ESCLUSIVA SINCE1900:Michele Plastino:”Sono nato laziale per eredità paterna,poi Lotito mi ha allontanato e fatto disamorare”.

Intervista speciale a Michele Plastino, racconta la sua storia

E’ per noi un grande onore e un’immenso piacere intervistare Michele Plastino, grande giornalista e grande laziale.

Salve Michele, lei è un giornalista di spessore nel panorama romano, dove nasce la sua passione per il giornalismo?
Da sempre, a tal punto che non ricordo l’origine.

Lei era sul campo con un microfono in mano nei drammatici spareggi di Napoli dove la Lazio rischiava la serie C. Da allora cosa è cambiato nel mondo del calcio?
Tutto.

Da più di trent’anni è il conduttore di “Goal di notte”, programma storico dell’etere romano. Quanto è difficile mettere insieme i tifosi di Lazio e Roma?
Meno difficile di quanto si possa pensare, la passione è il denominatore comune.

Da un paio di anni a “Goal di notte” ha introdotto i “cento passaggi” dove, senza peli sulla lingua, parla di argomenti non semplici da trattare. Quando le è venuta questa idea?
Amo il cinema e le citazioni cinematografiche e ho amato la storia di Peppino Impastato e i cento famosi passi.

Negli anni ottanta a Goal di notte ospitava i grandi giocatori di Lazio e Roma. Perché oggi è diventato così difficile avere un contatto con le società?
Ci sono i diritti di immagine che in realtà nascondono il vero scopo che è la censura.

Sempre negli anni ottanta è stato forse il primo a far vedere la Premier League inglese in Italia. Segue ancora il calcio Inglese?
Si fui il primo insieme al calcio tedesco e spagnolo, poi in un secondo momento proposi anche il calcio brasiliano.

Lei ha sempre dichiarato di essere un “laziale disamorato”. Cosa vuol dire per lei questo termine?
Citazione Pasoliniana che era diretta alla politica e credo al PCI, la mia invece era diretta alla Lazio. Sono nato laziale per eredità  paterna, poi Lotito mi ha allontanato.

Lei è anche il fondatore del “Piccolo gruppo”, corso di giornalismo che negli anni ha sfornato talenti del calibro di Piccinini e Caressa. Quanto è importante per lei insegnare alle giovani leve questo bel mestiere?
Caressa, Pardo e tanti altri si, Piccinini ha lavorato con me da giovane ma era già ben svezzato.
Trasmettere la propria esperienza è come lasciare una eredità. Ai giovani spero di dare tanto, ma tanto ugualmente ricevo.

Alla luce dell’anniversario della morte di Vincenzo Paparelli il figlio Gabriele ha dichiarato che oggi andare allo stadio non è come prima, che ne pensa?
Sono totalmente d’accordo.

Come vede la Lazio attuale? Secondo lei è una squadra che potrà lottare per i primi posti?
Si, ma serve più personalità.

Come si spiega il ruolino di marcia della Lazio di quest’anno? In casa rullo compressore, in trasferta 4 sconfitte su 5 partite, come è possibile secondo lei?
Idem con la risposta precedente, manca un po’ di personalità.

Lei ha visto Lazio vincenti e non, secondo lei vedremo un’altra volta la Lazio con lo scudetto sul petto?
Nella vita mai dire mai.

Io e tutta la redazione di Since1900 la ringraziamo per il tempo che ci ha dedicato, per noi che siamo una piccola testata fatta di giovani lei è un punto di riferimento ed averla intervistata per me e’ stato un piacere enorme. Grazie a Michele Plastino.
Grazie a voi.

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