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Stasera chi gioca – scopri il sito dei pronostici di calcio

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epa04748731 Dnipro player Yevhen Seleznyov celebrates scoring the opening goal during the UEFA Europa League semi final, second leg soccer match between Dnipro and Napoli at the Olimpiyskyi stadium in Kiev, Ukraine, 14 May 2015. EPA/ROMAN PILIPEY

Sei un appassionato di calcio? Ti stai avvicinando al mondo delle scommesse e vorresti giocare in maniera consapevole? In questo caso, allora, è necessario che tu faccia affidamento ad un sito sicuro di pronostici calcio.

Pronostici-calcio.it è un sito internet che fornisce informazioni calcistiche, sia per quanto riguarda i campionati italiani che esteri.

Perché leggere i pronostici prima di giocare
La creazione di questa piattaforma avviene grazie alla nascita di una ricevitoria a Roma, attraverso la quale, grazie alla professionalità di chi la gestisce, molti clienti sono stati baciati dalla fortuna; infatti, dati alla mano, i titolari possono vantare d’aver realizzato una cinquina al gioco del lotto, e chi gioca sa quanto sia difficile se non impossibile realizzarla. Questo sito è stato ideato pensando a tutte quelle persone che vogliono conoscere più informazioni possibili per quanto riguarda il mondo del calcio, italiano e straniero.


Conoscere è il modo migliore per poter fare delle scommesse consapevoli e soprattutto vincenti.
Seguendo costantemente le ultime news e avendo a disposizione le migliori quote da poter giocare, massimizzare i profitti sarà un gioco da ragazzi. Ogni giorno, su svariate competizioni, gli esperti proporranno pronostici concepiti e aggiornati in tempo reale.


A partire dalle notizie riguardanti la condizione di forma delle squadre agli scontri diretti, per arrivare ai cartellini ricevuti, gol fatti o subìti, occasioni da rete, si riesce, usando questi dati, a fornire pronostici statisticamente reali.
Un aspetto fondamentale e non trascurabile riguarda la gratuità del servizio:  infatti, spesso è più facile trovare sul web siti dedicati che però richiedono al momento della sottoscrizione un abbonamento.
La scelta di offrire un servizio gratuito è dettato dal fatto che vi è la volontà di voler creare una rete di condivisione delle analisi offerte, tenendo anche conto che le scommesse sportive devono essere considerate come un momento di svago, creare un servizio a pagamento risulterebbe essere incoerente con il messaggio che si vuole trasmettere.

Su quali basi vengono fatti i pronostici
Fare dei pronostici è molto impegnativo specie perché devono essere studiati tenendo conto di molteplici fattori; Pronostici-calcio.it studia i propri pronostici analizzando in primis la condizione fisica e morale delle due squadre coinvolte nello scontro, i gol fatti e subìti durante le ultime partite, le occasioni di rete mancate e le percentuali di possesso palla; in secondo luogo, verrà analizzato il luogo in cui la squadra dovrà affrontare la partita, ossia se gioca in casa o in trasferta: è fondamentale capire se la squadra quando si trova fuori casa ha un atteggiamento più aggressivo o difensivo; stesso discorso vale per le partite giocate in casa.

Un fattore non trascurabile è l’eventuale formazione, apprendere, dunque, attraverso le news a disposizione, quali giocatori saranno schierati in campo e quali non avranno questa possibilità perché infortunati o squalificati. Studiare la forma fisica dei giocatori è importante, analizzare l’andamento di un giocatore X durante le ultime partite giocate, se ha fatto dei goal e quanti.


Anche periodo in cui si gioca influenza particolarmente l’esito della partita; se, ad esempio, la squadra in questione avrà altri match da disputare (vedi, ad esempio, Coppa Italia o Champions League) oppure se si tratta di un derby, lo stato d’animo dei giocatori cambia e, di conseguenza, anche i risultati che si andranno ad ottenere.

Perché conviene ascoltare i più esperti del settore
Per gli iscritti al sito Pronostici-calcio.it, c’è la possibilità di ottenere dei bonus di benvenuto, iscrivendosi ad alcuni dei maggiori siti di betting on-line.

C’è anche il canale telegram per avere le migliori dritte direttamente sul proprio cellulare.

Attenzione: giocare può provocare dipendenza patologica. Fallo consapevolmente, tenendo presente che è appunto un gioco e come tale deve generare esclusivamente cose positive.



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#MiRitorniInMente Delio Rossi espugna Torino e vola verso la Champions

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File: [30set06a.jpg] | Fri, 04 Mar 2016 22:05:58 GMT LazioWiki: progetto enciclopedico sulla S.S. Lazio www.laziowiki.org

Andiamo indietro nel tempo e ci fermiamo nel 2006,esattamente il 30 settembre 2006.
Era l’anno del dopo calciopoli e la Lazio iniziò il campionato con-11 punti di penalizzazione ma riuscì comunque ad arrivare terza ed a qualificarsi per i preliminari di Champions.
Con il Torino non ci fù mai partita e la squadra di Delio Rossi asfaltò letteralmente la squadra di una vecchia conoscenza mai amata dal popolo laziale, ossia Zaccheroni.
Vediamo insieme cosa successe quel 30 settembre del 2006 a Torino:

TORINO: Abbiati, Comotto, Di Loreto, Franceschini, Balestri, Barone, Gallo (77′ Ardito), De Ascentis, Rosina (57′ Muzzi), Fiore (74′ Ferrarese), Stellone. A disposizione: Taibi, Pancaro, Cioffi, Abbruscato. Allenatore: Zaccheroni.

LAZIO: Ballotta, Oddo, Stendardo, Siviglia, Zauri, Manfredini, Mudingayi (72′ Baronio), Ledesma, Mauri (80′ Belleri), Pandev, Rocchi (74′ Tare). A disposizione: Berni, Cribari, Bonetto, Foggia. Allenatore: D.Rossi.

Arbitro: Sig. Pieri (Lucca).

Marcatori: 48′ Rocchi, 55′ Oddo (rig), 67′ Oddo, 71′ Mauri.

Note: serata piovosa, terreno in buone condizioni. Ammoniti: Siviglia e Barone. Angoli: 5-3 per la Lazio. Recuperi: 0′ p.t. e 2′ s.t.

Spettatori: 14.000 circa.



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Crac Parma: ancora nessun deferimento per Lotito

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Claudio Lotito durante una conferenza stampa: le promesse non mantenute tra Academy Lovati, Flaminio e sponsor fantasma continuano a dividere i tifosi della Lazio.

Ancora nessun deferimento messo in atto dalla Procura Federale all’indirizzo del presidente biancoceleste sulla questione del crac finanziario della squadra emiliana.

E’ l’avvocato Gentile a prendere la parola per spiegare la situazione:”Non abbiamo ricevuto alcun deferimento, circa venti giorni fa ci è stato notificato solo un avviso di conclusione indagini”, che rappresenta solo la volontà da parte della procura di voler deferire l’indagato.

“La presunta violazione, all’interno della complessa indagine sul Parma Calcio, riguardarebbe il preliminare che la Lazio a suo tempo stilò con la società gialloblù per l’acquisto di Parolo“. E’ proprio intorno alla questione dell’acquisto dell’attuale centrocampista biancoceleste che ruota l’accusa mossa nei confronti del patron biancoceleste, e più precisamente riguardo il pre-accordo che avevano sottoscritto le due società, nel quale, afferma l’avvocato Gentile: “La Lazio ha sottoscritto con il Parma un preliminare di contratto condizionato al verificarsi di due eventi entro il 15 luglio 2014: il superamento delle visite mediche da parte di Parolo, l’accordo economico con il giocatore. La Procura Federale sostiene che quel preliminare in realtà aveva la forza di un vero contratto, e che come tale andasse depositato in lega entro il 30 giugno, non il 2 luglio come la Lazio fece non appena il calciatore siglò il vincolo con i biancocelesti”.

A breve la parola toccherà al procuratore Palazzi, il quale dovrà scegliere se mantenere la decisione di deferire Lotito o chiedere l’archiviazione del caso, anche se la prima opzione resta tutt’ora la più probabile. Stesso discorso vale anche per la dirigenza genoana e in particolare per il suo amministratore, Zarbano, accusato come Lotito di aver violato le norme federali durante la trattativa che ha portato il calciatore Aleandro Rosi in maglia rossoblu.

I rischi che comporterebbe un deferimento per il presidente laziale partono da un’ammenda a se stesso e alla società per finire ad alcuni punti di penalizzazione alla squadra, considerata responsabile diretta in questo caso, da scontare durante questa stagione, passando per un’inibizione, anche se la pena più probabile dovrebbe consistere nella sola ammenda a presidente e società.



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Verso Torino: Pioli si prende altre 24 ore per la formazione

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La Lazio affronterà Domenica il Torino e Pioli non ha ancora sciolto la “prognosi”. Nella linea difensiva i dubbi sono ben pochi,in campo dovrebbero giocare dal primo minuto Lulic e Konko sulle fasce e la coppia centrale Bisevac-Hoedt. Mauricio è squalificato vista l’ammonizione rimediata nel match precedente mentre Gentiletti lavora ancora a parte. Nella seduta di stamane sono rientrati in gruppo Marchetti e Matri i quali hanno smaltito l’influenza che li affliggeva. Radu e Basta rimangono ancora out, il romeno rimane ancora fuori per l’affaticamento ai flessori mentre Dusan è alle prese con la contrattura al polpaccio.

Il mister non cambia idea sul modulo, infatti ha provato il solito 4-3-3 ma la partita di Europa contro lo Sparta Praga mette in difficoltà Pioli su chi schierare in campo Domenica a Torino. Stando alle prove mattutine di Formello dovrebbe partire titolare Djordjevic che vince  il ballottaggio con Matri, Candreva e Keita che sono per ora in vantaggio sulla coppia esterna Kishna ed Anderson. Basse possibilità ma non impossibili da realizzarle sono quelle di vedere in campo, nel corso della partita, il giovane e tanto discusso Morrison il quale è stato provato in una posizione più avanzata. L’innesco di Milinkovic dal primo minuto potrebbe svanire per farlo riposare al suo posto probabilmente ci sarà Cataldi.

 



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L’iniziativa “La Lazio nelle scuole” riprende il suo tour e fa tappa all’Istituto “Alessi”

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Continua l’iniziativa del progetto di cultura sportiva e di formazione “La Lazio nelle scuole”. Questa mattina Eddy Onazi, Antonio Candreva, Edson Braafheid e Patric sono andati a far visita ai bambini dell’Istituto Comprensivo “Guido Alessi” e si sono concentrati a rispondere alle domande di questi.

Inizia Onazi, che argomenta gli episodi spiacevoli negli stadi: “È una domanda forte, siamo tutti uguali, non esiste la diversità. Io prego sempre prima e dopo la partita. I cori contro Koulibaly? Non sono cori razzisti, io sono nero ma sono come gli altri. Non penso che a Koulibaly siano stati fatti cori razzisti, succede allo stadio di essere fischiati e criticati. Succede anche a me e ai miei compagni. La mia vita prima del calcio? Non avevo nemmeno le scarpe per giocare, ho fatto dei sacrifici per comprarle. mangiavo solo una volta al giorno, per questo ora ringrazio Dio per quello che ho e sono riuscito a fare. A scuola? Se avessi la possibilità, ci tornerei volentieri. Mi divertivo molto”.

Poi prosegue il centrocampista di Tor de’ Cenci, classe ’87 della Lazio: “Siamo un esempio positivo? È sempre un piacere, ci fate tornare giovani. Abbiamo una grande responsabilità, soprattutto fuori dal campo. Dobbiamo cercare di essere un esempio di valori. Bisogna avere la fortuna, l’entusiasmo e la voglia di divertirsi. Tra compagni e allenatore ci sono incomprensioni durante allenamento e partita, l’importante è non andare oltre, quando c’è rispetto ci si può sempre chiarire con una strette di mano e finisce lì. Un compagno si può arrabbiare con un altro perché non rispetta il gioco di squadra? Sì, può capitare. Per un’azione di gioco o per un fallo commesso, ma in campo tra compagni ci si può mandare a quel paese. Ma noi sappiamo che può accadere, l’importante poi é chiarirsi”. La prima volta in serie A non si scorda mai: “Non si può dimenticare, è stata una grande gioia giocare con calciatori che pochi mesi prima vedevo solo in TV. Il sacrificio più grande nel nostro stile di vita? La professionalità al di fuori del campo, la giusta alimentazione e il giusto riposo. Bisogna fare tanti sacrifici per arrivare a certi livelli, non si perdere mai l’entusiasmo, nemmeno quando si cresce. Come tenere i piedi a terra? Fa piacere essere riconosciuto per strada, bisogna rimanere se stessi, umili, non montarsi troppo la testa perché poi si possono avere più bassi che alti nella carriera. Importante far tornare l’entusiasmo, noi giochiamo per farli esultare, gioire, farli tornare a casa con il sorriso“. Poi un commento sulla situazione negli stadi: “Credo che la situazione negli stadi sia migliorata. Io a scuola andavo con voglia, non sono mai stato bocciato, mi divertivo soprattutto quando facevo educazione fisica. La scuola e lo studio sono importanti per la formazione di un ragazzo”.

Poi al terzino olandese viene domandato come si possono gestire i momenti di rabbia in campo: “È sempre importante riuscire a controllarsi, anche quando si perde bisogna saper gestire le emozioni, i sentimenti e i propri istinti. Razzismo? Quando gioco non presto molta attenzione a ciò che dice il pubblico perché sono concentrato sul gioco. Provo una profonda pietà per chi fa determinate manifestazioni di razzismo. La scuola? La scuola all’inizio era più importante per i miei genitori che per me perché pensavo solo a giocare a calcio. Poi ho realizzato che la scuola è la base di tutto e del futuro, sulla quale costruire la propria vita.“

Infine, prende la parola Patric: “Sono terzino, mi piace spingere in avanti. Sto imparando a difendere, ad agosto ero un calciatore diverso, sto migliorando piano piano per cercare di farmi trovare pronto. Sono felice qui. Come ci sente quando si cambia squadra? Sono stato tre anni al Barcellona e dopo mi hanno proposto la Lazio che è un grande club e ho accettato. Ripeto: qui sono felice. Io a scuola? Volevo sempre andare per trovare i miei amici, mi sono divertito tanto. quando si cresce magari è un po’ diverso“.



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Il direttore amministrativo Cavaliere: “La situazione finanziaria della società è assolutamente sostenibile e migliorerà nel tempo”.

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I bilanci della Lazio e la situazione societaria sembrano essere nuovamente sotto i riflettori. Dopo la falsa notizia su una presunta rissa a Formello durante il match Lazio-Galatasaray, ancora una volta la stampa ha tentato di dipingere negativamente la società biancoceleste e conseguentemente tutto ciò che circonda il team. I dati relativi alla situazione economica della Lazio diffusi negli ultimi giorni da alcune testate sono probabilmente falsi. Il responsabile della comunicazione della Lazio Stefano De Martino, al fine di chiarire la situazione, è intervenuto sulle frequenze di Lazio Style Radio 89.3 per intervistare il direttore amministrativo della società Marco Cavaliere. Un’analisi approfondita che va dall’arrivo del Presidente Lotito all’attuale stato economico e amministrativo della S.s.Lazio. Un po’ di chiarezza affinché il pubblico laziale venga informato correttamente sulla vicenda: “Mi dà fastidio trovare delle letture diverse. Ad esempio questa mattina quotidiani come il Corriere dello Sport o il Tempo parlano, con riferimento alla semestrale, di un passivo di 5 milioni. Sul Corriere della Sera invece la somma è di 15 milioni di euro. Quando un giornale così autorevole scrive di un semi-fallimento o di un profondo rosso diventa davvero fuorviante per le persone. Mi auguro che arrivi una smentita, sono stufo che si cerchi di dipingere la Lazio in un determinato modo”.

Uno sguardo al passato per comprendere meglio il presente: “Il presidente Claudio Lotito è intervenuto nell’aumento di capitale del 2004. C’erano 550 milioni di debiti con una perdita di 86 milioni su un fatturato di 84. La società era tecnicamente fallita. Una situazione che impediva la continuazione dal punto di vista civilistico e sportivo. L’intervento si è articolato in due fasi: la prima ha messo in bonis la società. Si è proceduto attraverso una rateizzazione tributaria, permettendo di smaltire il debito in un numero di anni maggiore con una rata di circa 6 milioni l’anno. Vorrei sottolineare che la nostra è l’unica realtà in cui i contribuenti sono stati tutelati proprio grazie a questa restituzione, già avvenuta al 50 %. Dal punto di vista sportivo invece, vi erano soltanto 8 giocatori tesserati. In dei tempi limitati andava così rifondata completamente la rosa. Oggi il parco giocatori ha un valore altissimo grazie alla capacità di individuare elementi in grado di valorizzarsi. Sono tutti di proprietà e nessuno è in prestito con diritto di riscatto per garantire la massima trasparenza nel bilancio”.

C’è stata in seguito una seconda fase di interventi di sviluppo positivo sulla società: “Successivamente vi è stata una fase di sviluppo con l’implementazione del centro sportivo e del Settore Giovanile con una serie di infrastrutture dedicate. Si è anche diversificata la società, creando la Lazio Marketing per aprire dei negozi di proprietà. Attualmente è in progetto anche la realizzazione di un albergo in centro, attraverso l’acquisto di un immobile al costo di 22 milioni. Un investimento a medio-lungo termine finanziato attraverso un mutuo dalla durata di 15 anni. È stato creato anche uno studio televisivo, uno radiofonico e una rivista ufficiale. Una serie di manovre che ha portato risultati innanzitutto a livello economico con utili per circa 64 milioni di euro, rispettando tutte le richieste normative sia a livello nazionale che Uefa, anche secondo i nuovi indici del “fair play finanziario”. A livello sportivo è arrivata invece la vittoria di tre trofei, tra cui un trionfo storico contro la Roma. Senza considerare il grande lavoro del Settore Giovanile a livello di successi e valorizzazione di giocatori”.

Sono state effettuate delle previsioni, probabilmente false, che vedrebbero raddoppiare il debito della lazio in breve tempo: “Sono previsioni fatte su non so quali basi. Non può esserci un peggioramento perché il cash flow è positivo di 6 milioni. Ogni numero va letto insieme agli altri, ho difficoltà a pensare che possa raddoppiare. Non bisogna confondere l’aspetto economico da quello finanziario. Essendo una società quotata in borsa, bisogna stare attenti a fare determinate valutazioni. La rata del Fisco? Nel 2004 sono stati pagati 12 milioni soltanto per accedere alla rateizzazione. È stato assunto un buco creato dalle gestioni precedenti, con queste cifre le altre società compravano i giocatori. Per tre anni sono state pagate praticamente due squadre, comprese le ritenute non versate”.

Sul progetto “Academy” e sul centro sportivo: “È fondamentale per coltivare i talenti e seguirli in modo più approfondito all’interno della struttura. Sono investimenti tesi allo sviluppo del Settore Giovanile con l’obiettivo di produrre valori, ovvero giocatori in grado di fornire risultati sotto il profilo sportivo o economico. Rappresenta una patrimonializzazione della società e un’ottimizzazione della situazione. Per quanto concerne, invece, il centro sportivo vorrei sottolineare che da quando c’è Lotito il consiglio di gestione e sorveglianza non percepisce compensi, come visibile nel bilancio. Per quanto riguarda l’attività delle parti correlate, questa prevede degli investimenti che hanno rifondato il centro sportivo. Sono state scelte società competitive dal punto di vista economico e finanziario sia per l’implementazione straordinaria che la manutenzione. Sono stati sostituiti vecchi contratti a condizioni migliorative da un punto di vista finanziario, oltre che di efficienza. Sfido chiunque a venire a visitare Formello, fiore all’occhiello per l’Europa. I risultati sono senza dubbio migliori del passato”.

Semestrale e una previsione positiva per il futuro: “Il vero risultato economico è una perdita negativa di circa 5 milioni di euro, un risultato migliore di 7 milioni rispetto alla stagione precedente. I 15 milioni di cui si parla fanno riferimento ad un indebitamento finanziario netto autoliquidante. È un dato che va analizzato: rappresenta la somma di disponibilità liquide sui conti correnti (circa 9,5 milioni di euro) e un indebitamento di 24 milioni. Questo comprende una cifra di 7 milioni che sono un residuo del mutuo per l’immobile del centro per cui sono state pagate delle rate anticipatamente. Ne deriva una differenza di 17 milioni che consiste in delle anticipazioni su ricavi relativi al semestre successivo. Tra l’altro di questi 17 milioni, 6 sono stati già incassati da parte degli istituti finanziari intorno alla metà di gennaio. La situazione finanziaria è assolutamente sostenibile e andrà a diminuire nel tempo. Il cash flow è positivo, è stata prodotta cassa. 6 milioni sono stati già chiusi a gennaio, altri si chiuderanno in funzione degli incassi che percepiremo dalle competizioni europee. Sono stati usati toni troppo allarmistici e fuori luogo che non tengono conto della storia recente”. 



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Lo Sparta Praga si prepara a riempire il Letnà Stadion, l’ex CT Rada: “I cechi sono in un momento positivo, supereranno la Lazio”.

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Lo scorso 26 Febbraio, al termine dei sorteggi di Europa League, i due tecnici Pioli e Šcasný sembravano abbastanza sicuri di poter prevalere l’uno sull’altro nel doppio confronto di cui si giocherà il primo atto a Praga il prossimo 10 Marzo. Dopo la sconfitta subita dal Sassuolo in campionato, l’entusiasmo dei capitolini sta scemando; la sorte sta giocando brutti scherzi in Serie A e la Lazio è consapevole del fatto che in Europa non potrà sbagliare. Lo Sparta Praga sembra, invece, molto sicuro delle proprie capacità. L’ex allenatore Petr Rada ha affermato che la squadra sta vivendo un momento proficuo e che può sfruttare a proprio favore la perdita di concentrazione che i team italiani subiscono nell’affrontare l’Europa League: “Lo Sparta si trova in un momento positivo, grazie anche al successo meritato nell’ultimo turno con il Krasnodar. Sono sicuro che se manterranno questa forma, supereranno la Lazio. I capitolini, infatti, non si trovano in un periodo ottimale a livello mentale. Inoltre, quando le squadre italiane giocano in Europa League non hanno la massima concentrazione. Sono sicuro che le probabilità dello Sparta Praga sono dell’80% di passare il turno, quelle della Lazio appena il 20%”. Affermazioni che destabilizzano il sogno europeo dei biancocelesti a una settimana dall’incontro. Rada sembra aver colto a pieno la situazione: la Lazio non è in ottima forma (sia mentale che fisica).

Nel frattempo, i tifosi dello Sparta Praga sono già pronti a supportare la propria squadra, con il Letnà Stadion pronto a ospitare più di 20.000 fan. Nei giorni scorsi i tecnici della compagine ceca avevano esplicitamente richiesto supporto alla tifoseria e quest’ultima ha risposto positivamente: tutti i posti disponibili allo stadio sono stati esauriti in poco tempo. Febbre alta nella capitale ceca: sarà dura per la Lazio, che dovrà affrontare una squadra in ottima forma e in uno stadio gremito di sostenitori, ma considerando il differenze tasso tecnico tra le due squadre l’impresa non appare impossibile.



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Lotito progetta un albergo di proprietà del club. Intanto arriva il deferimento per il “Crac Parma”

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Dettaglio di un bilancio finanziario affiancato allo stemma della Lazio Lotito

Realizzare un albergo d’alto livello di proprietà della Lazio, con nome e colori legati alla società capitolina, di cui i ricavi andranno ad arricchire le casse del club. Sembra essere questa l’ultima pazza idea del presidente Claudio Lotito, come confermato nella giornata di ieri dal direttore amministrativo della società biancoceleste Armando Cavaliere. Un suggestione nata accanto alla prossima apertura di un Store ufficiale a Roma Est e confermata dall’edizione odierna de’ “La Repubblica”. Proprio dalle pagine del quotidiano romano arrivano le prime indiscrezioni circa la zona di costruzione e la grandezza di un progetto molto ambizioso: pare che il “Lazio Style Hotel” sorgerà a Palazzo Valenziani, in quella che è stata la sede per molti anni della Cirio del presidente Sergio Cragnotti. L’area biancoceleste si estenderà per circa 2500 metri quadri commerciali, oltre ai 450 del giardino e della corte situati nel quartiere Sallustiano. L’ennesimo bluff o un reale progetto di crescita? Dopo l’Accademy e i vari tentativi di costruire lo “Stadio delle Aquile”, appare molto complicata la sua realizzazione…

Intanto Claudio Lotito sembrerebbe essere coinvolto nella vicenda che ha portato al fallimento del Parma Calcio. Nelle indagini della Procura federale, coordinate da Stefano Palazzi e terminate nelle ultime ore, pare ci sia anche il nome del presidente biancoceleste per la trattativa legata al passaggio nella Capitale del centrocampista Marco Parolo. Oltre a Lotito sono finite sul banco degli imputati ben 23 persone e due società, Lazio e Genoa, tutti deferiti. Proprio come accaduto per il centrocampista biancoceleste di Gallarate, il club di Preziosi avrebbe violato alcune norme federali nell’acquisto di Aleandro Rosi, cresciuto nel settore giovanile della Roma e ora a Frosinone. Secondo le indiscrezioni, Lotito e l’amministratore rossoblù Zarbano rischiano al massimo un’ammenda, mentre per quanto riguarda gli altri imputati sono in ballo diversi capi d’accusa tra cui la sistematica violazione dell’articolo 1 bis del Codice di giustizia sportiva.



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L’ex Bacci: “Tengo molto alla Lazio, dispiace vederla in queste condizioni. Difesa da rivedere”

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Alla vigilia del confronto di campionato tra Lazio e Torino, il doppio ex Roberto Bacci è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Radiosei per analizzare i temi caldi dell’incontro che si svolgerà all’Olimpico di Torino nell’anticipo delle 12,30.

L’ex difensore e centrocampista, classe 1967, ha parlato della situazione delicata che sta vivendo l’ambiente biancoceleste: “La Lazio è una squadra a cui tengo ancora molto, dispiace vederla in queste condizioni. Ad inizio stagione ero molto fiducioso circa le potenzialità della squadra, quanto meno per i primi sei posti. Dopo le ultime prestazioni l’impresa è impossibile, meno male che c’è l’Europa League, ma anche li bisogna stare attenti e valutare anche la qualità degli avversari che si sono incontrati fino ad oggi. Una cosa è certa, la Lazio il prossimo anno ha bisogno di giocare ancora in Europa“.

Il campionato degli uomini di Pioli sembra essere già finito a 3 mesi dalla chiusura ufficiale, con il derby che però può ancora dare un senso (seppur minimo) a questa stagione, proprio accanto all’Europa League. Infatti lo si sa, la stracittadina vale molto nella Capitale, e per questo un’eventuale vittoria dei biancocelesti potrebbe modificare le valutazioni finali della stagione. “E’ una partita a parte, non dipende dallo stato di forma o da questo difficile momento. Quando l’ho vissuto io c’erano molti pareggi e gare non belle esteticamente. Per questa la Lazio è comunque uno stimolo importante“.

In chiusura, il calciatore cresciuto nelle giovanili del Torino ha provato a spiegare quali sono i fattori che hanno portato la Lazio in una situazione di classifica così deficitaria, consigliando alla società di intervenire sul mercato: “La Lazio è mancata in continuità, soprattutto a livello di singoli, le prestazioni sono state troppo altalenanti. Poi si sono registrati dei problemi oggettivi in difesa. Dopo l’infortunio di De Vrij forse era inevitabile, anche se la sensazione è che ultimamente abbia fatto peggio l’attacco che la difesa che comunque resta un reparto da rinforzare se si vuole ambire a qualcosa di importante“.



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Barone: “La Lazio toppa nei momenti topici. Il Torino ha tanti giovani che devono crescere”

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Ai Mondiali del 2006 venne chiamato lo Scudiero, perchè accompagnò Pippo Inzaghi nell’azione che portò al gol del 2-0, è stato giocatore del Torino ed è stato vicino alla Lazio. Simone Barone allena nei settori giovanili del Parma dopo l’esperienza al Modena, e in esclusiva per LazioPress ha voluto dire la sua riguardo il campionato e qualche analogismo con lo spirito di quel torneo vincente.

“Finora rivedo quello spirito e armonia in Juventus, Sassuolo ed Empoli. E’ un’annata strana per Torino e Lazio. Hanno un organico importante, dovrebbero stare più in alto. La Lazio fa bene in Europa ma in campionato toppa sempre nei momenti topici. Il Toro, invece, ha puntato su validi giovani che però hanno bisogno di tempo per crescere, vista anche la pressione di una piazza passionale come quella granata”

E’ una sfida che si deciderà a centrocampo?

“Anche. Torino e Lazio hanno ottimi centrocampi, anche se ha qualcosa in più quello biancoceleste. Merito di Biglia, vero e proprio leader. Non a caso quando a inizio stagione è mancato si è visto”

Sono ancora Pioli e Ventura gli uomini giusti?

“Dipende da come finisce l’anno, sicuramente sono due grandi allenatori. Entrambi sono spesso criticati, ma se Torino e Lazio finiranno bene la stagione credo rimarranno”

La Lazio ormai punterà tutto sull’Europa League?

“Non ancora, secondo me. Ci sono tanti scontri diretti, compreso quello a San Siro contro il Milan. Ovviamente se dovesse perdere le prossime 2-3 giornate, il discorso cambierebbe in modo drastico. In Europa ha avuto un sorteggio favorevole, può passare il turno e rappresentare l’Italia”

La Lazio gioca ormai con lo stadio vuoto, quanto può influire sul rendimento?

“Tanto. Quando venivo a giocare a Roma contro la Lazio c’erano sempre 50 mila persone allo stadio. Avere tanto pubblico è uno stimolo in più a fare bene, vedere lo stadio così vuoto fa male, soprattutto per un club con tanta storia come la Lazio”

Sei mai stato vicino alla Lazio?

“Una volta. Era il 2003, in panchina c’era Mancini. Purtroppo però loro avevano problemi economici e non se ne fece più niente. Sarebbe stato bello giocare in quella squadra piena di campioni”

Qual è stato il vostro segreto nel Mondiale del 2006?

“C’erano sicuramente squadre più forti di noi, ma come gruppo eravamo superiori a tutti. A noi non pesava il ritiro, stavamo bene tra noi. Ovviamente ci mancavano le famiglie ma insieme il tempo volava. Futuro? Ora alleno le Juniores del Parma, un’altra tappa importante di crescita dopo l’esperienze nelle giovanili del Modena. Stiamo ricostruendo un club importante, stiamo mettendo le basi. Un giorno spero assolutamente di allenare i grandi”



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Caso: “Senza tifosi è difficile andare avanti. Alla Lazio è rimasta solo l’Europa League”

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In campionato la Lazio continua stentare, alternando prestazioni decenti ad altre indecenti. La sconfitta di ieri contro il Sassuolo è l’ennesima brutta figura di una squadra che in Serie A non riesce a trovare se stessa, solo in Europa League, infatti, i biancocelesti riescono ad esprimersi al meglio.

Proprio di questo ha parlato l’ex giocatore e allenatore biancoceleste Domenico Caso. Alla Lazio dal 1985 al 1988, ha collezionato 92 presenze e 7 goal, inoltre ha allenato la primavera biancoceleste in due occasioni dal 1992 al 1997 e dal 2003 al 2004, per poi guidare la prima squadra per un breve periodo nel 2004. Caso ha voluto commentare la sconfitta della Lazio contro il Sassuolo, queste la sue parole ai microfoni di Tuttomercato.web:

Il Sassuolo ha fatto una grandissima prestazione su un campo impossibile, complimenti a Di Francesco che ha proposto un calcio stupendo con giovani di grandissimo livello. Gli emiliani sono la vera sorpresa del campionato. La Lazio è altalenante e finché dovrà fare a meno dei tifosi sara davvero dura.Ormai credo che dopo la sconfitta col Sassuolo sia davvero difficile centrare un piazzamento europeo, la squadra punterà solamente sull’Europa League anche se sulla carta ci sono squadre più forti”.



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Lazio-Sassuolo, Defrel: “Grande prestazione”, Mauri: “Troppo altalenanti”

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La Lazio esce sconfitta dal match di questa sera contro il Sassuolo, una Lazio che in questa stagione ha sempre presentato due sfaccettature: grinta, carattere e idee in Europa League, mentre in campionato non riesce a concretizzare le azioni  e a portare a casa il risultato desiderato.

Un primo tempo che si conclude con il calcio di rigore di Berardi, causato da una scivolata indecente e scomposta di Mauricio su Defrel, e un secondo tempo che si conclude ancor peggio: un Sassuolo che non permettere di far fare la partita alla Lazio, che subisce l’ennesima sconfitta in Serie A anche con l’arrivo del gol di Defrel. 

Il classe ’91 del Sassuolo, ex Cesena, al termine della partita è intervenuto ai microfoni di Mediaset Premium, mostrando tutta la sua gioia e soddisfazione per il gol e per la vittoria:

“Sono contento soprattutto per la vittoria, abbiamo fatto una grande prestazione. Possiamo guardare in alto, adesso abbiamo il Milan e la Juve, ma con questo atteggiamento possiamo fare bene”.

Inoltre, ai microfoni di Sky Sport, è intervenuto l’ex capitano biancoceleste Stefano Mauri per commentare la sconfitta:

“Abbiamo giocato al di sotto delle nostre potenzialità. Il campo nel primo tempo non ci ha aiutato, loro si difendevano bene e ripartivano. Poi l’episodio del rigore ha cambiato la partita. Siamo troppo altalenanti, alterniamo partite in cui siamo veloci ad altre in cui non riusciamo a creare occasioni. La nostra squadra comunque ha grandissime potenzialità e può giocarsela con tutti. Dobbiamo però giocare a buoni ritmi e aiutarci l’un l’altro. In campionato però è più difficile, si affrontano difese chiuse e andiamo in difficoltà”

Poi, ai microfoni dei cronisti presenti in zona mista:

“Possiamo battere chiunque in Europa, ma in campionato purtroppo siamo lenti e ci proponiamo poco. Adesso concentreremo tutto in Europa. In campionato è più difficile perché ci battono in contropiede e noi facciamo fatica, abbiamo poca velocità in profondità. In Europa se la giovano di più. Pensiamo partita dopo partita, i punti di distacco sono tanto ma vogliamo fare risultato. Se uno gioca a tre o a quattro cambia poco, quello che fa la differenza è il movimento in campo, soprattutto senza palla. L’aspetto mentale è importante, siamo una buona squadra. Il problema è che non entriamo in campo con l’approccio giusto ed è grave. È importante entrare sempre con la giusta convinzione perché più le qualità tecniche vengono sa se. Problemi tra di noi non ce ne sono, non è vero nulla. Da 10 anni che sono qui questo è il gruppo migliore. È tutto inventato. Preparare partite in 7 giorni o in 2 è differente. Viaggi tolgono energie a livello mentale. Bisogna essere preparati e non è facile, soprattutto in una squadra con tanti giovani. I tifosi importantissimi. Noi più volte abbiamo chiesto una soluzione alternativa. L’unica cosa che possiamo fare sono i risultati“.



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Altra brutta figura della Lazio, il Sassuolo vince 2-0 con Berardi e Defrel

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Lazio senza gli influenzati Marchetti e Matri, sostituiti da Berisha e Klose; Lulic rimpiazza Radu ultimo infortunato del momento e Parolo viene preferito a Cataldi, in attacco ci sono la coppia Candreva-F.Anderson ad aiutare il Panzer. Nel Sassuolo, Biondini vince il ballottaggio con l’ex Roma Primavera Pellegrini, ma per il resto la formazione non è toccata rispetto all’ultima uscita stagionale. Entrambe le squadre schierano il 4-3-3 in una giornata a dir poco piovosa, col terreno in ottime condizioni nonostante la presenza di pochissime pozze qua e là.

Pronti, via, e subito dopo 4 minuti un cross molto interessante di Felipe Anderson non accoglie il colpo vincente di Klose, poteva essere l’1-0. La reazione del Sassuolo non arriva subito, al 20′ però Duncan prova a mettere paura alla retroguardia laziale, Bisevac mette in angolo. Partita allentata anche dalla pioggia, ma che si anima nel finale, infatti al 40′ un’entrata sbagliata di Mauricio su Duncan genera il calcio di rigore, l’ammonizione per l’ex Sporting Lisbona e la conseguente diffida. Berardi dal dischetto è fatale, 1-0 per il Sassuolo e tutto da rifare per la Lazio. Romani che si fanno subito vedere con Parolo che, servito da un bel cross di Konko, colpisce di testa ma la palla va lontano dalla porta di Consigli. Il primo tempo si chiude con una punizione per la Lazio battuta malissimo da Candreva, colpo rugbistico e palla alle stelle.

Il secondo tempo ha una novità, non piove e sembra che le giocate ne risentano in positivo per il resto del match. Dopo 3 minuti sembra che la Lazio può dare finalmente quella scossa, in primis Candreva mette paura con un cross molto teso e verso Consigli col Sassuolo, poi Klose chiede un calcio di rigore per un presunto fallo di Vrsaljko. Continua il pressing della Lazio, prima con un tiro inspiegabile di Mauricio, poi con un batti e ribatti non sfruttato da Parolo che calcia debolmente fuori; ma quanto meno te lo aspetti arriva l’occasionissima per il Sassuolo, Mauricio si fa ingannare dal terreno bagnato e non controlla una palla semplice che permette la discesa di Berardi ma Berisha nega il 2-0 ai neroverdi. La Lazio reagisce e aumenta la pressione con l’ingresso di Keita al posto di Parolo e una serie di palloni in area con la difesa emiliana sempre attenta, ma quando ti sbilanci troppo spesso puoi subire un contropiede, ed è uno di questi che permette al Sassuolo di fare il 2-0; Sansone serve Defrel che con un bellissimo sinistro punisce Berisha. Nuova reazione laziale, ma Consigli è strepitoso sullo stacco aereo di Klose, niente 1-2. Anche stavolta la Lazio rischia di subire il gol, ma Duncan serve un Sansone in fuorigioco; più avanti Berisha sbaglia il rinvio ma Defrel non ne approfitta per colpire.

Entrano Djordjevic e Mauri, escono Klose e Felipe Anderson, ma cambiando non si risolve nulla; il Sassuolo controlla senza problemi, Lazio avanti con qualcosa che difficilmente è definibile come “cuore”. Per il resto niente di che da segnalare, forse un tentativo dall’ex Nantes murato da un Consigli tra i migliori della partita. La partita finisce con gli “olè” di scherno dei tifosi ad ogni passaggio dei biancocelesti. Stagione praticamente finita, il Sassuolo è salvo e pensa al futuro, la Lazio è ora che lo faccia presto.



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Lazio-Sassuolo: le probabili formazioni

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Andrà in scena stasera alle 19 il primo posticipo del lunedi di questa 27a giornata di campionato, che vedrà sfidarsi Lazio e Sassuolo, rispettivamente 8a e 7a della classe con un solo punto di differenza in classifica.

A poche ore dal fischio d’inizio sono ancora molti i nodi da sciogliere per la formazione di casa: in porta non ci dovrebbe essere alcun dubbio sull’utilizzo di Marchetti, mentre nel resto del pacchetto difensivo è in corso un ballottaggio tra Mauricio e Bisevac, con il brasiliano favorito sul serbo. Konko e Lulic, schierati sulle fasce, partiranno quasi sicuramente dal primo minuto, come anche Hoedt, che affiancherà il vincitore del ballottaggio.   A centrocampo solo Biglia, capitano, sembra essere sicuro di partire dal 1° minuto, mentre uno tra Parolo e Milinkovic-Savic potrebbe essere sacrificato per far posto a Cataldi, in grande forma nell’ultimo periodo. In attacco invece il ballottaggio è doppio: Matri e F. Anderson dovranno vedersela rispettivamente contro Djordjevic e Keita, anche se i primi sono in vantaggio rispetto ai secondi, che potrebbero entrare a partita in corso. L’unico certo del posto nel tridente è Candreva, che ha appena spento 29 candeline.

Per gli ospiti, che utilizzeranno lo speculare 4-3-3 dei biancocelesti, sono invece molte le certezze su cui puntare stasera: Consigli titolarissimo tra i pali, reparto difensivo a 4 composto da Vrsaljko, Acerbi, Cannavaro e Peluso, a centrocampo l’unico dubbio che potrebbe avere Di Francesco è se schierare Pellegrini o Biondini, mentre saranno titolari, a meno di grandi sorprese, Duncan e Magnanelli. Il tridente offensivo neroverde vede favorito Defrel (autore di una doppietta contro l’Empoli la scorsa settimana) su Falcinelli, che sarà affiancato dai soliti Berardi e Sansone.

Andiamo a riassumere schematicamente le formazioni con cui scenderanno in campo le due squadre:

LAZIO: (4-3-3) – Marchetti; Konko, Mauricio, Hoedt, Lulic; Milinkovic, Biglia, Parolo; Felipe Anderson, Matri, Candreva. ALL. Pioli

PANCHINA: Berisha, Guerrieri, Braafheid, Mauricio, Patric, Cataldi, Morrison, Mauri, Kishna, Keita, Djordjevic, Klose.

INDISPONIBILI/SQUALIFICATI: de Vrij, Basta, Radu, Gentiletti, Basta, Onazi

 

SASSUOLO: (4-3-3) – Consigli; Vrsaljko, Cannavaro, Acerbi, Peluso; Pellegrini, Magnanelli, Duncan; Berardi, Defrel, Sansone. ALL. Di Francesco.

PANCHINA: Pomini, Pegolo, Longhi, Antei, Gazzola, Terranova, Biondini, Broh, Falcinelli, Politano, Trotta.

INDISPONIBILI/SQUALIFICATI: Laribi/Missiroli

Ad arbitrare il match sarà Doveri della sezione di Barletta, coadiuvato dai guardalinee Schenone e Alassio, il IV uomo Passeri e gli addizionali Giacomelli e Pairetto.



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L’ex Scaloni: “La Lazio può vincere l’Europa League. Tare si ispira al modello Atalanta”

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Lazio's Argentinian defender Lionel Scaloni celebrates after an Italian Serie A football match between AS Roma v Lazio at the Olympic Stadium in Rome on March 4, 2012. Lazio won Rome's derby 2-1.AFP PHOTO / GABRIEL BOUYS (Photo credit should read GABRIEL BOUYS/AFP/Getty Images)

L’ex biancoceleste Lionel Scaloni, che ha passato ben cinque anni alla Lazio ha parlato in esclusiva ai microfoni di Radio Sei della stagione della sua ex squadra: Seguo sempre la Lazio. Quest’anno c’è stata la sfortuna di aver perso de Vrij in difesa, un giocatore davvero fondamentale. Ora ha trovato maggior equilibrio e sono convinto che potrà fare un grande finale di stagione”. 

Scaloni ha parlato poi della sua nuova esperienza in panchina e non, dopo aver chiuso con il calcio giocato: “Ho chiuso da giugno col calcio giocato. Ora faccio lo scouting per l’Atalanta, in più sono allenatore di una squadra giovanile a Mallorca. Vorrei fare l’allenatore, ho sempre avuto questo tipo di ambizione. Il calcio è la mia passione e vorrei continuare in questo mondo. So che non sarà facile, ma io ho pazienza e aspetto il momento giusto”.

Poi un parere sul cammino della Lazio in Europa League: “L’inizio di stagione non è stato dei migliori. In un campionato così equilibrato diventa difficile risalire la china quando perdi troppe posizioni. Io ero convinto che la Lazio potesse far bene su tutti i fronti. Ma ora deve credere di poter arrivare fino in fondo in Europa, dove per di più le squadre giocano più aperte. Potrebbe pescare in seguito squadre come Villarreal, Athelitc Bilbao o Tottenham, che offrono un calcio molto più offensivo. Alla Lazio conviene affrontare squadre che se la giocano e che concedono anche molto, perché ha qualità e velocità sugli esterni. I biancocelesti è vero che hanno propensione offensiva, ma anche la giusta dose di tattica, essendo una squadra italiana. Il Napoli con il Villarreal ha rischiato di passare il turno fino all’ultimo, contro una delle squadre più forti della Liga dopo Barcellona e Real. Penso quindi che possono giocarsela alla pari. Bisogna però dare il massimo anche in campionato. Quando giocavo a La Coruña, se il sabato non andavamo a mille in campionato, non riuscivamo a dare il massimo neanche in Europa. È sempre importante giocare a ritmi alti, perché diventa stimolante per il futuro”.

KONKOScaloni ha anche voluto parlare del suo amico ed ex compagno di squadra Konko e dei suoi continui dolori fisici, cercando di trovare una spiegazione ai suoi problemi: “Ho giocato diverse volte al suo posto. È difficile trovare un giocatore con quelle caratteristiche. È tecnico, veloce, forte fisicamente anche se non sembra. Il problema è che quando aveva qualche problemino non riusciva ad andare sopra la soglia del dolore. Bastava un fastidio e si fermava, non riusciva a dara quel 5% in più. Magari ora riesce ad avere continuità perché sta trovando più spazio, anche in vista del rinnovo”. 

Lionel ha poi sottolineato il valore del settore giovanile bergamasco e del modello Atalanta: “L’Atalanta è una delle migliori squadre italiane a livello giovanile, se non la migliore. Ora stanno cercando prospetti soprattutto fuori dall’Europa. Ad esempio, hanno un difensore, ora in prestito al Cesena, della Costa D’Avorio di 17 anni (Franck Yannick Kessié, ndr), che sta facendo la differenza e che avrà un grande futuro. Ci sono tantissimi elementi che fanno scouting, alcuni a tempo pieno altri solo saltuariamente per presentare qualche video. Hanno le idee molto chiare e un modo specifico di trovare i giocatori”. E riguardo ai rapporti attuali con la dirigenza biancoceleste, rivela: “Sono sempre in contatto con Igli Tare, ho un rapporto speciale con lui. La Lazio vuole creare un modello simile a quello dell’Atalanta, cercando anche di trasmettere i valori necessari per vestire la maglia biancoceleste, proprio come stanno facendo ora a Bergamo, a partire da quando hanno 13/14 anni”. 

Infine un analisi sull’attacco della Lazio e su Miroslav Klose: “La Lazio ha un problema in attacco? Mi viene da ridere, perché sono giocatori che hanno sempre fatto gol. È difficile trovare giocatori più forti di loro. O meglio, li trovi, ma solo se hai soldi da spendere. Klose? Sono contento per lui. Ha bisogno di trovare il gol, come ne hanno bisogno tutti gli attaccanti della squadra. La Lazio deve passare il turno e provare ad arrivare fino in fondo. Questo è un momento importante della stagione e va sfruttato al meglio”.



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L’ex Ledesma: “Attendo una nuova chiamata, il mio ruolo alla Lazio non era chiaro”

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Cristian Daniel Ledesma, indimenticato ex biancoceleste, dopo la breve esperienza con i brasiliani del Santos è tornato in Italia .L’italo-argentino è in attesa di una chiamata da un club italiano o estero pronto a cominciare una nuova avventura. L’ex capitano biancoceleste ha parlato, ai microfoni di Sky Sport, proprio della sua situazione da svincolato: “Non è successo niente a gennaio, non ci sono stati né movimenti né opportunità. Guardo avanti, aspetterò qualche proposta per dimostrare quello che ancora valgo. Mi alleno tutti i giorni nella speranza che possa uscire qualcosa, purtroppo non dipende da me”.

Ledesma però non dimentica mai i nove anni, con oltre 300 presenze, passati alla Lazio. Nella stessa intervista ha voluto quindi ribadire i motivi del suo addio: “Io non avevo presunzioni alla Lazio. Non riuscivo soltanto a capire quale fosse il mio ruolo nella squadra. Se mancava Biglia o qualcun altro infatti non ero sicuro di giocare. Al di là di quello che potevo dare come persona, mi sentivo e mi sento ancora un giocatore”. Inevitabile anche un commento sulla stagione attuale: “In Europa la Lazio ha trovato squadre non abituate a difendersi. Il Galatasaray è una formazione propensa ad attaccare e concede dunque molti spazi. Quando accade i biancocelesti sanno farti male. In campionato invece, la sconfitta in Supercoppa e nel preliminare di Champions, ha comportato delle incertezze. Per questo motivo non si è mai riusciti a dare continuità ai risultati”.

AS+Roma+v+SS+Lazio+Serie+A+zPlvCXWy_WYlCristian si è poi espresso sul caso Totti-Spaletti : “Sto dalla parte di chi pensa che la cosa migliore sia il bene della squadra. Da fuori non si conoscono determinati fattori. Ho sfidato però spesso Spalletti e so, anche attraverso ex compagni, che è un bravissimo allenatore. I risultati danno ragione a lui”. Sul campionato, invece, questa è la sua riflessione: “Credo che sia una questione di rose, sono molto importanti gli elementi pronti a subentrare dalla panchina. È diverso infatti se ci sono dietro giocatori in grado di rubarti il posto. Sotto questo punto di vista, la Juventus è la più completa, oltre ad avere una mentalità vincente. Contro l’Inter parte da favorita. I singoli dei bianconeri possono fare la differenza. Cristian ha parlato anche del suo ex compagno Hernanes: “Ad inizio stagione non era adatto come vice Marchisio, anche se in Brasile dicevano che aveva iniziato in questo ruolo. Per esperienza personale posso dire tuttavia che non è la stessa cosa. Ora comunque ha preso consapevolezza e riesce ad esprimersi bene”. Sulla zona retrocessione poi ecco il suo pensiero: “Non ci sono formazioni che possono stare tranquille, la cosa più bella è che nessuno ha mollato. Anche il Verona, che fino ad alcune settimane fa non aveva mai vinto, si è rimesso in corsa. La Sampdoria non mi aspettavo si ritrovasse in questa posizione. Ha perso qualche cosa anche dopo il mercato di gennaio”.

L’ex laziale ha poi voluto dire la sua sui nuovi tatticismi del calcio, parlando anche di chi secondo lui gli assomiglia di più in campo: “La visione degli allenatori e dei dirigenti mira adesso ad un maggiore dinamismo e così si scelgono calciatori più muscolari. In molti hanno cambiato ruolo, un trequartista può diventare anche un mediano secondo un percorso all’inverso. Non si predilige più chi gioca in una zona da tanto tempo, ma si opta per caratteristiche diverse in una posizione non naturale. Chi si avvicina più al mio ruolo? In Italia dopo Pirlo c’è Verratti. Banega non lo scopro io, è un grandissimo giocatore. Anche Jorginho sta facendo un grandissimo campionato, si è preso il posto nonostante l’allenatore si fosse portato dietro un suo giocatore (Valdifiori, ndr)”. Infine un parere sulle Nazionali: “Sono pronto a seguire l’Argentina da lontano, l’Italia invece la vivo da qui. Conte sta facendo un ottimo lavoro, secondo me gli azzurri saranno protagonista agli Europei. L’Albiceleste ha invece tanti campioni, ma nell’ultimo anno non si è dimostrata squadra al 100 %. Deve diventare più gruppo, se manca Messi va in difficoltà”.



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Personaggi storici SS Lazio: “la leggenda” Dino Zoff

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In occasione del suo 77° compleanno vogliamo parlare di un personaggio che nonostante non abbia mai giocato con la maglia della Lazio e rimasto comunque nel cuore dei tifosi biancocelesti. Stiamo parlando di Dino Zoff, che nella sua lunga carriera è stato anche allenatore e presidente della squadra capitolina.

Dino Zoff nasce a Mariano del Friuli (GO) il 28 febbraio 1942. Raccontare la storia di una leggenda del calcio italiano e mondiale non è facile ma noi ci proveremo, evidenziando i momenti salienti della sua straordinaria vita passata nel mondo del calcio.

Zoff è cresciuto nella squadra del suo paese, la Marianese, poi nel 1960 passa nella squadra riserve dell’Udinese, squadra con la quale ha esordito anche in Serie A il 24 settembre 1961 in Fiorentina–Udinese finita 5-2. Dalla stagione successiva, che i friulani giocano in Serie B, diviene titolare inamovibile dei bianconeri. Nel 1963 poi si trasferisce al Mantova per 30 milioni di lire e in 4 stagioni con i biancorossi colleziona 131 presenze. Nel 1967 poi viene ceduto al Napoli all’ultimo minuto della sessione estiva del calciomercato per 120 milioni di lire. Con i partenopei gioca per 5 stagioni e difende la porta della squadra biancoazzurra per ben 143 volte. Nel 1972 infine passa alla Juventus, dove vincerà la maggior parte dei suoi trofei. Con in bianconeri rimane fino al suo ritiro, avvenuto nel 1983. Nella sua carriera da calciatore ha vinto 6 Campionati italiani, 2 Coppe Italia e 1 Coppa UEFA, senza riuscire però a conquistare la Coppa dei Campioni. Complessivamente con le squadre di club ha giocato 842 partite.

Zoff-alza-la-Coppa-del-Mondo-1982Ha giocato con la Nazionale Italiana ben 112 partite e ha vinto tutto quello che si poteva vincere con la propria nazione, conquistando, da capitano, a 40 anni, il Campionato del Mondo 1982 in Spagna, il Campionato d’Europa del 1968 in Italia, in cui fece la riserva di Enrico Albertosi e i Giochi del Mediterraneo del 1963. Inoltre in maglia azzurra vanta il record d’imbattibilità della porta con 1.142 minuti in partite ufficiali consecutive, da Italia-Jugoslavia del 20 settembre 1972 ad Haiti-Italia del 15 giugno 1974.

Zoff è una vera e propria leggenda vivente del calcio. E’ stato All-Star Team mondiale nel 1982, 2 volte è entrato nei Top 11 europei, è stato Gold Player FIGC nel 2004 ed è stato inserito nei FIFA 100. Figura anche nella Hall of Fame del Calcio italiano (2012), nella Walk of Fame dello Sport italiano nella categoria “Leggende” nel 2015 e nelle “Leggende del calcio” del Golden Foot (2004). Infine nel 1992 è stato nominato Commendatore Onore al Merito della Repubblica Italiana e nel 2000 Grande Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana, oltre a ricevere nel 2003 dall’Università di Cassino la Laurea Honoris Causa in Scienze Motorie e Sportive. Riconoscimenti che non fanno altro che sottolineare la grande carriera di questo straordinario personaggio che ha fatto la storia del calcio mondiale.

Dopo avere appeso gli scarpini al chiodo allena la Nazionale Olimpica e nel 1988 viene chiamato dalla Juventus, che allena per due stagioni. Nel 1990 poi la storia di Zoff si incrocia con quella della Lazio. Il presidente Sergio Cragnotti, infatti, lo assume come allenatore della Lazio. Per Dino sarà un’esperienza meravigliosa e già dal primo giorno è orgoglioso di allenare la squadra capitolina, tanto che dichiara in conferenza 20120516181202!Dino_Zoff_Laziostampa: “E’ per me un grande onore allenare la Lazio”. Rimane sulla panchina biancoceleste per quattro stagioni dal 1990 al 1994 e in un periodo di ricostruzione riusce a riportare la squadra in Coppa Uefa. Nel 1994 poi la Lazio ingaggia come allenatore Zdenek Zeman  e il presidente Cragnotti offre allora a Zoff la carica di presidente della Lazio. Dino rimane a capo della società biancoceleste fino al 1998. Inoltre nella stagione 1996/97 ricopre anche il doppio ruolo di Presidente-Allentore, dopo l’esonero di Zeman. Nel 1997/98 la Lazio assume Sven Goran Eriksson alla guida tecnica e Zoff torna a fare il presidente fino a quando nel 1998 lascia la carica per diventare Commissario Tecnico della Nazionale italiana dopo i Mondiali svolti in Francia. Con l’Italia sfiora la vittoria nel Campionato europeo del 2000, perdendo la finale contro la Francia solo al “golden gol” di Trezeguet. Così, a causa delle critiche del Presidente del Consiglio Berlusconi, si dimette dall’incarico e torna alla Lazio nel ruolo di Vice Presidente. Nel 2001 poi, ancora una volta, la società lo richiama in panchina quando Eriksson lascia l’incarico per diventare CT dell’Inghilterra. Zoff stupisce ancora tutti, tanto che in campionato arriva ad un passo dal bissare lo scudetto vinto l’anno prima. Viene confermato per la stagione successiva, ma dopo solo tre giornate viene esonerato e sostituito da Alberto Zaccheroni. Chiude così la sua bellissima esperienza alla Lazio con 202 panchine e rimane ancora oggi l’allenatore con il maggior numero di presenze in competizioni ufficiali. E’ rimasto legatissimo alla Lazio, che possiamo definire la sua seconda casa. Nel gennaio 2005 è poi ingaggiato dalla Fiorentina e ottiene con essa la salvezza in serie A. Questo sarà l’ultimo anno da allenatore per il friulano.

Zoff è stato ed è un uomo di sport nell’accezione integrale del termine, infatti una volta lasciato il calcio si dedica anche alla pratica del golf, del tennis e del nuoto. Risiede tutt’ora a Roma nel quartiere Fleming e la Lazio gli è rimasta nel cuore. Nel ruolo di portiere, lo conosciamo tutti, è stato un giocatore di eccezionale valore, tra il più completo del calcio italiano di ogni tempo e tra i più grandi nel mondo. Mentre come allenatore è stato preparato e pragmatico e come presidente è stato carismatico e affidabile. Uomo dalla sportività esemplare, a cui tutti hanno portato grande rispetto, ha sempre dimostrato grande modestia, unita ad un modo di fare sobrio ed elegante. Inoltre è tra gli atleti italiani più conosciuti al mondo ed è diventato un’icona del calcio mondiale.

In questo articolo noi di Since abbiamo voluto raccontarvi brevemente la sua storia, la storia di un mito del calcio italiano e mondiale che molti di noi hanno avuto il piacere di ammirare sulla panchina della Lazio. La storia biancoceleste si è quindi arricchita di una grandissima persona quale è stata Dino Zoff, che i tifosi laziali ricordano con grande stima ed affetto. Tanti auguri leggenda!



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Quando la Lazio faticò col Sassuolo nel 2014…

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Stadio Olimpico, la Lazio di Reja ospita il Sassuolo di Malesani in grandi difficoltà di campionato. Ma la differenza in campo non si vide assolutamente, uno spettacolare 3-2 e denso di emozioni, botta e risposta tra biancocelesti e neroverdi, ma l’autogol di Paolo Cannavaro a 10 minuti dalla fine consegna tre punti importanti alla squadra romana in piena lotta per l’Europa che conta. Per il Sassuolo i soliti tanti applausi, ma la situazione di classifica era sempre più complicata.

LAZIO-SASSUOLO: IL TABELLINO DELLA PARTITA

LAZIO (4-2-3-1): Berisha; Konko, Biava, Dias (56′ Ciani), Radu; Ledesma, Gonzalez (94′ Onazi); Candreva, Mauri (64′ Biglia), Lulic; Klose. A disposizione: Marchetti, Strakosha, Novaretti, Cavanda, Cana, Keita, Kakuta, Anderson, Perea. Allenatore: Reja.

SASSUOLO (3-5-2): Pegolo; Mendes, Cannavaro, Ariaudo; Rosi, Chibsah (46′ Ziegler; 75′ Floro Flores), Magnanelli, Biondini, Longhi; Floccari, Zaza (61′ Berardi). A disp: Pomini, Antei, Pucino, Bianco, Gazzola, Marrone, Missiroli, Farias, Sansone. Allenatore: Alberto Malesani.

Arbitro: Sig. Giacomelli di Trieste.
Assistenti: Sig. Longo di Paola — Sig. Musolino di Taranto
Quarto Ufficiale: Sig. La Rocca di Ercolano.
Arbitri di porta: Sig. Tagliavento di Terni — Sig. Maresca di Napoli

Marcatori: 36′ Radu (L), 72′ Floccari (S), 73′ Klose (L), 79′ Floro Flores (S), 83′ aut. Cannavaro (S)

Note: ammoniti Magnanelli (S), Radu (L), Rosi (S), Zaza (S)



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Sforzini: “Ecco come sono diventato laziale. Il Sassuolo non giocherà a viso aperto”

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La Serie A sembra non essere stato mai il piatto forte di Ferdinando Sforzini, con sole 18 presenze e nessun gol; ma in Serie B è una macchina infernale, 80 gol in cadetteria e con diverse squadre, a dimostrazione della sua insostituibilità e delle sue qualità. Ora gioca in Lega Pro per portare in Serie B il Pavia, ma la redazione di LazioPress, in esclusiva, ha scoperto la passione e il tifo del giocatore di Tivoli che ha militato nelle giovanili della Lazio per un breve periodo. In questa intervista rilasciata prima del match contro il Galatasaray, in qualità di ex giocatore del Sassuolo, parla della situazione attuale della società romana e del sopraccitato tifo.

Come sta andando l’esperienza al Pavia?

“Molto bene. A 32 anni ho deciso di sposare un ottimo progetto di una società importante che vuole fare cose buone. Ho deciso di intraprendere questa nuova avventura e mi sto trovando veramente bene”

Come nasce la tua fede biancoceleste?

“Nasce da bambino. Avevo tanti amici che tifavano la Lazio, ma soprattutto mio nonno mi ha un po’ inculcato questa fede. La prima volta che mi portarono allo stadio era per una amichevole estiva, ero piccolissimo ma rimasi comunque molto colpito e da lì il mio cuore è rimasto sempre biancoceleste”

C’è stato un giocatore che ti ha colpito particolarmente, che ti ha fatto innamorare ancora di più di questa squadra?

“Io ho avuto la fortuna di avere l’abbonamento durante gli anni d’oro della Lazio. In rosa figuravano tanti giocatori fortissimi, da Crespo a Veron, da Salas a Mancini, anche Vieri. Di campioni ne ho visti veramente tanti, poi ho cominciato ad andare in trasferta e non ho potuto seguire la squadra come facevo prima. Ci sono stati più di un giocatore che mi ha colpito, è normale che poi io, essendo attaccante, mi concentravo più sui giocatori che ricoprivano quel ruolo, ma ovviamente c’era altri giocatori di livello assoluto, scontato dire Nesta. Il mio pallino però è stato sempre Chinaglia, attaccante vecchio stampo in cui mi riconosco anche in campo”

Per quanto riguarda il campionato, quello biancoceleste è stato giocato decisamente sotto le linee. Come mai la squadra di Pioli non è riuscita a ripetersi?

“E’ normale che rispetto allo scorso anno la differenza le fanno le aspettative. La passata stagione non c’erano le aspettative che c’erano questo anno. Serviva quella serenità mentale che ha permesso alla squadra di esprimere un ottimo calcio, un calcio fluido. Dopo l’ottima annata dello scorso campionato una squadra deve sempre provare a migliorarsi, era evidente che non sarebbe stato facile, perché sarebbe significato andar a competere per lo scudetto, ma a parer mio ci sono squadre più attrezzate della Lazio”

Lunedì c’è la sfida con il Sassuolo, la tua ex squadra

“Quello era un Sassuolo più ‘piccolo’. E’ stata la mia prima grande squadra che, anche grazie alla mia vendita all’Udinese, si è poi rilanciata nelle serie maggiori. Ora il Presidente Squinzi non ne ha bisogno, ma allora tutti quei soldi che sono finiti nelle tasche della società hanno permesso al Sassuolo di fare campionati importanti”

Che partita sarà quella tra gli uomini di Pioli e i neroverdi?

“Il Sassuolo gioca un buonissimo calcio, molto solido. Di Francesco è un bravissimo allenatore, molto preparato che fa giocare le sue squadre in modo offensivo. Secondo me non verrà all’Olimpico per giocarsela a viso aperto, poiché affronterà una grande squadra come la Lazio. Sarà una sicuramente una bella partita e speriamo che a spuntarla saranno i biancocelesti”

E’ giusto proseguire con Pioli anche la prossima stagione?

“Io ho fiducia nell’operato di Pioli. E’ vero che quest’anno la squadra non si sta esprimendo come dovrebbe, ma ripeto, non è mai facile migliorarsi. Parliamo di un allenatore molto preparato che merita la riconferma. Ho avuto il piacere di giocarci contro in Serie B e le sue squadre hanno sempre giocato molto bene. Bisogna dare continuità di programmi quindi confermerei Pioli”

Hai un po’ di rammarico per non aver mai avuto la possibilità di giocare nella Lazio?

“E’ normale che io, in quanto tifoso, se avessi indossato la maglia della Lazio si sarebbe per me esaudito un sogno. Ci sono stati degli anni in cui ho giocato veramente bene, segnando tanti gol, e l’ambizione c’era. Un po’ di rammarico c’è sicuramente. Per quanto riguarda il mio nome accostato ai biancocelesti a me personalmente non mi aveva mai chiamato nessuno”



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Europa League: le impressioni di Pioli e Ščasný dopo il sorteggio

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Conclusi i sorteggi per gli ottavi di Europa League: la Lazio affronterà lo Sparta Praga il prossimo 10 Marzo. La sorte è stata abbastanza clemente con i biancocelesti, la squadra ceca è forte ma non imbattibile, sicuramente sarà una partita da studiare bene ma che, perlomeno, non incuterà terrore. Gli allenatori di entrambe le squadre sono apparentemente soddisfatti della partita che verrà, le squadre sono più o meno sullo stesso livello. Mister Pioli ai microfoni di Lazio Style Radio 89.3 ha analizzato la situazione e ha affermato che, effettivamente, sarebbe potuto accadere di dover affrontare squadre molto più forti, quindi si è mostrato soddisfatto e pronto a giocare il match nel migliore dei modi, queste le sue parole:

“In queste competizioni tutte le squadre sono di livello, non esistono squadre deboli. Ce ne sono di più forti, certo. Ma lo Sparta Praga sta facendo ottimo campionato, senza subire tanti gol in Europa League. Anche loro sono imbattuti. Giocando con convinzione possiamo passare il turno”.

In seguito, si è espresso così sulla squadra avversaria: “Elementi da tenere sott’occhio? Lafata. Poi ci sono tanti giocatori dell’U21, alcuni hanno disputato anche l’Europeo in estate. Parliamo di giocatori di un certo livello. A questi livelli non esistono avversari deboli, lo ripeto. Solo giocatori da tenere in grande considerazione. Abbiamo la consapevolezza e le possibilità di fare bene. In Europa League ci sono grandi squadre, grandi storie prestigiose. E’ una bellissima competizione, ora pensiamo ai prossimi avversari. Dobbiamo studiarli bene, siamo determinati nell’affrontarli“.

Ai microfoni di Fotbal.idsen è intervenuto, invece, il tecnico dello Sparta Praga Zdeněk Ščasný: “Me lo sentivo, ho vinto la scommessa (ride, ndr). Siamo soddisfatti tutti, la prima impressione è positiva. Eravamo in attesa di capire il nostro avversario. Chi volevamo? Lo Shakhtar Donetsk. Non vediamo l’ora di scendere in campo contro un buon avversario come la Lazio, saranno due belle partite. Staremo a vedere cosa succederà”.



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Lazio-Galatasaray, Parolo e Klose: “Che gioia ritrovare il gol!”

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La Lazio ritrova il sorriso in Europa League nella sfida contro il Galatasaray all’Olimpico terminata 3-1, portandosi a casa una vittoria meritata e passando il turno, qualificandosi per gli ottavi di finale. Assieme al sorriso, alla gioia per la vittoria e alla soddisfazione, due giocatori biancocelesti ritrovano anche il gol: Marco Parolo, che sblocca la partita, e Miroslav Klose. 

Il gol e la vittoria trasmettono sempre delle emozioni indescrivibili, ancor di piú se mancano da tanto e, per questa sera, la Lazio può festeggiare e non pensare al campionato di Serie A. L’attaccante tedesco ed il centrocampista centrale della Lazio hanno espresso tutta la loro soddisfazione intervenendo ai microfoni di Sky Sport.

“Mi mancava il gol, sono contentissimo. Quando segni e vinci è sempre bello – ha commentato Marco Parolo al termine dell’incontro – Abbiamo interpretato bene la gara, abbiamo sofferto solo i primi minuti del secondo tempo. E’ stato importante sbloccarla anche se siamo stati ingenui a prendere gol sul 2-1, ma poi siamo stati bravi a richiuderla. Qualificazione meritata. Giocare in Europa e in Italia è diverso. In Italia le avversarie si chiudono e non ti lasciano spazio e noi siamo bravi a giocare negli spazi. In campionato abbiamo perso troppi punti e stiamo indietro. Servirebbe vincere tante partite ma non è facile. Domenica con il Frosinone ci è mancato il gol, in Europa riusciamo a essere più brillanti. Giocare ogni tre giorni non è facile, ora pensiamo al Sassuolo. Questa squadra ha lo spirito giusto e sta ripatendo. In campionato paghiamo il fatto che abbiamo perso tanti punti nel girone d’andata”. Poi un commento sul classico centrocampo a 3 adottato da Pioli e sul sorteggio, che si terrà a Nyon domani alle ore 13: “In tre giochiamo bene in Europa. Se incontrassimo il Bayer Leverkusen? La Lazio è cambiata, non è quella del preliminare. Contro di loro nella partita d’andata abbiamo vinto, al ritorno invece ci è mancata la mentalità europea. In queste partite di Europa League abbiamo accumulato esperienza, per chiunque sarà difficile affrontare questa Lazio”.

Dopo il centrocampista di Gallarate è toccato a Miroslav Klose: “Dobbiamo avere sempre lo stesso atteggiamento tra campionato ed Europa League. Adesso guardiamo chi prendiamo come prossima squadra, direi che ci sono grandi squadre e diventa dura vincere. È passato un po’ di tempo dall’ultimo gol, ero incazzato perché non segnavo. Non è cosi semplice a quasi 38 anni essere ancora in forza e senza i 90 minuti. Ci provo perché abbiamo tre attaccanti forti, deve sempre decidere il mister. Sono a  disposizione mi diverto anche se gioco solo 2 minuti. Futuro? “Vediamo ancora non ho deciso, vediamo che succederà in futuro”. Poi, ai microfoni di Lazio Style Channel: “Sono sempre carico quando entro, e sono sempre a disposizione del mister. Posso aiutare la mia squadra anche negli ultimi due minuti della partita, lavoro per questo. Prendere subito il gol del 2-1 non è stato positivo, a una grande squadra non deve capitare. Per fortuna siamo riusciti a fare il terzo gol rimanendo lucidi e continuando a giocare. Chi sarà il nostro avversario? Vederemo, per noi è uguale. Sassuolo? Dobbiamo riposare, poi lunedì conterà solo vincere, nient’altro”.



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Pareri discordanti tra Prandelli e Liverani: il Galatasaray è una squadra ben organizzata oppure no?

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Mancano poche ore al tanto atteso turno di ritorno dei sedicesimi di Europa League Lazio-Galatasaray. Le aspettative su questo incontro sono molte e di diverso genere. Il match di andata ha visto un pareggio 1-1 in cui le squadre hanno tenuto testa l’una all’altra fino all’ultimo minuto di gioco. Oggi i biancocelesti di mister Pioli attendono i turchi all’Olimpico; sulla partita di questa sera si sono espresse diverse personalità sportive. Di seguito le parole di Cesare Prandelli ai Media turchi, l’allenatore ha espresso un’opinione quasi dall’interno della squadra turca avendo diretto la panchina del Galatasaray per 4 mesi:

“L’1-1 è un risultato difficile, il Galatasaray è una squadra meglio organizzata della Lazio. I biancocelesti partono con un leggero vantaggio, ma sarà difficile per entrambe”. Sulla sua esperienza in Turchia e sulla squadra di Denizli: “Se mi manca la città? Sì, Istanbul mi manca, qui ho trascorso una buona stagione. Credo che il mio lavoro sia stato efficace, ho dato il mio contributo. Il club, nonostante il cambio in panchina e di alcuni giocatori, sta attraversando un periodo difficile. Penso che le cose con Hamzaouglu andassero meglio”. Per chi tiferà Prandelli questa sera? “Sono fedele al posto e all’ambiente dove ho lavorato. La squadra è rimasta nel mio cuore, anche se Pioli è un mio carissimo amico. Non mi espongo, spero vinca il migliore”.

Una soddisfacente analisi pre-match è stata fatta ai microfoni di Tuttomercatoweb.com dall’ex centrocampista della Lazio Fabio Liverani. Liverani conosce abbastanza bene la squadra di Pioli, si è espresso così:

“Avendo visto la gara dell’andata sono fiducioso per la Lazio: ha dimostrato di meritare anche di più del pareggio. I biancocelesti devono affrontare nel modo giusto dal punto di vista mentale la gara, questo è molto importante. Non devono pensare che l’1-1 possa essere un vantaggio, ma giocare per vincere: così c’è più possibilità di passare il turno“.

Il Galatasaray non è la stessa squadra degli scorsi anni, ha giocatori forti singolarmente ma manca di compattezza e organizzazione: “Sneijder e Podolski sono sicuramente i giocatori che preoccupano di più. All’andata però non ho visto una squadra molto organizzata. Serve pazienza per avere il guizzo giusto, perché non mi è sembrata molto equilibrata durante la partita. La Lazio non deve avere fetta di chiudere la partita, ma deve essere paziente e non concedere ripartenze agli avversari. I capitolini hanno qualità superiore alla squadra turca, che peraltro concede molto”.



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Mercato: tre nomi per l’attacco. Intanto Djordjevic e Matri vanno a caccia della conferma.

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In casa Lazio si continua a lavorare a fari spenti in vista della prossima stagione. Da quanto emerge dalle ultime indiscrezioni, per che il direttore sportivo Igli Tare stia valutando diverse piste per quanto riguardo il ruolo di centravanti. Non è infatti un mistero la necessità della Lazio di acquistare nel reparto avanzato, alla luce dell’addio di Miroslav Klose e dei numeri inquietanti di questa stagione: le statistiche mostrano come, considerando tutte le partite ufficiali dei biancocelesti di quest’anno, sono i centrocampisti a fornire un maggior numero di reti con Antonio Candreva a quota 9 e Felipe Anderson a 7. E le punte? Nella speciale lista, il primo dei tre è Alessandro Matri, autore di 7 reti stagionali tra campionato e coppe, con Filip Djordjevic fermo a 5 e Miro Klose ancora fermo al palo. Se quest’ultimo ha già deciso di lasciare la Lazio al termine della stagione, gli altri due dovranno in questo finale di stagione giocarsi la permanenza nella squadra capitolino: il serbo, nonostante un gran lavoro per la squadra, è risultato troppo spesso inadeguato per la scarsa vena realizzativa, mentre Matri non sembra aver convinto pienamente Pioli, che lo ha però schierato in match importanti della stagione come quello di Istanbul. Il suo futuro sembra essere inoltre legato al riscatto da esercitare nei confronti del Milan, anche se lo stesso ataccante di Sant’Angelo Lodigiano appare fuori dai piani del club meneghino e dunque non dovrebbe essere un problema trovare un accordo.

Se nelle ultime ore è rimbalzato il nome assai improbabile in termini di età e stipendio di Lukas Podolski, tra l’altro già smentito dall’entourage del calciatore, i nomi sul taccuino di Tare sono tre: Leonardo Pavoletti, Ante Budimir e Ciro Immobile. L’attaccante del Genoa sembra essere un pallino della dirigenza e, considerando gli ottimi rapporti tra Lotito e Preziosi, in estate potrebbe aprirsi una vera e propria trattativa per il suo passaggio in biancoceleste. L’attaccante classe 1988 è nel pieno della maturità calcistica e un’eventuale convocazione del CT della Nazionale Antonio Conte per gli Europei potrebbe far lievitare ulteriormente il prezzo. Come lui, anche Ciro Immobile sembra essere tornate appetibile sul mercato, a condizione di un mancato riscatto del suo cartellino del Torino dal Siviglia. Dopo le esperienze negative all’estero, l’attaccante di Torre Annunziata è tornato nel Belpaese per continuare a stupire e segnare, proprio come qualche anno fa. L’attaccamento di Immobile nei confronti dei colori granata e la stima di Cairo nei suoi confronti potrebbero far saltare i piani di Lotito e Tare, che però stanno seguendo anche il capocannoniere della Serie B Ante Budimir, attaccante della rivelazione Crotone. Promozione o no, il piano del club calabrese è chiaro: riscattare il croato dal St.Pauli, formazione che ne detiene il cartellino, per poi venderlo al migliore offerente. Come confermato a Radiosei dal suo agente circa un mese fa, l’interesse della Lazio nei suoi confronti è concreto e la trattativa potrebbe accelerare già nelle prossime settimane.



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Parla Dramé: “La Lazio non è riuscita a vendere nessuno per quello non mi hanno acquistato”

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Boukary Dramé è stato ad un passo dalla Lazio durante la sessione invernale del calciomercato, ma poi come tutti sappiamo l’affare, come al solito non si è concluso. La Lazio Siamo Noi aveva parlato di un’operazione praticamente fatta per l’arrivo di Dramé in biancoceleste, cosa che anche noi di Since vi avevamo riportato, e a confermare questa tesi è stato lo stesso giocatore del Senegal in un’intervista rilasciata ai media francesi. L’ex difensore del Chievo ha infatti detto la sua sulla vicenda, facendo intendere che alla Lazio sarebbe venuto di corsa, ma ha dovuto rinunciare perché il club capitolino non ha venduto prima di acquistarlo.

Queste le sue parole:

La Lazio mi voleva, ma prima avrebbero dovuto cedere un paio di giocatori in esubero (Braafheid su tutti, ndr). Non ci sono riusciti e a quel punto non si è fatto più nulla”. A Roma sarebbe venuto di corsa: “Conosciamo tutti il livello della Lazio, sarei andato in un grande club che mi avrebbe permesso di fare il salto di qualità”.

Le parole del difensore senegalese trasmettono molta delusione, perché venendo alla Lazio Dramé avrebbe dato una svolta alla sua carriera. Le sue dichiarazioni però fanno ben sperare per il futuro, che il senegalese possa quindi tornare nel mirino della Lazio in estate?



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Lazio nelle scuole, stavolta tocca a Parolo e Djordjevic

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Il Tour nelle scuole della Lazio fa tappa all’Istituto Antonio De Curtis di viale San Giovanni Bosco. Si sono presentati Marco Parolo, Filip Djordjevic, il team Manager Maurizio Manzini e l’aquila Olimpia, presente a tutte le uscite di questa singolare e bella iniziativa.

Manzini apre l’evento ringraziando tutti: “Vi porto i saluti della società e vi ringraziamo. Usciamo sempre arricchiti da questi incontri. Vogliamo invitarvi a una delle nostre partite allo stadio Olimpico”, ma partono incalzanti le domande ai giocatori presenti.

Djordjevic: “Se serve collaborare con la squadra? Certo, solo tutti uniti si vince. Un giocatore non può far nulla da solo.Tanti sacrifici? sì, si è sempre lontani dalle proprie famiglie. Ma ci sono tante cose belle nel calcio”

Parolo: “È importante l’alimentazione, soprattutto più in là con gli anni. Quando sei giovane ti puoi permettere qualche dolce perché si ha un metabolismo diverso. Ma quando si è “vecchi” non si può esagerare. Altrimenti ci sono pure le multe da pagare (ride, ndr). Il percorso per diventare calciatori? Il mio è stato più lungo, sono arrivato in Serie A a 25, ho sempre avuto questo obiettivo, e ho dato sempre me stesso. Mi sono sempre divertito, questo è il segreto. Se è un peso non si va da nessuna parte. Il tifo caloroso per la Lazio lo percepisci fin da subito dalla passione della gente, anche nelle amichevoli precampionato, quando vengono in 4/5 mila persone che sono disposte a tutto pur di fare una foto con il giocatore. Prima di venire alla Lazio avevo visto dei video, ad esempio quelli dell’evento Di Padre in Figlio, in cui c’era un Olimpico pieno di gente. Questo amore si percepisce, poi spetta a noi giocatori riuscire a trascinare di più la gente, a volte ci riusciamo altre no. Ma la voglia si percepisce dalle persone anche quando andiamo in trasferta che applaude tanto”

Djordjevic: “Il mio primo gol? La sensazione più bella è quando si fa un gol. Il primo l’ho fatto tanti anni fa, è qualcosa di incredibile”

Parolo: “Il mio idolo è Gerrard, sempre stato lui. Ho avuto la fortuna di giocarci contro, è stato incredibile. Bisogna prendere ciò che hanno di positivo e farne tesoro. Giocare di squadra aiuta tantissimo, tutti rendono meglio quando si aiutano l’uno con l’altro. Per stare insieme agli altri non bisogna essere egoisti. Accettare i difetti. Se uno è più lento devi correre anche per lui. Non tenere conto dei difetti ma stimarsi l’uno con l’altro. Si deve parlare con i compagni e confrontarsi per capire come crescere”

Djordjevic: “Al di fuori del calcio, noi seguiamo il basket, l’Nba ci piace tantissimo. La mia passione per il calcio nasce da sempre, da quando ero piccolo, giocavo tutti i giorni a Football Manager, conoscevo veramente tutti i calciatori.”

Alla questione violenza, Parolo è chiaro: “A me è capitato quest’anno giocavamo in Belgio con l’Italia. Finita la partita nello spogliatoio si parlava solo di quello che era successo in Francia. Il calcio è gioia, bisogna avere rispetto e sperare che certe cose non accadano più”. Poi riprendendo sulla situazione della Lazio spiega: “Si cerca di essere compatti e di non ascoltare ciò che ci viene detto contro altrimenti si impazzisce. Non si può sempre essere al 100%, ma si può risalire con la voglia e la passione”.

Djordjevic: “Offese verso di me perchè straniero? Non mi è mai capitato, ho giocato in Francia e in Italia, ma mai successo. Sono straniero, ma il derby l’ho sentito come tutti gli altri, sappiamo che è uno dei tre più grandi derby del mondo, che è la partita più importante della stagione. Siamo sempre concentrati, è bello giocare partite del genere”

Parolo chiude l’evento parlando del fine carriera e uno sguardo verso la beneficienza: “A quarant’anni si smette, a volte anche prima. Si fa fatica a stare dietro ai giovani che hanno più energia. Uno cerca di mantenersi in forma, ma un certo punto il fisico dice “basta”. Ma i giovani devono fare bene, altrimenti i vecchietti continuano a giocare. Penso sia giusto fare beneficienza, lo facciamo come squadra ma anche personalmente. Ognuno di noi fa donazioni e aiuta gente che ha meno possibilità di noi”

Al termine, i ragazzi assediano i due protagonisti per chiedere foto e autografi, in una giornata molto bella all’insegna del sano sport.



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Sven-Göran Eriksson: “Fortunato ad essere qui. Il calcio cinese è il migliore.”

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Addio a Sven-Göran Eriksson: Il Mondo del Calcio Piange una Leggenda

Dopo aver vinto quasi tutto con la Lazio e aver tentato lo sbarco del lunario in Inghilterra, Sven Goran Eriksson ha tentato la sorte anche nel campionato cinese, precisamente con il Guangzhou e lo Shanghai.

Sull’Equipe l’ex tecnico svedese, non solo premia il calcio cinese, ma pensa che, con l’arrivo di giocatori provenienti dai campionati europei e sudamericani, i giocatori locali possono crescere a punto tale di ambire a molto più di una semplice e storia qualificazione ai mondiali o di lottare fino alla fine per la Coppa d’Asia.

“Tra dieci o quindici anni sono convinto che i cinesi saranno in grado di vincere perfino la Coppa del Mondo. Il futuro è davvero luminoso per questo paese. Io sono fortunato a essere qui, sono capitato nel posto giusto al momento giusto. Quando ero in italia, negli anni ’90, tutti volevano venire qui perché c’era il miglior calcio. Negli anni 2000 ero in Premier e tutti volevano giocare in questo campionato. Ora mi sembra che ogni calciatore punti a giocare in Cina e questa è una grande cosa per il calcio cinese.”

Eriksson dal 1997 al 2001 la Lazio ha vinto il suo secondo scudetto e la Coppa delle Coppe contro il Real Mallorca, e dalle sue parole non sembra essersi pentito di aver scelto l’Oriente, bensì lo erige a futuro del calcio e non solo ad un’ambizione finale di ogni giocatore, ma di un possibile stanziamento pluriennale per costruire qualcosa di importante.



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Candreva: delusione e possibile addio

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Dopo un periodo di apparente tranquillità, Antonio Candreva torna ad essere oggetto di discussione per i giornalisti, accompagnato da un rapporto poco solido con il tecnico biancoceleste.

Dopo due partite consecutive in panchina, causa di un atteggiamento, a parere di Pioli, poco corretto sia in campo che fuori del centrocampista di Tor de’ Cenci, torna a giocare dal primo minuto al Matusa, facendo però una prestazione non all’altezza delle sue capacità: 16 cross, di cui solo 2 riusciti; 5 tiri, di cui solo uno in porta.

Il classe ’87, che fino a pochi mesi fa era la punta di diamante della Lazio, non sente più la fiducia e l’appoggio dell’allenatore e della società e, di conseguenza, non risulta più decisivo, ma alla Lazio servono le sue reti, le sue accelerazioni e i suoi assist per risalire in classifica.

E’ un giocatore che, grazie alle sue qualità e capacità (veloce e dinamico, è dotato di corsa, grinta e spirito di sacrificio, che lo rendono utile anche in fase di copertura), è da qualche tempo nel mirino di grandi squadre: difatti, come riporta la rassegna stampa di Radiosei, Lotito ha già fissato il prezzo per Candreva: 30 milioni di euro. In Premier League ci sta pensando il Chelsea, con Antonio Conte come nuovo allenatore che, come scrive La Repubblica, punta su di lui per gli Europei e lo porterebbe volentieri con sé in Inghilterra.

Dunque il futuro di Antonio Candreva è ancora dubbio ma una cosa è certa: il centrocampista è deluso per la poca considerazione da parte della società e quest’estate farà le sue valutazioni, come riporta il Corriere dello Sport.



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De Martino: “Formello a disposizione di tutti. Lasciamo fuori i problemi del passato”

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Notizie Lazio
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Oggi ai microfoni della trasmissione Lazialità in Tv, è intervenuto il rappresentante della comunicazione biancoceleste Stefano De Martino, introducendo importanti iniziative parlando del rapporto tra società e tifosi, il quale con il tempo è peggiorato sempre di più al punto tale che non si vede una soluzione:

“Come ho già detto, il confronto con gli ex calciatori può essere fatto anche da noi. Ad esempio abbiamo invitato Paolo De Paola a Formello, per conoscere il centro sportivo, che è cambiato moltissimo da quando sono arrivato io nel 2008. Per i tifosi ci sono state molte possibilità di farli entrare a Formello, è chiaro che è impossibile aprire i cancelli 24 ore su 24, ma ogni iniziativa ha avuto un successo non indifferente. Proprio per questo, non sono d’accordo quando si dice che Formello sia un ‘bunker’. Ogni volta che si è chiesto un intervento, c’è sempre stata la volontà di volerlo fare. I motivi di questo clima sono tanti, non c’è solo una problematica. Sappiamo le complicanze legate alle decisioni riguardanti Stadio Olimpico e ordine pubblico”.

Poi sul rapporto con i tifosi:  “Quando sento dire di salvare una stagione io non sono d’accordo: fino a quando ci saranno minuti da giocare, i giocatori sono tenuti a dare il massimo. Spero che a fine stagione ci possa essere un tavolo per sostenere un incontro. La mancanza della Curva Nord, polmone del tifo, costerà dei punti in classifica. Cosa intendo quando parlo di apertura agli ex? Noi siamo a disposizione, vogliamo farvi considerare il nostro centro sportivo disponibile. Siamo aperti con disponibilità quotidiana per far visitare Formello, sempre. Già la prossima settimana si potrebbe organizzare da noi una visita per chi vuole”.

Infine indica quale deve essere il punto di incontro per tutti: “Il minimo comun denominatore per tutti deve essere la Lazio, solo stringendoci, accorciando le distanze possiamo affrontare tutto ciò, lasciando fuori i vecchi problemi del passato. Sto parlando ovviamente al livello di comunicazione. Solo quando non verrà messo da parte definitivamente il retaggio del passato, qualcosa si potrà risolvere”.



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Brocchi: “La Lazio avrebbe dovuto assolutamente vincere contro il Frosinone”

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brocchi
ROME - AUGUST 20: Cristian Brocchi of S.S. Lazio celebrates the victory after the UEFA Europa League first preliminary match between S.S. Lazio and IF Elfsborg at the Olimpic Stadium on August 20, 2009 in Rome, Italy. (Photo by ISM Agency/Getty Images)

Tutti speravano nella vittoria contro il Frosinone, la squadra di mister Stellone è molto competitiva ma la Lazio avrebbe potuto giocare meglio. I ragazzi di Pioli peccano di un po’ di superficialità in campo, troppo spesso le loro mosse sono scontate e prevedibili, nel gioco ci vorrebbe un’ondata di novità e un po’ di grinta in più. L’obiettivo Europa League è ancora raggiungibile ma i risultati in serie A scarseggiano. Ieri sera, dopo la partita, i giocatori biancocelesti e il mister hanno esternato il proprio rammarico riguardo la partita giocata e il misero risultato ottenuto.

C’è molto dispiacere anche nelle parole di chi ha collezionato 111 presenze e 2 reti in maglia biancoceleste prima di intraprendere la propria carriera da allenatore, l’ex centrocampista della Lazio Cristian Brocchi è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Radio 89.3 per analizzare il match di ieri al Matusa: “Io non ho visto tutta la partita. Il Frosinone stava lottando per salvarsi ed era chiaro il suo modo di giocare, la Lazio doveva assolutamente vincere. Rimanere a secco di gol è stato davvero un peccato. Avere uno zoccolo duro di titolari è molto importante, dà sicurezza e il gioco viene meglio. Riesci a trovare soluzioni diverse, per cui gli infortuni hanno il loro peso. Per caratteristiche dei giocatori si cerca troppo di affidare tutto agli attaccanti esterni della Lazio e si rischia di diventare prevedibili. Non ci si può sempre affidare a Candreva o Anderson e sperare che loro si inventino qualcosa”.

Sul suo amico Matri: “Siamo amici da tantissimi anni, siamo tanto legati. Abbiamo condiviso tanti momenti e ci vogliamo bene. L’umiltà è la sua qualità più grande che lo ha portato dov’è”.

Lazio: “In ogni squadra è importante il giusto mix tra giovani e ‘vecchi’. E la Lazio ce l’ha. Il pareggio vale relativamente. Purtroppo questa stagione sta avendo troppi alti e bassi. La speranza è che un appuntamento come quello dell’Europa possa essere un grande stimolo per arrivare fino in fondo. È comunque un obiettivo prestigioso”.

La differenza tra il rendimento della squadra in Europa League e il rendimento in Serie A: “A volte in Europa è più semplice giocare però non trovi squadre che si chiudono e ti aspettano come accade in campionato”.



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Lotito: “Ho venduto Felipe Anderson”, poi la smentita..

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calciomercato lazio

Dopo l’occasione sprecata al Matusa contro il Frosinone, arriva una notizia inaspettata:

“Felipe Anderson l’ho preso a 8 milioni di euro e l’ho già rivenduto a 60. L’anno prossimo andrà al Manchester United”. 

Queste sono le parole del patron della Lazio che sembrerebbe aver pronunciato in occasione del posticipo di Serie B, Salernitana-Crotone finita 1-1, al ds Ursino ed al presidente dei calabresi Vrenna.

Non è una novità che il numero 10 della Lazio sia cercato dal Manchester United, è circa un anno che gli inglesi pressano la Lazio per il brasiliano. Questa estate Lotito ha rifiutato un’offerta da 45 milioni, ma ora il presidente laziale sembra aver cambiato idea per quindici milioni in più dell’ultima offerta..

La notizia è stata comunicata da alcuni giornalisti, dagli inviati de “La Città di Salerno” e “Metropolis”che erano presenti in quel momento, riportata poi da ‘Il Messaggero’ che lascia tutti molto perplessi, increduli, alcuni speranzosi che la notizia sia veritiera e altri no.

E’ ovvio che sorgano dei dubbi, confrontando la stagione precedente con questa possiamo notare che Felipe sia peggiorato tatticamente, e risulta difficile credere che lo United abbia alzato addirittura la cifra dell’offerta.

Ma arriva poco dopo la notizia che smentisce tutto, attraverso il sito ufficiale della Lazio con un comunicato del presidente della società biancoceleste:

“In riferimento alle dichiarazioni attribuite al Presidente Claudio Lotito riguardo la presunta vendita del calciatore Felipe Anderson, la S.S. Lazio precisa che queste sono destituite di qualsiasi fondamento”.

Dunque sembra che il classe ’93, che conquistò il cuore e la fiducia dei tifosi con il suo quarto gol in Serie A in occasione del Derby capitolino del 2014, rimanga, per ora, un centrocampista biancoceleste.



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