Lotito progetta un albergo di proprietà del club. Intanto arriva il deferimento per il “Crac Parma”

Realizzare un albergo d’alto livello di proprietà della Lazio, con nome e colori legati alla società capitolina, di cui i ricavi andranno ad arricchire le casse del club. Sembra essere questa l’ultima pazza idea del presidente Claudio Lotito, come confermato nella giornata di ieri dal direttore amministrativo della società biancoceleste Armando Cavaliere. Un suggestione nata accanto alla prossima apertura di un Store ufficiale a Roma Est e confermata dall’edizione odierna de’ “La Repubblica”. Proprio dalle pagine del quotidiano romano arrivano le prime indiscrezioni circa la zona di costruzione e la grandezza di un progetto molto ambizioso: pare che il “Lazio Style Hotel” sorgerà a Palazzo Valenziani, in quella che è stata la sede per molti anni della Cirio del presidente Sergio Cragnotti. L’area biancoceleste si estenderà per circa 2500 metri quadri commerciali, oltre ai 450 del giardino e della corte situati nel quartiere Sallustiano. L’ennesimo bluff o un reale progetto di crescita? Dopo l’Accademy e i vari tentativi di costruire lo “Stadio delle Aquile”, appare molto complicata la sua realizzazione…

Intanto Claudio Lotito sembrerebbe essere coinvolto nella vicenda che ha portato al fallimento del Parma Calcio. Nelle indagini della Procura federale, coordinate da Stefano Palazzi e terminate nelle ultime ore, pare ci sia anche il nome del presidente biancoceleste per la trattativa legata al passaggio nella Capitale del centrocampista Marco Parolo. Oltre a Lotito sono finite sul banco degli imputati ben 23 persone e due società, Lazio e Genoa, tutti deferiti. Proprio come accaduto per il centrocampista biancoceleste di Gallarate, il club di Preziosi avrebbe violato alcune norme federali nell’acquisto di Aleandro Rosi, cresciuto nel settore giovanile della Roma e ora a Frosinone. Secondo le indiscrezioni, Lotito e l’amministratore rossoblù Zarbano rischiano al massimo un’ammenda, mentre per quanto riguarda gli altri imputati sono in ballo diversi capi d’accusa tra cui la sistematica violazione dell’articolo 1 bis del Codice di giustizia sportiva.