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Genoa-Lazio, la cronaca della partita

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Termina 0-0 l’incontro tra Genoa e Lazio di questa sera allo stadio Luigi Ferraris di Genova. Un match che ha deluso le aspettative: Gasperini prevedeva una Lazio molto forte quasi imbattibile ma, in realtà, il Genoa è riuscito a tener testa ai biancocelesti. Rivediamo insieme le azioni salienti della gara;

Dopo il fischio d’inizio di Orsato, la Lazio attacca verso la curva nord in casa rossoblu. Tra il 2′ e il 4′ Felipe Anderson non si lascia intimidire e parte portando a casa il primo corner della partita. Il Genoa tenta un’azione offensiva con il cross Cerci che viene immediatamente fermato da Hoedt, la Lazio riparte. Al 5′ Destro spettacolare di Cataldi dal limite dell’area viene immediatamente bloccato dal portiere del Genoa Perin che devia la palla verso l’angolo, ed è il terzo corner della partita per i biancocelesti. Tra l’8′ e il 9′ Mauricio marca alla grande Pavoletti, un po’ troppo secondo l’arbitro Orsato che rimprovera il giocatore brasiliano. Una grandiosa occasione per il Genoa al 12′, Basta lascia sfuggire un pallone, Marchetti riesce a salvare la situazione. Al 16′ Laxalt difende bene il Genoa dando molto filo da torcere a Basta che, però, risponde altrettanto bene sulle fasce. Dopo due minuti c’è un calcio di punizione per la Lazio battuto da Cataldi, Rincon concede il corner ai biancocelesti. Al 19′ Mauri dal calcio d’angolo con un colpo di testa becca il pallone che finisce contro la traversa, una grande occasione persa per la Lazio. Al 21′ Parolo durante l’azione colpisce Cerci che finisce a terra, cartellino giallo per il giocatore biancoceleste. Al 23′ seconda punizione battuta da Cataldi, ne consegue l’ennesimo calcio d’angolo ma senza esiti rilevanti.

genoa-lazioAl 27′ Anderson ferma Burdisso al limite dell’area di rigore. Al 32′ Pavoletti in area di rigore tenta l’azione ma il pallone finisce fuori dalla porta di Federico Marchetti. Al 38′ colpo basso e grande spavento per la Lazio, Konko ferma sul filo del rasoio un cross di Cerci. Il Genoa non riesce a passare in vantaggio. Un minuto dopo scontro tra Munoz e Milinkovic, ferita alla testa per il giocatore serbo. Al 44′ Parolo tenta un cross con il destro e l’azione si conclude con un nulla di fatto, se avesse calciato a sinistra sarebbe potuta andare meglio. 2 minuti di recupero per il primo tempo. Al 45’+2′ Pavoletti tenta l’azione, Marchetti blocca il pallone allo scadere del I tempo.

Al rientro in campo ci sono le prime sostituzioni di mister Pioli che richiama Basta in panchina e fa entrare in campo Patric. Al 48′ Suso parte in attacco e Parolo lo blocca immediatamente facendolo cadere, il giocatore genoano guadagna una punizione che non va a buon fine, Hoedt respinge il pallone. Al 50′ Ennesimo corner per la Lazio, questa volta a guadagnarlo è lo spagnolo Patric. Al 52′ ammonizione per il genoano Suso che si aggrappa alla maglietta di Hoedt per trattenerlo, Orsato non risparmia il cartellino giallo. Al 55′ Ansaldi chiede il cambio per forti dolori muscolari, al suo posto entra Rigoni. Al 60′ Izzo indirizza un colpo di testa verso i pali di Marchetti, il portiere laziale blocca immediatamente il pallone. Un minuto dopo viene ammonito Munoz per contrasto su Djordjevic. Al 63′ lo stesso Munoz tenta il gol colpendo il pallone di testa, strepitosa parata di Marchetti che si trova immediatamente a parare un altro cross di Pavoletti. 64′ Seconda sostituzione di mister Pioli che vorrebbe risollevare le sorti della partita, fuori Mauri entra Keita. Al 65′ – Grande occasione per la Lazio con Parolo in area, Perin lo blocca e il Genoa riparte.

patricPoi al 69′ Keita chiede a Orsato il rigore per un contatto con Izzo, l’arbitro non concede il privilegio. Al 69′ Gasperini cambia Cerci con Tachtsidis. Ammonizione per Cataldi. Felipe Anderson tenta male una rovesciata. Al 75′ Marchetti blocca l’azione di Tachtsidis, ancora una volta vediamo il portiere protagonista in campo, altra occasione persa per i genoani. Al 76′ Perin blocca l’azione di Keita che finalmente ha tentato un tiro verso la porta. Al 78′ c’è l’ultimo cambio per mister Pioli che sostituisce Cataldi con Lulic. Al 79′ Sostituzione anche per il Genoa: out Suso, in Lazovic. A sei minuti dal termine Rincon trattiene Lulic e Orsato solleva il cartellino giallo verso il giocatore del Genoa. Azione inversa al minuto successivo, Lulic stende Rincon e becca anche lui un bel giallo dall’arbitro. Al 88′ minuti di sofferenza per Pavoletti preso da forti dolori muscolari. La’arbitro segnala poi 4 minuti di recupero. Al 90’+1′ Keita tenta il cross che viene immediatamente bloccato dai guantoni di Perin. 90’+3′ Mauricio di testa pericoloso sugli sviluppi di un calcio d’angolo.

Dopo quattro minuti di recupero la partita finisce in quel di Genoa: il campo del Ferraris ha visto la Lazio protagonista durante il primo tempo, nel secondo, invece, meglio il Genoa. Un match carico di errori e di occasioni sprecate sia per i biancocelesti che per i rossoblù.

TABELLINI: 

GENOA (3-4-3): Perin; Munoz, Burdisso Ansaldi (58′ Rigoni); Izzo, Rincon, Dzemaili, Laxalt; Suso (79′ Lazovic), Pavoletti, Cerci (69′ Tachtsidis).

A disp. Lamanna, De Maio, Marchese, Capel, Ntcham, Pandev, Fiamozzi, Gabriel Silva, Matavz.

All. Gian Piero Gasperini

LAZIO (4-3-3): Marchetti; Basta (46′ Patric), Mauricio, Hoedt, Konko; Milinkovic, Cataldi (78′ Lulic), Parolo; Felipe Anderson, Djordjevic, Mauri (64′ Keita).

A disp. Berisha, Guerrieri, Braafheid, Gentiletti, Klose.

All. Stefano Pioli

ARBITRO: Orsato (sez. Schio). Ass.: Di Liberatore-Fiorito. IV: Alassio. Add.: Mazzoleni-Chiffi

NOTE. Ammoniti: 19′ Parolo (L), 52′ Suso (G), 61′ Munoz (G), 72′ Cataldi (L), 85′ Rincon (G), 86′ Lulic (L)

Recupero: 2′ pt; 4′ st.



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Chiocci (Il Tempo): “In Italia molta ipocrisia sul razzismo. Lazio vittima di un cliché”

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Dopo la sospensione del direttore di gara Irrati a causa dei presunti ‘BU’ razzisti nei confronti del difensore di colore del Napoli Koulibaly è arrivata puntuale la decisione del giudice sportivo, che ha provveduto a squalificare per due turni il settore “Curva Nord” e uno i Distinti “Nord-Est” e “Nord-Ovest”. L’ennesima beffa in una stagione maledetta per i colori biancocelesti sia sotto il lato sportivo che non, con proteste da parte della maggioranza dei tifosi contro le barriere al centro della curva, come stabilito dal Prefetto di Roma Franco Gabrielli, e una gestione societaria totalmente discutibile.

Il Direttore del quotidiano capitolino “Il Tempo”, Gian Marco Chiocci, ha parlato ai microfoni di 1900tv, esprimendo la sua opinione sui temi caldi in casa Lazio. L’intervista si apre proprio con un commento sui fatti accaduti mercoledì sera allo Stadio Olimpico: “Io vado sostenendo da tempo che tutte queste regole sul razzismo sono da rivedere. Mi accorgo da anni che quello che accade in Italia in termini di razzismo è molto ipocrita. Sospendere una partita come quella di mercoledì sarebbe stata una follia. E’ un modo di fare schizofrenico, la Federcalcio e la Lega ci dicono come bisogna comportarci allo stadio ma sono i primi a fare dichiarazioni sui neri che mangiano banane e di calciatrici lesbiche. Una grande parte della tifoseria laziale ce l’ha a morte con Lotito. Molti sanno che basta fare un ‘BU’ per far scattare una sanzione pecuniaria e sappiamo tutti quanto il patron laziale sia attaccato al denaro”. Multa che la società biancoceleste dovrà pagare proprio in conseguenza a quella responsabilità oggettiva delle società di cui parla il regolamento F.I.G.C. in merito agli episodi di razzismo negli stadi. Una legge che Chiocci propone di eliminare per dire basta ai ricatti degli Ultras nei confronti delle società: “Bisogna capire bene cosa si intende per responsabilità oggettiva, perché così si rischia di diventare schiavi degli Ultras. In Italia succedono cose che in altri paesi non accadono. Di fronte alla schizofrenia uno deve denunciare il fatto che per alcuni la legge si applica e che per altri si interpreta. Bisogna anche capire cosa è razzista e cosa è discriminatorio, dire romano bastardo mi sembra abbastanza grave, esattamente come l’insulto nei confronti dei napoletani. Inoltre c’è da dire che nella Lazio ci sono dei giocatori di colore. Bisogna trovare delle regole che valgano per tutti. L’arbitro avrà avuto le sue buoni ragioni per sospendere la partita, però queste cose accadono in tutti i campi di tutte le categorie. Nella Capitale accadono alcune cose che in altre parti non accadono. Anche lo stesso Malagò, che è tutto fuorché laziale, ha detto che se fai determinati cori rischi di diventare ostaggio dei tifosi. Intorno al mondo del calcio girano troppi interessi che condizionano le regole che valgono per tutti. Secondo me è fondamentale sopprimere la responsabilità oggettiva su questo tema, le società e il Viminale devono mettersi intorno al tavolo e riscrivere le regole per non essere ostaggio di alcune dinamiche”.

Il direttore de’ “Il Tempo” inoltre evidenza la risonanza mediatica del ‘fattaccio’, che sponsorizza inevitabilmente in modo negativo tutto l’ambiente Lazio: “A livello d’immagine tutto questo fa male alla Lazio: perché viene additata come società fascista e razzista. Intorno alla Lazio si è costruito un cliché che non aiuta i biancocelesti. I diritti tv vanno avanti a tutto, il resto è un contorno. L’unico presidente che ha fatto qualche cosa contro queste cose è Lotito, che ha cominciato bene ma ha finito malissimo facendo numerosi errori che rischiano di danneggiare la Lazio. Mi viene da pensare che se in campo non ci fosse stata la Lazio, l’arbitro non avrebbe sospeso la partita”.

Gian Marco Chiocci, in carica dal 15 settembre 2013, conclude il suo intervento con una riflessione sulle tanto discusse barriere poste nelle due curve dello Stadio Olimpico: “Il Questore avrà le sue buone ragioni insieme al Prefetto, ma è possibile che accade tutto solamente a Roma?”



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Lazio Primavera, a Crotone da corsari. Inzaghi sorride e sprona: “Ora a Milano!”

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Il giorno migliore per vincere, 2-0 a Crotone e la Lazio Primavera aggancia il quinto posto; le giovani aquile con un autogol e il solito Calì riescono a far sorridere non poco Simone Inzaghi, che in piena emergenza riesce a strappare un importante risultato in terra calabrese.

Finalmente torna il fattore fortuna, ultimamente assente, e soprattuto quel cinismo che non ha contraddistinto tutto il campionato dei biancocelesti. Su una punizione dalla distanza di Murgia, arriva l’intervento di Nicoletti ma il pallone viaggia verso la porta che difende ed è 1-0; il primo tempo viaggia su binari che prevedono la spinta dei crotonesi, con la Lazio che controlla in qualche modo. Il secondo tempo rivede il Crotone in avanti, ma le conclusioni non hanno il risultato sperato, la situazione più eclatante illude il “Baffa” di Cotronei quando una conclusione di Galli finisce sull’esterno della rete. Ed è in questo momento che la miglior difesa è l’attacco, e Calì toglie le castagne dal fuoco: l’ex romanista riceve palla al limite dell’area e batte Tabokas sul palo “forte”. La reazione calabrese non solo non è immediata, ma la Lazio Primavera rischia di capitolare purtroppo senza fortuna con il neoentrato Sarac; solo in quel momento la squadra di Parisi si risveglia e sfiora il 2-1  che avrebbe riaperto le speranze di (almeno un) pareggio.

Ma la partita finisce, la Lazio Primavera continua nella strada verso le Final Eight, ora è quinta e aspetta la sfida diretta tra Empoli e Palermo. Simone Inzaghi è contento della prova dei ragazzi, e le sfrutta come spinta per la Coppa Italia, queste le sue dichiarazioni rilasciate a Lazio Style Channel: “Era una partita importante, sono stati bravi i ragazzi. Siamo stati compatti in un campo difficile. Eravamo in emergenza, ma sono stati tutti all’altezza. Non ho nulla da dire, ci prendiamo questa bella vittoria. Il calendario è spietato ma andremo a Milano per giocarci la partita contro l’Inter. Siamo stati bravi a colpire al momento giusto, come sempre accade gli episodi sono decisivi. Questa volta la fortuna ha girato dalla nostra parte ma siamo anche stati bravi a stare in partita e rischiare poco. Calì è stato molto bravo sul secondo gol”. Uno sguardo ai singoli: “Sono contento anche di Cotani che ha fatto molto bene. È un ragazzo serio, che si allena bene. Ma sono soddisfatto di tutti. C’era anche qualche giocatore fuori ruolo. Lì davanti stanno tutti andando forte. Noi stiamo in ritardo e dobbiamo cercare di collezionare punti”.

Sulla coppa nazionale è sicuro e deciso: “C’è ancora rammarico per la partita di andata, per quella sconfitta immeritata. Ma andremo a Milano per giocarcela.”



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L’allenatore del Genoa Gasperini: “La Lazio ha un organico forte e un modo di giocare collaudato”.

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Nella foto Gasperini

Giocare in casa potrebbe aiutare il Genoa a risollevare le sorti di un campionato non molto florido. La squadra ligure, nella stagione 2015/2016 sta pagando cari gli errori difensivi iniziali e attualmente occupa il quintultimo posto in classifica. La squadra, tuttavia, ha una gran voglia di riscatto. Ieri, alla vigilia della gara contro la Lazio, mister Giampiero Gasperini ha tenuto la consueta conferenza stampa pre-partita:

“Contro la Lazio dobbiamo interpretare bene la gara, sono un’ottima squadra con giocatori importanti. L’organico è molto forte ed hanno un modo di giocare collaudato benché non stiano vivendo un periodo felicissimo. Dobbiamo cercare di chiudere questa settimana nel migliore dei modi facendo innanzitutto la prestazione, vincere per noi significherebbe risollevare la classifica. Dobbiamo ritrovare un po’ di gioco d’attacco. La fase offensiva non è fatta solo di individualità, ma anche di conoscenza e di gioco corale. La difesa ha fatto una buona prestazione, chi gioca sta facendo bene. È la base per ottenere i risultati. La difesa si è sempre comportata bene tranne che in un periodo dove abbiamo pagato. Il fatto di giocare in casa ci può aiutare, dobbiamo ripartire”.

La classifica vede il Genoa in sedicesima posizione con pochi risultati positivi alle spalle: “Siamo in una situazione in cui non ci possiamo far condizionare dai risultati. La classifica è corta. Dobbiamo ottenere da ogni gara il massimo. Siamo pronti a stare dentro fino all’ultimo. Se si vince queste partite, ti tiri fuori prima sennò stai dentro e combatti. Turn over? L’allenamento di oggi è decisivo e avremo una seduta domani. L’unico che ha un piccolo problema è Munoz, ma potrebbe essere recuperabile.”

L’allenatore ligure ha aggiunto qualche informazione sulla recente cessione di Perotti che ha raccolto pareri discordanti all’interno della tifoseria genoana: “Se il presidente ha voluto vendere Perotti è perché c’era la necessità di cedere il giocatore. Non avrebbe fatto una soluzione così impopolare e difficile per la squadra. Abbiamo molti giocatori in attacco: c’è anche Capel, Lazovic. All’occorrenza è un ruolo che può fare anche Laxalt”.



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Amarcord Genoa Lazio: quando Zarate regalò i 3 punti alla Lazio

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Era il 18 aprile del 2009 e la Lazio espugnò “Marassi” con il punteggio di 0 a 1.
Gli uomini di Delio Rossi, dopo aver vinto il derby per 4 a 2, vincono a Genova contro i rossoblù di Gasperini grazie al gol di Mauro Zarate che quell’anno mandò in estasi tutto il popolo biancoceleste.

Ecco le formazioni che scesero in campo il 18 aprile del 2009:

GENOA: Rubinho, Biava, Ferrari, Bocchetti, Mesto (67′ M.Rossi), Thiago Motta, Juric, Criscito (74′ Vanden Borre), Palladino, Jankovic, Sculli (62′ Olivera). A disposizione: Lamanna, Sokratis, Modesto, El Shaarawy. Allenatore: Gasperini.

LAZIO: Muslera, De Silvestri, Diakite (55′ Siviglia), Rozehnal, Kolarov, Lichtsteiner, Dabo (74′ Meghni), Ledesma, Mauri, Zarate, Pandev (41′ Rocchi). A disposizione: Carrizo, Cribari, Radu, Del Nero. Allenatore: Rossi.

Arbitro: Sig. Saccani (Mantova) – Assistenti Sigg. Niccolai e Papi – Quarto uomo Sig. Pierpaoli.

Marcatori: 65′ Zarate.

Note: giornata nuvolosa, terreno in discrete condizioni. Ammoniti Juric, Biava e Kolarov per gioco scorretto, Mauri per proteste. Angoli 6-4 per il Genoa. Recuperi: 4′ p.t., 5′ s.t.

Spettatori: 26.000 circa.



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Pioli: “Stiamo allontanando i veri tifosi. La stagione non è ancora finita, ora non è tempo di valutazioni”

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Stasera alle ore 20.45 la nostra Lazio affronterà il Genoa allo stadio Marassi per la 24 esima giornata della Serie A. I biancocelesti dopo la partita persa in casa contro il Napoli vogliono ripartire già da oggi, anche se non sarà facile contro i grifoni di Gasperini. Infatti anche i rossoblù arrivano da una sconfitta, rimediata contro la Juventus, e vorranno farsi perdonare dai propri tifosi. Questa la conferenza stampa integrale di Stefano Pioli che ha parlato a lungo ieri pomeriggio di diversi argomenti, ma soprattutto delle prospettive future dei biancocelesti, dei tifosi e della squadra genoana.

Qual è lo stato d’animo suo e della squadra?

“Quello che mi aspetto è una grande reazione, non siamo riusciti a fermare la capolista e a dare continuità ai risultati. La prestazione con il Napoli non è stata così insufficiente come è stata descritta, ma abbiamo perso. Domani ci aspetta un ambiente carico, affrontiamo una squadra difficile. Quello che è successo con il Napoli non fa bene a nessuno, né a noi né al nostro ambiente. Non mi chiedete se era giusto quello che ha fatto l’arbitro perché non ho voglia di parlarne. Ho la mia opinione, bisogna fare in modo di far tornare allo stadio i veri tifosi. Invece sta succedendo il contrario, si sta facendo di tutto per allontanarli”.

Qual è il pungolo per far scattare una reazione?

“Siamo indietro rispetto a quello che dovevamo fare. Guardare troppo indietro ora non serve a nulla, stiamo pagando caro il calo di novembre e di inizio dicembre. Nelle ultime undice partite abbiamo perso due sole volte contro le più forti d’Italia. Con tutte le altre ce la siamo giocata. Dobbiamo fare bene da qui alla fine, a partire da domani”.

Qual è il primo passo per ripartire?

“Giocare con grande agonismo e pallone su pallone, dobbiamo essere attenti e più veloci rispetto all’ultima partita”.

La società può fare qualcosa in più per i tifosi?

“Noi siamo i primi a non aver ricreato entusiasmo e passione, quindi ciò che merita il nostro popolo. Poi ci sono state le barriere, le squalifiche che hanno condizionato. Il calcio è uno spettacolo, è sempre meglio farlo con i tifosi. I responsabili, certo, siamo anche noi”.

La difficoltà maggiore rispetto all’anno scorso?

“Sicuramente le difficoltà iniziali, non mi aspettavo un’estate del genere. Ci conoscevamo, sapevamo gli obiettivi, non mi aspettavo di saremmo presentati alla prima di campionato senza aver mai vinto. Poi ci sono stati troppi infortuni, non possono essere messi da parte. Ci eravamo ripresi, purtroppo è arrivato il mese di novembre. Ma stiamo tirando le somme troppo presto, il campionato non è ancora finito. L’Europa è difficile, ma fino a quando non ci sarà la certezza matematica dobbiamo credere al nostro obiettivo”.

Klose può tornare quello dell’anno scorso? SI può far giocare più avanti, in zona-gol?

“Non dobbiamo fare confusione, ho detto che quando giochiamo con due attaccanti, lui è quello che per caratteristiche torna più dietro. Ma quando è stato impiegato da solo ha giocato come terminale offensivo. Contro il Napoli ha cercato di sfruttare le occasioni, che comunque non sono state tante”.

La Lazio può puntare all’Europa League?

“I nostri impegni prossimi sono in campionato, abbiamo Genoa e Verona, poi l’Europa League. Dobbiamo giocare al massimo”.

Cosa si sente di dire ai tifosi per come si è sviluppata questa stagione?

“Stiamo facendo valutazioni di una stagione che non si è ancora conclusa. Alla fine non mi tirerò indietro nel fare le valutazioni. Se poi dovessimo vincere, allora qualcosa cosa direbbe? Non siamo partiti sapendo di de Vrij, aveva avuto un’operazione all’adduttore che non faceva presagire il problema al ginocchio. Il preliminare l’ha giocato senza problemi al ginocchio”.

Il calendario ravvicinato può essere un aspetto positivo? Un giudizio sul Genoa?

“Tornare in campo subito non ci può che fare bene. Il Genoa è spinto molto dal proprio ambiente, gioca un calcio aggressivo, fisico, ma vogliamo ripartire. Nell’ultimo periodo abbiamo fatto tante cose bene, abbiamo dimostrato di essere all’altezza, abbiamo perso contro Napoli e Juve, le due squadre più forti. Il Genoa ha preso dei giocatori nuovi, non so chi giocherà domani”.

Favorevole alla moviola in campo?

“La tecnologia sulla riga di porta è utile, già questo è stato un passo in avanti. Non sono d’accordo con le altre soluzioni perché snaturano il gioco del calcio”.

La Lazio spesso non tira una volta in porta. Può andare meglio senza un vero centravanti?

“Qualche difficoltà l’abbiamo avuta, anche se ultimamente abbiamo segnato due gol a partita di media. Siamo mancati in velocità, se diamo la possibilità agli avversari di riposizionarsi, allora andiamo in difficoltà. Dobbiamo attaccare di più la profondità”.

 



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Biava: “Genoa in positivo, Lazio assenze penalizzanti”

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E’ intervenuto oggi ai microfoni di Lazio Style Radio 89.3 in occasione della partita di domani contro il Genoa, Giuseppe Biava. Il classe ’77 ha avuto la possibilità di conoscere sia il club del Genoa, stagione 2009-2010, che quello della Lazio, in cui ha trascorso ben quattro anni. Già nella stagione 2010-2011 diventa titolare fisso della squadra biancoceleste, realizzando tre reti in 35 incontri. Nel 2012 rinnova il contratto per un anno, chiudendo la stagione con 31 presenze complessive. E’ presente in campo anche il 26 Maggio 2013, in occasione della finale vinta per 1-0 contro la Roma.

Dunque l’ex difensore ci racconta della sua esperienza nella Lazio e nel Genoa, analizzando anche la partita di sabato: “Lazio e Genoa sono state due tappe importanti per la mia carriera. A Genoa sembrava un periodo di declino invece sono rinato, alla Lazio ho passato momenti bellissimi. Sono le due società in cui mi sono trovato meglio. Il Genoa dopo un momento negativo pare si sia ripreso. Contro la Juve ha fatto un’ottima partita, era difficile fermarla. A livello difensivo ha tenuto bene. La Lazio paga le troppe assenze, a centrocampo contro il Napoli era decimata”. Poi sulla gara di sabato: “Il Genoa è in positivo, lo stadio li può aiutare. Ha ritrovato equilibrio nonostante ha perso un giocatore importante come Perotti. Con la Juve non ha sofferto molto, si è difesa bene, per la Lazio sarà difficile. Gasperini è uno che vuole vincere, che vuole attaccare. In casa non si difende, anzi. Gli infortuni hanno fatto la differenza: ha subito importanti perdite come de Vrij, Biglia, Radu, Lulic. Non l’ho mai vista giocare con la classica formazione tipo. Lì dietro si sono spesso alternati, un reparto come la difesa ha bisogno di essere collaudato, quindi devono giocare il più possibile insieme”.



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Liverani sul razzismo: “Non posso credere che il tifoso laziale lo sia”

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La partita di mercoledì sera che ha visto protagoniste la Lazio e il Napoli, verrà ricordata da molti come un nuovo episodio di razzismo, che ha fatto ricadere l’attenzione sui cori razzisti dalla curva Nord all’indirizzo di Koulibaly, piuttosto che dal punto di vista del gioco, scaturendo anche la squalifica per due turni della curva laziale da parte del Giudice Sportivo.

Fabio Liverani è stato calciatore biancoceleste arrivando a Roma dal miracoloso Perugia di Cosmi e Gaucci, e la sua accoglienza non fu molto calda, tanto che qualche timida contestazione colorita la ricevette.

Ai microfoni di Radiosei, l’ex numero 20 spezza una lancia a favore della Curva Nord:”Non vedo razzismo, non posso pensare che il tifoso laziale lo sia. Credo che sia stato solo uno sfogo, un momento di delusione“.

Infine, l’ex centrocampista laziale ha concluso:  “Sono stato tante volte all’Olimpico negli ultimi anni, non è mai successo niente. Ci sono stati Dabo e Mudingayi. Oggi ci sono Onazi, Konko e Keita.Il tifoso laziale non può essere identificato così.“



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Personaggi storici SS Lazio: Fernando Viola

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Nel giorno della sua tragica scomparsa, avvenuta il 5 febbraio del 2001 a Roma, vogliamo ricordare Fernando Viola, che ha vestito la maglia biancoceleste per cinque stagioni.

Fernando Viola nasce a Torrazza Piemonte (TO) il 14 marzo 1951 e a soli 20 anni esordisce in Serie A con la Juventus nel ruolo di centrocampista. Era la stagione 1971/72 e con sole 4 partite disputate con la maglia bianconera riuscì a laurearsi Campione d’Italia. A Torino però non avrebbe trovato molto spazio, a causa dei grandi campioni che militavano nella Juventus, così fu dato in prestito al Mantova. Nella città dei Gonzaga giocò per una stagione collezionando 36 presenze e due goal. Nella stagione successiva fece così ritorno al club degli Agnelli, dove restò per due stagioni e vinse un’altro scudetto, ma non giocò mai con continuità. Così decise di trasferirsi al Cagliari dove restò per una stagione collezionando 28 presenze e tre reti.

Ed ecco che arriviamo al momento in cui il suo destino incrociò i colori biancocelesti. Venne infatti notato da alcuni osservatori della Lazio e fu acquistato con il consenso di Vinicio, all’epoca allenatore della squadra. La compagine capitolina stava difatti tentando di ricostruire una squadra vincente dopo i fasti dello Scudetto e Viola sembrò la scelta giusta. Così esordì con la l’aquila sul petto nella stagione 1976/77 collezionando 19 presenze e due reti. Nella stagione successiva però non rimase alla Lazio, ma fu dato in prestito al Bologna, poiché stentò ancora ad imporsi, come nella Juventus, a causa dei giocatori che militavano nel club capitolino. Gente del calibro di D’Amico, Cordova, Agostinelli e altri non consentirono al 25 enne di imporsi tra le prime scelte a centrocampo. Dopo una stagione lontano da Roma fu richiamato per il campionato 1878/79 in cui la Lazio era viola4 7980guidata in panchina da Bob Lovati. A causa di un grave infortunio però giocò solo 13 partite. Nell’anno successivo collezionò 28 presenze, ma la Lazio retrocedette in Serie B a causa dello scandalo del Calcioscommesse. Scandalo nel quale molti giocatori bianocelesti furono coinvolti, ma Viola non ne fu scalfito. Nonostante tutto Fernando fece vedere di che pasta era fatto quell’anno e disputò un’ottima stagione. Anche nel campionato cadetto Viola rimase alla Lazio come titolare fisso e vi rimase fino al 1982, anno in cui passò al Genoa in Serie A. Chiuse la sua esperienza con la maglia biancoceleste con 121 presenze e 12 reti. Si ritirò dal calcio professionistico nel 1985.

Viola è stato un giocatore solido e con buona visione del gioco. Era dotato di tecnica e di un tiro potente con il quale ha segnato sempre segnato dei bei goal con tiri da fuori area ben calibrati. Aveva discrete doti di creatività e di fantasia. Inoltre fu sempre molto corretto in campo, cosa molto apprezzata dagli allenatori. È mancato forse un po’ sotto il profilo caratteriale ma i suoi interessi fuori del calcio lo hanno forse distratto rispetto alla feroce determinazione necessaria per sfondare ad alti livelli. Gentile e affabile con tutti, lasciò un vuoto tra gli sportivi, soprattutto laziali, quando scomparve ad appena cinquant’anni per un assurdo incidente stradale accaduto mentre viaggiava in motorino in Viale Parioli a Roma. Nella capitale,infatti, aveva messo su famiglia e aveva deciso di risiedere.

Noi di Since abbiamo voluto ricordarlo così con questa breve storia della sua carriera e speriamo che lui, che ci guarda da lassù dal paradiso delle aquile biancocelesti, possa aver apprezzato.



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Curva Nord a porte chiuse, le reazioni della tifoseria.. e di Lotito!

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Il mattino seguente alla decisione del Giudice Sportivo di chiudere la Curva Nord per due partite, ha scatenato ovvie critiche, polemiche e reazioni, in primis dei diretti interessati, i tifosi, e poi del presidente Lotito, certo della assenza di razzismo nella tifoseria biancoceleste.

Un esponente della Nord ha voluto rispondere ai microfoni di Radio Sei, giustificando ciò che è accaduto mercoledi scorso: “Non essendoci noi in quella curva ovviamente ora ci sono famiglie e bambini, come questa società preferiva da tempo. Non si dovevano più sentire cori contro Lotito o cori definiti razzisti, ma ieri è successo comunque. È diventata una cosa continua, allora non siamo solo noi. Quei cori non sono razzisti, come ben spiegato da Pioli. Nella Lazio ci sono tanti giocatori di colore, non si tratta di razzismo. Poi tanti si indignano per i soliti cori contro i napoletani, ma potrei elencare tanti cori contro di noi: non è sempre razzismo? Purtroppo pensano che chi rovina il calcio siamo noi tifosi, adesso che non ci siamo più a cosa si attaccheranno? Dicono di aver eliminato la parte violenta, eppure hanno preso due giornate di squalifica. Le istituzioni si dovrebbero svegliare. Lo stadio deve essere un luogo di culto e goliardia. Questa curva non si può disgregare così, qualcosa faremo. Saremo presenti prossimamente con qualche iniziativa. Riproporremo anche l’evento ‘Di Padre in Figlio'”.

Nelle parole di Claudio Lotito, che troviamo su La Repubblica, ci sono accuse ben precise: “Anche chi fa valutazioni dovrebbe tenere conto di cosa ha fatto la società in questi anni […] Sparano sempre contro di me, ma sono contigui con quegli ambienti. Dicono di aver eliminato i violenti, eppure hanno preso 2 giornate. Adesso a cosa si attaccheranno? Ma quello non è razzismo, anche nella Lazio giocano ragazzi di colore”



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Arriva il rinnovo di Cataldi: “Un’avventura che proseguirà fino al 2020 e, spero, oltre!”

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Danilo Cataldi, centrocampista della Lazio e della Nazionale italiana Under-21 ha rinnovato ieri il suo contratto con la società biancoceleste fino al 30 Giugno 2020. Il classe ’94, cresciuto nell’Ottavia, viene acquistato dalla Lazio nel 2006. Dopo la trafila nelle minori biancocelesti, nel 2011 fa parte prima degli Allievi Nazionali e poi della Primavera.

Nel 2013 rinnova il contratto con la Lazio fino al 2017 e, dopo convocazioni costanti in Prima Squadra e l’anno in prestito al Crotone in Serie B, fa ritorno alla Lazio. Dopo aver saltato quasi tutta la prima parte della stagione 2014-2015 per via di molteplici infortuni, fa il suo esordio con la maglia della società biancoceleste il 14 Gennaio 2015, in occasione degli ottavi di Coppa Italia. 

Indossa per la prima volta la fascia da capitano nella vittoria casalinga contro la Fiorentina, provando un’emozione indescrivibile. Il 17 Dicembre 2015 segna il suo primo gol con la maglia della Lazio, in occasione degli ottavi di finale di Coppa Italia contro l’Udinese; mentre il suo primo gol in Serie A si verifica il 24 Gennaio 2016 contro il Chievo. 

Questo ragazzo ha sempre mostrato onore, rispetto e amore per la maglia e giocare nella Lazio è sempre stato il suo sogno. Lo ribadisce intervenendo ai microfoni di Lazio Style Radio 89.3, in occasione del suo rinnovo:

Sto bene, sono emozionato e felicissimo. Sono contento che la mia avventura con questa squadra proseguirà. Ho iniziato da piccolino con questa maglia e adesso ho 21 anni, speriamo di continuare fino a fine contratto e oltre. E’ un bel percorso, sono contento“. Cataldi ha sfruttato l’occasione per spiegare anche il suo momento di forma: “Ho imparato molto in questo anno e mezzo in prima squadra, si apprende ogni giorno e da ogni compagno sia che sia più grande sia più piccolo. Ho imparato a vivere un gruppo importante in un contesto difficile come Roma. Devo migliorare anche quello che ho già appreso. Ogni allenamento e ogni partita ti dà quel qualcosa in più. Il gol preferito? Quello in Coppa Italia è stato un gol per la liberazione visto che non passavamo un bel momento e io aspettavo da tanto un gol con questa maglia. Sono affezionato di più a quello con il Chievo, è stato anche più bello esteticamente ed è stato importante perché ha permesso di sbloccare la partita. Speriamo di farne altri. Non sarebbe per niente male segnare al derby, ma anche a tutte le altre squadre se serve alla squadra per vincere“



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Quando con il termine “razzismo” ci si riempie troppo la bocca in maniera sbagliata…

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Troppo spesso in questo paese la parola RAZZISMO viene usata in maniera bigotta e becera. Ovviamente si condanna chi fa dal razzismo la propria cultura, ma come spesso avviene in questo paese le morali e le lezioni di vita vengono fatte da persone che dovrebbero solo tacere.

In Italia, dato certo, dovrebbero essere chiusi tutti gli stadi perché di cori discriminatori e pseudo-razzisti ce ne sono a bizzeffe. In questo paese si è fatto della discriminazione verso l’altro il nostro becero dogma, come se fosse obbligatorio nel nostro paese fare qualche coro di disprezzo: proprio l’altro ieri l’ultimo caso all’Olimpico di Roma dove per cori razzisti verso Koulibaly la partita Lazio Napoli veniva sospesa, per poi essere ripresa 5 minuti dopo.

Ovviamente tutti a condannare questi cori, dalla tv alla carta stampata, nel classico atteggiamento del buon samaritano tipicamente italiano dove tutti si sentono migliori, non avendo però le carte in regola per parlare. Chi ha frequentato lo stadio a Roma sa benissimo che il famoso coro “bububu” è di pura ignoranza e non di razzismo, ovviamente sbagliato e da condannare, ma la matrice razzista non è proprio esatta, visto che razzismo significa avere dell’odio nei confronti di altre persone.

Questo odio è difficile da vedere, considerando che allo stadio accedono anche tifosi di colore, e se ci fosse puro odio razziale faticherebbero ad entrare; essi sicuramente verrebbero insultati e odiati. Se i tifosi della Lazio fossero razzisti, anche alcuni nostri giocatori verrebbero presi di mira, ma TUTTI i giocatori attuali e passati della Lazio non si sono mai lamentati.

Di ignoranza ne esiste parecchia allo stadio ma, per favore, non riempitevi la bocca con parole che sono più grandi di tutti noi. Ovviamente nessuno parla del vero razzismo, dove se sei napoletano vieni insultato dal romano, o se sei milanese vieni insultato dal napoletano; allo stadio si sentono sempre cori indirizzati a napoletani, romani, milanesi, bergamaschi, fiorentini, torinesi o genovesi, ma le becere trasmissioni televisive e i giornalisti sportivi non parlano affatto del vero razzismo che attanaglia questo paese, si scandalizzano per dei “buuuuu“, segno di ignoranza e non di razzismo.

Chi fa “bububu” non fa parte di commandos razzisti o del Ku Kux Klan; magari ha amici di colore con i quali va d’accordo, magari il suo giocatore o cantante preferito è di colore e fa quel coro perché è ignorante ma non razzista; ovviamente essere ignoranti è una colpa e questo problema dovrebbe essere arginata dalle scuole e dalle famiglie, ma evitiamo di scadere nella mediocrità umana e intellettuale, cosa peggiore dei “bubububu” ignoranti.

W Koulibaly, W Drogba o W Onazi; abbasso i finti moralisti e gli ignoranti con il microfono!



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Denizli analizza le prestazioni dei biancocelesti: “Lazio squadra valorosa, ma il nostro obiettivo è vincere!”

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Ad assistere alla partita di ieri sera all’Olimpico, tra gli spalti in tribuna, vi era il tecnico del Galatarasay, Mustafa Denizli. L’allenatore turco ha colto l’occasione del match di ieri sera per assimilare alcune informazioni fondamentali riguardo la Lazio, prossimo avversario in Europa League. Anche se la gara non è ancora prossima a venire, il Galatarasay si sta già preparando per affrontare al meglio questa partita e fare una delle sue miglior prestazioni.

Le sue parole riportate da Fanatik.com: “Ogni volta che si scende in campo si cambiano 3 o 4 giocatori, quindi non c’è più del 60% di vedere la stessa squadra vista con il Napoli giocare anche contro di noi. Ci sono alcuni che giocano più degli altri, questi li stiamo monitorando in modo particolare. La Lazio è una delle migliori squadre del campionato italiano. Ieri ha giocato un buon primo tempo ma non saremo in grado di dire in che modo scenderanno in campo contro di noi se non il giorno prima del match. Noi faremo la nostra partita anche se sarà difficile. Non considereremo la partita di ieri, questa non dice niente sulla Lazio. Sono tranquillo, nei prossimi giorni avremo ancora più dati da studiare. Noi siamo il Galatasaray, dobbiamo pensare solamente a noi stessi, abbiamo ben chiari i nostri obiettivi. Il Fair Play Finanziario? Rende tutto più difficile ma in questi anni la dirigenza ha mostrato di sapersi adattare alle regole, facciamo tutto con le migliori intenzioni. Quando affronteremo la Lazio dovremo stare tranquilli: faremo in modo di limitare gli errori difensivi e aumenteremo il peso offensivo. Sarà un mese complicato? Molto, ma la mia squadra è in un buon momento di forma e sono sicuro faremo bene”

Poi interviene ai microfoni di calciomercato.it: “Ogni volta che si scende in campo si cambiano 3 o 4 giocatori, quindi non c’è più del 60% di vedere la stessa squadra vista con il Napoli giocare anche contro di noi. Ci sono alcuni che giocano più degli altri, questi li stiamo monitorando in modo particolare. La Lazio è una delle migliori squadre del campionato italiano. Ieri ha giocato un buon primo tempo ma non saremo in grado di dire in che modo scenderanno in campo contro di noi se non il giorno prima del match. Noi faremo la nostra partita anche se sarà difficile. Non considereremo la partita di ieri, questa non dice niente sulla Lazio. Sono tranquillo, nei prossimi giorni avremo ancora più dati da studiare. Noi siamo il Galatasaray, dobbiamo pensare solamente a noi stessi, abbiamo ben chiari i nostri obiettivi. Il Fair Play Finanziario? Rende tutto più difficile ma in questi anni la dirigenza ha mostrato di sapersi adattare alle regole, facciamo tutto con le migliori intenzioni. Quando affronteremo la Lazio dovremo stare tranquilli: faremo in modo di limitare gli errori difensivi e aumenteremo il peso offensivo. Sarà un mese complicato? Molto, ma la mia squadra è in un buon momento di forma e sono sicuro faremo bene”.

Infine esprime la sua opinione riguardo l’episodio dei cori razzisti da parte dei tifosi biancocelesti:  “Un atteggiamento di questo genere della tifoseria è inaccettabile. Nonostante i provvedimenti di Uefa e Fifa purtroppo è difficile controllare questi comportamenti di alcuni tifosi, che si ripetono. L’arbitro è stato tempestivo nel fermare la partita, è stata una cosa giusta e sono d’accordo. Fortunatamente i cori non sono continuati”.



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Lazio, dopo i danni la beffa: due Daspo e squalifica della Nord

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Non è bastata una sconfitta per 2-0, non è bastata la scarsa voglia di giocare della Lazio e la facilità di controllo del gioco degli azzurri, non sono bastati i fischi e nemmeno i cori razzisti acuiti solo con comunicati radiofonici, la giustizia penale e sportiva emette le sue sentenze giustissime.

Infatti, ieri sera gli agenti della Polizia hanno fermato un 43enne romano reo di aver fatto esplodere un petardo in piazza Ponte Milvio, in più durante la perquisizione è stato trovato in possesso di un altro petardo; successivamente, è stato fermato un 28enne romano che ha pensato bene di scavalcare il cancello del settore Distinti Nord Est entrando in campo. Per entrambi il provvedimento di Daspo per due anni.

Per quanto riguarda il calcio giocato, i cori non di certo amichevoli all’indirizzo del difensore del Napoli Koulibaly hanno irritato in Federazione, e le parole di Michele Uva, direttore generale della FIGC, riportate su TuttoSport ne sono un esempio pratico: “Avvenimenti incommentabili, è stato veramente vergognoso, sono cose che non devono accadere in uno stadio di calcio, come in nessun altro luogo”.

E infatti il Giudice Sportivo non si è fatto aspettare molto: in seguito ad una vecchia squalifica con la condizionale, ecco che la sanzione inflitta riguarda la chiusura per due partite (H.Verona e Sassuolo nello specifico) della sola Curva Nord e 50mila euro di ammenda alla società. Non si è fatta mancare la reazione tramite le parole di Gian Michele Gentile, legale della società biancoceleste, ai microfoni de La Lazio Siamo Noi: “Vedremo cosa hanno rilevato gli ufficiali di gara, l’arbitro ha sospeso la partita quindi qualcosa è successo. Valuteremo gli atti e poi decideremo se fare ricorso o meno”.

Neppure di fronte ai fatti compiuti riusciamo ad accettare i nostri errori..



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Accadde Oggi: la tripletta di Signori regala la vittoria contro il Bari

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Era il 4 febbraio del 1996 e allo stadio Olimpico di Roma si giocava la partita tra Lazio e Bari. Da ormai quattro anni la squadra biancoceleste era in mano a Sergio Cragnotti e alcuni buoni risultati, che poi tra qualche anno saranno ottimi, si cominciavano già ad intravedere. Quell’anno la presidenza era stata affidata a Dino Zoff che aveva preso le redini in capo alla Lazo, mentre l’allenatore era Zdenek Zeman. La compagine capitolina stava ricominciando a farsi notare in campionato, dopo alcuni anni bui, grazie alla presenza di alcuni giocatori di rilievo, alcuni dei quali poi faranno poi le fortune della Lazio, come Giuseppe Signori, Alen Boksic, Roberto Di Matteo, Aron Winter e Alessandro Nesta.

Ma torniamo ora la alla partita che vi vogliamo raccontare, quel pomeriggio di Febbraio infatti si giocava la 20° giornata del campionato di Serie A 1995/96 e la Lazio, in lotta per le prime posizioni in campionato, ospitava il Bari di Eugenio Fascetti, condottiero sulla panchina biancoceleste degli eroi del -9. La partita fu ricca di goal, non solo per il gioco spumeggiante di Zeman, improntato all’attacco e poco difensivo, ma anche per la direzione arbitrale di Daniele Tombolini che in quella gara fischiò ben quattro rigori (due alla Lazio e due al Bari). Si affrontavano inoltre in quell’incontro il miglior attacco del campionato, quello laziale, e la peggior difesa, quella barese. La squadra biancoceleste cominciò bene ma a segnare per prima fu la compagine barese. L’arbitro infatti beppe-signori-lazio-ansa-04021996_352-288dopo pochi minuti assegnò il primo rigore della partita al Bari e Protti dal dischetto non sbagliò. 1-0 per i galletti dopo 8′ minuti di gioco. Signori e compagni non ci stettero e si gettarono così in avanti alla ricerca del pareggio. Il pari della Lazio non tarò ad arrivare e fu proprio Beppe Signori a segnarlo. Al 22′ infatti trasformò il secondo rigore della giornata trafiggendo l’incolpevole Fontana. 1-1 e partita che tornò in equilibrio. Ancora Signori segnò poi il vantaggio biancoceleste, sempre dal dischetto, al 26′ e porto il risultato sul 2-1. La furia di Beppe non si fermò qui e il bomber di Alzano Lombardo segnò anche la sua tripletta personale insaccando al 30′ il goal del 3-1. La prima frazione di gioco si chiuse quindi con un rassicurante vantaggio per la Lazio.

Nella ripresa la squadra di Zeman cercò il quarto goal sfruttando la caratura offensiva di Signori, Boksic e Casiraghi, goal che però non arrivò e il Bari riuscì a riaprire la gara. Infatti al 73′ Andersson lasciato incolpevolmente solo dalla difesa laziale riuscì a segnare la rete del 3-2. La squadra di Fascetti rischiò anche di pareggiarla ma non vi riuscì perché la squadra di Zeman fece buona guardia. Così la Lazio, passato lo spavento, poté colpire con Boksic e chiuse definitivamente la gara. Il croato, infatti, si inventò un goal dei suoi e al 78′ fissò il punteggio sul 4-2. La partita però non finì qui, perché Tombolini regalò l’ennesimo penalty della gara, che Protti trasformò senza problemi al 81′. La Lazio soffrì nei minuti finali ma riuscì comunque a portare a casa la gara che si chiuse con un epico 4-3. Da segnalare inoltre proprio allo scadere della gara un bel gesto di Casiraghi che evitò l’espulsione del portiere del Bari Fontana. L’attaccante della Lazio infatti era schizzato via in contropiede, costringendo Fontana ad avventurarsi fuori dalla propria area per una respinta con la mano destra che avrebbe meritato l’ inevitabile espulsione. Lontano dall’ azione però Tombolini non sapeva che pesci prendere perché non aveva visto nulla. Più che delle spiegazioni di Fontana, che giurò di aver colpito il pallone con una gamba, si e’ fidato di Casiraghi, che prese sorprendentemente le difese del portiere avversario, risparmiandogli il cartellino rosso. Una partita quindi molto bella e intensa che però fu rovinata da un arbitraggio a dir poco insensato.

La Lazio, per la cronaca, chiuse quel campionato in terza posizione, alle spalle di Milan e Juventus, ma cominciò a gettare le basi per un futuro vincente. Mentre il Bari fu costretto ad abbandonare la Serie A, visto che finì al quindicesimo posto. Inoltre Signori e Protti chiusero al primo posto nella classifica marcatori di quel campionato a pari merito con 24 goal.

Questo un breve video della partita:

TABELLINI (Fonte Lazio Wiki): 

4 febbraio 1996 – 2685 – Campionato di Serie A 1995/96 – XX giornata

LAZIO: Marchegiani, Nesta, Favalli (74′ Bergodi), Di Matteo, Negro, Chamot, Signori, Fuser, Casiraghi, Winter (46′ Marcolin), Boksic (88′ M.Esposito). A disp.: F.Mancini, Gottardi. All. Zeman.

BARI: Fontana, Mangone (75′ Ficini), Sala (46′ Ripa), Montanari, Manighetti, Gautieri, Pedone (54′ Parente), Ingesson, Gerson, Andersson, Protti. A disp.: Bigica, Annoni. All. Fascetti.

Arbitro: Tombolini (Ancona).

Marcatori: 8′ Protti (rig), 22′ Signori (rig), 26′ Signori (rig), 30′ Signori, 64′ Andersson, 78′ Boksic, 81′ Protti (rig).



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La moviola: Irrati “inglese” ma senza fatica, ok sospensione

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lazio sassuolo

Per farvi capire Lazio-Napoli andrebbe analizzata prima di tutto gli atteggiamenti delle due squadre, Lazio pimpante nei primi 20 minuti poi il crollo totale, Napoli attendista per poi diventare padrona del campo senza grossi problemi.

Da queste premesse arriva una moviola scarna di contenuti ma che ha visto il signor Irrati molto attento, a volte inglese nelle sue decisioni, ma la condotta non ha pregiudicato assolutamente partita e risultato.

Al 22′ Callejon si trova a tu per tu con Marchetti e viene fermato per fuorigioco, ma è stato un abbaglio del gruppo arbitrale perchè la posizione dello spagnolo ex Real era regolarissima. Giusto assegnare il primo gol del Napoli, sia Higuain che Callejon sono in posizione regolare, è solo una gran dormita dei centrali laziali. Al 38′ Lulic finisce sul tabellino dei cattivi per un intervento in scivolata su Hamsik: che dire, irreplicabile.

Nel secondo tempo, al 9′ Hoedt viene ammonito per un fallo deciso su Higuain, bravo Irrati. Al 21′ Lulic, servito al bacio da Felipe Anderson, viene chiuso da due avversari azzurri, chiede il rigore ma guardando bene al rallenty gli estremi non ci sono. Arriva un altro ammonito, stavolta è Mauricio al 27′ per un fallo su Gabbiadini, più avanti (41′) verrà ammonito giustamente Koulibaly per un fallo su Keita; l’afrospagnolo è l’ultimo protagonista in negativo con il giallo per un fallo di David Lopez, giusto darlo ma dopo 4′ di recupero forse si poteva chiudere un occhio.

Da segnalare la giustissima sospensione della partita per 5′ a causa dei cori razzisti all’indirizzo di Koulibaly, e giusto provare il ritorno al gioco vista la ristabilizzazione della calma, altrimenti sarebbe stata sconfitta a tavolino per 3-0. Notizie scarne per una partita a dir poco tranquilla, Irrati giusto e agevolato dai comportamenti dei giocatori.



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Lazio-Napoli: le dichiarazioni dei protagonisti

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La Lazio ieri sera ha perso l’ennesima partita d questo campionato contro il Napoli. La squadra di Pioli infatti non è riuscita a fermare la compagine partenopea che si è imposta per 2-0. Il club napoletano, guidato da Sarri, quindi si conferma la squadra capolista di questo campionato, mentre la squadra biancoceleste scivola in nona posizione. In questo articolo vi proponiamo alcune dichiarazioni fatte dai protagonisti del match dopo la fine della gara di ieri sera.

Partiamo da Edy Onazi, il centrocampista nigeriano ha analizzato la gara ai microfoni di Lazio Style Channel, così parlando: “Abbiamo provato a fare ciò che avevamo preparato in allenamento. Avevamo visto come gioca il Napoli, avevamo studiato i movimenti di Callejon e Insigne, ma non siamo riusciti ad applicare durante la gara ciò che avevamo preparato. Se non fai pressing compatto e omogeneo, al primo buco l’avversario ti aggredisce. Con il gol puoi perdere fiducia, ma l’importante è riuscire a superare il momento e ritrovare la voglia e il morale per tentare di recuperare il match. Oggi va bene, domani va male, il calcio è così: l’importante è restare concentrati per le prossime partite e tenere bene in mente gli obiettivi”. Poi sulla gara di sabato sera contro il Genoa: “Siamo positivi, teniamo in mente i nostri obiettivi. Abbiamo già perso troppi punti, questa consapevolezza ci aiuterà a vincere la partita”. Infine poi alcune dichiarazioni del nigeriano sui cori razzisti dei tifosi della Lazio, parole rilasciate in zona mista: “Quando gioco in campo non sento quello che mi dicono fuori perché mi concentro nel gioco. Io non ascolto i tifosi fuori. Tifosi della Lazio razzisti? Impossibile”.

Queste invece le parole dell’attaccante del Napoli Josè Maria Callejon ai microfoni di Sky: “Non era facile affrontare una partita così in settimana, contro una squadra forte come la Lazio. L’abbiamo affrontata bene, abbiamo avuto un buon gioco e tante palle gol. Abbiamo vinto e questo è l’importante. Siamo forti, stiamo giocando bene, dobbiamo continuare così”.

Infine queste le dichiarazioni di Lorenzo Insigne ai microfoni di Sky: “Non abbiamo fatto ancora nulla perché il campionato è lungo. Stiamo cercando di giocare un grande calcio come ci ha insegnato il mister, vediamo alla fine dove arriveremo”. La Lazio ha tenuto i primi 20 minuti, poi è venuto fuori il Napoli: “All’Olimpico contro la Lazio non è mai semplice anche se aveva vari assenti. Ha tanti giocatori di qualità come Keita, Felipe Anderson e Candreva. Noi siamo venuti qua a esprimere il nostro calcio come tutte le partite in casa e fuori”. Infien una battuta sull’ennesimo gol di Higuain: ” È un grande attaccante, non possiamo farne a meno. Lui ora sta bene, ha fatto 23 gol e ce lo teniamo stretto”.



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Pioli: “I venti minuti iniziali sono stati buoni poi la squadra si è sciolta”

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La Lazio non è riuscita a sconfiggere il Napoli di Sarri, Pioli ieri aveva rassicurato tutti, convinto di aver preparato una squadra molto competitiva, eppure non sono arrivati risultati positivi. Nessuna rete per i biancocelesti: Klose è apparso troppo timoroso in attacco e Candreva, a causa di un problema alla caviglia, è stato sostituito da Keita al 38′ non potendo dare il proprio contributo al match. Il tecnico biancoceleste non si pente dell’assetto tattico schierato questa sera, la Lazio aveva cominciato bene ma non è riuscita a tener testa ai colpi di Higuain e Callejon. Il campionato, tuttavia, non è ancora finito, è un anno difficile per la squadra capitolina. Queste le parole di mister Pioli nella conferenza stampa post match:

Dopo un quarto d’ora buono, la squadra si è sciolta…

“I venti minuti iniziali sono stati buoni, partita equilibrata. Poi sono bastate due letture sbagliate per subire un uno-due che ci ha messo in difficoltà. Poi abbiamo provato a tornare in partita ma non ci siamo riusciti”.

Le dichiarazioni di ieri erano per caricare la squadra o ci credeva davvero di poter battere il Napoli?

“Credevo nelle parole di ieri in conferenza. E nei primi venti minuti siamo riusciti a fare una buonagara. Ma abbiamo affrontato una squadra troppo forte. Abbiamo provato a limitare i rifornimenti avversari, ma non ci siamo riusciti”.

Non ci sono più obiettivi?

“I traguardi ancora ci sono. Ad esempio migliorare la classifica. Se finisse adesso sarebbe una stagione molto negativa, adesso non ha certo senso di parlare di quinto posto”.

Che differenza c’è tra la Lazio dello scorso anno e il Napoli della passata stagione?

“Noi lo scorso anno abbiamo fatto qualcosa di molto importante. Poi il Napoli ha investito molto per raggiungere traguardi importanti e ci sta riuscendo molto bene”.

Si aspettava qualcosa di più dai suoi giocatori?

“Io credo che potevamo fare di più. E che i 20 minuti iniziali ci dovevano far capire che potevamo fare di più. I due gol in poco tempo ci hanno fatto troppo male, ed è cambiata la partita. Ci voleva un approccio diverso”.

Non era rischioso giocare con una difesa così alta?

“Era l’errore più grande che potevamo fare se non avessimo pressato alto”.

Al 68′ la partita è stata sospesa per cori razzisti.

“Io da uomo di calcio dico che certi cori devono rimanere fuori dallo stadio. Ma non so se al suo posto avrei preso la sua stessa decisione”.



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Napoli sempre più capolista, Lazio brutta per essere così vera

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Stasera la Lazio ha affrontato l’imbattibile squadra di Sarri: miglior attacco della Serie A, terza miglior difesa. I romani stanno vivendo un momento delicato, senza dieci elementi, e aveva bisogno di riscattare il pareggio di Udine e di dare una svolta al campionato.

Al 7′ un errore clamoroso di Basta facilita Higuain il quale, trovandosi in area di rigore, tira ma Marchetti è pronto. La Lazio prova a reagire e lo fa con diverse iniziative sventate spesso da Reina. Al 21′ Lulic prova a impensierire Reina, il bosniaco supera Maggio e accentrandosi tira col suo piede peggiore, il destro, ma non va.

Al 24′ arriva il gol del Napoli e la legge “Higuain contro la Lazio” non sbaglia mai: percussione discretamente semplice di Callejon che arriva addirittura sul fondo dell’area di rigore, il Pipita al primo tiro vede Marchetti che lo mura, ma un rimpallo favorisce l’argentino che segna il gol numero 12 contro la squadra romana. Non solo Candreva e compagni rimangono un po’ storditi, ma subiscono il secondo gol: Insigne con una palla lunga fantastica imbecca Callejon che supera (ben più facilmente rispetto al primo gol) la coppia Mauricio-Hoedt e con un pallonetto sventa l’uscita disperata di Marchetti.

Il Napoli è una corazzata stupenda, imprendibile a quanto pare. Dopo aver registrato l’ammonizione di Lulic, altra tegola nella Lazio: Candreva al 39′ è costretto a lasciare il campo per una distorsione alla caviglia, al suo posto entra Keita. Termina il primo tempo e i fischi alla squadra sono impietosi e, forse anche meritati.

Il secondo tempo, sinceramente non offre molto, infatti vedremo Gabbiadini per Higuain e Mauri per Klose, Lazio pasticciona seppur usi tanta buona volontà, vengono ammoniti in successione temporale Hoedt e Mauricio. E come se non bastasse, iniziano cori e ululati razzisti all’indirizzo del difensore del Napoli Koulibaly, senza contare continue discriminazioni territoriali da una parte e dall’altra, Irrati decide di applicare il regolamento internazionale e sospende momentaneamente il match limitandosi ai cori.

Ma tornare al gioco serve così poco che conviene dire che la partita finisce com’era nata, la montagna partorisce il solito topolino targato Lazio, il Napoli non fa niente di impossibile se non fare due gol e giocare al gatto col topo. E paradossalmente finisce una striscia senza sconfitte che durava da 7 partite: fischi, contestazioni, ogni argomento sembrava giusto per attaccare dai giocatori alla dirigenza.. è ora che qualcuno si renda conto di cosa abbiamo fatto anche questa sera, non solo Pioli!



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Palombi: “La Lazio Primavera tornerà protagonista. Pensiamo ad ogni singola partita”

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Ha impressionato contro il Bari segnando tre dei sette gol con i quali la Lazio di Simone Inzaghi ha strapazzato la squadra pugliese, e ora anche lui è alla ricerca di quella continuità che possa portare le piccole aquile nelle posizioni che la competono. Simone Palombi è stato intervistato da Lazio Style Radio rilasciando queste interessanti dichiarazioni.

Ci voleva una vittoria contro il Bari, che significato ha?

“Era una partita che aspettavamo per fare bene anche in casa. Avevamo voglia di dimostrare che la Lazio primavera non è come la stanno descrivendo. Ha le qualità per tornare protagonista”.

Sei tornato al gol dopo diversi infortuni…

“Il cammino è stato un po’ più intricato del solito. Le partite che ho fatto le ho giocate al meglio anche se non era al massimo della forma. I numeri ci sono e per questo sono comunque soddisfatto. Ora sto bene sia mentalmente che fisicamente”.

A chi della prima squadra ti senti più vicino? In chi ti rivedi?

“Ho avuto la fortuna di allenarmi con dei grandi campioni. Il reparto offensivo della Lazio è una delle armi migliori: cerco di imparare da tutti. Da Felipe, Candreva, Keita ma anche da Klose, Djordjevic e Matri. Sono campioni che hanno fatto la storia e poi a me piace spaziare perché non ho un ruolo fisso. Un giocatore che ammiro particolarmente è Higuain. Da lui mi cerco di imitare i movimenti e la capacità di trovare la porta. Stasera non so se andrò allo stadio ma sarà una bella partita”.

Quanto sono mancati i gol in questa stagione?

“Sono mancati perché sappiamo che dobbiamo fare un gol in più degli altri per vincere. Nella prima fase della stagione non siamo andati benissimo ma crediamo nei nostri valori. In allenamento cerchiamo di sfruttare ogni occasione per buttare la palla dentro. Adesso dobbiamo ripartire e conquistare la vittoria contro l’Inter”.

Hai dei numeri da vero attaccante…

“E sì sono numeri importanti per un attaccante. Ogni anno faccio una sfida con me stesso per migliorare lo score dell’anno precedente. E anche quest’anno farò di tutto per migliorare e portare questa Lazio alle Final Eight”.

Come vedi il tuo futuro?

“Partendo in ritiro con la prima squadra il mio obiettivo era quello di mettermi in mostra lì. Per noi giovani fare il salto non è facile, ma il mio primo scopo rimane questo. Io non mi pongo limiti. Quello che viene sarà frutto del mio sacrificio”.

Sono arrivate offerte in questa sessione di mercato?

“Fa sempre piacere avere interessi. Però ho sposato il progetto di rimanere un altro anno in Primavera. Poi ci sarà il salto nel calcio che conta. Le offerte fanno piacere ma le prenderemo in considerazione da giugno. Ora penso solo a portare in alto questa Lazio Primavera”.

Come vi preparate alla sfida con l’Inter?

“Siamo consapevoli del nostro valore e del loro. Non meritavamo la sconfitta e andremo a Milano a testa alta per vincere”.

Vista la squalifica di Manoni, chi completerà il tridente offensivo?

“Siamo a inizio settimana ed è presto. Abbiamo cambiato spesso il reparto d’attacco quest’anno e sarà il mister a decidere chi andrà in campo. Ennali, Bezziccheri e Calì saranno le probabili soluzioni che l’allenatore adotterà”.

Possiamo dire che questa è la settimana più importante dell’anno?

“Saranno le sfide (Crotone, Inter ed Empoli ndr) che decideranno dove questa Lazio Primavera può arrivare. Pensiamo ad ogni partita singolarmente. Vinceremo sia a Crotone che a Milano”.



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Statistiche: Higuain bestia nera di Pioli. La Lazio a Roma non vince dal 2012

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La partita di questa sera all’Olimpico tra Lazio e Napoli ha due significati di fondo: per i biancocelesti, seppur l’avversario sia difficile, proseguire nella striscia positiva di risultati, mentre per gli azzurri continuare a coltivare il sogno scudetto che manca da diversi anni.

In Serie A siamo alla partita numero 124 tra le due compagini, con 44 vittorie partenopee, 36 laziali e 43 pareggi; all’Olimpico è la sfida numero 62, 27 vittorie della Lazio, 20 pareggi e 15 vittorie del Napoli. Ma la squadra romana non vince da aprile 2012 nel ricordo di Giorgio Chinaglia, di seguito due pareggi e due sconfitte; nelle ultime sette partite di campionato solo cinque punti, nelle ultime cinque 24 gol di cui addirittura 16 azzurri.

Il confronto Pioli-Sarri arriva per la quinta volta in assoluto, la scorsa stagione ci fu una vittoria per parte (Empoli-Lazio 2-1, Lazio-Empoli 4-0); il primo incontro fu in Serie B Modena-Pescara nel 2005 e vinse Pioli su Sarri con una doppietta di Bucchi. E’ la 14sima partita di Pioli contro i partenopei, 6 vittorie, 4 pareggi e 4 sconfitte, mentre per Sarri tre precedenti con due vittorie e una sconfitta.

Nella Lazio mancherà Matri per due partite, quindi nella classifica marcatori anti-Napoli figura, un gradino sotto al lodigiano, Marco Parolo con ben quattro reti, per i sentimentali registriamo nello score personale anche il gol di Senad Lulic che ci garantì l’accesso alla finale di Coppa Italia persa con la Juventus. Scorrendo la classifica, abbiamo Candreva, Klose, Onazi e Mauri a due gol, con il Panzer e il nigeriano a segno solo nell’ultima giornata dello scorso anno dove la Lazio si qualificò ai preliminari di Champions. Per i numeri, anche Basta e Keita figurano con una sola rete.

Il Napoli ha, ovviamente, in Gonzalo Higuain la bestia nera dei biancocelesti: il Pipita infatti ha colpito con ben 11 gol in 8 partite tra campionato e coppa: nella lista figurano anche Hamsik (3 gol), Gabbiadini (2), Callejon, Insigne, Allan, e Mertens (1).



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Montervino: “La Lazio non sarà una vittima sacrificale”

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E’ stata la bandiera durante la ricostruzione del nuovo Napoli che tutti ora apprezziamo, un buon centrocampista ma un grande motivatore. Ora che ha appeso gli scarpini al chiodo, Francesco Montervino ha le idee chiare sulla partita di stasera, la classifica non rispecchia i valori in campo tra Lazio e Napoli. A far valere le sue ragioni, ecco che LazioPress ha raccolto in esclusiva le sue interessanti dichiarazioni.

Per molti la partita di stasera rappresenta “Davide” contro “Golia”. Sei d’accordo?

“No, è vero che il Napoli sta attraversando un momento di forma smalliante però non credo che la Lazio possa avere in questo caso il compito della vittima sacrificale. Mi aspetto una partita bella, con un Napoli favorito, ma sicuramente ci dovrà essere molto rispetto per la Lazio che è una buona squadra”

Sarri è sicuramente l’emblema della stagione del Napoli. E’ cambiato il tuo giudizio nei suoi confronti durante la stagione?

“Sicuramente Sarri merita la palma del migliore allenatore dell’anno per quello che è riuscito a fare. Ha preso una squadra che veniva da una stagione non proprio esaltante. La sua intelligenza è stata quella di cambiare modulo dopo cinque partite, passare dal 4-3-1-2 al 4-3-3,  ha capito i limiti e i pregi che questa squadra poteva avere. Questo fatto per me ha cambiato la mentalità dei giocatori del Napoli”

I meriti sono solo di Sarri, oppure anche della società in ambito di mercato?

“Il Napoli ha una società forte, vanno dati i meriti al presidente De Laurentiis per la sua tenacia, anche nel trattenere alcuni giocatori. Il mercato estivo del Napoli non è stato per tutti eccezionale, ma secondo me i veri acquisti sono stati  Higuain, Callejon e lo stesso Hamisk che avevano espresso il desiderio di cambiare casacca. Tenerli tutti vuol dire avere le idee chiare sul futuro e messi in certe condizioni di lavorare sono giocatori che fanno la differenza, poi uniti al lavoro di Sarri esce un mix perfetto”

Ti aspettavi una Lazio così in questo campionato?

“Probabilmente non è questo il reale ruolo che doveva avere la Lazio in questo campionato, così come penso che lo scorso anno era stato fatto qualcosa che andava oltre le aspettative. Credo che quest’anno qualche punto in classifica in più potevano averli, rimane una squadra da prime cinque posizioni”

Quali potrebbero esseri i due uomini chiave per la partita?

“Per il Napoli diventa quasi scontato rispondere Higuain, Hamsik o Insigne, sicuramente saranno protagonisti anche nella partita di oggi. Per quanto riguarda i biancocelesti, da buon tifoso del Napoli mi auguro che i vari Candreva, Anderson e Klose non siano in una serata di grazia”

Il calcio ultimamente sta vivendo sempre gli stessi problemi, per quanto riguarda i tifosi: le barriere nelle curve di Lazio e Roma, i tifosi del Napoli che non potranno andare a vedere la partita a Torino. Secondo te quando finirà tutto questo?

“Credo sia un problema di cultura sportiva, fino a che non capiremo che bisognerà cambiare mentalità le nostre leggi non ci permetteranno di fare nessun passo avanti. Bisogna vivere il calcio in maniera serena come avviene in altre nazioni. Mi auguro che la nostra politica possa trovare presto un rimedio alle violenze gratuite che accadono nello sport e attuare una crescita. Siamo stanchi di non poter andare a vedere la partita negli altri stadi nonostante la tessera del tifoso, il prefiltraggio, i tornelli. Bisogna cambiare, siamo dietro anni luci ad altre realtà. Spero al più presto che qualcuno possa sistemare, una volta per tutte, questi problemi così da punire giustamente chi delinque e ridare bellezza e libertà ai tifosi perbene che vogliono seguire la propria squadra in ogni stadio italiano”



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Gli svincolati: Lotito facci un pensiero, no?

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Siamo ormai al 3 febbraio e la sessione invernale di calciomercato si è appena conclusa.. sulla carta! E’ vero che tante operazioni si sono concluse il 31 gennaio ma altre sono in prospettiva per quest’estate. Ma in tutte le sessioni che si rispettano rimane sempre accantonata (per modo di dire) una categoria speciale, gli svincolati.

In questa cerchia ristretta, non sempre si trovano giocatori di grido, dopotutto perchè sperarci.. ma è anche vero che ultimamente ce ne sono stati diversi e anche di lusso: Boateng allenatosi col Milan da novembre e tesserato a gennaio, Sergio Romero da senza squadra in estate a secondo portiere nel Manchester United, nel passato possiamo andare a cercare altre situazioni ma molto sporadiche, segno evidente che le società non lasciano assolutamente nulla al caso.

Visto l’odio di molti tifosi verso questa dirigenza per non aver acquistato o ingaggiato qualcuno, vogliamo agire al contrario e, pur essendo Since1900 un portale modesto e ristretto ad una breve cerchia di followers, proponiamo al signor Claudio Lotito una piccola lista di alcuni giocatori che non hanno squadra.. chissà, potrebbero uscir fuori affari da poter concludere! Spiccano i nomi di Leandro Damiao, attaccante ex Santos, Robinho fresco di esperienza cinese e paradossalmente il “nostro” Ledesma.

LEANDRO DAMIAO, 26enne, ex Santos

ROBINHO, 32enne, ex Guangzhou

DE JONG, 31enne, ex Milan (in trattativa con i Los Angeles Galaxy)

SAMARAS, 30enne, ex West Bromwich

IZMAILOV, 32enne, ex Krasnodar

RONALDINHO, 35enne, ex Fluminense

EBOUE’, 32enne, ex Galatasaray

ILSINHO, 30enne, ex Shakthar

BIDAOUI, 25enne, ex Latina

LEDESMA, 33enne, ex Santos

JONES, 34enne, ex New England

KRANJCAR, 31enne, ex Dinamo Kiev

IVANOV, 27enne, ex Basilea

AMEOBI, 34enne, ex Bolton

GABI MUDINGAYI, 33enne, ex Cesena



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Amarcord Lazio-Napoli: quando Mauri con un favoloso gol omaggiò Chinaglia

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Un Lazio-Napoli che ci porta dritti al 7 aprile del 2012, una giornata speciale per ogni tifoso della Lazio; Giorgio Chinaglia scomparso il 1 aprile venne omaggiato alla stadio Olimpico dal pubblico laziale accorso numeroso per rendere omaggio a Long John.

Una partita partita alla grande e finita ancora meglio; la Lazio di Reja strapazza il Napoli per 3-1 con un grandissimo gol in rovesciata di Stefano Mauri.

Ecco le formazioni che scesero in campo il 7 aprile del 2012:

LAZIO: Marchetti, Konko, Diakite, Biava, Radu, Cana (75′ Brocchi), Ledesma, Candreva (90′ Scaloni), Hernanes (46′ A.Gonzalez), Mauri, Rocchi. A disposizione: Bizzarri, Garrido, Kozak, Alfaro. Allenatore: Reja.

NAPOLI: De Sanctis, Campagnaro, P.Cannavaro, Britos, Aronica (72′ Dossena), Dzemaili, Inler, Hamsik, Pandev (79′ Vargas), Lavezzi, Cavani. A disposizione: Colombo, Fideleff, Grava, Fernandez, Dezi. Allenatore: Mazzarri.

Arbitro: Sig. Mazzoleni (Bergamo) – Assistenti Sigg. Niccolai e Marzaloni – Quarto uomo Sig. Gervasoni.

Marcatori: 9′ Candreva, 34′ Pandev, 68′ Mauri, 81′ Ledesma (rig).

Note: serata umida, terreno in buone condizioni, Ammoniti: P.Cannavaro, Dzemaili, Brocchi, Britos. Angoli: 4-1 per la Lazio. Osservato un minuto di silenzio in memoria di Giorgio Chinaglia, campione biancoceleste scomparso il 1° aprile. La Lazio ha giocato inoltre con il lutto al braccio. Recuperi: 0′ p.t., 3′ s.t.

Spettatori: 40.000 circa.



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Il doppio ex Zoff: “Lazio capace di tutto. La società? Magari tornare all’epoca di Cragnotti..”

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In occasione della partita di stasera, è intervenuto ai microfoni di Radio Incontro Olympia il doppio ex Dino Zoff.

Nato nel 1942 in Italia, dopo alcune esperienze in club come Udinese e Mantova, arrivò al Napoli alla mezzanotte dell’ultimo giorno di calciomercato per 120 milioni di lire. Difese la porta della squadra partenopea per 143 incontri,prima di essere ceduto alla Juvenuts. Nel 1983 si ritirò e un anno dopo iniziò la sua carriera da allenatore proprio con la Juventus, e nel 1990 il tecnico friulano assunse la guida della Lazio dell’allora presidente Gianmarco Calleri,con la quale ottenne nei primi due campionati dei piazzamenti di metà classifica,per poi riportare al suo terzo anno biancoceleste la squadra romana nelle coppe europee dopo quasi quindici anni, grazie al quinto posto ottenuto nel 1992-1993. Inoltre ricoprì anche la carica di presidente durante la gestione proprietaria del finanziere Sergio Cragnotti e, nel 1997, coprì la doppia veste di presidente ed allenatore dopo l’esonero del tecnico boemo Zeman. Con 202 panchine, è l’allenatore biancoceleste con il maggior numero di presenze in competizioni ufficiali sulla panchina della squadra romana.

“La Lazio domani sera troverà un Napoli lanciato verso il titolo. La squadra di Pioli, complici i numerosi infortuni e le pesanti squalifiche, sulla carta non è la favorita, tuttavia, come già accaduto nel recente passato, può essere capace di tutto, anche di sovvertire il pronostico contro una grande squadra, sia in casa che in trasferta, sfoderando una prestazione maiuscola.”  Così Zoff parla di una Lazio in grado di stupire.

Poi dice la sua anche sulla delusione da parte dei tifosi riguardo al mercato: “Il club dovrebbe far parte di quel gruppo di squadre che si giocano l’ultimo posto valevole per la qualificazione alla Champions League, evidente qualche malessere unito alla mancanza di continuità hanno fatto sì che questo obiettivo svanisse. Al contrario, l’accesso che porta all’Europa League può rappresentare ancora un obiettivo alla portata, osservando la classifica il quinto posto non è proibitivo.” Infine uno sguardo al passato: “Certo è che capisco i tifosi laziali che, come all’epoca di Cragnotti, desiderebbero sognare. Con questa società, dal modo come la si gestisce, si capisce che difficilmente si punterà verso l’alto..”.



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Marika Fruscio su Lazio-Napoli: “Napoli in un momento d’oro, ma la Lazio..”

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E’ provocante, perchè no anche sexy, uno tra i desideri più arditi degli italiani, principalmente dei tifosi azzurri: la supertifosa Marika Fruscio è diventata ultimamente una valida opinionista sul mondo partenopeo, e in esclusiva su LazioPress, ha rilasciato dichiarazioni molto interessanti riguardanti la sfida di domani sera all’Olimpico tra la Lazio e il suo Napoli:

Un’altra vittoria spettacolare del Napoli contro l’Empoli. Come giudichi il momento attuale della squadra?

“Il Napoli è sicuramente in un momento d’oro. La vittoria contro l’Empoli non è stata facile come può far sembrare il risultato finale. E’ stata una grande dimostrazione di forza, vincere anche con le piccole è fondamentale. Domenica la partita non era iniziata nel migliore dei modi con il gol di Paredes, ma la squadra ha alzato la testa ed ha cominciato a giocare come sa, con un gioco offensivo e con i tre attaccanti che hanno fatto la differenza. Higuain, Insigne, Callejon ma anche Mertens e Gabbiadini sono giocatori fantastici. Il Napoli secondo me ha l’attacco più forte del campionato. Anche in difesa le cose vanno bene, anche se qualche volta abbiamo delle amnesie che possono costare caro in certe situazioni”.

Higuain e Insigne ancora in gol contro l’Empoli. Sono loro i trascinatori del Napoli?

“Con l’Empoli la squadra ha fatto una grande rimonta. Higuain è una sicurezza, è sempre il protagonista delle vittorie del Napoli. I numeri sono impressionanti, 22 gol in 22 partite, è come una tassa! Insigne anche sta giocando alla grande, il tandem con il Pipita è davvero efficace e spettacolare. Entrambi però sono valorizzarti dal grande gioco di squadra. Il Napoli gioca bene, da spettacolo e ottiene risultati, e grande merito va dato certamente a mister Sarri”.

Domani c’è Lazio-Napoli. Che partita si aspetta? I biancocelesti possono mettere in difficoltà i partenopei?

“La Lazio è un’ottima squadra con grandi individualità. A Udine ha perso una grande chance per risalire la classifica, le manca sempre un po di concretezza per andare a vincere le partite. Contro l’Udinese i biancocelesti meritavano sicuramente di più, sono stati anche sfortunati con le occasioni di Matri e di Konko. La partita con il Napoli può essere la gara della svolta per la Lazio, battere una grande darebbe uno slancio alla stagione. Il Napoli deve stare attento, giocatori come Klose, Candreva, Keita sono pericolosissimi. La squadra secondo me sta facendo un ottimo campionato considerando tutti i problemi, dalla società alla questione della curva. Non è facile giocare in queste condizioni, ma squadra e allenatore hanno saputo reagire. Poi sono simpatizzante della Lazio, dopo che gli ultras biancocelesti hanno pagato l’albergo ad Antonella Esposito in occasione di Lazio-Napoli dopo la tragedia della morte di Ciro. E’ stato un gesto fantastico”.

Secondo te chi saranno i giocatori decisivi di questa sfida?

“Sarà una gara spettacolare domani, per la posta in palio e per i grandi giocatori che scenderanno in campo. Se devo sceglierne due, punto su Higuain e Klose. Per il Pipita sono finiti gli aggettivi, è un campione. Ma il nuovo Higuain è soprattutto merito di Sarri. Ora l’argentino è più calmo, in sintonia con il gruppo. E’ diventato un leader fuori e dentro il campo. Sarri è riuscito a toccare i tasti giusti con il Pipita, cosa che Benitez non era riuscito a fare. Klose è un altro fuoriclasse. Non sta giocando ai suoi livelli quest’anno, ma credo che la gara con il Napoli possa essere anche per lui quella della svolta. La Lazio se vuole conquistare l’Europa ha bisogno del vero Klose”.

Una sfida anche tra due ottimi allenatori: Sarri e Pioli. Che ne pensi dei due tecnici?

“Sarri sta dimostrando di essere tra i migliori allenatori in Italia. Qui a Napoli lo chiamano “mister 33 schemi”. Il mister prima di trovare la quadratura del cerchio ha provato molti moduli, cercando di amalgamare al meglio gli uomini a sua disposizione. Ora con il 4-3-3 ha trovato la giusta direzione: la squadra gioca che è una meraviglia, è equilibrata e in difesa è molto più solida rispetto agli anni passati. Il suo grande successo è stato rivitalizzare quasi tutta la rosa. Jorginho era sparito dai radar con Benitez, ora è il cervello del Napoli. Hamsik, Higuain, Koulibaly, Insigne. I meriti di Sarri sono evidenti. La squadra gioca un grande calcio e per ora è in testa alla classifica. Anche Pioli è un ottimo allenatore, la Lazio dell’anno scorso era fortissima ed esaltava per il gioco, noi purtroppo lo sappiamo bene. Quest’anno tutte le situazioni che la circondano non hanno aiutato la squadra ad esprimersi come ha dimostrato di saper fare. Le manca continuità e concretezza, i giocatori di livello ci sono per poter risalire la classifica”.

Entrambe le squadre saranno impegnate in Europa League. Possono arrivare in fondo alla competizione?

“Il Napoli nel girone è stata nettamente superiore alle sue avversarie, con molte vittorie larghe e spettacolari. Certo, ora arriveranno le sfide con squadre di livello, e questa sarà la vera prova del 9 per i partenopei. Ma sia il Napoli che la Lazio hanno tutte le carte in regola per poter arrivare in fondo”.



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Alla scoperta di Ivan Vargic: il nuovo portiere della Lazio a giugno

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Il calciomercato di gennaio della Lazio si è chiuso come sempre senza nessun colpo di mercato, la squadra come ogni anno non è stata rinforzata. L’unico acquisto è stato Milan Bisevac dal Lione, poi Lotito e Tare hanno come sempre dormito, senza pensare a migliore la rosa della squadra biancoceleste.

In verità però un altro acquisto è stato fatto dalla Lazio, ma arriverà a Roma solo a giugno. Si tratta di Ivan Vargic, il cui trasferimento è stato perfezionato nella giornata di ieri. Vargic è un portiere di nazionalità croata, nato il 15 marzo 1987 a Osijek, che gioca attualmente nel campionato croato con la squadra del Rijeka. L’estremo difensore è il titolare della squadra con la quale gioca dal 2013 e ha collezionato in totale 69 presenze con la compagine della città di Fiume (il nome italiano di Rijeka). Resterà infatti a giocare ancora in Croazia fino al termine della stagione, in prestito proprio dalla Lazio, che ha acquistato il giocatore a titolo definitivo nella sessione invernale del calciomercato. Vargic ha sempre giocato nella sua patria dove, prima di trasferirsi a Rijeka, ha militato nell’Osijek e nell’Honka. Inoltre ha esordito anche con la sua nazionale con la quale ha disputato due partite senza mai subire un goal.

1315261318BoksicSi rafforza, quindi, la colonia di giocatori provenienti dai Balcani nella squadra biancoceleste. Sono, infatti, già cinque i giocatori biancocelesti provenienti dai paesi che hanno fatto parte dell’ex Jugoslavia: Lulic, Bisevac, Basta, Djordjevic e Milinkovic-Savic. Berisha, invece, è di nazionalità albanese e quindi non ex jugoslavo. Tra i croati più famosi che hanno indossato la maglia biancoceleste, invece, ricordiamo il bomber Alen Boksic, la meteora Anthony Seric e il giovane della primavera Josip Elez.

Attraverso il sito ufficiale del club croato, è stato proprio il portiere ad annunciare il suo trasferimento alla Lazio a fine stagione, dichiarando anche quelle che sono le sua ambizioni per il futuro. Queste le sue parole: “Ringrazio il club per aver permesso questo trasferimento. Sono molto felice e in attesa di questa nuova sfida nel campionato italiano. Allo stesso tempo, sono lieto di poter giocare ancora qui a Fiume fino all’estate, perché voglio dire addio e ringraziare i tifosi, la gente, allenatori e compagni di squadra almeno con un trofeo”.

Con il suo arrivo il secondo portiere Erit Berisha lascerà quasi sicuramente la Lazio per accasarsi altrove, improbabile infatti la partenza di Federico Marchetti che ha da poco rinnovato il contratto fino al 2018.



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Conferenza stampa Pioli: “Col Napoli bisogna essere compatti e bloccare i rifornimenti in attacco”

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Alla vigilia del match Lazio-Napoli è ancora incerto l’assetto tattico dell’allenatore. Nonostante la Lazio non stia vivendo un periodo fortunatissimo di forma (ma con un gennaio senza sconfitte, ndr) cercherà di tenere testa alla squadra campana. C’è ancora qualche assenza nell’organico biancoceleste e Pioli scherza sul fatto che ormai sono numerose le visite in Paideia dei giocatori: Marchetti è tornato disponibile e prenderà sicuramente il posto di Berisha nella partita di domani. Klose rimane il fiore all’occhiello dell’attacco ed è pronto a dare il meglio di sè qualora venisse convocato contro il Napoli.

Di seguito le dichiarazioni di mister Pioli nella conferenza stampa di oggi a Formello.

In questo momento è una gara proibitiva quella con il Napoli?

No, ma è difficile sicuramente per il valore alto dell’avversario. Nessuna gara è proibitiva all’inizio, servirà spirito, qualità, precisione tecnica e tattica.

Il mercato si è chiuso. Soddisfatto?

Credo che gli obiettivi c’erano, qualcuno è stato centrato, qualcuno no. Avevamo bisogno di un difensore centrale, è arrivato Bisevac che è un valore aggiunto. Ci darà personalità vista l’assenza di de Vrij e una mano fino a fine stagione. Poi dovevamo sfoltire la rosa e soltanto in parte ci siamo riusciti. Sapevo benissimo che se non ci fosse state delle uscite, allora non ci sarebbero state delle entrate. Ma sono contento della squadra che ho a disposizione e continuo a pensare che la rosa abbia le qualità per fare bene.

La squadra vuole essere protagonista in questa seconda parte di stagione?

La squadra è completa, stiamo vivendo una situazione particolare. Abbiamo delle assenze, ma quando siamo al completo siamo una squadra affidabile. Dobbiamo insistere sulla strada intrapresa. Abbiamo avuto un passaggio a vuoto a novembre e inizio dicembre, ora dobbiamo spingere e vincere per recuperare posizioni. 

La striscia positiva può essere uno stimolo in più per domani?

Il nostro obiettivo è vincere, giochiamo per segnare e non per non prendere gol. Dobbiamo cercare di mettere in difficoltà l’avversario, giocare come contro Inter, Fiorentina e come abbiamo fatto per un’ora con la Juventus. E’ nelle nostre corde. 

Ha già deciso la formazione?

Sono sempre più contento quando posso scegliere, non siamo fortunatissimi in questo momento. Lotteremo con le nostre armi, possiamo mettere in campo comunque una squadra competitiva.

Felipe Anderson è andato in Paideia. Per quale motivo?

Ormai ci si vanno spesso i calciatori. Forse è andato a pranzo lì (ride, ndr).

Gioca Hoedt?

Hoedt sta bene, ha fatto un’ottima prestazione. Gentiletti si è ripreso, ma Hoedt in questo momento è più pronto.

Il trequartista può essere una variabile?

Sì, può essere ma non è importante la posizione iniziale dei calciatori. Non dobbiamo dare punti di riferimento, non importa chi gioca. Dobbiamo giocare in ampiezza, tra le linee e in profondità. Ma dobbiamo farlo con più velocità.

Qual è la situazione di Morrison?

Domani Morrison non sarà convocato perché non sta bene. Il tempo del suo inserimento è finito. Sa benissimo cosa deve fare e cosa non deve fare per essere convocato. Il discorso vale per lui e per tutti gli altri. Si diano tutti da fare.

Il Napoli ha sempre fatto bene nei primi tempi, la Lazio no. La preoccupa questa cosa?

E’ un dato importante, ma non determinante. Sappiamo che l’approccio è importante, andare sopra o sotto ti può dare dei vantaggi o degli svantaggi. Vogliamo migliorare in questo, domenica scorsa abbiamo interpretato bene la gara da subito. Ma conta fare 95 minuti da squadra, fare le scelte con lucidità, anche perché domani affrontiamo una squadra abile a livello tecnico e di gioco. 

Che partita dovrà fare la Lazio?

Ho sempre creduto che quando si affrontano squadre di qualità bisogna essere compatti e bloccare i rifornimenti per l’attacco. Hanno un tridente che è tra i pochi più forti del nostro. Bisogna avere i tempi e gli inserimenti giusti, ma anche il Napoli ha i suoi punti deboli.

Klose sta trovando difficoltà. Che garanzie dà? Può tornare quello dello scorso anno?

Sta bene fisicamente e mentalmente, è intelligente. E’ chiaro che quando giocano due attaccanti insieme, lui è il più bravo rispetto agli altri a giocare tra le linee. Certo, quando gioca da solo però deve attaccare la profondità. Se giocherà domani, si farà giocare pronto.

Il Napoli la migliore squadra d’Italia?

Sta meritando il primo posto, ha avuto la continuità che la Juve non ha avuto all’inizio. Ma si giocheranno lo scudetto fino alla fine.

Come si ferma Higuain?

Il problema non è solo Higuain, ci sono tanti come Insigne, Callejon, Hamsik e tanti altri. Bisogna bloccare i rifornimenti per questi giocatori. Dobbiamo pensare anche ad attaccare per fare gol e vincere, non solo pensare a difendere.

Domani sarà un Napoli spavaldo?

Domani sarà una partita che andrà interpretata e giocata con lucidità. 

La Lazio crea molto, però si sbagliano gol facili. Anche all’andata con il Napoli Keita sciupò una ghiotta occasione. Perché?

Quando ci sono occasioni così, è importante sbloccare il risultato. Ma adesso è un altro campionato e domani sarà un’altra partita. Abbiamo le qualità per mettere in difficoltà l’avversario.

Marchetti?

Sta bene. Berisha si è fatto trovare pronto. Ma Marchetti è il titolare e giocherà lui.

Insigne ha detto che Sarri fa esprimere il meglio dei suoi calciatori. Lei può avere questa caratteristica per domani?

E’ l’obiettivo di ogni allenatore. In alcune occasione ci siamo riusciti, a volte no. A fine stagione capiremo che lavoro siamo riusciti a fare.



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Fantacalcio, i consigli per il turno infrasettimanale

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Nemmeno il tempo di rifiatare un momento ed ecco che le nostre meningi si devono subito spremere per il turno infrasettimanale nel campionato italiano.. sbrigatevi perchè entro il primo pomeriggio il Fantacalcio chiede le vostre fantaformazioni prima possibile! Speriamo che con il nostro aiuto possiate sciogliervi dubbi amletici.

SASSUOLO-ROMA (martedi 20.45): il Sassuolo riceve una Roma alla ricerca di continuità, puntate tra i neroverdi sul solito Berardi, Vrsaljko e uno a centrocampo tra l’ex Pellegrini, Duncan e Magnanelli; tra i giallorossi proviamo a dare fiducia ad El Shaarawy, Rudiger e Salah (ultimamente sottotono).

FROSINONE-BOLOGNA (mercoledi ore 18.00): forse la partita più interessante di questo turno infrasettimanale, tra due squadre che a modo loro esprimono un ottimo calcio; senza pensarci due volte, Daniel Ciofani può ripetersi come contro la Roma e Bardi appena sbarcato in Ciociaria può dare addirittura migliori garanzie rispetto a Leali; il Bologna ci sta abituando a soffrire ma con Destro e Taider la sufficienza in pagella è assicurata.

EMPOLI-UDINESE (mercoledi ore 20.45): due squadre che non passano un buon momento, l’Empoli chiede nuovamente a Saponara e Maccarone nuove magie; i friuliani, galvanizzati temporaneamente dal pareggio con la Lazio potrebbe soddisfarvi con le prove di Hertaux e Badu.. nervosismo di Thereau permettendo!

FIORENTINA-CARPI: viola leggermente appannati, emiliani sfortunati. L’ex Barca Tello potrebbe essere una sorpresa, mentre la certezza è Ilicic; nel Carpi l’esperienza di Zaccardo può servire, come confermare uno tra Lollo e Crimi.

H.VERONA-ATALANTA: partita difficile per entrambe le squadre che hanno bisogno di punti, la coppia veneta Pazzini-Toni prima o poi si dovrà sbloccare, mentre la partenza di Denis in Argentina potrebbe aprire la strada al gol del neoacquisto Borriello.

INTER-CHIEVO: nerazzurri in difficoltà contro il Chievo che potrebbe prendere clamorosamente e potenzialmente un punto; il trio d’attacco Eder-Icardi-Perisic potrebbe sfondare, mentre la grande esperienza di Bizzarri e l’inventiva di Castro potrebbero portare al miracolo.

JUVENTUS-GENOA: la lotta per lo scudetto contro la lotta per rimanere in Serie A, questo è il quadro di questa partita; il turnover non risparmia Dybala e Morata, pronti a colpire di nuovo, nel Genoa puntare nuovamente su Pavoletti e Perin.

LAZIO-NAPOLI: partita difficile per i biancocelesti, tra infortuni e squalifiche, per il Napoli partita ostica ma che potrebbe portare a nuovi sorrisi e ad un’altra giornata in vetta; Marchetti torna in porta e potrebbe fare miracoli, Lulic può dare garanzie a centrocampo, nel Napoli come al solito la scelta è così ampia da essere ardua, fate voi..

PALERMO-MILAN: partita difficile per i rosanero che ricevono un Milan galvanizzato dal derby appena vinto. Schelotto può esservi d’aiuto con l’ex Gilardino e Sorrentino, mentre nei rossoneri provate a puntare su Bacca e su Romagnoli.

SAMPDORIA-TORINO: blucerchiati che contro il Bologna sono stati sfortunati e che possono sperare in Muriel e capitan Soriano; il Torino che ha pareggiato domenica si affida alla coppia Belotti-Immobile, puntate sulla coppia Under21 Baselli-Benassi.

fantacalcio

(formazione creata con l’app LineUp11)



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Gli arbitri della 23a giornata di campionato: Irrati arbitrerà Lazio-Napoli

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lazio sassuolo

L’Associazione Italiana Arbitri ha ufficializzato oggi le designazioni arbitrali per la 23° settimana di campionato. Il 3 Febbraio, ad arbitrare il match Lazio-Napoli delle 20:45 ci sarà il toscano Massimiliano Irrati, supportato da Costanzo e Padovan, Posado fungerà da quarto uomo e gli addizionali saranno Giacomelli e Pinzani. Sarebbe la sesta occasione in cui Irrati (approdato in serie A nel 2013) si trova a regolamentare le mosse dei biancocelesti, di seguito i precedenti:

-Lazio-Catania 3-1, campionato 13/14, reti di Ederson, Lulic ed Hernanes

-Cagliari-Lazio 0-2, campionato 13/14, gol di Lulic e Keita

-Lazio-Cesena 3-0, stagione 14/15, punti di Candreva, Parolo e Mauri

-Hellas Verona-Lazio1-1, campionato 14/15, rete di Lulic

-Atalanta-Lazio 2-1, campionato corrente, il match risale ad ottobre con rete di Biglia, autorete di Basta e gol di Gomez.

Di seguito tutte le designazioni:

EMPOLI – UDINESE
ABBATTISTA
GALLONI – ALASSIO
IV: LO CICERO
ADD1: FABBRI
ADD2: MANGANIELLO

FIORENTINA – CARPI
CERVELLERA
SCHENONE – PERETTI
IV: CRISPO
ADD1: DAMATO
ADD2: GHERSINI

FROSINONE – BOLOGNA (mercoledi h. 18.30)
GERVASONI
DE PINTO – STALLONE
IV: GIALLATINI
ADD1: ABISSO
ADD2: SACCHI

H. VERONA – ATALANTA
DI BELLO
TONOLINI – DE TROIA
IV: GAVA
ADD1: PAIRETTO
ADD2: MINELLI

INTER – CHIEVO
VALERI
MARRAZZO – MUSOLINO
IV: VUOTO
ADD1: CELI
ADD2: DI PAOLO

JUVENTUS – GENOA
RUSSO
MARZALONI – PAGANESSI
IV: VALERIANI
ADD1: MARIANI
ADD2: MARESCA

LAZIO – NAPOLI
IRRATI
COSTANZO – PADOVAN
IV: POSADO
ADD1: GIACOMELLI
ADD2: PINZANI

PALERMO – MILAN
MAZZOLENI
DE LUCA – TASSO
IV: PEGORIN
ADD1: DOVERI
ADD2: PASQUA

SAMPDORIA – TORINO 
GUIDA
PASSERI – DI VUOLO
IV: TEGONI
ADD1: GAVILLUCCI
ADD2 CHIFFI

SASSUOLO – ROMA (martedì h. 20.45)
CALVARESE
DI FIORE – LONGO
IV: BARBIRATI
ADD1: MASSA
ADD2: CANDUSSIO



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