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Atalanta-Lazio 2-1, il pareggio è un miraggio

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Altra sconfitta fuori dalle mura casalinghe per la squadra biancoceleste, che proprio non riesce a guarire da questo “mal di trasferta”. Il terreno di gioco pesante e bagnato all’Atleti Azzurri d’Italia non aiuta affatto il sistema di gioco tecnico-tattico di Pioli, ma tale difficoltà a volte aiuta anche la difesa, infatti l’Atalanta parte bene ma non riesce a trovare il gol grazie a una buona amministrazione difensiva di Hoedt e Gentiletti.

A rompere gli equilibri ci pensa una punizione magistrale del capitano Lucas Biglia al 16’. Il centrocampista argentino prende per mano la squadra ed il primo tempo è sicuramente la Lazio ad amministrare la partita riuscendo a non rischiare troppo, eccezione fatta per un’occasione concessa all’ex Guglielmo Stendardo, che gioca un’ottima partita.

Nel secondo tempo la partita sembra essere più equlibrata, le due squadre hanno un paio di occasioni a testa, ma è Reja a dare la svolta alla gara con i suoi cambi, mentre Pioli decide di non modificare nulla. Il risultato è quello sperato dal tecnico dell’Atalanta, altro ex della gara: la squadra di casa parte forte con le forze fresche che risultano decisive, mentre la Lazio abbassa Lucas Biglia e di conseguenza il baricentro di tutta la squadra. Il primo cambio di Pioli arriva a metà ripresa sostituendo una punta per un’altra: entra Djordjevic per un sacrificato Matri.

La squadra bergamasca continua a crescere ed al 69’ un clamoroso autogol di Basta, complice un Marchetti poco reattivo che sporca appena la traiettoria, ristabilisce la parità tra le due squadre. Da sottolineare l’impatto positivo che hanno sul match i neoentrati neroazzurri Raimondi e D’Alessandro. A dieci minuti dalla fine viene buttato nella mischia Klose per Onazi, tale mossa risulta inutile se non dannosa per il gioco della squadra ospite.

La partita, che manca di qualità di gioco da una parte e dall’altra anche per colpa del campo, subisce la svolta decisiva al minuto 86’, con Gomez che sfrutta una bella ripartenza dei suoi e finalizza con un bel piattone sul secondo palo. Pioli finisce quindi per pagare le sue scelte tecniche di non voler cambiare nulla se non quando è troppo tardi.

Troppo facile ricercare i problemi solo negli episodi delle reti subite, quando bisognerebbe iniziare a pensare a come mai si manca di cinismo e imprevedibilità in attacco. È necessario anche cercare di capire che non si può peccare di presunzione mettendo una punta al posto di un centrocampista di rottura, chiaro segno che si rifiuta il pareggio in trasferta.



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Colomba: “Lazio oggi bisogna vincere! Peccato per gli infortuni che ti hanno penalizzata”

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Franco Colomba, ex allenatore in Serie A di moltissime squadre tra cui Napoli, Bologna e Parma e reduce dall’esperienza in India con il Pune City ha parlato del match contro l’Atalanta di stasera e del campionato della Lazio. Il tecnico grossetano dall’alto della sua grande esperienza, accumulata prima sul campo come giocatore del Bologna, squadra in cui ha militato per 17 anni, e poi in panchina come allenatore, si è espresso ai microfoni di Lazio Style Radio. Prima alcune parole sui bergamaschi, pi sulla Lazio: “L’Atalanta una squadra ostica, rognosa lo è sempre stata e ora ha trovato anche un buon equilibrio. Ha giocatori che saltano l’uomo e veloci. Ha esperienza in difesa. I valori tra le due squadre, però, sono differenti. Tutto dipende dall’atteggiamento della Lazio. Partita della svolta? Ogni gara può dare un segnale importante, però è anche vero che non siamo nemmeno a un quarto del campionato. Non perdere contatto con chi è in vantaggio è importante, vincendo resterebbe un distacco minimo con la prima. Una vittoria sarebbe un passo importante. Una squadra che voglia vincere e che voglia recitare un ruolo importante deve imporsi senza aspettare qualcosa dagli avversari. Per arrivare in avanti devi mostrare un determinato atteggiamento. ” 

Poi sugli attaccanti a disposizione di Pioli e sul turnover: “In attacco deve giocare chi sta meglio, Pioli sa. Ha tre ottimi attaccanti: Klose ha più qualità, Djordjevic è una rivelazione, mentre Matri è una sicurezza: starà a Pioli decidere se ruotare o meno. Turnover? Non ci sono momenti giusto per farlo, decide il tecnico che valuta e capisce quali calciatori stanno bene. Se uno sta bene bisogna dargli un’opportunità. Un gruppo si tiene anche dando importanza a tutti quelli che meritano una chance. Il distacco in classifica è minimo, è tutto possibile. La continuità di prestazioni farà la differenza, come ha mostrato la Juve in questi anni. Troppe competizioni possono stancare la squadra? Non è semplice affrontare più competizioni, solamente l’Inter non ha questo difficoltà. E’ uno sforzo che alla lunga pesa.  

Infine alcune parole sulla rivelazione Milinkovic-Savice e sugli infortuni. “Milinkovic-Savic è un giocatore molto valido, non mi stupisca che tutti l’abbiano notato. Troppi infortuni? E’ vero, hanno penalizzato ogni reparto. La Lazio deve ancora mostrare il suo vero volto e questo è sicuramente un segno di grande fiducia, vedremo dove arriverà quando potrà contare su tutti gli effettivi”.



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36 anni senza Paparelli. Il figlio: “Lo stadio aveva un clima diverso in passato”

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Sfogo Gabriele Paparelli: una sciarpa della Lazio sugli spalti dell'Olimpico per ricordare la storia del club.

Per un tifoso laziale è una ferita che, pur essendo passato tanto tempo, fatica ad essere rimarginata. Era il 1979 quando, durante un derby, uno dei tre razzi lanciati dalla Curva Sud colpì Vincenzo Paparelli, tifoso laziale giunto all’Olimpico insieme a sua moglie. Fu colpito ad un occhio e la situazione fu subito grave, venne portato al Santo Spirito, ma il destino con Vincenzo fu crudele e a soli 33 anni lasciò questo mondo. Indignato il mondo dello sport, specialmente il mondo calcistico biancoceleste: c’è ancora chi lo ricorda con tristezza, chi ci gioca balordamente sopra, ma la memoria di questo semplice uomo, che aveva come pensiero la sola idea di andare allo stadio e seguire la sua squadra del cuore, è ancora viva.

Il figlio Gabriele su Facebook apre il suo diario con un saluto al compianto padre: “Un bacio al cielo Papà. Sono passati 36 lunghi anni ma la città di Roma ti ricorda ancora. Grazie di cuore a tutti”. A fargli eco, arriva il comunicato ufficiale della Lazio: “La S.S. Lazio, nel 36° anniversario della scomparsa, ricorda Vincenzo Paparelli, scomparso tragicamente il 28 ottobre del 1979 durante un derby. La S.S. Lazio rinnova a Gabriele Paparelli e alla sua famiglia il proprio cordoglio”.

Ai microfoni di Lazio Style Radio, Giorgio Paparelli non solo registra un cambio di mentalità del tifoso o di chi si reca allo stadio, ma purtroppo anche un atteggiamento invariato riguardo la morte del padre. Ecco qui il testo completo delle sue dichiarazioni: “Non è più lo stadio di una volta. C’era un clima diverso in quegli anni, ricordo che mio padre andò a quel derby addirittura con la tessera della Sud. Da allora però è stato tolto tutto, sono vietati anche i tamburi, che erano molto belli. Prima c’erano i muretti di marmo, mi portavo il pallone e giocavo con altri bambini. Facevo nuove amicizie, non vedevo l’ora di andare allo stadio per trovare i miei compagni di gioco. Ora credo che non si possa più fare. Si andava liberamente in tutto lo stadio. Poi lo sfottò non deve mai mancare, anche mio padre era uno che si divertiva a giocare una scommessa, o prendere in giro i suoi amici romanisti. Sono molte le persone che ancora oggi incontro, e mi dicono che da quel giorno di 36 anni fa non entrano più allo stadio. È rimasta una pagina di cronaca nera indelebile. È doloroso ricordare, ma io mi espongo perché bisogna capire che allo stadio si deve andare per tifare. Poi, purtroppo c’è chi prende decisioni troppo drastiche. Dividere una curva a metà vuol dire spezzare il cuore a un tifoso. Spero che almeno una persona su cento riesca a capire che la violenza non deve far parte di questo mondo. Il calcio è lo sport più bello del mondo, perché rovinarlo. Questa mattina sono state trovate altre scritte, zona Eur, mi ricordo l’anno scorso un video postato sul web con cori un po’ stupidi.Bisogna smetterla. Allo stadio si va per tifare la propria squadra e divertirsi. Io ho vissuto una tragedia immane, già da bambino, quando ho dovuto capire l’accaduto e tutte le sue conseguenze. Ringrazio tutte le persone che stamattina mi sono vicine sui social. Io da anni ho perdonato chi ha fatto quel gesto, il perdono è importante ma bisogna andare allo stadio anche con la testa. Grazie di cuore ancora e Forza Lazio!”



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Fiore e Frezzolini in coro: “Atalanta e Lazio partono alla pari, è un match da tripla”

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“E’ arrivata l’ora di vincere qualcosa!”. Stefano Pioli ha caricato così i suoi nella vigilia della difficile trasferta di Bergamo contro l’Atalanta. Una frase ad effetto per spronare i suoi ragazzi. Si perché se si “vuole vincere” bisognerà iniziare a farlo già da stasera nelle partite lontano dall’Olimpico. La formazione guidata dal tecnico emiliano infatti secondo le statistiche appare la migliore in Europa con il bottino pieno tra le mura amiche: 8 vittorie su 8 incontri disputati in questa stagione. Un record che però fa da controparte ad un andamento in trasferta da zona retrocessione, con soli 3 punti su 4 match disputati. Numeri pietosi, con 16 reti subite tra campionato e coppe europee (Preliminare di Champions ed Europa League) al pari di solo 4 segnate. La squadra dunque si prepara all’ennesima prova di maturità lontano dai propri tifosi. Di fronte ci sarà un avversario non di certo tra i più agevoli: l’Atalanta dell’ex Edoardo Reja, capace di conquistare ben 14 punti nelle prime 8 giornate, prima di arrendersi alla Juve di Allegri nell’ultimo turno di campionato. Il cammino dei neroazzurri bergamaschi nel proprio stadio parla chiaro: ben 10 dei 14 punti sono stati conquistati all’Atleti Azzurri d’Italia, con 3 vittorie ed un solo pareggio. Due ex biancocelesti, Giorgio Frezzolini e Stefano Fiore, hanno analizzato il match di stasera, rispettivamente ai microfoni di lalaziosiamonoi.it e tuttomercatoweb.com.

Fiore, centrocampista offensivo che ha vestito per 3 stagioni la maglia della Lazio dal 2001 al 2004 con all’attivo 31 reti in 137 presenze, vede i padroni di casa leggermente favoriti, in virtù della fragilità difensiva della formazione capitolina: “L’Atalanta, per caratteristiche, può mettere in difficoltà i biancocelesti. L’Atleti Azzurri d’Italia è un campo tradizionalmente ostico alla Lazio. La gestione difensiva della squadra capitolina, però, qualche volta ha lasciato a desiderare in questa stagione. Forse la Dea potrà sfruttare proprio questo aspetto per provare a fare risultato”. Gli uomini di Pioli dovranno dunque mantenere alta la concentrazione in fase difensiva e sfruttare tutte le palle gol nella metà campo avversaria se vorrano portare a casa i 3 punti.

Dal canto suo Frezzolini, ex estremo difensore delle due squadre, si aspetta un match divertente, evidenziando l’atteggiamento votato all’attacco delle due squadre: “Sarà una bella partita perché sono due squadre che giocano bene e interpretano alla perfezione le idee dei propri allenatori. Sarà una gara giocata a viso aperto, nessuna delle due si chiuderà. È difficile fare un pronostico, partono alla pari, è una partita da tripla”. Il 39enne romano analizza poi i punti di forza di entrambe le formazioni: “L’Atalanta ha una buona base difensiva, è difficile da scardinare. In attacco ha giocatori come Pinilla, Moralez e Denis che stanno bene. Non so chi sceglierà il mister visto che ci sono tre partite in una settimana. La Lazio potrà sfruttare la velocità dei suoi giocatori offensivi, è la sua dote migliore”. Un match aperto a qualsiasi risultato. 90 minuti per scacciare definitivamente la crisi in trasferta.



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Atalanta-Lazio: l’ex Stendardo affianca Paletta, Hoedt-Gentiletti al centro

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Stasera allo Stadio Atleti Azzurri d’Italia (o semplicemente Comunale) di Bergamo si affrontano Atalanta e Lazio.

La squadra di Reja si trova in una buona posizione di classifica e con un potenziale capace di salvarsi in netto anticipo. In formazione, l’ex Stendardo sembra dover affiancare l’italoargentino Paletta, vista la squalifica di Rafael Toloi; il centrocampo vede sicuro le presenze di De Roon e Kurtic, il cileno Carmona prevale su Cigarini; confermatissimo il trio d’attacco, con un Pinilla capace di stupire come sempre.

La Lazio arriva dall’importante vittoria contro il Torino e può continuare a puntare l’Europa che conta. Assodati gli stop sicuri di Keita, De Vrij e Parolo, sembra essere Hoedt il partner di Gentiletti al centro della difesa, Mauricio recupera ma non è al top; per il resto formazione confermata, con Radu a sinistra e Matri che stavolta parte dal primo minuto.

PROBABILI FORMAZIONI

ATALANTA (4-3-3) – Sportiello; Masiello, Stendardo, Paletta, Dramè; Carmona, De Roon, Kurtic; Maxi Moralez, Pinilla, A. Gomez. All. Reja. A disp. Bassi, Radunovic, Bellini, Brivio, Cherubin, Grassi, Conti, Raimondi, Cigarini, Migliaccio, D’Alessandro, Denis, Monachello.

Indisponibili: Estigarribia
Squalificati: Toloi
Diffidati: nessuno

LAZIO (4-2-3-1) – Marchetti; Basta, Hoedt, Gentiletti, Radu; Onazi, Biglia; Candreva, Milinkovic, Felipe Anderson; Matri. All. Pioli. A disp. Berisha, Guerrieri, Konko, Mauricio, Patric, Braafheid, Lulic, Morrison, Cataldi, Kishna, Mauri, Klose, Djordjevic.

Indisponibili: De Vrij, Parolo, Keita
Squalificati: nessuno
Diffidati: Mauricio

 



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Scaloni, altro doppio ex: “Vice-Reja? Dissi di no. Radu? Senza fiducia non ragiona”

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Cinque anni intensi alla Lazio, con una Supercoppa Italiana sotto braccio, poi l’approdo all’Atalanta, quale miglior opinionista di Lionel Scaloni per capire meglio la sfida di questa sera tra Atalanta e Lazio. Ai microfoni di Radiosei ha rilasciato queste dichiarazioni.

Sappiamo che ora sei svincolato. In questo momento sei in una fase di riflessione oppure hai avuto qualche offerta?

“No, ho avuto della offerte per continuare a giocare, ma non erano interessanti a livello sportivo. Ora diventerò papà un’altra volta e preferisco restare qui a casa. Non me la sentivo di andare all’estero. Continuo ad allenarmi e mi piace andare a vedere le partite e gli allenamenti dei miei amici. Poi voglio fare il secondo corso per il patentino d’allenatore. Il primo l’ho fatto con Bizzarri, Zauri e altri giocatori della Roma. Però in Italia per fare il secondo corso bisogna smettere di giocare”.

E’ vero che l’Atalanta ti ha chiesto di fare il vice di Reja?

“Bisogna usare la testa, erano i miei compagni poco tempo prima e passare subito sulla panchina poteva non essere positivo. Non me la sentivo di fare un cambio così importante. Poi con mister Reja e l’Atalanta il rapporto continua, ci sentiamo. Però era meglio staccare un po’ per poi tornare con più grinta possibile. Quest’anno fuori è importante per iniziare il prossimo”

Che ricordi hai della Lazio?

“L’altra settimana mi hanno chiamato e mi hanno domandato dei calciatori della Lazio. Sono molto pochi quelli rimasti quando giocavo io. Credo Mauri, Onazi, Marchetti, Radu e Klose. Questo vuol dire che il tempo passa per tutti. La Lazio ha mantenuto la sua forza, ha dei giovani di prospettiva importantissima. Farà un campionato d’alta classifica. I biancocelesti per i prossimi 5-6 anni hanno dei giocatori che gli permetteranno di competere contro le grandi”

Reja sta facendo bene con l’Atalanta…

“L’Atalanta aveva un allenatore come Colantuono che è rimasto 5 anni, non è facile fare un ciclo del genere. Lui arrivò a un punto in cui faticava a stare sulla panchina. Poi è arrivato Reja che è molto tranquillo, ragiona molto bene e ha permesso a tutti di migliorare. L’Atalanta è un’ottima squadra, secondo me è fra le prime 10 del campionato. Quest’anno sono salite in Serie A squadre meno forti dei nerazzurri, a livello psicologico conta”.

Questo calo della Juventus sta rendendo il campionato imprevedibile…

“Tutte le squadre di alta classifica devono approfittare di questo calo della Juventus, dire chi può vincere il campionato quest’anno è molto difficile. La Lazio è una di queste. Lazio, Roma, Inter, Fiorentina sono lì. In questa stagione si delineerà tutto nelle ultime giornate”

Cosa ne pensi dell’Atalanta?

“La forza dell’Atalanta è ovviamente l’attacco. Gomez è un elemento che può essere pericoloso ed è difficile marcare. Poi c’è Maxi Moralez che fa girare la squadra, è l’elemento più importante della rosa. Fa girare la palla, può inserirsi e serve bene i compagni. E’ uno dei giocatori più intelligenti del calcio italiano. Pinilla e Denis pure fanno delle cose importanti. Sarà una gare difficile, però la Lazio può vincere”

Si era parlato di un possibile approdo di Ledesma all’Atalanta…

“Abbiamo parlato con Cristian, è un giocatore di ottimo livello però l’Atalanta non può permettersi di non farlo giocare. E soprattutto non può sacrificare gli elementi presenti in rosa per schierare Ledesma in campo. L’Atalanta ha un  centrocampo pieno di giocatori, Cigarini non gioca, così come Carmona e Migliaccio. Sicuramente non poteva permettersi il lusso di non far giocare anche Ledesma”.

Ledesma, visto l’inizio di stagione di Biglia, poteva essere una risorsa per la Lazio?

“E’ difficile parlare ora, visto che Biglia si è fatto male. Per una questione prettamente societaria, se Biglia sta bene deve giocare tutte le gare. Non era facile far rimanere Ledesma alla Lazio per fargli fare la panchina. E’ un elemento che non può giocare massimo 10 partite. Poi Biglia si è infortunato, questa è anche sfortuna. Restare solamente per sostituire un infortunato, non era cosa semplice da scegliere. Soprattutto quando sei abituato a giocare 30 partite l’anno per molti anni”

Radu ultimamente ha ricevuto qualche critica…

“Radu è un giocatore che disputa le partite sempre al massimo della concentrazione. E’ uno dei giocatori più forti in Serie A fra i difensori. Ma se non sente la fiducia, non ragiona più. E’ capitato quando lo hanno spostato terzino, poi si è adattato ed è diventato un ottimo laterale. Lui da sempre si è sentito un centrale di difesa. E’ un giocatore che può anche attaccare, però preferisce essere centrale, soprattutto nella difesa a tre.  Poi per una questione di forza maggiore è stato impiegato come terzino. Come tecnica è uno dei migliori del campionato italiano”

Cosa ne pensi della questione della fascia di capitano a Biglia?

“Questo è un discorso che non ho mai capito nel calcio europeo. Quando arrivai a La Coruna, la fascia di capitano andava al più anziano, poi magari non era un giocatore che incideva molto nello spogliatoio. Per me questo è un errore, la fascia va data a chi ha leadership in campo e nello spogliatoio. L’errore di tutte le squadre è dare la fascia di capitano al più anziano della squadra”.

Fra un po’ c’è il derby…

“E’ una della partite più belle al mondo, dopo River-Boca c’è Lazio-Roma. La Lazio può vincerla, così come la Roma. Sarà una gara bellissima. Manca ancora un po’ di tempo. Un giocatore che deve affrontare la gara la sente. Non può essere altrimenti. Un calciatore deve vivere il derby sul campo, non fuori. Non deve farsi condizionare da quello che succede nella settimana che precede la stracittadina”.

Vuoi salutare i tifosi della Lazio?

“Mando un abbraccio a tutti i tifosi laziali, mio figlio è nato a Roma e il mio cuore è ancora lì, la Lazio è un grande club, ma nonostante sia seguita da molte persone resta una grande famiglia. Per me è stato il massimo poterci giocare”



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BetTime: scommettiamo sulla Serie A!

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Salve a tutti! Eccoci qui puntuali come sempre per darvi qualche suggerimento affinchè possiate riuscire a racimolare qualche soldino grazie alle partite di Serie A. Attenzione, il gioco crea dipendenza quindi moderatevi nella frequenza delle giocate e sugli importi, mi raccomando!

Assodato il risultato di Bologna-Inter ecco qualche suggerimento, doppia scelta:

ATALANTA-LAZIO: Il Comunale di Bergamo sembra essere un fortino difficile da espugnare, ma la Lazio ha anche bisogno di punti in trasferta. Reja è una vecchia volpe e potrebbe scardinare le ambizioni della squadra romana, ma dubito su una clamorosa vittoria della Dea. X2 oppure GOL, l’Atalanta (e Pinilla) potrebbe non finire la partita senza segnare, la difesa laziale è perforabile.

FROSINONE-CARPI: Matusa altro discreto fortino per i ciociari, Ciofani può fare la differenza; il Carpi fatica a segnare, la coppia Borriello-Matos non ingrana ancora bene. Puntare forte sul Frosinone, 1 oppure OVER 2.5, si può arrivare a 3 gol.

MILAN-CHIEVO: Secondo impegno casalingo per un Milan che viene dalla vittoria col Sassuolo, ma fatica ancora a segnare, il Chievo non gioca male ma in trasferta è innocua. 1 oppure UNDER 2.5

NAPOLI-PALERMO: Il San Paolo sorride sempre al Napoli che col Palermo può dilagare, poche chiacchiere, 1 oppure OVER 2.5

ROMA-UDINESE: La Roma ha bisogno di una continuità nei rendimenti, la vittoria al Franchi può aver aumentato le certezze di forza. L’Udinese in trasferta è ostica ma domabile, la difesa giallorossa però ancora prende gol evitabili. OVER 2.5 oppure GOL

SASSUOLO-JUVENTUS: Partita a dir poco complicata da giocare, se la Juventus torna ad essere quella di domenica possiamo aspettarci un bellissimo spettacolo, Berardi e compagni possono lanciare il guanto di sfida. X oppure OVER 2.5

TORINO-GENOA: Ultimamente i granata hanno avuto defezioni importanti e fatica nel segnare, fateci attenzione! Genoa lunatico in trasferta e imprevedibile. X oppure GOL

H.VERONA-FIORENTINA: Due squadre in difficoltà, ma la Viola sembra averne più di Pazzini e compagni. 2 oppure NO GOL

SAMPDORIA-EMPOLI (giovedi): Blucerchiati in cerca di continuità, Empoli prevedibile e troppo Maccarone dipendenti. 1 oppure UNDER 2.5

Buona scommessa a tutti!



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Occhio Lazio, Reja e Migliaccio caricano la Dea!

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Una vecchia volpe ex di lusso e il centrocampista di riferimento dell’Atalanta sono stati protagonisti delle sensazioni pre-gara contro la Lazio, parliamo di Edoardo Reja e Giulio Migliaccio.

Reja, subentrato nell’inverno scorso a Colantuono sulla panchina lombarda, ha caricato la squadra, dando risalto all’ottimo andamento tra le mura amiche della Dea, queste le dichiarazioni rilasciate ai microfoni di BergamoTV: “A Bergamo stiamo creando un fortino, e in più stiamo riuscendo a divertire la gente. La Lazio ha mostrato limiti evidenti in trasferta, soprattutto nelle prime uscite, ma penso fossero dovute alla mancanza di leader come Biglia, Klose e Djordjevic. Adesso stanno ritornando a grandi livelli, Felipe Anderson quando inizia ad avere fiducia in se stesso diventa immarcabile. Proveremo ad arginarlo, perché lui è determinante: ha trascinato i biancocelesti per due mesi la scorsa stagione. É un po’ fragile caratterialmente parlando, ma ha qualità enormi”.

Nessuna paura, invece, per Migliaccio che vuole affrontare a viso aperto la Lazio, queste le dichiarazioni rilasciate per bergamopost.it: “Ce la giochiamo, altra grande squadra. Come l’anno scorso e come facciamo sempre proveremo a vincere, lo stiamo facendo sia in casa che in trasferta e questo è un bel segnale. Siamo consapevoli che affronteremo una big ma non ci tireremo certo indietro: andiamo in campo per il massimo”

 



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Felipe Anderson: “Il gruppo è la vera forza della Lazio, non parlate solo dei miei goal”

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Supercoppa Italiana Lazio vs Inter Felipe Anderson Sconfitta 3-0 Commento Post-Partita

Finalmente Felipe Anderson sembra tornato a giocare ad alti livelli, i quattro gol segnati (due al Torino, uno al Rosenborg e uno al Sassuolo) e le tante giocate spettacolari fatte in queste ultime tre gare ne sono, infatti, la dimostrazione. Con cinque gol totali in questo inizio di stagione il brasiliano è anche il capocannoniere della Lazio. Felipe ha parlato proprio del suo momento positivo a FoxSports.com.br. In Brasile, di fatto, l’attaccante biancoceleste è sempre molto seguito. Ecco le sue parole:”Sono molto contento per questi quattro gol consecutivi ma soprattutto sono felice di poter aiutare la Lazio nel modo in cui tutti si aspettano. La scorsa stagione è stata positiva per me e grazie a Dio sto rivivendo un momento speciale. Sto attraversando la fase migliore di questa stagione e se lavorerò ancora più duramente, riuscirò a mantenere questo rendimento e ad aiutare la Lazio”. Felipe ora non sembra più il ragazzo timido e impaurito dei primi mesi italiani, le sue parole confermano questa impressione: “So che quando segno si parla molto di me, ma io ci tengo a sottolineare il buon lavoro che tutta la squadra sta facendo. Stiamo crescendo partita dopo partita, giochiamo con grande maturità: la forza del gruppo più di ogni altra cosa è quella che permette alla Lazio di fare bene in Serie A e in Europa League “.

Poi alcune parole sul sogno chiamato Seleção che è costantemente nella testa di Felipe Anderson. La mancata convocazione di Dunga per i prossimi impegni della Nazionale, però, non lo ha per nulla demoralizzato, anzi: “Non ho mai negato di ambire alla Seleção, è un mio grande obiettivo e prima o poi lo raggiungerò. Continuerò a fare bene con la Lazio e a sfruttare al massimo le chance con la Selezione Olimpica brasiliana, che adesso è la mia dimensione ideale”. Il brasiliano infine ha anche aggiunto: “Il Brasile Under 23 è una grande vetrina, posso mostrare la mia crescita a tutti e spero di continuare a fare buone prestazioni”.



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Consigli per il Fantacalcio: 10a giornata di serie A

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Turno infrasettimanale di Serie A, un vero e proprio incubo per i fantacalciofili cronici che spesso vedono i propri giocatori risparmiati dai turn-over degli allenatori.
Cerchiamo di aiutarvi nelle scelte della vostra fantasquadra con i nostri consigli.

BOLOGNA-INTER: i rossoblù arrivano dalla vittoria di Carpi e quindi galvanizzati, schiererei Mounier e Giaccherini, scommessa Destro che potrebbe sbloccarsi. Mancini invece fara’ turn-over ma dovrebbe riproporre Icardi dall’inizio, puntateci; schierate anche Perisic e Ljajic, lasciate a casa Felipe Melo.

ATALANTA-LAZIO: Pinilla, Gomez e Moralez devono sempre essere schierati, lasciate in panca De Roon, Bellini e Masiello; nella Lazio Matri dovrebbe prendere il posto di Klose, puntateci perchè è in forma, così come non potete lasciare fuori Felipe Anderson, non puntate invece su Gentiletti.

FROSINONE-CARPI: partita salvezza al Matusa, nei ciociari puntate su Soddimo che potrebbe inventare giocate interessanti, Diakitè invece sarebbe meglio lasciarlo fuori; per i ragazzi di Sannino impossibile lasciar fuori il bomber Borriello, puntate su di lui e su Letizia, Cofie invece è meglio farlo riposare in panca.

MILAN-CHIEVO: partiamo subito da Donnarumma, baby portiere lanciato da Mihajlovic, consigliandovi di non puntare su di lui, pecca di inesperienza e l’inesperienza a questi livelli si paga, puntate senza dubbio su Bacca e Cerci con l’ex Atletico in ripresa; nel Chievo puntare su Paloschi, ex dal dente avvelenato, date anche a Birsa la maglia da titolare, non fate affidamento invece su Cesar, Rigoni e Radovanovic.

ROMA-UDINESE: potrebbe essere la partita perfetta per Dzeko, schieratelo insieme a Florenzi, Gervinho e Pjanic, evitate Rudiger e Vainqueur; i friulani non avranno bomber Di Natale, puntate su Thereau, lasciate fuori Badu.

SASSUOLO-JUVENTUS: come lasciare fuori uno come Berardi? Puntateci ad occhi chiusi! Lasciate a casa Duncan e Peluso; nella Juve fate un pensiero su Morata e Cuadrado, così come su Dybala. Lasciate fuori Marchisio che potrebbe essere troppo stanco.

TORINO-GENOA: Quagliarella si deve sbloccare, fidatevi di Baselli e Belotti e lasciate fuori Prcic. Nei liguri puntate sull’imprevedibilità di Perotti e sul senso del gol di Pavoletti, lasciate fuori Laxalt e Marchese.

VERONA-FIORENTINA: emergenza totale per Mandorlini, fuori anche Pazzini e Halfredsson, evitate di schierare qualcuno del Verona; nella Fiorentina puntate forte su Kalinic, Ilicic e Rossi, a casa Tomovic.

SAMPDORIA-EMPOLI: non puntare su Eder e Muriel sarebbe un grandissimo sbaglio! Lasciate a casa Moisander, e nell’Empoli pensate a Saponara e Maccarone, lasciate a casa Skorupski.

Buona fantagiornata a tutti!



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Conferenza stampa di Pioli: “Adesso è il momento di vincere qualcosa!”

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Come per ogni vigilia pre partita, il mister della Lazio Stefano Pioli ha parlato in conferenza stampa. Ecco le sue parole.

Nell’anno solare Lazio e Juve hanno fatto meglio di tutte collezionando 60 punti a testa..

“E’ un indicatore di quello che stiamo facendo. Mancano tante partite a fine stagione, saremo soddisfatti solo quando vinceremo qualcosa. E credo che sia arrivato il momento di farlo”.

E’ il momento di vincere in trasferta?

“Certo che vogliamo migliorare. Le ultime prestazioni in trasferta non hanno niente a che fare con le altre partite fuori casa. Abbiamo perso per episodi. Vogliamo provare noi a fare la partita e a comandare il gioco. Così possiamo vincere anche domani sera”.

Mauricio e Lulic come stanno?

“L’ultima rifinitura mi darà le risposte, domani mattina proveremo, spero di avere tutti a disposizione. Poi farò le mie scelte”.

Parlare di Scudetto fa paura…

“Forse non ve ne siete accorti, ma io sono un po’ miope. Non vedo troppo in là, ma solo la prossima partita. Forse a marzo potrò rispondere a questa vostra domanda. Dobbiamo migliorare la classifica, giocare da Lazio e fare così in tutte le partite. Ora la classifica è parziale per tutte le squadre”.

Una vittoria può far girare il campionato della Lazio e fargli prendere una piega da altissima classifica ?

“Tutte le vittorie possono rappresentare una svolta. Ma mancano ancora tante partite, certo la gara di domani ci dà una grande opportunità. Sappiamo che sarà difficile, sarà un’Atalanta ostica, aggressiva, ma sappiamo cosa fare. Ma non bisogna esagerare sull’importanza del matrch di domani”.

Cosa deve temere la Lazio dell’Atalanta?

“L’Atalanta cercherà di soffocare il nostro possesso palla, loro sono molto pericolosi sulle palle inattive, sono bravissimi sugli esterni con Moralez e Gomez. Gli attaccanti sono bravi nel gioco aereo, ma noi dobbiamo fare la nostra partita con il giusto atteggiamento e cercare di vincere tanti contrasti. Affrontiamo la partita con grande convizione”.

Perché questa differenza di rendimento tra casa e trasferta?

“Non è così semplice spiegare questi numeri, senza nulla togliere ai tifosi, di cui sottolineo sempre l’importanza, in campo si scende sempre undici contro undici. Noi sappiamo che anche fuori casa siamo fatti per attaccare, nelle precedenti trasferte è mancato l’atteggiamento. Forse ci è mancata anche serenità. Adesso c’è più attenzione e consapevolezza delle nostre qualità. Così possiamo dire la nostra”.

Davanti ci sono Matri, Klose e Djordjevic. Ci sono delle gerarchie o partono tutti e tre alla pari?

“Sono soddisfatto di avere tre giocatori così forti, le gerarchie sono sempre momentanee. La condizione non può essere sempre massimale, quindi devo scegliere chi sta meglio. Sto anche pensando magari in futuro di giocare con i due attaccanti, credo sia possibile anche per le loro caratteristiche. Ma è un discorso che si potrà fare quando staranno tutti bene”.

De Vrij come sta?

“Non ho notizie, credo che oggi stia facendo altre visite. Sto aspettando anche io la decisione, spero sia la migliore per lui”.

Contro il Torino è stata una Lazio cinica?

“Dobbiamo continuare a creare situazioni pericolose e ad avere occasioni. Poi più alziamo la percentuale e più sarà facile vincere. Il dato importante è che nellle ultime partite abbiamo tirato più degli avversari. Poi non mi interessa il possesso, il baricentro, le cose importanti sono occasioni create e subite”.

Questa è la settimana del salto di qualità per la Lazio? Cosa le preoccupa della gara di domani?

“Tutte le partite sono importanti, non credo che sia una settimana decisiva per noi. Vogliamo spingere, abbiamo sofferto e stretto i denti, ci siamo messi in un angolo come fa un pugile, incassando, cercando di rimanere in piedi in attesa di dare il gancio giusto. So che faremo di tutto per fare bene e chiudere questo blocco che ci porta alla prossima sosta. L’Atalanta ha buone qualità, non credo che sia una squadra che giocherà per la salvezza, è stata ben costruita ed è ben allenata”.

Dove può e dove deve migliorare la Lazio?

“Possiamo migliorare tanto, stiamo facendo bene. Possiamo fare meglio nella compattezza dei 90 minuti, solo mantenendo certe distanze possiamo fare il calcio che vogliamo. Non si smette mai di crescere, in ogni partita prendiamo gli spunti necessari per progredire. Abbiamo una miscela giusta, i giocatori esperti sono degli esempi fantastici. Ci sono i giovani che devono avere la voglia di crescere. I miglioramenti cresceranno insieme ai risultati perché portano sempre entusiasmo”.

Come sta Radu?

“Ha recuperato, non ha più la febbre. Sta abbastanza bene, chiaramente non è in ottima forma. Viene da quattro giorni di stop”.



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Morrison: dopo le polemiche solo applausi per l’inglese. Lui ringrazia su twitter

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12047005_845267852269859_249140852655868512_nFinalmente, dopo un lungo periodo, anche se per pochissimo tempo, si è rivisto in campo Ravel Morrison. L’inglese, infatti, è stato messo in campo da Pioli negli ultimi minuti della partita contro il Torino. Il numero sette è entrato al posto di Onazi collezionando la sua terza presenza in questo campionato. Nonostante i pochi minuti il pubblico dell’Olimpico appena l’ha visto calcare il prato dello stadio l’ha comunque accolto con un grosso boato. Pochi palloni toccati dal centrocampista inglese ma sempre grandi e calorosi applausi per lui  da parte del pubblico. Morrison ha poi ringraziato, a sua volta, i tifosi laziali, ovviamente, come sempre, su Twitter. Queste le sue parole: “Grazie ai tifosi della Lazio per questa notte”.  Morrison, di fatto, è riuscito ad entrare nei cuori dei tifosi biancocelesti nonostante si sia visto veramente poco in campo in questa prima parte di stagione. Dopo le molte voci dei maligni è quindi arrivato un sorriso per Ravel. Che sia questo il suo nuovo inizio in maglia biancoceleste?

Sui social network i sostenitori biancocelesti hanno continuato a incoraggiare l’ex West-Ham. Su Twitter, infatti, i suoi followers sono cresciuti dopo la gara contro il Torino, superando addirittura l’idolo indiscusso dei tifosi laziali, Felipe Anderson. Ravel ha, appunto, 112.600 seguaci, contro gli 111.900 del numero dieci laziale. Anche se bisogna dirlo, la schiera di ammiratori dell’ex Man United era già molto folta quando giocava ancora nel Regno Unito. Su Instagram, invece, vincono i selfies del brasiliano. Sono, infatti, 148 mila i seguaci di Felipe solo 54 mila quelli di Ravel. Morrison ha anche twittato: “Amo i tifosi della Lazio”, a dimostrazione che anche lui, come i tifosi, è contento di questo bel rapporto che si è venuto a creare. Oltre che una dimostrazione d’affetto, queste parole danno anche l’impressione che l’inglese sia sereno e tranquillo a Roma e che non se ne voglia andare. Ora, quindi, non resta che far innamorare ancor di più i tifosi della Lazio, magari dando spettacolo in campo.



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Il doppio ex Zauri: “Occhio alla Dea in casa. Biglia capitano? No, perchè…”

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Dieci anni trascorsi tra Atalanta e Lazio con una Coppa Italia in tasca, adesso è allenatore dei Berretti del Pescara; Luciano Zauri ha di sicuro un’idea ben precisa dell’aria che può tirare sia a Bergamo che a Roma, a maggior ragione se nel prossimo turno di Serie A ci sono proprio le due squadre dove ha raccolto le sue maggior soddisfazioni professionali.

Lalaziosiamonoi.it ha intercettato l’esterno abruzzese rilasciando questa interessante intervista.

Come vede la partita contro l’Atalanta?
“Affrontare l’Atalanta non sarà facile visto che parliamo di una squadra che negli ultimi anni ha costruito le proprie fortune proprio in casa. Sarà una partita difficile, anche perché i ragazzi di Reja hanno perso male a Torino nell’ultimo turno e vorranno sicuramente rifarsi”.

Chi potrà decidere la gara?
“Attualmente Felipe Anderson è il più in forma. Insieme al brasiliano punterei anche su Candreva: sono i due che insieme fanno di più la differenza. Non so sinceramente se Matri scenderà in campo, vedremo se Pioli lo inserirà al posto di Klose, ma è sicuramente un giocatore che può fare bene anche mercoledì”.

La Lazio è a due distanze dalla Roma capolista. Si può sognare uno Scudetto a tinte biancocelesti?
“La classifica dopo questo inizio di campionato è veramente corta. La Lazio sta facendo benissimo e anche l’ultimo turno ha recuperato punti importanti sulla Fiorentina. Il campionato è ancora lungo e se continuasse così la Champions League sarebbe sicuramente alla portata della squadra di Pioli e poi perché no, magari si può anche sognare qualcosa di più”.

Approva la scelta della società di dare la fascia da capitano a Biglia?
“Sinceramente avrei dato la fascia ad un altro calciatore, anche se Biglia è un calciatore davvero fondamentale per la squadra. Biglia, però, è da meno anni che è in Italia e di solito la Lazio sceglie il proprio capitano in base alle presenze fatte”.

Chiudiamo con qualche ricordo. C’è un episodio di quando vestiva la maglia della Lazio che ha nel cuore?
“Ho giocato qualche anno (ride, ndr) per cui ne avrei tanti. Sicuramente ricordo con estremo piacere la vittoria della Coppa Italia nel primo anno con Mancini e, negli ultimi, la qualificazione in Champions League conquistata dopo un campionato importante”.



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Biava su Atalanta – Lazio: “Attenzione a Moralez e Gomez, ma la Lazio va comunque a mille”

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Giuseppe Biava ha parlato ai microfoni di Lazio Style Radio 89.3, dicendo la sua sulla partita che si giocherà mercoledì tra Atalanta e Lazio. Il difensore centrale, che attualmente è svincolato, è un doppio ex della due squadre e ha parlato subito della sfida di ieri con il Torino: “Non mi aspettavo un risultato così netto perché la Lazio aveva giocato anche in coppa. La squadra di Pioli ha dimostrato che in casa è superiore a tutti. Tra le mura amiche ha sempre dimostrato la sua forza perché giocare all’Olimpico è sempre stato difficile per gli avversari. Ha sbagliato clamorosamente le gare di Napoli e Chievo, mentre con il Sassuolo è stata sfortunata. La Lazio sta viaggiando a mille, ha due punti dalla prima, ha preso due batoste, ma meglio di così non poteva andare”. Biava ha poi continuato: “Quando il centrocampo filtra bene si soffre meno in difesa. Biglia è un giocatore troppo importante per questa squadra. Ieri ha dimostrato le sue qualità e la squadra ha fatto una bella partita. Lazio seconda nonostante l’assenza di de Vrij? Questo la dice lunga sulla qualità della rosa. Stiamo scoprendo dei giovani interessanti come Milinkovic Savic e gli altri. Quando rientrerà de Vrij la squadra potrà fare ancora meglio”.

Poi un pensiero su Mauricio, l’uomo più criticato di questo inizio di stagione, visto che ha collezionato tre espulsioni. Biava difende il brasiliano:  “Il centrale difensivo è un ruolo fondamentale. Puoi essere concentrato 89 minuti,ma se sbagli un attimo rischi di prendere gol o un rosso. Mauricio ieri ha fatto bene, ho paura che ormai sia stato etichettato dagli arbitri come uno cattivo e prenda sempre il giallo per questo. Se ti fai la nomea di uno che prende tanti gialli al primo fallo ti ammoniscono”.

Ottime parole anche per Gentiletti, Lulic e sulla generosità in fase difensiva di Candreva e Felipe Anderson: “Gentiletti mi era piaciuto nelle poche apparizioni dello scorso anno. Ora sta migliorando partita dopo partita. È un giocatore d’esperienza, con grandi qualità e che porta benefici agli altri. Lulic sta stupendo anche me nel ruolo di terzino, ma lui dove si mette sa stare. Credo che possa fare anche il portiere (ride, ndr). Sono contento che stia facendo bene, ma peccato che Radu stia rimanendo fuori. L’importante è che la Lazio continui a vincere. Radu e Mauri sono quelli da più anni alla Lazio e sono dei leader nello spogliatoio, Stefan in particolare perché è un simpaticone. Candreva si è sempre fatto tutta la fascia, non si ferma mai. Felipe lo faceva a tratti,mia vedo quest’anno che rientra a difendere. Ieri ho visto anche Klose tornare ad aiutare. Questa è la forza della Lazio”.

La Lazio di Pioli mercoledì affronterà a Bergamo l’Atalanta allenata dai grandi ex Reja e Bollini. Biava ha così commentato questa gara ed è sicuro che sarà una bella partita:  “Penso che possa uscire una bella partita. Anche Reja ci tiene a far bene, l’Atalanta sta facendo bene in casa. La Lazio in trasferta non viaggia come all’Olimpico, ma andrà a Bergamo per giocarsela. Speriamo ci sia poco tournover. I punti di forza dei bergamaschi sono sicuramente la fase difensiva e l’organizzazione. La squadra di Pioli può sfruttare la condizione di Felipe Anderson e Candreva e mettere in difficoltà i nerazzurri sulle fasce. Chi in attacco nella Lazio? Paletta e Stendardo sono bravi nel gioco aereo, ma magari peccano un po’ in velocità. Credo che Matri o Klose potrebbero metterli in difficoltà, ma hanno esperienza e per la Lazio non sarà semplice. Dall’altra parte se l’Atalanta aspetta e riparte può mettere in difficoltà i biancocelesti con la velocità di Moralez e Gomez. Credo che questo sarà lo schema di Reja che negli spazi può far male. Il pallino del gioco in mano alla Lazio e l’Atalanta che chiude e riparte“.

In chiusura un pensiero anche su Basta e Radu: “Basta me lo aspettavo così forte. È un giocatore molto forte che sta facendo bene anche in fase difensiva. La Lazio ha fatto un ottimo acquisto. Messaggio spesso con Radu. Mercoledì sarò allo stadio e riabbraccerò i miei ex compagni”.



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Lazio-Torino 3-0: apre Lulic, chiude una doppietta di Felipe Anderson

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La Lazio cala il tris al Toro e centra la sua ottava vittoria consecutiva all’ Olimpico e si ritrova a -2 dalla vetta in compagnia di Fiorentina Napoli e Inter. Finalmente ritorna Biglia a illuminare il centrocampo. Pioli cambia 7 giocatori su 11 rispetto agli undici iniziali di giovedi e la Lazio sembra non risentirne.

PRIMO TEMPO – La squadra laziale si rende subito pericolosa: al 13’ Mauricio con un colpo di testa sfiora il goal. Il Torino risponde poco dopo con Quagliarella ma il suo tiro va fuori. Al 37’ bella azione biancoceleste che porta al goal ma viene annullato per fuorigioco di Candreva . Marchetti al 38′ para un tiro di Peres molto pericoloso deviandolo in angolo. Ma al 40’ Lazio avanti: cross di Basta dalla destra, Klose fa sponda di testa per Lulic che insacca . Il primo tempo finisce sul risultato di 1-0.

SECONDO TEMPO – Il Torino cerca di mettere pressione ma la Lazio fa buona difesa. Al 50’ Lulic tenta una magia che manda in estasi il pubblico. Il Torino non ci sta e cerca di aumentare il pressing . Al 58′ Belotti ci prova ma Marchetti è attento. Al 61’ doppio cambio di Ventura: entrano Benassi e Maxi Lopez al posto di Acquah e Belotti. . Al 70’ arriva il raddoppio della Lazio : Milinkovic lancia Klose che passa a Felipe Anderson il qule, con un diagonale perfetto, beffa Padelli. Pioli allora cambia: prima fa entrare Kishna per Candreva con il pubblico che dedica cori all’ esterno romano , poi invece è il turno di Matri per Klose. Al 81’  è proprio Matri  che sfiora il terzo goal. Il Torino ci prova con Maxi Lopez e Quagliarella ma senza fortuna. Pioli al 91’esaurisce il terzo cambio: fuori Onazi e dentro Morrison con tanto di ovazione del pubblico laziale.La Lazio al 94′ chiude la partita con la doppietta di Felipe Anderson su assit di Lulic. Finisce con un secco 3-0 e con l’ Olimpico in estasi per l’ ottava vittoria su altrettante gare tra le mura amiche.



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Pioli in conferenza: “Senza tifosi siamo più deboli. Morrison? Gioca chi merita”

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Domani la Lazio affronterà il Torino alle ore 18.00. Stefano Pioli ha parlato nella consueta conferenza stampa pre gara. Ecco tutte le domande dei giornalisti e le risposte del tecnico biancoceleste:

All’Olimpico la Lazio sta facendo benissimo…

“I risultati dicono questo, è chiaro che vorremmo continuare così, ma pensiamo soltanto a migliorare la classifica. Vogliamo dare sempre il massimo”.

Qual è il cambio nella mentalità tra casa e trasferta?

“Se ci riferiamo alle precedenti partite in trasferta sono d’accordo, ad esempio Chievo, Bayer e Napoli. A Verona e Sassuolo è stato diverso. Anche se non abbiamo ottenuto sempre un risultato positivo, gli atteggiamenti sono stati in crescita. Possiamo migliorare tanto e dobbiamo proseguire così”.

Cosa succede a Mauricio? Morrison ha twittato “january”…

“Su Mauricio dico che chi gioca, sbaglia. Io raccomando sempre ai giocatori fiducia e tranquillità, è quello che ho consigliato a lui. Sa che ha commesso errori importanti, ma tutti dobbiamo fare di più e ragionare da squadra per sopperire agli errori del singolo. Valuto Morrison come gli altri, ho trenta giocatori di qualità, tutti vogliono giocare e credono di meritarlo. La competizione è sana e feroce, gioca chi merita, chi si allena con professionalità, continuità e disponibilità. Andrò avanti così, come ho sempre fatto, non ho corsie preferenziali per nessuno”.

La prova di giovedì di Matri la metterà in difficoltà nelle scelte?

“Tutte le prestazioni possono mettermi in difficoltà, ma abbiamo giocato giovedì e devo considerare anche questo”.

Marchetti?

“Ha avuto un leggero attacco febbrile, ma se si allenerà oggi sarà disponibile per domani”.

De Vrij le ha chiesto un consiglio in questo periodo?

“Con de Vrij parlo spesso, ho avuto difficoltà del genere anche io da calciatore. E’ un ragazzo attento, ora è un po’ confuso, sta cercando con lo staff la strada migliore. Spero possa rientrare il prima possibile e soprattutto al 100%. E’ un professionista, sarebbe un valore aggiunto. Il Torino gioca un calcio particolare, quasi unico. Aspetta dietro la palla, parte da basso. Ci costringerà a giocare la migliore partita possibile. Dovremo essere lucidi, giocheremo col centrocampo a tre. Poi vdremo se il vertice sarà alto o basso”.

Come giudica la decisione della Curva?

“Io non giudico, i nostri tifosi sanno cosa significa giocare in stadio pieno di entusiamo. Insieme siamo più forti, senza siamo sicuramente un po’ più deboli”.

E’ cambiato il Torino rispetto al passato?

“Conosco bene Ventura, l’ho affrontato tante volte, ora gioca in modo diverso ma i suoi principi sono riconoscibili. Il Toro tiene bene il campo, è pericoloso sui calci piazzati, sarà una partita complicata”.

La Lazio ha subito tanti gol…

“Per lungo tempo i numeri difensivi verranno condizionati dalle partite con Chievo e Napoli, ora quindi siamo in difficoltà con i gol subiti. Nelle ultime settimane ci sono stati miglioramenti, siamo stati più compatti e determinati. Ma la nostra mentalità resta quella di segnare un gol in più degli altri”.

Domani quanto saranno importanti i calci piazzati?

“Le palle inattive sono molto importanti, siamo più pericolosi del passato, ci manca ancora la zampata vincente. Dobbiamo migliorare nei tempi di attacco alla porta”.



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L’angolo del Fantacalcio, chi schierare?

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Tra poco farete le vostre formazioni ma avete dei dubbi? Vorreste puntare qualche giocatore ma vi servono conferme? Ecco che Since viene in vostro soccorso per il Fantacalcio, sperando di essere ottimi consiglieri.

EMPOLI-GENOA (SAB ORE 15): Partita che dovrebbe avere la bilancia a favore del Genoa, ma le mura toscane sono difficile da valicare; torna Perin e un azzardo sarebbe possibile, occhio allo scaltro Maccarone e un Pavoletti che ultimamente sta segnando abbastanza.

CARPI-BOLOGNA (SAB ORE 18): Derby emiliano dal risultato incerto, ma prima o poi Borriello segnerà! Destro forse ancora in panca, lasciate perdere; il francese Mounier, se ispirato, può soddisfare molti fantallenatori; difese affidabili se puntate all’argentino Spolli e all’ex Samp Gastaldello.

PALERMO-INTER (SAB ORE 20.45): Teoricamente partita a mani basse per i nerazzurri, quindi puntare su qualcuno del tridente Perisic-Icardi-Jovetic non è un’idea affatto malvagia. Occhio a quella vecchia volpe di Gilardino, anche lui vedi Borriello.

SAMPDORIA-H.VERONA (DOM ORE 12.30): Partita tra squadre disperate e bisognose di punti, Pazzini, Eder e Muriel potrebbero dare spettacolo e gol; Soriano e Rafa Marquez possibili certezze di sufficienza in pagella, più Viviano che Rafael.

MILAN-SASSUOLO (DOM ORE 15): Rossoneri in cerca di punti per dare ancora un senso alla sua ricostruzione, Bacca potrebbe ripetersi ma dubitiamo davvero tanto sul resto della squadra, forse Romagnoli potrebbe primeggiare; il Sassuolo può anche prendersi il lusso di perdere, ma l’entusiasmo del periodo potrebbe portare a non essere appagati della classifica, a maggior ragione se in formazione figurano Berardi e Vrsaljko.

UDINESE-FROSINONE (DOM ORE 15): La squadra di Colantuono ha dalla sua il fatto che i ciociari in trasferta hanno fatto un solo punto pesante contro la Juventus, chissà se Di Natale potrà sbloccarsi. Il gioco del team di Stellone sta crescendo e puntare forte su Ciofani non è un azzardo, l’ex laziale Diakitè può stupire.

JUVENTUS-ATALANTA (DOM ORE 15): Fuori casa l’Atalanta è innocua, ma la squadra di Allegri punta al turnover, quindi il consiglio è puntare su Chiellini, Bonucci o Marchisio. Se l’Atalanta facesse un ottimo risultato, si potrebbe puntare sulle pazzie vincenti di Mauricio Pinilla.

FIORENTINA-ROMA (DOM ORE 18): Partita di cartello dove sarebbe difficile fare delle scelte sicure, specialmente al Franchi; da rischiare Dzeko e Kalinic, un Pjanic col compasso può servire per qualche punizione, Kuba dà garanzie di sufficienza e Iago Falque potrebbe ripetersi dopo il gol in Champions.

LAZIO-TORINO (DOME ORE 18): Bell’enigma nella Lazio, solitamente abituataci a non avere un cannoniere principale, puntare sul ritorno di Klose è possibile; non abbiamo certezze su chi puntare nel Torino, ma qualsiasi giocatore può garantire la sufficienza, specialmente Benassi e Baselli.

CHIEVO-NAPOLI (DOM ORE 20.45): Puntare sul Napoli è il minimo, quindi spazio agli ispiratissimi Higuain e Insigne. Se solo i gialloblu riuscissero a raccogliere almeno un punto, possiamo pensare che prima o poi Paloschi la metterà dentro.

Buona fantaformazione e… vinca il migliore!



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Giovanni Lopez: “Mauricio? Deve moderarsi. Col Torino gara difficilissima”

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Da giocatore è stato protagonista nel Vicenza della miracolosa Coppa Italia, in una squadra che ha sfornato talenti ed allenatori in attività, basti pensare a Di Carlo, Ambrosini, Ambrosetti, Otero e tanti altri. In quel gruppo, magistralmente allenato da Francesco Guidolin, giocava anche Giovanni Lopez, e le sue abilità furono viste dalla dirigenza laziale e da Sergio Cragnotti, agevolati dal suo amore per i colori biancocelesti, ma fu amore breve a causa di uno sconosciuto ma promettente Alessandro Nesta, il quale gli scalzò il posto in poco tempo. Il resto è storia nota, Napoli, Torino e l’ex Cisco Roma (ora fallita), poi la carriera di allenatore dove figura due anni da vice di Edoardo Reja tra il 2010 e il 2012. Lalaziosiamonoi.it ha intercettato lo stesso Lopez, al momento senza panchina, analizzando con lui questo inizio di stagione della squadra romana.

Una vittoria importante contro il Rosenborg in una gara complicata. Un ottimo segnale da parte della squadra.

“La partita non era iniziata nel migliore dei modi, Mauricio deve rivedere alcune cose perché è un giocatore che fa molti falli. Ha messo in serio pericolo la partita, ma c’era un tale divario tra le due squadre che la Lazio è riuscita a sopperire alla mancanza di un giocatore”.

I numeri di Mauricio sono impietosi: tre espulsioni in nove partite, dov’è il problema?

“Deve considerarsi un difensore e deve moderare gli interventi. Non è detto che tutte le volte debba prendere la palla o far fallo. Anche il suo allenatore glielo dirà, a volte si può evitare l’intervento ed accompagnare o accorciare”.

Pioli ha sostituito Onazi piuttosto che un attaccante, come si suol fare dopo un’espulsione. Che effetto ha avuto sulla squadra?

“È stato coraggioso perchè non ha tolto gli attaccanti ma un centrocampista come Onazi, ha dato un segnale importante che è stato recepito dalla squadra”.

L’assenza di de Vrij continua a pesare, è opportuno tornare sul mercato?

“Non conosco la situazione di de Vrij nello specifico ma lui e Biglia sono metà squadra. Sono giocatori importanti e imprescindibili sotto tutti i punti di vista, la mancanza di de Vrij si vede e si sente. È talmente forte che dà anche sicurezza al reparto, è importantissimo per la Lazio”.

Ci sono stati confortanti segnali di ripresa da parte di Radu, un giocatore che lei conosce bene.

“Quando c’eravamo io e Reja era uno dei migliori difensori in Italia, ha avuto un periodo straordinario. Ultimamente si era un po’ perso, ma credo che si stia riprendendo. È un giocatore fondamentale e permette a Lulic di giocare in un ruolo a lui più congeniale. Senad dietro fa un po’ più fatica e non riesce a tirar fuori le sue caratteristiche principali”.

Domenica all’Olimpico arriva il Torino di Ventura, che partita sarà?

“Mi aspetto una gara difficilissima. Il Torino è una squadra molto tattica, mette in difficoltà qualsiasi avversario. Attendo una prova di maturità da parte della Lazio, questa squadra o vince o perde. Dovrebbe trovare la misura anche per pareggiare, deve ancora trovare il vero equilibrio”.

Possiamo definirlo uno scontro per l’Europa?

“La classifica dice questo, è una sfida per l’Europa. Mancano ancora tante partite alla fine, ma è un dato di fatto”.

La Lazio ancora non convince a pieno tifosi e addetti ai lavori, eppure è a tre punti dalla vetta e in testa nel girone di Europa League. Come se lo spiega?

“È una squadra che sta facendo il massimo con una rosa dimezzata. Gli mancano i giocatori più importanti, come Biglia e de Vrij. ma si sta comportando bene”.



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Curva Nord vuota a tempo illimitato! I tifosi sbottano

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Striscione del tifo organizzato della SS Lazio durante la contestazione alla società
Il tifo organizzato della Lazio ribadisce la linea dura contro la presidenza: nessun tavolo di confronto con Claudio Lotito.

Una guerra che sembra infinita ed è partita già la scorsa stagione, prima causa la gestione societaria, ora per alcune decisioni del Governo riguardanti la questione stadi. Molte volte abbiamo parlato su Since di disertazioni di settori specifici dello Stadio Olimpico per protesta, spesso bipartisan, ultimamente laziali, il tutto adesso riguarda per due benedette curve che risultano essere ricettacolo di bruti tifosi che si svegliano la mattina per il semplice motivo di andare a creare disordini con le forze dell’ordine, portare sugli spalti qualsiasi tipo di oggetto, anche il più innocuo.

Sono tanti gli episodi che hanno raccontato i nostri stadi nel bene o nel male, dagli storici ciucci dei tifosi napoletani a Roma, ai motorini che venivano poi rotolati dal terzo anello per protesta contro le annate sbagliate dell’Inter al Meazza. Ma di ciò che parliamo da quest’estate, permettetecelo, assume a volte un carattere grottesco. Dividere una curva è come farla morire, seppur noi che scriviamo non siamo dei “curvisti”, non è come una casa dove puoi divere una stanza per farne due seppur l’entrata di casa è sempre la stessa.

Cosa c’è di male nel lasciare qualcosa che, nel bene o nel malissimo (ahimè), ha sempre funzionato? Nella storia del calcio abbiamo visto tante cose cambiare nel tempo, e non solo nei tatticismi o nei giocatori, ma anche nelle atmosfere: la mole di bambini o ragazzi che si recano allo stadio sembra diminuire, gli stadi sono meno sicuri, viene chiamato un forte dispiegamento di forze dell’ordine per le partite di cartello; e pensare che una volta lo stadio aveva l’autoambulanza da una parte insieme al camioncino della Polizia, i cani quasi vicino la linea di fondocampo che ti facevano tenerezza quando abbaiavano per un pallone che gli passava nelle vicinanze. Siamo davvero arrivati al punto che una curva divisa possa risolvere il problema della sicurezza nei nostri stadi, senza contare la storia della Tessera del Tifoso?

Sarà, ma siamo ad ottobre, e i fatti raccontano che, durante la trasmissione radiofonica “I Laziali Sono Qua” un esponente della Nord ha parlato di una convocazione in Questura per alcuni tifosi. Motivo? Aver esposto per protesta uno striscione con su scritto: “Questa Curva non si divide”, nel passato capitò la stessa cosa per alcune persone che si erano solamente appoggiate ad una vetrata.

Se per voi è normale tutto ciò… sinceramente ci piacerebbe parlare di calcio giocato e dei problemi che attanagliano giocatori e società, di una curva che viene divisa proviamo amarezza.. perchè, piaccia o no, il calcio è di chi lo ama e non di chi lo vuole distruggere!



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Morrison, un tweet e quel “Gennaio” ancora troppo lontano

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Un cinguettio stonato in una serata di festa. Dopo essersi accomodato per l’ennesima volta ed aver seguito l’intero match dalla panchina, Ravel Morrison ha scritto su Twitter “January…”. Non un mese come tutti gli altri per un calciatore professionista; proprio a Gennaio infatti il classe ’93 potrebbe tornare nel Regno Unito e cercare una squadra per consacrarsi definitivamente esprimendo tutte le sue enormi potenzialità.
In realtà doveva essere la serata del rilancio. Si, perché con l’emergenza totale ed il turnover in vista del campionato il centrocampista inglese doveva essere schierato nell’undici titolare, come confermato da Pioli. Alla precisa domanda nella consueta conferenza stampa pre-partita su un suo possibile impiego tra ieri e domenica il tecnico di Parma ha risposto “C’è sempre la possibilità. Le scelte devo ancora farle, credo che sarà tra i convocati, domani deciderò”. Poi però qualcosa non è andato per il verso giusto e Morrison è stato costretto a sedersi in panchina. Una nuova bocciatura, un amore che stenta a sbocciare quello tra il bad boy inglese e la Lazio.

Arrivato con l’etichetta di “nuovo Gascoigne”, Morrison ha bruciato i tempi e dopo l’accordo messo nero su bianco lo scorso Gennaio già nella seconda parte della scorsa stagione è riuscito ad ottenere il permesso dal suo ex club, il West Ham, per potersi allenare a Formello. Una scelta saggia per un giovane considerato un “bad boy”. Un decisione presa per poter conosce i futuri compagni e il tecnico, ma soprattutto per imparare la lingua ed ambientarsi in un calcio completamento diverso da quello britannico. Il classe 1993 arriva a Roma tra l’entusiasmo del popolo laziale, che lo attende e non vede l’ora di ammirarlo sul terreno verde di gioco. Tutto sembra procedere nel verso giusto, con l’esordio ufficiale nel match di Supercoppa perso in Cina contro la Juventus. Poi l’ingresso a partita in corso con il Leverkusen nella difficile gara di ritorno in terra teutonica, prima del secondo tempo contro il Chievo nella disfatta per 4 a 0 per mano degli scaligeri. Il 23 settembre arriva l’ultima presenza, con 7 minuti disputati, sul risultato già acquisito contro il Genoa, nella bolgia dell’Olimpico. Un’involuzione inspiegabile, che molto spesso Tare e Pioli hanno cercato di giustificare con degli atteggiamenti lontano dal campo tutt’altro che esemplari. “Ravel Morrison è uno di quei classici giocatori un po’ particolari – ha commentato il Direttore Sportivo nel post partita contro il Rosenborg – Lui senza dubbio è un fuoriclasse, perché ha dei grandi colpi. Il suo problema è che è un pazzo, tra virgolette. Serve tempo per gente come lui”. Dunque l’inglese sembra non convincere ancora il tecnico emiliano. Dal canto suo, il calciatore ha rilasciato un intervista al tabloid The Sun poco più di due settimane fa. “Non sono un problema, sono solo incompreso! Quando la gente sente il mio nome, pensa “è giovane e combina guai”. Questa è come un’etichetta su di me – ha ribadito il 22enne di Manchester – Mi dispiace veramente per quello che ho fatto, ma la gente in questo modo non mi permette di guardare avanti e voltare pagina. Non si parla mai di calcio, ma si concentrano sempre sui problemi del passato”. Nella confessione al quotidiano britannico c’è anche spazio per un’ammissione di responsabilità: “Devo essere onesto su questo. Il Manchester United e Alex Ferguson mi hanno concesso troppe occasioni. Io non credo che avrebbero dato a qualsiasi altro giocatore le stesse chance che ho ricevuto io. Posso solo incolpare me stesso e non cercare scuse. Ho commesso troppi errori in Inghilterra, ma per cose stupide e futili. Non perché sono stato coinvolto in rapine. Per lo più per aver giocato troppo al computer e per essere uscito troppo con i miei amici, quando avrei dovuto dedicarmi più agli aspetti professionali e alla mia carriera”. Parole di un giovane redento, pronto a ripartire per mostrare al mondo intero “di che pasta è fatto”.
Morrison non vede il campo da esattamente un mese. 4 presenze, nessuna da titolare, collezionando appena 63 minuti tra Juventus, Leverkusen, Chievo, Genoa. Poi più nulla dal lontano 23 settembre, prima di un cinguettio molto rumoroso, con un futuro ancora tutto da scrivere.



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Mercato: (ri)spunta Gaston Ramirez. Tanti nomi per la difesa

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calciomercato lazio top e flop di igli tare

“Lavoriamo 365 giorni all’anno per fare le cose nel miglior modo possibile”. Il Direttore Sportivo Igli Tare continua a lavorare a fari spenti in vista del mercato di Gennaio. E tra i tanti accostati alla Lazio per rinforzare l’organico torna a farsi il nome di Gaston Ramirez, calciatore che esplose proprio con il tecnico Pioli ai tempi del Bologna. L’uruguaiano classe 1990 è stato già vicino ai biancocelesti in più occasioni, ma non se n’è mai fatto nulla. Ora il suo profilo sembra proprio fare al caso della società biancoceleste, soprattutto in caso di partenza di Morrison. L’inglese infatti sta trovando molte difficoltà di ambientamento al calcio italiano e dunque potrebbe decidere di tornare in patria. Tornando a Ramirez, come evidenzia il “Corriere dello Sport”, è importante sottolineare che il suo sarebbe un profilo low-cost di medio-alto livello: il suo contratto scadrà il prossimo Giugno e per questo il suo agente Pablo Betancur è stato autorizzato dal Southampton a trattare con altre squadre già nel mercato di Gennaio. Una situazione che potrebbe far comodo a tutte le parti: la Lazio acquisterebbe un buon giocatore a costi contenuti, Ramirez potrebbe tornare a giocare ed il sodalizio britannico potrebbe incassare una cifra, seppur modica, non portando il giocatore in scadenza di contratto. Dopo il prestito all’Hull City, il calciatore non è mai riuscito a trovare spazio; e pensare che poco meno di 2 anni e mezzo fa il club inglese ha investito ben 13 milioni e mezzo per strapparlo alla concorrenza. Ma quello di Ramirez non è l’unico nome che circola in orbita biancoceleste: Nahitán Nández è un centrocampista classe 1995 del Peñarol. Il giovane calciatore sta incantando in patria e pian piano sta entrando nei radar dei talent scout di tutto il mondo. Dunque il suo sbarco in Europa a breve non appare impossibile.

Ma il centrocampo non è l’unico reparto sotto osservazione. Come già anticipato nei giorni scorsi, la dirigenza biancoceleste sta valutando attentamente la situazione di Stefan De Vrij. Il calciatore olandese sta proseguendo le terapie conservative, oltre alle consultazioni cliniche presso i migliori esperti del mondo. L’obiettivo è quello di evitare l’intervento chirurgico, che lo costringerebbe a stare lontano dai campi per altri 3-4 mesi. In quel caso, la dirigenza sarebbe necessario intervenire sul mercato, con tanti nomi caldi sul taccuino biancoceleste. In cima alla lista dei desideri ci sono Veltman dell’Ajax e Douglas del Dnipro. I due piacciono molto, ma hanno una valutazione che supera i 10 milioni di euro. Le alternative restano Terziev del Ludogorets, in scadenza di contratto nel 2016, e Felipe, calciatore brasiliano in uscita dal Corinthians a causa di una situazione economica del club deficitaria, ma anche Eder Balanta del River Plate e Xandao del Krasnodar. Non resta che attendere gli sviluppi del caso De Vrij per capire la reale necessità di rinforzare il reparto arretrato.



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Verso Lazio-Rosenborg: probabili formazioni e dati sui biglietti

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Mancano poche ore all’ inzio del match tra Lazio e Rosenborg valido per la terza giornata dei gironi di Europa League e ci sono alcuni dubbi che riguardano entrambe le squadre sugli uomini da schierare. Nella Lazio il primo ballottaggio si verifica in porta, dove Berisha dovrebbe comunque partire favorito rispetto al giovane Guerrieri, al quale Pioli vorrebbe però concedere una chanche. In difesa i dubbi sono veramente pochi: a causa degli infortuni di Braafheid e Patric sulle fasce ci saranno Konko e Radu, mentre al centro, oltre al sicuro Mauricio (squalificato domenica in campionato), Hoedt sembra favorito su Gentiletti. A centrocampo riproposto il duo Cataldi–Onazi, non brillantissimo contro il Sassuolo nell’ultima uscita in campionato. I quattro che vanno a concludere la formazione sono quasi obbligati: infortunati Morrison, Keita e Kishna, Candreva e Felipe Anderson dovranno fare gli straordinari sulle fasce e Mauri sarà trequartista. Spetterà probabilmente a Matri il posto come unica punta. Sul fronte norvegese il pacchetto difensivo sarà composto da tutti i titolari, portiere incluso. Per quanto riguarda il centrocampo l’ unico ballottaggio è tra Midtsjo e Selnæs, ma il primo sembra avere più probabilità di partire dall’ inizio. Indisponibile la punta più temibile, Helland (tra i migliori giocatori del campionato norvegese finora), sarà di Mikkelsen il compito di finalizzare, anche se il suo ruolo naturale non è proprio quello di attaccante. Proponiamo ora un quadro chiaro delle probabii formazioni.

LAZIO (4-2-3-1) Berisha; Konko, Mauricio, Hoedt, Radu; Onazi, Cataldi; Candreva, Mauri, Felipe Anderson; Matri.

ROSENBORG (4-3-3)  Hansen; Svensson, Eyjólfsson, Bjordal, Skjelvik; Jensen, Konradsen, Midtsjo; Lanlay, Søderlund, Mikkelsen.

Per quanto riguarda il fronte biglietti venduti il dato non è di quelli entusiasmanti: il pubblico di casa al momento non supera le 7000 unità e non ci sono molte speranze di veder salire le presenze. Gli ospiti provenienti dalla Norvegia saranno circa 500.



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Conferenza stampa: Klose “Possiamo fare meglio!”

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Con mister Pioli ha preso la parola anche Miro Klose, per parlare della situazione generale della Lazio e anche dell’impegno di domani sera contro i norvegesi del Rosenborg.

Come stai fisicamente? Puoi tornare in Nazionale?

“Sto bene, sto migliorando, in questa sosta mi sono allenato con la squadra, mi servono ancora una o due partite per essere al massimo, ma è importante non avere più dolore. Sulla seconda domanda sapete che se prendo una decisione, poi non torno più indietro. Sono orgoglioso se ripenso alla mia ultima partita in Nazionale e a quello che abbiamo alzato al cielo. E’ stata la cosa più bella della mia vita. Abbiamo tanti talenti, la squadra tedesca ha tanti attaccanti forti, sarà lo stesso dopo di me”.

L’anno scorso, dopo la gara con l’Udinese, dicesti che sarebbero migliorate le cose. Te la senti di dire la stessa cosa adesso?

“Sicuramente, come ha detto il mister abbiamo fatto grandi cose in allenamento e in partita, ma sono mancati solo i punti. Abbiamo fatto un passo avanti. Dobbiamo migliorare, sappiamo cosa. Bisogna vedere le cose che non funzionano e insieme cercare di risolverle”.

La Lazio può vincere l’Europa League?

“Non guardo mai troppo lontano, siamo un gruppo forte, se superiamo la fase a gironi siamo contenti. Dopo cominceremo a pensare partita dopo partita”.

Hai preso già la decisione per il tuo futuro?

“Come ho fatto sempre, dopo Natale vedrò come sto. La decisione la prenderà dopo due giorni”.

Futuro da allenatore?

“Sì, mi piacerebbe, ma non lo so ancora, vedremo in futuro”.

Cosa sai del Rosenborg?

“Ho visto la partita che hanno giocato fuori casa, è una squadra compatta con esterni veloci che possono fare male. Avremo tanto possesso palla, ma giochiamo in casa e vogliamo vincere per cercare di fare un passo avanti verso la qualificazione”.

Chi è l’erede di Klose in Nazionale?

“Gomez è molto bravo se in forma. Poi Goetze è giovanissimo, ma è già sulla giusta strada. Non ho mai visto un professionista come lui, finora ha fatto tutto alla grande. Dobbiamo dare ai giovani il tempo, nell’Under 20 e 21 ci sono ottimi giocatori”.

Su quale giovane della Lazio scommetteresti?

“Io non faccio mai scommesse. Mi piace Djordjevic, ha tutto: ha corsa, va in profondità, sa dove va la palla in anticipo. Insieme a Keita avrà un grande futuro”.

Se la Nazionale dovesse richiamarti, allora cambieresti decisione?

“Sai quante volte mi hanno già chiamato (ride, ndr)?. Ma ho detto al mister di aver preso la mia decisione”.



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Accadde oggi: il primo gol di Rocchi all’Olimpico

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Rocchi Lazio Reina Villarreal Coppa Uefa 2004/2005 Lazio Villarreal Foto Andrea Staccioli Insidefoto

Per la rubrica accadde oggi vi proponiamo quello che è successo il 21 ottobre 2004 allo Stadio Olimpico. In questa data si affrontavano la Lazio e il Villarreal nella prima gara della fase a gironi della “vecchia” Coppa Uefa. La squadra biancoceleste, che in quel periodo era ancora allenata da Domenico Caso (che a gennaio sarà sostituito da Papadopulo) stava attraversando un momento difficilissimo e un avversario del calibro dei “sottomarini gialli” era un ostacolo duro da superare. Anche contro gli spagnoli la Lazio sembra confermare il trend negativo, visto che gli ospiti vanno subito in vantaggio con Josè Mari che si porta a spasso la difesa laziale e poi insacca alle spalle di Sereni. La squadra di Manuel Pellegrini controlla la partita e va vicina al raddoppio in più occasioni. Per la Lazio, invece, vi è una clamorosa palla gol sprecata da Inzaghi sottoporta. Così nel secondo tempo Caso prova a cambiare ule carte in tavola e inserisce Tommaso Rocchi, arrivato in estate dall’Empoli. Rocchi è uno dei famosi 9 acquisti di Lotito arrivati nell’ultimo giorno di mercato e autore già di due gol con la maglia biancoceleste. Manco a dirlo è proprio l’attaccante veneziano che all’86’ porta la Lazio al pareggio. Rocchi, infatti, sfrutta al meglio l’assist in spaccata di Inzaghi per beffare con un tocco leggerissimo il portiere Reina in uscita. Questo è il primo gol allo Stadio Olimpico per l’ex numero 9 biancoceleste, il primo di una lunga serie.

Ecco come La Gazzetta dello Sport commentava il pareggio del club capitolino: “La Lazio balla. Ma c’è Rocchi-gol.Colpita a freddo da José Mari, si salva nel finale”.

Esultanza Jose Mari Villarreal Coppa Uefa 2004/2005 Lazio Villarreal Foto Andrea Staccioli Insidefoto

Continua la “rosea”: Comincia con un pareggio interno la seconda fase di coppa Uefa per la Lazio. Ma è un pari che vale oro quello che gli uomini di Caso riescono a strappare al termine di una partita tutta in salita. Una gara che, al di là di un risultato che, per come si erano messe le cose, non può non esser considerato positivo per i biancocelesti, conferma pure il momento delicato che la Lazio sta attraversando. Che ancora una volta la formazione biancoceleste mostra per intero tutti i suoi limiti quando è chiamata a fare la partita. Il consistente cambio di uomini e anche quello di modulo (dal 4-2-3-1 al 4-4-2) non muta la realtà di una squadra che stenta a trovare un’identità. Pronti, via e il Villarreal è subito in vantaggio. A sbloccare il risultato ci pensa l’ex milanista José Mari, che conferma così il suo buon feeling con l’Olimpico (stadio amico per lui quando indossava la casacca rossonera). La rete con cui gli spagnoli si portano sull’1-0 è la fotografia impietosa degli imbarazzi difensivi biancocelesti. L’attaccante iberico ha il tempo di portarsi a spasso mezza retroguardia laziale prima di sferrare il tiro vincente. Peggio di così la squadra di Caso non poteva incominciare. Eppure la buona sorte tenta di darle subito una mano, ma di questi tempi i regali non sono graditi dai biancocelesti (vedi il mancato sfruttamento della superiorità numerica con Milan e Chievo).

Quattro minuti dopo il gol di José Mari, infatti, Inzaghi avrebbe la possibilità di pareggiare, ma il centravanti non riesce a spedire in rete un comodo tap-in dopo la respinta del portiere avversario Reina sul tiro di Manfredini (la sfera accarezza il palo e finisce sul fondo). Superato tuttosommato con pochi danni il brutto quarto d’ora iniziale (gli spagnoli avrebbero potuto approfittare meglio degli ampi spazi concessi loro dal centrocampo laziale), la squadra romana comincia a ruminare gioco, senza peraltro rendersi quasi mai pericolosa. Fatta eccezione per un paio di iniziative di Pandev (il macedone è una delle poche note liete della serata), la squadra romana va sempre a sbattere contro la doppia cerniera organizzata da Pellegrini. Davanti ai quattro difensori, il tecnico degli spagnoli piazza infatti una coppia di mastini (Arzo e Battaglia) cui si aggiungono nella fase difensiva i tre trequartisti Cazoria, Riquelme e Roger. Caso prova a scuotere i suoi, invertendo le posizioni di Seric e Zauri (l’abruzzese avanza a centrocampo, il croato arretra in difesa), ma la mossa non sortisce effetti. Più che la posizione in campo dei singoli giocatori, alla Lazio servirebbe infatti alzare il ritmo della partita per tentare di mettere in crisi l’organizzazione di gioco degli spagnoli. Ma, almeno per i primi 45 minuti, la squadra di Caso sembra non trovare il pedale dell’acceleratore. E così, dopo aver controllato agevolmente la gara nella parte centrale della prima frazione di gioco, il Villarreal torna a fare la voce grossa nell’area avversaria prima dell’intervallo. E buon per la Lazio che tra i pali ci sia un Sereni concentrato e che i giocatori spagnoli pretendano di entrare in porta con la palla, anziché capitalizzare senza indugi le occasioni a disposizione. Cambia un po’ la musica nella ripresa. Caso getta nella mischia un’altra punta, Rocchi, al posto di un esterno, Manfredini (al rientro dopo due mesi di assenza) e cambia soprattutto modulo.

File: [21ott04a.jpg] | Wed, 21 Oct 2015 13:02:59 GMT LazioWiki: progetto enciclopedico sulla S.S. Lazio www.laziowiki.org

Dal 4-4-2 si passa al 4-3-3 (con tridente offensivo composto da Pandev, Inzaghi e Rocchi), che poi si trasforma in 4-2-3-1 quando entra in campo pure Di Canio al posto diSeric (Inzaghi punta centrale, supportato qualche metro più indietro da Pandev, Rocchi e Di Canio. La girandola di sostituzioni e moduli (completata dall’innesto diGiannichedda per Dabo) conferisce alla Lazio un pizzico di vitalità in più, ma non produce effetti concreti. Se non quello di indurre gli spagnoli ad arroccarsi. Ma quando tutto sembra ormai compromesso per la Lazio, ecco arrivare l’ennesima superiorità numerica di questo inizio di stagione. José Mari si becca il cartellino rosso (reagisce con una gomitata ad una trattenuta di Giannichedda) lasciando la sua squadra in dieci nell’ultimo quarto d’ora. A differenza di quanto accadde con Milan e Chievo, stavolta l’uomo in più viene sfruttato dalla Lazio. A siglare la rete del pareggio ci pensa Rocchi quando mancano sei minuti al 90′ (l’assist è di Inzaghi).

Fonte: Laziowiki.org



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Curiosità: le prestazioni degli ex laziali in veste di allenatore

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Lasciare il campo da gioco con la casacca da giocatore è dura ma l’amore per il calcio non terminerà mai. Una passione che ti prende fin da bambino e che porterai nel cuore fino al tuo ultimo respiro. Molti player per non abbandonare la sfera decidono di continuare a vivere questo mondo appendendo gli scarpini al chiodo rimanendo però in ambito calcistico in altre vesti.

Il sito lalaziosiamonoi.it ha riportato sul suo portale l’andamento degli ex laziali impegnati con le proprie panchine partendo dal neo ct del Miami Fc Alessandro Nesta per poi passare da Simeone, Almeyda e molti altri.

Almeyda:  Giunto a Settembre nel Chivas che ha attualmente 17 punti piazzandosi momentaneamente al decimo posto nella Primera Division de Mexico. La sua avventura era partita bene portando un calcio aggressivo con buoni risultati che hanno portato molto entusiasmo nell’ambiente societario fino alla sosta delle Nazionali dove trova i primi intoppi ed i primi pessimisti. L’ex laziale dichiara: “Non possiamo farci fermare dalla frustrazione, pensiamo alla prossima gara imparando dagli errori”.  Errori che andranno studiati visto che il derby contro l’Atlas de Guadalajara, dove tra l’altro gioca il nostro Tata Gonzalez, è alle porte.

Bergodi: Anche lui come Almeyda siede sulla sua nuova panchina da Settembre. Panchina però europea, esattamente romena. L’ex biancoceleste si trova ad allenare il Târgu Mureș, club che attualmente si trova alla sesta posizione del massimo campionato romeno dopo aver subito la sconfitta per 2-1 contro la Dinamo Bucarest.

Conceiçao: Percorso duro per l’ex centrocampista laziale dove la sua squadra, il Guimaraes, si trova al 15′ posto con 6 punti, rimediando una sconfitta per 5-1 contro lo Sporting Lisbona e l’eliminazione dalla Coppa Portogallo contro il Penafiel, squadra che attualmente svolge il campionato nella serie cadetta portoghese.

Crespo: Allena attualmente il Modena nella serie B, un ritorno italiano per l’argentino che attualmente si trova alla 14esima posizione con 10 punti .

Giordano: destinazione ungherese per lui dove si trova nella zona retrocessione nella terza categoria con il Tatabanya, percorso arduo dove la società non ammette più errori. Piccola curiosità, Tommaso Rocchi è nel suo club.

Gregucci: Sostituto di Scienza, l’Alessandria punta su di lui per macinare punti e scalare la classifica del girone A nella serie C1 italiana raggiungendo la settima piazza.

Nesta: Il suo esordio partirà nel 2016 nella  serie minore  statunitense North American Soccer League. L’ex difensore ha ritrovato un italiano con se ovvero Maldini che è attualmente co-proprietario del club Miami FC:”Sono felice di poter dire di aver aggiunto un altro esaltante capitolo alla mia carriera e sono onorato che mi sia stata concessa l’opportunità di aiutare a costruire e guidare il Miami FC verso la conquista della NASL”.

Oddo: Si trova alla nona  posizione con il Pescara in Serie B, dopo un blackout dei giocatori sembra esser ritornato sulla retta via: “Un ottimo approccio, un costante predominio e capacità di tenere duro, rimanendo concentrati fino alla fine del match. Questa è la strada giusta”.

Pancaro: Giunto quest’estate sulla panchina del Catania si trova a quota 5 punti in tredicesima posizione. Ricordiamo che attualmente il club ha dei punti di penalizzazione da scontare.

Simeone: Sicuramente è l’ex biancoceleste più vincente in veste di allenatore, attualmente si trova alla quarta piazza nella massima divisione spagnola con un bottino di 16 punti insieme al Villarreal.



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Occasione europea per Radu e Matri: per i due è l’ora del riscatto

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Riscattare l’ennesimo risultato negativo in trasferta e mantenere il primato nel girone. Non si può sbagliare domani sera nel fortino dell’Olimpico, un’arma in più fino a questo momento con i biancocelesti ancora imbattuti davanti ai propri tifosi. Lo sa bene Stefano Pioli, ma anche alcuni suoi calciatori che avranno nuovamente la chance di partire dal primo minuto dopo un periodo trascorso tra panchina ed infermeria. Su tutti Alessandro Matri e Stefan Radu, pronti ad far parte dell’undici titolare dopo quasi un mese di assenza, vale a dire dal match contro il St. Ètienne vinto per 3 a 2. Un’opportunità formato Europa che, come riporta la “Gazzetta dello Sport”, i due biancocelesti non possono proprio fallire per riconquistare le grazie del pubblico e soprattutto del tecnico di Parma.

Stefan Radu sta attraversando un vero e proprio momento di crisi in riferimento alle prove opache fornite nell’ultimo anno solare. Si, perchè la fase calante del rumeno è iniziato propria la scorsa stagione con prestazioni tutt’altro che esaltanti che gli hanno fatto perdere posizioni nella graduatoria di preferenza di Mister Pioli. Già nella scorsa stagione il tecnico ex Bologna e Parma gli ha preferito in diverse occasioni l’olandese Braafheid, relegando Radu in panchina. In questa stagione il trend non è cambiato, con tanti disattenzioni in fase di copertura che molto spesso hanno concesso occasioni e reti agli avversari. Ad approfittarne è stato Senad Lulic che, a causa di qualche difficoltà nel ruolo di mezz’ala e dell’abbondanza nella linea mediana, dal match contro il Genoa di campionato è stato schierato con regolarità nel ruolo di terzino sinistro, eccezion fatta per il match di Europa League contro i francesi del St. Ètienne, in cui Radu si è ripreso il posto sulla sua fascia di competenza. E proprio dalla competizione europea riparte la scalata del rumeno, che proverà a riconquistare la fiducia dell’allenatore per tornare stabilmente nell’undici di partenza.

Discorso diverso per Alessandro Matri. L’ex Milan, dopo un esordio da sogno contro l’Udinese con una doppietta che è ha regalato i 3 punti ai biancocelesti, ha fornito due prestazioni sottotono contro il Dnipro in Europa ed il Napoli in campionato: un’occasione colossale sprecata ed un paio di buone chance fallite nel match di Leopoli, mentre pochissimi palloni toccati nella disfatta al San Paolo, prima dell’infortunio muscolare all’adduttore che lo ha costretto a rimanere lontano dai campi ben 32 giorni. Poi il ritorno in campo proprio nell’ultimo weekend di campionato, con 25 minuti contro il Sassuolo. Per l’attaccante di Sant’Angelo Lodigiano alcune accelerazioni e poco più, soffrendo molto la fisicità dei centrali emiliani. Pian piano Matri sta ritrovando la forma fisica. Vuole riprendersi il posto in avanti, mettendo in difficoltà il tecnico Pioli. Klose è rientrato proprio domenica scorsa, mentre Djordjevic già questa settimana tornà ad allenarsi con il gruppo. Dunque quella di domani sera sarà l’occasione giusta per guadagnarsi le grazie del tecnico, già in previsione dell’abbondanza in attacco delle prossime settimane.



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Spifferi di mercato: Veltman nel mirino della Lazio

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La colonia olandese composta da Hoedt, Braafheid, Kishna e De Vrij potrebbe in futuro arricchirsi di un altro elemento: Joel Veltman, forte difensore classe ’92 in forza all’Ajax, ma che piace moltissimo a Tare.

Veltman sarebbe un nuovo tassello per ringiovanire e rinforzare la difesa della Lazio. Secondo le indiscrezioni, il ds biancocelste avrebbe già preso contatto con i lancieri di Amsterdam, ma la risposta è stata piuttosto perentoria: per prelevare il difensore servono non meno di 12 milioni di euro, vista anche la scadenza del contratto, rinnovato pochi mesi fa, fissata per il 2019.

Joel è un difensore elegante, tecnico, dotato anche di buona velocità: il profilo ideale per completare il reparto a disposizione di Pioli. Da fonti provenienri dall’Olanda, sembrerebbe che il ragazzo sia stato proposto dal suo entourage a vari club, ma tra i più attenti alla situazione ci sarebbe proprio quello biancoceleste. Veltman sogna il salto di qualità e un campionato più prestigioso, ma la trattativa tra le due parti rimane comunque difficile e complessa. Tare però ha messo sotto la lente d’ingrandimento il nome dell’olandese, lo ha cerchiato in rosso, ma sa che intavolare un discorso per gennaio è praticamente impossibile, se non a cifre fuori mercato ed è quindi più facile sedersi a un tavolo e parlare di un eventuale trasferimento con scadenza fissata per l’estate prossima. Veltman è un giocatore che piace per caratteristiche tecniche, è quello che manca alla Lazio: ha buona velocità, dotato di ottima tecnica, sa usare entrambi i piedi (anche se quello preferito è il destro), ama farsi dare palla e far ripartire lui l’azione. Nonostante l’altezza non sia da guinness dei primati (1.83 m), di testa è uno dei migliori giocatori dell’Eredivise. L’Ajax lo scovò quando aveva solo nove anni e giocava nelle giovanili di un piccolo club dei sobborghi di Amsterdam, il Vj Ijmuiden. Da lì in poi, quella del giovane Joel, è stata stata una scalata continua, che ha subito una brusca frenata nel 2008 quando il giocatore subì la rottura del legamento crociato del ginocchio destro. Un tunnel lungo quasi otto mesi, non abbastanza lungo, però, per interrompere l’ascesa di Veltman nel grande calcio tanto che, il 19 agosto 2012, arriva il debutto in Eredivise nella gara tra Ajax e Nec Nijmegen. Veltman fa gola anche in Premier League: Arsenal e Tottenham hanno già chiesto informazioni riguardo al ragazzo che ha tutto per diventare un centrale difensivo di grande livello proprio come De Vrij.

Non si tratterà  sicuramente di una trattativa lampo, ma la Lazio vuole già gettare i suoi ami in giro per l’Europa, in attesa di fare una buona e proficua pesca tra Gennaio e l’estate prossima. Perché si sa, il mercato non si ferma mai…



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Consigli sulle scommesse della Champions League, partite del 20 ottobre

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Oggi ritorna la Champions League e per gli amanti del betting proponiamo un’analisi su ogni partita e la proposta di since1900 per fare una schedina vincente.

Dinamo Kiev-Chelsea:partita molto equilibrata,la Dinamo in casa è molto temibile mentre il Chelsea non può sbagliare, consiglio la giocata GOAL.

BateBorisov-Barcellona: il Bate cerca l’impresa dopo aver battuto la Roma in casa, il Barça anche senza Messi ha tanti campioni che potrebbero colpire i bielorussi,consiglio la giocata OVER 2,5.

Dinamo Zagabria-Olympiacos: le due squadre hanno, a sorpresa, battuto l’Arsenal e sono in corsa per la qualificazione, ma hanno delle difese ballerine e per questo consigliamo la giocata GOAL.

Bayer Leverkusen-Roma: i tedeschi non sono in formissima, ma nella BayerArena sono molto temibili. La Roma arriva dalla sconfitta contro il Bate e non può permettersi di perdere. Con molta probabilità, la partita sarà piena di gol, per questo vi proponiamo la giocata GOAL o OVER2,5.

Porto-Maccabi Tel-Aviv: partita dal pronostico scontato in favore dei Dragoni, gli israeliani hanno totalizzato 2 sconfitte su 2 partite segnando 0 gol. Consigliamo la giocata NOGOAL.

Arsenal-Bayern Monaco: l’Arsenal e’ ancora a 0 punti dopo le sconfitte con Olympiacos e DinamoZagabria. Questa è la partita da ultima spiaggia per la squadra di Wenger che affronterà la corazzata di Guardiola a punteggio pieno. Prevedo una partita con tanti gol,consigliamo la giocata OVER2,5.

Valencia-Gent: i campioni del Belgio volano in Spagna ed affrontano il Valencia. Partita che potrebbe essere più difficile del previsto per i Pipistrelli, ma alla fine dovrebbero portare i 3 punti a casa, consigliamo quindi la giocata 1.

Zenit-Lione: la squadra di Hulk è imbattuta e a punteggio pieno, i francesci invece in difficolta’ in Ligue1, in trasferta hanno spesso raccolto risultati negativi, consigliamo la giocata 1.

La nostra schedina che consigliamo è quindi la seguente:
DINAMO KIEV-CHELSEA:GOAL
BATE BORISOV-BARCELLONA:OVER2,5
DINAMO ZAGABRIA-OLIMPIACOS:GOAL
BAYER LEVERKUSEN-ROMA:GOAL
PORTO-MACCABI TEL-AVIV:NOGOAL
ARSENAL-BAYERN MONACO:OVER2,5
VALENCIA-GENT:1
ZENIT-LIONE:1

Il betting è uno svago e deve rimanere tale, il mio consiglio è quello quindi di giocare sempre 2 o 3 euro senza mai esagerare.Buona scommessa e speriamo di portare a casa qualche soldino.



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Del Nero: “Mauri regista? Si può. Keita? Si toglierà soddisfazioni”

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Dalle soddisfazioni trionfali nell’Under21 con Gilardino&Co. all’approdo alla Lazio, per poi essere tra i big della serie D; il cammino di Simone Del Nero, classe 1981, ha avuto il punto più alto qui a Roma, accesso alla Champions con Delio Rossi grazie ad un suo gol, piedi discreti ma forse tanta discontinuità. Lalaziosiamonoi.it lo ha intercettato e ha prodotto un’intervista interessante.

Sei una delle stelle della Serie D, come procede il campionato alla Massese?

“Mi vien da ridere perché sto soffrendo di una fascite plantare simile a quella che mi bloccò ai tempi della Lazio. Sto recuperando da questo piccolo problema, anche se non è molto grave come lo fu allora”.

In rete gira un video virale di un tuo assist pazzesco di rabona realizzato contro il Foligno.

“Ogni tanto mi vien fuori ancora qualche bella giocata, anche se in categorie inferiori. Sono contento lo stesso…”.

Capitolo Lazio. Il Sassuolo ha interrotto un’importante striscia positiva, ma Pioli vede una squadra in crescita.

“Purtroppo non ho visto la partita, ma guardando la classifica notiamo come la Lazio sia a tre punti dalla prima e non bisogna quindi fasciarsi la testa. Le sue partite le ha giocate bene, peccato per questo piccolo intoppo, ma credo che la squadra ci sia e l’abbia dimostrato in queste prime partite di campionato. È una Serie A molto equilibrata, non c’è una squadra che spicca rispetto alle altre”.

Matri ha parlato di una squadra che fatica nei momenti decisivi. Sei d’accordo?

“Credo che sia ancora troppo presto per giudicarlo come problema. Nei quattro anni e mezzo che ho giocato alla Lazio si percepiva un po’ l’ansia di riuscire a raggiungere dei risultati, nel momento in cui c’è da varcare questa linea si è un po’ tirati, ci sono forse troppe responsabilità. L’ambiente non è facile, ci sono tanti giocatori nuovi e tanti giovani. L’ansia da prestazione si fa sentire”.

Pioli cerca di minimizzare l’assenza di giocatori come Parolo o Biglia ma la Lazio fatica senza i padroni della mediana. Ledesma avrebbe fatto comodo a questa squadra?

“Alla Lazio ha sempre fatto bene, questa squadra ha risentito dell’assenza di Biglia. L’unico giocatore che poteva sostituirlo era Ledesma. Un giocatore di grandissima personalità, mi sarebbe piaciuto avere la sua personalità, sarei arrivato molto più lontano anche con la maglia della Lazio”.

È tempo di esperimenti. Mauri regista, soluzione percorribile?

“Sicuramente, è l’ago della bilancia della Lazio. Lo prendiamo come esempio anche con i ragazzi qui a Massa, tatticamente ne ho conosciuti pochi di quel livello. Può ricoprire tutti i ruoli perché è molto intelligente, credo che possa far bene”.

Sulla trequarti invece regna l’abbondanza. Keita rischia di essere sacrificato?

“Candreva è l’unico giocatore insostituibile di questa squadra perché dà molta sostanza, è sempre uno dei migliori in campo. Keita è un ragazzo giovane, quando ero alla Lazio giocava nella Primavera, ogni tanto si allenava con noi e lasciava intravedere grandi giocate. Bisogna avere pazienza con questo ragazzo, sta già facendo tanto rispetto alla sua età. Può togliersi tante soddisfazioni”.

Morrison invece paga le moderne dinamiche tattiche che escludono il trequartista alla vecchia maniera.

“Di fantasisti alla Roberto Baggio se ne vedono pochi. Oggi bisogna abbinare la tecnica alla fisicità e alla corsa, Baggio giocava anche da fermo. Calciatori di quel tipo lì fanno fatica, si devono adattare a questo tipo di calcio. Non conosco personalmente Morrison, non mi permetto di dare giudizi”.

La Curva Nord ha dichiarato che non presenzierà al derby, per protestare contro i nuovi provvedimenti che prevedono il frazionamento delle curve.

“I tifosi danno una grossa mano alla squadra, sono il dodicesimo uomo in campo. La curva della Lazio dà spettacolo, è molto coreografica, fa effetto vedere una curva con tifosi così appassionati. La squadra ovviamente risente della loro assenza, sono i trascinatori. Avranno le loro ragioni, può essere deleterio però per la squadra”.

Cosa manca a questo Lazio per iniziare un nuovo percorso in Champions League?

“È un campionato molto equilibrato, sono tutte lì. Non manca niente a questa Lazio, ci vuole solo del tempo per risolvere quel che non va. L’esperienza e la personalità ci sono, un mix di giovani e giocatori più esperti. Forse manca un po’ di esperienza nel panorama europeo rispetto a squadre come Juventus, Inter, si è visto contro il Bayer Leverkusen, più abituato a quei palcoscenici. Penso che la squadra sia all’altezza di arrivare tra le prime 4-5 nel torneo”

 



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Sassuolo-Lazio, le dichiarazioni dei protagonisti nel post partita

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Una foto del settore ospiti del Mapei Stadium pieno di tifosi della Lazio, con sciarpe e bandiere biancocelesti.
biglietti sassuolo lazio

E’ la delusione a dominare in casa Lazio nel post partita di Reggio Emilia. Un sentimento che si unisce al rammarico di aver mancato la grossa chance di agganciare la vetta della classifica, in virtù della sconfitta della Fiorentina al San Paolo di Napoli. Oltre al tecnico Stefano Pioli sono proprio loro, i protagonisti del match, ad esprimere il loro giudizio sul match da poco concluso.

In zona mista si presenta il panzer tedesco Miroslav Klose per rispondere alle domande degli addetti ai lavori: “Il primo gol è capitato su rigore, in una situazione in cui non tutti lo fischiano. Ora bisogna analizzare la gara, vedere ciò che non è andato e ricominciare”. Il capitano di giornata della Lazio (per l’assenza dal primo minuto di Biglia, Mauri e Radu, ndr) continua: “La prima partita dopo la sosta può essere complicata. Forse siamo stati troppo nervosi, dietro non abbiamo sfruttato il due contro uno, forse la distanza tra attaccanti e centrocampo era troppo lunga. Devo rivedere la partita per giudicare. Le nostre occasioni ci sono state, ma non mi sono piaciute le distanze”. Sull’assenza di uomini chiave come Biglia, De Vrij e Parolo: “Non saprei, può essere tutto, ma gli stop ci sono sempre stati, questo è il calcio. Rispetto all’anno scorso non so cosa manchi, ma vedo ciò che abbiamo davanti. Dobbiamo ripartire già dalla prossima partita, solo questo conta per me”.
Il match di Reggio Emilia ha segnato il ritorno dello stesso attaccante classe 1978 sul terreno di gioco dopo un lungo stop forzato: “Io sto bene, mi servono un paio di gare per ritrovare il ritmo. Ma sono pronto per giocare”.

Lo stesso Klose ha parlato anche ai microfoni di Lazio Style Radio: “Nel calcio si gioca per non prendere gol, dobbiamo stare più compatti e poi sfruttare le occasioni. Nel primo tempo è mancato qualcosa per fare gol. Anche la difesa deve fare gioco, dobbiamo fare meglio quando il centrocampista è pressato. Anche noi attaccanti dobbiamo aiutare nella costruzione di gioco. Lavoreremo di più su questo. Dobbiamo continuare su questa strada, abbiamo tanti giocatori che possono sfruttare le occasioni, soprattutto i giovani che hanno una possibilità di crescita”. Il bomber di Opole si lascia andare catechizzando i giovani della rosa biancoceleste: “Non posso dire che i giovani fanno male, solo che c’è differenza tra allenamenti e partita”. Infine uno sguardo all’attuale situazione di classifica: “Siamo lì anche se abbiamo perso, dobbiamo ripartire con i nostri tifosi e il nostro atteggiamento. Se continuiamo così siamo sulla strada giusta, ma nel calcio può succedere di tutto, dobbiamo pensare solo alla prossima partita che è la più importante”.

Anche Alessandro Matri è intervenuto ai microfoni della radio ufficiale della società biancoceleste: “Sconfitta immeritata? Avevamo in mano la partita, poi c’è stato il rigore che non so giudicare perché non l’ho rivisto. Poi il 2-0 ci ha messo in una situazione strana, siamo stati bravi ad andare subito sul 2-1 ma non abbiamo recuperato. Si è vista una buona Lazio, con un buon gioco. Abbiamo creato tanto ma non abbiamo finalizzato al meglio, analizzare adesso cosa ci manca non lo so dire, ma non possiamo criticare perché abbiamo fatto bene. Oggi doveva essere una prova di personalità vincere oggi era importante per la classifica e forse questo è quello che manca: non riusciamo a vincere la partita dove devi dare la svolta. Siamo un gruppo con tanti giovani e giocatori esperti, uniremo le forze per gestire al meglio queste situazioni”. L’attaccante in prestito dal Milan parla anche del suo inserimento nel gruppo biancoceleste e l’attuale stato di forma: “Ci sono giocatori di ottima qualità, giocare con loro è facile e pian piano che passa il tempo ci si abitua sempre di più, piano piano troveremo la giusta sintonia. Sto bene, era tanto ce non giocavo e per prender la condizione c’è bisogno di tempo, purtroppo la partita è andata così, ora abbiamo tante partite per prendere la miglior condizione possibile”.



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