un tridente Felipe-Keita-Candreva?

“Credo che sia possibile tutto, abbiamo diverse caratteristiche, sceglieremo la formula che ci darà maggiori possibilità”.

Lazio-Juve può essere una rivincita?

“Sinceramente sono poco portato a guardare il passato, che non si può cambiare. Guardo il presente e il futuro, abbiamo affrontato la Juve diverse volte, sappiamo i risultati, ogni partita ti insegna qualcosa. Siamo pronti a fare una partita al massimo, solo così abbiamo chance per batterli”.

Cosa deve fare la Lazio?

“Giocare con solidità, compattezza e sbagliare il meno possibile. Sono pronti a sfruttare ogni minimo errore”.

Matri può saldare il debito di quella finale?

“Mi aspetto che sia pronto a contribuire, me l’aspetto da tutti. E’ un obiettivo, non siamo stati fortunati nel tabellone ma questi sono gli avversari e dobbiamo superarli se vogliamo arrivare in fondo”. 

Soffre più psicologicamente o tatticamente Allegri?

“Non lo soffro, allena una grande squadra, ma noi vogliamo vincere, lo speravo già l’anno scorso, l’avremmo meritato. Credo che abbiamo le qualità per farlo in futuro”. 

Sul prossimo ritiro di Auronzo di Cadore…

“Abbiamo trovato grande disponibilità, un’ottima struttura. L’ambiente è bello, siamo contenti, complimenti alla società e ad Auronzo che ci permette di lavorare in modo ottimale.” 

auronzo-di-CadoreInoltre dopo la conferenza stampa di mister Pioli, la dirigenza del club ha incontrato le autorità del paese veneto per ufficializzare l’accordo e rendere noto il programma estivo. Per il nono anno consecutivo, quindi, Auronzo di Cadore ospiterà il ritiro estivo pre campionato 2016/17 del club biancoceleste.

Queste le parole di Marco Canigiani, responsabile marketing della Lazio:

“In largo anticipo siamo qui ad annunciare l’accordo: Auronzo di Cadore sarà la sede del ritiro della Lazio per le prossime tre stagioni. In questo modo battiamo ogni record di presenza di un club in una località. Siamo stati sempre fiduciosi, abbiamo svolto un ottimo lavoro negli ultimi anni”.

Queste, invece, quelle di Gianni Lacché, presidente della Media Sport Event:

“La Media Sport Event aveva diverse opportunità e città che si erano proposte per il ritiro della Lazio, ma ci siamo sempre trovati bene ad Auronzo. Ci è sembrato giusto confermare la località. Ci saranno delle belle novità per i tifosi. Una la svelo subito: ci sarà una nuova tribuna con altri 800 posti a sedere. I tifosi potranno seguire la squadra più comodamente. Poi verrà assegnato anche un trofeo che si chiamerà “Tre Cime di Lavaredo”, è un qualcosa chiesto proprio dal Comune di Auronzo. Per questo stiamo definendo l’intesa con un club di altissimo livello”.

Queste, infine, le parole dei rappresentanti del Comune di Auronzo di Cadore presenti in sala stampa:

“Il Comune di Auronzo è onorato di ospitare la Lazio. Ci siamo conosciuti, fidanzati, poi sposati, con quest’accordo suggelliamo il decimo anno di accordo. Il sindaco oggi non è presente, ma porto anche il suo saluto e il suo ringraziamento a tutti i tifosi. Sono tanti i bambini che sono diventati tifosi laziali ad Auronzo,  stiamo praticamente allevando una piccola comunità biancoceleste. Perr noi è un onore. Vi aspettiamo tutti quest’estate. Ci sarà anche una nuova palestra a disposizione per la squadra. La presentazione, quest’estate, potrebbe anche avvenire in piazza, poi dipenderà anche dalle condizioni meteo. Per rafforzare il legame con i tifosi potremmo poi proporre l’abbonamento per il periodo del ritiro, è un’ipotesi che prenderemo in esame da qui in avanti. Vogliamo che siano 12-15 giorni (il periodo ancora deve essere deciso, ndr) con tante attrattive”. 



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Morrison verso la Premier: Bournemouth e Swansea alla finestra

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Era arrivato alla Lazio con l’etichetta del campione, ma Ravel Morrison in questi mesi è sembrato tutto tranne che un campione. L’inglese, arrivato già lo scorso Gennaio a Formello, non ha mai convinto mister Pioli che gli ha concesso solo qualche minuto in Europa League. Questo poco spazio concesso sembra prevalentemente dovuto ai problemi di natura caratteriale del ragazzo, reo di non essersi mai voluto adattare al gioco della Lazio.
Ma l’ex centrocampista del Manchester United in patria è molto considerato, visto che in questi mesi diverse squadre inglesi hanno sondato il terreno con la Lazio per riportare in Inghilterra Morrison. Gli ultimi sondaggi vedono l’interesse del Bournemouth e dello Swansea City (allenata dal neo tecnico Guidolin) interessate al 22enne inglese; puntando su un prestito fino a fine stagione e magari ad un riscatto alla fine dell’anno. Quindi già in questa sessione di mercato il giocatore nato a Manchester potrebbe lasciare il club biancoceleste per approdare in una squadra che gioca in Premier League.

Anche lo stesso Morrison non ha mai nascosto di non trovarsi a proprio agio in Italia e di voler ritornare in patria: il futuro di Ravel quindi sembra destinato verso altri lidi, destinazione Regno Unito. Questa sarebbe un opportunità di rilancio per lui, forse l’ultima per un giocatore dotato di grande talento ma che non ha mai convinto fino in fondo a causa dei suoi problemi caratteriali e di ambientamento.



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Fiore a Radiosei: “L’ambizione della Juve è esemplare. Klose può essere l’arma in più”

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Stefano Fiore, ex centrocampista biancoceleste, ha commentato, sulle frequenze di Radiosei, la prova di domenica della Lazio e ha presentato anche la gara di giovedì contro la Juventus. Fiore è uno che di Lazio e di Coppa Italia se ne intende, avendo giocato dal 2001 al 2004 a Roma e avendo vinto ben due coppe nazionali, una con la Lazio e una col Parma.

Queste le sue parole sul campionato e sule possibili protagoniste: “Dopo un inizio stentato della Juventus e del Napoli, credo che faranno un campionato a parte. Sono le squadre meglio costruite, con una rosa che permetterà loro di giocarsi lo scudetto fino alla fine. Io credo che la favorita sia la Juventus. Mi auguro, per una simpatia nei confronti del Napoli, che riesca a insidiarla fino alla fine. E chissà, anche a strapparle il tricolore”. Poi sulle prestazioni altalenanti della Lazio, che per Fiore dovrebbe prendere esempio dalla Juve: “Ci auguriamo che la Lazio possa invertire la rotta e trovare continuità. Si fa fatica a mantenere un certo standard di rendimento e di fame. A questo proposito penso alla squadra torinese: è una grande società, la migliore. Questo si rispecchia sulla squadra. Alla Juve magari ci vuole qualche partita, ma poi ci si rende conto della maglia che si porta e delle ambizioni del club. I bianconeri hanno vinto anche quando non erano al top…”.

Un buon collegamento tra squadra, club e società e imprescindibile per l’ex centrocampista biancoceleste: “Certo, un giocatore dovrebbe essere in grado di stimolarsi con le proprie motivazioni personali. Ma è uno sport di squadra, che rispecchia la società. Per questo si vive con rammarico il non aver sfruttato in estate la possibilità di andare in Champions. Avrebbe permesso disponibilità economiche diverse. Quello è stato emblematico: non trasmetti fiducia all’ambiente, né voglia di ottenere grandi risultati”. Poi sulle fragilità della difesa della squadra capitolina: “Non mi sento di etichettare i colleghi in un determinato modo, ma certamente non è un reparto ben assortito. Che sta palesando limiti molto grande”.

Lazio's forward Stefano Fiore (C) scoresMa secondo Fiore è possibile far giocare assieme Felipe Anderson, Keita e Candreva? Questo il suo pensiero: “È un’alternativa, non penso che Pioli non ci abbia pensato. Però credo che adesso sia difficilmente sostenibile. Mettendosi nella testa del tecnico, penso che mettere molti uomini di qualità potrebbero non dare punti di riferimento in attacco, ed è un bene. Ma potrebbero rischiare di non proteggere anche un settore, quello arretrato, che soffre un po’. Determinati attaccanti, bravi a giocare, devono essere supportati da centrocampisti di un certo tipo. La Lazio non ha molti palleggiatori, quindi servono dei riferimenti in attacco”. Poi un suo commento dettagliato sulle prestazioni di Felipe Anderson:“Visto quello di cui è capace, al momento sta giocando al di sotto delle sue possibilità. L’origine del blocco non può comprendersi da fuori: non so se sia un fattore psicologico, la voglia di cambiare aria. Ma va recuperato”. Infine Fiore, che nella sua carriera ha fatto diverse volte male ai bianconeri, cerca di designare il suo erede, colui che potrà far di nuovo male alla Juve: “La gara sembra avere un esito scontato. È la gara migliore per chi è in difficoltà, dal punto di vista della preparazione potrebbe essere un’iniezione di fiducia. Ci vuole gente fisica anche davanti: la buona prestazione di Klose potrebbe essere un bel segnale. E poi alle spalle della punta bisognerà reggere l’urto. E colpirla attaccando negli spazi”.

Fonte: Radiosei 98.100



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Calciomercato: si pensa a Benalouane per la difesa, Braafheid verso Salerno

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Benalouane è sul piede di partenza in casa Leicester con destinazione Italia, ma sponda Genova o Roma? Mentre Lotito spinge Braafheid alla Salernitana

La Lazio si sa che  sta cercando rinforzi in difesa. Bisevac è stato preso per “tamponare” l’assenza di Gentiletti ed una sua eventuale partenza ma ne servirà almeno un altro. Ed ecco spuntare il nome di Yohan Benalouane vecchia conoscenza del calcio italiano (ex Cesena, Parma e Atalanta). Secondo tuttomercatoweb.com infatti la trattativa tra Sampdoria e Leicester City per portare il franco-tunisino a Genova si sarebbe arenata per via del prezzo eccessivo del prestito, ben un milione di euro. Allora ecco che la Lazio è pronta ad inserirsi nella tratttiva. Pioli,difatti, ha chiesto dopo la partita con il Bologna un ulteriore acquisto e Lotito sembrerebbe pronto ad acconsentire.

BRAAFHEIDIn uscita invece Edson Braafheid è vicino alla Salernitana. Lo stesso Lotito ha confermato: “Sto cercando di convincere un grande giocatore ad accettare il nostro progetto: se ci riesco, vedrete che presenterò alla piazza un elemento di assoluto spessore. Se è della Lazio? No, posso dirvi soltanto che arriveranno altri due calciatori forti e che la nostra priorità è rinforzare la difesa”. Queste le parole rilasciate da Lotito ai microfoni di granatissimi.com. Ma l’ operazione non è facile. Il terzino olandese utilizzato solo 14′ minuti a Firenze non gradirebbe la piazza di Salerno e avrebbe già rifiutato la prima proposta. Ma il patron della Lazio è intenzionato seriamente a portare l’ olandese per rafforzare la Salernitana e si sta muovendo in prima persona.

Infine per quanto riguarda Santiago Gentiletti si parla di un interessamento del Bologna, ormai da tempo in cerca di un difensore. L’ argentino, però, non gradisce la destinazione e allora su di lui piomba il San Lorenzo, la sua ex squadra in Argentina. Ma Santiago, secondo fonti a lui vicine, vorrebbe restare e giocarsi le sue chance a Roma.



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Zauri determinato: “Lazio puoi fare l’impresa, contro la Juve sfrutta la tua abilità”

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Luciano Zauri, ex capitano della Lazio, ha parlato ai microfoni di Radio Olympia, dicendo la sua sulla delicatissima partita di Coppa Italia contro la Juventus. Il difensore nato a Pescina ha giocato con la maglia biancoceleste dal 2003 al 2013 (intervallati da due stagioni in prestito alla Sampdoria e alla Fiorentina) collezionando 139 presenze e 4 goal. Proprio con la Lazio ha vinto anche una Coppa Italia nel 2004. Queste le sue parole in merito alla sfida con i bianconeri: “Contro la Juve mi aspetto l’impresa. E’ importante non ripetere la prestazione del primo tempo contro il Bologna, ora gli stimoli e la determinazione per fare una grande prova non mancano, ma è fondamentale non commettere errori”. 

Ricordiamo tutti le amare sconfitte con i bianconeri della passata stagione e sicuramente il nostro mister Pioli farà il possibile per studiare la partita nei minimi dettagli, ma Zauri ci tiene comunque a suggerire di sfruttare le qualità di Candreva, Keita e Felipe Anderson: “I bianconeri, ovviamente, cercheranno di fare la partita e la Lazio non dovrà scoprirsi ma essere abile nelle ripartenze avendo gli uomini perfetti per farlo, vale a dire Candreva, Keita, Felipe Anderson su tutti.  A tal proposito, credo che Biglia sarà più libero di impostare il gioco”

Zauri, poi, esprime il suo pensiero anche sul campionato, ricordando la prossima partita casalinga contro il Chievo: “Il Chievo verrà a Roma per chiudersi e per portare a casa almeno il pareggio. Sarà difficile  costruire il gioco. Due vittorie vorrebbero dire la possibile svolta in campionato.”



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La Lazio sarà in ritiro ad Auronzo di Cadore per il nono anno consecutivo

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lazio ritiro

Programma sancito: a Luglio la Lazio sarà in ritiro per la preparazione al campionato 2016/2017. Secondo le indiscrezioni del responsabile comunicazione della Lazio, anche quest’anno la meta per il ritiro estivo dei biancocelesti sarà Auronzo di Cadore. Per un altro anno ancora, quindi, la società biancoceleste sarà ospite del comune veneto e si preparerà alla prossima stagione all’ombra delle Dolomiti. Un appuntamento ormai consolidato per tutti i tifosi biancocelesti che ogni anno giungono numerosissimi partendo da Roma, ma anche da ogni parte d’Italia, per arrivare nel paese di Auronzo ed acclamare i propri beniamini, ma anche per passare un periodo di vacanza in pace e tranquillità insieme alla propria squadra del cuore.

In giornata, quindi, dopo la conferenza stampa di mister Pioli prevista per le 14, le dirigenze della Lazio incontreranno le autorità locali per ufficializzare l’accordo. La località veneta, alle pendici delle Tre Cime di Lavaredo, ospiterà, così, la squadra biancoceleste per il nono anno consecutivo. Queste le parole di Stefano De Martino sul ritiro estivo, pronunciate ai microfoni di Lazio Style Channel, nella giornata di ieri: “Domani, alla fine della conferenza stampa di mister Pioli alle ore 14, arriveranno le istituzioni di Auronzo di Cadore per ufficializzare che anche il prossimo anno andremo in ritiro all’ombra delle Tre Cime Di Lavaredo”.



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Focus: Lulic fino al 2020..”Lulic 71″ è per sempre!

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Eroe: “Essere semidivino, cui una stirpe attribuisce gesta prodigiose a proprio favore.”

Eroe è il primo aggettivo che viene in mente ad ogni tifoso della Lazio quando si parla Senad Lulic. Nel Giugno del 2011, però, il suo arrivo alla Lazio passa quasi in sordina, gli occhi dei laziali sono tutti per Miroslav Klose e Djibril Cissè. Nessuno immagina, che quell’esterno bosniaco, scriverà in maniera indelebile la storia della Lazio, dei laziali e sopratutto la storia della Roma calcistica.

Lulic è un jolly preziossimo per ogni allenatore, basti pensare che nel corso della sua avventura laziale è stato utilizzato in svariate zone del campo: esterno basso, alto, mediano ed interno di un centrocampo a tre. Ma non è questo a fare di Senad Lulic un eroe.

LULICIl 26 Maggio del 2013 a Roma c’è un aria strana, le strade sono deserte, l’Olimpico stracolmo. Si gioca infatti la finale della Coppa Italia e, a contendersi il trofeo, ci sono, come mai accaduto nella storia, le due squadre romane. La Lazio guidata da Vladimir Petkovic, arriva da una stagione a due facce. La prima parte della stagione si rivela infatti entusiasmante, mentre nel girone di ritorno i biancocelesti non riescono a confermarsi e vengono risucchiati al centro classifica. Anche dall’altra parte del Tevere, però, non c’è di che essere allegri: la Roma viene da una stagione disastrosa e sulla panchina siede il traghettare Andreazzoli. La Lazio gioca una bella partita, gagliarda, attenta. Ma mentre tutti aspettano i gol di Klose, le giocate di Candreva, gli inserimenti di Mauri è proprio Senad Lulic al minuto 71′ , a spingere in rete quel pallone, quel gol che diventerà motivo di vanto per tutto il popolo biancoceleste. “Lulic71” diventa così lo slogan di tutti i tifosi laziali, “Lulic71” diventà l’incubo dei tifosi romanisti.

Nelle ultime due stagioni però, il rapporto tra Lulic ed alcuni tifosi inizia ad incrinarsi, c’è chi lo definisce scarso, chi inutile.  Ma anche Stefano Pioli, cosi come i suoi predeccessori, difficilmente rinuncia a lui. Nel suo primo anno alla guida della Lazio, utilizza l’esterno bosniaco come interno nel suo centrocampo, al fianco di Biglia e Parolo. Nella seconda parte di stagione, complice anche l’exploit di Cataldi, Lulic inizia a perdere qualche posizione nelle gerarchie. Inizia la stagione attuale da riserva e con il tormentone della vicenda rinnovo. Radu non è in forma, cosi Pioli lo rispolvera terzino e Lulic, con prove convincenti si prende il posto da titolare fisso.

Lulic-gol-Lazio-BolognaArriva però , durante un allenamento in palestra, un infortunio che rischia di segnare per sempre la vita del esterno bosniaco. Lulic rischia di perdere l’utilizzo di due dita della mano, viene operato con urgenza. L’equipe medica della Lazio, spera con questa operazione di scongiurare l’amputazione delle due falangi compromesse nel infortunio. I tifosi della Roma, o meglio, qualche idiota (i tifosi sono altri), ancora ferito e toccato dal gol messo a segno da Lulic nella storica finale tutta romana, inizia ad “ironizzare”. Fa il giro del web la frase “non c’è ricrescita”. Senad però supera l’infortunio, scongiura il pericolo amputazione e torna a disposizione del tecnico di Parma, che a sorpresa lo butta dentro nella ripresa del Dall’Ara, dove la Lazio è sotto di due reti. Lulic insieme a Klose, da la scossa alla banda laziale, ed è proprio il bosniaco a siglare il pareggio che sancisce la rimonta della Lazio. A fine partita ai microfoni dei giornalisti presenti nella mixed zone, Senad annuncia che la trattativa per il rinnovo è a buon punto e risponde con il sorriso, agli “sfottò” dei cugini romanisti: “C’è ricrescita, ma non c’è rivincita”.

All’indomani del ritorno in campo, nel giorno del suo 30° compleanno, arriva l’annuncio del suo rinnovo con la Lazio! Senad e la Lazio ancora insieme, almeno fino al 2020! Il suo gol invece, resterà eterno. Perché un eroe è eterno e “Lulic71” è per sempre!



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Ufficiale: Senad Lulic rinnova con la Lazio fino al 2020

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Senad Lulic con la maglia della Lazio e la fascia da capitano

Dopo Federico Marchetti anche Senad Lulic ha prolungato ufficialmente il suo contratto con la Società Sportiva Lazio fino al 2020. Il bosniaco e i biancocelesti, quindi, continueranno con il loro matrimonio ancora per quattro anni. Questo il comunicato apparso sul sito ufficiale della Lazio nella tarda serata di oggi:

La S.S Lazio comunica che il calciatore Senad Lulic ha rinnovato il proprio contratto con la società biancoceleste fino al 2020.

Un ottima notizia, quindi, per mister Stefano Pioli che potrà contare ancora per molto tempo sulla duttilità e l’intelligenza calcistica di Lulic. Senad ha legato per sempre il suo nome a quello della prima squadra della capitale, grazie al gol al 71′ minuto il 26 maggio del 2013, che ha regalato alla Lazio la Coppa Italia e un derby storico contro la Roma. Una buonissima notizia anche per tutti i tifosi biancocelesti che potranno ammirare ancora a lungo uno dei loro idoli, colui che gli ha regalato una delle gioie più belle della storia laziale.

Senad Lulic è nato a Mostar, in Bosnia-Erzegovina, il 18 gennaio 1986 e dopo una carriera passata tra diverse squadre svizzere è passato ufficialmente alla Lazio il 16 giugno del 2011. Per lui 130 presenze e 17 goal con la maglia biancoceleste e una storica Coppa Italia conquistata, come vi abbiamo già ricordato. Con la nazionale bosniaca ha collezionato, invece, 48 presenze e 2 goal.



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De Martino: “Lazio a corrente alternata a Bologna, per affrontare la Juventus sarebbe importante la presenza dei tifosi”

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Notizie Lazio
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Una Lazio a corrente alternata ieri allo stadio Dall’Ara: un primo tempo incolore e poi, finalmente, due reti. I biancocelesti hanno affrontato Bologna senza il supporto dei tifosi, che il capoufficio stampa della squadra capitolina reputa necessario. La squadra sembrerebbe pronta per affrontare la Juventus mercoledì, nei quarti di finale di Coppa Italia; sarebbe molto importante la vittoria ai danni dei bianconeri. Poi un passo indietro al 9 Gennaio, 116° compleanno della Lazio, e un tuffo al cuore ripensando a Luciano Re Cecconi, grande calciatore e grande uomo. Il responsabile comunicazione dei biancocelesti Stefano De Martino è intervenuto oggi su Lazio Style Channel. Di seguito le sue parole:

“Voglio tornare indietro di qualche giorno, la Lazio ha festeggiato questo compleanno così importante. A pensare al numero degli anni di questa società vengono i brividi: è uno dei club che ha più storia in europa e questo ci inorgoglisce. Deve trasportare con la mente ai ricordi che si hanno, dai più giovani che hanno vissuto solo i tempi più recenti. A chi invece ha 40 anni e ha vissuto il periodo degli anni ’80 con le cadute all’inferno e ritorno. Fino ad arrivare ai giorni nostri. È un compleanno che mi piaceva condividere con tutti voi, nella mia mente lo sto ancora vivendo. Faccio ancora tanti auguri alla Lazio e al mondo Lazio, che non è rappresentato solo da un giocatore o dalla società, ma è tutto il mondo biancoceleste che va a comporre queste cinque lettere”.

Il 18 gennaio è una data indimenticabile per il popolo biancoceleste, seppur con accezione negativa. “Oggi è l’occasione per ricordare anche Luciano Re Cecconi. Non solo come calciatore, anche come uomo. Sono d’accordo con il figlio che dice che era un giocatore moderno rispetto agli anni in cui viveva, poi come persona non posso aggiungere altro. Lo abbiamo letto nei libri, di quella Lazio in quel periodo fantastico. Oltre al calciatore, c’era anche l’uomo che viene ricordato sempre con grande affetto e quindi un pensiero va anche alla famiglia, così come tutte quelle persone che per seguire la Lazio hanno perso la vita. In questo momento di celebrazione ti tornano alla mente sia le persone che sono scomparse tanti anni fa, come ad esempio Paparelli, sia i recenti accadimenti come la scomparsa di Gabriele Sandri. Allora a queste famiglie va la mia vicinanza e il mio abbraccio e quello di tutta la società. Questo credo sia l’aspetto più importante tramandato negli anni, prima di parlare di calcio. Perché è questo quello che ci dà quel qualcosa in più da appuntare sul nostro cuore rispetto alle altre società di calcio“.

De Martina analizza la sfida di Bologna ed il campionato della Lazio, ringraziando i tifosi al seguito della squadra nelle due trasferte del 2016: “C’è stata questa Lazio a corrente alternata. Primo tempo incolore, in cui la Lazio non ha attaccato la spina ed è andata sotto di due gol. Con il Bologna che ha trovato nuovo spirito con Donadoni e non c’era dubbio. È una squadra che ti attende per poi ripartire in contropiede, l’ha fatto con noi e ha chiuso in vantaggio. Poi ha attaccato la spina e va a prendersi il 2-2 grazie ad una rosa che si è dimostrata all’altezza e se la partita fosse durata 5 minuti di più sarebbe arrivato anche il terzo gol. La Lazio l’ha sfiorato per due volte e devo dire che mi è piaciuta molto la reazione. Una squadra rientrata in campo prima del Bologna, prendendosi i fischi e poi grazie anche all’ingresso di Lulic e Klose ha agguantato il pareggio. Ci piacerebbe vedere questa prestazione per 90 minuti e in quel caso avremmo sicuramente qualche punto in più. Colgo l’occasione per ringraziare quei tifosi che hanno seguito la squadra in trasferta, chi c’è venuto a trovare in albergo, ad esempio il Lazio Club Rimini. Poi tutti quelli che ci hanno seguito a Bologna, così come a Firenze. L’importanza di trovare in trasferta i propri colori è qualcosa di estremamente rilevante. La Lazio di ieri ci fa arrabbiare il primo tempo, ognuno lo segue a modo proprio però vedermi esultare due volte vicino mi ha dato molto fastidio, perché la Lazio è superiore al Bologna e lo deve dimostrare da subito. Quando hai iniziato bene, hai bloccato due squadre come Fiorentina e Inter e hai vinto meritatamente. E’ difficile farlo in ogni gara perché non si può regalare un tempo, giustamente Pioli era arrabbiato per questo. Sa di avere una Lazio, di guidare una squadra che sulla carta può far meglio. Nel momento in cui decide di giocare può mettere alle corde qualsiasi avversario, non concede nulla. Questo va fatto sempre, quando dai tutto e hai iniziato con l’approccio giusto anche se l’avversario vince con merito gli diamo merito. Il calcio di oggi è cambiato, c’è un’altra presenza e visibilità e tutto viene schiacciato sulle persone. Il presidente può far bene e può anche sbagliare, fa parte di ogni società di calcio. Quando però c’è un preconcetto questo porta un danno alla nostra immagine. Quando fanno i complimenti al presidente penso sempre sia luce che fa un imitazione, visto che è molto bravo in questo (ride, ndr). Dopo aver vinto il 26 maggio avremmo potuto anche ritirare la squadra da questa competizione, ma c’è la Juve che ci ha fatto perdere tanto riposo nell’ultimo anno e mezzo e quindi con la Juve bisogna mettere tutto. In Europa League stiamo recitando un ruolo da protagonista, ma voglio risalire anche in campionato, voglio rientrare in Europa, non riesco a immaginare una Lazio fuori dalle competizioni europee. Vogliamo un rendimento giusto, vogliamo il secondo tempo di Bologna. Se dobbiamo migliorare? Visti i punti in campionato sì, in ottica Europa League no. Vedremo in Coppa Italia contro la Juventus, che al momento è la squadra più forte in Italia, anche più del Napoli. In campionato la squadra è in ritardo di sette punti e questa squadra è concepita per arrivare nelle zone alte della classifica”.

Nonostante si sia giocato ieri, tra 2 giorni si ritorna in campo per i quarti di finale di Coppa Italia. Di fronte la Juventus di Allegri, capace di infilare una serie di 10 vittorie consecutive che le hanno permesso di tornare prepotentemente a lottare per il titolo: “Siamo proiettati verso il prossimo impegno contro la Juventus, abbiamo perso 5 volte con loro, ci hanno sempre fatto male. E’ una Juve che al momento è la squadra più forte del campionato, ieri ha lasciato Pogba in panchina e questo ti fa capire quanto ci tengono a passare il turno. La Lazio deve fare di tutto, spero ci sia un pubblico che possa seguire questa gara perché sarebbe importantissimo il passaggio del turno ai danni della Juve. So di tutte le problematiche, le polemiche per venire allo stadio. Non concedo a nessuno di poter cambiare il pensiero che io ho sempre detto da quando sono iniziate queste polemiche. Il mio pensiero è sempre stato molto chiaro e lo deve essere“.

De Martina torna sulla questione tifosi, tema sempre caldo in casa Lazio: “Keita vuole l’Olimpico come una bolgia? Partiamo da ieri, la decisione è stata presa dall’osservatorio, le società non sono chiamate in causa. Non possiamo aggiungere nulla, purtroppo non tutti lo capiscono, noi non siamo coinvolte in queste decisioni. Anche se ci chiedono di intervenire noi non abbiamo alcune possibilità di intervento. Spero sia chiaro per il futuro, anche se vorrei non ci fossero più limitazioni per i nostri tifosi in trasferta. A firenze ci sono stati dei Daspo per degli incidenti alla stazione, probabilmente ha influenzato la decisione dell’Osservatorio. Quando ci sono queste decisioni noi non possiamo fare altro che riportarlo. In casa? Nascono delle polemiche che non voglio sentire, ho sempre detto quanto la mancanza dei tifosi allo Stadio Olimpico sia un danno per il calcio giocato. Perché uno stadio che incita la squadra, che la fischia se non rende è sicuramente un aspetto fondamentale per il calcio. Questa situazione è penalizzante per quanto concerne i punti della Lazio in campionato e non solo. Non c’è bisogno di lavorare nella società, è il pensiero di chiunque segue il calcio. Poi c’è il discorso del motivo, di quello che accade dentro lo stadio Olimpico. Sappiamo del provvedimento del Prefetto di dividere le curve, la scelta è stata quella di non venire più allo stadio. Noi abbiamo sempre detto che questa decisione ci rammarica, ci fa soffrire, quando viene a mancare il polmone nel corpo umano Lazio è chiaro che ti manca il fiato. La mancanza della Nord è un danno incalcolabile dal punto di vista del calcio giocato e anche per il romanticismo. Sappiamo che significa non vedere quella parte di stadio piena di colori e bandiere e tutto quello che hanno sempre dato in questi anni. Non possiamo commentare la scelta del Prefetto, possiamo solo dire, e lo abbiamo già fatto, quanto questo sia un danno, quanto ci auguriamo che si possa arrivare a un cambiamento. Mi auguro che, alla fine di questo campionato, si possa ritornare su questi aspetti, si possa decidere diversamente, si possa arrivare a capire quanto lo stadio sia importante. Non compete a noi, società Lazio, anche qui abbiamo recepito un provvedimento che è stato dato sia a noi sia alla Roma, non entriamo nel merito perché non è nostra competenza farlo. Questo aspetto ci penalizza, ci danneggia. Personalmente mi auguro che a fine stagione ci possa essere un’inversione di tendenza, si possa tornare a frequentare lo stadio come una volta. I tifosi della Lazio si sono connotati sempre per una correttezza. Quando ci fu il provvedimento in Europa League non mi nascosi e dissi che pagavamo per dei comportamenti di poche persone, poi venne chiuso il settore. Io non volevo che tutti pagassero per pochi, soprattutto in una competizione in cui ci si sono scagliati tutti addosso dandoci etichette poche carine. Il pensiero di questa direzione è questo, l’auguro che si possa tornare allo stadio, a vivere la Lazio. Spero che alla fine della stagione ci si possa sedere al tavolo e si possa tornare a vivere lo stadio, non so ancora in quale modo. Ma questa situazione ci penalizza e ci fa soffrire, dispiace non ci sia il popolo laziale e la Curva Nord. Ogni altra considerazione fatta non appartiene alla nostra direzione, al pensiero che io ho la responsabilità di divulgare. Per quanto riguarda i fatti accaduti in Polonia, li ricordiamo tutti. E’ stato fatto un sacco, è stata buttata una rete e hanno preso un centinaio di persone. Ho visto i ragazzi nella struttura carceraria e ho avuto i brividi per come era la struttura stessa. In Europa c’è molto intransigenza a livello di controllo degli stadio. Qui invece molto spesso i tifosi cercano di fare da padroni. Questa non è una bella cosa, ho visto mettere a ferro e fuoco il centro di questa città. Mancano le leggi, non la volontà di far rispettare le regole”. 

Il responsabile della comunicazione ha poi fatto un’analisi dell’attuale rosa della Lazio, rispondendo alla domanda sul mercato di riparazione ed eventuali entrate a Formello: “Non me ne occupo. Questa Lazio, a inizio stagione, è stata messa in campo e costruita confermando la formazione della scorsa stagione con inserimento di giocatori come Milinkovic, Kishna e altri giovani di futura prospettiva e talento. Giocatori che hanno bisogno di tempo per inserirsi. Milinkovic era dato per oggetto misterioso ma è già un giocate da maglia da titolare, ieri nel secondo tempo ha fatto bene e ha preso a sportellate chiunque. Così come gli altri giovani.L’assenza di De Vrij ci ha condizionato. E’ come se togliessi Higuain al Napoli, senza l’olandese abbiamo, ovviamente, meno punti. Abbiamo costruito la squadra intorno, anche durante il preliminare ci sono mancati giocatori importanti, così come alcune volte ci è mancato Biglia. Le problematiche sono state queste. Il rientro di Lulic ti fa capire come una Lazio al completo avrebbe sicuramente fatto meglio, sulla carta possiamo e dobbiamo competere per chiunque, abbiamo giocatori che lo possono fare. De Vrij è stato sostituto da Bisevac, è un giocatore con tanto carattere, lo vedremo quando il mister deciderà di farlo giocare. Il suo curriculum ci dice questo. La Lazio aveva promesso che sarebbe arrivato il sostituto di De Vrij già nella prima settimana di gennaio e così è avvenuto. Se partirà un giocatore verrà sostituito da un altro ma è un difficile. Questa Lazio può recuperare in campionato. Non possiamo fare i professori in questo senso, molte volte ci siamo sbagliati. Basti pensare a Candreva che ho dovuto farlo entrare io personalmente a Formello perché sennò i tifosi l’avrebbero malmenato. I giocatori hanno bisogno di tempo per abituarsi a un piazza come Roma. Ricordo che anche Biglia quando arrivò fu giudicato male e qualcuno disse di mandarlo in prestito al Chievo. Bisevac deve abituarsi e non possiamo giudicarlo senza averlo visto giocare solo perché al Lione faceva la riserva di Yanga-Mbiwa. Mancava un giocatore, la Lazio il due di gennaio ha trovato il sostituto di de Vrij”. 

Infine un’anticipazione sulla conferma di Auronzo di Cadore per il prossimo ritiro estivo: “Domani, alla fine della conferenza stampa di mister Pioli alle ore 14 arriveranno le istituzioni di Auronzo per ufficializzare che anche il prossimo anno andremo in ritiro sotto le Tre Cime Di Lavaredo”



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