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Lazio-Atalanta: la moviola dell’incontro

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L’arbitro Marco Guida della sezione di Torre Annunziata ieri sera si è guadagnato la sufficienza, nonostante qualche errore evitabile. Ma vediamo nel dettaglio la direzione di gara del 35enne campano.

Primo Tempo

14’ Lancio di Patric per Klose che viene fermato per fuorigioco, corretta la decisione di Guida.

15’ Dura entrata di De Roon su Mauri. Il direttore di gara segnala il fallo ma manca un giallo.

19’ Contrasto tra D’Alessandro e Cataldi sulla destra con la palla che scivola sul fondo. Il guardalinee indica l’angolo, ma il direttore di gara fa riprendere con una rimessa dal fondo. L’ultimo tocco sembra effettivamente del calciatore bergamasco.

24’ Azione personale di Klose, fermato dall’intervento irregolare di Cigarini: inevitabile il giallo per il nerazzurro.

36’ Klose riparte in contropiede e viene fermato da Toloi. Il tedesco protesta, ma il centrale ospite prende nettamente il pallone.

45’ Pinilla finisce a terra a metà campo e la panchina dell’Atalanta protesta per una presunta manata di Mauricio. Le immagini non chiariscono, il braccio del brasiliano sembra largo, ma difficile capire se ci sia stato o meno contatto.

Secondo Tempo

59’ Keita va sul fondo e cade dopo l’intervento di Masiello in scivolata, l’arbitro dice che non è fallo e assegna una rimessa dal fondo.

65′ Corretta l’ammonizione di Cataldi: dura la sua entrata su Paletta.

68’ Lazio in vantaggio grazie a Klose: la rete è assolutamente regolare. Mauri viene steso da Sportiello, l’arbitro concede il vantaggio e il tedesco, partito dietro il pallone e quindi posizione regolare, insacca. Guida ammonisce Sportiello per il fallo sul brianzolo. Anche in questo caso la scelta sembra quella corretta.

80’ Patric ammonito per fallo su D’alessandro: giusto il giallo per il terzino spagnolo

88’ Brutto fallo di Toloi su Klose, con il brasiliano che viene giustamente ammonito

92’ Biglia dribbla Masiello che lo atterra: scatta il cartellino anche per il terzino bergamasco

 



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Klose e Hoedt: “Giovedì partita fondamentale”. Mauri: “Dobbiamo migliorare”

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miro klose lazio

Stefano Mauri è intervenuto durante l’intervallo del match contro l’Atalanta ai microfoni di Mediaset Premium: “Siamo lenti a girare palla, arriviamo bene nella trequarti ma poi fatichiamo a concludere. Loro sono pericolosi quando ripartono in contropiede. Dobbiamo pensare a fare meglio perché stiamo giocando lenti, dobbiamo essere più veloci e fare gol”.

Al termine della partita, attraverso i canali della medesima emittente tv, sono arrivate anche le parole dell’eroe della serata, Miroslav Klose, autore della doppietta decisiva che ha permesso ai biancocelesti di tornare a conquistare i 3 punti: “Abbiamo dimostrato di essere una squadra, stasera hanno giocato i calciatori che hanno avuto meno spazio. Ci dobbiamo aiutare di più in campo, nelle situazioni di difficoltà ci nascondiamo un pochino. I risultati si ottengono con il lavoro della squadra. Non lo so come ha fatto a vedermi Mauri, ma se non avessi segnato io sarebbe stato rigore. Ha fatto una gran partita, è stato molto bravo. Le decisioni della Uefa? Dobbiamo aspettare, l’importante è che giovedì lottiamo dal primo all’ultimo minuto, dobbiamo assolutamente passare il turno”.

Miro Klose ha analizzato il match anche ai microfoni di Sky Sport: “Mi sono tolto un peso? Sì, semplicemente sì (sorride, ndr). Non siamo stati distratti dalla gara di giovedì anche perché abbiamo giocato con diversi giocatori che nemmeno sono nella lista Uefa. All’inizio abbiamo avuto la paura di sbagliare e per questo abbiamo giocato un po’ spaventati. Succede anche questo nel calcio, l’importante è che abbiamo lottato insieme e che abbiamo vinto”

Infine è toccato al difensore centrale olandese Wesley Hoedt, intervenuto sulle frequenze della radio ufficiale, Lazio Style Channel: “Stasera abbiamo fatto una buona partita, ora è necessario concentrarsi sulla gara di giovedì che è importantissima. Poi andremo a Milano per tentare di fare i tre punti”.Poi sui suoi compagni, Patric e Braafheid: “Braafheid ha fatto bene, anche Patric che è giovane ha fatto bene. Oggi non abbiamo preso gol, ma dobbiamo guardare avanti. Giovedì c’è una partita importantissima”. Successivamente sul duello odierno fra D’Alessandro e Braafheid: “Oggi Braafheid aveva contro un avversario molto veloce, ma bisogna mettere bene il corpo per difendere in questi casi e anticipare l’avversario”. Hoedt prosegue parlando della sfida contro lo Sparta Praga: “Noi giovedì scorso abbiamo fatto un buona gara, dovevamo fare più gol. Siamo una grande squadra, possiamo passare il turno”. Il giovane conclude analizzando i suoi progressi da quando è alla Lazio: “Gli ultimi mesi ho svolto un ottimo lavoro, soprattutto a livello di concentrazione mentale. Ho lavorato con il vice allenatore su questo, poi sono diventato più forti con i duelli, ma ho ancora tempo per migliorare”.



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Lazio Atalanta 2-0: decide un doppio Klose

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Lazio's Miroslav Klose (C) celebrates with his teammates after scoring the 1-0 goal during the Italian Serie A soccer match between SS Lazio and Atalanta at the Olimpico stadium in Rome, Italy, 13 March 2016. ANSA/ETTORE FERRARI

All’Olimpico di Roma la Lazio vince contro l’Atalanta per 2-0 con la prima doppietta stagionale di Miroslav Klose. Mister Pioli fa un ampio turn over in vista del ritorno di Europa contro lo Sparta Praga fissato per giovedì. L’ex Reja invece si affida alla formazione migliore.

CRONACA-  Lazio subito aggressiva. L’Atalanta prova la prima trama offensiva: cross di Gomez a cercare la testa di Pinilla ma il pallone  scivola oltre la linea di fondo. Un’Atalanta molto attenta, aspetta solo il momento giusto per colpire in contropiede. Nei primi 15′ minuti poche occasioni fino al 17′ quando Pinilla crossa a destra per D’Alessandro, che a tu per tu contro Marchetti prende il palo e  salva la Lazio. Un minuto dopo Marchetti si supera e devia il tiro di Gomez. Ora l’ Atalanta punge e la Lazio soffre. Patric e Braafheid sembrano  in difficoltà, la Lazio prova con Onazi dal limite, ma spara alto. Al 30′ su calcio d’angolo palla goal per Klose ma non  impatta bene di testa e la palla va sull’esterno. Al 36′ Kurtic si impone sulla fascia destra, il suo cross stava per trovare la deviazione di Pinilla.

ROME, ITALY - MARCH 13: Miroslav Klose (L) with his teammates of SS Lazio celebrates after scoring the opening goal during the Serie A match between SS Lazio and Atalanta BC at Stadio Olimpico on March 13, 2016 in Rome, Italy. (Photo by Paolo Bruno/Getty Images)

Al 40′ Felipe Anderson e Kishna duettano bene a sinistra, il cross dell’olandese però è intercettato da Paletta. Poca Lazio e molta Atalanta e al duplice fischio, bordata di fischi dell’Olimpico. Al 57′ Pioli richiama Kishna per Keita. Reja gioca la carta Borriello, per Pinilla. Al 60′  Felipe Anderson vede l’inserimento di Mauri ma Sportiello anticipa il brianzolo. Al 67′ si sblocca la Lazio e la partita: Mauri si inserisce coi tempi giusti e vola verso Sportiello. Il portiere atalantino travolge il giocatore laziale ma la palla va sui piedi di Klose che mette a segno il suo primo goal in campionato.  Sull’uscita il portiere atalantino serve il tedesco che può solo appoggiare in porta. Al 69′ Cigarini tira in porta e ancora Marchetti  come sul tiro di Gomez si salva. Al 71′ . Reja esegue un doppio cambio, escono Cigarini e Gomez, e al loro posto entrano Gakpé e Diamanti. Al 73′ invece Pioli getta nella mischia Lucas Biglia per Danilo Cataldi. Al 81′ terzo e ultimo cambio per Pioli: Onazi lascia il posto a Parolo. L’ Atalanta tenta di pareggiare ma al 93′  Felipe Anderson fallisce il match point, il suo diagonale lambisce solamente il palo e sfuma un’ occasione d’ oro. Al 94′ però con l’Ataltanta tutta in avanti, la Lazio riconquista palla a metà campo e dopo una ripartenza micidiale di Felipe Anderson, Klose segna il 2-0 finale e la sua prima doppietta stagionale.

IL TABELLINO:

LAZIO (4-2-3-1) – Marchetti; Patric, Mauricio, Hoedt, Braafheid; Onazi, Cataldi; Felipe Anderson, Mauri, Kishna; Klose. All. Pioli. A disp.Berisha, Guerrieri, Gentiletti, Biglia, Morrison, Parolo, Lulic, Candreva, Matri, Keita.

Indisponibili: de Vrij, Radu, Konko, Basta, Djordjevic, Bisevac, Milinkovic
Squalificati: nessuno
Diffidati: nessuno

ATALANTA (4-3-3) – Sportiello; Masiello, Toloi, Paletta, Brivio; Kurtic, De Roon, Cigarini; D’Alessandro, Pinilla, Gomez. All. Reja. A disp. Bassi, Turrin, Dramè, Cherubin, Stendardo, Raimondi, Conti, Freuler, Migliaccio, Diamanti, Gakpé, Monachello, Borriello.

Indisponibili: Carmona, Bellini
Squalificati: nessuno
Diffidati: Kurtic, Gomez, Diamanti, Paletta

ARBITRO: Guida (sez. Torre Annunziata)
ASSISTENTI: La Rocca e Lo Cicero
IV UOMO: Longo
ADDIZIONALI: Di Bello e Chiffi



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Accadde oggi: 13 marzo 1994, l’esordio di Alessandro Nesta in Serie A

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Per la nostra rubrica storica oggi torniamo indietro nel tempo a 22 anni fa, in un giorno che i tifosi biancocelesti non potranno mai dimenticare. Se vi state chiedendo il perché la risposta è semplice, infatti, esattamente 22 anni fa esordiva in Serie A uno dei più forti difensori della storia della Lazio, ma anche uno dei più forti della storia del calcio mondiale: stiamo parlando di Alessandro Nesta.

Nesta fece il suo in Serie A il 13 marzo 1994 in occasione della gara tra Udinese e Lazio valida per la 27° giornata della Serie A e conclusasi per 2-2. A farlo debuttare nel massimo campionato italiano fu l’allenatore Dino Zoff che lo fece scendere in campo al 78′ minuto della partita al posto di Pierluigi Casiraghi. Iniziava così la storia calcistica di una leggenda del calcio europeo e mondiale. Per la cronaca in quella partita segnarono per la Lazio Winter e Signori, che rimontarono per due volte i goal dell’Udinese realizzati da Borgonovo e Pizzi.

Nesta_lazioAlessandro fu inserito, però, nella rosa della prima squadra già nel 1993 da Zdenek Zeman che rimase colpito dalle sue capacità e in quell’anno inoltre vinse il campionato Primavera nella squadra allenata da Mimmo Caso. Nella stagione 1994/95, dimostrò poi tutto il suo valore, mettendosi in luce per la sua classe e la sua intelligenza, tanto che collezionò ben 11 presenze, mentre nella stagione successiva entra in pianta stabile nella formazione titolare della Lazio e le sue presenze sono addirittura ventitré. Diventò quindi un titolare inamovibile nella squadra biancoceleste, tanto che si guadagnò anche la chiamata in Nazionale, da parte di Arrigo Sacchi, per gli Europei del 1996 in Inghilterra. Nel 1998 arrivò poi la prima gioia con la maglia della Lazio, quando Nesta vinse insieme ai suoi compagni la Coppa Italia contro il Milan (guarda caso una segno del destino). A segnare il goal decisivo nella finale di ritorno fu proprio Nesta che regalò così una gioia immensa ai tifosi laziali.

Negli anni successivi arrivarono altre grandi soddisfazioni con l’aquila sul petto. Nel 1999, infatti, Nesta diventò il capitano della Lazio e vinse la Coppa delle Coppe e la Supercoppa Europa. Nelle stagioni successive poi i biancocelesti conquistarono anche lo Scudetto, la Coppa Italia e la Supercoppa Italiana e fu sempre Alessandro ad alzare al cielo questi trofei. Nell’estate del 2002, però, dopo 9 stagioni e 193 presenze in campionato il difensore lasciò la Lazio e venne ceduto al Milan per risanare le casse societarie dei biancocelesti. Sergio Cragnotti, infatti, fu costretto a venderlo per una cifra intorno ai 31 milioni di euro nella speranza di salvare la Lazio dal fallimento. A Milano andrà a formare una delle migliori difese esistenti insieme a campioni come Paolo Maldini, Alessandro Costacurta, Cafu e Jaap Stam.

Questo un video riassuntivo della carriera di Nesta alla Lazio:



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Lazio primavera travolta in casa dall’ Ascoli: finisce 0-5!

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La Lazio di Inzaghi non vince la settima partita consecutiva perdendo male anzi malissimo. Allo stadio ‘Fersini’ l’Ascoli si impone con un roboante 5-0. All’intervallo la formazione ascolana allenata da Di Mascio è già avanti di tre reti, al triplice fischio addirittura di cinque. Un passivo pesantissimo che nessuno alla vigilia si aspettava.

LA CRONACA – Nei primi minuti Palombi e Manoni provano a segnare ma  il portiere ascolano D’Egidio  devia in angolo. Dopo trentacinque minuti la Lazio è già sotto 2-0. Orsolini al 15′ sfrutta un rimpallo, batte Matosevic con un preciso sinistro a giro ed è 1-0. Manari, invece al 35′ realizza il calcio di rigore del raddoppio. Murgia chiama ancora il portiere ascolano alla risposta in corner, ma nel capovolgimento di fronte Orsolini fa 3-0. Inzaghi è una furia, se la prende con Manoni: “Perché non giochi invece di protestare?”, urla al proprio difensore. Il mister biancoceleste prima dell’intervallo cerca di salvare il salvabile,  allora ecco che Petro  esce  per Ennali. Manoni scala in difesa, Dovidio si mette al centro. Schierando la formazione di vigilia. Finisce cosi il primo tempo sul 3-0 per l’ Ascoli. Nel secondo tempo la Lazio prova subito l’assalto. Ci provano  Murgia e Folorunsho, senza precisione. Palombi di testa sfiora il goal ma la palla esce di poco fuori. Ma al quarto d’ora. Dopo gli infortuni di Cardelli, Borecki, Collarino, Rossi e Quaglia anche Dovidio si infortunia. Il terzino lascia il campo in barella e con le mani sul volto dopo un movimento anomalo del ginocchio. Allora Inzaghi fa entrare Bequiri adattando Rokavec  al centro della difesa. Ancora Palombi sfiora il goal ma come per  lo 0-3  Orsolini  in contropiede serve il poker ed è festa ascolana. È la rete che sotterra moralmente i biancocelesti. La traversa  di Jallow evita la cinquina ascolana. Ma al 90esimo Tomassetti infila il pokerissimo. Finisce così, con un secco 0-5. Ora l’obiettivo secondo posto ora si allontana inesorabilmente.

IL TABELLINO:

LAZIO (4-3-3): Matosevic; Dovidio (63′ Beqiri), Mattia, Petro (38′ Ennali), Germoni (79′ Ceka); Murgia, Rokavec, Folorunsho; Palombi, Bezziccheri, Manoni. A disp. Borrelli, Lazzari, Cotani, Antonucci, Cardoselli, Bernardi. Allenatore: Simone Inzaghi

ASCOLI (4-3-3): D’Egidio; Tomassetti, Capozzi (71′ Busti), Quaranta, Perri; Fazzini, Mancini (79′ De Angelis), Parlati; Orsolini, Jallow (84′ Ciabuschi), Manari. A disp. Venditti, Buono, Botta, Carrozzo, Ferrari, Bartolini, Ciarcelluti, Giannantonio, Bellini. Allenatore: Cetteo Di Mascio

Arbitro: Chindemi (sez. di Viterbo). Ass. Rotondale- Marinenza.

Marcatori: 15′, 35′, 75′ Orsolini (A), 24′ rig. Manari (A), 89′ Tomassetti (A)

Ammoniti: 30′ Rokavec (L), 37′ Germoni (L), 50′ Capozzi (A), 52′ Dovidio (L), 71′ Mancini (A)

 



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Lazio – Atalanta: statistiche e probabili formazioni

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statistiche lazio atalanta

Si conclude oggi, dopo i tre anticipi giocati tra ieri e venerdì, la 29° giornata di Serie A. Dopo le partite che si disputeranno tra le 12.30 e le 15.00, infatti, questo turno si chiuderà alle 20.45 con due posticipi e uno di questi vedrà impegnata proprio la nostra Lazio contro l’Atalanta. Una sfida che vede il ritorno nella capitale, da avversario, dell’ex Edy Reja, ma questa sembra l’unica nota interessante in un match che le due squadre affrontano con pochissime motivazioni. I biancocelesti, infatti, hanno ben poco da chiedere a questo campionato e Pioli opterà per un ampio turn over in vista dell’Europa League; mentre l’Atalanta, che ormai ha la salvezza praticamente in tasca, scenderà in campo con la squadra titolare ma senza grossi patemi d’animo.

PRECEDENTI E STATISTICHE: Sono 47 i precedenti all’Olimpico tra Lazio e Atalanta. La Lazio ha un bilancio di 19 vittorie, 12 sconfitte e 16 pareggi. Nella storia di questo incontro le due formazioni hanno realizzato in totale 116 reti: 70 di queste portano la firma di un calciatore biancoceleste, mentre nelle rimanenti 46 occasioni sono stati i giocatori nerazzurri ad esultare. L’ultima vittoria della Dea risale a due anni fa, quando l’Atalanta si impose all’Olimpico con il risultato di 1-0 grazie al gol di Moralez. Nella stagione 2012/2013, invece, era stata la Lazio a conquistare i 3 punti grazie al 2-0 firmato da Floccari e dall’autogol di Brivio. L’ultimo pareggio è invece lo 0-0 del 2002-2003. La vittoria più larga della squadra della Lazio è il 5-0 del 1950-1951, mentre nell’ultimo scontro diretto sono stati i biancocelesti a vincere per 3-0, grazie alla doppietta di Mauri e alla rete di Lulic.

L’attacco della Lazio è il nono del campionato, con 35 reti (1,3 a partita) e i biancocelesti sono la formazione che ha compiuto più cross utili in stagione (256), il che evidenzia come le corsie esterne siano fondamentali nel gioco di Pioli. L’Atalanta, invece, ha realizzato soltanto 26 reti (0,9 a partita) ed è il diciassettesimo attacco della Serie A, mentre i nerazurri si trovano al terzo posto nella classifica dei traversoni (219 utili). Il miglior marcatore della Lazio in questa stagione è Antonio Candreva, autore di ben 7 reti in campionato; mentre per l’Atalanta, invece, è Alejandro Gomez a primeggiare sui compagni, sempre con 7 gol.

QUI LAZIO: Pioli sembra intenzionato a schierare un 4-2-3-1 con Marchetti tra i pali. La linea difensiva sarà, invece, composta da Patric, Mauricio, Hoedt e Braafheid, viste le indisponibilità di Radu, Konko e Basta sulle fasce. Mentre a centrocampo agiranno Onazi e Cataldi per far rifiatare Biglia, Parolo e Milinkovic-Savic in vista del match di ritorno di Europa League contro lo Sparta Praga. Stessa cosa in attacco, dove ci saranno Felipe Anderson e Kishna ad agire sugli esterni con Candreva e Keita tenuti a riposo; infine dietro all’unica punta Klose si rivedrà dal primo minuto Stefano Mauri.

QUI ATALANTA: Reja dovrebbe optare per un 4-3-3 con Sportiello in porta e con Conti e Dramè come terzini. Al centro della difesa ci saranno, invece, Toloi e Paletta, con il brasiliano che sostituirà capitan Bellini. A centrocampo spazio a Kurtic, De Roon e Cigarini che formeranno la linea a tre di centrocampo. Vista l’assenza del cileno Carmona, infatti, l’allenatore goriziano opterà per l’olandese De Roon in mezzo al campo. In avanti, infine, ci sarà il terribile trio d’attacco formato da Gomez, Diamanti e Pinilla pronto a mettere in difficoltà la difesa della Lazio. L’argentino Gomez torna in campo proprio oggi, dopo un lungo stop causato da una frattura al costato.

PROBABILI FORMAZIONI:

LAZIO (4-2-3-1): Marchetti; Patric, Mauricio, Hoedt, Braafheid; Onazi, Cataldi; Felipe Anderson, Mauri, Kishna; Klose. All. Pioli. A disp.Berisha, Guerrieri, Bisevac, Gentiletti, Biglia, Milnkovic, Parolo, Lulic, Morrison, Candreva, Matri, Keita.

Indisponibili: de Vrij, Radu, Konko, Basta
Squalificati: nessuno
Diffidati: nessuno

ATALANTA (4-3-3): Sportiello; Conti, Toloi, Paletta, Dramè; Kurtic, De Roon, Cigarini; Diamanti, Pinilla, Gomez. All. Reja. A disp. Bassi, Turrin, Brivio, Cherubin, Stendardo, Raimondi, Masiello, Freuler, Migliaccio, D’Alessandro, Gakpé, Monachello, Borriello.

Indisponibili: Carmona, Bellini
Squalificati: nessuno
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ExtraLazio: Lotito contestato dopo Salernitana-Lanciano

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Non solo a Roma ma anche a Salerno. Lotito trova l’ambo in ambito della contestazione dopo la partita tra Salernitana e Lanciano dove la squadra campana viene sconfitta per 3 reti ad 1 in un match “spareggio”. Al termine della gare il presidente Lotito riceve la solita contestazione dove i tifosi salernitani gli dedicano cori ed insulti dove lo invitano esplicitamente a lasciare la dirigenza della società. Tra i tanti cori c’è: “Salerno non è la Lazio”.

Da alcune fonti giornalistiche si parla di un Lotito “menefreghista”, il presidente avrebbe lasciato lo Stadio durante la contestazione di fine gara dicendo “Ma chi se li inc…..” ad un suo collaboratore.
Solo verso le 18 gli animi si sono placati grazie all’intervento delle forze dell’ordine



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#MiRitorniInMente: Lazio Atalanta: quando Liverani regalò la vittoria alla Lazio

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Facciamo un bel balzo indietro e torniamo nel 2005, primo anno di presidenza Lotito e Lazio in piena zona retrocessione.
Fù l’anno dei 10 giocatori in un giorno e del ritorno di Di Canio, ma anche di una stagione molto difficile che vide la Lazio combattere fino alla fine per non retrocedere.
Unico acuto di quell’anno fù il grandissimo derby vinto per 3 a 1 con il famoso gol di Di Canio che esultò sotto la sud come 11 anni prima.
Ma torniamo a quel Lazio Atalanta del 2005; partita delicatissima per gli uomini di Papadopulo che si scontravano con una diretta concorrente per non retrocedere.
Fù Fabio Liverani all’89’ a regalare con un suo gol una vittoria pesantissima per la lotta salvezza, che si concluderà a fine anno con i biancocelesti che resteranno in Serie A.

Ecco chi scese in campo in quel 12 febbraio 2005:

LAZIO: Peruzzi (27′ Sereni), Siviglia, Giannichedda, Talamonti, Oddo, Dabo, Liverani, E.Filippini, Seric (65′ Muzzi), Bazzani, Rocchi (88′ Pandev). A disposizione: Zaccardi, Zauri, Manfredini, E.Gonzalez. Allenatore: Papadopulo.

ATALANTA: Taibi (46′ Calderoni), Rivalta, Sala, Capelli, Motta, Mingazzini, Bernardini (61′ Montolivo), Marcolini, Bellini, Lazzari, Makinwa (78′ Sinigaglia). A disposizione: Innocenti, Adriano, M.Stendardo (II), Pagano. Allenatore: D.Rossi.

Arbitro: Sig. Brighi (Cesena).

Marcatori: 44′ Makinwa, 45′ Bazzani, 89′ Liverani.

Note: serata fredda e umida. Ammoniti: Bazzani e Dabo per proteste, Motta e Montolivo per comportamento non regolamentare. Recuperi: 1′ p.t., 4′ s.t.

Spettatori: paganti 7.074, per un incasso di euro 95.457,00, abbonati 28.724 per una quota di euro 390.764,05.



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La curva Nord interista boicotta la trasferta di Roma

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Solidarietà tra tifosi di squadre diverse ma legate da un gemellaggio forte con la Lazio. Gli interisti, tramite il loro sito ufficiale annunciano pubblicamente che non scenderanno a Roma per assistere al match tra Roma-Inter in programma per Domenica prossima all’Olimpico di Roma. Gli ultras neroazzurri vogliono dare per la prima volta, un segnale forte contro la decisione della suddivisione delle curve, messa in vigore dal prefetto Gabrielli con l’intento aumentare la sicurezza negli stadi.Un  atto che lascia molto a desiderare dato che un settore frequentato da tifosi legati da un’unica fede viene divisa da dei pannelli di vetro quando nei match europei molti tifosi provenienti dai diversi paesi creano scompiglio per le vie di Roma.

Il Consiglio Direttivo della Curva Nord ha deciso che il tifo organizzato nerazzurro non parteciperà alla trasferta di Roma in segno di solidarietà con chi protesta contro l’uso delle barriere in curva. È la prima tifoseria che prende una decisione del genere in occasione di una trasferta all’Olimpico da quando la Prefettura ha deciso per l’uso delle barriere in curva.



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Ranking Uefa: l’Italia conta sulla Lazio.

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Bodo Glimt Lazio neve

Italia in quarta posizione nel Ranking Uefa a pochi punti di distanza dall’Inghilterra. Eliminate Roma, Napoli e Fiorentina, l’Italia punta tutto su Juventus in Champions e Lazio in Europa League, riuscire ad ottenere il terzo posto in classifica significherebbe aggiudicarsi un posto in più nella Champions 2017/2018. L’Italia tiene duro per tentare il sorpasso dell’Inghilterra (attualmente a +3,7) che ha perso il Chelsea e sta per perdere l’Arsenal. Sicuramente la classifica ringrazia e sorride alla Lazio che è riuscita ad ottenere un risultato positivo, ieri, a Praga. L’Inghilterra è stata messa a dura prova dalle sconfitte riportate dal Tottenham e Manchester United. Sarà fondamentale per la squadra di mister Pioli e per tenere alto il punteggio del Ranking portare a casa una vittoria nel turno di ritorno contro lo Sparta Praga (match che si disputerà all’Olimpico giovedì prossimo).



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Diritti tv: pronta la ripartizione per le squadre di serie A

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La Lega di Serie A ha ormai deciso la ripartizione dei diritti tv per la stagione in corso, un tesoretto complessivo che si aggira sulla cifra di 1 miliardo e 169 milioni di euro (20% in più rispetto alla stagione passata), un record storico, che porterà grandi benefici economici a tutte le squadre del campionato, che se ne spartiranno una grandissima fetta complessiva, ma che segna conseguentemente uno sfollamento sempre più marcato per quanto riguarda la presenza dei tifosi allo stadio, sfollamento particolarmente percepito nella piazza romana, dove la divisione delle curve ha portato allo sciopero non solo degli ultras, ma anche di molti tifosi negli altri settori.

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Inizialmente ad ognuna delle 20 squadre verrà elargita una somma standard di 18.5 milioni, cifra che nel complesso porterà via circa un terzo dell’intero tesoretto disponibile, poi tramite i parametri di bacino d’utenza, piazzamenti negli ultimi anni e posizione finale in classifica nella stagione in corso verranno spartiti i proventi rimasti (una cifra di poco superiore a 550 milioni di euro).

Secondo questi principi la squadra biancoceleste dovrebbe percepire poco più di 55 milioni di euro, un ammontare che da solo riuscirebbe a colmare per ben due volte l’intero monte ingaggi della società.

Ma la squadra capitolina si classifica solo al 6° posto della classifica sui proventi derivati dai diritti tv: davanti ci sono infatti il Napoli e la Roma, con 70 milioni circa di entrate, le due milanesi, che disporranno di circa 80 milioni e infine, al primo posto, la Juventus, nelle cui tasche entreranno la bellezza di 100 milioni di euro.



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Keita: “Dispiaciuto per il pareggio, ora pensiamo al campionato. Cori razzisti? Non ho sentito nulla.”

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Al termine della partita di ieri sera ha parlato ai microfoni di SkySport Keita Balde Diao, il quale durante il match ha saputo mettere in difficoltà la difesa dello Sparta Praga dimostrando il suo talento compiendo 64 tocchi, due passaggi di tacco, 5 dribbling riusciti e addirittura un tackle.

Nonostante la buona prestazione dei biancocelesti di ieri sera, il risultato non soddisfa:

“Sono contento per la mia prestazione, ma credo che potevamo vincere e di questo sono dispiaciuto”. Il pareggio è comunque un risultato positivo, che permette di guardare con ottimismo alla seconda sfida all’Olimpico: “Da domani dobbiamo pensare al ritorno e alla vittoria per dare una soddisfazione ai tifosi e a noi stessi”. Keita, spesso considerato lo “spacca-partite” per la sua capacità di entrare bene a gara in corso, ha dimostrato di poter essere decisivo pure dall’inizio: “Sono cose che si dicono perché nelle ultime partite ho fatto bene entrando a gara in corso, ma io metto sempre le mie qualità a disposizione e credo di poter sempre aiutare la squadra. Provo sempre a dare il massimo, senza guardare l’età. Se hai talento devi saper far bene a prescindere”. Lo ha fatto sia da centravanti (ruolo occupato dopo l’uscita di Matri) che da esterno d’attacco, con una prova di grande sacrificio anche in fase di ripiegamento: “Il mister ci chiede sempre di attaccare gli spazi, anche perché i loro terzini attaccano molto e soprattutto quando ho giocato sull’esterno sono riuscito a trovare spazi e mettere dentro qualche palla”. Prima di pensare al ritorno contro lo Sparta Praga, la Lazio dovrà però vedersela con l’Atalanta: “Giochiamo partita per partita, non so come mai ci sia questa differenza tra campionato ed Europa. Ma adesso dobbiamo pensare al campionato e poi al ritorno di Europa League”. Poi un commento sugli ululati a Costa: “Io non ho sentito nulla, quando sono in campo penso al campo e mi concentro sul mio gioco e sulle indicazioni del mio allenatore. Non ho sentito nulla”.

Infine esprime il suo pensiero anche su Facebook:

“Pareggio che non ci lascia del tutto soddisfatti perché volevamo la vittoria a tutti costi. Ora bisogna pensare già alla partita di campionato di domenica e poi ancora al ritorno! Grazie a tutti per il supporto che ci avete dato!”.



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Milan-Lazio la società milanese apre la vendita dei biglietti per i laziali in trasferta

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Una foto del settore ospiti del Mapei Stadium pieno di tifosi della Lazio, con sciarpe e bandiere biancocelesti.

La Lazio non si ferma, in pochi giorni sarà un vero stress sia fisico che mentale. I biancocelesti dopo aver affrontata domenica il Torino affronterà oggi lo Sparta Praga per poi  terminare la settimana contro l’Atalanta all’Olimpico. Ma le fatiche non saranno finite perchè la settimana prossima la banda di Pioli andrà a Milano per giocare contro il Milan di Sinisa. La società rossonera ha già avviato la vendita dei biglietti per il settore ospiti (Mercoledì 9 Marzo alle 14.40) per chiudere  Sabato 19 Marzo alle ore 19.00. I biglietti saranno acquistabili in tutte le filiali delle banche del Gruppo Bpm e online con il servizio di eticketing.

Questo è il comunicato della società milanese:

“La vendita dei biglietti di Settore Ospiti (Terzo Anello Verde) avrà inizio dalle ore 14:30 di mercoledì 9 Marzo fino alle ore 19 di sabato 19 Marzo presso le filiali delle banche del Gruppo Bpm in tutta Italia e online con il servizio di eticketing. Si ricorda che, come da normativa vigente, l’acquisto dei biglietti di Settore Ospiti è riservato a titolari di Tessera del Tifoso”.



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Voci di Mercato: Real Madrid, Inter e Milan a caccia di Lucas Biglia

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Nella rosa attuale ma sopratutto nei titolari di questa stagione, sono in pochi a salvarsi e a dare l’anima ed il sudore per portare la Lazio alla vittoria. Uno di questi è Lucas Biglia, l’unico regista biancoceleste che riesce a caricarsi sulle spalle la squadra anche nei momenti più difficili (ricordiamo le lacrime di frustrazione nei match passati).

Questo suo modo di giocare e la sua voglia di vincere non è passata inosservata tantoche sono arrivare le prime voci di mercato dove vedono già in partenza l’argentino. La maglia da titolare in nazionale da anche il carico da 11 punti.

I predatori sono alle porte tra le quali si leggono nomi importanti come Real Madrid, Inter e Milan.

Gli spagnoli dopo aver introdotto Zinedine Zidane stanno osservando il regista laziale che piace molto al francese ma Lotito non vuole cederlo a meno di 25 milioni di euro. Sulla testata spagnola ABC si legge che ci potrebbe essere un offerta con contro partita tecnica: Lucas Silva (classe ’93)il quale rientrerà a Madrid a Giugno dopo aver finito il “prestito” al  Marsiglia.

Non solo Spagna, ma i predatori vengono anche dall’Italia e stiamo parlando delle due squadre di Milano che potrebbero creare un derby di calciomercato già da fine stagione. Nella sessione di mercato invernale Galliani aveva già provato a portarsi a casa Biglia ma le richieste eccessive (secondo il ds milanese), fecero saltare la trattativa. Il Milan però si trova in emergenza in quel reparto visto e considerato che l’unico che può ricoprire decentemente quel ruolo è Montolivo.

Mancini invece vuole rinforzi ed il presidente neroazzurro starebbe pensando proprio al gioiello laziale che rispecchia perfettamente al giocatore ideale con  qualità richieste dal tecnico.



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L’ex Chiesa: “L’Europa League è una grande opportunità per vincere, crescere e migliorare.”

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È rimasto particolarmente vicino al club biancoceleste dopo aver indossato la maglia della Lazio per tutta la durata del campionato 2002/2003. Enrico Chiesa è intervenuto nel programma “I Laziali Sono Qua” in onda su Elleradio. Secondo l’ex attaccante, la Lazio dovrebbe credere di più nell’Europa League e giocare con più concentrazione soprattutto ora che le difficoltà cominciano ad aumentare. Poi, difende a spada tratta mister Pioli che definisce il miglior tecnico della seria A del 2015; troppo spesso il tecnico parmense viene preso di mira dai tifosi ma è ingiusto giudicare un allenatore solo dai risultati ottenuti, l’impegno che dedica alla preparazione quotidiana dei giocatori è inattaccabile.

“La Lazio ha le potenzialità giuste per arrivare in fondo all’Europa League, è un male considerarla solo come se fosse un ripiego rispetto al campionato. È l’opportunità per vincere, crescere e migliorare, non è un trofeo importante come la Champions, ma ha un grande valore internazionale non solo per la Lazio, ma per l’Italia in generale. E’ logico che più si va avanti e più le difficoltà tendono ad aumentare, ma penso che, se si riuscisse nell’impresa di alzare la coppa al cielo, possa essere anche il modo per salvare completamente la stagione. Per quanto riguarda Pioli, è normale criticare l’allenatore quando non arrivano i risultati. Raramente i tecnici vengono giudicati per il lavoro svolto durante la settimana, ma solo per quello che riescono a raccogliere sul campo. Secondo me Pioli l’anno scorso è stato il più bravo tecnico della Serie A, così come oggi non è diventato improvvisamente il più scarso. Ogni anno ha una sua storia, molto dipende dai giocatori e dal loro rendimento generale, oltre che dalla società. L’attacco? Ci possono essere tanti motivi per queste problematiche, dalla condizione fisica alla difficoltà di esprimersi contro squadre brave a chiudersi. Sicuramente i gol che non sono arrivati dalle punte hanno influito pesantemente sul rendimento in classifica”.

Conclude con uno sguardo al passato, sui suoi ricordi con la maglia della Lazio: “I derby sono i momenti che mi hanno emozionato di più. Non ho mai ritrovato quell’atmosfera, si faticava a sentire il compagno di squadra parlare in campo per il calore e il tifo dagli spalti”.



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Calciomercato del futuro e del passato, da Kampl a Cabral..

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Una stagione che ha poco da chiedere per la Lazio. Una stagione da salvare. Si pensa già al futuro che sarà per quanto riguarda il calciomercato, in vista di quella che si prospetta una piccola rivoluzione in casa Lazio. Secondo quanto riporta la nota rivista tedesca Bild, infatti, la dirigenza biancoceleste starebbe già pensando a un rinforzo di stampo tedesco. L’ottima stagione di Kevin Kampl al Bayer Leverkusen, però, non è passata inosservata nel resto d’Europa, infatti sul giovane centrocampisti non vi sono solo gli occhi di Igli Tare, si parla anche di un interessamento da parte dell’Inter, ma soprattutto dei spagnoli dell’Atletico Madrid, gli unici ad aver proposto un’offerta concreta, arrivando a porre sul piatto circa 13 milioni di euro. Una trattativa molto ardua per Tare, dato il prezzo del cartellino fissato dal Bayer (intorno ai 18 milioni) e dato l’interessamento di alcuni dei club migliori in campo europeo.

Quello di Cabral, invece, è stato uno dei tanti nomi per la difesa circolati nel calciomercato invernale, che ha poi portato a Roma il serbo Bisevac. Il centrale del Celta Vigo è stato per molto nei mirini di Tare, che però non ha mai contattato concretamente il Celta o l’entourage del giocatore. Il primo a smentire queste voci è stato proprio l’argentino, che ai microfoni di Sport.es ha messo la parola fine a questa trattativa:  “Sono solamente voci, il mio agente non mi ha proposto alcuna offerta. E’ normale, però, che le voci circolino. Per qualche tempo si è parlato della Lazio ma non c’è ma stato nulla. Il rinnovo? La soluzione ancora non si è trovata, la situazione è paralizzata. In seguito ci auguriamo di incontrare la dirigenza. Io penso solamente al Celta e a fare bene partita dopo partita. E’ normale che un professionista queste questioni vuole risolverle prima possibile, soprattutto perché la testa è fondamentale per giocare bene”.



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Personaggi storici SS Lazio: la “Bruja” Juan Sebastián Verón

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In occasione del suo 41° compleanno vi raccontiamo la storia di un calciatore che nonostante abbia giocato solo due stagioni con la Lazio ha fatto sognare tutti i tifosi biancocelesti con la sua classe e con le sue magie in campo, stiamo parlando di Juan Sebastián Verón.

Sebastián Veron nasce a La Plata in Argentina il 9 marzo del 1975. L’argentino è figlio d’arte, visto che già il padre Juan Ramón Veron, detto la “Bruja” (la strega in italiano), è stato anche lui un calciatore. Il padre viene ricordato soprattutto per il goal ai Mondiali d’Inghilterra del 1966, quando segnò una rete all’Old Trafford contro i padroni di casa nella partita vinta dall’Argentina contro l’Inghilterra per 2-1. Juan, invece, cominciò la sua carriera da professionista nel 1993 nelle squadra dell’Estudiantes, dopo aver fatto tutta la trafila nelle giovanili dall’età di sette anni. Qui gioca per 3 stagioni totalizzando 22 presenze e 2 reti e gli viene anche dato il soprannome che in precedenza era del padre. Nel gennaio del 1996 poi viene acquistato dal Boca Juniors, dove gioca 17 gare e segna 3 reti. Così, grazie alle sue prestazioni, in quello stesso anno la Sampdoria lo portò in Italia per 6 miliardi di lire. A Genova gioca per due stagioni fino al 1998, disputando 61 partite e realizzando 6 reti. Nella stagione 1998/99 passa poi al Parma per una cifra altissima, acquistato da Callisto Tanzi. Con la maglia dei ducali disputa una stagione, collezionando 26 presenze e 1 rete, vincendo anche una Coppa Italia e una Coppa Uefa.

1314130882VeronEd ecco finalmente che nel’estate del 1999 la storia della “Bruja” si incrocia con quella della Lazio. Sergio Cragnotti, infatti, lo acquista dal Parma, dell’amico Tanzi, per una cifra, mai accertata esattamente, vicina ai 38 miliardi di lire. A Roma Veron ritrova Mancini e arriva in una squadra composta da grandi campioni, dove disputa le sue migliori stagioni da calciatore. Gioca con la maglia biancoceleste dal 1999/00 al 2000/01, vincendo uno Scudetto, una Supercoppa Europea, una Supercoppa Italiana e una Coppa Italia. Nella prima stagione disputa in campionato 31 gare con 8 reti, in Coppa Italia 4 gare e nelle coppe internazionali 12 gare con 2 reti, mentre nella seconda le partite in campionato furono 22 con tre goal, in Coppa Italia 3 e nelle coppe internazionali 7 con 1 goal. Con la maglia della Lazio, quindi, ha collezionato 53 presenze e 11 reti in Campionato, 7 presenze in Coppa Italia e 19 presenze e 3 reti nelle coppe internazionali. Tra i suoi goal più importanti non si può dimenticare quello segnato nel derby del 25 marzo del 2000 quando segnò la rete decisiva che consentì alla Lazio di battere la Roma per 2-1. La sua esperienza in biancoceleste si chiude nel 2001 quando Cragnotti lo vende in Inghilterra.

Nel 2001 arriva quindi al Manchester United, dove resta per due stagioni giocando in tutto 51 partite e segnando 7 reti. Nel 2003 passa poi Chelsea ma gioca, anche per colpa di un serio infortunio, solo 7 partite segnando un goal. Inoltre ha anche alcuni dissidi con l’allenatore Mourinho e proprio per questo fu ceduto in prestito all’Inter per le stagioni 2004/05 e 2005/06. A Milano disputa due ottimi campionati, giocando 49 gare e segnando 3 reti. Nel 2006/07 torna, quindi, in Argentina, desideroso di finire la carriera in patria. Firma nuovamente all’Estudiantes, giocando nella prima stagione 34 partite e segnando 5 reti. Con la squadra rosso-bianca rimane fino al 2014, vince la Coppa Libertadores e conquista anche, per due volte, il premio Re d’America che equivale al Pallo­ne d’Oro sudamericano, assegnato ogni anno dal giornale uruguayano El Pais. Nel 2012 gioca per un breve periodo con la squadra dilettantistica del Coronel e dopo aver annunciato per ben due volto il suo addio al calcio, nel luglio 2013 firma di nuovo con l’Estudiantes un contratto di un anno, dopo essere stato anche D.S. della squadra. Alla fine della stagione 2013/14 infine annuncia di nuovo il suo addio al calcio giocato e il 5 ottobre 2014 viene eletto presidente della squadra rosso-bianca.

Ha vestito per ben 73 volte la maglia della Nazionale Argentina e ha segnato 9 gol. Disputa con la sua nazione il Mondiale del 1998 in Francia e il Mondiale del 2002 in Corea e Giappone, dove porta anche la fascia di capitano. Non prende parte al Mondiale del 2006 in Germania, ma ritorna in Nazionale per disputare la Copa América del 2007. Nel 2010 inoltre venne inserito dal CT Diego Armando Maradona tra i 23 convocati per il Mondiale, per poi ritirarsi nel 2011.

Veron-LazioVerón è stato uno dei massimi protagonisti dei successi della Lazio e ha dimostrato tutto il suo valore con la maglia biancoceleste. In due stagioni con l’aquila sul petto ha giocato al centro del campo e dai suoi piedi passavano tutti i palloni. Era lasciato libero di spaziare su tutto il fronte da Eriksson e il giocatore, in possesso di un senso tattico superiore, sapeva interpretare le partite scegliendo da solo la posizione più utile. Era dotato di tecnica sopraffina, imprevedibile ma pragmatico, aveva un controllo di palla ottimo e lasciava partire con ambedue i piedi delle lunghissime sciabolate che con precisione assoluta finivano sempre sui piedi dei compagni. Sapeva tirare benissimo anche le punizioni e trovò nella Lazio un altro specialista nei tiri da fermo, Mihajlovic, con il quale ingaggiava in allenamento delle spettacolari gare che duravano fino a sera inoltrata.

Ha sempre avuto un carattere allegro e molto disponibile, tanto che nei suoi due anni alla Lazio fu soprannominato “la luce”. Ha lasciato molti rimpianti tra i tifosi laziali che lo apprezzano e lo ricordano ancora con gratitudine per quanto fatto con la maglia della Lazio. Si chiude quindi qui il nostro breve racconto della storia del calciatore argentino che ha fatto “stropicciare” gli occhi a tutti i tifosi biancoocelesti, facendo parte di una squadra fortissima, con la quale ha vinto tanto e ha fatto grandi cose.

Grazie “Bruja” e ancora tanti auguri!



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L’ambasciatore italiano di Praga avverte i laziali in trasferta

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Una foto del settore ospiti del Mapei Stadium pieno di tifosi della Lazio, con sciarpe e bandiere biancocelesti.

Manca poco al calcio di inizio che vede una Lazio in trasferta a Praga. Come riportato ieri c’è gia stato un botta e risposta tra società e tifosi ma non si è fatta attendere una dichiarazione dell’ambasciatore italiano di Praga che avverte gli ultras laziali che andranno ad assistere il match:

“Da parte delle autorità ceche non c’è preoccupazione, non c’è nessuna forma di allarme in vista dell’arrivo dei tifosi della Lazio a Praga. Le distanze tra le due piazze (Old Town Square, scelta dalle autorità locali come punto d’incontro, e la statua di Jan Palach, scelta dalla Nord, ndr) sono minime, non so perché sia stata scelta la statua di Jan Palach come ritrovo da parte dei tifosi”. Sulla polizia ceca: “La polizia deve mantenere l’ordine ovunque, ma non bisogna dimenticare che qui c’è un passato diverso, negli anni ’70 facevano parte del blocco sovietico e magari reagiscono diversamente alle situazioni, è una questione culturale.Ai tifosi laziali dico che se vogliono prima rendere omaggio alla statua e poi andare allo stadio, possono chiedere alla polizia. Si può indagare se si può fare, a meno che non ci sia un apparato già predisposto e non sia sufficientemente flessibile da questo punto di vista. Dico ai tifosi di andare semplicemente a vedersi la partita e godersi una città meravigliosa. Per quelli che eventualmente abbiano altri programmi, sappiano che qui la polizia non scherza”. Infine un commento sul comunicato in cui la Nord ribadisce di non volersi far imporre il punto di raccolta da nessuno: “Non mi sembra un atteggiamento molto collaborativo, ma penso che anche la società abbia il dovere di avvertire i sostenitori”.

 

 



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Konko verso il rinnovo del contratto, il francese ci pensa

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Molti laziali conoscono Konko come il giocatore più infortunato della storia biancoceleste ma è pur vero che il francese non valca la porta della Paideia da molto tempo anzi, con l’assenza di Dusan Basta sembra aver convinto la società capitolina a proporgli un prolungamento del contratto. Dobbiamo ammettere che il francese ha ricoperto bene (nonostante i risultati) i ruoli del serbo e di Radu.

C’è però un compromesso, il terzino laziale dovrà collezionare almeno 20 presenze nella prossima, compito non impossibile che gli permetterà automaticamente di prolungare la sua storia in biancoceleste fino al 2018.

Konko comunque lotterà e difenderà la maglia da titolare conquistata in questa stagione ma non ha rivelato se la sua permanenza a Roma sarà sino al 2018 o fino alla termine del contratto (attualmente in vigore).

 



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Verso Praga: La Nord risponde all società tramite comunicato

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Lazio-Twente, al via la vendita dei biglietti per la trasferta di Europa League

Nervi tesi in vista della trasferta di Praga dove la società ha diramato un comunicato ufficiale  per i tifosi laziali che andranno a sostenere la squadra a casa dei “nemici”:

“In relazione alle notizie diffuse dai media aventi oggetto la trasferta di Praga, con la presente si sottolinea che il punto di raccolta è un luogo prescelto dalle autorità locali al fine di garantire un sicuro trasferimento dalla città allo stadio. Si ribadisce che il punto di raccolta è fissato in OLD TOWN SQUARE di Praga e si invitano i supporters biancocelesti ad attenersi a quanto già pubblicato con nota del 03/03/2016 al fine di evitare il ripetersi di spiacevoli accadimenti noti a tutto l’ambiente biancoceleste. Pertanto la S.S. Lazio dichiara che non intraprenderà alcuna iniziativa a tutela di coloro che infrangendo gli ordini delle autorità locali dovessero andare incontro a problemi giudiziari o amministrativi”.

I tifosi però non scordano Varsavia e nemmeno il comportamento di Lotito in quell’occasione rispondendo tramite comunicato ufficiale:

“La S.S. Lazio dichiara che non intraprenderà alcuna iniziativa a tutela di coloro che infrangendo gli ordini delle autorità locali dovessero andare incontro a problemi giudiziari o amministrativi”. Non serve questo comunicato per ricordare a noi tifosi come la S.S. Lazio è solita comportarsi con una tifoseria che ancora, evidentemente, non conosce. I fatti di Varsavia non li dimentichiamo, anzi ricordiamo bene come la società se ne lavò le mani, e come il presidente, per di più, ci definì ‘collettori’ perche’ raccoglievamo fondi per riportare a casa, fino all’ultimo, i nostri tifosi sequestrati. La CURVA NORD ribadisce il suo appuntamento il giorno 10-03-2016 a partire dalle ore 16,00 sotto la statua di San Venceslao. Non vogliamo andare contro nessuno anche perche’ il punto di raccolta concordato tra la S.S. Lazio e la polizia ceca dista pochi minuti dal nostro. Ma semplicemente girare per la bellissima città, qual è Praga, ed essere liberi di farlo come tutte le tifoserie fanno quando vengono a Roma. E poi scegliere noi, liberamente, dove ritrovarci senza per questo dover correre il rischio di incorrere in problemi amministrativi o penali. CURVA NORD … QUELLA CHE NON ABBANDONA NESSUNO”.

Sull’ultimaribattuta.it si legge: “La Curva Nord,l’appuntamento lo sceglie da sola e non se lo fa imporre da nessuno. Per questo comunichiamo a tutti che ci ritroveremo giovedì 10 marzo alle ore 16.00 sotto la statua di Jan Palach. Il nostro corteo partirà da lì in direzione stadio. Curva Nord Lazio, mai un passo indietro”. Il tifo organizzato allora sceglie un meeting point diverso da quello indicato dalle fonti ufficiali.



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Auguri Mirko,ovunque tu sei!

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Quest’oggi avresti compiuto 21 anni, ormai sono passati quasi 5 anni da quel tragico momento che ti ha portato via.

Mirko Fersini ha perso la vita il 12 Aprile 2015 in un incidente stradale ma tutta la società ed i compagni di squadra lo ricordano nel giorno del suo compleanno.

La pagina ufficiale della società capitolina lo ha ricordato così sul social network:

“Il tuo sorriso è la nostra vittoria. Oggi Miko Fersini avrebbe compiuto 21 anni. Tanti auguri piccola stella biancoceleste”.

Messaggi virtuali d’affetto anche dai compagni attraverso i loro profili internet:

Simone Inzaghi: “Un ragazzo che ha lasciato un grandissimo vuoto a Formello. È spesso nei miei pensieri quotidiani. Abbiamo un suo quadro nello spogliatoio. Ciao Mirko, so che da lassù ci guardi”.

Da Crecco a Pollace, passando anche per Di Bagni, Antonucci, Silvangni, Lorenzini e pure mister Ferro: “Nessuno ti dimenticherà mai. Ti penso sempre soprattutto quando mi alleno e prima di ogni partita. Penso sempre a quando ci allenavamo insieme e le risate che ci siamo fatti. Lo prendevamo sempre in giro perché festeggiava il compleanno nel giorno della festa delle donne. Lui andava sempre su tutte le furie perché era un bel rosicone. Ci mancherà tanto. Ci faceva sempre ridere e ci faceva mille scherzi. Ti mandiamo tutti un mega abbraccio. Anche se non c’è più lo sentiamo. È sempre presente. Lo ricordiamo con il sorriso, allegro, simpatico e sempre felice. Nessuno se ne va davvero se romane nel cuore di chi resta. E tu sei rimasto nei cuori di tutti. Sono sicuro che da lassù continui a correre e a lottare come facevi qui”.  

Lorenzo Silvagni: “Il peso delle tue braccia era unico, ho bisogno di un tuo abbraccio, ho bisogno di te, mi manchi fratellino. Tanti auguri Mì”

Lorenzo Filippini ha dedicato all’amico scomparso una strofa di una canzone degli Articolo 31: “Hai visto amici andarsene prima del tempo , e sei sicuro che dall’alto ti proteggano… Sempre con me amico mio, mi manchi!!! Tanti auguri Mirke”.

Tommaso Mazzei: “Quanto manchi amico mio. Ti voglio bene e te ne vorrò per sempre! Stacci vicino e proteggici sempre Angelo nostro! E lassù stanotte fa pochi danni! Tanti auguri fratellò…”.

Gianluca Pollace “Oggi il pensiero va a te. Ti porto sempre con me amico mio. Tanti auguri per i tuoi 21 anni, Mirketto”

 

 



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L’ex Reja: “Vogliamo tornare a vincere. Contro la Lazio faremo una grande prestazione”

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Ai microfoni di Tuttomercatoweb.com, in occasione della premiazione annuale della “Panchina d’Oro“, è intervenuto l’ex tecnico biancoceleste Edy Reja, che il 10 febbraio 2010, a seguito dell’esonero di Bellardini, diventa allenatore della Lazio, rescindendo consensualmente il contratto che lo legava ai croati dell’Hajduk Spalato. Esordisce sulla panchina dei biancocelesti nella partita contro il Parma, vinta per 2-0 grazie alle reti di Guglielmo Stendardo e Mauro Zarate, facendo ritrovare il successo alla squadra capitolina dopo un lungo periodo. Dopo una lunga rincorsa verso la salvezza, conquistata solo alla penultima giornata battendo in trasferta il Livorno per 2-1, la Lazio chiude il campionato vincendo allo Stadio Olimpico contro l’Udinese per 3-1, attestandosi così al dodicesimo posto finale. Rimase alla Lazio per due anni, fino al 2012, ma a seguito del licenziamento per giusta causa del tecnico Vladmir Petkovic, ritorna alla Lazio dal gennaio 2014 al giugno 2014.

Ora l’attuale tecnico dell’Atalanta analizza il momento della sua squadra, facendo un piccolo accenno anche sulla partita che si giocherà questa domenica contro il club biancoceleste, ricordando così la sconfitta dell’andata in cui la Lazio perse per 2 a 1:

“Sono un po’ rammaricato, ma con la Juve ci poteva stare una sconfitta. Non mi era mai successo in carriera di non vincere per 13 partite. Abbiamo bisogno di vincere una partita per sbloccarci anche dal punto di vista psicologico. Abbiamo fatto un girone d’andata strepitoso, ma adesso facciamo fatica a segnare. Vincendo torneremmo subito a essere quelli del girone d’andata. Son convinto che già dalla prossima partita contro la Lazio faremo una grande prestazione. Esonero? Sono tanti anni che lavoro, qui c’è un clima sereno. Le discussioni fanno parte del nostro lavoro. Sarebbe anormale se non si parlasse del tecnico dopo che fa sei punti in tredici partite”.

Dunque anche l’Atalanta si trova in un momento delicato, come la Lazio, e avrà voglia di dimostrare il suo valore, cominciando proprio da domenica 13 Marzo all’Olimpico di Roma.

 

 



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Il fair play finanziario colpisce dappertutto: le situazioni di Milan, Leicester e Galatasaray

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Da quando la Uefa ha istituito l’ormai noto Fair play finanziario (dal 2009, ma con effetti a partire dal 2011) sono molte le società ad aver dovuto rinunciare per un periodo di tempo di almeno una stagione calcistica alle competizioni europee, nonostante la loro posizione in classifica soddisfacesse i parametri stabiliti. Probabilmente dopo la faraonica campagna acquisti del Real Madrid nell’estate del 2009, che portò in terra iberica giocatori del calibro di Cristiano Ronaldo e Kakà, qualcuno si accorse che in un campionato di 18-20 squadre non potevano esserci disparità economiche così enormi tra le prime e le ultime della classe. Perciò si procedette con l’istituzione di questi nuovi parametri economici da rispettare per evitare multe salatissime e rischiare di saltare le competizioni europee. In primis il pareggio di bilancio, che non permette alle società di spendere più di quanto entri nelle proprie casse, anche se già nel 2012 il 75% delle società non riusciva a rispettare gli obblighi imposti dalla Uefa, che ha dovuto ritoccare il regolamento.

Ma al momento la situazione non sembra molto differente da 4 anni fa: molte società hanno trovato trucchi e stratagemmi per aggirare il regolamento, e molte altre rischiano multe ed esclusioni da Champions ed EL, che potrebbero aggravare ulteriormente le loro posizioni (le competizioni europee per molte squadre garantiscono la propria sussistenza grazie ai premi e agli introiti televisivi). Come nel caso del Galatasaray, sconfitta ai sedicesimi di finale di Europa League dalla Lazio una decina di giorni fa, che oltre a dover gestire un deficit di bilancio che si fa sempre più serio (una testimonianza è la cessione a febbraio del suo bomber Yilmaz), si trova ora esclusa per la prossima stagione dalle competizioni europee.

Il Milan, che negli ultimi anni ha provato a risolvere i propri problemi economici vendendo i migliori giocatori a disposizione per puntare sui “parametro zero”, si trova ora coinvolta a fare i conti con la CFCB (l’ente di controllo finanziario della Uefa) e dovrà tentare di portare avanti il progetto volto a migliorare la situazione economica del club per non incorrere nella squalifica.

Un altro esempio, sicuramente meno conosciuto, è quello del Leicester, ormai noto in patria e fuori per essere al comando della Premier League a sole 10 giornate dal termine del campionato. Ma anche i “Foxes” hanno i loro problemi con il fair play finanziario, che dalla prossima stagione potrebbero gravare sulla squadra allenata da Ranieri. Il presidente, Vichai Srivaddhanaprabha, ha affermato che il club è in perdita dell’equivalente di circa 70 milioni di euro solo negli ultimi due anni. Ma non finisce qui, perchè la dirigenza dei Foxes ha provato illecitamente a far quadrare i bilanci, prima con un’ingente iniezione di liquidità dall’interno e poi grazie a un accordo generosissimo con uno sponsor quasi sconosciuto. Con la qualificazione in Europa quasi matematica la rivelazione d’Inghilterra dovrà spiegare un bel po’ di cose all’organo di controllo finanziario della Uefa…



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“Panchina D’Oro” ad Allegri, sorpresa Pioli.

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Si è conclusa la premiazione per la panchina d’oro  della stagione passata. A trionfare ed ad aggiudicarsi il premio tanto ambito dagli allenatori è stato Allegri con ventisette voti. Sorpresa Pioli che raggiunge la seconda piazza con 7 voti. Sarri si aggiudica il gradino più basso del podio con 4 voti. La stagione del tecnico laziale, almeno quella dell’anno scorso, non è passata inosservata ricevendo i complimenti da tutti per “l’impresa” laziale trasformando completamente una squadra che partiva svantaggiata facendola arrivare nella competizione europea.

Per la Serie B (51 votanti), primo Stellone (Frosinone23 voti), secondo Castori (Carpi – 22 voti) e  terzo Rastelli (Cagliari – 2 voti).

PANCHINA SPECIALE – Panchina d’Oro speciale a Gianni De Biasi. Il riconoscimento è stato assegnato al Ct dell’Albania che ha centrato la storica qualificazione agli Europei di Francia. Al Centro tecnico federale di Coverciano assegnate anche la Panchina d’Oro speciale anche a Luís Vinício e le Panchine d’Oro femminile a Milena Bertolini (Brescia calcio), d’Argento a Federica D’Astolfo (Reggiana).

LEGA PRO – In Lega Pro premiato come miglior allenatore Vivarini (Teramo), davanti a Toscano (Ternana/Novara) e Menichini (Salernitana).



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Milinkovic avverte:” Non possiamo sbagliare ancora, non possiamo ripetere gli stessi errori”

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Mancano pochi giorni alla partita contro lo Sparta Praga. La Lazio è tenuta a pensare a grandi livelli per portare un risultato ideneo e passare il turno europeo, competizione che al momento è l’unica via di salvezza per la pessima stagione di quest’anno in campionato.

A parlare ai microfoni di Lazio Style Channel è proprio Milinkovic, giocatore che attualmente è il trascinatore laziale ed è uno dei pochi che riesce a risollevare le prestazioni capitoline nei 90 minuti di gioco. La giovane aquila ha dimostrato di saper modificare e dar peso all’assetto tattico della Lazio anche nella partita contro il Torino, subentrando in campo nel corso del match, trascinando insieme a Keita, una Lazio smarrita e priva di idee in campo:

“Iniziamo le gare così, non so perché. Abbiamo subito un Torino aggressivo, abbiamo cercato il pareggio. Nella ripresa abbiamo cambiato qualcosa, trovando il pareggio e cercando di riprendere la gara. Siamo stati un po’ sfortunati, ma abbiamo dimostrato di poter rientrare in gara. La gara di giovedì è importante per tutti, la squadra, i tifosi, il club. Bisogna dare il meglio, cercando di evitare gli errori commessi oggi. Non penso ci sia un problema di mentalità, non so quale sia, qui ci sono grandi giocatori con esperienza e mentalità. Ma bisogna cambiare passo”.



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Quando il tifoso viene legato dalle leggi anticalcio! Biglia chiarisce.

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Le barriere, il Daspo per futili motivi, Gabrielli e Lotito, le nuove regole ed il calcio moderno. La passione per il pallone ed i chilomentri per vedere i propri begnamini giocare sono stati delimitati dalla mente di personaggi che fanno passare la dittatura sportiva in pseude regole per portare l’educazione nello stadio e la sicurezza. Basti vedere l’installazione delle barriere nelle curve e le telecamere puntate su ogni singolo tifoso che valca il cancello dello stadio. Basta osservare come ogni singola persona che supera il tornello viene controllato dalla testa ad i piedi (bambini inclusi). Ma basta aprire gli occhi guardando come Roma è stata messa alla prova da un gruppo di tifosi turchi che hanno creato il panico con fumogeni e disordini nelle vie di Roma mentre marciavano verso i cancelli del settore ospiti dello stadio Olimpico.

Ora arriva anche un’altra “novità” dalle parole di Biglia. Facciamo un passo indietro se non due, dove in una partita un ultras Napoletano si mise a colloqui con la squadra partenopeo chiedendo la sospensione del Match (giusta o sbagliata), prendiamo ad esempio Genova dove la squadra fu costretta a toglierso la maglietta davanti ai loro tifosi. Ma addirittura ora vietare che la squadra possa andare a ringraziare i propri sostenitori sotto gli spalti è una cosa che fa rabbrividire ed  arrabbiare. Persone che spendono centinaia di euro per seguire la propria fede in giro per l’Italia ed in Europa senza che venga ripagata con almeno un grazie a pochi metri dal divisorio che separa il campo dai seggiolini.

Riportiamo le parole del capitano Lucas Biglia ai microfoni di Lazio Style Channel:

“I tifosi stavano chiedendo di andare verso la curva per chiedere qualche maglia e parlare, ma non si può più andare. Non ho detto che non possiamo dare di più, è vero che in campionato non abbiamo il rendimento dell’Europa League, ma non è vero che non possiamo fare di più. Sappiamo cosa possiamo dare. Ripeto, ai tifosi ho detto che non potevamo avvicinarci. Dispiace, perché c’è tanta gente che fa tanti chilometri per vedere la partita e avere qualche maglia, ma non si può più”.



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Belotti: “Dispiaciuti, se non concretizzi vieni punito. Io e Immobile siamo simili”

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Per SkySport è stato il migliore in campo, e forse non solo per loro, quest’anno sembra quasi essere all’esplosione e alla definitiva consacrazione. Sta di fatto che l’intervista rilasciata da Andrea Belotti è un mix di soddisfazione, amarezza per un pareggio che ha il sapore della beffa e la bella intesa con il suo partner d’attacco Ciro Immobile.

“Oggi ho segnato il mio settimo gol da rapace, mi sono avventato sulla respinta di Marchetti sul tiro di Acquah: mi sono fatto trovare pronto. Siamo dispiaciuti, abbiamo fatto una partita importante, creando tante palle gol e c’è ovviamente rammarico per averne realizzata una sola. Quando non concretizzi in serie A, alla prima occasione vieni punito, oggi è stato così e sono felice per il gol ma avrei voluto maggiormente portare a casa i tre punti. L’ansia di giocare in casa? Lo abbiamo dimostrato oggi, èstata superata. Abbiamo ritrovato la serenità per realizzare al meglio in partita quello che prepariamo accuratamente in settimana. Purtroppo non riusciamo a vincer ein questo periodo in nessun modo. I rigori sbagliati? Si possono segnare come sbagliare: oggi è andata male, ma dobbiamo solo continuare a lavorare su questa strada. Ho consolato Ciro sia dopo la partita che appena fallito il rigore, come ho detto capita, lui ha comunque disputato una partita di grandissimo livello. Gli ho semplicemente detto di non pensarci che ormai era andata così, l’importante è stato reagire e non pensarci più nel resto della gara. La mia intesa con Immobile? Abbiamo caratteristiche simili, ci piace svariare su tutto il fronte d’attacco per non dare punti di riferimeto ai difensori. Cerchiamo di giocare l’uno per l’altro, in settimana proviamo sempre tanti movimenti insieme e devo dire che mi trovo molto bene con lui. Sappiamo entrambi cosa fare e quando farlo, i momenti giusti. Il mister comunque cerca sempre di migliorarci con preziosi consigli ad ogni allenamento, dobbiamo solo seguirlo”



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Ventura: “Grandissima partita, ma se avessimo vinto…”

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Un contentissimo Gianpiero Ventura, e ne ha diversi di motivi: magari resta in bocca il rammarico di non aver chiuso, e diverse volte, una partita che il Torino ha giocato senza fronzoli e divertendosi. Ai microfoni di Sky Sport elogia la squadra e difende Ciro Immobile, reo di aver sbagliato il rigore del possibile 2-0. In più, il tecnico ligure cerca di smorzare tutto questo tourbillon mediatico su un suo possibile accasamento sulla panchina azzurra nel post Conte.

“Abbiamo il rammarico di non aver segnato il raddoppio, lo avremmo meritato sia nel primo tempo che nella ripresa. Abbiamo creato tante palle gol, ma a questi livelli se non le sfrutti è evidente che devi migliorare. A Milano abbiamo iniziato a fare qualcosa da Toro e oggi abbiamo proseguito su quella strada positiva, perchè c’erano lo spirito, l’attenzione e la disponibilità giusta. Nelle ultime 4 gare avremmo potuto vincere agevolmente e invece abbiamo fatto solo 2 punti su 12, una cosa folle rispetto a quanto prodotto. Sono dispiaciuto soprattutto per i miei giocatori, ci tenevano e lo avrebbero meritato, così come il nostro pubblico. Se avessimo vinto, la prestazione sarebbe stata vista sotto una luce migliore, una vittoria impregnata di tante occasioni da gol, ma nel calcio si sa che a volte sei martello e a volte incudine: oggi noi siamo incudine, dobbiamo accettarlo, ma sappiamo dove migliorare. Immobile? Non solo lui ha avuto occasioni e le ha fallite, anche Benassi, anche Zappacosta, anche Baselli. Dobbiamo essere più forti di queste situazioni. Complessivamente abbiamo fatto una grande partita e avremmo meritato sicuramente di più. Le voci sulla nazionale sono appunto soltanto voci. Mi verrebbe da dire purtroppo, ma lo non lo dirò… (ride n.d.r). Nella vita però, mai dire mai: questo è vero.”



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Biglia e Immobile salvano l’ennesimo tracollo della Lazio

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Una Lazio con ciabatte, lettino e creme da mare (visto il bellissimo sole) sbarca all’Olimpico di Torino per una partita che forse ha più significati calcistici per il Torino di Ventura, alla ricerca di una situazione più tranquilla di classifica. Stupisce negli 11 di Pioli il cambio di modulo, un 4-3-1-2 con Felipe Anderson a supporto di Klose e Djordjevic, con la difesa rimaneggiata e che vede Lulic sostituire Radu, e un centrocampo con Cataldi preferito a Milinkovic-Savic.

La partita ha un copione semplice per il Torino, ossia giocare senza fronzoli e con il supporto del pubblico, cosa che per la Lazio non c’è da diverso tempo, e infatti il vantaggio granata arriva dopo una dozzina di minuti: un pallone dal fondo di Immobile viene intercettato da Acquah che tenta il tiro, Marchetti respinge e Belotti è lesto a colpire da pochi passi. Per vedere un’azione laziale degna di nota possiamo anche lasciar stare, e infatti poco dopo il Toro potrebbe capitolare; Cataldi stende Belotti in area, seppur non sia un tocco eclatante e palese l’intenzione è fallosa e il rigore ci sta tutto, ma dagli 11 metri Immobile colpisce male il pallone che finisce qualche metro sopra la traversa. Lazio graziata. Partita che scorre senza intoppi, Torino volumetricamente padrone del campo e Lazio alla ricerca di non si sa cosa oltre la metà campo, e il primo tempo finisce con due cambi al 35′, Cataldi e Lulic lasciano rispettivamente spazio a Milinkovic-Savic e Braafheid.

Il secondo tempo doveva essere un copione diverso, ma a quanto pare si rimane al canovaccio: Acquah tenta di impensierire Marchetti, ma Bisevac si immola e salva con un fianco, Milinkovic prova una conclusione che forse era meglio lasciare il colpo in canna e Belotti rischia la doppietta e la capitolazione del match, ma la sua conclusione finisce alta seppur la cinquina arbitrale non nota la posizione di fuorigioco del Gallo. Finalmente un’occasione degna di nota della Lazio, con Milinkovic che verso il 25′ si inventa una bella giocata ma ci pensa Padelli a togliere la soddisfazione del gol al serbo; altra occasione biancoceleste, Biglia su punizione scalda le mani a Padelli che mette in angolo, e per gli ultimi 15 minuti ecco che entra Keita per uno spento (a dir poco) Klose. Ed è proprio l’afrospagnolo che dà una piccola marcia in più ai suoi compagni, in più riesce a trovare una grande occasione, ma la sua discesa in area viene fermata fallosamente da Molinaro: è calcio di rigore e capitan Biglia deve solo segnare, è 1-1 e la Lazio respira.

Forse il gol avrebbe potuto aprire a qualcosa di migliore nella Lazio e invece la fa tornare nella sua mediocrità, rischiando un paio di volte con Acquah e Zappacosta il gol del 2-1. Ma la partita finisce e a sua volta un’altra vuota domenica laziale.



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Postpartita, Keita: “Forse c’erano 2 rigori”, Milinkovic: “Cambiare passo”

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Ennesima partita sottotono, ennesimo bottino povero ma sopratutto ennesima prestazione pessima quella della Lazio di Pioli. Un primo tempo da buttare un secondo tempo all’insegna di Milinkovic e Keita. Il nervosismo non lo si è nascosto mostrando la frustrazione di Pioli il quale ha effettuato un doppio cambio di giocatori bocciando il modulo laziale iniziale.

E Mediaset Premium ha proprio intercettato i migliori in campo. Ecco le prime parole a caldo dell’ex canterano del Barcellona: “Ho puntato l’uomo e ho fatto una finta. Se non mi avesse toccato, l’avrei passata ad un compagno in area. Per me il rigore c’era, me l’ha detto anche Padelli. Forse poteva fischiare anche il secondo sul passaggio di Djordjevic. Stiamo facendo fatica, così non va bene. Siamo scesi in campo troppo molli. Bisogna essere concentrati come nel secondo tempo in cui abbiamo creato occasioni e fatto il nostro gioco. È importante da qui in avanti scendere in campo con lo stesso spirito dei secondi quarantacinque minuti. Lo Sparta Praga? Andiamo a giocarcela giovedì, è una bell’occasione. Serve consapevolezza e concentrazione“.

Della stessa lunghezza d’onda è stato il centrocampista serbo: “Iniziamo le gare così, non so perché. Abbiamo subito un Torino aggressivo, abbiamo cercato il pareggio. Nella ripresa abbiamo cambiato qualcosa, trovando il pareggio e cercando di riprendere la gara. Siamo stati un po’ sfortunati, ma abbiamo dimostrato di poter rientrare in gara. La gara di giovedì è importante per tutti, la squadra, i tifosi, il club. BIsogna dare il meglio, cercando di evitare gli errori commessi oggi. Non penso ci sia un problema di mentalità, non so quale sia, ci sono grande giocatori con esperienza e mentalità. Ma bisogna cambiare passo”



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