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La moviola della terza giornata di campionato

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Lazio-Udinese: ARBITRA Piccinini! ⚽ Designazione UFFICIALE: PRECEDENTI, STATISTICHE e FISCHIETTO

Juventus-Sassuolo (Di Bello): viene fermato Khedira per un fuorigioco inesistente; regolare la rete di Pjanic perché Dybala è in fuorigioco non punibile; non fischiato fallo di Acerbi su Higuain, era anche da giallo; manca un calcio di rigore alla Juventus per fallo di Gazzola su Pjanic con giallo per Gazzola; regolare l’intervento di Acerbi in area perché colpisce il pallone e non Lichtsteiner; manca un calcio di rigore al Sassuolo per netto fallo di mano di Chiellini e manca il giallo per lui.
Palermo-Napoli (Massa) : non fischiato un calcio di punizione al Napoli per fallo di Insigne su Jajalo (fuori area)
Milan-Udinese (Calvarese): manca il fischio di un calcio di punizione all’Udinese per fallo di Paletta su De Paul; non fischiato un fallo di Honda su Hallfredsson; manca un calcio di rigore al Milan per affossamento di Angella a Bacca
Atalanta-Torino (Mariani) : manca il fischio del fallo di Toloi su Lopez, era giallo; esagerati gli allontanamenti di Mihajlovic e Gasperini; regolare la rete di Masiello; netto il rigore assegnato all’Atalanta per fallo di De silvestri su Gomez, esecuzione regolare
Bologna Cagliari (Abisso); regolare la rete di Verdi; giusta l’espulsione di Storari perché l’entrata fuori area è violenta
Chievo-Lazio (Orsato) : non fischiato un fallo di Meggiorini su De Vrij, era anche da giallo; giusto non concedere calcio di rigore al Chievo per presunto fallo di Basta su Hetemaj perché è Hetemaj che cerca il contatto
Roma-Sampdoria (Giacomelli) : non c’era il fuorigioco segnalato a Nainggolan, assistente erroneamente allineato con il terzultimo difendente, non col penultimo; il calcio di rigore assegnato alla Roma nasce da un fallo di mano di Dzeko non fischiato, poi il contatto con Skriniar c’è
Pescara-Inter (Damato) : manca un calcio di rigore all’Inter per la trattenuta di Verre su Murillo; non vista una manata a Candreva, era da giallo; regolare la rete di Icardi perché il fallo di mano è involontario; Damato si rivela poco allenato nella gara perché troppe volte si trova in mezzo al pallone e lo intercetta
Genoa-Fiorentina (Banti) : giudizio sospeso in attesa che venga disputato il resto della gara
Empoli-Crotone (Valeri): è irregolare la rete di Costa perché sulla battuta del calcio di punizione parte in fuorigioco



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Lazio, Immobile sul rigore della Roma: “Secondo me non c’era”

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Ciro Immobile 26-07-2016 Roma Visite mediche di Ciro Immobile nella clinica Paideia a Roma. SS Lazio test clinic @ Marco Rosi / Fotonotizia / Insidefoto

L’attaccante della Lazio, ospite della Domenica Sportiva, ha toccato vari temi legati al presente con la Lazio e al passato della sua carriera, soffermandosi sul discusso rigore giallorosso.

SUL COOLING BREAK DI CHIEVO-LAZIO – “A Verona faceva molto caldo. Non serve a molto se ci ferma solo un minuto per bere. Credo sarebbe stato meglio giocare di sera. Fatta in questo modo l’interruzione non serve perché il tempo per bere durante la gara c’è già, ci sono tanti tempi morti“.
SU TOTTI E IL RIGORE DELLA VITTORIA GIALLOROSSA – “Se non lo danno a me mi arrabbio, ma a vederlo così credo che non sia rigore. Dzeko è un po’ più grosso di me, lasciarsi cadere così… secondo me non c’era. Totti? Io sono laziale, ma lui è una leggenda e una bandiera per tutto il calcio italiano. Ovviamente spero che non faccia così anche nel derby“.
SU HIGUAIN – “Gonzalo è un giocatore straordinario, quando si parla di calcio e si vede un gol così non c’è tifo che tenga“.
SUGLI ALLENATORI AVUTI – “A quale tecnico sono legato? A tutti perché ho avuto la fortuna di avere grandi allenatori. Sono partito con il primo Conte, ho avuto la sua esperienza. Ora invece ho Inzaghi che è uno che ha tanta voglia di crescere. Penso che abbia trovato il gruppo giusto, insieme possiamo fare delle belle cose. Poi naturalmente non dimentico né Zeman, né Ventura. Quest’ultimo è quello che mi ha fatto diventare ciò che sono. Ferrara? Mi prese a Sorrento, mi fece esordire in Under 21, però l’ho avuto per troppo poco tempo”.
SULLA NAZIONALE – “Conte e Ventura si somigliano da un punto di vista tattico, hanno idee simili. Dal punto di vista caratteriale sono diversissimi: diciamo che Ventura qualche volta si arrabbia, Conte invece qualche volta lo puoi trovare calmo. Ventura è stato un maestro per me, mi ha lanciato nel grande calcio. Il mio gol più bello? Quello contro la Roma all’Olimpico con il sinistro al volo. Il più brutto? Per gli attaccanti basta che la palla entri, non fa differenza”.
SULLE ESPERIENZE VISSUTE ALL’ESTERO – “La vera esperienza negativa è stata in Spagna, anche se ho avuto solo la soddisfazione di segnare al Real Madrid. In Germania non ho fatto benissimo ma comunque ho realizzato 4 reti in Champions. C’erano diversi problemi in squadra; era difficile per i tedeschi, figuriamoci per me”.
SULLA SERIE A – “La Juve è ancora troppo forte di tutte le altre. Noi contro di loro meritavamo di pareggiare, ma a loro è bastata una giocata per vincere. Anche da questo si vede la loro superiorità“.
Conclude con un commento sulla partita di Verona: “Non è stata una partita facile. Al di là del campo brutto non siamo riusciti a imporre il nostro gioco. Il Chievo è una squadra sempre difficile da affrontare in casa. Siamo stati bravi a pareggiare subito, altrimenti la gara rischiava di diventare davvero complicata.“



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Keita entra e cambia il Match:” voglio ripagare la fiducia sul campo”

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In una partita dal campo scivoloso, dal caldo torrido e dalla pessima prestazione messa in atto dalla squadra laziale, ci pensa “l’imputato” del calciomercato estivo laziale. Dopo le scintille di Agosto tra lui, il suo agente e la società laziale (tifosi compresi) il senegalese entra in campo contro il Chievo e riapre subito il match portando l’assist a De Vrij.

Keita Balde è intervenuto ai microfoni di mediaset nel post partita spiegando la sua situazione:

“Ha segnato de Vrij, io ho fatto il passaggio ma lui è stato bravo a farsi trovare lì e a fare gol”.Sono entrato nel momento in cui ha segnato il Chievo, peccato perchè volevamo vincere, alla fine per fortuna è arrivato almeno il pareggio, adesso dobbiamo fare bene Sabato con il Pescara, davanti ai nostri tifosi. Se ha influito il caldo? Più che il caldo il campo, si scivolava parecchio”. Sul suo stato mentale: “Io se gioco bene non è perchè sto bene con la  testa. Sono contento di essere tornato, per fortuna oggi ho giocato la mia prima partita, spero di continuare. La fiducia del mister? Spero di ripagarla giocando bene in campo, solo così si può pagare”.



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De Vrij nel post gara: ” Contento per il gol ma non è stata una prestazione buona”

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Stefan De Vrj, l’autore del gol che ha permesso alla Lazio di “salvare” la faccia al Bentegoti contro il Chievo, anche se il pareggio sta molto stretto a chiunque, è intervenuto ai microfoni laziali nel post gara.

“Sono contentissimo di esser tornato in campo con i miei compagni e la mia squadra. Giocare mi fa felice.

Sono felice per il gol, ma volevamo vincere la partita, non l’abbiamo fatto però il risultato non è totalmente negativo. Loro sono stati pericolosi con i calci piazzati, hanno creato tante occasioni, hanno segnato solo una rete. Noi sappiamo che dobbiamo migliorare in queste situazioni, lavoreremo in settimana.

Mi trovo bene in coppia con Bastos, anche se non parliamo ancora la stessa lingua ci capiamo. Lui è molto forte fisicamente e anche molto veloce. Ci capiamo perfettamente in campo. Ci completiamo, siamo diversi ma secondo me possiamo giocare tranquillamente insieme, e anche bene, così come con gli altri, bravi ugualmente. Il mister ora ha deciso che giochiamo noi, quindi diamo del nostro meglio per provare a vincere ogni partita.

Il modulo tattico dipende dall’avversario, secondo me è giusto quello che decide il mister, ovvero giocare a tre con la Juve e a quattro contro il Chievo. Non so come preferirei giocare, per me è uguale. Decide il mister in base all’avversario che troviamo in campo.

Non è stata la mia migliore partita, anche io devo crescere molto e migliorare, il gol fa piacere, ma volevamo portare a casa il risultato. Ora ci concentriamo subito in vista della partita di sabato”.



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Inzaghi nel post partita:”Abbiamo fatto 3 buone gare ma serve cattiveria”

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Una vittoria, una sconfitta ed un pareggio, in tre giornate la squadra di Inzaghi non ha ancora trovato la sua forma e la sua costanza. Una gara dal punto di vista tattico lento e prevedibile, forse dovuta al caldo o dalle pressioni nello spogliatoio o semplicemente una partita dove i giocatori in campo non sono scesi con la giusta mentalità.

Il tecnico biancoceleste al termine del match contro il Chievo Verona ha rilasciato il suo pensiero ai microfoni laziali:

“Non avevamo rischiato quasi nulla poi abbiamo rischiato in due o tre circostanze e mi dispiace. Con la reazione della squadra è arrivato il pareggio, con un pizzico di convinzione in più forse potevamo vincere la gara.

Come in tutte le partite, i ragazzi subentrati sono andati bene, dobbiamo cercare di crescere, siamo all’inizio, abbiamo fatto tre gare buone. Dobbiamo cercare di migliorare e da domani penseremo alla gara contro il Pescara.

Penso che il caldo e l’afa abbia influito tanto, ma c’era per noi e c’era anche per il Chievo, così come il campo in condizioni non molto idonee. Le condizioni, però, sono così per tutte e due le squadra.

Bastos e de Vrij hanno fatto bene, ma dobbiamo lavorare sulle palle inattive. In settimana ci metteremo sotto.

Il Pescara è una squadra organizzata molto ben allenata da Massimo Oddo, un allenatore bravo con moltissime idee.

Gli aspetti positivi, pochi, ma la reazione è un aspetto. Poteva complicarsi, invece non abbiamo mollato, serviva più cattiveria.

Oggi i calci piazzati sono stati il vero tallone di Achille per noi, e questo è un punto assolutamente negativo.

Ora cercheremo di recuperare da questa trasferta e poi penseremo al Pescara”.



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Chievo Lazio: le pagelle

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La Lazio esce dalla difficile trasferta di Verona con un punto che porta a 4 i punti in classifica per i biancocelesti.
Partita per lunghi tratti noiosa,complice anche il grande caldo che ha abbassato di molto icritmi di gioco.
Causa impegni con le nazionali molti giocatori sono sembrati molto spenti,come Biglia e Lulic,che in campo hanno offerto una prestazione molto al di sotto dei loro livelli.
Lazio in difficolta` grave sui calci piazzati che hanno visto,oltre al gol del Chievo,arrivare i biancocelesti sempre secondi.
Ritorno in campo per Keita nel secondo tempo che e’ stato uno dei migliori in campo.
Di seguito i voti e le nostre valutazioni sui calciatori laziali:

MARCHETTI 6,5: questa volta il portierone si fa` trovare pronto sulle occasioni da calcio piazzato dei clivensi.

BASTA 5,5: il serbo e` lontano parente del calciatore ammirato 2 anni fa`,molto lento e sembre saltato dai giocatori del Chievo.

BASTOS 6: buona prova del nuovo acquisto laziale che pero` soffre molto sui calci piazzati;si fa` anticipare anche da Gamberini sul gol clivense.

DEVRIJ 7: Stefan e` tornato: gladiatore in difesa e oggi ancbe autore del gol del pareggio laziale.

RADU 7: anche per il romeno prestazione con i fiocchi,bene in fase difensiva e bene anche in fase propositiva.

BIGLIA 5: le 2 partite e il fuso orario si fanno sentire,oggi il capitano e` sembrato molto stanco.

PAROLO 6,5: come sempre Marco non fa` mancare la sua abnegazione e la sua grinta in campo;pericoloso anche con un tiro di poco alto.

LULIC 5: anche lui come Biglia e` sembrato molto stanco,prestazione opaca.

FELIPE ANDERSON 6: la grinta in confronto allo scorso anno pare esserci,anche qualche giocata seppur estemporanea pare esserci,speriamo di recuperare a pieno questo ragazzo.

IMMOBILE 5,5: sempre molto movimento e generosita’ ma oggi un po` appannato in zona gol.

KISHNA 5: male l’olandese,e’ parso ancora fuori condizione.

MILINKOVIC 5,5: appena entrato si fa` ammonire per una gomitata,poi un tiro uscito di qualche metro; poco ancora per i 10 milioni spesi per lui.

KEITA 7: non si e` comportato bene in quesi mesi,ma e` un giocatore di alto livello.Anche oggi entra e cambia la gara con assist per DeVrij e azioni pericolose.

DJORDJEVIC S.V.



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Esuberi, che costo!

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Agli sgoccioli finali sembravano tutti sulla via per partire. Ma Gonzalez, Tounkara, Minala e Morrison hanno rifiutato qualsiasi proposta e hanno deciso di abbracciare ancora la causa biancoceleste anche se non voluti dalla società, mentre a sorpresa, c’è ne sono state tante questo’anno, Vinicius è stato reintegrato nella rosa. Per i restanti esuberi, allenamento a parte a Formello, e soldi che la società continuerà a sborsare. Per la precisione, questi fuori rosa costano alla Lazio 4,8 milioni di euro. Certamente non una cifra da mille e una notte ma ovviamente soldi che avrebbero fatto ben comodo per arrivare a comprare quel top player così cercato durante l’estate.
TOUNKARA E MINALA
Guadagnano 200 mila e 100 mila euro a stagione, non troppi per capirci. Tare ha lavorato tutta l’estate per trovare loro una sistemazione soddisfacente ma non c’è riuscito. La volontà dei due giovani era quella di avere una chance in prima squadra con la Lazio. Hanno ottenuto sì la possibilità di rimanere alla Lazio, ma per lo sfortuna, fuori rosa. L’attaccante e il centrocampista sembrano non rientrare nei piani del mister.
GONZALEZ
A luglio 2015 firma un contratto biennale con il club messicano dell’Atlas. Dopo una sola stagione dice addio. Il calcio messicano non lo affascina affatto e non sembra adatto alle sue caratteristiche, meglio tornare nella capitale. La Lazio spera in un’offerta da qualche mercato ancora aperto, tipo Dubai o Cina. Intanto, però, l’uruguaiano si allena a parte.
MORRISON
Capitolo a parte per Morrison. I rapporti tra l’inglese e la Lazio sono stati parecchio discontinui nell’anno appena finito. Ravel non è mai riuscito a spiccare davvero il volo con l’aquila sul petto, tant’è che negli ultimi due giorni di mercato la possibilità di un ritorno in Inghilterra sembrava reale. Alla fine è sfumato tutto e Morrison è rimasto alla Lazio, con cui ha altri tre anni di contratto. Il club spera di trovargli una piazza adeguata per il mercato di riparazione. L’alternativa potrebbe essere la rescissione del contratto. Anche se, una possibilità all’inglese, Inzaghi sembrerebbe potergliela dare.



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De Vrij dice la sua ai microfoni di Helden Online

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during the UEFA European U21 Championships, Semi- Final match between Italy and the Netherlands at Ha Moshava Stadium on June 15, 2013 in Petah Tiqwa, Israel.

Stefan de Vrij sta pian piano mettendo da parte il “trauma” dell’infortunio che lo ha tenuto fuori dai giochi per gran parte della stagione precedente. L’olandese ha rilasciato una breve intervista ai microfoni di Helden Online:

“Ho accettato l’infortunio il più rapidamente possibile e altrettanto velocemente ho cercato di guardare avanti. Ho visto l’infortunio come un passo indietro, per superarlo ne ho dovuti fare almeno due o tre in avanti”. Mi manca molto la nazionale. Fortunatamente ci sono molte occasioni per tenersi in contatto. E’ stato un peccato non esserci qualificati per gli Europei. Ma quello che è successo è successo, ora è il momento di guardare avanti. Ci sono le qualificazioni per i mondiali in Russia. Tra due anni dobbiamo essere lì”.Chiude l’intervista con delle parole sui suoi compagni di squadra non che connazionali:

“Hoedt e Kishna? Siamo una grande famiglia!”.



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Tutti i dati degli abbonamenti 2016/2017

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I dati degli abbonamenti sono ormai delineati, la Lazio come di consueto possiede i dati più disastrosi con solo 4.000 abbonati contro i 14.000 delľanno scorso, il picco più basso della Lazio moderna. Male anche il Napoli che non eguaglia i dati della scorsa stagione ma ottiene solo 5.200 abbonati. Al primo posto troviamo la Juventus che fa sold out come sempre con ben 29.300 tessere vendute. Milan in netto calo. Ottimi i numeri di Sassuolo e Atalanta. Inter in crescita con 20.000 tessere vendute. Bene anche Genoa e Sampdoria con 17.000 e 17.200 tessere vendute. Udinese che supera la soglia dei 10.000 abbonati. Empoli a quota 6.000 tessere come ľanno scorso. Ottima campagna del Bologna con 13.000 abbonati. Bene anche Fiorentina e Torino con 20.000 e 11.000 tessere. Cagliari, Crotone e Palermo viaggiano tutti intorno ai 6.000 abbonati.



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Flop abbonamenti, la Lazio è ultima in classifica

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Le campagne abbonamenti della serie A sono terminate, la Lazio ha ottenuto la peggior campagna dell’era Lotito.

Un po’ per il caso Bielsa, un po’ per altri fattori che tutti noi conosciamo, i tesserati laziali sono poco più di 4.000. Circa 70% in meno delle stagioni passate.

Come riporta il sito lalaziosiamonoi il dato ufficiale capitolino esatto non si conosce in quanto la dirigenza ha preferito oscurare i risultati ottenuti quest’anno anche dovuto al fatto dei famosi 11 abbonati all’apertura delle sottoscrizioni.

Riguardante le altre squadre troviamo al primo posto la Juventus con 29.300 tessere,Fiorentina 20.100,Inter 20.000,Roma 18.100, Genoa 17.200,Bologna 13.300,il Milan con 12.000, Torino 11.000,Udinese 10.774,l’Atalanta 10.640, Pescara 8.000, (Dato più alto della sua storia),Cagliari 7.198,Empoli 6.516,Sassuolo 6.005,Palermo 6.323, Crotone 5.800,Napoli 5.200 e la Lazio a 4000 che chiude la classifica.



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Nolano difende Cardelli: “La Lazio è organizzata male”

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Dopo lo sfogo di Cardelli tramite il suo profilo social, arriva in sua difesa Nolano, ex esterno laziale classe ’98:“La Lazio è organizzata malissimo a livello giovanile – le sue parole riportate durante la consueta rassegna stampa di Radiosei -. Dopo aver fatto il ritiro con la Lazio Primavera in estate, la società mi aveva detto che mi avrebbe mandato in prestito perché non ci sarebbe stato spazio per me. Ma non si sono minimamente preoccupati di cercarmi una squadra, ho dovuto fare tutto da solo. Ora sono in prestito al Flaminia Civita Castellana.Io non me la prendo con i ragazzi che vengono da fuori, ma con la società che non valorizza gli italiani per dare spazio agli stranieri. Per loro, noi giovani italiani, siamo soltanto dei numeri”. 



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Lazio Primavera, Cardelli lascia “Il calcio degli italiani è morto”

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Durissimo sfogo quello a cui si è lasciato andare ieri sera il giovane Filippo Cardelli, 18 anni, da due nella rosa biancoceleste come difensore centrale della Lazio Primavera, guidata quest’anno da mister Bonatti.

Filippo era pieno di fiducia dopo l’intervento al ginocchio riuscito lo scorso 18 novembre, che gli ha fatto saltare buona parte della passata stagione, a seguito di un terribile infortunio. Ma non appena rientrato, pronto a riprendere da dove aveva lasciato, si è reso conto della tendenza sempre più crescente, da parte delle varie Società, di acquistare e far giocare ragazzi provenienti da tutti gli angoli del mondo nei settori giovanili, dove tra l’altro la Lazio conta diversi innesti ad ogni sessione di mercato.
È come biasimarlo! D’altronde la Serie A ha dato il via a questa tendenza ormai da anni, dando sempre più spazio agli stranieri, attestatisi al 55% dei calciatori impiegati nel nostro massimo campionato, con l’esempio lampante dell’Udinese, che nelle prime due partite della stagione in corso non ha schierato neanche un italiano nell’11 titolare. Da qui la reazione piena di rabbia e rammarico di Cardelli, vedendo infrangersi i sogni di un ragazzo in una situazione che non vedrà risvolti positivi, almeno nel breve periodo.
Queste le sue parole, affidate ai Social: “Dopo 10 anni di sacrifici lascio il calcio – scrive Cardelli -. Ci tengo a chiarire che non ho avuto nessuna divergenza con l’allenatore come è stato scritto, anzi il mister è sempre stato onesto con me. Lascio perché sinceramente questo non è più lo sport di cui mi sono innamorato da bambino. Non vedo che senso abbia giocare nella Lazio Primavera e essere circondato da stranieri, e non solo, essere trattato pure come una merda, dopo tutti i sacrifici che ho fatto. Finché si tratta di rinunciare agli studi, agli amici, alle ragazze, è tutto accettabile perché ho un sogno, e il mio sogno viene prima di tutto. Ma quando ti senti dire che dopo un crociato rotto non sei sicuro di avere le cure della società perché non hai il contratto, quando non puoi mangiare a Formello nei giorni di doppia seduta perché non hai il contratto, quando non puoi andare in palestra a migliorarti perché non hai il contratto, quando non ti pagano la visita medico agonistica perché non hai il contratto, ti cascano le palle e rimangono per terra. Ed ovviamente gli stranieri hanno il contratto e guadagnano anche tanto… Non ho mai giocato a calcio per i soldi ma solo per la felicità di far parte di un gruppo di amici che lottano per un obiettivo comune, ho giocato a calcio per il desiderio di poter dire “cazzo ce l’ho fatta”, sono arrivato. La Serie A è piena di stranieri, il calcio degli italiani è morto, e sinceramente se devo essere trattato come uno straniero in patria preferisco andarmene”.
Adesso per lui un futuro a stelle e strisce, come del resto intrapreso anche da altri giovani italiani, tra cui il figlio di Vincenzo Montella, in un campionato considerato minore ma che ha tutte le risorse necessarie per crescere: “È vero, negli Usa il calcio è anni luce indietro, ma almeno ha un briciolo di dignità, quella che noi abbiamo perso“.
Infine un consiglio rivolto a tutti e un pensiero per due suoi ex compagni di squadra: “Per tutti quelli che sono arrivati fino a qua e che amano il calcio, un consiglio da chi l’ha vissuto da dentro: non andate allo stadio, non comprate gli abbonamenti tv, perché è tutto finto… Quando Lombardi è entrato e ha segnato con l’Atalanta mi sono emozionato. Un ragazzo italiano che corre e suda per la maglia, questo è quello che dovremmo vedere sempre, ma probabilmente adesso non giocherà più, per far spazio ai tanti stranieri. La foto è con Luca Borrelli, uno dei pochi amici italiani del gruppo degli Allievi rimasti in Primavera. Che enorme tristezza…”.
Se non verranno adottate riforme consistenti, da chi di dovere, questo non sarà né il primo né l’ultimo caso di una preoccupante ‘fuga di piedi‘ all’estero di giovani promesse, nonché di un sistema calcio italiano che fatica sempre più a sfornare talenti e a scommetterci seriamente.
Ben vengano allora i Sassuolo!



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Perea al Lugo, le sue prime parole

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Brayan Perea da possibile scommessa a flop laziale in giro per il mondo “sottoforma” di prestito.

Il centroavanti colombiano è approdato nel club spagnolo Lugo in prestito con diritto di riscatto.

Ecco le sue prime parole:

 “Ho sempre desiderato giocare nel campionato spagnolo, qui ci sono i migliori calciatori del mondo. Fin dal primo giorno in cui il direttore sportivo mi ha parlato della possibilità di venire qui ho mostrato grande interesse, restando in ansia fin quando non si è concretizzato ufficialmente il mio trasferimento. Il Lugo è un grande club e lo ha mostrato in queste prime giornate di campionato. Mi piace molto il fatto che la squadra segni molto e che giochi un bel calcio. Johan Mojica (colombiano del Rayo Vallecano, ndr), che è un mio grande amico, mi ha consigliato di venire qui, assicurandomi che sarebbe stato la decisione migliore da prendere. Nonostante la mia altezza ho una buona tecnica e con i miei movimenti aiuto i miei compagni d’attacco.Voglio fare un buon campionato per aiutare la squadra a raggiungere i suoi obiettivi”.

 



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Liverani:” Il vero acquisto è De Vrij, Keita? Ho visto di peggio”

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Liverani su Lazio-Fiorentina: "Due squadre rivoluzionate, ma la Lazio segue la strada giusta"

Fabio Liverani  è intervenuto ai microfoni di Radio Olympia per parlare un po’ di Lazio.

“L’obiettivo stagionale? Penso che la Champions sia lontana, a meno che non toppi qualcuno lì davanti, ma questa Lazio può tranquillamente lottare per l’Europa League. La difesa doveva essere ritoccata ed è stato fatto.L’acquisto più importante è il recupero di De Vrij. Bastos mi è piaciuto tanto contro la Juventus e Wallace è un buon prospetto. Anche Lukaku è giovane ed interessante. Davanti si è perso Candreva, ma è inutile tenere chi non ha motivazioni. Immobile poi è un ottimo acquisto”.

Caso Keita:“Ha 21 anni, è giovane ed a volte i giovani fanno errori di valutazione. Bisogna trovare un giusto compromesso perché è un patrimonio della Lazio. La società gli ha dato tanto in passato e lui sta ancora crescendo. Va aiutato e supportato, naturalmente se la società lo ritiene un giocatore importante. Ricucire col gruppo? Non so cosa sia successo, ma non credo che abbia fatto cose talmente gravi da non poter ricucire determinati rapporti. In passato ho visto di peggio”.



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Mancini ritorna a parlare della sua Lazio:”Cragnotti e la gente laziale sono stati le armi vincenti”

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Roberto Mancini è tornato a parlare di Lazio rilasciando un’intervista a Radiolympia

CRAGNOTTI ED IL PASSATO:

La Lazio ha vinto per merito di un presidente che ha investito tanto e preso grandi giocatori. Alla fine nel calcio vince chi prende i giocatori migliori. Cragnotti è stato sicuramente l’artefice di quei successi, noi siamo stati fortunati perché in quegli anni la Lazio era tra le migliori squadre. Uno Scudetto fu anche poco”.

SUI TIFOSI LAZIALI:

“Io sono stato benissimo a Roma. Non sono romano, ma quasi! Ci vengo anche spesso. Alla Lazio sono stato bene e così come con la gente laziale. Un loro pregio? Amano follemente la propria squadra e sono disposti a tutto.Questo un giocatore lo sente e cerca di dare il massimo. Il tifoso laziale ama visceralmente la propria squadra”.

SU SIMONE INZAGHI

“Non ho seguito tanto il calciomercato, sinceramente. Auguro a Simone Inzaghi le cose più belle, che possa avere una grande carriera e possa fare un gran campionato. Gli voglio bene. Di lui ne parlano bene tutti, anche chi ha seguito il calcio giovanile. Ha sicuramente delle qualità”.

GULLIT E LE DICHIARAZIONI CONTRO MANCINI:

“Gullit è stato un grande calciatore, ma non c’è bisogno che risponda alle sue dichiarazioni (Gullit ha detto “De Boer paga gli errori di Mancini”, ndr). Nel calcio, quando si è stato grandi calciatori e non si è riuscito più a far niente piace iniziar a parlare male degli altri. Gullit non è l’unico, ce ne sono tanti. Lo sappiamo che l’invidia è una brutta bestia”.



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Nazionale Italiana, Buffon da la carica!

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Poche ore alla prima gara di qualificazione per i mondiali 2018  che si svolgeranno in Russia.

L’Italia affronterà l’Israele e dopo la sconfitta in amichevole contro i francesi è proprio il capitano azzurro a dare la carica:

“Occorre restare concentrati . Intanto abbiamo ritrovato anche Bonucci. Sapendo che le cose stanno andando per il verso giusto, Leo è arrivato con entusiasmo e serietà e questo ci aiuterà a fare una gara importante”. Su Ventura: “Ci ha dato tutti gli strumenti per la qualificazione. Con la Francia siamo stati lenti e compassati, è il momento di tirare fuori la rabbia. Senza fare paragoni, è l’uomo giusto arrivato nel momento giusto e nel posto giusto per quello che è stato il percorso della Nazionale negli ultimi anni”.



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Lazionali, la carica di Lulic!

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Martedì sera ci sarà la gara tra Bosnia ed Estonia, match valido per la qualificazione ai prossimi mondiali. Lulic è intervenuto ai microfoni bosniaci:

“La cosa più importante sarà iniziare bene queste qualificazione. Impegnarsi e lavorare duro deve essere normale quando si indossa la maglia del proprio paese . Il clima nel ritiro è buono, stiamo preparando la sfida di martedì nel migliore dei modi. E’ vero che nel calcio non ci sono mai avversari difficili, ma credo che contro l’Estonia possiamo vincere. L’assenza di Muhamed Bešić? Quando non hai a disposizione tutti i migliori giocatori è sempre più complicato preparare i match. Besic ci mancherà ma la squadra ha qualità, ci sarà sicuramente qualcuno in grado di prendere il suo posto”.



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Keita ritrova il sorriso

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I dolori al ginocchio sembrano ormai non affliggerlo più. Il “bambino” della Lazio vince e convince, trascinando il suo Senegal alla vittoria per 2-0 contro il Namibia, partita valevole per le qualificazioni alla Coppa d’Africa 2017. Il cammino del Senegal appare francamente senza rivali.
Il rientrante esterno biancoceleste ha fornito una prestazione davvero convincente nell’arco degli 84’ minuti, gol a parte.
Keita, a fine partita, mostra tutta la sua felicità: “Grande vittoria. Sono molto contento per il mio primo gol con la Nazionale. Questa rete è per tutti i tifosi, che ringrazio per il sostegno.”
In nazionale campione, in campionato inutilizzato, qualcosa non va, una rete che certamente farà discutere. Ora niente più chiacchiere.
Dentro o fuori.



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La formazione ideale della Lazio secondo Since!

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Un’altra sessione di mercato è giunta al termine, si poteva indubbiamente fare di più anche se non è di certo il peggior mercato delľera Lotito. Ora la Lazio ha tutte le carte in regola per dimenticare la brutta esperienza delľanno scorso. Ecco secondo noi la formazione con cui la squdra capitolina dovrebbe presentarsi contro il Chievo:

Come modulo optiamo per un 4-3-3 con Marchetti tra i pali e una difesa composta dalla coppia centrale Bastos(Wallace)-De vrij e Basta-Lukaku come ali difensive. Bastos e Lukaku hanno dimostrato di poter far bene nella partita contro i bianconeri, bisogna dargli fiducia in modo che possano confermarsi. A centrocampo inseriamo Biglia–Parolo–Milinkovic, Biglia e Parolo sono i gioiellini di questa Lazio, sarebbe impossibile non farli partire titolari, Milinkovic deve dimostrare quanto vale, vogliamo dargli fiducia per vedere se è in grado di ripetere ľottima prestazione mostrata a Bergamo contro ľAtalanta. Sperando in una tregua tra la società e Keita vogliamo insetirlo nel nostro attacco insieme a Felipe Anderson e Ciro Immobile, se la pace con Keita non dovesse arrivare dovrebve essere il neo acquisto Luis Alberto ad occupare la fascia.
Marchetti
De Vrij-Bastos
Basta                             Lukaku
Parolo-Biglia-Milinkovic
Keita                          Anderson
Immobile



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Prima Lazio di Lotito vs Lazio di oggi: qual è più forte?

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Sono ormai più di 12 anni che Claudio Lotito è alla guida della Lazio. Per certi versi sembra ieri, quel 31 Agosto 2004 in cui Lotito acquistò i famosi 9 giocatori per completare la rosa, e invece sono passati già 12 anni, in cui la Lazio ha ottenuto risultati molto altalenanti in Campionato (media ottavo posto), con solo due partecipazioni alla Champions League (solo una partecipazione alla fase a gironi, nessuna alla fase ad eliminazione diretta), e sei alla Coppa UEFA/Europa League (miglior risultato quarti di finale), mentre ha ottenuto discreti risultati nelle Coppe Nazionali (vittoria di 2 Coppa Italia, di cui una storica, e 1 Supercoppa Italiana). Ma come è cambiata la Lazio di Lotito in questi anni? Si può fare una riflessione per constatare se la Lazio di oggi sia più forte della prima Lazio di Lotito o viceversa; per fare questo, è bene innanzitutto ricordare l’undici titolare della Lazio 2004-2005 e quello della Lazio 2016-2017:

LAZIO 2004-2005 (4-4-2): Peruzzi; Oddo, Couto, Siviglia, Zauri; A. Filippini, Giannichedda/Dabo, Liverani, Cesar/E. Filippini; Di Canio, Rocchi. All. Caso/Papadopulo

LAZIO 2016-2017 (4-3-3): Marchetti; Basta, De Vrij, Bastos, Lukaku; Parolo, Biglia, Milinkovic/Lulic; Anderson, Immobile, Keita. All. Inzaghi

Sul portiere non c’è molto da discutere: Angelo Peruzzi è stato uno dei più forti portieri d’Italia e in quella Lazio, martoriata dalle troppe cessioni dell’estate, era un punto di riferimento in campo e fuori e dava quelle garanzie che Marchetti ha dato alla Lazio nei primi anni ma che adesso non riesce più a dare appieno; per quanto riguarda la difesa, invece, la Lazio di oggi ha i difensori centrali più forti, sperano che De Vrij-Bastos possa diventare una grande coppia difensiva, decisamente più forte di Couto-Siviglia, mentre ha probabilmente i terzini più deboli, perché anche se Lukaku da quanto visto in queste prime giornate promette molto bene, Basta non sta offrendo più troppe garanzie, mentre la Lazio di 12 anni fa poteva contare su un terzino destro del livello di Massimo Oddo e a sinistra su un’altra colonna come Zauri. Da questo punto in poi diventa complicato fare paragoni esatti, perché mettiamo a confronto due squadre con moduli diversi, anche se in ogni caso viene fuori un divario evidente: a centrocampo, la Lazio di oggi, con un regista come Biglia e una mezzala come Parolo, ha sicuramente la meglio su quella di allora, fermo restando il cuore che i gemelli Filippini mettevano in campo in ogni partita; forse invece merita un approfondimento il reparto offensivo: questa Lazio, arricchita dall’arrivo di Immobile, ha sicuramente la meglio, ma quanto manca un leader con gli attributi come Paolo Di Canio? Tanto, proprio tanto.



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Traorè:” Keita e Menè sono due armi in Nazionale”

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Traorè, l’ex ct del Senegal ha speso delle parole su Keita e Menè riguardanti la sua ormai ex nazionale ai microfoni di APS:“Nel match di maggio contro il Ruanda, al contrario di quanto hanno detto alcuni, entrambi i giocatori hanno avuto modo di rendersi pericolosi. Sono due armi molto utili per la Nazionale. Tutt’e due hanno esperienza tecnica, sono esplosivi, hanno un grande impatto sul gioco della Nazionale. Il buon esordio si Manè con i Reds deve consolidarlo e portarlo ad assumersi delle responsabilità per la squadra del Senegal. E Keita sarà un alleato nelle mani dell’allenatore”.

Per quanto riguarda Keita Balde, la società non lo ha lasciato partire con la speranza di ricucire gli attriti createsi durante la sessione estiva. Lo strappo potrebbe ricucirsi con un adeguamento di contratto tanto voluto dal senegalese per poter continuare a giocare con la testa libera dal pensiero dello stipendio.



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Lucas Biglia verso il rinnovo, le cifre del contratto

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Lucas Biglia è sempre più biancoceleste, l’argentino dopo aver dubitato della Lazio per un breve periodo dove il tutto sembrava andar storto, potrebbe rinnovare il suo rapporto con la squadra capitolina. Il pilastro del centrocampo biancoceleste, secondo la rassegna stampa di radiosei, potrebbe aver già firmato un contratto che lo legherà fino al 2020 con opzione al 2021. Le cifre parlano di 2,5 milioni di euro a stagione più bonus che lo porterebbero a 3 milioni stagionali.

L’ufficialità ancora non è arrivata ma potrebbe confermarsi a breve.



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Papadopulo: “La Lazio deve dare fiducia a Inzaghi! La Serie A non ha bisogno di tecnici stranieri”

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L’ultimo giorno di calciomercato non ha regalato sussulti in casa Lazio: la campagna acquisti si è conclusa con l’approdo in biancoceleste del centrocampista ex Liverpool Luis Alberto. Adesso toccherà a Simone Inzaghi riuscire ad amalgamare il gruppo per riportare la Lazio nelle posizioni di classifica che le competono. Proprio sul tecnico dei biancocelesti si è espresso Giuseppe Papadopulo, allenatore dei capitolini da Gennaio a Maggio 2005, in cui vinse il derby contro la Roma per 3-1 al debutto e riuscì a guidare le Aquile verso una salvezza complicata; ecco le sue parole su Inzaghi a Radio Olympia: “La valutazione che avrà fatto Lotito, quella che lo ha condotto a richiamare Inzaghi alla guida della Lazio, sarà stata figlia di un’attenta riflessione. Evidentemente, il patron romano non è stato convinto da nessun altro profilo durante la scelta finale del futuro allenatore laziale, per cui ha deciso di dare fiducia a Simone, che non conosco professionalmente ma che considero un giovane in rampa di lancio. La società biancoceleste dovrà proteggerlo senza esitazioni, avendo lavorato su quella stessa panchina, non ho dubbi che lo stesso Lotito non toccherà Inzaghi per tutta la stagione in corso, essendo un gestore che non ama i cambiamenti in corso. Bielsa? Vicenda particolare, tuttavia, posso e voglio serenamente affermare che né la Lazio né la serie A hanno bisogno di tecnici stranieri, gli italiani sono ancora i più preparati al mondo. Ne approfitto per fare il più grande in bocca al lupo al nuovo Commissario Tecnico della nazionale azzurra Ventura, mio coetaneo, che ha coronato un sogno quando la carta d’identità non sembrava più permetterlo. Per questo, anche per il sottoscritto, mai mettere limiti alla provvidenza…”



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Dove sta il #JesuisCharlie?

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La Vignette sul terremoto in Italia pubblicata da Charlie Hebdo "Terremoto all'italiana: penne al sugo di pomodoro, penne gratinate, lasagne". L'ultima, ("lasagne"), presenta diverse persone sepolte da strati di pasta. ANSA+++ EDITORIAL USE ONLY NO SALES NO ARCHIVE+++

Caduta di stile per Charlie Hebdo che tramite una vignetta sul terremoto avvenuto in Italia ha fatto indignare tutti. Ci allontaniamo dalla Lazio per pochi minuti per esprimere un’indignazione che non ha limiti al rispetto per le vittime.

Dopo l’attacco terroristico alla testata francese si è scatenata sul web una vicinanza al popolo francese con l’hastag Je suis charlie, lo stesso giornale tramite una vignetta riporta ciò che è accaduto in Italia sottoforma di satira(???) dove si vedono persone insanguinate e sotto le macerie ( lasagna italiana).

Satira o non satira quella penna è un potente mezzo di informazione tantochè gli estremisti islamici, dopo quella del Maometto hanno fatto accadere il peggio nella redazione (una penna non può valere una vita). Ma la mancanza di rispetto e la semplicità del black humor di questi francesi stanno facendo incazzare parecchia gente compresa la nostra redazione.

“Terremoto all’italiana: penne al sugo di pomodoro, penne gratinate, lasagne”, questa la vignetta pubblicata dall’ultimo numero di Charlie Hebdo. Vi si mostrano vittime del sisma sporche di sangue. L’ultima, (“lasagne”), presenta diverse persone sepolte da strati di pasta. La vignetta sul terremoto è pubblicata nell’ultima pagina del numero in edicola di Charlie Hebdo, che ha in copertina una vignetta sul “burkini”. Nella stessa ultima pagina della vignetta sul sisma, il drammatico tema della sciagura in Italia viene affrontato in un colonnino con una serie di battute: “circa 300 morti in un terremoto in Italia. Ancora non si sa che il sisma abbia gridato ‘Allah akbar’ prima di tremare”.

NOI NON SIAMO CHARLIE!



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Lazio Primavera fuori dal trofeo!

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La Lazio Primavera saluta la competizione del trofeo Wojtyla. Dopo aver rimediato lo scorso 31 Agosto la sconfitta contro il Frosinone il quale ha vinto di misura con una rete a zero, nella giornata di ieri il Latina ha rifilato alla squadra ciociara due reti a zero tagliando matematicamente fuori la Lazio per differenza reti.

CALENDARIO E RISULTATI

Martedì 30 agosto 2016
GIRONECAMPOORARIS
BFregene18:00LatinaLazio3-4
AFregene20:00RomaZbrojovka Brno2-3
Mercoledì 31 agosto 2016
GIRONECAMPOORARIS
BFregene18:00LazioFrosinone0-1
AFregene20:00RomaL.N.D.1-4
Giovedì 01 settembre 2016
GIRONECAMPOORARIS
BFregene18:00LatinaFrosinone2-0
AFregene20:00Zbrojovka BrnoL.N.D.7-2
Sabato 03 settembre 2016
CAMPOORARIS
FINALEFregene11:00ZBROJOVKA BRNOLATINA CALCIO

La Lazio che era campione in carica del torneo ora dovrà puntare la concentrazione sulla prima gara della stagione



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Lotito: “Il mio impegno per Amatrice sarà profondo e continuo”

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Claudio Lotito in tribuna all'Olimpico durante la sfida tra Lazio e Parma

292. Le vittime da non dimenticare. Tutto accadde otto notti fa, quando l’Italia, alle 3.36 del 24 Agosto tremò. Sono migliaia gli sfollati che hanno bisogno di noi, il non dimenticare è d’obbligo. Non dobbiamo farlo, di fronte a queste cose si azzerano gli odi, gli osti e le vicissitudini personali. Amatrice e gli altri paesi necessitano di un nostro aiuto, non abbandoniamoli, piuttosto, operiamo in silenzio per  la loro causa. Le dichiarazioni rilasciate al riguardo dal presidente Lotito ad una nota testata giornalistica nazionale sono rilevanti: “Amatrice non è battuta, mi impegnerò per aiutare il paese”.
Il presidente ha assicurato il suo sicuro impegno in prima persona: “Amatrice è sconfitta ma non battuta, come nel calcio può rivincere, deve rialzarsi, là dove è stata messa in ginocchio. Qui è caduta, qui risorgerà, non altrove, con le stesse forze, con l’energia e la dignità che da sempre hanno accompagnato questa terra. Tra queste strade ho trascorso la mia infanzia, qui la mia adolescenza, qui la mia maturità, quando ho trovato le idee per la mia attività imprenditoriale, frutteti, zootecnica, campi di grano. Sono crollate case, scuole, chiese, palazzi ma i campi non hanno sofferto come gli uomini”.
Prosegue, inoltre, ricordando i luoghi dove trascorse la sua infanzia: “Rivedo i luoghi di quel tempo e provo di nuovo le stesse sensazioni, stavolta dure: le chiese, i leoni di marmo e pietra davanti a Sant’Agostino, san Francesco, le gite ai laghi di Scandarello, poi a Campo Tosto, sù, oltre mille e trecento metri, i fiumi, il Tronto, vicoli, strade tortuose, tratturi, non il silenzio angosciante di oggi ma quello liberatorio, fresco, di estati vissute senza l’oppressione del tempo, del lavoro, della scuola. Era vacanza, assenza. Le mille partite di ping pong, le sfide a biliardino, le gite al santuario della Filetta, l’allegria di un’adolescenza che non ha altri pensieri se non la gioia di vivere. Ero un chierichetto e la chiesa era il rifugio pomeridiano, l’angolo della riflessione prima del gioco. Poi andavamo a bagnarci nelle acque sotto la diga, quel ritaglio, nei nostri sogni, era la piscina, così la chiamavamo; ballavamo con le canzoni di Battisti, la sua musica accompagnava le nostre sere, alla discoteca lo Scoiattolo, poi in quella dentro l’hotel Roma. Non posso più cercarle, non potrei ritrovarle ma non le cancello. Ogni estate era una pagina da sfogliare di nuovo, il momento per ritrovare gli amici e i parenti, per ricordare giochi e passioni, il parco dei divertimenti che per tutti è l’infanzia, è l’adolescenza. Oggi una fetta di quegli amici, un’altra di quei parenti, non ci sono più, improvvisamente scomparsi. Li piango, non li dimentico così come Amatrice piange straziata i morti ma non può morire assieme, anzi deve ricominciare a vivere. Io provo questo dolore fortissimo, come una lesione sul mio corpo. Ma so che la mia città antica saprà rinascere nuova e uguale a se stessa”.
Conclude con una promessa da mantenere: “Il mio impegno sarà profondo e continuo ed è già avviato, io ci sono. Lo sport potrà aiutare a raggrumare idee e denari, a trovare lo spirito per iniziative certe, sicure, senza angoli bui, senza zone oscure, soprattutto in tempi brevi. Questo dovremo fare. Questo farò io”.



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Svincolati: chi potrebbe ancora tornare utile?

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La sessione estiva del calciomercato 2016-2017 si è chiusa ieri sera alle 23.00, ma il mercato svincolati è ancora possibile. Le squadre possono dunque riparare ai colpi falliti all’ultimo secondo riportando alla ribalta qualche svincolato; per la Lazio, ad esempio, potrebbe essere molto utile Juan Vargas, considerando il fatto che Radu è ormai un ex giocatore, oppure anche un vecchio bomber come Dimitar Berbatov, o anche un centrale come Martin Caceres. Ecco la lista completa degli svincolati 2016-2017:

Daniel Osvaldo – Punta centrale
Martín Cáceres – Difensore centrale
Mathieu Flamini – Mediano
Ishak Belfodil – Punta centrale
Stéphane Sessègnon – Seconda punta
Emmanuel Adebayor – Punta centrale
Juan Vargas – Terzino sinistro
Marouane Chamakh – Punta centrale
Kévin Constant – Terzino sinistro
Mohamed Sissoko – Mediano
Sulley Muntari – Centrale
José Enrique – Terzino sinistro
Gonzalo Bergessio – Punta centrale
Raul Meireles – Centrale
Jonás Gutiérrez – Centrocampista di sinistra
Miroslav Klose – Punta centrale
Dimitar Berbatov – Punta centrale
Nicolas Anelka – Punta centrale
Lorik Cana – Difensore centrale
Nicklas Bendtner – Punta centrale
Urby Emanuelson – Centrocampista di sinistra
Modibo Diakité – Difensore centrale
Marco Motta – Terzino sinistro –



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La Lazio e il caso Keita: quando più indizi fanno una prova

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Scrivere questo articolo sarebbe molto facile perchè basterebbe copiare e incollare articoli scritti in un passato recente.
Il bello di questa storia consiste nel soggetto che innesca,come una macchina spara palline,”casi” a più non posso ed e’ la Società Lazio.
Invece chi subisce questi “casi” sono giocatori più o meno importanti che negli anni si sono succeduti e che durano sino ai giorni nostri con l’ultimo caso riguardante Keita.
In ambito investigativo per chi indaga vale il detto “più indizi fanno una prova” e che pone l’accusato in una posizione di colpevolezza assoluta.
Ma siccome non siamo ad “un giorno in pretura” e non parliamo di omicidi irrisolti ma di calcio e sopratutto di Lazio,vi spiego nei dettagli quello che per me sono i tanti indizi di questo grande caso che si arricchisce di puntata da 12 anni.
Potremmo cominciare proprio dal 2004,data dell’avvento del maggiore imputato che e Claudio Lotito, quando lo stesso mise ai margini l’allora capitano e giocatore simbolo Paolo Negro.
La motivazione? Beh come spesso succedera’ in questa storia il Sig. Presidente cambio’ le carte in regola e propose a Negro un contratto a condizione minori; a questo punto Negro rifiutò e dall’oggi al domani si ritrovò fuori rosa.
Stessa identica cosa successa conteporaneamente a Dino Baggio nello stesso periodo di Negro.
Ma non è finita;gli stessi problemi contrattuali videro protagonisti altri giocatori durante gli anni.
Da De Silvestri a Pandev, da Ledesma a Diakite, da Zarate a Cavanda, per finire ai giorni nostri con Keita.
Premetto che non voglio difendere i calciatori che in molti casi sono i responsabili di queste situazioni perchè oggi un contratto calcistico vale come carta straccia, e i giocatori, insieme ai loro consapevoli complici che sono i procuratori,manovrano questo mondo senza far valere i diritti sacrosanti di una societa’ che paga i propri assistiti in profumate banconote.
Ma chissà perchè la maggior parte di questi casi arriva da Formello; non da Milanello ne dalla Pinetina.
Perche’ vi chiederete? Beh e’ molto semplice: perche’ la Lazio e’ gestita da 12 anni come l’Akragas(con tutto il rispetto per gli amici siciliani).
Tutti questi casi in una società come il Chievo non sarebbero mai successi, o se fossero successi sarebbero stati risolti senza queste lunghe battaglie legali costose e controproducenti, perchè quasi tutte perse.
Il giocatore non vuole rinnovare a 2 anni dalla scadenza? Lo si vende ma non a 3 volte il suo reale valore di mercato;poi la societaè manda in pasto il giocatore ai tifosi tacciandolo per un furfante che ha rifiutato tutte le possibili destinazioni.
E la maggior parte di noi cade nel tranello,ma il problema è a monte ragazzi.
Su Keita,che è il protagonista di questa indagine, e’ successa la medesima cosa; contratto in scadenza tra 2 anni,giocatore che chiede un aumento del suo ingaggio pari alla valutazione della società che offre cifre ridicole per il rinnovo ma valuta il giocatore 30 mil.
Pare una storia alla Fantozzi,ma purtroppo e’cosi.
Keita ovviamente non è un santo,come tutti i calciatori(spinti dai procuratori) ha usato una situazione critica tra tifosi e societa’ per far scoppiare questo caso e avere la certezza di avere grande seguito proprio per la situazione che ben conosciamo tra tifosi e dirigenza.
Ha disertato un ritiro,cosa che un professionista, seppur avendo ragione,non dovrebbe mai fare per rispetto dei suoi compagni e dell’allenatore.
Ovviamente il procuratore ha escogitato questo piano per far si che il giocatore fosse ceduto, ma non e’ stato cosi,anzi rischia seriamente di vedersi dalla tribuna le prossime partite che si giocheranno nei 2 anni di contratto che rimangono al giocatore.
Potremmo parlare pure del fantomatico dolorino che Keita si èinventato per non partire per Bergamo dove sarebbe stato usato da Inzaghi da Titolare.
Fosse per me, dopo che il Sig Keita si permise un anno fa’di zittire un pubblico che l’anno scorso ha dovuto subire 12 mesi di prestazioni al limite del ridicolo,sarebbe andato in tribuna perenne e ceduto immediatamente nel primo mercato utile,perche’ chi fa questo non merita di indossare la maglia della Lazio.
Ma adesso che succede? La società, non riuscendolo a vendere perche’ chiede 30 mil per un giocatore che ne vale al massimo 20, proporrà al giocatore un nuovo contratto con clausola rescissoria.
Una barzelletta.
Prima fai il macello e poi ti pieghi?
Io sono laziale e amo questi colori, e Keita per me non dovrebbe più indossare la maglia della Lazio, perchè ha mancato di rispetto a noi tifosi che siamo la Lazio,perchè noi siamo la Lazio e non dei sedicenti dirigenti che dirigono la squadra piu’ antica di Roma come un dopolavoro ferroviario.
Allora, concludendo questo articolo dove vi ho narrato la storia delle controversie della Lazio, vi lascio un quesito: ma è La Lazio a cominciare casi o sono i giocatori?
Il pesce puzza sempre dalla testa e la società è la testa da dove comincia il problema.
Avete capito allora? Tanti indizi portano ad una prova,e la prova almeno io l’ho trovata: Lotito vattene!



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Le parole di šerić sul caso Keita

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Anthony Šerič intervenuto ai microfoni di radiosei ha parlato del caso Keita e della sua esperienza con i colori biancocelesti: “Bisogna accontentare il ragazzo senza viziarlo. Non è facile gestire uno spogliatoio, una società. Non so cosa sia successo, spero rimanga tutto nello spogliatoio e che si sistemi tutto nel miglior modo possibile. Della Lazio dei miei tempi sono andati via tutti, gli unici rimasti sono i magazzinieri, li saluto (ride, ndr). Sento ogni tanto Bresciano, ho visto Rocchi. L’amicizia nel calcio di oggi secondo me non esiste molto, conosci così tante persone… i rapporti che crei fuori sono forti. E poi – scherza l’ex difensore – non dimentichiamoci che nel calcio sono le mogli a decidere con chi puoi uscire”.



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Lotito: “Lo Scudetto 1915 non è all’ordine del giorno”. Tavecchio: “Si può aspettare”

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Oggi, 31 Agosto 2016, era un’altra data utile per la possibile assegnazione dello Scudetto 1914-1915 ex aequo a Genoa e Lazio. Ma, a quanto pare, i tifosi della Lazio sarebbero costretti ad aspettare ancora: di fronte al palazzo della FIGC, infatti, il Presidente della FIGC Carlo Tavecchio ha dichiarato ai giornalisti: “Lo scudetto della Lazio del 1915 non era all’ordine del giorno. Dopo 100 anni, possiamo aspettarne 101”; gli fa eco il Presidente della Lazio nonché Consigliere Federale Claudio Lotito, che si esprime poi anche sul mercato biancoceleste: “Il terzo scudetto non mi risulta sia all’ordine del giorno. Il mercato? Qui non si parla di Lazio, siamo in Federazione”.



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