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Immobile: “Una delle serate più belle della mia carriera”

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Ciro Immobile 26-07-2016 Roma Visite mediche di Ciro Immobile nella clinica Paideia a Roma. SS Lazio test clinic @ Marco Rosi / Fotonotizia / Insidefoto

Entusiasta al termine della gara Ciro Immobile, che segna il suo primo gol in un derby, il quindicesimo in stagione. Ecco le sue parole:

“Bello vincere il derby e fare un passo in avanti per la qualificazione, la gente ci aveva chiesto a gran voce la vittoria. Ringrazio la squadra e i magnifici tifosi. Una delle serate più belle della mia carriera. Sto dando continuità al lavoro, voglio continuare così. Sicuramente ora c’è un piccolo vantaggio perché non abbiamo subito gol, ma la Roma è una grande squadra e dobbiamo preparare bene il ritorno. Napoli e Juventus sono due grandi squadre, speriamo di arrivare in finale”.



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Che lezione della Lazio! Roma sentenziata

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lazio roma risultato finale

La gara perfetta. Inzaghi prepara una partita sublime, ingabbia Nainggolan e la Roma non gira. Tutti hanno fatto vedere cosa vuol dire indossare questa maglia. Una gran prova di coraggio, contro tutti e tutto. Non ci sono altre parole, partita perfetta. Speriamo la prima di tre. 

LA CRONACA: Schema tattico che appare subito chiaro quello di Inzaghi. Fiato sul collo al giocatore più pericoloso della Roma, Radja Nainggolan. La storia insegnava che con la difesa a tre non si vinceva; ora bisogna solo ricredersi. Difesa molto solida, in leggera difficoltà con le palle lunghe dirette verso Dzeko. La gara stenta a decollare nella prima frazione, poche fiammate, regna la tensione. La Lazio sembra più in palla, tiene bene il campo e le posizioni indicate dal mister. Dopo la metà del primo tempo l’ago si sposta verso i biancocelesti che hanno le occasione per far male. Felipe si inventa una giocata delle sue e piazza l’assist per un Milinkovic-Savic freddissimo a bucare la rete. Il serbo è uno dei migliori in campo, tiene tutti i palloni, conquista falli, si inserisce, gioca per quattro. I giallorossi tentano di ricompattarsi, ma sono poco precisi. Nella seconda frazione Spalletti tenta di cambiare qualcosa, perchè vede che la squadra non riesce ad aggirare la rete difensiva della Lazio. Roma che prende possesso del campo, biancocelesti che aspettano e ripartono sfruttando la stanchezza e l’allungamento delle squadre. Inzaghi capisce il momento e inserisce senza indugi Keita; la Roma sbaglia e lascia in uno contro uno Immobile e Keita. Il senegalese non se lo fa ripetere due volte e da contropiede brucia il duo Emerson-Manolas e regala un cioccolatino a Immobile che deve solo imbucare. La Lazio soffre nel finale ma alza un gran muro e riesce a mantenere la porta inviolata, grazie anche ad un miracolo di Strakosha che salva il risultato nel finale. Sei minuti di recupero a parte (inspiegabili), la Lazio chiude con un ottimo risultato in vista del ritorno. Come detto partita perfetta, Inzaghi straordinario, come anche tutti i giocatori. Da Lukaku, gara ottima, a Crecco, che entra benissimo in partita. Il primo dei tre è andato, serviranno altre due gare così e la Lazio, abbiamo visto stasera, ha i mezzi per farlo.

IL MIGLIORE: Tutta la Lazio: Gara perfetta, nient’altro d’aggiungere.

IL PEGGIORE: Nainggolan: Inzaghi crea una gabbia per il belga che non riesce a giocare come sa. Se non gira lui, la Roma non gira. Dopo la prestazione superlativa contro l’Inter non riesce a ripetersi nel derby. “Li vinciamo entrambi, te lo dico io” cit.

IL TABELLINO di Lazio-Roma 2-0

LAZIO (3-5-2): Strakosha; Bastos, de Vrij, Wallace; Basta, Parolo, Biglia, Milinkovic (Dal 91’ Murgia), Lukaku (Dal 80’ Crecco); Felipe Anderson (Dal 67’ Keita); Immobile. All. Simone Inzaghi

ROMA (3-4-2-1): Alisson; Rudiger, Fazio, Manolas; Peres (Dal 86’ Totti), Paredes (Dal 64’ Perotti), Strootman, Emerson; Salah (Dal 69’ El Shaarawy), Nainggolan; Dzeko. All. Luciano Spalletti

Arbitro: Irrati di Pistoia

Gol: 30’ Milinkovic (L), 78’ Immobile (L)

Ammoniti: Parolo, Rudiger, Strakosha, Biglia



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Lazio Roma: le pagelle

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lazio roma risultato finale

Una vittoria netta,senza storia quella stravinta dalla Lazio nel derby di andata di coppa italia.
Una squadra che ha lottato su ogni pallone e che non ha lasciato spazi ad un Roma annichilita dalle ripartenze biancocelesti.
Stratosferica prestazione di Milinkovic che ha regnato per tutta la gara.
Adesso recuperiamo le forze per la partita di Bologna di domenica.

Vediamo insieme le pagelle della Lazio:

STRAKOSHA 6,5: fino all’88’ non fa` una parata; decisivo sul tiro deviato di Emerson.

BASTOS 7: rientra dopo tanto tempo e insieme agli altri 2 del reparto difensivo annulla l’attacco romanista.

WALLACE 7: si riscatta il brasiliano dopo il brutto errore del derby di andata; ottima prestazione.

DEVRIJ 7: nel primo tempo perde troppp spesso Dzeko, nel secondo tempo lo cancella dal campo.

BIGLIA 7: l’argentino lotta da vero capitano che non si tira mai indietro.
Sempre presente in fase difensiva e in quella di appoggio.

PAROLO 6,5: oggi tre polmoni Marco, grande sacrificio.

MILINKOVIC 8: il vero padrone del match; regna nella partita facendo quello che vuole.
Ciliegina sulla torta il grande gol dell’1-0.

BASTA 6,5: molto accorto e attento a chiudere tutte le linee di passaggio.

LUKAKU 7: da ala con pochi compiti difensivi rende di piu`; stasera grande corsa e molto bene in fase propositiva.

ANDERSON 6,5: ci si aspettava piu` da Felipe; bene ma niente piu`.
Da comunque l’assist vincente per Milinkovic.

KEITA 7: da subentrato e` devastante; Manolas se lo vede frecciare da tutte le parti.
Grande azione con assist per il gol di Immobile.

IMMOBILE 7,5: corre dietro a tutti,fa` a sportellate con tutti e segna anche.
Un attaccante che da tutto in campo.

CRECCO 6: sbaglia qualcosina ma l’emozione era tanta.

MURGIA SV.



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Lazio-Roma: le conferenze stampa dei due tecnici

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Lazio-Roma: le conferenze stampa di Inzaghi e Spalletti

Inzaghi

“Sappiamo cosa andremo ad affrontare. Ho tantissimo rispetto per la Roma, per l’allenatore che hanno e per il gran gioco che esprimono, ma per domani ho grandissima fiducia. Il mio gruppo è forte e compatto, non siamo in semifinale e con 50 punti in campionato per caso. Il gruppo è unito e mi da sempre più fiducia, partita dopo partita.

Domenica abbiamo fatto una gara sottotono, ci era capitato al massimo altre due volte in queste prime 26 giornate. Alla vigilia di un derby ci può stare. Ho giocato molte stracittadine e nella testa di un calciatore può capitare. Contava vincere, ce l’abbiamo fatta, ma con meno brillantezza. Dovremo cercare di fare la nostra partita sapendo che a differenza delle gare precedenti di TIM Cup bisognerà pensare in prospettiva alla gara di ritorno. Saremo concentrati, tra un mese ci sarà la seconda sfida.

Dovremo fare una partita importante. La Roma è favorita, ma io ho grandissima fiducia in me stesso, nel mio staff e nei miei giocatori. Abbiamo fatto 6-7 mesi eccezionali, ma ora dovremo disputare questa semifinale che ci siamo guadagnati sul campo. La gara d’andata di campionato ci ha insegnato che si può pagare il minimo errore in queste partite. Avevamo fatto 50-60 minuti nel miglior modo possibile, poi abbiamo commesso errori individuali. E’ una gara che è alle spalle, ma per 60 minuti ce la siamo giocata nel migliore dei modi.

Se penso alla prima gara che ho giocato lo scorso anno contro l’Empoli, alla quale hanno assistito circa 10 mila persone, è stato fatto un grandissimo passo in avanti: al derby d’andata c’erano circa 40 mila tifosi. Sentiamo la gente molto vicina, soprattutto in trasferta. Quelle di Pescara ed Empoli sono state trasferte molto importanti: ci siamo sentiti una cosa sola con i tifosi. Abbiamo vinto con il settore ospiti pieno. Domani giochiamo in casa e li vogliamo vicini per fare una grande prestazione.

Abbiamo tre elementi molto importanti per la nostra economia di gioco che saranno assenti, ma abbiamo giocatori come Lukaku che quando è stato chiamato in causa mi ha sempre dato garanzie. Davanti a lui ha trovato Radu e Lulic che per noi sono indispensabili: ogni volta che è sceso in campo ha fatto la sua parte. Farò le mie scelte valutando le condizioni fisiche dei miei, deciderò con tranquillità.

La Roma ha una grandissima rosa. Per tre volte El Sharaawy e Perotti non sono nemmeno entrati in campo, sono compatti ed allenati molto bene. Nessuna paura, giocheremo il derby a testa alta consapevoli che siamo in una semifinale molto ambita. Una delle quattro squadre che l’hanno centrata siamo noi. Nainggolan sta facendo molto bene ma è sbagliato pensare solo a lui. Soffermarsi su un solo calciatore è un errore, dovremo stare attenti a tutti. Siamo pronti, l’unica cosa che chiedo da ieri ai miei ragazzi è l’approccio mentale. Una partita del genere non va sbagliata sul piano dell’approccio.

Al di là di Keita e Felipe Anderson, che sono giocatori straordinari e importantissimi, abbiamo 50 punti grazie a tutta la squadra. Dovremo fare tutti quanti la partita giusta, è una gara molto difficile. In una difesa a quattro credo che il più adattabile sia Wallace: ad Empoli quando Basta ha avuto qualche problemino, ho impiegato il brasiliano.

Marchetti lo valuterò oggi. Ieri è tornato a lavorare e le sensazioni sono discrete. Al termine di quest’ultimi due allenamenti, valuterò se potrà darmi garanzie. Oltre all’interpretazione dei moduli, dovremo essere compatti togliendo linee di passaggio alla Roma: sarà fondamentale essere squadra.

Wallace dopo l’errore commesso nel derby d’andata di campionato, fu uno dei migliori in campo nel match disputato cinque giorni dopo contro la Sampdoria. E’ un giocatore che sta facendo cose molto buone. E’ un ragazzo che si impegna molto ed è sempre molto positivo a prescindere dal suo impiego. Sono contento di allenarlo, è anche una bella persona.

La Roma gioca con cinque difensori: i due esterni sono Peres e Palmieri che aiutano molto i centrali. La squadra giallorossa si sacrifica e tutti lavorano a prescindere dal ruolo. Li rispettiamo, ma noi faremo sicuramente la gara giusta”.

Spalletti

“Emerson ieri si è allenato, vediamo come reagisce alla seduta di oggi ma probabilmente è a disposizione.

La Lazio è stata costruita per il successo che sta avendo, l’unico dubbio mi sembrava l’allenatore ma Inzaghi ha dimostrato di non essere il rincalzo di nessuno, può ambire a guidare squadre di questo livello per cui abbiamo di fronte un avversario forte.

Ci aspettano tre partite che stimolano molto e non tolgono nulla, questo è ciò che volevamo raggiungere. Dal punto di vista fisico ci saranno delle dispersioni per cui dovrò cambiare qualche elemento ma sono convinto che la squadra si farà trovare pronta. Siamo maturi, si percepisce che c’è un cambiamento. Abbiamo la forza mentale per affrontare questo periodo che ci vedrà fronteggiare squadre forti.

La Lazio giocherà la partita che è abituata a fare. Riesce a compattarsi sotto la palla e ripartire come ha fatto con l’Inter. Ogni sua ripartenza è fatta di velocità e qualità. Sarà squadra e noi dobbiamo fare altrettanto, mettendo però qualcosa in più perché vogliamo vincere.

Dobbiamo dare tutto; quando hai alle spalle una città simile, quando si ha un pubblico come quello della Roma e si è un professionista, sei obbligato a far vedere convinzione e forza. Il derby vale il triplo: la singola partita, l’accesso a una finale, che si giocherà a Roma, e una sfida che sta a cuore ai nostri tifosi. Non ho mai visto un atteggiamento disinteressato alla causa da parte dei miei giocatori.

Tra Roma e Lazio c’è poca differenza: sarà una partita equilibrata. Le stracittadine hanno spesso dimostrato che il fattore emotivo può dare o togliere qualcosa ai giocatori in campo. Si confronteranno due squadre forti ad armi pari.

Devo valutare le condizioni fisiche di alcuni elementi. Molti hanno giocato 90 minuti giovedì contro il Villareal e domenica sera a San Siro. Ci alleneremo nel pomeriggio. De Rossi ha preso una botta e dovrò sincerarmi del suo stato di forma. Non posso dire se giocherà dal primo minuto o meno.

L’abbassamento delle barriere è un’importante occasione da cogliere. Dovremo goderci la serata. Giocare di notte di notte è più bello, ha un’altra atmosfera. Le partite più belle si disputano in notturna. Se non fossi in campo, andrei a vedere la gara allo stadio accettando ogni risultato e raccontando le cose belle vissute in quei 90 minuti”.



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Personaggi Storici SS Lazio: Cristian Daniel Ledesma

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“Io riesco a riconoscere un romanista da un laziale già quando parla. Il laziale è diffidente all’inizio, ma quando capisce che persona sei ti dà tutto. Ho vissuto momenti bellissimi, ma anche momenti difficili e i laziali si vedono soprattutto in questo tipo di situazioni. È un popolo che sa cosa significa soffrire.” Cristian Ledesma

Cristian Daniel Ledesma nasce il 24 settembre del 1982 a Moròn, città situata nella Gran Buenos Aires, e a soli 4 anni è costretto a trasferirsi con la famiglia in Patagonia, dove comincerà a muovere i primi passi sui campi da calcio. Nel 1996 viene notato dagli osservatori del Boca Juniors, che decidono di riportarlo a Buenos Aires, inserendolo nelle giovanili del club gialloblu.

Saranno 4 gli anni che il giovane Ledesma passerà nelle giovanili degli Xeneizes, prima di entrare nel mirino del Lecce, che grazie al suo Ds dell’epoca, Pantaleo Corvino, convince il giovane regista argentino a trasferirsi in Italia.

Nella stagione 2001-02, la sua prima in maglia giallorossa, Ledesma sarà aggregato alla squadra Primavera, con la quale conquista la Coppa Italia di categoria, riuscendo a disputare persino 2 presenze in Serie A. A fine stagione il 16° posto costringerà la squadra alla retrocessione in B. Nella stagione successiva scende in campo in 29 occasioni, siglando anche un gol e contribuendo al ritorno in Serie A dei salentini. L’anno successivo Delio Rossi, allenatore leccese dell’epoca, decide di affidare a Ledesma le redini del gioco giallorosso; mossa che si rivelerà vincente in quanto la squadra terminerà il campionato al 10° posto. Per Ledesma la stagione si chiude con 30 presenze e 1 rete, la prima in Serie A per l’argentino. Nell’estate 2004 il Milan ottiene il prestito del giocatore per disputare una tournee in Cina, ma successivamente il suo passaggio in rossonero non si concretizza e Ledesma disputa altre due stagioni con la maglia del Lecce addosso, venendo ceduto alla Lazio nell’estate del 2006 per una cifra di circa 5 mln di euro dopo una nuova retrocessione in cadetteria da parte della squadra pugliese.

A Roma ritrova Delio Rossi, suo allenatore nei primi anni passati al Lecce, che gli affida da subito il comando del centrocampo biancoceleste, composto oltre che da Patagonia Express (nome affibbiato a Ledesma da Guido De Angelis, storico commentatore biancoceleste), da Mutarelli, Mudingayi e Mauri. Il primo gol in biancoceleste per il centrocampista arriva il 10 dicembre 2006 nel derby cittadino, durante il quale Ledesma sblocca il risultato allo scadere della prima frazione di gioco, con un gran tiro dalla distanza che si infila sotto all’incrocio dei pali della porta difesa da Doni. La partita terminerà 3-0 in favore dei biancocelesti con i gol nella ripresa di Oddo su rigore e di Mutarelli. La prima stagione con la Lazio si conclude con il raggiungimento del 3° posto in campionato, che consente agli uomini di Rossi di qualificarsi ai preliminari della Champions League dell’anno dopo. Ai sorteggi la compagine biancoceleste pesca i romeni della Dinamo Bucarest, che vengono sconfitti con il risultato complessivo di 4-2, determinando così per la Lazio l’ingresso alla fase a gironi della competizione. Alle urne la squadra romana viene inserita nel girone con Real Madrid, Werder Brema e Olympiakos. Dopo il doppio pareggio con i greci e il Real Madrid, i biancocelesti ottengono 3 punti nel doppio confronto con i tedeschi di Brema, ma nella partita decisiva, quella contro l’Olympiakos in casa, la squadra va in tilt e regala i 3 punti agli ospiti, uscendo incredibilmente dalla competizione. Anche in campionato le soddisfazioni sono davvero poche e il piazzamento finale è quello del 12° posto, ma per Ledesma la stagione è piuttosto positiva, come testimoniato dalle 43 presenze e 3 gol complessivi. Nell’estate 2008 la cessione di Zauri comporta il passaggio della fascia di capitano da quest’ultimo a Tommaso Rocchi, e Ledesma viene promosso a vice-capitano. In questa sessione di mercato l’acquisto di Mauro Zarate si rivelerà determinante per la vittoria della Coppa Italia 2008-09, nella quale la Lazio batterà in finale la Sampdoria allo Stadio Olimpico davanti a quasi 70.000 spettatori e guadagnerà l’accesso all’Europa League dell’anno successivo. Ledesma si confermerà indispensabile per i suoi, siglando anche il primo della serie di rigori durante la finale, che dopo i supplementari si era chiusa sul risultato di 1-1. A causa di problemi legati al rinnovo contrattuale, assieme a Goran Pandev, Ledesma all’inizio della stagione 2009-10 viene messo fuori rosa e non partecipa alla vittoria in Supercoppa Italiana maturata contro l’Inter. Dopo un inizio disastroso in campionato, culminato con l’esonero del neo-allenatore Ballardini e l’arrivo di Reja, Ledesma viene riaggregato alla squadra e la aiuta a evitare la possibile retrocessione in cadetteria. Alla fine della stagione saranno comunque solo 13 le partite disputate dall’argentino, che intanto si procura il doppio passaporto, argentino ed italiano. La stagione 2010-11 si apre con il rinnovo contrattuale da parte di Ledesma, che decide di legarsi alla Lazio per altri 4 anni. In questa stagione si rivelerà più che azzeccato l’innesto di Hernanes, prelevato dal San Paolo per 10 mln di euro e che a fine stagione ripagherà lo sforzo societario con 12 gol all’attivo, un record per un centrocampista al primo anno di Serie A. La stagione 2011-12 segna la 200esima presenza con la maglia biancoceleste per Ledesma, che per la prima volta disputa una partita europea a eliminazione diretta, nella sconfitta ai sedicesimi di Europa League contro l’Atletico Madrid, che poi vincerà la competizione. Questa è anche un’annata di rinnovamento per i biancocelesti, che portano tra le loro fila giocatori come Marchetti, Klose e Cissè, vincendo entrambi i derby contro i cugini giallorossi e posizionandosi al 4° posto finale in campionato, raggiungendo nuovamente la qualificazione in Europa League. Ma è l’anno successivo quello più glorioso per la squadra del neo-allenatore Vladimir Petkovic, che dopo essere uscita ingiustamente dalla competizione europea ai quarti di finale contro il Fenerbahce, riesce nell’impresa di conquistare una nuova Coppa Italia nella finale del 26 maggio 2013, battendo con un gol di Lulic i rivali giallorossi, soffiando così proprio ai cugini la qualificazione alla successiva Europa League. Per Ledesma, che insieme a Rocchi alza la Coppa Italia da capitano, si tratta della stagione con più presenze con la maglia biancoceleste, disputando 52 partite complessive. Dopo un anonimo inzio di stagione sotto la guida di Petkovic, nel gennaio 2014 viene richiamato Reja sulla panchina della Lazio, che però a fine stagione non va oltre al 9° posto in campionato, rimanendo fuori dalle coppe europee per la prima volta negli ultimi 4 anni. Per Ledesma la stagione 2013-14 segnerà comunque la sua presenza numero 300 con l’aquila sul petto, una cifra che in pochi possono vantare con la maglia biancoceleste. La stagione 2014-15 sarà l’ultima per Ledesma con la Lazio; il poco spazio concesso al capitano biancoceleste e la scarsa considerazione della società nei suoi confronti, lo portano a cambiare aria a fine stagione, ma non prima di aver per un ultima volta lasciato il segno: il 31 maggio, durante l’ultima giornata di campionato, nella sfida contro il Napoli, il capitano biancoceleste risulta determinante in occasione degli ultimi due gol degli ospiti, che espugneranno il San Paolo con il risultato di 2-4, portando così la squadra a giocarsi il preliminare di Champions League della stagione successiva proprio a danno dei partenopei.

Salutata la Lazio con grande rammarico decide nel settembre 2015 di accasarsi in Brasile, al Santos, con cui scende in campo in sole 4 occasioni per poi rescindere il suo contratto solo 4 mesi più tardi.

Dopo essere rimasto fermo per più di 6 mesi decide di provare l’esperienza greca con la maglia del Panathinaikos, ma neanche stavolta l’esperienza si conclude in maniera positiva: già nel dicembre del 2016 rescinde con il club ateniese, con 6 presenze e 3 reti all’attivo.

Solo un mese dopo, nel gennaio 2017, raggiunge l’accordo con la Ternana, che si trova in una difficilissima situazione in classifica e che sceglie di affidarsi all’argentino per tentare un’insperata salvezza dalla retrocessione in Lega Pro. Al momento sono già 6 le presenze con la squadra umbra, che però non sembra riuscire a risollevarsi dai bassifondi della classifica.



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Serie A, 26a giornata: la Moviola

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Ecco la Moviola della 26a giornata di Serie A:

JUVENTUS-EMPOLI (MARIANI) : giusto annullare la rete di Dybala, che riceve il pallone da Higuain che a sua volta era in fuorigioco al momento del tiro di Pjanic respinto da Skorupski; manca un calcio di rigore alla Juventus per fallo di Pasqual su Alves in area

INTER-ROMA (TAGLIAVENTO) : giusto assegnare calcio di punizione indiretto alla Roma e ammonire Perisic quando quest’ultimo si alza il pallone da terra in area per poterlo passare ad Handanovic con la testa, in modo tale che Handanovic possa prenderlo con le mani, perché questo non si può fare in quanto è un espediente atto ad aggirare una regola del gioco; giusto assegnare calcio di punizione all’Inter per fallo di Manolas su Mario ma manca il giallo per Manolas perché si tratta di un fallo che blocca una ripartenza importante; giusto non assegnare calcio di rigore all’Inter sul contatto Fazio-Icardi in area, perché è quest’ultimo che commette fallo su Fazio e non viceversa, quindi al limite ci sarebbe un calcio di punizione per la Roma, non assegnato per il vantaggio in quanto il pallone arriva a Sczczesny; è irregolare la seconda rete di Nainggolan, perché l’azione nasce da un fallo di Nainggolan su Gagliardini, in quanto, mentre Gagliardini salta per colpire il pallone, Nainggolan non salta mai bensì si preoccupa solo di evitare che Gagliardini arrivi sul pallone spiengendolo, quindi in maniera scorretta, bisognava assegnare calcio di punizione in favore dell’Inter; manca un netto calcio di rigore all’Inter quando Eder, su passaggio di Icardi, anticipa nettamente Strootman che gli rifila un calcione in area di rigore; netto il calcio di rigore assegnato alla Roma quando Dzeko anticipa Medel che commette fallo su di lui in area, manca però il giallo per Medel perché l’intervento è imprudente, regolare l’esecuzione del rigore

NAPOLI-ATALANTA (CELI) : regolare la prima rete di Caldara perché sul suo colpo di testa Masiello in fuorigioco solo geografico, perché non disturba alcun avversario e non partecipa al gioco; giusto il primo giallo a Kessie per fallo su Diawara; giusto anche il secondo giallo e quindi il rosso a Kessie per fallo su Insigne; giusto il giallo a Hysaj per fallo su Gomez; manca il secondo giallo e quindi il rosso a Hysaj per fallo su Gomez

SASSUOLO-MILAN (CALVARESE) : manca un calcio di rigore al Sassuolo quando Berardi in area del Milan anticipa sul pallone e viene nettamente atterrato da Vangioni, Calvarese sbaglia tutto ammonendo per simulazione Berardi, l’addizionale Russo avrebbe potuto aiutarlo ma non lo ha fatto; netto il calcio di rigore assegnato al Sassuolo perché, all’inizio Kucka e Duncan si trattengono a vicenda in area, ma poi Kucka affossa nettamente Duncan, giusto anche il giallo a Kucka, era però da ripetere il calcio di rigore perché in area entrato sia un giocatore del Sassuolo che un giocatore del Milan; inesistente il calcio di rigore assegnato al Milan perché in area Aquilani scalcia per colpire il pallone senza colpirlo, ma senza colpire nemmeno Bertolacci che cade da solo poiché scivola, il calcio di rigore è irregolare perché Bacca tocca il pallone nettamente due volte (forse anche tre), quindi invece della rete bisognava assegnare un calcio di rigore indiretto a favore del Sassuolo, senza neanche far ripetere il rigore anche se giocatori di entrambe le squadre erano entrati perché bisogna sempre punire l’infrazione più grave; non fischiato un netto fuorigioco su passaggio di Berardi a un compagno; giusto annullare l’eventuale 0-2 di Bacca per fuorigioco sull’assist del compagno; giusto non assegnare calcio di rigore al Sassuolo per il tocco di mano di Sosa in quanto assolutamente involontario dopo il tocco di Aquilani perché Sosa si porta il braccio dietro la schiena; giusto annullare un’altra rete di Bacca perché sul passaggio del compagno c’è Sosa in fuorigioco che diventa attivo nel momento in cui disturba Acerbi impedendogli di fermare Bacca; manca un clamoroso rigore al Sassuolo quando Paletta in area di rigore manca nettamente il pallone colpendo Politano con un calcione, il tutto sotto gli occhi di Calvarese che ha anche una visuale del tutto libera; giusto fischiare il fallo di Gazzola su Deulofeu, ma andava punito Berardi che calcia il pallone contro Deulofeu a terra, sarebbe stato il secondo giallo e quindi il rosso per lui, l’addizionale Di Paolo avrebbe potuto aiutare Calvarese ma non lo ha fatto

PALERMO-SAMPDORIA (DOVERI) : non c’era il calcio di rigore assegnato al Palermo, perché prima del fallo di Beresczynski su Balogh quest’ultimo interviene con la gamba alta in gioco pericoloso, andava fischiato calcio di punizione indiretto in favore della Sampdoria; non c’era il fuorigioco di Schick sul passaggio di Quagliarella; non c’era il fuorigioco di Quagliarella su passaggio di un compagno; non c’era il fuorigioco di Embalo su passaggio da dietro; non c’era il fuorigioco di Henrique tenuto in gioco da Barreto su passaggio del compagno

LAZIO-UDINESE (PAIRETTO) : generoso il rigore assegnato alla Lazio, perché sul controllo di Immobile Adnan tocca sì col braccio ma probabilmente in maniera involontaria, l’addizionale Saia avrebbe potuto aiutare Pairetto ma non lo ha fatto, regolare l’esecuzione del rigore

CHIEVO-PESCARA (GAVILLUCCI) : era regolare la rete annullata a Birsa, tenuto in gioco da Stendardo al momento dell’assist del compagno

GENOA-BOLOGNA (ROCCHI) : giusto annullare la rete di Pinilla, perché sul tocco del compagno quelle di Oikonomou e Masina sono solo deviazioni e non giocate, dunque non rimettono in gioco Pinilla; giusto il rosso diretto mostrato a Torosidis che commette un brutto fallo con vigoria sproporzionata su Simeone

CROTONE-CAGLIARI (ORSATO) : nessun episodio da moviola

FIORENTINA-TORINO (GIACOMELLI) : netto il rigore assegnato al Torino per fallo di Salcedo su Boyé, giusto anche non dare provvedimenti disciplinari perché l’intervento è onesto e non nega una chiara occasione da rete; giusto non assegnare calcio di rigore alla Fiorentina perché Moretti interviene nettamente sul pallone senza commettere fallo su Kalinic; manca un calcio di rigore alla Fiorentina quando Lukic trattiene vistosamente Chiesa in area



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Derby di Coppa: numeri e statistiche

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Il giorno è arrivato. L’attesa gara per il primo dei derby della semifinale di Coppa Italia. Lazio e Roma si sfidano per andare a prendersi la finale. L’andata si giocherà in “casa” della Lazio. Vediamo insieme qualche numero che accompagna i derby nella coppa italiana.

È il 19° derby nella Coppa Italia, l’ultimo risale proprio al trionfo della Lazio del 26 maggio 2013 (data in cui risale anche l’ultima vittoria dei biancocelesti in un derby. Le due squadre romane si trovano di fronte in semifinale di Coppa Italia per la seconda volta: la prima, stagione 2002/03, vide la Roma passare il turno con due successi (2-1 all’andata e 1-0 al ritorno). Entrambe hanno il miglior attacco di questa Coppa Italia (dagli ottavi in poi) con sei reti all’attivo – i giallorossi sono anche quelli che in questo periodo hanno tentato più tiri nello specchio: 20, otto in più della Lazio, seconda.

La Lazio ha vinto tutte e tre le ultime semifinali disputate, nel 2009, 2013 e 2015, al contrario della Roma che ne ha perse due su tre.

Nei 18 precedenti in coppa, 9 sono le vittorie dei giallorossi, 6 quelle dei biancocelesti e 3 i pareggi. Le reti in totale della Lazio sono 17, dall’altre parte ben 21.

In casa la Lazio ha perso solo uno degli ultimi 18 match di Coppa Italia (15V, 2N), e segnato in media 2.7 gol a partita in questo parziale.



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Auguri a Sergej Milinkovic Savic!!!

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Oggi è il compleanno di Sergej Milinkovic Savic, classe ’95, il giocatore serbo però non nasce in Serbia ma nella citta spagnola di Lleida, da genitori sportivi, il padre Nikola Milinković è stato un calciatore professionista, che ha trascorso gran parte della sua carriera per l’appunto in Spagna, e la madre Milana Savić è stata una giocatrice professionista di basket. È anche il fratello maggiore Vanja, portiere del Torino e suo compagno di squadra nelle giovanili del Vojvodina. Sergej  crescie nelle giovanili del club serbo del Vojvodina, e il 23 novembre 2013 ottiene il suo esordio in occasione della partita esterna, persa per 3-0, contro il Jagodina; subentra a partita in corso dando il cambio al compagno di squadra Marko Poletanović.   Il 7 maggio 2014 vince la sua prima Coppa di Serbia battendo, per 2-0, il Jagodina. Conclude la sua prima stagione da professionista con un bottino di 16 presenze, 4 reti e 1 trofeo vinto. Il serbo nella stagione successiva  passa al club belga del Genk che sborsa una cifra vicina ai 400 mila euro per averlo nella sua rosa. L’esordio in terra belga arriva il 2 agosto 2014, subentrando al compagno di squadra Julien Gorius. La prima partita da titolare invece arriva il 13 dicembre successivo, in occasione della vittoria casalinga, per 3-0, contro il Kortrijk. Il 18 gennaio 2015 mette a segno la sua prima rete con la nuova maglia; aprendo le marcature, al 2′, nel pareggio esterno, per 1-1, contro il Lokeren. Conclude la stagione totalizzando 24 presenze e 5 reti. Con la sua nazionale invece, tra under 18 e maggiore colleziona 38 presenze con ben 8 reti, vincendo per altro  europeo under 19 nel 2013 e un mondiale under 20 nel 2015. Con la nostra maglia ha già collezionato 70 presenze e 8 reti.

Nella speranza che arrivi presto il suo rinnovo, gli auguriamo un buon compleanno!!!



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Patric: “oggi erano importanti i 3 punti. Spero di vincere il derby!

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Brutti ma efficaci, è questo il commento che racchiude il match della Lazio disputato oggi contro ľUdinese. Patric si mostra soddisfatto dei 3 punti nel post-match:

: “Mi fa male il flessore, sento un dolore dietro che non mi fa stare bene e mi ha condizionato. Ho giocato comunque 60 minuti e ora ho una settimana per recuperare. La partita di mercoledì è importante, ma dovevamo pensare prima all’Udinese. Non potevamo sbagliare. La squadra è stata un po’ lenta, loro erano ben messi in campo. Oggi non abbiamo fatto una grande partita, ma alla fine dobbiamo essere contenti di aver ottenuto i tre punti. I miei genitori abitano qui con me e mi aiutano sempre. Thereau? Mi toccano sempre a me quelli più alti (ride, ndr). Alla fine era importante riuscire a vincere. Mi sarebbe piaciuto essere disponibile, darà tutto quello che posso da fuori. Il calcio è così e bisogna accettarlo. Aspetto di giocare il ritorno. Il derby è una partita bellissima, tutti vogliono giocarla. Ma prima di tutto spera vinca la Lazio”.



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Le dichiarazioni di De Vrij e Murgia

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DeVrij “Era importantissimo vincere. Siamo contenti ma siamo consapevoli che non fossimo alla grande, oggi. Facevamo fatica a mettere pressione, siamo andati tutti in difficoltà. Erano importanti i tre punti, li abbiamo ottenuti, adesso guardiamo avanti. Preferisco vincere una partita così che perdere con il Chievo. Oggi anche gli avversari non hanno avuto grandi occasioni, ci siamo difesi bene. Hoedt? Abbiamo quattro centrali forti, dipende dalle scelte del mister. Lui è cresciuto molto, sta facendo bene”. L’attenzione della Lazio, adesso, può concentrarsi sul derby: “E’ una partita particolare, non vedo l’ora. Dobbiamo tenere in testa che sono due sfide, può succedere di tutto. Dzeko? Attaccante fortissimo, tra i più forti del campionato. Se la Roma è favorita? E’ il Derby non ci sono favoriti”.

Il centrale olandese ha parlato anche ai microfoni di Lazio Style Channel: “Il calcio vive di emozioni, dobbiamo essere chiari tra di noi. Quando uno sbaglia viene ripreso poi finisce lì. La prestazione non è stata molto buona, ma sono contento per la vittoria. A me piacciono molto le partite di sera. Il derby è sempre bellissimo, siamo due squadre forti e sarà una bella partita. Dobbiamo tenere a mente che saranno due partite, siamo pronti e abbiamo voglia di giocarla. Bisognerà fare meglio rispetto a oggi. Siamo stati lenti e meno aggressivi, ma alla fine contano i tre punti. Sappiamo giocare sia a tre che a quattro dietro, dipenderà dal mister. Dzeko? È un attaccante fortissimo. Tra i più bravi del campionato. Sarà una sfida individuale e anche a livello di squadra. Sono le partite più belle da giocare”.

Murgia
Una vittoria importante per la classifica. Pensiamo a noi e a quello che siamo. Dovevamo vincere e ci siamo riusciti. Ho cercato di fare il mio meglio, sono soddisfatto, in primis per la vittoria. Continuo a lavorare così. Abbiamo un grande potenziale, pensiamo partita per partita, poi faremo i conti. Sappiamo dove possiamo arrivare, continuiamo a lavorare in questo modo. Inzaghi mi ha detto di giocare tranquillo come so e l’ho fatto. Sono soddisfatto della mia prestazione. Decide il mister, io mi alleno al massimo, poi lui fa le sue scelte. Biglia? Un giocatore esemplare per questa squadra e per noi giovani. Ci aiuta anche in allenamento, è un punto di riferimento. Derby? Sono tranquillo, la prepareremo al meglio, sappiamo che squadra è. Essendo laziale e cresciuto nella Lazio, normale che la senta. Spero di avere un’occasione, ma Inzaghi sceglierà la squadra più pronta. Le parole di Nainggolan? Noi pensiamo solo a noi”.



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Lazio Udinese: le pagelle

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Una Lazio bruttina centra la vittoria contro l’Udinese grazie ad un rigore molto generoso fischiato per noi.
La partita e` stata veramente brutta;poche occasioni da una parte e dall’altra,e i giocatori della Lazio che dovrebbero dare quel piu` hanno steccato.
Anderson ripete se nn peggiora la prestazione di Empoli,Keita offre qualche spunto ma niente piu’,Immobile un po` impacciato ma ha il merito di sbloccare la gara dal dischetto.
Una vittoria importantissima che ci tieni li,anche perche` tutte le diretti concorrenti hanno vinto.
Adesso testa e cuore al derby di coppa italia.
Vediamo insieme le pagelle della Lazio:

STRAKOSHA 6: qualche parata semplice ma niente piu`.

RADU 6: riesce bene ad arginare Jankto e Widmer.

HOEDT 6,5: le sue prestazioni sono ormai una certezza; anche oggi molto bene.

DEVRIJ 7: il comandante conferma tutto il suo enorme potenziale difensivo; oggi salva anche il risultato.

PATRIC 6,5: sto ragazzo ogni volta che scende in campo e tra i migliori; anche oggi conferma la nostra opinione.

MURGIA 6: se la cava anche se ci sono stati un po` di errori; ma e` un quasi esordiente e per esserlo si merita la piena sufficienza.

PAROLO 6: la solita corsa dietro gli avversari per recuperare palloni.

LULIC 6,5: ci sono e ci saranno sempre i suoi errori tecnici; ma a differenza di altri quando perde palla fa` tutto il possibile per recuperarla.

KEITA 5,5: qualche spunto ma poca cosa, forse e’ davvero meglio farlo entrare dalla panchina.

ANDERSON 5: dopo Pasqual anche Samir non si fa` superare dal brasiliano; quando gli arriva palla la stoppa e gioca da fermo senza puntare il giocatore.
Cosi non va`.

IMMOBILE 6: ha il merito della segnatura del rigore ma oggi e` stato molto confusonario,perdendo anche qualche palla pericolosa in difesa.

BASTA 6: entra bene meritando la sufficienza.

MILINKOVIC 6,5: entra e` da la scossa alla squadra.

WALLACE SV



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Comunicato ufficiale S.S. Lazio: “La Lazio avra’ il suo stadio”.

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Ieri era stato approvato il progetto per lo stadio della Roma, e neanche a 24 ore di distanza la Lazio si fa’ sentire emettendo il seguente comunicato:

“A seguito delle dichiarazioni del sindaco Virginia Raggi e del rappresentante della AS Roma, la S.S. Lazio, prende atto con piacere, che sono state superate tutte le remore legate ai vincoli delle sovrintendenze e ai vincoli idrogeologici per la realizzazione dello Stadio della Roma.

La S.S. Lazio e i suoi innumerevoli tifosi sono fiduciosi e certi che l’intera amministrazione comunale di Roma non creerà discriminazioni tra i cittadini romani in base alla fede calcistica e che il sindaco di Roma Virginia Raggi e la sua giunta sicuramente consentiranno di costruire anche per gli appassionati sostenitori dei colori biancocelesti, il proprio stadio, secondo i propri criteri di localizzazione, di efficienza e di qualità dell’impianto, senza ricorrere allo stratagemma dello Stadio Flaminio che non ha alcun requisito e condizione oggettiva per essere lo stadio della Lazio.

Solo tale iniziativa – la creazione dello stadio della Prima Squadra della Capitale, la Lazio – assevererà la volontà da parte delle istituzioni capitoline di intraprendere un percorso di innovazione in linea con i tempi, che proietti finalmente la nostra città, anche nel settore delle infrastrutture calcistiche, nella dimensione internazionale, così come sottolineato e richiesto dal Presidente UEFA, non più tardi di pochi giorni fa”.



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Lazio-Udinese: le statistiche

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Lazio-Udinese i precedenti delle due squadre

La Lazio di Inzaghi inizierà da questa Domenica il tour de force che vedrà un tris di incontri: Udinese-Roma-Bologna. Un derby di coppa Italia incatenato tra i due turni di campionato in pochi giorni.

Concentrandosi per ora solamente al primo match, la Lazio ha affrontato 37 volte in campionato la squadra friulana.

Le statistiche parlano di 18 vittorie per i biancocelesti, 11 sconfitte ed 8 pareggi. 62 gol laziali contro i 44 dei bianconeri. Se si guarda invece alle sfide di Serie A disputate in terra friulana le vittorie della Lazio diventano 32 in 75 sfide, con 24 successi friulani e 19 pareggi a completare la serie, oltre ai 119 gol dei capitolini contro i 100 bianconeri.

Gigi Delneri, alla ventesima sfida in tutte le competizioni contro la Lazio: il bilancio, ad oggi, parla di 8 successi, 5 pareggi e 6 sconfitte.

Per quanto riguardano invece i numeri con il direttore di gara Pairetto,  è alla seconda con la Lazio dove i capitolini hanno rimediato la vittoria per 2 reti ad 1  contro l’Atalanta ( gara disputata a Bergamo) mentre in casa friulana ha diretto due match entrambi persi con Chievo e Cagliari.

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Serie A, 25a giornata: la Moviola

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EMPOLI-LAZIO (RIZZOLI) : non c’era il calcio di punizione assegnato alla Lazio per fallo di Costa su Milinkovic e di conseguenza non c’era nemmeno il giallo per Costa, la cosa grave è che ad essere penalizzata da questa decisione è addirittura la Lazio perché Rizzoli non le concede la norma del vantaggio con Anderson lanciato a rete

ATALANTA-CROTONE (BANTI) : giusto il calcio di punizione assegnato al Crotone per fallo di Petagna su Ferrari, ma manca il giallo per Petagna che scalcia l’avversario imprudentemente; giusto annullare la rete di Rosi, in fuorigioco al momento del calcio di punizione di Barberis respinto da Berisha

SAMPDORIA-CAGLIARI (MASSA) : la rete del Cagliari nasce da una rimessa laterale battuta circa 10 metri più avanti rispetto a dove era uscito il pallone; manca un calcio di rigore alla Sampdoria quando Skriniar viene nettamente trattenuto in area da Isla, l’addizionale Pairetto avrebbe potuto aiutare Massa ma non lo ha fatto; manca un calcio di rigore al Cagliari quando Pavlovic intercetta con la mano aperta in area uno stop di Borriello; sbagliato annullare per fuorigioco la rete di Ibarbo, perché sulla punizione di Alves l’unico giocatore in fuorigioco è Pisacane che però non partecipa al gioco e non influenza alcun avversario, dunque è in fuorigioco soltanto geografico

JUVENTUS-PALERMO (DI BELLO) : giusto assegnare calcio di punizione alla Juventus per fallo di Andelkovic su Dybala, ma manca il giallo per Andelkovic che commette un fallo imprudente; giusto assegnare calcio di punizione alla Juventus per fallo di Henrique su Dybala, ma manca il giallo per Henrique; giusto non assegnare calcio di rigore al Palermo per il presunto fallo in area di Asamoah si Balogh, perché Asamoah interviene sul pallone; ottima valutazione di Di Bello a non punire la trattenuta di Goldaniga su Higuain lanciato a rete (avrebbe meritato il rosso diretto) perché sul prosieguo dell’azione Higuain serve Dybala che segna

BOLOGNA-INTER (MAZZOLENI) : giusto fischiare calcio di punizione al Bologna per fallo di Miranda su Verdi e giusto anche il giallo a Miranda il cui fallo è imprudente; manca un calcio di rigore al Bologna quando Eder colpisce sullo stinco Dzemaili proprio sulla linea dell’area di rigore; sbagliato fischiare fuorigioco a Banega, tenuto in gioco da due giocatori del Bologna al momento del passaggio di Ansaldi, Mazzoleni non ha potuto “far abbassare la bandierina” all’assistente perché il suo posizionamento era errato; giusto non assegnare calcio di rigore al Bologna per presunto fallo di Banega su Dzemaili, perché Banega prende solo spazio e Dzemaili si lascia vistosamente cadere

ROMA-TORINO (GUIDA) : giusto non assegnare calcio di rigore al Torino per il tocco di braccio di Emerron, involontario perché arriva dopo il tocco sulla coscia; manca un calcio di rigore al Torino quando Emerson trattiene nettamente la maglia di De Silvestri

CHIEVO-NAPOLI (IRRATI) : giusto non assegnare calcio di rigore al Napoli sul contatto in area Spolli-Pavoletti, perché quest’ultimo cerca di farsi spazio e regolarmente non gli viene concesso; regolare la rete di Hamsik, perché non c’è alcun fallo di Allan, che servirà Hamsik, su Gobbi nell’azione; annullata ingiustamente per fuorigioco la rete di Giaccherini, perché al momento dell’assist di Hamsik è dietro la linea del pallone

MILAN-FIORENTINA (VALERI) : non c’era il calcio di punizione per il Milan da cui nasce la rete di Kucka, perché Valero semplicemente tocca Suso che si lascia cadere, sul calcio di punizione la rete di Kucka è regolare perché è tenuto in gioco da quattro giocatori della Fiorentina; era da annullare la rete di Kalinic perché Chiesa, che lo servirà, è in fuorigioco al momento del passaggio di Valero, successivamente Kalinic è tenuto in gioco da Gomez al momento dell’assist di Chiesa; non c’era il fuorigioco fischiato a Bacca lanciato a rete, perché è tenuto in gioco da Chiesa al momento del passaggio di Suso; giusto ammonire semplicemente Gomez che trattiene Kalinic in posizione regolare lanciato a rete da Ilicic, perché Kalinic non ha il possesso del pallone e non ci può essere la certezza che ne entri presto in possesso, quindi non si tratta di una chiara occasione da rete; giusto il giallo per simulazione a Suso che si butta nettamente senza subire alcun fallo da Rodriguez

UDINESE-SASSUOLO (TAGLIAVENTO) : dubbi sulla rete annullata a Thereau, perché sul tiro di Fofana non c’è la certezza che il tocco di Acerbi sia solo una deviazione e non una giocata, ma la decisione di Tagliavento di considerarla una deviazione e quindi di annullare la rete per fuorigioco è condivisibile

PESCARA-GENOA (ABBATTISTA) : nessun episodio da moviola



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Lazio Nuoto, che vittoria a Siracusa!

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I biancocelesti vincono contro l’Ortigia 10-9 ottenendo il primo successo in trasferta. Correggia chiude la porta, i padroni di casa sbagliano un rigore e Leporale cala il poker: “Successo che ci dona un sorriso”. Ma Tafuro avverte: “Dobbiamo lavorare ancora tanto”
Battaglia doveva essere e battaglia è stata. A Siracusa, la Lazio ottiene il primo successo in trasferta del campionato grazie ad una prova generosa, di cuore fornita da tutta la squadra, dai più giovani ai senatori. Una vittoria epica conquistata in un ambiente caldo e difficile come quello della piscina Caldarella dove l’Ortigia è stata sconfitta 10-9 nella 16^ giornata di serie A1. Match contrassegnato da tanti errori, durante il quale tuttavia è emerso il carattere della Lazio, di un gruppo pronto a non mollare mai. Sontuosa la prova di Matteo Leporale, autore di quattro gol pesantissimi. Forse il centroboa voleva farsi perdonare l’espulsione ricevuta durante l’ultima partita giocata contro la Canottieri, ma sta di fatto che sta trascinando a suon di reti la squadra da inizio stagione come un vero leader. Da sottolineare anche la prova di Vincenzo Correggia: il portiere ha negato il gol più volte agli attaccanti biancoverdi. Quando non è potuto arrivare sulla palla, è stata la traversa colpita su rigore da Danilovic a salvare lui e la Lazio nel finale di gara. Mai in partita il trio degli attaccanti dell’Ortigia Danilovic, Camilleri e Di Luciano neutralizzati dalla retroguardia biancoceleste. Con questo successo la Lazio sale a sette punti in classifica e, in attesa della partita del Quinto, allontana lo spettro della retrocessione diretta.
PARTITA – Subito in gol l’Ortigia con Giacoppo, ma Leporale sveglia d’incanto la Lazio realizzando una doppietta nel giro di un minuto. Pareggio immediato di Casasola, poi Cannella e ancora Leporale permettono ai biancocelesti di terminare il primo parziale in vantaggio. In mezzo la rete di Tringali (3-4). Ancora botta e risposta nel secondo tempo: la Lazio prova a scappare con Giorgi e Maddaluno. Reazione siracusana che porta la firma di Giacoppo e Cusmano, ma Giorgi nel finale riporta le distanze sul + 2 per le aquile (5-7). Nel terzo periodo, Vitale prima sbaglia a tu per tu con Patricelli, poi insacca con un tiro dalla lunga distanza (5-8). Giaccoppo accorcia le distanze con due gol (7-8), la Lazio appare in difficoltà e viene salvata da Correggia che respinge una conclusione a colpo sicuro di Di Luciano. Leporale cala il poker, ma il solito Giacoppo beffa la difesa laziale (8-9). L’ultimo periodo lo apre Giorgi, risponde Ivovic, Danilovic colpisce la traversa su rigore, nel finale ancora Correggia dice no a Giaccoppo e la Lazio può finalmente esultare (9-10).. SI tornerà in vasca già sabato 25 febbraio alle 15: al Foro italico arriverà il Savona.
L’allenatore della Lazio, Massimo Tafuro: “È stata una partita sofferta, avevamo studiato bene l’avversario, ma tra dire e il fare c’è di mezzo il mare. Non abbiamo sofferto le condizioni della piscina, abbiamo giocato la partita come dovevamo, tre punti che forse meritavamo per strada in questo campionato li abbiamo raccolti qui, siamo contenti. Una vittoria che non cambia niente, siamo a sette punti che ovviamente sono meglio di quattro, ma dobbiamo lavorare tanto, cercare di raccogliere ancora e dare continuità, sabato con il Savona sarà un’altra sfida importante per capire se siamo diventati grandi, ci dobbiamo provare”.
Il giocatore della Lazio, Matteo Leporale: “Sicuramente è una vittoria che ci regala un sorriso, che ci rende più leggero questo viaggio di ritorno, ma aspettiamo di vedere cosa farà il Quinto. Qua non è mai facile vincere, poi loro hanno giocatori validi, è stata una trasferta in una giornata con tante difficoltà ma alla fine è andata bene. La partita è stata senza sosta, con tanti capovolgimenti, per questo ci sono stati molti errori frutto della stanchezza, loro non immaginavano di trovarsi sotto e fortunatamente hanno sbagliato più di un tiro. Sono contento del campionato che sto facendo, ma devo dire che i compagni mi aiutano tanto: Giorgi, Colosimo e gli altri sanno quando servirmi al momento giusto, ormai ci conosciamo da tempo. Non so se stiamo crescendo o se nelle difficoltà abbiamo trovato semplicemente più compattezza, ciò che è certo giochiamo alla morte tutte le partite“.

Di seguito il tabellino della gara:


C.C. ORTIGIA-SS LAZIO NUOTO 9-10
C.C. ORTIGIA: Patricelli, Siani, Abela, Puglisi, Di Luciano, Giacoppo 5, Camilleri, Ivovic 1, Cusmano 1, Danilovic, Casasola 1, Tringali 1, Caruso. All. Leone
SS LAZIO NUOTO: Correggia, Tulli, Colosimo, Ambrosini, Vitale 1, Di Rocco, Giorgi 3, Cannella 1, Leporale 4, De Vena, Maddaluno 1, Mele, Washburn. All. Tafuro
Arbitri: D. Bianco e Castagnola
Parziali 3-4, 2-3, 3-2, 1-1
Danilovic (Ortigia) tira un rigore sulla traversa nel quarto tempo. Usciti per limite di falli Maddaluno (Lazio) e Colosimo (Lazio) nel quarto tempo. Superiorità numeriche: Ortigia 5/13 + un rigore e Lazio 3/8. Spettatori 100 circa


Fonte: “www.laziofamily.it”



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Spazio ai rinnovi da Milinkovic a Keita passando per Biglia!

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Aria di rinnovi, Milinkovic firmerà, in dubbio Biglia, Keita e De Vrij

Nella rassegna stampa di Radiosei si è parlato dei rinnovi in casa Lazio. La cosa quasi certa è che Milinkovic prolungherà la sua permanenza a Roma percependo uno stipendio che passerà dai 750.000€ a poco più di un milione. Le due parti non vogliono aspettare e tra la società ed il suo agente l’aria è ottima per la firma che lo legherà ancora con la casacca biancoceleste.

Diversa la questione Keita che come da prima della Coppa D’Africa, il senegalese ha dato delle grane a Formello con dei suoi capricci. Grane che però non hanno influito sul suo rendimento in campo da quando è tornato dalla competizione del suo continente natale.

De Vrij è il dubbio più grande, il suo contratto scadrà nel 2020 ma ciò non indica che rimarrà alla Lazio fino a fine stagione. Il giocatore è molto gettonato e seguito da altre squadre anche nella Premier League. La sua giovane età e la la sua tenacia a diventar sempre di più un punto di riferimento della difesa biancoceleste potrebbe far puntare su di lui occhi che potrebbero offrire ciò che vuole Lotito e monetizzare su un probabile mercato in entrata (raro che succeda).

Caso Biglia. L’argentino, dopo la scalata alla fascia di capitano, tra alti e bassi ancora rimane in dubbio nel proseguo biancoceleste anche se a fine dell’incontro di qualche giornata fa ha dichiarato ai microfoni della mediaset: ” il mio futuro è la Lazio”. Una frase che però vale o non vale in questo campo e nel calcio moderno.

 



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Immobile e il post gara

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Anche Ciro Immobile ha voluto dire la sua dopo la partita di Empoli, condito con il  goal  numero tredici in stagione. Ai microfoni di Mediaset Premium ha parlato cosi: “La Lazio è una squadra che gioca bene e io devo finalizzare tutto quello che crea questo gruppo. Quando sento ‘non finalizzare’ mi sento preso in causa, io ci vado sempre, a volte va bene a volte va male ma io ci credo in ogni occasione. Nelle ultime 5 partite abbiamo dominato, ci teniamo a fare bene per noi e per il nostro pubblico che ci segue sempre, possiamo puntare all’Europa. A volte un attaccante soffre il fatto di non fare gol, ma io le occasioni le ho e questo è l’importante. Io credo che quest’anno non ho avuto momenti negativi, l’importante è che la squadra vinca. Chiunque entra fa bene, con Djordjevic gioco bene in un attacco a due, lo faccio anche in Nazionale. Mia moglie che si allena? Si non pensavo ci riuscisse invece si sta impegnando tanto ed è in grande forma”.

Su Sky Sport  invece ha commentato il suo goal : “Sono soddisfatto e in linea con i miei numeri, quest’anno avrei potuto fare più gol, ma tredici vanno bene. Sono contento per i gol, servono per la squadra. Una rete contro le critiche? Il mister lo ringrazio sempre, ha speso belle parole per me. Le critiche sono giuste, ne ho ricevute negli anni, sono abituato. Poi quando fai gol è ancora più bello”.

 L’ attaccante poi ha rilasciato anche delle dichiarazioni a Lazio Style Channel: “Tra due giorni è il mio compleanno, festeggiarlo con la vittoria è ancora più bello. Oggi tripla gioia: vittoria, gol e compleanno. E’ stato importantissimo il gol di oggi, la squadra stava soffrendo, non era nemmeno un gol semplice, la palla era molto alta. Segnato il gol del pareggio ci siamo riversati in avanti e l’abbiamo portata a casa. Ora dobbiamo preparare bene la partita con l’Udinese, al derby ci penseremo solo dopo domenica. Vogliamo tornare a vincere in casa, non lo facciamo da due partite. Per continuare questa corsa all’Europa è fondamentale fare bene in casa. Io cecchino? Soffro quando non segno e la squadra non vince, oggi è arrivato tutto, sono felice. Non penso a quello che è stato detto in settimana, vado avanti a testa alta perché so il lavoro che sto facendo. Sono rimasto tranquillo, ho la fiducia del mister e di tutto lo staff. Anche i tifosi mi sono rimasti vicino. Quando non segni ricevi critiche, ma in passato ne ho ricevute anche di peggio. Ho cercato di vivere la settimana bene, la mia famiglia mi è stata vicina. Non sono uno che si butta giù, in passato ho subito di peggio. So quanto mi impegno, vado avanti a testa alta”.  

E per finire anche in zona mista: “Abbiamo fatto un grande primo tempo. Siamo stati bravi a reagire dopo il loro gol e ci siamo buttati all’arrembaggio. C’è tanta gioia per questo gol perché venivo da una settimana particolare e stavamo in svantaggio. Per me è un ottimo momento, a volte le critiche rafforzano. Io vado avanti a testa alta perché so l’impegno che ci metto. È un messaggio anche per la Nazionale, sono tanto contento. noi lavoriamo per andare in Europa, è quello il nostro obiettivo. Derby? Sappiamo che la gente ci tiene, dopo l’Udinese ci dedicheremo completamente a quello”. 



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Empoli-Lazio: parola ai protagonisti

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Grafica che simboleggia le restrizioni sui biglietti per la partita Empoli-Lazio, con riferimento al settore ospiti chiuso e al divieto di vendita per i residenti nel Lazio.

Al termine di Empoli-Lazio, i giocatori si sono soffermati a dire a loro alla stampa. A parlare per primi Lulic,  e Keita.

LULIC: 

Il bosniaco ai microfoni di Lazio Style Channel  ha dichiarato il seguente pensiero: “L’importante è essere tornati a portare i tre punti a casa, era questo il nostro obiettivo. Eppure potevamo fare meglio: nel primo tempo potevamo sbloccarla per non rischiare nulla. Fortunatamente abbiamo portato a casa tre punti fondamentali. Abbiamo reagito subito al loro vantaggio, siamo stati bravi. Ciro ha fatto un bellissimo gol, si sono viste le nostre qualità. Non abbiamo perso la voglia di portare a casa i tre punti, ci abbiamo creduto fino alla fine, abbiamo vinto di grinta e di squadra. Abbiamo fatto vedere che sappiamo reagire. Sono tre punti importanti, ora andiamo a casa e ci godiamo la vittoria. L’abbiamo interpretata bene, durante la settimana l’avevamo preparata bene. Abbiamo rubato diversi palloni ma non sempre l’abbiamo sfruttati. Dovevamo segnare prima, abbiamo avuto diverse occasioni. Se non le sfrutti rischi di perderla. Anche con un po’ di fortuna l’abbiamo vinta. Giocare contro l’Empoli è sempre difficile, giocano un bel calcio, hanno diversi giocatori buoni. L’anno scorso abbiamo pareggiato, lo sapevamo che non sarebbe stata facile. Quello che conta è la vittoria. Con il Pescara abbiamo segnato forse troppo ( gli scappa una risata ndr). Oggi dovevamo fare almeno due gol nei primi 45’”.

KEITA BALDE DIAO:

Ai microfoni di Mediaset Premium il senegalese si esprime cosi: “Abbiamo salutato tutti i tifosi ringraziandoli per tifo di oggi e di sempre. Sono belle queste vittorie, molto contento per i tre punti. Provo a essere sempre decisivo con azioni gol e assist. I giochetti? Questo è il mio tipo di gioco. La telenovela rinnovo? Parliamo solo di questa vittoria. Quello fuori dal campo, rimane fuori dal campo. Dalla panchina erano convinti che avrei fatto qualcosa in questo match e sono contento che è andata bene. Il rapporto con i compagni sono perfetti, ci sta qualche rimprovero: è un rapporto di professionalità”. Poi ha parlato anche a Sky: “Sono tre punti fondamentali, ora vediamo partita dopo partita, con il Milan meritavamo di più- Eravamo delusi dopo il pareggio. Io mi diverto, cerco di sfruttare al massimo il momento, così si vince, e non guardo mai la classifica. Il ruolo? Gioco tanto, mi piace aiutare la squadra. Se devo entrare e fare lo spaccapartite, mi metto quella casacca e lo faccio. Rinnovo? Viviamo il presente, darò tutto per questa maglia. Ringrazio i tifosi per i cori e si va avanti”.



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Inzaghi: “Vittoria importantissima”

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Simone Inzaghi, allenatore della Lazio, dopo la vittoria
“Sono molto contento della prestazione, il primo tempo è stato ottimo. L’unico neo è che avremmo dovuto segnare un paio di gol, perché poi come spesso capita si viene puniti al primo tiro e così è stato. I ragazzi sono stati bravi a ricompattarsi e trovare la vittoria”.
Su Keita: “Ha saltato qualche partita all’inizio e altre per la Coppa d’Africa, ma ha già segnato sette gol. E’ un valore aggiunto. Se quelli che entrano dalla panchina entrano con questo spirito possiamo toglierci diverse soddisfazioni”.
Sull’Europa: “Noi siamo lì e vogliamo restarci. I tifosi oggi hanno fatto sentire il loro sostegno e sono stati encombiabili, erano contenti perché avevano un visto una buona Lazio”.
Un bilancio sulla stagione: “Stiamo andando bene, ma abbiamo perso qualche punto strada facendo. Quest’estate siamo partiti tra mille difficoltà, ma i ragazzi sono stati bravi. Ora siamo in un’ottima posizione di classifica e in semifinale di Coppa Italia. Siamo una squadra giovane che gioca un ottimo calcio”.
Su Felipe Anderson: “Ci parlo tanto e spesso, lui sa che per noi è molto importante. Oggi a parer mio ha fatto una buona gara, mettendo lo zampino in entrambi i gol. E’ un giocatore importante, anche lui a volte non sa quant’è forte. Sappiamo che può dare di più perché è un giocatore di livello mondiale”.



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Empoli Lazio: le pagelle

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Grafica che simboleggia le restrizioni sui biglietti per la partita Empoli-Lazio, con riferimento al settore ospiti chiuso e al divieto di vendita per i residenti nel Lazio.

Una vittoria importantissima quella della Lazio che sbanca meritatamente il “Franchi” di Empoli grazie al gol di Keita.
Un’altra partita dominata dalla Lazio,che pero` manca sempre di cinismo e ha rischiato per l’ennesima volta di perdere una partita controllata per tutti i 90 minuti.
Immobile torna al gol e Keita,entrato nel secondo tempo,regala i 3 punti alla squadra di Inzaghi.
Vediamo insieme i voti della Lazio:

STRAKOSHA 6: Mai impegnato,incolpevole sul grande gol di Krunic.

BASTA 6: meglio di altre volte,sufficiente.

WALLACE 5,5: non che abbia fatto disastro,ma delle volte manca di lucidita’ e` sbaglia gli anticipi.

HOEDT 6,5: per lui invece ottima prestazione, nessuna sbavatura.

RADU 6: e’ un Radu che in questo anno si va` vedere molto anche in zona offensiva; prestazione sufficiente.

BIGLIA 6,5: da quando sembra essersi risolta la questione contratto,il capitano della Lazio ha alzato il suo livello nelle prestazioni.
Oggi molto bene in fase di distruzione e appoggio alla squadra; un solo errore i causa l’ammonizione che gli fara` saltare la partita di domenica prossima

PAROLO 6,5: bene anche Marco che non fa` mai mancare il suo apporto alla squadra fatto di corsa e pericolosita’ offensiva.

MILINKOVIC 5,5: era acciaccato e forse era meglio preservarlo; invece il mister lo mette dall’inizio e la sua prestazione non e’ stata al suo livello.

ANDERSON 5: saro` cattivo ma anche oggi il brasiliano e` stato abulico e privo della cattiveria giusta.
Non salta mai un 34 enne e mette palloni in mezzo senza ritmo; senza cattiveria questo giocatore non sara’ mai un grande giocatore.Perde la palla e rimane fermo sull’azione del gol empolese.

LULIC 6,5: bene Senad sia come ala offensiva sia come interno di centrocampo.

IMMOBILE 6,5: ritorna al gol Ciro,anche oggi molto attivo ma un po` troppo impreciso.

KEITA 7: entra e segna, che dire di piu`?

DJORDJEVIC 6: a differenza delle sue prestazioni abituali alla “casper” qyesta volta si vede e merita la sufficienza.

BASTOS SV.



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Personaggi Storici SS Lazio: Angelo Peruzzi

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Angelo Peruzzi in maglia biancoceleste: miglior portiere della Lazio nella top 5 definitiva.
MILAN - APRIL 27: Angelo Peruzzi of Lazio in action during the Serie A match between Inter Milan and Lazio, played at the Giuseppe Meazza San Siro Stadium in Milan, Italy on April 27 2003. (Photo by Grazia Neri/Getty Images)

Angelo Peruzzi nasce a Blera, piccolo comune nei pressi di Viterbo, il 16 febbraio 1970 e già da bambino sceglie, nelle partitelle disputate con i pari età della squadra del suo paese natale, di difendere la propria porta con i guantoni alle mani.

A soli 13 anni viene notato dagli osservatori della Roma, che lo portano nelle giovanili giallorosse fino al compimento dei suoi 17 anni, quando durante Milan-Roma del 13 dicembre 1987 entra al posto di Tancredi, costretto a uscire dal campo colpito da un petardo. E’ l’unica partita che il giovane viterbese disputò nell’annata 1987-88. La stagione successiva lo porta a disputare, a soli 18 anni, la bellezza di 20 incontri tra campionato, Coppa Italia e Coppa Uefa.

A soli 20 anni sembra già pronto a tentare un’esperienza da titolare e perciò la società giallorossa, che non poteva garantirgli più che un ruolo da riserva alle spalle di Tancredi, lo manda in prestito all’Hellas Verona, con cui Peruzzi disputa 29 incontri in campionato, non riuscendo a salvare la propria squadra dalla retrocessione, ma rivelandosi comunque come uno dei migliori dei suoi a fine stagione.

Tornato alla base nella stagione 1990-91, dopo sole 3 giornate di campionato risulta positivo a un controllo antidoping, evento che porterà alla squalifica dell’estremo difensore per 12 mesi.

La Roma, una volta terminata la squalifica, non sembra più credere in lui e decide di cederlo alla Juventus per 4.5 miliardi di lire, che lo utilizza dapprima come secondo portiere, alle spalle del capitano Tacconi. La prima stagione in bianconero per il viterbese terminerà con sole 12 presenze tra tutte le competizioni e 8 gol subiti complessivamente. Dopo la cessione al Genoa di Tacconi, Peruzzi prende il posto da titolare nella compagine torinese, risultando insostituibile per le successive 7 stagioni, durante le quali la sua Juve vincerà 2 Coppe Italia, 3 Scudetti, 2 Supercoppe Italiane, 1 Coppa Uefa, 1 Champions League, 1 Supercoppa Europea e 1 Coppa Intercontinentale, giocando in totale 301 incontri e subendo 268 gol, evidenziandosi come uno dei migliori portieri a livello mondiale.

Trasferitosi all’Inter il suo ex allenatore Marcello Lippi, nella stagione 2000-01 il “Cinghialone”, come venne soprannominato a causa della sua grande prestanza fisica, decise di seguirne le orme e passare anche lui ai nerazzurri per una cifra vicina ai 40 miliardi di lire. Con l’Inter rimase solo un anno, giocando 34 partite in campionato e contribuendo notevolmente al raggiungimento del 4° posto finale.

Solo un anno più tardi, complice anche il ritorno di Frey, mandato precedentemente in prestito al Verona, scelse di abbandonare Milano per tornare a Roma, sponda biancoceleste. Si presentò ai suoi nuovi tifosi vincendo subito la Supercoppa Italiana del 2000 ai danni proprio dell’Inter, che soccombè con il risultato di 4-3. Rimase a Roma per 7 stagioni, risultando uno dei pochi a restare alla Lazio durante le gestioni di Cragnotti, Longo e Lotito. Oltre alla Supercoppa Italiana vinse a Roma la Coppa Italia 2003-04, sotto la guida dell’allenatore Mancini. Dopo il derby Lazio-Roma del 29 aprile 2007, terminato con il risultato di 0-0, sceglie di appendere i guantoni al chiodo e ritirarsi dal calcio giocato alla fine della stagione. Saluta i suoi tifosi al termine di Lazio-Parma del 20 maggio 2007, contribuendo nell’ultima stagione giocata al raggiungimento del 3° posto in campionato, che garantirà per l’anno successivo i gironi di Champions League alla squadra capitolina.

A livello di Nazionale comincia la sua carriera in Under-21 durante gli Europei del 1990. Nel 1992 agli Europei di categoria disputati in Spagna vince l’oro giocando da titolare. Esordisce nel 1995 nella Nazionale maggiore, durante Italia-Estonia. Dopo anni di alternanza con Pagliuca tra i pali della Nazionale, a causa di problemi fisici è costretto a saltare i Mondiali del 1998 e fino al 2004 rifiuta di fare il terzo a Buffon e Toldo. Dal 2004 accetta sotto la guida di Trapattoni di tornare come terzo portiere agli Europei in Portogallo, e nel 2006, come secondo di Buffon, conquista il Mondiale, pur non scendendo mai in campo.

Dopo il ritiro, datato 2007, diventa collaboratore tecnico di Lippi in Nazionale; nel 2010 è nominato invece vice-allenatore della Nazionale Under-21 al fianco di Ciro Ferrara, che seguirà anche nel 2012 alla Sampdoria. E’ ora club manager della Lazio.



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Serie A, 24a giornata: la Moviola

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Ecco la Moviola della 24a giornata di Serie A, con l’aggiunta del posticipo della 23a e dei due recuperi della 18a.

CROTONE-JUVENTUS (VALERI) : giusto non assegnare calcio di rigore alla Juventus sul contatto Mesbah-Dybala perché quest’ultimo si trascina la gamba e Mesbah non commette fallo; giusto non assegnare calcio di rigore alla Juventus anche quando Ferrari intercetta col braccio in area dopo il tocco di Pjaca, perché il braccio di Ferrari è un braccio di appoggio, consono al movimento del corpo e che non va mai a cercare il pallone, quindi involontario; manca un calcio di punizione al Crotone quando Rugani trattiene la maglia di Falcinelli, Rugani avrebbe meritato anche il giallo

BOLOGNA-MILAN (DOVERI) : giusto il primo giallo mostrato a Paletta per aver spinto Mbaye a gioco fermo; giusto anche il secondo giallo e quindi il rosso a Paletta per fallo su Dzemaili; giusto il primo giallo a Kucka per fallo su Dzemaili; giusto anche il secondo giallo e quindi il rosso a Kucka

ROMA-FIORENTINA (IRRATI) : nessun episodio da moviola

NAPOLI-GENOA (GIACOMELLI) : irregolare la battuta della rimessa laterale da cui nasce il vantaggio del Napoli perché prima della battuta Zielinsli va addosso a Laxalt e l’arbitro avrebbe dovuto far ripetere la rimessa

FIORENTINA-UDINESE (MARIANI) : giusto non assegnare calcio di rigore all’Udinese sul contatto Milic-Widmer perché è quest’ultimo che caricando il tiro impatta Milic, il quale si ferma alzando anche le mani proprio per non commettere fallo; giusto fischiare il fallo di Vecino su Hallfredsson ma manca il giallo per Vecino; regolare la rete di Valero, perché al momento del suo tiro Babacar è in fuorigioco solo geografico perché non arriva sul pallone e non influenza alcun avversario; netto il calcio di rigore assegnato alla Fiorentina perché sul calcio di punizione di Bernardeschi Fofana respinge col braccio che allarga in area, regolare l’esecuzione del rigore

CROTONE-ROMA (RUSSO) : giusto il calcio di rigore assegnato alla Roma perché Ferrari sgambetta Salah, regolare l’esecuzione del rigore; giusto annullare la rete di Falcinelli, in fuorigioco al momento dell’assist di Acosty

SAMPDORIA-BOLOGNA (FABBRI) : regolare la rete di Dzemaili, perché Krejci è in fuorigioco solo geografico perché non interviene sul tiro e non influenza alcun avversario; inesistente il calcio di rigore assegnato alla Sampdoria perché sul cross di Bereszynski Pulgar respinge col fianco, non col braccio, l’addizionale Marinelli avrebbe potuto aiutare Fabbri, invece lo ha convinto a prendere la decisione errata

INTER-EMPOLI (CELI) : giusto non assegnare calcio di rigore all’Empoli perché sul cross di Pucciarelli il pallone carambola prima sul corpo e solo dopo sul braccio di Miranda, che quindi è assolutamente involontario; manca un calcio di rigore all’Inter per il doppio fallo (spinta e sgambetto) di Diousse su Eder, Diousse avrebbe meritato anche il giallo; giusto non assegnare calcio di rigore all’Inter perché sul cross di D’Ambrosio Veseli intercetta col braccio ma mentre lo sta togliendo, quindi assolutamente involontario; giusto il giallo a Kondogbia per fallo su Croce; giusto non dare il secondo giallo e quindi il rosso a Kondogbia perché il fallo su Djuricic è semplicemente negligente

CAGLIARI-JUVENTUS (CALVARESE) : manca un calcio di rigore al Cagliari quando Sandro spinge nettamente Dessena in area; giusto fischiare il fallo di Sau su Lichtsteiner ma manca il giallo per Sau perché l’intervento è imprudente; esagerato il giallo a Lichtsteiner per fallo su Borriello perché il fallo è solo negligente, bastava fischiare fallo; regolare la rete di Higuain, tenuto in gioco da Pisacane al momento dell’assist di Marchisio; ci sta il giallo a Marchisio per il pestone a Dessena; giusto il primo giallo a Barella per fallo su Cuadrado; giusto anche il secondo giallo e quindi il rosso a Barella per fallo su Pjanic

PALERMO-ATALANTA (ORSATO) : nessun episodio da moviola

TORINO-PESCARA (MARESCA) : la quarta rete del Torino di Ljajic nasce da un netto fuorigioco di Benassi su passaggio di Ljajic non fischiato

LAZIO-MILAN (DAMATO) : manca un calcio di rigore alla Lazio quando Gomez in area affossa nettamente Immobile che lo aveva anticipato, l’addizionale Mazzoleni avrebbe potuto aiutare Damato ma non lo ha fatto; netto il calcio di rigore concesso alla Lazio perché Donnarumma in uscita non commette fallo su Immobile ma sposta Gomez che a sua volta commette fallo su Immobile, giusto anche non ammonire né espellere Gomez perché l’intervento è onesto e non nega una chiara occasione da rete perché il pallone stava uscendo verso l’esterno, Donnarumma protesta vivacemente e si calma solo quando gli viene spiegato che il fallo non è suo ma di Gomez, ma le sue proteste vivaci dovevano essere punite con il giallo, che Mazzoleni avrebbe dovuto suggerire a Damato ma non lo ha fatto; su lancio di Sosa per Abate quest’ultimo è in netto fuorigioco, dunque l’azione andava fermata, ma dopo che non è stata fermata andava assegnato calcio di rigore al Milan per fallo di Lulic su Abate, l’addizionale Mazzoleni avrebbe potuto aiutare Damato ma non lo ha fatto

SASSUOLO-CHIEVO (PAIRETTO) : netto il calcio di rigore assegnato al Chievo per fallo di Letschert su Inglese, giusto anche il rosso diretto a Letschert perché nega una chiara occasione da rete e il suo intervento non è onesto, perché è una spinta, regolare l’esecuzione del rigore; era da annullare la seconda rete di Inglese perché nasce da un colpo di testa di Meggiorini che era in fuorigioco al momento del cross di Birsa per lui



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Personaggi Storici SS Lazio: Jaap Stam

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Con Taylor salgono a otto gli olandesi nella storia della Lazio. Da Winter a de Vrij e Stam: tutti i precedenti biancocelesti.

Jakob Stam, detto Jaap, è stato uno dei più completi centrali difensivi che militarono nelle fila della Lazio, riuscendo a sostituire senza grandi rimpianti il capitano biancoceleste dell’epoca, Alessandro Nesta, trasferitosi nell’estate del 2002 al Milan.

Nato il 17 luglio del 1972 a Kampen, cittadina olandese, entra a far parte delle giovanili della squadra cittadina, il DOS Kampen, all’età di 16 anni. Dopo 4 anni di permanenza nelle giovanili del DOS, viene prelevato nel 1992 dallo Zwolle, col quale il difensore gioca in una stagione 32 partite, mettendo anche a segno una rete. Nella stagione successiva passa al Cambuur, dove rimarrà per due stagioni, confermandosi nonostante la giovane età un difensore molto affidabile. Si trasferisce nel 1995 al Willem II, club con il quale rimarrà solo metà stagione, prima di approdare al PSV Eindhoven.

Nelle due stagioni e mezzo passate al PSV arrivano i primi trofei nel palmares di Stam: nel 1995-96 la finale vinta contro lo Sparta Rotterdam consegna a Stam e compagni la Coppa d’Olanda, l’anno dopo comincia con la vittoria in Supercoppa Olandese e si chiude con la conquista dell’Eredivise, mentre nella stagione successiva i biancorossi bissano il successo in Supercoppa d’Olanda. Nell’estate del 1998 è Sir. Alex Ferguson a notarlo e a portarlo al Manchester United per una cifra vicina a 15 mln di sterline. Chiude quindi la sua esperienza con il PSV dopo 76 presenze condite da 11 reti, un bottino davvero invidiabile per un difensore centrale.

La prima stagione con i Red Devils è un successo: la squadra di Ferguson risulta vittoriosa in Premier League, in FA Cup, ma soprattutto in Champions League e Stam scende in campo per ben 51 volte. Tra il 24 dicembre 1998 e il 3 ottobre del 1999 lo United non subirà neppure una sconfitta, segnando una serie di 45 partite consecutive senza mai perdere. L’anno dopo si apre per il Manchester con la doppia sconfitta nella Supercoppa Europea contro la Lazio e nella Charity Shield, vinta dall’Arsenal. A fine stagione arriverà comunque la conquista di un’altra Premier League e della Coppa Intercontinentale, mentre Stam sarà eletto dalla UEFA il miglior difensore dell’anno. A causa di alcuni problemi fisici nella stagione 2000-01 le presenze complessive di Stam saranno solo 23, ma ciò non impedirà ai ragazzi di Ferguson di conquistare il terzo titolo consecutivo in campionato. Nell’estate del 2001 il tecnico scozzese acconsente alla cessione del suo pilastro difensivo per 50 miliardi di lire, cifra offerta dall’ambiziosa Lazio del presidente Cragnotti.

Il difficile ambientamento in Serie A, causato anche da alcuni problemi fisici e dalla positività a un controllo antidoping, che lo tenne fuori dai campi per 4 mesi, non consente a Stam di emergere da subito nello scacchiere del neo-allenatore biancoceleste Zaccheroni, che nel primo anno a Roma gli concede solo 13 presenze in campionato. Durante l’ultimo giorno di mercato dell’estate 2002, a causa dei gravi problemi finanziari che afflissero la Lazio in quella stagione, avvenne la cessione della bandiera biancoceleste del tempo, Alessandro Nesta, che passò al Milan per 30 mln di euro. Jaap Stam riuscì così a ottenere più spazio, diventando l’elemento di forza della difesa laziale per la stagione 2002-03, mostrando, oltre a una grande prestanza fisica, una buona visione di gioco e un’ottima capacità nel calciare le punizioni dalla distanza. L’anno successivo confermò quanto di buono fatto vedere nella stagione precedente, contribuendo alla vittoria della Coppa Italia 2003-04. Alla fine della stagione, dopo 94 presenze e 4 gol con la maglia biancoceleste nei 3 anni di permanenza a Roma, si trasferisce a Milano, sponda rossonera, per 10 mln di euro, ormai 32enne.

Durante la permanenza al Milan costruirà insieme a Nesta una delle migliori coppie difensive che si ricordino. Nell’agosto 2004 arrivò il primo titolo in maglia rossonera per l’olandese, che in Supercoppa Italiana battè proprio la sua ex-squadra grazie alla tripletta di Shevchenko. A fine stagione arriverà per Stam e compagni una delusione incancellabile: finale di Champions League contro il Liverpool che si trova sotto di 3 reti a fine primo tempo e che riesce nella ripresa a portare la partita ai supplementari, superando poi i rossoneri ai calci di rigore e conquistando così la coppa dalle grandi orecchie. A gennaio 2006 arriva l’annuncio da parte del Milan della cessione di Stam ai Lancieri dell’Ajax per la stagione successiva, dovuta principalmente a motivi familiari del giocatore, che intendeva stare il più vicino possibile alla famiglia, residente in Olanda.

A partire dall’estate 2006 torna quindi a giocare in patria e con la squadra di Amsterdam conquista subito una Supercoppa d’Olanda, chiudendo la stagione con la vittoria della coppa nazionale. Chiude la stagione 2006-07 con 41 presenze complessive. La stagione 2007-08 si apre con una nuova vittoria in Supercoppa, che sarà anche l’ultimo trofeo da giocatore di Stam, il quale già nell’ottobre dello stesso anno sceglie di appendere precocemente gli scarpini al chiodo, rescindendo il contratto che lo legava all’Ajax fino alla fine della stagione.

Dal 2008 al 2011, con un interruzione nel 2010, è stato osservatore in Sud America per il Manchester United.

Durante l’interruzione del 2010 ha svolto il ruolo di allenatore dello Zwolle, ma già nel 2011 fu chiamato come assistente nel settore giovanile dell’Ajax, ruolo che ricoprì fino al 2013, quando diventò assistente tecnico in prima squadra, con Frank De Boer alla guida dei lancieri . Nel 2014 ha ricoperto invece il ruolo di allenatore dello Jong Ajax, militante nell’equivalente olandese della nostra Serie B.

Dal giugno 2016 è l’allenatore del Reading, squadra inglese militante in Championship. E’ il primo allenatore non inglese ad allenare la squadra biancoblu.



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Le parole di De Vrij, al termine del match pareggiato col Milan

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Le parole, dopo il magro risultato ottenuto contro il Milan, non possono che essere amareggiate e piene di rammarico. Stefan de Vrij, intervenuto ai microfoni dei cronisti presenti in zona mista, commenta i due punti persi contro i rossoneri, che pesano come un macigno sul prosieguo della stagione: “Sento come se fosse stata una sconfitta. Abbiamo dominato con tantissime occasioni ma non abbiamo chiuso la partita, e alla fine hanno pareggiato. Ci manca il gol: non è che non ci siano state occasioni. Loro hanno fatto due tiri e un gol. Donnarumma ha fatto i miracoli. Purtroppo il calcio è così. Suso è riuscito a girare tra due giocatori e a tirare velocissimo. Europa? Ci saranno altre partite, torneremo a lavorare in settimana“.
Il pilastro della difesa biancoceleste è poi intervenuto anche ai microfoni di Lazio Style Channel: “​Per noi è come una sconfitta anche se abbiamo pareggiato. Abbiamo giocato bene e avuto tantissime occasioni ma non siamo riusciti a chiuderla. Abbiamo mantenuto il Milan in vita e alla fine ha fatto gol. Ci manca un po’ di cattiveria, abbiamo difeso bene come squadra ma con due tiri hanno fatto gol. Purtroppo il calcio è anche questo. Era importante usare una buona comunicazione con i giocatori che avevano loro davanti. E’ andata bene sia per noi difensori che per i centrocampisti, non siamo andati molto in difficoltà ed è un peccato non aver vinto oggi“. Infine un parere sulla prestazione del compagno di reparto e connazionale Wesley Hoedt: “Ha giocato benissimo, sono contento per lui, ma anche per me perché la confidenza tra noi due va sempre meglio. Abbiamo piedi buoni entrambi e possiamo costruire l’azione dal basso, questo rende tutto più facile. Abbiamo già parlato con il mister, ho visto i compagni delusi, erano un po’ giù e questo perché volevamo vincere. Purtroppo è andata così, ora puntiamo alla prossima“.



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Lazio Milan: le pagelle

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Sfido chiunque,dopo le numerose occasioni avute sprecate,di aver pensato che questa era la classica partita che non avresti vinto.
Ed infatti e’ successo proprio quello che almeno io pensavo,tanti gol sbagliati,unico tiro del Milan prendi gol.
Sulla partita niente da dire;Lazio che ha dominato per 83′ minuti un avversario,che seppur con molte assenze, non ha mai impensierito Strakosha.
A questa squadra manca la cattiveria sportiva,e questa partita e’ la riprova di questa mia tesi.
Non e’ la prima partita che perdi punti per mancanza di cattiveria,sicuramente e’ il piu’ grande limite di questa squadra.
Concludo dicendo che alla fine la classifica sara’ piu’ giusta e che la Lazio restera’ avanti al Milan.
Vediamo insieme i nostri voti:

STRAKOSHA 6: prende il posto di Marchetti che si fa’ male nel riscaldamento; la sua prestazione e’ quasi al limite del non classificato per i soli 2 tiri degli avversari.

BASTA 5: ripeto da mesi che Patric dovrebbe essere titolare al suo posto;l’unica occasione del primo tempo arriva su un suo svarione.Ormai giocatore cotto.

HOEDT 6,5: peccato per un po’ di cattiveria in piu’ su Suso ma la sua partita e’ stata nel complesso buona.

DEVRIJ 7: dalle sue parti non passa nessuno.

RADU 6,5: anche oggi buona partita per Stefan, sicuramente molto meglio lui di Basta.

BIGLIA 6,5: l’unica pecca della sua ottima partita e’ forse la poca cattiveria su Suso sul loro gol.Per il resto buonissima partita impreziosita dal gol su rigore.

PAROLO 6,5: non si ferma mai, un motorino instancabile.

MILINKOVIC 6: forse oggi un po’ al di sotto del suo standard ma comunque prestazione buona.

ANDERSON 7,5: Vangioni se lo sognera’ stanotte avendo parecchi incubi;manca pero’ sempre quella cattiveria che non lo fanno diventare un campione assoluto.

KEITA 6: anche per lui la cattiveria in campo e’ roba rara;per non parlare dei suoi tiri da fuori area, che sono sempre mosci.

IMMOBILE 6: bene nel primo tempo ma nel secondo spreca un’occasione pet chiudere la partita.

LULIC 6: il solito Senad, tanta confusione tecnica e tanta abnegazione.

PATRIC SV



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Lazio Nuoto, grande partita ma non basta

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Che peccato. Una Lazio mai doma e con tanto cuore si deve arrendere 11-9 al Circolo Canottieri Napoli nella 15^ di A1 al termine di una partita equilibrata, durante la quale i biancocelesti hanno dato tutto in vasca mettendo in difficoltà una delle squadre più forti del campionato. Al Foro Italico è stata comunque una festa. Prima della partita il presidente generale della Lazio Antonio Buccioni ha omaggiato con una targa il campione d’Italia under 20 Giacomo Cannella che domani compirà proprio 20 anni. Durante l’intervallo, lo stesso Buccioni insieme al numero uno della Lazio Nuoto Massimo Moroli sono stati protagonisti di un momento molto simbolico dando il benvenuto nella grande famiglia biancoceleste ad Erika Balestrieri, nipote di Arturo, uno dei nove fondatori della società nata nel 1900, tesserata per la sezione nuoto master.

In vasca, alla fine l’ha spuntata la Canottieri. Gli uomini di Paolo Zizza sembravano aver indirizzato la partita in vantaggio 5-1 nel primo quarto, ma sono stati rimontati tra la fine del secondo e l’inizio del terzo dai biancocelesti prima sul 6-6 poi sul 7-7, con gli ospiti che hanno perso Baraldi per proteste. Protagonisti nell’ottima prestazione di gruppo Vitale e Leporale (autori di una tripletta) e Correggia “miracoloso” in più circostanze. Soltanto nel finale la Canottieri ha ripreso le redini dell’incontro chiudendo in vantaggio anche grazie all’espulsione di Leporale e ad alcune decisioni arbitrali che hanno fatto infuriare il pubblico del Foro.

L’allenatore della Lazio Nuoto Massimo Tafuro: “Quando si perde non si può essere mai contenti. I ragazzi hanno dato tutto quello che avevano, forse qualcosa di più. Purtroppo abbiamo avuto una media negativa con l’uomo in più mentre con il giocatore in meno ci siamo disposti male in un paio di circostanze. Alla fine si può dire che sarebbe stato più giusto un pareggio. Qualche decisione arbitrale a mio avviso è stata incomprensibile, ma accettiamo l’operato dei fischietti. Speriamo di crescere ancora, i margini ci sono. Purtroppo ci siamo svegliati tardi, avremmo dovuto metterci maggior cattiveria fin dall’inizio. Forse sarebbe opportuno entrare in partita senza dover subire schiaffi”.

Il giocatore della Lazio Nuoto Alessandro Vitale: “E’ un risultato che brucia, la partita l’abbiamo giocata bene dal secondo tempo in poi. Siamo riusciti a rimontare, poi c’è stata qualche decisione arbitrale strana, ma noi non dobbiamo vedere queste cose. Oggi eravamo molto motivati, mi dispiace fosse finita così. La mia tripletta? E’ stata una bella emozione, poi in casa è particolarmente bello fare gol davanti a tanto pubblico, ma se fosse arrivata una vittoria sarebbe stato meglio”.

Di seguito il tabellino della gara:


SS LAZIO NUOTO-CC NAPOLI 9-11

SS LAZIO NUOTO: Correggia, Tulli, Colosimo, Ambrosini, Vitale 3, Di Rocco, Giorgi, Cannella 2 (1 rig.), Leporale 3, De Vena, Maddaluno 1, Mele, Washburn. All. Tafuro

CC NAPOLI: Rossa, Buonocore, Maccioni 1, Baviera 1, Giorgetti 3 (1 rig.), Borrelli 2, Dolce 1, Campopiano, Gitto 1, Velotto 2, Baraldi, Esposito, Vassallo. All. Zizza

Arbitri: Ceccarelli e Dantoni

Parziali 1-5, 4-1, 2-2, 2-3

Espulsi Baraldi (N) per proteste nel terzo e Leporale (L) per gioco violento nel quarto tempo. Nessuno è uscito per limite di falli. Superiorità numeriche: Lazio 0/6 + un rigore e Napoli 5/9 + un rigore. Spettatori 250 circa


Fonte: “www.laziofamily.it”



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Lazio-Milan a Damato: le statistiche!

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Lazio-Milan assegnata a Damato: le statistiche

Il match di Lunedi 13 Febbraio sarà assegnato ad Antonio Damato. Il direttore di gara che viene da Barletta, ha già diretto 2 match con la Lazio in questa stagione e 26 in tutta la sua carriera. Le statistiche parlano di 11 match vinti dai capitolini, 6 pareggi e 9 sconfitte.

In questa stagione 2016/2017, la Lazio ha rimediato il passaggio del turno di Coppa Italia contro il Genoa (match vinto per 4 reti a 2 il 18 Gennaio, gara valida per gli ottavi ), ed il pareggio del 5 Novembre in casa del Napoli.

Conto il Milan invece i numeri non sono spropositati: 1 vittoria per la Lazio, un pareggio e 2 vittorie per i rossoneri.



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La moviola della settimana, con il recupero.

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La moviola della Serie A

Come da prassi, è arrivata la moviola di Since1900 per la Serie A. Nella nostra lista abbiamo inserito il match tra Pescara e Fiorentina (recupero di Martedì) e manca il match della Roma contro la Fiorentina (posticipo settimanale) in programma questa sera su Sky e Mediaset.

Recupero PESCARA-FIORENTINA (RUSSO) : giusto non concedere calcio di rigore al Pescara perché Tomovic interviene nettamente sul pallone senza commettere fallo su Memushaj; giusto ammonire Biraghi per fallo su Chiesa e giusto ammonire anche Gyomber che tenta di tirare su Chiesa con insofferenza; giusto annullare la rete di Babacar, in fuorigioco al momento della battuta su punizione di Ilicic respinta dal palo.
PESCARA-LAZIO (GIACOMELLI) : giusto annullare la rete di Verre, nettamente in fuorigioco al momento dell’assist di Caprari; può starci il calcio di rigore assegnato al Pescara, perché il gesto di Hoedt che allarga la gamba è negligente atto a fermare Zampano, che sicuramente ne approfitta, regolare l’esecuzione del rigore; regolare la rete di Immobile, perché Parolo si trova in fuorigioco solo geografico perché non disturba il tentativo di parata di Bizzarri, che non sarebbe comunque potuto arrivare sul tiro.
PALERMO-CROTONE (ROCCHI) : giusto il primo giallo mostrato a Crisetig per fallo su Nestorovski; giusto anche il secondo giallo e quindi il rosso per Crisetig.
BOLOGNA-NAPOLI (MASSA) : netto il calcio di rigore assegnato al Bologna per fallo di mano di Callejon, può starci anche il giallo e non il rosso per Callejon perché non sembra che Destro tocchi il pallone prima di testa, regolare l’esecuzione del rigore; giusto il rosso diretto mostrato a Callejon per il calcetto di reazione a Nagy; esagerato il rosso diretto mostrato a Masina per fallo fuori area su Mertens perché Maietta si trova molto vicino e c’e distanza dalla porta, non si può dunque parlare di chiara occasione da rete, bastava il giallo per Masina; ammonito Maietta per fallo su Diawara, ma l’intervento col piede destro non contende il pallone ed è violento su Diawara, quindi Maietta meritava il cartellino rosso diretto.
 MILAN-SAMPDORIA (GUIDA) : inesistente il fallo in attacco fischiato a Muriel, che porta semplicemente avanti il pallone e non commette alcun fallo su Paletta che si frappone fra lui e il pallone, l’addizionale Celi avrebbe potuto aiutare Guida ma non lo ha fatto; giusto non concedere calcio di rigore al Milan sul contatto Silvestre-Bacca, perché Silvestre protegge solo l’uscita di Viviano e lo fa  forzando la spalla, senza allargare il braccio; netto il calcio di rigore assegnato alla Sampdoria per fallo di Paletta su Quagliarella, regolare l’esecuzione del rigore; giusto il primo giallo a Sosa per fallo su Linetty; giusto anche il secondo giallo e quindi il rosso mostrato a Sosa per fallo su Djuricic.
JUVENTUS-INTER (RIZZOLI) : giusto non assegnare calcio di rigore all’Inter sul doppio contatto Chiellini-Icardi e Lichtsteiner-D’Ambrosio, perché sul primo contatto Chiellini ha il vantaggio sul pallone rispetto a Icardi, il quale prova a soprenderlo, ma Chiellini, che resta sempre davanti a Icardi, si fa spazio allargando il braccio per non farlo passare ma lo fa in maniera regolare, poiché trovandosi sempre davanti a Icardi ha diritto ad aumentare il volume del suo corpo, sul secondo contatto invece ci sono più dubbi, ma sembra che, prima della trattenuta vistosa di Lichtsteiner alla maglia di D’Ambrosio, sia proprio quest’ultimo a trattenerea maglia di Lichtsteiner, andava quindi assegnato un calcio di punizione in favore della Juventus; giusto non concedere calcio di rigore all’Inter sul contatto Mandzukic-Icardi, perché l’intervento di Mandzukic è sì molto rischioso, ma corretto, perché arriva pulito a toccare il pallone e la sua gamba destra (che tocca il pallone) non si alza mai, resta ancorata al terreno di gioco, lo stesso Icardi chiede il calcio d’angolo dicendo all’addizionale Mazzoleni “l’ha toccata lui”; giusto non assegnare clacio di rigore alla Juventus sul tocco di mano di Medel, perché è assolutamente involontario; non c’è il fallo fischiato a Perisic su Chiellini, perché si trattengono entrambi e Chiellini accentua notevolmente, l’addizionale Orsato avrebbe potuto aiutare Rizzoli ma non lo ha fatto; inesistente il fallo fischiato a Murillo allo scadere, perché lui, Chiellini e Rugani cadono senza che ci sia però nessun fallo, Rizzoli ha fischiato il classico “fallo di confusione” per togliersi i dubbi, e questo errore ha esasperato il nervosismo dei giocatori dell’Inter, che ha portato al giallo a Mandzukic per proteste, al rosso a Perisic per ingiurie e al pallone calciato via con stizza da Icardi subito dopo il fischio finale
*giallo a Handanovic per proteste
GENOA-SASSUOLO (RUSSO) : manca un calcio di rigore al Sassuolo per la spinta di Laxalt a Berardi, l’addizionale Valeri avrebbe potuto aiutare Russo ma non lo ha fatto; manca un altro calcio di rigore al Sassuolo quando Ragusa salta per prendere il pallone ma gli viene proibito da Gentiletti che invece di saltare si preoccupa soltanto di sbilanciare Ragusa spingendolo col braccio.
ATALANTA-CAGLIARI (GAVILLUCCI) : ammonito Conti per fallo su Capuano, ma l’intervento è compiuto con vigoria sproporzionata, si trattava quindi di grave fallo di gioco e meritava il rosso diretto, sbagliato anche il vantaggio concesso da Gavillucci
CHIEVO-UDINESE (AURELIANO) : manca un calcio di rigore all’Udinese per fallo di Cesar su Zapata, l’addizionale Pairetto avrebbe potuto aiutare Aureliano ma non lo ha fatto; giusto il primo giallo a Cesar per fallo su Zapata; giusto anche il secondo giallo e quindi il rosso a Cesar per fallo su Matos.

 EMPOLI-TORINO (DI BELLO) : giusto il calcio di rigore assegnato al Torino per fallo di Bellusci su Ljajic, regolare l’esecuzione del rigore



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Il responso del Viminale: “Percorso di rimozione in tempi ragionevoli”

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Tenutasi questa mattina la riunione al Viminale tra Marco Minniti Ministro dell’Interno, Luca Lotti Ministro dello Sport, Claudio Lotito, Baldissoni. Gandini e il Capo della Polizia, Franco Gabrielli. Il superamento delle barriere divisorie è il tema del giorno, il quale responso sembra sia stato positivo. Come si denota dalle parole dello stesso Ministro dell’interno, al termine della riunione: “Costruire un percorso che consenta, in tempi ragionevoli, il superamento di tale sistema divisorio, al fine di poter fruire, in condizioni di sicurezza, delle manifestazioni sportive in forma più ampia e serena”. Questo il mandato diretto al Capo della Polizia e a Franco Gabrielli.

La nota del Ministero dell’Interno:

Si è tenuta questa mattina al Viminale, su proposta avanzata dal ministro dello Sport, Luca Lotti, una riunione presieduta dal ministro dell’Interno, Marco Minniti,  alla quale hanno partecipato il presidente della Lazio, Claudio Lotito, l’amministratore delegato della Roma, Umberto Gandini e il direttore generale Mauro Baldissoni.

Al centro dell’incontro, il tema delle barriere presenti nelle curve dello stadio Olimpico di Roma, misura straordinaria presa nel giugno 2015 che ha prodotto finora risultati positivi sotto il profilo della sicurezza.

Su questo presupposto, il ministro dell’Interno, Marco Minniti, ha dato mandato al Capo Polizia, Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, Franco Gabrielli, di costruire un percorso che consenta, in tempi ragionevoli, il superamento di tale sistema divisorio, al fine di poter fruire, in condizioni di sicurezza, delle manifestazioni sportive in forma più ampia e serena.



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Lazio Nuoto, sconfitta inevitabile a Brescia

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I biancocelesti reggono l’urto fino all’intervallo lungo, poi si inchinano 16-5 contro il più quotato avversario. Out Cannella, tripletta per Leporale. Giorgi: “All’inizio li abbiamo sorpresi, poi è emersa la loro qualità”

Parte bene la Lazio a Brescia, ma i biancocelesti alla fine si devono inchinare 16-5 contro i padroni di casa nella 14^ giornata di A1. Massimo Tafuro è costretto a rinunciare a Giacomo Cannella (infiammazione alla spalla), ma nei primi due tempi la Lazio è brava a rimanere in partita e a riuscire addirittura terminare il primo tempo in vantaggio 3-4, grazie in particolare ad una tripletta di Leporale. Il Brescia soffre anche nel secondo periodo quando Maddaluno risponde ad una doppietta di Guerrato (5-5). Soltanto nel terzo tempo i padroni di casa riescono a trovare il passo giusto per ipotecare la vittoria. Nonostante il ko, i biancocelesti mantengono il tredicesimo posto, l’ultimo utile per accedere ai play-out. Il cammino della Lazio proseguirà sabato prossimo alle 18 quando al Foro Italico arriverà il Circolo Canottieri. Si tratterà di un’altra gara delicata per i biancocelesti in attesa dell’importante sfida di mercoledi 22 contro l’Ortigia.

LA PARTITA – All’inizio sembra andare tutto secondo copione. Il Brescia va avanti subito di due gol con Nicholas Presciutti e Guerrato. La Lazio però reagisce immediatamente e nel giro di un minuto Leporale realizza una doppietta. Guerrato riporta avanti i padroni di casa, le aquile non ci stanno e centrano il clamoroso ribaltone ancora non Leporale e Di Rocco (3-4). Nel secondo tempo Paskovic e Nora fanno tornare in avanti i lombardi, Maddaluno pareggia, ma Muslim e Christian Presciutti riportano a distanza di sicurezza il Brescia (7-5). I padroni di casa riescono a dilagare soltanto dopo l’intervallo lungo grazie ai gol di Napolitano, Christian Presciutti e Guerrato. Nell’ultimo tempo continua il dominio bresciano grazie ad una doppietta di Nora e alle reti di Nicholas Presciutti, Guerrato, Muslim e Manzi. Finisce 16-5.

Il giocatore della Lazio Nuoto, Daniele Giorgi: “Abbiamo iniziato bene la partita, siamo stati a bravi a reggere nei primi due tempi l’impatto fisico. Abbiamo giocato in maniera concentrata riuscendo a dare tutto fino a metà gara. Siamo riusciti a sorprendere il Brescia, a passare in vantaggio e a rimanere sulla loro scia anche nel secondo tempo. Poi inevitabilmente la loro miglior qualità è emersa in acqua e per noi c’è stato poco da fare. Per me è stata una partita particolare, dalle forti emozioni, perchè ho giocato qui per sei anni. Mi ha fatto piacere rivedere i tifosi, i compagni, i dirigenti del Brescia. Qui sono stato benissimo e la stima reciproca è rimasta immutata. Sabato avremo un’altra partita molto complicata contro il Circolo Canottieri che vorrà rifarsi dalla sconfitta in Coppa Italia. Rappresenterà per noi un test fondamentale in vista della partita contro l’Ortigia a cui teniamo tanto”.

Ecco il tabellino della gara:

AN BRESCIA-SS LAZIO NUOTO 16-5
AN BRESCIA: Del Lungo, Manzi 1, Presciutti 2, Randelovic, Paskovic 1, Guerrato 4, Muslim 2, Nora 3, Presciutti 2, Bertoli, Ubovic, Napolitano 1, Morretti. All. Bovo
SS LAZIO NUOTO: Correggia, Tulli, Colosimo, Ambrosini, Vitale, Di Rocco 1, Giorgi, Piacentini, Leporale 3, De Vena, Maddaluno 1, Mele, Washburn. All. Tafuro
Arbitri: Rovida e Zedda
Parziali 3-4, 4-1, 3-0, 6-0
Spettatori 300 circa. Superiorità numeriche: Brescia 8/15 , Lazio 3/11. Usciti per limite di falli Vitale e Maddaluno (L) nel quarto tempo


Fonte: “www.laziofamily.it”



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