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Il derby dei debuttanti: la linea difensiva non ha mai giocato una stracittadina

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Il derby è alle porte e la rosa disponibile non  ha dei tasselli esperti nella stracittadina. Con De Vrij out Pioli dovrà piazzare il quartetto che difenderà la porta di Marchetti, portiere che ha già disputato 9 derby e dovrà far capire ai “nuovi” cosa voglio dire quei 90 minuti giocati contro i cugini della capitale. Il mister potrebbe far partire infatti, il quartetto composto da Patric, Bisevac, Hoedt e Braafheid. Per dar più corpo alla rosa, l’inserimento di Milinkovic-Savic potrebbe dar forza ai 4 di dietro ma per lui, bisogna solo sperare di recuperarlo dall’infortunio. Ricordando che ha saltato anche il derby di andata per indisponibilità fisica. Cataldi ed Onazi comunque aspettano una risposta ed uno dei due, in caso del mancato recupero del centrocampista, prenderà il suo posto: la giovane aquila nata e cresciuta con la Lazio ha disputato solo 12 minuti contro la Roma mentre il nigeriano ha calpestato il campo da “guerra” per 4 partite uscendone imbattuto (3 pareggi e quella vittoria del 26 Maggio).

Il resto della formazione ancora è un punto interrogativo. Seguiranno aggiornamenti.



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Calcio Mercato: tutte le indiscrezioni e le trattative che riguardano la Lazio

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Il Calcio Mercato non si ferma neanche durante il periodo pasquale, ne sono la riprova le numerose indiscrezioni e trattative che hanno coinvolto la Lazio in questi giorni di festa. Tra i soliti nomi per ricostruire la squadra ne sono spuntati di nuovi e alcune trattative sembrano essere state ben avviate, mentre per quanto riguarda le cessioni sono molti i calciatori che sembrano orientati a lasciare il club capitolino.

Partiamo dal mercato in uscita che gira sempre attorno ai nomi di Antonio Candreva, Lucas Biglia, Miroslav Klose e Alessandro Matri, ma non solo visto che anche altri componenti della rosa sono sul piede di partenza.

Per quanto riguarda il giocatore romano è risaputo l’interessamento dell’Inter e soprattutto del suo tecnico Roberto Mancini che vorrebbe Candreva l’anno prossimo ai nerazzurri. Il ds Ausilio è pronto a presentare alla Lazio un’offerta di circa 20 milioni per portare il giocatore a Milano, ma Lotito a Gennaio aveva chiesto ben 28 milioni. L’esterno di Tor di Cenci però gradisce la destinazione nerazzurra e questo potrebbe far decollare la trattativa a fine campionato. A fine stagione ci sarà un’incontro tra Candreva e Lotito, nel quale con tutta probabilità il numero 87 chiederà la cessione ad un altro club, reo di aver dato tutto per la causa biancoceleste. Attenzione però anche all’interessamento dell’altra squadra milanese, il Milan, che sembra essersi inserito nella trattativa ed è molto interessato al calciatore.

L’argentino, invece, interessa a moltissime squadre, tra le quali ci sono Juventus, Milan, Inter, Real Madrid e Manchester United. Si aspetta solo un segnale da Biglia e il suo agente, Enzo Montepaone, per capire quale sarà il futuro del centrocampista. Come già detto la Lazio ha intenzione di trattenerlo ancora per un anno, anche due, per costruire attorno a lui la squadra del futuro. Lotito è pronto a rinnovare il contratto dell’argentino fino al 2018 ritoccando l’ingaggio fino a 2,5 milioni. Biglia alla domanda sul suo futuro, postagli dai media argentini, ha risposto così: “La mia intenzione al momento è quella di giocare un altro paio di anni in Europa e di proseguire la mia carriera in Italia. Mi trovo molto bene lì”. Parole che vogliono dire tutto o niente e che non chiariscono il futuro del calciatore.

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Chi lascerà sicuramente la Lazio sarà Klose che ha ricevuto già diverse offerte dagli USA. Il tedesco è stato contattato dai New York Cosmos, che gli hanno offerto un biennale a 3 milioni di dollari netti l’anno ai quali l’attaccante dovrà aggiungere i contratti con i vari sponsor. Non solo New York però, anche gli Orando City sono interessati a lui. Pure Matri non sarà confermato e si fanno sempre più insistenti le voci che parlano di un suo ritorno al Milan.

Inoltre anche Etrit Berisha sembra destinato a lasciare la Lazio la prossima stagione, come Guido Guerrieri, che andrà a farsi le ossa in prestito. A fare il secondo di Marchetti, dunque, sarà Ivan Vargic, già acquistato in Gennaio. Il futuro di Keita Balde, invece, è ancora in bilico: il senegalese è un patrimonio che la società vorrebbe preservare, ma tutto dipenderà dalla decisione del calciatore che vorrà sicuramente avere la certezza divessere un titolare fisso nella Lazio del futuro. Partiranno anche Braafheid, Mauri e Konko che andranno in scadenza di contratto. Da valutare le posizioni di Mauricio, Gentiletti, Onazi che potrebbero restare ma anche partire e dell’inglese Morrison, su cui la società vorrebbe puntare ancora.

Per quanto riguarda il mercato in entrata, poi, si susseguono le voci, ma anche le trattative in fase avanzata che riguardano la Lazio. Tra queste ci sarebbe quella per Lorenzo Tonelli dell’Empoli che è decollata negli ultimi giorni. La squadra toscana, infatti, ha aperto le porte ad una cessione del difensore, che dovrebbe arrivare alla Lazio a titolo definitivo per circa 7-8 milioni di euro, ma non è da escludere anche l’inserimento di alcune contropartite tecniche. I biancocelesti avrebbero, quindi, bruciato così la grande concorrenza sul classe ’90 toscano, confermando le parole rilasciate dall’agente la settimana scorsa.

Foto LaPresse - Valerio Andreani 01/11/2015 Città Genova ( Italia) Sport Calcio Genoa vs Napoli Campionato di Calcio Serie A TIM 2015 2016 - Stadio "Luigi Ferraris" Nella foto: manolo gabbiadini deluso Photo LaPresse - Valerio Andreani 01 November 2015 Città Genova ( Italy) Sport Soccer Genoa vs Napoli Italian Football Championship League A TIM 2015 2016 - "Luigi Ferraris" Stadium In the pic: manolo gabbiadini deluso

Il nome nuovo, invece, è quello di Manolo Gabbiadini, che Lotito e Tare vorrebbero portare alla Lazio per sostituire Candreva. La dirigenza laziale aveva provato a portarlo a Roma già nel 2013, ma la Juve lo riscattò prima di venderlo alla Sampdoria. Ora, dopo un anno e mezzo a Napoli da sostituto, l’italiano sembra destinato a partire, a causa del poco spazio trovato in squadra. Al 24 enne di Calcinate aveva pensato a Gennaio anche il Wolfsburg, che era pronto a spendere 25 milioni di euro, ma l’operazione si è poi rivelata più difficile del previsto. Gabbiadini sarebbe un investimento importante anche dal punto di vista dei regolamenti federali, che impongono l’utilizzo di giocatori italiani. Se poi arrivasse anche Siniša Mihajlović, che lo aveva lanciato alla Sampdoria, la trattativa potrebbe andare a buon fine. Il Napoli, però, non sembra disposto a mollare la presa facilmente e sta facendo muro a tutte le richieste ricevute per il giocatore, per la Lazio, quindi, sarà dura portare il giovane italiano a Roma. In alternativa si pensa ancora a Roberto Soriano della Sampdoria, altro pupillo del tecnico serbo, mentre anche la pista che porta ad Emanuele Giaccherini è ancora viva. Il Sunderland chiede per quest’ultimo circa 7,5 milioni di euro.

La Lazio pensa anche al dopo Biglia e nel caso di partenza dell’argentino sembra intenzionata a tornare a fare affari in Belgio, ancora all’Anderlecht, dal quale tre stagioni fa aveva acquistato proprio il principito. Il calciatore su cui ha messo gli occhi Igli Tare è, come già detto, Youri Tielemans, giovanissimo talento belga che è riuscito nell’impresa di non far rimpiangere proprio il regista argentino. La notizia di un interesse dalla parte della Lazio è arrivata fino a Bruxelles e il centrocampista, ai microfoni di Het Laatste Nieuws, ha così parlato sul suo futuro: “Penso ancora di avere delle chance per arrivare in Nazionale. Se gioco bene i playoff e altri ragazzi sono fuori forma… chissà. Questo desiderio occupa una piccola parte della mia mente, prima di tutto voglio giocare un gran finale di stagione con la maglia dell’Anderlecht e vincere il titolo. Mercato? È ancora presto, ma non si sa mai quello che può succedere”.

Un altro nome, poi, finito sul taccuino di Tare è quello di Arkadiusz Milik, giovane punta polacca, classe ’94, dell’Ajax. Il giocatore potrebbe andare a sostituire Klose, come riportato da La Lazio Siamo Noi. Infine chiudiamo con alcune indiscrezioni che riguardano sempre l’attacco: i nomi di Torres, che andrà in scadenza di contratto a fine stagione, di Kalou, anche lui in scadenza a Giugno, di Van Persie, che però ha un grosso ingaggio, e di Huntelaar, anche lui in scadenza a fine campionato, sono stati accostati alla Lazio. La pista più percorribile, però, porta al 31 enne Graziano Pellè del Sunderland. L’accordo con i Saints scadrà a giugno del 2017 e in estate Tare e Lotito potrebbero provare a prenderlo per una cifra intorno ai 7-8 milioni di euro, considerando anche la voglia del giocatore di tornare in Italia.



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La Curva Nord annuncia dove vedere il derby fuori dall’Olimpico

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Curva Nord Lazio diserta Juventus-Lazio: "Nessuno striscione dai tifosi biancocelesti"

La Curva Nord ha deciso, il derby sarà senza tifosi almeno allo stadio, continua, infatti, la protesta a causa delle barriere installate in curva. Da qui l’invito della Nord di recarsi in una struttura adibita alla visione della partita per assistervi tutti assieme, ma ecco in dettaglio il comunicato:

In riferimento al derby S.S.Lazio – A.S.Roma che si giocherà il 3 aprile 2016, la Curva Nord 12 e il gruppo Irriducibili, conferma il raduno per vedere la partita sul maxischermo e tifare tutti insieme. La struttura presa per tale evento può contenere solo 1.500 persone, ecco il motivo per cui gli interessati devono al più presto rivolgersi ai punti vendita sotto indicati, prima che finiscano le prenotazioni:
Lazio Fan Shop: via Scipioni 84 – tel 0639737890
Lazio Fan Shop: via Gesù e Maria 23 – tel 0660678996
Lazio MCM: via Sestio Calvino 14 – tel 0671510395
9 Gennaio 1900: Via Portuense 544 – tel 066572455
Curva Nord 12 Official Store: via Vetruria 77 – tel 0697618869
Taverna del Sercio: Via Nocera Umbra 200 – tel 338 3278414
Curva Nord 12 Official Store: Via Nomentana 66 (Monterotondo) – tel 3392168434.

Avanti laziali… Avanti Curva Nord”.



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Memorie di un ex laziale, Franzoni racconta il suo derby

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Paolo Franzoni, attaccante, nato a Livorno il 15 gennaio 1948. Inizia la carriera calcistica nel 1965/66 nella Reggiana giocando una sola partita in serie B; l’anno dopo è già in serie A con la maglia del Torino ma non riuscirà ad esordire. Dal 1967/68 cambia più volte squadra nell’ambito del campionato cadetto passando prima al Livorno, poi l’anno successivo al Como dove segna i suoi primi gol e infine, nel 1969/70, si ferma nel Piacenza. La parentesi piacentina dura meno di tre anni, di cui gli ultimi due passati in serie C: nel novembre del 1971 è ceduto al Sorrento, trascorre quindi una stagione nel Brindisi e già nel novembre del 1973 è sul mercato: questo è il momento più importante della sua carriera perchè viene acquistato dalla Lazio, che solo l’anno prima aveva sfiorato l’impresa dello scudetto, e perchè Franzoni stesso, dopo una carriera tra B e C, ha modo di tornare nel campionato di massima serie che, non ancora ventenne, aveva vissuto da lontano giocando nel Torino.

Dopo aver collezionato un paio di panchine, il momento dell’esordio arriva poche settimane dopo il suo arrivo, il 9 dicembre 1973, e nelle condizioni più difficili: in un derby e sotto di un gol. Maestrelli lo fa entrare all’inizio del secondo tempo al posto di un evanescente D’Amico; al 46′ Frustalupi lancia Garlaschelli che dalla destra rovescia verso l’area e Franzoni dall’altra parte batte in tuffo di testa superando Conti ed entrando nel mito biancoceleste. Dopo quest’esordio da record rimane nella Lazio un’altra stagione collezionando in tutto, 20 presenze e 3 reti in Campionato e 8 presenze in Coppa Italia. Saluta la serie A nel 1975/76 riprendendo a girare tra B (Avellino e Ternana) e C (Piacenza). Da allenatore guida il Sorrento in serie C2 (1981/82). Nel 2014 è il responsabile di una squadra giovanile di Livorno.

In occasione della partita più attesa della Capitale, l’ex attaccante biancoceleste è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Radio ricordando l’emozione di quel giorno, il 9 dicembre del ’73, in cui conquistò il cuori dei tifosi laziali: “Conservo ancora le foto e i ritagli di giornate, quel gol è un ricordo indelebile: riguardando quelle immagini mi tornano alla mente dei bellissimi momenti, anche legati ai compagni che non ci sono più. Entrai in sostituzione, nella ripresa, al posto di D’Amico. Frustalupi lanciò Garlaschelli, crossò, io colpii di testa e insaccai la palla. Pareggiammo. Poi ci pensò Giorgio a conquistare i tre punti. Domenica prossima? Speriamo di tornare in carreggiata, il primo derby lo ha vinto la Roma, mi auguro che in questa gara il risultato sia diverso. E’ una partita importante per entrambe: la Roma vuole centrare il terzo posto per tentare la Champions, e magari lanciarsi per la seconda piazza, anche se la vedo dura. La Lazio, vincendo, potrebbe riaccendere le speranze per il sesto posto, dopo il brutto epilogo europeo, nonostante rimanga un obiettivo difficilissimo”. La prima stracittadina, quasi senza rendersene conto: “Il primo derby in cui giocai, non sentii tanta pressione: non mi rendevo conto, era solo un ese che ero a Roma. Me ne resi conto il giorno dopo, poi nelle gare successive. E’ una partita che viene sentita in particolar modo dai tifosi e giocatori: me ne rendevo conto dal volto dei compagni nei giorni del ritiro, anche se io ancora non riuscivo a condividere quell’atteggiamento”. Sosta per le Nazionali, molti laziali raggiungono la propria selezione, prima di rincontrarsi a Roma per preparare il derby: “Penso che non sia rischioso. Sono giocatori di esperienza che sanno gestire sé stessi nel migliore dei modi. Nel ’73 non c’erano stranieri: questi giocatori, stando in una grande società come quella laziale, riescono a caricarsi bene comprendendo il significato del derby. La Lazio affronterà la Roma che ha fatto grandi miglioramenti. Noi abbiamo vissuto un periodo altalenante, con il Milan c’è stata una ripresa psicologica: penso possa essere una spinta per approcciarsi bene alla gara”. In chiusura, Franzoni ha raccontato il proprio presente:“Faccio parte del settore giovanile dell’Armando Picchi, al momento sono sul campo a seguire una partita di due squadre di Livorno. L’Italia? Ho visto un buon Candreva, ma anche gli altri non sono stati da meno. Mi sembra che la gara sia stata affrontata nella giusta mentalità”.  



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Continua la vendita dei biglietti per il derby: circa 2000 i tifosi laziali, 4500 i romanisti

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Domenica prossima si giocherà il derby della capitale tra Lazio e Roma, ma l’afflusso di pubblico non sarà all’altezza delle aspettative. Infatti, non solo la Curva Nord e la Curva Sud saranno assenti per protesta, ma anche altri tifosi sembra abbiano deciso di non assistere alla stracittadina. Fino ad ora i biglietti venduti tra i tifosi laziali sono circa 2000, prevalentemente spalmati tra Distinti Nord e Tribuna Tevere, come riferito da Radiosei. Mentre sono circa 4500 i tifosi romanisti che hanno deciso di assistere al derby. I numeri, però, non dovrebbero rimanere tali, ma crescere leggermente nei prossimi giorni, anche se le previsioni non sono comunque entusiasmanti, visto che ci si attende meno di 40.000 spettatori.

OLIMPICO VUOTO

Questo il comunicato della S.S. Lazio che spiega tutte le modalità d’acquisto dei tagliandi.

La S.S. Lazio comunica che, dalle ore 16:00 di venerdi 18 marzo, saranno messi in vendita i tagliandi per la partita di campionato LAZIO – Roma in

programma domenica 3 aprile alle ore 15:00.

TUTTI COLORO CHE SONO IN POSSESSO DELLA FIDELITY CARD MILLENOVECENTO E NON SONO ABBONATI, POTRANNO RICHIEDERE AL MOMENTO

DELL’ACQUISTO CHE, IL TITOLO D’INGRESSO VENGA CARICATO ELETTRONICAMENTE SULLA STESSA.

 I tagliandi si potranno acquistare presso:

– I nostri punti vendita Lazio Style 1900 vedi elenco

– Le rivendite Listicket-Ticketone

– Tramite il Call Center al numero a pagamento 892.101 , il sito internet LISTICKET.COM con la sola modalità di acquisto HOME TICKETING e SOLO PER I SETTORI DELLA TRIBUNA MONTE MARIO E D’ONORE CENTRALE  (è necessario disporre di una stampante laser). Molto comoda è l’opzione della scelta del posto nel settore selezionato.

QUESTE LE DATE E LE MODALITA’ DI VENDITA:

1) VENDITA DEI SETTORI CURVA NORD, DISTINTI NORD-EST E NORD OVEST,  TRIBUNA MONTE MARIO E TRIBUNA D’ONORE CENTRALE:

– dalle ore 16:00 di venerdi 18 marzo fino alle ore 15:00 di domenica 3 aprile,  si potranno acquistare i tagliandi per i settori CURVA NORD – DISTINTI NORD-EST E NORD-OVEST – TRIBUNA MONTE MARIO E TRIBUNA D’ONORE CENTRALE,  presso i negozi Lazio Style 1900 e le ricevitorie della LISTICKET e per la TRIBUNA MONTE MARIO E TRIBUNA D’ONORE CENTRALE anche on-line e call center.

2) VENDITA DEI SETTORI TRIBUNA TEVERE – TEVERE TOP – TEVERE DISABILI  riservata SOLO ed ESCLUSIVAMENTE ai tifosi della LAZIO (con l’introduzione dell’iniziativa del programma “PORTA UN AMICO”)

– dalle ore di16:00 di venerdi 18 marzo fino alle ore 15:00 di domenica 3 aprile , si potranno acquistare i tagliandi SOLO presso i negozi Lazio Style 1900 esclusivamente presentando la Fidelity Card  Millenovecento:

PROGRAMMA PORTA UN AMICO:

IL POSSESSORE DELLA TESSERA DEL TIFOSO MILLENOVECENTO, POTRA’ ACQUISTARE UN TAGLIANDO DI TRIBUNA TEVERE O TEVERE TOP PER UN SUO AMICO LAZIALE, PRESENTANDO LA SUA FIDELITY CARD E UN DOCUMENTO DI RICONOSCIMENTO O COPIA, DEL SUO AMICO.

3) CAMBI POSTO PER GLI ABBONATI DEI DISTINTI SUD-EST:

–  dalle ore 16:00 di lunedi 21 marzo fino alle ore 18:30 di sabato 2 aprile, gli abbonati dei DISTINTI SUD-EST, potranno ritirare il tagliando d’ingresso per il settore di TRIBUNA TEVERE SOLO presso il negozio Lazio Style 1900 di Via G. Calderini 66/C, presentando l’abbonamento digitale Fidelity Card Millenovecento (con il segna posto) o il Voucher Elettronico e un documento di riconoscimento.

Si ricorda che chi acquista un biglietto è tenuto a mostrare il suo documento di identità, pena l’impossibilità di emettere il titolo di accesso ( D.L. 8/2/2010 nr. 8). Non verranno considerate come documenti idonei alla vendita, tutte le patenti di ultima generazione che non riportano le indicazioni del luogo di residenza.

Per i ragazzi under 14, è possibile esibire anche solo il tesserino sanitario, per gli altri minori più grandi, è necessario esibire in alternativa in originale o in copia:

– il documento di identificazione rilasciato dal Comune;

– carta d’identità;

– lo stato di famiglia con foto;

– il certificato di nascita con foto o il passaporto di un genitore (in cui compaia ovviamente il minorenne).

Il numero massimo di tagliandi acquistabili da una singola persona è di quattro e con le nuove disposizioni dell’ Osservatorio sulle Manifestazioni Sportive, è possibile presentare per le altre eventuali tre persone, anche solo la copia del documento d’identità.

Per acquistare i tagliandi ci sarà tempo fino al calcio d’inizio dell’incontro. Si ricorda a tutti i tifosi che, il punto vendita dei tagliandi più vicino allo Stadio Olimpico è, il Lazio Style 1900 in Via Guglielmo Calderini 66 / C e sarà aperto il giorno della partita, dalle ore 10:00 alle 15:45, saranno disponibili solo per la stampa dei tagliandi di Lazio-Roma.

Settori e prezzi:

S E T T O R EINTERORID. UNDER 16 (*)INVALIDI CIVILI 100 % (**)
TRIBUNA D’ONORE CENTRALE200 €.====
TRIBUNA MONTE MARIO95 €.70 €.70 €.
TRIBUNA TEVERE TOP80 €.50 €.50 €.
TRIBUNA TEVERE60 €.40 €.40 €.
TRIBUNA TEVERE NON DEAMBULANTE IN CARROZZELLA35 €.====
TRIBUNA TEVERE NON DEAMBULANTE IN CARR.- ACC.GNO35 €.====
DISTINTI NORD EST – NORD OVEST
35 €.====
CURVA NORD35 €.

(*) Possono acquistare un tagliando Ridotto Under 16 i ragazzi nati dal 1/1/1999 al 31/12/2010

(**) I tagliandi ridotti Invalidi Civili al 100 %, posso essere acquistati solo presso i Lazio Style 1900 e per la Tribuna Tevere solo con la Fidelity Card Millenovecento e con l’iniziativa “Porta un Amico”.

I bambini di 4 anni nati dal 1/1/2011 accedono allo stadio gratuitamente e senza biglietto.

Infine, all’ingresso il controllo dell’identità sarà effettuato su ogni singolo spettatore ed è pertanto obbligatorio esibire un documento di identità, compresi i

minorenni.

RESTRIZIONI SULLA VENDITA ADOTTATE DALL’ OSSERVATORIO SULLE MANIFESTAZIONI SPORTIVE:

– divieto di cedibilità del tagliando e dell’abbonamento;

– vendita della Tribuna Tevere riservata ai soli possessori della Fidelity Card Millenovecento.

– vendita tramite internet e call center solo per i settori di Tribuna Monte Mario e Onore Centrale.

– chiusura del punto vendita “ex ostello della gioventù” in viale delle olimpiadi 61 il giorno della gara.

Fonte: S.S. Lazio



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Formello, rosa ridotta a 5 effettivi. Accertamenti per Gentiletti e Mauri

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Una Lazio decimata si è allenata alla vigilia di Pasqua, prima dei due giorni liberi concessi in comune accordo tra il tecnico Pioli e la società. Agli ordini dell’allenatore di Parma c’erano solamente 5 uomini, con il resto del gruppo diviso tra coloro che sono impegnati con le rispettive nazionali e quelli ai box per infortunio. L’unica eccezione è rappresentata da Mauricio, che dopo il via libera da parte della società è volato in Brasile per trascorrere la Pasqua in compagnia della sua famiglia nella terra d’origine. Dopo il match di domenica sera a San Siro contro il Milan, il difensore ex Sporting Lisbona si è infatti allenato lunedì e martedì proprio in vista del ritorno in patria.

Come dicevamo, solamente in 5 calciatori hanno svolto le esercitazioni di possesso palla, guidati dallo staff tecnico: Bisevac, Braafheid, Mauri, Djordjevic e Matri, alla quale si è aggiunto anche il tecnico Stefano Pioli. Per quanto riguarda gli infortunati, Santiago Gentiletti ha effettuato proprio sabato mattina gli accertamenti strumentali in Paideia in ‘compagnia‘ del collega Stefano Mauri. Il difensore argentino ha saltato precauzionalmente anche l’amichevole contro la Primavera di Simone Inzaghi. Non si sono allenati nemmeno Patric e Klose: l’assenza del terzino spagnolo e dell’attaccante tedesco nell’ultima allenamento prima di Pasqua non è legata a particolari problemi fisici. I due infatti hanno ricevuto un pestone nella partitella in famiglia e sono rimasti a riposo in via precauzionale: torneranno ad allenarsi regolarmente martedì, quando si tornerà a preparare la delicata sfida di domenica prossima contro la Roma. Rientrerà a Formello qualche nazionale (Felipe Anderson sarà il primo), mentre Basta e Djordjevic si sottoporranno a nuovi controlli clinici per verificare la disponibilità in vista della stracittadina del prossimo weekend alle ore 15. Un match di fondamentale importanza per il tecnico biancoceleste, probabilmente al suo ultimo derby sulla panchina della Lazio, e per la squadra, che proverà a riscattare seppur minimamente una stagione deludente su tutti i fronti.



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Lo Stadio Flaminio e il suo futuro, una raccolta fondi per un possibile recupero

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Vista aerea dello Stadio Flaminio a Roma, oggetto del progetto di riqualificazione della Lazio.

Recentemente vi abbiamo parlato dello Stadio Flaminio e delle condizioni pericolose cui versa, in questo articolo di qualche giorno fa abbiamo parlato di una festa d’anniversario prevista per il 17 marzo, data dell’inaugurazione della struttura, il tutto fu rinviato e proposto per il Natale di Roma.

Ora sembra che qualcuno si voglia interessare al futuro del Flaminio: tramite calcioefinanza.it si apprende che Federsupporter abbia intenzione di recuperare lo stadio romano per concederlo ai tifosi della Lazio. Recentemente ci fu una petizione online sul suo salvataggio che ha visto ben 14000 adesioni e sembra che tutto abbia un seguito. Dai calcoli che leggiamo da Calcio E Finanza, i lavori per i primi interventi sembrano avere stima in poco meno di 6 milioni di euro e tale stima verrebbe effettuata da periti nominati dalla VII Sezione del Tribunale di Roma.

Per arrivare a questo, ci sarà una prima fase dove verranno coinvolte tutte le emittenti possibili, in modo tale da individuare tifosi disponibili concretamente a trasformare in realtà questo sogno che per alcuni appare impossibile. Federsupporter dichiara che le emittenti “compiacenti” nel lasso di tempo tra 30 e 40 giorni dovranno lanciare quotidianamente un messaggio destinato ai tifosi, con l’occasione si vuole puntare alla salvaguardia dello stadio Flaminio, in modo tale da evitare scopi speculativi.

A conclusione di tutto questo, ci sarà la presentazione del progetto al CONI e al presidente Malagò con la speranza di un riscontro positivo; nel frattempo la famiglia Nervi, che si attivò all’epoca per la creazione dello stadio, è già alla conoscenza del rilancio del Flaminio e possiamo immaginare la loro contentezza ed emozione. Se la suddetta festa dello stadio, indetta dalla Sezione Paracadustismo della Polisportiva Lazio presieduta da Lino Della Corte, avverrà proprio il 21 aprile prossimo, Federsupporter tenterà una prima diffusione dell’iniziativa. Chissà se i nostri tifosi biancocelesti aderiranno in massa.. evviva il Flaminio!



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Lazionali: bene gli italiani e Biglia, bocciatura per Felipe Anderson

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Sono andate in scena ieri sera molte gare tra nazionali in cui si sono visti i giocatori biancocelesti; tra questi vi era chi lottava per un posto ai prossimi mondiali, che si terranno in Russia nel 2018 e chi scendeva in campo per un’amichevole, utile al fine di rodare la squadra in vista dei prossimi impegni ufficiali.

Degli azzurri di Conte hanno preso parte dal 1′ al match con la Spagna, terminato 1-1, ci sono i soliti Candreva e Parolo, che hanno dimostrato ancora una volta di contare molto all’interno del gruppo che prenderà parte agli europei di Francia quest’estate. Il primo, uscito al minuto 61, è stato probabilmente il migliore in campo nella prima frazione di gioco, scappando spesso sulla fascia protetta da un certo Azpilicueta, come dimostrano i molteplici cross effettuati e impensierendo per due volte l’estremo difensore iberico David De Gea. L’altro, uscito al 90° per far posto all’esordiente Jorginho, ha svolto un grande lavoro di copertura a centrocampo, recuperando palloni su palloni e facendo ripartire la manovra dei padroni di casa. Parolo, intervistato alla fine della partita, ha dichiarato di essere soddisfatto della prestazione sua e di quella dei compagni, ma non del risultato, che poteva essere più favorevole ai ragazzi di Conte: “Abbiamo giocato bene, peccato perché secondo me avremmo potuto vincere. Eravamo in vantaggio, poi abbiamo subito gol in fuorigioco. Abbiamo un futuro importante davanti”. Chiude l’intervista con qualche parola d’elogio sul c.t.:“Io sono uno di quelli che è stato sempre convocato. In tutto questo tempo ho visto crescere la squadra, abbiamo dei principi importanti. Il mister, sin dall’inizio, ci ha tenuto a farci diventare squadra. Possiamo toglierci delle soddisfazioni. Se mettiamo in campo questo spirito, possiamo mettere in difficoltà chiunque”.

Danilo Cataldi ha invece preso parte alla sfida tra gli azzurrini e l’Irlanda u-21 valida per le qualificazioni per il prossimo europeo di categoria. La gara, finita sul punteggio di 4-1 per la squadra di Di Biagio, ha visto protagonista di una buona prestazione proprio il giovane biancoceleste, che è rimasto in campo per 78′ e ha sfiorato il gol in ben due occasioni. Unico neo il giallo rimediato al 45′ per un battibecco con un avversario.

biglia-argentina-lazio

Tra i biancocelesti impegnati in nazionale figura anche il nome di Lucas Biglia, che con la sua Argentina ha battuto il Cile per 2-1 in un’insidiosissima trasferta, che avrebbe potuto mettere la Seleccion in una situazione molto complicata per quanto riguarda la qualificazione ai prossimi mondiali con un risultato diverso. Gli uomini di Martino hanno invece interpretato una grande gara, soprattutto dopo lo svantaggio iniziale, che aveva messo la strada in salita per l’Albiceleste. Lucas Biglia, rimasto in campo per tutti i 90′, ha svolto un grande lavoro di sacrificio a centrocampo, recuperando e smistando palloni ai compagni per tutta la partita. Intervistato al termine della sfida, ha dichiarato: “Oggi abbiamo sofferto quando c’era da soffrire, sapevamo che non sarebbe stata una partita semplice. Siamo contenti della vittoria. Adesso vogliamo i tre punti anche contro la Bolivia per assicurarci la qualificazione”.

Nota dolente tra i biancocelesti convocati in nazionale è Felipe Anderson, sceso in campo con la selezione u-23 del Brasile nell’amichevole contro i pari categoria della Nigeria, terminata con il risultato di 1-0 per le Super Eagles. Per Anderson due grandissime occasioni da gol nella prima frazione di gioco, poi si spegne uscendo dal gioco, fino al 62°, minuto in cui viene richiamato in panchina per far posto ad Andreas Pereira.



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Accadde Oggi: Lazio 2 Roma 1, il derby che riapre la corsa scudetto

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Torniamo indietro nel tempo fino al 25 marzo 2000, una data impressa nella mente di tutti i tifosi biancocelesti. Quel giorno, infatti, la Lazio vinse il derby contro i rivali della Roma per 2-1 e riaprì di conseguenza la corsa scudetto, portandosi a sole sei lunghezze dalla Juventus.

La squadra biancoceleste arrivava al derby con il morale sotto i tacchi a causa della brutta sconfitta in quel di Verona e il conseguente allungo della Juventus in testa alla classifica. Le buone notizie però non tardarono ad arrivare, perché venerdì 24 marzo, nell’anticipo del Campionato, la squadra bianconera uscì battuta 2-0 da San Siro per mano del Milan. La cosa stimolò i giocatori biancocelesti poiché con una vittoria sui giallorossi c’era la possibilità di riaprire il discorso Scudetto. La Lazio, inoltre, gioca col coltello tra i denti per vendicare il 4-1 subito all’andata. Lo stadio è stracolmo, soprattutto di tifosi biancocelesti, che vogliono spingere la propria squadra alla vittoria contro gli odiati rivali. A caricare la squadra ci ha pensato anche Sinisa Mihajlovic, oggi squalificato, ma che ha affisso un cartello negli spogliatoi per i propri compagni: “A volte le aquile scendono al livello delle galline, ma una gallina non potrà mai volare in alto come un’aquila”. Chiaro è il riferimento ad alcune dichiarazioni post-partita della gara di andata che non sono per niente andate giù ai giocatori della Lazio.

Lo spettro della gara d’andata è però dietro l’angolo. Infatti dopo soli 3′ minuti la Roma passa subito in vantaggio con Montella, che anticipa Marchegiani in uscita e gela i tifosi laziali. I giallorossi avevano tra l’altro già sfiorato il goal in precedenza con Del Vecchio. La Lazio sembra accusare il colpo e la Roma cerca di chiudere la gara, ma dopo una decina di minuti i biancocelesti metabolizzano lo svantaggio e cominciano a giocare come sanno, impadronendosi del centrocampo. Inizia così l’assedio della Lazio al fortino della Roma, spinti, infatti, da un Veron in grande spolvero e da un Nedved irrefrenabile i biancocelesti spingono alla ricerca del pari. Così al 25′ minuto arriva il meritato pareggio grazie ad un’incursione di Nedved, servito da Simone Inzaghi, che complice una leggera deviazione di Zago trafigge Lupatelli. 1-1 e partita riaperta. Adesso è la Roma ad accusare il colpo e ad avere paura degli attacchi dei biancocelesti sospinti dai propri tifosi che hanno capito che questa partita si può e si deve vincere. Al 28′ poi arriva l’episodio che cambia la partita, Veron viene maldestramente atterrato fuori dal limite dell’area da Nakata, così’ l’arbitro accorda il calcio di punizione per la Lazio. Alla battuta va lo stesso Veron, “la Brujita” non tradisce, il suo destro a giro, infatti, aggira la barriera giallorossa e si insacca sotto la traversa alla destra di Lupatelli. Il pubblico laziale, che aveva assistito in rigoroso silenzio alla battuta del calcio di punizione, può finalmente sfogare la sua gioia in un boato assordante ed esultare per il vantaggio. Partita ribaltata e 2-1 per la Lazio. I giallorossi accusano il colpo, così la biancoceleste cerca di chiudere i conti ma non vi riesce. Di Francesco viene prima ammonito e poi la Roma perde anche Cafù per infortunio. Al 41′ il gelo cala sull’Olimpico quando Marchegiani, in uscita aerea, cade male con la testa verso il terreno di gioco. Il collo del portiere si gira in modo innaturale e perde i sensi. I giallorossi, però, continuano a giocare senza fermarsi, ma l’azione si conclude con un nulla di fatto. Accorrono, subito dopo, i sanitari e Marchegiani viene subito trasportato via in ambulanza, gli verrà diagnosticato un trauma cervicale e un lungo stop, ma fortunatamente il peggio è scongiurato. Al posto del numero uno della Lazio entra così Ballotta, mentre il primo tempo si conclude con le aquile in vantaggio.

File: [25mar00a.jpg] | Fri, 25 Mar 2016 12:10:25 GMT LazioWiki: progetto enciclopedico sulla S.S. Lazio www.laziowiki.org

La ripresa inizia con la Roma in avanti alla ricerca del pareggio, ma la Lazio chiude tutti i varchi e cerca di ripartire appena può. Totti e Del Vecchio ci provano a fare male ai biancocelesti, però Ballotta e la difesa fanno sempre buona guardia, mentre Inzaghi recrimina per una spinta subita in area di rigore. Al 57′ la Roma perde anche Candela per infortunio e rimane orfana di una altro tassello importante. L’occasione più ghiotta per la Lazio capita, invece, sui piedi di Conceição, che però sciupa male l’assist di Pancaro e colpisce Lupatelli in uscita. Del Vecchio è sempre il più pericoloso per i giallorossi, ma il forcing finale della Roma non crea mai grossi grattacapi a Ballotta. La Lazio prova a chiudere i conti con Simeone, ma il risultato non cambia ed al 96′ l’arbitro fischia la fine della gara e suggella la vittoria dei biancocelesti. I giocatori corrono sotto la Curva Nord per festeggiare la vittoria, dedicata al giocatore della Primavera Rosario Aquino morto nella notte precedente in un incidente stradale, inoltre la Juventus dista ora solo 6 punti e bianconeri saranno proprio i prossimi avversari della Lazio in un gara che sarà poi decisiva per riaprire il discorso Scudetto. La squadra di Eriksson vincerà, infatti, per 1-0 a Torino, grazie al goal di Simeone, e si riavvicinerà ancora di più ai bianconeri, ma questa è un’altra storia e ve la racconteremo più avanti.

TABELLINI (Fonte Lazio Wiki):

25 marzo 2000 – 2.892 – Campionato di Serie A 1999/00 – XXVII giornata

LAZIO: Marchegiani (43′ Ballotta), Gottardi, Negro, Couto, Pancaro, Conceição, Almeyda, Simeone, Nedved, Veron (66′ Sensini), S.Inzaghi (74’ Boksic). A disposizione: Lombardo, Mancini, Ravanelli,Salas. Allenatore: Eriksson.

ROMA: Lupatelli, Zago, Aldair, Mangone, Cafu (37′ Rinaldi), Di Francesco, Nakata (46′ Marcos Assunçao), Candela (58′ Tommasi), Totti, Montella, Delvecchio. A disposizione: Campagnolo, Gurenko, Blasi, Poggi. Allenatore: Capello.

Arbitro: Sig. Messina (Bergamo) – Guardalinee Sigg. Zuccolini e Contente – Quarto uomo Sig. Di Mauro.

Marcatori: 3′ Montella, 25’ Nedved, 28’ Veron.

Note: giornata soleggiata, terreno in ottime condizioni. Ammoniti: Nedved e Ballotta per comportamento non regolamentare, Candela, Almeyda, Di Francesco, Simeone, Montella, Assunçao, Tommasi per gioco falloso. Grave incidente al 41′ a Marchegiani (trauma cranico e cervicale), infortuni per Cafù e Candela. Angoli 6-6. Recupero, 6′ p.t., 5′ + 1′ s.t. Esordio in serie A per Lupatelli.

Spettatori: 74.076 di cui 36.757 abbonati per un incasso di £. 3.351.460.984.

Questo il video della partita:



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Comunicato Curva Nord: “Accuse infamanti da parte di Lotito, gli voltiamo le spalle per sempre. Non seguiremo il derby all’Olimpico”

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inno della lazio

Le ultime durissime parole di Claudio Lotito nei confronti della Curva Nord, fulcro del tifo laziale, non sono piaciute ai tifosi e ai rappresentati della curva, che attraverso il portale ‘L’Ultima Ribattuta’, ha voluto esprimere il proprio disprezzo e distacco nei confronti del presidente della Lazio con il seguente comunicato:

La Curva Nord non può rimanere in silenzio e non rispondere alle ultime uscite del presidente Lotito che, ospite all’Università Europea di Roma, ha oltraggiato per l’ennesima volta la nostra gloriosa curva. Una curva dove hanno sempre regnato amicizia, valori, fratellanza e spirito ultras. Nascondendosi dietro a presunti riscontri del Comitato Provinciale della Sicurezza, ha parlato di prostituzione e di droga all’interno della Nord. Non possiamo accettare che un simile personaggio faccia questo tipo di accuse infamanti nei confronti nostri e, tra le altre cose, di tutte le donne che frequentano la curva. Lo sfruttamento della prostituzione è un reato deplorevole e abominevole, lontano anni luce da quelli che sono i nostri principi e il nostro credo. Nessuno potrà mai sostenere una simile teoria senza trovare la nostra più ferma opposizione e ribellione. E questo vale anche per le accuse di spaccio in Nord. Il signor Lotito, con le sue parole, pronunciate poi in un contesto di ragazzi, ha superato il limite. Un modo subdolo e falso per attaccare la nostra curva. Per questo e per tanti altri motivi, caro presidente, il tifoso laziale ti ha voltato le spalle per sempre. E sempre per questo motivo, per dimostrare a tutti quanto il popolo biancoceleste sia unito, abbiamo deciso di seguire il derby insieme, lontano dallo stadio. Questa curva non si divide. A breve verranno comunicati luogo e orario di ritrovo”.

Yuri Alviti, intervenuto ai microfoni di Radio Incontro Olympia, ha parlato più approfonditamente della situazione delle barriere in Curva Nord, confermando il ritorno dei tifosi se le barriere saranno tolte:

Se le barriere dovessero esser tolte, al momento l’idea è quella di rientrare in Curva Nord. Ascolteremo anche la voce del popolo laziale, al quale chiediamo di starci accanto. Decideremo cosa fare confrontandoci tutti insieme”.



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L’ex Biava: “Derby? emozione indimenticabile. Indossare quella maglia ti fa sentire invincibile.”

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Oggi ai microfoni di Lazio Style Radio è intervenuto, in vista del derby capitolino che si giocherà il 3 aprile, l’ex difensore biancoceleste Giuseppe Biava:

“Il derby? Ho vissuto anche quello siciliano. Ma a Roma lo si sente, si capisce: c’è tensione, la paura di perdere e l’attesa della gara di ritorno per riscattarsi. Ricordo quando scendevo in campo lo facevi con tensione, a volte questo ti bloccava. Ne perdemmo alcuni di fila, ma poi ne vincemmo altri. Compreso quello più importante: sei consapevole di aver fatto qualcosa straordinaria, hai regalato qualcosa di grande ai tifosi”. Come sta Beppe Biava? ” Sto bene! Sono vecchio ormai, ma non ingrasso! Mi riposo, dopo tanti anni di lavoro faccio il papà a tempo pieno. È stato inaspettato smettere così improvvisamente, quindi quest’anno l’ho preso per riflettere. Vorrei allenare, partire dai bambini: devo iniziare per capire se sono portato, ho già fatto il corso”. Due anni lontano da Roma: “Mi manca, ci stavamo pensando con la famiglia, anche se quest’anno il weekend è impegnato per la comunione di mia figlia. Ma quest’estate vorrei tornare, ho molti amici che vorrei incontrare. Il mio arrivo nella Capitale? se mi trovo bene non vorrei mai cambiare, ero perplesso prima di andare alla Lazio. Ma poi ho deciso di partire, e non me ne sono pentito: quando metti quella maglia ti senti invincibile. Dietro hai un popolo che spinge e sai che devi dare il massimo”.

Dunque il classe ’77 ricorda le emozioni provate durante i suoi anni alla Lazio, che sono stati ben 4, dal 2010 al 2014, dopo due anni al Genoa.

Il 1º febbraio 2010 firmò un contratto biennale con la Lazio.  Chiuse la prima stagione con la maglia biancoceleste con 13 partite giocate in campionato ed una in Coppa Italia.

Nella stagione 2010-2011 diventò titolare fisso della squadra. Segnò il primo gol con la Lazio il 3 dicembre 2010 nella gara vinta per 3-1 contro l’Inter, dopo una carambola davanti alla porta. Alla fine del campionato le reti furono tre in 35 incontri.

Il 23 marzo 2012 rinnovò il contratto fino al 30 giugno 2013, chiudendo la stagione con 31 presenze complessive, 26 in campionato (con una rete nel 3-0 sul Novara) e 5 in Europa League. Nella stagione 2012-2013 giocò 31 incontri in campionato, 8 in Europa League e 4 in Coppa Italia, scendendo in campo anche il 26 maggio 2013, in occasione della finale vinta per 1-0 contro la Roma. Tre giorni dopo rinnovò ulteriormente il contratto con la Lazio fino al 30 giugno 2014.

Il 18 agosto 2013 perse la Supercoppa italiana 2013 contro la Juventus per 0-4. Il 26 maggio 2014, dopo quattro anni e mezzo passati con la maglia biancoceleste con cui totalizzò 148 presenze totali, annuncia l’addio alla squadra data la scandenza del contratto.



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Formello: oggi doppia seduta di allenamento.

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Clamoroso a Formello: Baroni spiazza tutti! Annullato l'allenamento pre-Bodo

Doppia seduta di allenamento, oggi, a Formello. Questa mattina, i ragazzi di Mister Pioli hanno iniziato il riscaldamento in palestra alle 10:30 per poi scendere in campo per i test di velocità e di resistenza. In campo i portieri Marchetti e Guerrieri insieme a Klose, Matri, Mauri, Gentiletti, Djordjevic, Patric, Bisevac, Mauricio e Braafhied. Numerosi i biancocelesti assenti all’appello a causa delle convocazioni in Nazionale (Elenco convocati). La seconda sessione di training si è tenuta nel pomeriggio, dalle 15 alle 17:30. Dopo una seduta iniziale di riscaldamento, il gruppo si è dedicato alle esercitazioni con il pallone lavorando sul possesso palla e poi in sfida attacco contro difesa con particolare attenzione ai movimenti di entrambe le fazioni. Il gruppo rimarrà incompleto fino alla settimana prossima; probabile rientro in campo per Basta e Milinkovic fermi ai box entrambi a causa di una lesione muscolare. Lentissima ripresa per De Vrij che sta riabilitando il ginocchio dopo l’intervento chirurgico effettuato lo scorso Gennaio e altrettanto lenta è la ripresa di Konko, Radu e Kishna. Tuttavia, è prevista per il pomeriggio di domani un’altra seduta di allenamento per i nove uomini rimasti a Roma.



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Verso il derby, Marco Lanna ex Roma: “Il derby si vive tutto l’anno. Lazio, primo nodo l’allenatore”

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Dopo il turno di riposo causa Nazionale tornerà il campionato di Serie A, e a Roma già da adesso tira l’aria del derby, un derby sentito in maniere diverse dalle due compagini, chi spera ancora nel terzo posto e chi vuole provare a salvare tutto con questa partita. Marco Lanna è stato giallorosso dal 1993 al 1997 e ha vissuto vari derby, e ai microfoni di LazioPress ha parlato non della sua ex squadra ma, oltre al derby e al clima surreale nelle curve, alla situazione della Lazio e su come si può risolvere la faccenda.

Da ex giocatore della Roma, cosa ha significato per te il derby? Che sensazioni provavi prima e dopo la gara?

“A Roma il derby si vive tutto l’anno, è una partita che può salvare una stagione e influenzare il giudizio finale sull’annata della squadra. In questo genere di match la tensione è alta, la settimana prima del derby è preferibile uscire il meno possibile, in città l’attesa era impressionante. Per i giocatori è meglio isolarsi, la troppa ansia e l’importanza di questa sfida può regalare brutte sorprese. E’ una partita diversa dalle altre e vincerla ti da delle sensazioni uniche”.

Sarà un altro derby senza le due curve. Quanto è importante la presenza e il sostegno del tifo più caldo per le due squadre?

“La presenza delle curve è fondamentale, a Roma soprattutto. Giocando nella Roma ho capito quanto sia importante e decisivo l’apporto di quel settore dello stadio. In ogni partita hai bisogno dell’aiuto del pubblico, nei momenti di difficoltà il sostegno delle curve può essere determinante. Purtroppo quest’anno le curve sono sempre rimaste vuote ed è sicuramente un aspetto penalizzante per entrambe le squadre”.

Lazio e Roma arrivano a questa partita in stati di forma differenti. Che gara ti aspetti?

“Sulla carta la Roma è la più forte e parte favorita, ma il derby è una partita particolare dove spesso la squadra più in crisi riesce a ribaltare il pronostico. La Roma è in un ottimo momento di forma, ma non deve farsi ingannare dai biancocelesti. Sono sicuro che Spalletti preparerà la gara come se la Lazio fosse la prima in classifica. Pioli e i suoi possono dare una svolta alla stagione con una vittoria nel derby e daranno il 110% per ottenere i tre punti”.

Secondo te quali sono i motivi di questa stagione negativa della Lazio?

“Può capitare un’annata nella quale tutto va nel verso sbagliato. Alcuni giocatori non hanno reso come nello scorso anno, come per esempio Felipe Anderson. Il brasiliano non ha fatto quel salto di qualità che tutti si aspettavano, giocando spesso al di sotto dei suo standard. Nella passata stagione era sempre al top della forma ed era un trascinatore con gol decisivi e giocate di assoluta qualità. Mi aspettavo di più da Felipe Anderson. Quando le cose vanno male le colpe sono di tutti. Parlare dall’esterno è sempre difficile, ma credo ci siano stati anche dei problemi all’interno, tra squadra allenatore e società. Poi c’è da dire che rispetto all’anno scorso ci sono molte più squadre di livello e la competizione è più alta. Mentre altri club si sono rinforzati, la Lazio non è riuscita a fare il salto di qualità per poter competere anche in questa stagione”.

In casa Lazio c’è aria di rinnovamento in vista della prossima stagione. Secondo te da cosa e da chi si deve ripartire?

“Il primo nodo da sciogliere riguarda l’allenatore. Pioli è un buon tecnico, ma dopo una stagione negativa è comprensibile che si pensi ad un cambio della guida tecnica. In situazioni del genere magari serve una scossa, per ridare nuovi stimoli alla squadra, oltretutto credo che il rapporto tra squadra e allenatore sia oramai arrivato al capolinea. Fondamentale sarà tenere i giocatori più importanti: Candreva, Biglia e Felipe Anderson sono i tre calciatori da cui si deve ripartire. Certo, se dovessero arrivare offerte irrinunciabili sia per la società ma anche per i calciatori, allora li cambierebbero le cose. La Lazio il prossimo anno molto probabilmente non giocherà le coppe e giocatori di questo livello potrebbero voler misurarsi con le competizioni europee, oltre ad ambire a ingaggi più elevati. La Lazio ha una rosa di qualità, ma si deve ripartire con le idee chiare e con un progetto”.



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L’ex difensore Calori: “Nelle partite singole abbiamo visto un bel calcio, ma manca la continuità nei risultati”.

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Alessandro Calori è intervenuto questa mattina in collegamento con Lazio Style Radio, 89.3 FM:

“La sosta delle Nazionali è un problema di tutti. Moralmente l’uscita dall’Europa League è quello che può incidere di più in questo finale di campionato per la Lazio. La Lazio dovrà ritrovare le energie e le forze fisiche per affrontare questa tappa, anche per i tifosi e la piazza biancoceleste. Bisognerà mettere in piedi la formazione migliore per giocare questo derby. Nelle partite singole abbiamo visto un bel calcio, ma manca la continuità nei risultati. Adesso la concentrazione massima è tutta rivolta alla gara contro la Roma, per poi finire bene il campionato con le ultime nove partite. La spinta del derby potrebbe significare qualcosa se giocato bene”.

Sulla formazione e le scelte tattiche di mister Pioli: “Quando vengono a mancare i titolari è un problema, ma c’è anche la possibilità, da parte di chi ha giocato meno, di far vedere le proprie qualità. Bisogna cercare di mettere in condizioni migliori chi andrà in campo. Sono quelle partite dove non c’è bisogno di dire tante cose, quando ti avvicini al derby vivendo l’emotività e le emozioni dei tifosi, la spinta viene naturale. Come nei grandi incontri, quando prepari la tattica ma non c’è bisogno della preparazione motivazionale”.

Su Felipe Anderson: “Felipe Anderson ha le caratteristiche per attaccare in profondità e giocare molto di velocità. Ha potenzialità importanti ma deve trovarle dentro se stesso. Non è quello della scorsa stagione”.

Su Keita: “Keita stuzzica l’idea del centravanti, è un giocatore con molte qualità, come Candreva e Felipe Anderson sono bravi nell’uno contro uno, saltano l’uomo. Caratteristiche simili possono essere fondamentali, come prima punta è un giocatore interessante. Nasce esterno ma lavorandoci con il tempo potrebbe avere una crescita tattica che possa creargli imprevedibilità e in attacco è quello che ci vuole”.

Milinkovic-Savic, poco tempo fa il suo agente ha tessuto le lodi del giovane serbo, Calori si è espresso così sul suo conto: “Milinkovic è cresciuto tantissimo, ha ampi margini di miglioramento, come centrocampista è anomalo perché è bravo nella giocata, nella tecnica, conclusione, gioco aereo, ha profondità. Deve solo migliorare, come Cataldi. Potrebbe avere un futuro importante. Nell’arco della stagione ha trovato una collocazione ottimale, anche nell’under 21 come centrocampista di destra riesce a inserirsi benissimo”.



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Bagni a RadioSei: “Deluso dalla squadra, la Lazio di Cragnotti rimarrà un ricordo indelebile”

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Il campionato di serie A è fermo per la Nazionale. E in questo periodo di calma, a parlare in esclusiva ai microfoni di RadioSei è Salvatore Bagni, attuale opinionista e commentatore televisivo, oltre che ex attaccante di Inter e Napoli: “Il campionato sarà un testa a testa fino alla fine. Credo ancora nel Napoli che non merita di rimanere a bocca asciutta. Anche il 2° posto andrebbe stretto alla formazione di Sarri. Higuain è straordinario ma avrebbe fatto fatica nella mia epoca. A quel tempo c’era Careca, non sarebbero andati a prenderlo (ride, ndr)”. Bagni poi si sofferma sulla situazione Europei e il clima di paura: “Si disputerà in un paese che purtroppo è stato pesantemente attaccato. Sarà tutto anomalo. Non credo che ci sia una nazionale favorita, l’Italia può giocarsela e arrivare fra le prime 4. Io ci credo”.

Poi parla della Lazio e la stagione in corso molto deludente: “Non ci si aspettava da una squadra capace di agguantare il terzo posto e di entrare ai preliminari Champions una simile annata. Bisognava rinforzare la rosa mentre la linea è stata quella di prendere giovani di capacità. Le cose però non sono andate benissimo, i ragazzi hanno alti e bassi e bisogna cautelarsi con calciatori di esperienza, più pronti. Prendiamo Felipe Anderson, qualità che restano fenomenali , ma oggi vive nella sua ombra. Conosco l’ambiente avendo lavorato con Cragnotti e sono sicuro che era quello che si aspettavano anche i tifosi”. Bagni poi interviene anche su Stefano Pioli: “Ha le sue colpe, mi perdonerà. Col suo staff di grande qualità e umanità ha comunque avallato l’arrivo di certi giocatori. Bisogna poi calcolare il budget messo a disposizione dalla Lazio. Ognuno ha il suo ruolo”. Sugli eventuali sostituti si sofferma a parlare di Mihajlovic e Ventura dati come favoriti: “Sinisa è uno deciso, certo di quello che fa, una persona che vuole incidere sempre. Giampiero mi piace, alla sua età è ancora molto carico e gli piace insegnare calcio”. Sul calciomercato, l’opinionista parla di Giaccherini per Candreva e Valdifiori per Biglia: “Non mi piace giudicare i giocatori ma sicuramente i valori sono diversi, quelli biancocelesti sono superiori. Bisogna poi valutare l’aspetto economico. Candreva è un gran bel giocatore mentre Biglia lo considero difficilmente sostituibile, davanti alla difesa l’argentino sa far tutto”. Battuta anche su Milinkovic: “È un ottimo calciatore che si esprimerà al meglio negli anni a venire. Ha tutto per diventare titolare”. Bagni prova infine a spiegare la differenza di gestione fra Cragnotti e Lotito: “Non conosco l’attuale presidente della Lazio e non posso giudicarlo. Posso dire solamente una cosa. Nel calcio, come nella vita, quel che resta sono i risultati. La creatura di Cragnotti rimarrà un ricordo indelebile perché era una società in cui si vinceva tanto, con grandi campioni a calcare il campo”.



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Calciomercato: tanti i nomi per la “nuova Lazio”. Spuntano Ventura e Giaccherini

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Continuano le indiscrezioni di calciomercato sulla Lazio: sono tanti, infatti, i nomi dei giocatori che in questi giorni sono stati accostati al club capitolino. Sembra proprio che Lotito e Tare abbiano già cominciato ad intavolare alcune trattative per ricostruire la squadra biancoceleste nella prossima stagione, visto che ci saranno sicuramente delle partenze illustri, come vi abbiamo riportato nei giorni scorsi. Biglia, Candreva e Klose, difatti, hanno già le valigie in mano.

Andiamo, però con ordine, perché alla lunga lista degli allenatori per la prossima stagione si è aggiunto nelle ultime ore anche un’altro nome, quello di Giampiero Ventura. Sinisa Mihajlovic sembra comunque ancora in pole position, perché molto gradito a Lotito, ma piace anche l’attuale tecnico del Torino. Ventura, però non si è sbilanciato sul suo futuro come riportato da La Lazio Siamo Noi. Rimangono, poi, ancora in lizza per la panchina Cesare Prandelli, Massimo Oddo e Ivan Juric, anch’essi nomi già sentiti e risentiti.

Per quanto riguarda gli arrivi, invece, il nome nuovo spuntato in queste ore è quello di Emanuele Giaccherini. L’esterno nato a Talla, in Toscana, attualmente è in prestito al Bologna, dove sta disputando un’ottima stagione, ma il suo cartellino è di proprietà del Sunderand. Lotito sembra molto interessato a lui e complice la sua ottima annata con i bolognesi, Giaccherini, è rientrato anche nel giro della nazionale. Il calciatore gradirebbe molto la destinazione Lazio, perché tornerebbe a vestire la maglia di un grande club, dopo l’esperienza di qualche anno fa alla Juventus. Tra l’altro anche il suo agente Furio Valcareggi, pur non sbilanciandosi, sembra gradire l’accostamento, come detto a La Lazio Siamo Noi: “Non so niente. È un club importante, fra i primi 6/7 d’Italia e rientra nel novero delle grandi. Dunque chi non giocherebbe nella Lazio? È davvero una bella lusinga questo accostamento”.

Si complica, tuttavia, la pista che porta a Ciro Immobile, che Lotito e Tare vorrebbero alla Lazio per il dopo Klose. Infatti, l’agente del giocatore, Alessandro Moggi, ha dichiarato al quotidiano spagnolo ABC quanto segue: “Sì, posso confermarlo, il Torino vuole riscattarlo, questo è un dato di fatto. Sono molto contenti di Ciro, ce lo hanno già comunicato. Ma è presto per parlarne, dovremo aspettare almeno fino a maggio. L’opzione per il riscatto c’è e ammonta a 11 milioni di euro”. Il Torino sembra, quindi, il favorito per avere Immobile la prossima stagione.

Altri nomi accostati alla Lazio, sono poi quelli di Xhaka, svizzero del Borussia Mönchengladbach, Soriano, che piace molto a Mihajlovic. Ancora viva poi la pista Tonelli in difesa, con Danilo, dell’Udinese, come alternativa.

candreva-biglia

Per quanto riguarda il mercato in uscita, invece, l’Inter sembra disposta ad investire tra i 18 e i 22 milioni per portare a Milano Antonio Candreva, rivedendo al rialzo il contratto del calciatore che alla Lazio ora guadagna attualmente 2 milioni a stagione. L’eta del calciatore, voglioso di vincere, e la voglia di cambiare aria potrebbero essere due fattori importanti per la buona riuscita dell’operazione. Inoltre Lotito sembra non volersi opporre alla richiesta di cessione del centrocampista romano che è consono di aver ormai dato tutto per i biancocelesti.

Arriviamo poi alla situazione di Lucas Biglia. L’argentino fa gola a molti top club europei, ma la Lazio farà di tutto per trattenerlo a Roma, tanto che Lotito e Tare sono pronti a blindarlo con una proposta pari a 2,5 milioni di euro,  più del doppio rispetto agli 1,4 che guadagna al momento. Il suo contratto, che scade nel 2018, è pronto per essere rinnovato ancora e in questi giorni è atteso a Roma l’agente del giocatore, Enzo Montepaone, per discutere sul da farsi. Cercare di convincere l’argentino a rimanere non sarà facile, ma, per ora, proposte vere e proprie di cessione non ne sono ancora arrivate. Le alternative in caso di partenza dell’argentino sono: Youri Tielemans, dell’Anderlecht, e Jordy Clasie, già cercato dalla Lazio la scorsa estate ed ora al Southampton.

Pure Alessandro Matri, poi, sembra destinato a lasciare la Lazio a fine stagione, per tornare al Milan, cosa confermata anche da Mauro Tassotti: “…anche Matri, attualmente alla Lazio, potrebbe tornare”. La punta non ha convinto a pieno e nonostante il giocatore gradisca la piazza, Lotito non sembra intenzionato a riscattare il suo cartellino.

Chiudiamo, infine, con Miroslav Klose, che sembra propenso a lasciare la Lazio, ma non vuole ancora appendere gli scarpini al chiodo. Il tedesco ha ricevuto una proposta dai New York Cosmos, un biennale a 3 milioni di dollari netti l’anno ai quali l’attaccante tedesco dovrà aggiungere i contratti con i vari sponsor.



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Biglietteria Derby. Situazione negativa ai botteghini

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Il derby si avvicina ma la protesta delle curve mette “in crisi” le due società. Stando agli ultimi aggiornamenti da parte della biglietteria, i tagliandi staccati da parte della società biancoceleste, non superano la quota dei 1300 mentre sulla sponda giallorossa si contano poco più di 4500 biglietti venduti. Salvo “ribaltoni”, se la vendita dei ticket continuasse così, l’Olimpico di Roma registrerebbe un record negativo di presenze durante il match più atteso nella capitale. La media calcolata, a questo andamento, non superebbe i 40.000 spettatori.



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Keita e il debutto con il Senegal: “Ho sempre sognato di giocare con questa Nazionale”

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Keita Balde Diao è pronto al debutto con il Senegal. Il giocatore della Lazio doveva scegliere tra Spagna e Senegal e ha scelto gli africani. Una scelta non facile ma ponderata (e speriamo giusta) per la sua crescita. Sabato quindi, l’attaccante laziale debutterà e lui si sente già pronto, come confermano i primi allenamenti. Anche il ct senegalese Cissè sembra contento della scelta e intervenendo su  SportSenegal.com, ha dichiarato: “Keita è un ragazzo davvero interessante. Lui è molto felice di essere qui con noi e i compagni lo hanno accolto molto bene. È molto giovane, il nostro ruolo dev’essere quello di aiutarlo a crescere. Ha tanti occhi puntati addosso perché ha un grande talento. Per noi è un onore avere in squadra giocatori del suo livello, ci sarà sicuramente d’aiuto”.

Anche il calciatore interpellato sulla questione è intervenuto dicendo: “Sono qui per mio volere. È vero che ne ho parlato con la mia famiglia: abbiamo approfondito il discorso, ma in realtà ho sempre sognato di giocare con questa Nazionale. Sono io che ho deciso di giocare per il Senegal. Sono molto contento di essere qui. La squadra l’ho trovata molto bene. Tutti, dai compagni allo staff, mi hanno accolto benissimo”. Keita conclude spiegando le ragioni della scelta : “È vero che sono nato e cresciuto in Spagna e che non sono mai stato in Africa. Ma sono un calciatore africano. Conosco il calcio africano e voglio giocare qui”.



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Fiore scagiona Pioli: ” La colpa non è sua…il derby? Bisogna ambire ai massimi livelli”

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Stefano Fiore, ex Lazio, ha rilasciato un’intervista ai microfoni di “i laziali sono qua” in onda sulla frequenza 88.100FM

La stagione deludente della Lazio

“Credo che tutto sia cominciato nella maniera sbagliata e poi sia proseguito su quella falsariga negativa. Quest’anno la Lazio aveva una grandissima possibilità davanti a sé e il fatto che la società non l’abbia percepita quest’estate è stato un gravissimo errore. La Champions League poteva portare enormi benefici sia sul piano economico che sul piano di valorizzazione della rosa, invece non si è investito, pensando che la squadra fosse abbastanza competitiva. Gli infortuni hanno dato il colpo di grazia, in particolare quello di De Vrij”.

Situazione Pioli e probabile sostituto

“Secondo me l’allenatore non è la chiave dei problemi della Lazio. E’ un film che si è già visto con Petkovic, Pioli ne sta ripercorrendo le orme. Allenatori e giocatori vanno e vengono, l’anima di tutto è la società che deve avere le idee chiare e deve parlare chiaro, sostenendo un progetto tecnico che oggi si fa fatica a comprendere. Era sicuramente più facile migliorare una squadra che aveva già fatto bene invece di ripartire da zero”.

Antonio Candreva e la sua “non forma”

“Tecnicamente è un giocatore importante, che quest’anno non ha vissuto di certo la sua migliore stagione. Rimane un elemento di assoluto valore e perderlo da un punto di vista tecnico non sarebbe una cosa semplice da assorbire. Nel caso si prendesse questa decisione andrebbe individuato un giocatore adatto per sostituirlo. L’importante come ripeto è avere una programmazione. Io non credo che i giocatori perdano stimoli quando sfumano gli obiettivi, ma se percepiscono la sensazione che non si voglia crescere a livello societario”.

Reparto offensivo

“Molto dipenderà da come si vorrà giocare. La cosa che è balzata agli occhi quest’anno è che l’attacco ha realizzato davvero poco rispetto alle occasioni create. Matri, Djordjevic e Klose sono giocatori molto simili, da area di rigore. Si è puntato su questi profili probabilmente per le caratteristiche degli esterni a disposizione. Punterei sulle seconde punte, attaccanti mobili bravi anche fuori dall’area di rigore e che sappiano crearsi le occasioni giuste”.

Derby in vista

“La Lazio deve essere consapevole della forza degli avversari, ma deve tener presente che si tratta dell’ultima partita che può riscattare in parte una stagione. La voglia e la determinazione devono essere ai massimi livelli”.

Sulla frattura tra l’ambiente e il presidente Lotito e su Ugo Longo

“Sembra scontato dire che una società e un presidente benvoluti dai tifosi aiutino l’ambiente e anche il clima per i giocatori. Allenatori e calciatori sono di passaggio, la società è un punto fermo e dovrebbe far parte del patrimonio collettivo che rappresenta un’intera società. L’aspetto gestionale e dei bilanci non va assolutamente trascurato, ma il cuore e la passione non possono mancare. Laddove ci sono degli attriti bisognerebbe compiere dei passi per sciogliere le tensioni. Ai tempi in cui ero alla Lazio la figura del presidente Longo, anche se lui non amava essere chiamato così, era fondamentale. La sua capacità affettiva ci regalava grande entusiasmo e ci aiutava moltissimo dal punto di vista umano”.



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Lazionali: tutti i convocati con le loro rispettive nazionali

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La serie A si ferma per la pausa nazionale ma alcuni giocatori della rosa biancoceleste non avranno il giorno di riposo e combatteranno in campo con la loro maglia di origine natale in cerca del posto titolare nelle rispettive nazionali.

BOSNIA – Senad Lulic

Amichevole

Lussemburgo-Bosnia, venerdì 25/03 ore 20:15, Stadio Josy Barthel, Lussemburgo

Svizzera-Bosnia, martedì 29/03 ore 20:30, Letzigrund Stadion, Zurigo

 

BRASILE – Felipe Anderson

Amichevole

Selezione Olimpica del Brasile-Nigeria U23, giovedì 24/3 ore 16:00, Estádio Kleber Andrade, Cariacica.

Selezione Olimpica del Brasile-Sudafrica U23, domenica 27/03 ore 14:30, Estádio Rei Pelé, Maceió.

 

ITALIA – Marco Parolo e Antonio Candreva

Amichevole

Italia-Spagna, giovedì 24/03 ore 20:45, Stadio Friuli, Udine

Germania-Italia, martedì 29/03 ore 20:45, Allianza Arena, Monaco di Baviera

 

ITALIA U21 –  Danilo Cataldi

Qualificazione Europei 2017

Irlanda U21-Italia U21, giovedì 24/3 ore 19:00, Regional Sports Center Stadium, Waterford

Andorra U21-Italia U21, martedì 29/03 ore 18:30, Estadi Comunal d’Andorra la Vella

 

NIGERIA – Eddy Onazi

Qualificazione Coppa d’Africa 2017

Nigeria-Egitto, venerdì 25/03 ore 16:00, Ahmadu Bello Stadium, Kaduna

Egitto-Nigeria, martedì 29/03 ore 17:00, Borg El Arab Stadium di Alessandria

 

OLANDA U21 – Wesley Hoedt:

Amichevole:Olanda U21-Norvegia U21, venerdì 25/03 ore 18:30, La Manga Stadium, La Manga.

Qualificazione Europei 2017 Olanda U21-Serbia U21, lunedì 28 marzo ore 18:30, Pinatar Arena di San Pedro de Pinatar

 

SENEGAL – Balde Diao Keita

Qualificazione Coppa d’Africa 2017

Senegal-Niger, sabato 26/03 ore 20:00, Stadio Léopold Sédar Senghor, Dakar

Niger-Senegal, martedì 29/03 ore 16:00, Stade Général Seyni Kountché, Niamey



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Comunicato Curva Sud: “Il derby rimarrà senza curve”

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La Nord deserta il derby e la Sud segue le sue orme. Come è successo nel derby di andata, il match capitolino rimarrà nuovamente senza le rispettive curve per protestare contro la decisione che ha portato la divisione degli spalti in curva Nord e Sud all’Olimpico di Roma

 “Si torna alle origini. La Curva Sud si trasferisce a Testaccio il giorno del derby. Appuntamento alle ore 13.30 in Via Zabaglia davanti al vecchio Campo Testaccio per poi andare a piedi e vedere la partita nella struttura che ci ospiterà in lungotevere Testaccio per vivere insieme una giornata speciale e tifare l’AS Roma. Partiamo dal nostro glorioso passato per riprenderci il futuro… non un passo indietro, senza compromessi, senza barriere!”.



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Lotito scatenato: “Prima i tifosi facevano pressioni sui club. Le barriere in curva sono per sicurezza. Konko è resuscitato dopo la proposta di rinnovo”

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Claudio Lotito durante una conferenza stampa: le promesse non mantenute tra Academy Lovati, Flaminio e sponsor fantasma continuano a dividere i tifosi della Lazio.

Ogni occasione è buona per far parlare di se e anche questa volta il presidente della Lazio, Claudio Lotito, ha colto occasione per rendersi protagonista. Questa volta Claudio ha fatto bella mostra delle sue qualità di show-men (cosa che di solito non fa mai) durante l’Open Day dell’Università Europea di Roma, in programma questo pomeriggio alle ore 15.00. Il presidente dei capitolini, in qualità anche di consigliere FIGC, ha tenuto una Lectio Magistralis intorno al tema della continuità tra la formazione universitaria e l’ingresso nella dimensione del lavoro. Il titolo dell’evento, ac cui Lotito ha partecipato, era :“Quale formazione universitaria oggi per il mondo del lavoro? L’importanza dello sviluppo dei valori e delle soft skills”. All’evento hanno partecipato anche Mario Civetta, Presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Roma e a seguire hanno parlato, come di consueto, i docenti dell’Università Europea di Roma presentando i Corsi di Laurea in Economia, Giurisprudenza, Scienze della Formazione Primaria e Psicologia, focalizzando l’attenzione sugli sbocchi professionali e alle occasioni che possono favorire un inserimento lavorativo di successo.

Alle 16 Lotito ha preso la parola: ha voluto parlare prima dei bilanci della Lazio che dopo la sua scesa a presidente sono stati, a sua detta, sempre incorrotti e in seconda battuta della perquisizione della Guardia di Finanza per un’ipotetica evasione fiscale:

Le mie iniziative per il calcio ora sono un esempio per il sistema, queste consentiranno di essere fra i più trasparenti del mondo. Il pallone deve essere rappresentato da persone al di sopra di ogni sospetto, e noi dobbiamo educare il tifoso al raggiunto dell’obiettivo per merito. Come nello studio, i parametri del calcio sono gli stessi. Vince chi merita. Il Blitz della procura di Napoli sono solo cose legate all’interpretazione del procuratore. Sono stato e vengo ancora oggi osteggiato perché ho fissato paletti con diritti e doveri nel mondo del calcio”.

Poi il presidente della Lazio ha continuato a parlare della sua gestione, soffermandosi anche sull’epoca del presidente Sergio Cragnotti e sulle pressioni fatte dai tifosi in passato:

La Lazio aveva 150 milioni di debiti verso il fisco. Oggi se un cittadino non paga 5 mila euro di tasse viene subito fermato. I tifosi hanno avuto un forte peso interlocutorio con le società in passato. Erano intesi come appassionati deformati, facevano pressioni su chi doveva essere ceduto e acquistato. I club erano tenute in scacco da loro. Ad esempio la Lazio per anni ha avuto il sostegno dei propri tifosi con sottoscrizione di capitali. Famiglie che si sono rovinate producendo anche un’inversione di ruoli. Oggi i giocatori non possono andare sotto la Curva pena una multa di 40mila euro”.

cragnotti

Poi arriva una domanda sulla situazione delle barriere in Curva, a cui Lotito risponde dicendo che la divisione è stata fatta per motivi di sicurezza:

Su questo tema è stata fatta molta strumentalizzazione. La Curva dall’Olimpico è molto numerosa rispetto a quella delle altre città e merita una gestione diversa. Sono state fatte delle scelte legate esclusivamente alla tutela della sicurezza. Quello è luogo di tutti quelli che vogliono accedere e non è patrimonio esclusivo di nessuno. Se noi come società ci fossimo opposti il Prefetto avrebbe decretato la chiusura dello stadio. Per questa scelta sono obbligato a prenderne atto proprio perché ci sono stati dei comportamenti che sono stati sottoposti ad autorità giudiziaria. Sono decisioni che magari non si possono magari condividere ma che bisogna rispettare. Tra l’altro il Comitato Provinciale della Sicurezza ha dimostrato come nelle curve ci sia spaccio e prostituzione. Non lo dico io, ma le istituzioni”.

Il presidente biancoceleste passa, poi, a parlare degli stadi di proprietà e spiega quale è il suo parere a riguardo:

Gli stadi hanno tre elementi di criticità: patrimoniale, economico e di sicurezza. Dovrebbe essere realizzato in periferia così come nacque l’Olimpico che all’epoca era in una zona decentrata per motivi di traffico e di sicurezza ovviamente. Sarebbe bello vivere in un villaggio sportivo 365 giorni l’anno. Lo stadio non sarebbe più un teatro di conquista ma un qualcosa che lo stesso tifoso vorrebbe tutelare. La norma che abbiamo proposto è stata stravolta dal Parlamento tant’è che non sono stati costruiti molti stadi. C’è la paura di speculazioni. Ma con nuove cubature ci sarebbe stata la possibilità di recuperare le spese effettuate. Guardiamo il Real Madrid che vicino al centro sportivo ha avuto a disposizione tre grattaceli che sono di sua proprietà. Non c’è nulla di scandaloso a trarre degli utili dalla creazione di uno stadio, il problema è come sfruttare quegli introiti. Ogni mese come Lazio diamo al Coni 370 mila euro per usare l’Olimpico due volte al mese. Con la crisi economica le squadre stanno collassando perché non c’è stata in passato una gestione virtuosa e sana per auto-finanziarsi. Noi dobbiamo fare in modo che questo invece avvenga. Il singolo stadio non ti fa fare il grande salto di qualità. Il salto lo fai con l’opportunità immobiliare annessa allo stadio”.

Poi gli viene posta una domanda: se giocatore in scadenza di contratto dà il tutto per tutto? Lotito risponde, con sarcasmo, prendendo ad esempio la situazione di Abdoullay Konko:

“Sai che ho proposto a Konko (contratto in scadenza a giugno, ndr)? Che il contratto glielo rinnovo anno per anno. È resuscitato tutto insieme!”

Infine, prima di parlare con uno studente tifoso della Lazio, il patron biancoceleste riserva le ultime parole ai cronisti presenti all’uscita:

Vi anticipo una nuova norma: un allenatore di calcio se viene esonerato potrà accordarsi con altre squadre nella stessa stagione senza rimanere sotto l’ombrellone. Dal sistema calcio noi dobbiamo eliminare alcune distorsioni che lo danneggiano”



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Lazio, parla Enrico Sarzanini: “Stagione fallimentare!”

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Ormai abbiamo capito tutti l’annata della Lazio, un qualcosa di realmente complicato da definire, obiettivi falliti e centroclassifica a dir poco anomalo. Ad analizzare la situazione in casa biancoceleste ci ha pensato il giornalista di Leggo e Dimensione Suono Roma, Enrico Sarzanini, che non l’ha mandate a dire su com’è andata la stagione biancoceleste.

Come giudichi la stagione della Lazio?

“La stagione della Lazio si può definire con una sola parola: fallimentare. Ad inizio anno eravamo partiti con l’idea di veder ripetere un campionato sulla falsa riga di quello dello scorso anno. In più l’obiettivo Champions era davvero troppo importante da poter fallire, come è successo. Una volta eliminati dalla competizione l’obiettivo era giocarsi da protagonisti l’Europa League e cercare di vincere la Coppa Italia. Purtroppo a questo punto della stagione la Lazio è fuori da tutto. Ma la cosa più preoccupante sono i tanti giocatori scontenti. Credo che questa sia la sconfitta più brutta per la società”

Di chi sono le colpe di questa stagione ormai compromessa?

“Bastava poco in estate per rendere questa squadra ancora più completa. La rosa è stata rinforzata male, quindi le colpe della società sono evidenti. Anche i giocatori e il mister, non sono esenti da colpe. La squadra è la stessa dello scorso anno, perciò alcuni problemi interni hanno fatto si, che questa stagione sia stata pessima. L’episodio chiave credo sia la questione della fascia di capitano, promessa a Candreva poi finita sul braccio di Lucas Biglia a furor di spogliatoio. Se devo quantificare in percentuali darei un 60 % di colpa alla società e il restante 40 % da dividere tra giocatori e allenatore”

Al termine della stagione è giusto continuare con Pioli?

“Credo che il ciclo di Pioli alla Lazio sia terminato. Lo dico con molto dispiacere per la stima che provo nei confronti del professionista e dell’uomo. Dal cambio del tecnico dovrà ripartire la rivoluzione in casa Lazio. In questa stagione ha diverse colpe secondo me, il fatto di non saper tenere in mano lo spogliatoio credo sia la cosa più grave. Quando le cose vanno male alla fine il primo a pagare è sempre l’allenatore e anche stavolta molto probabilmente andrà così. Credo che la separazione a fine anno giovi a tutti anche allo stesso Pioli”

Come si può uscire da questo scontro tra i tifosi ed il Presidente Lotito?

“Sono parecchi anni che sta andando avanti questo scontro tra la tifoseria e la presidenza. Ho la sensazione che siamo arrivati al capolinea di questa vicenda. Seguo la Lazio dal 1994 e credo di non aver mai vissuto in tutti questi anni, un punto così basso tra il rapporto tifosi-presidente. Non capisco come la società non faccia niente per migliorare questo aspetto, non comprendo neanche come lui non pensi a fare un passo indietro visto che ha un intero popolo contro. Non credo neanche una grande vittoria possa ricucire un rapporto così compromesso tra le parti. Purtroppo siamo abituati a queste stagioni altalenanti e credo che la gente sia stufa di questo. Una soluzione sarebbe trovare qualcuno che vorrebbe acquistare la società, ma al momento non c’è nessuno, anche perchè Lotito non ha nessuna intenzione di vendere la Lazio. Al momento non vedo soluzioni per uscire da questo scontro”

Sei favorevole all’idea del Flaminio come nuovo stadio?

“Lo stadio Flaminio rappresenta per molte persone un luogo sacro, fatto di ricordi inviolabili. Sarebbe perfetto per una società come la Lazio per tanti motivi. Avrebbe la capienza giusta, in più si trova in un quartiere abitato da tanti laziali, inoltre si trova nel cuore della città. Non come queste cattedrali nel deserto che vorrebbero costruire fuori dal raccordo, che poi di sportivo c’è veramente poco. Pensandoci potrebbe essere un passo in avanti di Lotito verso i tifosi. Un primo passo”

Come vedi il futuro della Lazio?

“Bisogna vedere come fino ad ora è stata gestita la Lazio. In questi anni si è ripetuta sempre la stessa storia, un anno si raggiungono obiettivi importanti, ma l’anno successivo si fallisce sempre. Credo che i biancocelesti siano gestiti per galleggiare in Serie A. Questa cosa non va bene a nessuno, neanche a noi addetti ai lavori che abbiamo visto grandi Lazio in passato e oggi siamo costretti ad accontentarci un pò delle briciole. Spero di essere smentito e di ricredermi, ma al momento non vedo futuro per questa squadra”



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Pioli-Lazio, è addio…ora o a fine stagione?

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LAZIO NAPOLI2014/2015 All'Olimpico ore 12,30 la LAZIO di Stefano PIOPLI incontra il Napoli di Benitez diciannovesima giornata del Campionato di Serie "A" 2014/2015 PIOLI (fotoTedeschi)

Il punto ottenuto a Milano nella sfida contro i rossoneri salva almeno per un’altra giornata Stefano Pioli, che era stato messo ampiamente in discussione dalla società dopo la figuraccia rimediata negli ottavi di Europa League nella gara di ritorno con lo Sparta Praga. I biancocelesti hanno dato un grande segnale combattendo contro un buon Milan, una reazione per molti versi inaspettata, visto il gioco poco incisivo proposto in questa stagione disastrosa. Ma ora per le aquile si prospetta forse l’ultima gara stagionale che abbia veramente senso non solo per le statistiche: il derby con i cugini giallorossi, che nelle ultime nove partite hanno raccolto la bellezza di 25 punti e sono in un grande stato di forma. Vincere contro la Roma potrebbe riaprire una piccola speranza per raggiungere il 6° posto e renderebbe comunque meno amara questa annata fallimentare. In caso contrario il mister emiliano non sarebbe più certo di condurre i suoi fino al termine della stagione, momento in cui, a meno di grandissime sorprese, si arriverà comunque ai saluti finali.

Ipotizzando l’addio tra la Lazio ed il suo allenatore, è ovvio che escano i nomi dei papabili sostituti, tra cui spicca il nome di Sinisa Mihajlovic, attualmente al Milan ma in contrasto con la società, che in caso di mancato piazzamento in zona EL e di mancata vittoria nella finale di Coppa Italia contro la Juve, chiuderebbe un triennio disastroso, senza una sola qualificazione alle coppe europee. Ma la pista che porta all’ex campione biancoceleste è davvero ardua, in quanto le sue richieste economiche superano di gran lunga le proposte della dirigenza laziale. Stesso discorso vale anche per le candidature di Mazzarri, Prandelli e Trapattoni (quest’ultimo in passato ha già rimandato l’offerta al mittente). Fanno largo allora nomi meno blasonati come quello di Ivan Juric, attualmente allenatore del Crotone, a grande sorpresa primo in classifica nella serie cadetta e quello di Gianni de Biasi, che ha speso in molte occasioni belle parole sulla squadra capitolina e che dopo l’Europeo in Francia potrebbe lasciare la guida dell’Albania, che ha ottenuto proprio con de Biasi alla guida una qualificazione storica.

Sarà il tempo a sciogliere i dubbi, che in una situazione del genere sono molteplici e delicati, ma nell’aria si sente che il destino di Pioli sia lontano dalla capitale…



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Calciomercato: in casa Lazio ci sarà una vera e propria rivoluzione in estate

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Quella che attende la Lazio sarà un’estate caldissima, la squadra con tutta probabilità sarà completamente rivoluzionata e il calciomercato sarà uno dei temi principali tra Giugno e Agosto. Ci saranno, infatti, non solo nuove entrate ma anche moltissime partenze. Tra i giocatori più illustri pronti a lasciare la capitale ci sono, appunto, Lucas Biglia, Antonio Candreva, Felipe Anderson e Miroslav Klose, che attendono solo la fine della stagione per poter salutare la squadra biancoceleste.

Ma partiamo dal principio, cioè dall’allenatore: Stefano Pioli, di fatto, lascerà la Lazio a fine stagione dopo due anni, con l’Udinese già pronta a prenderlo. A meno che la Lazio non perda il derby contro la Roma, i biancocelesti e il tecnico di Parma continueranno insieme fino al termine della stagione, per poi separarsi al termine del campionato. Tra i possibili sostituti del tecnico c’è in pole Sinisa Mihajlovic, che gradisce molto la piazza, visto il suo passato con i capitolini, ed inoltre è ben considerato da Lotito. Non è da escludere però la possibilità che la dirigenza laziale scommetta ancora una volta su un outsider come Ivan Juric del Crotone, mentre piace anche Cesare Prandelli, ma le sue pretese economiche non sembrano essere alla portata della Lazio. Inoltre si è parlato anche di Walter Mazzarri e Giovanni Trapattoni, il primo però non convince per il modulo il 3-5-2, mentre il secondo è già stato contattato in passato, ma ha gentilmente declinato. Infine un’altro nome caldo è quello di Gianni de Biasi, che dopo gli Europei potrebbe lasciare la guida tecnica dell’Albania.

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Parliamo poi dei giocatori biancocelesti e del loro futuro. Come già detto Biglia, Candreva, Felipe Anderson  eKlose sono pronti a salutare Roma. Lucas Biglia ha diverse pretendenti, tra cui le milanesi in Italia, ma non è da escludere un suo trasferimento all’estero. Antonio Candreva, invece, ha praticamente deciso di abbandonare la Lazio a fine stagione. L’esterno romano pensa di non poter fare il salto di qualità che meriterebbe in questa squadra e consono di aver dato tutto per i colori biancocelesti è pronto a trovarsi un’altra sistemazione. L’Inter è molto interessata a lui, soprattutto Roberto Mancini, che come già detto, apprezza molto le sue qualità, ma anche alcuni club di Premier League lo seguono con interesse. Per quanto riguarda, invece, Felipe Anderson, nonostante le parole di amore per la Lazio, non sembra proprio che il brasiliano possa restare a Roma. Su di lui ci sono diverse squadre italiane ma anche molte compagini estere, Lotito aspetta solo l’offerta giusta e poi è pronto a vendere. Se non partirà Felipe Anderson la Lazio potrebbe però privarsi di Keita Balde Diao, che ha sempre molto mercato. Infine anche Miroslav Klose ha deciso di chiudere la sua esperienza in biancoceleste, ma non si ritirerà definitivamente dal calcio giocato, con tutta probabilità firmerà con un club di MSL per i prossimi due anni.

Vi starete, però, chiedendo chi arriverà al posto di questi quattro giocatori? Lotito e Tare sembrano pronti ad investire i parecchi soldi che arriveranno dalle cessioni per rifondare la squadra. I nomi più caldi, riportati da diversi media, sono: Mirko Valdifiori, Mario Rui, Lorenzo Tonelli e Ciro Immobile. Il regista del Napoli, Valdifiori, piace molto al presidente della Lazio e sembra la prima scelta per il dopo Biglia, non avendo trovato molto spazio sotto il Vesuvio, poi, l’italiano potrebbe essere interessato alla proposta della squadra capitolina. Il secondo, invece, gioca in difesa ed ora è in forza all’Empoli, come Tonelli, che nei giorni scorsi è stato accostato ai colori biancocelesti. Infine per l’attacco è tornato di moda il nome di Immobile, a cui Lotito e Tare sono molto interessati e stanno facendo pressing sul Siviglia per strapparlo al Torino a fine stagione.

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Queste le notizie di calciomercato più significative che interessano la nostra Lazio, ora resta solo da vedere se dopo le cessioni illustri, Lotito investirà realmente sul mercato e se arriveranno veramente dei giocatori in grado di sostituire i sicuri partenti.



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Di Canio intervista Del Vecchio. Poi sulla Lazio: “Solo Biglia sopra la media. Non c’è un progetto”

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Paolo Di Canio, ex mai dimenticato dai tifosi laziali, da un po’ di tempo conduce un programma che va in onda ogni lunedì su Fox Sport e che si chiama House of Football. L’ex biancoceleste, alla Lazio dal 1987 al 1990 e poi dal 2004 al 2006 ha collezionato con la squadra capitolina 104 presenze.

Nel corso dell’ultima puntata della sua trasmissione ha ospitato Marco Del Vecchio, ex della Roma, con cui ha fatto una lunga chiacchierata. Tra molte risate e molte battute, Di Canio e Del Vecchio si sono divertiti a ricordare i rispettivi anni passati a Roma. L’ex giallorosso ricorda con piacere le sfide contro la Lazio:

Il derby di Roma era la partita più bella che si potesse giocare. Ti dava un’emozione unica, anche perché lo stadio non era come adesso che è sempre vuoto. Era pieno zeppo, con gente in piedi e le coreografie. Ricordo con maggior affetto il derby vinto 3-1(della stagione 1997/1998, ndr) dopo averne persi quattro di fila: è stato il derby della svolta, da quell’anno abbiamo ricominciato a vincerli dopo un periodo senza vittorie. Ho vissuto bellissimi momenti a Roma, io con la Lazio avevo rapporti bellissimi (ride, ndr)”.

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Tocca poi all’ex biancoceleste che mostra fiero il gol realizzato nel derby del 6 gennaio 2005 e rivolgendosi all’amico dice:

Te lo ricordi questo?“

Del Vecchio prima ride e poi esclama:

Sei scorretto perché io in quel derby non c’ero e a me sarebbe piaciuto tantissimo vincere il derby contro un simbolo della lazialità come te”.

C’è spazio, infine, anche per un commento finale sulla Lazio attuale. Di Canio è come sempre critico sulla gestione della squadra e non reputa Lotito all’altezza della situazione:

È una squadra che alterna un anno buono a uno disastroso, un chiaro sintomo di mancanza di progettualità. Non c’è la capacità e l’interesse di migliorare le cose e il problema si lega alla qualità della rosa. L’unico sopra la media del gruppo è Biglia, gli altri sono giocatori normali di un campionato come la Serie A che è al 3° o 4° posto nell’ambito europeo. Non rientra quindi neanche fra i migliori”.



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La settimana dei laziali in prestito: titolari Strakosha e Crecco, poco spazio per gli altri

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Si è appena conclusa una nuova giornata nella quale i laziali in prestito, nella maggior parte dei casi, hanno avuto spazi ristrettissimi in campo o non hanno proprio preso parte alle sfide delle loro squadre. Ci sono però alcune giovani aquile che nel week-end hanno ben figurato: stiamo parlando del portiere Strakosha, attualmente in prestito alla Salernitana e di Luca Crecco, in forze al Modena.

Il giovane portiere albanese è l’unico della lunga fila di laziali mandati a Salerno ad aver preso parte al match tra Perugia e Salernitana, terminato sul punteggio di 1-1. L’estremo difensore non è stato attentissimo sul gol dei padroni di casa, ma nel complesso ha disputato una buona gara, aiutando i granata a conquistare un punto che potrebbe essere utile per la salvezza, visto che la squadra di Menichini si trova terzultima della classe, con 2 punti da recuperare al Livorno. Per gli altri laziali in prestito a Salerno neanche un minuto in campo: Tounkara e Ronaldo in panchina, Pollace non convocato, Prce e Oikonomidis infortunati.

Luca Crecco è stato l’unico altro laziale a giocare in serie B questa settimana: esce sconfitto il suo Modena per 2-1 nei confronti del Como e mister Crespo lo richiama dopo 54′ per far posto a Mazzarani. Esclusi dai rispettivi impegni Filippini per il Pro Vercelli, che ha pareggiato per 1-1 con l’Ascoli e Minala per il Bari, che ha conquistato 3 punti al “Piola” di Novara in seguito alla vittoria per 2-1.

In Lega Pro Rozzi gioca solo il secondo tempo del match tra Lupa Roma e Robur Siena: entrato tra gli ospiti per i secondi 45′, non riesce a incidere in una gara che gli ospiti avrebbero potuto riacciuffare molto difficilmente, visto il parziale a fine primo tempo (2-0). Per Lombardi invece, in prestito all’Ancona, non c’è stato spazio nella vittoria per 2-0 sul Santarcangelo a causa di un infortunio che lo terrà fermo per un’altra settimana almeno.

I laziali all’estero non hanno avuto una settimana semplice: Perea, in prestito al Troyes, è rimasto in panchina per tutti i 90′ nella sfida contro il Caen, vinta dagli avversari per 2-1, Gonzalez, in forze all’Atlas, ha patito lo stesso destino di Perea, non disputando neanche 1′ nella sconfitta contro il Cruz Azul, come anche Vinicius, tenuto in panchina dallo Zurigo. L’unico a sorridere è Elez, che gioca tutto il match tra Aarhus e Aalborg, terminato sul risultato di 2-2.



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Quello Stadio Flaminio che non vuole Lotito.. e che è abbadonato da quattro anni!

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Vista aerea dello Stadio Flaminio a Roma, oggetto del progetto di riqualificazione della Lazio.

Il 17 marzo del 1959 il Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi inaugurò il secondo stadio di Roma, il primo se consideriamo che l’Olimpico è di proprietà del Coni: era nato lo Stadio Flaminio, e l’architetto Pier Luigi Nervi fu elogiato dallo stesso Capo dello Stato, soprattutto per la rapidità di esecuzione dei lavori, infatti in un solo anno e mezzo l’opera fu presentata al pubblico.

Nel corso degli anni, questa struttura ha visto eventi sportivi di ogni genere, dal calcio al rugby, dalle partite di Serie C agli anni acerbi dell’ItalRubgy nel Sei Nazioni, sta di fatto che ora non accade nessuna delle due situazioni; sono ormai quattro anni che lo stadio è chiuso e lasciato in un amareggiante abbandono. Le smanie di Claudio Lotito per la costruzione di un nuovo stadio erano sempre state stoppate dall’amministrazione capitolina, indipendentemente dal colore politico; la soluzione per salvare capra e cavoli era solo e solamente lo Stadio Flaminio.. macchè, niente! Bisogna costruire dove dice lui.

Mentre la querelle continua senza fortuna, proprio il 17 marzo qualcuno aveva pensato bene di omaggiare l’anniversario di inaugurazione, con la consapevolezza della pericolosità dell’impianto, ma a quanto pare tutto è andato per le lunghe e non se ne fece tristemente nulla. Carmine Della Corte, Presidente Regionale per l’Aero Club Italia e Presidente della S.S. Lazio Paracadutismo, non ha nascosto assolutamente l’amarezza per questo evento mancato, e in questo lunghissimo virgolettato spiega esattamente come si sono svolti i fatti: “Il lancio era stato pensato per omaggiare lo stadio Flaminio, questo gioiello di architettura moderna, che da ben 4 anni versa in uno stato di completo abbandono che sta riducendo l’imponente e funzionale struttura sportiva in una mera cattedrale nel deserto. Quattro dei nostri migliori atleti, tra cui ben due pluricampioni del mondo con 18.000 lanci ciascuno all’attivo, avrebbero solcato il cielo di Roma per onorare lo Stadio Flaminio con una bandiera tricolore di 180 metri quadri, che si sarebbe facilmente vista da quasi tutta Roma, ed una medaglia commemorativa, portata sempre dal cielo, in ricordo di quella consegnata ai Nervi cinquantasette anni orsono. Sapevamo che lo Stadio è stato dichiarato inagibile ai fini di una manifestazione, ma nel caso nostro avevamo chiesto solo ed esclusivamente il nulla osta all’atterraggio di 4 atleti paracadutisti in presenza dei rappresentanti delle Istituzioni (Comune, Regione, CONI, Prefettura) ma venerdì scorso, 11 Marzo, il Comune di Roma, proprietario dello Stadio, ha emesso parere negativo allo svolgimento della commemorazione. Abbiamo incontrato il Comune per vedere se il lancio si poteva effettuare nel piazzale antistante alla Curva Sud e, in un primo momento, era parsa alle istituzioni come una buona soluzione ma i tempi ristretti non hanno permesso l’organizzazione della complicata gestione del servizio di ordine pubblico della piazza e del traffico. Con il Comune si è quindi pensato di posticipare l’evento in altra data e noi abbiamo proposto il 21 Aprile prossimo in occasione del Natale di Roma. Nonostante ci sia apparso chiaro la volontà di poter far svolgere una degna commemorazione, ci rimane l’amaro in bocca anche perché se è stato negato il permesso a quattro paracadutisti di atterrare nel campo, mi sorge spontaneo il dubbio che lo splendido Stadio Flaminio stia veramente crollando? Che il terreno del campo sia a rischio voragini? Faccio il paracadutista di professione e non voglio entrare nel merito. In ogni caso, ringrazio sentitamente la nostra Federazione, Aero Club Italia, per aver sposato l’idea e appoggiato l’iniziativa, i controllori del traffico aereo ENAV di Roma Radar e Urbe Torre, la Direzione Aeroportuale di Roma Fiumicino per tutti i pareri positivi per lo svolgimento del lancio e e Il Vice Capo Gabinetto Vicario del Comune di Roma per aver cercato una possibile soluzione affinchè la nostra bella iniziativa facesse tornare alla vita, anche se solo per un giorno, il glorioso Stadio Flaminio di Roma”



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Accadde oggi: 21 marzo 2004, il derby viene sospeso per una finta tragedia

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L'arbitro Rosetti si consulta con i capitani delle squadre Mihaijlovic e Totti prima della sospensione della partita Lazio-Roma il 21 marzo 2004. ANSA/ROBERTO TEDESCHI

Era il 21 marzo 2004 e allo stadio Olimpico di Roma si stava disputando il 154° derby della capitale. Lazio e Roma erano sul risultato di 0-0 ed erano appena rientrate in campo per il secondo tempo dopo una gara combattuta, con due pali a testa (uno di Fiore e uno di Totti) ma tranquilla. Le due squadre, però, non sapevano che da lì a poco si sarebbe vissuta una delle pagine più buie della stracittadina, ma anche del calcio italiano.

Al 48′ della ripresa, infatti, tutto cambia e la tensione comincia a diventare palpabile, sugli spalti delle due curve, sia in Nord che in Sud, un fremito comincia a percorre le tifoserie, gli striscioni cominciano man mano a sparire e dal settore biancoceleste parte anche il coro “assassini” all’indirizzo delle forze dell’ordine. In un attimo piovono anche petardi e razzi in campo e l’arbitro Rosetti è costretto a sospendere la gara. In poco tempo tutti i calciatori si radunano al centro del campo per capire cosa stia succedendo, poi il direttore di gara comincia a parlare con giocatori e dirigenti. Inoltre alcuni tifosi giallorossi riescono addirittura ad entrare in campo e chiedono a gran voce di parlare con Totti e Cassano. Inizia così una discussione con il capitano giallorosso al quale vien chiesto di chiedere la sospensione della gara. Il motivo? Tra i tifosi si è diffusa una notizia funesta: “Un bambino sarebbe morto durante gli scontri tra polizia e tifosi prima dell’inizio della partita”. La cosa, come tutti sappiamo, si rivelerà poi falsa, ma i quel momento la tensione sale e i supporters di entrambe le tifoserie minacciano un’invasione di campo con conseguenti scontri con le forze dell’ordine. Passano i minuti, ma nessuno sa cosa fare, non si sa che decisione prendere.

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Fino a che un funzionario della questura si avvicina all’arbitro. Lo speaker dello stadio prova quindi a placare gli animi: “In merito alle voci che si sono diffuse, cioè che un bambino sarebbe morto perché travolto da un’auto della polizia, la Questura comunica che la notizia è assolutamente infondata”. Sembra quindi, che sia sia pronti a ricominciare, ma l’atmosfera è quella di un funerale. La partita non si può proprio più giocare, i giocatori non se la sentono, si guardano intorno, sono perplessi e impauriti. Al centro del campo si formano dei conciliaboli, passano i minuti e la paura sugli spalti aumenta, i giocatori sono pietrificati per una notizia che continua a circolare e sembra troppo continuativa per non essere vera. Rosetti è pronto a far ricominciare la gara, ma i romanisti non se la sentono. Cassano dice: “Così non si può giocare”, Totti è d’accordo, anche Mihajlovic e compagni sembrano essere della stessa idea. La voce però non ha fondamento e sembra incredibile dover sospendere la partita, ma fuori della curva sud si alza un minaccioso fumo nero, i timori di ordine pubblico prevalgono. Le due tifoserie si uniscono nella comune protesta, si susseguono grida e gli insulti, gli inviti che sono praticamente ordini: mollate, basta, non potete giocare.

I giocatori sentono sul collo la tensione e la paura, Rosetti allarga le braccia e parla nervosamente al telefonino, chiedendo istruzioni sul da farsi. Nessuno sa però quale sia la cosa più giusta da fare, poi alla fine una decisione viene presa, dopo 28′ dall’inizio teorico del secondo tempo la partita viene definitivamente sospesa. Più tardi si scoprirà che è stato il presidente di Lega, Galliani, a prendere la decisione di far sospendere definitivamente la partita. I giocatori di Lazio e Roma abbandonano il terreno di gioco, ma poi alcuni ci ripensano. Totti, allora, va verso la Sud, mentre Mihajlovic e Liverani si incamminano verso la Nord per cercare di placare definitivamente gli animi e rassicurare i propri tifosi. Si temono, infatti, delle rappresaglie per vendicarsi del presunto accaduto. Intanto continua ad uscire del fumo nero fuori della Su e il pubblico romanista non può abbandonare lo stadio, così migliaia di persone sfilano dentro il campo per guadagnare le uscite. Lo speaker, intanto, assicura nuovamente che non è successo niente. Appello che viene lanciato anche, in maniera più forte, da Sensi e Masoni, da Mihajlovic e Totti: andate a casa tranquilli, non è successo niente, ci rivediamo al prossimo derby in una giornata più tranquilla.

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I tifosi escono allora dallo stadio Olimpico, ma gli scontri con le forze dell’ordine continueranno fino a tarda notte, con incidenti e feriti. Durissime furono le dichiarazioni della Questura di Roma a fine gara: “È tutta colpa delle tifoserie più violente che hanno voluto far sospendere questa partita. Hanno fatto girare una voce pretestuosa che ci fosse stato un bambino morto. È una notizia destituita di ogni fondamento e che le tifoserie più violente hanno usato per far sospendere questa partita. I giocatori non si sentivano sereni per continuare a giocare e l’arbitro ha deciso di fermare la partita. Alcune centinaia e migliaia di tifosi hanno attaccato le forze dell’ordine in ogni settore dello stadio”.

Si chiude così una delle pagine più brutte del derby capitolino, che alla fine vedrà tre tifosi romanisti e due laziali condannati per quanto accaduto. Per la cronaca quel derby sarà recuperato il 21 aprile 2004 e finirà 1-1 con le reti di Corradi per la Lazio e di Totti per la Roma.

IL TABELLINO DELLA PARTITA:

LAZIO: Peruzzi, Oddo, Stam, Mihajlovic, Zauri, Fiore, Giannichedda, Liverani, Cesar, Corradi, S.Inzaghi. A disposizione: Sereni, Albertini, Fernando Couto, Dabo, Muzzi, Lopez, Favalli. Allenatore: Mancini.

ROMA: Pelizzoli, Panucci, Samuel, Chivu, Candela, A.Mancini, Emerson, Dacourt, Lima, Totti, Cassano. A disposizione: Zotti, Dellas, Tommasi, D’Agostino, Delvecchio, Carew, Montella. Allenatore: Capello.

Arbitro: Sig. Rosetti (Torino).

Note: ammonito Cesar per proteste. Gara sospesa al spesa al secondo minuto della ripresa per motivi di ordine pubblico sul risultato di 0-0 e definitivamente cessata al 24′ minuto della ripresa.

Spettatori: 60.000 circa.



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Verso il derby: qualche possibilità per Konko e Milinkovic. Lulic out per doppia ammonizione

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Mancano due settimane al derby capitolino del 3 aprile e in casa Lazio ci sono ancora molti infortuni:  Basta, Konko, Radu, Milinkovic e Kishna. Ricordiamo anche l’espulsione di ieri sera di Senad Lulic, l’eroe del 26 maggio, che dunque salterà la partita più importante della stagione.

Per Dusan Basta il rientro è complicatissimo: dieci giorni fa, durante il match tra Sparta Praga e Lazio, il classe ’84 è stato schierato all’inizio del secondo tempo al posto di Konko che si è dovuto fermare per un’elongazione agli adduttori, ma l’ex Udinese dopo venti minuti è stato costretto ad uscire dal campo per un altro problema muscolare.

Riguardo invece Abdoulay Konko, indisponibile per il match di ieri sera contro il Milan, è atteso oggi in clinica per valutare l’entità dell’infortunio che lo ha tenuto fermo negli ultimi giorni. Si teme uno stiramento: gli esami di oggi faranno chiarezza sui tempi di recupero, con il giocatore che spera di essere disponibile per il derby con la Roma in programma fra due settimane, le quali potrebbero essere sufficienti per smaltire il problema muscolare.

Per Stefan Radu il rientro é praticamente impossibile: anche lui durante la partita a Praga in Europa League ha accusato dei problemi e dovrà saltare la partita contro la Roma.

Forse c’è qualche possibilità di rientro per Milinkovic Savic, che non gioca dall’andata con lo Sparta Praga per una lesione di primo grado al polpaccio.

Dunque il  il tecnico biancoceleste dovrà fronteggiare l’emergenza sugli esterni. Braafheid potrebbe agire sul lato destro, ma qualora recuperasse Konko, Pioli dovrà decidere se confermare Braafheid o Patric, che stanno trovando spazio proprio per gli infortuni che hanno colpito i terzini destri.

Speriamo che queste due settimane di stop del campionato, causato dagli impegni delle nazionali, possano essere positive per la rosa di Stefano Pioli. La ripresa è stabilita per mercoledì.



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