Personaggi storici SS Lazio: Hernan Crespo

Hernan Jorge Crespo nasce il 5 luglio 1975 a Florida, cittadina a nord di Buenos Aires e fin da piccolo coltiva la sua passione per il calcio, praticandolo abitualmente nei campetti del suo quartiere. All’età di 15 anni viene notato dagli osservatori del River Plate, che nel 1991 non esita a tesserarlo per il proprio settore giovanile. Due anni più tardi entra a far parte della prima squadra, con la quale vince subito il campionato di Apertura del 1993, siglando nella stagione d’esordio con la maglia biancorossa la bellezza di 13 gol in 25 presenze. L’anno dopo bissa il successo nel campionato di Apertura, ma è nella stagione 1995-96 che si fa notare fuori dall’Argentina con la conquista della Copa Libertadores e un secondo posto con la Nazionale Olimpica ai giochi di Atlanta.

Nell’estate del 1996 viene prelevato dal Parma dell’ambizioso presidente Calisto Tanzi per 8 miliardi di lire. Nel primo anno con i ducali sfiora lo Scudetto, terminando il campionato a due distanze dalla Juventus capolista, timbrando il cartellino in 12 occasioni. L’anno dopo mantiene la stessa costanza della stagione precedente per quanto riguarda le marcature, ma il suo Parma non va oltre il 6° posto in campionato. Nella stagione 1998-99 si rende autore di una stagione superlativa agli ordini del mister Ancelotti, risultando decisivo nelle finali vinte in Coppa Italia ai danni della Fiorentina e in Coppa Uefa, dove a farne le spese fu invece il Marsiglia. Per “Valdanito”, soprannome giustificato dalla somiglianza fisica con Jorge Valdano, la stagione individuale si chiude con 28 gol segnati in 45 incontri disputati e con il titolo di miglior marcatore nella Coppa Italia. L’anno seguente inizia con la vittoria nella Supercoppa Italiana contro il Milan, sfida nella quale un gol dello stesso Crespo risulterà determinante. I 22 gol dell’argentino al termine della stagione porteranno il Parma nella quinta posizione finale in classifica.

Nell’estate del 2000 la Lazio, fresca dello Scudetto vinto nel maggio precedente, decide di investire fortemente su Crespo, sborsando nelle casse dei ducali una cifra come 110 miliardi di lire, compresi i cartellini di Conceiçao e di Almeyda. Nella prima stagione alla corte di Eriksson vince la sua seconda Supercoppa Italiana (contro l’Inter) e a fine stagione risulterà il miglior marcatore del campionato con 26 reti realizzate. Il secondo anno a Roma non è fortunato come il primo, ma l’attaccante argentino riesce comunque a chiudere la stagione 2001-02 con 20 reti complessive realizzate in tutte le competizioni. Nell’estate del 2002 il presidente Cragnotti, a causa dei gravi problemi finanziari che colpirono la società capitolina, dovette cedere l’attaccante all’Inter per circa 35 milioni di euro, che chiuse così la sua avventura con la Lazio siglando 48 gol in 73 presenze.

L’avvio con l’Inter non è dei migliori per Crespo, che nella prima stagione in nerazzurro non brilla particolarmente in campionato, risultando invece decisivo in Champions League, dove saranno 9 le marcature in 12 incontri disputati.

Dopo una sola stagione a Milano si trasferisce al Chelsea per 25 milioni di euro, ma nel primo anno coi Blues è vittima di vari infortuni, che gli consentono di disputare solo 19 incontri, conditi da 10 reti.

Nell’estate del 2004 passa in prestito al Milan, dove ritrova la forma fisica smarrita nei due anni precedenti: coi rossoneri vince subito la Supercoppa Italiana contro la Lazio, sigla una doppietta nella finale di Champions League persa contro il Liverpool, raggiungendo la quota di 18 gol stagionali in tutte le competizioni.

Nell’estate del 2005 torna al Chelsea, vincendo subito la Community Shield contro il Manchester United e concludendo la stagione con la prima storica vittoria della Premier League da parte dei Blues, guidati da Jose Mourinho.

A questo punto non sembra più rientrare nei piani del Chelsea, che lo spedisce in prestito biennale all’Inter di Mancini. Crespo si ripresenta ai suoi vecchi tifosi con un gol in Supercoppa Italiana, decisivo nella vittoria del trofeo ai danni della Roma. Nella stagione 2006-07 i gol di Crespo risulteranno determinanti per la vittoria del campionato di Serie A,  il primo per l’argentino. Nelle due stagioni successive sarà sempre più ai margini del progetto Inter: saranno solo 6 i gol segnati da Crespo tra il 2007 e il 2009 in campionato. In questi anni di panchina saranno comunque due gli Scudetti vinti dall’Inter, a cui si aggiunge il successo della Supercoppa Italiana nel 2008.

Nell’estate del 2009 il bomber argentino chiude definitivamente la sua esperienza all’Inter e si accasa a Genova, sponda rossoblu. Con i grifoni, ormai 34enne, gioca solo metà stagione, segnando in 5 occasioni.

A gennaio del 2010 torna al Parma, non riuscendo però a incidere fino al settembre dello stesso anno. Nella stagione 2010-11 riesce infatti a segnare 11 gol tra campionato e Coppa Italia, diventando il giocatore più prolifico dei ducali nell’intera annata. Praticamente da fuori rosa, nel febbraio 2012 annuncia la rescissione con il Parma e il ritiro dal calcio giocato. Nel 2013 viene eletto il Giocatore del Secolo del Parma.

Con la maglia dell’Albiceleste comincia la sua carriera nel 1995, quando era ancora in forze al River Plate e fino al 2007, anno del suo ritiro dalla Nazionale, rimane titolare con tutti i C.T. che si susseguirono. Ha partecipato alle edizioni del 1998, 2002 e 2006 dei Mondiali e alla Coppa America del 2007, dove perse in finale con i rivali del Brasile. Ad oggi risulta, con 35 reti, il 3° marcatore più prolifico di sempre con la maglia dell’Argentina, dietro solo a Messi e Batistuta.

Dopo il ritiro ha commentato varie partite per Fox Sport Italia nel 2013 e l’anno dopo è diventato l’allenatore del Parma Primavera, prima che avvenisse il fallimento societario. Nell’estate del 2015 viene nominato come nuovo allenatore del Modena, venendo esonerato nel marzo 2016, quando la squadra si trovava al quintultimo posto. Il suo successore, Cristiano Bergodi, non riuscirà comunque a impedire la retrocessione in Lega Pro dei gialloblù.

Dal suo ritorno a Parma nel 2010 ha cominciato a vivere stabilmente con la sua famiglia nella città emiliana, dichiarando che per lui è la città che ha rappresentato di più, sia a livello sportivo che umano.