Lazio-Chievo: il remake di “Io non compro nessuno”

Lazio-Chievo è stato un remake di un film già visto in passato. Mercato di gennaio nullo, rosa incompleta e sconfitta servita. Certo, la Lazio ieri ha giocato, ma se non segni poi la perdi. Ora, criticare Inzaghi (nonostante dopo San Siro con il Milan lo si era fatto e mi cospargo il capo di ceneri) è folle, sta facendo l’ impossibile. Si sapeva dalla notte dei tempi che a gennaio Keita sarebbe andato a giocare la coppa d’ Africa, come era prevedibile la squalifica di Immobile, visto che era in aria diffida. Inzaghi ieri nonostante la sua poca esperienza ha già capito che la panchina non è all’ altezza. Difatti i cambi tardivi dimostrano che è meglio non cambiare. Lui ha provato a vincerla ma il materiale a disposizione è poca roba. Vedere certi affari ti fa capire come questa società è nulla. Un esempio? Pinilla. Già, proporre uno scambio con Djordjevic era utopia? Oppure prenderlo ugualmente e chi se ne frega. Anche perchè l’ operazione non era cosi proibitiva visto come si è conclusa. Un altro esempio? Magari convincere Palacio oppure bastava prendere Pazzini già lo scorso anno. Cosi tanto per fare qualche esempio. O  convincere Klose a rimanere. Candreva  sostituito con un certo Luis Alberto ( chi è?) in tandem con Lombardi. Lombardi si impegna per carità ma alla Lazio serve altro.  Adesso i nomi che girano sono gli scarti, Cerci in primis. Senza contare i misteriosi Morrison e Leitner. Ora non vogliamo puntare ad essere il Barcellona ma neanche essere la Longobarda. Ieri aver incontrato Sorrentino in giornata è solo una scusa per non arrendersi all’ evidenza. La società che offre il mini abbonamento con l’ obbiettivo dei 7 punti. Ecco, già miseramente fallito. Oppure invitare i cinesi pur di riempire lo stadio. Ieri è andato in scena per l’ appunto un remake dal titolo “Io non compro nessuno”. Speriamo solo che già da martedì si possa rialzare la testa. Ma la Lazio ha bisogno di altro e non di vivere alla giornata. Sul caso del tifoso e Biglia mi limito a dire che il tifoso paga e ha diritto di contestare, sempre civilmente però!

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