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Intervista

Sforzini: “Ecco come sono diventato laziale. Il Sassuolo non giocherà a viso aperto”

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La Serie A sembra non essere stato mai il piatto forte di Ferdinando Sforzini, con sole 18 presenze e nessun gol; ma in Serie B è una macchina infernale, 80 gol in cadetteria e con diverse squadre, a dimostrazione della sua insostituibilità e delle sue qualità. Ora gioca in Lega Pro per portare in Serie B il Pavia, ma la redazione di LazioPress, in esclusiva, ha scoperto la passione e il tifo del giocatore di Tivoli che ha militato nelle giovanili della Lazio per un breve periodo. In questa intervista rilasciata prima del match contro il Galatasaray, in qualità di ex giocatore del Sassuolo, parla della situazione attuale della società romana e del sopraccitato tifo.

Come sta andando l’esperienza al Pavia?

“Molto bene. A 32 anni ho deciso di sposare un ottimo progetto di una società importante che vuole fare cose buone. Ho deciso di intraprendere questa nuova avventura e mi sto trovando veramente bene”

Come nasce la tua fede biancoceleste?

“Nasce da bambino. Avevo tanti amici che tifavano la Lazio, ma soprattutto mio nonno mi ha un po’ inculcato questa fede. La prima volta che mi portarono allo stadio era per una amichevole estiva, ero piccolissimo ma rimasi comunque molto colpito e da lì il mio cuore è rimasto sempre biancoceleste”

C’è stato un giocatore che ti ha colpito particolarmente, che ti ha fatto innamorare ancora di più di questa squadra?

“Io ho avuto la fortuna di avere l’abbonamento durante gli anni d’oro della Lazio. In rosa figuravano tanti giocatori fortissimi, da Crespo a Veron, da Salas a Mancini, anche Vieri. Di campioni ne ho visti veramente tanti, poi ho cominciato ad andare in trasferta e non ho potuto seguire la squadra come facevo prima. Ci sono stati più di un giocatore che mi ha colpito, è normale che poi io, essendo attaccante, mi concentravo più sui giocatori che ricoprivano quel ruolo, ma ovviamente c’era altri giocatori di livello assoluto, scontato dire Nesta. Il mio pallino però è stato sempre Chinaglia, attaccante vecchio stampo in cui mi riconosco anche in campo”

Per quanto riguarda il campionato, quello biancoceleste è stato giocato decisamente sotto le linee. Come mai la squadra di Pioli non è riuscita a ripetersi?

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“E’ normale che rispetto allo scorso anno la differenza le fanno le aspettative. La passata stagione non c’erano le aspettative che c’erano questo anno. Serviva quella serenità mentale che ha permesso alla squadra di esprimere un ottimo calcio, un calcio fluido. Dopo l’ottima annata dello scorso campionato una squadra deve sempre provare a migliorarsi, era evidente che non sarebbe stato facile, perché sarebbe significato andar a competere per lo scudetto, ma a parer mio ci sono squadre più attrezzate della Lazio”

Lunedì c’è la sfida con il Sassuolo, la tua ex squadra

“Quello era un Sassuolo più ‘piccolo’. E’ stata la mia prima grande squadra che, anche grazie alla mia vendita all’Udinese, si è poi rilanciata nelle serie maggiori. Ora il Presidente Squinzi non ne ha bisogno, ma allora tutti quei soldi che sono finiti nelle tasche della società hanno permesso al Sassuolo di fare campionati importanti”

Che partita sarà quella tra gli uomini di Pioli e i neroverdi?

“Il Sassuolo gioca un buonissimo calcio, molto solido. Di Francesco è un bravissimo allenatore, molto preparato che fa giocare le sue squadre in modo offensivo. Secondo me non verrà all’Olimpico per giocarsela a viso aperto, poiché affronterà una grande squadra come la Lazio. Sarà una sicuramente una bella partita e speriamo che a spuntarla saranno i biancocelesti”

E’ giusto proseguire con Pioli anche la prossima stagione?

“Io ho fiducia nell’operato di Pioli. E’ vero che quest’anno la squadra non si sta esprimendo come dovrebbe, ma ripeto, non è mai facile migliorarsi. Parliamo di un allenatore molto preparato che merita la riconferma. Ho avuto il piacere di giocarci contro in Serie B e le sue squadre hanno sempre giocato molto bene. Bisogna dare continuità di programmi quindi confermerei Pioli”

Hai un po’ di rammarico per non aver mai avuto la possibilità di giocare nella Lazio?

“E’ normale che io, in quanto tifoso, se avessi indossato la maglia della Lazio si sarebbe per me esaudito un sogno. Ci sono stati degli anni in cui ho giocato veramente bene, segnando tanti gol, e l’ambizione c’era. Un po’ di rammarico c’è sicuramente. Per quanto riguarda il mio nome accostato ai biancocelesti a me personalmente non mi aveva mai chiamato nessuno”

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