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Intervista

Pancaro in vista del “Di Padre in figlio”: “E’ come tornare a 15 anni fa”

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Giuseppe Pancaro, 151 presenze e 7 trofei vinti con la maglia biancoceleste si racconta ai microfoni di Radiosei per parlare sull’imminente evento laziale in grado di riunire tutte le generazioni biancocesti sia sugli spalti che in campo.

L’ex laziale confermando la sua presenza all’evento di quest’anno vuole ricordare quello di due anni fa:

“È stato bellissimo, sia per aver rincontrato tanti compagni con cui ho passato momenti bellissimi che per aver rivisto l’Olimpico pieno di tifosi. Essendoci poi anche mio figlio, è stata la serata in tema perfetta. Lui è entrato in campo al mio posto ed è stata una grande emozione. Quel gesto ha rappresentato in pieno la manifestazione, rispecchiando quanto avvenuto sulle tribune tra padri e figli”

Perchè partecipare?

“A partecipare ci spinge il grande senso di appartenenza verso la Lazio e l’enorme piacere di ritrovarci tutti insieme. Siamo sempre stati un grande gruppo e in sei anni le vittorie hanno reso tutto più bello, creando un bel clima tra di noi. Fa senza dubbio piacere rincontrare tutti e ritrovarsi nello stesso spogliatoio. È come tornare indietro di quindici anni con lo stesso piacere di giocare quel periodo. Faremo lo stesso il 23 maggio”.

Giocatori divenuti poi allenatori:

“Questo può essere un dato che certifica come lo spogliatoio fosse formato da uomini di spessore. Quasi tutti sono ancora nel mondo del calcio. Simone Inzaghi è un grandissimo appassionato, ha sempre vissuto per questo sport. E aveva tutte le carte in regola per diventare un allenatore. È un amico e gli auguro tutto il meglio che la vita possa regalargli. Anche Oddo era estroverso ed intelligente, non è un caso stia facendo così bene. Per quanto riguarda Simeone invece il bello del suo calcio è che, guardando la sua squadra, rivedo lui come uomo e giocatore. Un gruppo che non molla mai, aggressivo e sempre sul pezzo. Sono contento, era un altro che viveva per il calcio ventiquattro ore al giorno. Quando riconosci l’impronta del tecnico, è davvero un grande merito. Non si è ai vertici per caso, è davvero molto preparato. In campo non mollava un centimetro, ora ha buonissime possibilità di arrivare alla vittoria finale anche in Champions League”. 

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