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Crespo e i suoi ricordi alla Lazio: “Orgoglioso di aver segnato a Baresi”

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E’ stato capocannoniere con la Lazio, ha affrontato i migliori giocatori degli anni ’90 e ora ha un (speriamo) roseo futuro da allenatore; il Valdanito Hernan Crespo non ha dimenticato il periodo romano e le grandi cavalcate tra Serie A e Champions League. In questa lunga intervista a sofoot.com, raccogliamo questo autentico sentimento di appartenenza ai nostri colori:

“Ho un sacco di bei ricordi per tutti i club in cui ho giocato, ovviamente con il Parma in modo particolare, perché abbiamo vinto la Coppa UEFA, la Coppa Italia e la Supercoppa nel giro di tre mesi. È stato davvero speciale, ma non dimenticherò mai di essere stato capocannoniere della Serie A con la Lazio durante la stagione 2000-01. Io dico sempre che Veron è stato il miglior giocatore di sempre nel fare ‘l’ultimo passaggio’. Si metteva sempre nelle migliori condizioni per realizzare un assist, riuscendo a tirare fuori il meglio dai suoi compagni di squadra. Infatti, quando ho giocato con lui, ho avuto le mie migliori stagioni come attaccante”.

Una curiosità sui gol realizzati di tacco e sui suoi avversari: “Era merito anche di Veron, come quella volta contro la Juve. Spesso può capitare che la palla non arrivi esattamente dove la desideri, e in quei casi non hai molto tempo per pensare a come colpirla. Era sempre una soluzione di istinto nel momento in cui anticipavo il difensore sul primo palo, ma anche lì ci voleva fortuna. Il difensore più forte che ho affrontato? Sono tanti, non posso citarli tutti: Samuel, Terry, Maldini, Nesta, ma il mio motivo d’orgoglio più grande è aver segnato a Franco Baresi”



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Lazio: a Formello ancora qualche assenza

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Gennaro Gattuso e la squadra durante l'amichevole Lazio Juve Stabia a Formello
Gennaro Gattuso e la squadra durante l'amichevole Lazio Juve Stabia a Formello

Lo staff medico della Lazio ha rassicurato Pioli: molto probabilmente Radu e Bisevac torneranno disponibili per il match di giovedì prossimo contro il Galatasaray. I due giocatori, rimasti fermi per qualche giornata, hanno recuperato la loro forma fisica e probabilmente si alleneranno normalmente a partire da domenica; un’ottima notizia per la squadra che avrebbe rischiato di arrivare ad Istanbul quasi priva di centrali e terzini.

Basta sarà fuori dal campo per un mese per recuperare la lesione muscolare subita la scorsa settimana, De Vrij è ancora assente e sta lentamente migliorando il suo problema al ginocchio. Assente all’appello già dall’incontro di ieri anche Gentiletti che non andrà in Turchia a causa del suo infortunio, mancheranno in Europa League anche Keita che è stato squalificato e Patric e Braafheid, non essendo inseriti nella lista UEFA.

Oggi a Formello c’è stata seduta di scarico in palestra per tutti i biancocelesti che abbiamo visto in campo ieri contro il Verona, tutti gli altri si sono allenati normalmente. Mister Pioli ha seguito da vicino Onazi, Parolo, Djordjevic, Morrison, Candreva, Braafheid, Keita, Klose, Patric e Kishna. Domani giornata di riposo per l’intera squadra, mentre domenica si riprenderà in vista della partenza per la Turchia.



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Moviola Lazio-H. Verona: Gervasoni insufficiente

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Lazio-Verona 5-2. Partita dall’aria pesante per l’assenza del pubblico ma finita con una goleata da parte delle aquile romane ma vediamo come si è svolto il match con la nostra moviola.

Primo tempo nel quale segnaliamo  solo qualche piccolo errore commesso dall’arbitro mantovano, nella ripresa invece assegna il gol del 3-0 biancoceleste che andava annullato. Andiamo a vedere gli episodi da moviola più eclatanti del match.

La prima occasione da moviola arriva all’ 11′ quando Matri lamenta un contatto con Gollini, che in effetti sembra esserci nonostante il pallone, ancora giocabile, è lontano dai due. Nel dubbio non concedere il penalty può essere una scelta condivisibile. Al 21′ Matri cerca il gol dopo la respinta gialloblu sul tiro di Lulic, ma era in fuorigioco; giusto fermare il gioco. Al 40′ Pazzini controlla un lancio di Helander e va via su Mauricio, ma secondo l’assistente è partito oltre la linea difensiva biancoceleste. Sbagliato! Era in posizione regolare! L’ultimo episodio da moviola del primo tempo arriva al 42′ quando Biglia tenta di battere velocemente un calcio di punizione, che viene toccato da Jankovic, vicinissimo al punto di battuta. Sarebbe stato giusto ammonire il centrocampista gialloblu.

Secondo tempo che comincia senza particolari episodi da moviola, infatti il primo episodio da commentare arriva solo al 68′, quando il capitano biancoceleste Biglia commette un fallo tattico su Pazzini e viene graziato da Gervasoni, che non mostra il cartellino giallo. Poteva starci tranquillamente l’ammonizione. Un solo minuto più tardi accade l’evento più contestato: Biglia innesca Matri, il quale vede F. Anderson tutto solo che non può far altro che timbrare il cartellino. Evidente il fuorigioco di Matri nell’occasione, come era evidente il fallo di Pisano su Anderson ad inizio azione. Grande confusione tra arbitro e guardalinee in tutta l’azione, gol da annullare. Poco dopo arriva il gol che riapre le speranze dell’Hellas con Greco su punizione, concessa agli ospiti dopo un fallo su Ionita da parte di Mauricio; inevitabile il giallo per il difensore brasiliano. All’86’ Klose sbaglia dall’altezza del dischetto quello che sarebbe stato il suo primo gol stagionale in campionato. L’attaccante tedesco sembrava aver però stoppato leggermente il pallone col braccio prima della conclusione. Ultimo episodio da segnalare al 90′: Lulic anticipa Gilberto in area di rigore, il difensore stende il bosniaco ed è solare il calcio di rigore assegnato da Gervasoni e trasformato da Candreva.

Nel complesso quindi una prestazione insufficiente da parte della quaterna arbitrale, che in molte occasioni non ha avuto la lucidità giusta per prendere le decisioni, in particolare quella sul fuorigioco di Matri, che ha in qualche modo deciso la partita ed è stata ampiamente criticata dai veronesi al termine del match.



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Mauri e Matri in coro: “Per l’Europa serve continuità. Dobbiamo riconquistare i tifosi con i risultati!”

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Settore ospiti Stadio Bentegodi Verona pieno di tifosi della Lazio con bandiere.

La Lazio ritrova il sorriso all’Olimpico uscendo vincitrice con un 5-2 dalla gara contro l’Hellas Verona.

Uno dei protagonisti di questa sera è intervenuto ai microfoni di Mediaset Premium, l’ex capitano biancoceleste Stefano Mauri: “E’ sempre un’emozione particolare segnare. L’importante è che la squadra sia tornata a giocare a certi livelli, anche se abbiamo concesso qualcosa dietro. Siamo sulla strada giusta per ricominciare. Oggi abbiamo fatto bene, speriamo di continuare così per poter toglierci qualche soddisfazione”.  Poi riguardo l’assenza dei tifosi mostra comprensione, ma anche dispiacere: “Dal canto nostro possiamo solo fare una serie di risultati positivi. La divisione della curva è un grosso problema per loro, speriamo si risolva presto e che si trovi una soluzione alternativa. A noi i tifosi mancano molto, noi possiamo solo fare buoni risultati. Sappiamo di essere una buona squadra, quest’anno stiamo giocando al di sotto delle nostre potenzialità, speriamo di aver invertito la rotta”.

Il centrocampista brianzolo è intervenuto anche ai microfoni di Sky Sport: “Quello di stasera è un buon risultato, ma anche oggi abbiamo commesso troppi errori e disattenzioni. Come squadra dobbiamo avere più concentrazione nell’arco di novanta minuti, siamo troppo altalenanti, dobbiamo trovare continuità anche nei risultati e speriamo che la partita di stasera possa darci fiducia. Per me quello di stasera è un gol importante, mi sento bene e dopo un piccolo problema alla schiena mi sono ripreso e spero di continuare così. Lo stadio vuoto? E’ triste perchè i tifosi sono parte dello spettacolo del calcio. Da parte nostra dobbiamo fare tanti risultati per incentivarli a tornare. C’è anche questo problema delle barriere, speriamo si possa trovare una soluzione e togliere queste barriere e riportare la gente allo stadio.”

Ai microfoni di Mediaset Premium interviene anche Alessandro Matri, altro protagonista di questo match: “La situazione ce l’abbiamo davanti: è stata buona prestazione, ma abbiamo concesso dei gol evitabili. Sono disattenzioni che non dobbiamo avere se vogliamo fare una grande rimonta in classifica. La squadra ci crede, il potenziale lo conosciamo tutti. Abbiamo avuto degli alti e bassi non giustificabili, serve un segnale, questo è il primo passo. Dobbiamo sfruttare al meglio ogni occasione, stiamo lavorando. Dobbiamo giocare più in velocità ed essere più precisi nell’ultimo passaggio. Da parte nostra c’è voglia di fare bene. Si rema tutti dalla stessa parte, è il minimo, altrimenti non si va da nessuna parte. I tifosi sono la nostra parte importante, con lo stadio pieno qualcosa in più potremmo avere. Dobbiamo essere bravi noi a farli tornare. Se uno trova continuità e ritmo può fare sempre meglio, se un attaccante non segna poi non è solo colpa sua, ognuno ha le sue colpe. A volte ci mettiamo troppo nel fare l’ultimo passaggio”.

Poi sul futuro: “Il cartellino è del Milan, ho ancora un anno di contratto con loro. A giugno parlerò con le società e vediamo che succede, il mio mercato è sempre aperto (ride, ndr)”. E sul gol che ha sbloccato la gara: “Danilo è stato bravo a darmi quella palla e per fortuna l’ho presa male (ride, ndr)”. 



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Pioli: “Il Verona era in una buona forma, ora ci prepariamo per l’incontro con il Galatasaray”

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La Lazio torna a vincere in campionato e batte l’Hellas 5-2. Una bella vittoria quella di stasera all’Olimpico, protagonisti dei gol Matri, Mauri, Anderson, Keita e Candreva. Sicuramente il risultato di oggi ha fornito la giusta carica alla squadra, entusiasmo che servirà per volare in Turchia il prossimo 18 Febbraio per affrontare il Galatasaray. Mister Pioli è molto soddisfatto del lavoro svolto dalla sua Lazio, le scelte tattiche di questa sera sono state quelle giuste nonostante qualche incertezza in difesa, queste le parole dell’allenatore Pioli al termine della gara contro la squadra veneta:

“Abbiamo avuto un calo di concentrazione che nel calcio rischi di pagare. E’ un peccato essere entrati in sofferenza in una partita in cui eravamo andati in vantaggio con tre gol di scarto. Siamo stati bravi a riprendere in mano, è una vittoria che ci prendiamo, ma questi cali non ci devono essere nel futuro. Non credo mai al calendario difficile o facile, il Verona era in una buona forma, le partite sono tutte da giocare e interpretare”.

Candreva? Ho tante soluzioni, ho schierato la formazione migliore. Candreva veniva anche da un brutto infortunio. Dovremmo dare continuità ai nostri risultati e cercare di passare il turno. La nostra concentrazione deve essere rivolta alla prossima gara. Siamo riusciti a fare tutti i gol che non abbiamo fatto nelle ultime tre gare. Ho un organico importante, oggi potevamo segnare tanti altri gol. Io scelgo quelli che stanno meglio, magari le mie scelte dall’esterno non hanno senso, ma io sono l’unico che vede tutte le caratteristiche dei miei giocatori in allenamento. Loro devono essere bravi a farsi trovare pronti e oggi lo sono stati. A me il primo tempo è piaciuto per la voglia della squadra, ma dobbiamo concludere di più”.

Mauri? “Mauri ora sta bene, ha avuto in passato problemi fisici e io ho fatto altre scelte preferendo i giocatori che mi sembravano più in condizione. Sulle qualità di Mauri per come gioca tra le linee e per come attacca, non ho nulla da dire, è sicuramente un giocatore intelligente, quindi cercherò di sfruttarlo nei migliori dei modi, consapevole che ho tante soluzioni e che cercherò di sfruttare il momento migliore di ognuno”.

Sui singoli: “Ho tutti centrocampisti con qualità importanti, sull’importanza di Biglia non ci sono discussioni. Ha fatto un lavoro importante in fase difensiva e l’ha fatto molto bene. Deve ritrovare ritmo e la sua assenza, accompagnata a quella di de Vrij, si possono fare sentire. Felipe Anderson ha fatto un’ottima prestazione, l’ho visto in crescita. E’ brillante dal punto di vista fisico, devo essere bravo a sfruttare questi picchi di condizione. Questa settimana ha fatto bene”.

Gli obiettivi della Lazio: “Questa Lazio deve pensare a vincere più partite possibili. Siamo in grave ritardo, ma questa squadra ha la possibilità di centrare tante vittorie. Oggi non abbiamo fatto niente, serve continuità. I tifosi? Ci mancano.  Ora prepariamo la sfida al Galatasaray, molto del passaggio del turno dipenderà dalla gara andata”.

Credete veramente nell’Europa? “Credo proprio di sì, credo di trasmetterlo tutti i giorni ai miei giocatori. Paghiamo il mese di novembre, ci dobbiamo credere e abbiamo solo la possibilità di vincere e cercare di fare una striscia simile a quella dell’anno scorso. Non vedo perché non dobbiamo crederci, abbiamo le qualità per provare a crederci”.

Radu e Bisevac pronti per il Galatasay? “Credo di sì, non si sono ancora allenati con noi. Spero che domenica saranno in gruppo e che saranno disponibili per giovedì prossimo”.



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La Lazio strapazza il Verona nel secondo tempo

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Sembra far festa la Lazio di Pioli che distrugge il Verona con un ottimo secondo tempo, la strada verso il quinto posto sembra ritornare sui giusti binari, l’Hellas non poteva pensare ad una vittoria ma il 4-4-2 pericoloso di Del Neri poteva potenzialmente prendere un punto, vista la striscia positiva.

Stadio surreale, clima scaldato dai soli tifosi veronesi, Pioli usa il 4-3-3 con Lulic che torna in difesa, Cataldi davanti la difesa, torna Biglia e viene confermato Mauri nel tridente con il rientrante Matri e il lunatico Felipe Anderson. Parte subito forte la Lazio con un’idea di Felipe Anderson che entra in area e colpisce a lato; il Verona inizia a farsi sentire, e i lampi di Pazzini e Toni, entrambi di testa, fanno venire i brividi a quei pochi stoici che hanno sfidato il freddo e il giovedi dell’Olimpico. Dopo un tentativo pericoloso di Cataldi che impensierisce Gollini con una bel tiro respinto, arriva prima dell’intervallo il vantaggio della Lazio, assist per Matri e gol di sinistro dell’ex milanista. Termina il primo tempo senza grandi patemi d’animo.

Parte il secondo tempo e i biancocelesti vogliono fare sul serio, infatti è da una nuova incursione di Cataldi che Mauri firma il suo primo gol stagionale e il secondo gol per la Lazio. Il Verona per un attimo sembra muoversi per inerzia, ma al quarto d’ora Hoedt rischia di riaprirgli in anticipo la partita con una traversa nata da un cross di Wszolek; più tardi i veneti cedono, una palla di Matri in area serve solo una zampata vincente ed è quella di Felipe Anderson, è 3-0. Stranamente l’arresa si trasforma in riscossa, prima arriva una punizione di Greco che batte Marchetti, poi arriva il gol del redivivo Toni che beffa con facilità Hoedt e rimette in gioco l’Hellas. Arriva il cambio con Klose per Matri e Keita, entrato al posto di Mauri, viene servito dal tedesco per il 4-2 che dovrebbe chiudere definitivamente la partita. Non solo, ma al 90′ arriva il rigore per la Lazio, Lulic subisce fallo e Candreva, entrato da poco al posto di Felipe Anderson fa festeggiare la sua squadra.

Puntare nuovamente al quinto posto senza tifosi, è questa la nuova sfida impossibile di una Lazio che nell’emergenza (quantitativo e qualitativo) fa vedere cosa dovrebbe fare come minimo sindacabile. Ribadiamo il concetto che il Verona non deve puntare a queste partite per la salvezza, ma da 3-0 a 3-2  è sintomo di una squadra in salute.



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Amarcord Lazio-Verona: pioggia di goal all’Olimpico e 5-4 finale

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File: [21apr02c.jpg] | Thu, 11 Feb 2016 12:01:00 GMT LazioWiki: progetto enciclopedico sulla S.S. Lazio www.laziowiki.org

Era il 2002 e la Lazio seppur inconsapevole si stava avviando alla chiusura di un’epoca: di lì a pochi mesi infatti Cragnotti lascerà la guida del club capitolino.
La stagione 2002/2003 fu un disastro per le ambizioni del club, sesto posto raggiunto all’ultima giornata quando la Lazio vincendo all’Olimpico contro l’Inter fece perdere lo scudetto ai nerazzuri a discapito della Juventus.
Una delle partite più spettacolari di quell’anno è senza dubbio Lazio- Verona conclusasi con il risultato di 5 a 4; riviviamo allora insieme questo amarcord andando a vedere come scesero in campo le squadre in quel 21 aprile 2002:

LAZIO: Peruzzi, Stam, Nesta, Fernando Couto, Favalli, Castroman, Giannichedda, Liverani (55′ Simeone), Stankovic (62′ Crespo), Fiore, C.Lopez (76′ Pancaro). A disposizione: Marchegiani, Poborsky, Mendieta, S.Inzaghi. Allenatore: Zaccheroni.

VERONA: Ferron, Dainelli, P.Cannavaro, Teodorani, Cassetti, Italiano (56′ Mazzola), L. Colucci, Melis (53′ Adailton), Salvetti, Camoranesi, Frick (83′ Cossato). A disposizione: Nigmatullin, Montano, Matteassi, Seric. Allenatore: Malesani.

Arbitro: Sig. Farina (Novi Ligure).

Marcatori: 10′ Frick, 29′ Stam, 32′ C.Lopez (rig), 45′ Stankovic, 52′ Stankovic, 78′ Crespo, 80′ L.Colucci, 88′ M.Cossato, 90′ Adailton.

Note: Pomeriggio piovoso e terreno in buone condizioni. Espulso al 74′ Stam e ammoniti Liverani, Giannichedda, Melis. Recuperi: 2′ p.t., 3′ s.t.



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Accadde oggi: la Lazio segna quattro reti al Milan e accede alla finale di Coppa Italia

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Era il 2004 e la Lazio stava attraversando uno dei periodi più brutti della sua storia, la crisi finanziaria infatti era arrivata ad un grado di pericolosità talmente alto che la società biancoceleste era sull’orlo del fallimento. Proprio per questo motivo il presidente Ugo Longo aveva optato per una gestione della società indirizzata al risparmio, senza spese folli e con un occhio al bilancio. Tanto che Marchegiani lasciò la Lazio dopo dieci stagioni e gennaio furono venduti due pezzi pregiati come Stankovic e Conceição, restarono invece Peruzzi, Stam, Oddo, Mihajlovic, Cesar e Fiore, arrivarono Zauri, Dabo e Albertini. Così la stagione della Lazio, che era allenata da Roberto Mancini, fu un alternarsi di alti e bassi e le soddisfazioni migliori arrivarono in Coppa Italia.

Proprio della Coppa Italia vogliamo parlare quest’oggi, infatti l’11 febbraio del 2004 la Lazio giocò una delle partite più belle della sua stagione e sconfisse il Milan, che si laureò poi campione d’Italia, per 4-0 nella semifinale di ritorno giocata allo Stadio Olimpico. In quella fredda serata di febbraio i biancocelesti giocarono alla grande e per i rossoneri non ci fu scampo. La Lazio, forte del 2-1 dell’andata, si presentò al cospetto dei suoi tifosi con i trio Cesar, Corradi e Lopez in attacco, mentre a centrocampo c’erano Liverani, Fiore e Albertini. Il Milan di Ancelotti, invece, si schierò con la formazione non titolare, ma poteva comunque contare su Serginho, Rui Costa, Redondo e Shevchenko. Pronti via e la squadra milanese si rese subito pericolosa con l’attaccante ucraino che impegnò, con una bordata dal limite dell’area, il portiere laziale Sereni, costretto a deviare in angolo la conclusione insidiosa di Shevchenko. Poi arrivò il turno della Lazio, che prese in mano le redini del gioco e concesse poco o nulla al Milan nella prima frazione di gioco. All’11’ infatti ci pensò Cesar portare lazio-milanin vantaggio la squadra capitolina. Liverani con una finta che ingannò il difensore Laursen e apparecchiò un assist al bacio per il brasiliano, che anticipando Abbiati insaccò l’1-0 per la Lazio. Pochi minuti dopo arrivò anche il secondo goal dei biancocelesti, che insaccarono il 2-0 con Liverani. Il tutto partì da un lancio millimetrico di Fiore che servì Cesar, che con un assist dalla fascia trovo liberò il centrocampista romano che senza problemi mise alle spalle di Abbiati dopo una finta. Il Milan andò in bambola, mentre la Lazio giocava con qualità e velocità. I biancocelesti però non si fermarono qui e nel primo tempo chiusero già la pratica. La difesa rossonera infatti non fu all’altezza della situazione e subì altri due goal, entrambi ad opera di Fiore. Il primo arrivò al 35′ dopo il cross di Favalli e l’assist di petto di Corradi che trovò liberissimo il numero 20 della Lazio che segnò il 3-0, il secondo invece giunse al 41′ dopo il cross di Oddo che imbeccò sempre Fiore che di contro balzo mise a segno il 4-0. Il primo tempo si concluse quindi con la Lazio in vantaggio di quattro reti, mentre il Milan era rimasto con la testa a Milano.

La partita in pratica finì nel primo tempo, visto che nel secondo la squadra di Mancini amministrò il vantaggio con facilità, mentre i rossoneri non riuscirono nella rimonta. Da segnalare solo qualche flebile conclusione della squadra di Ancelotti verso la porta di Sereni, che però non fu mai troppo impegnato, oltre all’espulsione di Brocchi al 58′ per offese contro l’arbitro Collina. Per il resto i biancocelesti non corsero mai troppi rischi e vinsero facilmente la partita, tenendo a bada il Milan nei secondi 45′ minuti di gioco. Inoltre si videro in campo contemporaneamente i due fratelli Inzaghi, che entrarono in campo a partita ormai decisa. Il risultato finale fu quindi 4-0 e la Lazio si qualificò alla finale della competizione.

Per la cronaca quella finale la squadra biancoceleste la vinse, nonostante tutte le difficoltà, battendo la Juventus per 4-2 in una doppia finale, alzando così al cielo la sua quarta Coppa Italia. Questa però è un’altra storia e ve la racconteremo più avanti.

Questo il video della partita:

TABELLINI (Fonte Lazio Wiki):

LAZIO: Sereni, Oddo, Stam, Mihajlovic (72′ Muzzi), Favalli, Fiore, Albertini (62′ Zauri), Liverani, Cesar, Corradi (71′ S.Inzaghi), Lopez. A disposizione: Peruzzi, Colonnese, Gottardi. Allenatore: Mancini.

MILAN: Abbiati, Simic, Laursen, Costacurta, Kaladze, Brocchi, Redondo, Serginho, Rui Costa (46′ Seedorf), Shevchenko (46′ F.Inzaghi), Borriello (68′ Gattuso). A disposizione: Fiori, Nesta, Cafu, Kakà. Allenatore: Ancelotti.

Arbitro: Sig. Collina (Viareggio).

Marcatori: 11′ Cesar, 15′ Liverani, 35′ Fiore, 41′ Fiore.

Note: Espulso Brocchi al 58′ per offese all’arbitro. Ammoniti Costacurta per comportamento non regolamentare e Mihajlovic per gioco scorretto. Nessun recupero effettuato dall’arbitro.

Spettatori: Paganti 45.899 per un incasso di euro 613.520,00.



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Lazio-Verona, 4 gatti e due squadre all’Olimpico. Stadio vuoto!

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Mancano poche ore al match che vede una Lazio affamata di punti per risalire la classifica contro un Verona carico.

La biglietteria parla chiaro, lo stadio vuoto è quasi realtà. Seggiolini chiusi dunque, un po’ per la squalifica dei tifosi data dagli organi competenti per i cori razzisti durante il match contro il Napoli ed un po’ per la protesta del tifo nei confronti della dirigenza laziale. Il target societario era quello di raggiungere le 10.000 presenze  aprendo anche la Curva Maestrelli e ribassando i prezzi d’entrata ma tutto ciò non ha portato i frutti sperati, sono 1.700 i tagliandi staccati per questa occasione.

Il presidente Lotito ha provato anche a far ricorso per riavere l’accesso ai Distinti Nord, richiesta rimandata al mittente all’istante.

Pioli ne risentirà? Il tecnico laziale infatti ha dichiarato: “Preferisco giocare in uno stadio critico e polemico che in uno semi-vuoto senza tifo”.

Del Neri però è dubbioso sul risultato e rilascia una frase sulla situazione tra tifosi e dirigenza: “Non so se sarà un bene o un male. Loro saranno sereni visto che non ci sarà nessuno a fischiarli”.

Una piccola curiosità riportata dal sito Lalaziosiamonoi:

Ad arbitrare sarà Gervasoni, proprio lui nel 9 Febbraio 2015 arbitrò Lazio-Genoa, partita che portò due turni di squalifica delle curve con la condizionale per alcuni cori razzisti rivolti contro Niang ed Edenilson. Provvedimento che dunque che è stato attuato dopo la partita della settimana scorsa contro i partenopei.



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Calori: “In campionato sarà dura. L’Europa League deve essere un obbiettivo per la Lazio”

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NOVARA, ITALY - JANUARY 15: Calcio Padova head coach Alessandro Calori looks on prior to the Serie B match between Novara Calcio and Calcio Padova at Silvio Piola Stadium on January 15, 2011 in Novara, Italy. (Photo by Valerio Pennicino/Getty Images)

Chi non ricorda Alessandro Calori, colui che con un gol che ha fatto la storia della Lazio, segnando la rete decisiva che nel diluvio di Perugia condannò la Juventus e regalò lo scudetto al club biancoceleste. Proprio Calori, che non ha mai nascosto la sua fede laziale ed ora è in cerca di una squadra da allenare, è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Radio 89.3 per parlare della partita di stasera tra le Lazio e Hellas Verona.

La Lazio può puntare in campionato ad un piazzamento in ‘zona Europa?’

“Non è facile, però non c’è ancora nulla di scritto. La Lazio dovrà fare un’impresa, perché le altre squadre dovranno fare un campionato mediocre da qui fino al termine della stagione. Mentre i biancocelesti dovranno fare il massimo. Non è semplice”

Cosa è cambiato dalla Lazio dello scorso anno?

“Per vari motivi alcuni giocatori fondamentali sono venuti meno. E’ mancato Felipe Anderson come in alcuni casi Biglia. La Lazio segna poco? Non si può dare addosso ad un singolo reparto, quest’anno alla Lazio è mancata la continuità. C’è meno spavalderia in attacco. La squadra non è più spumeggiante come lo scorso anno. Probabilmente per un commistione di fattori”

L’assenza di de Vrij secondo lei pesa nella gestione della manovra?

“Questo potrebbe essere un motivo, ma sarebbe riduttivo. De Vrij ha dimostrato di essere leader, un giocatore così infonde sicurezza. Mancando un uomo che sappia tenere la linea difensiva alta e permetta di essere aggressivi il reparto difensivo non sale, non salendo non permette all’attacco di ripartire velocemente e segnare. Vincere aiuta a vincere. Se non arrivano i risultati perdi quella sicurezza, quell’entusiasmo che ti fa venir meno l’essere spregiudicato. Manca l’obiettivo da poter raggiungere. Ma sono tutte esperienze di un gruppo di giovani che possono far tesoro di quello che gli sta capitando. La Lazio ha una squadra giovane, che però va coltivata con la mentalità vincente. Queste esperienze possono servire a questi giovani per fargli capire come si deve giocare per stare ad alti livelli”

La Lazio poi sarà impegnata contro il Galatasaray in Europa League

“In Europa c’è meno tatticismo  rispetto all’Italia, soprattutto con i club inglesi. Con la velocità che possiede la Lazio nel ribaltare l’azione da difensiva ad offensiva e con gli ottimi esterni che possiede potrebbe fare bene e far ritrovare entusiasmo a tutti. Il tifoso è il termometro dell’entusiasmo, una vittoria in Europa League potrebbe far riavvicinare la gente. Un obiettivo sarebbe vincere in Europa. In campionato tutto può succedere, però la classifica è molto complessa”.

Cosa ne pensa dell’Hellas Verona?

Il Verona sa che non ha più nulla da perdere e deve dare il tutto per tutto. Ha giocatori come Toni e Pazzini e in più Del Neri ha ridisegnato la formazione con un 4-4-2. Hanno ottimi esterni che servono bene gli attaccanti. Sia Toni che Pazzini sono molto bravi nel gioco aereo. La Lazio non ha segnato ultimamente, è vero. Ma ha i mezzi per fare bene e tornare a segnare”

Un elemento molto importante potrebbe essere Mauri, magari a partita in corso…

“Mauri conosce bene i tempi di gioco, sa trovare spazi e verticalizzare la manovra. Anche se è un giocatore poco utilizzato potrebbe mettere in apprensione la difesa della Verona che potrebbe avere dei dubbi su quando salire e quando invece rimanere bassa”



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Radu dice no alla Romania: “Penso solo alla Lazio”

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infortunio radu
ROME, ITALY - JANUARY 06: Stefan Radu of SS Lazio in action during the Serie A match between SS Lazio and Carpi FC at Stadio Olimpico on January 6, 2016 in Rome, Italy. (Photo by Paolo Bruno/Getty Images)

Nei giorni scorsi si era parlato di un possibile clamoroso ritorno, ma ora è arrivata l’ufficialità della rinuncia: Stefan Radu ha detto no alla nazionale rumena. Il terzino di Bucarest, quindi, ha deciso che non parteciperà agli europei che si terranno in Francia con il suo paese. Radu non indossa la maglia della Romania dal lontano 2013, ma non aveva mai dato spiegazioni chiare e ufficiali sulla sua decisione di abbandonare la nazionale. Ora finalmente ha deciso di parlare, ai microfoni di Gazeta Sport, e ha chiarito la situazione. Queste le sue parole:

È difficile prendere una decisione del genere, ma dico no alla Nazionale. Dopo che il presidente della Federazione Burleanu ed un suo vice mi hanno contattato, ci ho pensato ancora, ora però sono deciso. I due dirigenti sono venuti in Italia per me ma hanno parlato anche con Lobont e Tatarusanu. Hanno cercato di convincermi ma non ci sono riusciti. A quasi 30 anni non sono più giovane, preferisco pensare solo alla Lazio. La Serie A è un campionato molto impegnativo, che ti spreme come un limone. Non posso giocare su due fronti”.

Una risposta che non lascia spazio ad interpretazioni e chiude definitivamente le speranze di Burleanu che tanto voleva la presenza di Radu con la Romania. Stefan ha deciso, vuole pensare solo alla Lazio e a nient’altro. La porta della Nazionale è stata chiusa, ormai da molto tempo, a chiave e non si riaprirà più.



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Lazio – Verona: probabili formazioni e statistiche

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Allo stadio Olimpico di Roma va di scena l’inconsueto anticipo del giovedì sera tra Lazio ed Hellas Verona. In uno stadio semi deserto, poiché si deve scontare la prima delle due giornate di squalifica dopo i cori razzisti durante la partita col Napoli, i capitolini cercano la vittoria ma sopratutto la via del goal che manca ormai da ben tre partite. Attenzione al Verona però ha dimostrato nelle ultime partite di essere una squadra viva. Vediamo dunque come arrivano le due squadre al match.

QUI LAZIO–  Pioli dovrà a fare i conti con la squalifica di Parolo in mediana. Candreva invece sembra aver recuperato il problema alla caviglia. Biglia finalmente ritorna tra i convocati e Pioli pensa a schierarlo subito dal primo minuto. In difesa Basta sarà out per un mese quindi Konko ancora titolare ma questa volta a destra, a sinistra ci dovrebbe essere Lulic. Davanti a Marchetti in tre lottano per due maglie, Gentiletti, Mauricio e Hoedt. in attacco ritorna disponibile Matri e allora anche qui in tre sperano di giocare ma solo uno di loro sarà del match dall’inizio e sicuramente sarà il serbo Djordjevic a spuntarla. Al posto di Parolo giocherà invece Cataldi. Infine Milinkovic Savic e Keita saranno gli altri protagonisti biancocelesti.

QUI VERONA–  Del Neri, visti gli infortuni di Viviani e Souprayen dovrà fare di necessità virtù. Il tecnico confermerà il modulo 4-4-2, con Marrone e Ionita a guidare il centrocampo. Wszolek e Fares agiranno da esterni. In attacco confermata la coppia Pazzini-Toni, in difesa davanti a Gollini giocheranno Moras e Helander. I dubbi sono a chi affidare le fasce, Pisano e Gilberto sono in ballottaggio per il posto da titolare, mentre Albertazzi sembra sicuro di giocare.

STATISTICHE E PRECEDENTI: 

Quella di stasera è la partita numero 42  in Serie A tra Lazio e Verona. Il pareggio è il risultato più frequente, infatti sono ben 16 le partite concluse in parità, i successi laziali sono invece 13 e quelli veronesi 11. Gli ultimi sette incroci di campionato hanno visto entrambe le squadre trovare la via del gol  per un totale di ben 37 reti. La Lazio infine è imbattuta da nove partite all’Olimpico contro il Verona con sette vittorie e due pareggi.

PROBABILI FORMAZIONI:

LAZIO (4-3-3): Marchetti; Konko; Mauricio; Hoedt; Lulic; Biglia; Cataldi; Milinkovic Savic; Keita; Candreva; Djordjevic.

A DISPOSIZIONE: Berisha; Guerrieri; Gentiletti; Patric; Braafheid; Murgia; Morrison; Mauri; Anderson; Onazi; Kishna; Klose; Matri. All. Pioli

HELLAS VERONA (4-4-2) : Gollini; Albertazzi; Moras; Helander; Pisano; Ionita; Marrone; Wszolek; Fares; Toni; Pazzini

A DISPOSIZIONE: Coppola; Marcone; Samir; Bianchetti; Gilberto; Romulo; Greco; Furman; Emanuelson; Jankovic; Juanito Gomez. All. Del Neri

ARBITRO: Gervasoni (sez. Mantova)
ASSISTENTI: De Pinto e Tasso
IV UOMO: Carbone
ADDIZIONALI: Banti e Saia



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Conferenza stampa Delneri: “L’Hellas sta migliorando, la Lazio è forte ma noi siamo più grintosi e motivati”.

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Secondo Luigi Delneri, allenatore del Verona, la Lazio è una squadra molto forte ma la carica della squadra veronese (reduce da tre risultati utili consecutivi) potrebbe travolgere i biancocelesti. Domani alle 20:45 la Lazio incontrerà all’Olimpico l’Hellas Verona. Queste le parole di mister Delneri nella conferenza stampa di questo pomeriggio:

“La squadra ha acquisito consapevolezza, la stanchezza si sente molto meno. Il pareggio con l’Inter è un risultato utile che ha dato forza e stimolo alla squadra. La Lazio è una squadra importante e l’Hellas sa che dovrà concentrarsi e spero abbia la forza mentale adatta per affrontare l’Olimpico. Abbiamo ritrovato la speranza, siamo rinati e non siamo stanchi. La squadra sta meglio in campo con grinta e aggressività”.

Marrone e Albertazzi sono out, chi li sostituirà? Qualche considerazione sull’organico: “Greco sostituirà Marrone, Furman non è ancora del tutto pronto a scendere in campo ma è comunque a disposizione; il resto della formazione è ancora da sistemare. Toni e Pazzini probabili in attacco, sono i giocatori che riescono meglio a sfruttare le situazioni positive. Fares sta migliorando, deve ancora imparare molto, ha qualità per essere un punto importante per la squadra, ha giocato molto bene contro l’Inter. Un plauso ad Albertazzi, ha giocato molte partite consecutive, è in crescita e va supportato. È importante avere una squadra mista a livello di età, serve sia l’esperienza dei più anziani che lo slancio emotivo e l’entusiasmo dei più giovani“.

La Lazio giocherà senza tifosi: “Giocare senza tifosi può essere un bene per loro perché possono giocare sereni, nessuno li fischierà e questo è un dato di fatto importante. Però non dobbiamo fare calcoli su questo, facciamoli sul nostro momento positivo, sapendo di affrontare una squadra che deve assolutamente vincere perché le porte dell’Europa passano anche per questa partita. Queste sfide ci hanno sempre dato energia, riuscendo a portare a casa il risultato. Con le squadre che durante il match ci hanno messo sotto, alla fine noi siamo riusciti ad aggredirle. Spero che domani possa essere lo stesso”.



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Pioli: “Siamo una squadra viva. Preferisco uno stadio pieno e critico che semivuoto…”

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Il calendario segna mercoledì 10 febbraio ma per la Lazio è già vigilia di campionato. Una cosa alquanto insolita, causata della concomitanza del match dei biancocelesti con l’Hellas Verona e la partita di rugby tra Italia e Inghilterra, entrambe di scena allo Stadio Olimpico di Roma. La Lega di Serie A ha perciò deciso di anticipare l’incontro, in un inusuale anticipo del giovedì. In vista dell’incontro con gli scaligeri come di consueto oggi pomeriggio alle 15.30 è andata in scena la conferenza stampa del tecnico biancoceleste Stefano Pioli, che ha parlato del match di domani e di tanti altri temi caldi in casa Lazio, a partire dalle dichiarazioni di Del Neri, tecnico dell’Hellas) fino alla ben nota vicenda dell’Olimpico deserto a causa della squalifica dopo i “Bu” a sfondo razzista contro il difensore del Napoli Koulibaly.

Imperativo vincere?

“L’imperativo è fare bene, quindi dobbiamo vincere. Troveremo un avversario in condizione ma dobbiamo ottenere i 3 punti”.

I calciatori ci credono ancora?

“Per come stanno lavorando, dico di sì. Nonostante il momento non semplicissimo e la classifica, i calciatori stanno lavorando con grande convinzione e dedizione”.

Come terzino destro, in ottica Europa, è rimasto solo Konko. Farà delle valutazioni in vista dell’Europa League?

“Questo problema c’è, ma la partita di domani per noi è molto importante. Schiererò la formazione migliore”.

Candreva come sta?

“Sta bene per come si sta allenando, ha superato l’infortunio con il Napoli. È a disposizione”.

La Lazio sta faticando molto sulle fasce…

“Se c’è qualcosa che non ci manca in questa stagione è proprio il gioco sulle fasce. Lo dicono i dati, ci sta mancando la concretizzazione, la finalizzazione, l’attacco alla porta e fare la scelta giusta al momento giusto. Nel calcio i tempi sono determinanti, devono essere migliori e dobbiamo muoverci meglio”.

Al centro dell’attacco c’è poca incisività?

“Stiamo segnando poco con i centravanti, ma anche altri calciatori come per esempio i centrocampisti dovrebbero garantirci più gol per quello che è il nostro modo di giocare. Dobbiamo avere una lucidità migliore nelle giocate finali”.

Crede ancora nel progetto Lazio?

“In questi giorni ho letto delle cose che mi hanno lasciato sorpreso. Capisco che il vostro non è un mestiere semplice, dovete essere creativi, non è facile trovare notizie ogni giorno. Ho detto sempre che le somme le tireremo a fine stagione, è giusto così, non bisogna fare valutazioni a stagione in corso. Nel calcio le cose possono cambiare velocemente. Poi a fine campionato è giusto che uno faccia le proprie valutazioni. Siamo indietro rispetto ai programmi e alle mie aspettative. Ero partito con consapevolezza e con la speranza di dare continuità a quanto fatto l’anno scorso. Non ci stiamo riuscendo, però parlo di cose oggettive quando dico che a Genova ci è mancato solo il gol. Poi i risultati determinano tutto nel calcio, ma credo ancora tantissimo nella mia squadra. Finché la matematica non ci farà cambiare idea, vogliamo provare a entrare in Europa. Poi a fine stagione capiremo quello che avremo fatto di buono e quello che invece non saremo riusciti a fare”.

Il calendario può aiutare la Lazio?

“All’andata in questo momento specifico del girone abbiamo raccolto molti punti, dobbiamo fare la stessa cosa per migliorare la classifica. Arriverà l’Europa League, ma quella di domani è una gara importantissima. Dobbiamo battere un avversario in salute che crede ancora nella salvezza. È una squadra viva, come anche io credo di allenare una squadra viva”.

Felipe Anderson?

“L’anno scorso ha ottenuto dei risultati eccezionali. Mi pesa parlare dell’anno scorso, è normale fare confronti ma credo che sia sbagliato. Tutto il contesto ha permesso a Felipe di giocare in un certo modo, tutti gli orchestrali. Se uno non si esprime al livello della passata stagione vuol dire che è colpa sua ma anche degli altri”.

Del Neri ha detto che lo stadio chiuso è un vantaggio per la Lazio, così non ci saranno i fischi. E’ d’accordo?

“Beh, che l’ambiente non sia quello ideale è sotto gli occhi di tutti. Ci sono le nostre responsabilità, ma preferisco sempre giocare in uno stadio pieno, polemico e critico, che in uno stadio semivuoto come quello che ci aspetta domani per le decisioni prese. Del Neri lo conosco, allenava la prima squadra del Chievo quando io ero alla guida della Primavera. Cercherà di trovare strategie vincenti”.

Sorpreso dalle dichiarazioni di Irrati?

“Non ho niente da dire. Non voglio controreplicare”.

Si allena la mancanza di lucidità?

“Ricordo che anche l’anno scorso sembravamo una squadra che non concretizzava. Ci abbiamo lavorato in questi giorni, 3 partite senza segnare è un dato negativo, già da domani mi aspetto qualcosa di diverso”.

Biglia recuperato?

“È recuperato, giocherà, non ha problemi alla caviglia e non è un rischio. Anzi, credo che abbia bisogno di giocare, deve trovare il ritmo in campo”.



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Brocchi a Radiosei: “Mi piacerebbe allenare la Lazio. L’Europa è ancora un obbiettivo”

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Cristian Brocchi, attuale allenatore del Milan Primavera, ex centrocampista della Lazio dal 2008 al 2013 è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Radiosei per raccontare la sua carriera da allenatore e per commentare il momento non positivo della Lazio.

Queste le sue parole sulla sua vita da allenatore della Primavera e della sua prima famiglia calcistica, il Milan: “Come allenatore sono morbido perché mi piace avere un rapporto con i giocatori e mi piace di fargli capire quali sono le mie richieste e le mie idee. Mi piace allenare, è il terzo anno che sono in questa nuova veste. Ora mi ci sento dentro al 100%, mi gratifica. Vivo la partita in modo differente rispetto a quando ero giocatore. Ho iniziato quando avevo 9 anni nel Milan, è il ventesimo anno con i rossoneri. Mi sento parte di questa famiglia nonostante abbia avuto dei periodi in cui non ho giocato a Milano. Io penso che questo sia un binomio che va di pari passo”.

Poi riguardo la sua seconda famiglia calcistica, la Lazio, ha così parlato: “Quando sono arrivato alla Lazio il mio obiettivo era quello di far bene e di conquistare una piazza non facile, ho avuto molto dai tifosi biancocelesti. Mi ci sono legato in maniera forte, non pensavo di trovare un’altra famiglia come quella del Milan che mi potesse entrare nell’animo così tanto. Anche con la società ho sempre avuto un buon rapporto, nonostante le difficoltà che ha con il popolo laziale. Ho sempre scisso le due cose: non vuole dire che per piacere ai tifosi devi andare contro la società. Bisogna dimostrare nell’essere un professionista quello che in realtà sei”.

Inoltre Brocchi ha anche voluto dire la sua sul suo avvicinamento alla panchina biancoceleste e sulla stagione della Lazio: “No, mi sono solo avvicinato mediaticamente. So benissimo che loro mi stanno seguendo e so di essere stimato. Sanno che mi piacerebbe fare un’esperienza del genere, però non c’è stato altro. Credo che la Lazio possa giocarsela con il Milan per un posto in Europa, le partite sono tante e possono ancora dire la loro. E’ stato un anno particolare: la scorsa stagione i biancocelesti hanno sciorinato il miglior calcio in Italia. Quest’anno non c’è continuità per vari fattori, però possono ancora fare bene”.

Poi sul suo modo di allenare e sulla sua carriera a Roma, ricca di soddisfazioni e gratificazioni: “Per mentalità cerco di proporre un calcio offensivo, mi piace. Quando giocavo e la squadra si faceva trovare sotto la linea della palla soffrivo. Da allenatore voglio sempre che la mia squadra abbia il comando del gioco. Mi piace poter trasmettere la capacità ai miei giocatori di uscire dalle situazioni complicate che la partita ti crea. Il trofeo più bello alla Lazio? La prima cosa che mi viene in mente è la vittoria della Coppa Italia. Io venivo da tanti anni dove il Milan aveva vinto tantissimi trofei a livello internazionale e nazionale. Ma non potevo essere considerato un protagonista, anche se giocavo titolare. Sono stato al fianco di Gattuso e Pirlo al massimo della forma. Aver conquistato un trofeo alla Lazio da protagonista è stata una gratificazione personale, un riconoscimento del mio valore come calciatore. Quando sono arrivato alla Lazio le cose nello spogliatoio non erano molto tranquille. Alcuni giocatori considerati più vicini alla società hanno avuto delle difficoltà di inserimento. Io ho avuto la stima dei magazzinieri e degli addetti ai lavori, che sono gli unici a conoscere la verità. Avere ancora dei rapporti con loro è la risposta a questa questione”.

Brocchi ha anche parlato di Matuzalem, colui che lo condannò a chiudere la carriera anzitempo, ma senza nessun rancore: “Lui non ha fatto nulla di diverso che non fosse nella sua natura. E’ un giocatore focoso, non l’ha fatto per farmi male o per vendetta personale. Non ce l’ho con Matuzalem, provo stima per lui e sono in buoni rapporti. Io e lui abbiamo sempre parlato, riso e scherzato. Ho sempre detto che era il centrocampista più bravo quando ho giocato nella Lazio. E’ stato un incidente di gioco. La mia carriera doveva finire così. Ci siamo anche rivisti, però non c’è stato nulla di controverso fra noi. Ho stima in lui come calciatore e come persona”.

Poi un ricordo personale sulla Supercoppa vinta a Pechino contro l’Inter: “L’abbiamo voluta vincere quella Supercoppa. Sapevamo che non potevamo imporre il nostro gioco contro una squadra che aveva appena vinto il Triplete. Potevamo fargli male, però l’unico modo per vincere era comportarsi da squadra vera. Abbiamo sofferto per molti momenti del match, però non ci siamo mai disuniti. Non è mai stata evidenziata abbastanza quella vittoria a Pechino”.

Infine alcune parole su Muslera, Lichtsteiner, Zarate e l’Europa League: “Muslera poteva fare tanto nel calcio e lo ha dimostrato. Lichtsteiner ha un carattere particolare, non ti fa ridere negli spogliatoi ma non molla un centimetro. E’ un ragazzo d’oro. Zarate? Lui era tanto giovane in quel momento, la Lazio aveva il desiderio di trovare un idolo. Non è riuscito a continuare a fare quello che aveva fatto il primo anno. Sono iniziate varie problematiche, pensieri negativi che non gli hanno permesso di dimostrare quello che è in grado di fare. L’Europa League? Non è più snobbata come prima: io ricordo che nel girone eliminatorio con Ballardini in panchina ci furono parecchi infortuni, e questo non ci consentiva di fare bene sia in campionato che in Europa. Da Reja in poi abbiamo vissuto la competizione in modo differente. L’unica scocciatura è che stanca parecchio: si fanno trasferte di giovedì e ti portano via molte energie. Però è una competizione bellissima che qualsiasi calciatore vuole giocare. Come mai la Lazio non si è ripetuta quest’anno? Tutti si aspettavano dalla scorsa stagione la chance di giocare in Champions, la mancata qualificazione ha dato un contraccolpo psicologico alla squadra. La rosa della Lazio però è ampia: basti vedere Konko che sta facendo bene. Speriamo che Felipe Anderson torni quello dello scorso anno e auguro al mio fratellino Matri di segnare tanti gol. La festa a piazza di Spagna? Io auguro ad ogni singolo giocatore della Lazio di vivere quell’emozione che ho vissuto io lì”.



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Accadde oggi: la cinquina al Venezia regala la finale di Coppa Italia alla Lazio

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File: [10feb2000g.jpg] | Wed, 10 Feb 2016 10:55:05 GMT LazioWiki: progetto enciclopedico sulla S.S. Lazio www.laziowiki.org

Correva la stagione 1999/00 una delle più ricche ed emozionanti stagioni della storia della nostra Lazio. In quell’annata, infatti, i biancocelesti vinsero la Supercoppa Europea, la Coppa Italia e il Campionato, festeggiando alla grande il nuovo millennio. Oggi per la nostra rubrica storica vogliamo proprio tornare a quella stagione e raccontare la gara di andata della semifinale di Coppa Italia del 10 febbraio in cui la Lazio sotterrò il Venezia con cinque reti e ipotecò la finale.

Era il 10 febbraio 2000 dicevamo e allo Stadio Olimpico si affrontavano Lazio e Venezia nell’incontro valido per la semifinale di andata della Coppa Italia. I biancocelesti allenati da Sven Goran Eriksson schieravano in attacco il duo Boksic-Ravanelli con Mancini arretrato a centrocampo insieme a Nedved, Almeyda e Conceição. Il Venezia, invece, schierò molte riserve, poiché la sua posizione in campionato non era delle migliori. La Lazio partì subito alla grande e il Venezia fu costretto a chiudersi, fin dai primi minuti, in difesa. Dopo alcune occasioni mancate, arrivò la prima rete dei biancocelesti al 14′, il goal fu degnato da Mancini che fu bravo a ribattere in rete una palla respinta dal palo colpito da Mihajlovic. Dieci minuti dopo arrivò anche il raddoppio, ancora con il “Mancio” che di testa siglò la sua doppietta personale ribadendo in rete un cross di 10feb2000c1Nedved. Venezia mai in partita, se non per un tiro di Volpi di poco a lato, Lazio invece che dominò in lungo e in largo. Tanto che al 28′ arrivò anche il 3-0 su rigore, fischiato dall’arbitro Bonfrisco, per fallo di Volpi su Conceição e trasformato da Mihajlovic. La partita nel primo tempo fu un monologo dei biancocelesti che arrivarono al tiro senza troppe difficoltà, mentre gli arancioneroverdi non si resero mai pericolosi. Al 40′ venne fischiato un altro rigore, per fallo di N’Gotty su Nedved, ma Casazza respinse il tiro di Ravanelli. Così il primo tempo si chiuse sul 3-0.

Nella ripresa la musica fu sempre la stessa. La Lazio continuò a suonare la sua sinfonia, mentre il Venezia continuò a stonare. I biancocelesti continuarono ad attaccare e sfiorarono la rete in più occasioni, la più pericolosa con Conceição. Poi arrivò anche il terzo rigore di giornata, per un atterramento di Ravanelli da parte di Cardone. Questa volta andò sul dischetto Mihajlovic che non sbagliò e siglò il 4-0 per la Lazio. Eriksson poi, a risultato acquisito, optò per alcuni cambi e mise in campo Marcolin, Negro e Pinzi al posto di Boksic, Mihajlovic e Nedved. Nel finale ci furono anche due occasioni per il Venezia, la prima con Ganz che sfiorò la rete di testa colpendo il palo, la seconda con Orlandini, che si vide respingere un potente tiro da Ballotta. Ad un minuto dalla fine fu Ravanelli, ben servito da un fantastico tacco di Mancini, a chiudere la pratica e siglare la cinquina. Per la Lazio con questo 5-0 fu praticamente ipotecato l’accesso alla finale.

La gara di ritorno, infatti, finì in pareggio (2-2) e poi la Lazio nella doppia finale contro l’Inter si impose per 2-1 e conquistò la sua terza Coppa Italia. Ma questa è un’altra storia e ve la racconteremo un’altra volta.

Questo il video riassuntivo della cavalcata in Coppa Italia, in cui dal minuto 1.21 potete vedere i goal di Lazio-Venezia:

TABELLINI (fonte Lazio Wiki): 

10 febbraio 2000 – 2880 – Coppa Italia 1999/00 – Semifinale – gara d’andata

LAZIO: Ballotta, Lombardo, Couto, Mihajlovic (65′ Negro), Gottardi, Conceição, Mancini, Almeyda, Nedved (80′ Pinzi), Ravanelli, Boksic (59′ Marcolin). A disp.: Marchegiani, Pancaro, Sensini, Simeone. All.Eriksson.

VENEZIA: Casazza, Brioschi, Cardone, N’Gotty, Bianchi (53° Ginestra), Carnasciali (80′ Ibertsberger), Berg, Orlandini, Volpe, Pedone, Ganz. A disp.: Benussi, Luppi, Iachini, Bettarini, Maniero. All. Oddo.

Arbitri: Bolognino (Milano) e Bonfrisco (Monza).

Marcatori: 14′ Mancini, 24′ Mancini, 28′ Mihajlovic (rig), 59′ Mihajlovic (rig), 89′ Ravanelli.

Note: serata fredda, terreno in buone condizioni. Ravanelli ha fallito un calcio di rigore. Ammoniti: Bianchi, Carnasciali. Recupero: 1′ p.t., 1′ s.t.

Spettatori: paganti 11.910 per un incasso di lire 306.205.000.



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Lazio, senti Pulici: “Un soggetto di comune accordo tra società e tifoseria”

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E’ stato ex portiere nella nostra Lazio e dirigente, ma nonostante tutto è rimasto legato ai nostri colori. Felice Pulici comprende benissimo la situazione legata alle curve e ha voluto parlarne ai microfoni di Radiosei in esclusiva.

“Come stabilito dalle organizzazioni internazionali, dovrebbe essere un soggetto individuale (nominato di comune accordo tra tifoseria e società) per rappresentare il trait d’union tra i bisogni della Curva e le condizioni imposte dalla società. Il tifoso in questo modo è rappresentato e, tramite un continuo contatto, si può trovare il percorso più adatto nello svolgimento delle manifestazioni. Non è soltanto il riempire la casella con un certo nome. D’altra parte non è esclusivamente la Federsupporter che, come struttura esterna, deve curare gli interessi del tifoso. La Roma ha trovato questa figura in Nela, nella Lazio invece non c’è volontà di parlare con i propri sostenitori. Manca una figura di dialogo condivisa perché la società non ha mai cercato un accordo e un contatto. Dovrebbe invece esserci un rapporto normale, fondamentale per avere un’immagine esemplare a livello europeo. Un nome? Potrebbe essere quello di Luigi Martini. Calveri ha esperienza e grandi competenze in ambito amministrativo, tuttavia questo ruolo potrebbe impegnarlo oltremisura e, pur conoscendo benissimo i regolamenti, potrebbe non riuscire ad arrivare un indirizzo convergente”

Pulici ha proseguito, puntando il dito sugli organi competenti: “Il Prefetto Gabrielli doveva coinvolgere ancor di più i club e capire se c’erano le basi per intervenire. Chi gestisce l’ordine pubblico, al di là delle direttive, deve infatti conoscere le esigenze della società e della tifoseria. Rimuovere le barriere rappresenterebbe uno spreco di denaro pubblico, bisognava interpellare prima chi di interesse. La settorizzazione delle curve inoltre è un provvedimento del Ministero degli Interni che avrebbe dovuto individuare i responsabili più facilmente, chiudere un intero settore adesso è un controsenso. Aumentare gli stewards comporta certamente un esborso maggiore. Potrebbe essere utile, ma è necessario rivedere le loro funzioni. Devono avere un minimo di potere per evitare che non ci sia la polizia, altrimenti non avrebbero considerazione”



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De Canio: “Lazio, si sono spenti gli entusiasmi dopo la Champions”

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Una partita difficile per la Lazio, visto che affrontare il Verona di queste ultime giornate, con la condizione attuale dei romani, è davvero dura. Ma Luigi De Canio, attualmente senza squadra, dopo aver analizzato la lotta scudetto tra Juventus e Napoli ha voluto parlare della situazione biancoceleste, queste le parole rilasciate in esclusiva a Radiosei: “Quella di sabato è sarà una gara Scudetto, ma solo se a vincere sarà il Napoli. Nel caso contrario, visti i tanti punti ancora a disposizione, il duello resterà invece aperto in un campionato bello ed equilibrato. Speriamo sia una bella partita, ma l’assenza dei tifosi napoletani deve far riflettere sul modo di fare calcio in Italia. Da uomo di sport devo dire che ognuno ha le sue responsabilità. Dalle istituzioni che non rinnovano gli stadi ai tifosi che potrebbero vivere il calcio in modo diverso. Il discorso va però esteso anche alle società che hanno il compito di fare le cose in modo ordinato e agli sportivi che devono dare il buon esempio. Una vittoria del titolo da parte del Napoli renderebbe comunque merito all’operato di una società che partecipa costantemente alle coppe europee, nonostante non abbia il fatturato di altre squadre. Sarebbe un momento di crescita che dovrebbe avere tuttavia uno sviluppo continuo.”

Sulla Lazio ha dichiarato: “Ritengo che i biancocelesti stiano facendo il proprio campionato dopo un’annata vissuta in modo speciale. Fallendo la Champions, si sono spenti gli entusiasmi condizionando il percorso successivo. Infortuni e rendimenti altalenanti hanno poi inciso, ma credo che la squadra sia in linea con le proprie possibilità come espressione del gioco. Il potenziale tecnico è stato mantenuto in vista di uno sviluppo futuro. La differenza sta poi nella concorrenza maggiore rispetto alla passata stagione. Il centrocampo è fondamentale per la costruzione del gioco. Con i giocatori muscolari non si avrà mai una qualità di gioco costante, ma si giocherà soltanto di rimessa senza dimostrare di avere una propria identità. L’Inter ne è l’esempio lampante.In Europa League ci sono più stimoli, ho grande fiducia che la Lazio faccia un cammino importante”

Crediti: Enrico Ferretti



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De Canio: “Lazio, si sono spenti gli entusiasmi dopo la Champions”

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Una partita difficile per la Lazio, visto che affrontare il Verona di queste ultime giornate, con la condizione attuale dei romani, è davvero dura. Ma Luigi De Canio, attualmente senza squadra, dopo aver analizzato la lotta scudetto tra Juventus e Napoli ha voluto parlare della situazione biancoceleste, queste le parole rilasciate in esclusiva a Radiosei: “Quella di sabato è sarà una gara Scudetto, ma solo se a vincere sarà il Napoli. Nel caso contrario, visti i tanti punti ancora a disposizione, il duello resterà invece aperto in un campionato bello ed equilibrato. Speriamo sia una bella partita, ma l’assenza dei tifosi napoletani deve far riflettere sul modo di fare calcio in Italia. Da uomo di sport devo dire che ognuno ha le sue responsabilità. Dalle istituzioni che non rinnovano gli stadi ai tifosi che potrebbero vivere il calcio in modo diverso. Il discorso va però esteso anche alle società che hanno il compito di fare le cose in modo ordinato e agli sportivi che devono dare il buon esempio. Una vittoria del titolo da parte del Napoli renderebbe comunque merito all’operato di una società che partecipa costantemente alle coppe europee, nonostante non abbia il fatturato di altre squadre. Sarebbe un momento di crescita che dovrebbe avere tuttavia uno sviluppo continuo.”

Sulla Lazio ha dichiarato: “Ritengo che i biancocelesti stiano facendo il proprio campionato dopo un’annata vissuta in modo speciale. Fallendo la Champions, si sono spenti gli entusiasmi condizionando il percorso successivo. Infortuni e rendimenti altalenanti hanno poi inciso, ma credo che la squadra sia in linea con le proprie possibilità come espressione del gioco. Il potenziale tecnico è stato mantenuto in vista di uno sviluppo futuro. La differenza sta poi nella concorrenza maggiore rispetto alla passata stagione. Il centrocampo è fondamentale per la costruzione del gioco. Con i giocatori muscolari non si avrà mai una qualità di gioco costante, ma si giocherà soltanto di rimessa senza dimostrare di avere una propria identità. L’Inter ne è l’esempio lampante.In Europa League ci sono più stimoli, ho grande fiducia che la Lazio faccia un cammino importante”



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Ballotta: “La Lazio potrebbe fare di più. Europa League? Tutta da giocare”

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ballotta ndrangheta

La Lazio è chiamata a dimenticare lo scialbo pareggio con il Genoa e a ritornare alla vittoria che manca dalla partita con il Chievo. I biancocelesti saranno impegnati con Hellas e Frosinone, ma tra queste due partite vi è l’importante sfida di Europa League contro i turchi del Galatasaray.

Anche Marco Ballotta, ex portiere della Lazio, ha detto la sua sul periodo altalenante che dura ormai da inizio stagione, in esclusiva a TuttoMercatoWeb: “Ci sono alti e bassi, come da inizio stagione. Non c’è continuità, si aspettano dei risultati utili per scalare la classifica finora la squadra biancoceleste non è riuscita a scalare posizioni. Cambiare questo trend sarà dura”

Poi in vista di Hellas e Frosinone ha aggiunto: “Venderanno cara la pelle però, se non si riesce a battere anche le ultime due squadre in graduatoria, vuol dire che c’è qualcosa che non va. Ma fa parte del calcio, ci può stare. La Lazio potrebbe fare qualcosa in più, ma non si può cambiare tutto in modo radicale in poco tempo. La stagione va così, gli alti e bassi  non rappresentano solo un momento ma è forse la vera realtà della squadra. Magari l’anno prossimo si cambierà qualcosa, oppure no. Non so, sarà il club a decidere, ma quest’anno gli alti e bassi continueranno a esserci”

In un secondo momento, alla domanda riguardante una possibile rimonta in classifica  ha risposto: “E’ possibile, ma serve una continuità di risultati che non c’è da inizio campionato, forse manca qualcosa nella squadra. Forse non è completa, ma la Lazio può fare qualcosa in più”

Infine sulla sfida di Europa League: “Sarà un bel test, tutto da giocare. Più si va avanti nella competizione, più ci sono squadre difficili da affrontare. Vedremo come andrà a finire”



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Lazio Primavera: l’impresa in Coppa Italia sfuma, Manaj promuove l’Inter, Calì show

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Al Brera di Sesto San Giovanni si è disputata la gara di ritorno della Semifinale di Coppa Italia Primavera tra l’Inter di Vecchi e la Lazio di Inzaghi. I nerazzurri si affidano a Gnoukouri e Manaj, spesso convocati in prima squadra da Mancini, mentre per i romani ci sono Palombi e Dovidio.

Le prime vere iniziative sono di marca biancoceleste, in primis con Palombi servito su cross da Manoni ma con forza poco sufficiente per impensierire Radu, successivamente con Rossi che di destro prova ad impensierire il rumeno dell’Inter ma l’estremo difensore blocca a terra con difficoltà. La gara sembra viaggiare su binari biancocelesti e verso la mezz’ora il cross di Dovidio non viene bloccato a dovere da Radu e Rossi non approfitta dell’occasione perchè la palla va fuori. Nella serie di azioni che contraddistinguono il primo tempo spicca, verso il finale, un vero e proprio tentativo dell’Inter con Manaj che vede neutralizzare con la gamba destra di Matosevic una sua conclusione da distanza ravvicinata.

Secondo tempo contraddistinto dalla pioggia, e da una nuova azione pericolosa della Lazio: una palla tagliata attraversa tutta l’area ma Palombi col sinistro colpisce male il pallone. Ma sbagliare un gol vuol dire subirlo, infatti Manaj porta in vantaggio l’Inter grazie ad un contropiede innescato da Baldini e che mette in difficoltà la squadra romana nel computo totale. Ma è qui che inizia lo show di questa semifinale, i cambi e le situazioni cambiano le sorti della partita: Calì, subentrato a Folorunsho, prima segna sfruttando di testa un calcio d’angolo, dopo addirittura ribalta il risultato e l’ago della bilancia a suo favore segnando servito da un cross di Palombi; ma l’Inter beffa tutti poco dopo con il solito Manaj che approfitta di un pasticcio in area laziale su calcio d’angolo e insacca alle spalle di Matosevic.

Il finale s’infuoca: una rissa scaturita da uno scontro tra Germoni e il neoentrato Pinamonti porta all’espulsione di entrambi i giocatori, con le due panchine che cercano di tenere a bada la situazione; varie azioni della Lazio non avranno fortuna, una deviazione in angolo su tiro di Bonetto e il gol di Palombi nato dallo stesso angolo annullato per fuorigioco del romano; Calì viene espulso per fallo su Zonta con braccio largo e la partita finisce qui, col sogno sfumato dalla Lazio e dall’Inter che, seppur soffrendo, si giocherà la finale.

Dalle parole di Simone Inzaghi rilasciate a Lazio Style Radio si nota lo sconforto: “Avremmo meritato la finale, purtroppo questo è il calcio.Abbiamo pagato una mischia in area, sono orgoglioso di essere a capo di questa squadra. Anche Tare è venuto negli spogliatoi e si è complimentato con i ragazzi, ha visto una squadra vogliosa contro una corazzata come l’Inter. Hanno tutti apprezzato molto questo gesto. I nerazzurri, per il loro valore, dovrebbero fare un campionato a parte, invece li abbiamo messi sotto con due prestazioni strepitose. È motivo di grande orgoglio, questo confronto non doveva avere storia. Manaj? Hanno l’imbarazzo della scelta”.

Ovvio l’entusiamo di Stefano Vecchi ai microfoni di Sportitalia: “È stata una questione di episodi come succede in gare equilibrate. In casa loro abbiamo raccolto il gol e abbiamo portato a casa una vittoria importante. Siamo stati bravi a riprendere la partita. Grandi i ragazzi che ci hanno creduto fino alla fine. Manaj? I gol fanno bene a lui che ha bisogno di giocare, fa bene a noi per il risultato. Si è sentito coinvolto, all’inizio ha fatto un po’ fatica. Ha sbagliato un gol nel primo tempo, ne ha fatti 2 nel secondo. Sono orgoglioso di tutta la squadra. Loro hanno sfruttato bene alcune situazioni, i calci d’angoli, le ripartenze. Mi rendo conto che alcuni erano in campo coi crampi e attimi di nervosismo: a noi sembrava che Pinamonti fosse andate in scivolata e Germoni ha risposto con un fallo di reazione. A noi sembrava una cosa regolare poi è successo una parapiglia. Anche questo è il calcio, pure se certe scene sarebbero da evitare. La Juventus è la squadra più forte in assoluto, noi ce la giocheremo con chiunque. Noi siamo arrivati in finale, speriamo di crescere sotto l’aspetto del gioco”.



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Lazio, il tour nelle scuole tocca a Gentiletti, Felipe Anderson e Milinkovic-Savic

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Continua con successo l’operazione Tour nelle Scuole promosso dalla Lazio, stavolta la struttura che ha vinto alcuni campioni dei più piccoli è stata l’Istituto Comprensivo Grazia Deledda. Vi proponiamo una sorta di dialogo diretto tra ragazzi, giocatori e dirigenti.

Felipe Anderson: “Com’è essere famosi? Una cosa bella, vuol dire che il tuo lavoro è riconosciuto e che stai facendo una cosa importante”

Gentiletti: “Quando vinciamo una partita c’è sempre soddisfazione. È bello fare bene nel weekend quello che proviamo per tutta la settimana. Quando ho giocato la prima volta all’Olimpico ero molto emozionato, è una sensazione difficile da spiegare. Mi succede sempre quando c’è una partita importante. Perché ho scelto il calcio? Giocare a calcio è un desiderio che uno sente dentro da piccolo”.

Felipe Anderson: “Mia madre dice che quando ero nella pancia già davo i calci. A 5-6 anni ero sempre con il pallone, già da piccolo ero innamorato del calcio. Se c’è tensione dopo una partita persa? Sì, perché siamo delusi. Ci sono anche dei compagni che parlano in questi momenti”

Milinkovic-Savic: “Quando sbaglio un gol mi sento malissimo, non ci dormo la notte”

Felipe Anderson: “Nello sport capita di perdere una partita, ma bisogna subito cercare nuove motivazioni, non si deve mai abbassare la testa. Giocando a calcio si conosce tutto il mondo, c’è un lato bello e uno brutto. Sei sempre lontano dalla famiglia ma ad esempio conosci città belle come Roma. Mi piace giocare nella Lazio, quando ho avuto la possibilità di venire qua non ci ho pensato molto. Già seguivo la squadra, sono molto contento di giocare nella Lazio”

Domanda cattiva di un tifoso giallorosso verso Gentiletti, ossia la sensazione dopo aver perso il derby 2-0: “Una sensazione bruttissima, perdere il derby non è mai bello”

Felipe Anderson: “Essere campioni? Ci doveva essere Miro (Klose) per rispondere. Bisogna soffrire tanto, fare cose diverse dagli altri, fare ogni giorno meglio. Solo così si può diventare un campione. Cosa si prova ad andare in tv? È bello, a me piace quando arrivo a casa e rivedo la partita. E piace anche alla mia famiglia che é lontana e può seguirmi. Come facciamo a vincere sempre contro la Fiorentina? Da quando sono arrivato abbiamo quasi sempre vinto, alla mia prima partita all’Olimpico abbiamo pareggiato. È bello vincere contro squadre forti. Cerchiamo sempre di dare il nostro meglio. Quando non riesci a giocare bene ci sono i calciatori più esperti che ti motivano. Ognuno deve essere consapevole di fare un lavoro importante”.

Il Responsabile della Comunicazione, Stefano De Martino, chiede ai tre calciatori. “Cosa si prova a giocare davanti al pubblico più bello d’Italia?”. Ma risponde Gentiletti: “Una sensazione sempre bella”. De Martino chiede a Felipe Anderson se sente di mettere in campo tutto l’impegno possibile per la Lazio: “Certamente, ogni giorno che non riesco a fare bene arrivo a casa e mi dico che devo fare di più e migliorare. La risposta è sì, sicuramente”. Infine chiede a Milinkovic-Savic le sue ambizioni, e risponde così: “Il mio obiettivo è quello di giocare la Champions League, mi alleno e cerco di fare di tutto per riuscirci”.

Chiude la giornata Manzini, parlando della questione curve: “I giocatori non lo dicono quanto è difficile giocare senza tifosi, ma tra di noi lo diciamo tutti i giorni. In ogni caso non ho mai trovato una squadra che si identifichi così profondamente con la sua tifoseria. È un tutt’uno, nulla può incrinare questa cosa. La Lazio e il suo pubblico dovrebbero essere al di sopra di ogni interesse”.



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Barriere nelle Curve, nel pomeriggio importante incontro in Prefettura. 10 Daspo per gli ululati di Lazio-Napoli

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Un’accelerata per riportare apparentemente la calma. Un incontro, fissato questo pomeriggio, per provare a mettere d’accordo società e istituzioni affinché le barriere possano essere rimosse dalle Curve dello Stadio Olimpico. La divisione dei settori del tifo caldo biancoceleste continua a essere un tema caldissimo nella Capitale. Proprio ieri il Prefetto di Roma Franco Gabrielli è tornato sulla questione, provando a spiegare nel dettaglio l’attuale situazione: “C’è un percorso che è stato sollecitato dalle due società, in particolar modo dalla Roma, ed è stato siglato una sorta di accordo per trovare una strada che concili gli interessi di tutti”. Lo stesso Gabrielli, intercettato dai giornalisti al termine dell’evento Città Metropolitana, ci ha tenuto a sottolineare che l’inserimento delle barriere non è stata una sua volontà, bensì una decisione presa degli organi superiori: “Lo dico per l’ennesima volta, perché mi sono stancato di fare il San Sebastiano su questa vicenda: la divisione delle curve non è un’idea di Gabrielli, è un’indicazione del Ministero dell’Interno e di una specifica task force dell’aprile 2014, è una richiesta specifica del questore, esaminata dal comitato per l’ordine e la sicurezza. Io sono uno che si assume le responsabilità, me ne sono fatto carico insieme ad altri. Poi dire che il tema delle divisioni sia esclusivo del Prefetto credo sia molto scorretto. Io la mia responsabilità me la porto fino in fondo”.

Come detto in precedenza, proprio nella giornata di oggi, esattamente alle 16.30, si terrà in Prefettura un incontro tra Questore, Lazio, Roma, Coni e Prefetto per provare a trovare una soluzione che accontenti tutti e soprattutto riporti la gente allo stadio. Un’impresa che potrebbe non bastare in casa Lazio, vista l’aspra protesta della tifoseria nei confronti di Lotito e tutta la dirigenza biancoceleste. All’incontro, richiesto più volte dal presidente statiunitense della Roma James Pallotta, parteciperanno il Prefetto Franco Gabrielli, il Questore D’Angelo, il responsabile marketing del CONI Diego Nepi, il direttore generale della Roma Baldissoni e il presidente della Lazio Claudio Lotito.

Intanto continua a tenere banco la questione legata alla squalifica del campo in relazione agli ululati razzisti di alcuni tifosi biancocelesti nei confronti del difensore del Napoli Koulibaly durante il match valevole per la 23° giornata di Serie A dello scorso mercoledì. Come riporta l’edizione online de’ “La Repubblica”, la Questura di Roma avrebbe identificato grazie alle telecamere a circuito chiuso dell’Olimpico i dieci tifosi ritenuti responsabili della vicenda. Per loro è prontamente arrivato il Daspo, mentre altre 40 persone potrebbero ricevere la stessa sanzione: momentaneamente la loro posizione sembrerebbe essere al vaglio, ma non sono escluse novità nelle prossime ore.



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Di Battista e Mazza contro Lotito: “Sta rovinando la Lazio”

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Dettaglio di un bilancio finanziario affiancato allo stemma della Lazio Lotito

Il presidente della nostra Lazio tale Claudio Lotito nel bene o nel male fa parlare sempre di se. La maggior parte delle volte però, come è palesemente evidente, si parla più male che bene del gestore, che da quando ha in mano il club biancoceleste ha sempre gestito i suoi interessi e mai quelli della Lazio. Ormai la maggior parte dei tifosi se ne sono accorti e la protesta contro Lotito è destinata a non finire mai, a meno che  l’odiato presidente non decida di andarsene. Ma non sono solo i supporters biancocelesti a non condividere la gestione della Lazio di Lotito, anche due tifosi di spicco come Alessandro Di Battista e Mauro Mazza non sono per niente d’accordo con le decisioni del presidente. Entrambi infatti anno criticato Lotito e la sua gestione come si può leggere dalle dichiarazioni che vi proponiamo qui di seguito.

Alessandro Di Battista, deputato del Movimento 5 Stelle, ospite al ‘”Processo del Lunedì” ha affrontato il tema degli stadi sempre più vuoti: “Io non faccio il presidente di una squadra di calcio, provo a legiferare per far sì che la gente torni allo stadio, che il calcio sia pulito e non ci siano conflitti d’interessi. Sarebbe bello far tornare i tifosi negli stadi attraverso politiche che non li criminalizzino. Io sono un tifoso della Lazio, vado in Curva e mi pago il biglietto, ultimamente però vorrei non andarci perché la Lazio gioca male e perché non voglio dare soldi a Lotito“

Mauro Mazza, direttore di Rai Sport e fervido tifoso biancoceleste, invece, ha rilasciato un’intervista sulle pagine de Il Tempo. Queste le sue parole più significative: “Lotito dovrebbe cercare delle persone che siano in grado di aiutare la Lazio, per farla primeggiare. Lui ha dimostrato di non essere all’altezza. Dovrebbe cercare qualcuno che possa permettere alla Lazio il salto di qualità. Sarebbe un gesto nobile, ma sicuramente non mi ascolterà….”



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Reja: “L’Olimpico vuoto non aiuta. La Lazio ha un patrimonio straordinario”

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Questa mattina, nella pancia dello stadio Olimpico di Roma, vi è stato l’incontro annuale della FIGC con dirigenti, allenatori e giocatori appartenenti alle società di Serie A. Al termine di questa riunione, che ha trattato di problematiche di carattere organizzativo e di natura tecnico-disciplinare, l’ex allenatore della Lazio Edoardo Reja ha detto la sua sul periodo tutt’altro che positivo che stanno vivendo allenatore e giocatori biancocelesti.

“Da quando è arrivato Pioli qualcosa di positivo mi sembra ci sia stato, poi ci sono dei momenti in cui le cose non girano bene. La Lazio, poi, ha avuto parecchi infortuni, soprattutto nella parte centrale della difesa.Quando sei impegnato in Europa ce ne sono sempre parecchi, anche io ne ho avuti tanti”.

L’attuale allenatore atalantino ha ritagliato gran parte della propria intervista ai tifosi biancocelesti -facendo riferimento al proprio passato sulla panchina laziale- ai quali si è rivolto direttamente lanciando un appello:  “Ho avuto difficoltà anche io, in alcuni momenti non ho condiviso le loro scelte. Quando sono arrivato dopo Petkovic, eravamo quasi a metà classifica, anche peggio, poi ci siamo rialzati e su 20/21 partite siamo riusciti a fare 36 punti. C’è mancato un pelo per arrivare in Uefa e c’erano 3mila, 4mila persone allo stadio. E’ deprimente l’Olimpico vuoto, anche per i ragazzi che mi chiedevano dove stessimo giocando. Questo non aiuta. Vorrei fare e dire una cosa: anche se non credo sarò ascoltato, ma quando uno ama la Lazio deve partecipare sempre, i valori della squadra sono al di sopra di ogni contestazione. La Lazio ha un patrimonio straordinario e ci sono state delle partite in cui era pieno lo stadio, vedevo questi colori bianchi e azzurri ed era un’emozione. Mi piacerebbe che tornassero quei tempi”.

 



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Bacci: “Giocare alla Lazio non è come giocare in altre squadre”

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Segue la Lazio con grande spirito d’appartenenza, trascorse 5 anni con la maglia biancoceleste, precisamente dal 1990 al 1995, collezionando 124 presenze. Conosce bene anche l’Hellas Verona che la Lazio affronterà giovedì all’Olimpico ed è consapevole del fatto che non sia un buon momento per giocare contro la squadra veneta. L’ex difensore e centrocampista Roberto Bacci, in esclusiva per lalaziosiamonoi.it, ha analizzato il periodo che la Lazio sta vivendo in un’intervista di Davide Capogrossi:

Un pareggio a reti inviolate. Mister Pioli continua a parlare di bicchiere mezzo pieno, non si sta abusando di questa considerazione? “Per la squadra che abbiamo si poteva fare qualcosa in più. Dispiace perché le prestazioni a volte non sono neanche male, manca un pizzico di fortuna. La squadra crea e riesce a fare delle buone gare, ma se poi non si vince i punti di distanza diventano tanti. Più si va avanti e più è difficile arrivare nelle posizioni che contano”.

La gara con il Genoa ha registrato un passo in avanti della coppia centrale. In marcatura si comportano bene, il problema è la difesa della profondità con una linea alta. “Ultimamente la difesa si sta comportando abbastanza bene. Sembrava fosse il reparto più in difficoltà con l’assenza di de Vrij, il fuoriclasse della difesa. In avanti ci sono dei veri bomber, giocatori che possono garantire 50-60 gol a stagione in complessivo. Quest’anno non riescono a sbloccarsi per le qualità che hanno, sono punti preziosi che vanno persi”.

Aspettavamo rinforzi in difesa, è arrivato il solo Milan Bisevac. È convinto di questa mossa? “Non lo conosco bene, non potrei giudicare. La coppia centrale sta avendo un buon affiatamento, magari soffre qualche palla dietro la schiena perché non è velocissima (ride, ndr). Bisogna essere bravi a leggere in anticipo queste situazioni. Se la rosa fosse un po’ più ampia sarebbe meglio, manca qualcuno che possa dirigere la difesa dopo l’infortunio di de Vrij. In questo momento non stanno subendo tanto, stanno facendo pochi gol”.

Giovedì all’Olimpico arriva l’Hellas Verona, reduce dalla prima vittoria in campionato e da un convincente pareggio contro l’Inter. “È il momento peggiore per incontrarla, anche loro sanno che possono sparare le ultime cartucce se vogliono salvarsi. Devono fare diversi punti, sono in fondo alla classifica. Non troveremo una squadra che viene all’Olimpico per difendersi, ma il Verona deve fare diverse vittorie se vuole salvarsi e non si accontenterà del punticino. Affronterà la partita a viso aperto, questo può essere favorevole alla Lazio”.

Un eventuale passo falso contro il fanalino di coda certificherebbe il fallimento totale della stagione? “Ci sono ancora diverse partite. È chiaro che ci aspettiamo una vittoria anche per l’ambiente e per raggiungere le posizioni di vertice. La vittoria deve essere quasi d’obbligo. La Lazio ha fatto ottime prove anche in trasferta, ha vinto a Milano e a Firenze, perdere punti durante il percorso è un grande dispiacere. È ancora tutto aperto, diverse squadre stanno facendo filotti, abbiamo tutte le carte in regola per farlo anche noi e  rimontare la classifica”.

Si gioca di giovedì, sarà una partita per pochi intimi. “Non credo che ci sarà un Olimpico strapieno. I giocatori sanno l’importanza della partita, diversi di loro si devono confermare se vogliono restare alla Lazio. Devono dimostrare di essere giocatori importanti che sposano l’obiettivo. Giocare qui non è come nelle altre squadre.”.



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Burleanu chiama Radu: “Vorremmo che tornasse in nazionale”

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Stefan Radu e la Nazionale Rumena un amore durato sette anni tra alti e bassi ma con pochissime presenze, solo quattordici, e mai sbocciato veramente. Molto spesso, infatti, il terzino di Bucarest ha criticato la nazionale del suo paese e non ha mai giocato con grande motivazione per la sua nazione. Con la maglia della Romania ha esordito nel 2006 nella partita contro la Spagna terminata 1-0 per i rumeni. Ha partecipato poi al campionato d’Europa del 2008 in Austria e Svizzera, dove la sua squadra è stata eliminata al primo turno. Infine dopo varie divergenze avute negli anni con le guide tecniche della Nazionale, il 5 aprile 2013 ha annunciato ufficialmente il suo ritiro a soli 27 anni.

Ora sembra però che la Romania abbia ancora bisogno di lui. Infatti la nazionale del CT Anghel Iordănescu, qualificata ad Euro 2016, dovrà affrontare nel girone A la Francia, l’Albania e la Svizzera. Sarà dunque molto complicato il cammino della Romania ai prossimi Europei. La squadra è già al lavoro, ma per passare il turno ci vorrà il giusto mix di qualità ed esperienza. Proprio per questo il presidente della federazione rumena Rãzvan Burleanu spera di poter convincere Radu, fuori dal giro della Nazionale da oltre tre anni, a ritornare a giocare per il suo paese. Il presidente a così parlato ai microfoni di digisport.ro della situazione del terzino rumeno: “Se Radu tornerà in Nazionale? Solo lui conosce la risposta. Noi vogliamo averlo in squadra, lui lo sa. Siamo in attesa di una sua risposta. Aspettiamo a braccia aperte sia Stefan sia Ciprian Marica (ndr attaccante dello Steaua Bucarest): sono due calciatori che vale la pena avere in squadra e di cui il calcio romeno ha urgente bisogno”.

Queste parole riusciranno a convincere Stefan a ritornare a giocare per la sua patria? Vedremo se il terzino laziale risponderà positivamente o se ormai considera chiusa la sua esperienza con la Romania.



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Ululati Curva Nord. Tare:” I laziali non sono come li descrivono”

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Facciamo un passo indietro e torniamo a quel tanto contestato Lazio-Napoli di Mercoledì sera, giornata dove la protagonista del match non fu il Napoli ma la “Curva Nord” ed i suoi cori “razzisti” (o semplicemente buu) contro il giocatore di colore partenopeo. Tare spezza una lancia a favore dei tifosi laziali cercando di gettare acqua sopra ad un incendio alimentato con benzina dalle maggiori testate giornalistiche.

“I fischi e i buu? Non penso che siano contro la società, di solito ci fanno altri cori. A parte gli scherzi, sono situazioni che non devono succedere in nessun campo, figuriamoci a Roma. Noi prendiamo le distanze perché è un fenomeno che va combattuto. La tifoseria laziale non è quella che si descrive. I buu che sentiamo sono contro il giocatore forte. Noi abbiamo avuto, anche in passato, giocatori di colore che hanno sempre mantenuto un bel rapporto con la tifoseria. L’unica cosa che posso dire è che va assolutamente evitato e che la squalifica è giusta”.

Il ds laziale poi torna a parlare sulla situazione attuale della Lazio dichiarando che il tempo per risalire la classifica non manca evidenziando due squadre blasonate che precedono la squadra capitolina (Roma e Milan)

Tornando al match contro il Napoli, l’albanese paragona la squadra di Sarri con quella di Pioli della scorsa stagione:

“Vedendo la partita di mercoledì, il Napoli mi ha ricordato molto la Lazio dell’anno scorso. Come ho detto tempo fa, noi abbiamo perso continuità e certezze. Per ritrovarle dobbiamo giocare ogni partita come una finale. Va anche detto che ci sono state assenze importanti. Mercoledì avevamo ben sei giocatori fuori che potevano essere utili. Manca purtroppo la consapevolezza di essere una grande squadra, che può lottare per certi obiettivi fino in fondo”.



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Genoa – Lazio: le dichiarazioni del post partita

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Ieri sera Genoa e Lazio hanno pareggiato per 0-0 allo Stadio Marassi di Genova. Un pareggio meritato per entrambe le squadre, che hanno fatto poco o nulla per vincere la partita e non si sono mai fatte del male a vicenda. Nel primo tempo hanno giocato meglio i biancocelesti, nel secondo i rossoblu e alla fine il pareggio è stato il risultato più giusto. Nel post partita, oltre alla conferenza di Pioli, ci sono state alcune dichiarazioni dei protagonisti del match e qui le abbiamo raccolte per voi.

Al termine della gara, ai microfoni di Lazio Style Radio è intervenuto Patric che ha così parlato della prestazione della squadra: “Oggi volevamo vincere, sapevamo che era una partita difficile, ci abbiamo provato. Abbiamo lottato fino alla fine ma è stato un peccato non vincere. Dobbiamo continuare a lavorare per vincere le prossime partite. Abbiamo bisogno di vittorie, oggi la squadra ha lottato fino alla fine e questo è l’atteggiamento giusto. Ci è mancato solamente il gol. Poi sulla sua prestazione: “La mia prestazione? Da quando sono arrivato qui ho lavorato sempre per giocare, il mister mi ha detto che sto lavorando bene. Qui c’è un calcio diverso, ho aspettato il mio momento e oggi penso ho fatto bene. Lavoro per aiutare la squadra, se il mister decidesse di farm giocare io sono qui pronto. I nostri attaccanti oggi hanno giocato bene ma ci è mancata la fortuna. Meritavamo di vincere anche se il Genoa ha giocato bene. Io sono un terzino a cui piace molto spingere, mi manca un po’ la fase difensiva ma con il tempo sto migliorando. Sono giovane, devo migliorare ancora molto. Sono felice di essere qui e di imparare dagli altri. Infine un ultimo parere sulla squadra ed un commento ai suoi tatuaggi: “Cosa manca alla squadra? Purtroppo ci sono partite in cui non riusciamo a segnare, i nostri attaccanti lavorano bene sia in allenamento sia in partita. Se continuiamo così avremo più fortuna in futuro. Abbiamo bisogno di vincere perché stiamo facendo bene. I tatuaggi sulla mano? Per i miei genitori!”.

Queste invece le parole del difensore genoano Nicolas Burdisso ai microfoni di Mediaset Premium: “Stiamo facendo delle ottime partite, ora deve venire fuori la forza di gruppo. Ci prendiamo questo punto, bisogna sempre giocarsela fino alla fine per tutta la stagione”.

Un altro giocatore del Genoa ha preso poi la parola ai microfoni di Radio Nostalgia, si tratta di Diego Laxalt: “I gol arriveranno, ogni tanto capitano questi momenti dove fai dieci gol in una settimana e poi non ce la fai più a farne uno. La partita è stata una grande lotta, la Lazio non ha fatto meglio di noi. Io posso giocare ovunque in attacco, sento mio quello sulla fascia sinistra, lì sono comodo. Le assenze? Speriamo che Ansaldi e Pavoletti stiano fuori poco tempo, loro sono importanti”. 

Queste invece le parole, ai microfoni di Sky Sport, di Gian Piero Gasperini: “Oggi ho visto il Leicester, complimenti a Ranieri, noi tecnici italiani siamo molto preparati come allenatori. Questo di stasera è un punto importante dopo una settimana difficile, con squadre incontrate toste e preparate. È stata una partita non facile, da non perdere, anzi abbiamo provato a vincere in alcune occasioni. Davanti si poteva fare qualcosa in più, la squadra ha dimostrato un buon valore. C’è stato agonismo in campo, entrambe le squadre davanti hanno fatto poco, anche la Lazio appunto”.

Infine le dichiarazioni di Gasperini in conferenza stampa: “Non è facile giocare contro questo tipo di squadre. Credo che abbiamo dimostrato grande spirito. Non è stato facile neanche per gli avversari, che hanno avuto anche meno occasioni di noi. Alla vigilia magari un punto sarebbe andato bene, ma vista la gara avremmo voluto ottenere qualcosa di più. C’è da dire che siamo stati molto bravi in fase difensiva, abbiamo concesso veramente poco alla Lazio. E tra l’altro era molto difficile giocare su questo campo, oggi il Ferraris non era assolutamente in buone condizioni”.



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Lazio-Genoa: la conferenza stampa post partita di Pioli

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La Lazio ha pareggiato per 0-0 contro il Genoa nell’anticipo delle 20.45 della 24° giornata della Serie A. Un pareggio che serve a poco ad entrambe le squadre, in lotta per obbiettivi differenti ma comunque deluse dal risultato finale. A fine partita il tecnico biancoceleste Stefano Pioli ha esaminato la prestazione dei suoi nella consueta conferenza stampa del dopo gara. Di seguito le sue parole.

Quali sono le condizioni di Basta e perché ha scelto di mettere Patric invece di Lulic rimettendo Konko sulla destra?

“Basta ha avuto un risentimento muscolare e per questo l’ho dovuto sostituire. Mentre Konko mi stava piacendo in marcatura su Cerci e non volevo cambiare le cose.” 

La preoccupa più non segnare o non calciare proprio in porta?

“Non sono preoccupato. Io penso che se continuiamo a giocare in questo modo, con questa intensità, presto torneranno i gol. E con loro anche le vittorie.”

È stata la fotocopia della sfida con l’Udinese?

“Io credo che abbiamo fatto molto meglio rispetto a Udine. Ci manca l’ultimo passaggio, questo senza dubbio. Abbiamo concluso troppo poco e dobbiamo migliorare sotto questo punto di vista.”

Come mai ha optato per Mauri e Djordjevic lasciando fuori Lulic e Keita?

“Perché credevo che era la scelta migliore per quello che ho visto negli ultimi giorni in allenamento”. 

Come si fa a risolvere il problema del gol? Perché si chiama centravanti se non tira in porta?

“Sicurmaente il centrvanti si chiama così per attaccare la porta. Djordjevic ha fatto un gran lavoro e ha avuto una buona occasione per tirare in porta e non l’ha sfruttata. Ma il problema non è questo. È la ricerca dell’ultimo passaggio che mi preoccupa di più”.

Come valuta la prestazione dei centrali di stasera?

“I centrali hanno fatto sicuramente una buona gara. Anche se io valuto più la fase di non possesso. E la squadra ha lavorato molto bene in questo senso”.

Queste, invece, le parole del tecnico biancoceleste ai microfoni di Lazio Style Channel subito dopo la fine del match: “E’ mancata la cosa più importante, fare gol, sono tre partite che non segnamo. La squadra ha interpretato bene la gara su un campo non adatto a fare un certo tipo di gioco. Buon primo tempo, abbiamo prodotto, purtroppo c’è mancato il guizzo, la palla inattiva che ci avrebbe permesso di vincere la partita. Non sempre abbiamo avuto tanta grinta, avremmo avuto una classifica diversa. Giocando così in futuro c’è più possibilità di vincere che perdere. Ho messo questa formazione in base a quello che ho visto durante gli allenamenti, stessa cosa con i cambi.

Poi sulla buona prestazione della difesa: “Credo che la prestazione dei difensori dipende in gran parte dal lavoro di tutta la squadra. Hanno lavorato tutti, correndo e portando pressione. Hanno affrontato l’avversario con i giusti equilibri.  Infine su Anderson e Mauri. “Io sto vedendo un Felipe in crescita, per le sue qualità ci si aspetta qualcosa di più, certo, ma è un giocatore che ha bisogno di fiducia e provare le giocate. E’ normale, è giovane, tornerà. Mauri è un giocatore intelligente, ci dà più movimento tra le linee, è una soluzione in più che cercherò di sfruttare al meglio”.



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