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Cataldi e Konko: “Col Frosinone è stata questione di fortuna, abbiamo fatto il possibile ma avremmo potuto dare di più”.

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danilo cataldi

A Frosinone la Lazio ha ottenuto un pareggio che lascia con l’amaro in bocca. La squadra capitolina avrebbe potuto dare di più o forse, come ha dichiarato Danilo Cataldi, alla squadra è mancata un po’ di fortuna. L’obiettivo Europa è ancora un punto fermo mentre in Serie A i risultati positivi scarseggiano e la classifica vede i biancocelesti fermi all’ 8° posto. Nel match di ieri la squadra ha mantenuto un approccio generalmente mediocre e poco offensivo. Un’opinione dall’ interno della partita ci è stata regalata da Cataldi e Konko.

Danilo Cataldi ai microfoni di Lazio Style Channel: “Non siamo riusciti a vincere, era il nostro obiettivo, non ci nascondiamo. Sapevamo dell’importanza di questa gara, ci è mancato qualcosa per segnare. Pensiamo a giovedì. Il campionato è ancora abbastanza lungo, continuiamo a crederci nell’Europa. Sapevamo che il Frosinone, specialmente in fase difensiva, può essere un osso duro. Ci è mancato qualcosa, un po’ di fortuna. Dovevamo fare di più. La Lazio doveva venire qui per vincere e non è andata. Galatasaray? Sarà una partita difficile, sono un’ottima squadra. Verranno a Roma per fare almeno un gol, ma ci faremo trovare preparati. Nelle ultime partite la Lazio ha affrontato l’avversario sempre allo stesso modo. Non è facile rimontare il gap che ci separa dalle prime in campionato. Ma ci proveremo”.

Konko ai microfoni di Lazio Style Channel sulla propria prestazione: “Non so nemmeno io come ho fatto con quella spaccata! Ce l’abbiamo messa tutta, ma loro non ci hanno lasciato spazio. Dovevamo trovare la via del gol, ma non ce l’abbiamo fatta. Sapevamo che il Frosinone fosse una squadra tosta, dovevamo metterla sul fisico per tenere la palla e aggredirli. Peccato non aver trovato la vittoria. Galatasaray? Sarà una partita difficile, da stasera penseremo solo a quello. Dobbiamo spingere e dare il massimo. Poi giocheremo in casa.La passata stagione è una pagina, quest’anno è diverso. Dobbiamo conviverci e dare il massimo cercando di mettere in difficoltà dall’inizio gli avversari, in casa e fuori”.

E ancora ai microfoni di Sky: “C’è rammarico, però ce  l’abbiamo messa tutta. Non abbiamo subito tanto e usciamo con un pareggio. Non abbiamo trovato la via del gol, speriamo di trovarla il più velocemente possibile”. La rimonta in campionato è quasi impossibile, il sogno europeo per la prossima stagione sembra sfumato, ma Konko non si arrende: “Serve di più, però siamo fiduciosi e lavoriamo tanto per risultati positivi. Dobbiamo continuare a crederci fino alla fine. Pensiamo partita dopo partita, finita questa pensiamo alla prossima”. Una considerazione anche sulle sue prestazione, il francese ha trovato continuità dopo anni passati tra panchina e infermeria: “Speriamo di continuare cosi, l’importante è ottenere risultati con la squadra”.



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Personaggi storici SS Lazio: il “Duca” Luca Marchegiani

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Nel giorno del suo 50° compleanno vogliamo parlarvi di un portiere che tanto bene ha fatto con la maglia della Lazio vincendo moltissimi titoli e difendendo la porta biancoceleste per ben 10 stagioni. Stiamo parlando di Luca Marchegiani uno dei portieri più forti della storia laziale.

Luca Marchegiani nasce ad Ancona il 22 febbraio 1966. Inizia la sua carriera nello giovanili dello Jesi, squadra all’epoca in Serie C, con la quale esordisce in campionato nel 1986. Dopo tre stagioni con la squadra marchigiana, di cui una in prestito all’Aurora Latini, passa nel 1987 al Brescia in Serie B. Qui gioca per una stagione, per poi passare al Torino. Nella squadra granata dimostra tutto il suo valore, tanto che si guadagna la chiamata in Nazionale per la USA Cup del 1992. Rimane quindi in maglia granata dal 1988 al 1993 vincendo anche una Coppa Italia e perdendo la finale di Coppa UEFA contro l’Ajax.

Nell’estate del 1993 poi la storia di Marchegiani incontra quella della Lazio. Dopo un anno di corteggiamento, infatti, Sergio Cragnotti lo acquista per 13 miliardi di lire e Luca diventa il portiere titolare del club biancoceleste. Diventa subito un idolo dei tifosi grazie al rigore parato al romanista Giannini durante il derby nella stagione 1993/94, vinto dalla Lazio con gol di Signori. Nel 1994 inoltre gioca anche tre partite ai mondiali USA. A Roma si toglie diverse soddisfazioni: vince infatti con la Lazio due Coppe Italia, lo Scudetto, due Supercoppe Italiana, la Coppa delle Coppe e la Supercoppa Europea, diventando uno dei migliori portieri italiani. Inoltre gioca anche la sua seconda finale di Coppa Uefa, che purtroppo perde ancora a discapito dell’Inter. Gioca anche diverse partite come capitano, complice l’infortunio di Nesta, alzando al cielo anche la Supercoppa Italiana del 1998.

LAZIO - HELSINKY AMICHEVOLE AL CENTRO SPORTIVO DI FORMELLO LUCA MARCHEGIANIResta alla Lazio fino al 2003, anche se le ultime tre stagioni le passa molto spesso in panchina, facendo da secondo ad Angelo Peruzzi, acquistato nel 2000. Colleziona in totale 339 presenze alla Lazio, dove passa dieci anni della sua carriera. Carriera che chiuderà al Chievo Verona, dove giocherà fino al 2005, anno del suo ritiro. Vive tutt’ora a Roma ed è rimasto legatissimo ai colori biancocelesti.

In Nazionale, nonostante abbia giocato i mondiali del 1994, ha collezionato solo 9 presenze totali in un periodo che va dal 1992 al 1996. Attualmente fa l’opinionista per Sky Sport.

Alto 1 metro e 81, per 76 kg di peso,Marchegiani è stato un portiere essenziale, calmo, con un eccezionale senso del piazzamento, ottimo in uscita e quasi privo di punti deboli. Tanto che la sua continuità gli ha permesso di fare bene figurare in ogni squadra in cui ha giocato. Ha tutt’ora un carattere tranquillo, posato e moderato in ogni occasione, istruito e buon parlatore. Si è sempre comportato correttamente e sportivamente in campo e fuori. Proprio per il suo modo di essere e di proporsi è stato soprannominato “il Duca”.

Con questo articolo noi di Since abbiamo voluto ricordare la sua storia e gli abbiamo reso omaggio nel giorno del suo cinquantesimo compleanno, ricordando a tutti voi quanto sia stata fondamentale la sua presenza tra i pali della porta biancoceleste. Tutti i tifosi laziali ricordano ancora con grande affetto Marchegiani e sono stati orgogliosi di averlo visto giocare con l’aquila sul petto.



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Extra Lazio: Totti-Spalletti ai ferri corti? Il mister lo rispedisce a casa

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Francesco Totti con espressione seria durante un'intervista

Che Totti sia una bandiera storica della A.S. Roma non ci sono dubbi. Come tutti noi l’età avanza anche per lui, il capitano giallorosso, anche in passato, trovò poco spazio con mister Spalletti, allenatore che decide la sua formazione sulla tecnica e preparazione ma non sulla storia.

La bomba di Trigoria è scoppiata poche ore fa, dove il pupone romano ha rilasciato un ‘intervista al tg1 nella quale si lamenta di non trovare spazio.

“Sono deluso, sto bene fisicamente e voglio giocare di più.Vorrei chiarezza, Spalletti mi dovrebbe dire le cose in faccia”.

Parole che sono arrivate subito al mittente che senza pensarci su, ha rispedito il capitano giallorosso a casa, tenendolo fuori per la partita di questa sera contro il Palermo.

Il tecnico giallorosso però, quando approdò a ROma dichiarò: “Io alleno la Roma non Totti”

Che sia un nuovo inizio di una guerra fredda tra i due?



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Frosinone-Lazio probabili formazioni

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La Lazio di Pioli sta per affrontare il Frosinone allo stadio Matusa, gara valida per la 26ima giornata di campionato.

L’armata biancoceleste cerca i 3 punti fuori casa per respirare ed ambire ad una zona in classifica decente, dopo il pareggio turco si cerca il riscatto in campionato. Vediamo le probabili formazioni di Lalaziosiamonoi

Probabili formazioni

FROSINONE (4-3-3): Leali; Rosi, Ajeti, Blanchard, Pavlovic; Gori, Sammarco, Frara; Tonev, Ciofani D., Dionisi. All.: Stellone. A disp.: Bardi, Zappino, Pryima, Ciofani M., Bertoncini, Crivello, Chibsah, Gucher, Kragl, Paganini, Soddimo, Longo.

Indisponibili: Russo
Squalificati: nessuno
Diffidati: Paganini, Dionisi, Blanchard, Sammarco

LAZIO (4-3-3): Marchetti; Konko, Bisevac, Hoedt, Lulic; Cataldi, Biglia, Parolo; Candreva, Djordjevic, Mauri. All.: Pioli. A disp.: Berisha, Guerrieri, Basta, Braafheid, Mauricio, Felipe Anderson, Kishna, Milinkovic, Morrison, Onazi, Keita, Klose, Matri.

Indisponibili: de Vrij, Radu, Gentiletti
Squalificati: nessuno
Diffidati: Mauricio

ARBITRO: Russo (sez. Nola)
ASSISTENTI: Vuoto e Valeriani
IV UOMO: La Rocca
ADDIZIONALI: Mazzoleni e Baracani



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Frosinone-Lazio: tifosi uniti contro il patron della Lazio

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Tra poche ore avrà inizio la sfida tra Frosinone e Lazio allo Stadio Matusa.

L’intero impianto dei ciociari è già esaurito, ma la Lazio in questo match può contare sull’appoggio dei suoi tifosi che occuperanno tutto il settore ospiti, essendo circa 2000.

Lo stadio “Matusa” però risulta un luogo ostile per la società biancoceleste, specialmente per il presidente Claudio Lotito: i frusinati, infatti, non hanno certo dimenticato la telefonata del 28 Gennaio tra Lotito e Pino Iodice: “Ti faccio un discorso – dice Lotito a Iodice – : secondo te in Lega di A decide Maurizio Beretta? Sai cosa decide? Zero. E allora: il presidente fra un anno e mezzo va a casa da solo, l’accompagno io, e rappresenta zero. Viene fatta una commissione strategica, tre presidenti, uno del Nord, uno del Centro, uno del Sud, e ogni 20 giorni vedono l’attuazione del programma. Il direttivo viene tolto, Pitrolo (vicepresidente di Lega, ndr), quello, tutti. Chi viene eletto va lì a lavorare. E vi tranquillizzo, io non sono candidato a niente, non m’interessa, voglio salvare la Lega Pro. Se la Lega Pro nel giro di dieci giorni non trova un gruppo di maggioranza che io in questo momento ho su questo progetto che ti ho detto, ti spiego che succede. Il 16 abbiamo l’assemblea, a me non cambia, ho preso 100mila euro, ma 4 milioni l’anno ci metto nella Salernitana. Se non si risolve ‘sto problema, il 16 non arrivano i soldi, perché non ci sono”.) e, dunque, avranno voglia di dimostrare che la loro presenza in Serie A ha un valore, al contrario di ciò che sostiene Lotito:Nel suo progetto, la A deve ottenere più soldi: e le promozioni di club piccoli sarebbero una rovina proprio sul fronte dei diritti tv. “Ho detto ad Abodi: Andrea, dobbiamo cambiare. Se me porti su il Carpi… una può salì…se mi porti squadre che non valgono un c… noi fra due o tre anni non ci abbiamo più una lira. Perché io quando a vado a vendere i diritti televisivi – che abbiamo portato a 1,2 miliardi grazie alla mia bravura, sono riuscito a mettere d’accordo Sky e Mediaset, in dieci anni mai nessuno – fra tre anni se ci abbiamo Latina, Frosinone.. chi c… li compra i diritti? Non sanno manco che esiste, Frosinone. Il Carpi… E questi non se lo pongono il problema!”.

Come in ogni sfida della Lazio, ci saranno le contestazioni a discapito di Lotito, ma in questo caso i tifosi del Frosinone e della Lazio saranno uniti contro la stessa persona.



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De Vrij: in attesa del suo ritorno in campo in Olanda gli viene dedicato un torneo

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Ormai è passato parecchio tempo dal giorno di quel maledetto infortunio che ha costretto Stefan de Vrij a restare lontano dai campi di gioco. La retroguardia della Lazio ha sentito moltissimo la sua assenza perché, anche se molto giovane, l’olandese ha dimostrato grande tecnica e personalità, trasmettendo a chiunque giochi vicino a lui moltissima sicurezza. A meno di clamorose sorprese, quindi, de Vrij, come ben si sa, rientrerà a stagione finita visti i lunghissimi tempi di recupero del suo infortunio.

In attesa del suo ritorno in campo, però, Stefan può comunque gioire perché gli sarà dedicato un importante riconoscimento. Infatti ad Ouderkerk, un piccolo villaggio dell’Olanda Meridionale, dove il giocatore è nato e cresciuto e dove ha intrapreso la carriera da calciatore, si è deciso di dedicargli un torneo. Una decisione presa dal VV Spirit, la società di calcio dilettantistica nella quale de Vrij ha cominciato a giocare a pallone che non ha mai dimenticato uno dei suoi giocatori simbolo. Una bellissima iniziativa che è stata pensata in questi giorni e che andrà in scena sabato 28 maggio. La competizione si chiamerà ‘Stefan de Vrij Cup’ e sarà un torneo giovanile che coinvolgerà ben 32 squadre.

de vrij-vv spiritUn dirigente del VV Spirit ha così commentato l’iniziativa: “Sarà un evento meraviglioso e sfrutteremo l’occasione per festeggiare un nostro ex giocatore “. Inoltre ha parlato anche il padre di de Vrij, il signor Jan: “Quando mi hanno parlato di questa idea ho contattato immediatamente Stefan, che si è detto molto orgoglioso proprio come lo sono io”. Stefan, invece, non si è pronunciato per ora, ma chissà che non possa fare una sorpresa al suo paese natio e presentarsi lì il giorno del torneo per la gioia dei ragazzi, ma soprattutto dei suoi compaesani.



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Lazio Primavera, un tris al Frosinone per il poker

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A Supino (FR) si è giocato oggi pomeriggio il match di campionato tra il Frosinone e la Lazio. Inzaghi deve fare a meno di Matosevic, febbricitante e sostituito da Borrelli, e mischia le carte in difesa, con Dovidio che parte dal primo minuto al centro della difesa e Manoni a destra.

Primi minuti di studio, con tentativi che non impensieriscono molto i due portieri, ma al 20′ si sblocca la partita: Faiella controlla male una palla aerea, ne approfitta Alessandro Rossi che colpisce e buca la porta ciociara. Il Frosinone rimane imbambolato, perde lo stesso Faiella e accusa il colpo. Al 39′ infatti arriva il raddoppio laziale, nato da una palla controllata ingenuamente da Gargiulo il quale innesca il contropiede biancoceleste con Ennali e Rossi, il resto ci pensa Simone Palombi che deve solo segnare con un bel colpo a giro. In finale di tempo Murgia si divora il 3-0, inserimento importante con tiro preciso, palla sull’esterno della rete.

Il secondo tempo vede solo la Lazio che si limita a gestire la partita e mantenerla su binari tranquilli, il Frosinone dal canto suo cerca di limitare i danni, a costo di prendere cartellini gialli, a fine partita il solito e subentrato Calì chiude definitivamente i conti grazie all’assist di Palombi.

Quarta vittoria consecutiva per la banda di Simone Inzaghi, e la descrizione del match arriva dal suo vice Massimiliano Farris su Lazio Style Channel: “Stiamo acquisendo sempre più consapevolezza nei nostri mezzi,questa era una partita fondamentale per risalire in classifica. Abbiamo dimostrato che possiamo vincere contro chiunque. Ci mancavano diversi elementi ma i ragazzi corrono, stano bene fisicamente e hanno lo spirito giusto. Siamo sulla buona strada. Siamo stati bravissimi a trasformare la rabbia per l’eliminazione in Coppa Italia in determinazione. Risorse in panchina? Stanno emergendo buone alternative. Ci mancavano Quaglia e Borecki che sono due punti fermi. Dovidio ha fatto molto bene anche se non stava in condizioni buone. Matosevic ha avuto un attacco febbrile e Borrelli ha fatto molto bene il suo compito. Oggi era una gara fondamentale anche per accorciare sull’Empoli. La squadra ha acquistato maturità e sicurezza, chi ha giocato e chi è subentrato ha fatto molto bene”.

Parole di soddisfazione arrivano anche dal capitano Simone Mattia: “La vittoria di oggi ha un significato importante. Vuol dire che stiamo tornando, ci voleva. L’anno scorso sono rientrato in questo campo dopo l’infortunio, una settimana prima della Supercoppa. Da lì sono iniziate tutte le nostre vittorie. È un campo fortunato. Non meritavamo di uscire dalla Coppa Italia e questa vittoria è importante perché ci dà una maggiore consapevolezza dei nostri mezzi”



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Malagò: “Eliminare le barriere? Siamo nella giusta direzione”. Intanto arriva il comunicato della Questura di Frosinone

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La questione relativa alle barriere sistemate nelle Curve dello Stadio Olimpico continua a tenere banco. Questa volta però sembra le divergenze tra i diversi punti di vista si siano assottigliato, con il ‘lieto fine‘ che potrebbe essere raggiunto a breve, come confermato dal Presidente del Coni Giovanni Malagò. Al termine della presentazione dei dati Istat relativi allo sport, egli si è fermato a parlare con i cronisti presenti per spiegare l’attuale situazione: “Ho letto le dichiarazioni del prefetto Gabrielli e onestamente sono molto felice. Auspico che si vada avanti, mi sembra che forse finalmente siamo nella giusta direzione. Io sono spettatore molto interessato alla vicenda, invito tutti a non isolarsi nelle proprie convinzioni anche se sono in buona fede, così forse si potrà risolvere finalmente questo assurdo problema“. Malagò appare dunque ottimista, con l’accordo definitivo che potrebbe essere raggiunto definitivamente a breve tra le parti.

Intanto, alla vigilia del match dello Stadio Comunale ‘Matusa’ tra i padroni di casa del Frosinone e la Lazio, la Questura locale si è riunita per adottare le giuste contromisure in vista dell’esodo di tifosi laziali verso il capoluogo ciociaro. Di seguito riportiamo il comunicato: “Scenderà di nuovo in campo alle 18 di domenica il Frosinone Calcio per affrontare la Lazio. Saranno 2000 i tifosi laziali che riempiranno la curva sud:tutti dovranno essere residenti nella Provincia di Roma, fidelizzati SS Lazio ed in possesso del tagliando d’ingresso per non incorrere nelle sanzioni previste dall’ordinanza prefettizia che ne vieta la trasferta. La ridotta distanza tra le due città ed i molteplici collegamenti offriranno ai sostenitori ospiti la possibilità di scegliere tra diversi mezzi di trasporto. Proprio in ragione della vicinanza delle due città interessate all’evento i sostenitori ospiti utilizzeranno perlopiù auto e minibus per raggiungere lo stadio Matusa. Per la circostanza è stato predisposto un idoneo servizio per la loro accoglienza prevedendo quale area di ricompattamento quella della ex Permaflex, adiacente all’uscita del casello A/1 da dove partiranno i previsti servizi di navetta per il trasferimento degli stessi all’impianto sportivo. Analoghi servizi di navetta sono stati predisposti all’esterno della Stazione Ferroviaria in ragione dell’arrivo di un considerevole numero di supporters a mezzo treno. Ribadito il divieto di vendita di alcolici e superalcolici negli esercizi pubblici all’interno ed in prossimità dello stadio, con estensione, per questa volta, anche al bar della Stazione Ferroviaria, con obbligo di consumare tutte le altre bevande in bicchieri di plastica. Semaforo rosso anche per gli ambulanti itineranti per tutta la giornata di domenica ed obbligo per i “ paninari”, autorizzati, di non collocare a terra tavoli, sedie e ombrelloni che potrebbero determinare situazioni di criticità per l’ordine e la sicurezza pubblica.

La squadra della Lazio arriverà solo domenica mattina all’Hotel Bassetto dove soggiornerà poche ore prima della gara, circostanza questa che determinerà una nutrita presenza di tifosi, simpatizzanti o semplici curiosi. Anche questa volta sono stati predisposti mirati servizi di ordine e sicurezza pubblica, per garantire la corretta viabilità su un’arteria stradale ad alta densità di traffico presidiando tutte le intersezioni ed assicurando pericolosi attraversamenti pedonali sulla predetta direttrice viaria. Tutto è stato predisposto per agevolare il trasferimento dei tifosi ospiti verso l’impianto sportivo in piena sicurezza avendo per la circostanza predisposto un servizio preventivo per intercettare eventuali tifosi che dovessero con largo anticipo sull’orario della gara arrivare in città. Tutto è stato delineato perché l’attesa manifestazione sportiva possa offrire una serena competizione agonistica nel rispetto di quelle regole necessarie a garantire l’ordinato vivere civile”.



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Frosinone-Lazio e i dati statistici: Stellone da giocatore non hai mai vinto

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La partita di domani pomeriggio tra Frosinone e Lazio è ovviamente inedita, in nessuna serie professionistica infatti c’è stato confronto tra le due compagini, gli unici numeri statistici possiamo trovarli in 13 confronti amichevoli giocati tra gli anni ’60 e ’80, tutti vinti dalla Lazio.

La gara d’andata, come ricordate, è finita 2-0 con i gol di Keita e Djordjevic e nel passato Pioli contro il Frosinone ha un bilancio buono con quattro vittorie, un pareggio e due sconfitte; Stellone, invece, ha solo esperienze sul campo, essendo all’esordio in Serie A da allenatore, e il suo bilancio contro la Lazio ha visto solo il pareggio tre volte, senza aver mai segnato, e tre sconfitte.

Nelle ultime tre partite il Frosinone ha collezionato sei punti e si è avvicinato alla coppia genovese Genoa-Sampdoria, ora a +3, ma i romani sono in serie positiva in trasferta con due vittorie e tre pareggi. Djordjevic non segna da diverso tempo, per l’esattezza manca all’appuntamento col gol in assoluto da 625 minuti mentre in campionato non segna proprio dalla gara di andata contro i ciociari.

La Lazio, infine, troverà per la seconda volta da ex quel Modibo Diakitè che, arrivato nel 2006 a Roma, era cresciuto nel vivaio biancoceleste e che ci lasciò per approdare in Inghilterra nel 2013: l’unico precedente del francoivoriano fu con la maglia del Cagliari e anche lì fu sconfitta, 3-1 con la maglia del Cagliari in terra sarda.



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Lazio, Mimmo Caso: “Un risultato che lascia aperte molte chance”, De Canio: “Hanno un piccolo vantaggio”

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Impossibile prevedere cosa succederà giovedì prossimo all’Olimpico nel turno di ritorno di Europa League. Il pareggio di ieri in Turchia è stato il frutto di una partita imprevedibile in cui sia la Lazio che il Galatasaray hanno tentato di emergere. Sicuramente i biancocelesti quest’anno stentano a decollare e ogni match è una sorpresa. L’obiettivo è quello di passare il turno in Europa ma le domande che ruotano intorno agli uomini di mister Pioli sono molte, l’incertezza regna sovrana. La Lazio è in grado di studiare l’avversario e calcolare le mosse giuste per vincere o è meglio se gioca d’impulso? I biancocelesti sono una squadra all’altezza dell’Europa League? Due esperti hanno tentato di rispondere a questi quesiti, di seguito l’analisi della performance di ieri sera in Turchia e qualche previsione per il prossimo turno.

L’ex centrocampista della Lazio Domenico Caso nell’intervento ai microfoni di Tuttomercatoweb.com: “E’ un risultato che lascia aperta tante chance alla Lazio. Hanno fatto una buona gara anche perché in campo europeo si incontrano sempre squadre di grande qualità. Quando si gioca per il doppio risultato diventa sempre difficile partire con l’idea di restare chiusi, potrebbe essere un punto a sfavore. Devono pensare a giocarsela senza fare calcoli. La Lazio non è quella dell’anno scorso, è ancora alla ricerca di se stessa. La scorsa stagione dava spettacolo, quest’anno non si capisce come possa essere praticamente la stessa squadra”.

In seguito, le parole dell’ex tecnico di Genoa e Catania Gigi De Canio che ha espresso la propria opinione sulla dirigenza arbitrale: “La Lazio ha un piccolo vantaggio derivante dal gol segnato in trasferta. Gli errori arbitrali? Non parlerei dello scarso peso politico dell’Italia. O che in Italia si arbitra in un modo e all’estero in un altro. Semplicemente gli arbitri applicano il regolamento e fischiano quello che vedono. E rischiano di sbagliare tanto anche loro”.



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Frosinone-Lazio, gli appelli di Stirpe e Stellone: “No al pareggio”

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Domenica alle 18 al Matusa il Frosinone riceverà la Lazio e gli animi sembrano già essere caldi in casa ciociara. A scaldarli è proprio l’allenatore dei gialli Roberto Stellone.

Ai microfoni di Radio Radio ha chiarito la sua posizione e della squadra: “Possiamo farcela. Di certo non firmo per un pareggio. Dobbiamo essere bravi a portare dalla nostra parte gli episodi. E’ una partita importantissima daremo tutto per limare il gap dalla Sampdoria. In casa abbiamo dimostrato di potercela giocare con tutti. La Lazio contro il Galatasaray ha fatto una grande partita: loro proveranno a vincere per continuare la marcia verso il quarto-quinto posto, anche perché possono contare su una panchina lunga. Forse qualche giocatore riposerà. La metteremo sotto l’aspetto dell’intensità, alla fine potrebbero accusare un po’ di stanchezza. Noi dobbiamo affrontare la partita cercando di rimanere compatti. Cercheremo di limitarli. Dobbiamo sperare in una giornata perfetta da parte nostra e opaca da parte dei nostri avversari. All’Olimpico siamo stati sfortunati, meritavamo qualcosa in più. I punti lasciati a Roma li proveremo a riprendere al Matusa. Il nostro stadio è l’arma in più fin da tempi della Lega Pro. Ci manca solo una vittoria contro un big, anche se abbiamo giocato bene contro Juve e Milan. La Lazio è una grande squadra, ma noi daremo tutto. Scenderemo in campo con il 4-3-3: Ajeti prenderà il posto di Russo”

A fargli eco, sempre alla radio romana, c’ha pensato il presidente Maurizio Stirpe, il quale vede qualcosa di più nei suoi tesserati rispetto alla posizione in classifica attuale: “Speriamo sia l’inizio del rendimento più consono a quelle che sono i valori della squadra. Fino a questo momento del campionato il Frosinone ha espresso solo in parte le sue potenzialità”



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Galatasaray-Lazio: squadra avversarie, calciatori amici

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Nella partita di ieri tra Galatasaray e Lazio abbiamo assistito ad un doppio match, quello tra una squadra e la sua ex, e quella tra rivali sul campo ma che sono amici di lunga data.

Nel primo caso, a coprire la porta della squadra turca c’era, infatti, Fernando Muslera, classe ’86 uruguaiano, che esordì con la maglia della Lazio nel settembre del 2007 e passò al club turco del Galatasaray nel 2011.

Oltre a parlare della partita, Nando non ha dimenticato il suo passato ricordandolo con gioia e gratitudine. Queste le sue parole che abbiamo trovato sul portale hurriyet.com.tr: “Abbiamo giocato bene nei primi 20 minuti del primo tempo, poi la Lazio è cresciuta e ha trovato il gol. In campo erano messi meglio di noi, avevano maggiore equilibrio. Per vincere e passare il turno dovremo prendere spunto da loro. A Roma ho ancora tanti amici, alla Lazio c’è il miglior preparatore dei portieri che io abbia mai avuto, Adalberto Grigioni. Mi ha dato una grande mano, è stato fondamentale nel mio processo di crescita. Mi ha fatto davvero piacere rivedere vecchi amici.”

Nel secondo caso c’è la coppia Klose-Podolski, un legame di amicizia che va sopra a tutto, anche al risultato. Commentando la partita su Twitter, l’attaccante ex Inter ha mostrando gioia per aver incontrato Miro, ma ha anche espresso rammarico per il risultato: “Purtroppo non è il risultato che volevamo portare a casa, ma non è ancora finita. Ho avuto comunque piacere ad aver incontrato il mio amico di lunga data Miro.”



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Il Prefetto Gabrielli pronto a rimuovere le barriere all’ Olimpico

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Il Prefetto di Roma Gabrielli intervenendo al dossier per la canditatura ai giochi olimpici di Roma nel 2024, ha parlato anche delle barriere presenti allo stadio Olimpico di Roma. Forse le proteste congiunte di Curva Nord e Sud ha portato i suoi frutti anche perchè, un derby senza tifosi ne perde lo spettacolo sempre apprezzato anche da altre tifoserie. Gabrielli è pronto dunque a fare marcia indietro purchè si rispettino le regole, ecco le sue parole in merito alla questione :

“Credo che le barriere all’interno dell’Olimpico debbano essere eliminate, ma per farlo bisogna che le persone rispettino le regole dell’impianto. Le barriere sono una triste medicina rispetto ad una malattia che dobbiamo cercare di debellare. Spero che il percorso intrapreso porti ad una fruibilità diverse delle curve e credo ci siano tutte le condizioni necessarie. Come in tutte le cose però, c’è bisogno di un avvicinamento da entrambe le parti. Il tema è l’assoluta impraticabilità di come era vissuta la curva in termini di incolumità e sicurezza. Il nostro augurio è che l’Olimpico torni ad essere quello che era una volta, ma con condizioni di sicurezza”.

Noi intanto aspettiamo fiduciosi.



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Galatasaray, Denizli: “Lazio, squadra tosta.” Inan: “Partita fondamentale della nostra stagione.”

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Alla vigilia dell’ importante sfida di Europa League, che vedrà impegnata la Lazio sul campo del Galatasaray, il tecnico turco Denizli ha detto la sua nella conferena stampa di presentazione: “Giocheremo contro una squadra tosta. Ma da questo momento in poi, nessuno può dire di affrontare una squadra non lo sia. In queste partite gli episodi sono i momenti chiave. In entrambe le gare dovrò fare una valutazione attenta: sto cercando di scegliere i migliori che ho a disposizione”. Poi sul momento tutt’altro che positivo della propria squadra ha aggiunto:  “Sappiamo cosa dobbiamo fare, non stiamo vivendo il nostro miglior periodo, ma abbiamo le idee chiare per come uscirne. Il nostro obiettivo è quello di arrivare in fondo in tutte le competizioni. A volte però si possono trovare delle difficoltà ed è evidente che non abbiamo al momento una buona posizione in campionato. Per risollevarci da questo momento l’unico modo è vincere, ma ci vuole pazienza. Ho avuto successi e fallimenti nella mia carriera come ogni allenatore, e li ho ottenuti facendo sempre il mio lavoro. Le condizioni a volte ti portano fuori strada, ma abbiamo già superato momenti difficili. Il Galatasaray è anche questo. Abbiamo tutto ciò che ci serve per vincere, vedremo domani cosa succederà”.

Dopo di lui è intervenuto il capitano Selcuk Inan, che ha da poco raggiunto le 200 presenze con la maglia del Galatasaray:  “Ho giocato 200 partite con questa maglia, ma ne vorrei giocare altre 200. Domani sarà difficile contro squadra tosta come la Lazio, ma noi siamo concentratissimi e preparati per questo”. E sulla domanda riguardante il trasferimento di Burack Yilmaz ha aggiunto: Lui non è un mio amico, ma un fratello. Però io ho vinto scudetti sia con lui che senza di lui. Sono ormai un 30enne, queste cose non mi toccano troppo perché sono professionista”. Infine, sull’argomento campionato ha concluso:  “Non siamo al livello che vogliamo. Riconosciamo l’importanza e il valore della partita di domani e vogliamo dare una grande soddisfazione ai nostri sostenitori che verranno domani allo stadio, Sfrutteremo il fattore campo, è una delle partite più importanti della stagione”.



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Personaggi storici SS Lazio: Giuseppe Signori

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Nel giorno del suo  compleanno vogliamo parlarvi di un giocatore che è stato tra i più forti e prolifici attaccanti della storia della nostra Lazio. Stiamo parlando di Giuseppe Signori che ha vestito la maglia biancoceleste per ben sei stagioni.

Giuseppe Signori nasce ad Alzano Lombardo (BG) il 17 febbraio del 1969. Inizia la sua carriera nelle giovanili dell’Inter nel lontano 1981, per poi passare ai dilettanti del Leffe dove restò dal 1984 al 1986 segnando 8 reti. Nella cittadina seriana Giuseppe non fa solo il calciatore, ma lavora anche nello stabilimento del presidente della squadra, dove grazie al suo diploma di perito tecnico, ripara i macchinari guasti.

Nel 1986 Signori passa al Piacenza in Serie C1 e con la squadra emiliana fa anche il suo esordio in Coppa Italia nella gara del 31 agosto contro il Campobasso. Nella stagione successiva, però, viene ceduto in prestito al Trento e Giuseppe è molto deluso per questa scelta, visto che a Piacenza era cresciuto come calciatore ascoltando i consigli dei più esperti. Dopo questa avventura torna al club biancorosso in Serie B e vi rimane fino al termine della stagione, quando il club retrocede in Serie C1. In questi tre anni segna 9 reti giocando con continuità.

Nonostante queste esperienze non positive Beppe riesce comunque ad essere apprezzato da Zdenek Zeman che lo vuole a tutti i costi nel suo Foggia. Così il giocatore si trasferisce in Puglia, nel 1989, dove gli viene affidato il ruolo di punta, nonostante fino a quel momento avesse giocato solo come mezz’ala. Nella città foggiana si consacra definitivamente segnando 26 reti in due stagioni e trascinando il Foggia in Serie A. Così nella stagione successiva fa il suo esordio in Serie A il 1° settembre 1991. Vince anche il premio Calciatore d’Oro per la stagione 1991/92 visti i suoi continui miglioramenti.

beppe-signori-lazio-ansa-17121995_352-288Viste le sue ottime prestazioni nel 1992 Signori si trasferisce alla Lazio per 8 miliardi di lire. Viene acquistato da Sergio Cragnotti ed è così che comincia la storia di Beppe con i colori biancocelesti. Esordisce con la nuova maglia il 6 settembre 1992 e segna subito una doppietta contro la Sampdoria. Chiude la sua prima stagione in biancoceleste con 26 reti in 32 partite e trascina la Lazio al quinto posto e quindi in Coppa Uefa. Beppe diventa ben presto un idolo per i tifosi grazie alle sue magnifiche reti. In questa stagione arriva anche il primo titolo di capocannoniere della Serie A.

Così arrivò la chiamata in Nazionale per i Mondiali del 1994. Signori però gioco come attaccante solo nella prima partita contro l’Irlanda, poi fu sempre schierato a centrocampo da Arrigo Sacchi. L’impegno e la determinazione gli consentirono comunque di giocare delle ottime partite. Anche grazie ai suoi assist in partite importanti, come contro la Norvegia o la Spagna, l’Italia arrivò in finale. Nella semifinale contro la Bulgaria però si rifiuta di entrare nei titolari perché non voleva essere schierato ancora come centrocampista, così a causa di ciò saltò anche la finale contro il Brasile. Tutti sappiamo come andò quella finale, nella quale Beppe non entrò mai in campo, l’Italia perse ai rigori e si accontentò del secondo posto. In totale con la Nazionale Signori ha collezionato 28 presenze e 6 reti tra il 1992 e il 1995.

beppe-signori-lazio-ansa-04021996_352-288Alla Lazio Beppe resta fino al 1997 collezionando 129 reti in 152 presenze, piazzandosi così al secondo posto nella speciale classifica dei cannonieri biancocelesti secondo solo a Silvio Piola. Non vince niente con la Lazio a livello di squadra ma personalmente si aggiudica tre classifiche dei cannonieri nel 1992/93, nel 1993/94 e nel 1995/96 ed i premi Guerin d’Oro 1992/93, ERG Sportsman dell’anno 1992/93. Proprio l’alto rendimento della Lazio nelle stagioni in cui Signorì segno di più convinse i dirigenti a potenziare ancora di più quella squadra che a cavallo del secolo vincerà quasi tutto. Queste le cifre impressionanti degli anni successivi in biancoceleste:  1993/94 – 23 reti in 24 partite; 1994/95 – 17 reti in 27 partite; 1995/96 – 24 reti in 31 partite; 1996/97 – 15 reti in 32 partite; 1997/98 – 2 reti in 6 partite. Inoltre nelle coppe italiane, nei 6 anni trascorsi alla Lazio, disputa 24 incontri e segna 17 reti mentre nelle coppe europee mette a segno 3 reti in 19 partite. Gli anni più prolifici sono sotto la gestione Zeman, già suo maestro al Foggia.

A Roma Signori diventa così  un giocatore apprezzatissimo dai tifosi. Tanto che quando l’11 giugno 1995, quando l’allora Presidente Sergio Cragnotti annuncia la cessione del bomber al Parma, la notizia innesca la protesta dei tifosi laziali. Questi si riversano in massa nelle strade della capitale con destinazione via Novaro, dove ha sede la società, per contestare la partenza del giocatore. Così Cragnotti è costretto, nella sera di quello stesso giorno, a comunicare l’interruzione di ogni trattativa. Beppe viene comunque ceduto nel dicembre del 1997 alla Sampdoria. La Lazio acquistò Roberto Mancini e il nuovo allenatore Sven-Goran Eriksson fece giocare con il contagocce Signori, nonostante Beppe segni la maggior parte dei gol della Lazio in Coppa Italia (i biancocelesti vinceranno poi quella edizione). Il tecnico svedese con il nuovo modulo, il 4-4-2, non schiera quasi mai il giocatore, che accusa anche dei problemi fisici alla schiena e a malincuore i tifosi lo vedono partire per Genova. Così si conclude la storia di Beppe con la maglia della Lazio, una storia bellissima che ha eletto Signori come uno dei giocatori più forti della storia biancoceleste e più apprezzati dai tifosi laziali.

Nelle stagioni successive, dopo la Sampdoria, Signori giocherà al Bologna, dove ritroverà la sua vena realizzativa, all’Iraklis, in Grecia e infine al Sopron, in Ungheria, dove chiuderà la sua carriera.

Nonostante la sua piccola statura Beppe è stato un attaccante dotato di grande tecnica, imprevedibile, rapido, potente e precisissimo al tiro (prediligeva il sinistro incrociato sul secondo palo), bravissimo nelle situazioni di velocità e sui calci piazzati che indirizzava con grande precisione. Tanto che era uno dei pochi calciatori a saper tirare i calci piazzati da fermo, risultando essere infine uno dei giocatori con la più alta percentuale realizzativa in campionato.

Noi di Since abbiamo voluto così raccontarvi la storia di Giuseppe Signori esclusivamente come calciatore, senza soffermarci sulla questione calcio scommesse che ha coinvolto il giocatore negli ultimi tempi, per farvi ricordare le grandi gesta di questo campione. Un campione che abbiamo avuto l’onore di poter ammirare con la maglia della nostra Lazio.



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Lazio, ascolta Chiesa: ” Serve continuità nei risultati. Hai possibilità e qualità per la qualificazione!”.

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In occasione della partita di Europa League di Giovedì 18 Febbraio, Galatasaray-Lazio, la redazione di LazioPress.it ha contattato un ex attaccante biancoceleste, attualmente allenatore, Enrico Chiesa. 

Ricordiamo che il genovese, classe ’70, approdò alla Lazio nell’estate del 2002, dopo varie esperienze in grandi club come la Fiorentina, e nell’estate del 2003 passò alla neopromossa Siena.

La Lazio quest’anno sta realizzando un campionato particolare, coronato da alti e bassi. Cosa ne pensi?

“La Lazio vera è quella che ha vinto a San Siro e a Firenze. Sono difficili da spiegare tutti questi alti e bassi. L’anno scorso ha fatto una bellissima stagione, cosa che non si sta ripetendo affatto quest’anno. I giocatori non stanno rendendo come nella passata stagione, però è una squadra che ha qualità. Manca la continuità nei risultati. Certo, l’infortunio di De Vrij ha influito molto, la sua perdita equivale a perdere un centravanti da 20 gol. E’ un difensore straordinario, tuttavia non deve essere un alibi il suo infortunio”.

Contro il Verona, partita non facile visti i precedenti contro l’Inter, si è vista una Lazio più offensiva e cinica. Di chi è il merito?

“Ha questi alti e bassi. Quando ha la giornata giusta è una squadra che diverte, gioca bene e fa gol. Bisogna capire qual è la vera Lazio, quella di Verona o quella che pareggia a Bologna con fatica. Sicuramente, la presenza di giocatori più freschi che danno qualcosa in più può contribuire positivamente. La Lazio ha comunque delle capacità tecniche superiori a molte altre. Il problema è sempre lo stesso: trovare continuità nei risultati”.

Giovedì sarà la volta di Galatasaray-Lazio, che partita ti aspetti? E’ un’impresa impossibile o la Lazio può proseguire il suo cammino in Europa?

“Le possibilità di passare ci sono. Non può permettersi di sbagliare la partita di andata e pensare di recuperare tutto al ritorno in casa perché il campo europeo è molto difficile. Lì il problema più grande è l’ambiente, c’è molta pressione e la tifoseria è molto calda. Tecnicamente è superiore senza dubbio, se gioca da Lazio la qualificazione è nelle sue mani. Passare il turno per loro sarebbe un gran successo, arrivati a questo punto andare avanti conta. L’Europa è una medicina per la Lazio”.

Con la maglia biancoceleste hai vissuto la semifinale di Coppa Uefa contro il Porto, che emozioni si vivono in quei momenti?

“Quella partita la perdemmo 4-1 all’andata e rovinammo il ritorno, ecco perché dico che la partita d’andata è determinante, soprattutto in trasferta. Conta giocarsi la partita a viso aperto, stare attenti e sfruttare le proprie chance già nella prima sfida. Poi sono solo due partite: o dentro o fuori, non puoi permetterti di sbagliare”.

Hai trascorso solo un anno a Roma, cosa ti ha lasciato la Lazio?

“E’ stato un anno particolare perché venivo da un infortunio, giocavo ma non con continuità e questo mi ha creato dei problemi perché la forma fisica non era al 100%. E’ stato comunque un anno intenso, vestire la maglia della Lazio vuol dire giocare un calcio di alto livello, in un ambiente ricco di pressioni”.

Che ricordi hai dei tifosi biancocelesti?

“Io ricordo le emozioni prima e durante il derby. Nei giorni precedenti c’erano 5000 persone a Formello. Lì ti senti veramente giocatore perché  vivi il calcio in modo incredibile. I tifosi erano vicinissimi alla squadra, incredibili. Nei derby entravamo in campo e non riuscivamo a sentire nemmeno i compagni che ti parlavano per il gran tifo. Nonostante i problemi attuali, il tifoso laziale è stato sempre vicino alla squadra”.

A maggio dove ti aspetti di vedere la Lazio? Riuscirà a raggiungere la zona Europa?

“Non è facile, perché lì davanti corrono. Non dipende solo da lei, deve fare i risultati e sperare che gli altri rallentano. Quest’anno c’è stato un’involuzione negativa. Dal di fuori non si possono capire molte cose. Oggi è una squadra non ha una propria identità, vince con le grandi poi subisce delle sconfitte clamorose, non riesce a mantenere la concentrazione per molto tempo: altrimenti avrebbe potuto giocarsela con le altre perché la qualità ce l’ha. Purtroppo ci sono stati anche molti infortunati, assenze pesanti che per fare un buon campionato sono determinanti. Pioli ogni domenica ha dovuto inventarsi una formazione diversa a causa della lunga fila degli indisponibili”.

Fonte: http://www.laziopress.it/2016/02/16/esclusiva-chiesa-la-lazio-non-puo-sbagliare-giovedi-ha-le-qualita-per-passare-il-turno-basta-alti-e-bassi-serve-continuita/

 



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Il dg del Frosinone Salvini: “Lazio superiore, ma con umiltà possiamo vincere”. Ciofani: “Dobbiamo ripetere la gara d’andata”

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La Lazio vola a Istanbul per l’andata dei sedicesimi di finale d’Europa League per quello che, considerando la posizione di classifica in campionato, rappresenta l’appuntamento cruciale della stagione biancoceleste. Intanto il Frosinone continua a preparare la sfida che andrà in scena domenica prossima alle ore 18 al “Matusa”. Dopo aver espugnato il difficilissimo campo di Empoli, la formazione guidata dall’ex centravanti di Napoli e Torino Roberto Stellone crede sempre più all’impresa chiamata salvezza: in virtù dei risultati dell’ultimo turno di campionato il quartultimo posto ora dista solamente tre lunghezze, un divario abbordabile a 13 turni dal termine. Il direttore generale della società gialloblu, Ernesto Salvini, è intervenuto al termine della cerimonia di premiazione del “Premio Coni 2015 Regione Lazio” per analizzare il momento della squadra ciociara: “Il cammino salvezza è complicatissimo; prima di Empoli eravamo con un piede nella fossa. Abbiamo mandato giù molti bocconi amari e mi riferisco soprattutto ai calciatori. Il leone era stato colpito forte ma a Empoli ha tirato fuori l’orgoglio ed ha dato la zampata per tornare in corsa”. Lo stesso dg termina il suo intervento presentando proprio la sfida contro la Lazio: “Occorre fare punti anche con una delle presunte grandi. E’ una squadra di livello superiore al nostro ma la salvezza passa anche dal conquistare punti laddove sembra impossibile. Affronteremo l’impegno con umiltà, senza pensare all’andata (2-0 per gli uomini di Pioli, ndr): la Lazio sembra ritornata sulla strada giusta, ha campioni, un allenatore bravo e maggiore esperienza, però ce la giocheremo”. E a parlare del match di domenica del “Matusa” ci ha pensato anche il capitano dei ciociari, il bomber classe 1985 Daniel Ciofani, autore della doppietta che ha regalato i tre punti a Empoli. “Loro (la Lazio, ndr) sono in ripresa, ma noi speriamo di ripetere la gara dell’andata, finora la nostra migliore partita in trasferta“. Il match a cui si riferisce l’attaccante del Frosinone è proprio la gara disputata allo Stadio Olimpico un girone fa, quando la formazione biancoceleste è riuscita a sbloccare l’incontro a 10 minuti dal termine con una giocata d’alta del subentrato Keita Balde, capace di superare il muro eretto dalla difesa gialloblu fino a quell’istante con un gran destro terminato all’angolino dal limite dell’area di rigore. Per la cronaca, l’altra rete è stata firmata nel quarto minuto di recupero dall’attaccante serbo Filip Djordjevic.

Intanto la Lazio, attraverso un comunicato apparso sul sito ufficiale, ha annunciato l’apertura della vendita dei tagliandi per la gara Frosinone – Lazio del 21 febbraio dalle ore 9 di mercoledì 17 febbraio. Potranno accedere allo Stadio Comunale “Matusa” solamente i tifosi biancocelesti residenti a Roma e Provincia in possesso della Fidelity Card-Tessera del Tifoso Millenovecento. Il biglietto potrà essere acquistato presso i punti vendita aderenti al circuito BookingShow. Nello stesso comunicato, la società riferisce che dalle ore 12:00 di venerdì 19 febbraio saranno essi in vendita i biglietti per il prossimo match casalingo dei biancocelesti, che vedrà la Lazio ospitare il Sassuolo di Di Francesco lunedì 29 febbraio alle ore 19.00.



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Il Premio Coni Lazio assegnato a Maurizio Manzini

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Una colonna della Lazio, dal 1988 ad oggi fedele alla prima squadra della Capitale. Ed ecco un riconoscimento alla dedizione, allo sforzo e alla buona volontà di un grande uomo laziale. Infatti, presso la Sala Tevere della Presidenza della Regione Lazio si è svolto il terzo Premio Coni Lazio, alla presenza di atleti, tecnici, dirigenti e società sportive che si sono particolarmente distinti nel corso della stagione passata.

Il destino ha voluto che questo premio fosse andato a Maurizio Manzini, team manager della Lazio, ed è stato premiato dal Presidente del Coni Lazio, Massimo Viola. Tramite comunicato, sono arrivate le motivazioni che hanno portato a questo importante riconoscimento: “Dal 1988 al 2016 su una panchina. Nessuno in Europa come lui. Quarantacinque anni alla Lazio prima da collaboratore e poi da direttore sportivo. Maurizio Manzini, è il dirigente che più di ogni altro in serie A si è seduto al fianco di allenatori. Guide tecniche che sono cambiate inevitabilmente lasciando a lui la linea di continuità. Da Tommaso Maestrelli ad Eugenio Fascetti, da Dino Zoff a Stefano Pioli passando per tanti altri mister che si sono alternati in biancoceleste. Uomo dei cambi in campo e spesso delle relazioni con arbitri e delegati, è il team manager per antonomasia. Con lui ogni trasferta è sempre preparata in ogni dettaglio non lasciando mai nulla al caso per professionisti esigenti come lo sono in particolare i calciatori di Serie A. Utilizzato dalla Società Sportiva Lazio in diversi ruoli conosce perfettamente cinque lingue e potrebbe scrivere il libro più completo della storia biancoceleste degli ultimi anni. È la memoria storica avendo vissuto gli anni più difficili e le vittorie più esaltanti allo stesso tempo. Con discrezione e professionalità è stato protagonista in panchina nei due scudetti laziali. Quello del 1974 con Tommaso Maestrelli a cui lo legava un rapporto speciale e quello con Eriksson vincendo due coppe internazionali, non ultime la Coppa delle Coppe e la Supercoppa Europea, cinque Coppe Italia e tre Supercoppe nazionali. Trofei che spesso ha dovuto gestire e portare in visita ai tifosi”.

Nel primo pomeriggio sono arrivate le parole di ringraziamento dello stesso team manager laziale durante gli allenamenti del pomeriggio ai microfoni di Lazio Style Channel: “Il comitato dei giornalisti ha ritenuto di dovermi gratificare con questo riconoscimento che mi inorgoglisce e mi rende molto lieto. Anche se, come ho già detto, sono io che devo ringraziare tutti quelli che mi hanno consentito in questi anni di vivere questo sogno. Ringrazio quindi Lenzini, Maestrelli, Calleri, Longo, fino all’attuale presidente Claudio Lotito. Chi fa della sua passione il suo lavoro non può che esserne grato”.

Un riconoscimento stupendo per una persona stupenda, un pilastro della nostra società.. complimenti Maurizio!!



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Personaggi storici SS Lazio: Angelo Peruzzi

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Angelo Peruzzi in maglia biancoceleste: miglior portiere della Lazio nella top 5 definitiva.
MILAN - APRIL 27: Angelo Peruzzi of Lazio in action during the Serie A match between Inter Milan and Lazio, played at the Giuseppe Meazza San Siro Stadium in Milan, Italy on April 27 2003. (Photo by Grazia Neri/Getty Images)

Nel giorno del suo 46 compleanno vogliamo raccontare  la storia di un giocatore che è riuscito, nonostante il suo avvio di carriera alla Roma, a farsi apprezzare da tutti i tifosi della Lazio per la sua grinta e le sue caratteristiche tecniche. Stiamo parlando di Angelo Peruzzi che ha difeso la porta della squadra biancoceleste per ben sette stagioni.

Angelo Peruzzi nasce a Blera (VT) il 16 febbraio del 1970 e ha iniziato la sua carriera da calciatore nelle giovanili della Roma, squadra con la quale ha esordito in Serie A a soli 17 anni il 13 dicembre del 1987. In quell’occasione sostituisce il portiere titolare Franco Tancredi colpito da un petardo. Rimane con i giallorossi per altre due stagioni, giocando come secondo portiere e collezionando in total e 13 presenze. Nel 1989 va in prestito al Verona, dove rimane per una stagione, giocando come portiere titolare. A fine stagione però la squadra scaligera retrocede in Serie B e Peruzzi torna alla Roma. Nel 1990-91 inizia la stagione come portiere titolare, ma poi viene squalificato 12 mesi per doping, perché giudicato positivo ala fentermina.

Scontata la squalifica viene acquistato nel 1991 dalla Juventus, dove resta fino al 1999. Nella prima stagione a Torino fa da riserva a Stefano Tacconi, poi dalla stagione 1992-93 diventa titolare fisso tra i pali bianconeri. Peruzzi diventa così uno dei protagonisti del periodo d’oro bianconero, vincendo molteplici trofei sia in Italia che in Europa, come la Champions League e la Coppa Intercontinentale. In questo periodo viene soprannominato “cinghiale”, per la sua possente stazza fisica, dal compagno di squadra Angelo Di Livio.

Nel 1998-99 gioca la sua ultima stagione a Torino e in quella successiva passa all’Inter. A Milano però resta solo una stagione. Con l’arrivo di Sebastian Frey tra i pali nerazzurri per Peruzzi, infatti, non c’è più spazio e il portiere passa così alla Lazio.

Ecco quindi che nel 2000 Peruzzi incrocia la sua storia con quella della prima squadra della capitale. Alla Lazio Peruzzirimane per sette anni, collezionando un totale di 192 presenze, vincendo anche la Supercoppa Italiana nel 2000 e la Coppa Italia nel 2004. Inoltre in diverse occasioni, come durante il derby del 6 gennaio 2005, vinto dalla Lazio, ha indossato la fascia di capitano. Con la squadra biancoceleste rimane fino al giorno del suo ritiro, avvenuto il 20 maggio del 2007. Quel giorno Peruzzi giocò nei minuti finali della sfida contro il Parma conclusasi 0-0 e chiuse la sua carriera da professionista con 620 presenze totali nei club. Gli anni alla Lazio sono stati per il portiere di Blera molto prolifici e ricchi di soddisfazioni. A Roma inoltre ha lasciato un ottimo ricordo tra i tifosi.

Con l’Italia il portiere laziale ha collezionato 43 presenze totali tra Under 21 e Nazionale maggiore, vincendo l’europeo Under 21 nel 1992 e il Campionato Mondiale nel 2006, anche se in questo torneo non scese mai in campo.

Tecnicamente Peruzzi è stato agilissimo nonostante il fisico possente ed estremamente completo come portiere. Il suo stile era essenziale ma anche acrobatico in caso di necessità. Dotato di temperamento, riflessi e senso della posizione, dava il meglio di sé nelle uscite basse, tanto che infondeva tranquillità e sicurezza nella retroguardia. A proprio agio anche lontano dalla linea di porta, talvolta si rendeva protagonista di tempestivi interventi anche fuori dall’area di rigore. Gli unici punti deboli erano le uscite alte e la tendenza agli infortuni.

Noi di Since abbiamo voluto raccontare la sua storia per omaggiare la sua grande carriera, nella quale Peruzzi ha vinto praticamente tutto e nella quale ha giocato anche con la nostra Lazio, ricamandosi un posto da protagonista nelle sue sette stagioni in biancoceleste.



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Si lavora al rinnovo di Biglia ma l’argentino tentenna, Onazi fa visita al Werder Brema

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Continua l’operazione rinnovi in casa Lazio. Il direttore sportivo Igli Tare, dopo aver prolungato i contratti di Marchetti, Lulic e Cataldi, sta lavorando per assicurarsi la permanenza a Formello del capitano biancoceleste Lucas Biglia. Il contratto attuale dell’argentino scadrà tra 2 anni, il 30 giugno 2018, ma le parti stanno lavorando per prolungare l’accordo con tanto di adeguamento. Tare e Lotito continuano il pressing sul centrocampista dell’Albiceleste che dal canto tuo continua a temporeggiare. Il “Principito” non è infatti convinto e starebbe valutando l’ipotesi del grande salto in una big d’Europa. D’altronde questa sarebbe per lui l’ultimo contratto europeo, alla luce dei suoi 30. Una scelta che sarà certamente legata anche ai risultati sportivi raggiunti dalla Lazio, oggi a 9 punti dalla zona Europa League. Gli estimatori di certo non mancano in giro per l’Europa, con il Manchester United sempre vigile sulla situazione dell’argentino. Il sogno di Biglia è disputare la Champions League, il grande rimpianto di questa stagione biancoceleste; nonostante le parole di Tare degli ultimi giorni (“Biglia e Candreva non vogliono andare via“, ndr), il centrocampista laziale è molto deluso dal non mercato della società di questa estate, che non ha permesso alla squadre di disputare la competizione per club più importante d’Europa e dunque nonostante la volontà della dirigenza e il calore dei tifosi potrebbe decidere di salutare a fine stagione.

L’insolito weekend libero dei calciatori biancocelesti ha regalato un colpo di scena di mercato. Eddy Onazi è stato infatti sorpreso sulle tribune del Weserstadion di Brema in occasione della partita tra i padroni di casa del Werder e l’Hoffenheim, sfida salvezza terminata sul risultato di 1 a 1. A lanciare l’indiscrezione è il magazine tedesco “Kicker”, che al termine del match ha intervista il direttore sportivo dei Grün-Weißen Thomas Eichin, che ha subito glissato: “Non so nulla, non ho idea del perché fosse qui“. Quella di Onazi sarebbe stata solamente una visita di cortesia, come confermato dal suo agente Stephen Makinwa: “Ormai il mercato è chiuso. Probabilmente era lì per salutare il suo compagno di Nazionale. In questo momento pensa solo alla Lazio“. Il nigeriano di cui parla l’ex calciatore della Lazio è Anthony Ujah, attaccante del Werder Brema. Tuttavia proprio il club teutonica ha cercato con insistenza il centrocampista biancoceleste prima di fiondarsi sul maliano dell’Olympiakos Sambou Yatabaré. Non è dunque esclusa l’ipotesi di un ritorno di fiamma la prossima estate.



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Tare: “Con l’innesto dei giovani abbiamo creato le basi di una squadra con un grande futuro davanti”

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Manca poco all’incontro di giovedì contro il Galatasaray, ieri la squadra ha ripreso ad allenarsi con mister Pioli ed è pronta a partire per l’Europa League. È pressocché impossibile prevedere cosa accadrà giovedì ad Istanbul ma il direttore sportivo della Lazio Igli Tare sembra avere piena consapevolezza delle difficoltà e delle gioie che la Lazio sta vivendo. Intervenuto ai microfoni di Radiosei, ha spiegato che le scelte fatte dalla dirigenza nel periodo di calciomercato, probabilmente, sono state quelle sbagliate. La Lazio, nonostante abbia un organico ricco di giocatori “big” è ancora ferma al nono posto in classifica; secondo il DS, cedere uno di questi giocatori avrebbe giovato al bilancio della squadra e avrebbe portato un ricambio nell’organico:

“È stato un errore non cedere un big, abbiamo rifiutato offerte per 150 milioni con la speranza di dare forza al progetto”.

Eppure i summenzionati “big” sono gli stessi giocatori che lo scorso anno hanno portato la Lazio al terzo posto, quest’anno però la squadra sembra che non voglia decollare. Pioli qualche tempo fa affermava che il mix tra giocatori di grande esperienza e giocatori più giovani avrebbe funzionato bene, Tare ha fiducia nei più piccoli: “Con l’innesto dei giovani abbiamo creato le basi di una squadra con un grande futuro davanti. Non credo che Biglia e Candreva abbiano l’idea di andare via. E per lasciare devono trovare di meglio”.

Qualcuno ha accusato il direttore sportivo di negligenza, quasi come se la responsabilità della squadra fosse tutta di Tare, alle critiche lui risponde così: “La Lazio non è di Tare, è di tutti quanti”. Un piccolo intervento sulla delusione dei tifosi: “Li capisco, ma devono starci vicini”.



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Comunicato Curva Nord: “Per Lazio-Atalanta tutti a tifare a Tor di Quinto”

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Curva Nord Lazio diserta Juventus-Lazio: "Nessuno striscione dai tifosi biancocelesti"

Non si ferma la protesta della Curva Nord a causa delle barriere che stanno dividendo le curve all’interno dello stadio Olimpico. Quello che è stato fatto fino ad ora sembra non essere servito a nulla visto che la posizione del prefetto Gabrieli è rimasta irremoviile, così la curva biancoceleste ha deciso di continuare la protesta, ma non vuole che questa possa dividere il tifo laziale. Ecco quindi che la Nord ha deciso di lanciare un’iniziativa per la partita tra Lazio e Atalanta di domenica 13 marzo, iniziativa con la quale vuole raccogliere tutti i tifosi laziali a Tor di Quinto per vedere la partita tutti assieme, anche se all’esterno dello stadio.

Questo il comunicato trasmesso dalla Nord durante il programma radiofonico ‘I Laziali Sono Qua’:

In occasione della partita Lazio-Atalanta del giorno domenica 13 marzo 2016, la Curva Nord Lazio vuole tornare a vivere la partita casalinga come piace a noi e com’è sempre stato: tutti uniti, compatti e senza barriere, vetrate divisorie o inutili e mortificanti limitazioni. L’appuntamento è a Via del Baiardo (Campo Tor di Quinto), a partire dalle ore 12:00, dove sarà allestito un maxischermo e uno spazio in grado di contenere tutto l’amore e l’entusiasmo che vorrete portare. Bandiere, voce e cuore, per dimostrare ancora una volta che la Lazio non è di nessuno se non dell’amor di chi la vive… Avanti Laziali… Avanti Curva Nord!!!”.



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Su Facebook nasce la pagina “Vogliamo Mark Zuckerberg presidente della Lazio”

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La goliardia della tifoseria laziale si sa è molto varia ed è proprio così che nasce la pagina Facebook ” Vogliamo Mark Zuckerberg presidente della Lazio“. Pagina che attualmente conta oltre 3.000 seguaci e siamo certi che, i fans cresceranno. Ovviamente questa è solo una provocazione come gli stessi fondatori vogliono precisare. Ma come nasce questa iniziativa? Ma sopratutto perché è nata?

La risposta è molto semplice, far capire a questa società che i tifosi della Lazio sono stufi della gestione della società sia a livello di mercato che a livello di immagine. Leggendo i vari commenti nella pagina i tifosi sognano già una eventuale dirigenza formata da uomini laziali, con Paolo Di Canio neanche a dirlo capo bandiera. Alcuni addirittura sognano Mark Zuckerberg presidente finanziatore e Sergio Cragnotti presidente. Inoltre la casa della Lazio per alcuni tifosi dovrebbe essere il ristrutturato Stadio Flaminio.

Ora non è detto che il fondatore di Facebook saprà mai di questa iniziativa, ma la speranza è l’ ultima a morire. Noi intanto vi invitiamo a mettere il “Mi piace” e condividere questa iniziativa. Anche perché Zuckerberg ha fatto le sue fortune proprio sul social e chissà se questa potrà mai essere anche fortuna del popolo laziale.

ECCO IL LINK DELLA PAGINA: https://www.facebook.com/Vogliamo-Mark-Zuckerberg-presidente-della-Lazio-591119794379713/

 



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Anche Pulici dice la sua sul Flaminio: “Fa parte della storia della Lazio”

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Felice Pulici storico portiere della Lazio dello scudetto 73-74 ed ex dirigente biancoceleste, ha voluto dire la sua sulla situazione in cui versa lo Stadio Flaminio, che è stato definito da alcuni come un urinatoio. Pulici, che ha collezionato ben 202 presenze con la maglia della Lazio, ha rilasciato queste parole alle frequenze 105.8 di Radio Olympia:

“Lo stadio Flaminio è della S.S. Lazio, deve essere onorato, riportandolo al prestigio che merita, secondo la storia, la tradizione e il monumento nel tempio del calcio che rappresenta. Nessuno osi rovinarlo pensando ai propri e unici interessi. Finalmente lo stadio Flaminio, anche in previsione delle future olimpiadi per Roma 2024, tornerà a risplendere, regalandoci nuovamente le emozioni di un tempo”. Ha poi aggiunto: “I politici non ci provino nemmeno a strumentalizzare il Flaminio per motivi elettorali, sono certo che verrà ristrutturato e riutilizzato dalla Lazio perchè fa parte della storia biancoceleste”.

Il pensiero di Pulici è quello che noi tutti tifosi laziali auspichiamo, se Lotito vuole farsi amare dai suoi tifosi e dare un forte segnale di lazialità ha l’obbligo di ridare lustro e splendore a uno stadio che per l’ appunto fa parte della gloriosa storia biancoceleste.



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Cataldi in Nazionale maggiore? Conte ci pensa seriamente

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u21 cataldi

Tra i protagonisti in positivo di questa stagione altalenante della Lazio c’è sicuramente Danilo Cataldi, che con le sue buone prestazioni a centrocampo si è guadagnato la stima non solo dei tifosi laziali, ma anche di molti addetti ai lavori nel mondo del calcio. La stagione di Danilo è stata fin qui ricca di soddisfazioni, dopo il primo goal in Serie A contro il Chievo, le ottime prestazioni in maglia Under 21 (tra cui la rete del pareggio contro la Serbia) è arrivata anche la gratificazione del prolungamento del contratto con la Lazio per altri quattro anni fino al 2020. Un accordo che non è mai stato in discussione visto il grande amore di Danilo per i colori biancocelesti, colori che ama fin da ragazzino.

Non solo questo, però, per il giovane centrocampista romano, come riportato durante la consueta stampa di RadioSei, infatti, la stagione di Danilo potrebbe prendere una svolta inaspettata e arricchirsi di un’altro grande riconoscimento. Le buone prestazioni delle ultime settimane potrebbero anche valere per il numero 32 la chiamata di Antonio Conte e quindi la convocazione in Nazionale maggiore. Il CT dell’Italia lo sta osservando da parecchio tempo e se il giovane biancoceleste troverà la continuità giusta riuscirà probabilmente a strappare anche una chiamata. La convocazione per l’Europeo è forse un sogno troppo grande per il ragazzo, ma la prima convocazione, invece, potrebbe lecitamente arrivare e sarebbe il giusto riconoscimento per il ragazzo di Ottavia. Questa convocazione rappresenterebbe la ciliegina sulla torta di un periodo in cui Cataldi sta dimostrando veramente di che pasta è fatto, nel quale sta giocando davvero bene. Dopo aver indossato tutte le maglie delle giovanili della Nazionale, ora quindi sembra arrivato il momento di indossare anche quella della Nazionale maggiore e Danilo se la meriterebbe tutta.



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Rocchi fa festa in Ungheria: doppietta con il Tatabanya e 200 gol tra i professionisti

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Tra i tanti ex laziali in giro per il mondo ce n’è uno che molti tifosi laziali non dimenticheranno mai. Stiamo parlando di Tommaso Rocchi, ex capitano e attaccante della nostra Lazio, emigrato in Ungheria per giocare ancora a calcio, la sua grande passione. Infatti l’ex numero 9 biancoceleste, dopo una lunga carriera passata in Italia, ora è un giocatore del Tatabánya, squadra di terza divisione ungherese. Nella città ungherese Rocchi ha trovato un’altro ex laziale, Bruno Giordano, che tanto l’ha voluto in maglia bianco-blu.

L’attaccante veneziano ha raggiunto, proprio con il Tatabánya, il traguardo delle 200 reti tra i professionisti, grazie alla doppietta firmata ieri contro il Sarvar, nell’incontro vinto dalla sua squadra per 5-1. Due gol dei suoi da attaccante di razza, con tanto di linguaccia annessa per esultare e a fine gara l’abbraccio con Giordano per festeggiare la vittoria. Dopo tanti goal nel Bel Paese, quindi, ora Tommaso continua a segnare anche all’estero, anche nel paese del grande Ferenc Puskás. E pensare che la sua prima rete tra i professionisti arrivò con la maglia del Pro Patria in Serie C quasi vent’anni fa. Sono arrivati poi i tanti goal con l’Empoli e poi ancora le 105 reti messe a segno con la Lazio. Proprio con la maglia con l’aquila sul petto Rocchi ha segnato il numero maggiore di goal nella sua carriera, piazzandosi così al quinto posto nella classifica dei migliori marcatori di sempre in maglia rocchi-ungheriabiancoceleste. Tante le reti importanti, come quella in Supercoppa contro l’Inter, passando per il goal del 3-1 nel derby e per il 100° goal contro il Cagliari.

Nonostante l’addio burrascoso con la Lazio, fu infatti ceduto all’Inter a Gennaio del 2013 perché a Roma giocava molto poco, Rocchi ha sempre dichiarato il suo amore per i colori biancocelesti, tanto che in un’intervista rilasciata tempo fa dichiarò: “Dopo 9 anni di Lazio sono diventato laziale, lo sarò per sempre”. Ora, anche lontano dall’Italia, Tommaso continua ad avere la Lazio nel cuore e continua a fare quello che ha sempre saputo fare meglio, segnare tanti goal per far vincere la sua squadra.



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Castrogiovanni: “Il rugby è una festa”, Parisse: “Orgoglioso del nostro sport”

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Come avete ovviamente notato, Lazio-Verona si è disputata giovedi sera. Questo perchè domani a riempire l’Olimpico non sarà una squadra di calcio ma la nazionale italiana di rugby, che continua a trasmettere felicità e passione nonostante le ultime uscite sfortunate in Six Nations.

Alla vigilia del match di domani, Martin Castrogiovanni ha detto la sua ai microfoni di Repubblica.it, andando a toccare anche il delicato argomento dell’Olimpico calcistico sempre più deserto: “Domani lo stadio sarà tutto esaurito? Il rugby è una festa. Però i calciatori non sono mica diversi da noi. Il problema è che nel loro mondo c’è troppa pressione: le tv, il business. Finisce che si dimentica che stiamo giocando, e in qualche modo educando le persone che vengono a vederci. Per dare il buon esempio bisogna essere sereni. Come quelli del rugby”

Anche il capitano degli azzurri, Sergio Parisse, ha espresso la propria opinione, definendosi soddisfatto del proprio lavoro e del riempimento dello stadio: “Per noi è un grandissimo piacere sapere che lo stadio Olimpico sarà esaurito. Sono orgoglioso che il nostro sport attiri tanta gente, siamo una Nazionale magari non vincente come altre, ma continuiamo a portare pubblico allo stadio e per questo sono contento. Per noi è una responsabilità per fare una grandissima prestazione”



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Lazio Primavera, tre punti importantissimi contro il Latina in rimonta

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Al “Fersini” di Formello la Lazio Primavera ha battuto per 2-1 i pari età del Latina, conquistando così 3 punti fondamentali per alimentare le speranze di arrivare direttamente alla fase finale del torneo senza ricorrere ai play-off (ricordiamo che solo le prime 2 di ogni girone avanzano direttamente alle final eight, mentre le terze, quarte e le migliori quinte dovranno scontrarsi per guadagnarsi i due posti rimanenti).

A causa di un ritardo degli ospiti il match viene posticipato di 15 minuti ed è subito divertente, con Rossi che nei primi 5 minuti di gioco impegna l’estremo difensore nerazzurro Loliva per ben due volte, ma senza fortuna. Al 6° minuto arriva la prima risposta del Latina, che con Atiagli sfiora la rete. Continui capovolgimenti di fronte per tutto il primo tempo, con i padroni di casa che pungono più degli ospiti ma non arrivano al gol, nonostante un ispiratissimo Murgia che mette al centro molti palloni invitanti, ma che non vengono sfruttati dai compagni di squadra. Nella prima frazione per il Latina da segnalare l’azione personale di Sbordone, che rientra e va al tiro col mancino al 14°, colpendo l’esterno della rete. La prima frazione si conclude quindi con una supremazia biancoceleste, ma con gli ospiti che risultano spesso pericolosi in contropiede.

La ripresa si apre nel peggiore dei modi per i ragazzi di Inzaghi: Matosevic sugli sviluppi di un corner al 48° esce malissimo e la palla carambola su Gervoni, che non può far altro che vedere il pallone insaccarsi alle sue spalle. 1-0 che scuote i padroni di casa; Inzaghi cerca di risollevare le sorti del match con un doppio cambio:  fuori Rokavec e Verkaj, dentro Sarac ed Ennali. Al 60° Murgia sfiora il gol su punizione, con la palla che sorvola di poco la traversa. Insiste la Lazio, che però è troppo imprecisa, almeno fino al 77°, quando il subentrato Sarac conclude verso il secondo palo, siglando così il suo primo gol in biancoceleste. Si riaccendono ora le speranze delle aquile, che solo 5 minuti dopo trovano il raddoppio con Rossi, che riesce a girarsi in area di rigore e a trovare l’angolino dove Loliva non può arrivare. Gli ultimi 10 minuti passano con la Lazio in possesso palla, che non concede praticamente nulla al Latina e supera nella stessa giornata Crotone e Latina, che nello scontro diretto si sono fatte male a vicenda, uscendo con un punto per parte.

Simone Inzaghi, soddisfattissimo, parla ai microfoni di Lazio Style Channel: “Una vittoria che volevamo a tutti i costi. Non è stato facile, onore al Latina che ha giocato ad armi pari. Sono stati bravi a mantenersi in partita fino alla fine. Ma abbiamo vinto meritatamente. Noi avremmo voluto quella finale, ce la meritavamo. Il calcio è fatto da episodi e non ci ha aiutato. Sono contento per Ennali e per tutta la Lazio. Io vorrei farli giocare, ma non posso. A volte come oggi le partite si vincono dalla panchina. L’esclusione dal torneo di Viareggio? Abbiamo preso questa decisione già da due anni, ci concentriamo sul campionato. Le prossime due partite sono importanti e ci prepareremo al meglio. Adesso pensiamo al Frosinone”

A fare eco ci ha pensato Rossi: “È stata una gara difficile, combattuta. Le squadre quando vengono a Formello danno tutto. Stanno la classifica è molto corta. Abbiamo vinto questa partita con la testa. Mi è uscito un gran tiro, era da un po’ che ci provavo. È stata una liberazione anche per la squadra. Quasi da brividi. La sfortuna ci perseguitato ma stavolta non ha avuto la meglio. Dobbiamo dare tutto da adesso in poi. Si dà poca fiducia ai giovani. Anche qualche ragazzo della Lazio Primavera avrebbe potuto giocare tranquillamente in società come Carpi o Frosinone. Si crede poco nei nostri diciottenni.”

Quaglia completa il tutto: “A noi piace complicarci le cose. Oggi abbiamo avuto una piccola defaiance la dietro. Poi ci hanno pensato i nostri compagni la davanti e abbiamo vinto. Non è la prima volta che la fortuna ci va contro. L’importante è averla ripresa, ci possiamo giocare qualcosa di importante. Frosinone? Ci faremmo trovare pronti e ce la giocheremo al massimo. È cambiato il nostro spirito. Abbiamo avuto quello sprint in più che a volte ci è mancato. È tornato l’atteggiamento tipico della Lazio. Abbiamo qualche infortunio ma chi scende in campo da sempre il meglio. Chi preoccupa di più? La quadra più attrezzata è il Palermo, ha una rosa importante”



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Lazio trasmessa su MTV8 il 25 febbraio. Poste Italiane, un francobollo per Maestrelli

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Due belle notizie per gli amanti della Lazio e per i filatelici. La prima notizia riguarda la tv: MTV8 ha pensato a tutti quei tifosi che non vorranno andare allo stadio, per protesta o per qualsiasi altra ragione e, quindi, il 25 Febbraio, giornata in cui l’Olimpico ospiterà la squadra di mister Denizli per i sedicesimi di finale di Europa League, l’emittente in digitale (entrata recentemente nel circuito Sky) trasmetterà in diretta il match Lazio-Galatasaray (canale 8 del digitale terrestre). Per quanto riguarda il match di andata dovremo soffrire tramite radio oppure pescare qualche sito internet “compiacente”, infatti questo giovedi verrà trasmesso l’incontro della Fiorentina.

La seconda notizia riguarda una partnership molto singolare che coinvolge temporaneamente Poste Italiane e la Lazio. La società di Viale Europa ha comunicato oggi sul proprio sito ufficiale l’uscita di un francobollo commemorativo raffigurante il volto del Maestro Tommaso Maestrelli, colui che condusse la Lazio alla vittoria del primo scudetto nel 1974. Il francobollo entrerà in circolazione il 2 Dicembre di quest’anno in occasione del 40′ anniversario di morte dell’allenatore pisano che morì a soli 54 anni. Sul programma di emissione carte valori postali figura il comunicato ufficiale delle Poste: “Francobollo ordinario appartenente alla serie tematica “lo Sport” dedicato a Tommaso Maestrelli, nel 40° anniversario della scomparsa”.

Intanto domani gli uomini di mister Pioli riprenderanno la preparazione atletica in vista dell’incontro in Turchia, si spera nei rientri di Radu e Bisevac, rimasti fermi per qualche giorno. Oggi giornata di totale relax per la squadra biancoceleste.



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Kesapli: “La Lazio dello scorso anno era migliore rispetto a quella di oggi”

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Il giornalista Dundar Kesapli, corrispondente per la redazione turca di Lig Tv, è intervenuto ai microfoni di “1900 Tv”. Ha analizzato il momento che la Lazio sta attraversando e ha fornito un’opinione “interna” sull’incontro di giovedì prossimo Galatasaray-Lazio. Kesapli conosce bene l’ambiente calcistico turco e segue altrettanto da vicino la squadra biancoceleste:

“La Lazio l’anno scorso era una squadra completamente diversa. Secondo me c’è qualcosa che non funziona a livello di mentalità. L’ho percepito anche l’altro giorno a Formello, quando ho intervistato Stefano Pioli. Tra i giocatori non c’è la sintonia della passata stagione, si è rotto qualcosa tra calciatori e allenatore. Partirei proprio da Pioli perché il tecnico, in una squadra, è l’anello portante della catena. Non c’è il giusto equilibrio. Vedere la Lazio l’anno scorso era molto più piacevole. Non credo che manchi la qualità ma le motivazioni”.

Giovedì prossimo, quindi, i biancocelesti incontreranno il Galatasaray, Kesapli conosce bene sia l’ambiente turco che la Lazio. Non sappiamo ancora la formazione che verrà schierata da mister Pioli ma Kesapli sa su chi dovrebbe puntare il tecnico biancoceleste: “Klose secondo me, se sta bene, è uno dei giocatori fondamentali da schierare contro il Galatasaray, perché, oltre le sue doti tecniche e la sua esperienza, conosce bene anche l’ambiente. Il club turco non è messo male in classifica, ma sta vivendo un momento difficile a livello societario. Ha problemi di bilancio e infatti c’è il rischio che pur passando questo turno venga squalificato per due anni dall’Europa. Non sarà di certo una partita facile per la Lazio, che ha avuto un po’ la sfortuna di giocare l’andata ad Istanbul. Il fattore ambientale farà la differenza. Le tifoserie turche sono spettacolari, non smettono mai un secondo di incitare la squadra. Di solito il Gala gioca con il 4-4-2, Sneijder è il giocatore fondamentale. Attenzione però anche a Podolski, che è un calciatore fortissimo. Totalmente diverso dal giocatore che avevamo visto in Italia, si è trovato bene con l’ambiente e ha trovato gli stimoli giusti. Sarà un Galatasaray che partirà subito in attacco”.

Svariati allarmismi stanno preoccupando squadra e tifosi circa la situazione in Turchia: “Fra Galatasaray e Lazio non ci sarà mai tensione perché tra le due società c’è un rapporto di amicizia. Si stanno creando allarmismi inutili”.



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