La Lazio travolge il Sassuolo 6-2 al Mapei Stadium e Gennaro Gattuso non nasconde la soddisfazione. In conferenza stampa, il tecnico biancoceleste ha elogiato il lavoro del gruppo, il contributo dei giocatori meno utilizzati e soprattutto il rapporto sempre più forte con i tifosi.
Ma Gattuso continua a predicare prudenza:
«Non guardiamo la classifica, non siamo abituati. L’unica strada è la serietà e fare le cose a mille all’ora».
«Questi ragazzi stanno facendo qualcosa di straordinario»
Gattuso parte dal percorso della squadra e dalla crescita di giocatori che inizialmente non erano considerati protagonisti:
«Tanti di questi ragazzi non erano protagonisti, oggi stanno facendo qualcosa di straordinario».
Il tecnico ricorda anche le difficoltà iniziali:
«A inizio stagione abbiamo provato a fare qualcosa di diverso, smontando la squadra. La prima partita non era andata bene, ma ero tranquillo perché si cominciava a vedere quello che volevamo fare».
Poi il concetto chiave:
«Ci siamo messi sotto, loro hanno continuato e il segreto è questo».
Continuità e lavoro
Gattuso insiste sulla crescita costante:
«La loro continuità sta migliorando di partita dopo partita, l’unica strada adesso è quella del lavoro».
Nessun volo pindarico.
Nessuna classifica da guardare.
Solo intensità e concentrazione.
«L’unica strada è la serietà e fare le cose a mille all’ora».
«Oggi abbiamo fatto grandissime cose»
Il tecnico è soddisfatto soprattutto della qualità sulle fasce:
«Oggi abbiamo fatto grandissime cose, sia a sinistra che a destra».
Ma non dimentica il valore del Sassuolo:
«Il Sassuolo è forte, ci ha messo in difficoltà, poi siamo stati avvantaggiati anche dall’espulsione».
Un modo per tenere alta l’attenzione nonostante il risultato larghissimo.
Noslin, non contano solo i gol
Gattuso si sofferma poi su Noslin.
«Per me non sono importanti i gol di Noslin, dobbiamo vedere cosa fa, con quale veemenza va in pressione, va sempre a mille all’ora».
E aggiunge:
«Anche contro il Parma è stato importantissimo».
Per Gattuso, quindi, il valore dell’attaccante non si misura soltanto nei gol ma nel lavoro senza palla.
Il limite da correggere
Nonostante il 6-2, Gattuso individua anche un difetto tecnico:
«L’unico limite nostro è andare in avanti e coprire palla, quando la scopriamo siamo vulnerabili e dobbiamo migliorare».
Una frase importante.
Perché anche in una serata praticamente perfetta, il tecnico guarda già a ciò che deve essere corretto.
I 10mila tifosi al Mapei
Poi il passaggio più emozionale.
Gattuso torna sul rapporto tra squadra e tifoseria:
«Oggi è martedì e c’erano 10mila persone allo stadio».
E aggiunge:
«Gli ho detto che è merito loro, per l’attaccamento e per quello che stanno dimostrando».
Il riferimento è naturalmente alla marea biancoceleste presente a Reggio Emilia.
«Pensa che bello se anche a casa nostra fosse così»
Gattuso si lascia poi andare a una riflessione molto forte:
«Quando mi sono rilassato, chiudevo gli occhi e pensavo: “Pensa che bello quello che stiamo facendo se anche a casa nostra posso vedere una cosa del genere…”».
Il pensiero va chiaramente all’Olimpico e alla protesta dei tifosi.
Gattuso non entra nello scontro tra società e ambiente.
Ma il desiderio è evidente.
«Spero che tornino dal primo giorno»
Sul possibile ritorno dei tifosi all’Olimpico, Gattuso è chiarissimo:
«Io ci spero dal primo giorno».
Poi lega questo desiderio al comportamento della squadra:
«Abbiamo un obiettivo con i ragazzi e non so se ci riusciremo. Ma facciamo vedere di star onorando questa maglia e di far cambiare idea ai nostri tifosi».
Una frase che riassume perfettamente il rapporto costruito tra squadra e ambiente.
Turnover quasi inesistente
Gattuso parla anche delle scelte di formazione.
«Oggi me la sono rischiata un po’, era giusto fare turnover e ho cambiato solo Diogo Leite».
Il tecnico ha preferito quindi dare continuità alla squadra.
Una scelta premiata dal risultato.
«Qualche legnata arriverà»
Nonostante il momento straordinario, Gattuso resta realista:
«Qualche legnata arriverà, spero il più tardi possibile».
Ed è proprio lì, secondo lui, che si capirà il vero livello della squadra:
«Lì vedremo a che livello siamo».
Taylor, nessun problema
Sul cambio di Kenneth Taylor, Gattuso rassicura:
«Taylor l’ho tolto per non rischiare, era pure ammonito».
La scelta è stata quindi prudenziale e legata all’andamento della partita.
Marusic e Rovella verso il rientro
Gattuso ha poi aggiornato anche sulle condizioni di Marusic e Rovella:
«L’altro giorno Marusic e Rovella hanno fatto qualcosa con noi».
Il tecnico spera di poterli recuperare presto:
«Abbiamo bisogno di tutti».
E aggiunge:
«Non mi piace vedere giocatori che lavorano in disparte e in fisioterapia».
Una squadra costruita anche sull’ambiente
Gattuso spiega poi come si sia creata questa atmosfera positiva:
«Io propongo con il mio staff, dall’altra parte ci devono essere ragazzi che ti seguono e si fanno voler bene».
Il segreto, secondo lui, è nella disponibilità del gruppo:
«La cosa più bella è che tutti si sono messi a disposizione».
Una preparazione diversa al Sassuolo
Gattuso racconta anche un retroscena curioso sulla preparazione della gara.
I test avevano mostrato che la squadra non aveva recuperato completamente.
Per questo lo staff ha cambiato approccio.
«Abbiamo fatto due-tre giochi, abbiamo riso per mezz’ora e la partita l’abbiamo preparata in sala video».
Poi:
«Dopo l’allenamento abbiamo solo chiamato i reparti per studiare la partita».
Un metodo più leggero, ma evidentemente efficace.
«Fare sempre le stesse cose stanca»
Gattuso chiude parlando della propria esperienza all’estero:
«L’estero mi ha fatto capire che fare sempre le stesse cose non piace ai giocatori, mentalmente si stancano».
Da qui la scelta di variare frequentemente allenamenti e metodologia.
Un dettaglio che aiuta a capire meglio il lavoro quotidiano dietro questa Lazio.
Una serata perfetta, ma Gattuso guarda già avanti
Sei gol.
Diecimila tifosi.
Una squadra che continua a crescere.
E un allenatore che non vuole fermarsi.
La Lazio di Gattuso continua a stupire, ma il tecnico mantiene la stessa linea:
niente classifica, niente proclami, solo lavoro.
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