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Vincenzo D’Amico: ” Mi tengo stretto Inzaghi, Arbitri? Ti fanno pensare male”

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funerali vincenzo d'amico

Vincenzo D’Amico è intervenuto ai microfoni di Leggo rilasciando un’intervista sul presente biancoceleste.

Champions e Arbitri

«Questo può essere l’anno buono per la Champions. Sono ottimista perché pur non facendo grandi cose la squadra ha chiuso il girone di andata quarta e quindi ci deve credere per forza. Arbitri? Non sono uno che pensa ai complotti, ma dopo aver visto certe cose alla fine ti fanno pensar male. Toglierei il fischietto a qualche arbitro e lo manderei a lavorare. Non voglio generalizzare, ma due-tre sono davvero scandalosi. Probabilmente sono sfortunati, ma guarda caso gli capita sempre con la Lazio».

Concorrenti al quarto posto, Roma e Milan

«Conosciamo tutti la situazione economica dei rossoneri e non mi meraviglierei se qualche decisione arbitrale andasse a loro favore o anche in quello della Roma. Dopo quello che è successo lo scorso anno le penso tutte, ma molto dipenderò anche dalla Lazio che se continuerà sulla strada intrapresa nelle uiltime gare secondo me può farcela. Mercato? Manca davvero poco per fare il salto di qualità. Ci sono un paio di ruoli scoperti e con i soldi in cassa la società, che ha apertamente dichiarato di puntare al quarto posto, può centrare l’obiettivo. un laterale e una punta efficiente perché in difesa come centrali ci siamo. Stesso discorso vale a centrocampo, soprattutto se Badelj decide di giocare come ha fatto al Mondiale».

Inzaghi, mercato e Pulici

«Sento dire in giro che la società non avrebbe tutta questa intenzione di andare in Champions sennò dovrebbe alzare il monte ingaggi. Io non ci credo, ma se non sfrutti la grande occasione che hai quest’anno di entrare in Champions il pensiero può venire in mente. Io sono convinto che facendo un mercato giusto si potrebbero riavvicinare ancora di più i tifosi. Inzaghi? Me lo tengo stretto, grazie alla gavetta sta diventando grande e sbaglia come fanno anche Allegri e Mourinho. Pulici? E’ stato un anno tragico, lui era unico, il migliore di tutti quanti».



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Canigiani chiama i tifosi: ” I prezzi sono a livelli popolari”

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Grafica che simboleggia le dichiarazioni di Marco Canigiani sulla vendita dei biglietti per Lazio-Juventus, affrontando la questione della presenza di tifosi juventini.

Canigiani è intervenuto ai microfoni biancocelesti parlando dei costi per i biglietti.

“Se prendiamo in considerazione solo le due partite casalinghe contro la Juventus e la Roma, il prezzo delle altre sette partite è irrisorio se si sottoscrive l’abbonamento. Conviene farlo in quanto ricordiamo anche che questi match, per la maggior parte si svolgeranno in primavera, periodo nel quale si ha una maggiore predisposizione ad andare allo stadio. Penso che chi non lo farà se ne pentirà successivamente. La vendita dei biglietti con la Juventus partirà il 16 gennaio in quanto non vogliamo che si accavallino la vendita della campagna abbonamenti con i biglietti singoli di Lazio-Juventus, anche per una questione di posti. Oggi è il primo vero giorno di riapertura della campagna in quanto ieri era il weekend diciamo ancora festivo.”

Bus Sharing

“Il servizio “BusInsieme” è attivo solo per le partite di campionato, quindi non per Lazio-Novara di Coppa Italia. Valuteremo più avanti se proporlo anche per il match di Europa League contro il Siviglia, daremo comunque comunicazioni con largo anticipo. Per il match di Coppa Italia i tagliandi per la Curva Nord sono a 5€ e quelli per la Tribuna Tevere costano 10€, si tratta di prezzi popolarissimi. Gli Under 14 potranno accedere gratuitamente in Tevere, Curva Nord o Montemario se accompagnati da un adulto che acquistarà un biglietto intero presso i Lazio Style 1900 Official Store abilitati.”

Abbonamenti

“In base al tipo di abbonamento che si vorrà sottoscrivere ricordo di leggere bene le indicazioni sul sito, si può caricare sulla tessera Millenovecento o in modo tradizionale, invece per gli abbonamenti promozionali bisogna sottoscriverli solo nei Lazio Style 1900 Official Store abilitati caricandoli sulla Millenovecento. Se qualcuno non avesse la tessera, può riceverla nel punto vendita ufficiale e, successivamente, la fidelizzazione sarà caricatoa l’abbonamento”.



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Lazio, senti Durmisi…

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Certamente il 2018 è stato un anno da dimenticare per Riza Durmisi: ripetuti infortuni e troppo tempo passato in panchina, sia nel Betis sia nella Lazio, hanno fatto sì che non partecipasse al Mondiale in Russia. Ma non ha mai mollato Riza, non è uno che si butta giù facilmente. Il 2019 è lì che lo aspetta. Lui da parte sua non vede l’ora di vivere appieno il nuovo anno, al quale non chiede nient’altro che meno infortuni e giocare di più. In un’intervista rilasciata al portale danese B.T. Nyheder, il giocatore della Lazio si è lasciato andare a delle dichiarazioni molto importanti riguardo l’infortunio alla schiena che sta caratterizzando la sua mancata ascesa nella Capitale, svelandone la vera entità e confessando per la prima volta un uso sbagliato di antidolorifici per alleviare il dolore: “Il 2018 è stato l’anno peggiore della mia carriera. Salvo solamente la conquista del piazzamento Europa League con il Betis, il gol contro il Siviglia e il passaggio in estate alla Lazio. L’infortunio me lo sono portato dietro già dall’esperienza al Brøndby. All’inizio pensavo fosse soltanto una cosa passeggera, ma poi nel 2018 è peggiorato a tal punto da farmi restare in panchina per diverse partite, escludendomi di fatto dalla Coppa del Mondo. Poi sono passato alla Lazio, ho giocato qualche partita e mi sono fatto male di nuovo, stavolta al gomito. La colpa è anche mia? È tutta colpa mia. Ho giocato con un infortunio alla schiena per troppo tempo. Lo confesso solo adesso, ma lo sanno tutti: i fisioterapisti e i medici del Betis e della nazionale danese. Anche il ct Hareide sa che nonostante il mio infortunio ho fatto di tutto per essere disponibile per il Mondiale. Nel 2016 mi sono iniettato nel ginocchio degli antidolorifici per poter giocare contro la Polonia; tre giorni dopo ho giocato anche contro il Montenegro, di nuovo con un’iniezione. Tutti in nazionale sanno cosa ho fatto per partecipare al Mondiale e tornare al mio livello”.

“HO SBAGLIATO, NE SONO CONSAPEVOLE” – “Ricordo che dopo la prima partita con il Betis (20 settembre 2016, ndr.) sono caduto davanti casa, e fortunatamente mio padre era lì. Mi è stato detto che avevo preso troppi antidolorifici. Successivamente sono stato fuori per quasi un mese, ma sono tornato prima del previsto per poter giocare in nazionale. Ho sbagliato, di questo ne sono consapevole. Ma quando sei così giovane e senti che hai tutto il mondo in mano e puoi conquistare tutto, allora queste cose accadono. Quando riguardo le foto delle mie partite negli ultimi due anni, c’è sempre del nastro adesivo sulla mia schiena. Avrei dovuto fare qualcosa a riguardo già quando si è verificato il danno. Poi sono passato al Betis e volevo mettermi alla prova in un nuovo campionato. Il primo anno è stato grandioso: a 22 anni ero uno dei migliori difensori della Liga, sono stato persino elogiato da una leggenda come Vicente del Bosque. Nel secondo invece ho giocato con tanto dolore. La mia non vuole essere una scusa, ma è un dato di fatto: ero inibito del 20-30 per cento, non avevo la giusta esplosione nella gamba destra”.

LAZIO E ANNO DEL RISCATTO – “Sono appena stato a Siviglia da uno specialista per mettere a posto le cose una volta per tutte, ed è per questo che non ho preso parte alle ultime partite con la Lazio. Speriamo di trovare finalmente una soluzione per l’infortunio alla schiena che mi porto dietro da due anni. Non prendo più antidolorifici e sento che va meglio, ma ora dobbiamo vedere come procederà il tutto. Ci vorrà ancora una settimana per poter riprendere a correre. Se tutto andrà per il meglio, non ho paura a dire che il 2019 sarà il mio anno”. 



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Calciomercato: Milinkovic e la Lazio, parla il suo agente

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Mlinkovic-Savic rimarrà sempre un nome caldo in ambito calciomercato. A spegnere subito le voci ci pensa il suo agente Kezman.

«Siamo tutti contenti quando Sergej segna, ma devo dire che giocava su livelli buoni da almeno due mesi. La gente però guarda soltanto al fatto se segni o meno, non giudica tutti gli altri aspetti che formano una prestazione. Milinkovic non è un attaccante, ma un giocatore “box to box”. So che le critiche provengono da un numero ristretto di tifosi. Il 90% dei fans biancocelesti, è innamorato di Sergej. E’ nella Lazio da quasi 4 anni, ogni giorni da il meglio per questa maglia. Nella vita a volte si passano momenti brutti e difficili, dove tutti i giocatori hanno bisogno di protezione da parte del club, dell’allenatore e dei supporters. Sergej sta trascorrendo questa breve vacanza in famiglia, nella sua città natale Novi Sad. Parliamo ogni giorno, sta molto bene, sente meno pressione rispetto ai momenti che hanno preceduti i suoi ultimi due gol».

CALCIOMERCATO – «La scorsa estate sono successe molte cose: alla fine Milinkovic ha deciso di rimanere nella Lazio, e di aiutare il club a raggiungere la Champions League. Il signor Lotito e Igli Tare lo hanno fatto esplodere, e il ragazzo sul fatto di restare non ci ha pensato per più di due minuti. Ha deciso di rifiutare tutte le offerte ricevute dai grandi club europei. Sergej non lascerà la Lazio in questo inverno al 100%. I biancocelesti hanno bisogno di lui, e il ragazzo ha bisogno di loro».



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Lotito e le tre cause in tribunale: le parole dell’avvocato Gentile

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Lazio, Avv. Gentile: "Curva Nord squalificata dalla UEFA per striscioni e gesti sospetti"

L’avvocato Gentile è intervenuto ai microfoni di Laziofamily in merito alle cause di Lotito in tribunale: il ricorso per l’ammenda in Lazio-Torino, Petkovic e Bielsa.

” Abbiamo chiesto il referto arbitrale e dopo un’attenta valutazione valuteremo come procedere. I fatti non sono andati come sembrerebbe in base alla sanzione emessa”

“Il presidente era arrivato allo stadio di corsa, nell’intervallo per mangiare qualcosa si è recato al bar e nel corridoio antistante è avvenuto il confronto oggetto della sanzione – afferma il legale – Da parte del presidente non ci sono stati frasi né toni inadeguati. Sottolineo che il presidente si trovava in un’area alla quale poteva accedere e non in una zona riservata”.

Vladimir Petkovic e Marcelo Bielsa. “Per quanto riguarda Petkovic la prossima udienza è fissata a Tivoli a febbraio – ricorda Gentile – Il tecnico chiede il pagamento di 600000 euro, pari alle spettanze per i sei mesi di contratto, gennaio-giugno 2014, contratto che venne risolto dalla Lazio per giusta causa. In merito a Bielsa abbiamo deciso di rinunciare alla richiesta di danni di immagine: non procederemo avverso il tecnico argentino”.  



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Bruno Giordano: “Troppo vittimismo, Roma e Milan sono superiori alla Lazio”

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lazio atalanta

Bruno Giordano torna a parlare della Lazio ai microfoni del Corriere della Sera

«Ai biancocelesti servono almeno due acquisti. Giocatori importanti intendo, la Lazio è obbligata a prenderli se vuole lottare per il quarto posto con possibilità di successo. Perché a me Milan e soprattuto Roma sembrano avanti. Serve un esterno destro di spessore, uno tra Darmian e Zappacosta sarebbe perfetto. Poi un difensore centrale importante. Con questi due innesti allora il quarto posto sarebbe possibile. Facile dire che ai biancocelesti siano mancati Milinkovic e Luis Alberto. Ma è sbagliato pensare che il rendimento di un calciatore deve essere uguale o migliore a quello precedente. Per fortuna li ho visti un po’ in ripresa nelle ultime partite». 

Tornando ai torti subiti con gli arbitri in quel Lazio-Torino, l’ex biancoceleste dichira:

«Ho una sensazione differente: quella che ci sia troppo vittimismo da parte nostra. Ogni squadra ha lamentele da fare, ma a me non pare che ci siano state grandi differenze di trattamento tra una e l’altra. Nella scorsa stagione la Lazio può essere stata danneggiata, però adesso no. E attenzione perché quando ci si lamenta tanto, si danno alibi ai giocatori per giustificare le sconfitte».



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Ceccarini è sicuro: la Lazio prenderà un top player e cederà Caceres al Parma

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Ceccarini, giornalista mediaset, è intervenuto ai microfoni sportivi di Lazio Style Radio lasciando una dichiarazione sul mercato della Lazio.

«Per Caceres al Parma siamo in dirittura d’arrivo. In uscita penso che possano partire Basta e Murgia. Alla fine arriverà un esterno sulla destra, è evidente. Tare vorrà fare un’operazione che dia qualcosa in più alla Lazio, un esterno destro che possa dare qualità e aumentare il tasso tecnico della squadra. Darmian è più complicato di Zappacosta a causa dell’ingaggio, però sono profili che conoscono il campionato italiano e questo è molto importante. Sono anche giocatori che hanno voglia di riscatto. L’importante poi è avere continuità nel gioco, ad esempio Darmian allo United non riesce a giocare con continuità, a questo punto è meglio giocare in una squadra meno importante però da titolare. Wallace? Si, c’è una richiesta del Wolverhampton​​​​, ma non so se la Lazio voglia cederlo. Se ti privi di un giocatore come Wallace, poi devi trovare una soluzione alternativa. Non è mai facile a gennaio, servirebbe un’offerta con tanti soldi».



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Calciomercato: il flop di Sprocati

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Foto LaPresse - Gerardo CafaroSabato 16 settembre 2017, Salerno (Italia)Sport CalcioCampionato di calcio Serie B ConTe.it 2017/2017, Stadio “Arechi”U.S. Salernitana 1919 vs Delfino Pescara 1936Nella foto: SprocatiPhoto LaPresse - Gerardo CafaroSaturday 16th September 2017, Salerno (Italy)Sport SoccerSerie B Conte.it football championship, 2017/2018 Season, “Arechi” stadiumU.S. Salernitana 1919 vs Delfino Pescara 1936In the picture: Sprocati

Calciomercato Lazio. Nel corso della sessione estiva la Lazio ha acquistato Mattia Sprocati per poi rigirarlo alla Salernitana che a sua volta l’ha mandato al Parma.

Per il giocatore con contratto biancoceleste risulta un vero e proprio flop. I ducali lo hanno impiegato solamente 85 minuti e la decisione di non riscattare la formula di prestito con diritto di riscatto, fa si che il giovane ritorni a Formello.

Lotito e Tare devono sfoltire la rosa per il mercato in uscita e quest’esubero, se così vogliamo soprannominarlo, dovrà trovare una nuova soluzione con la speranza che qualche società riscatti il giocatore definitivamente facendo fare un minimo di cassa nel conto bancario della Lazio.

Voci di mercato parlano di un interessamento dell’Hellas Verona che potrebbe accogliere il giocatore già da questa sessione di mercato invernale



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Antonio Rizzolo: i suoi pensieri sul calciomercato laziale

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Antonio Rizzolo, ex biancoceleste, è intervenuto ai microfoni laziali analizzando le voci di mercato che stanno ruotando intorno alla Lazio.

“Se dovesse arrivare Zappacosta? Stiamo parlando di un calciatore molto forte che rappresenterebbe un investimento importante per la Lazio del presente e del futuro. Si tratta di un obiettivo interessante per la compagine biancoceleste. L’ex Torino conosce bene la Serie A TIM ed ha sempre dimostrato di essere all’altezza della massima categoria italiana, sarebbe un innesto funzionale per la Lazio. In questo periodo Adam Marusic ha offerto buone prestazioni, è un calciatore di gamba ed Inzaghi crede molto nel calciatore montenegrino.

Nelle ultime giornate di campionato la Prima Squadra della Capitale ha ritrovato individualità importanti come Sergej Milinkovic, da ora la compagine di Simone Inzaghi dovrà trovare continuità nei risultati per proiettarsi ai vertici del campionato italiano di massima serie che, sicuramente, sono alla portata della Lazio. Il tecnico biancoceleste è stato molto bravo: ogni allenatore ha il proprio credo tattico, ma avendo il polso della squadra sotto controllo, l’ex attaccante piacentino ha variato sistema di gioco e sta trovando il miglior assetto. La formazione biancoceleste sta ritrovando individualità importanti come Sergej Milinkovic e Luis Alberto; il primo ha siglato due gol nelle ultime due sfide casalinghe, mentre lo spagnolo sta tornando ai suoi livelli. Il rendimento di questi singoli lascia ben sperare per il futuro.

La Lazio tornerà in campo con nuove consapevolezze e con nuove energie scaturite da questo periodo di sosta. I biancocelesti sono sempre pronti a sfruttare ogni occasione nel corso delle sfide; l’arrivo di Correa, inoltre, ha contribuito a garantire qualità e quantità al reparto offensivo. Al netto delle assenze, la partita con il Napoli sarà molto importante e ci farà capire l’entità della crescita della Lazio. La Prima Squadra della Capitale può ottenere ottimi risultati nel girone di ritorno”.



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Finale di SuperCoppa Italia è polemica!

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La decisione di disputare Juventus-Milan in Arabia Saudita sta facendo indignare tutto il popolo italiano ed oltre. Non è tanto per il posto ma per le leggi che vietano alle donne di esprimere la propria libertà.

Solamente da quest’anno, le donne possono assistere agli eventi sportivi ma limitatamente in un settore lontano dagli uomini. Un regime che è noto al mondo di come la donna sia trattata. Il fatto più clamoroso è quello della Lega italiana che ha scelto proprio quella meta dopo che giocatori, arbitri e dirigenti hanno lottato per i diritti delle donne scendendo anche con una riga rossa sul volto.

Una dimostrazione di incoerenza da parte degli organi sportivi italiani che sta facendo infuriare gli italiani ma sopratutto tutte le tifose che ogni domenica accompagnano la loro squadra sostenendola dalle tribuna.

Non è potuto mancare l’intervento di Matteo Salvini a riguardo di questa decisione che lo “tocca” sia politicamente che per la fede dichiarata per il Milan.

“Supercoppa in Arabia Saudita? E’ la morte del calcio, la morte dei valori sportivi di rispetto, di divertimento e di uguaglianza. Ditemi voi se la Supercoppa, nel nome del business e di qualche milione di euro, può essere giocata a migliaia di chilometri di distanza in un Paese con dei problemi e dove le donne possono andare allo stadio solo se accompagnate. È una vergogna: da milanista non guarderò assolutamente questa partita e mi vergogno di chi ha svenduto gli ideali sportivi al Dio denaro.
La brillante novità delle donne e delle ragazze che non possono andare allo stadio da sole è veramente imbarazzante – ha aggiunto Salvini ai microfoni di Radio Radio – Mi ricordo che quando ero ragazzino la finale dell’Intercontinentale si giocava in Giappone e poteva essere divertente, ma andare a giocare in un Paese irrispettoso, illiberale e retrogrado, associare il nome dell’Italia a un Paese dove le donne non possono andare liberamente allo stadio è imbarazzante. Da milanista mi spiace che la mia società sia corresponsabile di una vergogna simile”. 



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Lazio senti Mauri:” Castagne? Non fai il salto di qualità”

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La Lazio dovrà sfoltire la rosa nel calciomercato rimpiazzando solamente qualche giocatore. Nelle ultime ore di mercato si è parlato di un interesse della società su Castagne. Ai microfoni sportivi è intervenuto l’ex capitano Stefano Mauri:

«Castagne non ti cambia la vita, non sposta gli equilibri rispetto a Marusic. Zappacosta invece ha esperienza internazionale, ma non sono convinto che faccia realmente la differenza rispetto al montenegrino. Probabilmente più che Zappacosta è Darmian a darti quel qualcosa in più, ma non si può secondo me buttare via Marusic. Ha avuto problemi fisici e non bisogna comprare tanto per comprare».

MIGLIORARE LA ROSA?– «Assolutamente sì, la Lazio è migliorabile. Sono mancati finora Milinkovic e Luis Alberto nel girone d’andata, ma anche Roma e Milan hanno avuto problemi che anche loro stanno mettendo a posto, specialmente la Roma che mi aspetto possa sbagliare meno nel girone di ritorno».



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Mercato in Uscita: ecco la situazione

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Calciomercato Lazio, Trattative, Centrocampo, Rinnovo, Possibili Arrivi, Possibili Partenze
Calciomercato Lazio, Trattative, Centrocampo, Rinnovo, Possibili Arrivi, Possibili Partenze

Il calciomercato della Lazio avrà come protagonista una serie di giocatori che lasceranno la Lazio come ha espressamente dichiarato Igli Tare.

Dusan Basta potrebbe finire al Bologna. Stando alle ultime voci di mercato ci sarebbero stati degli interessamenti da parte degli emiliani per il serbo vista la sua scadenza di contratto a Giugno. Ormai lontano dai piani, se non si vuol far partire il terzino a parametro zero, potrebbe essere proprio Filippo Inzaghi ad ospitare l’esubero biancoceleste.

Altre voci di mercato parlano di un Wallace che potrebbe partire da già da questa sessione di mercato. Il difensore laziale non ha mai trovato una prestazione degna di nota e la continua crescita di Luiz Felipe Ramos potrebbe portarlo ad essere la seconda scelta se non la terza in caso arrivasse un’altro centrale o un esterno adattabile a centrale.

Caceres sempre più lontano, Spal e Parma restano alla finestra ma ancora non hanno affondato la prima offerta.

Patric vuole trovare più spazio ed il Besiktas sta osservando bene se fare un’offerta oppure no.



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Migliorie per la Var? Le parole di Collina

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Collina ha rilasciato una breve dichiarazione ai microfoni sportivi sulla situazione attuale della Var ed il suo impiego nei campi. Le polemiche della nuova tecnologia sono ancora nell’aria.

“in futuro si potrà lavorare su un’ottimizzazione delle tempistiche di applicazione, ma al momento l’accuratezza della Var ha la priorità sul fattore velocità”.



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Calciomercato ed Arbitri, Sky intercetta Igli Tare: ecco le sue parole

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Igli Tare durante un'intervista sulla Lazio

Igli Tare si trova all’estero per lavoro. Il ds biancoceleste è stato intercettato da Sky, scucendogli una breve intervista sul mercato della Lazio e sulla situazione degli arbitri passando anche per gli obiettivi dei capitolini

 “La Lazio vuole raggiungere gli obiettivi fondamentali per la crescita della società, primo fra tutti la Champions League. Sono anni ormai che ci giriamo intorno e penso che questo possa essere quello giusto, ostacoli permettendo. La speranza è che Var e arbitri possano iniziare l’anno con maggiore serenità. È difficile dimenticare i torti subiti, ma dobbiamo essere corretti e rispettare le regole. Credo che questo valga per tutti, perché c’è tanto in gioco. Per noi è importante essere rispettati e allo stesso tempo portare rispetto. Il mercato? Qui a Dubai negli ultimi giorni ho avuto modo di incontrare tanti colleghi che possono tornarci utili. Posso dire fin da subito che sarà un mercato più in uscita che in entrata”.



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Giudice sportivo, oltre al danno la beffa dopo Lazio-Torino

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Lazio-Torino ma sopratutto Irrati, lascia altre tracce al termine del match.

A seguito dei verdetti sportivi maturati nell’ultima giornata, il Giudice Sportivo ha diramato le proprie decisioni e, in casa biancoceleste sono state registrate cinque sanzioni. L’esterno biancoceleste Adam Marusic, a seguito dell’espulsione rimediata con il Torino, è stato squalificato per due giornate. Terza ammonizione stagionale, invece, per Luis Alberto e per Joaquin Correa. Seconda sanzione in questa Serie A TIM, infine, per Luiz Felipe e Lucas Leiva.

Questo è quanto sul sito ufficiale della Lazio dove fanno un punto della situazione. Ma non termina così, Lotito è stato multato per 10.000€ per aver atteso il direttore di gara al termine del primo tempo davanti lo stanzino di Irrati e per le parole ingiuriose rivoltegli. La società della Lazio dovrà inoltre pagare altri 2.000€ di multa per i cori contro il direttore di gara cantati sugli spalti.



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Football holding

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Chi alimenta il sistema calcio?

Si continua a ripetere, come una stancante litania, che il calcio non appartiene più al popolo. Se ne infischiano degli orari, delle disponibilità materiali ed economiche, della ripetitività dei campionati; e se solo si volesse ragionare in maniera grezzamente economica, si potrebbe affermare che il prodotto è diventato quasi invendibile perché privo di appeal. Oltre le lamentele e le insindacabili ragioni che può avere un tifoso, però, dovrebbero esserci anche disquisizioni circa gli autori dell’oltraggio allo sport più bello del mondo. Se ne parla poco, ma chi fa girare la giostra?
I nomi sono tanti e potremmo portare una lista veramente lunga. Si va dagli investitori in materia pubblicitaria e si passa per presidenti ultra milionari, industriali, multinazionali e sceicchi… vediamo campeggiare le loro firme in ogni dove. Gli orari e i calendari “spezzatino” sono dettati dalle TV e la prova innegabile di ciò la si trova nei numeri che le emittenti rendono noti circa il loro fatturato, ma di ciò ci occuperemo in altra sede. Cominciamo col capire, dunque, chi sono i manovratori dei grandi business relativi ai trasferimenti dei calciatori, dai più irrisori a quelli che muovono capitali astronomici. Il sistema andrebbe protetto e i vertici FIFA hanno inscenato un banalissimo tentativo di regolamentazione facilmente aggirabile: prendiamo il caso delle Third Party Ownership (TPO). In pratica, società terze con nessun titolo giuridico sportivo finanziano e lucrano sui trasferimenti dei giocatori da un club all’altro. Caso scandalo che fa da esempio: il passaggio di Tevez al West Ham, squadra di massima serie inglese; quello britannico è non a caso uno dei campionati più colpiti dal fenomeno, nonché tra i più appetibili. Le TPO sono quasi sempre legate a doppio filo con super-procuratori senza scrupoli a capo di equipe manageriali che curano gli aspetti contrattuali di tanti professionisti. Jorge Mendes è arrivato persino a gestire in toto un club portoghese, come il Rio Ave, ribattezzato non a caso dagli addetti ai lavori come Mendes FC, è a capo di un’organizzazione che fattura cifre mostruose, ha amicizie e legami societari con la finanza ufficiale e ha portato per mano la multinazionale cinese Fosun ad acquistare il Wolverhampton e l’imprenditore di Singapore Peter Lim ad acquistare il Valencia e, tra i tanti, cura gli interessi di nientepopodimeno che Cristiano Ronaldo e José Mourinho. In compagnia di questo grande burattinaio vi sono altri figure di altissimo rilievo del calibro di Pini Zahavi e Mino Raiola: il primo è l’artefice de facto della scalata di Roman Abramovic al Chelsea, il secondo ha fatto da negoziatore a innumerevoli trattative che hanno coinvolto diverse stelle del calcio come Rijkaard, Bergkamp, Ibrahimovic, Nedved, Pogba e Matuidi. Zahavi ha in mano una fittissima rete di società per certi versi impossibile da tracciare con assoluta certezza; si sa che buona parte del calcio serbo è sotto la sua influenza e che tra alcune delle suddette società vi siano club di solo transito, cioè puramente fittizi. Per dare qualche numero, osserviamo che il controvalore affari della Gestifute International di Jorge Mendes è pari a 849 milioni di euro, superata dal solo Constantin Dumitrascu con la sua Mondial Sport Management per la modica cifra di 910 milioni di euro. “Solo” settimo posto per Mino Raiola, con un controvalore di euro 252 milioni, mentre per il solo trasferimento di Neymar dal Barcellona al PSG l’israeliano Zahavi avrebbe guadagnato di commissioni circa 12,5 milioni di euro. Le classifiche, comunque, sono in continuo cambiamento e le posizioni di uno o dell’altro scalano a seconda dei trasferimenti. Quel che è certo è che i procuratori, con le loro agenzie di management, sono ormai ovunque e detengono una fetta importante del potere nel mondo del calcio. Così come Mendes, Zahavi e Raiola, ci sono tantissimi altri uomini pronti a negoziare e mediare acquisti o cessioni grosse e non.
Davanti a cifre da capogiro così importanti, non possiamo fare altro che scontrarci con la dura realtà: nel calcio mondiale ha fatto breccia la longa manus degli investitori al soldo della finanza internazionale, la quale ha pochissimo interesse nella vittoria e nel prestigio. Il vero scopo di tali colossi economici è il solo investimento fruttuoso, il circolo di moneta, le gigantesche transazioni che speculano su acquisti e cessioni galattiche, scatenanti i processi sui quali poi trovano trippa per gatti giornali, agenzie di scommesse, tv e radio a loro volta foraggiate da audience, likes e visualizzazioni. Il consumatore finale, spoglio della sua veste di tifoso, siede su un comodo sofà (pagato anch’esso rigorosamente a rate), scommettendo su un’app telematica connessa al cc e applaudendo scialbamente ad uno spettacolo preannunciato dalle stories su Instagram degli strapagatissimi atleti, che esulteranno sotto una curva semi vuota e spenta.


Allora, contro chi giochiamo la prossima?

Credits to:

Commissione trasferimento Neymar: 12 milioni per Pini Zahavi – Calcio e Finanza
https://www.calcioefinanza.it › 2017/10/24

L’impero di Pini Zahavi nel calcio serbo – TUTTOmercatoWEB.com
https://www.tuttomercatoweb.com › serie-a

Il Primato Nazionale, numero di novembre 2017

Calciomercato. Chi è il procuratore più ricco? Non Mendes! Ecco la classifica delle commissioni – Tuttosport
www.tuttosport.com › calcio › 2015/10



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Bruno Giordano: “Irrati? Troppo vittimismo, basta alibi”

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lazio atalanta

Bruno Giordano è tornato a parlare del match disputato contro il Torino. Gara dove il protagonista non è stato un giocatore ma l’arbitro Irrati che ha alzato tante polemiche sul suo metodo di arbitraggio intrapreso in quei 95 minuti di gioco.

«Sento troppo vittimismo in casa Lazio, si parla sempre di arbitri, ma il pareggio ci sta, il Toro ha avuto le occasioni più importanti. È pericoloso parlare troppo delle scelte arbitrali, si rischia di dare un facile alibi ai giocatori, già noto da parte del pubblico un certo condizionamento ad ogni decisione del direttore di gara. I Cambi? Tornando immediatamente a 3 dietro Inzaghi ha dato l’impressione di avere paura, forse avesse aspettato qualche minuto dopo il pareggio avremmo commentato diversamente. Bravo Milinkovic! Mi ha ricordato il gol al Chievo della scorsa stagione».



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Calciomercato: Muriel torna in Italia sponda Viola. Domani l’ufficialità

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Accostato a Lazio e Milan, Muriel ritorna in Italia sponda viola.

Il calciomercato inizia domani 3 Gennaio per poi terminare il 31 Gennaio. Il Siviglia ha accettato l’offerta viola per un prestito con diritto di riscatto. Non sarà presente dunque contro la Lazio nell’edizione di Europa League ma tornerà in Serie A per scalare la classifica marcatori ormai avviata.

Domani potrebbe atterrare a Firenze per le visite mediche e la società toscana potrà dare l’ufficialità sul proprio sito facendo il primo colpo di mercato.



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Calciomercato Lazio. Le voci che circolano sul mercato in uscita ed in entrata

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Calciomercato Lazio, Trattative, Centrocampo, Rinnovo, Possibili Arrivi, Possibili Partenze
Calciomercato Lazio, Trattative, Centrocampo, Rinnovo, Possibili Arrivi, Possibili Partenze

La Lazio è già a lavoro per il calciomercato. La priorità di Tare è smaltire la rosa che come ogni sessione invernale di mercato trova esuberi da destinare ad altre squadre.

Alessandro Rossi e Murgia sono i principali indiziati. Il primo potrebbe partire in prestito al Pescara di Crecco, il secondo sta studiando con la società una soluzione per trovare più spazio o una squadra che lo faccia giocare anche in prestito.

Caceres anch’esso finito fuori dai piani di Inzaghi potrebbe lasciare la Lazio per una “piccola” della serie A ( Spal o Parma sono sulle sue tracce ).

Dusan Basta è fuori dalla lista Uefa e da quella della Serie A, il serbo se non trovasse una sistemazione diventerebbe il classico esubero in stile Perea o Sculli anche se il primo ha avuto la decisione di rescindere il contratto.

Per quanto riguarda il mercato in entrata, si fanno sempre più forti le voci dell’arrivo di Adekanye. Il giocatore in rotta con il Liverpool ha deciso di non rinnovare il contratto con il club e anche il sito Transfermarkt lo assegna come un nuovo giocatore della Lazio.

Se le voci dovessero trovare conferma, il passaggio alla Lazio potrebbe avvenire già da questa sessione di mercato anche se il maggior sito di calciomercato fissa la data di arrivo a Luglio ( data di scadenza contratto).

Una situazione simile stata con Wesley, un nome molto conosciuto a Roma visto il quasi approdo in maglia biancoceleste. Un nome che sta ritornando di moda per questo mercato.

Esterni: sono tre i nomi usciti ma che non trovano conferma: Zappacosta, Donati e Darmian.

Solamente nomi e nessuna certezza. Il mercato capitolino lo conoscono ormai tutti e la società di Lotito non ha mai cambiato il metodo dall’approdo di 14 anni fa circa.



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Roberto Mancini: il suo pensiero su Ciro Immobile

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dimissioni roberto mancini
NAPLES, ITALY - NOVEMBER 22: Roberto Mancini the coach of Manchester City FC reacts during the UEFA Champions League Group A match between SSC Napoli and Manchester City FC at Stadio San Paolo on November 22, 2011 in Naples, Italy. (Photo by Paolo Bruno/Getty Images)

Pausa natalizia e giocatori in vacanza. In questa trance dove la Serie A si ferma per far rifiatare tutti i giocatori e le società di Calcio, Roberto Mancini rilascia un’intervista al Corriere dello Sport.

Inevitabile è stata la domanda su Ciro Immobile che in campionato lascia la sua impronta ad ogni match mentre in Nazionale fatica a trovare quella prestazione da “numero uno” del campionato.

«Non ce l’ho con Ciro, ha giocato tanto anche con me. Bravissimo anche contro il Portogallo, ma la Nazionale non è come una squadra di club: ci sono otto o nove partite l’anno, vanno sfruttate. I numeri dicono che è il miglior attaccante italiano, non ci sono dubbi, ma poi l’Italia non partecipa a u torneo di Subbuteo, bensì a manifestaioni di livello altissimo, in cui si alzano i valori collettivi. Nelle rappresentantive ci sono i migliori giocatori di ogni Paese: Immobile può avere difficoltà come gli altri attaccanti».

GRUPPO – «Sono contento, penso di aver costruito un bel gruppo, una Nazionale speciale e divertente. Sulle tracce di quella delle notti magiche del 1990. Sto lavorando pensando al futuro. Penso che le ultime partite abbiano ricreato una bella armonia tra la squadra e la gente dopo una delusione insopportabile. Vedere i Mondiali senza di noi è stata dura».



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Garlini è sicuro: “La Lazio è da quarto posto”

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L’ex attaccante laziale, Oliviero Garlini, è intervenuto ai microfoni biancocelesti parlando dell’obiettivo stagionale della S.S Lazio.

“Mi auguro che la Lazio arrivi in Champions League, ho visto una squadra propositiva. Mi auguro che Milinkovic continui con la crescita vista nelle ultime partite e che Immobile torni a segnare con regolarità. Sono molto fiducioso per il prosieguo della stagione, la Lazio deve entrare in campo convinta dei propri mezzi e delle proprie potenzialità. Bisogna sempre scendere in campo con la giusta voglia e cattiveria di raggiungere la vittoria ed i tre punti.

Inzaghi deve riuscire a tirare fuori il meglio dai suoi, in questo momento lo sta facendo. Se riuscisse a trovare i sincronismi giusti, i biancocelesti possono dare fastidio a chiunque. Con il ritorno di Leiva sicuramente qualcosa sta cambiando. Era ora che Milinkovic e Luis Alberto tornassero ai livelli che gli competono, anche loro hanno una voglia matta di andare in Champions, si hanno tutte le possibilità e si dovrà dare il meglio. Sono convinto che i biancocelesti hanno tutte le carte in regole per accedere all’ultimo posto valido per la Champions League.

Bisogna giocare nel giusto modo rispetto agli avversari che si hanno di fronte. Spetta all’allenatore trovare gli uomini e il gioco adatto per affrontare le partite nel migliore dei modi. La Lazio sulle palle inattive sfrutta la fisicità dei suoi difensori. Marusic è un giocatore che sta facendo molto bene, ma ci sono anche altri elementi che stanno rendendo al massimo, per questo dico che vedo una squadra in netta crescita. Luiz Felipe merita di giocare titolare, in quanto ha voglia di aiutare la squadra sia in fase offensiva che difensiva. Luis Alberto e Correa stanno dimostrando di poter giocare insieme, le loro prestazioni sono sempre positive. Milinkovic è più sereno, i gol l’hanno sbloccato, è uscito dal suo momento di difficoltà iniziale”.



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Operazione Vesevius

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L’ultima vittoria laziale all’ombra del temibile vulcano

La banda Inzaghi aprirà il 2019 in terra campana, tentando una difficilissima impresa contro i vice campioni d’Italia. L’ultima volta che la Lazio ci è riuscita, però, non è stata così lontana; circa quattro anni fa, infatti, i ragazzi allenati da Pioli sconfissero sonoramente i vesuviani, conquistando il preliminare di Champions League. Vogliamo raccontarla stuzzicando la voglia di sperare, di osare, di non sentirsi annichiliti: stiamo affrontando un periodo duro, come tanti nella storia laziale. Non ci aiutano tante circostanze, inutile girarci intorno e rimuginare: fare quadrato e imparare dal passato devono essere gli imperativi in questo 2019.
Si lottava per il terzo posto, dicevamo. Beh, anche allora avevamo una difesa a tre, in cui giocava un criticatissimo Mauricio; a centrocampo un ancora acerbo, ma pieno di vigore, Danilo Cataldi; avanti il peso dell’attacco è scaricato su un discutibile Djordjevic, ad onor del vero nulla di meglio dell’attuale Caicedo come punta di riserva. Il Napoli, certo, non era la corazzata sarriana di oggi (con buona pace di Carletto, i retaggi del toscano sono palesi); c’era però un determinatissimo Higuain, protagonista in positivo e in negativo nella stessa partita. Andiamo in ordine cronologico. Proprio il pipita scalda i motori mettendo alla prova Marchetti, con un tiro niente male al 12′ minuto. Poco dopo Callejon divora il goal dell’1-0, ma la doccia gelata per il San Paolo è dietro l’angolo: sinistro di Marco Parolo deviato da Inler e palla all’incrocio dei pali. La reazione dei napoletani c’è ma la Lazio risponde e si vede: duettano bene Candreva e Anderson, ma è Lulic che imbecca bene l’ala destra della nazionale in un corridoio lasciato dai napoletani. Due a zero, fischi degli spettatori e partita in discesa per la formazione romana. Il secondo tempo è altra storia però: Benitez rileva un centrocampista e schiera Gabbiadini, alzando notevolmente il baricentro. Higuain si carica la squadra sulle spalle e segna il gol che accorcia le distanze al minuto 10 su traversone di Callejon. Partita ora di fuoco: la Lazio accusa la botta, De Vrij e Marchetti salvano invano due gol sulla linea, perché poco dopo sempre l’argentino scuola River sigla il 2-2. Festa grande al San Paolo e Lazio in 10, Parolo espulso per doppio giallo, seguito negli spogliatoi da Goulham per un brutto fallo su Ledesma, subentrato ad Anderson. Il baratro è a un passo, il Napoli conquista un rigore e sul dischetto ci va il più forte della compagine vesuviana, nonché il più emotivo e meno glaciale: il pipita spara in curva. Stadio ammutolito, Lazio che respira. Passano pochi minuti e Onazi approfitta furbamente di un disimpegno errato di Cristian Maggio: 2-3 e nuovo capovolgimento, nuova riscossa emotiva e nuovo gracile equilibrio psicologico delle squadre in campo. Il Napoli però è distrutto e il subentrante Miro Klose ne approfitta, sfruttando un traversone dalla destra per dare la zuccata decisiva del 2-4. Lazio ai preliminari e Napoli che scivola in classifica. Il resto è storia nota, la delusione dell’esclusione a firma tedesca ancora fa male, ma certe partite (e certe esperienze) fanno da lezione: rialzarsi con determinazione è una scelta e le scelte passano soltanto da noi stessi. È bene considerare, inoltre, che sono gli episodi a dare forma alle partite e persino ai campionati. Il gol stesso, ragazzi cari, è un episodio: un concentrato di bravura di chi sigla la rete, di errore del difensore, di piazzamento errato del portiere, dell’assist del compagno, del posizionamento in campo, di un rimbalzo strano del pallone… a volte basta un attimo.



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Igli Tare si racconta a 360 gradi

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Igli Tare durante un'intervista sulla Lazio

Igli Tare è intervenuto ai microfoni di sky sport raccontando il suo passato ed il suo presente con la Lazio

L’intervista parte con la famosa trattativa di Milinkovic Savic strappato alla Fiorentina.

“In quei minuti ero sicuro che Milinkovic non sarebbe andato alla Fiorentina ma sarebbe venuto alla Lazio. La sera prima mi aveva chiamato e mi aveva detto che avrebbe scelto noi, dicendomi di stare tranquillo. Gli sarò sempre grato, ci sono pochi giocatori che fanno una cosa del genere”. 

Come lavoro? – “Mando in giro qualche mio ex collega calciatore, che ha giocato con me. Mi fido di loro e loro sanno cos’è importante per me. Trovare i giocatori con fisicità, tecnica e linguaggio del corpo è fondamentale per capire il carattere del giocatore. Tanti piccoli dettagli che fanno la differenza”. 

Dall’Albania alla Germania a piedi – “Sono arrivato in Germania dall’Albania a piedi? Sì è vero, ma non mi vergogno. Sono molto fiero di quella strada fatta, soprattutto penso di essere un esempio per tanti giovani. Un viaggio in mezzo a mille difficoltà, mille paure, mille punti di domanda. Ero da solo. Era una cosa molto pericolosa: dovevi fidarti dei trafficanti durante il passaggio tra Germania e Repubblica Ceca, in mezzo alla neve. Arrivato in Germania, ho cercato subito di trovare delle squadre per fare dei provini. La prima squadra che trovai non era molto sana a livello finanziario, così mi proposero di lavorare e accettai: di pomeriggio mi allenavo e la mattina facevo il giardiniere. Un mio collega con una motosega ha rischiato di tagliarmi una gamba, sono stato fortunato. Un momento molto difficile”. 

Lotito e Tare, il rapporto – “Solo un presidente pazzo come Lotito penso potesse farmi fare il direttore sportivo. Ha visto cose che io stesso non avevo visto. Quando sono andato a firmare il contratto da giocatore mi sono ritrovato dirigente e tra me e me continuavo a ripetermi che era un pazzo. All’inizio del mio percorso abbiamo lavorato in sintonia, poi anno dopo anno ha capito le mie qualità e si è fatto da parte. Ma la sua presenza è sempre fondamentale”.

Hernanes e le minacce di morte nei momenti difficili  – “Ci sono stati dei momenti in cui ho pensato di andare via, soprattutto pensando anche alla mia famiglia. Abbiamo subìto delle minacce di morte, cose che non si possono raccontare. Lì ho pensato se valesse davvero la pena rimanere, ma dentro di me pensavo di non volerla dare vinta a nessuno. Ho sempre lavorato con tutto il cuore per la società. In quei momenti ho avuto paura per i miei figli. Specialmente il periodo della cessione di Hernanes è stato un momento molto brutto, un’esperienza davvero negativa”. 

Calciomercato in entrata? – “Ci sarà forse qualche operazione in uscita. Siamo in tanti e ci sono tanti giocatori che vorrebbero andare a giocare. Solo nel caso di qualche cessione, potremmo comprare”.

Rapporto con i tifosi laziali – “Non so cosa non hanno capito di me. Negli ultimi anni mi riconoscono tante cose, ma nel calcio conta molto il presente. Cerco di vivere il presente e dare tutto me stesso per la società. Nonostante tante richieste sia in Italia sia in Europa, ho voluto fortemente rinnovare con la Lazio per altri quattro anni. Sono tanto legato all’ambiente. La scelta è stata fatta con il cuore e sono fiero di questo”. 



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Diaconale torna su Lazio-Torino e sulla presunta discussione tra Lotito e Irrati

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Lazio-Torino sarà l’ennesimo match che i tifosi laziali ricorderanno per il metro di arbitraggio con due pesi e due misure. A tornare sul discorso ci pensa Arturo Diaconale ai microfoni biancocelesti.

“Come tutti quanti i tifosi sono arrabbiato e indignato per l’arbitraggio di Lazio-Torino che considero sbagliato. Mi rendo perfettamente conto che il moltiplicarsi di episodi di questo genere moltiplicano sospetti e preoccupazioni nella tifoseria. Bisogna essere estremamente attenti nel pretendere la correttezza del campionato, ci ritroviamo a dover dire le stesse cose di Lazio-Torino dello scorso anno. La correttezza si garantisce ad esempio con una rigida applicazione del protocollo Var, che non può essere soggettivo o applicato a fasi alterne: la società non può compiere forzature né cadere in atteggiamenti autolesionistici”.

LOTITO-IRRATI – “E’ stato mal riportato anche il presunto intervento del presidente Claudio Lotito che ha incrociato Irrati nel primo tempo una volta sceso nello spogliatoio, ma non c’è stata assolutamente alcuna aggressione né toni accesi come è stato riportato da giornali del Nord che non hanno, come si è visto, alcun interesse a tutelare gli interessi della Lazio. Sicuramente dopo un rigore ‘del cavolo’, come si può definire credo senza problemi, il presidente non era contento, ma da qui a riportare di uno scontro con l’arbitro ce ne passa”.

POSIZIONE DELLA LAZIO – “Dopo Lazio-Torino c’è stata una dichiarazione del direttore sportivo Tare che ha sintetizzato lo stato d’animo della società per un arbitraggio che è stato negativo in maniera fin troppo evidente. Detto questo ognuno ha il suo stile e fare sceneggiate secondo me è controproducente. Secondo me la Lazio sta disputando una grande stagione ed è attrezzata per arrivare in Champions. Certo deve superare un doppio ostacolo, uno è rappresentato dagli avversari, perché il Torino stesso ha dimostrato di essere un’ottima squadra, l’altro è rappresentato da vicende che possono incidere negativamente. Che ci sia un interesse dei giornali del Nord affinché in Champions possano andare squadre locali è evidente, ma dobbiamo essere più forti di qualsiasi pregiudizio o di qualsiasi tentativo di farci lo sgambetto. Il momento di calo ha mantenuto comunque la Lazio ai vertici, risolvendosi in tre pareggi. Ritengo sia importante avere fiducia in questa squadra e in questo allenatore che danno sempre il massimo per questi colori”.

LAZIO 2019 – “Per questo 2019 mi auguro ovviamente che la Lazio conservi il quarto posto e che soprattutto le venga riconosciuto quanto guadagnato col proprio merito. Del 2018 ricordo la grande cavalcata vissuta che ha portato la Lazio ad alti livelli, spesso riuscendo ad essere più forte dei pregiudizi e delle difficoltà che si sono parate davanti”



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Irraiti da ufficio inchieste. Le parole di Luca Marelli

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Tramite il proprio blog, Luca Marelli, ex arbitro, ha analizzato l’operato di Irrati durante Lazio-Torino.

MINUTO 2 – “Ecco il primo episodio da rivedere. Marusic entra in area di rigore e viene affrontato da Ansaldi: proteste per la verità molto contenute. Non c’è assolutamente nulla: Ansaldi devia il pallone in calcio d’angolo e solo successivamente, per normale dinamica, entra in contatto con l’avversario ma senza commettere alcuna irregolarità“.

MINUTO 42 – “Il primo errore di Irrati, molto meno lucido del solito. Izzo, ammonito pochi secondi prima per un fallo su Correa, è di nuovo protagonista di un contrasto col medesimo calciatore: Correa salta di netto il difensore del Torino che non trova altra soluzione che frapporsi volontariamente sulla traiettoria dell’avversario. Azione potenzialmente pericolosa, calcio di punizione e cartellino giallo pressoché automatici. La scelta di non fischiare il fallo è conseguenziale al fatto che l’arbitro sapeva che, in caso di sanzione tecnica, avrebbe dovuto espellere il calciatore ammonito trenta secondi prima. Ma questa non è una giustificazione valida: l’errore è chiaro, Izzo doveva abbandonare il terreno di gioco“.

MINUTO 45 – “Il Torino conquista un calcio di rigore in seguito ad un contatto tra Belotti e Marusic. Immagine che non chiarisce nulla ma che è utile per ricostruire la decisione: Irrati sta guardando proprio nella direzione di Belotti e Marusic, indicando il dischetto del rigore senza alcuna esitazione. Il rigore c’è? Molto discutibile la scelta: dal mio punto di vista Belotti accentua molto un contatto leggero, traendo in inganno Irrati. D’altro canto è anche poco scaltro Marusic che, appoggiando entrambe le mani sulla schiena di Belotti, si assume un rischio enorme di dover veder fischiato un calcio di rigore. In queste circostanze il VAR non ha alcuna possibilità di intervento (quest’anno come nella scorsa stagione) poiché un contatto c’è, la visuale di Irrati è totalmente libera, l’entità della spinta è rimessa solo ed esclusivamente all’arbitro. Rigore molto generoso“.

MINUTO 72 – “Il cortocircuito si concretizza nel secondo tempo. Al minuto 72 Acerbi, sulla sinistra dell’area di porta, cerca di tirare in porta ma viene contrastato da Meité. Questo episodio è certamente più chiaro di quello accaduto nel primo tempo ma la decisione è in senso opposto. Difficile trovare spunti che possano essere di avallo alla scelta di Irrati: Meité è in netto ritardo su Acerbi, lo carica da tergo e, di fatto, ne impedisce il tiro a rete sbilanciandolo palesemente. Anche in questo caso il VAR nulla può, trattandosi di una valutazione soggettiva sul quale non può interferire. Detto ciò, quel che emerge è la differenza con l’episodio del primo tempo: se proprio vogliamo vedere un minimo fallo su Belotti, a maggior ragione non ha senso sorvolare su questo episodio“.

MINUTO 85 – “Irrati fischia un fallo a centrocampo (netto), Marusic gli passa vicino e, presumibilmente, lo insulta. Rosso (di cui dobbiamo fidarci, non sapendo che cosa gli abbia detto)“.

MINUTO 89 – “Acerbi subisce un fallo ed Irrati fischia assegnando una punizione alla Lazio. Meité arriva nei pressi del difensore della Lazio e lo spintona via. Altro rosso (e leggerezza di Meité, proprio sotto gli occhi dell’arbitro)“.



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There’s only one Paul Gascoigne

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Croce e delizia: Gazza e la Lazio, fatti l’uno per l’altro

In onore di due componenti del famoso gruppo musicale dei Beatles, il 27 maggio del 1967 fu dato il nome di Paul John a quel fenomenale ragazzo venuto dalla contea inglese di Tyne and Wear, nord-est del paese. Il padre e la madre, rispettivamente manovale e operaia in fabbrica, vivranno di stenti e il piccolo Paul, in seguito ai disturbi psichici del padre, svilupperà anch’egli problematiche serie che lo accompagneranno per il resto della vita. La storia di Gascoigne, in fondo, non è dissimile da quella della nostra squadra del cuore: sofferenze, gioie forti, brutte cadute e rinascite segnate da intermittenti bagliori.

Cresciuto nelle giovanili del Newcastle, squadra della già citata contea d’oltremanica, esordisce diciassettenne in prima squadra nel massimo campionato inglese, facendosi notare in breve tempo per le sue doti tecniche fuori dal comune. Il suo annus mirabilis, però, sarà il 1985-1986, dove viene notato dagli emissari del Tottenham Hotspurs che lo porteranno sulle rive del Tamigi due anni dopo. Un tale Diego Armando Maradona si complimenterà con lui, definendolo come il suo degno erede: 177cm di forza fisica e temperamento, eccezionale resistenza nei confronti dei colpi avversari e visione di gioco coronata da un bagaglio tecnico di primissima qualità, Gascoigne impersonava il regista d’attacco perfetto. Imperfetto però, a suo discapito, era il carattere: saranno tanti i falli di reazione e i tackle duri che lo porteranno a ricevere diversi cartellini (e sì, ricordate bene l’aneddoto: addirittura sottrasse il giallo all’arbitro e glie lo sventolò in faccia!); nel Mondiale del ’90, giocato in Italia, scoppiò in lacrime dopo aver ricevuto l’ammonizione che gli costò la diffida contro la Germania (semifinale poi persa dagli inglesi ai rigori). Gian Marco Calleri, comunque, fiutò l’affare e il successore Cragnotti lo portò a compimento: per 15 miliardi di lire, dopo le ottime stagioni con gli Spurs ed essersi guadagnato una reputazione internazionale di assoluto rispetto, approda alla Lazio. L’entusiasmo è alle stelle, la piazza lo accoglie con cori festanti e sciarpe sventolanti all’aeroporto. Il ragazzo inglese è visibilmente commosso e ripagherà i laziali sigillando il suo primo goal, manco a dirlo, contro gli eterni rivali: romanisti in vantaggio, pochi minuti allo scadere, punizione di Signori e incornata feroce e possente di Paul nella porta sotto la Nord. La corsa verso la curva e il rientro in campo in lacrime lasciano intendere la tenerezza e la fragilità di un campione vittima di se stesso, dell’alcolismo e della ludopatia. Gli anni successivi saranno costellati da magie unite a presenze anonime in campo, frutto del suo altalenante stato d’animo: impossibile dimenticare l’epico gol al Pescara, realizzato mettendo a sedere ben quattro avversari e trafiggendo il portiere, oppure la punizione segnata contro il Cagliari a fil di palo. Diversi sono stati i suoi tentativi di metter fine ad uno stile di vita inconciliabile con la vita di un calciatore, purtroppo anche la sfortuna, però, ci ha messo del suo in diverse occasioni, compresa la frattura di tibia e perone causata da un giovane e imbarazzato Alessandro Nesta in allenamento. Da quell’infortunio Gazza non tornerà più come prima, almeno in maglia biancoceleste. Sarà nel Regno Unito che vivrà una seconda giovinezza, con la maglia degli scozzesi dei Rangers. Ma prima di andarsene, giocherà un ultimo derby di Roma, da vincitore, esibendosi davanti al suo amato pubblico con giocate di pregevole fattura. A Glasgow vincerà eroicamente la Scottish Premier League, trionfando nella partita decisiva contro l’Aberdeen alla Gascoigne: tripletta favolosa, avversari al tappeto frastornati dai suoi cambi di direzione e pubblico in visibilio. Ritrovata continuità di risultati e performances non sono però le uniche delizie. Paul dovrà abbandonare la Scozia per diverse minacce di morte nei suoi confronti e all’indirizzo persino della moglie, seguite da 6 mesi da incubo vissuti sotto scorta. Il motivo? Una provocazione, in cui ci è letteralmente cascato: le ingiurie e i fischi dei tifosi del Celtic, acerrimo nemico etnico-calcistico dei Rangers, provocarono in Paul una reazione di stampo politico. Mimò il suono di un flauto, simbolo delle vittorie dei protestanti sui cattolici all’epoca delle guerre tra le due fazioni. L’esperienza in Division One con il Middlesbrough non sarà delle più felici, nonostante la promozione in Premier. I suoi problemi di alcolismo si paleseranno anche nell’Everton e nel Burnley, dove giocherà pochissimo e sfiorerà la depressione. Analogamente si può dire per la permanenza in Cina, dove si presentò con un altro gol alla Gascoigne: salta due avversari partendo da centrocampo e scaglia la palla nell’incrocio. Esultanza rabbiosa e festante. L’inizio di un declino stavolta inesorabile. L’alcolismo, il tabagismo, la depressione, la guida in stato di ebrezza, la polizia, la detenzione, le cliniche di recupero e le aggressioni saranno il comune denominatore degli anni successivi al suo ritiro; i tentativi di rimettersi in piedi, di abbandonare le bottiglie di Gin e di ritrovare una giovinezza troppo a lungo inseguita vacuamente, si infrangeranno davanti alle spiacevoli sorprese di chi lo troverà sistematicamente ubriaco fradicio, semi-collassato per strada e in piena crisi etilica.

Il pubblico laziale lo vedrà a Roma soltanto nel 2012-2013, ospitato dalla società per prendere parte ad un incontro di campionato. Gira voce di una ritrovata voglia di vivere da parte di Gazza: si fa ritrarre ultimamente in forma smagliante durante battute di pesca e partite di golf, con un fisico tirato. Noi gli auguriamo tutto il bene possibile: non esiste nessun caso irrimediabile e ognuno di noi ha il diritto di redimersi. Gli auguriamo che si attorni di persone che lo aiutino, che ritrovi se stesso e che riparta dagli sparuti sprazzi di bellezza, per dirla alla Jep Gambardella, che ha lasciato qua e là, nella città eterna e altrove. Del resto, di personaggi così ce ne sono davvero pochi. O proprio nessuno, forse solo uno… uno solo: there’s only one Paul Gascoigne, si cantava anni fa.



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Lazio-Torino : la protesta degli Irriducibili ad inizio gara

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UEFA NON CI STA: "Divieto ai tifosi LAZIO ad Amsterdam? SCELTA ASSURDA e INGIUSTA!"

In Lazio-Torino non è passata inosservata il vuoto lasciato in Curva Nord durante il match nel primo tempo. A scatenare la protesta è stato lo striscione dedicato a Daniele Belardinelli : “Un ultras non muore mai. Daniele con noi”.

Il messaggio per ricordare il tifoso neroazzurro non è stato fatto entrare dalle forze dell’ordine e questo ha scatenato l’indignazione dei tifosi biancocelesti.

Nella ripresa del secondo tempo sono rientrati riempendo il settore ma senza esporre alcun striscione e bandiere.



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Lotito e Irrati faccia a faccia all’intervallo

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Claudio Lotito durante una conferenza stampa: le promesse non mantenute tra Academy Lovati, Flaminio e sponsor fantasma continuano a dividere i tifosi della Lazio.

Lazio-Torino con polemiche sulla gestione del match, non si parla altro dal fischio finale di Irrati e del rigore concesso a Belotti e negato su Acerbi.

Stando alle ultime notizie riportate dalle testate sportive, Claudio Lotito, durante l’intervallo di gara, si è recato davanti lo stanzino di Irrati chiedendo in modo animato il perchè di quella decisione ( il rigore su Belotti ).

Il direttore di gara avrebbe chiesto il perchè fosse arrivato davanti il suo spogliatoio nonostante ci fossero gli ispettori federali che prontamente hanno allontanato il presidente laziale che, sempre molto animatamente, se ne è andato inveendo contro tutti.

Le polemiche continuano nel dopo gara dove Stefano De Martino, ha riportato le parole di Igli Tare ( non presente per motivi lavorativi) : ” È uno scandalo, sono sconcertato. Se la Lazio dà fastidio basta saperlo. Dopo tutti i torti dell’anno scorso ora si ricomincia. Non si può andare avanti così. Il rigore? Inesistente, se lo dai è dieci volte più netto quello su Acerbi”. 

Secondo Lazio-Torino che finisce con le polemiche sulla direzione di gara con evidenti spagli decisionali che lasciano presupporre l’impensabile sul mondo del calcio portando il pensiero sulla malafede.



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Inzaghi chiude per Ferie, appuntamento al 7 Gennaio. Fiocco azzurro per Luiz Felipe

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Clamoroso a Formello: Baroni spiazza tutti! Annullato l'allenamento pre-Bodo

Dopo il pareggio contro il Torino, una gara finita con un solo punto rimediato all’Olimpico grazie all’aiuto di Irrati, la Lazio chiude definitivamente il 2018 al quarto posto con un punto di scarto sulle inseguitrici.

Dopo i 95 minuti di ieri, Simone Inzaghi ha dato ufficialmente il via alle vacanze natalizie. L’appuntamento sarà il 7 Gennaio alle ore 15 al centro sportivo di Formello dove i biancocelesti prepareranno la gara contro il Novara, match di Coppa Italia in programma il 12 Gennaio alle ore 15.00 presso lo Stadio Olimpico di Roma.

Luiz Felipe, difensore che nelle ultime partite si è fatto notare, dopo il match disputato contro i granata ha avuto una bellissima notizia: è nato Diego! Fiocco azzurro in casa Ramos! La società biancoceleste tramite una nota ufficiale sul sito gli augura tanta felicità per la nascita del proprio figlio



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Mazzarri: “Lazio graziata da Irrati, meritavamo i 3 punti”

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Walter Mazzarri elogia l’arbitro ma allo stesso tempo lo bacchetta.

Dichiarazioni ai microfoni di Sky: “I primi dieci minuti siamo entrati male, ma poi abbiamo fatto una grande gara contro una squadra forte, con un pubblico veemente. Purtroppo sbagliamo dei gol assurdi: con De Silvestri potevamo chiuderla. Abbiamo sbagliato qualche passaggio di troppo. Dobbiamo migliorare in qualità in attacco. In una partita del genere, se non la chiudi quando la devi chiudere, poi è normale perdere punti contro una squadra come la Lazio”. 

 Dichiarazioni alla Rai: “L’arbitro ha fatto bene oggi, anzi li ha graziati sul secondo giallo di Luiz Felipe. Io ho fatto i complimenti ad Irrati“.

La conferenza stampa:  “Siamo stati penalizzati nel tempo, meglio non entrare in questi temi. Mancava un giallo a Luiz Felipe, sarebbe stato rosso. Per come si è svolta la gara nei primi 15’ la Lazio meritava di più. Dopo due pali, l’occasione del 2-0 di De Silvestri: doveva vincere il Torino. Non ho rivisto gli episodi, ma non mi sembra di aver visto errori clamorosi. Non so ancora perché Meité sia stato espulso. Belotti è stato spinto, rigore netto e clamoroso”.



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