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Diaconale a Teleroma56:” Basta pensare al passato, Lotito è sotto minacce da anni”

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Arturo Diaconale è intervenuto ai microfoni di Teleroma54 dopo la vittoria di Pescara

Arturo Diaconale è stato ospite alla trasmissione di Teleroma56 nella giornata di ieri, dove ha rilasciato delle lunghe considerazioni sull’ambiente laziale e del clima che si respira tra società e tifosi.

Critiche e scorta

“Le critiche sono ben accette, le minacce no. Infatti, purtroppo ho invitato a sporgere denuncia: con le minacce si reagisce con la giustizia. Lotito gira con la scorta, le minacce ci sono perché qualche tifoso vuole portarlo a dimettersi. Forse si sperava che qualcuno potesse rilevare la Lazio e fare quello che fece Cragnotti. La pressione spesso si è rilevata violenta, tanto da spingere il presidente a girare con la scorta. Primo presidente scortato? Gli altri sono stati presidenti per un periodo limitato. Lotito ha preso la Lazio con i debiti, se non fossero stati spalmati in un lungo periodo di tempo, la Lazio non sarebbe esistita”.

De Martino, Tare e Peruzzi

“Stefano De Martino l’ho conosciuto quando sono entrato, non sapevo i rapporti che ci fossero con l’ambiente. Ma la società si sentiva in un clima di assedio, che io sono arrivato per rompere. Mi ha chiamato Lotito, così come ha fatto con Peruzzi. Voleva introdurre delle novità per rinforzare la società. Peruzzi è affidabile, ha la conoscenza, l’esperienza, la moderatezza. De Martino, e a volte anche Tare, è stato il parafulmine di tensioni nelle quali a volte non c’entrava. Non è stata una linea politica, ma una linea di difesa imposta dalla contestazione. Per questo ho parlato di assedio, uno si chiude in sé stesso”.

Dimenticare il passato

“Ogni tanto si chiede anche al Papa di scusarsi per le Crociate. Perché non dimentichiamo il passato e non si andiamo avanti? In questi anni ci sono stati errori, ma la società è cresciuta, si sta rinforzando. Se ci fosse un clima diverso, intorno a questo percorso, sarebbe più facile andare avanti. La Lazio è un bene materiale, di proprietà di Lotito, ma anche immateriale, di noi tutti che amiamo questi colori. I destini di questi beni sono intrecciati, devono esserlo: dobbiamo fare dei sacrifici insieme”.

Oscuramento dai media

“Questo oscuramento non ha le sole responsabilità nella società. Per esempio, i media hanno fatto diverse campagne per delegittimare Lotito, per coprire certi interessi, magari quelli legati alla Federcalcio. Ricordiamo i giornali di Agnelli, che alimentarono certe polemiche su Tavecchio”.

Olimpico vuoto e mercato

“Sono molte le cause dell Olimpico vuoto. Al di là della disaffezione. È obsoleto, inagibile, la partita lì non si vede bene. Le misure di sicurezza rendono l’accesso più complicato”. Poi sul mercato: “Il problema non deve essere una sorta di favola né una truffa agli occhi dei tifosi. Se a gennaio non trovo nessuno, non compro. Il mancato accesso alla Champions a seguito del mercato? Quello è passato. Vedo invece un acquisto come Murgia contro l’Inter, un ragazzo che potrà essere in Nazionale. La Lazio è una società sana, con i conti a posto”.

“Bisogna dare una squadra degna alla tifoseria, si sta cercando di fare questo. Periodi come questi, nella storia della Lazio, sono stati pochi, non ce lo scordiamo. Grandi gioie e grandi sofferenze. Bisogna sognare, ma non illudere, costruendo sogno irrealizzabili. Contro il dominio del Nord? La Lazio vuole contrapporcisi con quello che i tifosi stanno vedendo, i risultati stanno dando un po’ ragione, almeno per il momento”. “La Lazio passerà a mio figlio”. Una frase che è sembrata ancora più dispotica dopo quella contestazione di Lazio-Sassuolo: “Lotito ha il suo carattere, non puoi impedirglielo di manifestare. Credo che con quel Lazio-Sassuolo si sia sentito provocato. Lui è molto istintivo. Mi ricordo che in un’intervista su Amatrice, parlando di certi ricordi, si commosse: eravamo tutti stupiti di questo. L’attenzione e l’aiuto che sta dando in questa situazione è di una persona sensibile”. Sullo stadio Flaminio: “Vi chiedo di valutare lo Stadio della Roma. È un atto d’amore? No, di business. Sul Flaminio sono realista. Mi piacerebbe, ma ci sono le condizioni reali per farlo? Ci sono diversi vincoli. Vorrei fare un progetto realizzabile, senza stadio di proprietà non si ha futuro”. E dall’arrivo di Diaconale, il presidente Lotito è più silenzioso… “Non ho convinto Lotito a parlare di meno. Mi ha chiamato, gli dissi che ero una persona che cerca il confronto e le mediazioni, pur difendendo sempre le mie posizioni”.



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Tounkara: “Immobile mi sta aiutando tantissimo. Ringrazio il mister per ľoccasione.”

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Una domenica che sicuramente Mamadou Tounkara dimenticherà mai. Si mostra particolarmente soddisfatto nel post-match:

“Sono felice di stare qui con la Lazio, tifo per la maglia e sono legato ai tifosi. È bello dividere lo spogliatoio con grandi campioni come Immobile. Mi dà tanti consigli. Spero di mostrare tutte le mie qualità ringrazio il mister per l’esordio“.



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Capitolo barriere, il Ministro dello Sport, Lotti: “Martedì ci vedremo per risolvere il problema”

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Forse la svolta decisiva sta finalmente per arrivare. Importantissimo sarà l’incontro martedì 7 febbraio al Viminale. 

Qualcosa alla fine si è mosso per davvero. Tra pochi giorni ci sarà l’incontro al Viminale tra il Ministro dell’Interno e ai rappresentanti di Questura, Prefettura e del Comitato provinciale per l’Ordine e la sicurezza. Rappresentanti delle due società saranno Lotito e Baldissoni. Il tema è molto caldo, ma si spera di arrivare a una risoluzione che accomodi tutti quanti, soprattutto ordine pubblico e tifosi. Ancor più interessante sarà, per un’ eventuale rimozione delle barriere divisorie, la risposta che daranno i tifosi. L’equazione no barriere uguale tifosi allo stadio non è del tutto esatta. Staremo a vedere.

Intanto il Ministro dello Sport, Luca Lotti, è stato intercettato ed ha assicurato:” “Martedì ci sarà un importante incontro, ci vedremo per risolvere questo problema e lo faremo”. Al summit del 7 febbraio ci saranno anche i dirigenti di Roma e Lazio, insieme al Ministro dell’Interno Minniti per una decisione. E a chi gli ha chiesto se eventuali incidenti nel derby di Coppa Italia del prossimo primo marzo possano compromettere la situazione ha risposto: “Il derby non c’entra niente”.



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Derby di Coppa: Totti accende la miccia

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Francesco Totti con espressione seria durante un'intervista

La Roma conquista la semifinale di Coppa Italia: sarà Derby e Totti infiamma l’ambiente

La Roma agguanta il pass per la semifinale di Coppa Italia grazie ad il tanto discusso rigore rimediato nell’extra time tra Roma e Cesena. Al termine del Match, Totti, autore del gol vittoria ha acceso la miccia prederby ai microfoni della Rai.

“Non è un derby, è solo una semifinale di Coppa Italia. Avrei preferito incontrare l’Inter. In ogni caso ce la vedremo contro una grande squadra, anche se con tutto il rispetto è sempre la Lazio…“, ha dichiarato ai microfoni di ‘Rai Sport’.

Sul rigore Totti non ha dubbi: “Era nettissimo, Il loro portiere ha buttato giù Strootman quindi è giusto”. 

Infine sul futuro non si sbottona: “Non è il momento d parlarne, mi godo questi 2-3 mesi e poi decideremo insieme con il club“. 

 



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Tutti gli acquisti e le cessioni del mercato di Gennaio

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Calciomercato Lazio, Trattative, Centrocampo, Rinnovo, Possibili Arrivi, Possibili Partenze
Calciomercato Lazio, Trattative, Centrocampo, Rinnovo, Possibili Arrivi, Possibili Partenze

Un’altra sessione di mercato invernale si è conclusa, La Lazio, come di consueto, non è andata a rinforzare la propria rosa anzi, si è liberata di svariati esuberi poco considerati da Inzaghi. Andiamo a vedere insieme tutte le operazioni effettuate dai club di serie A in questa sessione di mercato invernale:

Atalanta

  • Acquisti: Gollini (p, Aston Villa), Cristante (c, Pescara), F.Rossi (p, Teramo rp), Mounier (a, Atalanta), Hateboer (d, Groningen)
  • Cessioni: Stendardo (d, Pescara), Pinilla (a, Genoa), Gagliardini (c, Inter), Sportiello (p, Fiorentina), D.Bassi (p, svincolato), Suagher (d, Bari), Carmona (c, svincolato)
  • Bologna

    • Acquisti: B.Petkovic (a, Trapani), Juan Valencia (c, Cortuluá), A.Fofana (a, svincolato)
    • Cessioni: Morleo (d, Bari), A.Gomis (p, Salernitana), Floccari (a, SPAL), A. Ferrari (d, Verona), Mounier (a, Atalanta), Acquafresca (a, Ternana)

    Cagliari

    • Acquisti: Gabriel (p, Milan), Faragò (c, Novara), Miangue (d, Inter), Ibarbo (a, Panathinaikos rp), Deiola (c, Spezia rp)Cessioni: Storari (p, Milan), Munari (c, Parma), Bittante (d, Salernitana), Giannetti (a, Spezia)
    • Cessioni: Storari (p, Milan), Munari (c, Parma), Bittante (d, Salernitana), Giannetti (a, Spezia)

    Chievo

    • Acquisti: Gakpé (a, Genoa)
    • Cessioni: Parigini (a, Bari), F.Costa (d, SPAL), L.Jallow (a, Trapani), Floro Flores (a, Bari)

    Crotone

    • Acquisti: Acosty (a, Latina), Kotnik (a, Nova Gorica)
    • Cessioni: Fazzi (c, Perugia), Salzano (c, Bari), Cojocaru (p, Frosinone), Palladino (a, Genoa), Gnahoré (c, Perugia), De Giorgio (a, Latina)

    Empoli

    • Acquisti: Thiam (a, PAOK Salonicco), Zajc (c, NK Olimpia), Jakupovic (a, Middlesbrough), El Kaddouri (c, Napoli), Picchi (c, SPAL rp)
    • Cessioni: Gilardino (a, Pescara), Maiello (c, Frosinone), Chanturia (a, Olhanense), Saponara (c, Fiorentina), Matheus Pereira (c, Juventus rp)

    Fiorentina

    • Acquisti Sportiello (p, Atalanta), Castrovilli (c, Bari), Scalera (d, Bari), Saponara (c, Empoli)
    • Cessioni: Lezzerini (p, Avellino), Zarate (a, Watford), Diks (d, Vitesse)

    Genoa

    • Acquisti: L.Morosini (c, Brescia), Beghetto (c, SPAL), Pinilla (a, Atalanta), Taarabt (c, Benfica), Cataldi (c, Lazio), Rubinho (p, Como), Hiljemark (c, Palermo), Palladino (a, Crotone)
    • Cessioni: Rincon (c, Juventus), Pavoletti (a, Napoli), Fiamozzi (d, Frosinone), Ocampos (a, Milan), I.Cissokho (d, Angers), Gakpé (a, Chievo)

    Inter

    • Acquisti: Gagliardini (c, Atalanta), Sainsbury (d, Jiangsu Suning)
    • Cessioni: Felipe Melo (c, Palmeiras), Jovetić (a, Siviglia), Miangue (d, Cagliari), A.Gnoukouri (c, Udinese), Zonta (c, Pisa), Ranocchia (d, Hull CIty)

    Juventus

    • Acquisti: Rincon (c, Genoa), Matheus Pereira (c, Empoli rp)
    • Cessioni: Kastanos (c, Pescara), Évra (d, Marsiglia)

    Lazio

    • Acquisti: Crecco (c, Avellino rp)
    • Cessioni: Prce (d, Brescia), Cataldi (c, Genoa), Minala (c, Salernitana), Leitner (c, Augsburg), Vinícius (d, AEK Atene), Morrison (c, QPR), Kishna (a, Lille)

    Milan

    • Acquisti: Storari (p, Cagliari), Deulofeu (a, Everton), Ocampos (a, Genoa), Oduamadi (a, HJK Helsinki rp)
    • Cessioni: Gabriel (p, Cagliari), Luiz Adriano (a, Spartak Mosca), M.Niang (a, Watford), Ely (d, Deportivo Alvés)

    Napoli

    • Acquisti: Pavoletti (a, Genoa), Leandrinho (a, Ponte Preta)
    • Cessioni: R.Insigne (a, Latina), Lasicki (d, Carpi), El Kaddouri (c, Empoli), Gabbiadini (a, Southampton)

    Palermo

    • Acquisti: S.Silva (a, GIF Sundsvall), Sunjić (d, Stoccarda)
    • Cessioni: Hiljemark (c, Genoa), Quaison (a, Mainz), Bouy (c, PEC Zwolle), Bentivegna (a, Ascoli)

    Pescara

    • Acquisti: Cerri (a, SPAL), Stendardo (d, Atalanta), Bovo (d, Torino), Gilardino (a, Empoli), Cubas (c, Boca Juniors), Kastanos (c, Juventus), Muntari (c, svincolato)
    • Cessioni: Aquilani (c, Sassuolo), Pigliacelli (p, Trapani), Manaj (a, Pisa), Zuparić (d, HNK Rijeka), Pettinari (a, Ternana), Cristante (c, Atalanta)

    Roma

    • Acquisti: Grenier (c, Lione)
    • Cessioni: Iturbe (a, Torino), Seck (d, Carpi)

    Sampdoria

    • Acquisti: Bereszynski (d, Legia Varsavia), Simić (d, Hajduk Spalato), Criscuolo (c, Latina rp), Falcone (p, Livorno rp)
    • Cessioni: Eramo (c, Benevento), Krajnc (d, Frosinone), Cassano (a, svincolato), Pedro Pereira (d, Benfica), Tozzo (p, Matera)

    Sassuolo

    • Acquisti: Aquilani (c, Pescara), Scamacca (a, PSV)
    • Cessioni: Terranova (d, Frosinone)

    Torino

    • Acquisti: Iturbe (a, Roma), Carlão (d, APOEL Nicosia), Remacle (c, Standard Liegi)
    • Cessioni: Bovo (d, Pescara), Aramu (a, Pro Vercelli), Vives (c, Pro Vercelli)

    Udinese

    • Acquisti: A.Gnoukouri (c, Inter), Ranégie (a, Watford), Gabriel Silva (d, Granada rp)
    • Cessioni: Peñaranda (a, Málaga), Armero (d, Bahia), P. Kone (c, Granada), Wagué (d, Leicester City)


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I parametri zero 2017

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Calciomercato Lazio, Trattative, Centrocampo, Rinnovo, Possibili Arrivi, Possibili Partenze
Calciomercato Lazio, Trattative, Centrocampo, Rinnovo, Possibili Arrivi, Possibili Partenze

Terminata la sessione invernale, eccovi la lista dei parametri zero. Secondo voi, chi potrebbe essere utile alla causa biancoceleste?

ECCOVI LA LISTA*:

Martín Cáceres – Difensore centrale

Philippe Mexes – Difensore centrale

Maicon – Terzino destro

Marouane Chamakh – Punta centrale

Cristian Rodríguez – Ala sinistra

Antonio Cassano – Trequartista

Giovanni Pasquale – Terzino sinistro

Bosko Jankovic – Ala destra

Kévin Constant – Terzino sinistro

Jesús Dátolo – Trequartista

Joaquín Larrivey – Punta centrale

José Enrique – Terzino sinistro

Raul Meireles – Centrocampista

Dimitar Berbatov – Punta centrale

Ronaldinho – Trequartista

Lorik Cana – Difensore centrale

Carlton Cole – Punta centrale

Marco Motta – Terzino sinistro

Royston Drenthe – Ala sinistra

Joleon Lescott – Difensore centrale

Fernando Tissone – Centrocampista centrale

José Bosingwa – Terzino destro

Kieran Richardson – Terzino sinistro

Franck Lampard – Centrocampista centrale

Didier Drogba – Punta centrale

*I nomi sono aggiornati alla mezzanotte del 30 gennaio.



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22esima giornata di campionato: La moviola

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Lazio-Udinese: ARBITRA Piccinini! ⚽ Designazione UFFICIALE: PRECEDENTI, STATISTICHE e FISCHIETTO

La Moviola 22esima giornata di campionato

LAZIO-CHIEVO (FABBRI) : giusto lasciar proseguire su un contatto fra Lulic e un avversario in area, perché i due corrono senza commettere fallo; non segnalato un netto fuorigioco di Lulic al momento del passaggio di Radu; giusto non assegnare calcio di rigore alla Lazio dul contatto fra Cacciatore e Milinkovic-Savic in area del Chievo, perché Cacciatore allarga semplicemente un braccio senza commettere fallo sull’avversario; giusto anche non assegnare calcio di rigore alla Lazio alla fine perché non c’è alcun contatto fra Radovanovic e Rossi, che comunque non simula ed è quindi giusto non ammonirlo.
INTER-PESCARA (CALVARESE) : giusto annullare la rete di Verre, in fuorigioco al momento del tiro di Kastanos respinto da Handanovic; manca un calcio di punizione al Pescara dal limite quando Miranda trattiene Bahebeck, Miranda avrebbe meritato anche il giallo; era da annullare la rete di Eder, che riceve il pallone da Icardi il quale è nettamente in fuorigioco al momento del passaggio di Brozovic per lui; manca un calcio di rigore all’Inter quando Memushaj affossa Gagliardini in area, l’addizionale Abbattista avrebbe potuto aiutare Calvarese ma non lo ha fatto.
NAPOLI-PALERMO (CELI) : i giocatori del Napoli non hanmo nulla sotto i calzettoni di colore differente ai calzettoni, che sono solo allungati, quindi perfettamente in regola; regolare la rete di Nestorovski, tenuto in gioco da Albiol e Hamsik al momento dell’assist di Rispoli; giusto il rosso diretto per grave fallo di gioco mostrato a Goldaniga, che interviene con vigoria sproporzionata su Mertens, fra questa espulsione, il cambio successivo e l’infortunio di Mertens si perdono 2 minuti all’interno del recupero, che viene quindi giustamente allungato per 2 minuti.
UDINESE-MILAN (BANTI) : ammonito De Paul per il fallo su De Sciglio, ma si tratta di un grave fallo di gioco perché De Paul entra da tergo con vigoria sproporzionata, avrebbe meritato il rosso diretto, l’addizionale Nasca avrebbe potuto aiutare Banti ma non lo ha fatto (l’errore diventa ancor più decisivo perché un minuto dopo De Paul segna il goal vittoria dell’Udinese).
FIORENTINA-GENOA (ORSATO) : regolare la rete di Chiesa, perché Kalinic è in posizione di fuorigioco geografica, perché si disinteressa del pallone e non influenza il tentativo di parata di Lamanna; regolare la prima rete di Simeone, tenuto in gioco da Sanchez al momento dell’assist di Taarabt; regolare anche la rete di Hiljemark, tenuto in gioco da De Maio al momento dell’assist di Taarabt; c’è il calcio di rigore assegnato al Genoa e il rosso diretto mostrato a Bernardeschi, che impedisce che il pallone finisca in rete intercettando il pallone volontariamente col braccio (il pallone poi era stato salvato sulla linea come testimoniato dalla GLT), regolare l’esecuzione del calcio di rigore.
 SAMPDORIA-ROMA (MAZZOLENI) : giusto non concedere calcio di rigore alla Sampdoria sul contatto Sczczesny-Quagliarella, perché al momento dell’intervento di Sczczesny su Quagliarella il pallone è già uscito dal terreno di gioco; non c’era il fallo da cui nasce la rete di Muriel su punizione, perché Rudiger non commette alcun fallo su Schick, che scivola semplicemente, di conseguenza è sballato anche il giallo per Rudiger; manca un calcio di punizione alla Sampdoria per la sbracciata di Fazio a Quagliarella, Fazio avrebbe meritato anche il giallo; giusto annullare la rete di Dzeko, in fuorigioco al momento dell’assist di Totti; inesistente il fuorigioco segnalato a Dzeko, tenuto in gioco da ben tre difensori della Sampdoria al momento del passaggio di Strootman, e ci sarebbe stato un netto calcio di rigore per la Roma per fallo di Bereszinski sullo stesso Dzeko.
CAGLIARI-BOLOGNA (PAIRETTO) : giusto non segnalare fuorigioco di Isla sul tiro di Sau finito sul palo, perché Isla non interferisce minimamente sul tentativo di parata del portiere; esagerato il rosso diretto mostrato a Viviani per grave fallo di gioco su Tachtsidis, perché Viviani non interviene con vigoria sproporzionata su Tachtsidis, bastava mostrare il giallo (che comunque sarebbe stato il secondo); non c’era il calcio di punizione da cui nasce la rete di Borriello, perché è Borriello, tenuto in gioco da Krafth, che trattiene la maglia di Krafth e se lo porta giù, bisognava assegnare un calcio di punizione in favore del Bologna (di conseguenza è sballato anche il rosso diretto a Krafth, che sarebbe stato giusto se fosse stato fallo perché avrebbe negato a Borriello un’evidente opportunità di segnare una rete fuori area).
TORINO-ATALANTA (DAMATO) : manca un calcio di rigore all’Atalanta per il fallo di Valdifiori su Conti in area del Torino.
 CROTONE-EMPOLI (TAGLIAVENTO) : netto il calcio di rigore assegnato al Crotone per il netto fallo di Veseli su Stoian, regolare l’esecuzione del rigore.
 SASSUOLO-JUVENTUS (DOVERI) : nessun episodio da moviola


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INTER-LAZIO: il riassunto della partita

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Grande partita della Lazio, che riesce ad ottenere ľaccesso alle semifinali grazie alla stupenda vittoria di stasera contro ľInter. Analizziamo insieme tutto quello che è successo nei 90 minuti giocati al Meazza:

La partita si mostra subito interessante con ľInter che sembra aver iniziato meglio dei biancocelesti. Dopo delle occasioni non degne di nota la Lazio si fa viva al 20′ del primo tempo, sbloccando la partita con Felipe Anderson, che con un perfetto stacco di testa, la insacca alle spalle di Handanovic. Dopo il vantaggio è la Lazio ľunica squadra in campo, Anderson e Immobile sciupano due occasioni nitidissime, nonostante ciò la Lazio riesce a concludere il primo tempo in vantaggio con degli ottimi 45 minuti giocati, i biancocelesti hanno la partita in pugno. Con un pizzico di cattiveria in più la gara poteva essere già sul 3-0. Via con il secondo tempo! Al 54esimo minuto, un lancio illuminante di Murgia, consente ad Immobile di conquistare un rigore fondamentale al fine del risultato. Capitan Biglia non sbaglia dal dischetto e la mette alle spalle di Handanovic. Lazio avanti di 2 gol, contro ľInter che si trova in 10 uomini grazie alľespulsione di Miranda per il fallo da rigore su Immobile. Un brutto intervento di Radu su Icardi lascia la Lazio in 10. A metà del secondo tempo Inzaghi sostituisce Anderson e Lulic con Lukaku e Milinkovic per dare fiato alla squadra. ĽInter attacca senza sosta, sottraendo alla Lazio sempre più punti di riferimento. Inzaghi si gioca ľultima cambio a disposizione facendo entrare Wallace al posto di Murgia. Alľ 84esimo ľInter riapre la gara con il gol di Perisc. La partita fortunatamente si conclude senza ulteriori emozioni. La Lazio è in semifinale!

 



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Inzaghi soddisfatto: “Penso che abbiamo fatto un’ottima gara, abbiamo meritato la qualificazione. Dovevamo fare più gol, ma contro l’Inter è difficile”

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Il tecnico biancoceleste si dice soddisfatto, al termine del match di Milano e non teme un possibile derby nel doppio confronto della semifinale di Coppa Italia.

La Lazio batte l’Inter a San Siro e si guadagna la semifinale di Coppa Italia. Queste le parole di un soddisfatto mister Simone Inzaghi, rilasciate ai microfoni di Rai Sport al termine del match: “Penso che abbiamo fatto un’ottima gara, abbiamo meritato la qualificazione. Dovevamo fare più gol, ma contro l’Inter è difficile. L’unico rammarico è che il nostro vantaggio doveva essere maggiore. Adesso siamo in semifinale, dobbiamo continuare così anche in campionato. Avremmo dovuto chiudere prima la partita. I tre davanti sono stati bravissimi, hanno sofferto insieme alla squadra e può essere anche normale che perdano un po’ di lucidità lì davanti. Biglia? È il mio capitano, c’è stata una lite che nel calcio non è bello vedere, ma lui vuole trascinare la Lazio e voleva venire qui a Milano con la squadra per fare un’impresa e ci è riuscito: venire qui con l’Inter e fare una gara del genere non è da tutti. Dispiace aver sofferto negli ultimi minuti. Gli arbitri? Sono stati bravi, ma è normale che quando sei 2-1 rischi di uscire dall’area tecnica. C’è la possibilità di giocare il derby, ma ora bisogna continuare bene in campionato. Se nel momento della semifinale dovesse esserci la Roma, noi arriveremo pronti e sappiamo che tipo di importanza avrebbe questa partita. Oggi Hoedt e de Vrij hanno fatto una grande partita, così come Felipe che alla fine era stanco e ho voluto sostituirlo. Alla ripresa degli allenamenti dopo il Chievo, ho fatto i complimenti alla squadra: il calcio è spietato, ma io ero fiducioso. Ho visto anche lì una squadra affamata. Oggi bisognava fare un’impresa e ci siamo riusciti. Sono contentissimo dei miei ragazzi ora bisogna riprenderci i punti persi. Murgia? È un ragazzo che ho visto crescere, non ho mai dubitato delle sue qualità. Stasera ha fatto una grande partita, ha fatto un solo errore ma è stato bravissimo. Lui ha la testa giusta per rimanere in alto, è un ragazzo serio che lavora tanto”.



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Inter Lazio: le pagelle

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Una grande Lazio espugna San Siro e batte con grande merito l’Inter che veniva da 7 vittorie consecutive.
Una Lazio bella,veloce e con tanto cuore ha dominato per quasi tutta la gara,sprecando almeno 4 palle nitide.
Molto bene Felipe,e il giovane Murgia autore di una grande prestazione.
Adesso la Lazio in semifinale di Coppa Italia se la vedra’ con la vincitrice tra Roma e Cesena.
Vediamo insieme i voti della nostra Lazio:

MARCHETTI 6: a dir la verita’ non e` stato molto chiamato in causa,ma e’ stato sempre vigile sulle occasioni interiste.

PATRIC 6,5: ripeto ancora che merita il posto di titolare al posto di un Basta ormai sul viale del tramonto; anche oggi reattivo e attento.

DE VRIJ 6,5: sia Palacio che Icardi la vedono poco,il ministro della difesa laziale e’ tornato ai suoi livelli.

HOEDT 6,5: con il connazionale DeVrij forma un’ottima coppia difensiva.

RADU 6: peccato per l’ingenua espulsione,ma la sua prestazione rimane buona.

BIGLIA 6,5: sbaglia ad inizio partita un pallone che per poco da all’Inter il vantaggio; ma dopo offre un’ottima prestazione coronata anche dal rigore importantissimo che regala la qualificazione alla Lazio.

PAROLO 5: mi dispiace ma oggi il peggiore; si mangia 2 occasioni nitide per segnare e sbaglia tanti passaggi; forse dovrebbe un po` tirare il fiato.

MURGIA 7: l’aquilotto non soffre l’emozione di San Siro e gioca una grandissima partita di sostanza e qualita`,offre anche,con un grande passaggio,il pallone per Immobile che causa il rigore e l’espulsione di Miranda.

ANDERSON 7: poteva prendere 9, ma manca sempre quella cattiveria che non lo fa` arrivare ai livelli dei campioni.
Anche oggi giocate stupende ma anche errori gravi sotto porta.

LULIC 6,5: corsa e grinta servivano oggi, e Senad non si tira certo indietro; suo l’assist per il primo gol di Anderson.

IMMOBILE 6: bene ma non benissimo; sempre grande movimento ma davanti la porta poco lucido,ha comunque il merito di guadagnarsi il rigore.

MILINKOVIC 6: 20 minuti buoni,dove copre su D’Ambrosio.

LUKAKU 6,5: entra e quasi quasi va` in porta da solo,copre bene poi su Candreva.

WALLACE SV.



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Tim Cup Inter Lazio: le formazioni ufficiali

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Formazioni ufficiali Inter-Lazio

Mancano pochi minuti al fischio iniziale del match che vedrà la Lazio giocare nelle mura nereazzurre. Arrivano le formazioni ufficiali della gara valida per i quarti di finale di Coppa Italia

INTER (4-2-3-1): Handanovic; D’Ambrosio, Murillo, Miranda, Ansaldi; Brozovic, Kondogbia; Candreva, Banega, Perisic; Palacio.

A disp. Carrizo, Andreolli, Santon, Eder, Nagatomo, Gagliardini, Joao Mario, Biabiany, Icardi, Medel, Gabriel Barbosa, Pinamonti.

All. Stefano Pioli

 

LAZIO (4-3-3): Marchetti; Patric, de Vrij, Hoedt, Radu; Parolo, Biglia, Murgia; Felipe Anderson, Immobile, Lulic.

A disp. Strakosha, Vargic, Basta, Wallace, Bastos, Lukaku, Folorunsho, Milinkovic, Luis Alberto, Djordjevic, Rossi.

All. Simone Inzaghi

 

Arbitro: Guida (sez. Torre Annunziata). Ass: Meli-Cariolato. IV: Celi

 

TIM Cup, Quarti di finale

Stadio Giuseppe Meazza di Milano

Martedì 31 gennaio 2017, ore 20:45



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Personaggi storici SS Lazio: Hernan Crespo

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Hernán Crespo con la maglia della Lazio: l’acquisto più costoso della storia biancoceleste.
Hernán Crespo con la maglia della Lazio: l’acquisto più costoso della storia biancoceleste.

Hernan Jorge Crespo nasce il 5 luglio 1975 a Florida, cittadina a nord di Buenos Aires e fin da piccolo coltiva la sua passione per il calcio, praticandolo abitualmente nei campetti del suo quartiere. All’età di 15 anni viene notato dagli osservatori del River Plate, che nel 1991 non esita a tesserarlo per il proprio settore giovanile. Due anni più tardi entra a far parte della prima squadra, con la quale vince subito il campionato di Apertura del 1993, siglando nella stagione d’esordio con la maglia biancorossa la bellezza di 13 gol in 25 presenze. L’anno dopo bissa il successo nel campionato di Apertura, ma è nella stagione 1995-96 che si fa notare fuori dall’Argentina con la conquista della Copa Libertadores e un secondo posto con la Nazionale Olimpica ai giochi di Atlanta.

Nell’estate del 1996 viene prelevato dal Parma dell’ambizioso presidente Calisto Tanzi per 8 miliardi di lire. Nel primo anno con i ducali sfiora lo Scudetto, terminando il campionato a due distanze dalla Juventus capolista, timbrando il cartellino in 12 occasioni. L’anno dopo mantiene la stessa costanza della stagione precedente per quanto riguarda le marcature, ma il suo Parma non va oltre il 6° posto in campionato. Nella stagione 1998-99 si rende autore di una stagione superlativa agli ordini del mister Ancelotti, risultando decisivo nelle finali vinte in Coppa Italia ai danni della Fiorentina e in Coppa Uefa, dove a farne le spese fu invece il Marsiglia. Per “Valdanito”, soprannome giustificato dalla somiglianza fisica con Jorge Valdano, la stagione individuale si chiude con 28 gol segnati in 45 incontri disputati e con il titolo di miglior marcatore nella Coppa Italia. L’anno seguente inizia con la vittoria nella Supercoppa Italiana contro il Milan, sfida nella quale un gol dello stesso Crespo risulterà determinante. I 22 gol dell’argentino al termine della stagione porteranno il Parma nella quinta posizione finale in classifica.

Nell’estate del 2000 la Lazio, fresca dello Scudetto vinto nel maggio precedente, decide di investire fortemente su Crespo, sborsando nelle casse dei ducali una cifra come 110 miliardi di lire, compresi i cartellini di Conceiçao e di Almeyda. Nella prima stagione alla corte di Eriksson vince la sua seconda Supercoppa Italiana (contro l’Inter) e a fine stagione risulterà il miglior marcatore del campionato con 26 reti realizzate. Il secondo anno a Roma non è fortunato come il primo, ma l’attaccante argentino riesce comunque a chiudere la stagione 2001-02 con 20 reti complessive realizzate in tutte le competizioni. Nell’estate del 2002 il presidente Cragnotti, a causa dei gravi problemi finanziari che colpirono la società capitolina, dovette cedere l’attaccante all’Inter per circa 35 milioni di euro, che chiuse così la sua avventura con la Lazio siglando 48 gol in 73 presenze.

L’avvio con l’Inter non è dei migliori per Crespo, che nella prima stagione in nerazzurro non brilla particolarmente in campionato, risultando invece decisivo in Champions League, dove saranno 9 le marcature in 12 incontri disputati.

Dopo una sola stagione a Milano si trasferisce al Chelsea per 25 milioni di euro, ma nel primo anno coi Blues è vittima di vari infortuni, che gli consentono di disputare solo 19 incontri, conditi da 10 reti.

Nell’estate del 2004 passa in prestito al Milan, dove ritrova la forma fisica smarrita nei due anni precedenti: coi rossoneri vince subito la Supercoppa Italiana contro la Lazio, sigla una doppietta nella finale di Champions League persa contro il Liverpool, raggiungendo la quota di 18 gol stagionali in tutte le competizioni.

Nell’estate del 2005 torna al Chelsea, vincendo subito la Community Shield contro il Manchester United e concludendo la stagione con la prima storica vittoria della Premier League da parte dei Blues, guidati da Jose Mourinho.

A questo punto non sembra più rientrare nei piani del Chelsea, che lo spedisce in prestito biennale all’Inter di Mancini. Crespo si ripresenta ai suoi vecchi tifosi con un gol in Supercoppa Italiana, decisivo nella vittoria del trofeo ai danni della Roma. Nella stagione 2006-07 i gol di Crespo risulteranno determinanti per la vittoria del campionato di Serie A,  il primo per l’argentino. Nelle due stagioni successive sarà sempre più ai margini del progetto Inter: saranno solo 6 i gol segnati da Crespo tra il 2007 e il 2009 in campionato. In questi anni di panchina saranno comunque due gli Scudetti vinti dall’Inter, a cui si aggiunge il successo della Supercoppa Italiana nel 2008.

Nell’estate del 2009 il bomber argentino chiude definitivamente la sua esperienza all’Inter e si accasa a Genova, sponda rossoblu. Con i grifoni, ormai 34enne, gioca solo metà stagione, segnando in 5 occasioni.

A gennaio del 2010 torna al Parma, non riuscendo però a incidere fino al settembre dello stesso anno. Nella stagione 2010-11 riesce infatti a segnare 11 gol tra campionato e Coppa Italia, diventando il giocatore più prolifico dei ducali nell’intera annata. Praticamente da fuori rosa, nel febbraio 2012 annuncia la rescissione con il Parma e il ritiro dal calcio giocato. Nel 2013 viene eletto il Giocatore del Secolo del Parma.

Con la maglia dell’Albiceleste comincia la sua carriera nel 1995, quando era ancora in forze al River Plate e fino al 2007, anno del suo ritiro dalla Nazionale, rimane titolare con tutti i C.T. che si susseguirono. Ha partecipato alle edizioni del 1998, 2002 e 2006 dei Mondiali e alla Coppa America del 2007, dove perse in finale con i rivali del Brasile. Ad oggi risulta, con 35 reti, il 3° marcatore più prolifico di sempre con la maglia dell’Argentina, dietro solo a Messi e Batistuta.

Dopo il ritiro ha commentato varie partite per Fox Sport Italia nel 2013 e l’anno dopo è diventato l’allenatore del Parma Primavera, prima che avvenisse il fallimento societario. Nell’estate del 2015 viene nominato come nuovo allenatore del Modena, venendo esonerato nel marzo 2016, quando la squadra si trovava al quintultimo posto. Il suo successore, Cristiano Bergodi, non riuscirà comunque a impedire la retrocessione in Lega Pro dei gialloblù.

Dal suo ritorno a Parma nel 2010 ha cominciato a vivere stabilmente con la sua famiglia nella città emiliana, dichiarando che per lui è la città che ha rappresentato di più, sia a livello sportivo che umano.

 



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Lazio Nuoto, sono un pareggio a Genova: finisce 10-10 contro Quinto

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Contro il Quinto i biancocelesti sprecano un vantaggio di quattro gol e nel finale sono costretti addirittura a recuperare con Cannella e Maddaluno (10-10). Il punto serve comunque alla Lazio per conservare il penultimo posto. Tafuro: “Pari giusto, ma c’è rammarico”
Il girone d’andata si chiude con un pareggio amaro per la Lazio. E’ un 10-10 che lascia molte recriminazioni ai biancocelesti. Infatti, i ragazzi di Tafuro approcciano alla gara da grande squadra e terminano il primo tempo addirittura in vantaggio 4-0. Ma l’illusione dura poco. Per il resto della partita la Lazio subisce il ritorno del Quinto, autore in particolare di un secondo tempo coraggioso che lo porta ad impattare sul 5-5 prima di subire il gol di Leporale. Il terzo periodo è una carambola di emozioni con sorpassi e controsorpassi. La Lazio soffre e l’ultimo tempo si apre con il gol di Aksentijevic che sembra essere una sentenza (10-8). I biancocelesti però riescono a trovare in extremis le forze per pareggiare l’incontro grazie alle “mine” di Cannella e Maddaluno. Si torna a casa con un punto e con la difesa di quel penultimo posto in classifica che a fine stagione eviterebbe la retrocessione diretta consentendo l’accesso ai playout.
LA PARTITA – Primo tempo a senso unico per la Lazio che in rapida successione va in gol con Colosimo, Di Rocco, Giorgi e Leporale (0-4). Il Quinto si sveglia nel secondo: Aksentijevic e Bittarello accorciano le distanze, Leporale ha un sussulto per la Lazio, ma nei minuti successivi i padroni di casa riescono a tornare in partita impattando sul 5-5 con Amelio, Palmieri e ancora con Aksentijevic. Il parziale è chiuso da Maddaluno che riporta in vantaggio i biancocelesti con un preciso diagonale (5-6). Il terzo tempo è un tripudio di emozioni: prima si scatena Primorac che in tre minuti ribalta il risultato (7-6). Il controsorpasso Lazio è firmato da Vitale e Cannella (7-8). Ancora Quinto, però, che a cavallo tra il terzo e il quarto periodo allunga il passo con Boero, Amelio e Aksentijevic (10-8). La Lazio però non ci sta: Cannella riaccende le speranze, Maddaluno fa 10-10 ma il sussulto in extremis non arriva.
L’allenatore della Lazio Nuoto, Massimo Tafuro: “Abbiamo iniziato molto bene, ma le partite durano quattro tempi. Nel primo siamo stati più cinici, mentre il Quinto ha sprecato tanto. Poi abbiamo subito il loro ritorno, non siamo riusciti a tamponare la situazione e abbiamo rischiato di perdere. Alla fine si tratta di un punto giusto, utile per la classifica, ma c’è rammarico perché avremmo potuto ottenere l’intera posta in palio. Abbiamo fatto meglio in superiorità numerica che a uomini pari soprattutto nelle situazioni di contrattacco. Purtroppo non abbiamo avuto la continuità per tutta la partita. Ci prendiamo il pari con la consapevolezza che avremmo potuto fare meglio”.
GENOVA QUINTO B&B ASS.-SS LAZIO NUOTO 10-10
GENOVA QUINTO B&B ASS.: Scanu, Eskert, Brambilla Di Civesio, Primorac 2, Turbati, Bianchi, Amelio 2, Palmieri 1, Boero 1, Bittarello 1, Brambilla Di Civesio, Aksentijevic 3, Gianoglio. All. Paganuzzi
SS LAZIO NUOTO: Correggia, Tulli, Colosimo 1, Ambrosini, Vitale 1, Di Rocco 1, Giorgi 1, Cannella 2, Leporale 2, De Vena, Maddaluno 2, Mele, Washburn. All. Tafuro
Arbitri: Colombo e Ercoli
Parziali 0-4, 5-2, 4-2, 1-2
Spettatori 600 circa. Espulsi per proteste Boero (Quinto) e Cannella (Lazio) nel quarto tempo. Nessun giocatore uscito per limite di fall. Superiorità numeriche: Quinto 3/7 e Lazio 4/6


Fonte: “www.laziofamily.it”



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Lazio-Chievo: il remake di “Io non compro nessuno”

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Lazio-Chievo è stato un remake di un film già visto in passato. Mercato di gennaio nullo, rosa incompleta e sconfitta servita. Certo, la Lazio ieri ha giocato, ma se non segni poi la perdi. Ora, criticare Inzaghi (nonostante dopo San Siro con il Milan lo si era fatto e mi cospargo il capo di ceneri) è folle, sta facendo l’ impossibile. Si sapeva dalla notte dei tempi che a gennaio Keita sarebbe andato a giocare la coppa d’ Africa, come era prevedibile la squalifica di Immobile, visto che era in aria diffida. Inzaghi ieri nonostante la sua poca esperienza ha già capito che la panchina non è all’ altezza. Difatti i cambi tardivi dimostrano che è meglio non cambiare. Lui ha provato a vincerla ma il materiale a disposizione è poca roba. Vedere certi affari ti fa capire come questa società è nulla. Un esempio? Pinilla. Già, proporre uno scambio con Djordjevic era utopia? Oppure prenderlo ugualmente e chi se ne frega. Anche perchè l’ operazione non era cosi proibitiva visto come si è conclusa. Un altro esempio? Magari convincere Palacio oppure bastava prendere Pazzini già lo scorso anno. Cosi tanto per fare qualche esempio. O  convincere Klose a rimanere. Candreva  sostituito con un certo Luis Alberto ( chi è?) in tandem con Lombardi. Lombardi si impegna per carità ma alla Lazio serve altro.  Adesso i nomi che girano sono gli scarti, Cerci in primis. Senza contare i misteriosi Morrison e Leitner. Ora non vogliamo puntare ad essere il Barcellona ma neanche essere la Longobarda. Ieri aver incontrato Sorrentino in giornata è solo una scusa per non arrendersi all’ evidenza. La società che offre il mini abbonamento con l’ obbiettivo dei 7 punti. Ecco, già miseramente fallito. Oppure invitare i cinesi pur di riempire lo stadio. Ieri è andato in scena per l’ appunto un remake dal titolo “Io non compro nessuno”. Speriamo solo che già da martedì si possa rialzare la testa. Ma la Lazio ha bisogno di altro e non di vivere alla giornata. Sul caso del tifoso e Biglia mi limito a dire che il tifoso paga e ha diritto di contestare, sempre civilmente però!



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Lazio Chievo: le pagelle

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La Lazio perde malamente in casa contro un Chievo che veniva a Roma dopo 5 sconfitte consecutive.
Una partita dominata per la Lazio,ma quando mancano i titolari e le riserve prendono il loro posto si vede.
Un Djordjevic come sempre non all’altezza,come non lo sono le riserve della squadra di Inzaghi,e questo fa’ molto riflettere sopratutto sulla gestione dilettantistica di questa societa’.
Sara’ l’ennesimo mercato dove la societa’ sara’ spettatrice senza la voglia di poter migliorare la rosa per raggiungere obiettivi come la Champions.
Vediamo insieme i voti della Lazio:

STRAKOSHA 6: mai impensierito per tutta la gara.

BASTA 5: in questo momento e’ una bestemmia rinunciare a Patric e proporre questo giocatore che ormai e’ in declino.

DE VRIJ 5,5: non e’ certo il centrale che siamo abituati a vedere,non vorrei che le questioni di mercato stanno influendo sulle sue prestazioni.

HOEDT 5,5: anche lui nel finale va’ in difficolta’ con Inglese, uno degli attaccanti piu’ scarsi di serie A.

RADU 6,5: l’unico a salvarsi in difesa,forse il miglior Radu degli ultimi 3 anni.

BIGLIA 6: oggi la prestazione e’ stata sufficiente ma niente piu’, perennemente marcato non puo’ fare di piu’.

PAROLO 6,5: il piu’ pericoloso della Lazio; solo Sorrentino gli nega il gol per 3 volte.

MILINKOVIC 6,5: sempre positivo Sergej; e’ lui il vero trascinatore.

ANDERSON 6: ottime cose ma anche brutte cose; al brasiliano manca la personalita’ e la cattiveria.
Butta fuori la palla fermando un’azione della Lazio,dopo un grande slamom tira una mozzarella verso Sorrentino.

LULIC 5,5: quanta confusione Senad,la grinta e’ sempre presente ma la tecnica no.

DJORDJEVIC 5: l’unica cosa che fa in piu’ di 70minuti e’ una palla recuperata; il voto e’ anche per chi,ancora si aspetta qualcosa dal serbo che perde anche lo scontro con Inglese(pensate un po’)

ROSSI 5,5: non fa’ tante cose ma non ci si puo’ aspettare tanto da questo ragazzo.

ALBERTO 5: e’ semplicemente non all’altezza,pensate che questo e’ il sostituto di Candreva

LOMBARDI SV.



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Bonatti: “Se cadremo ora ci faremo più male”

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Mister Bonatti è intervenuto ai microfoni biancocelesti per parlare della sua primavera

“Nel 2017 abbiamo iniziato bene riprendendo un cammino che avevamo interrotto a dicembre non nel migliore dei modi. Stiamo migliorando e sono contento, ci manca qualcosina per poter raggiungere le squadre più attrezzate del nostro girone e per poter dire la nostra in chiave futura.

Contro il Perugia servivano motivazioni e nella preparazione abbiamo sacrificato l’organizzazione. Siamo mancati infatti sul piano organizzativo, la nostra squadra deve avere sempre in testa i temi di gioco da sviluppare. Abbiamo faticato nell’uno contro uno contro gli umbri, nel secondo tempo abbiamo cambiato sistema e anche la gara è cambiata. Il risultato testimonia il sacrifico dei miei ragazzi. Sono molto esigente con i miei sull’ attenzione, sulla concentrazione e sui temi che prepariamo per la partita. Finora il risultato premia il lavoro svolto. Sono felice per i ragazzi, a me interessa arrivare alla fine e vedere come ci arriveremo.

Il gruppo è cresciuto, siamo arrivati in alto e ora se cadremo ci faremo più male. L’attenzione dovrà essere più alta. Questi ragazzi hanno interiorizzato bene il processo di crescita. Non abbiamo pressioni, corriamo verso noi stessi: dobbiamo migliorarci ogni settimana perchè ogni gara è un’opportunità per crescere. Ci sono squadre come la Sampdoria e la Fiorentina che stanno facendo ottimi risultati, il nostro girone è competitivo, ma noi abbiamo affrontato con successo anche le squadre più forti. Per ambire a qualcosa di elevato non dobbiamo fallire contro squadre inferiori e giocarcela alla pari con chi ha qualcosa in più.

Il Napoli è una delle squadre più forti per esperienza e valori tecnici. Ci hanno battuti in un campo difficile, ma noi siamo riusciti a batterli in Coppa Italia. E’ una gara molto elevata su un piano emotivo, sono due squadre molto forti.

Colmeremo l’assenza di Rossi con trame di gioco offensive diverse. Affronteremo una squadra molto diversa dal Latina. Contro i pontini abbiamo peccato d’inesperienza, ma non meritavamo di perdere. In questi mesi però il collettivo Lazio è cresciuto, ma sabato affronteremo una squadra con valori tecnici molto più elevati. Il Napoli ha perso finora cinque partite, tre giocando dopo l’impegno in Youth League. Se non avessero avuto la competizione europea, avrebbero fatto ancora più punti.

I numeri vanno sempre interpretati, per ora la nostra difesa ha dimostrato d’esser cresciuta. Tutti dovranno continuare ad esser attenti e tuti dovranno continuare a curare i particolari. N’Diaye ha giocato solo 70 minuti in 6 mesi e non è pronto fisicamente. Per velocizzare un inserimento la cosa migliore è giocare, e per questo l’ho inserito. Javorcic aveva avuto la febbre e c’erano le condizioni per farlo giocare. Sapeva che lo avrei sostituito.

Dobbiamo superare delle fasi intermedie per meritarci una vendetta sportiva nei confronti della Roma. Affrontare tanti scontri diretti in trasferta non cambierà il nostro modo di preparare le partite. Per noi è uguale giocare in casa o in trasferta, ci approcciamo alle gare allo stesso modo. Ho visto le ultime gare del Napoli, e si stanno sacrificando molto di più rispetto all’inizio; abbiamo analizzato ciò e proveremo nuovi sviluppi di gioco per inserirci in altri spazi. Rispetto molto il Napoli”.



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Perrone mette in guardia la Lazio:” Bisogna stare attenti al Chievo”

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Perrone, ex biancoceleste avverte la Lazio: il Chievo potrà dare qualche difficoltà

Carlo Perrone è intervenuto ai microfoni biancocelesti per parlare della prossima sfida che vedrà una Lazio ridimensionata, affrontare il Chievo Verona, Sabato alle ore 18.00 presso lo stadio Olimpico. Le assenze nelle fila laziali non sono da poco anzi, Keita è in Coppa d’Africa, Immobile è squalificato e pesano le assenze anche di Basta e Lulic.

“Si deve imparare da tutte le partite. Non avere Keita, Basta e Lulic a disposizione porta ad avere qualche problema in più. Si scende in campo sempre 11 vs 11. I biancocelesti devono crescere ancora un po’ a livello caratteriale.

In alcune circostanze le cose sono andate lisce durante le partite, in pochi casi invece le gare sono state combattute. Le squadre sotto di noi, forse Inter a parte, hanno rose di buon livello ma che perdono molto senza alcuni titolari in campo, come ad esempio accaduto alla Fiorentina contro di noi.

Non credo che i biancocelesti si sentano appagati dal buon girone d’andata, anzi hanno ancora tanti aspetti da dover migliorare. Tutte le squadre hanno avuto battute d’arresto.

Nessuna gara è semplice in Serie A. Il Chievo non è in alto in classifica ma vende sempre cara la pelle ed è molto organizzata. I gialloblù avranno alcune defezioni, ma lo stesso vale per la squadra di Simone Inzaghi, che dovrà fare a meno contemporaneamente di Immobile e Keita. La classifica dice che c’è un divario tra le due squadra, ma i biancocelesti dovranno comunque fare attenzione al Chievo.

L’attaccante classe 1990 manovra, attacca la profondità e svaria molto su tutto il fronte d’attacco, sfruttando anche le sponde aeree di Milinkovic. Lulic è un giocatore importantissimo: può giocare in svariate zone di campo, corre, difende e attacca, ha forza fisica e allungo, sa crossare e tirare. A volte viene ingiustamente criticato.

Se Djordjevic dovesse partire titolare, spero che non senta troppo la pressione: sarebbe una chance importante per lui. Deve scendere in campo con la giusta concentrazione”.



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Il campionato è già finito?

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Siamo arrivati solo alla 3a giornata del girone di ritorno, ma per molte squadre di Serie A questo campionato può già definirsi chiuso. Se la lotta per i primi posti e per l’accesso all’Europa League è accesissimo, non si può certo dire lo stesso per coloro che avevano attrezzato le proprie rose, al fine di conseguire la salvezza. Sono infatti 11 i punti di distanza tra l’Empoli quartultimo (con 21 punti) e le terzultime a pari punti Palermo e Crotone (12 le distanze invece tra i toscani e il Pescara, fanalino di coda), un distacco considerevole che lascia già a fine gennaio solo un briciolo di speranze per le ultime tre della classe, che oltre a non disporre di organici all’altezza della competizione, non hanno neanche i fondi per puntellare degnamente le proprie rose, sperando in quello che a oggi sarebbe un miracolo sportivo.

Quali sono le conseguenze di questo squilibrio? Con i dati alla mano, senza esagerazioni, questa situazione rende il campionato, per almeno 8-9 squadre, privo di obiettivi già a metà stagione, influendo certamente sul grado di concentrazione dei giocatori, per i quali la maggior parte delle sfide da oggi in poi potrebbero risultare delle semplici amichevoli o poco più.

Dal Torino all’Empoli, passando per Bologna, Cagliari, Sassuolo e le genovesi, questo gruppo di squadre si trova a dover giocare quasi un intero girone senza motivazioni, influendo in negativo sulle loro prestazioni e sul dato degli spettatori (sarà inevitabile), libere dalla pressione e dai rischi di entrare nella zona calda della classifica.

Aveva forse ragione (per una volta) Lotito, quando diceva che il campionato andasse rivoluzionato, portando il numero delle partecipanti alla Serie A da 20 a 18, per evitare che ci fosse questo squilibrio e aumentando così la qualità della competizione?



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21a Giornata di Serie A: la Moviola!

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Lazio-Udinese: ARBITRA Piccinini! ⚽ Designazione UFFICIALE: PRECEDENTI, STATISTICHE e FISCHIETTO

La moviola della ventunesima giornata di Serie A

Come ogni fine giornata di campionato, arriva puntualissima la nostra moviola del turno di Serie A.

Qui di seguito verranno analizzate tutte le decisioni dei direttori di gara impegnati in questo turno di campionato

ATALANTA-SAMPDORIA (RIZZOLI) : esagerato il giallo mostrato a Pereyra per fallo su Spinazzola, bastava fischiare il fallo; giusto annullare la rete di Petagna, in netto fuorigioco al momento dell’assist di Kurtic; corretto non concedere calcio di rigore alla Sampdoria perché Berisha esce sul pallone, non sulla gamba di Schick, quindi non commette alcun fallo; non c’era il calcio di rigore concesso all’Atalanta perché dopo il controllo di Petagna è Torreira che si trova in vantaggio sul pallone, ed è Petagna a commettere fallo su di lui, era calcio di punizione in favore della Sampdoria, regolare l’esecuzione del rigore.
CHIEVO-FIORENTINA (MARESCA) : giusto fischiare il fallo di Meggiorini su Sanchez, ma manca il giallo per Meggiorini; netto il calcio di rigore concesso alla Fiorentina per fallo di Cacciatore su Chiesa, regolare l’esecuzione del rigore.
BOLOGNA-TORINO (GHERSINI) : giusto non assegnare calcio di rigore al Bologna sul tocco di braccio di Moretti dopo il tocco di Destro, perché Moretti tocca prima con la coscia; manca un netto calcio di rigore al Bologna per la trattenuta vistosa di Rossettini a Destro, l’addizionale Minelli avrebbe potuto aiutare Ghersini ma non lo ha fatto.
PESCARA-SASSUOLO (VALERI) : giusto annullare la rete di Verre, in fuorigioco al momento dell’assist di Caprari; era da annullare la rete di Pellegrini, che commette fallo su Bizzarri per segnare, era quindi calcio di punizione per il Pescara, l’addizionale Fabbri avrebbe potuto aiutare Valeri ma non lo ha fatto; netto il calcio di rigore concesso al Pescara perché Consigli in uscita travolge Memushaj, regolare l’esecuzione del rigore.
GENOA-CROTONE (MARIANI) : giusto non concedere calcio di rigore al Genoa perché Ceccherini tocca nettamente il pallone senza commettere alcun fallo su Simeone; regolare la rete di Simeone, tenuto in gioco da Rosi al momento dell’assist di Cofie; c’è la punizione da cui nascerà la rete di Ceccherini perché Munoz commette nettamente fallo su Falcinelli; il tocco di Munoz a Lamanna è un retropassaggio volontario, quindi Mariani avrebbe dovuto fermare il gioco e assegnare un calcio di punizione indiretto in favore del Crotone; c’è il calcio di rigore assegnato al Genoa per la spinta di Ferrari su Pandev, regolare l’esecuzione del rigore; giusto non concedere calcio di rigore al Crotone perché sul tiro di Rohden Burdisso respinge prima con la pancia.
ROMA-CAGLIARI (GUIDA) : giusto non concedere calcio di rigore al Cagliari perché sul tiro di Farias De Rossi, prima di respingere il pallone col braccio, lo respinge con la coscia; regolare il goal di Dzeko, che è tenuto in gioco da Murru al momento dell’assist di Rudiger e si libera dalla marcatura di Murru senza commettere alcun fallo su di lui; giusto annullare l’altra rete di Dzeko, nettamente in fuorigioco al momento dell’assist di Peres; giusto il rosso diretto a Pedro che commette fallo su Strootman rifilandogli un calcione.
PALERMO-INTER (IRRATI) : manca un netto calcio di rigore al Palermo quando Gagliardini trattiene vistosamente per la maglia Goldaniga in area; giusto non concedere rigore all’Inter perché Goldaniga contrasta Icardi senza commettere fallo su di lui; giusto il primo giallo per Ansaldi per fallo su Henrique; giusto anche il secondo giallo e quindi il rosso ad Ansaldi per fallo su Nestorovski; esagerato l’allontanamento di Pioli che non ingiuria l’arbitro ma semplicemente chiede “Ma com’è possibile?”; giusto il primo  giallo a Gazzi per la trattenuta a Mario; giusto anche il secondo giallo e quindi il rosso per Gazzi per fallo su Brozovic; giusto annullare la rete di Quaison, perché come si evince dal segno della bomboletta fatto da Irrati, il Palermo aveva chiesto la distanza e quindi doveva aspettare il fischio dell’arbitro per battere il calcio di punizione.
MILAN-NAPOLI (ROCCHI) : manca un calcio di rigore al Napoli per il fallo di Paletta su Mertens in area; esagerato il giallo per simulazione a Mertens che semplicemente scivola; esagerato il giallo a Calabria per fallo su Callejon, bastava solo fischiare il fallo; ci può stare il giallo a Strinic per la sbracciata su Suso, ma allora doveva esserci dopo anche il giallo a Suso per la sbracciata su Strinic; giusto il giallo a Tonelli per fallo su Bacca, la distanza dalla porta è siderale e quindi giusto non dare rosso diretto perché non può essere una chiara occasione da rete; esagerato il giallo per simulazione a Bacca che semplicemente cade per il contatto con Albiol; manca un altro calcio di rigore al Napoli quando Paletta intenzionalmente dà uno spintone a Mertens in area.
JUVENTUS-LAZIO (MASSA) : manca un calcio di punizione per la Lazio per il pestone di Pjanic a Immobile, l’arbitro non lo vede e dà un inspiegabile giallo a Immobile per proteste; giusto non concedere calcio di rigore alla Lazio sul contatto fra Asamoah e Lombardi in area, perché Asamoah non allarga mai il braccio, fa solo forza con la spalla; dietrologie stupide e inesistenti sull’abbraccio fra l’addizionale Tagliavento e Buffon a fine gara, anche perché la stessa cosa è successa in Milan-Napoli fra l’arbitro Rocchi e Abate, e inoltre i precedenti fra Tagliavento e la Juventus lasciano trapelare il fatto che sicuramente egli non ha un occhio di riguardo per la Juventus.
EMPOLI-UDINESE (RUSSO) : nessun episodio da moviola.


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Verso Lazio-Chievo: diffidati, squalificati e infortunati

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La situazione degli squalificati, diffidati e infortunati

La Lazio affronterà il Chievo Verona all’Olimpico di Roma, Sabato 28 Gennaio 2017 in cerca dei 3 punti persi contro la Juventus. La squadra di Inzaghi dovrà far a meno di Immobile che salta il match per il giallo rimediato contro i bianconeri (l’attaccante era diffidato ed ha ricevuto il cartellino per proteste) e verrà sostituito da Djordjevic.

Ma vediamo il quadro completo

Immobile1 turnoSalta Chievo

█ DIFFIDATI
–

+ INFORTUNATI
Basta

Kishna

Affaticamento muscolare

Problema al polpaccio

Rientro fine gennaio

Da valutare

CHIEVO
█ SQUALIFICATI
CesarMeggiorini1 turno

1 turno

Salta Lazio

Salta Lazio


█ DIFFIDATI
Hetemaj

+ INFORTUNATI
Frey

Rigoni

Problema fisico

Problema muscolare

Rientro fine gennaio

Rientro fine gennaio



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Lazio, niente da fare contro lo Sport Management: finisce 9-17

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Al Foro Italico la Lazio Nuoto esce sconfitta 17-9 dal BPM Sport Management nella 12^ di serie A1. I biancocelesti hanno sofferto per tutta la partita contro un avversario che si è dimostrato superiore e che è riuscito a indirizzare il match già nel primo tempo. Gli uomini di Baldineti hanno chiuso il primo parziale sul +6 andando in gol agevolmente in controfuga su errori offensivi dei padroni di casa e hanno controllato la fase restante della partita. Mattatori della sfida sono stati Luongo e Mirarchi, autori di cinque gol a testa. Quasi mai in gara la Lazio che ha vissuto il momento migliore nel secondo periodo chiuso sul 3-1, per poi non trovare particolari spunti nella seconda metà del confronto. I biancocelesti hanno avuto difficoltà a contrastare il pressing avversario e hanno sciupato troppe occasioni in superiorità numerica. Sabato prossimo i ragazzi di Massimo Tafuro sono attesi da una partita molto importante. A Quinto contro il fanalino di coda sarà uno scontro salvezza. La Lazio si presenterà con un punto di vantaggio sugli avversari e avranno l’opportunità di allontanare lo spettro dell’ultimo posto.

LA PARTITA – I veronesi partono subito forte andando in gol con Luongo e Petkovic nei primi due minuti. Giorgi accorcia le distanze per la Lazio, ma gli ospiti sono in buona giornata: Mirarchi e ancora Petkovic allungano nuovamente. Luongo realizza su rigore il gol dell’1-5 e segna ancora pochi istanti dopo. Il parziale viene chiuso da Razzi (1-7). Nel secondo tempo segna subito Maddaluno, Lazovic salva sulla linea immaginaria un tiro a colpo sicuro di Leporale, ma poi il portiere veronese non può far nulla sul colpo di De Vena (3-7). Petkovic sfrutta una superiorità numerica, poi Leporale recupera una palla in difesa, si fa tutta la vasca e realizza il 4-8 che chiude il tempo. Il terzo periodo gli ospiti scappano con i gol di Gitto, Blary, Mirarchi e Razzi (4-12). Maddaluno in ripartenza e Leporale fanno tornare la Lazio sul – 6, il parziale viene chiuso dai gol di Luongo e Cannella (7-13). Gli ospiti controllano agevolmente nel finale segnando due volte con Mirarchi, una con Petkovic e Luongo. Per la Lazio Colosimo e Di Rocco (9-17).

Il centroboa della Lazio Nuoto, Giorgio Ambrosini: “Abbiamo pagato l’inizio complicato lo SM ha una ottima fase difensiva, è molto aggressivo, ci ha portato a stare molto lontani dalla porta, poi ci siamo adattati e siamo riusciti a rimetterci in sesto. Per noi giovani è un’esperienza bellissima allenarci con i nostri compagni più grandi e affrontare in acqua dei campioni che fino a pochi anni fa li vedevamo solo in tv. E’ sicuramente un modo per crescere”.

L’allenatore della Lazio Nuoto, Massimo Tafuro: “Loro marcavano in maniera molto aggressiva, l’errore mio è stato non trovare una contromisura tale da attenuare quel parziale. Noi molti errori in fase d’attacco, loro ci hanno punito sulle ripartenze grazie alla grande qualità dei giocatori. Durante la partita siamo riusciti a trovare delle contromisure, ma il parziale iniziale ha influito molto sul risultato. Nella seconda parte si sono viste delle buone cose in vista della prossima partita contro il Quinto, per il tipo di gioco dello Sport Management non è stato un allenamento troppo formante, molti strappi e poche occasioni per giocare la palla nel semicerchio. Sabato sarà una partita molto importante, dovremo prepararla bene, dobbiamo cercare di contrastarli, è alla nostra portata dobbiamo provarci con le nostre forze”.

LA LAZIO IN TV – Grazie alla collaborazione con la Lazio Calcio, la partita Lazio Nuoto-BPM Sport Management sarà trasmessa su LazioStyle (canale 233 del bouquet di Sky) mercoledì 25 gennaio alle 21.30 e venerdì 27 gennaio alle 19.

SS LAZIO NUOTO-BPM PN SPORT MANAGEMENT 9-17

SS LAZIO NUOTO: Correggia, Tulli, Colosimo 1, Ambrosini, Vitale, Di Rocco 1, Giorgi 1, Cannella 1, Leporale 2, De Vena 1, Maddaluno 2, Mele, Washburn. All. Tafuro

BPM PN SPORT MANAGEMENT: Lazovic, Gallo, Gitto 1, Valentino, Blary, Petkovic 4, Luongo 5 (1 rig.), Jelaca, Mirarchi 5, Bini, Razzi 2, Deserti, Viola. All. Baldineti

Arbitri: Carmignani e Taccini

Parziali 1-7, 3-1, 3-5, 2-4 
Spettatori 300 circa. Uscito per limite di falli Valentino (Sport Management) nel quarto tempo. Superiorità numeriche: Lazio 3/10 e Sport Management 3/7 + un rigore


Fonte:”www.laziofamily.it”



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Personaggi storici SS Lazio: Marcelo Salas, “El Matador”

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Marcelo Salas nasce il 24 dicembre del 1974 nella città di Temuco, in Cile, e già da giovanissimo comiciano a intravedersi in lui un gran talento e una predisposizione particolare al ruolo di attaccante. Entra a far parte del settore giovanile del club cittadino, il Santos Temuco, a soli 9 anni, nel 1983. Saranno 8 le stagioni passate con i colori di casa, fino al 1991, anno della chiamata da parte della squadra cilena più rinomata, l’Universidad de Chile, che Salas non può rifiutare. Dopo altre due stagioni giocate nei campionati giovanili, nel 1993 il diciannovenne viene aggregato alla prima squadra de “La U” (soprannome col quale l’Universidad de Chile è conosciuta in patria). Nonostante l’altezza non impressionante il gran fisico dell’attaccante si rivelerà il suo punto di forza, consentendo al cileno di affrontare alla pari avversari fisicamente molto più avvantaggiati.

Nella prima stagione nel calcio dei grandi Salas soffre il cambio di categoria, che, unito al fatto che sia spesso costretto a giocare solo spezzoni di partite, portano l’attaccante a chiudere l’anno con 15 presenze e un solo gol, il primo da professionista. La seconda stagione all’Universidad segna l’esplosione di Salas, che solo in campionato risulta marcatore per 27 volte in 25 presenze, portando così la sua squadra alla conquista del campionato cileno. Successo che viene bissato l’anno dopo e che rendono “El Matador” molto popolare in Sud America.

E’ il River Plate ad aggiudicarselo per la stagione 1996/1997, sborsando quasi 4 milioni di dollari per acquisirne il cartellino. “Los Millionarios” costruirono per quella stagione una delle rose più forti che il campionato argentino ricordi: oltre al Matador, tra i componenti della rosa figuravano i nomi di Almeyda, Aimar, Sorin e Cruz, giocatori che negli anni successivi figurarono tra i migliori nei vari campionati europei nei quali militarono. Infatti non fu un caso la storica doppia vittoria nei campionati di Apertura e Clausura dello stesso anno, nelle quali Salas fu determinante con 11 reti e fu eletto giocatore sudamericano dell’anno. La stagione 1997/1998 si apre per il River Plate con i successi nella Supercoppa Sudamericana e nel campionato di Apertura del medesimo anno.

Le grandi prestazioni con il Cile nelle qualificazioni per il Mondiale del 1998 portarono Salas sotto i riflettori europei. Fu l’allora presidente della Lazio, Sergio Cragnotti, a volerlo più di tutti e ad aggiudicarselo per una cifra di circa 15 miliardi di lire nel gennaio 1998. Il trasferimento avvenne però soltanto nell’estate successiva.

E’ nella stagione 1998/1999 che Salas comincia la sua avventura europea con la maglia biancoceleste. L’esordio ufficiale per l’attaccante arriva in agosto durante la Supercoppa Italiana, vinta dalla Lazio sulla Juve per 1-0. E’ il primo dei tanti trofei che El Matador vincerà con la casacca biancoceleste, alla corte di Sven-Goran Eriksson. La stagione terminerà con il secondo posto in campionato (valido per l’accesso alla Champions League dell’anno dopo) ma soprattutto con il trionfo dell’ultima edizione della Coppa delle Coppe nella finale contro il Maiorca, che oltre a consegnare il primo titolo europeo alla squadra capitolina, consentirà l’accesso all’ambita Supercoppa Europea, da contendere con il vincitore della Champions League del medesimo anno, il Manchester United di Sir. Alex Ferguson. Per Salas la stagione si conclude invece con 23 reti in 43 presenze, risultando così il miglior giocatore cileno del 1998.

Il 27 agosto 1999, allo stadio Louis II di Monaco, va in scena l’attesissima Supercoppa Europea, che viene risolta proprio da Salas con un gol al 35° del primo tempo, che risulterà decisivo sul tabellino finale. Per la prima volta nella sua storia si può dire che la Lazio sia, se non la prima, una delle migliori squadre al mondo in quel momento, potendo contare di talenti del calibro di Marchegiani, Nesta, Mihajlovic, Nedved, Veron, Mancini e lo stesso Salas. Se la stagione della Lazio si era aperta con i migliori auspici, la chiusura è stata ancora più ricca di gioie, prima con la vittoria in Coppa Italia nella finale con l’Inter e poi con il trionfo in campionato all’ultima giornata, quando i biancocelesti batterono la Reggina per 3-0 e la Juve, 2 punti avanti alla Lazio prima di quella giornata, si arrese per 1-0 sul campo del Perugia, consegnando lo Scudetto ai capitolini.

L’onda dell’entusiasmo biancoceleste consegnò ai tifosi un altro titolo, la Supercoppa Italiana del 2000, nella quale l’Inter dovette soccombere all’Olimpico per 4-3, gara alla quale Salas non prese parte. La stagione, oltre alla Supercoppa, regala poche emozioni alla Lazio, che chiude il campionato al 3° posto e viene eliminata ai quarti di finale di Coppa Italia. Per Salas lo spazio in campo si limita notevolmente, complici gli arrivi di Claudio Lopez e di Hernan Crespo nel reparto avanzato, e a fine stagione si trasferirà alla Juve per 25 miliardi di lire più il cartellino di Kovacevic. L’esperienza in biancoceleste si conclude per il cileno con un bottino di 48 gol in 117 presenze totali.

La parentesi con la Juventus si apre nella maniera peggiore per Salas, che neanche dopo due mesi di permanenza in bianconero si rompe il legamento del ginocchio destro, concludendo precocemente la sua prima stagione a Torino con un bottino di un solo gol in 7 incontri disputati, ma festeggiando con i compagni la vittoria dello Scudetto per quella stagione. L’anno dopo torna in campo, ma sembra che dopo il lungo infortunio abbia smarrito le doti che lo contraddistinguevano, giocando solo 11 incontri nell’intero campionato 2002/2003 ed entrando nel tabellino dei marcatori una volta sola. Le sue (poche) prestazioni opache non impediranno alla vecchia Signora di conquistare prima la Supercoppa Italiana del 2002 e, successivamente il campionato per la seconda volta consecutiva.

Ma le strade di Salas e della Juve sono costrette a separarsi nella stagione seguente, nella quale la dirigenza bianconera decide di mandarlo in prestito biennale al River Plate, sua vecchia squadra. Gli infortuni continueranno a limitare le prestazioni del Matador, che giocherà nei due anni di prestito solo 32 partite, siglando però 10 reti, utili alla vittoria del titolo di Clausura del 2004, l’ultimo trofeo di club che il cileno vincerà in carriera.

Nel 2005 rescinde consensualmente il contratto che lo legava alla Juventus, e torna in patria all’Universidad de Chile, la squadra che lo aveva lanciato nel calcio professionistico. Nelle stagioni 2005 e 2006 sfiora con il suo nuovo club le vittorie rispettivamente nel campionato di Clausura (2005) e di Apertura (2006). Poi nel dicembre il fallimento dell‘Universidad de Chile lo constringe allo svincolo.

Dopo 6 mesi di inattività torna nuovamente all’Universidad, che sembra essersi ripreso economicamente. Chiude la sua carriera al termine del 2008, dopo un ultima stagione positiva, nella quale sono state 11 le marcature del cileno. In carriera sono 251 le reti totali siglate da Salas, tra squadre di club e nazionale.

A proposito di nazionale, non si può omettere che El Matador sia il marcatore cileno più prolifico di sempre con la maglia della Roja, con 37 reti segnate nelle 70 partite ufficiali disputate. La carriera di Salas con il Cile comincia nel 1994, in una gara con l’Argentina terminata 3-3, nella quale lo stesso attaccante va in rete. Negli anni successivi insieme a Zamorano compone un tandem letale, che consentirà alla Roja di conquistare l’accesso alla fase finale del Mondiale 1998.

Il momento più alto della sua carriera in nazionale è sicuramente quello del Mondiale 1998 in Francia, nel quale con 4 reti risulta il capocannoniere della Roja e giunge fino agli ottavi di finale della competizione, piegandosi al Brasile.

Dopo l’infortunio occorso ai tempi della Juventus rimane fuori dal giro della nazionale cilena per diverso tempo, ma nel 2005 torna in occasione delle qualificazioni per il Mondiale 2006, nelle quali il Cile non riesce a raggiungere uno dei primi quattro posti valevoli per l’accesso alla fase finale. E’ in questo momento che Salas decide di abbandonare la nazionale per dedicarsi esclusivamente alla sua carriera nei club.

Nel 2007 l’allora C.T. del Cile, Marcelo Bielsa decide di richiamare Salas per le prime gare di qualificazione al Mondiale 2010, nelle quali l’ormai 33enne sigla una doppietta nel 2-2 contro l’Uruguay, contribuendo alla conquista dell’accesso alla fase finale del torneo. Questi saranno gli ultimi gol del Matador con la maglia della propria nazionale.

Dal giorno del suo ritiro è diventato presidente e direttore sportivo dell’Union Temuco, squadra della sua città natale militante nella Primera B cilena, l’equivalente della nostra Serie B.



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Radu: Juventus troppo forte. Abbiamo subito troppo nei primi 15 minuti.”

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La Lazio, con la partita di oggi, ha dimostrato ancora una volta la propria incapacità nelľ affrontare i top club di questo campionato. Sappiamo bene quanto sia forte la Juventus, ma sarebbe bastata più cattiveria per convincere i tifosi. Ecco le parole di un amareggiato Radu nel post-partita:

“Ci aspettavamo questa reazione nei primi minuti, la Juventus ci ha messo sotto pressione. Non siamo stati attenti, abbiamo subito e siamo andati sotto di due reti, così era difficile da ribaltare. Hanno messo una formazione molto offensiva, attaccandoci quasi a pieno organico. Sono stato costretto a fare un fallo e per me è cambiata la partita, dovevo stare più attento. Poche squadre hanno guadagnato punti in casa della Juventus. Non avevamo più nulla da perdere e nella ripresa ce la siamo giocata. All’inizio invece non riuscivamo a trovarci in campo. Io avevo Cuadrado e Lichsteiner che spingevano dalla mia parte e mi hanno messo in difficoltà, mi ritrovavo sempre da solo contro due. Nella ripresa ho cercato di attaccare di più, ma il mister è stato costretto a cambiarmi per evitare una doppia ammonizione. Il Chievo? Ogni sconfitta brucia, dobbiamo prendere le cose positive del secondo tempo. Dove siamo riusciti ad arrivare davanti al portiere. Dobbiamo ripartire da qui ed essere più concentrati dall’inizio”.

Il difensore biancoceleste ha parlato poi a Sky Sport 24: “Hanno iniziato forte la partita ed è merito loro. Dovevamo essere più attenti nei primi minuti e non so se sarebbe stata così facile per loro. Oggi ci sono mancati due giocatori importanti come Keita e Lulic. Contro le big devi avere tutti a disposizione perché altrimenti si fa dura. L’obiettivo Champions è difficile da raggiungere, ma lotteremo fino alla fine e non molleremo. I primi minuti sono stati critici, siamo andati subito sotto di due gol. Abbiamo provato a impostare la partita in modo diverso. Nella ripresa ci siamo fatti vedere davanti, ma con poca aggressività”.

Questa l’analisi del match di Stefan Radu ai microfoni dei cronisti presenti in mixed zone: “Abbiamo cominciato molto male , dopo i primi quindici minuti stavamo in svantaggio di due gol. È già difficile subire una rete, figuriamoci due. Abbiamo provato a riprenderla, ma l’aggressività della Juve ha vinto. Ho incontrato Juventus anche più forti. Nelle altre partita siamo sempre partiti, bene, oggi la Juve ci attaccava da tutte  le parti. Cosa manca alla Lazio rispetto alla Juventus? I Giocatori. Oggi ci sono mancati Keita e Lulic. Certe partite vanno affrontate con la rosa al completo. Ci aspettavamo una squadra molto offensiva”.



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Inzaghi e il post gara di Juve-Lazio

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Inzaghi si presenta come di consueto in sala stampa. Oggi una Lazio troppo remissiva e atteggiamento da rivedere.La bella stagione resta ancora ma raccogliere un solo punto con le big deve far riflettere.

Mister come spiega questa sconfitta?

Sicuramente la partita è particolare. Sapevo che sarebbe stata molto difficile, mi sarebbe piaciuto un approccio diverso. Non avremmo dovuto concedere i due gol nel primo quarto d’ora. Mi prendo la reazione, se avessimo mollato di testa poteva andare anche peggio.

Che ne pensa delle prestazioni di Biglia e Anderson?

Parlare dei singoli non porta nulla. Sicuramente dobbiamo dare tutti quanti quel qualcosa in più. Contro la Juve se inizi la gara così hai già perso. Magari contro un’altra squadra sarebbe andata diversamente. Cercheremo di analizzarla.

Le ha sorpreso il modulo della Juventus?

Mi aspettavo Dybala dietro due punte, ma il problema è stato il primo quarto d’ora. Anche questa partita servirà da lezione, riguardando la partita dell’andata abbiamo giocato in modo diverso. Con le grandi squadre non puoi concedere questi spazi.

Cosa è mancato alla Lazio oggi?

Avremmo dovuto gestire con più qualità l’ultimo passaggio. Ci credevo, l’avevamo preparata bene. Con i cambi non è cambiato tanto, peccato perché ci credevo. Ci può stare di perdere contro la Juventus, adesso testa alla partita di domenica.

Teme che la sconfitta possa ridimensionare gli obiettivi a confronto con le grandi del campionato ?

Un po’ di divario c’è. Siamo davanti a Milan e Inter che sono costruite con altri obiettivi. Noi dobbiamo pensare partita dopo partita. Sono contento di allenare questa squadra.



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Juventus Lazio: le pagelle

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La Juve chiude il discorso nei primi 15 minuti con due gol e chiude la partita.
La Lazio entra in campo con troppa paura,poi pian piano,sopratutto nel secondo tempo,cerca di proporre qualcosa per provare a mettere in difficolta’ la Juve.
Ma la pietra tombale per la vittoria della Juve la mette Inzaghi,che nel momento migliore della squadra,effettua due cambi a dir poco strampalati che rivitalizza la squadra bianconera.
Male Anderson,con la sua classica prestazione con le squadre forti,che e’ sempre indecente.
Molto bene Milinkovic e Patric.
Ma vediamo insieme i nostri voti sulla Lazio:

MARCHETTI 5: quando deve fare una parata sopra la media non la fa’ mai,sul primo gol doveva fare meglio.

PATRIC 6,5: ottima prestazione per lo spagnolo,che forse conferma ancora di piu’ che deve essere lui il titolare,e non Basta.

DEVRIJ 5: male,si perde Higuain sul secondo gol e non e’ mai sicuro negli interventi difensivi.

WALLLACE 6: meglio del suo compagno difensivo,non fa’ cose incredibili ma alla fine porta a casa una buona prestazione.

RADU 5: in grande difficolta’ con Cuadrado,lento e impacciato.

BIGLIA 6: buona la prestazione del capitano,finche’ Inzaghi inspiegabilmente decide di toglierlo dal campo al 65esimo.

PAROLO 5: da tre partite e’ un po’ in difficolta’, forse ci vorrebbe un po’ di riposo.

MILINKOVIC 6,5: il serbo e’ il migliore in campo per la Lazio, grande qualita’ e grande grinta.

ANDERSON 4,5: forse sbagliamo noi a definirlo “campione”,e’ un buon giocatore niente piu’,e lo dimostra quando l’asticella si alza.

LOMBARDI 6,5: l’aquilotto si merita gli applausi dei tifosi laziali, la grinta non gli manca,ma anche la qualita’.

IMMOBILE 6: arrivano pochissimi palloni per lui, ma corre su ogni pallone e non smette mai di crederci.

DJORDJEVIC 4: il voto non e’ per lui ma per chi crede ancora in lui,in primis Inzaghi; nullo.

LUKAKU 5: anche lui non bene, non lo vedo adatto alla serie a.

MURGIA 6: entra con personalita’ in campo.

INZAGHI 4: grande anno per lui ma oggi toppa alla grande; nel momento migliore della Lazio effettua uno strampalato cambio mettendo Djordjevic e Lukaku per Biglia e Radu che certifica la vittoria della Juve,rivitalizzandola in un momento dove era in difficolta’.



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Tutti in piedi per il sergente Sergej:”Mi sento bene. L’Inter? Sarà un’occasione”.

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Ancora lui, ancora una volta decisivo. Inzaghi azzecca pienamente i cambi che non lo tradiscono prima Milinkovic poi Immobile sentenziano un Genoa che stava spaventando più del dovuto. Il duo biancoceleste si rivela ancora una volta imprescindibile per questa squadra. Per il serbo è il quinto gol stagionale, nettamente meglio dell’anno scorso; è lui stesso a dirlo nelle parole rilasciate a Rai Sport dopo la partita e il gol che ha riportato in vantaggio la Lazio:”Nel primo tempo abbiamo iniziato bene con due reti e un rigore sbagliato, poi abbiamo subito la rimonta. Dobbiamo migliorare, per fortuna ci siamo ripresi nel secondo tempo. Mi sento bene, meglio rispetto all’anno scorso. Gioco di più e ho trovato il quinto gol stagionale. Sta andando tutto bene. L’Inter? Sarà un’occasione per riscattare la sconfitta in campionato, dovremo prepararla meglio e speriamo di vincerla. Ora pensiamo alla Juventus che in casa vince sempre. Dopo tre vittorie di fila faremo il possibile per ottenere il bottino pieno”. 

Le sue parole anche a Lazio Style Radio: “Nell’occasione del gol volevo fare un assist a Ciro, ma mi è tornato il pallone. Finalmente ho segnato di piede, basta con questa testa! (ride,ndr) Stiamo migliorando, ci stiamo allenando bene. Abbiamo un buon ritmo. Quanto sono importante? Non lo so, siete voi che dovete dirlo. Io devo solo giocare bene e aiutare la squadra. Contro la Juventus possiamo fare bene, dobbiamo prepararla bene. Abbiamo vinto tre partite, stiamo in un buon momento. Vogliamo andare a Torino e fare il nostro meglio. In cosa posso migliorare? In fase di realizzazione. Nell’ultima partita ho sbagliato più volte, così come con il Bologna”.



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Serie A, 20a giornata: la Moviola

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Ecco la nostra moviola della 20a giornata di Seria A Tim:

 

INTER-CHIEVO (GIACOMELLI) : manca un calcio di rigore al Chievo per fallo di Kondogbia su Castro in area di rigore dell’Inter, ma il rigore era difficile da vedere per Giacomelli, era molto più facile vedere per l’addizionale Mariani che poteva aiutare l’arbitro ma non lo ha fatto.

CROTONE-BOLOGNA (CALVARESE) : era regolare il goal annullato a Trotta, tenuto in gioco dal penultimo difendente del Bologna al momento dell’assist di Falcinelli; lancio di Capezzi per Rosi e pallone intercettato da Di Francesco che devia in calcio d’angolo, ma l’azione andava fermata perché Rosi era in fuorigioco al momento del passaggio di Capezzi.

LAZIO-ATALANTA (PAIRETTO) : esagerato l’allontanamento di Inzaghi, che mette semplicemente un piede fuori dall’area tecnica dicendo “non è fallo” senza nessun insulto nei confronti degli Ufficiali di Gara; netto il calcio di rigore assegnato alla Lazio, perché sul lancio di Milinkovic-Savic Immobile sposta il pallone a Berisha che lo travolge, giusto anche non prendere provvedimenti disciplinari nei confronti di Berisha perché il suo è un intervento “onesto” e non nega una chiara occasione da rete, regolare l’esecuzione del rigore; manca un altro calcio di rigore alla Lazio quando Masiello devia col braccio troppo largo un cross di Anderson; Gasperini si lamenta giustamente per un fallo di Milinkovic-Savic non fischiato e per un presunto fallo di D’Alessandro su Milinkovic-Savic fischiato ma che non c’era, ma è sacrosanto il suo allontanamento perché perde le staffe e dà del “coglione” al quarto uomo.

NAPOLI-PESCARA (GAVILLUCCI) : inesistente il fuorigioco segnalato a Caprari, tenuto in gioco da Strinic al momento del passaggio di Verre; manca un giallo per Cristante che interviene con una sbracciata su Albiol; giusto annullare la rete di Insigne, in fuorigioco al momento dell’assist di Callejon; giusto non assegnare calcio di rigore al Pescara per il contatto Tonelli-Gilardino, perché è quest’ultimo che si trascina a terra l’avversario; non c’era il calcio di rigore assegnato al Pescara perché Mitrita non viene assolutamente toccato da Hysaj e simula, regolare l’esecuzione del rigore; esagerato l’allontanamento di Oddo che ha un comportamento assolutamente normale e non rivolge mai espressioni ingiuriose agli Ufficiali di Gara.

FIORENTINA-JUVENTUS (BANTI) : ammonito Sturaro per fallo su Bernardeschi, ma Banti sbaglia perché il fallo lo commette Bernardeschi su Sturaro; manca il giallo a Badelj per fallo su Dybala; la rete di Kalinic nasce da un fallo non fischiato di Bernardeschi su Sandro, entrambi i giocatori avevano il diritto di intervenire con la gamba alta perché il pallone era libero, ma dopo aver preso il pallone Bernardeschi abbassa la gamba e commette fallo su Sandro, per Banti era comunque difficile da vedere; giusto non assegnare calcio di rigore alla Juventus perché Olivera respinge il tiro di Higuain con la gamba, non col braccio; regolare la rete di Higuain perché il pallone in precedenza viene toccato con la mano da Olivera, non da Sturaro; sbagliato concedere il vantaggio sul fallo di Marchisio su Chiesa perché non c’era nessun vantaggio evidente a centrocampo, bisognava assegnare un calcio di punizione per la Fiorentina e ammonire Marchisio; manca un calcio di rigore alla Juventus quando Rodriguez respinge col braccio sinistro largo un cross di Pjaca e successivamente tocca il pallone anche col braccio destro; Allegri a fine partita dà del testa di c… al quarto uomo Di Liberatore, che ha sbagliato a non refertare gli insulti dell’allenatore facendo sì che Allegri venisse “graziato” dal Giudice Sportivo (che, lo ricordiamo, non può prendere provvedimenti di squalifica solo basandosi sulle immagini televisive).

CAGLIARI-GENOA (FABBRI) : manca un calcio di punizione al Genoa per fallo di mano di Isla dopo il tocco di Ocampos, Isla avrebbe meritato anche il giallo; esagerato il giallo mostrato a Pedro per fallo su Burdisso, bastava solo fischiare fallo; non c’era il calcio di rigore assegnato al Cagliari perché né Izzo, né Lamanna commettono alcun fallo su Murru, bisognava riprendere il gioco con un semplice calcio di rinvio, regolare l’esecuzione del rigore; giusto il primo giallo mostrato a Capuano per fallo su Edenilson; giusto anche il secondo giallo e quindi il rosso mostrato a Capuano per fallo su Pinilla.

UDINESE-ROMA (DAMATO) : netto il calcio di rigore concesso alla Roma per fallo di mano di Faraoni su cross di El Shaarawy, regolare l’esecuzione del rigore; giusto non concedere calcio di rigore all’Udinese perché non c’è nessun fallo di Fazio su Zapata; Felipe trattiene Dzeko lanciato a rete, ma lo fa appena passata la metà campo, non si può quindi parlare di una chiara occasione da rete, giusto quindi il giallo e non il rosso diretto per Felipe.

SASSUOLO-PALERMO (MAZZOLENI) : nessun episodio da moviola.

TORINO-MILAN (TAGLIAVENTO) : Donnarumma esce dalla sua area di rigore e intercetta con le mani un passaggio di Belotti, non si può parlare di chiara occasione da rete perché Paletta anticipa Belotti mettendo in calcio d’angolo, ma bisognava assegnare un calcio di punizione per il Torino e ammonire Donnarumma; manca un calcio di rigore al Milan quando Barreca in area trattiene Abate impedendogli di arrivare su un cross di Abate, l’addizionale Aureliano avrebbe potuto aiutare Tagliavento ma non lo ha fatto; netto il calcio di rigore concesso al Torino, perché Abate colpisce Barreca appena dentro l’area di rigore, bravo Tagliavento perché la situazione era difficile, regolare l’esecuzione del rigore; manca un altro calcio di rigore al Milan quando Zappacosta colpisce nettamente Bonaventura sul ginocchio; regolare la rete di Bertolacci perché Hart respinge il pallone quando ha già superato la linea di porta, come testimoniato dalla GLT; giusto annullare la rete di Benassi, in fuorigioco al momento del tiro di Falque respinto da Donnarumma; Obi interviene con vigoria sproporzionata su Abate, con un intervento a forbice, meritava sicuramente il rosso diretto, grave errore dell’arbitro che estrae solo il giallo; netto il calcio di rigore concesso al Milan per la “cravatta” di Rossettini su Paletta, regolare l’esecuzione del rigore; giusto il primo giallo mostrato a Romagnoli per fallo su Falque; giusto anche il secondo giallo e quindi il rosso mostrato a Romagnoli per fallo su Belotti, anche Romagnoli se la cava con una giornata di squalifica pur avendo detto di tutto uscendo dal recinto di gioco; rimane impunito il cazzotto di Mihajlovic al cartellone della Serie A.

SAMPDORIA-EMPOLI (CELI) : netto il calcio di rigore assegnato all’Empoli per fallo di Palombo su Mchedlidze, ma il colore del cartellino per Palombo è sbagliato: non era da giallo ma da rosso diretto, perché il suo intervento non è onesto e nega una chiara occasione da rete, l’addizionale Russo avrebbe potuto aiutare Celi ma non lo ha fatto, regolare l’esecuzione del rigore.

 



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Lazio-Genoa: turnover per Inzaghi. Cataldi alla primissima da ex

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Tutto pronto per l’ultimo degli ottavi di finale, che vedrà protagoniste Lazio e Genoa all’Olimpico mercoledì sera. Momento più che positivo per i biancocelesti che puntano a passare il turno, nonostante il quasi totale turnover; Genoa che, invece, al momento si trova un po’ in crisi, come sottolineano gli ultimi giorni  passati in ritiro proprio a Roma. Prima volta di Danilo Cataldi, per di più a pochi giorni dalla cessione in prestito, contro la sua squadra. 

Qui Lazio: Inzaghi, senza alcun indugio, punta tutto sulle riserve per dare minuti a chi ha giocato meno in questa stagione. Confermati della squadra titolare dovrebbero essere Wallace, Basta (anche se ultimamente sceso nelle gerarchie di Inzaghi), Milinkovic-Savic e Lulic. Il modulo sarà il 4-3-3, che vedrà schierato in porta Strakosha, in difesa il quartetto Basta-Wallace-Hoedt e finalmente si rivedrà Lukaku, tornato da un lungo infortunio. Ad affiancare Milinkovic e Lulic (che ricordiamo è squalificato per la gara contro la Juventus), in cabina di regia, ci sarà Alessandro Murgia. Il tridente sarà probabilmente composto da Djordjevic come punta centrale, coadiuvato da Kishna e Lombardi. Tanti i cambi, in vista anche della partita contro la Juve a Torino, compito ben più arduo; ma Inzaghi ha fatto capito di essere molto concentrato e di ambire alla vittoria finale, nonostante i prossimi accoppiamenti non sembrano essere di ottimo auspicio (vedasi il probabile derby in semifinale con la Roma).

Qui Genoa: Juric è alle prese con un momento a dir poco negativo. 7 punti nelle ultime 8 partite, quattro le sconfitte consecutive, l’ultima a Cagliari, dove la squadra è crollata perdendo 4-1. Per ovviare e provare ad invertire la tendenza, il Grifone si trova da due giorni in ritiro a Roma. Juric in vista della sfida con la Lazio, si affiderà a molti dei titolari. Riposo per Simeone Jr., sarà infatti Mauricio Pinilla a sostituirlo. A centrocampo quasi sicuro il posto da titolare per l’attessimo ex (solo per la fine di questo campionato) di questa partita, Danilo Cataldi. L’allenatore genoano si affiderà molto probabilmente di nuovo al giocatore romano, risultato essere uno dei migliori nonostante la débacle di Cagliari.

 

TIM CUP, OTTAVI DI FINALE. LAZIO-GENOA, MERCOLEDÌ ORE 21:00-STADIO OLIMPICO DI ROMA:  

LAZIO (4-3-3) – Strakosha; Basta, Wallace, Hoedt, Lukaku; Milinkovic-Savic, Murgia, Lulic; Lombardi, Djordjevic, Kishna. All. Inzaghi
INDISPONIBILI: Keita
BALLOTTAGGI: Hoedt-Bastos 70%-30%, Milinkovic-Savic-Leitner 60%-40%
SQUALIFICATI: –

GENOA (3-4-3) – Lamanna; Izzo; Burdisso; Orban; Lazovic; Ntcham; Cataldi; Laxalt; Rigoni; Pinilla; Ocampos; All. Juric.
BALLOTTAGGI: Orban 55%-Munoz 45%; Ntcham 60%-Cofie 40%; Pinilla 60%-Simeone 40%; Ocampos 55%-Ninkovic 45%.
INDISPONIBILI: Veloso
SQUALIFICATI: –

 



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Lazio Nuoto, maledetti infortuni: Trieste vince 10-7

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Partita in equilibrio fino all’intervallo lungo, poi la Lazio sciupa e Trieste conquista i tre punti. Tafuro: “Paghiamo di nuovo alcune disattenzioni. Peccato, avremmo potuto portare a casa un punto”.

La Lazio Nuoto inizia con il piede sbagliato il 2017. Nella piscina “Bianchi”, i biancocelesti vengono sconfitti 10-7 da Trieste nell’11^ di A1. Fatale è stato il terzo periodo durante il quale i ragazzi di Tafuro hanno perso contatto con i padroni di casa subendo tre gol di fila. Le aquile acquatiche si sono presentate in vasca senza Di Rocco e De Vena, ma hanno approcciato molto bene all’incontro passando subito in vantaggio con Maddaluno e andando all’intervallo lungo sul punteggio di 4-4. Nel terzo tempo, purtroppo, si è spenta la luce e nell’ultimo periodo Trieste ha controllato il vantaggio portando a casa la partita. Da segnalare i tre gol di Vukcevic per i padroni di casa e i due a testa di Leporale e Colosimo per la Lazio. Appuntamento con il campionato a sabato prossimo quando i biancocelesti affronteranno alle 18 il Verona presso la piscina del Foro Italico.
LA PARTITA – Inizia bene la Lazio che dopo cento secondi sfrutta una superiorità numerica e passa in vantaggio con Maddaluno. Immediata, però, arriva la reazione di Trieste, che prima del break ribalta il risultato con Mezzarobba e Ferreccio (2-1). Nel secondo periodo Leporale risponde subito a Di Somma, Trieste allunga nuovamente con Petronio, ma la Lazio con orgoglio riesce a rimontare con le reti di Colosimo e Leporale (4-4). Purtroppo quest’ultimo sforzo viene pagato a caro prezzo nel terzo tempo quando Trieste dilaga con i gol di Elez, Vukcevic e Di Somma (7-4). Nell’ultimo periodo botta e risposta dall’inizio alla fine: i biancocelesti rispondono con Vitale, Colosimo (su rigore) e Ambrosini alla doppietta di Vukcevic e al gol di Mezzarobba (10-7).
L’allenatore della Lazio Nuoto, Massimo Tafuro: “Al di là del risultato, la partita ce la siamo giocata molto bene. Purtroppo abbiamo subito quel brutto parziale nel terzo tempo che ha deciso la gara. Ma anche in quel periodo l’avversario non ci è stato superiore, anzi, sarebbe più corretto dire che abbiamo sciupato noi diverse occasioni e loro ci hanno punito. La gara è stata equilibrata, abbiamo sprecato troppo con l’uomo in più e abbiamo avuto difficoltà nell’interpretare alcune situazioni di gioco. Peccato, da qui si poteva portare a casa un punto e mandare un messaggio importante sia a noi stessi sia alle nostre concorrenti”.

Di seguito il tabelloni della gara:

PALLANUOTO TRIESTE-SS LAZIO NUOTO 10-7
PALLANUOTO TRIESTE: Oliva, Podgornik, Petronio 1, Ferreccio 1, Giorgi, Giacomini, Di Somma 2, Rocchi, Vukcevic 3, Elez 1, Mezzarobba 2, Obradovic, Vannella. All. Piccardo
SS LAZIO NUOTO: Correggia, Tulli, Colosimo 2 (1 rig.), Ambrosini 1, Vitale 1, Narciso, Giorgi, Cannella, Leporale 2, Maddaluno 1, Mele, Washburn. All. Tafuro
Arbitri: L. Bianco e Romolini
Parziali 2-1, 2-3, 3-0, 3-3
Uscito per limite di falli Obradovic (Trieste) nel terzo tempo. Superiorità numeriche: Trieste 2/4 e Lazio 2/7 + un rigore. Spettatori 800 circa


Fonte: “www.laziofamily.it”



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Personaggi storici SS Lazio: Bruno Giordano

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Bruno Giordano nasce a Roma il 13 agosto 1956, nel quartiere di Trastevere. Fin da piccolo la sua passione è il pallone, e spesso preferisce passare i suoi pomeriggi all’oratorio piuttosto che studiare. Ed è proprio all’oratorio che viene notato dall’ex laziale Enrique Flamini, che nel 1969 lo porta nel settore giovanile biancoceleste. Nei successivi 6 anni Giordano risulterà protagonista in tutte le categorie giovanili nelle quali ha militato, mostrandosi un attaccante rapido e molto prolifico.

La voce che nella Primavera biancoceleste ci sia questo talento si sparge in tutto l’ambiente laziale e già nella stagione 1975-76 Corsini, subentrato a Maestrelli costretto al ricovero, lancia il giovane in prima squadra. L’esordio di Bruno Giordano arriva il 5 ottobre del 1975, in un Sampdoria-Lazio che lo stesso attaccante riesce a risolvere al minuto 89, siglando su assist di Chinaglia il gol vittoria per i biancocelesti. Dopo poche giornate la Lazio si trova però in fondo alla classifica: Corsini viene esonerato e al suo posto torna Maestrelli, le cui condizioni mediche sembrano migliorate. Per non retrocedere Maestrelli decide di dare fiducia ai giocatori più esperti, lasciando così fuori Giordano. Giunti alla 27a giornata, con la Lazio con un piede in Serie B, il giovane attaccante torna in campo contro la Fiorentina; la sua marcatura non influisce sul risultato finale, poichè i capitolini soccombono al Franchi per 4-3, ma la sua prestazione convince il mister a rischiarlo nuovamente nelle prossime uscite stagionali. E’ nella giornata successiva che si riaccende la speranza: grazie anche a un gol di Giordano il Milan viene battuto per 4-0 e ora la Lazio deve giocarsi la permanenza in Serie A in casa del Como, dove è costretta a fare risultato. Sotto per 2-0, è lo stesso trasteverino a dimezzare lo svantaggio, che in seguito sarà colmato definitivamente dalla squadra di Maestrelli e che varrà un pass nella massima serie anche per la stagione successiva. La prima stagione in biancoceleste per l’ex Primavera si conclude, oltre che con la salvezza in extremis, con 5 gol in 14 presenze.

La stagione 1976-77 si apre con l’addio di Chinaglia, che si trasferisce ai Cosmos, e con il numero 9 che passa da Long John a Bruno Giordano. Il momento più alto della stagione per il centravanti è sicuramente il derby d’andata, nel quale sigla il primo e unico gol del match, determinante nella vittoria della partita, appena pochi giorni prima che Maestrelli entri in coma e si spenga. Chiude la stagione con 10 reti in 26 presenze e il quinto posto in classifica, che vale l’accesso alla Coppa Uefa per il prossimo anno.

L’anno dopo si apre con una vittoria nei confronti della Juventus per 3-0, nella quale Giordano fa doppietta e sigla il suo secondo gol con un pallonetto meraviglioso. Poche le emozioni per la Lazio in questa stagione; non ripresa completamente dalla scomparsa del suo mentore Tommaso Maestrelli, chiude la stagione all’ottavo posto, ma Giordano continua a stupire chiudendo la stagione con un bottino di 12 gol in campionato e 5 reti con la nazionale u-21.

La stagione 1978-79 si apre nel migliore dei modi per Giordano, che oltre a segnare con costanza in campionato entra nel giro della Nazionale maggiore, esordendo nella sfida contro la Spagna. A fine stagione le reti del bomber trasteverino saranno 19, consentendo all’ancora 22enne di vincere il titolo di capocannoniere del campionato, che vedrà la Lazio raggiungere nuovamente l’ottava posizione nella classifica finale. A fine stagione le richieste per il numero 9 furono molteplici, ma il presidente Lenzini riuscì a trattenere il suo gioiello rinunciando a ognuna di esse.

Dopo quello che potremmo considerare il momento più alto della sua carriera come costanza di rendimento, arriva la notizia che sconvolge il mondo del calcio italiano: nel 1980 esce lo scandalo del Calcioscommesse, nel quale sono indagati ben 4 giocatori biancocelesti, tra cui figura il nome di Giordano. Al termine del match tra Pescara e Lazio del 23 marzo alcune volanti della Guardia di Finanza attendono all’uscita degli spogliatoi, oltre a Giordano, Wilson, Manfredonia e Cacciatori, che vengono portati nel carcere di Regina Coeli per la detenzione. Bruno Giordano, pur affermando continuamente di essere estraneo ai fatti, viene squalificato per 3 anni e 6 mesi. La sorte per la società biancoceleste è invece quella della retrocessione nella serie cadetta. Le richieste per il giocatore, che intanto continua ad allenarsi con la Lazio, continuano ad arrivare soprattutto in seguito alla notizia di un probabile sconto della pena, ma il presidente Lenzini continua a rifiutare spinto anche dal popolo biancoceleste, nonostante la squadra nella stagione 1982-83 si trovi a un passo dalla Serie C. Con il trionfo del Mondiale del 1982 arriva l’amnistia per tutti gli squalificati, perciò dalla stagione successiva Giordano potrà tornare in campo, per aiutare la sua squadra a risollevarsi e tornare in Serie A.

Così nella stagione 1982-83 Giordano riparte dalla Serie B, sempre con l’aquila cucita sul petto. A fine stagione si laurea capocannoniere del torneo con 18 reti, determinanti per riportare nella massima serie la Lazio, il cui pacchetto di maggioranza viene acquistato a sorpresa da Giorgio Chinaglia, voglioso di voler riportare la società ai fasti del 1974.

Sembra che il peggio sia passato: il ritorno in Serie A per la Lazio significa anche una nuova chanche in Nazionale per Giordano, che sigla il suo primo (e unico) gol con la maglia azzurra nell’amichevole contro la Grecia. Poi, il 30 dicembre, ad Ascoli, per Giordano crolla tutto nuovamente: nello scontro con l’avversario Bogoni, l’attaccante ha la peggio e il responso medico parla della rottura di tibia e perone, con tempi di rientro variabili tra i 5 e gli 8 mesi. 4 mesi dopo Giordano torna incredibilmente in campo e sigla dopo pochissimo il gol del vantaggio contro il Napoli, in una sfida che vedrà i capitolini vincere per 3-2. Altre due reti nelle successive partite garantiranno la permanenza in A per un’altra stagione.

Stagione che si apre con un intenso litigio tra il bomber e il presidente Chinaglia, il quale lo aveva ceduto alla Juve per gravi problemi finanziari. La rinuncia di Giordano provoca gravi tensioni nello spogliatoio, da subito spaccato. A metà stagione la Lazio è già condannata alla B e alla fine l’attaccante è costretto ad accettare il trasferimento al Napoli di Maradona, chiudendo la sua esperienza alla Lazio dopo più di 16 anni tra giovanili e prima squadra, segnando più di 100 gol e risultando a oggi il più grande realizzatore biancoceleste nelle coppe nazionali (18 marcature).

Il primo anno di Napoli per Giordano si conclude con una storica doppia vittoria in campionato e in Coppa Italia. Il punto di forza di questo Napoli fu proprio il tridente d’attacco rinominato “MaGiCa” (Maradona, Giordano, Carnevale e poi Careca), ma l’atmosfera festosa del post-scudetto si ruppe ben presto in seguito ad un acceso litigio tra lo stesso Giordano e il direttore sportivo dei partenopei, Luciano Moggi, culminato con la cessione dell’attaccante all’Ascoli alla fine della stagione 1987-88.

Quasi 30enne, l’attaccante romano riesce nella stagione 1988-89 a siglare 10 reti che varranno la salvezza per la squadra marchigiana, mentre l’anno dopo, trasferitosi a Bologna, i suoi 7 gol stagionali contribuiranno al raggiungimento dell’ottavo posto per i Felsinei, valido per l’accesso alla Coppa Uefa. Dopo solo un anno di Bologna torna all’Ascoli, stavolta in B, dove il Giordano che tutti conoscevano sembra essersi completamente smarrito, riuscendo a segnare 3 soli gol nelle ultime due stagioni della sua carriera da giocatore, terminata alla fine della stagione 1991-92.

Da questo momento decide di intraprendere la carriera da allenatore: tra il 1993 e il 2005 allena 10 squadre differenti tra Serie D e Serie C1, poi nel 2006 arriva la chiamata del Catanzaro in Serie B, ma viene esonerato a stagione in corso. L’anno dopo viene scelto come allenatore del Messina, che a causa dello scandalo Calciopoli si ritrova a sorpresa in Serie A. A gennaio, vista la carenza di punti guadagnati, viene esonerato, facendo ritorno ad aprile in terra siciliana sempre nelle vesti di allenatore, ma venendo esonerato nuovamente dopo 4 sconfitte di fila.

Nel 2009 subentra a Giampiero Ventura come allenatore del Pisa, non riuscendo comunque a evitare la retrocessione dalla cadetteria alla Serie C.

Due anni dopo, alla guida della Ternana, non riesce a evitare la retrocessione in Serie C2 dopo i play-out persi contro il Foligno.

Nel 2013 diventa l’allenatore dell’Ascoli, ma ben presto emergono gravi divergenze con la società, che solo nel febbraio successivo è costretta all’esonero.

L’ultima esperienza da allenatore per Giordano è stata sulla panchina del Tatabanya, club ungherese dove ha anche militato un’altra vecchia conoscenza biancoceleste nelle vesti di calciatore, Tommaso Rocchi, In seguito a un litigio con la società neanche questa esperienza da allenatore va a buon fine per Giordano, costretto alle dimissioni.

Nei momenti in cui Giordano si è trovato a dover cercare una nuova squadra da allenare l’ex attaccante ha prima intrapreso una brevissima carriera nel calcio a 5 nella squadra romana del Torrino nel 1995; nell’ultimo decennio ha invece commentato varie partite per l’emittente televisiva RAI, diventando successivamente opinionista prima per la stessa RAI e poi per Mediaset Premium. Oggi è il direttore sportivo del Gragnano, squadra campana militante in Serie D.

 

 

 

 

 



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