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Incubo Tagliavento per la Lazio: quanti errori col fischietto di Terni..

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Post-derby: Tagliavento indirizza, la Lazio non reagisce.

Post derby amaro, amarissimo per la Lazio ed i suoi tifosi, penalizzati da una squadra che sembra essere diventata incapace di giocare e dalla decisione dell’arbitro Tagliavento di concedere un rigore per un fallo che sì c’era, ma ampiamente fuori dall’area di rigore. La storia del fischietto di Terni con la compagine biancoceleste è tutta un programma e le statistiche non mentono, così come i numeri. Tagliavento è un vero incubo per la Lazio e i suoi tifosi. Come ripota il Corriere dello Sport, nei 24 precedenti con il fischietto di Terni, i capitolini hanno vinto solamente in 8 occasioni, poi 3 pareggi e ben 13 sconfitte, contando quella di ieri. Per non parlare delle espulsioni e dei rigori, ormai una costante. Soprattutto nei derby. Considerando i 4 derby arbitrati da Tagliavento, infatti, i tifosi biancocelesti non possono che arrabbiarsi: tre cartellini rossi e tre penalty contro. Quello di ieri, inoltre fuori area, è dunque solamente l’ultima di una serie fin troppo lunga.

I PRECEDENTI – La prima volta risale al 18 aprile del 2010, quando la Lazio perse 1-2. Tagliavento non prese alcun provvedimento nei confronti di Totti che, al termine del match, fece i pollici versi ai tifosi della Lazio. Al contrario, Ledesma venne espulso per uno scambio di opinioni con Menez. Nel marzo del 2011 (2-0 per la Roma), sulla punizione del gol di Totti, Muslera fu accecato da un laser. Provò a richiamare l’attenzione del fischietto di Terni ma niente. Nella stessa stracittadina, fu espulso Radu per una testata a Simplico e venne fischiato un rigore a favore dei giallorossi. Solo il 17 ottobre la prima gioia dei biancocelesti con Tagliavento. La Lazio vincerà il derby grazie al gol di Klose al 93’. Prima, però, non mancano le proteste per un rosso non concesso a Rosi, entrato con il piede a martello su Radu. In quell’occasione alla Lazio venne concesso un rigore. Finalmente, verrebbe da dire.

E A FINE PARTITA… – Ieri, intanto, l’ennesima beffa. Perché se la Lazio ha fatto vedere poco e niente sul piano del gioco e della idee, il rigore ha sicuramente spianato la strada a Dzeko e compagni. Al termine della gara, Pioli non ha usato giri di parole per esprimere il proprio disappunto, così come Tare. Secondo Il Tempo, infatti, il ds albanese avrebbe avuto un colloquio con il fischietto nei sotterranei dello Stadio Olimpico. Il risultato? Tagliavento sembrerebbe aver ammesso il suo errore, chiedendo scusa per la decisione presa. Ormai, però, il danno era fatto.



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Derby Roma – Lazio: statistiche e probabili formazioni

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Probabili formazioni e statistiche in vista del derby

Domani è il grande giorno, domani finalmente si gioca il derby della capitale e Roma e Lazio sono pronte a darsi battaglia in campo alle ore 15. La stracittadina si sa non è mai un partita come le altre ed è sempre una gara particolare, dove i pronostici iniziali valgono poco o nulla. Questa volta, però, sarà ancora più particolare, perché per la prima volta nella storia del derby non saranno presenti le due curve. Sia la Nord che la Sud, infatti, “sciopereranno” contro le barriere volute nelle due curve dal prefetto di Roma Gabrielli. Il derby numero 143 in si prospetta, quindi, come una partita senza tifo e comunque vada entrerà sicuramente nella storia. Entrambe le squadre arrivano da una vittoria in Europa, mentre nel turno precedente di campionato tutte e tue avevano perso con le due squadre di Milano.

In casa Roma l’ambiente è carico dopo la vittoria in Champions contro il Bayer, che ha permesso ai giallorossi di restare in corsa per la qualificazione agli ottavi. Mentre in campionatola sconfitta nel turno precedente contro l’Inter è costata la testa della classifica e ora la Roma vuole ripartire. Garcia, però, dovrà fare i conti con le tante assenze. Strootman e Totti, infatti, hanno lavorato a a parte per tutta la settimana, mentre Maicon ha svolto lavoro di fisioterapia. Questi tre quindi salteranno il derby per infortunio, inoltre sarà assente anche Pjanic, che è squalificato. Probabile l’assenza anche di De Rossi, che cercherà comunque di recuperare dall’infortunio fino all’ultimo minuto. Scelte obbligate quindi per il tecnico francese che, probabilmente, opterà per un 4-3-3 con Szczesny in porta. Torosidis, Manolas, Rüdiger e Digne in difesa, Florenzi, Vainqueur e Nainggolan a centrocampo. Salah, Dzeko e Gervinho davanti, con l’ivoriano leggermente favorito su Iago Falque. Attenzione però perché ci potrebbe essere un cambio di modulo all’ultimo secondo.

In casa Lazio, invece, la squadra ha praticamente archiviato il passaggio del turno in Europa League e ora può concentrarsi sul campionato. Dopo la prima sconfitta casalinga contro il Milan, difatti, i biancocelesti vogliono sconfiggere gli storici rivali e ripartire anche in campionato. Pioli ha pochissimi problemi di formazione e, quindi, potrebbe ricorrere al 4-3-3 con Radu in difesa e con l’avanzamento di Lulic a centrocampo. A perdere il posto sarebbe così Milinkovic-Savic, che sarebbe sostituito dal bosniaco. Al centro della difesa confermato Mauricio, ad affiancarlo Gentiletti, anche se all’ultimo momento ci potrebbe essere la sorpresa Hoedt. A completare il centrocampo ci saranno poi Biglia e Parolo, ormai pienamente recuperato. In attacco dubbio Candreva-Keita, confermati, invece, Klose e Felipe Anderson.

SS Lazio's Senad Lulic (R) scores the 0-1 during the Italian Cup final soccer match between AS Roma and SS Lazio at the Olimpico stadium in Rome, Italy, 26 May 2013. ANSA/ETTORE FERRARI

PRECEDENTI:

Come già detto questo è il 143° derby della Capitale. Sono 49 le vittorie della Roma, 57 i pareggi e 36 le vittorie della Lazio, tra cui figura la storica vittoria del 26 maggio in Coppa Italia. E’ da marzo 2001 che i giallorossi non battono due volte di fila i biancocelesti in campionato.Gli ultimi derby in casa della Roma si sono conclusi con: due pareggi, una vittoria dei giallorossi e una vittoria della prima squadra della capitale. In Serie A si sono giocati complessivamente 71 derby, con 26 vittorie per la Roma e 13 per la Lazio.

PROBABILI FORMAZIONI
Roma (4-3-3):
Szczesny; Torosidis, Manolas, Rudiger, Digne; Vainqueur, Keita, Nainggolan; Gervinho, Dzeko, Salah. A disp.: De Sanctis, Lobont, Emerson, Castan, Gyomber, Florenzi, Ucan, Sadiq, Iturbe, Iago Falque, Ponce, De Rossi, Maicon. All.: Garcia

Squalificati: Pjanic

Indisponibili: Strootman, Totti, Maicon, De Rossi
Lazio (4-3-3): Marchetti; Basta, Mauricio, Gentiletti, Radu; Parolo, Biglia, Lulic; Felipe Anderson, Klose, Candreva A disp.: Berisha, Guerrieri, Hoedt, Konko, Cataldi, Mauri, Morrison, Milinkovic, Kishna, Keita, Matri, Biglia, Djordjevic. All.: Pioli

Squalificati: nessuno

Indisponibili: De Vrij

Arbitro: Tagliavento

Assistenti: Tonolini e Manganelli

Quarto uomo: Passeri

Addizzionali: Banti e Mazzoleni



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Colonnese sul derby: “La Lazio è la mia favorita. Troppe assenze per la Roma”

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Derby: per Francesco Colonnese la Lazio è la favorita

Dopo aver archiviato la parentesi europea con due vittorie, infatti, sia la Lazio che la Roma hanno vinto i propri incontri in Europa, rispettivamente contro Rosenborg e Bayer Leverkusen, ora la testa e il cuore possono concentrarsi sul derby. Entrambe le romane, reduci dalle sconfitte in campionato contro Milan e Inter, si stanno preparando al meglio per la stracittadina. Tra i tanti ex, anche l’ex difensore biancoceleste Francesco Colonnese, intervenuto ai microfoni di Calciomercato.it ha detto la sua sulla stracittadina numero 163: “Il derby è una partita particolare, equilibrata per definizione. In questo caso, sia Roma che Lazio arrivano con lo stesso stato d’animo: sconfitta in campionato con le milanesi, poi riscatto nelle competizioni europee. Come sempre, vincerà chi riuscirà meglio a gestire la tensione. Per questa stracittadina in particolare, vedo favoriti i biancocelesti. Il tecnico dei giallorossi Garcia dovrà fare i conti con assenze pesanti come quelle di Pjanic, De Rossi e Maicon. Uomo partita penso potrà essere uno tra Anderson e Candreva. Pronostico? Direi 2-1 per la Lazio“. Infine sulle ambizioni dei biancocelesti in campionato: “La squadra di Pioli non ritengo possa lottare per il titolo, ma può certamente ambire ad un posto in Champions”.



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Gabrielli: “Pronto a fare dietrofront se il tifo diventerà partecipazione passionale”. Per il derby venduti 2660 biglietti.

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biglietti venduti lazio lecce

Gabrielli torna a parlare della divisione delle curve a Radio Radio. Cragnotti: “Per il derby i tagliandi venduti sono solo 2660”

Franco Gabrielli, il Prefetto di Roma, ha affrontato nuovamente la questione Olimpico ai microfoni di Radio Radio. Ecco le sue parole:  “A volte dico che questo è anche il prezzo del biglietto. Chi ha compiti di responsabilità può diventare oggetto di queste contumelie.  Io non sono venuto qui con l’intento di unire contro di me le tifoserie di Roma e Lazio. Il tema delle curve è principalmente un tema di incolumità. Lo stadio è un luogo di pubblico spettacolo, non un luogo dove non esistono leggi e regole. Dimostrateci nei fatti che il tifo è soltanto la partecipazione passionale a una manifestazioni e io sarà il primo a fare un passo indietro. I comportamenti sono mutuati rispetto alle situazioni. Le barriere non sono di cemento armato. Se si tornerà allo stadio a vivere la partita in maniera normale verranno tolte”. Poi ha proseguito: “Ieri vedevo del calcio internazionale. E credo che li non esista l’occupazione abusiva delle sedute, l’occupazione delle vie di fuga.Non si vedono le immagini che si vedono nelle curve nostrane, in particolare in quelle della Capitale. Mi rendo conto che in questo paese il concetto della responsabilità sia un concetto poco frequentato e poco utilizzato: io sono responsabile di quello che succede nei luoghi di pubblico spettacolo. Non me lo dimentico mai. E non me lo dimentico perché ho una responsabilità giuridica e soprattutto una responsabilità morale. Non sono sereno per domenica nel senso che so che determinati soggetti hanno determinate intenzioni di fare cose non positive. Ho l’obbligo di dire le cose come stanno. Vorrei sapere da tutti quelli che oggi si strappano le vesti perché stiamo provando a riportare una situazione di normalità, se dentro le curve ci fosse l’eventualità di un morto o di un ferito grave, a chi andremo a chiedere conto? Sono certo che chiederebbero conto a me, così dice la legge. Mi sembra paradossale che nel periodo di Mafia Capitale ci si soffermi molto su un gruppo di persone che ha deciso di non andare allo stadio perché abbiamo reintrodotto delle regole”.

Inoltre il responsabile della biglietteria della Lazio, Angelo Cragnotti, ha aggiornato il dato dei tagliandi staccati per il derby di domenica pomeriggio: “Allo stato attuale sono 2660 i biglietti venduti, di cui 300 di Curva, 100 in Monte Mario e il resto nel Distinto Nord Ovest. Oltre alla Curva, dunque, ci sarà un altro settore della Lazio vuoto. Vi ricordo che per Curva e Distinti c’è tempo fino a domani sera. Il Lazio Style di via Calderini inoltre sarà chiuso domenica, dal momento che non giochiamo in casa e quindi siamo gli ospiti”.



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Laziali a Trondheim delusi per il non saluto da parte della squadra. Per il Derby la Nord prepara le radioline…

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Curva Nord Lazio diserta Juventus-Lazio: "Nessuno striscione dai tifosi biancocelesti"

Tra i tifosi della Lazio c’è delusione per il non saluto della squadra in Norvegia. Al derby niente dietrofront: si resta fuori!

Una nota stonata in una serata di festa. Una grande delusione per coloro che, dopo un viaggio di 3000 chilometri, meritavano di essere salutati in tutt’altra maniera. Al termine del match con il Rosenborg, i giocatori si sono diretti verso il settore ospiti per salutare i tifosi biancocelesti giunti fino a Trondheim, per poi fare subito dietrofront al coro «Sveglia, domenica c’è il derby», tornando verso gli spogliatoi. Un vocio intonato da un numeroso gruppo di innamorati, che hanno seguito la squadra fino alla lontana Norvegia nonostante il pensiero fisso rivolto alla stracittadina di domenica, che forse non è andato giù ai calciatori. Atteggiamento che ha scandalizzato i tifosi, che a loro volta hanno iniziato a manifestare la disapprovazione con i fischi rivolti ai propri beniamini. Un comportamento negativo già visto e rivisto tra i protagonisti biancocelesti, a partire dalla Supercoppa di Shanghai fino all’ultima trasferta poco felice di Bergamo, forse riconducibile alla mancanza di un vero e proprio leader di fede laziale. La vittoria di ieri sera si macchia così di una caduta di stile non consona ai colori biancocelesti.

E proprio in vista del Derby di domenica alle ore 15, le due curve hanno ribadito nelle ultime ore che non ci saranno dietrofront. La Nord e la Sud dunque non assisteranno al match, ma soffriranno all’esterno dello stadio: pare infatti che stia prendendo quota nelle ultime ore l’idea di radunarsi all’esterno dell’Olimpico per ascoltare l’incontro sulle frequenze 88.30 di Radio Rai. Una presa di posizione per continuare la contestazione contro il Prefetto. Gabrielli ha manifestato dispiacere negli ultimi giorni per quello che sarà un derby forse unico nel suo genere, ma non si è detto disposto a fare un passo indietro per quanto riguarda le barriere che dividono le curve. Dunque continua il muro contro muro tra le parti, con all’orizzonte una stracittadina del tutto particolare.

 

 



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Salas: “Alla Lazio gli anni migliori della mia carriera. Al derby non conta chi è più forte”

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Parla Salas: passato e presente, passando per il derby

Marcelo Salas è un altro giocatore che alla Lazio ha lasciato il cuore. Arrivato al posto di Ronaldo nell’estate del 1998, per tre splendidi anni ha indossato la casacca biancoceleste. A Roma ha passato gli anni migliori della sua carriera, collezionando trofei e record personali. Con la Lazio ha vinto 2 Supercoppe italiane, una Coppa delle Coppe, una Supercoppa Europea (segnando proprio la rete decisiva contro il Manchester United), uno Scudetto e una Coppa Italia. In totale ha realizzato 48 reti in 117 partite con la prima squadra della capitale. Ai microfoni di Radio Olympia l’unico e inimitabile Matador ha parlato del derby di domenica, raccontando un interessante retroscena: “L’ultima volta che sono venuto a Roma a vedere il derby la Lazio ha vinto, era la vittoria del 2009 la Lazio di Delio Rossi vinse per 4 a 2 con un grandissimo goal di Zarate. Stavolta non potrò esserci ma spero che la Lazio riesca a vincere. Ai tifosi dico di stare tranquilli andrà bene, nel derby non conta chi arriva meglio o peggio ne chi è più forte, ci sono troppe variabili da considerare. E’ troppo importante per i tifosi, per la società e per tutto l’ambiente. Nel derby c’è sempre tanto nervosismo e non sempre si riesce a giocare bene, può succedere che un attaccante abbia poche occasioni, poi nell’unica palla buona riesca a decidere la partita.”

Salas non ha dimenticato i suoi anni in biancoceleste e ha dichiarato: “Sono sempre legato alla Lazio, le mie figlie sono nate a Roma, abbiamo vinto tanto con la maglia biancoceleste e sono ancora molto legato ai tifosi e a quei ricordi. L’ultima volta che sono venuto a Roma i tifosi mi fermano ancora per farsi una foto, firmare autografi e salutarmi. Tutto questo mi emoziona molto“.

Poi un ricordo da calciatore sulla stracittadina: “Il derby è vissuto in modo speciale, ancor più della partita sono i giorni che lo precedono e quelli dopo che lo rendono unico. E’ una partita diversa dalle altre, si può vincerla in ogni modo. Non conta molto l’allenamento settimanale, è più importante la testa, arrivarci con la giusta tranquillità e concentrazione è un vantaggio che ti permette di sfruttare gli errori dell’avversario”.

Sulla sua carriera in generale in Italia, dove ha giocato anche con la Juventus: “I migliori anni della mia carriera sono stati quelli alla Lazio. Alla Juventus non sono riuscito a ripetermi, per un infortunio iniziale e delle difficoltà dopo”.

Quel goal alManchester United nella notte di Montecarlo è il punto più alto raggiunto dalla storia della Lazio: “Il gol nella notte della supercoppa a Manchester è indimenticabile, non iniziò bene per me la partita. Qualche diverbio con Eriksson e iniziai dalla panchina, poi l’infortunio di Inzaghi, entro, segno e vinciamo la coppa. Poi ce ne sono altri di momenti che sono stati belli, ricordo quello a Milano quando giocai con un piede rotto.

Ma Salas non era l’unico fuoriclasse, quella squadra era fortissima: “In quella Lazio ho giocato con tanti campioni, Vieri, Nedved e molti altri ma Nesta era impressionante, strepitoso. In allenamento era sempre il migliore, lavorava più di tutti gli altri sempre con serietà e professionalità e poi in campo era fortissimo, il migliore. L’acquisto più importante credo sia stato quello di Vieri, con lui facevamo una grande coppia, abbiamo fatto tanti gol e ci trovavamo benissimo. Fu un grandissimo acquisto in quegli anni, uno dei più importanti in assoluto.

Poi uno sguardo al presente e al suo attuale impegno: “Adesso sono presidente del Temuco. Cerco di pensare ancora da calciatore, quindi ho un buon rapporto con tutta la squadra. Il mio erede? Non so chi sia il giocatore che mi somiglia di più, però mi piace molto Aguero. Io vedo i movimenti di un attaccante e non solo se segna o no e lui è uno dei migliori“.



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Corradi sul derby: “Lazio sfavorita ma confido in Anderson e Candreva”

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ROME, ITALY: Lazio's forward Bernardo Corradi (C) celebrates with teammates after scoring against AS Roma during their Serie A soccer match at Rome's Olympic stadium 21 April 2004. AFP PHOTO PAOLO COCCO (Photo credit should read PAOLO COCCO/AFP/Getty Images)

Corradi: “Lazio sfavorita per il derby, confido in Anderson e Candreva. Non è Derby senza il tifo”

Mancano pochissimi giorni al derby, una partita tanto attesa da tutti gli amanti di pallone in Italia e fuori dallo stivale. Stefano Pioli lo disse già nel dopo gara contro il Milan, l’obiettivo principale sarà proprio il match di Domenica trascurando con un amplio turnover i 90 minuti europei di questa sera contro il Rosenborg.

La redazione di Lalaziosiamonoi.it è riuscita ad intervistare un ex Laziale. Si tratta di Bernardo Corradi, 2 stagioni con la casacca biancoceleste, 20 gol tra cui uno nel 2004 contro i giallorossi

La Lazio arriva al derby dopo due sconfitte consecutive, che gara si aspetta?

Intanto, la cosa brutta sarà la cornice: vedere uno stadio senza tifosi, pensando a quando l’ho vissuto io il clima derby, crea dispiacere. Dal punto di vista tecnico, Roma e Lazio al momento sono agli opposti. Conta anche il risultato positivo di ieri sera, può dare loro la spinta per affrontare la partita con grande carica. I giallorossi giocano e segnano tanto, magari concedendo qualcosa. Ma comunque riescono ad arrivare al gol. La Lazio, invece, sembra aver dato dei piccoli segnali di cedimento dal punto di vista fisico, ma io penso sia più sotto l’aspetto mentale. Domenica ha trovato una squadra molto stretta tra i reparti e ha trovato difficoltà a segnare ma anche a fare gioco con quegli elementi che dovrebbero fare la differenza, parlo di Felipe Anderson e Candreva. Che sono coloro che devono prendere per mano la squadra, specialmente nei momenti di difficoltà.

Per qualsiasi romano che cresce con il pallone tra i piedi, un gol al derby è più di un sogno. Lei che è riuscito a realizzarlo, che cosa ha provato?

Già aver la fortuna di fare questo mestiere è tanta. Poi se ripenso a quel momento… Qui nella capitale, l’atmosfera si vive in maniera particolare perché già tutto l’anno, ma specialmente la settimana prima, trovi la gente fuori Formello, poi arrivi allo stadio e trovi tutto pieno. Lì ti rendi davvero conto di essere un privilegiato, perché se hai la possibilità di vivere un clima così è una grande sensazione. Peccato che domenica non sarà così.

Come ha ricordato, questo derby rischia di essere giocato nel silenzio più assordante. I tifosi, sia romanisti che laziali, hanno deciso di optare per lo sciopero e lasciare sguarnite le rispettive curve. Cosa ne pensa?

Più che allo sciopero del tifo, io penso che un tifoso abbia il diritto di tifare come di non andare allo stadio, per esempio se non è d’accordo con la politica della società o della squadra. Per come vedo io il calcio, bisognerebbe tifare la maglia a prescindere, al di là di presidenti o giocatori che possono o non possono piacere. In questo caso, penso che si possa contestare o proporre azioni coercitive durante la settimana. Ma la domenica, che è l’evento clou, entrerei allo stadio. Specialmente in questo momento, mi sembra che la squadra abbia bisogno dei suoi tifosi.

Quale sarà l’uomo chiave per i ragazzi di Pioli?

In questo momento, il giocatore che sposta gli equilibri è Lucas Biglia. Però immagino che sarà uno tra Candreva e Felipe Anderson. Keita sarà ancora infortunato, se fosse potuto rientrare, sarebbe stato lui.



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Conf. Stampa: le parole di Pioli e Djordjevic

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filip-djordjevic-lazio-genoa-serie-a_p5ll8godjwnz1kldmxnjgqz89Pioli e Djordjevic, conferenza pre partita

La testa sembra di tutti i tifosi ( e forse anche del mister e della squadra) è già rivolta al derby di domenica, ma prima c’è un impegno fondamentale contro il Rosenborg in Norvegia, partita che potrebbe essere decisiva per le sorti del girone. Queste sono le parole di mister Pioli e di Filip Djordjevic pronunciate nella conferenza stampa della vigilia.

Questi 4 giorni sono i più importani in questo inizio di stagione?

“Sono molto importanti, domani ci giochiamo gran parte del passaggio del turno. E sappiamo l’importanza del derby”.

Come sta la squadra?

“La squadra deve pensare a dare il massimo domani e ogni volta che scende in campo, non voglio parlare di reazione. Noi dobbiamo avere continuità, sembravamo averla trovata. Adesso dobbiamo tornare a essere continui, abbiamo valori importanti. Mettiamoli sul campo”.

Dall’esterno la Lazio sembra viva un momento non facile..

“Nell’ultima partita non abbiamo dato il massimo, ma a Bergamo stavamo crescendo. Dobbiamo prepararci per mettere in campo la migliore prestazione possibile”.

Manca entusiasmo?

“Non siamo riusciti a trovare continuità e questo ha frenato la nostra crescita. Io conosco i miei giocatori, abbiamo tanta qualità e i giocatori di qualità devono sentirsi liberi di provare la giocata. Queste cose succedono quando c’è tanta positività. Io parlo di responsabilità e demeriti nostri, non siamo ancora riusciti a trovare convinzione e positività”.

Qualche giocatore sente di aver raggiunto il massimo?

“Sarebbe un grave errore pensare che qualche giocatore creda di aver già raggiunto il massimo”.

Qual è il motivo per cui avete fatto così pochi pareggi? 

“In un anno e mezzo abbiamo pareggiato poco, i numeri parlano. Primo perché proviamo sempre a vincere e questa strada ci ha permessi di vincere tante partite. Nella nostra crescita ci deve anche essere la forza di portare a casa il massimo da ogni partita, e se il massimo è un punto dobbiamo forzare questo aspetto. Turnover? Lavoerò come sempre, la squadra sarà competitiva. Sarà credo la sesta partita in diciotto giorni”

Il motivo di questi black out di inizio stagione?

“Domenica ci siamo inceppati, le prestazioni della squadra non avevano niente a che fare con le precedenti. Domenica la squadra sapeva cosa fare, aveva la voglia ma non ci è riuscita. Ora dobbiamo crescere dai nostri errori, dimostriamo che non siamo quelli di domenica scorsa”.

Dichiarazioni sul derby rischiose, lo caricheranno troppo?

“Non credo, non saranno le mie parole a caricare una partita già importante, anche per il momento che stiamo vivendo. Siamo settimi ma a 6 punti dalla prima ed è diventata una partita importante. Io continuo ad avere fiducia nella mia squadra. Dobbiamo essere in grado di sostenere le pressioni, dimostriamo di essere forti. Non sono qui per la gara di domenica, ma per il Rosenborg. Domani voglio una squadra determinata, poi penseremo al derby. Se vogliamo diventare una grande squadra, dobbiamo dimostrare di saper reggere le pressioni”

Cosa ne pensate del fatto che il Rosenborg farà allenamento aperti?

“Complimenti a loro ma non veniamo da un’altra cultura e credo che possiamo crescere anche in questo senso”.

Morrison?

“Può essere la sua serata, si sta allenando con continuità, sta entrando nei meccanismi della squadra. Può essere la sua occasione”.

 

Dopo Pioli prende la parola Djordjevic.
Hai avuto un infortunio recentemente, come stai? Sei pronto per il derby e come ti stai preparando?

“Fisicamente sto veramente bene, all’inizio della stagione non è stata facile per me. Ma oggi sto bene, sto lavorando bene. Mi alleno in gruppo da due settimane, spero di giocare di più nelle prossime partite. La squadra in questi due giorni ha cambiato un po’ gli allenamenti, il mister ha parlato con tutti. Abbiamo fatto di tutto per preparare al meglio la partita. Il pensiero del derby c’è, ma ora pensiamo a domani. Vogliamo fare un altro passo verso la qualificazione ai sedicesimi”.

Vi giocate una maglia in tre, come vivi questa situazione?

“L’anno scorso eravamo in due, è meglio se c’è la concorrenza. Vogliamo giocare tutti, il mister farà le scelte e durante la stagione ci sarà spazio per tutti. Noi siamo qui per lavorare e dare il massimo per la squadra”.

Cosa significa debuttare in Europa con la Lazio?

“Sono contento, l’anno scorso non ne ho avuto la possibilità. Quest’anno giocheremo tante partite, lo scorso anno era più facile preparare una partita alla settimana. Forse non siamo ancora pronti per giocare tre partite a settimana, il mister sta lavorando in questo senso per farci dare tutto”.

Come state dopo aver perso due partite in Serie A?

“La fiducia c’è ancora, abbiamo esperienza e non possiamo demoralizzarci dopo due sconfitte. In Europa stiamo facendo bene, speriamo di continuare così”.

Come state a livello di squadra?

“L’ultima partita col Milan siamo sembrati stanchi, ma non lo siamo. Abbiamo sbagliato una partita, può succedere. In estate abbiamo lavorato bene con la consapevolezza che avremmo giocato tanto. Fisicamente stiamo bene”.

 



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Betting Champions League del 4 novembre

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champions league lazio

Pronostici sulla Champions League di Since1900

Quarto turno di Champions League, seconda giornata di partite e come sempre proviamo a darvi qualche dritta per le vostre scommesse, ricordandovi sempre l’invito alla moderazione, giocare eccessivamente crea dipendenza.

ROMA-B.LEVERKUSEN: i giallorossi devono vincere per restare in corsa per la qualificazione,ai tedeschi invece potrebbe servire anche un pari;prevediamo una partita ricca di gol quindi consigliamo OVER 2,5.

CHELSEA-DINAMO KIEV: i Blues sono in netta crisi di risultati mentre la Dinamo è sempre una squadra insidiosa; vogliamo dar fiducia a Mourinho, dopotutto se non vince la strada verso la qualificazione sarà molto difficile, quindi optiamo per l’1.

BARCELLONA-BATE BORISOV: sarà una partita dal risultato scontato, anche se quest’anno il Barça non ha brillato; proponiamo un OVER2,5.

MACCABI TEL AVIV-PORTO: anche qui il risultato sembrerebbe scontato, con una vittoria i Lusitani staccherebbero il pass per il turno successivo; quindi consigliamo il 2.

LIONE-ZENIT: i francesi sono in netta ripresa in Ligue 1 mentre lo Zenit ha 9 punti e può sentirsi con un piede e mezzo al turno successivo; qui azzardiamo la vittoria del Lione, 1.

BAYERN MONACO-ARSENAL: partita di cartello per questa giornata, i Gunners vengono dalla vittoria inaspettata dell’Emirates, ma pensiamo che in questa partita sarà il Bayern a spuntarla, quindi 1.

GENT-VALENCIA: partita non facile per gli spagnoli contro i campioni di Belgio, il Gent vola in campionato mentre il Valencia zoppica; vogliamo dare parziale fiducia al Gent, considerando ugualmente forza e blasone degli iberici, optando per una doppia chance 1X.

OLIMPIAKOS-DINAMO ZAGABRIA: tutte e due le squadre sono ancora in corsa per la qualificazione, i greci vengono dal colpo esterno proprio a Zagabria per 0 a 1 e quindi risultano favoriti per una vittoria in casa; diamo fiducia ai biancorossi e quindi giochiamo 1.

Ecco le nostre giocate:
ROMA-LEVERKUSEN: OVER2,5
CHELSEA-DINAMO KIEV: 1
BAFCELLONA-BATE BORISOV:OVER2,5
MACCABI TEL AVIV-PORTO: 2
LIONE-ZENIT: 1
BAYERN MONACO-ARSENAL: 1
GENT-VALENCIA: 1X
OLIMPIAKOS-DINAMO ZAGABRIA: 1



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Caso Chiara Insidioso. Sconto di pena di 4 anni a Falcioni

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Oltre al danno arriva anche la beffa. Sconto di pena per Falcioni

Da 20 a 16 questi sono gli anni di carcere che dovrà scontare Falcioni, autore del massacro di Chiara Insidioso rovinandole la vita per sempre. Una pena che lei dovrà scontare a vita mentre il suo aggressore tornerà a piede libero prima dei 20 anni da scontare. La prima sentenza arrivò nel 2014 dove il giudice gli inflisse la prima condanna, alla lettura del verdetto odierno il Padre, Maurizio Insidioso ha accusato un malore che ha richiesto l’intervento di un’ambulanza la quale lo ha portato in ospedale (tutt’ora è sotto controllo).

Falcioni, operaio edile di 37 anni chiese scusa prima che i giudici entrassero in aula: “Chiedo scusa per quello che ho fatto, non volevo ucciderla“.

Scuse che non porteranno mai le lancette del tempo, scuse che non daranno mai indietro Chiara, scuse che la giustizia italiana ha accolto portando amarezza ai parenti della vittima e non solo.

 

 



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Petkovic a La Lazio Siamo Noi: “Vi dico come si batte la Roma. Il 26 maggio fatta la storia”

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Vladimir Petkovic in vista del derby

Vladimir Petkovic, un nome che fa rima con 26 maggio. Lui, infatti, è stato il protagonista insieme a tanti altri di una storica vittoria nel derby contro la Roma. Una data scolpita nel cuore di ogni biancoceleste, che ha anche le sue iniziali. Proprio Petkovic, difatti, ha guidato una squadra che quasi senza accorgersene aveva scritto una delle pagine più importanti dell’enciclopedia del calcio romano. La sua immagine con l’aquila Olympia al braccio sotto la Nord è l’ultimo ricordo, o meglio, il più dolce e gradito ricordo lasciato ai tifosi biancocelesti, prima di una fine a dir poco turbolenta. A pochi giorni dal derby della capitale, proprio ‘Vlado’ Petkovic, oggi commissario tecnico della nazionale Svizzera, è tornato a parlare della sua ex Lazio, in esclusiva ai microfoni de Lalaziosiamonoi.it. Ecco la sua intervista completa:

Che cos’è stato per lei il derby?

“Una partita bellissima, molto intrigante, che si deve vivere a pieno. È un vero peccato che questa volta non andranno in molti allo stadio per le questioni che conosciamo. Non sarà ugualmente bello ed emozionante senza la parte più calda della tifoseria. Una partita come questa riserva sempre sorprese che vale la pena vivere”.

Come arrivano alla gara le due squadre?

“Direi entrambe abbastanza bene. La Roma ha più certezze, la Lazio ha tanta fame e vorrà di certo riscattarsi dopo la brutta sconfitta contro il Milan. Questo però c’entra relativamente perché il derby è una partita a sé, ha le sue regole e le sue alchimie che non si riescono a decifrare fino al fischio d’inizio”.

Sembra scontato chiederle quale sia il suo derby più bello. Forse anche quello più brutto visto che lo ha perso soltanto uno…

“Per me sono stati tutti belli perché anche dalle sconfitte si può imparare e conoscere l’altra faccia della medaglia. Ovviamente quello della finale del 26 maggio è stato veramente speciale visto che siamo entrati nella storia, ma anche il primo vinto 3-2 sotto la pioggia e in un ambiente molto particolare resta un ricordo indimenticabile”.

Aveva dei riti scaramantici che accompagnavano i giorni e le ore prima della gara?

“Non avevo riti o scaramanzie particolari. Di certo non ho iniziato a pensare al derby una settimana prima di giocarlo, ma già quando sono arrivato a Roma è stata una delle prime cose di cui ho sentito parlare. Un pensiero che mi ha accompagnato sin dal primo giorno alla Lazio. Il derby si vive prima, dopo e tutto l’anno. E questo è molto affascinante soprattutto in una città come Roma”.

Ha degli aneddoti o dei ricordi particolari da associare a questa partita?

“Dopo il primo derby vinto fu fatta subito una dedica con tanto di targa a Formello. Così come per quello del 26 maggio. Mi fece molto piacere e questo dà l’idea di quanto sia importante la stracittadina nella capitale”.

Fonte: La Lazio Siamo Noi



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Giorgio Sandri sulla decisione del prefetto e dei tifosi:” E’ la tomba del calcio”

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Barriere, prefetto e curve deserte nel derby. Giorgio Sandri ne parla a “il Tempo”

La testata giornalistica “il Tempo” ha riportato un’ intervista di Giorgio Sandri riguardante il derby di Domenica 8 Novembre. I presupposti che le curve delle due fazioni diserteranno il match sono confermate e non resta che aspettarsi un derby sottotono e anomalo almeno sugli spalti. La decisione del prefetto di dividere le curve con delle barriere tiene ancora banco nel mondo del tifo. Barriere che secondo Sandri sono inutili. Nel 2008 venne ospitato proprio nel derby in curva sud ad assistere la partita insieme ai cugini portando al collo la sciarpa biancoceleste, un segno di rispetto e solidarietà che non passa inosservato.

Divisione delle curve, controlli esasperati e sempre meno gente allo stadio. Che sta accadendo?

“Credo sia solo un modo per allontanare i tifosi dall’Olimpico, continuando così morirà la passione per questo sport. Oggi non andranno più allo stadio, domani non faranno più gli abbonamenti alle tv. Senza il trasporto della gente non si va da nessuna parte, con questa iniziativa la sicurezza non è garantita per niente”.

Perché?

“Dentro gli stadi non accade più nulla da 10-15 anni, se all’esterno succederà qualcosa dovranno prendersi le loro responsabilità”.

Secondo lei le società possono intervenire?

“Non credo sinceramente che possano fare qualcosa, non hanno impianti di proprietà o strumenti adatti per risolvere il problema. In Inghilterra hanno gli strumenti per mettere fine a certe situazioni, le colpe principali in Italia sono soprattutto delle strutture che non ci sono”.

Domenica le due curve non entreranno. Che derby sarà?

“Sarà una tristezza vera, la stracittadina senza tifosi è la tomba del calcio. Ripeto, oggi le curve sono vuote, domani le televisioni non venderanno abbonamenti. Il prefetto Gabrielli avrà le sue ragioni, ma ci pensi bene, mantenere una certa distanza non porta a nulla, è un atteggiamento sbagliato. Un passo in avanti, ogni tanto, potrebbero farlo anche loro verso i cittadini”.

Il suo ricordo più bello legato ad un derby?

“Quando andavo allo stadio da ragazzo era ancora meno sicuro, si stava tutti insieme e per ore intere si aspettava l’inizio della partita. Ricordo il gol di Nanni contro la Roma, c’era un clima diverso, magari ci scappava qualche ceffone, però era tutto più leggero. Ora è cambiato completamente lo spirito, un vero peccato”.



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Milan occhi su Cataldi, Lotito dice no!

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Danilo Cataldi via dalla Lazio? Solo utopia, il talento romano vuole vincere a Roma.

Si sapeva già da tempo che un come Danilo Cataldi faceva gola a molte squadre di Serie A. Il talento laziale, infatti. è uno dei giovani più promettenti del panorama calcistico italiano e le sue qualità non sono passate inosservate a tanti grandi club. Tra questi c’è il Milan di Berlusconi, Galliani e Mihajlovic e non è da escludere che i rossoneri tentino l’assalto al buon Danilo già a partire da gennaio. L’indiscrezione è stata riportata ieri da calciomercato.com, difatti, secondo il famoso sito di calciomercato il classe ’94 rappresenterebbe il profilo ideale per la formazione di Sinisa Mihajlovic. La giovane età e le grandi qualità dell’ex Crotone mettono d’accordo staff, dirigenza e presidenza. Il suo talento non è passato inosservato neanche domenica nonostante la serata negativa di tutta la Lazio. Uno come Cataldi sa ricoprire ogni ruolo del centrocampo, e proprio per questo sarebbe perfetto per Mihajlovic, che di solito schiera i rossoneri con il 4-4-2, ma non vuole accantonare il 4-3-3. Si sa che tra Galliani e Lotito i rapporti sono molto buoni e proprio per questo la trattativa potrebbe andare a buon fine. Ma questa volta il patron della Lazio non sembra disposto a venire incontro all’amico Galliani. Già in estate Lotito aveva risposto con un secco NO! alla richiesta dei rossoneri. Infatti era l’ultimo giorno di mercato e Lotito e Galliani perfezionavano l’affare Matri e l’amministratore delegato del Milan sondava, anche, il terreno per il numero 32 biancoceleste. Ma come accaduto già in passato, anche ora il presidente biancoceleste risponderà nuovamente in modo negativo e la trattativa sembra destinata a non decollare mai. A Formello, infatti, Cataldi è considerato un patrimonio di inestimabile valore, il contratto scade nel 2017, ma è destinato ad essere prolungato ancora per molti anni. Danilo ha la Lazio nel cuore e vuole diventare grande a Roma, il Milan dovrà farsene una ragione.



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Maglie di Lazio e Roma con colori scambiati: creatività o banalità?

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Fantascienza calcistica scambio di maglie al derby!

E’ questo il risultato ottenuto da Nicolò Valenti, designer impiegato presso il sito passionemaglie.it, che ha scambiato i colori delle maglie di Lazio e Roma, impiegando il giallo e il rosso per la maglia-bandiera della Lazio e il bianco e celeste sulla maglia dei cugini, con tanto di lupa capitolina come stemma. Un modo discutibile per attutire la pressione di un derby tesissimo dati gli ormai noti scioperi di entrambe le curve, ma che per alcuni potrà essere utile a stemperare gli animi. Ma non sono solo le due squadre capitoline ad aver subito questo scherzo: nelle immagini possiamo notare il Torino in vesti bianconere e la Juve a tinte granata, le due squadre di Manchester che vivono lo stesso destino delle romane (i Red Devils in biancoceleste e i Citizens con un’ insolita divisa rossa), le milanesi, che si ritrovano con gli stemmi dei cugini sulle proprie maglie,le due più importanti squadre londinesi, il Chelsea e l’ Arsenal e infine il Real Madrid con il Barcellona, rispettivamente blaugrana e blancos. A voi i commenti…



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Bet Champions:3 novembre.

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champions league lazio

Champions League, i pronostici

Giro di boa per quanto riguarda la Champions,arrivata alla quarta giornata.
Vi proponiamo i nostri pronostici per le partite di stasera:

ASTANA – ATL.MADRID: partita dal pronostico semplice,il divario tecnico tra le due squadre è enorme,consigliamo il 2.

BORUSSIA M.GLABACH – JUVENTUS: la squadra di Allegri ha due risultati su tre per rimanere in vetta nel suo girone, ma il Glabach è in ottima forma e arriva da una striscia positiva in Bundesliga; proponiamo una doppia chance 1x.

REAL MADRID – PSG: partita di cartello della giornata odierna; il Real è favorito ovviamente ma il Psg è una squadra di livello, proponiamo la soluzione GOAL.

SHAKTHAR DONETSK – MALMOE: è uno spareggio per l’Europa League, gli ucraini sono ancora a zero punti e vengono proprio dalla sconfitta contro gli svedesi; per qualificarsi all’Europa League devono assolutamente vincere, puntiamo quindi sull’1.

SIVIGLIA – MAN.CITY: dopo il pareggio dell’ Ettihad le due squadre si riaffrontano, partita che potrebbe essere molto scoppiettante con tanti gol, ma noi puntiamo sulla doppia chance X2 in favore degli inglesi.

PSV – WOLFSBURG: partita da dentro o fuori per gli olandesi che devono assolutamente fare il risultato,ma i tedeschi sono in ottima forma e venderanno cara la pelle; secondo noi sarà una partita ricca di gol e quindi puntiamo sull’over2,5.

MAN.UTD – CSKA MOSCA: gli uomini di Van Gaal non vengono da un ottimo periodo, mentre i Moscoviti sono primi nel loro campionato; puntiamo sulla voglia di rivalsa dello United e quindi puntiamo sulla loro vittoria e giochiamo 1.

BENFICA – GALATASARAY: i turchi hanno vinto in casa contro i portoghesi, adesso si va a Lisbona e qui vediamo nettamente favoriti i lusitani che con una vittoria potrebbero ipotecare la qualificazione; quindi puntiamo sulla vittoria del Benfica e giochiamo 1

Ecco i nostri pronostici:
ASTANA – ATL.MADRID: 2
REAL MADRID – PSG: GOAL
BORUSSIA M.GLABACH – JUVENTUS: 1X
SIVILIA – MAN.CITY: X2
PSV – WOLSFBURG: OVER2,5
MAN UTD – CSKA: 1
SHAKTHAR – MALMOE: 1
BENFICA – GALATASARAY: 1



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La Curva Nord ribadisce: “Lo stadio trasformato in una base militare. Decisione all’unanimità: sciopero a oltranza.”

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La Nord rimane sui suoi passi. Sciopero ad oltranza

Una presa di posizione decisa. Un impegno cosciente e ragionato assunto a fronte di una situazione paradossale che porterà ad una probabile lunga assenza da quella che potrebbe essere definita come la “seconda casa” per difendere un ideale. La Curva Nord conferma le indiscrezioni dei giorni scorsi e annuncia l’assenza sia all’interno che fuori dallo stadio in occasione del derby di domenica contro gli accerrimi rivali giallorossi. Una decisione drastica per contestare l’inserimento su indicazione del Prefetto Gabrielli delle barriere all’interno delle curve dello Stadio Olimpico, la culla del tifo caldo romano. E a parlare sono proprio coloro che guidano la tifoseria biancoceleste. Gli esponenti della “Nord” infatti hanno rilasciato delle dichiarazioni nella trasmissione in onda ieri sera in seconda serata su Rai 3 “Il processo del Lunedì” condotta dal noto giornalista partenopeo Enrico Varriale.

“In Curva non ci sono problematiche di violenza da più di 15 anni. La scorsa stagione abbiamo lasciato un impianto con 55mila tifosi. Dove ora ci sono le barriere, l’anno scorso giocavano i nostri bambini. Non si può entrare allo stadio come se fosse una base militare, vengono fatte togliere le scarpe anche ai bambini e ai signori di una certa età. Un tifoso non può vivere lo stadio con il rischio del Daspo soltanto per il cambio di posto. Ormai esistono i microfoni direzionali, possono ascoltare anche quello che si dice in una curva. Allora a cosa servono le barriere?”. Un’analisi chiara sulla situazione del tifo nel nostro Paese, in cui troviamo strutture tutt’altro che sicure. “Ad esempio a Bergamo parliamo di uno stadio vecchio, dove ci sono le transenne. Alcuni posti non permettono nemmeno la visuale della partita. In questo caso chi mi garantisce il posto?”. Un quadro che diventa ancor di più negativo se si guarda all’estero, confrontandoci per esempio con il cosiddetto “modello britannico”. “Lì è ben diverso, ognuno ha un posto assegnato e con un seggiolino”. Nell’epilogo viene poi confermata l’amara presa di posizione: “La decisione è stata presa da tutto il gruppo ed è quella di disertare ad oltranza. La situazione resterà questa”.

La risposta del Prefetto di Roma, Franco Gabrielli, non si è fatta attendere. Contattato dalla stessa trasmissione in onda ogni Lunedì, il 55enne viareggino ha commentato così la quasi certezza di una stracittadina deserta: “La prospettiva di un derby romano con le curve vuote mi provoca dispiacere: credo che un derby sia anche un momento di partecipazione. L’assenza dei tifosi in curva, sicuramente non è positiva. Si tratta di un’evenienza. Il questore e le forze di polizia stanno lavorando anche a questa ipotesi, ma mi auguro sia scongiurata”. Gabrielli fa poi chiarezza sul perchè non si sia pensato alla videosorveglianza, ma siano state inserite le barriere: “Quando ad Aprile sono arrivato mi hanno fatto notare che le due curve, in particolare quella della Roma, aveva una capienza abnorme. Da quella ipotetica di 7.500 si arrivava a 12-13 mila. Le società questa decisione l’hanno subita e, sia pure con atteggiamenti di collaborazione di tipo diverso, credo non ci abbiano dato una mano, perché quando noi abbiamo comunicato che avremmo diviso le curve e ristretto la capienza, ed è la cosa per la quale io onestamente mi sento di essere vicino al tifoso che magari ha comprato l’abbonamento, pensando di stare vicino a persone con le quali condividere la passione calcistica”. Una decisione che ha come obiettivo da parte del governo di far ricadere i costi dello stadio più sui club che sui conti dello Stato, con un incremento del progetto steward e con una tassa ancora non stabilita sui biglietti. Il Prefetto manda poi un segnale forte ai due club capitolini:“Io intanto trovo un po’ immorale che nel derby scorso lo Stato abbia dispiegato 1.700 uomini per garantire lo svolgimento di una partita di calcio, a fronte del fatto che, occupandomi di sicurezza dei municipi, sento la gente che si lamenta del fatto che non ci sia neanche una pattuglia dei carabinieri. Credo che per un Paese serio che ha a cuore la propria immagine, queste modalità debbano essere superate. E si superano principalmente con l’assunzione di responsabilità da parte dei club”.

Gabrielli, in carica per il secondo mandato consecutivo dal 13 novembre 2013, conclude il suo intervento rivolgendosi ai tifosi intenzionati a scioperare al derby: “Più si radicalizzerà il confronto e meno spazi ci saranno per trovare forme di una diversa gestione di queste questioni. Queste manifestazioni mi convincono ancora di più della necessità di regole un po’ più dure. Se, invece, la gente ritornerà nelle curve, ritornerà allo stadio e dimostrerà nei comportamenti che la sicurezza e l’incolumità può essere garantita in altro modo. Io credo che nessuno sia così ottuso da non rivedere anche le proprie posizioni. Se invece di tratta di un braccio di ferro è chiaro che per loro sarà perdente. Ne va della credibilità dello Stato“.



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Infermeria: il punto della situazione.

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La speranza di ritrovare Parolo. Ecco il punto della situazione sugli infortunatiparolo-azione-italia-novembre-2014-ifa

Da ieri è cominciata una settimana cruciale per il destino della Lazio ( e forse chissà anche per Pioli). Tra tutte le cattive notizie ed i malumori che attanagliano l’ambiente biancoceleste in questo periodo, c’è però una buona nuova: Keita è di nuovo a disposizione del mister e si candida per il derby in programma Domenica prossima. 

A fare il punto della situazione degli altri infortunati, invece, ci ha pensato il dottor Roberto Bianchini ai microfoni di Lazio Style Radio 89.3: “Buone notizia per Keita, che oggi ha svolto un lavoro differenziato. Domani dovrebbe allenarsi con il resto dei compagni. Parolo ha fatto un controllo in Paideia per valutare la situazione del suo problema muscolare. Il quadro è risolto al 95%, sta andando bene. Abbiamo previsto un lavoro di ripresa fino a giovedì, in caso di risposte positive da parte dell’atleta, venerdì potrebbe allenarsi in gruppo. De Vrij si sottoporrà nei prossimi giorni a questo intervento chirurgico, dopo l’operazione sapremo quantificare i tempi di recupero. Per il resto del gruppo non ci sono problemi da evidenziare”.

La speranza è che Pioli possa presto riavere in gruppo anche Parolo, pedina fondamentale per il centrocampo della Lazio. Per la difesa, invece, gli occhi e la mente sono ormai rivolti al mercato di Gennaio in cui sicuramente la Lazio comprerà un difensore per sopperire all’assenza dell’olandese. Sperando che, per il momento, i grattacapi degli infortuni siano finiti una volta per tutte.



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Lotito Fast&Furious: a 226km/h in autostrada!

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Dalle colonne del quotidiano La Repubblica esce fuori l’immagine di un presidente Lotito senza limiti, ma stavolta il pallone c’entra poco. La querelle giudiziaria sui 70 mila euro di multe non pagate alla Toyota Italia per eccesso di velocità riflette una nuova immagine del presidente della Lazio, Claudio Lotito: da latinista incallito e accumulatore di cariche federali a protagonista di un capitolo alla romanesca di Fast and Furious. Gli autovelox, infatti, lo hanno fotografato ben 64 volte mentre sfrecciava anche a 226 chilometri orari lungo l’autostrada A1 all’altezza di Caserta e diretto chissà dove. Sommando le infrazioni (tutte fra il 2011 e il 2012) il presidente più veloce d’Italia, anzi il suo autista, ha collezionato la perdita di ben 251 punti sulla patente di guida, se non è un record poco ci manca. Le spiegazioni di queste corse sfrenate? Molto deboli così come il resoconto dei fatti.

Il presidente della Lazio ha infatti giustificato il tutto come “questione di sicurezza dovuta alla scorta”. Difficile comunque da sostenere nel caso di un viaggio in autostrada a 226 chilometri orari. Forse sarebbe possibile provarlo una volta, al massimo due ma le altre? E comunque quali potevano essere i motivi per sfrecciare a quelle velocità mettendo in pericolo la sua vita e quella degli altri? Qualche dubbio c’è, dato che le sue corse sfrenate, secondo i sistemi di rilevazione, sono avvenute principalmente a ridosso del weekend: subito dopo, o il giorno successivo alla “sua” Salernitana, all’epoca Salerno Calcio, contro l’Arzachena, o appena prima di un derby vinto dalla Lazio. I dettagli del caso, rivelati sabato da Repubblica, si arricchiscono però di elementi grotteschi sulle abitudini di Lotito e del suo autista Luca Polce, a cui materialmente era intestato il comodato: una forma contrattuale che prevede vincoli strettissimi sulle responsabilità civili. Regole che valgono per tutti e prevedono il pagamento da parte del comodatario di ogni genere di contravvenzione. Con tanto di firma al momento della consegna dell’auto. Firma regolarmente apposta sul documento di consegna. Pratica evidentemente ben conosciuta da Lotito che ha sempre sostenuto, quando ha parlato con gli uomini Toyota da subito preoccupati per l’arrivo delle multe, di non fare nulla perché ci avrebbe pensato lui. Al punto da mandarle addirittura a ritirare. Versione che non coincide affatto con quanto affermato dopo la denuncia della casa automobilistica in seguito al mancato pagamento dei 70 mila euro di multe.

Troppa velocità anche nell’accampare una scusa? Lotito Fast and Furious avrebbe così peggiorato la situazione. Ha infatti mentito alla Toyota e in seguito ha continuato a mentire a chi gli chiedeva spiegazioni dopo l’avvio del procedimento sostenendo che la casa giapponese avrebbe dovuto respingere le multe in quanto dovute “a motivazione d’urgenza”. Entro poche settimane si terrà la prima udienza, intanto la linea difensiva punta tutto sulle “esigenze di scorta”: da anni infatti il numero uno della Lazio è sotto tutela per le minacce dei tifosi laziali. Ma per annullare la contravvenzione è necessario dimostrare che davvero, in quelle occasioni, le corse folli fossero giustificate da “servizi urgenti di istituto”, come recita l’articolo 177 comma 2 del codice della strada, e soprattutto accompagnate dall’utilizzo di lampeggianti e sirena. Insomma, non basta la giustificazione di essere sotto scorta per correre come farebbe Vin Diesel al volante di un bolide da film hollywoodiano.



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Lazio quanti malumori: ci saranno partenze illustri?

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Malcontento Lazio. Candreva, Biglia, Morrison, Lulic e Marchetti: quale futuro?

La Lazio non sta attraversando un momento molto felice, le due sconfitte consecutive in campionato pesano molto e la squadra di Pioli, soprattutto contro il Milan, è sembrata senza idee, senza un minimo di gioco, con poca cattiveria e senza ambizioni. Il Corriere dello Sport in edicola oggi ha cercato di analizzare i veri motivi per cui la squadra biancoceleste non sembra più quella che aveva stupito tutti la scorsa stagione, visto che il gruppo non sembra più forte e compatto. Il quotidiano romano parte analizzando la strigliata del presidente Lotito e pone un quesito: la società si è mai messa in discussione? La risposta è no, perché quando si apre una crisi è sempre colpa dei giocatori e delle scelte dell’allenatore. Ma forse se ogni due anni si fatica a governare le aspettative dei singoli e contenere i malumori, significa che come prima cosa è la società a dover crescere.

Partiamo da Antonio Candreva. Il numero 87 sta cercando ancora il suo primo gol in campionato e le sue prestazioni negli ultimi tempi non sono state sempre brillantissime. Ma non solo quasi svogliato in campo, sembra, infatti, che sia anche un po’ seccato fuori per alcuni problemi di spogliatoio. Il fatto di non essre stato nominato capitano, poi, sembra pesare ancora nella mente dell’esterno romano. Il suo agente Federico Pastorello ha voluto, quindi, fare chiarezza ai microfoni di calciomercato.com. Ecco le sue parole: “Lui si sente laziale e lo ha dimostrato. Però il mercato è in evoluzione e non si può mai sapere cosa accade. Ogni anno si presentano almeno due o tre offerte per lui e molto probabilmente accadrà anche questo volta. Candreva ha dato tanto alla Lazio e la Lazio ha dato tanto a lui, non si può escludere niente. Ad oggi è felice, poi non si sa mai”. Parole che dovrebbero far pensare, Antonio vuole veramente lasciare la Lazio?

Inoltre c’è ancora il caso Lucas Biglia. L’argentino in estate si è guardato molto intorno e ha pensato più di una volta di anadre al Manchester United. Bisogna dire, però, a suo discapito che Biglia in campo non s’è mai risparmiato, ma dare la fascia di capitano ad un giocatore che sperava di andarsene non è stata proprio una mossa molto saggia. Anche perché, come detto prima, uno come Candreva ci è rimasto molto male per questa secleta. Poi c’è anche Ravel Morrison, che sta aspettando ancora una chance per dimostrare di che pasta è fatto. Lui rappresenta proprio il caso per eccellenza in casa Lazio. Tutti dicono che sia un fuoriclasse, ma per ora l’inglese ha fatto parlare di se più per le assenze negli allenamenti, che per i suoi colpi. Il suo reparto è affollatissimo, visto che in rosa ci sono moltissimi esterni offensivi e trequartisti, mentre è in mediana che le alternative scarseggiano. E qui l’errore è stato fatto dalla società, che non ha saputo equlibrare in modo adeguato la rosa. Tra gli scontenti poi c’è sempre Senad Lulic, che una volta criticato, è trornato si a dare il meglio di se in campo, ma il suo contratto è ancora in scadenza nel 2017. Il bosniaco reclama sempre un aumento di stipendio, ma senza l’accesso in Champions questo aumento non sembra poter arrivare. E proprio da quella notte alla Bay Arena sembra che questo gruppo si sia sfaldato, quasi come se avesse raggiunto il suo massimo traguardo.

Infine c’è anche Federico Marchetti. Il portierone biancoceleste ha accusato più degli altri la batosta contro il Milan, sulla sua coscienza, infatti, pesano il primo e il secondo gol. Con i tre gol presi dai rossoneri si è interrotta a 432 minuti l’imbattibilità casalinga della Lazio. Marchetti, comunque, si è subito scusato sui social e si è assunto tutte le responsabiltà. Sempre Il Corriere dello Sport ricorda che il numero 22 sta ancora aspettando il rinnovo del contratto, visto che l‘accordo con la Lazio scadrà al termine di questa stagione. Il portiere di Bassano quindi già dal primo febbraio avrebbe la possibilità di trovare un’intesa con qualsiasi altro club. La società si è vista respingere la prima proposta di rinnovo annuale, così si è convinta a presentare una richiesta pluriennale. La nuova scadenza sarà nel 2019 o nel 2020 e l’ingaggio sarà ritoccato da 1,2 a 1.6 milioni di euro a stagione. A breve probabilmente si saprà se Marchetti ha accettato il rinnovo.



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Lotito infuriato:”E’ stata una prestazione vergognosa”

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Lotito non digerisce la sconfitta e rimprovera la squadra

Claudio Lotito non ha digerito la sconfitta subita contro il Milan,  3 punti persi in un match dove i giocatori non sono mai scesi in campo svolgendo la gara con una prestazione sottotono.

Il presidente biancoceleste ha fermato l’allenamento a Formello per rimproverare la squadra alzando la voce cercando di spronare gli animi. La squadra capitolina dovrà cercare il riscatto fin da subito visto che Giovedì ci sarà il match europeo contro il Rosenborg e successivamente il derby contro la Roma prevista alle 15 di Domenica 8 Novembre.

Lotito non ammette margini di errore e vuole portare a casa i 6 punti delle due sfide previste in questo piccolo lasso di tempo.

Tutti a rapporto quindi sul campo di Formello con un discorso caldissimo davanti a giocatori e staff:

““Dovete tirare fuori le palle, come hanno fatto squadre più deboli che ci hanno affrontato – ha tuonato  – Dovete cambiare atteggiamento, quello di ieri è stato vergognoso. Le qualità le avete, ma dovete aiutarvi, in nome della maglia, del simbolo che c’è sopra, in nome del collettivo. Perché è il collettivo che vince, non il singolo”.



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Dopo Totti anche Candreva sui biglietti dell’Atac

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Biglietti Atac, dopo Totti spunta Candreva

Finalmente, dopo un romanista, anche un laziale sarà presente sui biglietti dell’Atac, l’azienda di trasporti per la mobilità di Roma. Si tratta di Antonio Candreva, che come Francesco Totti, quindi, apparirà con la sua immagine su alcuni tagliandi. Infatti l’Atac renderà omaggio al centrocampista della Lazio e della Nazionale con dei tagliandi speciali. Biglietti che saranno messi in commercio a partire dal 3 novembre. Candreva sarà presente su una serie di quattro BIT (Biglietto Integrato a Tempo) con varie immagini che lo ritraggono in varie esultanze. Il giusto riconoscimento per un atleta del calibro di Antonio, nato e cresciuto anche lui a Roma. L’iniziativa, come riportato da romatoday.it, è stata creata per beneficenza e l’intero ricavato sarà devoluto alla Fondazione Onlus Casa di Ibrahima. Candreva è sembrato visibilmente emozionato alla presentazione e ha voluto ringraziare personalmente l’Atac con queste parole, senza dimenticare che l’iniziativa servirà principalmente per fare beneficenza: “È un onore che un’azienda così importante per la città e i suoi abitanti abbia voluto dedicarmi questa serie di biglietti da collezione. Voglio ringraziare particolarmente Atac perché con questa iniziativa potremo sostenere e sopratutto far conoscere La casa di Ibrahima una onlus italo senegalese che si prende cura dei bambini del Senegal. E’ sempre importante aiutare chi ha più bisogno, soprattutto se si tratta di bambini”.



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Lazio-Milan: le dichiarazioni del post gara

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Pessima prestazione della Lazio contro il Milan.

La Lazio esce sconfitta dall’Olimpico, si tratta della prima partita persa tra le mura amiche per la banda di Pioli. A passare è quindi il Milan dell’ex, mai dimenticato, Sinisa Mihajlovic, che si impone per 3-1. Ecco tutte le dichiarazioni del post gara.

Questa la conferenza stampa integrale di Stefano Pioli:

La Lazio peggiore vista all’Olimpico: da cosa è dipeso? 

Abbiamo delle colpe, abbiamo giocato sotto ritmo, non siamo una squadra che può permettersi questo. Ci siamo mossi troppo poco per creare difficoltà a una squadra messa bene in campo, che ci ha aspettato. Ma noi lo sapevamo. Abbiamo preso gol quando cercavamo di fare noi la partita, questo ci ha messo molto in difficoltà.

Cosa la preoccupa?

Ci possono stare gare in cui si sbaglia più di quello che si dovrebbe sbagliare, ma è lo spirito che deve cambiare. L’avversario, mi pesa dirlo, stasera era più forte di noi.

A cosa attribuisce la fragilità della Lazio? Il derby può valere doppio per riscattare queste due ultime sconfitte?

No, non varrà doppio: credo valga molto di più. Sulla fragilità, credo che quando non sei nella serata migliore è più difficile reagire. Non abbiamo subito molto dal Milan, ma sono bastate tre fiammate per farci del male. Ha fatto quattro tiri, tre gol. Avrei voluto vedere più cattiveria, più determinazione. Ma la squadra non ce l’ha fatta, non ci è riuscita.

Sembra che la Lazio manchi di carattere…

Sicuramente in alcune situazioni dovremmo avere più cattiveria. Ieri dicevo che ci manca quel tanto così, che oggi è sembrato molto di più. E c’è anche questo. La poca continuità di risultati ci ha fatto crescere meno di quanto pensassi. Senza l’entusiasmo e la convinzione che dovremmo avere e che abbiamo avuto lo scorso anno. Mihajlovic ha organizzato bene la squadra, noi lo abbiamo agevolato muovendoci poco. Dovevamo aprire di più il gioco ma non ci siamo riusciti. Non è stata la nostra serata.

Pensa di lasciare qualcuno a Roma o porterà tutti in Norvegia?

Ho molto rispetto per l’Europa League, anche perché la partita ci permetterà di supererare il turno. Ma penserò prima alla formazione per il derby, e poi al Rosenborg.

Sente la mancanza della spinta dei tifosi?

Quando parlo di entusiasmo mi riferisco a tutto. Se manca entusiasmo è solo colpa nostra, abbiamo sbagliato degli obiettivi importanti a inizio stagione. Ma pensare solo al passato ci fa male. Io non ho nulla da dire ai tifosi, devo pensare solo a mettere in campo prestazioni migliori. I tifosi così torneranno allo stadio.

Ieri si diceva incazzato, oggi è deluso?

Lo sono, lo sono anche i miei giocatori. Non è mancanza di volontà né di generosità. E’ un momento delicato, ma abbiamo l’occasione per dimostrare che non siamo né quelli di oggi né quelli di mercoledì sera. E che possiamo fare qualcosa di importante.

Questa, invece, quella di Mihajlovic:

“Sapevamo che sarebbe stata una partita impegnativa ma l’abbiamo preparata bene e abbiamo vinto meritatamente. Anche i giocatori subentrati hanno dato grande aiuto, i ragazzi hanno ritrovato la fiducia persa e c’è più autostima. La Lazio non è stata rinunciataria, bisogna dare il merito anche a noi. La Lazio ha giocatori di qualità ma è stato fondamentale mantenere le distanze ed essere cinici in attacco. Io sono sempre sereno e ho fiducia nei miei ragazzi. Adesso su 4 partite 3 vittorie e un pareggio, cercheremo di recuperare gli infortunati prima dell’Atalanta. Ci sentiremo domani con il Presidente Berlusconi, ci confronteremo. Sappiamo che al Presidente piace il trequartista, aspettiamo di recuperare gli attaccanti infortunati”.

bigliaPer la Lazio ha parlato poi Lucas Biglia, queste le sue parole in zona mista: “Una sconfitta pesante, abbiamo fatto qualche errore dietro. Sono partite decisive queste, ma manca tanto.Dobbiamo continuare a lavorare e a crederci. Non siamo stati lucidi e con una squadra come il Milan lo paghi. La mancanza dei tifosi? Un po’ hanno inciso. Dobbiamo crederci e migliorare in tante cose. Ma possiamo ripetere il campionato dell’anno scorso. Adesso pensiamo a giovedì. Noi ci siamo, il problema è che a volte non riusciamo a fare uscire la personalità. Quando hai due giorni per preparare una partita non è facile. La personalità si acquista con tranquillità e riconoscendo quando si sbaglia. Abbiamo ancora due importanti partite, dobbiamo crederci. Paura del derby? Dobbiamo pensare solo a lavorare, è sicuramente una partita sentita. Futuro? Ho tre anni di contratto e sto tranquillo”

Il capitano biancoceleste ha poi parlato ai microfoni di Mediaset Premium: “Abbiamo sbagliato tanto soprattutto nel giro palla, ora bisogna girare pagina e pensare alla partita di giovedì. Ci sarà tempo e dobbiamo prendere la qualificazione ai sedicesimi di Europa League.  Sbagliamo se pensiamo a domenica, ora c’è solo il Rosenborg. Poi penseremo al derby. Per le zone alte bisogna crederci sempre e fare quel salto di qualità che ancora ci manca. Non si può parlare di crisi per due sconfitte, dobbiamo metterci quell’attenzione in più, ma non siamo in crisi. Dobbiamo pensare di crecere e credere che possiamo farcela fino alla fine. Non è semplice avendo due gare a settimane, ma ora dobbiamo crescere insieme”.

Inoltre, Biglia è intervenuto anche a Lazio Style Radio: “Oggi abbiamo sbagliato tanto, soprattutto a livello di gioco. Dobbiamo mettere la testa a posto e pensare a giovedì che è importantissima come partita e poi domenica abbiamo un’altra rivincita. E’ chiaro che le squadre avversarie sanno che a noi piace giocare e quindi ti lasciano poco spazio e ti creano difficoltà, giocano in ripartenza e basta un errore per pagare caro. Noi dobbiamo avere la personalità di fare la partita anche in queste situazioni. Abbiamo perso due partite importantissime ma adesso dobbiamo pensare al Rosemborg e poi al derby, in cui dovremo fare di più visto che non avremo altra scelta che vincere. Non ci aspettavamo la sconfitta contro l’Atalanta, poi abbiamo avuto poco tempo e si è sentito. Oggi non siamo stati né veloci né lucidi e lo abbiamo pagato. Ma dobbiamo iniziare a credere che anche quando siamo in svantaggio possiamo riprendere la partita”.

Ha parlato anche l’ex romanista Philippe Mexes, autore del goal del 2-0, ai microfoni di Premium Calcio. 

Sulla sua serata: “Spero che per Alex e Bertolacci le cose si risolvano il più presto possibile, perché la salute è la cosa più importante. Il gol è tato un caso, ma sono molto contento e orgoglioso. Meglio uscire dal campo così che come l’anno scorso. Ho avuto fortuna stasera, ma sono contentissimo”.

Sul momento: “Abbiamo fatto quattro risultati utili consecutivi e dobbiamo continuare così. Il Milan non può stare giù, dobbiamo continuare su questa strada: vincere per prendere fiducia”.

Sulla vittoria contro una big: “È senza dubbio la nostra miglior partita della stagione. Avevamo fatto male contro Fiorentina, Inter e Napoli, ma stasera abbiamo avuto la possibilità di dimostrare che possiamo lottare. Ci fa bene al morale”.

Su Mihajlovic: “È molto complicato fare l’allenatore, perché devi essere molto paziente. Non è facile arrivare in una squadra nuova, con un ambiente speciale, dove sei costretto a vincere subito. Cerca di trasmettere le sue cose, ma noi non siamo riusciti a metterle in pratica. Siamo felici di aver raccolto stasera i frutti del nostro lavoro. Gli faccio i complimenti, ci tratta benissimo e ha una grande personalità”.

luca.antonelli.milan.esulta.2014.2015..356x237Per il Milan ha parlato anche Luca Antonelli, che è stato intervistato ai microfoni di Milan Channel e ha dichiarato quanto segue.

Sulla partita di squadra e personale: “Lo sapevamo che i loro esterni sono tra i più forti della Serie A, siamo stati bravi sia io che Mattia a contenerli. Vittoria importantissima contro una squadra che non aveva mai perso e che ci proietta in alto dove meritiamo di stare”.

Sul miglior momento nel Milan: “Sono qua da pochissimo e vorrei starci per tantissimo. E’ un bel momento della squadra, meritavamo di vincere a Torino, ora l’Atalanta che è una partita difficilissima”.

Su Mihajlovic che ha difeso la squadra: “Sapevamo che il mister ci teneva particolarmente, remiamo tutti dalla stessa parte. Le critiche non sono sempre state giustissime, ma i risultati si stanno vedendo”.

Sulle condizioni di Alex, Bertolacci e Montolivo: “Sono contento di sapere che Alex si sia ripreso. Bertolacci e Montolivo? Da come si son fermati non dovrebbe essere nulla di buono, però vediamo”.

Sul cambiamento nella stagione: “Sta cambiando, ma aspettiamo a dirlo. Oggi non dico che sia stata la partita perfetta, però abbiamo fatto molto bene non concedendo quasi niente alla Lazio. Ora abbiamo l’Atalanta, un’altra partita difficile e poi la sosta per lavorare ulteriormente”.

Federico Marchetti ha, infine, espresso il suo rammarico dopo la sconfitta attraverso un tweet:

“Mi dispiace per la brutta prestazione, mi assumo le responsabilità di questa sconfitta. Ora testa a giovedì e poi al derby! Dai ragazzi”.



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1 Novembre 1997, una notte da leoni. Roma-Lazio 1-3 (Video)

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derby lazio roma in 10

1 Novembre 1997. Una notte da leoni. La Lazio batte la Roma con 10 uomini.

Anima e cuore, sangue e sudore queste sono state le caratteristiche di quella partita giocata il 1 Novembre 1997.

Il fischio di inizio della gara fu affidata al noto arbitro italiano Collina. La stracittadina è una partita che non ha pronostici certi ma solamente grinta e voglia di sconfiggere l’avversario.

La Lazio rimase in 10 uomini dal settimo minuto di gioco per un fallo di Favalli che atterra un giocatore giallorosso lanciato in porta. Questo però non scoraggiò la squadra di Eriksson che grazie ad un’appropriata formazione e cambio di modulo non cambiò la mentalità biancoceleste in campo. La Lazio dominò la partita per tutta la sua durata con sprazzi giallorossi nel primo tempo che provò a far sentire la sua superiorità numerica in campo. Ci furono diversi stop di gara dovuti al lancio di fumogeni verso la porta di Marcheggiani ma questo non fece calare la concentrazione. La partita si aprì all’inizio del secondo tempo quando Roberto Mancini con una splendida azione da solista, si infilò tra i due difensori giallorossi piazzando il pallone sul secondo palo grazie al suo destro fulminante.

10 minuti dopo Gigi Casiraghi trova il raddoppio grazie ad un gol in acrobazia sullo stesso palo dell’estremo difensore giallorosso.

All’84’ Pavel Nedved rifilò il 3-0 con una splendida azione da campione contraddistinta da un mezzo pallonetto.

Inutile il gol di Delvecchio al 91′.
1 novembre 1997 – 2.754 – Campionato di Serie A 1997/98 – VII giornata
ROMA: Konsel, Cafu, Gomez (82′ Paulo Sergio), Servidei, Candela, Tommasi, Di Biagio, Di Francesco (65′ Vagner), Gautieri (57′ Delvecchio), Balbo, Totti. A disposizione: Chimenti, Pivotto, Scapolo, Helguera. Allenatore: Zeman.
LAZIO: Marchegiani, Pancaro, Nesta, G.Lopez, Favalli, Fuser, Almeyda (22′ Negro), Jugovic (84′ Venturin), Nedved, R.Mancini (73′ Marcolin), Casiraghi. A disposizione: Ballotta, Grandoni, Rambaudi, Signori. Allenatore: Eriksson.
Arbitro: Sig. Collina (Viareggio).
Marcatori: 47′ R.Mancini, 57′ Casiraghi, 84′ Nedved, 91′ Delvecchio.
Note: espulsi al 7′ Favalli per gioco violento e al 90′ Di Biagio per doppia ammonizione. Ammoniti Pancaro, Negro, Balbo, Servidei e Candela per gioco scorretto, Nesta per comportamento non regolamentare. Come si evince dal biglietto della gara, l’incontro era stato pianificato per il 26 ottobre ma poi fu disputato il sabato seguente.
Spettatori: 73.121 per un incasso di lire 3.040.801.000 (paganti 38.419 per un incasso di lire 2.146.401.000, abbonati 34.702 per una quota di lire 894.400.000).

 

 



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Lazio Primavera, altro ko: l’Empoli di Mutarelli sempre più in alto

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Niente, la Lazio Primavera di Simone Inzaghi non riesce a sbancare il Centro Sportivo Monteboro, l’Empoli vince 3-1 nonostante l’ottima prima frazione; la doppietta di Tchanturia condanna ad un passivo forse troppo ingeneroso.

Nella ripresa è di nuovo Tchanturia che trova anche il gol del ko, inutile il gol della bandiera di Rossi e la ottima prestazione di Murgia. La svolta non arriva, seconda sconfitta di fila e otto punti in classifica. L’Empoli di Mutarelli si conferma sempre più rivelazione di questo torneo.

L’amarezza per un’altra occasione persa arriva tramite le parole di Simone Mattia, intervistato a caldo da Lazio Style Radio: “La fortuna non ci assiste. Abbiamo avuto cattiveria e non abbiamo sfruttato al massimo le occasioni. Li abbiamo subito schiacciati, siamo stati superiori anche a livello di gioco. Abbiamo fatto al meglio quello che il mister ci ha chiesto, meritavamo di più. A centrocampo abbiamo vinto quasi tutti i duelli, siamo stati sfortunati. Abbiamo giocato su un campo difficile. Adesso pensiamo alla prossima, con l’Avellino dobbiamo vincere assolutamente. Il mister? Non ci ha ancora detto nulla, ma sarà amareggiato come tutti noi. Continueremo a lavorare sodo. Con l’Empoli ci rifaremo in Coppa Italia”



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Lazio Primavera, sveglia, l’Empoli va domato!

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Un inizio decisamente sottotono, risultati strani, non ultimo quello contro il Frosinone, adesso la Lazio Primavera di Simone Inzaghi non ha alibi e deve cercare di tornare nelle zone che più le si addicono.

Quel posto sembra essere stato preso proprio dall’avversario di questa 7a di campionato, per di più contro l’amico allenatore ed ex conoscenza romana, quel Massimo Mutarelli che segnò al derby nel 2006 e che fu protagonista, insieme ad Inzaghino, dell’epurazione 2008.

Mutarelli ha portato l’Empoli al secondo posto in classifica, davanti c’è solo la capolista Roma; all’attivo quattro volte consecutive, in un anno e mezzo gli azzurri toscani hanno perso solo una volta in casa, e sempre contro la Roma (7 marzo 2015).

Simone Inzaghi torna a quel 4-3-3 che tanto ha contraddistinto la sua carriera da allenatore della primavera. E forte di questo pensiero, darà spazio a Manoni e farà accomodare in panchina per scelta tattica Calì. Un altro cambio è dipeso dall’infermeria: Rokavec non ha recuperato dalla botta subita contro il Frosinone e quindi sarà la volta Michael Folorunsho, mentre in difesa torna capitan Mattia, che darà la giusta forza e disciplina ad una squadra che deve risorgere dalle ceneri.

PROBABILI FORMAZIONI (ORE 11)

EMPOLI (4-3-1-2) – Pellegrini; Carradori, Seminara, Meroni, Damiani; Bruni, Picchi, Bellini; Tchanturia; Mosti, Di Leo. All. Mutarelli.

LAZIO (4-3-3) – Matosevic; Dovidio, Mattia, Cardelli, Germoni; Murgia, Borecki, Folorunsho; Palombi, Rossi, Manoni. All. Inzaghi.

ARBITRO: Andreini (sez. Forlì)
ASSISTENTI: Cecchi e Rugini



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ESCLUSIVA SINCE1900:Michele Plastino:”Sono nato laziale per eredità paterna,poi Lotito mi ha allontanato e fatto disamorare”.

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Intervista speciale a Michele Plastino, racconta la sua storia

E’ per noi un grande onore e un’immenso piacere intervistare Michele Plastino, grande giornalista e grande laziale.

Salve Michele, lei è un giornalista di spessore nel panorama romano, dove nasce la sua passione per il giornalismo?
Da sempre, a tal punto che non ricordo l’origine.

Lei era sul campo con un microfono in mano nei drammatici spareggi di Napoli dove la Lazio rischiava la serie C. Da allora cosa è cambiato nel mondo del calcio?
Tutto.

Da più di trent’anni è il conduttore di “Goal di notte”, programma storico dell’etere romano. Quanto è difficile mettere insieme i tifosi di Lazio e Roma?
Meno difficile di quanto si possa pensare, la passione è il denominatore comune.

Da un paio di anni a “Goal di notte” ha introdotto i “cento passaggi” dove, senza peli sulla lingua, parla di argomenti non semplici da trattare. Quando le è venuta questa idea?
Amo il cinema e le citazioni cinematografiche e ho amato la storia di Peppino Impastato e i cento famosi passi.

Negli anni ottanta a Goal di notte ospitava i grandi giocatori di Lazio e Roma. Perché oggi è diventato così difficile avere un contatto con le società?
Ci sono i diritti di immagine che in realtà nascondono il vero scopo che è la censura.

Sempre negli anni ottanta è stato forse il primo a far vedere la Premier League inglese in Italia. Segue ancora il calcio Inglese?
Si fui il primo insieme al calcio tedesco e spagnolo, poi in un secondo momento proposi anche il calcio brasiliano.

Lei ha sempre dichiarato di essere un “laziale disamorato”. Cosa vuol dire per lei questo termine?
Citazione Pasoliniana che era diretta alla politica e credo al PCI, la mia invece era diretta alla Lazio. Sono nato laziale per eredità  paterna, poi Lotito mi ha allontanato.

Lei è anche il fondatore del “Piccolo gruppo”, corso di giornalismo che negli anni ha sfornato talenti del calibro di Piccinini e Caressa. Quanto è importante per lei insegnare alle giovani leve questo bel mestiere?
Caressa, Pardo e tanti altri si, Piccinini ha lavorato con me da giovane ma era già ben svezzato.
Trasmettere la propria esperienza è come lasciare una eredità. Ai giovani spero di dare tanto, ma tanto ugualmente ricevo.

Alla luce dell’anniversario della morte di Vincenzo Paparelli il figlio Gabriele ha dichiarato che oggi andare allo stadio non è come prima, che ne pensa?
Sono totalmente d’accordo.

Come vede la Lazio attuale? Secondo lei è una squadra che potrà lottare per i primi posti?
Si, ma serve più personalità.

Come si spiega il ruolino di marcia della Lazio di quest’anno? In casa rullo compressore, in trasferta 4 sconfitte su 5 partite, come è possibile secondo lei?
Idem con la risposta precedente, manca un po’ di personalità.

Lei ha visto Lazio vincenti e non, secondo lei vedremo un’altra volta la Lazio con lo scudetto sul petto?
Nella vita mai dire mai.

Io e tutta la redazione di Since1900 la ringraziamo per il tempo che ci ha dedicato, per noi che siamo una piccola testata fatta di giovani lei è un punto di riferimento ed averla intervistata per me e’ stato un piacere enorme. Grazie a Michele Plastino.
Grazie a voi.



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Felipe Anderson allo United, ma l’agente smentisce; Onazi convocato dalla Nigeria

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In casa Lazio ci sono due giocatori che stanno facendo parlare di loro in quest’ultimo periodo per le prestazioni positive che stanno offrendo con la maglia biancoceleste. Si tratta di Felipe Anderson e Eddy Onazi.

Per quanto riguarda Felipe Anderson, il brasiliano sembra avere ritrovato la continuità anche con la Lazio oltre che con la Nazionale Olimpica Brasiliana. Negli ultimi tempi, infatti, il numero dieci biancoceleste sta giocando alla grande, ed è proprio in concomitanza con le sue prestazioni positive che si rifanno insistenti anche le voci di mercato che lo riguardano. Dall’Inghilterra, difatti, arriva una notizia bomba. Sembra che Felipe Anderson sia pronto a dire sì al Manchester United. Secondo i media inglesi il brasiliano sarebbe già pronto a firmare un contratto di cinque anni a 3,5 milioni a stagione. Ma a tranquillizzare il popolo biancoceleste ci ha pensato la sorella agente, che ha smentito prontamente la notizia dalle pagine online di espnfc.com e ha dichiarato:“Non c’è nessuno accordo. Felipe non lascerà la Lazio. Ora è concentrato solo sul presente e si impegnerà al massimo solo per aiutare la sua squadra”.

Invece per Eddy Onazi continua il momento positivo: sia con la nazionale nigeriana che con la Lazio. A Formello, infatti, è arrivata la notizia della convocazione di Onazi per la gara che la Nigeria giocherà il 13 novembre contro lo Swaziland. La partita sarà valida per le qualificazioni al mondiale 2018. Un’altra buona notizia, quindi, per il giovane nigeriano, che attraverso le positive prestazioni con la Lazio si è guadagnato un posto di prestigio nell’undici del ct. Oliseh, di cui è diventato anche vice-capitano.



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Stam: “La mia Lazio era una grande squadra con dei tifosi speciali”

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Arrivato nell’estate del 2001 dal Manchester United, compose insieme ad Nesta, forse, la coppia di centrali più forte del mondo. Con la Lazio colleziona 70 presenze e 3 gol, conquistando una Coppa Italia nel 2003; la sua avventura con la Lazio termina nell’estate del 2004, che lo cede al Milan, riformando con l’azzurro la coppia di difensori che deliziò Roma. Stiamo parlando di Jaap Stam, arcigno centrale difensivo olandese, che in esclusiva per lalaziosiamonoi.it ha rilasciato queste interessanti dichiarazioni:

Oggi allena lo Jong Ajax, la squadra riserve del club più famoso d’Olanda. Come procede questa esperienza?
“È un’ottima scuola di apprendimento, bisogna prevenire perché la situazione è sempre differente! I giocatori provengono dalle giovanili e dalla prima squadra, la squadra è quasi sempre diversa”.

La Lazio ha progettato la sua Academy sulla falsariga del modello olandese, il suo connazionale Joop Lensen sarà il coordinatore.
“Penso che sia importante che la Lazio costruisca un’accademia giovanile di livello. Tutto ciò che si basa sul modello olandese non può che essere positivo. Questo significa che vogliono praticare un calcio attraente”.

La Nazionale olandese però ha mancato clamorosamente la qualificazione agli Europei…
“È un peccato per l’Olanda, significa che il nostro calcio non è abbastanza valido in questo momento. Dobbiamo cambiare la nostra strategia per raggiungere risultati più soddisfacenti”.

Cosa ne pensa della Lazio di mister Pioli?
“Seguo ancora la Lazio, è un club in cui mi è piaciuto giocare. Avevamo una grande squadra, un grande staff e tifosi speciali. Sono stato molto felice a Roma. Penso che farà molto bene e spero che possa raggiungere le prime tre posizioni. Per vincere lo Scudetto serve anche un pizzico di fortuna, non si sa mai…”.

Oggi più che mai la Lazio parla olandese. Stefan de Vrij ad esempio viene indicato come il nuovo Stam, anche se è fermo ai box per un problema al ginocchio.
“È vero, ci sono tanti giocatori olandesi alla Lazio. Credo che sia molto attiva in Olanda a livello di scouting ed è positivo se vuole giocatori bravi tecnicamente. Stefan sta facendo bene con la maglia della Lazio, non so se necessiti di un intervento chirurgico. Non è un giocatore simile a me, abbiamo qualità differenti”.

Wesley Hoedt invece è un difensore importante soprattutto in prospettiva. ma ha avuto qualche difficoltà contro attaccanti più esperti come Higuain. Dove deve migliorare maggiormente?

“È un difensore talentuoso e ha bisogno di giocare tante partite per abituarsi ad affrontare grandi attaccanti ed imparare come si gioca. In questo modo potrà leggere meglio la partita ed anticipare le situazioni”.

Lei conosce molto bene anche Ricardo Kishna, un prodotto del suo Ajax.

“Per Ricardo vale lo stesso discorso, deve giocare tante partite e tenersi in forma. In questo modo può migliorare nel tipo di calcio che si gioca in Italia”.

La Lazio ha rappresentato un capitolo importante della sua carriera, che ricordi conserva?
“Ho tanti bei ricordi della Lazio, in particolar modo il team manager Maurizio Manzini. Ha fatto tanto lavoro per me quando sono arrivato alla Lazio”.

Lei aveva già affrontato la Lazio con la maglia del Manchester United, nella sconfitta di Monaco in Supercoppa Europea. Alex Ferguson dichiarò che quella Lazio era la squadra più forte del mondo.
“In quel momento avevano una squadra grandiosa e meritarono di vincere. Ma ad essere sincero, non posso dire che fosse la squadra più forte del mondo”.

Chi era il leader della sua Lazio? “Non posso menzionare un giocatore in particolare”.

In biancoceleste ha conquistato una Coppa Italia nel 2004, non pensa che quella Lazio potesse ambire a qualcosa di più?
“Vincere la coppa è stato grandioso. Ma il club aveva molti problemi in quel periodo, diversi giocatori furono venduti. Naturalmente avremmo voluto vincere di più ma penso che in quelle circostanze ci siamo comportati bene. Ci furono anche diversi avvicendamenti in panchina”.

Immaginiamo una gara di punizioni tra lei e Sinisa Mihajlovic. Chi è il favorito?
“Penso che vincerebbe Sinisa, è più uno specialista”.

Il battibecco con Pietro Parente, la gomitata a Simone Inzaghi. Stam ha avuto sempre la nomea del duro, le ha dato fastidio?
“Talvolta queste cose succedono durante una partita. Non sono il tipo di giocatore che fa male ad un avversario di proposito. Sono un giocatore che ha sempre voluto vincere partite e premi, entro i limiti delle regole”.

Qual è il difensore più forte con il quale ha giocato?
“Nesta e Maldini”.

L’attaccante più forte che ha dovuto marcare.
“Non saprei, erano tutti tosti”.

Le piacerebbe tornare in Italia per allenare una squadra?
“Sì, mi è piaciuto molto giocare in Italia e se ci sarà la possibilità di allenare lì, la prenderò sicuramente in considerazione”.

Vuole recapitare un messaggio ai tifosi della Lazio?
“Ho amato il modo in cui cantavano il mio nome e mi supportavano. È difficile trovare tifosi come questi. Posso solo dir loro di continuare a supportare la squadra, in questo modo daranno una spinta importante ai giocatori in campo”.



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Lombardo ricorda la Lazio: “Bellissimi ricordi, grandi risultati. C’erano grandi giocatori”

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Il Milan, allenato ora dell’ex laziale Mihajlovic, non batte la Lazio all’Olimpico dal 2009. Quella partita fu decisa da Pato e Thiago Silva che firmarono il definitivo 2-1 dei rossoneri. Domenica i rossoneri proveranno a sfatare questo tabù, anche se la Lazio in casa non perde da ben otto partite, di conseguenza l’allenatore serbo proverà a dare un dispiacere alla sua ex squadra.

A proposito di ex, proprio un ex laziale ha parlato a Milan Channel dell’operato di Mihajlovic e ha ricordato anche i suoi anni a Roma. Si tratta di Attilio Lombardo.

Ecco il suo ricordo sulla Lazio: “Gli anni alla Lazio? Ho bellissimi ricordi, abbiamo raggiunto risultati importanti in quei due anni. C’erano grandi giocatori come Nesta, Vieri, Salas e Mihajlovic. A Roma non è mai facile vincere, il Milan non troverà un ambiente facile, nonostante le ultime vittorie abbiamo dato morale alla squadra”.

Poi sul suo ex compagno di squadra Mihajlovic: “Mihajlovic? Ho giocato con lui sia alla Samp che alla Lazio, lo conosco bene. È in grado di trascinare il gruppo, è un allenatore molto preparato. Io sono convinto che alla fine raggiungerà sia i suoi obiettivi personali che quelli di squadra. Il Milan piano piano sta migliorando e sta iniziando a mettere in campo quello che vuole l’allenatore. Non credo abbia fatto un mercato scarso, sono arrivati tanti giocatori nuovi e anche un nuovo allenatore, quindi serve un po’ di tempo. Io sono convinto che il Milan può migliorare ancora tanto, questo può essere il momento giusto per accelerare”.



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Cragnotti: “Solo 1200 tagliandi per il derby. 20 mila persone per il Milan”

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In casa Lazio sul fronte biglietti non arrivano buone notizie. Così almeno riferisce il responsabile della biglietteria biancoceleste, Angelo Cragnotti, che è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Radio 89.3 per fare il consueto punto della situazione sui tagliandi venduti. Queste le sue parole: “La situazione è sempre la stessa, purtroppo non è positiva. Per il derby sono stati venduti solamente 1.200 biglietti. Con il Milan fra biglietti venduti e abbonati si arriva a quota 20.000 persone. Per la sfida contro i rossoneri i tagliandi staccati sono 5.000. Speriamo che il numero aumenti per domenica, vista l’importanza della sfida”.  Sembra, quindi, che per la stracittadina di Roma, la gara più importante della stagione per molti tifosi, sarà praticamente deserta. Infatti la decisione di non prendere parte al derby da parte delle due curve sembra condizionare la scelta degli altri tifosi, che almeno fino a questo momento hanno deciso di “scioperare” anche loro. A circa due settimane dal derby, difatti, la situazione è molto “tragica”, ma anche per la sfida contro il Milan i biglietti venduti sono molto pochi. Che la Curva abbia davvero condizionato la scelta dei tifosi? La decisione dei supporters biancocelesti cambierà o dovremmo aspettarci uno stadio semi vuoto? Staremo a vedere.



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