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Alessandro Calori elogia Inzaghi:” La società deve tenere il tecnico”

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NOVARA, ITALY - JANUARY 15: Calcio Padova head coach Alessandro Calori looks on prior to the Serie B match between Novara Calcio and Calcio Padova at Silvio Piola Stadium on January 15, 2011 in Novara, Italy. (Photo by Valerio Pennicino/Getty Images)

Alessandro Calori è intervenuto ai microfoni laziali elogiando Simone Inzaghi. Il tecnico piacentino ha liberto la testa dei giocatori lavorando molto sulla psicologia.

“Inzaghi sta facendo un ottimo lavoro. Per il suo futuro la società dovrà scegliere se vorrà puntare su un mister giovane che ha fatto bene.

Il suo lavoro è stato soprattutto sulla testa dei giocatori, sicuramente ha dato spensieratezza e motivazioni. La leggerezza gli ha permesso di affrontare queste partite, ora bisogna chiudere la stagione con la serenità e dare consapevolezza a questa squadra per il futuro.

Ci sono rimpianti per la stagione biancoceleste, ai nastri di partenza ci si aspettava molto dopo la scorsa straordinaria annata. Ma ci sono stagioni che nascono non bene e le responsabilità vanno ricercate in una serie di concause come i tanti infortuni che hanno colpito la rosa biancoceleste.

Felipe Anderson ha un patrimonio straordinario, deve solo capire come usare il suo talento e come portare il suo motore al massimo. Deve diventare forte dal punto di vista mentale.

Klose è un giocatori che deve essere un esempio per tutti, non lo abbiamo mai visto fuori posto, è sempre positivo e se vai a vedere i numeri della sua storia sono da fuoriclasse è l’atteggiamento che fa la differenza.

Cataldi, Felipe, Milinkovic, Keita sono giocatori di uno spessore tecnico di livello altissimo, devono trovare la capacità mentale, devono avere fame e la voglia diventare qualcosa di unico, naturalmente l’allenatore deve aiutarli nel loro percorso di crescita.

De Vrij è mancato, è un giocatore determinante per il settore difensivo perché ha personalità e guida un intero reparto, questo tipo di talenti non si trovano dietro l’angolo. Quando si perde il punto di riferimenti spesso si smarrisce. La costruzione di una squadra solida si basa sulla difesa”.



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Mercato: idea Adriano, Ben Arfa conteso con le milanesi

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lazio calciomercato
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Nelle ultime ore in casa Lazio è spuntato il nome di Adriano, terzino 31enne di proprietà del Barcellona, che non ha ancora rinnovato il suo contratto coi blaugrana e probabilmente a giugno sarà libero di andare dove vuole a parametro zero, dopo 189 partite disputate e 17 gol siglati alla corte dei catalani.

Adriano andrebbe ad arricchire il reparto difensivo biancoceleste, a cui manca un vero e proprio terzino sinistro e porterebbe esperienza all’intero collettivo (la cui età media è tra le più basse in Serie A), ma la concorrenza c’è e bisognerà agire velocemente per non farsi soffiare il brasiliano, che già a gennaio aveva avuto contatti con la Roma e piace anche al Milan.

Sembra che la dirigenza laziale si sia già mossa per acquistarne le prestazioni dalla prossima stagione: c’è stato un incontro con l’agente del giocatore e c’è stata un’offerta concreta consistente in un contratto quadriennale (le cifre non sono note) volto a spalmare l’ingaggio del brasiliano, che al momento guadagna circa 3 mln a stagione.

Altro nome che si è fatto questi giorni è quello di Ben Arfa, autore di una stagione superlativa con la maglia del Nizza, con 31 presenze e 17 reti fino ad ora (la migliore della sua carriera quanto a realizzazioni) e in scadenza di contratto a giugno.

Fino a poco fa sembrava che il Barcellona fosse piombato insistentemente su di lui, ma nelle ultime ore la squadra catalana sembra aver abbandonato l’idea di arricchire il proprio reparto offensivo con il francese, probabilmente a causa dei suoi precedenti di condotta, sia dentro che fuori dal campo. Ed è successivamente al rifiuto blaugrana di ingaggiare Ben Arfa che su quest’ultimo sono spuntate tre italiane, tra cui figura la Lazio; le altre sono le due squadre di Milano. La competizione si preannuncia agguerritissima, ma solo a giugno sapremo chi la spunterà per accaparrarsi il nazionale francese.



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Lotito ai microfoni di LSR: “Stiamo lavorando per essere competitivi”

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Nel giorno del suo compleanno, Claudio Lotito ai microfoni di LSR ha dichiarato:

“Grazie a tutti per gli auguri. Sono fuori Roma perché stiamo lavorando per creare una squadra e una società sempre più competitiva.

Spero l’anno prossimo di dare grandi risposte in termini concreti e soprattutto di non ripercorrere quei risultati che abbiamo ahimè conseguito quest’anno”.

La solita frase che si ascolta dal suo primo approdo nella dirigenza laziale. Oramai il tifoso è stanco del solito disco rotto, ormai il tifoso sa benissimo che il mercato laziale sarà una lotta contro il tempo per portare parametri zero a Roma o pseudo promesse del calcio. Anni ed anni che non cambia il piano societario, anni ed anni che si mandano fax a pochi minuti dalla chiusura del calciomercato, anni ed anni che il presidente va contro il tifoso insultando la persona con aggettivi gravi (drogati, mignotte,etc). Le cattive parole sul Flaminio, le false promesse del dominare le squadre del nord (Juventus, Milan, Inter). La scarsa intelligenza di formare una rosa da Europa.

L’unica competizione che si intravede nella società biancoceleste è la lotta a liberarla dalle false aspettative  promesse da chi di Lazio ha ben poco, da chi compra una società solamente a scopo di lucro utilizzandola solo ed esclusivamente come azienda mediocre senza ambire a traguardi importanti, traguardi che un imprenditore serio deve raggiungere per incrementare le entrate della società ma anche le tasche del presidente ( Poco intelligente anche su questo punto).

Bene presidente, noi le facciamo gli auguri, ma se vuole offrirci la torta vogliamo barattarla con la vendita della società a chi veramente vuole rispettare la storia laziale o almeno sappia gestire al meglio una società del calibro laziale.



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Giovani aquile,un weekend da 5 vittorie ed una sconfitta

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Gennaro Gattuso e la squadra durante l'amichevole Lazio Juve Stabia a Formello
Gennaro Gattuso e la squadra durante l'amichevole Lazio Juve Stabia a Formello

Nella giornata di ieri,oltre alla prima squadra, sono scese in campo anche le giovanili laziali portando a casa 5 vittorie ed una sconfitta.

I ragazzi del’Under 15 di mister Ruggeri, nella partita d’andata dei sedicesimi di finale, conquistano la vittoria ai danni del Palermo .Il gol di Adusa regala la vittoria, in attesa del risultato di ritorno in terra siciliana, le baby aquile sognano gli ottavi!

I  Giovanissimi Provinciali Fascia B girone N di Alessandro Iannuzzi perdono la sfida tra prime. I biancocelesti classe 2003 cadono in casa della Roma 3-0 e perdono il primato in classifica concludendo così il campionato con la medaglia d’argento.

Passiamo alle partite del Sabato, la Primavera di mister Lensen batte la Virtus Lanciano 6-0 grazie ai gol di Cardoselli, Murgia, Palombi, Nolano e la doppietta di Calì, i biancocelesti staccano così il pass per i play off. In questa partita è da sottolineare l’esordio di un altro giovane, dopo Spiezio e Rezzi, è il centrocampista classe ’99 Alessio Miceli a trovare i suoi primi minuti nel campionato Primavera.  Le giovani aquile sabato prossimo se la vedranno sul campo dell’Empoli nella partita secca valida per staccare il pass per il secondo turno dei play off, il sogno delle Final Eight continua…

I Giovanissimi Fascia B Elite di Mauro Girini concludono la Regular Season con un’altra vittoria, tra le mura casalinghe del ‘Melli’ i ragazzi classe 2002 si impongono sul Città di Ciampino 7-0. Entrano nel tabellino dei marcatori con le doppiette personali Picchi e Russo, mentre siglano un gol a testa Vecchi, Bertini ed Orlandi. La Lazio chiude il campionato al secondo posto della classifica esabato prossimosarà impegnata contro il Tor di Quinto, partita valida per il quarto di finale per il titolo regionale.

Chiudono la stagione da imbattuti i Giovanissimi Provinciali di Mario Menasci, le giovani aquile classe 2002 e 2003 espugnano il campo del Racing Club 4-0 grazie alle realizzazioni di Soddu, Zona, Bonis e Pacenza. La Lazio termina il campionato al primo posto della classifica dopo aver collezionato solamente vittorie.
I Giovanissimi Provinciali Fascia B girone I di Emiliano Leva tra le mura amiche del ‘Gentili’ conquistano l’ultimo trionfo e lo fanno ai danni dello Spes Artiglio. Gli aquilotti battono gli avversari per 5-0, le realizzazioni arrivano da Becchetti, Santilli, Capotosti, Castigliani e Ferramisco. I biancocelesti classe 2003 chiudono il campionato al secondo posto della classifica.

 



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Biglia: “Dopo la Coppa America deciderò il mio futuro”. Konko: “Dovevamo fare di più. Confermerei Inzaghi”.

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Nonostante il sogno di rimonta europea sia svanito sabato sera, con la vittoria del Milan a Bologna, la Lazio non molla il campionato e vince 3 a 1 a Modena contro il Carpi, conquistando la seconda vittoria consecutiva. Se gli uomini di Inzaghi con la vittoria di ieri hanno raggiunto aritmeticamente l’ottavo posto della classifica, dall’altra parte la formazione di Castori non è riuscita a conquistare punti fondamentali per la salvezza, con l’ultimo turno che sarà decisivo: servirà un miracolo agli emiliani, che dovranno vincere o pareggiare e sperare in un passo falso del Palermo, che giocherà in casa contro la retrocessa Verona.

Al termine dell’incontro di ieri, il capitano Lucas Biglia e Abdoulay Konko sono intervenuto ai microfoni della stampa per commentare la vittoria esterna dei biancocelesti. Il giocatore argentino è intervenuto sulle frequenze di Lazio Style Radio: “Sono contento e dispiace per la vittoria del Sassuolo e del Milan. Noi però dobbiamo pensare a concludere la stagione nel miglior modo. La vittoria è un buon segnale, ma si può sempre migliorare. Siamo andati in difficoltà in alcune occasioni, merito anche dei nostri avversari. Ma Fede è stato grande ed è stato decisivo per la vittoria. Dobbiamo continuare a dare la mano al mister che ha preso la squadra in un momento di difficoltà. Loro avevano davanti un giocatore forte fisicamente che ci ha messo in difficoltà, ma siamo contenti del risultato e di finire bene una stagione che è stata dura per noi”. Poi sull’espulsione:“Dispiace non poter giocare (sarebbe stata la centesima gara con la maglia della Lazio, ndr). Un fallo che mi ha fatto arrabbiare. Non si poteva dare il giallo, perché era un normale contrasto. A fine primo tempo, l’arbitro ha detto ad Inzaghi di avvisarmi che se avessi continuato a protestare mi avrebbe espulso. Ma la fascia da capitano che ho mi consentiva di farlo. Non parlo mai degli arbitri, ma questa cosa mi ha fatto arrabbiare. Con qualche arbitro si può parlare. Un giocatore ha 200 pulsazioni al minuto in una gara e può capitare di alzare la voce. È inutile che si fanno riunioni su riunioni con gli arbitri, parlando di dialogo, se poi in campo si fa tutto il contrario. Preferisco non perdere tempo ad andare a queste riunioni a questo punto se poi l’arbitro fa come vuole in partita”. Biglia inoltre parlato in mixed-zone di un tema caldissimo, il suo futuro, con le indiscrezioni che lo vogliono lontano dalla Capitale il prossimo anno: “Per me è stato importante arrivare qui, è grazie alla Lazio che sono diventato quello che sono. Ho ancora due anni di contratto, dopo la Coppa America mi prenderò una vacanza e si valuterà per il futuro”. Infine un commento sull’attuale tecnico biancoceleste, Simone Inzaghi: “Bello lavorare con lui, la decisione la prenderà la società, parlerò anche io con loro e vedremo quale sarà la soluzione più giusta”.

Come dicevamo, anche Konko ha risposto alle domande degli addetti ai lavori. Il terzino francese è intervenuto davanti le telecamere di Mediaset Premium: “Dovevamo trovare questa vittoria per confermarci oggi dopo il successo con l’Inter. Rammarico per la stagione c’è perché la classifica non rispetta il nostro valore. Volevamo dare di più come gruppo. Ora pensiamo alla prossima annata, speriamo bene. Per me Inzaghi può rappresentare il futuro, sta facendo un ottimo lavoro e ci da grande fiducia e libertà. I risultati si vedono, poi comunque è la società che deve decidere. Klose? Lo terrei tutta la vita”. Poi, prima della partenza per Roma, un commento sul futuro della panchina biancoceleste ai microfoni di Sky: “Confermeri Inzaghi, ci dà tanta fiducia in campo e conosce bene il gruppo. Si vedono i risultati”.



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Castori al termine del match Carpi-Lazio: “Siamo consapevoli di aver fatto il massimo, siamo dispiaciuti per il risultato”.

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Al termine del match Carpi-Lazio, il tecnico Castori ha analizzato la partita nella consueta conferenza stampa post gara. Molta delusione nelle sue parole, una buona dose di sfortuna ha accompagnato la squadra emiliana durante i 90 minuti. Molte occasioni favorevoli ma sfruttate male dai giocatori del Carpi, queste le parole di Castori:

“Rigori determinanti? La squadra vince e perde nel suo collettivo. Le prodezze dei calciatori o i loro errori fanno parte del gioco. Se si accettano le prodezze si devono accettare anche gli errori. Oggi abbiamo fatto una partita straordinaria per dedizione, abbiamo creato tante palle che non abbiamo sfruttato. Il risultato ci penalizza. Per la salvezza c’è ancora un barlume di speranza, ci crediamo poco però. Anche oggi abbiamo onorato il campionato. Meritiamo rispetto almeno per questo. La squadra ha corso e combattuto, non si è mai risparmiata. Abbiamo fatto una grande stagione, soprattutto al girone di ritorno. Non posso che elogiare i ragazzi per questo. I numeri non mentono. Mbangoku erano due anni che non sbagliava i rigori. Abbiamo giocato una grande partita, siamo stati sfortunati. Oggi abbiamo visto com’è vestita la sfortuna. Siamo consapevoli di aver fatto il massimo anche se siamo dispiaciuti”.



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Carpi Lazio: le pagelle

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La Lazio vince e inguaia il Carpi che ora è con un piede in serie b.
Partita che ha visto come protagonista principale Marchetti che ha parato due rigori a Mbakogu.
Per il resto la Lazio si è mostrata nettamente superiore alla squadra emiliana chiudendo la partita con estrema facilità.
Vediamo insieme i voti della squadra biancoceleste:

MARCHETTI 8: para due rigori a Mbakogu e difende la porta con estrema sicurezza.

KONKO 6: partita sufficiente senza cose stratosferiche per il francese

BISEVAC 6,5: incredibile ma vero: è suo il primo gol; roba da non credere

HOEDT 5: gioca solo 15 minuti ma bastano per essere insufficiente procurando il primo rigore

BASTA 6: prestazione buona per il serbo

BIGLIA 6,5: il solito direttore d’orchestra, si fa espellere e forse questa potrebbe essere la sua ultima partita con la Lazio

PAROLO 6: ritorna dopo un infortunio e gioca un’onesta partita sfiorando anche il gol

LULIC 6,5: sostanza e corsa, i soliti ingredienti del grande Senad

CANDREVA 7: non è più il giocatore spocchioso visto per tutto l’anno; questo è il vero Candreva!

ANDERSON 6,5: diciamocelo, anche oggi non ha giocato benissimo ma si è “salvato” con l’assist per il gol di Candreva

KLOSE 7,5: il campione tedesco va a segno anche oggi; la prossima partita sarà l’ultima per lui con la maglia biancoceleste.
Noi tifosi non possiamo che essere grati con Miro per quello che ha dato alla nostra Lazio

MAURICIO 5: entra e procura il secondo rigore; via dalla Lazio per favore

ONAZI 6: entra, qualche calcione e si merita la sufficienza

DJORDJEVIC 4: entra a 10 minuti dalla fine e si fa` buttare fuori; speriamo di non vederlo più con la maglia della Lazio



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L’ex Milani e l’amore per la Lazio. Parole anche su Lotito

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Milani, ex giocatore della primavera laziale, ha rilasciato un’intervista ai microfoni di Io Tifo Lazio trasmissione di cittaceleste .

“Eravamo partiti alla grande con il San Severo, abbiamo fatto risultati negativi, il campionato è tosto siamo in 8 a lottare per la salvezza. Quest’anno soffriremo fino all’ultima giornata. Come esperienza è servita, vedi il calcio dei grandi. Mi è servita tanto come esperienza, sono andato a vivere da solo. Abbiamo giocato con D’Agostino, ti confronti con giocatori di categoria. Mi ha fatto crescere tanto, spero di salire di categoria, ho fatto 6 gol, ho sempre giocato.Il mister mi ha fatto giocare anche terzino, ho fatto tutto al 100%. Speriamo di salvarci“

Sulla promozione di Inzaghi in prima squadra:

“Appena ho saputo che è andato in prima squadra, sono stato contentissimo. E’ un allenatore che ti da tanta carica, anche quando giocava con noi, ha la grinta e la rabbia del vincente. Stanno arrivando i risultati, lo sapevo che sarebbe stato l’allenatore giusto per la Lazio. Spero che rimanga anche il prossimo anno. Non aveva ancora esperienza, ma adesso l’ha acquisita. Ha fatto un’ottima prova, mi è dispiaciuto per Pioli ch reputo un grande tecnico“.

Sulle Barriere che dividono le curve:

“Non c’è cosa più brutta per un tifoso stare lontano da casa propria. Già i tifosi stanno male per quello che sta succedendo. E’ una cosa brutta per il calcio, è sempre un spettacolo avere curve piene, soprattutto nel derby. Per un giocatore l’incitamento della Curva ti spinge alla vittoria. La Lazio ha una delle Curve più belle d’Italia. Spero che il prossimo anno vengano tolte, sono andato due volte in Monte Mario, mi fa male vedere la Curva Nord vuota

Sul possibile ritorno in casa Lazio

“Il mio sogno è tornare alla Lazio, firmerei anche in bianco. Sto facendo di tutto per farmi vedere e farmi notare, soprattutto per riprendermi dall’incidente. Spero di tornare, quest’anno è mancato un romano al centro dello spogliatoio, la fascia di capitano non consegnata a  Candreva ha condizionato la stagione”.

Parole su Cataldi:

“Ci ho giocato, ha due anni più di me. Lo sento molto spesso, lo scorso anno ha fatto un campionato ottimo in serie A. Quest’anno che la Lazio va male, non riesce ad essere spensierato. Dopo un anno al massimo, si rimprovera spesso di non poter aiutare la squadra. E’ uno che in campo da sempre il massimo, corre fino al novantesimo. Spero che torni a giocare come lo scorso anno”.

Infine su Lotito:

“Quando facevamo le cene, era sempre stato corretto con noi. Per le partite importanti c’è sempre stato. Da giocatore si è sempre comportato bene con noi, ma quello che conta è la prima squadra. Purtroppo alla Lazio ci sta prendendo in giro tutta Italia, spero che inizi a fare qualcosa di serio per la Lazio. Non si può andare avanti così, basta prendere in giro i tifosi della Lazio ed ora, quando parlo, lo dico da tifoso“.



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Anticipi di Serie A, l’Inter vince, il Milan conquista 3 punti: la Lazio è fuori dall’europa

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Nella giornata di ieri sono scese in campo le milanesi per li anticipi della giornata di campionato.

La squadra di Mancini trova la vittoria contro l’Empoli per 2 a 1. Il tutto si svolge nel primo tempo dove  Icardi apre le marcature all’11’ minuto del primo tempo, Pucciarelli pareggia al 37′ minuto e dopo 3 minuti Perisic firma il vantaggio del 2-1 finale.

Altro match giocato è quello tra Bologna e Milan dove la squadra rossonera si impone di misura contro i rossoblu per una rete a zero.

La squadra emiliana rimedi un espulsione per doppia ammonizione di Diawara già dal 12′ minuto del primo tempo lasciando la squadra in 10. Al 40′ minuto Bacca firma il gol vittoria su calcio di rigore. Penalty che condanna matematicamente la Lazio lasciandola fuori dalle coppe europee. In caso che la squadra di Milano perdesse l’ultima partita e la Lazio vincesse sia oggi con il Carpi che la prossima contro i viola, arriverebbero a pari punti, punti che però danno un Milan vincente sui biancocelesti per gli scontri diretti.



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Cardoselli:” Vogliamo le Final Eight”

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Cardoselli, autore di un gol nella partita contro il Lanciano è intervenuto ai microfoni laziali nel post partita:

“Siamo euforici perché abbiamo vinto, non potevamo perdere questi tre punti!Abbiamo avuto difficoltà nei primi trenta minuti perché il Lanciano è venuto senza paura, si è messo dietro ma noi abbiamo provato a giocare e a far girare la manovra. È stato difficile trovare gli spazi ma quando siamo riusciti a sbloccare il risultato la partita è stata in discesa.Sono contento per il gol anche perché l’ultimo risaliva alla gara di Supercoppa contro il Torino. Sono felice di aver giocato per 90 minuti anche se non li avevo nelle gambe, ma ho dato tutto perché non dovevamo assolutamente perdere questi tre punti.La mia prestazione è stata buona ma si deve sempre migliorare per sbagliare sempre meno, più giochi e più puoi far bene. Il girone di ritorno l’abbiamo vissuto con alti e bassi, ma l’accesso ai playoff ci spettano. Ora andiamo a Empoli e venderemo cara la pelle. Ci alleniamo tutta la settimana, noi ascoltiamo i suggerimenti del mister ma quando scendiamo in campo poi siamo una squadra, un gruppo solido.Giocare al Fersini ci dà una grande spinta, poi con i tifosi è un’altra cosa, ma andremo al Empoli per fare il risultato ed avere così la possibilità di giocare il secondo playoff perché vogliamo le Final Eight.Non abbiamo guardato gli altri risultati, noi dovevamo vincere e questo ci dà la carica per affrontare le prossime partite.La vera Lazio? Contro l’Empoli all’andata eravamo in crescita, giocavamo bene ma non eravamo abbastanza cattivi. In Coppa Italia abbiamo fatto bene e infine la partita di ritorno abbiamo vinto giocando in inferiorità numerica. È quest’ultima Lazio che vogliamo vedere ad Empoli.Decido il gol a Patrizio Cotani che si è fatto male e alla mia famiglia che mi segue sempre”.



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Anderson non lascerà la Lazio, parla il suo agente. Lotito deciderà il suo futuro

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Felipe Anderson Gol decisivo Lazio Lecce Intervista Sky Lazio Maturità della squadra Calcio 2023-2024 Serie A Futuro del calciatore Sky Sport Risultato partita

Le voci di mercato non mancano mai ed in quest’ultimo periodo si è parlato di un Felipe Anderson in partenza e tante offerte dall’estero per il brasiliano. Nelle sue ultime prestazioni in campo non ha acceso ancora la luce, sembra che FA7 non trovi più quella spinta in più per fare la differenza.

Sulla sua possibile cessione è intervenuto il suo agente, nonchè sua sorella Juliana Gomes.

“Il futuro di Felipe Anderson è alla Lazio. Posso parlare ufficialmente per conto suo essendo l’unica a curarne gli interessi. Ho sentito in questi giorni varie storie sia in Italia che in Inghilterra riguardo al suo entourage e al suo futuro. Vi garantisco che non sono arrivate offerte e al momento non c’è alcuna trattativa . Felipe ha un contratto con la Lazio fino al 2020 e qualora dovesse esserci qualche club interessato dovrebbe prima di tutto parlare con il presidente Lotito. Se poi la Lazio dovesse decidere di lasciarlo andare ne parlerà con me e con il giocatore. Tutto questo, finora, non è avvenuto”.



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37 Giornata le probabili formazioni

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37 Giornata i giochi sono quasi fatti, il campionato sta per finire e ci sono squadre in lotta salvezza e in lotta per un posto europeo. Ma vediamo come scenderanno in campo le squadre di serie A:

SABATO 7 MAGGIO

INTER-EMPOLI ore 18

Inter (4-2-3-1): Handanovic; D’Ambrosio, Miranda, Juan Jesus, Nagatomo; Medel, Kondogbia; Brozovic, Jovetic, Perisic; Icardi
A disp.: Carrizo, Berni, Santon, Telles, Gnoukouri, Felipe Melo, Biabiany, Manaj, Palacio, Eder, Ljajic. All.: Mancini
Squalificati: Murillo (1)
Indisponibili: –

Empoli (4-3-1-2): Pelagotti; Bittante, Tonelli, Costa, Mario Rui; Zielinski, Paredes, Croce; Saponara; Pucciarelli, Maccarone.
A disp.: Pugliesi, Camporese, Ariaudo, Cosic, Zambelli, Maiello, Dioussé, Buchel, Krunic, Tchanturia. All.: Giampaolo
Squalificati: Mchedlidze (2)
Indisponibili: Skorupski, Laurini, Piu, Livaja

BOLOGNA-MILAN ore 20.45

Bologna (4-2-3-1): Mirante; Rossettini, Gastaldello, Maietta, Masina; Brighi, Diawara; Mounier, Brienza, Giaccherini; Floccari
A disp.: Da Costa, Oikonomou, Krafth, Zuniga, Mbaye, Crisetig, Pulgar, Taider, Tabacchi, Acquafresca. All.: Donadoni
Squalificati: –
Indisponibili: Destro, Morleo, Zuculini, Stojanovic, Constant, Rizzo, Donsah

Milan (4-3-1-2): Donnarumma; Calabria, Mexes, A. Romagnoli, De Sciglio; Kucka, Montolivo, Mauri; Honda; Bacca, Balotelli
A disp.: D. Lopez, Abbiati, Alex, Zapata, De Santis, Simic, Poli, Bertolacci, Locatelli, Boateng, Luiz Adriano, Vido. All.: Brocchi
Squalificati: nessuno
Indisponibili: Niang, Bonaventura, Ely, Antonelli, Abate

DOMENICA 8 MAGGIO

ROMA-CHIEVO ore 12.30

Roma (4-3-3): Szczesny; Florenzi, Rudiger, Manolas, Digne; Nainggolan, Strootman, Pjanic; Salah, Perotti, El Shaarawy.
A disp.: De Sanctis, Maicon, Castan, Torosidis, Emerson, Zukanovic, De Rossi, Keita, Vainqueur, Totti, Dzeko, Iago Falque. All.: Spalletti
Squalificati: –
Indisponibili: –

Chievo (4-4-2): Bizzarri; Cacciatore, Gamberini, Cesar, Gobbi; Rigoni, Radovanovic, Hetemaj, Pepe; Pellissier, Floro Flores
A disp.: Seculin, Bressan, Sardo, Spolli, Pinzi, Castro, Birsa, Mpoku, Inglese. All.: Maran
Squalificati: –
Indisponibili: Dainelli, Frey, Meggiorini, Izco

ATALANTA-UDINESE ore 15

Atalanta (4-2-3-1): Sportiello; Bellini, Toloi, Djimsiti, Dramè; Cigarini, De Roon; Kurtic, Diamanti, D’Alessandro; Borriello
A disp.: Radunovic, Masiello, Cherubin, Brivio, Paletta, Conti, Raimondi, Freuler, Migliaccio, Gagliardini, Monachello, Gakpé. All.: Reja
Squalificati: Gomez (2)
Indisponibili: Carmona, Pinilla, Bassi, Stendardo

Udinese (3-5-2): Karnezis; Wague, Danilo, Domizzi; Edenilson, Badu, Kuzmanovic, Fernandes, Adnan; Zapata, Thereau.
A disp.: Meret, Romo, Piris, Widmer, Heurtaux, Pasquale, Lodi, Balic, Hallfredsson, Guilherme, Perica, Matos. All.: De Canio
Squalificati: Felipe (1)
Indisponibili: Di Natale, Merkel, Armero

CARPI-LAZIO ore 15

Carpi (3-5-1-1): Belec; Zaccardo, S. Romagnoli, Suagher; Letizia, Crimi, Bianco, Martinho, Gagliolo;Lollo; Mbakogu
A disp.: Colombi, Daprelà, Pasciuti, Cofie, Porcari, Poli, Di Gaudio, De Guzman, Verdi, Sabelli, Mancosu, Lasagna. All.: Castori
Squalificati: –
Indisponibili: Brkic, Bubnjic, Gnahoré

Lazio (4-3-3): Marchetti; Basta, Bisevac, Hoedt, Konko; Parolo, Biglia, Lulic; Candreva, Klose, F. Anderson
A disp.: Berisha, Guerrieri, Morrison, Mauricio, Patric, Braafheid, Milinkovic-Savic, Onazi, Cataldi, Mauri, Djordjevic. All.: S. Inzaghi
Squalificati: Keita (1), Gentiletti (1)
Indisponibili: De Vrij, Radu, Kishna, Matri

FIORENTINA-PALERMO ore 15

Fiorentina (3-4-2-1): Tatarusanu; Roncaglia, G. Rodriguez, Astori; Tello, B. Valero, Badelj, Alonso; Zarate, Ilicic; Kalinic
A disp.: Lezzerini, Satalino, Pasqual, T. Costa, Blaszczykowski, Bernardeschi, Kone, Mati Fernandez. All.: P. Sousa
Squalificati: Tomovic (1)
Indisponibili: Babacar, Benalouane, Vecino

Palermo (3-4-3): Sorrentino; Gonzalez, Vitiello, Andelkovic; Rispoli, Hiljemark, Maresca, Morganella; Vazquez, Gilardino, Trajkovski.
A disp.: Posavec, Pezzella, Struna, Lazaar, Goldaniga, Jajalo, Chochev, Brugman, La Gumina, Quaison. All.: Ballardini
Squalificati: –
Indisponibili: nessuno

FROSINONE-SASSUOLO ore 15

Frosinone (4-4-2): Bardi; M.Ciofani, Ajeti, Russo, Crivello; Paganini, Gori, Sammarco, Kragl; Dionisi, Ciofani D.
A disp.: Leali, Zappino, Blanchard, Gucher, Pavlovic, Rosi, Pryyma, Tonev, Frara, Longo, Carlini. All.: Stellone
Squalificati: Gori (1), Chibsah (1)
Indisponibili: Soddimo

Sassuolo (4-3-3): Consigli; Vrsaljko, Cannavaro, Acerbi, Peluso; Missiroli, Magnanelli, Duncan; Berardi, Falcinelli, Sansone.
A disp.: Pegolo, Pomini, Gazzola, Adjapong, Ferrini, Longhi, Broh, Politano, Pellegrini, Trotta, Pierini,Defrel. All.: Di Francesco
Squalificati: –
Indisponibili: Antei, Terranova, Laribi, Biondini

SAMPDORIA-GENOA ore 15

Sampdoria (3-4-2-1): Viviano; Cassani, Ranocchia, Diakitè; De Silvestri, Soriano, Fernando, Dodò;Correa, Alvarez; Quagliarella.
A disp.: Brignoli, Puggioni, Skriniar, Pereira, Silvestre, Barreto, Christodoulopoulos, Sala, Muriel, Correa, Calò, Cassano. All.: Montella
Squalificati: Krsticic (1)
Indisponibili: Ivan, Carbonero, Moisander

Genoa (3-5-2): Lamanna; Munoz, Burdisso, Izzo; Ansaldi,Rincon, Dzemaili, Rigoni, Laxalt; Suso, Pavoletti
A disp.: Donnarumma, Marchese, De Maio, Fiamozzi, G. Silva, Ntcham, Tachtsidis, Lazovic, Capel, Pandev, Matavz, Cerci. All.: Gasperini
Squalificati: nessuno
Indisponibili: Perin

TORINO-NAPOLI ore 20.45

Torino (3-5-2): Padelli; Bovo, Glik, Moretti; Zappacosta, Acquah, Vives, Benassi, Peres; Martinez, Belotti
A disp.: Ichazo, Castellazzi, Jansson, Silva, Maksimovic, Molinaro, Baselli, Farnerud, Gazzi, M. Lopez, Edera, Immobile. All.: Ventura
Squalificati: nessuno
Indisponibili: Avelar, Obi

Napoli (4-3-3): Reina; Hysaj, Albiol, Koulibaly, Ghoulam; Allan, Jorginho, Hamsik; Callejon, Higuain, Insigne
A disp.: Gabriel, Strinic, Chiriches, Maggio, Regini, David Lopez, Chalobah, Grassi, Valdifiori, El Kaddouri, Gabbiadini, Mertens. All.: Sarri
Squalificati: nessuno
Indisponibili: nessuno

VERONA-JUVENTUS ore 20.45

Verona (4-4-2): Gollini; Pisano, Bianchetti, Moras, Albertazzi; Greco, Viviani, Ionita, Wszolek; J. Gomez, Toni.
A disp.: Coppola, Marcone, Helander, Emanuelson, Samir, Romulo, Rebic, Checchin, Marrone, Jankovic. All.: Delneri
Squalificati: nessuno
Indisponibili: Fares, Souprayen, Pazzini, Siligardi

Juventus (3-5-2): Buffon; Rugani, Bonucci, Evra; Cuadrado, Lemina, Sturaro, Asamoah, Alex Sandro; Zaza, Dybala.
A disp.: Rubinho, Barzagli, Audero, Padoin, Pereyra, Favilli. All.: Allegri
Squalificati: Hernanes (1), Pogba (1), Mandzukic (1), Lichtsteiner (1)
Indisponibili: Neto, Caceres, Marchisio, Chiellini, Morata, Khedira


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Inzaghi a 360 gradi. Il tecnico si racconta a LSC

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Simone Inzaghi esulta dopo il suo secondo gol al Marsiglia in una partita della Champions League allo Stadio Olimpico di Roma, 14 marzo 2000. Inzaghi realizzo' 4 gol. ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI

Simone Inzaghi ha rilasciato una lunghissima intervista ai microfoni di Lazio Style Channel raccontandosi a 360 gradi:

“Allenando la prima squadra ci sono tante responsabilità in più ma penso che il mio atteggiamento non cambierà. Sicuramente avrò tante più responsabilità. Ho capito di voler fare l’allenatore negli ultimi anni che giocavo, fisicamente non stavo più benissimo quindi sapevo che da lì a poco avrei dovuto smettere. Ho cominciato ad imparare, a guardare dagli ultimi allenatori che ho avuto. Poi mancava un anno alla scadenza del mio contratto ed insieme al Presidente Lotito ed il DS Tare abbiamo pensato che questo sarebbe potuto essere il mio futuro.Il primo pensiero dopo la chiamata in prima squadra è andato ai miei ragazzi perché mi hanno dato la possibilità in questi anni di avere questa opportunità. Li abbiamo fatti crescere ed ottenuto vittorie importanti per la società, per il mio percorso e per quello dei ragazzi.Ho avuto la fortuna di riuscire a vincere e di togliermi tante soddisfazioni con i ragazzi del settore giovanile.Un grande grazie va a loro, l’ unica macchia è non aver vinto quello scudetto che avremmo meritato, sarebbe stato il triplete, mai successo nella storia. Un gruppo costruito velocemente quindi nessuno si aspettava quanto fatto ma grandissimo lavoro da parte mia e di tutto lo staff. Sottolineo che senza il mio staff non sarei potuto arrivare da nessuna parte.La cosa che più mi fa infuriare è quando c’è la puntualità negli allenamenti o nei ritrovi. Tutti quanti, compreso l’allenatore, abbiamo delle regole e bisogna avere rispetto soprattutto per gli altri.Quando ho smesso di giocare mi è mancato tanto lo spogliatoio perché ero una persona aperta, solare e che faceva gruppo. Ora siamo in meno però tra di noi dello staff tecnico è come se fossimo in uno spogliatoio di calciatori.

Non è problema se mi chiamano per nome, con Mauri e Radu ho giocato. Ho chiesto solo rispetto perché essendo un gruppo di 25 giocatori tutti di ottima caratura il mister poi quando arriva la domenica deve fare delle scelte.

Senza la mia famiglia probabilmente non sarei qui. Mio fratello, la mia compagna Gaia e i miei due figli, mi hanno aiutato soprattutto nei momenti difficili durante la mia carriera da calciatore. Con Pippo c’è un rapporto da fratello maggiore a fratello minore, quando mancava papà prendeva le responsabilità. Anche ora ha un po’ di potere decisionale, ma credo sia giusto così.

Dopo sei anni di settore giovanile e 25 vissuti nel mondo del calcio un po’ di esperienza si acquisisce. Poi è normale che si possa sempre crescere e migliorare ogni giorno, soprattutto noi che siamo giovani.

Il mio modo di approcciarmi alle gare non è cambiato: avevo tensione quando giocavo e ce l’ho anche ora da allenatore.

Ho avuto tanti modelli. Il primo allenatore è stato Materazzi, è grazie a lui che ho fatto il calciatore perché mi ha dato l’opportunità di giocare in Serie A.

Ho cercato di prendere spunto un po’ da tutti: Mancini, Eriksson e Simeone. Prendo spunto da tutti, poi ci metto sempre del mio.

La Coppa Italia vinta nel 2000. La Lazio era una squadra ricca di campioni che ragionava molto in campo. infatti sono usciti tanti allenatori. Ricordo quella vittoria di Coppa Italia dell’anno dello Scudetto, abbiamo giocato senza allenarci visto che c’erano tre giorni di festa eppure abbiamo difeso lo 0-0 nella sfida di ritorno. Anche lì si è visto lo spirito che aveva quella squadra.

Seguire l’allenamento da lontano non è un rito che seguo, a volte sto con la squadra, a volte guardo tutto da lontano. Dipende dalla situazione.

La musica nello spogliatoio può aiutare, non sono quel tipo di allenatore che ritiene che nessuno prima di due ore della partita non debba più parlare e sorridere, ci vuole la giusta concentrazione ma se si ascolta un po’ di musica non è un problema.

Con Farris sono due anni e mezzo che lavoriamo insieme e c’è affiatamento, anche con il prof. Ripert. Qui abbiamo trovato persone preparatissime, come detto in precedenza un allenatore senza staff non può andare molto lontano.

Mi è rimasta la grande gioia per una grandissima vittoria a Palermo.

Se è meglio un poker al Marsiglia o un filotto di vittorie in panchina? Quando ero un giocatore un poker, ora meglio un filotto di partite in panchina”.



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Miele:” Contro il Carpi sarà difficile, non è come l’Inter”

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Renato Miele, ex biancoceleste, è intervenuto ai microfoni  laziali in vista della partita contro il Carpi

“La Lazio sta vivendo un momento diverso, è cambiato l’ambiente, i calciatori hanno la possibilità di giocare e hanno ritrovato fiducia in loro stessi. Ovviamente il valore della Lazio non si è modificato ma quando si cambia allenatore, dal punto di vista psicologico chi si è sentito trascurato tira fuori il dinamismo.La partita con il Carpi non è facile perché non è come l’Inter che non ha problemi di classifica, qui la squadra di Castori ha bisogno di fare risultato. Saranno agguerriti e i biancocelesti dovranno dimostrare che sono ancora presenti con la testa e dal punto di vista agonistico. Sicuramente per il Carpi è la partita della vita, la Lazio invece deve verificare se questi miglioramenti che abbiamo visto sono dovuti al fatto che ha incontrato squadre ‘morbide’ oppure si è veramente rialzata.Inzaghi è vero che non ha fatto male ma le partite che ha allenato sono troppo poche per poter dire se ha i requisiti giusti per continuare. È una questione che si basa sul progetto della società, Inzaghi rappresenta una variabile del progetto.Dal punto di vista tecnico Simone ha messo in campo i giocatori con più voglia di mettersi in evidenza, questo è un punto a suo favore, ha colto al volo questa situazione. Dal punto di vista tecnico, in campo non noto differenze sostanziali da quello che faceva Pioli.I giocatori hanno ritrovato entusiasmo, l’atteggiamento è leggermente diverso, ha arretrato il baricentro difensivo. Questo atteggiamento tattico permette di affrontare la partita in maniera differente e permette di sfruttare al meglio la qualità dei giocatori. Nel calcio contano molto i risultati quindi l’impostazione della squadra dà ragione ad Inzaghi.

Klose è uno di quei giocatori che non sai mai quando si spegne, fisicamente sta bene, è un atleta serio, un professionista esemplare, dentro e fuori dal campo e questo suo stato di forma non mi meraviglia. Anche in una partita con i più giovani fa bella figura, la sua capacità tecnica sopperisce alla mancanza di agonismo di quando aveva vent’anni”.



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Emozione Lazio: l’intervista a Massimo Maestrelli

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Massimo Maestrelli, Lazio, docufilm, Scudetto '74, Sarri, rapporto tra figli giocatori, storia del club

All’interno della consulta dei 100 partecipanti all’organizzazione “Emozione Lazio” c’è anche il figlio di Tommaso Maestrelli, l’allenatore che nel 1974 compì un vero miracolo sportivo regalando il primo storico scudetto alla Lazio. Massimo, come il resto della famiglia Maestrelli, è rimasto legato ai colori biancocelesti e perciò ha deciso di entrare a far parte della consulta per migliorare la situazione che al momento gravita intorno al mondo Lazio.

E’ stato intervistato poco fa dal Corriere dello Sport per discutere riguardo a questo progetto, ma all’interno della conversazione con il giornalista Adriano Lo Monaco sono stati trattati altri temi. Riportiamo l’intervista integrale:

Emozione Lazio, di che si tratta?
«Tutto nasce dal malessere che gravita attorno alla nostra squadra, dalle delusioni sportive allo stadio vuoto. Ci incontriamo con frequenza – anche una volta a settimana – in uno studio di avvocati. Ognuno lancia un’idea con la finalità di far tornare il sereno, di riportare tutto alla normalità. Lo sport e, in particolare, il calcio insegnano che senza passione non si va da nessuna parte».

Quali risultati si aspetta da questa iniziativa?
«Speriamo di far bene, è ancora presto per tirare le somme. L’idea è stata partorita un paio di mesi fa».

Prima si parlava di passione. Quanta ce n’era in quella Lazio?
«Davvero tanta. Ed è la stessa che ho rivisto nel Leicester di Ranieri».

Perché?
«Claudio mi ricorda il babbo per semplicità. Pensa che vedemmo insieme la finale del Mondiale del ’74, avevo 11 anni. Lui giocava nella Roma, papà allenava la Lazio. Avevano un bel rapporto».

Quindi il Leicester è tanto lontano dalla Lazio di oggi. Vero?
«Qualcosa, o meglio qualcuno, in comune c’è. Vardy mi ricorda Chinaglia. Giorgione beveva una bottiglia di Chivas prima dell’allenamento».

E il ruolo di Lotito in tutto ciò?
«La sua presidenza è partita benissimo con la rateizzazione del debito e l’introduzione di determinate regole all’interno dello spogliatoio. Poi, invece, non ha fatto i conti con la passione. Il calcio è come un’azienda, se manca la passione non riesci a conquistare l’amore della gente. Non ha capito che il tifo laziale ha bisogno di essere coinvolto continuamente, a prescindere dai risultati».

Il prossimo 23 maggio all’Olimpico tornerà l’evento ‘Di Padre in Figlio’. Lotito ci sarà?
«La prima volta è stato invitato, ma non è venuto. Credo che l’invito sia partito anche quest’anno. Per il momento non sappiamo nulla sulla sua presenza. Certo, il clima non gli sarà favorevole».

Com’è andato l’esordio di due anni fa?
«Eravamo scettici perché nessuno pensava a uno stadio pieno. È stato sorprendente, 60 mila persone all’Olimpico tra genitori e figli per onorare le tre Lazio. Quella di papà, quella del -9 di Fascetti e quella di Eriksson. Che bello».

Il suo progetto per la nuova Lazio?
«Terrei Biglia, Candreva e Keita. Bisogna partire da loro se si vuole raggiungere qualcosa. Inzaghi? Brava persona e allenatore preparato, ma non avrei cacciato Pioli. Non ha senso esonerare un tecnico poco prima della fine del campionato, come successo a Mihajlovic».



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Carpi-Lazio. Di Gaudio:” Contro la Lazio ci giochiamo la vita”

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Il Carpi dopo essere entrato in serie A contro tutto e tutti  sta lottando per la sopravvivenza nella serie maggiore, la prossima tappa sarà contro la Lazio e Di Gaudio vuole i 3 punti:

“Sicuramente i prossimi 15 sono i giorni più importanti per noi e per la società. Ci giochiamo la vita, abbiamo sempre corso per vincere i campionati, quest’anno il nostro scudetto è la salvezza. Servono determinazione e umiltà partita dopo partita. Sarebbe un’impresa più grande della promozione in A: ci abbiamo sempre creduto, ora ci mancano le ultime due mattonelle”.

“Contro la Lazio, una delle migliori squadre del campionato, mancherà Keita, ma probabilmente al suo posto giocherà un altro fenomeno come Felipe Anderson. A prescindere da chi giocherà tra loro, dobbiamo preparare al meglio la partita, pensando di fare più punti possibili e sapendo che la vittoria sarebbe vitale”.

“La Juventus è una squadra di marziani. Peccato che abbiamo preso gol a pochi minuti dalla fine del primo tempo, altrimenti ci saremmo giocati il pareggio nella ripresa. Non siamo usciti, però, con le ossa rotte”.

“Dello Juventus Stadium mi ha impressionato un po’ tutto, dalla struttura all’atmosfera. C’è stata anche una bella cornice di pubblico biancorosso: ci hanno incitati durante la partita, speriamo di rivederli anche domenica. Abbiamo bisogno del loro sostegno per l’ultima gara in casa, la più importante dell’anno, e conquistare l’intera posta in palio con la Lazio ci aiuterebbe ad affrontare l’ultimo turno con tre punti in più”.

“Il ritiro? Ci ha fatto bene. Dovessimo tornarci, non si sarebbero problemi. Nelle settimane scorse ci ha fatto bene: visti i risultati, accetteremmo la cosa volentieri”.

“Durante il viaggio di ritorno da Torino abbiamo guardato la partita del Palermo. E’ andata male, ma guardiamo in casa nostra perché il destino è nelle nostre mani. Pensiamo positivo: vincendo le ultime due gare, non avremmo bisogno di vedere i risultati dei rosanero. Se ci avessero detto a novembre che a questo punto saremmo stati in queste condizioni di classifica, ci avremmo messo la firma. Se non ci salveremo, tutti i nostri sforzi sarebbero stati vani”.

“Mbakogu? E’ tranquillo. Per un attaccante il gol è importante, ma lo è ancora di più il lavoro che fa per la squadra durante la partita, che consente di andare in gol a noi compagni di squadra. Lui crede nella salvezza, un incoraggiamento in più da parte di un giocatore importante per noi. Speriamo faccia gol domenica, lo meriterebbe”.

“Gli acquisti del calciomercato invernale sono stati le giuste mattonelle. Sono arrivati calciatori umili, dediti al lavoro, che si sono subito integrati. Da gennaio in poi, infatti, abbiamo fatto più di 20 punti, sarebbe un peccato non salvarci dopo quanto fatto”.



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Mister Farris ripercorre la sua vita fino alla panchina della prima squadra

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Massimiliano Farris, il secondo di Inzaghi si racconta ai microfoni di LSR tramite una playlist da lui portata in studio:

“Ho presentato qui in radio una piccola playlist, da ragazzo seguivo molto Bon Jovi, Always è legata ad un periodo molto giovane, dopo la serie A ho cominciato a girare molto in serie B e ricordo quegli anni come i più belli, il lato romantico di questo genere di musica è legato a quel ricordo. Un’età spensierata -inizia mister Farris-.

Nella playlist ci sono un po’ tutte le mie anime. Le musiche lente che mi piacciono sono quelle dei gruppi più rockettari. Oltre ad Always, nelle mie best five c’è Wind of Change degli Scorpion, poi Corazon di Buddha Bar, Fix You dei Coldplay e Resistance dei Muse.

Sono nato a Milano, la mia famiglia è ancora lì. Mio padre è sardo, mia madre è bergamasca, io sono milanese ma, come dico io, per finta. Sono nato lì, sinceramente non posso dire di sentirmi milanese, sono andato via di casa a 16 anni”.

Professionista a 17 anni: “La mia passione per il calcio è nata presto. Nelle prime foto avevo sempre il pallone in mano. Ho fatto un sacco di danni in casa, poi i danni ho iniziato a farli al parchetto e poi all’oratorio. Da lì è iniziata, ho seguito l’iter normale di un settore giovanile non professionistico a Milano, successivamente fui scartato dall’Inter nella categoria Allievi, poi ho iniziato a girare, sono diventato professionista a 17 anni con la Pro Vercelli, dopo sono andato a Torino -continua Farris-. Ho avuto una carriera bella e fortunata. Come per tutti, ci può essere rammarico dove magari si poteva ottenere qualcosa di più. Negli ultimi anni, sia da giocatore ma anche da quando ho iniziato ad allenare, ci sono state delle situazioni sofferte, dal punto di vista economico nelle società dove giocavo o allenavo. Queste situazioni mi hanno aiutato ed ho avuto modo di coinvolgere dirigenti e giocatori che hanno condiviso con me queste situazioni fino alla fine.

Per esempio, a Viterbo i tifosi fecero delle collette per le trasferte e il pullman, vincemmo il campionato ma la società fallì. Stessa cosa a Sora dopo”.

“La prima parte da giocatore è stata ricca di emozioni -racconta Farris-. Da quando è iniziato il mio lavoro con Inzaghi alla Lazio è stata un’emozione continua ed infinita in un settore giovanile che è l’élite d’Italia. La Supercoppa con il Chievo a Verona è stata la prima emozione, poi c’è stata la Coppa Italia nel derby con la Roma, un escalation rallentata solo dalla sconfitta ai rigori contro il Torino alle finali scudetto. Dispiace, ma dispiace di più per i ragazzi perché se lo meritavano e faccio a tutti un grande in becco all’Aquila per le Final Eight di quest’anno.

Un’altra emozione forte è passare da allenatore della Primavera ad allenatore di una squadra italiana, un top club, una cosa indescrivibile.

Le emozioni di domenica sera sono state fortissime, quando ho dovuto prendere il posto di Inzaghi in panchina avevo la pressione a mille.

L’espulsione di Simone è stata inutile, così come il giallo a Keita, un cartellino molto generoso. Un allenatore vive la partita con enfasi, Simone non è una persona maleducata, manifesta i disappunti in maniera educata e civile, comunque meglio per me perché mi sono gustato questa vittoria (ride n.d.r)”.

Con El Corazon mister Farris si rilassa e carica allo stesso tempo: “El Corazon, Buddha Bar, è una canzone che sancisce un momento di relax ma nello stesso tempo mi carica molto, mi dà emozioni, l’ascolto anche prima delle partite mi dà serenità.

Quando giocavo, ero un difensore laterale sinistro.

Ci sono tanti allenatori del presente e del passato che da atleti giocavano in difesa. Forse uno vedrebbe bene come allenatori i centrocampisti, perché sono quelli abituati a dettare i ritmi del gioco, ma ci sono stati anche grandi allenatori che giocavano in porta. Quando alleni subentra un fattore di carisma secondo me, non tecnico-tattico. Devi trasmettere le tue conoscenze, non c’è un ruolo specifico che ti fa essere più adatto o meno, bisogna vedere più la persona”.

Da Nord a Sud: “Wind of Change è una canzone fantastica, lenta, di un gruppo abituato a suonare forte, questo mix mi piace molto, sia nei momenti di tristezza che di gioia, queste sono canzoni che vanno bene sempre. Si adatta bene anche oggi, con tutti questi venti di cambiamento -spiega il mister-.

Nella mia vita mi sono spostato da Nord a Sud, ho fatto parecchio Sud, sempre con la valigia pronta, da giocatore non sono mai rimasto troppi anni con la stessa maglia addosso e nemmeno negli ultimi anni da allenatore, anche perché non è mai facile inserirsi nel progetto giusto. Poi ho avuto la fortuna di allenare un anno da professionista nella Lega Pro e in questo caso la famiglia si è fermata da dieci anni a Viterbo, dove mi sono fermato come giocatore.

Non è una cosa che mi ha spiazzato, le esigenze della famiglia e la crescita delle figlie mi hanno fatto prendere certe decisioni. Poi ho conosciuto Simone, non so dire se essermi fermato da una parte mi ha fatto prendere determinate decisioni o queste decisioni sono venute perché ero in questa zona. Quando poi arriva la chiamata della Lazio, non puoi dire di no e metti tutto da parte”.

Famiglia Farris: “A casa siamo io, mia moglie Daniela le nostre tre figlie Greta, Benedetta e Carolina -continua il mister-. Dopo la prima figlia femmina, ovviamente desiderata e con la speranza che fosse una femmina in quanto non abbiamo mai voluto sapere il sesso prima, siamo arrivati in sala parto sempre con il nome deciso. Il nome del maschio, invece, è sempre stato un punto interrogativo, non è mai stato stabilito e forse è per questo che sono sempre arrivate femmine.

Vederle crescere, e ogni genitore sa che cosa vuol dire, è stata una cosa indescrivibile e bellissima. Sono ovviamene coinvolte con tutto ciò che mi riguarda e lo sono sempre state, sono state abituate a venire allo stadio da quando giocavo e loro avevano il pannolino. Non sono legate a una squadra in particolare, ma ora sono costrette a far vedere che tifano per il papà, l’anno scorso erano presenti alle finali di Coppa con la Primavera e ora vengono allo Stadio Olimpico. A casa comandano loro, io dico sempre ‘avete ragione’. Va bene così e quando riesco ad avere un po’ di tempo da ritagliare per loro, stiamo benissimo insieme.

Non sono un tipo scaramantico, però ci sono dei piccoli gesti che mi aiutavano da giocatore a trovare la concentrazione diversa da quella che cerchi quando sei allenatore. Quando scendi in campo per il riscaldamento tutto questo diventa esponenziale, fino a che l’arbitro fischia. Poi, puoi solo dare direttive. Ascolto la musica che mi rilassa, controllo le marcature sui calci piazzati e cose così, più che scaramanzia aiuta la concentrazione per sapere di aver preparato tutto bene”.

Una best five per il mister non basta per un’intera passione musicale, ma nelle prime posizioni non mancano i Muse: “Resistance dei Muse mi piace molto per il giro di batteria costante, mi piace questo genere di musica, questa canzone l’ho ascoltata anche oggi in macchina.

I Muse sono belli tosti, certo non puoi mettere in una playlist da solo cinque canzoni tutta la passione musicale, anche perché io sono capace di passare dal più smielato Baglioni a Eminem. La musica italiana mi piace, non ho cantanti preferiti, in questo momento mi piace molto la Pausini, Vasco Rossi, qualche cantante giovane. La musica italiana è veramente una buona musica.

Il Max Farris fuori da Formello, non sta mai fermo. Vado a correre, vado in bici, in palestra, adoro il mare appena posso ci vado, però non sono il tipo che sta sdraiato a prendere il sole, gioco a racchettoni, a ping pong, i miei amici scappano quando mi vedono. L’adrenalina c’è sempre. D’estate quando non c’è il campionato o la preparazione verso le 17:30 inizia il momento sofferenza e comincio ad andare a correre. In questo momento, durante il campionato, i momenti di relax sono pochi. Mi rilasso anche facendo delle passeggiate insieme ai miei due cani, coker, femmine ovviamente. Mi piace fare passeggiate con loro, sono animali molto affettuosi. In casa non c’è accesso ai maschi di nessun tipo o specie, scherzi a parte sono un padre super moderno. Questa cosa mi ha aiutato a condividere con le mie figlie i primi amori, gioie e dolori, mi raccontano le loro cose, dal problema con il fidanzatino al problema di turno, hanno il cuore aperto e ho la loro fiducia”.

La foto con Ronaldo, Toni e Pioli: “C’è una foto che mi piace rivedere e ricordare soprattutto ora che Luca Toni ha dichiarato il suo ritiro. Fiorenzuola-Inter, si giocava in C1 classica partitella amichevole del giovedì. Erano gli anni 90, nella foto c’è Luca Toni, all’inizio della sua carriera, poi ci sono io, non al tramonto ma non era più il tempo di avere ambizioni e si guardava alla sicurezza economica del contratto. Poi gli altri protagonisti sono Stefano Pioli, una persona fantastica sia come compagno di squadra che come diretto superiore fino a poco tempo fa, una persona che ci ha trasmesso tanto. Anche con Simone, ogni volta che ne abbiamo parlato abbiamo sempre preso spunti da lui sia come persona che come allenatore. Il protagonista della foto è Ronaldo, il vero Ronaldo, il Ronaldo di tutti i tempi.

Quando in tempi non sospetti ho postato questa foto c’era Toni che era Campione del Mondo, Pioli allenatore della Lazio, e Ronaldo che non ha bisogno di presentazioni, la domanda a quel punto era chi fosse l’intruso della foto”.

“La prima soddisfazione a livello economico da giocatore me la sono tolta quando comprai un orologio che porto ancora ora, era il 1993, sono molto legato a questo oggetto. La soddisfazione economica da allenatore non l’ho ancora tolta, vedremo- conclude mister Farris-.



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Onazi si rivela a LSR: “La stagione va terminata col sorriso,i tifosi mi vogliono bene”

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Onazi ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni di LSR spiegando la sua situazione e la situazione laziale. Poi parla dei tifosi biancocelesti:

“Sono contento se andiamo bene, e la squadra vince. Finiamo il campionato con il sorriso.Non è facile rientrare in partita se non entri in campo da un po’, e se non giochi devi comunque restare positivo e allenarti bene, così sei pronto per giocare quando ti chiamano.Io voglio diventare un calciatore professionista ancora più serio, mi alleno sempre bene, con precisione e dedizione. Voglio crescere professionalmente ancora di più.Tra di noi scherziamo molto, Inzaghi è un allenatore molto intelligente. Lui fa le scelte in base a come ti sei allenato in campo durante la settimana devi e tu devi anche fargli vedere come giocheresti. Poi, dopo gli allenamenti lui sceglie. Come rapporto con i giocatori è stato fantastico, quando è arrivato, in campo, con me non aveva mai parlato. Prima della partita ci siamo parlati, mi ha detto quel che dovevamo fare e non dovevamo fare, quello che voleva vedere in campo e quello che non voleva.

Questo rapporto c’è solo durante l’allenamento e in partita, è uno subito chiaro. Ed è molto meglio così, si parla poco e si lavora molto.
Contro la Sampdoria è stato tutto strano. In quella partita, che andava vinta, dovevamo mettere dentro quattro o cinque gol. Così però è il calcio, abbiamo dato tutto ma come il calcio a volte è bianco, a volte è nero. Dio ci aiuta se crediamo in lui, io ci credo al 100%.
Ho giocato in Primavera con Cataldi e Keita e mister Bollini.

Quando sono arrivato qui non è stato facile, la lingua è difficile. Prima di uscire da casa mia in Nigeria, i miei genitori mi hanno detto che diventare un grande giocatore non sarebbe stata una cosa facile, mi ha detto che sarei dovuto diventare un ragazzo serio e preciso, perché sarei stato da solo una volta fuori da casa.

Il ricordo della Coppa Italia è una cosa bellissima e non si può dimenticare, non solo per la Coppa, ma anche perché abbiamo vinto contro la Roma. Totti, con me a centrocampo, non ha toccato un pallone.

I miei mondiali con la Nigeria, non potrò mai dimenticarli. Ci tenevo molto a giocare il Mondiale, con la mia Nazionale, da titolare. Dopo i Mondiali sono stato votato come miglior giocatore della Nigeria, sono cresciuto nella Lazio fisicamente, tatticamente e caratterialmente e sono andato in Nazionale a fare tutto quello che avevo imparato qui.

E per questo devo ringraziare anche Dio, lui mi aiuta sempre.Quando stai per fare il tuo esordio in campo con la maglia della tua Nazionale pensi tante cose e se ti distrai, è meglio che resti in albergo. Negli spogliatoio ho sentito della musica per sciogliere tutti i pensieri, perché quando entri devi stare concentrato e pensare a come fare in campo, e quando sei dentro devi pensare da squadra, come vincere e come fare. Prima del riscaldamento però, prego sempre.

Si può essere persone buone nella vita, ma dure in campo. Se sei in campo, devi dimenticare chi sei. E’ un’altra cosa, spesso devi stare il più calmo possibile perché se fai una cosa stupida prendi un giallo o un rosso e ci rimettono i compagni.

Il rapporto con Keita è molto bello, lui è mio fratello, quando è arrivato qui, gli ho detto che se voleva rimanere doveva fare tutto il possibile per diventare un professionista e per arrivare in Prima Squadra, era un ragazzo molto giovane, però mi ha ascoltato.

Ora è felice e disponibile con la squadra, tante volte ci siamo parlati.Siamo in Prima Squadra insieme, giochiamo insieme e siamo felici. Io ho avuto il suo stesso percorso, però un po’ prima di lui.

Non ho mai visto un professionista come Miro in tutta la mia vita. Se avessimo tre o quattro Klose in squadra le vinceremmo tutte segnando cinque gol a partita.

Lui non pensa a fare gol da solo, lui pensa da squadra prima ancora di essere entrato in campo. Se vede che uno sta bene, o è posizionato bene, lui passa la palla e ti manda in rete. In allenamento fa tutto, è preciso con l’orario, parla su come bisogna fare le cose, mi ha sempre aiutato molto, decidiamo come passarci la palla, se è meglio in un modo o nell’altro. Va via per ultimo. Non ho mai giocato con un professionista così.

Lui ha quasi 38 anni, io ne ho 23: se lui corre 50 metri, io devo farne almeno 100, perché uno così mi stimola e mi dà una forza incredibile.

Il gol contro il Napoli della scorsa stagione è stata una cosa che non dimenticherò mai, soprattutto perché quando siamo tornai a Formello, in piena notte, i tifosi mi hanno fatto piangere. Sono stati qui da mezzanotte, mentre aspettavano il nostro rientro da Napoli. Ho segnato quel gol, ma Dio lo ha segnato con me.Avevo giocato poco, mancava un quarto d’ora, e Dio mi ha aiutato, perché io prego sempre per avere un’opportunità per dimostrare il mio lavoro. Io sono figlio di Dio, quando sei preciso e lavori lui ti aiuta e non mi poteva lasciare in quel momento.

Ho visto questa foto che gira contro il razzismo con la mia figura sopra, me l’hanno mandata dalla Nigeria.Mi ha dato una grande gioia, un’emozione e l’ho retwittata subito, l’ho messa anche su Instagram. I tifosi della Lazio mi vogliono bene, io lo so, in questo mondo, però, non puoi piacere a tutti. Io ho grande rispetto per tutti i tifosi della Lazio, sono stato accolto come uno di loro, e sono contento perché hanno fatto una grande cosa per me.Ho conosciuto Sandra cinque anni fa. E’ importante perché lei è stata il mio dono, è bravissima, ho detto a Dio che non l’avrei mai lasciata, è una bella ragazza, educata ed ha tutto. Cucina benissimo, qualsiasi cosa. Ora è andata a scuola di italiano per imparare a cucinare le cose italiane”.



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Lazio Non in vendita e sponsor fantasma. Comunicato Lazio

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Dettaglio di un bilancio finanziario affiancato allo stemma della Lazio Lotito

La società biancoceleste ne ha piene le tasche (dipende dal punto di vista). Lotito e company diramano un secondo comunicato categorico sulla questione della vendita societaria. In questo ultimo mese si era parlato dei russi interessati all’acquisto della maggioranza ma si sono rilevate e la situazione per un presunto sponsor, solamente voci giornalistiche (come si legge nel comunicato):

La S.S. Lazio s.p.a. denuncia che, per l’ennesima volta, organi di informazione in realtà disinformati diffondono notizie prive di qualsiasi fondamento, letteralmente inventate, senza preoccuparsi delle conseguenze che possono derivarne per una società quotata. Si tratta di iniziative che denotano una grave mancanza di responsabilità nei confronti dell’opinione pubblica e del mercato derivata anche da un’assenza totale di verifica della loro fondatezza ed attendibilità. Per la diffusione di queste notizie prive di alcun minimo fondamento è stato dato mandato ai legali di attivare in ogni sede – civile e penale – tutte le azioni volte alla tutela della società e dei suoi azionisti, e per la repressione dell’eventuale reato di aggiotaggio informativo e la punizione degli autori.



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Rumors di mercato: le situazioni di Biglia e Candreva, per il dopo Klose spunta Ibisevic

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La fallimentare stagione biancoceleste è quasi al termine e ovviamente in casa Lazio si comincia a pensare al mercato: alcuni fra i top players biancocelesti non sembrano aver voglia di rimanere, delusi dalle promesse di un progetto vincente da parte della società. Tra questi c’è sicuramente il nome di Lucas Biglia, faro del centrocampo biancoceleste che nei suoi tre anni a Roma è diventato uno dei più richiesti registi al mondo. Per il suo acquisto sembra essere cominciato un “Derby d’Italia” fuori dal campo tra Inter e Juventus: la squadra di Milano sembra aver già presentato un’offerta ufficiale di 15 mln alla dirigenza laziale per acquisire le prestazioni di Biglia dal prossimo anno, offerta che sarebbe stata respinta poichè Lotito valuta il suo gioiello tra i 20 e i 25 mln. La compagine bianconera sembra in svantaggio sulla concorrenza nerazzurra, ma sul piatto ha da offrire il prestito biennale di Domenico Berardi, che sarebbe il sostituto perfetto di Antonio Candreva, se anche il numero 87 biancoceleste dovesse andar via.

Per Candreva al momento però ci sono soltanto voci e nessuna richiesta ufficiale: sarebbe sulle sue tracce l’Atletico Madrid, al momento impegnato per vincere la Liga (a 2 giornate dalla fine a pari punti con il Barcellona primo) e soprattutto per vendicare la finale di Champions persa due anni fa con il Real. Le due squadre madrilene si affronteranno nuovamente in finale della coppa dalle grandi orecchie a Milano il 28 maggio. Alcuni osservatori dei Colchoneros avrebbero comunque presenziato all’Olimpico per vedere Candreva (e forse anche Keita) da vicino. Chissà se questa sessione di mercato per i biancocelesti dovrà significare una vera rivoluzione oppure se le voci di mercato che si susseguono già da un po’ resteranno tali.

Altro capitolo di calciomercato in casa Lazio riguarda l’addio di Klose, ormai certo. Dirigenza quindi alla ricerca di un sostituto, che nelle ultime ore sembra aver preso il nome di Ibisevic: l’attaccante bosniaco, autore di una grande stagione con l’Herta Berlino, è entrato nelle grazie della dirigenza biancoceleste e il costo del suo cartellino non dovrebbe essere un ostacolo, visto che compirà 32 anni tra pochi mesi, ma sarà il rinforzo giusto per rilanciare la Lazio nelle prossime stagioni?



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Lazio, si tratta per la sponsorizzazione sulla maglia: contatti con la Dussmann Service

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Nell’edizione odierna de’ “Il Messaggero” arriva un’importante indiscrezione in vista della prossima stagione: la Lazio avrebbe avviato una trattativa con una società tedesca per tornare ad avere una sponsorizzazione sulla maglia. Tutti gli indizi conducono alla Dussmann Service, società che si occupa, tra le altre attività, di pulizie nel settore sanitario e scolastico. L’azienda rappresenta un marchio leader nel settore in terra teutonica, arrivando ad avere l’appalto del padiglione nell’evento mondiale dello scorso anno di Expo 2015: essa è inoltre presente anche nel nostro paese all’interno di molti ospedali e istituti. Il presidente Claudio Lotito starebbe lavorando in prima persona per provare a trovare un accordo, con la trattativa che da quanto emerge sembrerebbe essere destinata alla conclusione. Le parti stanno lavorando sulla base di un contratto triennale a 5 milioni di euro a stagione, per un totale di 15 milioni. Un introito che potrebbe essere utilizzato già la prossima estate in sede di mercato per attuare quella rivoluzione di cui si è tanto parlato nelle ultime settimane, in seguito alle dichiarazioni del direttore sportivo biancoceleste Igli Tare e proprio del patron Lotito. In attesa di sviluppi, sono intanto arrivate le consuete smentite di rito dal quartier generale di Formello. Chissà che, dopo molti anni di assenza ingiustificata, la Lazio possa ritrovare un tesoretto per il mercato proprio grazie allo sponsor sulla maglia.



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Lazio-Fiorentina al via la vendita dei biglietti con tanti dubbi

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Ultima partita casalinga quella che vedrà la Lazio affrontare la Fiorentina in casa domenica 15 Maggio alle 20.45.

Difficile prevedere l’affluenza dei tifosi all’Olimpico di Roma, da una parte c’è la contestazione contro le barriere e verso la presidenza per non parlare della stagione deludente, dall’altra c’è l’ultima in casa di Miro Klose dove il popolo laziale vuole omaggiarlo per l’ultima volta che indosserà la casacca biancoceleste. Riportiamo il comunicato della Lazio:

La S.S. Lazio comunica che, dalle ore 16:00 di mercoledi 5 maggio, saranno messi in vendita i tagliandi per la partita di campionato LAZIO – Fiorentina in

programma domenica 15 maggio alle ore 20:45 (data e orario potrebbero subire modifiche in base alle disposizioni della Lega Serie A).

 

TUTTI COLORO CHE SONO IN POSSESSO DELLA FIDELITY CARD MILLENOVECENTO E NON SONO ABBONATI, POTRANNO RICHIEDERE AL MOMENTO

DELL’ACQUISTO CHE, IL TITOLO D’INGRESSO VENGA CARICATO ELETTRONICAMENTE SULLA STESSA.

 

I tagliandi si potranno acquistare presso:

– I nostri punti vendita Lazio Style 1900 vedi elenco

– Le rivendite Listicket-Ticketone

– Il call center al numero a pagamento 892.101

– Il sito internet LISTICKET.COM con la modalità di acquisto HOME TICKETING per cui è necessario disporre di una stampante laser e, la nuova modalità

PASSBOOK – PASSWALLET (lettura al tornello da smartphone) per i settori solo di Tribuna Monte Mario, D’Onore Centrale, Tevere, Tevere Top e Curva Nord.

 

Si ricorda che chi acquista un biglietto è tenuto a mostrare il suo documento di identità, pena l’impossibilità di emettere il titolo di accesso ( D.L. 8/2/2010 nr. 8). Non verranno considerate come documenti idonei alla vendita, tutte le patenti di ultima generazione che non riportano le indicazioni del luogo di residenza.

 

Per i ragazzi under 14, è possibile esibire anche solo il tesserino sanitario, per gli altri minori più grandi, è necessario esibire in alternativa in originale o in copia:

– il documento di identificazione rilasciato dal Comune;

– carta d’identità;

– lo stato di famiglia con foto;

– il certificato di nascita con foto o il passaporto di un genitore (in cui compaia ovviamente il minorenne).

Il numero massimo di tagliandi acquistabili da una singola persona è di quattro e con le disposizioni dell’ Osservatorio sulle Manifestazioni Sportive, è possibile presentare per le altre eventuali tre persone, anche solo la copia del documento d’identità.

Per acquistare i tagliandi ci sarà tempo fino al calcio d’inizio dell’incontro. Si ricorda a tutti i tifosi che, il punto vendita dei tagliandi più vicino allo Stadio Olimpico è, il Lazio Style 1900 in Via Guglielmo Calderini 66 / C e sarà aperto il giorno della partita, dalle ore 10:00 alle 13:30 e dalle 14:30 alle 20:45 e saranno disponibili solo per la stampa dei tagliandi di Lazio-Fiorentina.

Settori e prezzi:

S E T T O R EINTERORID. UNDER 16 (*)INVALIDI CIVILI 100 % (**)
TRIBUNA D’ONORE CENTRALE100 €.====
TRIBUNA MONTE MARIO40 €.20 €.20 €.
TRIBUNA TEVERE20 €.====
TRIBUNA TEVERE NON DEAMBULANTE IN CARROZZELLA5 €.====
TRIBUNA TEVERE NON DEAMBULANTE IN CARR.- ACC.GNO5 €.====
DISTINTI NORD EST – NORD OVEST – SUD EST
5 €.====
SETTORE OSPITI – DISTINTI SUD OVEST5 €.====
CURVA NORD5 €.

(*) Possono acquistare un tagliando Ridotto Under 16 i ragazzi nati dal 1/1/1999 al 31/12/2010

(**) I tagliandi ridotti Invalidi Civili al 100%, posso essere acquistati solo presso i Lazio Style 1900 e solo il giorno della gara, presso la biglietteria in viale delle olimpiadi 61 (ex ostello della gioventù).

 

I bambini di 4 anni nati dal 1/1/2011 accedono allo stadio gratuitamente e senza biglietto.

Infine, all’ingresso il controllo dell’identità sarà effettuato su ogni singolo spettatore ed è pertanto obbligatorio esibire un documento di identità, compresi i

minorenni.

SOLO ED ESCLUSIVAMENTE IL GIORNO DELLA GARA, sarà attivata la nuova biglietteria in viale delle olimpiadi 61, presso l’ex ostello della gioventù. Il

punto vendita sarà attivo dalle ore 16:45 di domenica 1 maggio e abilitato a rilasciare SOLO TAGLIANDI PER LA TRIBUNA TEVERE, TEVERE TOP,

TEVERE DISABILI, MONTE MARIO E D’ONORE CENTRALE con questi prezzi:

S E T T O R EINTERORID. UNDER 16 (*)INVALIDI CIVILI 100 % (**)
TRIBUNA D’ONORE CENTRALE100 €.====
TRIBUNA MONTE MARIO40 €.20 €.20 €.
TRIBUNA TEVERE20 €.====
TRIBUNA TEVERE NON DEAMBULANTE IN CARROZZELLA5 €.==
TRIBUNA TEVERE NON DEAMBULANTE IN CARR.- ACC.GNO5 €.==

(*) Possono acquistare un tagliando Ridotto Under 16 i ragazzi nati dal 1/1/1999 al 31/12/2010

 

RESTRIZIONI SULLA VENDITA ADOTTATE DALL’ OSSERVATORIO SULLE MANIFESTAZIONI SPORTIVE:

– divieto di vendita per i residenti della regione Toscana, escluso i possessori delle Fidelity Card-Tessere del Tifoso;

SETTORE OSPITI: Sarà possibile acquistare i tagliandi per il SETTORE OSPITI, fino alle ore 19:00 di sabato 14 maggio, solo presso le ricevitorie di tutta Italia della Listicket, presentando un documento di riconoscimento e la Fidelity Card.
Per consultare l’elenco clicca qui.



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Giovani aquile, il programma del finesettimana

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Gennaro Gattuso e la squadra durante l'amichevole Lazio Juve Stabia a Formello
Gennaro Gattuso e la squadra durante l'amichevole Lazio Juve Stabia a Formello

Non solo la prima squadra, questo fine settimana scenderanno in campo le giovani aquile del settore giovanile biancoceleste.

Programma completo:

– PRIMAVERA Girone C 26^ Giornata, All.: Joop LENSEN

LAZIO-VIRTUS LANCIANO

Sabato 7 Maggio ore 15, Stadio ‘Mirko Fersini’ – Formello

CLASSIFICA (25^ Giornata): 56 Roma,52 Palermo,46 Empoli,44 Lazio,44 Pescara,42 Frosinone,39 Ascoli,37 Crotone, 30 Bari,29 Napoli,27 Virturs Lanciano,26 Ternana,25 Latina,5 Avellino.

– UNDER 17 NAZIONALI Girone B 26^ Giornata, All.: Michele SANTONI

CLASSIFICA (26^ Giornata): 68 Inter, 62 Atalanta, 50 Milan, 46 Cesena, 45 Bologna, 43 Chievo Verona, 36 Vicenza, 34 Brescia, 28 Lazio, 27 Hellas Verona, 23 Como, 22 Cagliari, 19 Udinese, 6 Carpi.

– UNDER 15 NAZIONALI Girone F 22^ Giornata, All.: Paolo RUGGERI

LAZIO-PALERMO (Sedicesimi di finale, andata)

Domenica 8 Maggio ore 11:30, campo ‘Gentili’

CLASSIFICA (22^ Giornata):59 Roma, 54 Frosinone,48 Lazio,39 Pescara,36 Teramo, 34 Ascoli Picchio,23 Lupa Castelli Romani, 19 Virtus Lanciano, 16 L’Aquila, 15 Ternana, 12 Latina, 11 Lupa Roma.

PROSSIMO TURNO: 15/05/2016 PALERMO-LAZIO (Sedicesimi di finale, ritorno)

– GIOVANISSIMI FASCIA B ELITE Girone B 26^ Giornata, All.: Mauro GIRINI

LAZIO-CITTA’ DI CIAMPINO

Sabato 7 Maggio ore 16:30, campo ‘Melli’

CLASSIFICA (25^ Giornata):  65 Urbetevere,63 Lazio,60 Frosinone, 55 Lodigiani, 54 Polisportiva Carso,  48 Nuova Tor Tre Teste, 40 Vigor Perconti, 27 Atletico 2000, 24* Città di Ciampino, 23 Cinecittà Bettini, 22 Aprilia, 15 Albalonga, 8* Futbolclub, 1 Anzio Calcio.

*una partita in meno

– GIOVANISSIMI PROVINCIALI Girone H 26^ Giornata, All.: Mario MENASCI

RACING CLUB-LAZIO

Sabato 7 Maggio ore 17, campo ‘Pineta dei Liberti’ – via delle Pinete 140 (Ardea)

CLASSIFICA (25^ Giornata): 69* Lazio,52* Lupa Roma,52* Tor di Quinto,42* Pomezia, 41* Centro Calcio Rossonero, 40* Vigor Perconti, 39* Pescatori Ostia, 31* Fortitudo Calcio Roma, 24 Aurelio Fiamme Azzurre, 20* Borghesiana, 17* Racing Club, 14* Vigili Urbani Roma, 0* Unipomezia Virtus.

*una partita in meno

– GIOVANISSIMI PROVINCIALI FASCIA B Girone I 22^ Giornata, All.: Emiliano LEVA

LAZIO-SPES ARTIGLIO

Sabato 7 Maggio ore 15, campo ‘Gentili’

CLASSIFICA (21^ Giornata): 57 Accademia Calcio Roma,47 Lazio,45 Urbetevere,38 Tor di Quinto,33 Nuova Tor Tre Teste, 31 Lupa Roma, 30 Savio, 26* Lodigiani,  23 Futbolclub, 12* Tor Sapienza, 10 Fiano Romano, 9 Spes Artiglio.

*una partita in meno

– GIOVANISSIMI PROVINCIALI FASCIA B Girone N 22^ Giornata, All.: Alessandro IANNUZZI

ROMA-LAZIO

Domenica 8 Maggio ore 12, campo ‘Acqua Cetosa n.9’ – Largo Giulio Onesti 1 (Roma)

CLASSIFICA (21^ Giornata): 58 Lazio,58 Roma,44 Romulea, 40** Lodigiani, 33 Nuova Tor Tre Teste, 33 Cynthia, 25 Vigor Perconti, 19 Savio, 17 Centro Calcio Rossonero, 14 Pro Roma, 9* Atletico 2000, 7* Certosa.

*una partita in meno **due partite in meno



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Designazioni Serie A: Carpi-Lazio a Rocchi

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Lazio-Udinese: ARBITRA Piccinini! ⚽ Designazione UFFICIALE: PRECEDENTI, STATISTICHE e FISCHIETTO

Il sito ufficiale dell’associazione arbitri italiana, ha diramato la lista delle designazioni della seguente giornata. Carpi-Lazio sarà diretta da Rocchi dove si contano 13 vittorie, 11 sconfitte e 7 pareggi nelle 31 partite dirette dall’arbitro toscano. Ma vediamo tutti i fischietti impegnati:

ATALANTA – UDINESE
RIZZOLI
DI LIBERATORE – STALLONE
IV: MANGANELLI
ADD1: CALVARESE
ADD2: PASQUA

BOLOGNA – MILAN Sabato 07/05 h. 20.45
DOVERI
CRISPO – PERETTI
IV: PADOVAN
ADD1: RUSSO
ADD2: SAIA

CARPI – LAZIO
ROCCHI
DI FIORE – LONGO
IV: COSTANZO
ADD1: MAZZOLENI
ADD2: PINZANI 

FIORENTINA – PALERMO
ORSATO
PRETI – TEGONI
IV: GALLONI
ADD1: FABBRI
ADD2: PAIRETTO

FROSINONE – SASSUOLO
CERVELLERA
DOBOSZ – SORICARO
IV: GIALLATINI
ADD1: GUIDA
ADD2: MANGANIELLO

H. VERONA – JUVENTUS h. 20.45
MARESCA
MUSOLINO – GAVA
IV: VALERIANI
ADD1: VALERI
ADD2: SACCHI

INTER – EMPOLI Sabato 07/05 h. 18.00
DI BELLO
RANGHETTI – TASSO
IV: PAGANESSI
ADD1: GIACOMELLI
ADD2: AURELIANO

ROMA – CHIEVO h. 12.30
CELI
MELI – VIVENZI
IV: FIORITO
ADD1: IRRATI
ADD2: GAVILLUCCI

SAMPDORIA – GENOA
TAGLIAVENTO
CARIOLATO – VUOTO
IV: TONOLINI
ADD1: BANTI
ADD2 MASSA

TORINO – NAPOLI h. 20.45
DAMATO
PASSERI – MARZALONI
IV: BARBIRATI
ADD1: GERVASONI
ADD2: MARIANI



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Pancaro in vista del “Di Padre in figlio”: “E’ come tornare a 15 anni fa”

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Giuseppe Pancaro, 151 presenze e 7 trofei vinti con la maglia biancoceleste si racconta ai microfoni di Radiosei per parlare sull’imminente evento laziale in grado di riunire tutte le generazioni biancocesti sia sugli spalti che in campo.

L’ex laziale confermando la sua presenza all’evento di quest’anno vuole ricordare quello di due anni fa:

“È stato bellissimo, sia per aver rincontrato tanti compagni con cui ho passato momenti bellissimi che per aver rivisto l’Olimpico pieno di tifosi. Essendoci poi anche mio figlio, è stata la serata in tema perfetta. Lui è entrato in campo al mio posto ed è stata una grande emozione. Quel gesto ha rappresentato in pieno la manifestazione, rispecchiando quanto avvenuto sulle tribune tra padri e figli”

Perchè partecipare?

“A partecipare ci spinge il grande senso di appartenenza verso la Lazio e l’enorme piacere di ritrovarci tutti insieme. Siamo sempre stati un grande gruppo e in sei anni le vittorie hanno reso tutto più bello, creando un bel clima tra di noi. Fa senza dubbio piacere rincontrare tutti e ritrovarsi nello stesso spogliatoio. È come tornare indietro di quindici anni con lo stesso piacere di giocare quel periodo. Faremo lo stesso il 23 maggio”.

Giocatori divenuti poi allenatori:

“Questo può essere un dato che certifica come lo spogliatoio fosse formato da uomini di spessore. Quasi tutti sono ancora nel mondo del calcio. Simone Inzaghi è un grandissimo appassionato, ha sempre vissuto per questo sport. E aveva tutte le carte in regola per diventare un allenatore. È un amico e gli auguro tutto il meglio che la vita possa regalargli. Anche Oddo era estroverso ed intelligente, non è un caso stia facendo così bene. Per quanto riguarda Simeone invece il bello del suo calcio è che, guardando la sua squadra, rivedo lui come uomo e giocatore. Un gruppo che non molla mai, aggressivo e sempre sul pezzo. Sono contento, era un altro che viveva per il calcio ventiquattro ore al giorno. Quando riconosci l’impronta del tecnico, è davvero un grande merito. Non si è ai vertici per caso, è davvero molto preparato. In campo non mollava un centimetro, ora ha buonissime possibilità di arrivare alla vittoria finale anche in Champions League”. 



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Bruno Giordano contro i giocatori laziali:”Pioli merita rispetto!”

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lazio atalanta

Bruno Giordano non manda giù alcune dichiarazioni di Candreva e Keita. Chi sia il prossimo allenatore della Lazio nella stagione 2016\2017 non si sa, ma i due laziali tramite le scorse dichiarazioni dove elogiavano l’operato di Inzaghi, mettono due punti a favore del tecnico piacentino.

Dichiarazioni che però non vanno giù a Bruno Giordano che li attacca per la mancanza di rispetto verso l’ex allenatore Stefano Pioli.

“Dichiarazioni brutte da ragazzini viziati. Non hanno rispetto di un allenatore,che li avrà anche difesi in diverse circostanze. Qui è mancata anche la società. Un club che lavora bene non permette ai giocatori di tirare la volata a questo o a quell’allenatore. Avete sentito i giocatori della Roma denigrare Garcia? Reputo questi atteggiamenti inaccettabili”.



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Cravero a Lsr:” La Lazio ha potenziale, peccato per la stagione”

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Cravero, ex difensore Laziale, è intervenuto ai microfoni di LSR per parlare della sua ex squadra.

“Lazio-Inter è stata una buona gara, se avessero giocato molte partite con questa intensità si starebbe parlano di un’altra stagione. Sono i giocatori talentuosi che ti fanno vincere, la Lazio ha strameritato la vittoria ma proprio partite come questa ti fanno uscire dallo stadio con molti rimpianti. Non mi riferisco alla partita con la Sampdoria, dove la Lazio ha giocato molto bene, se Candreva avesse realizzato il rigore sarebbe stata una partita diversa. I rimpianti sono per la stagione, per i giocatori che non sono riusciti a rendere, per le scelte fatte, non posso accettare di vedere un Keita in forma e non utilizzarlo.

E’  stato utilizzato con il contagocce, uno come lui se sta così bene non puoi non schierarlo in campo. La Lazio ha comunque un grande potenziale, e ha anche fatto dei sacrifici per tenere i giocatori. Partendo da Keita, Cataldi, Felipe e de Vrij che rientrerà, Hoedt che migliora con il tempo, Parolo, Lulic e Marchetti, ti danno delle garanzia, Milinkovic anche, con gli acquisti giusti insieme a tutti questi giovani ti viene un potenziale veramente forte. Tare ha detto che sarà una squadra diversa, ed è comunque giovane. Djordjevic può fare bene, ma per ripartire devi prendere una punta che ti assicura un certo numero di gol. Zaza e Immobile li prenderei subito, Van Persie mai. Immobile la porta la vede, Zaza deve ripartire e lo vedrei bene sponda biancoceleste. Van Persie ha perso un po’ di velocità secondo me.Acerbi e Tonelli mi piacciono come caratteristiche, però preferirei rientrasse de Vrij, con Hoedt, che ha ripreso fiducia e come coppia non lo sottovaluterei, sono anche molto veloci. Bisognerà dare il tempo a de Vrij di recuperare al 100% perché è stato fermo un anno. Va bene applicarsi, devi dimostrarmi le qualità sul campo. Mi piacciono come approcciano con personalità e professionalità la gara. De Vrij la scorsa stagione ha fatto un campionato straordinario, poi intendiamoci, i sostituti non hanno reso. Mauricio non ha reso come doveva, Gentiletti dopo l’infortunio ha perso qualcosina. La coppia olandese secondo me è ben assortita.Il leader della difesa si prende delle responsabilità come impostare il gioco e distoglie l’elemento che ti fa andare in difficoltà, sbagliando di meno hai più fiducia. Il calcio è anche molta psicologia, tensione e tane altre componenti.Avere un portiere che ti guida e carica è importante, a seconda dei giocatori che hai. Se hai una difesa timida, il portiere così ti aiuta molto. Quando c’erano Nesta e Mihajlovic ,Peruzzi non aveva bisogno di urlare. Dipende dalla situazione, se ora hai due difensori sotto pressione e non sicuri di sé, che sentono le critiche, una persona forte che ti guida in porta può aiutare”.



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Impresa Cholo, Simeone vola in finale!

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lazio atletico madrid

Grinta e voglia di vincere, el Cholo è sempre stato così. Ieri si è disputata la gare di semifinale di Champions  tra Bayern Monaco e Atletico Madrid. L’andata finì con la vittoria degli spagnoli per 1 a 0. I 90 minuti di ieri sono stati pieni di emozioni e grinta dove la squadra tedesca bastava vincere con due gol di scarto.

Al 31′ minuto di gioco ci pensa Xabi Alonso a portare in vantaggio la sua squadra,poco più tardi arriva l’occasione per raddoppiare il vantaggio sugli spagnoli ma il portiere avversario è bravissimo ad intuire la direzione del penality calciato da Muller. Al 54′ Griezmann pareggia i conti, ora i tedeschi devono puntare al 3-1.

Lewandowski accende le speranze tedesche ma in un finale da assedio totale sono i madrileni a spuntarne vista la vittoria dell’andata.

Simeone conquista così la sua seconda finale in 3 anni di Atletico



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Lazio-Inter rende il gol di Klose tra i cinque più belli della 36′ giornata

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ROME, ITALY - MARCH 13: Miroslav Klose (L) with his teammates of SS Lazio celebrates after scoring the opening goal during the Serie A match between SS Lazio and Atalanta BC at Stadio Olimpico on March 13, 2016 in Rome, Italy. (Photo by Paolo Bruno/Getty Images)

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Klose, nonostante l’età, colpisce ancora sia calcisticamente parlando sia a livello di numeri: il gol del tedesco segnato all’Inter dopo solo otto minuti è stato inserito tra i cinque gol più belli della 36′ giornata di serie A insieme alla rovesciata di Antonelli, la punizione di Totti, il gol al volo di Higuàin e la rete del venezuelano Martinez.

Il bomber tedesco, con i suoi numeri, sta rendendo meno amaro il suo, ormai certo, addio dalla Lazio a conclusione di stagione.



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Banti torna a parlare sull’ammonizione a Keita

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Ormai il danno è fatto. Keita Balde dovrà saltare la gara contro il Carpi per l’ammonizione per simulazione, secondo cartellino giallo per la medesima situazione dove in entrambe le azioni il contatto c’è ma il giocatore non era intenzionato a simulare ma si è semplicemente sbilanciato per il contatto con l’avversario. Una doppia ammonizione in 2 match che lo squalificano dunque per la prossima giornata dove il Carpi tenterà l’impresa per salvarsi dalla retrocessione.

Intanto l’arbitro Banti, non avendo ancora visto l’accaduto ritorna sull’accaduto come se nulla fosse:

“Non so se posso esprimere la mia opinione visto che il Giudice Sportivo non ha ancora redatto alcun verbale sull’accaduto. Non ho ancora rivisto l’episodio, quando la rivedrò vedremo se ho preso o meno la decisione corretta. Se ho preso la decisione corretta posso ritenermi contento anche se non sarà una vincita personale, in caso contrario sarà per me uno spunto positivo per studiare e valutare il perché ho commesso un errore. Come decido in quei casi? In base a quello che vedo in campo, sono un arbitro e devo decidere. In caso di simulazione generica si valuta secondo due parametri: se il calciatore si è buttato volontariamente a terra per far prendere all’arbitro una decisione a suo favore, e in quel caso c’è l’ammonizione, oppure se ha esagerato il semplice contatto”.

 



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