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De Martino ad un passo dall’addio?

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Notizie Lazio
Notizie Lazio

Il portale lalaziosiamonoi ha lanciato un’esclusiva non indifferente nel mondo Lazio. quanto riportato dal sito, ci potrebbe essere un cambio imminente nel settore della comunicazione laziale. Nella giornata di ieri, alcune voci hanno fatto trapelare un acceso botta e risposta tra il responsabile della comunicazione stampa e Claudio Lotito.

Il “biondo”, laziale ha il contratto in scadenza nel 2018, il suo ruolo fino all’ultimo giorno sarà quello  di proseguire con gli aspetti della tv, radio e riviste ufficiali ma già dal mese di Agosto, il suo ruolo potrebbe essere preso da un’altra persona professionista che prenderà il suo posto.

Per ora noi non diamo l’ufficialità in quanto sono solo voci di corridoio.



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Io non ci casco!

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Muro di tifosi della SS Lazio nel settore ospiti durante una trasferta di Serie A
I tifosi della Lazio pronti all'esodo al Mapei Stadium contro il Sassuolo: il paradosso tra Olimpico vuoto e trasferte sold out.

Dalla contestazione che ha visto migliaia di persone in piazza ad il duo Immobile-Peruzzi alla Lazio.

Una mossa intelligente ma non troppo da parte della società biancoceleste.

Dichiarazioni post Bielsa con accuse verso il tecnico da parte della società ed una frase da parte di Lotito “l’ho preso pe fa felici solo i tifosi laziali” come se il presidente laziale ci volesse dare il contentino facendo poi passare Inzaghi come prima scelta (ennesima ruota del carro attappabuchi). Una dirigenza che tiene sulle spine anche Prandelli promettendo il posto al tecnico per poi abbandonarlo a se stesso mancandogli di rispetto sia personalmente che professionalmente. Per poi passare nel passato dove vi furono molte frasi d’insulto verso il suo popolo, verso la gente che finanzia la Lazio con biglietti,tv e soldi derivati dalle vendite dei prodotti S.S.Lazio.

Ora ci porta Immobile (giocatore nella norma ma di questi tempi è sempre meglio di Djordjevic. Peruzzi, bandiera laziale con un trascorso molto positivo con la casacca biancoceleste e idolo della maggior parte della tifoseria laziale. Tra l’altro lo stesso Angelo Peruzzi ha dichiarato che la società tra cui Lotito e Tare non devono influire sul suo lavoro di Club Manager ovvero non vuole ricoprire un ruolo di sola facciata.

Non scordiamoci che molti giocatori in rosa non sono contenti dell’andazzo societario e delle scelte per la prossima stagione: vedi Candreva che parte, Marchetti sostituito da un Berisha-Vargic-Strakosha, Keita scontento, Anderson che ha avuto degli attriti con la società per la convocazione a Rio, Biglia che non è molto convinto, Bielsa che neanche è arrivato e già ha capito come funziona la Malgestione societaria ma sopratutto finalmente i tanto attesi Abbonamenti mancati dove il popolo biancoceleste ha finalmente aperto gli occhi (in parte)

Un Peruzzi ed un Immobile non fanno primavera ma sopratutto anche se arrivano 12 o 25 big con una spesa di oltre 100 milioni in stile Barcellona, la questione non cambia! Non siamo cani che aspettano il biscottino per tornare allo stadio elogiando la società! Potremmo essere contenti che qualcosa si muove ma la società doveva gestire meglio la situazione in passato NON ORA IO NON CI CASCO!



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Extra Lazio, Pato vuole l’europa anche se…

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Alexandre Pato dopo aver collezionato 2 presenze ed un gol con la maglia londinese, torna al Corinthians per aver terminato il prestito. Una stagione deludente da Gennaio a quest’oggi che ha compromesso la sua valutazione di mercato. Il giocatore era stato accostato alla Lazio ma dopo che l’affare Bielsa è saltato, l’offerta è svanita con il licenziamento del tecnico.

Il Papero arrivò al Milan ancora minorenne diventando l’idolo della tifoseria rossonera con un palmares di 63 reti in 150 partite giocate. Le ultime stagioni di Milano la sua fama passò da giocatore fondamentale a giocatore sempre infortunato dove rimediò problemi fisici una partita si e due no che lo lasciarono fuori dal campo per diverso tempo.

I tifosi della serie A ormai lo riconoscono appunto per aver trascorso più tempo con le stampelle che col pallone sui piedi, poche offerte dai club italiani anche per questo. Ma il futuro del l’ex milanista potrebbe ritornare europeo:

si vocifera di una trattativa partita dal Villareal per aggiudicarsi il brasiliano per 5 milioni di euro. Il club spagnolo, qualificato per l’Europa League, vorrebbe appunto rinforzare la rosa per giocare le 3 competizioni che gli spettano nella prossima stagione. Ma se da una parte si vocifera della trattativa, dall’altra i tifosi spagnoli rimangono perplessi dell’acquisto con la paura che il giocatore potrebbe “floppare” anche questa stagione.



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Wallace-Lazio, voci di mercato

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La pista Jardel è stata abbandonata per spostarsi su Wallace.

Gianluca Di Marzio ha lanciato l’indiscrezione la quale vede un Igli Tare che sta chiudendo la trattativa con il difensore centrale dello Sporting Braga. Alto un metro e novantuno centimetri, piazzato come difensore centrale, con una stagione giocata nella norma  (in ambito presenze) con la maglia del Monaco (prestito) Wallace potrebbe arrivare a Formello per una cifra che si aggira sui 10 milioni per il club e 1,5 milioni di euro a stagione per lui per 5 stagioni.

Dopo la partenza di Gentiletti, secondo l’esperto di calciomercato, potrebbe essere lui il sostituto dell’argentino data la rinuncia di Tare che non è riuscito a chiudere per Jardel. Intanto Immobile quest’oggi ha effettuato le visite mediche presso la clinica Paideia e si allenerà già da domani con il gruppo vista che oggi la rosa laziale ha un giorno di riposo causa rientro da Auronzo. Non si vedranno in campo i Lazionali che sono ancora in vacanza.



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Ausilio su Candreva: ” ci piace ma c’e distanza”

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Piero Ausilio ds dell’ Inter  è partito per gli Stati Uniti per  confrontarsi con la nuova proprietà e  fare da  mediatore in questo momento delicato in casa nerazzurra. All’aeroporto di Malpensa, intervistato da calciomercato.com. il ds dell’Inter si è espresso cosi su Antonio Candreva:

“Ci piace, solo che c’è distanza economica con la Lazio. Vedremo, entro la fine del mercato tutto è possibile. Altri arrivi? Siamo tanti, la rosa è composta da 21 giocatori, quindi entro il trentuno agosto ci concentriamo su un calciatore solo”,

L’arrivo di Candreva potrebbe far spengere il fuoco di polemica tra  Roberto Mancini e Thohir  altrimenti sarà  il secondo divorzio dall’Inter. Il tecnico jesino vuole un segnale dalla società sul mercato, ma le sue idee non coincidono con Suning. Difatti il Mancio dopo la partita con il Psg ha dichiarato:

“Non è cambiato nulla rispetto a due giorni fa, la situazione è normale. Vedremo nei prossimi giorni. Sull’incontro con Erick Thohir non c’è nulla da chiarire in merito”.

Quindi Mancini vuole  Antonio Candreva  e viceversa  ma Lotito  chiede 25 milioni, l’ Inter non si muove dai 20 milioni. Forse ci sarebbe un ipotesi di limare quelle pretese con l’ inserimento di una contropartita tecnica, si vocifera Medel o Santon proposti alla squadra laziale. Quindi domani con l’ arrivo di Ausilio in America sicuramente ci sarà un incontro per capire le strategie possibili per i nerazzurri , affinché Candreva vesti nerazzurro.



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Marchetti e la Lazio: ai titoli di coda?

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Marchetti portiere classe ’83 dal 2011 in forza ai biancocelesti, è stato messo  secondo voci sul mercato per far posto a Berisha. Secondo lalaziosiamonoi.it , il Chelsea di Conte ha chiesto il portiere laziale per il ruolo di vice Courtois. Ma la valutazione di Lotito è sui 10 milioni. I londinesi offrirebbero sui 7. In caso di cessione, come si muoverebbe lo scacchiere biancoceleste in porta?

La Lazio attualmente ha in rosa quattro portieri: Marchetti, Berisha, Strakosha, Vargic e senza dimenticare  Guerrieri girato in prestito al Trapani. Quindi troppi considerando anche il fatto che quest’anno non ci sono coppe europee. E allora o si decide per una cessione appunto, e come detto Marchetti è l’ indiziato numero uno, oppure si gira in prestito uno tra Strakosha e Vargic ma quest’ ultimo a 29 anni vorrebbe una soluzione definitiva e magari da titolare. Il contratto di Federico Marchetti poi, non è  in scadenza quest’anno ma nel 2018, perciò anche se, si girerebbe un portiere in prestito, bisognerebbe poi rinnovare il contratto al portiere italiano, e a quanto pare Lotito non è interessato a questa soluzione, ma vuole monetizzare il più possibile una sua cessione. Quindi l’ ipotesi è Berisha  titolare con Vargic come secondo e Strakosha terzo.

Per il capitolo Immobile invece, le visite mediche previste per oggi sono rinviate a domani.



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Il ritorno di Peruzzi alla Lazio?

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Angelo Peruzzi in maglia biancoceleste: miglior portiere della Lazio nella top 5 definitiva.
MILAN - APRIL 27: Angelo Peruzzi of Lazio in action during the Serie A match between Inter Milan and Lazio, played at the Giuseppe Meazza San Siro Stadium in Milan, Italy on April 27 2003. (Photo by Grazia Neri/Getty Images)

Sta circolando da poche ore la voce che Angelo Peruzzi rivestirà la casacca biancoceleste in veste di Club Manager.

Stando a quanto riportato dalla rassegna stampa di Radiosei, l’ex portiere laziale e Lotito si sarebbero incontrati a Villa San Sebastiano segretamente per delineare i dettagli del ruolo e delle cifre.

In passato gli fu già proposto il ruolo di Club Manager quando in panchina ci fu ancora Delio Rossi rifiutando però l’offerta.

Cosa farà Angelo Peruzzi?

Il ruolo che gli verrà assegnato sarà quello di curare i rapporti tra società e tifoseria, portare un clima di serenità nello spogliatoio laziale mettendo delle regole e sostenere Inzaghi nel suo lavoro.

Con il suo arrivo, Igli Tare che copriva più ruoli, può tornare a svolgere la sua mansione principale di DS.

 



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Pierluigi Pardo: “Piccinini punto di riferimento, Rai si apra al mercato anche nelle telecronache per fare salto di qualità. Tiki Taka col pubblico in studio”

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La principale discriminante per un telespettatore nello scegliere dove guardare la partita se si ha la possibilità di vederla su due aziende diverse è sicuramente la bravura del telecronista: uno dei telecronisti più bravi, competenti e popolari in Italia è sicuramente Pierluigi Pardo, 42 anni, nato il 04/03/1974; romano del quartiere Trieste, laureatosi in Economia nel 1999 e prodotto del laboratorio di giornalismo e comunicazione “Piccolo Gruppo” di Michele Plastino, dopo due anni di alternanza fra economia e radio inizia la sua carriera da telecronista a Stream nel 2001; nel 2003 Stream confluisce in Sky Italia e Pardo diventa uno fra i principali telecronisti di Sky, dove rimane fino al 2010, quando passa alla concorrenza diventando telecronista per Mediaset Premium, ruolo che ricopre ancora adesso. Negli ultimi anni Pierluigi Pardo è diventato ancor più famoso e apprezzato grazie al talk show sportivo “Tiki Taka (Il calcio è il nostro gioco)”, che conduce tutti i Lunedì che seguono il weekend di Serie A in seconda serata su Italia 1, e alla conduzione in radio del talk show sportivo “Tutti convocati” dal Lunedì al venerdì alle 14.00 e la Domenica alle 17.00 su Radio 24. Il popolare telecronista è stato intervistato da Blogo per spiegare i segreti della telecronaca perfetta e per parlare della sua carriera e dei suoi progetti.

Cosa non deve fare assolutamente un telecronista?

L’errore più grave è non emozionarsi, raccontare senza la giusta enfasi. Noi facciamo un lavoro che vorrebbero fare in tantissimi, dobbiamo essere consapevoli di questo grande privilegio. L’altro errore è, ovviamente, non prepararsi.

E allora, come prepari la telecronaca di una partita?

La preparo con i file delle squadre che aggiorno continuamente e che mi porto dietro. C’è una parte legata all’attualità, ai temi principali ed una ai numeri. La regola è prepararsi 1000 dati per poi dirne 10. L’importante è farsi trovare pronti se qualcosa succede. Se un giocatore sbaglia un rigore, bisogna sapere quanti ne ha sbagliati prima. Il numero fine a se stesso non ha senso, l’aneddoto fine a se stesso non ha senso, il dato statisticamente rilevante sì. Tutto ha senso se trova attinenza con quello che succede durante la partita.

C’è qualcosa che col passare degli anni hai eliminato o aggiunto nelle tue telecronache?

Ho aumentato la quantità di pause. Sono assolutamente decisive per dare enfasi. Se alterni frasi scandite e piene di enfasi a silenzi studiati sicuramente ottieni un grande effetto. Negli ultimi anni sono cresciuti i social network: durante la partita se succedono cose particolari consulto una serie di profili Twitter e di statistiche utili. Se nella finale di un Europeo segnano al terzo minuto c’è sicuramente un sito di statistiche, come Opta, che ti aggiorna e ti dice quante volte era successo prima. Il fatto è che non puoi preparare tutto prima della partita, tutte le combinazioni possibili. Cito sempre questo esempio: 2011, semifinale del Mondiale per club, nel Barcellona si infortunò Villa; durante la partita ci furono reazioni da parte di altri giocatori e venne emanato il bollettino medico del Barcellona. I social network erano più aggiornati delle immagini. Insomma, se succede qualcosa fuori dal campo bisogna essere molto reattivi e svegli.

Tutto questo lo fai tu autonomamente col tuo smartphone oppure te lo suggeriscono in cuffia dal coordinamento?

È tutto un lavoro individuale.

Quindi quando fai le telecronache hai il cellulare acceso?

Sì…anche se non so se sia il caso di dirlo in giro visto che tanta gente ha il mio numero (ride, Ndr). Parliamo di lettura su Twitter, non dei feedback. Un’altra cosa che faccio – stavolta con il coordinamento di Premium – è lo scambio di messaggi durante la partita con Graziano Cesari su episodi arbitrali complicati.

Hai un modello di riferimento?

Sandro Piccinini ha cambiato la storia di questo mestiere. È stato il primo telecronista moderno, con un linguaggio sincopato, con frasi brevi, pause. È uscito dalla frase tradizionale soggetto, predicato, complemento. È stato il primo a dire ‘non va, sciabolata, gran botta, pericolo, fischi per lui, pubblicità per noi’. Per me rimane un grande punto di riferimento. In generale mi piacciono i telecronisti che danno enfasi, senza esagerare. Trovo imperdonabile raccontare le partite con un atteggiamento un po’ da impiegati. La telecronaca non può essere monocorde, non ci può non essere emozione.

Qual è la migliore seconda voce con cui hai lavorato?

Ce ne sono tante, preferisco non citarne una, magari mi scordo qualcuno. È importante che con la seconda voce si crei equilibrio e armonia di rapporto. Col tempo l’intesa cresce. Per me è molto importante anche il bordocampo. Non mi piace quando il bordocampista dice una cosa e il telecronista va dritto per la sua strada come se non avesse parlato. Un minimo di interazione, a meno che il pallone non sia in area, anche un banale richiamo a quanto ha detto, dà un senso di squadra.

In Rai le telecronache degli Europei sono state fatte senza bordocampista…

Sì, invece nelle partite della Nazionale mi pare che il bordocampista abbia avuto come sempre in Rai il microfono sempre aperto.

Sì, solo in quelle. Nelle altre soltanto telecronista e seconda voce. Immagino sia una struttura che non ti entusiasmi…

In realtà la ricchezza non la fa il numero di voci, ma la competenza delle voci. In generale più spunti hai meglio è. Importante è evitare la confusioni di ruoli. Il telecronista fa il racconto, il play-by-play, la seconda voce dall’alto della sua esperienza ti offre un punto di vista diverso sull’azione e il bordocampista ti racconta da testimone oculare quello che succede in campo e in panchina che gli altri due non possono vedere.

C’è una seconda voce della concorrenza che apprezzi particolarmente?

Con Marchegiani e Bergomi (di Sky, Ndr) ho lavorato tantissimo e bene. Sono bravissimi. Bergomi è stato il campione delle seconde voci. Non soltanto ha ottime idee di calcio, ma anche grande capacità di esprimerle con tempi veloci e televisivi. Boban è uno spettacolare polemista.

Nelle tue telecronache qual è la percentuale monitor/campo?

Direi 70 campo, 30 monitor. Ma il monitor è importantissimo sui replay e in caso di infortuni. È un automatismo, tu stai con gli occhi sul campo ma appena il gioco si ferma istintivamente vai sul monitor. Il monitor va visto e va commentato, perché alla fine è quello che vedono gli spettatori. Chiaramente, un telecronista che guarda solo il campo e non guarda il monitor commette un errore.

Ti capita ancora oggi di fare telecronache da studio, da tubo come si dice in gergo?

Sì. La Diretta Premium o le partite di squadre straniere si fanno da tubo, vale sia per Sky sia per Mediaset. Non è così drammatico. Chiaro, è meno coinvolgente…

Fare le telecronache dal campo è più facile?

È più bello. Più facile no. Dal campo sei dentro l’evento, hai la possibilità di emozionarti più forte, hai la possibilità di vedere cose che altrimenti non vedresti. Però, ormai c’è un tale qualità, una tale abbondanza di telecamere che anche le telecronache da tubo mediamente sono buone. Non è drammatico.

C’è stata una tua telecronaca disastrosa a causa di difficoltà tecniche o per alcuni tuoi errori?

Non voglio fare il fenomeno, però disastrosa francamente no. L’incubo del telecronista rimane certamente sbagliare il marcatore del gol…

Ti è mai capitato?

Sì, all’inizio della carriera. Ai tempi di Stream in un Lazio-Udinese e in un Chievo-Milan. Ma parliamo del 2001, 2002. Sbagliare il nome dei giocatori a metà campo è grave, se sbagli il marcatore rischi la figuraccia totale. È l’epic fail!

Tra i tuoi colleghi c’è chi ha parlato di “postazioni drammatiche” in alcuni stadi. Dal San Paolo di Napoli allo Stadium di Torino…

No, di drammatico non c’è niente. Allo Juventus Stadium la postazione è all’ultima fila: avendone la possibilità me la prenderei dieci file sotto, ma è tutt’altro che drammatica. A Napoli Sky ha una postazione bellissima, noi siamo un pochettino più sopra, ma non ci vedo niente di drammatico. Drammatico è semmai il livello di certi stadi. Penso ai tanti tifosi che pagano il biglietto e quando piove si ritrovano in un settore senza copertura.

All’estero come è la situazione?

Al Camp Nou la postazione è altissima, è a strapiombo quindi buona, ma è davvero molto alta. In generale se devo stabilire una regola dico meglio alta che bassa, per una questione di prospettiva. Per esempio la postazione nello stadio del Dnipro, in Ucraina, che è molto bassa, non mi piace proprio, vedi tutto schiacciato.

Qual è stata la più forte emozione calcistica vissuta in telecronaca?

Raccontare i momenti in cui una squadra vince lo scudetto devo dire che è emozionante, a me è capitato varie volte. Poi c’è una bella fila di partite meravigliose: la finale di Coppa d’Inghilterra vinta dall’Arsenal nel 2002, il gol di Torres in Barcellona-Chelsea in contropiede in semifinale Champions nel 2012, la Supercoppa europea dell’anno scorso Barcellona-Siviglia 5-4 (il video) a Tbilisi, le due eliminazioni del Barcellona al Calderón contro l’Atletico Madrid, Napoli-Manchester City col San Paolo che era una bolgia, Chelsea-Benfica, finale di Europa League con gol all’ultimo minuto…

Ok. Quindi non c’è ne una che prevale su un’altra. Abitualmente risenti le tue telecronache?

No, non passo la vita a risentirmi o a riguardare Tiki Taka. Se capita o se c’è qualcosa di particolare che voglio verificare, sì.

Quanto ti è pesato non poter raccontare in diretta gli Europei?

È stata una mia scelta, in questi 40 giorni sono stato benissimo, ho fatto tante cose importanti, personali e professionali. Più che altro mi è mancato non essere stato a Lisbona o a Porto lunedì, dopo la vittoria, perché amo il Portogallo.

Quanto ti pesa non poter fare la telecronaca della Nazionale?
Moltissimo. Non l’ho mai fatta, in passato l’ho seguita da inviato. Penso che poter raccontare ad un intero Paese la tua Nazionale sia l’emozione più grande che possa capitare. Spero un giorno di farla.

Quale partita di questi Europei avresti voluto commentare in particolare?

Italia-Spagna o Italia-Germania.

Da esperto, come valuti la copertura di Rai e Sky dell’evento in Francia?

Su Sky non ne ho vista neanche una dell’Italia, perché sono stato ad eventi in cui c’era la telecronaca della Rai. Per Germania-Italia ero al Premio Ischia e c’era maxischermo con Rimedio e Zenga. Quindi faccio fatica a risponderti, anche se a Sky sono bravi, c’è una grandissima cura, da pay tv. Sono affiatati e collaudati nel racconto, nello studio, gli opinionisti, gli inviati, non c’è dubbio.

E la Rai?

Ho seguito le telecronache della Nazionale, ho visto Insinna che è un fiume in piena, è bravo, è un artista colto e pop. Non mi sembra che ci siano stati grandi problemi, mi sembra che tutto sia filato liscio. Anche rispetto al passato, quando ci furono polemiche. Poi ognuno ha il suo stile…

A proposito di stile, è giusto che in Rai le telecronache siano più sobrie? Rimedio è molto distante da Caressa…

No, io penso che anche la Rai dovrebbe avere un po’ più di enfasi. In generale credo che Rimedio se la sia cavata bene, ha fatto un buon lavoro. Penso però che RaiSport potrebbe decidere di aprirsi al mercato anche per quanto riguarda la telecronaca, con giornalisti più popolari e riconoscibili, per fare un salto di qualità. Lo ha fatto sugli opinionisti come Sacchi e Balzaretti, lo fa per il giornalismo ‘politico’ con Sottile e Semprini, e soprattutto nell’intrattenimento, mentre nello sport evidentemente fin qui non ha voluto toccare certi equilibri anche se adesso finalmente leggo di un cambio di tendenza che reputo positivo (è di ieri l’indiscrezione del passaggio di Maurizio Compagnoni da Sky a Rai Sport, ma il diretto interessato a Blogo ha smentito, Ndr). A patto che si punti su un profilo di grande qualità e popolarità. E preciso che non sto parlando di me, che sto benissimo a Mediaset.

Per quale squadra di calcio tifa Pierluigi Pardo?

Un professionista è talmente concentrato sulla telecronaca che anche se avesse una simpatia per una squadra non la mostrerebbe. Poi ci sono quelli che da bambini hanno avuto una grande passione – io non sono tra questi – che magari faticano di più ad entrare in questa logica. A me viene abbastanza facile.
Semmai ci possono essere simpatie per delle storie: se avessi fatto Francia-Portogallo, dopo l’infortunio di Ronaldo… credo sia abbastanza normale tifare Portogallo più di prima. In assoluto la risposta è ‘tifo per la partita’. Davvero, perché il mio incubo è che al 20esimo stiano 3-0 e tutto sia già deciso. Tifo perché succedano cose, perché la partita sia bella ed imprevedibile e soprattutto spero che gli ospiti del lunedì dopo a Tikitaka non perdano 4 a 0 in casa che sennò ci danno buca…(ride, Ndr).

Veniamo a Tiki Taka: che novità ci saranno?

Il gruppo di lavoro di Tiki, a cominciare dal direttore di Videonews Claudio Brachino, è già al lavoro per la prossima stagione. Una novità sarà il pubblico in studio, per la prima volta. Abbiamo chiuso con entusiasmo la terza stagione: per la prima volta avevamo una concorrenza, un programma in chiaro che provava a fare quello che facevamo noi (Il Processo del lunedì su Rai3, Ndr). Poteva esserci statisticamente il rischio di un calo e invece è stato l’anno migliore dal punto di vista dello share, che ha sfiorato medie dell’8% nel target individui, del 10% nel pregiato target commerciale (15-64 anni) e del 14% nel target giovani (15-34 anni). Continueremo a divertirci, ci saranno novità, ma il programma continuerà ad avere una sua cifra, sarà un programma generalista. Ogni tanto qualcuno dice che non sia un programma serio, certo che non lo è! È un programma da bar, ma nel quale vogliono venire tutti, dai grandi campioni agli intellettuali alle soubrette. Tutti parlano di calcio e la nostra è una dimensione pop. Insinna nel Grande Match ha portato questo tipo di elemento. In un programma generalista sul calcio non ti metti a fare 15 minuti di lavagna tattica, non te lo puoi permettere. Soprattutto se il programma arriva il lunedì sera, dopo che le lavagne tattiche le hai viste e le dichiarazioni le hai sentite. Sinceramente io considero un miracolo che Tiki Taka sia andato così in questi tre anni. Tre anni fa alcuni amici mi consigliarono di non farlo, ”sta roba è morta, da 15 anni il Processo di Biscardi non è più sulla generalista’. In effetti il programma di commento del lunedì sembrava morto e sepolto, l’idea che dopo tre anni sia ancora vivo e in buone condizioni è motivo di grandissimo piacere.

Il Processo del lunedì è stato cancellato da Rai3. La consideri una tua vittoria?

No, più calcio c’è in televisione e più io sono contento. Non ho mai avuto nessuna rivalità. Semmai lo scorso anno poteva essere un po’ più difficile per noi, poteva essere un problemino perché c’era un programma simile in onda il lunedì sera. Considero una vittoria il fatto che abbiamo avuto il miglior risultato di share l’anno scorso con la presenza di un programma che poteva drenare un po’ del nostro pubblico. Peraltro ogni anno che passa aumenta l’offerta televisiva, aumenta la scelta: l’8% di share di oggi vale di più dell’8% di due anni fa. Ma assolutamente lunga vita al Processo, a Varriale e alla Rai.

Sull’orario di messa in onda di Tiki Taka sai darci certezze?

In effetti andiamo in onda molto random, e questo non aiuta. Capisco che possa generare un po’ di confusione, ma è incoraggiante essere andati bene anche con orari diversi. Non ho notizie, credo che sarà il classico orario che dipende dalla durata del film che lo precede. Secondo me l’ideale per una seconda serata è partire non troppo presto e non troppo tardi, tipo 23.30-23.40. Però non decido io… obbedisco e va bene così.

Capitolo donne a Tiki Taka. Hai detto in passato: “Io sono sempre a favore della gnocca, trovo che l’alto e il basso siano la stessa cosa. La sensualità è un valore, poi non dev’essere soltanto quello e ridursi al corpo della donna (…) Il ruolo classico della donna anni ottanta che sorride, con l’inquadratura sulle coscia, è qualcosa che a me fa orrore”. Non ti sembra che in alcune puntate di Tiki Taka qualcosa di simile sia accaduto?

Il nostro regista Giancarlo Giovalli tra le sue mille qualità ha anche questa. Non è morboso, anzi è molto elegante e non indugia come altri farebbero. Detto questo in Tiki Taka c’è spazio per tutto, anche per le donne e per le belle donne. Non è un problema. Tiki contiene tutto. La cosa che mi rende più felice è che prestigiosi giornalisti dopo la puntata mi mandino un sms per dirmi che si sono divertiti da matti, che star televisive di altri canali facciano carte false per avere la liberatoria e venire da noi, che i calciatori che incontro negli stadi mi dicano: “Ma quando mi inviti?”, e così cantanti, attori, intellettuali. Per le ultime puntate dell’anno scorso avevamo veramente la lista d’attesa ed eravamo quasi in imbarazzo per non riuscire ad accogliere tutti. Questa è la forza del programma, tutti vogliono venirci perché ci si diverte, con leggerezza. Tornando alle donne, l’anno scorso ne abbiamo avute quasi sempre due a puntata.

Ricordo una ragazza bionda greca…

Non sei l’unico (ride, Ndr).

Dette prova di non saperne tantissimo di calcio…

In quel caso infatti ci abbiamo scherzato, mi pare. E lei, Ria Antoniou, è stata al gioco con grande ironia. Poi certamente quando si riesce a combinare la presenza con la passione per il gioco fai bingo. Penso a Melissa (Satta, Ndr) ovviamente ma anche ad esempio a Cristiana Capotondi, simpatica, bravissima e molto tifosa. Capisco che nell’immaginario dei social Tiki Taka sia un programma per “bomber” pieno di belle donne, ma questo è solo uno degli elementi. Non voglio fare l’oste col suo vino, ma credo che quello di davvero unico a Tiki Taka sia il clima, la leggerezza.

Ci sarà una nuova stagione di Maggioranza assoluta? E a quali progetti di intrattenimento stai lavorando?

Sto pensando ad altri progetti, ma sono ancora in uno stato embrionale. Diciamo che l’idea è di costruire sull’esperienza e sullo stile di Tiki Taka qualcosa che non sia prettamente calcistico. Di sicuro non voglio rinunciare al calcio e alle telecronache. Già in passato nelle scelte che ho fatto nella vita questa è stata una discriminante. Il calcio è il nostro gioco e continuerà ad esserlo.

Cosa rispondi a Scanzi che nell’intervista rilasciata a Blogo ha parlato anche delle “risse” di Tiki Taka?

Cosa devo dire? Tutti quelli che provano a fare un programma di calcio generalista parlano di Tiki Taka e questo mi fa piacere. Perché proprio il successo di Tiki ha riaperto un genere e spinto prima la Rai e adesso La7 a riprovarci. Alla fine come nel caso del Processo conterà solo il pubblico, perché nessuno su una generalista produce per fare il 2, 3 o 4% di media (Futbol ha debuttato al 2,32% di share, Ndr). Detto questo ci tengo invece a fare invece un grande in bocca al lupo a Urbano Cairo e al suo tentativo di portare il calcio e i temi pop all’interno del palinsesto de La7. Ho un ottimo rapporto con lui, di simpatia, stima personale e confronto continuo.

Pierluigi Pardo è stato intervistato anche da Tuttosport sugli stessi temi:

Come è cambiato il modo di raccontare i fatti?

«Viviamo in un’epoca di comunicazione permanente. La rete, i social network, i canali di informazione h24 hanno moltiplicato quantità e frequenza delle notizie che riceviamo e l’utilizzo di tanti collegamenti in diretta ha certamente accelerato il ritmo della narrazione. Detto questo le regole del giornalismo rimangono sempre le stesse. Bisogna saper essere accattivanti per catturare l’attenzione del pubblico ed estremamente chiari per informarlo in maniera corretta. Linguaggio semplice ma non sciatto, ritmo e un po’ di originalità nell’esposizione».

E nel calcio?

«Il discorso è lo stesso. Certamente la passione gioca un ruolo decisivo. Raccontiamo un grande divertimento, il calcio è il nostro gioco come ripetiamo spesso a Tikitaka, e non dobbiamo mai dimenticarlo. Serve molta preparazione, anche perché il pubblico rispetto al passato è decisamente più esperto, ma anche leggerezza. L’ironia vince sempre. Rispetto al passato poi ci sono altre differenze. Nella diretta di una partita oggi la tecnologia dà una grande mano. Bisogna saper utilizzare perfettamente replay e stimoli che arrivano continuamente della regia. E poi ci sono i social network. Twitter, ad esempio. Può capitare di ricevere spunti interessanti durante una telecronaca. Ci sono siti di statistiche e opinion leader che in casi eccezionali possono diventare informazioni da usare in cronaca. Il telecronista deve essere concentrato, sveglio e piuttosto multitasking, insomma. Quello che certamente non è cambiato e non cambierà nella narrazione calcistica di ieri e di oggi è invece l’esigenza di una narrazione che sia anche epica, sentimentale. Dall’andamento di una partita dipende l’umore di moltissime persone che ci stanno guardando da casa. Sarà pure irrazionale ma intanto è così e dobbiamo tenerne conto».

Come è nato il tuo personaggio?

«Non sono un personaggio. Sono un 42enne che ha la fortuna di occuparsi di cose che gli piacciono e il privilegio di continuare a giocare con il suo lavoro. Quello che si vede in onda o sul web è quello che sono. Non resisto alla tentazione della battuta, mi piace la divagazione, vado a braccio, spesso mi emoziono. La cifra di Tikitaka è informale e generalista. Punta a coinvolgere un pubblico vasto e articolato. Non è un programma solo per addetti ai lavori e non è solo calcio. Si intreccia con altri aspetti della realtà, è un bar che contiene tutto, alto e basso, gli intellettuali e il gossip, i campioni e i polemisti. La telecronaca invece è una grande passione, una cosa a metà tra un lavoro giornalistico e una vera e propria prestazione artistica. Conta l’estetica della voce, il suono delle parole, il rapporto tra momenti concitati e pause. L’obiettivo non è solo informare ma anche divertire ed emozionare».

La metafora calcistica viene molto utilizzata anche in contesti diversi e talvolta molto seri, cosa ne pensi?

«Non mi stupisce. Il calcio è un passe-partout, amato o comunque seguito da tutti. Trovo piuttosto normale che il linguaggio del pallone possa essere mutuato dalla politica o dall’economia. Anche perché molti campi della vita umana parlano di squadra, competizione, prestazione, sfida. Noi italiani ad esempio, se fossimo un po’ più uniti saremmo davvero “una squadra fortissimi” come diceva quella canzone…».

Sei romano, a tratti sembra che ti piaccia giocare con la tua inflessione, soprattutto a Tikitaka. Funziona?

«Sono istintivo. Se mi viene la frase in romanesco la dico, e lo stesso se devo imitare l’accento barese o milanese di qualcuno che ho davanti. Nelle telecronache ovviamente uso una dizione più asciutta, in trasmissione ci si può lasciare andare di più. Anche perché accenti e inflessioni dialettali sono una ricchezza».

Un’ultima domanda: qual è il segreto della telecronaca perfetta?

«Prepararsi. Studiare mille cose e dirne poche, quelle che diventano attinenti con l’andamento della partita. Dosare momenti di racconto intenso e retorico a pause utili per far decantare la tensione. Soprattutto “vivere” il match, non aver paura di emozionarsi. Raccontare una grande partita non è soltanto un lavoro, è soprattutto un privilegio che tanti vorrebbero avere. E per farlo bene serve soprattutto tanta passione».



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De Vrij entra nel mirino di Conte

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Il Chelsea di Conte ripiomba in casa Lazio. Dopo aver messo nel mirino Candreva e Parolo, l’ex ct della nazionale italiana, sembra volere il centrale laziale a Londra. Quanto riporta il sun, la testata inglese, il club di Abramovic, dopo aver sfumato l’acquisto di Koulibaly del Napoli,sposta il tiro nella capitale. Le cifre che sono trapelate parlano di un’offerta non ufficiale di 15 milioni di sterline (circa 18 milioni di euro) per il difensore olandese, anche se rientra da un infortunio che lo ha lasciato parecchio tempo fuori dal campo. La trattativa se ci sarà, non sarà facile visto che il giovane centrale laziale è un punto di riferimento per la rifondazione della linea difensiva biancoceleste salvo qualche offerta che possa soddisfare il presidente Lotito.



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Lotito:” Vogliamo regalare soddisfazioni ai tifosi laziali”

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Claudio Lotito durante una conferenza stampa della Lazio, al centro delle polemiche sul bilancio 2025 e sul suo stipendio da 1,1 milioni.

Claudio Lotito è tornato a parlare come nulla fosse successo. Al termine dei sorteggi per delineare il campionato che verrà, il gestore laziale dice la sua come ad ogni inizio di stagione:

“Al di là delle partite che si succedono in termine temporali conterà lo spiriito della squadra. Mi auguro di vedere la concentrazione e l’atteggiamento giusto fin dall’inizio, se partiremo così sarà tutto più facile.Dovremmo riprendere le caratteristiche dell’Italia di Conte.Cercheremo di dare nuove soddisfazioni ai nostri tifosi, che al momento non hanno. Non dobbiamo ripetere l’ultimo anno, in cui considero comunque di aver visto una grande squadra che poteva ambire a ben altri obiettivi. Diversi imprevisti ci hanno condizionato, speriamo di non essere penalizzati anche quest’anno”.



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Cataldi:” Abbiamo perso gente importante per lo spogliatoio, ma siamo la Lazio”

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cataldi

Danilo Cataldi a poche ore dal match contro lo Spal, parla della situazione Lazio.

“Stiamo lavorando molto con Inzaghi. Oggi contro lo Spal ci aspettiamo di fare una buona partita, sappiamo che le gambe non saranno al massimo per il lavoro svolto ma siamo la Lazio e dobbiamo fare bene.

Ci sono parecchi ragazzi nuovi, molti giovani, poi ci sono i grandi del gruppo e sicuramente dobbiamo cercare di seguirli, sono tanti anni che sono qui, ne abbiamo passate tante e dobbiamo seguire loro per poter fare bene.

Murgia sta crescendo molto, è il secondo ritiro che fa, questo può dargli qualcosa di più. Posso consigliargli di fare quello che sente, mettere esperienza potrebbe essere un’ottima soluzione, come restare qui e imparare da gente più grande. Il consiglio che gli do è quello di allenarsi sempre al meglio, è un ragazzo maturo per fare le sue scelte.

La prima partita del campionato giochiamo a Bergamo e come sempre sarà dura, le partite sono sempre toste, loro sono molto calorosi, ci sarà da battagliare. La seconda con la Juve non credo sia un vantaggio o uno svantaggio, sono i campioni d’Italia, hanno lavorato sul mercato, sarà dura. Quest’anno sarà più difficile, abbiamo perso pezzi importanti, persone importanti all’interno dello spogliatoio.

I senatori non possono portare avanti tutta la baracca mentre i giovani fanno quello che vogliono. Il senatore non è solo Lulic o Radu, devono essere tutti, per chi si sente pronto a dare il massimo e a trasportarlo agli altri. Io cerco di fare di più. Pure con i ragazzi stranieri, per cercare di fargli capire che quelli della scorsa stagione non eravamo noi, non era la Lazio.

Lukaku ha un bel fisico, me lo ricordo al torneo di Viareggio, è un bel treno e spero ci possa dare una grande mano”.



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Inzaghi dopo i sorteggi del campionato:”Ricordo il debutto con l’Atalanta”

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Il campionato di serie A 2016/2017 è stato delineato, la Lazio affronterà l’Atalanta per poi avere un big match già nelle fasi iniziali della stagione. Al termine dei sorteggi è mister Inzaghi a parlare:

“A proposito di debutti contro l’Atalanta, ricordo con piacere il 2-2 del 2000-2001: segnai insieme a Sinisa Mihajlovic.

Successivamente ci sarà una gara molto complicata contro i Campioni d’Italia: come esordio all’Olimpico sfida più ostica non poteva capitare.

In generale poteva andare meglio, all’inizio avremo gare impegnative, tre trasferte nelle prime cinque, Atalanta e Chievo e ovviamente Milan sono squadre molto difficili da incontrare lontano da Roma. Ma prima o poi bisogna affrontarle tutte.

Fase centrale da gestire e chiusura stimolante. Dicembre sarà il mese più tosto, perché c’è il derby e anche la doppia sfida contro Fiorentina e Inter. Sono altresì fiducioso e allo stesso tempo carico insieme alla squadra per iniziare al meglio la stagione”.



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Sorteggio SerieA: tutte le partite della Lazio

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E` stato sorteggiato oggi alle 19 il calendario completo della Serie A per la stagione 2016/2017.
Per la Lazio subito un inizio complicato con Juventus e Milan nelle prime giornate.
Si apre il campionato a Bergamo contro l’Atalanta.
Il derby alla quindicesima giornata.
Di seguito tutte le partite della Lazio per la Serie A 2016/2017:

Atalanta Lazio,
Lazio Juve,
Chievo Lazio,
Lazio Pescara
Milan Lazio,
Lazio Empoli,
Udinese Lazio,
Lazio Bologna,
Torino Lazio,
Lazio Cagliari,
Lazio Sassuolo,
Napoli Lazio,
Lazio Genoa,
Palermo Lazio,
LAZIO ROMA,
Sampdoria Lazio,
Lazio Fiorentina,
Inter Lazio,
Lazio Crotone.



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Serie A, si parte! Stasera il sorteggio del calendario

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Finalmente ci siamo: questa sera, a Milano dalle 19.00, conosceremo finalmente il Calendario della Serie A 2016-2017, che come sappiamo prenderà il via con gli anticipi di Sabato 20 Agosto e si concluderà Domenica 28 Maggio, e vedrà le squadre rivali della Juventus Campione d’Italia darsi battaglia per non permetterle di aggiudicarsi il suo sesto scudetto consecutivo. Come avviene ormai da qualche anno a questa parte, non ci sono teste di serie, si possono cioè verificare “big match” anche nelle prime e nelle ultime giornate di campionato; ci sono però i seguenti criteri nel sorteggio:

a) nelle ultime quattro giornate le gare in casa sono perfettamente alternate a quelle in trasferta;
b) non vi possono essere più di due coppie di incontri consecutivi in casa e/o in trasferta per girone;
c) nel caso in cui vi siano due coppie di incontri consecutivi in casa e/o in trasferta, una coppia di incontri deve necessariamente essere in casa e l’altra in trasferta;
d) è prevista alternanza assoluta degli incontri in casa ed in trasferta per le seguenti coppie di Società:
CROTONE – PESCARA
EMPOLI – FIORENTINA
GENOA – SAMPDORIA
INTER – MILAN
JUVENTUS – TORINO
LAZIO – ROMA
e) in tutti i casi in cui ciò è stato possibile, si è tenuto conto delle situazioni di indisponibilità del campo e/o di concomitanza con altri eventi cittadini di speciale rilevanza (vedi scheda allegata: “segnalazioni delle Società o dell’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive del Ministero dell’Interno”);
f) nelle città che presentano due Società che condividono lo stesso stadio (Genova, Milano e Roma), l’ordine di esordio in casa è invertito rispetto al Campionato 2015/2016;
g) le Società che, nel Campionato di Serie A TIM 2015/2016, hanno disputato fuori casa l’ultima gara giocano in casa l’ultima partita.

Per quel che riguarda invece gli abbinamenti delle società per la determinazione dei singoli incontri sono stati seguiti otto criteri. Eccoli:

a) nei turni infrasettimanali non sono possibili incontri tra le Società Inter, Juventus, Milan, Napoli e Roma, né i derby cittadini di Genova, Milano, Roma e Torino;
b) i derby cittadini di Genova, Milano, Roma e Torino non sono possibili né alla prima né all’ultima giornata e si effettuano in giornate diverse fra loro;
c) salvo quanto indicato al punto b) che precede, tutte le Società possono incontrarsi anche alla prima o all’ultima giornata;
d) non vi può essere alcun incontro ripetuto (stessa partita alla stessa giornata, con lo stesso ordine casa/trasferta) rispetto al Calendario 2015/2016;
e) nella prima giornata non possono incontrarsi tra loro, indipendentemente dall’ordine casa/trasferta, Società che si sono già incontrate nella prima giornata dei Campionati 2014/2015 o 2015/2016;
f) nell’ultima giornata non possono incontrarsi tra loro, indipendentemente dall’ordine casa/trasferta, società che si sono già incontrate nell’ultima giornata dei Campionati 2014/2015 o 2015/2016;
g) le Società partecipanti alla UEFA Champions League (Juventus, Napoli e Roma) non incontrano le Società partecipanti alla UEFA Europa League (Inter, Fiorentina e Sassuolo) nelle giornate poste tra un turno di UEFA Europa League e un turno successivo di UEFA Champions League (6ª, 9ª, 13ª e 16ª giornata);
h) le Società partecipanti ai turni preliminari e/o ai Play-Off della UEFA Champions League (Roma) e della UEFA Europa League (Sassuolo) non si incontrano tra loro nella 1ª giornata.

Inoltre, si è tenuto conto delle segnalazioni da parte dell’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive del Ministero dell’Interno, che ha tenuto conto della programmazione di altri eventi che potrebbero creare problemi con la gestione dell’ordine pubblico. Di seguito le segnalazioni:

ATALANTA: fuori casa il 7 maggio 2017 per concomitanza con altro evento cittadino (Manifestazione ciclistica internazionale)
BOLOGNA: fuori casa il 25 settembre 2016 per concomitanza con altro evento cittadino (Giro ciclistico dell’Emilia)
CHIEVOVERONA: fuori casa il 18 settembre 2016 per concomitanza con altro evento cittadino (Fiera Tocatì); fuori casa il 2 ottobre 2016 per concomitanza con altro evento cittadino (Meeting Diocesano al Palasport); fuori casa il 9 aprile 2017 per concomitanza con altro evento cittadino (Fiera Vinitaly)
CROTONE: fuori casa il 21 agosto 2016 per indisponibilità dello stadio (lavori di adeguamento)
EMPOLI: fuori casa il 28 agosto 2016 per concomitanza con altro evento cittadino (Beat Festival)
FIORENTINA: fuori casa il 21 settembre 2016 per concomitanza con altro evento cittadino (concerto al Palasport); fuori casa il 20 novembre 2016 per concomitanza con altro evento cittadino (Incontro nazionale di Rugby); fuori casa il 27 novembre 2016 per concomitanza con altro evento cittadino (Firenze Marathon);
JUVENTUS: fuori casa il 25 settembre 2016 per concomitanza con altro evento cittadino (Salone del Gusto); fuori casa il 2 ottobre 2016 per concomitanza con altro evento cittadino (Turin Marathon)
NAPOLI: fuori casa il 21 agosto 2016 per indisponibilità dello stadio (lavori di ripristino manto erboso)
PALERMO: fuori casa il 2 ottobre 2016 per concomitanza con altro evento cittadino (Triathlon Città di Palermo)
PESCARA: fuori casa il 25 settembre 2016 per per concomitanza con altro evento cittadino (Mostra mercato allo stadio)
SASSUOLO: fuori casa l’11 dicembre 2016 per concomitanza con altro evento cittadino (Maratona di Reggio Emilia)

L’evento sarà condotto da Pierluigi Pardo con la partecipazione di Laura Barriales e sarà trasmesso in televisione sia su Sky Sport 1, Sky Sport 1 HD, Sky SuperCalcio e Sky SuperCalcio HD sia su Premium Sport e Premium Sport HD a partire dalle 19.00. Ma potrete seguire l’evento anche sul canale Youtube della Lega Calcio e sulla nostra pagina Facebook Since 1900, dove ci collegheremo in diretta per seguire l’evento.



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Mandelli:” Immobile, Keita e Anderson un tridente che ti può far male”

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Mandelli ha rilasciato qualche dichiarazione sulla Lazio che verrà, anche se l’acquisto di Immobile ancora non è stato ufficializzato.

“Immobile è un attaccante che mi è sempre piaciuto, già dai tempi in cui giocava nella Primavera della Juve perché se sente la fiducia ti garantisce un certo numero di gol. È uno che fa giocare la squadra, che lotta, combatte, crea spazi, si muove molto e per ciò ha influenza importante sul gioco della squadra. Penso che per le sue caratteristiche faccia difficoltà a giocare come esterno, lui è bravo ad attaccare la profondità e ad aprire verso l’esterno. È un attaccante completo, magari non è dotato da doti tecniche straordinarie però è anche un giocatore d’istinto, sente la porta, negli spazi ti può far male. Quando si affrontano squadre chiuse, con i suoi continui movimenti ad aprire crea problemi alle difese avversarie. Con Keita e Felipe sarebbe un tridente di gamba, di forza abbinata a qualche colpo tecnico visto che Felipe Anderson ti può garantire fantasia e qualità.

De Vrij è un giocatore che sposta gli equilibri. Come si insegna anche nel basket per poter attaccare devi difendere bene, se sei ben coperto dietro puoi permetterti situazioni più a rischio come l’uno contro uno. Prima dell’infortunio mi aveva impressionato per qualità e per carattere, penso che possa diventare un famosissimo top player. Nella Lazio può spostare gli equilibri.

L’allenatore conosce bene i giovani che sono ad Auronzo con la prima squadra, lui sa se sono pronti per la Serie A. Questi ragazzi sono vicini a fare un salto importante, gli manca poco ma poi spesso entrano in gioco delle circostanze che non gli permettono di farlo. La fiducia del tecnico, la voglia di portarli a quei livelli e il coraggio sono aspetti che fanno la differenza. A volte viene amplificato il passaggio dalla Primavera alla prima squadra. Ovviamente il salto c’è, prima giochi per un obiettivo e sei attorniato da coetanei e poi ti ritrovi in un mondo di grandi in cui esistono differenze sia comportamentali che di obiettivi. Si può fare qualcosa in più per avvicinare i ragazzi al mondo professionistico, anche se è complicato per come è impostato il nostro calcio far coincidere gli impegni di un ragazzo. Fanno più sacrifici loro che un giocatore professionista. A livello di pressione di corsa spesso è più impegnativa la Primavera. La qualità richiesta in prima squadra però è molto più elevata, l’intensità tecnica è diversa, la palla viaggia più velocemente. La richiesta dei compagni nei tuoi confronti è più alta. Per i ragazzi con più qualità è più facile giocare con i grandi.

Parolo può giocare davanti la difesa in maniera non continuativa, ritenere che possa fare il vice Biglia puntando su di lui direttamente in questo ruolo penso che possa fare troppa fatica. Se necessario può andare bene, altrimenti ho i miei dubbi. La prova che ha fatto con la Nazionale è una testimonianza che comunque ha dato prova di poterlo far bene”.



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Petrelli:” Spero che la società stia vicino ad Inzaghi, sta allenando una squadra importante”

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Sergio Petrelli è intervenuto ai microfoni laziali per parlare della situazione Inzaghi e la Lazio
“I risultati ora non contano niente, è importante trovare lo spogliatoio, in questo momento il lavoro dell’allenatore è molto difficile perché non sa bene chi avrà o chi no, quali moduli utilizzare, questo è il momento più indicativo della stagione dove si inizia a fare la squadra. All’inizio del campionato le partite che si vincono o che si perdono non valgono niente, si cerca, attraverso le amichevoli, di riprendere il lavoro lasciato sul campo la stagione scorsa.

Spero che la società stia vicino a mister Inzaghi, anche se giovane sta allenando una squadra importante.

Ciro Immobile è un’altra cosa rispetto a Klose, hanno due fisicità diverse, l’italiano è più sgusciante in mezzo all’area mentre con il panzer i compagni conoscevano i suoi movimenti, klose si buttava su tutte le palle. Se dovesse arrivare Immobile avrà bisogna di essere servito diversamente dal tedesco.

La Lazio è una squadra di seconda fascia che lotta per avvicinarsi alla prima, se un giocatore non capisce questo vuol dire che non ha tanta intelligenza e se vuole andar via non fa alcun danno.

Un attacco con Felipe Anderson, Immobile e Keita sono tre ragazzi veloci, sarebbe una bellissimo trio d’attacco. Possono segnare in qualsiasi momento e sono da conforto sia per il centrocampo che per la difesa.

Il rientro di Stefan de Vrij è importante, è un ragazzo che quando lo vedi in mezzo al campo è tatticamente intelligente, fisicamente si fa sentire, sono convinto che si rimetterà e sarà un punto fermo della difesa. Ci vuole uno che comanda la difesa e lui, anche se giovane, può cominciare a fare il regista difensivo, ha le possibilità di farlo, ha dei buoni piedi.

Puntare sui giovani è saggio, l’obiettivo della Lazio sarà quello di tornare in Europa. Diamo tempo ai giovani di crescere e di avere un loro curriculum, se non gli diamo la possibilità di giocare non sapremmo mai cosa avrebbero potuto fare.

Alla prima giornata è bene incontrare una squadra di pari livello in moda da vedere subito la realtà e la consistenza della squadra”.



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Coppa Italia: possibile derby in semifinale

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eventi lazio 26 maggio 2023

Coppa Italia ai nastri di partenza  dopo il sorteggio in lega di ieri. Il via scatterà domenica 31 luglio. Non ci sarà possibilità di rivincita in finale tra Milan e Juventus poichè si trovano nella stessa parte del tabellone. Le prime otto dello scorso anno (Juventus, Napoli,Roma,Inter, Fiorentina,Sassuolo,Milan e Lazio) inizieranno il loro cammino a gennaio. Come detto nella parte sinistra troviamo oltre al Milan e alla Juventus anche Napoli e Fiorentina. Nella parte destra Lazio, Sassuolo, Inter e Roma. La squadra di Inzaghi potrebbe affrontare il Genoa agli ottavi e l’Inter ai quarti. Con un possibile derby romano in semifinale si arriverebbe a ben 4 derby stagionali!

La formula della competizione rimane invariata,nel primo turno si affronteranno 27 squadre di Lega Pro e 9 di Serie D. Il 7 agosto debutteranno le 22 formazioni di B, dove spicca all’ Arechi il derby  campano tra la Salernitana e il Benevento. Il 13 agosto, invece, esordiranno  anche le prime 12 società della massima serie. Il Torino di Mihajlovic, potrebbe giocare contro  la Pro Vercelli e  potrebbe esserci un  Palermo-Bari. Nel mese di gennaio, entreranno in gioco  anche le prime otto dello scorso campionato di A. La finale è in programma all’Olimpico di Roma il 2 giugno 2017.

ECCO LE SFIDE DEL PRIMO TURNO CON GLI ACCOPPIAMENTI DEL SECONDO TURNO:

1 – Cosenza-Frattese
2 – Modena-Francavilla
3 – Ancona-SudTirol
4 – Livorno-Juve Stabia
5 – Matera-Caronnese
6 – Reggiana-FeralpiSalò
7 – Cremonese-Fermana
8 – Como-Montecatini
9 – Padova-Seregno
10 – Foggia-Pontedera
11 – Lecce-Alto Vicentino
12 – Alessandria-Teramo
13 – Maceratese-Campodarsego
14 – Casertana-Tuttocuoio
15 – Carrarese-Arezzo
16 – Pordenone-Grosseto
17 – Bassano Virtus-Fidelis Andria
18 – Robur Siena-Messina

Secondo turno  (7 agosto 2016)
19 – Bari-Vincente incontro 1
20 – Spezia-Vincente incontro 2
21 – Virtus Entella-Vincente incontro 3
22 – Novara-Vincente incontro 4
23 – Latina-Vincente incontro 5
24 – Pro Vercelli-Vincente incontro 6
25 – Brescia-Pisa
26 – Salernitana-Benevento
27 – Cittadella-Vincente incontro 7
28 – Frosinone-Vincente incontro 8
29 – Trapani-Vincente incontro 9
30 – Hellas Verona-Vincente incontro 10
31 – Ascoli-Vincente incontro 11
32 – Perugia-Vincente incontro 12
33 – Carpi-Vincente incontro 13
34 – Vicenza-Vincente incontro 14
35 – Cesena-Vincente incontro 15
36 – Ternana-Vincente incontro 16
37 – Avellino-Vincente incontro 17
38 – SPAL-Vincente incontro 18

 



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Cataldi: “Al mercato pensa la società, io mi sento più adatto a fare la mezzala”

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Sono gli ultimi giorni ad Auronzo di Cadore per la Lazio di Simone Inzaghi, che dopodomani farà ritorno a Roma. Ma la Lazio è ancora piena di interrogativi, con una rosa che deve necessariamente essere rinforzata. Lo sa bene Danilo Cataldi, che ai microfoni di Premium Sport ha così dichiarato: “Lo scetticismo si combatte allenandoci bene. Vogliamo dimostrare che la Lazio c’è, possiamo rispondere solo sul campo. Biglia? Gli ho mandato un messaggio dopo la finale, lo aspettiamo qui. Se c’è lui non c’è bisogno che io faccia il regista”. Riguardo al mercato viviamo la situazione in modo tranquillo. Non siamo la società, non dobbiamo pensare a queste cose. Facciamo quello che ci dice il mister. Cosa ho detto a Keita? Niente, c’è stata una breve chiacchierata, abbiamo risolto Il mister sta decidendo il mi0 ruolo, valuterà in questo periodo. Io mi sento più adatto a fare la mezzala, ho giocato quasi sempre in quella posizione”.



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Dal Belgio: Lukaku ha firmato con la Lazio

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Dal Belgio sono sicuri, Jordan Lukaku ha firmato per la Lazio.

Ennesimo nome accostato alla Lazio che potrebbe portare ad una fumata bianca tra il giocatore belga ed il club capitolino facendo abbandonare l’idea Adriano. Nulla di ufficiale dal club laziale ma il sito dhnet.be riporta la notizia dove vede il terzino dell’Ostende firmare un contratto triennale con un opzione del quarto anno. Le cifre dell’operazione parlano di 5 milioni investiti. Jordan Lukaku ha disputato anche euro 2016 con il fratello.

Sempre secondo il media belga si parla di un suo arrivo già da oggi o al massimo domani per effettuare le visite mediche presso la clinica Paideia.

 



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Comunicato durissimo della Curva Nord: “Inzaghi piccolo uomo. Laziali, continuiamo a lottare!”

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I tifosi della Lazio in piazza con lo striscione Libera la Lazio

La Curva Nord è tornata a parlare e, come di consueto, lo ha fatto attraverso un comunicato, letto nel corso della trasmissione “La voce della Nord” in onda su Radiosei e diffuso sui profili social. Un scritto di poche righe dense di significato, rivolto alla società e soprattutto alle Istituzione, alla squadra, ai comunicatori e a quelli che hanno a cuore i colori biancocelesti. Parole molto dure anche nei confronti di Simone Inzaghi, definito un “piccolo uomo” e reo di essere stato al gioco di Lotito ed aver assecondato la volontà del presidente nel balletto delle panchine di Lazio e Salernitata. Il tifo organizzato continua la sua battaglia contro il presidente Claudio Lotito, invitando la stampa a schierarsi e ai tifosi a non abbonarsi e proseguire la protesta attraverso il boicottaggio di materiale ufficiale e tv.

“Siamo scesi in piazza, ancora una volta, per manifestare il nostro malessere. Contro questa dirigenza che anno dopo anno ci sta togliendo anche l’anima, contro un potere, gestito da veri delinquenti, che asseconda logiche di un calcio che sta strangolando i tifosi. Come sempre siamo in prima fila. Per difendere il popolo biancoceleste e per difendere, indirettamente, anche tutte le altre tifoserie, come stiamo facendo ormai da decenni.

Manifestare nuovamente è forse servito a far capire a certe Istituzioni, che per troppo tempo si sono girate dall’altra parte, che la misura è veramente colma e che un malessere, per ora circoscritto allo stadio, rischia di trasferirsi nelle strade e diventare un problema sociale per tutti. Manifestare è servito per riaffermare, se ce ne fosse ancora bisogno, che a tutelare i laziali possono pensarci solo i laziali stessi. Quelli veri, quelli che hanno messo sempre la faccia e che sono di nuovo pronti a tutto.

Sulla società inutile spendere altre parole. Troppe volte lo abbiamo fatto, in certi periodi predicando anche nel deserto con tanti laziali che si accontentavano di una vittoria, di un decoroso posto in classifica alternato a imbarazzanti fallimenti, senza capire che quel che stava cominciando a mancare erano proprio le radici profonde che ci hanno resi quel che siamo.

Alla squadra, ora, diciamo che non ci sono alibi. Lotito non deve rappresentare un alibi. Niente scuse e tirate fuori le palle, per chi ce le ha. In ogni partita e in ogni minuto in cui avrete l’onore di indossare la NOSTRA maglia. Noi non saremo più disposti a farci distrarre, a lasciar correre e a dare apporti incondizionati. Ai giocatori che non ci conoscono, grazie all’operato della società, consigliamo d’informarsi, anche dallo stesso allenatore attuale, su quello che siamo stati e che abbiamo deciso di tornare ad essere.

Ci rivolgiamo anche a lui, all’allenatore, questo piccolo uomo che, da professionista, quale dice di essere, si sarebbe dovuto sottrarre al balletto delle panchine tra Lazio e Salernitana in attesa di sapere se ereditare quella più importante. L’uomo di Lotito Inzaghi dimostri agli altri quel che vale, a noi lo ha già dimostrato … e vale veramente poco! Anche per lui, lo stesso discorso fatto per i giocatori. Nessuna scusa potrà bloccare la nostra rabbia.

Ai comunicatori consigliamo una volta x tutte, di decidere da che parte stare e che strada percorrere x non farsi additare, ormai quasi da tutti i tifosi, come complici dello scempio che stanno coprendo già da molto tempo.

Al glorioso popolo biancoceleste diciamo, invece, che la protesta deve proseguire con ogni mezzo a nostra disposizione .
No agli abbonamenti , no all’acquisto del materiale ufficiale e disdette tv.
Insieme poi ci ritroveremo ancora sotto le sedi opportune .

Ed a tutti gli altri diciamo che il vento sta per cambiare un’altra volta. È nostra volontà tornare ad occupare la NOSTRA casa, se vi saranno le giuste condizioni , e lì continuare a lottare per un simbolo , il nostro e di nessun altro !
L’ascia da guerra è stata dissotterrata un’altra volta !

Uniti per vincere!
Avanti laziali. Avanti Curva Nord”



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Immobile-Lazio: trovato l’accordo, si chiude entro domani?

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Dalla Spagna rimbalza la voce secondo cui Ciro Immobile, attaccante della Nazionale e di proprietà del Siviglia, nei prossimi giorni dovrebbe accasarsi alla Lazio. Dopo aver abbandonato l’idea Enner Valencia, valutato dal West Ham sui 18 mln, la dirigenza laziale ha puntato tutto su Immobile per arricchire uno spoglio parco attaccanti, composto praticamente solo da Djordjevic fino ad ora.

Nulla di ufficiale al momento, ma dopo l’incontro tra la società biancoceleste e l’agente del giocatore nella giornata di ieri sembra che si sia giunti finalmente a un accordo, che porterebbe l’ex Torino a Roma in prestito oneroso (per circa 2 mln) con obbligo di riscatto fissato a 8 mln, da versare nelle casse andaluse entro la prossima sessione estiva di calciomercato. Per il giocatore pronto invece un contratto quinquennale (scadenza nel 2021) che parte da una base di 1.9 mln annui per sforare i 2 grazie ai bonus che entrerebbero in vigore in base al raggiungimento di alcuni obiettivi.

In Spagna danno l’affare come chiuso, e vi sarebbero una serie di situazioni in casa Siviglia che difficilmente riuscirebbero a far credere il contrario (Il Siviglia è in trattativa con l’Atletico Madrid per l’acquisto di Vietto, seguito anche dalla Lazio qualche tempo fa; l’arrivo dell’argentino, che andrà a comporre il settore offensivo del Siviglia insieme a Gameiro e Llorente, non lascia spazio ad Immobile, e l’ok per la cessione di quest’ultimo è arrivata da un altro nome più che accostato alla Lazio prima della figuraccia Bielsa: Jorge Sampaoli, nuovo tecnico degli andalusi) ma in casa Lazio l’incertezza è perenne e purtroppo c’è da aspettarsi di tutto.



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Mauri ed il suo addio silenzioso:”Se Lotito vuole mi può incontrare anche subito….”

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Stefano Mauri ed i colori biancocelesti nel cuore, l’ormai ex Lazio ha rilasciato più di qualche dichiarazione sul suo addio da Roma sperando che sia solo un arrivederci.

Sky Sport:

 “Fa male vedere questa situazione tra società e tifo, dopo aver vissuto Roma e la Lazio per tanti anni. Spero si risolva presto e che arrivi qualche innesto che faccia ritornare la tifoseria vicino alla squadra, per uscire da questo momento tutti insieme. Non ho seguito molto il caso Bielsa, ero in vacanza; non so gli accordi reali con la società, di certo è stata una situazione particolare che non ha fatto bene alla Lazio.Incontrare Lotito? Non l’ho visto ancora, dovremmo chiedere a lui se ha voglia di incontrare me, io lo farei anche adesso. Ho un ottimo rapporto con il presidente, anche se quest’anno hanno deciso di voltare pagina. Dopo il corso lo incontrerò per parlare del futuro. Bielsa? E’ una situazione particolare di cui difficilmente ci si può fare un’idea precisa perché non si conoscono bene gli accordi. E’ andata così, sono sicuro che Inzaghi farà bene perché lo scorso anno ha dimostrato di essere un bravo allenatore”.Da giocatore penso sia impossibile tornare alla Lazio, parlerò con Lotito per un ruolo diverso che non è mai stato definito nelle mansioni, ma che mi è stato promesso; che sia nelle giovanili o da dirigente. Intanto non ho intenzione di smettere adesso, almeno per quest’anno”.

TMW RADIO:

“Fa un certo effetto essere qui a Coverciano dopo tanti anni di carriera, ma l’AIC ci mette a disposizione questo grande centro. Sono qui perché momentaneamente non ho squadra e voglio farmi trovare pronto. Lazio? Mi sarei aspettato un accordo, poi loro hanno preso una decisione e io a malincuore sono venuto qui per la preparazione”. 

Sul Calcioscommesse  ed il suo processo:”E’ una cosa che porterò sempre con me, adesso aspettiamo il processo penale che inizierà a fine anno. Speriamo finisca presto, poi dopo mi toglierò qualche sassolino dalle scarpe”.

Parole su Keita: “E’ una situazione particolare, lo conosco bene. E’ un ragazzo giovane e impulsivo. Lui ha grandissime qualità e gli do il consiglio di fare il professionista, poi il suo procuratore risolverà i problemi contrattuali Questo vale per tutti,anche per Felipe Anderson. Ci sono dei contratti firmati e ci sono i procuratori proprio per questo”. 

La Lazio del 2016\2017: “Il valore è sempre buono, è la squadra che due anni fa è arrivata terza. Lo scorso anno ci sono stati dei problemi, adesso ci saranno delle cessioni e vedremo come la società proverà a sopperire a queste mancanze”.



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Totò Lopez ricorda Maestrelli e parla di Lazio:” Preferisco Inzaghi a Bielsa”

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File: [TotòLopez.jpg] | Mon, 18 Apr 2016 16:35:29 GMT LazioWiki: progetto enciclopedico sulla S.S. Lazio www.laziowiki.org

Totò Lopez è intervenuto ai microfoni laziali parlando del suo trascorso con la casacca laziale elogiando un grandissimo Maestrelli. Poi torna nel presente elogiando Inzaghi piuttosto che un Bielsa.

“Maestrelli è rimasto nel cuore di tutti, nel mio in particolar modo, fu lui che mi volle fortemente alla Lazio. Ancora oggi nel ricordarlo ho i brividi, nonostante siano passati 40 anni per me lui è stato il Numero 1.

Nella partita con il Como, nonostante i problemi che lo attanagliavano, Maestrelli era sempre lì con noi a sostenerci, bastava guardarlo in panchina per dare tutto quello che avevamo in corpo.

Ho avuto la fortuna di conoscerlo, ho lavorato un anno con lui e mi è bastato per capire la persona che avevo di fronte. Maestrelli era il Numero 1 a tenere lo spogliatoio, riusciva a fare gruppo, tutti erano legati a lui. Le cosiddette riserve gli volevano più bene dei titolari, all’epoca erano le riserve che potevano rompere gli equilibri.

Ricordo che ci dovevamo salvare e nonostante le sofferenze Maestrelli era lì, e noi in campo dovevamo lottare per lui e lo abbiamo fatto. Fu un precursore perché aveva un gioco diverso dalle altre squadre.

Che si scelga di puntare sugli italiani va a beneficio anche della Nazionale.

Sono ben felice che alla Lazio ci sia Inzaghi e non Bielsa, per me l’argentino non è lo stregone del calcio mondiale che ci vogliono far credere e non hanno mai visto dai veri maestri, Ancellotti, Mourinho o Guardiola, imporre un diktat per allenare una squadra, a me personalmente non mi è mai piaciuto. Non serve il grande nome per risolvere i problemi di una società.

Se un giovane ha già l’attitudine e la personalità per giocare in Serie A bisogna dargliene la possibilità.

Anche per questo sono ben contento di mister Inzaghi, da lui si può ottenere qualcosa di buono, ha un occhio di riguardo per i giovani e se ci sarà la possibilità li metterà in campo. Sentiremo parlare di Murgia, Alessandro ha le potenzialità per arrivare in prima squadra.

Non si deve trascurare la politica del campionato, nella Lazio ci sono grandi giocatori ma solo Simone Inzaghi ha la predisposizione per inserire qualche giovane. Voglio dire ai tifosi di sostenere mister Inzaghi perché poi alla fine sono i giocatori quelli che scendono in campo”.



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Hoedt:”Spero di far coppia con De Vrij, scordiamo la stagione passata!”

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Wesley Hoedt ha rilasciato qualche dichiarazione da Auronzo. Il rientro di De Vrij lo sta motivando parecchio visto che gli unici centrali titolari sono lui, l’olandese e Mauricio dopo la partenza di Gentiletti.

“Questa mattina abbiamo fatto un po’ di corsa, stiamo lavorando molto bene. Guardiamo avanti e diamo il massimo. Siamo abituati al lavoro di Inzaghi, quindi stiamo lavorando molto forte da quando siamo arrivati ad Auronzo di Cadore.

Sono molto contento del rientro di Stefan de Vrij, è molto forte ma ha bisogno di un po’ di tempo perché è appena tornato in campo. In campo con lui mi trovo bene ovviamente, vediamo se come coppia possiamo funzionare. Ora dobbiamo lavorare insieme, io lui e Mauricio. Poi deciderà mister Inzaghi. Lui e mister Farris stanno lavorando molto con noi sulla linea difensiva, ci stanno aiutando, dobbiamo continuare ad allenarci tutti e tre insieme.

Prima di Natale ho avuto qualche problema, non ho giocato bene. Poi è andata meglio, ho imparato molto ma devo ancora migliorare. Mi sto allenando sui calci di punizione, quando ero più giovane li tiravo. In questa squadra bisogna guadagnarsi qualsiasi cosa, vedremo.

Dobbiamo guardare avanti, non più alla scorsa stagione. Siamo un gruppo, ci sono molti giovani di valore e andiamo tutti d’accordo. Faremo tutto il possibile per aprire al meglio la stagione”.



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Nuovi numeri di maglia per Cataldi, Morrison e Kishna

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Si è ormai conclusa la prima settimana del ritiro biancoceleste ad Auronzo di Cadore con l’amichevole disputata oggi pomeriggio contro il Brasil Team, match in cui la Lazio si è imposta per 6 reti a 0 con i gol di Murgia, Oikonomidis, Cataldi (2), Palombi e Lombardi (tutti provenienti dal vivaio di Formello).

Il mercato della Lazio stenta tutt’ora a decollare e al momento l’unico acquisto ufficiale è quello di Vargic, portiere croato che nelle gerarchie di Inzaghi comincierà da secondo, nonostante non si sappia ancora chi tra Marchetti e Berisha lascerà a Lazio per accasarsi altrove. L’estremo difensore ex Rijeka ha intanto deciso di indossare la maglia numero 55. Oltre al nuovo arrivato ci sono altri biancocelesti che hanno deciso di cambiare il numero sulla casacca per la prossima stagione: l’addio di Braafheid (fine contratto, ora svincolato) ha liberato la numero 5, che Danilo Cataldi ha già scelto come prossima maglia, lasciando così la sua 32. L’eredità di Klose passa al “fantasma” della passata stagione Ravel Morrison, che il prossimo anno vestirà con la numero 11 al posto della 7 intravista nelle poche uscite stagionali dell’inglese, la quale spetterà invece a Kishna, che saluta così la non molto fortunata numero 88.



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Dichiarazioni choc di Ruzzi, ex procuratore di Zarate: “Lotito va avanti con i poteri. Chi lo protegge?! Il popolo laziale non lo può più vedere”

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E’ un Luis Ruzzi senza peli sulla lingua quello che si sfoga ai microfoni di Cittaceleste Tv. Al termine dell’udienza che ha visto il rinvio a giudizio di Tare e De Martino per falsa testimonianza nella diatriba con Mauro Zarate, l’ex procuratore dell’argentino ha parlato a 360 gradi del mondo Lazio e del rapporto del “Pibe de Haedo” con i tifosi biancocelesti.

L’intervista parte proprio con la vicenda che vede Zarate da una parte e la Lazio nelle persone di Tare e Calveri dall’altra sfidarsi in tribunale. “E’ successo che nel processo si presentarono Tare e Calveri, dicendo: “Zarate? Dopo Marzo non l’abbiamo più visto“. E il giudice chiaramente gli ha dato ragione, condannando Zarate. E allora la Lazio ne ha approfittato e non ha pagato Maurito. Ma questa era una bugia. Una falsa testimonianza, appunto. Eppure, tutti sapevano che Zarate andava e come a Formello ad allenarsi. Ma loro sicuramente pensavano: “Tanto chi andrà a testimoniare a favore di Zarate? Nessuno”. Però non sapevano che noi nel frattempo stavamo realizzando filmati che provassero come in realtà Maurito ad allenarsi ci andava e come. Filmava il giornale del giorno per far vedere la data. Filmava quello che faceva. Dei video che se li vedeste, vi metterebbero tristezza. Io vi ricordo che Lotito è uno che magari ti prende il calciatore e gli fa: “Oh, non basta mica avere ragione. Devi trovare chi te la dà. Vai all’arbitrato? Quelli sono 3. Io ce n’ho 2, tu uno“. Lotito passa il tempo a dirti questo. Mettendosi poi a ridere. Maurito per i tifosi della Lazio ha pianto. Quando esposero quello striscione contro di lui, io ho visto Zarate piangere. Perchè lui (Lotito, ndr) ha potere anche sulla tribuna“.

Poi Ruzzi attacca duramente Damiano Tommasi, presidente dell’Associazione Italiana Calciatori: “Si sa che la Lazio lascia i calciatori in Tribunale. E in tutto questo l’Assocalciatori non esiste. Tommasi, ad esempio. Dov’è? Tommasi, dove sei? Il sindacato dei calciatori. Sindacato che non esiste. Non sono mai stati d’aiuto. Io ho chiamato Tommasi mille volte, gli dicevo: “Vieni a vedere come si allena il ragazzo“. E lui un giorno mi risponde e mi fa: “Ok, vengo”. Ad un certo punto, il giorno dell’appuntamento, mi chiama e mi fa: “No, oggi non vengo perchè Tare è in Germania”. Ma io dico. Vi rendete conto? Ma chi tutela Tommasi? I calciatori o i datori di lavoro? Comunque. Lotito si presentò dopo da me e mi disse: “Ahhh, hai parlato con Tommasi. Sai quanti voti ha Tommasi? 4. Io ce n’ho 14″. Da quel giorno, sparito Tommasi. Ci lasciano da soli. Così come hanno lasciato da soli Pandev, Ledesma e tutti gli altri. I calciatori hanno 12-13-14 anni di vita. Se tu 2-3 glieli fai passare in tribunale li rovini. Però una cosa posso dirla. Io credo nella giustizia Italiana. Che sarà pure lenta. Lentissima. Però, c’è. E’ sicura.”

Sull’attuale momento della Lazio: “Lotito va avanti con questi poteri. Ma avete visto che sta facendo con Bielsa? Lui è andato a toccare uno dei personaggi più importanti del calcio Argentino. L’ha preso per i fondelli. Cioè, si sono permessi di offenderlo dicendo: “Beh, se lo chiamano Loco un motivo ci sarà”. Quando invece “Loco” è un modo molto simpatico di dire Argentino. Anche molti miei amici mi chiamano Loco. Ma mica sono pazzo. Ma io dico. Perché non fanno vedere tutto il contratto? Loro raccontano solo la loro verità. Argentina? Ma quale Argentina. Non c’è nessuno lì in questo momento col potere di scegliere il nuovo allenatore. Purtroppo in Argentina la Lazio è molto importante. Più di quanto possano pensare Lotito e Tare. E quindi ogni volta che la Lazio “parla”, lì tutto diventa notizia. Se Lotito dice che Bielsa non è arrivato alla Lazio per andare ad allenare la Nazionale, lì gli credono tutti. Hanno inventato moltissime bugie. Hanno coinvolto Veron e Sabatini. Veron, ripeto. Rendetevi conto. Si sono inventati una cavolata dietro l’altra. E il problema è che voi giornalisti non siete uniti. Perché in sala stampa l’altro giorno si sono alzati solo la metà dei presenti? Se Lotito fa un torto a uno, tutti dovrebbero rispondere in blocco. Lotito ci gioca su questa divisione. Perché Tare non viene licenziato? Semplice. Hanno troppe cose in comune. Hanno degli interessi extra calcistici. Come fa Lotito a mandarlo via. Come fa a togliere Tare dal suo mondo. Dove sceglie l’allenatore, lo chiama, gli dice come deve giocare la squadra. Non può, non può mandarlo via. Sono legati tutti e due. E chi soffre di questo è il popolo Laziale. Poi ve lo dico. Io sono molto dispiaciuto che Zaza e Pellè abbiano sbagliato il rigore. Ma solo l’idea di vedere l’Italia Campione d’Europa, con Lotito e Tavecchio festanti, mi fa venire i brividi. Almeno ci siamo salvati da questa immagine”.

Infine l’argentino svela un clamoroso retroscena sul presidente biancoceleste Claudio Lotito: “A Lotito questa situazione con i tifosi della Lazio gli garantisce altri 15 anni di scorta. Ma è possibile che in Italia noi cittadini, dobbiamo pagare la scorta di questo uomo che continua a provocare il mondo così la scorta aumenta. Ma come funziona? Sai quanto costa Lotito allo stato? Ora vi dico una cosa. L’altra volta, Salernitana-Lanciano. Lotito parte con 3 macchine – perché lui si porta anche gli amici infrangendo tutte le regole del mondo – ha fatto un incidente che ha coinvolto non so quante macchine. Così ha chiamato il Ministro Alfano da dentro la macchina e a lui l’hanno tirato fuori con la gru, mentre c’erano 30 km di coda. E la gente ovviamente non si è accorta che si trattasse di lui. Ma io dico: quanto ci costa tutta questa storia? Hanno chiuso l’autostrada per lui. Ma io dico. Chi lo protegge? Quando c’è un popolo che non lo può più vedere”.



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Djordjevic sollecita il mercato: “Aspettiamo altri acquisti!”

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Arrivato due anni fa in pompa magna dal Nantes, Filip Djordjevic ha offerto nella prima metà della stagione 2014-2015 prestazioni sontuose condite con 8 reti, più una nel girone di ritorno, ma purtroppo nel gennaio 2015 una frattura alla caviglia destra l’ha tenuto fuori gioco per più di 3 mesi e ha rallentato la sua vena realizzativa, tanto che nella scorsa stagione in campionato ha realizzato solo 3 reti, 6 considerando anche l’Europa League; quindi il suo bilancio attuale con la maglia biancoceleste parla di 15 reti totali in due anni. Ma dalla prossima stagione il Cobra vuole tornare a far sognare i tifosi, e per farlo rammenta anche la necessità di nuovi rinforzi; queste le sue parole ai microfoni di Premium Sport: “Oggi sono titolare ma sono sicuro arriveranno altri giocatori che porteranno tanta concorrenza. Siamo qui ad Auronzo, stiamo preparando la nuova stagione. Lavoriamo bene coi giocatori che abbiamo, ma aspettiamo altri elementi. Dobbiamo lavorare tanto, non pensare a cose passate, ma guardare avanti. Dobbiamo rimanere positivi e preparare il campionato con nuovi obiettivi. Sappiamo di essere una buona squadra, abbiamo giocatori di qualità e con un paio di acquisti saremo un grande gruppo. L’obiettivo della Lazio è quello di giocare in Europa, è il minimo. Stiamo tutti bene, siamo carichi e abbiamo tanta voglia. L’anno scorso è stato delicato, abbiamo avuto tanti infortuni. Siamo abituati a lavorare con Simone, si corre molto e speriamo di far bene anche con lui. Mi aspetto di fare una preparazione senza infortuni, l’anno scorso ho iniziato malissimo. Quest’anno voglio solo star bene tutto il campionato”; Djordjevic è stato poi intervistato anche dal TG3: “Aspettiamo altri acquisti, ma la squadra che sta qua lavora bene, i giovani anche e hanno voglia di dimostrare le loro qualità. Siamo tutti motivati. Keita? Ci sconosciamo bene, è un giocatore bravo. Diventerà più bravo se fa le cose giuste, soprattutto con la testa (sorride, ndr), ma è un bravo giocatore e aiuterà sicuramente la squadra. Anderson lo aspettiamo, è uno dei nostri migliori giocatori, anche lui ha tanta qualità. Lo aspettiamo a braccia aperte. La nostra ambizione stagionale è sicuramente l’Europa, come sempre. La Lazio deve lottare sempre per l’Europa. I tifosi? Siamo qua per lavorare, speriamo che anche loro tornino allo stadio. Quando loro stanno dietro di noi è tutto molto più facile. Adesso è una situazione molto delicata, ma noi faremo di tutto per fare bene affinché tornino il prima possibile”.



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Giuseppe Sculli riprende gli scarpini

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Giuseppe Sculli, dopo la travagliata avventura con la Lazio, che lo ha messo fuori rosa e spedito al Genoa e al Pescara per ben due volte, ha deciso di ricominciare dal basso, in eccellenza precisamente con l’accademia Pavese. l’ex classe ’81 della Lazio che nel Gennaio del 2012 ha giocato per l’ultima volta con l’aquila sul petto, avrebbe trovato l’accordo con la società proprio in questi giorni.

Sculli nonostante il matrimonio non proprio fortunato con la società capitolina ha deciso di rimettersi in gioco. Questo fa sicuramente capire quanto il calcio è nel cuore dell’ex biancoceleste, che dopo aver assaporato il fascino della serie A, non teme la ripartenza da un calcio sicuramente più nobile di quello a cui era abituato. Tutti i tifosi laziali si augurano che la sua nuova avventura possa cominciare e svolgersi nel migliore dei modi.



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Felipe Anderson:” Ho chiarito con la società, potete contare su di me”

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Felipe Anderson Gol decisivo Lazio Lecce Intervista Sky Lazio Maturità della squadra Calcio 2023-2024 Serie A Futuro del calciatore Sky Sport Risultato partita

Felipe Anderson e le Olimpiadi, un caso che è stato chiuso con le sue parole da Auronzo:

 

“Fa sempre bene ricevere l’affetto dei tifosi. Mi dispiace essere arrivato in ritardo, ho chiesto scusa per questo, sono felice di aver chiarito con la società. Sto bene, sono molto motivato, ringrazio la società per avermi accordato la possibilità di partecipare alle Olimpiadi. È un sogno che si realizza, spero di far bene con la nazionale per poi tornare più forte e più motivato che mai.

In questi giorni non ero in vacanza ma stavo a casa, ero ansioso perché non sapevo se potevo andare o no alle Olimpiadi, aspettavo la risposta della società. Ora non so quando ripartirò per il Brasile ma era importante per me chiarire anche con la squadra. Sono contento di essere qui e che si sia tutto risolto.

Avevo anche voglia di ritrovarmi con la squadra, i tifosi possono contare su di me, darò tutto me stesso per questa maglia, vogliamo raggiungere obiettivi importanti. Dobbiamo pensare al bene della Lazio, con un bel gruppo possiamo fare una grande stagione. Dobbiamo ripartire bene ma con serenità perché è proprio attraverso la tranquillità che si posso fare le cose buone, sono felice di essere qui.

I tifosi sono sempre presenti e mi trasmettono tanto calore. Qui è incredibile l’affetto che ricevo, oggi sono arrivato a piedi al campo di allenamento perché volevo parlare con tutti i tifosi visto che si fanno molti chilometri per seguirci. È importante stare con loro e mi fa piacere stargli vicino”.



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Quarto giorno ad Auronzo di Cadore: doppia seduta e contestazione guidata dai bambini

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Quarto giorno di lavoro per la Lazio ad Auronzo di Cadore. Continua dunque il ritiro precampionato in vista della prossima stagione degli uomini di Simone Inzaghi all’ombra delle Tre Cime di Lavaredo.

Neve e gelo hanno colto di sorpresa i calciatori e tifosi biancocelesti sul Cadore. La mattinata si è aperta con un nuovo striscione di contestazione alla società, esposto sulle tribune dello Zandegiacomo. “27% : da credito vantato. 15% : da condannato. Ecco come ci hai incatenato“ recita l’attacco diretto dei tifosi biancocelesti al presidente Claudio Lotito. Intanto la squadra ha lavorato in palestra, prima di presentarsi sul sentiero limitrofo al lago di Santa Caterina per le ripetute (7 da 8 minuti ciascuna). Poi un bagno ghiacciato, con alcuni calciatori che hanno preferito le basse temperature del fiume che scorre vicino al campo. Seduta differenziata per De Vrij, Morrison e Kishna che, guidati da alcuni componenti dello staff di Inzaghi, hanno alternato il lavoro aerobico in campo con quello in palestra. Infine anche i tre portieri Berisha, Borrelli, e Strakosha hanno svolto delle esercitazione su riflessi, prese e uscite agli ordini dello storico preparato Adalberto Grigioni sul terreno di gioco.

Al termine della seduta d’allenamento, alcuni calciatori si sono fermati a firmare autografi. Il più acclamato è stato il bosniaco Senad Lulic, virtualmente nominato dai tifosi leader della squadra al ritmo di“Daje capitano”. L’eroe del 26 maggio ha risposto ridendo con la frase:“Terzo capitano!”.

Nel pomeriggio la temperatura è tornata ad essere più gradevole. Il tecnico biancoceleste Inzaghi ha aperto le porte ai tifosi biancocelesti per la seconda seduta di giornata. Si inizia con un riscaldamento tecnico, mentre i portieri già “volavano” guidati da Grigioni. Una riunione tecnica, prima di tornare in campo per un lavoro con pallone e cambi di ritmo. Poco più tardi, il gruppo si è diviso in due con la difesa affidata a Farris e il reparto avanzato sotto gli ordini del tecnico di Piacenza. Il vice ha provato i movimenti della retroguardia titolare, con De Vrij che ha ripreso il suo posto al centro. Accanto a lui c’era Mauricio, mentre sulle fasce Basta e Radu completavano il reparto. Dall’altra parte, Inzaghi ha lavorato su coordinazione e tiro con Kishna e Milinkovic sugli scudi.

La giornata si è conclude con la classica partitella in famiglia a campo ridotto. Da una parte l’undici formato da Strakosha, Basta, de Vrij, Prce, Radu; Onazi, Cataldi, Morrison; Lombardi, Palombi, Kishna, mentre dall’altra Berisha; Patric, Mauricio, Hoedt, Germoni; Milinkovic, Murgia, Lulic; Javorcic, Djordjevic, Oikonomidis. Poi i consueti esercizi di stretching prima di rientrare negli spogliatoi.

 

Intanto ad Auronzo di Cadore è arrivato anche Felipe Anderson. Il centrocampista brasiliano, dopo aver chiarito la sua posizione sui profili social, si è diretto prima nella Capitale per svolgere le visite mediche di rito, prima di dirigersi nel ritiro biancoceleste. Il brasiliano ha ricevuto il permesso dalla società di partecipare alle Olimpiadi, e dunque già domenica si imbarcherà nuovamente per il Sud America.

Giornata di contestazione per i tifosi. Alle ore 18, circa 200 laziali hanno protestato pacificamente, in contemporanea con l’iniziativa di Piazza Santi Apostoli di Roma, contro la gestione Lotito. L’iniziativa ha visto i piccoli biancocelesti protagonisti, che con lo striscione “Non si rubano i sogni ai bambini” hanno guidato il gruppo. Curiosa la presenza dell’aquila Olympia, che si è presentata nel bel mezzo della contestazione ed ha partecipato al corteo.

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