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As Roma, scelta la coreografia più bella del decennio

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Nei giorni scorsi sul web è scattato un sondaggio sulla coreografia più bella della Roma nella decade 2010-2020. Tra le oltre 14 proposte solamente una è stata la più spettacolare:



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Bruno Giordano sulla top 11 del decennio: “Preferisco Hernanes a Milinkovic. Manca anche Kolarov”

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La Lazio ha lanciato un sondaggio ai tifosi per scegliere i top 11 del decennio 2010 – 2020 della Lazio. Un risultato che ha portato alla scelta della seguente formazione: Marchetti, Litchsteiner, Acerbi , De Vrij, Radu, Candreva, Hernanes, Leiva, Milinkovic Savic, Anderson, Luis Alberto e Ciro Immobile.

Ai microfoni di Radiosei è intervenuto Bruno Giordano analizzando la scelta delle centinaia di migliaia di tifosi biancocelesti che hanno partecipato al sondaggio ed al risultato finale. Come si può notare ci sono molti nomi assenti nella rosa del calibro di Mirò Klose, Correa, Hernanes e molto altri giocatori che potevano essere la scelta più ovvia. L’ex biancoceleste non è d’accordo su alcune scelte inserendo anche Kolarov che dalla Lazio , dopo l’esperienza estera è approdato con la Roma e la mancanza di Hernanes, considerandolo migliore del Sergente.

«Hernanes ha fatto più di Milinkovic con la maglia della Lazio.Poi uno può preferire il serbo, per quanto mi riguarda scelgo il brasiliano. La fortuna in questi dieci anni è di aver visto tanti calciatori forti. Anche lo stesso Kolarov, poi ha esagerato con la decisione di andare alla Roma».

«Se potrebbero giocare insieme Klose e Immobile? Vicino a Miro può giocare chiunque, è questa la forza dei grandi campioni. Lo dimostra la Lazio attuale in mezzo al campo. Quando hai giocatori di qualità non è mai un problema schierarli insieme».



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Manuel Lazzari, dalla Lega Pro alla Supercoppa Italiana. Il sogno si avvera.

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Manuel Lazzari Lazio intervista zona mista espressione seria dopo Lazio Napoli.

A primo impatto Manuel Lazzari sembrerebbe un giocatore minuto e non pericoloso per gli avversari ma l’apparenza inganna. Un percorso della sua carriera che parte dal 2013 quando il giocatore veneto militava ancora in Lega Pro. Approdato alla Spal, grazie anche all’ausilio di mister Semplici, la sua squadra spicca il volo con delle promozioni fino ad arrivare in Serie A. il primo anno resta nella squadra ferrarese per poi approdare in biancoceleste a Roma. “Quando ho saputo dell’interesse della Lazio non ci ho pensato due volte”.

La contropartita di Alessandro Murgia apre dunque al nuovo capitolo capitolino per Manuel. Ci sono voluti solamente 6 mesi ed un infortunio di Marusic a fare si che quella fascia diventasse la sua.

Il punto di riferimento degli attacchi biancocelesti , la sua corsa e la spinta sulla destra sulla quale partono cross ed assist, le sue specialità oltre alla velocità . Non a caso i compagni cercano sempre lui mentre si imposta un’azione offensiva. Feeling e intelligenza di gioco che molto spesso trova l’assist per Luis Alberto con lo spagnolo che è specializzato a fare chiudere le azioni con l’ultimo passaggio per i centroavanti.

Non a caso nel match contro il Cagliari , la Lazio ha totalizzato oltre 40 azioni sulla destra con Lazzari portatore di palla contro la ventina di Senad Lulic.

6 mesi di Lazio, il massimo campionato giocato solamente un paio d’anni calcolando anche i ferraresi ed un trofeo arrivato anche grazie a Lui con la maglia della prima squadra della capitale tanto che dichiarò: “Ancora non ci Credo “.

Manuel Lazzari un sogno che molti giocatori “sconosciuti” vorrebbero vivere.



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Mkhitaryan si fa bello ai media Armeni: “La Lazio è la seconda squadra della capitale”

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Come ogni anno ci sono i campioni d’agosto , i campioni d’inverno, i trofei comprati ai vivai americani . Questa volta è Mkhitaryan ha parlare senza sapere la storia dei due club ai microfoni armeni.

Arrivato quest’ anno a Roma, il giocatore si è presentato ai media in patria parlando della sua avventura di Trigoria. Alla domanda di cosa è la Lazio per lui risponde: “La Lazio? È la seconda squadra della capitale”.

Oramai non fanno più notizia in campo di vittorie e possiamo tranquillamente rispondere conci fatti.



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Giro di boa 2019: il “Pagellone” di Since1900

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Tra luci ed ombre, tiriamo le somme del 2019 biancoceleste

Top, flop e boom. La Lazio nel 2019 ha vissuto momenti d’oro, pur non senza attimi di tensione arricchiti da polemiche. Il nostro Pagellone tenta di esprimere un giudizio imparziale, passando attraverso l’operato dei protagonisti (in positivo e in negativo) e dei risultati conseguiti. Due trofei, un derby vinto (anzi, stravinto) e uno pareggiato, due vittorie a San Siro e tanti tabù crollati: l’annata è positiva, tra le più belle ed entusiasmanti dopo l’annus mirabilis di principio millennio (non vogliam nemmeno scomodare certi paragoni…). Diamo inizio alle votazioni, allora.

Presidente Claudio Lotito, 6,5: la gestione societaria è impeccabile, la Lazio non ha debiti e un ingresso nelle quote farebbe gola a tanti investitori (https://www.since1900.it/dalla-germania-comprare-la-lazio-sarebbe-un-affare/), le soddisfazioni non mancano, così come non sono mancate iniziative di avvicinamento al pubblico (prezzi popolari e apertura Store in centro). Ma la sensazione di inerzia talvolta è snervante. Dopo i torti arbitrali subiti nelle precedenti stagioni, ci si aspettava una presa di posizione forte, che non c’è stata (sebbene si avverta un generale miglioramento della situazione). Il Lazio Store è il premio all’autentica romanità biancoceleste, che arriva però con notevole ritardo. Qualche acquisto di pregio in più nelle scorse stagioni poteva risultare decisivo, ma l’azzardo non è nei colpi del Presidente. Giudizio più che sufficiente.

Direzione tecnica, 7,5: la decisione di restare a Roma, in quel di luglio, auspicava la perseveranza nell’obiettivo europeo, sebbene sia stata presa in seguito a un ottavo posto conseguito (vero, la Coppa Italia una soddisfazione, ma siam finiti pur sempre ottavi…). Il trio Peruzzi-Inzaghi-Tare ha compiuto un gran lavoro: senza l’iniezione di liquidità su cui fondano le proprie mosse i vari Paratici, Conte e Marotta, lo staff tecnico laziale ha saputo trattenere nella Capitale Milinkovic e Luis Alberto (a quest’ultimo, è già pronto il rinnovo), ha creduto in Lazzari e, se consideriamo le cessioni a peso d’oro dei promettenti quanto scostanti Keita, Anderson e De Vrij avvenute nelle precedenti finestre di mercato, lasciando spazio dunque a Caicedo e a Correa, si spiega il capolavoro compiuto. La squadra trova la sua identità in campo dopo tanta fatica, esperimenti e insistenza nel modulo imposto da Inzaghi, ma i risultati premiano e ad oggi, la nostra è una delle migliori espressioni di calcio in Europa. Si poteva puntellare ancor di più il pacchetto arretrato, magari investendo meglio i soldi spesi per Vavro, magari badando di più alle peculiarità dei singoli. Ma il giudizio è del tutto positivo.

Strakosha, 6,5: portiere affidabile, poco propenso alle acrobazie e maggiormente concentrato sulla concretezza degli interventi. Non gli si chiede di trasformarsi in Zoff, ma il riflesso felino spesso tarda a farsi vedere. È in netta ripresa, i recenti successi sono anche merito suo. Per il resto, professionista esemplare e ragazzo serio.

Proto, SV.

Acerbi, Radu, Lulic, Leiva, Parolo, 8: non sono ragazzini, i trucchi del mestiere fanno parte già da un po’ del loro bagaglio tecnico e le motivazioni non sono quelle di un talentuoso ragazzino del vivaio madridista. Ma l’ambizione, la voglia di fare e combattere sul campo per una maglia da titolare, offrono speranza e insegnamento a tanti calciatori. Le sgroppate di Lulic, l’abilità di fare reparto di Parolo e Radu (per reinventarsi difensore centrale a trent’anni, c’è bisogno di tanta voglia di apprendere), la pesante eredità magistralmente gestita da Acerbi (dopo aver lottato contro una perfida malattia), la voglia di Leiva di rimettersi in gioco dopo 10 anni di Liverpool: è forse questo quello che di più laziale c’è stato in questo ciclo biancoceleste. Uomini, prima che professionisti.

Milinkovic & Luis Alberto, 7,5: talento da vendere, giocate magistrali, classe cristallina; su questi due gioielli c’è poco da discutere, se non fosse per la poca verve palesatasi in difficili momenti in cui la squadra ha boccheggiato. Nel caso di Milinkovic, perfino qualche partita di troppo. Ma sono giocatori che risolvono le partite da soli e rendono l’intera Serie A invidiosa della nostra mediana. Belli da vedere.

Correa, Caicedo, 8: latinoamericani, inevitabilmente pasionarios, forse troppo dinanzi alla porta. È stato il loro difetto atavico, quello che ci ha fatto imprecare a Crotone, a Bologna e a Milano contro l’Inter. Rei dei loro sbagli, da professionisti veri e puri hanno presto rimediato, in particolar modo Caicedo. Difficilissimo trovare un bomber di scorta silenzioso, sempre pronto e prolifico come lui. Se il panterone regala gioie e gol, Correa eccita soltanto a vederlo danzare. Chapeau a entrambi!

Ciro Immobile, 9: metà campionato così così, metà da incubo dei portieri. Fino a maggio ha anche sofferto la difficoltà della squadra a sviluppare gioco, si sa che gli attaccanti sono i primi a risentirne. Anch’egli, però, ha dimostrato grande attaccamento ai colori. Non è mancata qualche polemica col mister (ragion per cui dovremmo forse dare mezzo voto in meno per rispetto ai colleghi di reparto), risoltasi poi in un caloroso abbraccio a bordo campo. Fortunatamente, King Ciro è tornato ad essere l’incubo dei portieri. Solo applausi per lui.

Patric, Bastos, Jony, Lukaku, Marusic, 6: la società ha puntellato poco e male la panchina e questi cinque giocatori hanno dimostrato il motivo per cui sono stati pagati poco. L’impegno e la professionalità non mancano, ad abbondare sono però i limiti: nel caso di Bastos, Marusic e Patric c’è persino un buon numero di degne prestazioni offerte alla squadra, ma le distrazioni in campo (Patric, Bastos) i limiti fisici (Lukaku), la poca duttilità tattica (Jony) e il ristretto bagaglio tecnico (Marusic) rappresentano le principali difficoltà nel dare riposo ai titolari. Sufficienti.

Vavro, Berisha, 5: mancano la velocità e i fondamenti della difesa a tre nel primo, manca la voglia di fare e di adattarsi nel secondo. Anche qui, poca previdenza all’atto di acquisto, ma si può fare molto di più, per lo meno entrare in campo col piglio giusto. Da rivedere.

Cataldi, 10: chi ha vissuto in prima persona il travagliato mondo del calcio, anche soltanto avendo un amico, un cugino, un fratello o un figlio che frequenta gli allenamenti, sa che i sacrifici sono tanti e un gol ti toglie di dosso paure e pensieri, anche solo per un attimo. Anche se a farlo è un tuo compagno, in un momento di difficoltà. È quel che ha provato Danilo Cataldi a Genova, quando l’attaccante rossoblù Goran Pandev, ex laziale, ha segnato proprio contro la sua squadra del cuore. “Finalmente, c***o!”, avrà pensato, esultando vigorosamente. Poi se ne sarà pentito, ma i laziali non hanno per nulla gradito, accollandogli l’ormai decaduto marchio dell’infamia. Sarebbe ora di far cadere l’ipocrisia degli ex che vestono, per ragioni di lavoro, un’altra casacca. Danilo, romano e laziale, si è ripreso tutto in silenzio. Sotto la Nord dopo il sigillo nel derby sembrava un posseduto. La ninna nanna di suo figlio Tommaso è l’inno della squadra che ama, quella in cui a fatica sta portando a termine la maturazione. La palla sotto la traversa nell’avventura di Ryiad è la parafrasi del duro lavoro che si tramuta in gioia.

Tifoseria, 5: si stima, in maniera assolutamente approssimativa, che per ogni laziale, a Roma, vi siano 3 romanisti. La media spettatori, seppur non supportata da dati ufficiali, parla di un sorpasso sui cugini romanisti (https://www.stadiapostcards.com/A19-20.htm). Ottimo, e allora? E allora si può e si deve fare di più. Piagnucolare in radio e sui social non aiuta, riempire i botteghini più del dovuto sì. Contro la Juventus, circa 10mila posti sono stati letteralmente regalati ai supporters bianconeri. Per il bacino d’utenza della Lazio, è una situazione a dir poco imbarazzante. Laziali pigri, è ora di tornare allo stadio, senza scuse!

Nel chiudere l’analisi sul 2019, la Redazione di Since1900 coglie l’occasione per augurare a tutti i Lettori un 2020 ricco di gioie e prosperità. Forza Lazio sempre!



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Pippo Inzaghi da record in serie B. Il Benevento vola verso la A

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Pippo Inzaghi proietta il Benevento verso la Serie A battendo ogni record. Il tecnico piacentino chiude il girone di andata con 46 punti, 14 vittorie, 4 pareggi e solamente una sconfitta. Un record battuto anche quando la Juventus giocò la serie cadetta per il caso Calcioscommesse con Buffon tra i pali e giocatori del calibro di Del Piero.

Il fratello del tecnico laziale commenta così la cavalcata asfaltando la classifica e allungando sulla seconda in lista:

 “Ieri nello spogliatoio avevo attaccato ovunque i record che potevamo battere, è stato da stimolo per tutti quanti noi. Ricordo la Juventus di Trezeguet, Del Piero, Chiellini, Camoranesi, Nedved e Buffon: non era semplice fare meglio di gente di questo calibro, stesso discorso per il Sassuolo di Di Francesco e i 9 gol subiti dal Bologna. Noi allenatori dobbiamo essere bravi a fare meno danni possibile, il merito va tutto ai ragazzi che sono i protagonisti principali. Voglio cogliere l’occasione per ringraziare il mio staff, di un livello superiore a questa categoria. La dedica va al direttore sportivo, mi ha cercato sia dopo Venezia, sia dopo Bologna dimostrando stima per l’allenatore e per l’uomo a prescindere dai risultati. Mi sto divertendo, mi dispiace andare alla sosta ma i calciatori hanno i compiti per le vacanze e sanno bene che dal sette gennaio di azzera tutto. Siano consapevoli che, se vogliono, è soltanto l’inizio. Ad ogni modo il mio pensiero va anche ad Antei: tornerà più forte di prima, non riesco a non pensare a quello che è successo e sono rammaricato”



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La carica dei 12.000 a Formello. Lazio in festa

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Grande festa a Formello dove gli uomini di Inzaghi ritrovano il campo in allenamento dopo le feste natalizie. Stimati oltre 12.000 tifosi biancocelesti che hanno riempito spalti ed il bordo campo per festeggiare la Supercoppa Italia vinta contro la Juventus a Riyad. Una grande serata immortalata dai social ufficiali del club con cori e selfie con i tifosi.

L’appuntamento era per le 15.00 ma la grande affluenza del pubblico biancoceleste ha lasciato i giocatori imbottigliati nel traffico adiacente al centro sportivo.

Ora testa al Brescia con la grande spinta del dodicesimo uomo in campo.



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Calciomercato Lazio: Adekanye apre la pista Jallow?

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Proseguono le trattative in casa Lazio sullo sfoltimento della rosa biancoceleste. Ancora una volta il calciomercato capitolino vanta dell’asse Roma-Salerno e questa volta il protagonista potrebbe essere Adekanye. L’attaccante arrivato in estate a Roma , non ha trovato spazio nella rosa di Inzaghi e proprio per questo motivo potrebbe finire alla Salernitana in prestito. Una scelta che però toglierebbe una punta in casa Lazio e proprio per questo, la trattativa potrebbe portare in biancoceleste Jallow ( 5 gol in 12 partite)



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Top 11 Lazio della decade 2010 – 2020

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I tifosi biancocelesti hanno risposto al sondaggio lanciato dalla pagina ufficiale della Lazio su quale potesse essere la miglior formazione di questi 10 anni.

Mezza rosa è composta da ex ma vedendo l’altra metà dei titolari attuali, vuol dire che la Lazio sta facendo molto bene:

Marchetti, De Vrij, Acerbi, Litchsteiner, Radu, Candreva, Leiva, Milinkovic Savic, Felipe Anderson, Immobile e Luis Alberto.

Assenti dunque Correa e Felipe Caicedo tra i top, Candreva e lo svizzero superano i vari Lazzari e Lulic.



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Brescia-Lazio è soldout, intanto i laziali si infiltrano sugli ospiti di casa

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UEFA NON CI STA: "Divieto ai tifosi LAZIO ad Amsterdam? SCELTA ASSURDA e INGIUSTA!"

Totalmente sold out il settore ospiti del Rigamonti e le due curve (Nord e Sud). A farlo sapere è il Brescia Calcio tramite il sito ufficiale invitando i tifosi a comprare gli ultimi tagliandi disponibili negli altri settori dell’impianto.

Il 5 gennaio la Lazio avrà il suo dodicesimo uomo in campo contro il Brescia per poter continuare la cavalcata in classifica ma i tifosi che non sono riuscitibad accaparrarsi il posto negli ospiti sta optando per il settore di casa come si apprende da alcune discussioni sul web facendo acquistare il biglietto a chi è residente ospitando così i biancocelesti



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As Roma in vendita, da un americano ad un americano. Il comunicato di Pallotta

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Pallotta rinuncia alla quota di maggioranza della Roma in quanto in questi 10 anni non ha raggiunto i suoi obiettivi. Nelle ultime ore si sono fatte sempre più insistenti le voci sulla trattativa con Friedkin, magnate texano. Le voci parlano di un operazione di oltre 780 milioni di euro con Pallotta che rimarrebbe nella minoranza associativa. Intanto spunta sul sito ufficiale, il comunicato di ciò che sta accadendo:

being used. For information please visit our Privacy PolicyPrivacy Policy OK No graziePagina inizialeSito ufficiale AS RomaBiglietti Acquista BigliettiAbbonamenti 2019-20Premium HospitalityStagione Calendario e RisultatiClassificaCalendario Roma FemminileCalendario PrimaveraSquadra Rosa e StaffStatistiche di SquadraPrimaveraAS Roma FemminilePrimavera FemminileGiovaniliUSA AcademyVideoShop Online StoreAmazon ShopElenco AS Roma StoreSocial FacebookTwitterInstagramTutti gli accountClub PartnerConcorsiRoma CaresA-ZIT ENIDARCOMUNICATO DI AS ROMACONDIVIDI9 ore fa Di AS Roma

L’AS Roma ha pubblicato in data odierna il seguente comunicato finanziario. 

Su richiesta di CONSOB, con riferimento ad alcune notizie apparse recentemente sugli organi di stampa in relazione ad una possibile operazione che vede interessati AS ROMA S.p.A. ed il Gruppo  Friedkin,  AS ROMA SPV LLC, società che detiene il controllo indiretto di AS ROMA S.p.A., tramite la sua controllata NEEP ROMA HOLDING S.p.A., informa il Mercato che sono in corso negoziazioni tra il Gruppo Friedkin e AS ROMA SPV LLC  in merito ad una potenziale operazione che interessa NEEP ROMA HOLDING S.p.A. e le sue società controllate –  inclusa A.S. Roma S.p.A. – (di seguito, il “Gruppo AS Roma”).

Al riguardo, AS ROMA SPV LLC informa che ad oggi non è stato ancora formalizzato alcun accordo definitivo per la cessione di NEEP ROMA HOLDING S.p.A. e delle società controllate e che qualsiasi operazione con il Gruppo Friedkin è subordinata al completamento con esito positivo delle attività di due diligence legale sul Gruppo AS Roma.

In caso di perfezionamento di accordi definitivi aventi ad oggetto il trasferimento delle partecipazioni detenute in A.S. Roma S.p.A., AS ROMA SPV LLC fornirà adeguata informativa al Mercato nei termini di legge



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Entusiasmo biancoceleste, sold out del settore ospiti in Brescia-Lazio

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BIGLIETTI LAZIO-ROMA

Brescia-Lazio sarà il prossimo match di Serie A dove la Lazio è chiamata alla vittoria per restare nella corsa al posto Champions League. Una caccia al biglietto del 5 gennaio che ha fatto esaurire in poche ore i posti disponibili del settore ospiti. Ad annunciarlo è stata la stessa società Lombarda annunciando che tutti i 1000 posti sono stati venduti.

Non ci saranno dunque gli infortunati e gli squalificati ( Leiva e Luis Alberto) ma il dodicesimo uomo è pronto a spingere la banda di Inzaghi alla vittoria



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Vidal denuncia il Barcellona, il club contrattacca e l’Inter si gode il momento

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Arturo Vidal denuncia il Barcellona per un mancato pagamento relativo ad i bonus, è questa la notizia che arriva oggi dalla Spagna. Una mossa per essere ceduto all’Inter ?

Stando ai quotidiani spagnoli, il club non avrebbe pagato gli oltre 2 milioni e mezzo di bonus al cileno dovuti agli obiettivi raggiunti nella scorsa stagione e quella attuale.

L’avvocato del giocatore avrebbe presentato l’istanza al tribunale il 5 Dicembre 2019 ma il club smentisce il tutto. Secondo il contratto da lui firmato infatti, ci sarebbe una clausola che narra dei bonus: il giocatore infatti doveva giocare il 60% delle partite per poter entrare di diritto a ricevere il premio, cosa che però non è accaduta visto che non ha mai trovato un posto da titolare con i rossoblu.

Un caos che è diventato mediatico in questo periodo movimentato tra giocatore e società. Proprio l’Inter di Conte potrebbe approfittare del possibile divorzio in quanto il club neroazzurro ha il suo nome sul taccuino dell’allenatore pugliese anche se, alcune voci, parlerebbero di un accordo diretto tra Marotta e giocatore con base annua di 2,5 milioni a stagione.



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La fine di un decennio. La Lazio sceglie i 10 gol più belli, scegliete il vostro!

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Il 31 Dicembre non terminerà solamente l’anno ma anche il decennio lasciando il 2010 alle spalle entrando nel 2020 dove la Lazio cercherà la continuità del percorso che sta portando tante soddisfazioni e trofei alzati.

In occasione del cambio della decina nel calendario, la società biancoceleste lancia una votazione e fa votare il tifoso laziale su quale rete sia stata la più bella in assoluto. Mettetevi comodi e gustatevi lo spettacolo:



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Il gongolamento di Lotito: ” Il merito è mio ma anche di Inzaghi e Tare”

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Claudio Lotito intervistato da Sky Sport a bordo campo prima di Lazio-Bologna.
Foto Cafaro Gerardo/LaPresse 11 10 2014 Salerno (Italia) Stadio "Arechi" sport calcio Salernitana vs Savoia Campionato italiano di calcio Lega Pro girone C 2014/2015 Nella Foto: Claudio LotitoPhoto Cafaro Gerardo/LaPresse 11 10 2014 Salerno (Italy) "Arechi " Stadium sport soccer Salernitana vs Savoia Italian Football Championship League Lega Pro group C 2014/2015 In The picture : Claudio Lotito

Nella conferenza estera tenutasi dalla Lazio e da Claudio Lotito, il presidente biancoceleste ha parlato del periodo attuale della Lazio composto da vittorie e una crescita nel gruppo che è sotto gli occhi di tutti parlando anche di Igli Tare.

“Gli offrii il ruolo di direttore invece che quello di giocatore e gli dissi: ‘hai mezz’ora per consultare il tuo procuratore e farmi sapere’. Mi ero reso conto che aveva delle buone capacità manageriali e che sarebbe migliorato con il tempo. Ma non dobbiamo dimenticare che nel calcio si vince e si perde tutti insieme. Sento dire che è merito di Lotito. Il merito è anche di Tare, il merito è dell’allenatore. Quando la Lazio perde la colpa è mia anche se non scendo in campo perché significa che non ho creato le condizioni affinché la squadra vinca. Il calcio è forza di gruppo e si applica sempre la regola del gruppo. In quest’ottica, Igli Tare è una persona che ha aggiunto valore all’interno di questo gruppo”



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Lazio, senti Agostinelli: “È la terza incomoda per la lotta al titolo”

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L’ex centrocampista della Lazio fa il punto della situazione a metà campionato

“La lotta al titolo? Gli uomini di Conte e Juve lottano per lo scudetto e la forbice si è ristretta. La Lazio è un terzo incomodo da tenere in considerazione e può essere la sorpresa a patto che continui a guardarsi dietro. L’obiettivo resta la Champions“. Si è espresso così, ai microfoni di Radio Sportiva, Andrea Agostinelli, il quale ha espressamente indicato il Napoli come squadra flop di questa metà campionato: “Col senno di poi Reina, Albiol e Hamsik forse sarebbero serviti totalmente al gruppo anche se sono arrivati giocatori più forti. Il Cagliari è la più grossa sorpresa, insieme alla Lazio. L’Atalanta è ormai una conferma: ha una città e una società da grande, non è solo una provinciale di lusso”.



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Riapertura campagna abbonamenti. Molto più di una voce, parla De Martino

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Notizie Lazio
Notizie Lazio

Era nell’aria la possibile riapertura della campagna abbonamenti in casa Lazio. Nelle ultime ore arriva la conferma da De Martino che rende quasi ufficiale la voce che si è sparsa sul web:

“Stiamo effettuando delle verifiche e delle valutazioni in merito alla possibile riapertura della Campagna Abbonamenti: speriamo possa essere una novità dell’anno nuovo, siamo fiduciosi. Nella nuova formula di fidelizzazione potremmo inserire tutte le gare del girone di ritorno di campionato ed aggiungere, eventualmente, la gara con l’Hellas Verona valida per il recupero della diciassettesima giornata.

Nel 2020 sarà fondamentale l’apporto dei tifosi, il loro contributo avrà una grandissima importanza per la Lazio. Il nuovo Lazio Style 1900 Official Store sta andando molto bene e la vittoria della Supercoppa ha incentivato le vendite all’interno dei nostri punti vendita: in particolare ad aver riscosso maggior successo sono state la maglia da gara della finale di Supercoppa e la maglietta celebrativa del trionfo contro i bianconeri. Il Natale, sotto questo punto di vista, è stato doppiamente positivo.

Nel nuovo anno organizzeremo un tour della Supercoppa italiana nei Lazio Style 1900 Official Store evitando problemi di sovrapposizione con la possibile riapertura della Campagna Abbonamenti. Dovremo studiare i momenti migliori per effettuare questo tour. Per la celebrazione dei 120 anni del Club avevamo progettato un bellissimo piano legato alla gara con l’Hellas Verona programmata inizialmente per l’8 gennaio e poi posticipata al prossimo 5 febbraio per esigenze tecniche. Sono, invece, in vendita i tagliandi per il prossimo derby, ma ancora non abbiamo dei dati in merito a questa campagna. A breve comunicheremo le modalità di vendita dei tagliandi per l’incontro in trasferta con il Brescia: siamo in attesa di novità da parte del club ospitante”.



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Lista dei giocatori in scadenza: ecco tutti i possibili affari

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Nella sessione di calciomercato invernale si programmano i colpi per il calciomercato estivo. Il mercato quest’anno offre tante occasioni: giocatori importanti e grandissimi giocatori svincolati dal 30 giugno. Ecco i possibili affari:

Adam Lallana: trequartista di 31 anni del Liverpool con cui ha 121 presenze e 18 gol, valutato 12 milioni.
Éver Banega: centrocampista centrale di 31 anni del Siviglia con cui ha 80 presenze e 8 gol, valutato 15 milioni.
David Silva: trequartista di 33 anni del Manchester City con cui ha 297 presenze e 57 gol, valutato 15 milioni.
Nacho Fernández: difensore centrale di 29 anni del Real Madrid con cui ha 132 presenze e 6 gol, valutato 15 milioni.
Luka Modric: centrocampista centrale di 34 anni del Real Madrid con cui ha 213 presenze e 14 gol, valutato 15 milioni.
Josip Ilicic: seconda punta di 31 anni dell’Atalanta con cui ha 75 presenze e 30 gol, valutato 15 milioni.
Pedro: ala destra di 32 anni del Chealsea con cui ha 128 presenze e 28 gol, valutato 17 milioni.
Blaise Matuidi: centrocampista centrale di 32 anni della Juventus con cui ha 78 presenze e 6 gol, valutato 18 milioni.
José María Callejón: ala destra di 32 anni del Napoli con cui ha 237 presenze e 61 gol, valutato 18 milioni.
Dries Mertens: punta centrale di 32 anni del Napoli con cui ha 220 presenze e 88 gol, valutato 25 milioni.
Mario Gotze: punta centrale di 27 anni del Borussia Dortmund con cui ha 154 presenze e 35 gol, valutato 18 milioni.
Edinson Cavani: punta centrale di 32 anni del Paris Saint-German con cui ha 194 presenze e 136 gol, valutato 25 milioni.
Thomas Meunier: terzino destro di 28 anni del Paris Saint-German con cui ha 79 presenze e 8 gol, valutato 30 milioni.
Willian: ala destra di 31 anni del Chealsea con cui ha 209 presenze e 30 gol, valutato 32 milioni.
Christian Eriksen: trequartista di 27 anni del Tottenham con cui ha 216 presenze e 50 gol, valutato 90 milioni.
Fernandinho: mediano di 34 anni del Manchester City con cui ha 208 presenze e 18 gol, valutato 10 milioni.
Olivier Giroud: punta centrale di 33 anni del Chealsea con cui ha 44 presenze e 5 gol, valutato 9 milioni.



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Gazzetta Sports Awards Siniša Mihajlović vincitore del premio “Leggenda”

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sinisa mihajlovic

Sinisa Mihajlovic ha ricevoto il premio “Leggenda della Gazzetta Sports Awards. Il tecnico del Bologna è stato intervistato in diretta ” La 7″.

Quali sono i 4 eventi più importanti nella carriera?

“4 sono gli eventi importanti della mia carriera, il primo evento era quando la mia città era tutta in costruzione e mio padre mi comprò il mio primo pallone che per poterci giocare, dovevo mettergli la crema per tenerlo morbido mattina pomeriggio e sera.”

Poi la mia prima partita con la nazionale croata dove avevo le scarpe da Rugby, avevo tolto un tacchetto per una migliore aderenza.

Il terzo quando ho vinto la Coppa Campioni con la Stella Rossa entrando nella storia del calcio slavo con una squadra che ho tifato fin da bambino.

Il quarto momento è quando ho avuto la fortuna di giocare con Mancio.”

Carriera da Allenatore

“Da allenatore devo ringraziare Roberto Mancini quando facevo il secondo all’Inter dove gestire giocatori del calibro di Ibrahimovic, Zanetti, Veron, Samuel non era facile e questa era una gran scuola e grazie a lui che sono arrivato qui.”

Due record in Italia: gol su punizione e 3 gol su punizione in un unico match…

“Io quando tiravo i rigori non guardavo il portiere mentre quando tiravo le punizioni lo guardavo fino all’ultimo cambiando direzione a seconda come si muoveva, il trucco è tirare punizioni diversamente non come Messi e gli altri che hanno solamente una direzione”.

Giocare con Roberto Mancini

Alla domanda perchè non hai fatto mai calciare una punizione a Roberto Mancini risponde ” Eh ma non era neanche capace (ride ndr)”

La Malattia

“Stiamo alla fine del tunnel. Sicuramente mi ha aiutato molto l’affetto dei tifosi, non mi piace scappare se c’è un problema lo affronto. Ho preso una bella botta e per due tre giorni stavo male ma alla fine ho tolto tutta la negatività, petto in fuori e guardare negli occhi il problema. Il calcio, la mia famiglia ed i tifosi mi hanno tenuto in vita. Anche vedere gli striscioni dei tifosi che non ero simpatico all’epoca e leggere quei messaggi mi hanno fatto emozionare e mi hanno fatto venire voglia di combattere. L’unica persona che conosco e ha più palle di me è mia moglie e lo ha dimostrato. Ha dormito tutto il tempo in ospedale su una sedia affianco a me.”

Rimpianti sportivi?

“Ho solamente un rimpianto e non è sportivo: mio padre purtroppo era malato di Cancro ed io allenavo il Catania. Ho deciso per amore dei miei figli di portarli alla finale di Champions dopo che mia madre mi disse che papà stava bene ma in ospedale. Il giorno dopo mi chiamò mio fratello dicendomi che purtroppo era morto. Quando bevo la grappa ora ne prendo due, una per me ed una per lui e nei locali chiedo sempre di mettere la sua canzone”.

L’intervista di Cairo a Sinisa Mihajlovic

Urbano Cairo ha voluto fortemente che Sinisa Mihajlovic vincesse il premio “Leggenda”

Le parole di Sinisa:”Quando io mi sono ammalato fin da subito si è informato quali fossero i medici e l’ospedale migliore, le sono molto grato, questa cosa le fa onore”

Le parole di Cairo e sulla sua malattia: “La gente vede in Sinisa una persona che ha affrontato la malattia a viso aperto senza lasciare il lavoro e con positività. Il fatto di avere un problema senza abbatterti mai è un grande insegnamento per gli altri.”



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La Lazio vola sempre più, riapre la campagna abbonamenti?

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abbonamenti venduti lazio

Una serie positiva di vittorie, due contro la Juventus che vale anche un trofeo, la Supercoppa, la Coppa Italia, il piazzamento al terzo posto in solitaria con un match da recuperare, la parola scudetto che non veniva pronunciata da oltre 15 anni. La Lazio ed i Laziali impazziscono e prendono di mira il nuovo store al centro di Roma per la maglia celebrativa della Supercoppa Italia.

Il 30 si apriranno i cancelli di Formello per la grande festa con il dodicesimo uomo in campo e giocatori uniti in un allenamento di carica in vista del match di Brescia di Gennaio. Una vera e propria euforia che sta portando la società biancoceleste ad aprire una seconda trance per la campagna abbonamenti. Si stanno valutando prezzi e modalità su come metterla in atto e dopo i match contro Brescia e Napoli che chiuderanno il girone di andata di Serie A, potrebbe iniziare la seconda campagna per portare i tifosi allo Stadio Olimpico di Roma per il restante della stagione



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Ibrahimovic torna in italia: lo svedese ha scelto di nuovo il Milan!

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Zlatan Ibrahimovic torna in Seria A per la seconda volta dopo aver vestito la maglia del Barcellona ed essere tornato proprio per vestire la maglia milanista.
Lo svedese è pronto a firmare per esser disponibile già a partire da gennaio, Ibrahimovic ha deciso nel pomeriggio di giovedì, accettando la proposta fatta da Boban e Maldini.
L’arrivo a Milanello è previsto tra il primo e il secondo giorno dell’anno e forse sarà disponibile già per la partita a San Siro contro la Sampdoria il 6 gennaio.
Questo ritorno del bomber svedese mette in discussione sia il polacco Krzysztof Piątek che l’attaccante croato Ante Rebić, ora è la società milanista che dovrà scegliere chi mettere sul mercato.



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Calciomercato in uscita: due club di Serie A puntano Valon Berisha, Kiyine rientra in orbita Lazio

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Che la Lazio e Valon Berisha siano a titoli di coda lo si apprende dopo il match contro il Celtic dove il giocatore ha dato una spinta in più all’uscita della Lazio dall’Europa League con quel retropassaggio osceno.

L’ex Salisburgo, arrivato in estate, è stato totalmente bocciato dai tifosi e in parte anche da Simone Inzaghi nonostante gli abbia dato qualche possibilità in più per valorizzarsi con la Lazio.

Un mercato in uscita che prende sempre più piede negli inverni biancocelesti e proprio l’esterno è nel mirino di due club di Serie A: il Brescia e l’Hellas Verona. Qualora si aprisse una pista con i gialloblù, la Lazio potrebbe riportare in patria il marocchino Kiyine che attualmente sotto contratto con i veronesi ed in prestito alla Salernitana, sta facendo un ottimo campionato.



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Marco Parolo, il Parma bussa alla porta del centrocampista biancoceleste

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Il calciomercato sta cominciando a fare uscire qualche nome anche in casa biancoceleste che secondo la Gazzetta di Parma, il club emiliano avrebbe intenzione di riportare Marco Parolo con i colori gialloblu.

In passato ha già vestito la casacca del club di Pizzarotti in 2 stagioni con 75 presenze e 11 gol segnati. Un ritorno ben voluto dai tifosi vista l’esperienza europea del 34enne biancoceleste ma che potrebbe trovare un secco no da parte di Simone Inzaghi che lo considera un titolare aggiunto, ottimo per farlo entrare a partita in corso come vice Leiva o vice Milinkovic-Savic.

Il contratto di Gallarate scadrà a fine stagione e solamente Lotito e Tare potranno decidere se tenere il giocatore oppure lasciarlo partire se Inzaghi gli da il lasciapassare. Ma dall’altra parte oramai si è instaurato un ottimo rapporto tra giocatore, tifosi e appartenenza romana visto che il centrocampista fa parte dei senatori dello spogliatoio.



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Luis Alberto a Goal.com: ” Scordiamoci dello scudetto, “Inzaghi il colpevole del momento””

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luis alberto lecce lazio

Luis Alberto è intervenuto ai microfoni di Goal.com parlando del suo periodo d’oro con la maglia della Lazio che, da quando è arrivato a Roma, ha alzato già 3 trofei con la casacca biancoceleste.

“La vittoria del mio terzo titolo alla Lazio, sia per me che per il progetto messo in atto società, penso che sia qualcosa di molto speciale. La squadra sta disputando un’ottima stagione e non ci sarebbe potuto essere miglior regalo di Natale che chiudere l’anno con un nuovo trofeo. È un premio a questo gruppo e al buon lavoro che la Lazio sta facendo”

Simone Inzaghi

“Il vero “colpevole” di questo grande momento è solo Simone Inzaghi. Siamo con lui da quasi 4 anni e praticamente siamo sempre gli stessi, ci sono stati solo piccoli cambiamenti e ci conosciamo molto bene. Va dato merito anche alla società per il grande blocco che ha saputo creare. Ci fidiamo del mister e sappiamo che quest’anno potremmo fare il salto di qualità che stavamo aspettando. Le cose stanno andando bene per noi, siamo in corsa per i nostri obiettivi. Per raggiungerli dovremo mantenere sempre questo livello molto alto di prestazioni.”

“Mi sento benissimo, come mi sono sentito spesso qui a Roma. Voglio dare il mio meglio e metterlo al servizio del gruppo. Ora sappiamo di stare bene e dobbiamo restare su questa lunghezza d’onda”. Sono riuscito a diventare il giocatore completo che volevo essere, un giocatore in grado di competere ai massimi livelli. Ho fatto un salto in avanti per essere pronto a qualsiasi incontro, ma grazie alla fiducia dell’allenatore e del gruppo tutto mi è stato reso più facile”.

 Lo scudetto

“Lo Scudetto non è un obiettivo razionale. Per ora dobbiamo dimenticarlo. Guardiamo partita per partita e, ad aprile, valuteremo a che punto ci troveremo. Ma sono sicuro che se la squadra dovesse continuare a competere su questi livelli e con questa mentalità vincente, alla fine raggiungeremo i nostri obiettivi. Naturalmente, se abbassassimo la guardia poi faremmo un passo indietro che non possiamo permetterci. Siamo consapevoli che negli ultimi anni non abbiamo raggiunto i traguardi che ci eravamo prefissati perché non siamo riusciti a restare forti fino alla fine. Abbiamo imparato dai nostri errori e ciò non accadrà più“.

Nazionale

 “Il mio obiettivo personale è sempre quello di giocare, dare di più e migliorare. Ma chiaramente il desiderio numero uno resta quello di raggiungere la nazionale spagnola. Indossare la maglia del mio paese è una cosa importante. So che sto bene, devo continuare così, cercando di mantenere questo mio livello elevato di prestazioni in modo da finire in quell’ultima lista di convocati per Euro 2020. Il ct deve scegliere chi si adatta meglio al suo stile. Sarebbe un’illusione, un sogno diventato realtà, ancor più pensando di giocare un campionato europeo. Devo continuare a lavorare per sperare di ottenere una chance”.



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Arturo Diaconale: ” Sognare lo scudetto è Legittimo, il Mercato di Lotito? La decisione rimane quella di…”

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Arturo Diaconale è intervenuto ai microfoni di Radio Punto Nuovo parlando della Lazio e della vitoria in Supercoppa Italia contro la Juventus:

“Rientro trionfale, con Lotito d’Arabia. Era un risultato che tutti speravano, a cui tutti ambivano, sapevamo fosse difficile battere la Juventus per la seconda volta in 15 giorni, però si è realizzato ed aver ottenuto un risultato del genere, dà la dimensione del livello della società. E’ legittimo sognare, quindi possiamo permetterci di sognare di conseguire l’accesso alla Champions e poi vediamo”. 

“Blindare Inzaghi? Il rapporto tra la Lazio e Inzaghi è talmente forte che non avrebbe senso spezzare da entrambe le parti. Il rapportro tra Lotito e Inzaghi è quasi paterno, magari discutono, ma dopo mezz’ora torna tutto normale. Credo che i risultati ottenuti da Inzaghi nei suoi 3 anni e mezzo, sono importantissimi. E’ da qui che nasce il percorso futuro della Lazio”.

“Scudetto? Sognare è legittimo. Fallo Matuidi? Inutilmente cattivo. La decisione dell’arbitro è stata quella. Mercato? Sicuramente ci saranno passi necessari per migliorare sempre di più, ma il presidente non ha alcuna intenzione di tornare indietro. A Gennaio ci sono solo esami di riparazione, non mi pare che la Lazio abbia da migliorare qualcosa”.



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Igli Tare vola basso: ” Si festeggia fino a sera della partita”

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Igli Tare durante un'intervista sulla Lazio

La Lazio si aggiudica l’ennesimo trofeo in pochi anni portando a casa una Supercoppa Italia vinta contro i campioni d’Italia.

Una prestazione biancoceleste in campionato che ha fatto nominare una parola mai detta nell’era Lotito a molti tifosi e giornali: Lo scudetto.

Un obiettivo comunque molto lontano quanto vicino se vogliamo parlare di risultati fino ad ora ma che può portare troppo entusiasmo troppo in anticipo. E lo sa benissimo Igli Tare che è intervenuto ai microfoni di Radio Olympia:

“Per noi i festeggiamenti durano fino alla sera della partita. Poi ci sono le vacanze meritate, quando si rientra il 30 servirà grande concentrazione per l’altra metà della stagione che rimane. Perché ci saranno ancora tante battaglie e dobbiamo essere.

EQUILIBRIO – “Troppo facile parlare adesso. Chi ha seguito la squadra in estate ha capito che si era creato qualcosa di molto positivo. Serviva la conferma sul campo. All’inizio si vedeva il gioco ma non i risultati. Dopo la partita con l’Atalanta qualcosa è cambiato e da lì siamo partiti. Ma come ho sempre detto, a Roma si passa facilmente dalle stelle alle stalle. Sarei bugiardo a dire che i complimenti non fanno piacere, ma a me piace che le cose si facciano con tranquillità e serenità. Chi vuole bene a questa squadra non deve volare troppo in alto, ma deve tenere i piedi ben attaccati a terra, con grande umiltà. Il calcio è uno sport in cui le opinioni possono cambiare ogni tre giorni, perciò finché si vince va bene, però quando ci sarà la prossima sconfitta dovremo essere bravi a difendere quanto fatto. Solo così si può crescere”.

L’ANNO PIÙ BELLO – “Dentro di me sono ancora giocatore, questo non è mai sparito. È fondamentale anche nei momenti di gioia essere presenti e festeggiare con il gruppo. Nella vita si può sempre fare meglio, così si trovano le motivazioni e le energie per centrare gli obiettivi. Se uno si siede, come successo nel 2013 dopo la vittoria in Coppa Italia, quando i festeggiamenti andarono avanti per 3-4 mesi, ne ha risente anche la squadra. Così si rischia di fare un passo in avanti e tre passi indietro. Roma non è stata costruita in un giorno, così come il percorso di questa squadra”. 

CHIAMATA ALLE ARMI – “Per arrivare dove vogliamo, dobbiamo fare un passo in avanti tutti. Non parlo solo della squadra, ma anche dell’ambiente, perché i ragazzi hanno bisogno del sostegno del pubblico. Siamo ancora molto lontani da quello che merita questo gruppo. È un percorso molto lungo. Noi dobbiamo cercare di fare sempre il meglio, di onorare la maglia e dominare le partite, e piano piano la gente deve capire e tornare a essere presenti. A me piacciono molto i modelli inglese e tedesco, a qualsiasi ora si giochi lo stadio è sempre pieno, anche contro squadre di terza categoria. Magari da noi non si arriverà a questo livello, ma ricordo partite come quella contro il Salisburgo, all’andata, che abbiamo vinto 4-2 dove c’erano 45mila persone, ricordo i calciatori che rientrando nello spogliatoio dicevano che quella fosse l’atmosfera giusta, che li faceva sentire importanti. Dobbiamo migliorare perché c’è tanto margine: ci saranno molte battaglie da affrontare”.

GLOBE SOCCER AWARDS – “Per me è un onore prima di tutto rappresentare la Lazio. Usciamo da un periodo buio, adesso si vede la luce. Questa è una cosa molto bella. Il resto è il lavoro che ti premia, il tempo sarà galantuomo. Ci sono scelte fatte bene, come scelte fatte meno bene. L’importante è farle con entusiasmo e con amore verso il proprio mestiere. Fino a quando saranno fatte così, ci sarà modo di migliorare. Auguro a tutti i tifosi della Lazio tanta salute e di vedere lo stadio gioire come l’ho visto nell’ultimo periodo. Quando vedrò lo stadio arrivare a quei livelli allora sarà la mia più grande soddisfazione”.



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Brescia-Lazio, il giudice sportivo squalifica Leiva e Luis Alberto

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Nel prossimo match di Serie A, la Lazio affronterà il Brescia in trasferta ma dovrà fare a meno di Lucas Leiva e Luis Alberto. I due giocatori erano in diffida e si sono aggiudicati entrambi i cartellini gialli durante il match contro la Juventus nella finale di Supercoppa Italia.

Ecco la decisione del giudice sportivo:

A seguito dei verdetti sportivi maturati nell’ultima gara ufficiale del 2019, il Giudice Sportivo ha diramato le proprie decisioni, confermando delle sanzioni a tre calciatori biancocelesti.

Quinto cartellino giallo stagionale per Luis Alberto e Leiva che, in questo modo, salteranno la prima gara del nuovo anno; terza sanzione dell’annata, invece, per Cataldi. 



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Porte aperte a Formello: arriva l’ufficialità di De Martino

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Arriva l’ufficialità dell’allenamento a porte aperte dove i tifosi possono abbracciare e festeggiare i Supercampioni d’Italia del 2019. Ad ufficializzare l’allenamento e la festa biancoceleste, ci pensa il direttore Stefano De Martino ai microfoni biancocelesti:

“La squadra ha festeggiato molto la vittoria, anche alcuni membri dello staff dello stadio si sono uniti alla festa biancoceleste. L’atmosfera al King Saud University Stadium era a favore della Juventus, soprattutto per incitare Cristiano Ronaldo. Dopo la vittoria della Lazio, tanti tifosi sauditi sono rimasti in tribuna per esultare con noi. Abbiamo effettuato tante dirette televisive svolgendo un grande lavoro nel corso dei tre giorni di permanenza: siamo riusciti a rappresentare al meglio i colori della Lazio. Siamo riusciti anche a vincere l’incontro meritatamente, i ragazzi di Inzaghi sono rimasti concentrati ed hanno dominato i bianconeri. Siamo molto soddisfatti, anche se la gara disputata con l’Atalanta valida per la finale della scorsa edizione della Coppa Italia resta la partita con più ascolti. In occasione del match di Supercoppa italiana erano ben 202 i paesi collegati, abbiamo portato a termine una grande doppietta mediatica. Un successo clamoroso che non ricordo nel passato biancoceleste, nonostante le grandi vittorie europee del Club. Stiamo lavorando in silenzio per ottenere ascolti anche lontano dal confine italiano.

La Lazio non ha mai mollato la presa, è sempre rimasta concentrata. Ora c’è maturità e consapevolezza dei propri mezzi, anche a livello societario. Sono arrivato alla Lazio nel 2008 e, lavorando ventiquattro ore al giorno da quel momento, ora riesco a percepire la consistenza dell’atmosfera: la squadra voleva dimostrare di essere più forte della Juventus, tutti sono approdati in Arabia con questo intento. Siamo riusciti a testimoniare questo sia con la squadra, ma anche sul piano societario e dirigenziale. Ringrazio l’ambasciatore italiano di Riad, un grande tifoso laziale che è riuscito a farci sentire a casa. In occasione del pranzo istituzionale abbiamo ricevuto tanti complimenti: negli ultimi anni il Club ha aggiunto senza mai togliere. Il lavoro, così, premia sempre e questo sta accadendo.

A Riad abbiamo affrontato una delle squadre più forte d’Europa a livello tecnico. La differenza c’è stata nell’unione: la Juventus è meno famiglia rispetto alla Lazio. I bianconeri fatturano di più rispetto al club biancoceleste, ma a noi non manca nulla, anzi abbiamo dalla nostra parte tutto ciò che ci è accaduto negli ultimi anni. Siamo rimasti uniti in qualsiasi circostanza, anche nelle più difficili. La Società ha sempre creduto nella crescita di questo Club e noi dirigenti siamo rimasti sempre compatti. In passato un certo tipo di stampa ha coinvolto i tifosi laziali esponendo dei problemi derivanti da contrasti personali: i nostri sostenitori hanno sofferto per questo motivo, chiedendo unione nella piazza. Certe realtà non si fermeranno nella critica a priori: in questa Società c’è il cuore e ci sono tutti i sacrifici svolti nel corso degli anni. Siamo sempre stati presenti ed abbiamo sempre risposto con novità importanti. Siamo stati i primi ad aprire una radio ufficiale, ad esempio. Abbiamo aperto anche un canale tematico ed un magazine tradotto in  inglese per tutti i nostri tifosi, a noi non manca nulla ed abbiamo messo in più il cuore. Vedremo dove arriverà la nostra Lazio, ma finora stiamo esprimendo un calcio che sta stupendo tutti. So con quanto dolore siamo arrivati a questo Natale, dobbiamo dire basta al condizionamento da parte dei media. Invito i nostri tifosi a restare con noi, proponendo critiche costruttive con uno spirito di partecipazione alimentato dall’amore per la squadra.

Se resteremo compatti potremo ottenere risultati ancora migliori, puntiamo alla Champions League e dobbiamo correre verso questo traguardo senza condizionamenti. Simone Inzaghi è diventato romano d’adozione, sente addosso la città ed è lazialissimo come la sua famiglia. Il nostro tecnico mette anche questo nel suo lavoro e non è sfuggita questa caratteristica al nostro Presidente. Con l’allenatore e con gli altri dirigenti viviamo la Lazio ogni giorno, questo è il nostro segreto. Sul mio account Instagram, @stefanodemartino1972, tra poco pubblicherò un momento che rappresenta quanto sto dicendo. Il prossimo 30 dicembre, alle ore 15:00, la squadra svolgerà un allenamento a porte aperte, aspettiamo tutti i tifosi laziali che vorranno scambiare gli auguri con la squadra.

La Lazio ha fatto registrare delle statistiche incredibili: è l’unica squadra in Italia ad aver vinto due trofei nell’anno solare 2019. Sono diventato laziale grazie alla mia famiglia e grazie ad alcuni amici del mio condominio che mi portavano allo stadio: ho vissuto la Lazio più difficile da sostenere, i momenti di sofferenza mi hanno reso laziale nell’animo e nelle ossa. In passato era necessario difendere una fede, spiegare il tifo. Chi vince, dà fastidio. La Lazio soprattutto, ho sentito congetture da persone che non hanno né arte né parte per avere voce in capitolo. È l’esatto contrario, si tratta di figure che non hanno nulla da dire. Sono state dichiarazioni che non esprimono professionalità. Ora registriamo quanto sentiamo come atti sconsiderati legati a malesseri personali, se dovesse degenerare questa situazione reagiremo nei confronti di chi esprime queste idee su piazza.

In Arabia Saudita c’è un problema sociale, ma sta crescendo su questo punto di vista. Ringrazio la Dottoressa Cristina Mezzaroma e le dirigenti presenti nel nostro Club per aver dato vita ad un evento importante sull’emancipazione femminile in occasione della nostra trasferta a Riad. Il nostro Presidente è sempre presente ed ha sempre motivato i suoi calciatori ed i suoi collaboratori: la sua forza dirompente riesce a trasferirla in qualsiasi contesto. Un abbraccio in questo momento a tutte le famiglie che non potranno vivere le feste e condividere questi attimi di positività con un proprio caro, con il quale erano legati anche dalla passione per la Lazio. Diversi paesi ci hanno chiesto delle immagini inedite della trasferta di Supercoppa italiana e lavoreremo su questo per inserire del nostro materiale nel mercato internazionale. Buon Natale a tutti ed un augurio di buon anno, anche ai tifosi biancocelesti che sono all’estero e che hanno vissuto con noi a Riad la vittoria della Supercoppa. Speriamo di aver ripagato lo sforzo logistico ed economico con questo trofeo. Ringrazio anche tutti i tifosi che hanno sempre sostenuto il Club, rappresentano la benzina con la quale viene alimentata questa Società. Ringrazio anche tutti i miei collaboratori, che spesso mettono la Lazio al primo posto della loro vita e solo dopo la loro famiglia, ma voglio dedicare un ringraziamento anche a tutte le donne biancocelesti che si impegnano con una passione speciale per la nostra Lazio”.



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Supercoppa Italia: la maglia celebrativa della Supercoppa dove comprarla?

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Un regalo speciale quello della Lazio ai tifosi della Lazio che ha fatto mettere sotto l’alberto la quinta supercoppa italiana della storia della Lazio. Un match che ha visto i campioni d’Italia soccombere per 3 reti ad 1 allo stadio di Riyad. Un risultato spiccicato a quello dell’Olimpico di Roma nella gara di campionato di qualche settimana fa.

A fine gara la consueta premiazione della Lazio con una maglia celebrativa proprio per la vittoria è stata vestita da tutto lo staff biancoceleste.

Un aquila che vola nei cieli di arabi come a rappresentare una Lazio che conquista il mondo! Ma dove acquistarla? Oltre sullo store della Macron che si trova a 24 € la si può trovare a 22 € su Amazon a Questo Link



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Apoteosi Lazio, disfatta Juventus: la ragion tattica

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L’analisi del match che ha portato la quinta Supercoppa in casa biancoceleste

A bocce ferme, dopo l’ubriacatura post-festeggiamenti, ci dedichiamo a qualche riflessione. Supportati da una consistente dose di buonumore pre-natalizio coronata dal successo, ci concentreremo maggiormente sugli aspetti tattici del match.

La prima riflessione è puramente matematica, dunque incontestabile: la Lazio ha rifilato sei gol in quindici giorni ai campioni in carica della Juventus, incassandone solamente due. In campionato, la squadra di Andrea Agnelli, avendo una partita giocata in più all’attivo, ha ragione sugli uomini di Claudio Lotito di sei punti, primeggiando insieme all’Inter. Nel confronto squisitamente aritmetico tra le due finaliste, la truppa biancoceleste vince in partenza: l’attacco è più prolifico di quello bianconero, supportato da una difesa più solida. Sedici gol presi dalla Lazio, diciassette dalla Juventus; trentotto gol realizzati dalla ditta Ciro Immobile & Co., trentuno dalla compagine capeggiata da CR7. Ora, dei numeri potremmo farcene ben poco, le cifre non scendono in campo. Nel rettangolo verde prendono parola gli uomini, con tutte le loro doti e i loro limiti, gestiti dalle incalcolabili variabili che una sfera rotolante porta con sé. Ma avremo modo di riprendere in mano la matematica più in là.

Mister Inzaghi schiera il rodatissimo 3-5-2, il suo collega toscano ripropone il rombo (4-3-1-2). La seconda miglior difesa del campionato ha precisi compiti nelle due fasi, quella attiva e quella passiva. Le due spalle di Acerbi, il veterano Radu e il giovane Luiz Felipe, devono allargarsi, offrire alternative di scarico ai centrocampisti e di lancio al portiere Strakosha, favorendo l’arretramento di Lucas Leiva, che costringe il baricentro juventino ad alzarsi. Nella fase passiva, peculiare è l’abilità tattica di lettura dei movimenti delle due punte bianconere anche dopo prolungati periodi di possesso avversario. La stazza fisica e l’abilità aerea dei centrali di Inzaghi neutralizza anche i cross dalle fasce, i quali sono un’arma preferenziale del pacchetto offensivo della Juventus. Gli spunti in verticali sono offerti dai movimenti ampi e variegati di Immobile e Correa, i quali duettano, corrono con buona progressione palla al piede, tentano giocate di alto pregio e favoriscono gli inserimenti dei tuttocampisti Alberto e Milinkovic, i quali, dall’inizio del campionato, inventano calcio a tutto tondo. La vera soluzione d’attacco laziale, il morso del serpente, si trova però sulle zone laterali del campo: Inzaghi si sgola, specialmente nel primo tempo, chiedendo frequenti e repentini cambi di gioco, approfittando della staticità juventina. Lazzari è imbeccato dai compagni, i quali incentivano le sgroppate con le stesse traiettorie filtranti proposte al più scaltro ed esperto Senad Lulic, l’uomo delle Coppe. La scelta tattica è azzeccata, così come la tempistica e le tipologie dei cambi; il resto lo fanno le giocate dei singoli: la finta e la volée del bosniaco, lo stop di suola di Milinkovic e la parabola di Cataldi riassumono lo stato di grazia degli aquilotti.

La Juventus è schierata in campo con un obiettivo, sulla carta, preciso e facilmente comprensibile: gestire il possesso, pressare alto e arrivare al tiro anche sfruttando gli inserimenti delle mezzale. Sarri lo aveva detto: a Bentancour manca il gol e la botta da fuori per diventare grande. Il salto della quaglia è però ben lontano per l’argentino, a giudicare dalla prestazione dell’altra sera. Se all’Olimpico gli è davvero mancato solo quello, a Ryiad è venuta meno la lettura della partita e l’interpretazione del ruolo. Oltre a non dare man forte al terzino di fascia destra, Bentancour ha offerto pochi spunti, vincendo pochi contrasti e nascondendosi tra le casacche biancocelesti. Il collega Pjanic ha sofferto la gabbia costruitagli su misura da Inzaghi e i limiti del francese Matuidi si sono ancora una volta tragicamente palesati. I primi a soffrire della mancata rapida costruzione del gioco sono stati Higuain e Dybala: il primo si è però pigramente adagiato sulla muraglia capitolina, il secondo ha lautamente seguito le orme del connazionale, trovandosi però al posto giusto per il tap-in del momentaneo pareggio. Unica nota di merito: la voglia di fare, creare e attentare alla porta avversaria del pluricampione Ronaldo, che di trofei ne ha già vinti tanti, a differenza dei compagni di reparto. In fondo, per quel tipo di gioco e per quello schieramento in campo, un rapido palleggio e un continuo movimento ad offrire alternative al portatore di palla dovrebbe essere il vademecum su cui meditare ogni giorno alla Continassa. Ad aggravare il tutto, le difficoltà oggettive nella fase difensiva dei terzini juventini, profonda falla a cui Sarri non ha minimamente posto rimedio. Continuamente esposti alle incursioni di Lazzari e Lulic, De Sciglio e Alex Sandro prima, Cuadrado poi, non hanno fatto buona guardia sulle finte a rientrare e sui traversoni da cui sono nati due dei tre gol, forse anche perché non c’era mai un adeguato raddoppio.

Ecco dimostrati dunque i teoremi che partoriscono i numeri offerti in precedenza. Non frutto del caso, poiché il calcio, nella sua imprevedibilità, è anche un po’ scienza.



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