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Lotito: “Il mio impegno per Amatrice sarà profondo e continuo”

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Lotito, Lazio, Sarri, esonero, situazione

292. Le vittime da non dimenticare. Tutto accadde otto notti fa, quando l’Italia, alle 3.36 del 24 Agosto tremò. Sono migliaia gli sfollati che hanno bisogno di noi, il non dimenticare è d’obbligo. Non dobbiamo farlo, di fronte a queste cose si azzerano gli odi, gli osti e le vicissitudini personali. Amatrice e gli altri paesi necessitano di un nostro aiuto, non abbandoniamoli, piuttosto, operiamo in silenzio per  la loro causa. Le dichiarazioni rilasciate al riguardo dal presidente Lotito ad una nota testata giornalistica nazionale sono rilevanti: “Amatrice non è battuta, mi impegnerò per aiutare il paese”.
Il presidente ha assicurato il suo sicuro impegno in prima persona: “Amatrice è sconfitta ma non battuta, come nel calcio può rivincere, deve rialzarsi, là dove è stata messa in ginocchio. Qui è caduta, qui risorgerà, non altrove, con le stesse forze, con l’energia e la dignità che da sempre hanno accompagnato questa terra. Tra queste strade ho trascorso la mia infanzia, qui la mia adolescenza, qui la mia maturità, quando ho trovato le idee per la mia attività imprenditoriale, frutteti, zootecnica, campi di grano. Sono crollate case, scuole, chiese, palazzi ma i campi non hanno sofferto come gli uomini”.
Prosegue, inoltre, ricordando i luoghi dove trascorse la sua infanzia: “Rivedo i luoghi di quel tempo e provo di nuovo le stesse sensazioni, stavolta dure: le chiese, i leoni di marmo e pietra davanti a Sant’Agostino, san Francesco, le gite ai laghi di Scandarello, poi a Campo Tosto, sù, oltre mille e trecento metri, i fiumi, il Tronto, vicoli, strade tortuose, tratturi, non il silenzio angosciante di oggi ma quello liberatorio, fresco, di estati vissute senza l’oppressione del tempo, del lavoro, della scuola. Era vacanza, assenza. Le mille partite di ping pong, le sfide a biliardino, le gite al santuario della Filetta, l’allegria di un’adolescenza che non ha altri pensieri se non la gioia di vivere. Ero un chierichetto e la chiesa era il rifugio pomeridiano, l’angolo della riflessione prima del gioco. Poi andavamo a bagnarci nelle acque sotto la diga, quel ritaglio, nei nostri sogni, era la piscina, così la chiamavamo; ballavamo con le canzoni di Battisti, la sua musica accompagnava le nostre sere, alla discoteca lo Scoiattolo, poi in quella dentro l’hotel Roma. Non posso più cercarle, non potrei ritrovarle ma non le cancello. Ogni estate era una pagina da sfogliare di nuovo, il momento per ritrovare gli amici e i parenti, per ricordare giochi e passioni, il parco dei divertimenti che per tutti è l’infanzia, è l’adolescenza. Oggi una fetta di quegli amici, un’altra di quei parenti, non ci sono più, improvvisamente scomparsi. Li piango, non li dimentico così come Amatrice piange straziata i morti ma non può morire assieme, anzi deve ricominciare a vivere. Io provo questo dolore fortissimo, come una lesione sul mio corpo. Ma so che la mia città antica saprà rinascere nuova e uguale a se stessa”.
Conclude con una promessa da mantenere: “Il mio impegno sarà profondo e continuo ed è già avviato, io ci sono. Lo sport potrà aiutare a raggrumare idee e denari, a trovare lo spirito per iniziative certe, sicure, senza angoli bui, senza zone oscure, soprattutto in tempi brevi. Questo dovremo fare. Questo farò io”.

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