I biancocelesti pareggiano a San Siro contro il Milan, un 1-1 che non basta per far tornare il sorriso alla squadra capitolina dopo la vergognosa prestazione in Europa League contro lo Sparta Praga.
Ad arbitrare la partita è Paolo Tagliavento, arbitro di calcio e parrucchiere di Terni.
Andiamo ad analizzare con la moviola il suo operato durante la partita di questa sera:
Al 17′ minuto fischia fuorigioco per Antonio Candreva, decisione giusta dato che Lulic serve troppo tardi il classe ’87 che finisce in posizione di off-side. Al 31′ Honda cade in area in seguito ad un contatto con Hoedt. Corretto non sanzionare l’intervento dell’olandese poiché la palla, nel momento in cui i due si toccano, è già lontana. Troppo poco per concedere il rigore.
Nel secondo tempo all’11’ Luiz Adriano cerca e trova Bacca all’interno dell’area, ma Tagliavento ferma il gioco: fuorigioco, giusto così. Giusta anche l’ammonizione al 16′ sul numero 19 della squadra biancoceleste: ammonito Lulic per un brutto intervento da dietro su Honda. Bene Tagliavento. Al 26′ arriva anche l’ammonizione per il capitano della Lazio: ammonito Biglia per fallo tattico su Bertolacci a metà campo.Giallo anche per la squadra rossonera, al 31′ l’arbitro umbro fischia il giallo per Abate, per intervento su Felipe Anderson: ci sta. Al 38′ viene ammonito Lulic per un fallo da dietro su Honda: doppia ammonizione per il bosniaco che lascia la sua squadra in dieci. Fin qui niente da contestare, ma al 46′ Tagliavento commette un errore imperdonabile: occasione per Djordjevic ma Zapata ferma il pallone, in area, con il braccio. Le immagini chiariscono, è rigore netto ma Tagliavento non fischia pur essendo a pochi centimetri dall’accaduto.
Dunque per tutta la durata del match Tagliavento arbitra in modo inappuntabile, ma si rovina al primo minuto di recupero del secondo tempo non avendo assegnato il rigore, unico errore clamoroso. Infatti per i 90 minuti gestisce la partita non commettendo alcun errore, lasciando molto giocare e fischiando solo se necessario: gialli assegnati correttamente, anche il rosso su Lulicè inattaccabile. Peccato per il rigore, che avrebbe potuto forse salvare la sua quasi ottima gestione della partita e avrebbe potuto dare un pizzico di speranza ai biancocelesti.
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La Lazio pareggia 1-1 in casa del Milan e non riesce a riscattare la brutta sconfitta subita in Europa League. A San Siro i biancocelesti partono bene, ma poi vengono rimontati dai rossoneri che cercano in tutti i modi di vincere la gara. La squadra di Pioli, però, strappa un punto con le unghie e con i denti, ma serve a poco, la classifica piange ancora. Questa la cronaca completa del match.
Dopo il fischio di inizio di Milan-Lazio, il primo tiro utile dell’incontro è dei biancocedesti: al 4′ Candreva tenta il colpo calciando da posizione defilata, Donnarumma blocca il pallone senza problemi. Il Milan prova ad imporre la propria supremazia ripartendo da centrocampo, accurato l’intervento di Hoedt che al 5′ blocca il cross basso di Bonaventura. I rossoneri guadagnano un corner. Ottima somma di forze tra Candreva e Matri al 7′, il pallone arriva sul destro di Parolo che calcia senza stop, il tiro finisce in corner. Biglia calcia l’angolo: uno spiovente che viene immediatamente colpito di testa da Parolo ed entra in porta; così al 9′ la Lazio passa in vantaggio grazie al colpo di testa del lombardo che confonde completamente Donnarumma. Il Milan tenta nuovamente la ripartenza guadagnando un corner al 13′. La Lazio torna sotto i riflettori, il pallone passa velocemente da Anderson a Candreva che tenta il tiro, la palla finisce alta sopra la traversa. La difesa del Milan è sveglia, Luiz Adriano semina Bisevac e Hoedt, Bacca recupera il pallone e segna. Al 15′ arriva, quindi, il pareggio del Milan, Marchetti troppo lento a difendere i pali. Il gioco riparte, al 23′ scontro aereo tra Luiz Adriano e Bisevac, il centrale della Lazio finisce a terra. Pioli infuriato non riesce a caricare i suoi uomini, il Milan gioca molto agevolmente davanti alla difesa della Lazio che sembra addormentata. Nessuno tra i biancocelesti tenta di fermare Bonaventura che calcia verso la porta di Marchetti ma non trova il gol. Al 25′ la Lazio è salva per miracolo. Dopo circa tre minuti Bonaventura è ancora intenzionato a far tremare i biancocelesti, si inserisce fluidamente alle spalle dei centrali avversari, fortuito e tuttavia positivo l’intervento difensivo di Patric. Al 30′ Candreva tenta il cross che, però, rimbalza sul palo. Abate calcia in angolo. Anderson tenta di servire il pallone a Matri che, nonostante guadagni più di due rimpalli, non riesce a segnare. La Lazio riparte aggressiva, Anderson si impossessa dell’area avversaria senza portare a termine alcun colpo. Al 37′ Bacca steso al limite dell’area, Tagliavento fischia la punizione, Bonaventura si appresta a calciare, marchetti apparentemente spiazzato, fortunatamente il pallone rimbalza sulla traversa. Il Milan non riesce a rimontare i biancocelesti. Quasi alla fine del primo tempo, la Lazio si impossessa del pallone nell’area rossonera, sfortunatamente Parolo tenta di tirare in porta ma non riesce a concludere l’azione, Romagnoli blocca il tiro del lombardo. Al 45′ Tagliavento fischia la fine del primo tempo, nessun minuto di recupero.
46′ il match riparte: Brahafied devia un destro di Romagnoli, la sfera serve una grandissima occasione a Bacca che tenta il tiro in porta, tempestivo Marchetti che esce dai pali per bloccare il pallone. I biancocelesti sono totalmente assenti, la difesa perde palla e al 51′ un’altra occasione si presenta ai piedi di Bonaventura che tira da fuori area, è nuovamente Marchetti a salvare i suoi dalla grinta del Milan. I padroni di casa sembrano non arrendersi, al 54′ la palla è al limite dell’area con Honda che calcia facendo terminare il pallone alto sopra la traversa. San Siro è infuriata almeno tanto quanto Marchetti. Al 56′ Bacca poco distante dalla porta biancoceleste sbaglia il tiro da posizione fuorigioco. Vane speranze per la Lazio, pochi minuti dopo il Milan è di nuovo sulla cresta dell’onda: punizione di Bonaventura al 60′ che mira direttamente alla porta, fortunatamente Marchetti respinge con i pugni. Fulminea arriva l’ammonizione a Lulic: primo ammonito del match per fallo su Honda. Al 65′ la Lazio conquista il primo calcio d’angolo del secondo tempo: tiro innocuo, nessun pericolo per i rossoneri. I biancocelesti ripartono, Anderson si impossessa del pallone e tenta il tiro che viene deviato prima da Abate e poi stoppato da Donnarumma, grande occasione sprecata per la Lazio. Al 68′ Bonaventura si libera e calcia a colpo sicuro, Marchetti però devia la sfera sul palo, allora Luiz Adriano si avventa sul palllone ma spreca da pochi passi. Al 72′ arriva anche l’ammonizione per Biglia che trattiene Bertolacci. Arriva poi, al 74′, il primo cambio della gara: per il Milan esce Luiz Adriano e al suo posto entra Balotelli. Due minuti dopo arriva l’ammonizione anche per Abate, che commette fallo su Felipe Anderson Al 78′ il Milan è ancora pericoloso con un cross di Balotelli sul secondo palo, ma Bonaventura viene stoppato bene da Patric. Un minuto dopo c’è il primo cambio anche per la Lazio: esce Matri, al suo posto entra Djordjevic. All’84’ Lulic viene espulso per un fallo su Honda e la partita si fa complicata per la Lazio. Poi all’84’ c’è anche il secondo cambio per il Milan: Menez subentra ad Honda. Otto minuti dopo Pioli cambia ancora, questa volta esce Candreva ed entra Mauricio al suo posto. Al 90′ Tagliavento indica che ci saranno tre i minuti di recupero Al 91′ episodio dubbio in area del Milan, Djordjevic vince un rimpallo ma Zapata lo chiude, fermando però il pallone con un braccio: l’arbitro però non fischia e lascia proseguire. Al 93′ termina l’incontro che finisce così 1-1. Non c’è neanche più tempo per la Lazio di battere un corner, Tagliavento manda le squadre negli spogliatoi.
TABELLINI:
RETI: Parolo (L) al 9′, Bacca (M) al 15′ p.t.
MILAN (4-4-2): Donnarumma; Abate, Zapata, Romagnoli, Antonelli; Honda (dal 39’ s.t. Menez), Montolivo, Bertolacci, Bonaventura; Luiz Adriano (dal 29’ s.t. Balotelli), Bacca. (Abbiati, Diego Lopez, De Sciglio, Alex, Mexes, Calabria, Poli, Locatelli, J. Mauri, Boateng). All. Mihajlovic.
LAZIO (4-1-4-1): Marchetti; Patric, Bisevac, Hoedt, Braafheid; Biglia; Candreva (dal 43’ s.t. Mauricio), Parolo, Lulic, F. Anderson; Matri (dal 35’ s.t. Djordjevic). (Berisha, Guerrieri, Gentiletti, Onazi, Cataldi, S. Mauri, B. Keita, Klose). All. Pioli.
ARBITRO: Paolo Tagliavento (Terni)
NOTE: a San Siro 33.481 spettatori.
Espulso Lulic al 39’ s.t. per doppia ammonizione.
Ammoniti: Biglia e Abate per gioco scorretto.
Recuperi: Primo tempo 0′, secondo tempo 3′.
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Mancano ormai poche ore alla sfida che vedrà opposte, allo Stadio Giuseppe Meazza, alle ore 20.45, il Milan di Mihajlovic e la Lazio di Pioli. Una partita che significa molto per entrambe le squadre, che sono alla ricerca di un posto in Europa, per salvare una stagione che se no sarebbe a dir poco fallimentare. I rossoneri, però, sono leggermente favoriti, non solo perché hanno quattro punti di vantaggio sui biancocelesti, ma anche a causa della condizione fisica e mentale migliore. La squadra capitolina, invece, è ancora scossa dall’eliminazione in Europa League, subita per mano dello Sparta Praga, ma non solo. La Lazio, infatti, sembra ormai una squadra allo sbaraglio e senza alcun tipo di motivazione.
PRECEDENTI E STATISTICHE: All’andata i rossoneri si imposero per 3-1 all’Olimpico, grazie alle reti di Bertolacci, Mexès, Bacca, mentre per i biancocelesti segnò Kishna, tutt’ora una delle miglior prestazioni della squadre si Mihajlović in panchina. Lo stesso risultato si era visto anche nella gara di San Siro dello scorso anno, con i rossoneri che si erano imposti appunto per 3-1, reti di Honda, Muntari, Ménez per il Milan e autogol di Alex per la Lazio, regalando a Inzaghi il successo alla prima panchina in Serie A. Nella stagione precedente il risultato era stato di parità: 1-1 con il ritorno al gol di Kaká con la maglia del Milan dopo la parentesi madrilena e con il gol del pareggio firmato da Ciani. L’ultima vittoria della Lazio a Milano risale alla stagione 1989-1990, esattamente 27 anni fa, quando i biancocelesti si imposero 1-0 grazie all’autorete di Maldini.
Nei 72 precedenti al Meazza il Milan ha ottenuto 41 vittorie, 22 pareggi e 9 sconfitte, segnando 145 gol e subendone 69. Se contiamo anche le gare disputate all’Olimpico, il saldo rimane comunque favorevole ai rossoneri, che in 145 incontri, hanno vinto 62 volte, perdendo solo in 27 occasioni e pareggiando nelle restanti 56 gare. Il saldo totale dei gol è di 231 a 163 per il Milan.
QUI MILAN: Nessun problema di formazione per Mihajlovic, che dovrà fare a meno solo di Niang e Kucka, ma ha a disposizione moltissimi altri giocatori da schierare. Sarà con tutta probabilità 4-4-2 con Donnaruma in porta, mentre in difesa agiranno Abate, Zapata, Romagnoli e Antonelli. A formare la linea di centrocampo ci saranno, invece, Honda e Bonaventura sugli esterni, con Bertolacci e Montolivo in mezzo al campo. Per concludere in attacco ci sarà il pericolosissimo duo formato da Bacca e Luiz Adriano.
QUI LAZIO: Pioli sembra intenzionato a schierare un 4-3-3 con Marchetti sicuro del posto tra i pali. In difesa, invece, il tecnico parmense deve fare ancora i conti con un reparto in emergenza. Sono ancora assenti, infatti, Basta, Konko, Radu e il lungodegente De Vrij. Scelte obbligate, quindi, sugli esterni con Patric e Braafheid titolari. Al centro, invece, ci saranno Mauricio Hoedt. A centrocampo ancora spazio a Parolo, Biglia e Lulic, con il giovane Milinkovic-Savic assente per alcuni problemi fisici. In attacco, infine, ci sarà il trio formato da Candreva, Matri e Felipe Anderson. Ancora non pervenuto l’inglese Morrison.
PROBABILI FORMAZIONI:
MILAN (4-4-2): Donnarumma; Abate, Zapata, Romagnoli, Antonelli; Honda, Bertolacci, Montolivo, Bonaventura; Bacca, Luiz Adriano. Allenatore: Mihajlovic. A disposizione: Abbiati, Diego Lopez, Mexes, De Sciglio, Calabria, Alex, Poli, Ely, Mauri, Locatelli, Balotelli, Boateng, Menez.
ARBITRO: Tagliavento (sez. Terni) ASSISTENTI: Barbirati e Di Fiore IV UOMO: Marzaloni ADDIZIONALI: Calvarese e Fabbri
La partita verrà trasmessa in diretta tv su Sky Sport e Mediaset Premium alle ore 20.45 ed in diretta streaming su pc, cellulari e tablet grazie alle applicazioni SkyGo ePremiumPlay.
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Dalla prossima settimana il campionato si ferma, ma per alcuni giocatori non ci sarà il tempo di riposarsi. Infatti in questa pausa si giocheranno alcune gare amichevoli internazionali e saranno molte le Nazionali impegnate per preparare al meglio il prossimo europeo. Per quanto riguarda l’Italia, gli azzurri affronteranno in due amichevoli di lusso, prima la Spagna, il 24 marzo allo Stadi Friuli, e poi la Germania, il 29 marzo all’Allianz Arena.
Tra i 28 convocati dal c.t. Antonio Conte ci sono anche due laziali: Marco Parolo e Antonio Candreva. I due giocatori biancocelesti rappresentano ormai una sicurezza per quanto riguarda la Nazionale e la loro chiamata era scontata, ma ci sono anche delle novità. Conte, infatti, ha deciso di chiamare, per la prima volta, anche il centrocampista del Napoli Jorginho (brasiliano ma naturalizzato italiano) e Federico Bernardeschi, attaccante della Fiorentina. Inoltre si rivede anche Thiago Motta, assente dalla lista dei convocati dal Mondiale del 2014 in Brasile. Il primo raduno sarà domani presso il Centro tecnico federale di Coverciano.
Questo l’elenco completo dei convocati:
Portieri: Gianluigi Buffon (Juventus), Mattia Perin (Genoa), Salvatore Sirigu (Paris Saint Germain);
Difensori: Francesco Acerbi (Sassuolo), Luca Antonelli (Milan), Davide Astori (Fiorentina), Andrea Barzagli (Juventus), Leonardo Bonucci (Juventus), Matteo Darmian (Manchester United), Lorenzo De Silvestri (Sampdoria), Andrea Ranocchia (Sampdoria);
Centrocampisti: Alessandro Florenzi (Roma), Emanuele Giaccherini (Bologna), Jorginho (Napoli), Riccardo Montolivo (Milan), Thiago Motta (Paris Saint Germain), Marco Parolo (Lazio), Roberto Soriano (Sampdoria), Marco Verratti (Paris Saint Germain);
Attaccanti: Federico Bernardeschi (Fiorentina), Giacomo Bonaventura (Milan), Antonio Candreva (Lazio), Eder (Inter), Stephan El Shaarawy (Roma), Ciro Immobile (Torino), Lorenzo Insigne (Napoli), Graziano Pellé (Southampton), Simone Zaza (Juventus).
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Nonostante la stagione non esaltante, Felipe Anderson, continua ad essere intervistato in lungo e in largo essendo comunque uno dei giocatori più talentuosi del nostro campionato. Il giovane brasiliano, infatti, questa volta ha parlato della sua carriera e ha ripercorso la sua infanzia durante la trasmissione “L’ospite di Laura” condotta da Laura Barriales. Queste le prime parole della sua intervista:
Quando entro in campo cerco di divertirmi e di giocare con l’istinto. Sono contento ogni volta che gioco”
Alla domanda su quali siano i suoi idoli calcistici, Felipe ha risposto con i nomi di due sue connazionali che hanno fatto la storia del calcio brasiliano:
Mi piacciono tanto Ronaldo e Kakà, il primo lo ammiravo perché faceva tanti dribbling e anche io da piccolo li facevo perché ero veloce e lo guardavo sempre. Di Kakà mi impressionava la velocità e il tiro a giro, provo sempre ad imitarlo. Per tecnica e velocità assomiglio ad entrambi”.
Il brasiliano ha poi parlato della sua fede in Dio e del suo rapporto con la religione:
La mia fede nasce da bambino, guardavo mia madre che pregava e sono cresciuto leggendo la Bibbia e pregando. Ho un rapporto quotidiano con la mia fede. Prego tutto il tempo, quando mi alzo e quando vado a giocare. Chiedo protezione per me e per gli avversari affinché nessuno si faccia male e ringrazio Dio per l’opportunità che mi ha concesso. Ci sono altri Atleti di Cristo in Serie A? Sì, c’è il mio amico Rafael che gioca al Napoli, Gabriel Ferreira ed Hernanes”.
Felipe ha anche parlato del suo arrivo in Italia poi e del suo sogno di giocare alla Lazio:
Il sogno di giocare in Italia e in Europa ce l’avevo fin da piccolo. Nel 2012 ho iniziato ad avere questa possibilità di venire alla Lazio. Nel 2013 è diventato un obiettivo, il sogno era quello di giocare alla Lazio. Quando sono arrivato a Roma c’erano tanti brasiliani e mangiavamo cibo brasiliano, però la cucina italiana mi piace moltissimo, specialmente la carbonara (ride, ndr)”.
Poi c’è spazio anche per i ricordi, la sua prima partita in Serie A, il suo primo goal alla Lazio:
Ricordo quella partita con la Fiorentina (6 ottobre 2013, ndr), ero ansioso per la mia prima partita in Serie A contro una squadra forte, peccato che abbiamo pareggiato. Ricordo anche il mio primo gol in Serie A contro il Parma, abbiamo vinto 2-1. È stato un giorno speciale per me, quando ti sblocchi giochi più libero e tranquillo. Da quel momento in poi abbiamo fatto bene e abbiamo vinto tante partite di fila. Quella stagione è stata fantastica. Il mio gol più bello di questa stagione è stato contro il Genoa, ero fuori area e mi è arrivata la palla, ho calciato a giro e l’ho mandata all’incrocio. È stato anche il più importante perché vincevamo 1-0 e loro stavano provando a pareggiare, con quella rete abbiamo chiuso la gara”.
Infine si parla anche di futuro: di quello immediato, la partita contro il Milan, ma anche di quello prossimo, il suo futuro alla Lazio:
Contro il Milan a S.Siro è sempre una partita importante, visto anche che ci hanno battuto in casa nostra. Ritengo che la chiave per vincere sia quella di essere più cattivi. Per cattiveria intendo l’atteggiamento giusto, andare a Milano per fare la partita e vincere contro un avversario difficile. Spero di segnare e che si riesca a vincere 2 o 3 a zero. Il futuro? Resto qui alla Lazio, il mio cuore e la mia testa sono qui, penso solo alla Lazio”.
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E’ vero, siamo a fine marzo, Pasqua alle porte, ma paradossalmente la stagione laziale sembra essere finita, anche in caso di vittoria contro il Milan (che porterebbe la squadra romana a -4 proprio da loro) dubitiamo molto che gli 11 di Pioli possano lottare per quel sesto posto che vuol dire accedere al turno preliminare di Europa League.
E di cosa si può parlare? Beh, di una cosa siamo sicuri, se non considerassimo la questione allenatore c’è mezza rosa da sistemare in uscita, se non qualcuno in più, ma andiamo in ordine di ruolo. In porta, abbiamo parlato a lungo della questione Marchetti e l’ex Cagliari ha rinnovato tra autunno e inverno, mentre per Berisha sono note sirene inglesi che non hanno avuto un fondamento ben sicuro, le percentuali di permanenza a Roma per l’albanese tendono verso il basso. Chi scrive suggerisce di monitorare bene Matosevic della Primavera o puntare a qualcuno da comprare.
In difesa, Hoedt verrebbe salvato data l’età e la situazione che ha trovato quest’anno, mentre per gli altri ci vuole assolutamente una soluzione valida da affiancare a De Vrij. Mauricio è stato valido da gennaio a giugno 2015, per il resto a dir poco orribile; Gentiletti è stato poco utilizzato causa infortunio e non si è mai ripreso al meglio, le sue prestazioni sono un esempio di come quella brutta offesa abbia ancora degli strascichi lunghi; Bisevac è arrivato con tutti i dubbi della stampa, stava diventando paradossalmente il migliore del gruppo ma le 33 primavere iniziano a farsi sentire, forse anche troppo, Yanga-Mbiwa lo ha praticamente tenuto in panchina per mesi nel Lione e anche lui viene da un bruttissimo infortunio che lo ha tenuto fuori a lungo; Braafheid a gennaio sembrava dovesse andare alla Salernitana e invece eccolo qualche giorno fa in campo, ma probabilmente anche l’ex Hoffenheim saluterà la ciurma a fine anno. In questo quadro complessivo, ecco che la pista Tonelli può avere senso, il valore di mercato al momento è di 10 milioni di euro. Di Radu, Lulic, Konko e Basta non si hanno notizie, col francese che ha avuto un piccolo bisbiglio transalpino che tale è rimasto.
Il centrocampo è un enigma. Prima di tutto va capito se Biglia sarà laziale anche la prossima stagione, ma dubitiamo molto considerando le ripetitive voci di un accasamento all’Inter. Se così non fosse bisogna capire chi avrà intorno l’attuale capitano argentino: Parolo è fuori dal mercato, Cataldi potrebbe essere inserito nel discorso fatto per Hoedt, e Onazi viene dato per partente (Premier League o Bundesliga); quindi bisogna assolutamente trovare una soluzione, si potrebbe promuovere qualcuno dalla Primavera tipo Oikonomidis e Murgia, cercare di dare un’ultimissima chance a Morrison che sembra avuto un briciolo di garanzia per la prossima stagione, poi la più facile ossia tuffarsi alla ricerca di qualcuno, considerando che anche Mauri potrebbe non rinnovare e non cambiare nuovamente idea come fu la scorsa estate. Ma nomi sostitutivi al momento non se fanno. Milinkovic-Savic di sicuro è intoccabile e può dormire sonni tranquilli.
La parte più calda della rosa riguarda il reparto avanzato. Candreva e Felipe Anderson devono solo capire la destinazione del loro biglietto aereo, Italia o estero; Keita potrebbe paradossalmente rimanere dopo le sirene tedesche dell’estate; Klose ormai sappiamo che saluterà Roma; se Djordjevic punta alla riconferma, Matri lo vuole scavalcare essendosi trovato bene nella Capitale e sarebbe addirittura propenso a chiedere al Milan la cessione definitiva anche a due soldi. Se ci si tuffasse nel mercato, Tare sembra voler sferrare un attacco all’Ajax per il 22enne polacco Milik, 18 gol su 35 partite ufficiali con i Lancieri e giocatore di buona prospettiva che potrebbe essere un arma importante insieme a quel Ricardo Kishna utilizzato poche volte e che ad inizio stagione non aveva assolutamente sfigurato. Anche qui l’ipotesi promozione dalla Primavera, secondo chi vi scrive, non è malvagia se pensassimo a Simone Palombi e Aimone Calì.
In tutto questo, dobbiamo ricordarci che abbiamo diversi giocatori sparsi in Europa e oltre: il primo che salta all’occhio è il Tata Gonzalez che ora è in Messico nell’Atlas ma potrebbero esserci cambi di idea miracolosi alle spalle; Tounkara doveva intraprendere lo stesso viaggio di Keita, essendo due ex canterani del Barcellona e di grandi prospettive, ma l’infortunio, i prestiti e l’approdo poco felice a Salerno stanno limitando la sua crescita; Perea sta facendo danni incredibili con il Troyes in Ligue 1; Seck al momento è fuori rosa e ha addirittura mercato in Germania, in Inghilterra ed era nel mirino del DS della Roma Walter Sabatini, ma l’unica destinazione pensata da Lotito e Tare era la Campania, seccamente rifiutata dal senegalese. Per il resto si parla di giovani che andrebbero analizzati e successivamente capire chi può servire o meno.
Ultimo scoglio che per importanza sarebbe il primo è pensare alla prossima guida da luglio. A quanto si legge, Pioli non sembra essere sulla panchina laziale la prossima stagione, addirittura contro il Milan potrebbe essere anche l’ultima in assoluto, e in questo caso fino a giugno Simone Inzaghi potrebbe guidare la prima squadra lasciando momentaneamente la Primavera; in caso di uscita dell’ex Bologna e Parma ci sono svariati nomi che facciamo prima ad elencarvi, ma al momento sono solo voci: nella lista attualmente abbiamo Sinisa Mihajlovic (Milan), Massimo Oddo (Pescara), Cesare Prandelli, Walter Mazzarri, Christian Brocchi (giovanili Milan), Hamza Hamzaoglu (ex Galatasaray), Ersun Yanal (ex Trabzonspor) e Ivan Juric (Crotone).
Ogni anno la Lazio è un’incognita, quest’estate ancora peggio!
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Presto arriverà il momento della partita tra Milan e Lazio, e come sempre registriamo dichiarazioni importanti di alcuni personaggi, protagonisti o meno dell’incontro.
Nel Milan registriamo le parole di Ignazio Abate, esterno destro della squadra di Mihajlovic, che ha analizzato la situazione rossonera e pone gli obbiettivi per queste ultime partite della stagione: “I cali di concentrazione sono il nostro punto debole, non buttiamo al vento quanto di buono fatto finora. Abbiamo due obiettivi: l’Europa non da sesti e poi vogliamo vincere la Coppa Italia. Dobbiamo metterci cattiveria giorno per giorno. Questa settimana ci siamo allenati alla grande e dobbiamo garantire di fare una grandissima prestazione domani”
A fargli eco, è il regista del Milan e della Nazionale Riccardo Montolivo, che sottolinea ancora di più la situazione milanista, rea (a suo dire) di avere grossi difetti di incostanza: “Se si vuole giocare nel Milan 8-9 risultati utili consecutivi deve essere la normalità, abbiamo pagato questo. Dispiace non poter lottare ora per il terzo posto, ma l’aspetto mentale l’abbiamo pagato in queste ultime due sfide contro Sassuolo e Chievo. Il Milan del terzo posto non era più forte di questo tecnicamente, bensì il livello mentale della squadra. La predisposizione mentale era diversa. Non basta però adesso quello che abbiamo fatto ora, dobbiamo dare di più”.
Sul fronte Lazio, abbiamo due visioni molto intessanti e non di alcuni giocatori. La prima fonte degna di nota riguarda il giornalista di SkySport Maurizio Compagnoni, non proprio conosciuto per amicizie biancocelesti, ma che ha capito benissimo cosa sarà questo match per gli 11 di Pioli: “Sono curioso di capire quale sarà l’atteggiamento della Lazio, ci sono due strade: o un crollo verticale o una prova d’orgoglio. La Lazio ha ancora una possibilità per entrare in Europa League. Con un successo infatti andrebbe a -4 dal Milan e se la giocherebbe fino alla fine. Ma giovedì ho visto una squadra molle, senza fase difensiva e anche sfortunata. Si è sciolta in maniera imbarazzante”.
La seconda fonte arriva addirittura dal oltreoceano e riguarda la corrispondente Rai da New York Giovanna Botteri che, intervistata al telefono da 1900 TV ha sottolineato la cocente eliminazione e le colpe che avrebbe Pioli nella gestione della squadra: “Una bella botta, non me l’aspettavo. Credevo fermamente che avremmo passato il turno. Pioli? Colpa sua, ha sbagliato tutto. Non si può perdere in questo modo, chi ha sbagliato deve pagare. Certo poi le responsabilità sono di tutti. A partire dal presidente che ci ha abbandonato in balia degli eventi dando vita ad un vero e proprio massacro. I giocatori devono essere motivati dall’allenatore e supportati dalla società. Tutto ciò alla Lazio non accade. Non sono messi nelle condizioni di dare il loro meglio”
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In attesa del match con il Milan di domani sera al “Meazza” di San Siro, l’ambiente biancoceleste prova a superare la cocente eliminazione dall’Europa League proiettandosi già alla sentitissima sfida contro la Roma, in scena dopo la sosta per la Nazionale.
L’etere romano e non solo si è chiesto se ci saranno i tifosi in un appuntamento così importante o continueranno la loro protesta. Le indiscrezioni trapelate nelle ultime settimane non lasciavano presagire risposte positive, con l’ufficialità sulla decisione del direttivo che è arrivata proprio questa mattina. La Curva Nord, feudo del tifo caldo laziale, ha deciso di continuare la protesta contro le barriere installate nelle curve dello Stadio Olimpico in seguito al provvedimento del Prefetto di Roma Franco Gabrielli disertando il Derby in programma il prossimo 3 aprile alle ore 15. Non è ancora arrivata invece alcuna comunicazione dalla Curva Sud.
In mattinata Sandro il Cinese, uno dei maggiori esponenti del tifo rganizzato, è intervenuto ai microfoni del programma radiofonico “I Laziali Sono Qua“, sulle frequenze 88.100 FM, per annunciare ufficialmente l’assenza del tifo organizzato in occasione della stracittadina, un vero e proprio evento atteso tutto l’anno nella Capitale. Continua dunque la manifestazione di dissenso nei confronti delle istituzioni, con la Curva che lancia nuovamente un segnale forte non entrando in una partita fondamentale come il match contro i rivali storici della Roma.
Negli ultimi tempi sembrano essere arrivati segnali d’apertura da parte di Gabrielli, pronto a rimuovere le barriere al termine del campionato. Non resta che attendere la fine del campionato per vedere se la Curva Nord tornerà al suo posto all’Olimpico.
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Se andassimo a vedere le statistiche, la Lazio non vince dal 1989 con un autogol di Maldini, ma l’ultima affermazione importanti dei romani a Milano riguarda la Coppa Italia. Infatti, poco più di un anno fa fu un rigore di Lucas Biglia a decretare la vittoria e il passaggio del turno, in una partita dove gli uomini di Pioli rimasero in dieci per quasi tutta la partita. Filippo Inzaghi era alla guida del Milan, ma quello fu l’inizio del fine regno dell’ex bomber, già aspramente contestato dall’inizio del 2015. Per Pioli una vittoria che sottolineò ancora di più la bella annata.
MILAN (4-3-3): Abbiati; Abate, Alex, Rami, Albertazzi (81′ Suso); Poli (79′ Van Ginkel), Montolivo, Muntari (51′ Honda); Cerci, Pazzini, Menez. A disposizione: Diego Lopez, Gori, Essien, Armero, Zaccardo, Calabria, De Santis, Mastour. Allenatore: Inzaghi.
Arbitro: Sig. Rocchi (Firenze) Assistenti: Sigg. Preti e Meli Quarto uomo: Sig. Massa.
Marcatori: 38′ Biglia (rig).
Note: espulso al 44′ Cana per doppia ammonizione (entrambe per gioco scorretto). Ammonito Rami per proteste, Keita e Pereirinha per comportamento non regolamentare. Angoli: 7-5. Recuperi: 0′ p.t., 5′ s.t.
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Oggi non è un giorno come gli altri per i tifosi della Lazio, oggi infatti, 40 anni fa, nasceva il più grande difensore che abbia mai indossato la maglia biancoceleste, un vero idolo dei tifosi, che sarà per sempre osannato e ricordato da tutto il popolo laziale. Stiamo parlando di Alessandro Nesta, mitico numero 13 degli anni più belli della storia laziale, quando la prima squadra della capitale faceva tremare il mondo intero. E pensare che ora ad indossare quel numero è un certo Milan Bisevac, che Dio lo perdoni!
Alessandro nasce a Roma nel quartiere di Cinecittà il 19 marzo del 1976. Comincia a tirare i primi calci ad un pallone proprio nella squadra del suo quartiere e già si intravedono le sue grandi capacità. Tanto che Giorgio Rocca, osservatore della Roma, nota ben presto le sue capacità e lo vuole a tutti i costi nelle giovanili dei giallorossi. Il padre di Nesta, però, si oppone: suo figlio alla Roma? Impossibile in famiglia sono tutti laziali e Alessandro dovrà giocare solo nella Lazio! Lo stesso Alessandro è favorevole, lui vuole solo i biancocelesti!
Detto fatto, il ragazzo nel 1985 entra quindi a far parte delle giovanili della Lazio grazie a Volfango Patarca. Con i biancocelesti disputa tutta la trafila nelle giovanili, giocando in diversi ruoli, in attacco e a centrocampo, fino a che non trova la sua vera e propria collocazione al centro della difesa. Nel 1993 viene poi inserito nella prima squadra da Zdenek Zeman, che rimase colpito dalla sua classe e dalle sue capacità, nel frattempo però gioca anche con la Primavera allenata da Mimmo Caso, con la quale vince il campionato.
Nesta fa, poi, finalmente il suo in Serie A il 13 marzo 1994 in occasione della gara tra Udinese e Lazio valida per la 27° giornata della Serie A e conclusasi per 2-2. A farlo debuttare nel massimo campionato italiano fu l’allenatore Dino Zoff che lo fece scendere in campo al 78′ minuto della partita al posto di Pierluigi Casiraghi. Inizia così la storia calcistica di una leggenda del calcio europeo e mondiale. Per la cronaca in quella partita segnarono per la Lazio Winter e Signori, che rimontarono per due volte i goal dell’Udinese realizzati da Borgonovo e Pizzi. È però nella stagione 1994/95 che Nesta dimostra tutto il suo valore, mettendosi in luce per la sua classe e la sua intelligenza, tanto che colleziona ben 11 presenze in campionato. A proposito di quegli anni Nesta raccontò, qualche tempo fa, un episodio che poteva stroncargli la carriera, a causa di un brutto fallo in allenamento su Paul Gascoigne:
All’epoca avevo 14 anni, ero alle prime sessioni di allenamento con la prima squadra. Lui era stato l’acquisto più costoso nella storia della Lazio e quel giorno stavamo lavorando a campo ridotto. Mi fece un paio di brutti falli ma io, essendo un giovane, non dissi una parola e continuai a giocare. Ad un certo punto ho provato a fermarlo con un tackle un po’ troppo duro e gli causai la frattura di tibia e perone. Nessuno mi disse niente e Paul, una volta tornato dall’intervento alla gamba mi tranquillizzò dicendo che non era colpa mia e mi diede cinque paia di scarpe e un kit da pesca. Non ho idea del perché del gesto, ma era proprio da lui”.
Nella stagione successiva entra in pianta stabile nella formazione titolare della Lazio e le sue presenze sono addirittura ventitré. Diventa quindi un titolare inamovibile nella squadra biancoceleste, tanto che si guadagna anche la chiamata in Nazionale, da parte di Arrigo Sacchi, per gli Europei del 1996 in Inghilterra. Alessandro viene considerato uno dei più forti difensori italiani e lui non smette mai di stupire, giocando sempre alla grande. Inoltre, anche la Lazio, comincia a dimostrare tutto i suo valore, grazie a Sergio Cragnotti che imbastisce una squadra capace di far sognare tutti i tifosi laziali. Nel 1998 arriva, quindi, la prima gioia con la maglia della Lazio, quando Nesta vinse insieme ai suoi compagni la Coppa Italia contro il Milan. A segnare il goal decisivo nella finale di ritorno, del 29 aprile, fu proprio Nesta che regala così una gioia immensa a tutti tifosi laziali. Il 6 maggio dello stesso anno, arriva, però, anche una grande delusione. La Lazio, infatti, perde, a Parigi, la finale di Coppa UEFA contro l’Inter di Ronaldo e sfuma quindi la prima gioa europea di Nesta. A placare lo sconforto arriva, tuttavia, la convocazione per i Mondiali di Francia, ma la sfortuna è dietro l’angolo. Nesta gioca solo le prime due gare dei mondiali, ma poi contro l’Austria, un brutto contrasto con Toni Polster, gli procura un bruttissimo infortunio al ginocchio che lo mette fuorigioco per sette mesi.
Nel dicembre del 1998 Alessandro torna finalmente in campo, dopo una lunga fase di rieducazione. Le sue condizioni fisiche non sono perfette, ma con le sue prestazioni, riesce comunque a guidare la Lazio, da neo capitano, alla rincorsa Scudetto che però sfuma in maniera incredibile all’ultima giornata e viene vinto dal Milan. Il 7 marzo 1999 arriva il suo primo gol in campionato con la maglia biancoceleste, messo a segno contro la Salernitana. Non ci sono però solo delusioni in quella stagione, ma anche grosse soddisfazioni. Nesta, infatti, vince con la Lazio il primo trofeo internazionale dei biancocelesti e della sua carriera, la Coppa delle Coppe 1998/99. La squadra di Eriksson sconfigge al Villa Park di Birmingham il Maiorca e Alessandro alza al cielo l’ultima coppa del torneo da capitano.
La stagione successiva è un trionfo per il difensore e la sua squadra. La Lazio vince subito la Supercoppa Europea, conquistata contro gli invincibili del Manchester United, a Montecarlo e poi arriva la soddisfazione più grande per Nesta e per i tifosi biancocelesti. La Lazio, infatti, conquista il suo secondo Scudetto ai danni della Juventus e chiude la sua splendida annata con il double, poiché conquista anche la Coppa Italia contro l’Inter . Nel 2000 vince anche la seconda Supercoppa Italiana da capitano, ma la stagione non si concluderà nei migliori dei modi per lui e per la Lazio. Le stagioni successive, difatti, vedono la Lazio arrivare solo terza e sesta in campionato, mentre iniziano anche i problemi a livello economico per la società che deve fare i conti con una profonda crisi finanziaria. Cragnotti è costretto a vendere tutti i pezzi pregiati della squadra e nell’estate del 2002 anche Nesta, che lascia la capitale, dopo 9 stagioni e 193 presenze in campionato.
Il difensore viene ceduto al Milan per una cifra intorno ai 31 milioni di euro, il tutto per risanare le casse societarie dei biancocelesti, nella speranza di salvare la Lazio dal fallimento. A Milano andrà a formare una delle migliori difese esistenti insieme a campioni come Paolo Maldini, Alessandro Costacurta, Cafu e Jaap Stam, anche quest’ultimo venduto da Cragnotti per motivi economici.
A proposito della cessione di Nesta al Milan, riportiamo le parole del calciatore che nel 2012 in un’intervista a Sky Sport ha dichiarato quanto segue:
Potevo andare in tante squadre, avevo solo l’imbarazzo della scelta, ma io non volevo andarmene dalla Lazio: perché stavo bene, perché ero il capitano, guadagnavo bene e quella era la mia città e la squadra per la quale avevo sempre tifato. Per me quello era il calcio, il mio calcio era la Lazio. Sono venute tante squadre, ho sempre detto di no, poi il giorno dell’ultimo allenamento prima della chiusura del mercato eravamo in campo a fare il torello a Formello e c’era il figlio del presidente (Massimo Cragnotti, ndr) che ogni tanto chiamava uno di noi perché la Lazio doveva assolutamente vendere. Ad un certo punto, mi ha chiamato e mi ha passato il telefono dicendo che dovevo andare via, che dovevo accettare per forza perché il mercato stava chiudendo e la società aveva bisogno di incassare. Non ho potuto fare nulla, mi hanno mandato via subito, neanche il tempo di prendere le mie cose perché dovevo prendere l’aereo per Milano. Quando sono arrivato a San Siro, dove c’era un derby amichevole, avevo una gran confusione in testa, non capivo nulla di quello che stava succedendo. Ad un certo punto mi giro e vedo anche Crespo, con il quale stavo facendo il torello poche ore prima a Formello e gli chiedo: ‘E tu che ci fai qui?’ lui mi guarda e risponde: ‘Mi hanno ceduto all’Inter’. Sono rimasto di sasso, non ne sapevo nulla e l’unica cosa che gli ho chiesto è stata: ‘Ma è rimasto qualcuno lì a Formello?’ lui si è messo a ridere, ma anche il suo era un sorriso forzato”.
Parole che sottolineano il grande legame di Alessandro con la sua squadra del cuore, la Lazio. Lui se avesse potuto non se ne sarebbe mai andato via da Roma, ma il destino ha voluto che la sua storia in biancoceleste finisse nel peggiore dei modi.
Al Milan Alessandro vince tutto quello che era possibile vincere, arricchendo il suo palmarès con una Champions League, una Coppa Intercontinentale, un’altra Supercoppa Europea, altri due Scudetti, altre due Coppe Italia e un’altra Supercoppa Italiana. Chiude la sua carriera in rossonero dopo 10 stagioni e 224 presenze nel 2011 per andare a giocare in MLS con il Montréal Impact. In Canda resta per un’anno, poi decide, a causa dei soliti problemi fisici di ritirarsi dal calcio giocato. Gioca ancora 3 partite, nel 2014, con la squadra indiana dei DehliDynamos, per poi diventare allenatore, nel 2015, dei Miami FC, squadra della NASL. Attualmente è ancora allenatore della squadra della Florida e vive a Miami con la sua famiglia.
In Nazionale, oltre ai già citati Europei del 1996 e ai Mondiali del 1998, ha disputato gli Europei del 2000 e del 2004 e i Campionati del Mondo del 2002 e del 2006. Si è laureato, quindi, campione del mondo nel 2006 a Berlino, pur giocando solo le tre partite iniziali della competizione a causa di un infortunio. La sua esperienza con l’Italia si è chiusa l’11 ottobre del 2006, quando ha giocato l’ultima partita in maglia azzurra contro la Georgia, finita 1-3 per la nostra nazionale e valida per le qualificazioni agli Europei del 2008. In totale ha collezionato 78presenze e per quasi un decennio ha formato con Fabio Cannavaro una delle linee di difesa centrali più forti del mondo. La sfortuna ha però perseguitato Alessandro in maglia azzurra, infatti, i suoi infortuni peggiori sono arrivati quando ha giocato con l’Italia.
Alessandro Nesta è stato uno dei più forti difensori italiani e ha costituito uno dei maggiori vanti del vivaio biancoceleste. Era dotato di un impressionante recupero, di un anticipo micidiale e di uno spiccato senso del campo. Il suo colpo di testa era notevole, pur non essendo la sua dote migliore. Era inoltre acrobatico e veloce e ha costituito un punto fermo dei recenti reparti difensivi biancocelesti. Riflessivo e poco espansivo è stato profondamente legato ai colori biancocelesti, lasciando un vero e proprio vuoto nel cuore dei tifosi laziali.
Si conclude, così, il nostro racconto di una delle leggende della Lazio, ma anche del calcio mondiale. Un giocatore che ha saputo farsi apprezzare ovunque per il proprio talento, la propria intelligenza calcistica e la propria classe. Osannato dai supporters biancocelesti ancora oggi per aver regalato alla compagine capitolina grandi successi e grandi emozioni.
Grazie Alessandro e tanti auguri!
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In occasione della partita di domani sera contro il Milan che si giocherà a San Siro, il doppio ex Pasquale Foggia, oggi concentratissimo sulla sua Academy scuola calcio, ha vestito la maglia rossonera nel settore giovanile nella stagione 1999-2000 e quella della Lazio (dopo una stagione in prestito al Cagliari, ndr) dal 2008 al 2011 e dal 2012 al 2013, ed è intervenuto per parlare proprio del match:
“Con la Lazio ho avuto la possibilità di giocare con l’Italia e quindi per me ha un posto significativo, ma anche la mia esperienza al Milan è stata unica e ho imparato tanto da grandi campioni. Avevo un grande rapporto con Inzaghi, è stato veramente il coronamento di un sogno.” Dunque l’ex centrocampista-attaccante ricorda gli anni in cui con la Lazio ebbe l’occasione di giocare nella Nazionale, infatti nel 2006, dopo la stagione con l’Ascoli, viene convocato in Nazionale Under-21 dal tecnico Claudio Gentile e partecipa agli Europei di categoria in Portogallo, dove gli Azzurrini vengono eliminati al primo turno. Il 13 ottobre 2007, a 24 anni, esordisce in Nazionale maggiore entrando nel secondo tempo di Italia-Georgia ( 1-0), gara di qualificazione a Euro 2008. Il ct Roberto Donadoni lo impiega anche quattro giorni dopo in un’amichevole contro il Sudafrica.
Poi fa una breve analisi sul momento delle due squadre: “Io credo che il Milan debba dare il massimo anche se obiettivamente non c’è una grandissima qualità ad eccezione dei colpi singoli di Bonaventura e Bacca. Può vincere e perdere contro chiunque. La Lazio? Bisognerà vedere come l’ambiente reagirà alla situazione difficile conseguente anche all’eliminazione dell’Europa League. Domenica sarà una partita importante e allo stesso tempo difficile per entrambe. Il Milan dovrà scendere in campo con il giusto atteggiamento nei primi 20 minuti e non scendere in campo come contro il Chievo Verona”.
Ricordiamo poi la sua dichiarazione rilasciata il 25 Gennaio 2016 in cui sottolinea quanto sia stata importante l’esperienza nella Nazionale per lui ed il rapporto con Pippo Inzaghi: “Credo che la Nazionale rappresenti il livello massimo per ogni calciatore, il coronamento del sogno iniziato fin dai primi calci per chi si affaccia a questo sport. Io ebbi la fortuna di esordire nella Nazionale immediatamente successiva a quella che ha vinto il Mondiale del 2006, quindi in una squadra imbottita di campioni. Il ricordo che porterò sempre nel mio cuore è un regalo che mi fece Pippo Inzaghi, che mi donò la maglia con cui vinse il Mondiale, con una dedica speciale. Per me è motivo di grande orgoglio aver giocato con campioni di questo livello”.
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i tifosi della Lazio contestano Claudio Lotito.
Roma 23-02-2014 Stadio Olimpico. Football Calcio 2013/2014 Serie A. Lazio - Sassuolo. Foto Antonietta Baldassarre / Insidefoto
Dopo lo 0-3 disastroso ecco che arriva la contestazione. Partiamo dal fatto e neanche cosi banale che chi paga ha sempre ragione. Possiamo paragonare senza ombra di dubbio il campo da calcio a un teatro, dove i giocatori come gli attori appunto, devono mettere in scena uno spettacolo. Il pubblico che paga deve essere soddisfatto di ciò che vede altrimenti si sentono in platea solo fischi. E quindi il popolo laziale ha il diritto di ribellarsi e contestare questo fallimento stagionale l’ennesimo in 12 anni.
I laziali erano agitati già alla fine del primo tempo, ma a fine partita è scoppiata la bomba. Lotito è stato portato via dalla scorta visti gli insulti (e si parla anche di sputi) presi in tribuna. I giocatori pesantemente fischiati, la società neanche a dirlo. Onazi che fuori lo stadio litiga con un tifoso reo secondo il giocatore, di averlo apostrofato con insulti razzisti.
E ieri mattina un gruppo di supporter biancocelesti ha contestato fuori le mura di Formello con scritte del tipo “Indegni”. Ma anche nello spogliatoio laziale l’ aria è pesante, Lulic contesta a Pioli alcuni atteggiamenti e accusa i compagni di non aver preso i fischi ed essere scappati. Biglia da capitano vero ha preso la parola dicendo che è stata una partita vergognosa.
E Lotito in tutto questo? Partiamo dal presupposto che alla fine del primo tempo di giovedì Sky lo ha ripreso mentre dice a De Martino“ma può giocare col 4-3-2-1?“. Segno di come il presidente laziale ha bocciato l’ idea tattica di Pioli. E allora che scenari si prevedono all’ orizzonte? Sicuramente Pioli a fine anno saluterà Formello in un modo che nessuno si augurava. Se dovesse fallire domani, anche il sesto posto ormai sarebbe definitivamente irraggiungibile e quindi Simone Inzaghi farebbe il traghettatore fino a fine anno. Ma poi chi prenderebbe in mano questa squadra alla deriva? Mihajlovic è in pole, una scelta che farebbe molto piacere ai tifosi, seguono in ordine alfabetico Brocchi in tandem con Lippi, Mazzarri,Oddo e Prandelli. La pista estera porta a i nomi di Hamzaoglu e Ersun Yanal. Infine per il derby è prevista una protesta fuori l’ Olimpico stile Sassuolo, non proprio una giornata adatta per una protesta ma i tifosi sono stufi e come detto loro pagano e hanno ragione, dopo 12 anni la corda si è spezzata definitivamente e i laziali non ne possono più.
ECCO IL VIDEO DEL LITIGIO TRA ONAZI E UN TIFOSO:
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La Lazio abbandona l’Europa League, chiudendo la sua stagione in anticipo. Il sogno europeo termina con il tris di uno Sparta Praga capace di capitalizzare le poche occasioni capitate ai suoi attaccanti Dockal, Krejci e Julis, che in appena un tempo superano Marchetti per 3 volte e regalano i quarti di finale alla formazione ceca.
Nella serata della disfatta biancoceleste, l’arbitro francese Ruddy Buquet amministra l’incontro senza particolari problemi. Il direttore di gara transalpino adotta un metro di giudizio “all’inglese” lasciando molto giocare e preferendo un gioco più fisico. Ecco quanto accaduto durante i 90 minuti di gioco:
PRIMO TEMPO
5’ Brabec spinge Klose a metà campo, il tedesco cade a terra ma Buquet lascia correre.
6’ azione successiva, Zahustel interviene su Keita. Il terzino dello Sparta sembra aver preso il pallone, la decisione dell’arbitro è quella di lasciar correre nuovamente.
9’ Sparta Praga in vantaggio: bel gol di Dockal dal limite dell’area.
11’ blackout Lazio, lo Sparta raddoppia: ancora Zahustel sulla destra, Krejci è da solo in mezzo all’area. Il terzino lo serve, il classe ’93 la mette dentro.
17’ fallo in attacco per lo Sparta, spinta di Julis su Bisevac a centro area. Decisione ok dell’arbitro.
19’ Biglia cade a terra al limite dell’area, defilato. Sembra lasciarsi andare, il contatto non c’è. Per Buquet non c’è nulla.
38’ intervento duro ai danni di Klose, calcio di punizione dalla trequarti per la Lazio. Decisione giusta, il fallo c’è.
43’ lo Sparta cala il tris, Lazio sparita: destro di Julis che infila Marchetti.
SECONDO TEMPO
62’ Lulic si lamenta per un fallo non concesso al limite dell’area, l’arbitro lascia nuovamente correre. Ma stavolta il contatto con Zahustel sembra esserci.
64’ contatto Marchetti-Konatè, il giocatore dello Sparta Praga commette fallo. Decisione ok.
69’ giallo per Lulic, fallo su Vacha a metà campo dopo aver subito un anticipo.
78’ altro cartellino giallo, stavolta per lo Sparta Praga. Frydek ammonito a metà campo per un fallo su Parolo. Il contatto c’è, decisione giusta di Buquet.
83’ fallo in attacco di Matri, allarga il braccio su Brabec. Scelta giusta, il contatto c’è.
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La Lazio perde il sorriso ed ogni speranza all’Olimpico, dove perde 3 a 0 contro lo Sparta Praga realizzando una prestazione vergognosa e dicendo addio all’Europa League.
Una sconfitta che simboleggia la fine di questa stagione che sarebbe da cancellare, un’umiliazione che smaschera nuovamente gli evidenti problemi che ci sono nello spogliatoio e nella società.
Al termine della partita, ai microfoni di Sky Sport, il tecnico laziale ha parlato così:
“Affrontavamo una squadra imbattuta che ha sempre fatto molto bene in trasferta. Abbiamo commesso troppi errori, non puoi andare sotto di due reti dopo 12 minuti. Diventa difficile poi commentare il resto del partita. Gli avversari sono stati più bravi. Abbiamo lavorato tanto sull’approccio e in Europa avevamo trovato dei rimedi. Tra l’altro abbiamo avuto anche subito un’occasione con Candreva. Sono state troppe le ingenuità, in una stagione così negativa poi le difficoltà aumentano e diventa tutto più difficile. Ora ci buttiamo sul campionato, anche se c’è grandissima delusione. Ci si aspettava tanto, ma abbiamo sbagliato la partita. Adesso serve orgoglio per affrontare le ultime partite. Non siamo quelli di stasera e vogliamo dimostrarlo in questo finale di stagione. Quest’anno purtroppo commettiamo errori che ci complicano ogni gara. Essendo un’annata nata male, è difficile tenere botta anche a livello mentale. Il cammino fin qui era stato molto positivo, ma ci sono state troppo disattenzioni in una sfida in cui serviva invece lucidità e attenzione. Sono situazioni che i miei giocatori, vista la qualità, dovrebbero interpretare in modo diverso. Non credo che prima del vantaggio avessimo subito situazioni pericolose. Siamo stati compatti, nonostante la squadra fosse offensiva. Gli episodi poi hanno compromesso la partita. E’ un peccato perché nel primo avevamo mostrato di poter fare male, le nostre occasioni le abbiamo avuto e c’era la possibilità di recuperare. Il 3-0 però era una montagna troppo difficile da scalare. Contro un avversario comunque pericoloso, serviva una prestazione diversa sotto tutti i punti di vista. Puntavamo tanto su questo trofeo, volevamo proseguire. Uscire è un aspetto molto negativo, dovrò essere bravo a lavorare sulla testa dei giocatori. La stagione non è finita e c’è ancora la possibilità di fare qualcosa di buono”.
Poi in conferenza stampa:
Che spiegazione dà a questa sconfitta?
“C’è molta delusione, giusto così. La nostra è stata un prestazione deludente, con troppi errori. Una partita non si può decidere in 12 minuti. Abbiamo sbagliato l’approccio, conoscevamo le difficoltà della gara, serviva più attenzione. Quando sbagli tanto lo paghi in questi palcoscenici, poi diventa dura. Nel primo tempo abbiamo creato tanto, poteva rimettere in piedi ma non abbiamo concretizzato. C’è grande deusione, è stata una gara negativa. Questa è una botta forte, che interrompe la corsa in Europa dove eravamo stati più bravi e attenti rispetto al campionato”.
Ha pensato alle dimissioni?
“Sarebbe facile andare a casa, adesso è il momento di metterci la faccia. La squadra e le scelte le faccio io, sono il primo responsabile, mancano ancora tante partite alla fine del campionato, ci mancherebbe che andassi a casa ora”.
L’approccio è stato troppo molle?
“Abbiamo lavorato sulla testa, sulle posizioni in campo, l’approccio è il nostro tallone d’Achille. È difficile reagire sempre, poi più si pensa a certe cose e più si ripetono. Dobbiamo migliorare, è importante cominciare bene la partita ma non determinante ai fini del risultato finale. Noi dobbiamo riuscire a restare in partita per 90′. Abbiamo dei numeri strani, la scorsa stagione prendevamo gol nei primi 15 minuti del secondo tempo, quest’anno nel primo. Sappiamo quanto sarebbe importante andare sopra, lo sa anche la squadra. Oggi c’era un campo una squadra tra le più mature che potessi schierare”.
Si è detto spesso che la squadra ha dei grandi valori, ma è davvero così?
“Ho detto che bisognava andare avanti in Europa League per fare diventare la stagione positiva. Aver perso così nettamente è una situazione negativa. La Lazio ha buoni valori, stasera poteva fare meglio, credo potesse eliminare lo Sparta che è un buon aversario e che era imbattuto in Europa. Noi stiamo rendendo al di sotto delle nostre possibilità, io ho delle responsabilità così come le hanno i calciatori”.
Cosa si sente di dire ai tifosi?
“Sicuramente è una chance persa per riconquistare i tifosi. Non posso pensare che i tifosi si accontentino delle mie scuse, meriteremmo tutti prestazioni diverse”.
Cosa si rimprovera dal punto di vista tattico?
“La Lazio ha reso al di sotto delle sue potenzialità, è troppo facile colpire lo schieramento tattico quando la partita si è decisa in 2 minuti. Si è decisa in situazioni in cui eravamo in parità numerica o addirittura in superiorità. Le prestazione è stata insufficiente, abbiamo commesso tanti errori quindi si criticano le scelte fatte. Se non avessi avuto certi infortuni avrei fatto altre scelte, ma credevo che la squadra avesse la qualità per essere pericolosa. Come lo è stata nel primo tempo, ma poi se prendei tre gol è dura”.
Un errore schierare Mauri? Era meglio schierarsi col centrocampo a tre?
“Non era un centrocampo a due, era a tre. All’andata il loro vertice basso ci aveva dato problemi, non abbiamo avuto scompensi a livellto tattco ma abbiamo perso in sitiuazioni di reparto e individuali che andavano sviluppate diversamente”.
Lo scorso anno i giocatori si aiutavano l’un altro, quest’anno sembra che ognuno giochi per sé…
“Questo può essere vero, è il mio cruccio in questa stagione. Pensavo di essere riuscito a dare una mentalità alla squadra dove il noi prevalesse sempre sull’io, invece a volte non è successo lo abbiamo pagato a caro prezzo”.
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Se in casa Lazio non si pensa ancora al campionato, visto l’impegno di stasera in Europa League contro lo Sparta Praga, in casa Milan, invece, aspettano con trepidazione il match contro i biancocelesti. Quello che andrà in scena a San Siro domenica sera sarà un match fondamentale per entrambe le squadre, che sono ancora alla ricerca di un posto in Europa per la prossima stagione. I rossoneri sono decisamente messi meglio in classifica e favoriti per la vittoria. La Lazio, invece, dovrà lottare con le unghie e con i denti per guadagnarsi un posto in Europa League, a meno che non continui fino alla fine la sua attuale marcia in questa competizione. Sarà una sfida dal sapore di derby sia per Sinisa Mihajlovic, ex difensore biancoceleste e ora allenatore dei rossoneri, ma anche per Alessandro Matri, che ha passato diversi anni al Milan ed è ancora di proprietà del club di via Turati, non sarà una sfida come le altre.
Su questa importante partita si è espresso il difensore del Milan, Luca Antonelli, che ha ribadito l’influenza che potrà avere questa sfida sul proseguo di stagione della sua squadra, parlando ai microfoni del sito ufficiale del club milanese:
Faremo di tutto per riuscire nei nostri obiettivi. Stiamo preparando la partita con la Lazio nel migliore dei modi perché sappiamo che è fondamentale. Domenicasarà una delle ultime occasioni per provare ad accorciare sulle altre, poi penseremo alle altre otto partite”.
Antonelli si è poi lasciato andare ad un giudizio sul suo compagno di Nazionale Antonio Candreva:
E’ un grandissimo giocatore, ha doti che hanno pochi in Italia, però domenica sera starà a tutta la squadra difendere bene e attaccare bene”.
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O Lorenzo Tonelli e la Lazio un matrimonio che sa da fare o no? Secondo l’agente del calciatore, Marco Sommella, il club biancoceleste è in vantaggio nella corsa per il difensore, tanto che qualche giorno fa in esclusiva ai microfoni di Cittaceleste, aveva dichiarato:
I biancocelesti sono in pole per prelevarlo in vista dell’estate”.
Come un fulmine a ciel sereno, però, è arrivata, ieri sera, la smentita della trattativa, direttamente dal club toscano. Ai microfoni di calciomercato.com, infatti, il diesse dell’Empoli, Marcello Carli, ha allontanato queste voci dichiarando:
Della Lazio non ho sentito nessuno ultimamente, come di nessun’altra società. Questo perché per noi il mercato ad oggi è un tema vietato, dobbiamo pensare a noi stessi e alla nostra salvezza. Poi a giugno ne parleremo con Tonelli e con il suo procuratore”.
Carli, tuttavia, ha confermato le indiscrezioni che voglino la Roma e Fiorentina sulle tracce di Tonelli:
Sì, a gennaio ne abbiamo parlato con la Roma ma in ogni caso sono discorsi che ad oggi non rappresentano l’attualità. Lorenzo ora deve pensare a fare bene con l’Empoli, è reduce da tre giornate di squalifica perché ha fatto un errore. A maggior ragione ora deve fare un finale di stagione straordinario. Dopodiché credo che seguirà una strada di crescita professionale, esattamente come i suoi colleghi”.
Per concludere, infine, chiudiamo con la notizia, riportata da FcInterNews.it, che riguarda Antonio Candreva, a cui l’Inter sarebbe, ancora una volta, molto interessato per la prossima stagione. Roberto Mancini, infatti, stima molto l’esterno romano e se dovesse restare al timone dei nerazzurri Candreva sarebbe il primo della lista per la fascia destra.
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Il momento della verità è arrivato. Lazio e Sparta Praga sono pronte ad affrontarsi nella gara di ritorno degli ottavi di finale di Europa League, dopo l’1 a 1 della Generali Arena nella gara d’andata. Il tecnico dei biancocelesti sembra avere ancora qualche dubbio da sciogliere, mentre il suo collega ceco si affida all’undici classico, ormai collaudato in campo nazionale e internazionale. Di certo non mancherà lo spettacolo, con le due squadre che daranno il tutto per tutto per riuscire a entrare tra le prime 8 della competizione. Entrambe, ancora imbattute in questa stagione europea, hanno dimostrato di meritare l’ingresso ai quarti di finale, e daranno tutto per centrare l’obiettivo. In realtà la partita delle 19 avrà un sapore diverso per le due formazioni: se per lo Sparta Praga l’Europa League rappresenta un obiettivo secondario, con il titolo di Synot Liga, il campionato ceco, da conquistare a tutti i costi in rimonta sui rivali del Viktoria Plzen, la coppa è per i biancocelesti un vero e proprio salvagente per una stagione fallimentare in campionato, come dichiarato dallo stesso tecnico dei biancocelesti Stefano Pioli nella consueta conferenza stampa della vigilia. “Dobbiamo vincere per salvare la stagione” ha tuonato il 50enne, provando a caricare l’ambiente e sopratutto i suoi ragazzi.
Come dicevamo, Pioli deve fare a meno di Milinkovic-Savic, sostituito dall’esperto Stefano Mauri, mentre è ancora in dubbio Konko; se non dovesse farcela, al suo posto giocherà il brasiliano Mauricio nell’insolito ruolo di terzino destro. In avanti ballottaggio tra Matri e Miro Klose, galvanizzato dalla doppietta in campionato contro l’Atalanta e pronto a regalare una nuova gioia ai tifosi biancocelesti. Il tecnico di Parma opterà dunque per un cambio di modulo, passando al 4-2-3-1, e scioglierà le riserve sui ballottaggi poco prima di arrivare all’Olimpico, nell’occasione ancora semi-deserto con poco meno di 10 mila biglietti venduti di cui 1300 cechi. Dall’altra parte, l’allenatore della formazione di Praga sembra avere solamente due piccoli dubbi: Matejovsky-Jiracek in mezzo al campo per un posto accanto a Vacha e Marecek, e capitan Lafata-Fatai come terminale offensivo, con i primi due nettamente favoriti. Chissà che la pretattica di Scasny non possa regalarci sorprese dell’ultimo minuto.
Assistenti arbitrali aggiunti: Tony Chapron (FRA), Nicolas Rainville (FRA)
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Mancano ormai poche ore al match che vedrà la Lazio sfidare lo Sparta Praga nella partita di ritorno degli ottavi di Europa League. L’allenatore della squadra ceca Scasny ha tenuto una conferenza stampa insieme al capitano dello Sparta, David Lafata. I cechi non temono la Lazio ma fare pronostici sul match è pressoché impossibile. Sicuramente, l’avversario biancoceleste più pericoloso secondo l’allenatore e secondo il capitano è Miro Klose. L’assenza dei tifosi laziali non influenzerà la performance dei granata ma la Lazio, stando alle dichiarazioni di Pioli, già soffre l’assenza dei fan. Queste le parole di mister Zdenek Scasny:
Che Lazio si aspetta verrà schierata? “Non credo che Klose giocherà fin dall’inizio, entrerà a partita in corso. Tutti si sono preparati per la partita, poi vedremo come giocherà la Lazio. Sicuramente si difenderà e cercherà di verticalizzare. In allenamento abbiamo provato tante situazioni ma poi in partita cambia tutto. E’ lo stesso discorso dei rigori, si possono provare ma poi in gara è un altro discorso”.
Nella gara d’andata che cosa l’ha stupita in positivo e cosa in negativo della Lazio? “Me lo tengo per me. La Lazio ha dimostrato di essere una squadra forte e in Europa League gioca molto bene”.
La scarsa affluenza allo stadio potrà essere un vantaggio per lo Sparta Praga? “Non penso che influenzerà la partita”.
Ha visto la partita della Lazio contro l’Atalanta? “Prima della partita d’andata mi sono guardato le precedenti quattro partite della Lazio, col Sassuolo il terreno era quello che era ma all’inizio la Lazio ha fatto bene. Contro l’Atalata ho avuto meno indicazioni perché la squadra era diversa”.
Si sente di dire che chi passerà il turno domani avrà una possibilità di vincere l’Europa League? “Non direi che una delle due è la favorita per la vittoria finale. Ci sono tante squadre forti”.
Quando Lafata potrà essere al 100%? “Non so dire una percentuale, abbiamo deciso di risparmiarlo in alcuni allenamenti per farlo giocare di più. Con la Lazio non è riuscito a finalizzare un paio di palle gol ma resta un giocatore fondamentale. Purtroppo giocando ogni tre giorni è difficile recuperare. Lui è un ragazzo molto intelligente, sono tranquillo sulla sua condizione”.
Lo Sparta Praga è pronto all’impresa? “All’andata abbiamo sorpreso la Lazio solo nella prima parte del primo tempo, ma dobbiamo essere pericolosi per tutta la durata del match”.
Bicik è recuperato? “Domani sarà in porta senza problemi”.
Ci sono anche le compagne dei giocatori, vuole ringraziarle visto che la squadra ha giocata bene nell’ultima partita di campionato? “E’ un premio per i ragazzi, ma i giocatori non sono venuti a Roma per divertimento. A Roma sono venuti due aerei di tifosi dello Sparta Praga, era logico venissero anche loro. Ma i giocatori non sono qua per vedere Piazza di Spagna o la Fontana di Trevi”.
La parola è poi passata a David Lafata, attaccante e capitano della squadra ceca granata:
Lo Sparta non ha problemi a fare gol quando gioca fuori casa: “Speriamo di confermare questo dato, abbiamo più esperienza rispetto agli anni passati e riusciamo a sfuttarla”.
Potrebbe giocare Miroslav Klose dal 1′, saresti contento di affrontarlo? “Visto che ha già segnato domenica contro l’Atalanta spero che non segnerà anche domani, per me lui è uno dei migliori giocatori dell’epoca. Io non posso essere messo a confronto con uno come lui, ma dico che sarebbe molto bello giocarci contro”.
Nelle ultime partite dopo l’infortunio non hai mai giocato 90′. Vuol dire che non sei ancora guarito dall’infortunio? “Non è semplice recuperare giocando ogni tre giorni, così cerco di recuperare la condizione anche durante la partita. Ho un accordo con l’allenatore, gioco finché ce la faccio”.
Domani si potrebbe arrivare anche arrivare ai rigori, li avete provati in settimana? “Sì, anche in allenamento li abbiamo provati. Ma una cosa è calciarli in allenamento, un’altra tirarli in partita”.
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Tra le note stonate di questa stagione, c’è però un motivo per cui sorridere, anzi un giocatore, stiamo parlando di Keita Balde Diao, che si sta dimostrando l’uomo in più della Lazio in questo finale di stagione. Sia in campionato che in Europa League, infatti, il giovane senegalese sta dimostrando di che pasta è fatto e sta mettendo a servizio della squadra le sue grandi qualità. Keita ha rilasciato un’intervista alla tv senegalese Tfm, parlando della stagione in corso ma anche del suo futuro.
Queste le sue prime parole dell’intervista:
Sono tranquillo. La Lazio è una grande squadra che ha un’ottima organizzazione. Roma è una città stupenda, piena di gente simpatica”.
Poi alcune parole sulla sua esperienza alla Lazio, per cui nutre profonda gratitudine, sul suo ruolo in squadra e sula sua crescita:
La Lazio è la squadra con la quale ho firmato il mio primo contratto da professionista. Il club mi ha aiutato molto. Ho esordito in prima squadra quando avevo appena 18 anni. Adesso ne ho 20 e sono alla mia terza stagione in Serie A. Ho avuto la possibilità di esserci in finale di Supercoppa Italiana contro la Juventus, abbiamo vinto la Coppa Italia contro la Roma. Va tutto bene. In squadra abbiamo tanti giocatori di qualità, soprattutto nel mio stesso ruolo: da Candreva a Felipe Anderson. Ecco perché io non ho sempre il posto da titolare, ma per l’età che ho gioco abbastanza. Io devo continuare a crescere”.
Immancabile poi un commento sul calciomercato e sulle diverse voci che lo hanno accostato a diversi club italiani e non solo. Keita non nega che ci siano stati questi interessamenti, ma per ora è concentrato sulla Lazio:
È vero, ho avuto delle belle proposte da altri club, ma io sono concentrato sulla Lazio. Ho un contratto ancora fino al 2018 e per il momento rimango qui.La mia ambizione è arrivare a giocare nelle migliori squadre del mondo come Barcellona, Real Madrid e Manchester United, è il sogno di tutti i ragazzi. Il mio club preferito? Non posso rispondere… dico la Lazio! (ride, ndr)”.
Poi un commento sulla scelta di vestire la maglia del Senegal e non quella della Spagna. Una scelta non facile ma dettata dal cuore:
Sono molto fiero e oroglioso di aver scelto il Senegal, prima di decidere ne ho parlato anche con Koulibaly, Dramè e Konate. Io sono nato in Spagna ma i miei giocatori sono senegalesi. Loro mi hanno parlato spesso del Senegal, mi hanno detto che lì ho molti tifosi. Ho scelto il Senegal soprattutto per i miei genitori. Gli scarpini diversi? Sì, è vero. Uno ha la bandiera del Senegal, l’altro quella della Spagna. Non posso ignorare nell’una, nell’altra parte di me. Non sono cose che si possono rimuovere. Ecco perché ho scelto di rappresentare questa idea con gli scarpini che indosso ogni partita. Anche la Spagna mi ha dato molto, e questo lo apprezzo tanto”.
Secondo Keita, poi, la nazionale senegalese può fare molto bene in Coppa d’Africa, visti i giocatori di qualità che ne fanno parte:
Per me, per mia, madre, per mio padre e per la mia famiglia spero di portare il Senegal il più in alto possibile. La mia è stata una scelta personale. Un calciatore vuole giocare sempre il più possibile, soprattutto a 20 anni. Ma non c’è nessuno che è venuto a parlare o ha cercato di convincermi. È stata una mia scelta personale, ripeto. Conosco poche cose del Senegal, quasi niente. Le uniche cose che so arrivano dai miei genitori che me ne hanno parlato molto. Ho parlato sia con l’allenatore che con i membri della Federazione Senegalese e ho spiegato a loro la mia decisione di far parte della Nazionale. Adesso dobbiamo concentrarci per la qualificazione alla prossima Coppa d’Africa. La nostra Nazionale può vantare calciatori di grande qualità, da Diouf a Camara, dobbiamo puntare più in alto possibile, lavorare e vedere quello che verrà. Non vedo l’ora di aiutare la squadra con la mia velocità, i miei dribbling e i miei gol”.
C’è spazio anche per un tuffo nel passato, dalle prime esperienze nelle giovanili del Barcellona fino all’approdo alla Lazio:
Ho iniziato a giocare a calcio da bambino, con gli amici e con mio fratello. È così che è nata la mia passione. A 7 anni ero in un centro di formazione, poi a 9 mi ha prelevato il Barcellona dicendo che vedevano in me del talento. Secondo me la cantera del Barcellona è uno dei migliori posti dove imparare a giocare a calcio. È una delle più grandi società in Europa e nel mondo. Non ho avuto bisogno di fare provini, appena mi hanno visto giocare mi hanno preso subito. Sono rimasto a La Masia (sede del vivaio del Barcellona, ndr) dai 9 ai 16 anni. Dopo l’esperienza al Barcellona sono venuto qui alla Lazio. È stato il club che mi ha cercato di più. All’inizio non sono venuto qui con la famiglia, ero da solo. Dormivo nel centro sportivo, ero ancora minorenne quando la Lazio mi ha preso”.
Keita, però, sa anche molto bene che nulla si ottiene senza il sudore e il sacrificio, per diventare un grande campione dovrà fare ancora molta strada e migliorare:
Ho ancora 20 anni, sono un calciatore giovane, devo migliorare in tutti gli aspetti, anche nei miei punti di forza. Sono le condizioni indispensabili per diventare un grande giocatore. Sono un giocatore che si allena tutti i giorni. Passo sempre come quello che chiede di giocare sempre. Tutti ripetono questa cosa, ma io lavoro come gli altri per meritare un posto da titolare.
Infine un pensiero agli studi che il senegalese concluderà in Spagna a fine campionato e una battuta sul tempo libero:
Appena finirà il campionato tornerò in Spagna per riprendere gli studi. L’istruzione è molto importante. Nel tempo libero mi piace rimanere a casa a vedere i film italiani, ascoltare musica, giocare a tennis e a ping pong. E poi mi piace giocare alla PlayStation, in questo sono il migliore (ride, ndr)”.
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Ennesima convocazione in nazionale per Lulic. Il bosniaco non salta una partita e trova per l’ennesima volta la convocazione da parte del suo ct. La Bosnia affronterà il Lussemburgo e la Svizzera, rispettivamente in programma il 25 (allo Stadio Josy Barthel di Lussemburgo) e il 29 marzo (al Letzigrund Stadion di Zurigo).
Il tecnico Baždarević però lascia molte perplessità sull’impiego di Senad dal primo minuto di gioco dichiarando che vuole dare spazio a chi non gioca di consueto: “Daremo una chance a chi ha giocato poco sino ad ora, questo non vuol dire che prenderemo sotto gamba gli impegni”. Tra i convocati ci sono anche i tre romanisti Zukanović, Pjanić e Džeko.
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Mateja Kezman, agente di Sergej Milinkovic-Savic è intervenuto a Mozzartsport per sottolineare le doti del giocatore serbo. Sicuramente il giovanissimo centrocampista non ha deluso le aspettative della società biancoceleste ed ha già superato le 20 presenze con la maglia della Lazio. Secondo l’ex attaccante serbo, attualmente agente sportivo e scopritore di talenti, Milinkovic Savic sarà presto pronto a giocare in club importanti come Real Madrid e Barcelona; queste le parole dell’agente:
“Nella mia scuderia posso vantare un talento come Sergej Milinković-Savić. È un giocatore potente, che per caratteristiche può essere paragonato a Pogba. Nella Lazio ci sono altri ragazzi della sua età, tutti intorno ai 21 anni. Sergej sarà molto importante per il calcio serbo, credo che in pochi anni sarà in grado di giocare ai massimi livelli: penso alle squadre spagnole come Real, Barcellona e Atletico Madrid”.
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Raffaele Sergio, ex terzino biancoceleste, ha analizzato ai microfoni di Lazio Style Radio (89.3 FM) la situazione della Lazio. L’incontro con lo Sparta Praga è vicino e, fino ad ora, chiunque si sia espresso a riguardo ha mostrato fiducia nel valore della squadra di mister Pioli. Sergio confida nel potenziale della Lazio nonostante sia consapevole delle qualità dello Sparta Praga. I biancocelesti non devono sottovalutare la squadra ceca ed è fondamentale che giochino con concentrazione nella prima mezz’ora di gara, periodo in cui di solito la Lazio tende a subire reti. Ha poi speso qualche parola sui colleghi capitolini, secondo quanto affermato, sarebbe fondamentale che Klose sia in campo fin dal primo minuto. Queste le parole dell’ex giocatore:
“La vittoria di domenica è arrivata in un momento non semplice, sono tre punti fondamentali per il morale e per l’autostima, non è semplice giocare in uno stadio dove il tifoso non è vicino alla squadra. Domenica contro il Milan bisogna provare a vincere, la Lazio non ha niente da perdere, quello che è mancato sinora è la continuità di risultati, in questo momento non bisogna fare calcoli ma giocare ogni partita come se fosse una finale e alla fine sperare che si possa centrare l’obiettivo. Contro lo Sparta è una partita importante, la Lazio ha in mano la qualificazione, pareggiare lì non era facile. È vero che qualche assenza può pesare ma è altrettanto vero che Pioli ha a disposizione una rosa per potersela giocare bene. Non vedo queste difficoltà a patto che la partita si prenda nella giusta maniera, la Lazio non deve guardare il risultato dell’andata ma approcciare il match come se fosse una nuova sfida. Sarà una partita aperta, mantenere il risultato sullo zero a zero può incoraggiare la squadra che è in svantaggio, la Lazio non deve assolutamente sottovalutare l’incontro. Passare questo turno la proietterebbe in una situazione diversa. Nel match di andata ho visto una Lazio spaesata nei primi 15 minuti, ma poi ha preso forza ed equilibrio. Poteva fare sicuramente più gol, i biancocelesti sono stati reattivi, compatti ed uniti, questo è lo spirito che deve ritrovare con continuità, se ritrova questa attitudine può ribaltare qualsiasi risultato. Subire un gol potrebbe complicare la qualificazione per questo bisogna azzerare tutto e concentrarsi bene. Se lo Sparta è arrivato a questo punto da imbattuta e subendo pochi gol vuol dire che ha dei valori, tutte le squadre che si trovano agli ottavi di Europa League hanno valori veri e reali. La Lazio le vere difficoltà le ha nella prima mezz’ora di gioco, quindi per giovedì la concentrazione e l’equilibrio tattico sono fondamentali“.
Qualche parere sulla formazione e sulle performance dei giocatori:“Pioli farà giocare chi sta bene, se Klose sta bene fisicamente deve giocare, non lo terrei fuori per turnover soprattutto se un attaccante ha ritrovato il gol. Candreva e Keita stanno bene, danno maggiore equilibrio dal punto di vista tattico, Felipe Anderson ancora non si è espresso al meglio, ha grandi qualità ma è ancora giovane. Keita è un grande giocatore e deve giocare titolare, si deve consacrare definitivamente, si fa trovare sempre pronto, anche per un quarto d’ora, riesce ad abbinare qualità, tecnica e forza, è maturato. Lo vedo bene anche come attaccante centrale, sta diventando un giocatore completo. Attacca bene la profondità ha forza e tecnica in più non dà punti di riferimento. Se Milinkovic non dovesse giocare in quella zona di campo ci sono alternative, Pioli ha giocatori che possono sostituirlo, sarebbe un’assenza importante ma sono convinto in rosa ci sono alternative in grado di poter sopperire a questa situazione. In quel ruolo vedo bene Cataldi, credo che lui sia una mezz’ala perfetta, Danilo deve solo credere di più nelle sue potenzialità e potrebbe fare molto di più in quel ruolo. Cataldi e Milinkovic saranno i prossimi interni di centrocampo della Lazio! Hoedt sta migliorando partita dopo partita, la velocità non è il suo forte ma è ben dotato fisicamente, va messo vicino a centrale più veloce, in prospettiva è un ottimo acquisto. In Olanda hanno un’ottima scuola che infonde una cultura importante, Wesley si è inserito benissimo nel campionato italiano”.
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Continua la diatriba a distanza tra Francesco Storace e Claudio Lotito. Ancora una volta, infatti, l’onorevole Storace, leader del partito “La Destra” e candidato sindaco di Roma, ha attaccato il patron biancoceleste Lotito, reo a suo parere (ma moltissimi la pensano come lui) di aver sfruttato la Lazio per i suoi interessi personali. Non è la prima volta che il politico romano accusa il patron biancoceleste, i due, infatti, più volte si sono scontrati duramente.
L’onorevole è intervenuto ai microfoni di Radio Cusano Campus rivelando:
La cessione della Lazio? Se ne parla in giro, nei salotti. Spero sia vero, in modo che finisca questa commedia di un presidente contro i propri tifosi”
Storace, non contento, ha poi rincarato la dose ai microfoni di Cittàceleste FM, alla quale ha parlato in esclusiva. Ecco qualche piccolo estratto delle sue dichiarazioni.
Sull’acquisto della Lazio da parte d Lotito:
…Lotito presidente della Lazio? La Lazio a Lotito gliel’ha data Cragnotti. Se Cragnotti non fallisce, nessuno si prende la Lazio. Lotito si presenta in Regione e avanza la proposta di acquisire la Lazio. Mi chiese di fargli un pezzo di carta che attestasse i crediti che vantava con la Regione Lazio. Io accordai questi documenti, andò in Banca e partì la trattativa per l’acquisizione del club. Con la Lazio Lotito ci ha fatto un affare…”
Poi sullo stadio Flaminio:
…sul Flaminio il problema è dei parcheggi, c’è un vincolo ambientale. Forse bisogna rivedere il discorso dei vincoli per gli stadi. Vedere il Flaminio in quelle condizioni fa molto male. Veltroni voleva dare il Flaminio alla Lazio, ma Lotito rifiutò…”
Infine sul possibile abbandono di Lotito e sulla possibile vendita della Lazio:
…So che qualcuno potrebbe aver avuto contatti con Lotito, ma da qui a dire che ci sia una trattativa ce ne passa. Nei salotti che frequento si parla anche di questo. La politica sul calcio non può nulla, se uno ha i soldi si può comprare una società di calcio”.
Fonte seconda intervista: Cittàceleste.it
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Uno dei protagonisti della partita d’andata e uomo chiave della gara di ritorno, David Bičík, portiere dello Sparta Praga, ha parlato ai microfoni della stampa ceca, in ottica Lazio-Sparta Praga.
Le sue prime parole sono state riguardo al periodo non facile che sta attraversando la sua squadra:
Non è un periodo facile per noi. Siamo in quella fase del mese di marzo in cui ti giochi tutto e le partite arrivano ogni tre giorni. Praticamente viviamo più in hotel che a casa”.
Una sfida fondamentale dunque per entrambe le compagini, per i biancocelesti, le cui uniche speranze europee sono quelle dell’Europa League, e per lo Sparta in vista del derby con lo Slavia Praga:
Quello di Europa League, intanto, sarà sicuramente un ostacolo molto difficile da scavalcare. Noi non ci arrendiamo e stiamo studiando la miglior tattica per affrontare i biancocelesti. Penso che cercheremo di attaccarli e di segnare subito un gol, così l’andamento sarà poi imprevedibile. Per il derby non avremo neanche il tempo di respirare. Ripartiremo da Roma la mattina di venerdì e domenica avremo questa sfida caldissima. Ora però pensiamo alla competizione internazionale. Vogliamo continuare a giocarla e, se andremo avanti, avremo anche il vantaggio di non arrivare all’appuntamento successivo tutti arrabbiati”.
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Nell’ultima partita giocata i tifosi della Lazio hanno finalmente rivisto, anche se a sprazzi, le giocate di uno di giocatori di maggior talento della rosa biancoceleste. Si tratta di Felipe Anderson, che certamente non sta giocando ai livelli dell’anno passato, ma qualche cosa di buono l’ha comunque fatta in questa stagione, come l’assist a Klose nella partita contro l’Atalanta. Da un campione come lui, però, ci si aspetta sempre molto di più e ci auguriamo tutti quanti di poter rivedere il Felipe decisivo che con le sue giocate decideva le partite da solo.
In attesa di ritrovare la forma migliore il giovane brasiliano ha parlato per circa tre minuti durante la trasmissione Fox Sports Brasil. Il numero 10 biancoceleste è stato l’ospite d’onore della serata, in collegamento via Skype dalla sua casa di Roma. La prima domanda fattagli riguarda naturalmente il calciomercato e il presunto interesse del Manchester United e di altri grandi club nei suoi confronti. La risposta di Felipe Anderson è molto esaustiva, lui pensa alla Lazio, tanto che non lascia spazio ad ulteriori commenti:
Non c’è niente di concreto. Sono voci che mettono in giro i giornali. Scrivono spesso di una mia possibile partenza ma io resto qui. Il mio obiettivo è semplicemente quello di fare bene con questa maglia per raggiungere la Seleçao. Questo modo di allenarmi mi ha già portato alla Selezione Olimpica ma devo pensare a migliorare sempre di più”.
La seconda domanda poi riguarda la Nazionale Brasiliana. Felipe risponde anche qui in modo molto esaustivo, dicendo che non sarà facile guadagnarsi la convocazone:
C’è grande concorrenza per un posto alle Olimpiadi, figuriamoci per la Nazionale maggiore. Siamo un paese competitivo, abbiamo due gruppi formidabili. Sono sicuro che il periodo difficile che abbiamo affrontato è da ricondurre a una fase di transizione. A nostra disposizione ci sono calciatori fortissimi”.
Poi l’ultima domanda per il talento brasiliano riguarda il presente, gli viene chiesto se pensa maggiormente alla Nazionale o all’Europa League. Anche qui Felipe risponde nel migliore dei modi, senza dare maggior importanza all’una o all’altra cosa:
Io penso solo a giocare bene. La concorrenza lì davanti è incredibile, a partire da Neymar per finire a Douglas Costa. Devo lavorare tanto. L’Europa League è importantissima, alla Lazio vogliamo continuare a sognare. Abbiamo un piccolo vantaggio calcolando che con lo 0-0 passeremmo il turno. Dobbiamo giocare con intelligenza, affrontando la gara come abbiamo fatto col Galatasaray. L’1-1 è un vantaggio, nel turno precedente lo abbiamo dimostrato”.
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125 presenze con la maglia della Lazio e 7 reti segnate, l’ex difensore biancoceleste Giuseppe Biava è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Radio 89.3 FM. L’intervento è partito con un’attenta analisi della performance di domenica contro l’Atalanta:
“La vittoria contro l’Atalanta ha dato fiducia alla squadra. La Lazio è scesa in campo con un gioco concreto, nel primo tempo ha faticato ad ingranare ed è stata un pò deludente, ma dopo l’ingresso di Keita, Biglia e Parolo la partita ha cambiato andamento e si è vista tutta un’altra Lazio. L’ingresso di Keita è stato decisivo, il suo tocco per Mauri ha portato al gol del vantaggio grazie alla rete di Klose. Keita, nonostante la giovane età, è un giocatore dalle qualità incredibili, riesce a trasformare le gare, il ragazzo è veloce, salta l’uomo e crea occasioni. È un ragazzo di prospettiva e se continua così diventerà un grande campione. Klose e Mauri sono dei professionisti, tra di loro vi è un’ intesa perfetta e lo si è visto anche ieri in campo. L’Atalanta nel girone di andata era una squadra in salute, ora è entrata in un momento di difficoltà e in queste 14 partite ha raccolto solo 6 punti. Forse hanno inciso le vicende del mercato, i 3 giocatori venduti hanno rotto l’equilibrio nello spogliatoio e ora per Reja diventa fondamentale vincere la prossima sfida contro il Bologna”.
Ha speso, poi, qualche parola sull’Europa League: “Giovedì torna l’Europa League e la gara sarà molto delicata per la squadra di Pioli. La Lazio nella gara di andata ha dimostrato di essere superiore allo Sparta Praga, nella partita di ritorno mancheranno alcuni giocatori e questo può pesare, nella rosa della Lazio, però, ci sono validi atleti che possono colmare le assenze. Lo Sparta Praga cercherà di segnare, la Lazio deve scendere in campo senza paura, con aggressività e con la convinzione di poter passare il turno”.
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Siamo giunti ormai al terzo atto dell’evento che negli ultimi anni ha coinvolto più di tutti i tifosi della Lazio, disamorati nei confronti della squadra ma legati ancora indissolubilmente alla storia biancoceleste, come dimostrato dal numero di tagliandi venduti per l’occasione. Infatti sono già 8000 le presenze registrate al momento per il prossimo “Di padre in figlio”, in programma per il 23 maggio allo Stadio Olimpico.
Già molte le presenze confermate da parte di ex biancocelesti tra cui: Cristian Ledesma, Tommaso Rocchi, Luciano Zauri, Sebastiano Siviglia, Aleksandar Kolarov, Ousmane Dabo, Pierluigi Casiraghi.
Si sfideranno 4 diverse formazioni che hanno fatto la storia della Lazio: quella del primo Scudetto, composta tra gli altri dall’ organizzatore dell’evento Pino Wilson, Giancarlo Oddi e Felice Pulici, quella del 1999-2000 che conterà già sicuramente Roberto Mancini, Simone Inzaghi e Dejan Stankovic. Ci saranno poi alcuni degli eroi del -9, come Angelo Gregucci, Ernesto Calisti, e Giancarlo Camolese e altri ex giocatori che comporranno un’altra Lazio, tra cui Stefano Fiore, Bruno Giordano, Cesar e Giuliano Giannichedda. Hanno dato la loro adesione con riserva per impegni professionali Juan Sebastian Veron, Alessandro Nesta, Christian Vieri e Hernan Crespo.
A Radiosei è stato proprio uno degli organizzatori, il capitano del 1973/74 Pino Wilson, a pubblicizzare l’evento e a svelare in anteprima chi potrebbero essere i nuovi interpreti per questa edizione: “Abbiamo cercato di venire ancora di più incontro ai nostri amici laziali sotto tutti i profili. Oggi sono arrivate due conferme importanti: quella di Casiraghi e quella di Ravanelli. Ci auguriamo che ci sia la ripetizione di quello che è accaduto due anni fa. Questo dev’essere il giorno dei laziali senza altre interpretazioni. I nomi sono quelli degli scorsi anni e per altri stiamo in attesa di risposte. Stiamo aspettando Simeone e Stam che contatteremo. Faremo di tutto per portare qui Gascoigne. Ci saranno quelli del 2000 e noi del 1974. Ci saranno anche i figli di coloro che purtroppo non ci sono più. Ovviamente ci saranno quelli del -9.La serata si chiuderà con Mogol al centro del campo che canterà‘ I Giardini di Marzo’”.
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Foto Cafaro Gerardo/LaPresse
11 10 2014 Salerno (Italia) Stadio "Arechi"
sport calcio
Salernitana vs Savoia
Campionato italiano di calcio Lega Pro girone C 2014/2015
Nella Foto: Claudio LotitoPhoto Cafaro Gerardo/LaPresse
11 10 2014 Salerno (Italy) "Arechi " Stadium
sport soccer
Salernitana vs Savoia
Italian Football Championship League Lega Pro group C 2014/2015
In The picture : Claudio Lotito
Ieri sera, a seguito della vittoria dei biancocelesti sull’Atalanta, il Presidente della Lazio Claudio Lotito ha rilasciato un comunicato. Il dirigente non ha risparmiato pensieri positivi e complimenti, ha elogiato il gioco di squadra e la performance di Klose. In un periodo in cui la Lazio sta mostrando positivamente il proprio potenziale, è semplice sperticarsi in giudizi favorevoli. La vittoria sul Galatasaray, il pareggio con lo Sparta Praga, il capitolo Europa League ancora in ballo e ora la ritrovata grinta in Serie A: un momento fruttuoso per la squadra. È un vero dispiacere sentire la voce della dirigenza solamente in circostanze positive. Di seguito, il comunicato:
“La S.S. Lazio ha conseguito ieri sera una straordinaria vittoria contro l’Atalanta. Abbiamo ritrovato un grande campione, Klose, che ha trascinato la squadra verso il successo. Davanti al nostro pubblico abbiamo fatto vedere a tutti che la Lazio c’è ed è pronta a giocare al massimo fino all’ultimo secondo di questo campionato per riuscire a centrare il miglior piazzamento possibile in classifica. L’aquila della S.S. Lazio vola ancora alto e daremo filo da torcere alle squadre migliori di questo campionato puntando sul nostro essere squadra coesa e sempre pronta a dare il meglio per i nostri tifosi”.
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Quando si parla di calciomercato in casa Lazio si sa bisogna sempre prendere tutte le notizie che arrivano con le pinze, questa volta però più di una indiscrezione sembra confermare l’interessamento per due giocatori che potrebbero rivelarsi molto importanti per la prossima stagione. Stiamo parlando di due giovani italiani che molto bene stanno facendo nei propri club di appartenenza, i loro nomi sono: Lorenzo Tonelli e Ciro Immobile.
Ebbene sì sembra che Lotito e Tare si stiano muovendo per portare a Roma sponda biancoceleste questi due giocatori, che da tempo sono già nel giro della Nazionale, così da poter “italianizzare” ancora di più la nostra Lazio. In rosa, infatti, ci sono già diversi giocatori di origine italiana, come Marchetti, Candreva, Parolo, Cataldi, Mauri e Matri e il loro numero potrebbe aumentare se arrivassero anche Tonelli e Immobile.
Per il primo si parla di una trattativa in fase avanzata, visto il forte interessamento della Lazio per il difensore, che andrebbe a rinforzare uno dei reparti più deboli della squadra. Il club capitolino starebbe lavorando, infatti, sotto traccia per lasciare indietro la concorrenza agguerrita di Roma, Fiorentina e Napoli e portare a Roma il 26enne Tonelli. La trattativa è stata confermata anche dal suo manager, Marco Sommella che, in esclusiva ai microfoni di Cittaceleste, ha dichiarato: “E’ vero, i biancocelesti sono in netto vantaggio”. La Lazio ci aveva provato già a novembre a strappare Tonelli all’Empoli, ma il club toscano aveva rifiutato 1 milione per il prestito e 3,5 per il riscatto. Il difensore ha sì rinnovato con gli azzurri, ma Lotito e Tare ora sono disposti ad alzare l’offerta e ad arrivare fino a 10 milioni (2 più 8) per acquistare il calciatore fiorentino a giugno. Nell’operazione inoltre potrebbe essere inserito anche Santiago Gentiletti, che però è stato già rifiutato a gennaio dalla dirigenza dell’Empoli. Tonelli invece, ora fuori da tre giornate per squalifica dopo il gesto delle manette, sarebbe il compagno perfetto da affiancare a Stefan de Vrij nella prossima stagione.
Per il secondo, invece, la trattativa è più complicata visto che il Torino ha la possibilità di riscattare Immobile dal Siviglia nella prossima stagione. La Lazio, però, ci vuole provare ugualmente e visto che Sommella e anche l’agente dell’attaccante napoletano la trattativa potrebbe essere più facile. Il 26enne attaccante di scuola Napoli sarebbe un’ottimo acquisto per l’eventuale dopo-Klose e Sommella ha parlato, sempre ai microfoni di Cittàceleste, anche di questa operazione: “Il Torino può riscattare Immobile dal Siviglia per 11 milioni,ma sicuramente il club biancoceleste è importantissimo e un eventuale trasferimento a Roma non potrebbe che fargli piacere”. Voci confermate anche dall’edizione odierna de La Repubblica. Dopo il contatto di qualche anno fa, che però non era andato a buon fine, ora la Lazio sembra poter dare l’attacco decisivo per Immobile, che sicuramente potrebbe far comodo alla causa biancoceleste.
Chiudiamo, infine, con l’ultima indiscrezione che parla di un interessamento anche per Antonio Nocerino, sempre assistito da Sommella, che a fine stagione è in scadenza con gli Orlando City (club di MSL) e vorrebbe tornare in Italia.
Queste voci saranno confermate e la Lazio passerà veramente hai fatti nel prossimo calciomercato? Che Lotito sia finalmente disposto a rafforzare la squadra capitolina? Staremo a vedere, ma certamente tutti i tifosi laziali sperano che la musica cambi.
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Gennaro Gattuso e la squadra durante l'amichevole Lazio Juve Stabia a Formello
A meno di 24 ore dalla vittoria sofferta sull’ostica Atalanta dell’ex Edoardo Reja, la Lazio torna già oggi ad allenarsi in vista dell’importantissimo match di giovedì contro lo Sparta Praga, nel ritorno degli ottavi di finale di Europa League. Pioli, così come alcuni suoi giocatori, ha ribadito più volte che la competizione europea potrebbe rappresentare un vero e proprio salvagente davanti alla disastrosa stagione della sua squadra in campionato. L’obiettivo è dunque quello di arrivare più lontano possibile, con il primo ostacolo rappresentato proprio dalla squadra ceca: il risultato dell’andata è favorevole ai biancocelesti, anche se sarà necessario disputare un match d’alto livello per riuscire a qualificarsi ai quarti di finale. I primi 90 minuti hanno dimostrato che lo Sparta Praga sia una squadra da dover sottovalutare, con un buon collettivo e un allenatore come Scasny che è riuscito a bloccare tutte le fonti di gioco biancocelesti, mettendo per lunghi tratti della partita in difficoltà la Lazio.
Il tecnico biancoceleste Stefano Pioli oggi avrà a disposizione tutti i probabili titolari di giovedì, vale a dire tutti quelli lasciati a riposo ieri sera. Per coloro che hanno giocato contro l’Atalanta, il programma di oggi prevede lo scarico con lavoro defaticante in palestra. Dall’infermeria arrivano però brutte notizie, con Basta e Radu sicuramente out e Milinkovic-Savic in fortissimo dubbio. I due terzini si sono fermati rispettivamente per una lesione muscolare al polpaccio e un affaticamento ai flessori, peggiorato dai minuti di sovraccarico nel finale quando il romeno è rimasto in campo per necessità (Pioli aveva terminato i cambi). Milinkovic invece ha un problema al polpaccio e solamente domani si potrà capire meglio se potrà essere della partita. Konko dovrebbe smaltire l’affaticamento agli adduttori e prendersi una maglia da titolare, mentre Bisevac e Djordjevic tornano ad allenarsi con il gruppo. Infine Onazi: per il centrocampista nigeriano, uscito a 10 minuti dal termine, solo crampi.
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