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Accadde Oggi: 7 Maggio 2017 Lazio-Sampdoria 7-3 (video)

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felipe anderson alla lazio

7 Maggio 2017, quasi 3 anni fa la Lazio asfaltò la Sampdoria di Giampaolo con una goleada nella trentacinquesima giornata di campionato.

LAZIO: Strakosha, Wallace, de Vrij (63′ Patric), Hoedt, Felipe Anderson, Milinkovic (63′ Murgia), Biglia (68′ Lombardi), Lulic, Lukaku, Immobile, Keita. A disposizione: Vargic, Adamonis, Basta, Radu, Crecco, Javorcic, Djordjevic, Tounkara. Allenatore: S. Inzaghi.

SAMPDORIA: Puggioni, Bereszyski (69′ Sala), Silvestre, Skriniar, Dodò (46′ Pavlovic), Barreto, Torreira, Linetty, Djuricic, Quagliarella, Schick (20′ Regini). A disposizione: Falcone, Krapikas, Simic, Alvarez, Cigarini, Fernandes, Praet, Muriel, Budimir. Allenatore: Giampaolo.

Arbitro: Sig. Mazzoleni (Bergamo) – Assistenti Sigg. Paganessi e Lo Cicero – Quarto uomo Sig. Fiorito – Assistenti d’area Sigg. Banti e Pinzani.

Marcatori: 3′ Keita, 19′ Immobile (rig), 32′ Linetty, 36′ Hoedt, 38′ Felipe Anderson (rig), 45′ de Vrij, 65′ Lulic, 70′ Immobile, 72′ Quagliarella, 90′ Quagliarella (rig).

Note: espulso al 18′ Skriniar per chiara occasione da rete. Ammonito al 78′ Quagliarella per gioco falloso. Angoli: 11-2. Recuperi: 0’ p.t., 0’ s.t.

Spettatori: 45.000 circa.



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AIC e Lega e scontro sul taglio degli stipendi: il comunicato

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Serie A e AIC, Tommasi lancia un comunicato ufficiale sui tagli degli stipendi:

“Il Consiglio Direttivo AIC, riunito oggi nel consueto incontro settimanale, a cui ha fatto seguito una riunione con i rappresentati delle squadre di Serie A, ha ritenuto irricevibile la proposta avanzata dalle Leghe di A e B giunta oggi.

Il comportamento delle Leghe è incomprensibile in un momento come quello attuale. La volontà, neanche tanto implicita, di voler riversare sui calciatori, mettendoli in cattiva luce, l’eventuale danno economico derivante dalla situazione di crisi, è un fatto che fa riflettere sulla credibilità imprenditoriale di chi dovrebbe traghettare il sistema calcio in questo momento di difficoltà.

Pensare che si debba ricorrere ad una delibera assembleare per decidere di non pagare più nessuno lascia senza parole. Gli stessi presidenti che vorrebbero decidere la sospensione degli emolumenti hanno mandato in campo le squadre fino al 9 marzo, fatto allenare i calciatori fino alla metà di marzo e tuttora monitorano e controllano gli allenamenti individuali svolti secondo le direttive dello staff tecnico.

La discussione delle scorse settimane verteva sui termini di contestazione di mancati pagamenti da sospendere o posticipare, ma non si è mai andato oltre le brevi riunioni telefoniche.Ora capiamo perché non si voleva trovare un’intesa sulle modifiche tecniche all’Accordo Collettivo, la vera intenzione è non pagare. Il fatto lascia allibiti, inoltre, visto che parecchie squadre sono già sedute con i loro calciatori per discutere come aiutarsi in un momento come quello attuale.

D’altro canto la notizia del nuovo DPCM che include atlete ed atleti del mondo dilettante tra i destinatari del contributo di 600 euro per il mese di marzo ci fa ben sperare che un minimo senso di condivisione e solidarietà possa nei prossimi mesi ribadire un concetto che abbiamo espresso fin dal primo momento: ognuno faccia la sua parte.

A questo proposito il Consiglio Direttivo ha deliberato di destinare una contribuzione straordinaria ad un Fondo solidaristico che possa in questa emergenza aiutare le categorie più in difficoltà tra i nostri associati. I redditi più bassi vanno tutelati, soprattutto in situazioni come questa in cui il rispetto e il fare squadra dovrebbero essere principi cardine”.



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Serie A: novità sulla ripresa e sugli stipendi

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Da poco terminata la Riunione in Lega. Ecco le novità

È da poco terminata l’Assemblea convocata con urgenza dai vertici della massima Serie. Si legge dal comunicato: “La Lega Serie A sta seguendo l’evoluzione dello scenario in stretto coordinamento con la UEFA, la FIGC e l’ECA. È stata confermata la volontà di portare a termine la stagione e di tornare a giocare, senza correre rischi, solo quando le condizioni sanitearie e le decisioni governative lo consentiranno. L’Assemblea riunita oggi ha inoltre analizzato le raccomandazioni per la ripresa di gare e allenamenti delle varie discipline sportive prescritte dalla Federazioni Medico Sportiva Italiana, alla luce dell’attuale situazione di emergenza sanitaria. A tal proposito entro fine settimana la Federcalcio emanerà le relative norme medico sanitarie“.

Le novità non finiscono qui. In caso di ripresa del campionato si prospetta uno scenario diverso in termini di stipendi e accordi tra società e giocatori, che potrebbe ulteriormente cambiare in vista invece di una definitiva sospensione. Si legge dal comunicato: “Il Coronavirus ha costretto il mondo intero ad affrontare una crisi senza precedenti. L’Italia è tra le Nazioni più colpite con una drammatica caduta del PIL del Paese e milioni di lavoratori interessati dalla misura degli ammortizzatori sociali. Il settore calcio vivrà parimenti una situazione estremamente difficile, anche in caso di ripresa differita delle restanti partite di campionato e di Coppa Italia, mettendo a repentaglio la tenuta di tutto il sistema, da sempre sostenuto dalla Lega Serie A grazie al contributo mutualistico per le serie minori e gli altri sport. ll contesto sopra descritto richiama tutti a un atto di forte responsabilità, con i Club pronti a fare la propria parte sostenendo ingenti perdite per garantire il futuro del calcio italiano. Perdite che necessariamente dovranno essere contenute incidendo sulla riduzione dei costi, la cui principale voce per le Società è rappresentata dal monte salari. In linea con le azioni volte a diminuire il costo lavoro adottate a livello nazionale e internazionale, la Lega Serie A ha deliberato oggi, all’unanimità con esclusione della Juventus che ha già raggiunto un accordo con i propri giocatori una comune linea di indirizzo per contenere l’importo rappresentato dagli emolumenti di calciatori, allenatori e tesserati delle prime squadre.

Questo intervento, necessario per salvaguardare il futuro dell’intero sistema calcistico italiano, prevede una riduzione pari a 1/3 della retribuzione annua lorda totale (ovvero 4 mensilità medie onnicomprensive) nel caso non si possa riprendere l’attività sportiva, e una riduzione di 1/6 della retribuzione totale annua lorda (ovvero 2 mensilità medie onnicomprensive) qualora si possano disputare nei prossimi mesi le restanti partite della stagione 2019/2020. Resta inteso che i Club definiranno direttamente gli accordi con i propri tesserati“.



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Nicchi avverte: “Possibile ripartenza senza Var”

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Il presidente Nicchi avverte tutte le squadre e i tifosi della Serie A. In caso di ripartenza del campionato, dovuto con le varie precauzioni, il Var potrebbe non ripartire allo stesso tempo con i match della Serie A tornando ad un arbitraggio tradizionale senza l’ausilio della tecnologia:

“Ripresa senza Var? Potrebbe essere una cosa che ci viene costretta. Come sapete oggi la VAR viene fatta in furgoni, ambienti angusti, vicini ad altri operatori che non sai chi ha frequentato prima di arrivare lì. Si rischia che non ci siano le distanze di sicurezza, io auspico che non accada, ma potrebbe esserci anche questo problema. Questo però è un discorso della Serie A, ma mi preme il discorso dei Dilettanti: come si fa a mandare un ragazzo di 18 anni in campi di provincia dove non saprà a cosa va incontro? Se dovessimo ripartire domani, noi non ci saremmo. Gli arbitri sono preoccupati di poter rivedere le proprie famiglie, e bisogna cominciare a ragionare prima sulle cose. Io spero che il VAR ci sia, se dovesse mancare sarebbe però per un’emergenza sanitaria”



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Arturo Diaconale ed il Taccuino Biancoceleste: ” Il tempo sta dando ragione a Lotito. Difficoltà ad ammetterlo da parte della Juventus

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Arturo Diaconale continua la sua rubrica biancoceleste sul suo profilo Social ed il Taccuino biancoceleste:

Il tempo e la ragione di Lotito

Si dice che il tempo sia galantuomo. Deve essere per questo che nel mondo del calcio incomincia a farsi strada la convinzione che Claudio Lotito aveva ragione quando si opponeva alla chiusura anticipata del campionato ed ha ancora più ragione oggi quando insiste perché il calcio riprenda in condizioni di sicurezza per la salute dei giocatori, dei tecnici e dei tifosi allo scopo di evitare che l’intero sistema, dalla A alla B ed alle serie minori, subisca un tracollo dalle conseguenze incontrollabili e nefaste.

Inizialmente la posizione del Presidente della Lazio è stata interpretata come un atto di ostilità e di rottura nei confronti della Juventus e dei suoi dirigenti che nei media venivano indicati come i più convinti sostenitori della necessità di annullare il campionato in corso a causa dell’emergenza del coronavirus. Ma da allora ad oggi si sono verificate parecchie novità. La Juventus ed Andrea Agnelli hanno espresso la loro adesione all’idea di tentare di completare il campionato in corso ed il massimo dirigente bianconero ha escluso ogni interesse per un eventuale scudetto a tavolino. E molte altre società, di A e di B, hanno manifestato la loro opposizione ad un cancellazione del campionato che avrebbe comportato una sicura coda di contenziosi giudiziari da parte di chi avrebbe subito danni gravi da una scelta del genere.

Tutto risolto, allora? Anche lo scontro tra Juventus e Lazio? In realtà non è proprio così. Perché quegli stessi ambienti che inizialmente avevano voluto dipingere Lotito come un insensibile e irresponsabile preoccupato solo dei propri interessi, hanno difficoltà ad ammettere che il Presidente della Lazio si muoveva con buon senso in nome degli interessi collettivi del mondo del calcio. Ma di questo non c’è da dolersi più di tanto. I pregiudizi sono duri a morire. Anche se poi alla lunga vengono smascherati dai dati della realtà e, per quanto riguarda il calcio, dai risultati. Quelli, ovviamente, conquistati sul campo. Come la Lazio vuole ed a cui legittimamente ambisce. Nella convinzione che vincendo il campionato si vincono anche i pregiudizi, compresi quelli più radicati.



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De Martino : ” Stiamo vicini alle persone colpite. La Serie A è necessario concluderla”

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Notizie Lazio
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Il direttore Stefano De Martino, è intervenuto nei canali ufficiali della S.S Lazio:

“Noi non ci siamo mai fermati, abbiamo continuato a lavorare da casa con tutto ciò che necessariamente era da svolgere. Da oggi rientriamo nei nostri studi, è accaduto già dalla mattinata. Nelle ultime settimane c’è stato un lavoro di grande sanificazione all’interno del Centro Sportivo di Formello. Da questa mattina ci troviamo praticamente in una clinica, è stato tutto interamente sanificato. Abbiamo molti pensieri, ci troviamo in una situazione difficile e c’è ancora grande sofferenza in tutta Italia ed in tutto il mondo. C’è chi aveva sottovalutato la situazione, ma c’è grande emergenza in tutti i paesi: l’Italia è stata la prima ad affrontare questa guerra, la più grande dal 1945. Speriamo di poterne uscire presto, sarà ancora difficile perché i numeri restano impressionanti. Ci siamo accorti del dolore immenso che c’è nel nostro Paese, soprattutto nelle famiglie colpite direttamente dal virus. Noi come redazione e come Lazio ci stringiamo intorno a tutte le persone che stanno soffrendo, a prescindere dalla fede calcistica. Ora questa emergenza ci rende tutti uguali nella sofferenza, proveremo a parlare di calcio e del campionato.

È necessario concludere la Serie A TIM, è chiaro che bisognerà terminarlo in sicurezza e con tutte le accortezze del caso. Tornando operativi vogliamo distrarre anche tutti i nostri tifosi, ripercorreremo tutte le tappe che abbiamo vissuto fino ad oggi. Approfitteremo di questa settimana per parlare del percorso svolto e per analizzare quello che potrebbe accadere in futuro. Abbiamo sentito di molte ipotesi, non concludere il campionato vorrebbe dire distruggere il nostro sistema calcio. Se non si torna in campo, tutto il calcio rischia. Sappiamo che fino al 13 la squadra non si allenerà, vedremo dopo questa data. Ci confronteremo con i nostri ascoltatori per trascorrere insieme questi giorni, grazie anche all’apporto dei calciatori: entreremo nelle case dei giocatori laziali per capire come stanno vivendo questa quarantena.

La Lazio è stata la prima Società a mettere in sicurezza i suoi calciatori ed i suoi dirigenti: il Presidente ha dato immediatamente input ai suoi tesserati per sospendere l’attività. Questo testimonia l’attenzione che ha avuto la Società per l’emergenza. I calciatori sono rimasti a Roma ed in casa, alcuni tesserati hanno raccontato come si sta allenando la squadra all’interno delle proprie strutture casalinghe. Il settore tecnico della Lazio si è attivato subito per distribuire dei piani individuali per non far perdere il tono muscolare alla squadra. Nei prossimi giorni vedremo anche i luoghi nei quali i calciatori si stanno allenando. Speriamo che al più presto, però, la squadra possa tornare a lavorare a Formello.

I contatti con la squadra sono stati continui e quotidiani: tutti all’interno della squadra hanno voglia di tornare ad allenarsi. Le notizie che arrivano dall’esterno mettono paura, ma speriamo che si possa riprendere l’attività in sicurezza. La Lazio ha sempre lavorato con unità d’intenti, non mi sorprende che ogni membro della società abbia lavorato in questo modo anche durante quest’emergenza. Dal 2008 ad oggi il Club ha sempre operato in questa maniera su impulso della presidenza, i calciatori sono stati responsabili e sono rimasti in casa nella Capitale. Complimenti alla squadra per aver dimostrato grande serietà. La Società è alle spalle di ogni calciatore e si è sempre messa a disposizione in questo periodo per rispondere ad ogni necessità dei tesserati. C’è ancora molto da fare perché l’emergenza ancora non è finita: l’augurio è potersi ritrovare al Centro Sportivo di Formello al più presto e che, contestualmente, si possa tornare ad uno stile di vita più normale al termine di questa guerra. Domani avremo anche un collegamento con il Presidente Claudio Lotito e analizzeremo insieme questa situazione”.



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Gravina avverte: ” Il calcio italiano è a rischio. Stiamo lavorando con il governo”

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gravina scommesse
lazio torino

Il presidente della FIGC è intervenuto ai microfoni de La Domenica Sportiva parlando del possibile ritorno in campo e sullo slittamento degli Europei di Calcio di Euro 2020:

“Qui rischia tutto il calcio italiano. Certo, qualche settore è a maggior rischio: con l’aiuto del Governo ci sono idee sulle quali cerchiamo di lavorare, di portarle avanti, confidando nella disponibilità di tutte le parti coinvolte. Sono convinto che se tutti fanno la propria parte e adempiono ai propri obblighi con un pizzico di sensibilità in più potremmo dare un messaggio di grande compattezza per affrontare in modo unitario una crisi senza eguali. Lo slittamento di un anno non fa piacere a coloro che erano impegnati con sacrificio ed energie nel preparare e disputare la competizione sportiva. Condivido con il ct Mancini: ci sono priorità, sulla salute, ma arriveremo più preparati. I ragazzi avranno un anno di maturità in più, devo tutelare il suo ottimismo sperando che giugno 2021 possa essere un momento di rinascita, il momento di una grande esaltazione per uno straordinario traguardo che ci manca da tanti anni”.



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Lucas Leiva Operazione riuscita: le parole del brasiliano ai tifosi della Lazio

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Lucas Leiva si è operato al menisco presso la clinica Paideia. Il brasiliano dovrà rimanere fermo almeno per 1 mese per poi proseguire con un programma specifico al recupero.

L’infiammazione cartilaginea che lo ha fatto “tribolare” nell’ultima parte di campionato (giocato), lo ha portato a fare un’operazione lampo

Nota ufficiale della società biancoceleste che cita:

Si comunica che questa mattina l’atleta Lucas Leiva è stato visitato e trattato dal dott. Ezio Adriani, che opera presso il gruppo Mater Dei – Paideia, per un risentimento al ginocchio.

Intanto il giocatore, tramite i suoi social rassicura i tifosi biancocelesti:

“Nella vita dobbiamo sempre pensare ad andare avanti, ma a volte una fermata strategica ti aiuta a riflettere e a mettere le cose a posto. Ho avuto questo momento di fermata per riparare qualcosa che non mi aiutava più. Ora inizio la seconda fase che consiste nel riprendere la condizione corporea per tornare con la massima forza. La pace mentale aiuterà il corpo a reagire meglio nel processo di riabilitazione. Torno tra un po’. Grazie mille per i messaggi di supporto”.

I tempi stimati per il rientro parlano di 30 giorni massimo a Giugno con l’incognita se si giocherà oppure no.



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emergenza Covid19. Petizione per assegnare lo scudetto all’Atalanta

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(ANSA) – BERGAMO, 04 APR – Assegnare lo scudetto 2019-2020 all’Atalanta. Una proposta nell’aria da settimane, a favore della Bergamo del pallone ai quarti di finale della Champions League e della Bergamo che lotta contro l’emergenza Coronavirus come una delle province più colpite dalla pendemia, ora diventata oggetto di una petizione alla Lega Calcio di serie A su Change.org.
    A farsene promotore, con raccolta di nomi e firme on line, Franco Cascio a nome del ‘Comitato Scudetto alla Dea’: “Come è noto, l’emergenza Covid-19 ha fermato anche il Campionato di calcio di serie A e, allo stato attuale, appare assai improbabile che possa ripartire. Tra le possibilità avanzate c’è anche quella di non assegnare il titolo 2019-2020 – si legge nelle motivazioni sulla piattaforma Change -. La nostra proposta, invece, è quella di assegnare lo Scudetto 2019-2020 all’Atalanta, sia per i meriti sportivi dimostrati sul campo soprattutto negli ultimi due anni, sia per rendere omaggio alla città di Bergamo, simbolo dell’Italia che soffre a causa del Coronavirus”. Il primo a lanciare l’idea è stato il 23 marzo scorso il giornalista Michele Criscitiello, presente nel calcio anche come presidente della Folgore Caratese (club di serie D), con un editoriale sul sito Tuttomercatoweb. (ANSA).



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Il Ministro Speranza: “Prima vittoria sul virus, poi si riparte. Distanziamento sociale unica certezza”

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Il Colosseo, Roma, 12 marzo 2020 (ANSA/ANGELO CARCONI)

Torna a parlare di coronavirus e di evoluzione dell’epidemia anche il Ministro della Salute, Roberto Speranza. Ai microfoni di Rainews24 il Ministro ha voluto sottolineare come l’unica vera certezza nella lotta al Covid-19 sia il distanziamento sociale e ha frenato sulla ripartenza economica: prima viene la battaglia sanitaria e va vinta completamente. Queste le sue dichiarazioni: “La prima mattonella per ricostruire l’edificio dell’Italia è vincere la battaglia sanitaria in corso altrimenti non ci potrà essere una ripartenza di natura economica sul terreno dello sviluppo. Tutte le energie dello Stato e delle Regioni, di ogni singolo cittadino, devono essere rivolte a vincere questa battaglia sanitaria. Il distanziamento sociale è l’unica arma per ridurre il contagio e dobbiamo insistere su questa strada, l’unica al momento che dà certezze. Terapie e cure? Al momento non ci sono certezze di esiti e non credo che i tempi saranno immediati. Quindi il distanziamento sociale è l’unica arma su cui dobbiamo investire. La battaglia è ancora nel suo pieno”.



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Romagnoli tra rinnovo e futuro

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Dalle parti di Milano, sponda rossonera, il campanello d’allarme ha già iniziato a suonare. Il futuro della difesa dipende tutto dalla decisione che prenderà il capitano: Alessio Romagnoli diviso tra il rinnovo con il Milan e il corteggiamento della Lazio, da sempre sua squadra del cuore – a riportarlo l’odierna rassegna stampa di Radiosei. Nella prossima sessione di calciomercato i rossoneri potrebbero essere costretti a sacrificare qualcuno dei propri big per poter ricostruire la squadra dopo il fallimento, l’ennesimo, di quest’annata calcistica. Da questo punto di vista, l’indiziato numero uno potrebbe essere proprio Romagnoli: con un contratto in scadenza nel 2022 e un ingaggio da 3,5 milioni, l’ex Sampdoria porterebbe nelle casse del club un tesoretto da poter investire sul mercato. Nel frattempo, il Milan ha già iniziato a guardarsi attorno, individuando diversi profili per la propria retroguardia: contatti avviati con Ajer del Celtic, mentre sono stati sondati Kamara del Marsiglia e N’Dicka dell’Eintracht Francoforte. 



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Inzaghi rinnova e raddoppia

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lotito inzaghi, lazio inter

Gli occhi di mezza Europa su di lui, dal Barcellona al PSG. Stavolta non stiamo parlando di Milinkovic, Luis Alberto o chicchessia… le luci dei riflettori sono tutte puntate su Simone Inzaghi, vero caposaldo da ormai quattro anni di una Lazio che non fa altro che stupire e lasciare tutti a bocca aperta. E questo il presidente Lotito lo sa, specialmente dopo aver passato l’estate scorsa alla rincorsa di un rinnovo che inizialmente sembrava lontanissimo. Fortunatamente all’epoca si risolse tutto con un prolungamento di contratto – con buona pace della Juventus e simili. Una storia d’amore, quella tra Inzaghi e Lazio, che prosegue ininterrottamente da vent’anni e che vuole proseguire ancora. Come riportato dall’odierna rassegna stampa di Radiosei, infatti, il precedente rinnovo di un solo anno verrà esteso al termine della stagione in corso (in stand by causa emergenza Covid-19). Stagione che, qualora dovesse proseguire anche a estate inoltrata, farà sì che l’incontro tanto atteso tra Inzaghi e Lotito verrà anticipato, onde evitare di ridursi all’ultimo. 

OBIETTIVO SCUDETTO – Con un contratto da 2 milioni più bonus (lo scudetto aggiungerebbe 500 mila euro allo stipendio) in scadenza nel 2021, il presidente biancoceleste intende riconoscere un aumento che renda giustizia a quanto di buono fatto da Inzaghi in questi anni sulla panchina della Lazio, estendendo l’accordo per ulteriori due anni. Con una Champions League praticamente in tasca, l’obiettivo numero uno rimane la vittoria del campionato: Inzaghi sarebbe il primo a farlo sia da giocatore sia da allenatore. Per un mister sempre più sotto il segno dell’aquila. 



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Zarate: “Lazio da scudetto, Immobile da Scarpa d’Oro. Io? A destra, con il Tucu e Luis”

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Mauro Zarate con la maglia della Lazio durante un'esultanza allo Stadio Olimpico.

Intercettato dalla Gazzetta dello Sport, l’ex biancoceleste Mauro Zarate torna indietro agli anni della sua permanenza nella capitale, ricordando che appena arrivato a Roma era diventato un idolo: segnò nel derby, vinse la Coppa Italia e la Supercoppa. L’unico neo resta quel rigore sbagliato contro l’Udinese, costato poi la Champions, che potendo ripetere batterebbe sotto l’incrocio. L’attaccante sottolinea il rapporto unico con i sostenitori biancocelesti. Poi sulla Lazio di oggi non ha dubbi, è da scudetto ed Immobile da Scarpa d’Oro. Alla domanda sulla possibilità di giocare con Correa e Luis Alberto, l’argentino vedrebbe bene un 4-2-3-1: con lui a sinistra, il Tucu a destra e Luis in mezzo. Il 10? Una bella lotta ma per il classe ’87 andrebbe allo spagnolo. L’attuale giocatore del Boca si scambia qualche messaggio con mister Inzaghi, che reputa un amico oltre che un grande tecnico. Per finire, il giocatore esprime tutto il suo rammarico per aver lasciato la Lazio: non lo rifarebbe, se n’è pentito subito. Il miglior Maurito, secondo lui, è proprio quello visto in biancoceleste.



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Antonio Candreva ringrazia la Lazio tramite i suoi social

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Antonio Candreva Ritorno Trattativa Candreva Salernitana Lazio Possibile Trasferimento Gennaio Scadenza Contratto Candreva Performance Stagionale Candreva Convinzione Lazio Salernitana Calciomercato Gennaio Lazio Prospettive Trasferimento Candreva Ritorno al Passato Roma Crescita Calciatore Antonio Candreva
Roma 29-03-2014 Stadio Olimpico Campionato Italiano 2013/2014 Lazio-Parma 3-2: nella foto: esultanza Candreva Foto Di Stasi-Gmt

Antonio Candreva si unisce a tutti quegli sportivi e personaggi pubblici che interagiscono tramite social per intrattenere i propri fans. Il centrocampista interista è intervenuto tramite i suoi canali ufficiali ricordando la sua carriera nella Capitale:

 “Il periodo migliore della mia carriera? Per continuità e ruolo all’interno della squadra, dico alla Lazio. Feci un percorso determinante che mi diede la possibilità di approdare in un top club come l’Inter. Devo ringraziare i biancocelesti”.



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Luis Alberto: le cifre del rinnovo trapelate dalla rassegna stampa

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luis alberto lecce lazio

Luis Alberto e la Lazio resteranno uniti almeno fino al 2025. Le cifre che andrà a guadagnare lo spagnolo sono da capogiro vista l’era di Lotito dove lo stipendio più alto non ha mai superato i 4 milioni di euro.

Secondo la rassegna stampa di radiosei, manca poco alla firma e il mago spagnolo è sicuramente l’uomo chiave di questa Lazio dove tutta la formazione ruota attorno a lui.

Per quanto riguardano le cifre dell’accordo, si parlerebbe di un fisso da 3 milioni di euro, 90.000€ a gol e 120.000€ ad assist. Numeri da capogiro se andiamo ad analizzare la media assist annuale e le reti che possono “arrotondare” qualche extra in più.



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Cosa dire del campionato 1998-99… visto da Simone

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vieri

In questa quarantena, gli amici restano in contatto tramite social, videochiamate e Chat su Whatsapp. Proprio in quest’ultima, con la nostra redazione, ogni giorno riviviamo insieme i match della Lazio fino ad incappare nella stagione precedente a quella del 2000, la Lazio campione d’Italia. Ma con Simone abbiamo analizzato proprio quel mancato scudetto nel 1998-1999 scrivendo il suo punto di vista.

“All’epoca giocavo ancora a calcio e le partite c’erano sempre la domenica dopo pranzo… E allo stadio?! Ci si andava a vedere gli ultimi 20 minuti quando aprivano i cancelli per far uscire la gente, io entravo con mia mamma che rapivo da casa e la portavo col motorino allo stadio e si andava in tribuna accanto al distinto nord e di gol ne abbiamo visti e come…
Beh quando hai 14 o 15 anni vedi il calcio in modo adeguato all’età, immediato, passionale, sognatore, impaziente, ma anche irrazionale…
Soprattutto quando in squadra hai un certo Nesta, una buona base e arrivano Conceicao, Salas, Mihailovic, Couto, Stankovic, De la Pena, e sopratutto Bobo Vieri, migliore attaccante italiano, li cominci a credere di avere nelle mani una squadra pronta per vincere in Italia e in Europa. Ma in Italia in quegli anni c’erano le “7 sorelle”, la serie A, ha la reputazione di essere in assoluto il campionato più difficile da affrontare…
La Juve di Zidane, Del Piero e Inzaghi;
l’Inter di Pirlo, Baggio e Ronaldo;
Il Parma di Buffon, Veron, Thuram e Cannavaro;
Il Milan di Maldini, Weah, Bierhoff e Leonardo;
La Roma di Aldair, Totti e Del Vecchio;
La Fiorentina di Rui Costa, Edmundo, Toldo e
Batistuta…
E poi noi ovviamente…
E allora quel campionato ricordo che iniziò neanche troppo bene con qualche punto perso qua e là, ma ti ritrovi ad essere primo in classifica con 7 punti di vantaggio a febbraio, sopra le altre “6 sorelle” e senti che il tuo destino è potenzialmente in mano SOLO a te stesso…
Anche se il Milan a Bergamo vinse 2 a 1 con un rigore netto non dato alla Dea per fallo di mano di Costacurta, ma di quelli proprio beach volley buker, sul risultato di 1 a 1, però vabbè, può capitare…
Ma arriva il primo passo falso, ad Empoli già praticamente in serie B, 0 a 0, i punti sulle inseguitrici sono 5…
Poi si vince col Venezia e arriva il Milan all’Olimpico… La Lazio dominò, Marchegiani parate 0, angoli 14 a 0 per noi e ci fu il primo episodio strano… Gol di Vieri regolarissimo annullato senza apparente motivo al minuto 1 del primo tempo dall’arbitro Cesari,che anni dopo commentò l’episodio: “laziali scusate, ma quel gol era regolare…”
Arriva il derby straperso 3 a 1, ma qui di strano a parte non essere scesi in campo, ci sono i cartellini generosi dati ai laziali diffidati… Negro, Pancaro, Mihajlovic e Nesta, che squalificati saltarono Lazio Juve, che finì 1 a 3… Ora c’è solo 1 punto dal Milan, che non ha mai smesso di vincere, anche quando a Genova vinse al 95esimo minuto su 3 dati, da un calcio d’angolo inesistente con autogol di Castellini… Casualmente…
“Vabbè dobbiamo solo vincere le ultime 2…” pensavo… Ma a Firenze, si va in svantaggio, poi un rigore generoso alla Fiorentina, fortunatamente parato da Marchegiani, poi pareggia Vieri e prende una traversa clamorosa all’inizio del secondo tempo, la ricordo come fosse ieri la partita, ero allo stadio olimpico dove avevano dato la possibilità di vederla dagli schermi dello stadio, non si vedeva nulla col sole, ma con le radioline all’orecchio seguivamo la situazione, il secondo tempo dopo la traversa di Bobo, ci si misero i guantoni di Toldo e Treossi, che non fischiò un rigore solare su Salas che a tu per tu con Toldo, non avrebbe mai avuto un motivo valido per buttarsi, raso al suolo da Mirri… Niente, 1 a 1… Milan sopra di un punto e mo ce vò un miracolo…
Che in realtà arriverà un anno dopo, a Perugia, lo stesso che non riuscì a fermare il Milan quell’anno all’ultima giornata, che non poté fermarlo… Perché ci provò anche ma chi tirava verso Abbiati, veniva addirittura redarguito… Lo stesso Perugia, che avrebbe fermato la Juve, l’anno dopo, nel modo più improbabile e impossibile immaginabile…
Ci consolammo col trionfo in coppa delle coppe, amara consolazione di una stagione svanita (quasi) esclusivamente per colpa nostra, diciamo…



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Francesco Totti e la sua gufata alla Lazio: ” Spero in un blackout biancoceleste”

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Francesco Totti con espressione seria durante un'intervista

Francesco Totti torna a parlare ai microfoni sportivi e tra la vita in quarantena, il suo futuro, il suo passato, non ha mancato la gufata alla Lazio:

“Sto lavorando per cercare il nuovo Totti in Italia, in Europa, nel mondo. Ci riuscirò…”

La giornata è lunga ma fortunatamente ho la famiglia che mi sostiene, sto dietro tutto il giorno ai bambini. Il tempo lo passo così: giochi, palestra e tanta tv. Tra serie tv e film abbiamo quasi scaricato Netflix, è l’unico modo per passare le sere. Ora poi che è tornata la Casa di carta, siamo sempre in prima linea”.

Il Mondiale: “Il 19 febbraio 2006 mi fratturai perone e legamenti, Mariani mi disse che era un infortunio da 7-8-9 mesi di stop, ma che con la mia volontà avrei potuto essere al Mondiale. All’inizio non ci credevo, poi la visita del mister mi trasmise amore e voglia di farcela. Sapevo che sarebbe stata la mia ultima avventura in azzurro, avevo già deciso di smettere a causa dei problemi con la schiena. Dovevo decidere: o la Roma che era la mia vita o la Nazionale, decisi di rinunciare a questa. E grazie a Lippi ed ai compagni sono riuscito a vincere la cosa più bella da vincere per un professionista”.

Del Piero: “Si è sempre parlato di dualismo tra di noi, ma siamo simili, ci siamo sempre capiti e aiutati. Abbiamo un grande rapporto che nessuno ci toglierà mai. Trovare un altro numero dieci che ti faccia divertire e che cambi le partite come facevamo noi non sarà facile. Bisogna tornare alle origini, puntare tanto sui nostri settori giovanili e non cercare all’estero quei nomi che tanto non ti cambiano i campionati. Io ho lanciato questa agenzia di scouting, poi il coronavirus ci ha fermati. Ma troverò un altro Totti e lo crescerò come hanno cresciuto me”.

LA ROMA

(“A 16 anni mi ha dato tanti consiglio, lui e suo papà Ermenegildo mi hanno fatto capire cosa fosse il calcio professionistico”), un po’ come con De Rossi: “Rispetto la sua scelta di chiudere al Boca, anche io a fine carriera ho avuto delle opportunità: America, Emirati Arabi, Italia. Volevo continuare, poi mi sono detto: un anno o due in più in campo non mi cambia niente, uno o due in più lontano dalla Roma mi cambia invece tutto. La Sampdoria mi voleva a tutti i costi, Ferrero avrebbe fatto qualsiasi cosa per portarmi lì”.

Proprio quella Samp dove ha rischiato di andare nel 1997. “Non ci fosse stato quel torneo Città di Roma, la settimana dopo avrei firmato per la Samp in prestito. E chissà dove sarei andato dopo, di certo non sarei più tornato a Roma”.

L’Addio e le persone che non voleva salutare:

“Ancora oggi è come se questi tre anni non fossero mai passati. Quel giorno è indimenticabile, speravo non arrivasse mai. Sinceramente, quando ho fatto la passerella finale alcune persone neanche le avrei salutate, ma per quello che c’era nello stadio era giusto mettere tutto da parte. L’amore che mi ha dato la gente quel giorno è stato qualcosa di impensabile, mai avrei pensato di ricevere tanto”.

Spalletti

“Ho vissuto due Spalletti diversi: il primo era top, come un secondo padre. Il secondo è stato forse influenzato da qualcun altro. Non dico per mettermi il bastone tra le ruote, ma qualcosa non è andato nel migliore dei modi. Roma-Parma, è valsa lo scudetto. Anche se la vittoria nel derby per 5-1 mi ha permesso di fare la dedica a Ilary, non avessi segnato magari non l’avrei neanche mai sposata /e ride, ndr). E poi il 4-0 alla Juventus e il gol a San Siro, contro l’Inter. Già, San Siro, la Scala del calcio. Dopo l’Olimpico lo stadio che mi ha sempre dato più emozioni. E dove contro Inter e Milan ho segnato tanti gol e giocato partite molto belle”.

IL DERBY E FONSECA 

“Era un derby perso, poi siamo entrati con la cattiveria giusta. Il secondo gol è stato difficile, per tre settimane sono stato con una protrusione per lo sforzo atletico”.

“Il mio rivale storico è sempre stato Nesta, perché lui rappresentava per la Lazio ciò che io ero per la Roma. Ma fuori dal campo siamo sempre stati amici. Oggi ho un bel rapporto con Simone Inzaghi, per me uno dei migliori allenatori italiani. Avesse allenato un’altra squadra, sarei anche contento che il campionato ripartisse. Da romanista, invece, spero che la Lazio abbia un blackout il prima possibile”.

La Roma Attuale:

“Una Roma che vive di alti e bassi, purtroppo siamo abituati a questi problemi. Fonseca invece è un grandissimo allenatore, che sta capendo Roma e il calcio italiano, una persona di cui tutti mi parlano bene, ad iniziare dai giocatori. Con alcuni innesti precisi della società e voluti dal mister, il prossimo anno possiamo fare un grande campionato”. Possiamo? “Sì, possiamo. Perché io resterò sempre della Roma. Anche se sono fuori Trigoria, il mio cuore sarà sempre lì dentro”. E chissà che un giorno oltre al cuore, non possa tornarci anche lui a Trigoria.



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Lucas Leiva: ipotesi operazione al ginocchio

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lucas leiva addio al calcio

Stando alla rassegna stampa di Radiosei, Lucas Leiva e la società della Lazio stanno valutando ad una probabile operazione al ginocchio. Il centrocampista brasiliano soffre di un’infiammazione cartilaginea che ha portato ad un fastidio al menisco.

In caso di operazione la ripresa totale si aggira intorno al mese e ancora non si sa se le società possano tornare ad allenarsi entro i 30 giorni.

Proprio al vaglio di questo dubbio e una stagione che possa ricominciare in estate con allenamenti bloccati a data da destinarsi, la società ed il giocatore potrebbero arrivare ad una scelta nelle prossime ore.



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La Uefa tuona: ” Non ha senso assegnare ora i titoli nazionali ora”

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Bodo Glimt Lazio neve

La UEFA è intervenuta con una lettera ufficiale dove parla dei campionati sospesi e alcune nazioni che stanno assegnando i titoli nazionali. Il  comunicato, firmato dai presidenti Ceferin, Agnelli e Olsson, arriva dopo la decisione del Belgio di sospendere il campionato per l’emergenza coronavirus. 

“Completare le competizioni anche a luglio e agosto. Non ha senso assegnare ora i titoli nazionali, la chiusura anticipata dei campionati potrebbe pregiudicare l’iscrizione alle coppe europee.

Qualunque decisione di sospendere i campionati sarebbe prematura e non giustificata. Siamo fiduciosi che il calcio possa ripartire nei prossimi mesi secondo le direttive delle Autorità. La decisione di sospendere i campionati potrebbe pregiudicare l’iscrizione alle coppe europee. E’ richiesto a tutte le Leghe di elaborare piani entro la metà di maggio per stilare un potenziale calendario con tutte le partite del calcio tra luglio e agosto, con la possibilità che la Champions e l’Europa League ripartano dopo i campionati stessi. Da parte nostra, fermare le competizioni è l’ultima spiaggia. Il dover completare la stagione, con risultati maturati sul campo sia il fine che tutti devono perseguire sino a quando è possibile, anche in una situazione senza precedenti come questa pandemia. La partecipazione alle competizioni Uefa è determinata dal risultato sportivo raggiunto al termine di un torneo nazionale, ma una risoluzione prematura desterebbe dubbi sull’adempimento di tale condizione è strettamente necessaria una gestione congiunta dei calendari poiché la conclusione della stagione in corso deve essere coordinata con l’inizio di quella successiva”.



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Calciomercato, pazza idea Romagnoli!

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Con il campionato fermo, le società non restano a guardare senza fare nulla. Secondo la rassegna stampa di Radiosei, la Lazio sta fiutando il colpo Romagnoli.

Ingaggio da 3,5 milioni di euro, laziale dichiarato e la società rossonera che sta valutando un ridimensionamento dati dalle casse e dallo stop del campionato oltre la beffa del fairplay finanziario dove la Uefa gli ha tagliato le gambe nelle competizioni europee.

Sono solamente voci di mercato e nulla di concreto, la notizia circolata è di un contatto con Raiola ed un contratto che scadrà nel 2022.



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Luis Alberto, l’agente: “C’è sintonia con la Lazio, concentrati sul rinnovo”

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 Siviglia, città che ha fatto crescere calcisticamente Luis Alberto, non ha mai completamente scordato il mago. E, dopo la crescita esponenziale avuta con la maglia della Lazio, la stima per lo spagnolo è cresciuta a dismisura. Per questo Monchi, ds del Siviglia, vorrebbe riportarlo a casa. Ma il numero 10 biancoceleste ha trovato una famiglia in quel di Formello, tanto che è vicina la firma del nuovo contratto: ingaggio da circa 3,5 milioni di euro fino al 2025. Come se non bastasse, ai microfoni di Estadiodeportivo l’agente del giocatore Alvaro Torres ha rilasciato le seguenti dichiarazioni:“Luis Alberto è tra i migliori calciatori della Serie A, con la Lazio c’è sintonia ed entrambi hanno voglia di rinnovare. Il Siviglia si è interessato a lui nelle ultime sessioni di mercato, questo è vero. Monchi stima molto Luis Alberto, tuttavia il suo interesse non si è mai materializzato. Siamo concentrati sul rinnovo in questo momento, vedremo se andrà a buon fine”.



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Gravina dietrofront: il Campionato va finito

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gravina scommesse
lazio torino

Il presidente della FIGC Gravina, si è presentato ai microfoni di diverse testate sportive parlando sul futuro della Serie A 2019-2020.

“Ripresa? Nessuno oggi come oggi è in grado di fare previsioni finché l’emergenza sanitaria terrà sotto scacco la società. E’ una emergenza unica per il mondo, che ha aggredito ogni settore, anche economico. Superata questa però dovremo ripartire, tracciare un percorso di ripartenza e il calcio si sta interrogando sulle modalità di questa ripartenza, la priorità assoluta è la conclusione dei campionati. E’ una esigenza per definire gli organici ed evitare una estate piena di contenziosi legali, ciò non toglie che la federazione deve valutare anche altre ipotesi. Io ho coinvolto il nostro comitato scientifico, ricca di illustri professionisti che conoscono bene questo settore, per capire una procedura che deve essere attuata dalle società per mettere sotto il massimo controllo le nostre società”.

Le Date: “Fino al 18 aprile ci dovrebbe essere il lockdown, l’ipotesi è partire dal 20 di maggio o in un’ultima analisi ai primi di giugno, potremo a luglio definire i nostri campionati. Sappiamo che sono ipotesi, vogliamo dare un messaggio di speranza a tutti i cittadini, ma sappiamo che il calcio è un settore che passa in secondo piano nella lotta al virus. Andare oltre queste date? Stiamo procedendo in diverse direzioni e ci sono due fattori: il primo è rispettare le ordinanze del governo e il secondo è l’opportunità che ci stanno dando UEFA e FIFA, di poter andare oltre il 30 giugno. Si parla addirittura di agosto e settembre, io ho precisato che mi dispiacerebbe correre il rischio di compromettere un’altra stagione per salvare questa. Noi siamo attenti e rispettosi, oggi nessuno può fare previsioni, ma programmare è un dovere”.

Ipotesi Estate: “Non c’è una data definitiva, né per la partenza né per l’arrivo. Io ringrazio la UEFA, anche i massimo organismi internazionali vivono delle nostre incertezze e cercano di offrire una serie di finestre. La priorità assoluta è chiudere i campionati nazionali, oggi è stata adottata una ulteriore decisione, spostare le finestre per le Nazionali liberando la finestra del 1-9 giugno. Abbiamo ulteriore disponibilità di tempo per completare le manifestazioni nazionali. La finestra di fine maggio, fino al 15-31 luglio sarebbe quella che io individuerei, in modo da avere tutto il tempo per iniziare a programmare la stagione 2020-21”.

Match in campo Neutro: “Non è una buona soluzione, ma è una idea, su cui stiamo lavorando. Stiamo cercando di individuare quattro o cinque destinazioni, così come la UEFA sta provando a definire format diversi non tanto per questo campionato, ma per quelli che seguiranno. C’è un tavolo aperto affinché ci sia una ripartenza e una definizione con protagonista il terreno di gioco”.

Grave Ingiustizia ad annullare il campionato: “Annullare credo sia abbastanza complicato, con un campionato che ha visto la disputa di oltre due terzi del campionato. Ci sarebbe una grave ingiustizia che porterebbe ad una emergenza legale durante una emergenza epidemiologica“. Lo ha detto il presidente della Federcalcio, GabrieleGravina a Tmw radio. “Lo scudetto bisogna decidere solo di assegnarlo o meno e la stessa Juventus credo abbia espresso un non gradimento di una soluzione di questo tipo – ha aggiunto – Poi c’è l’indicazione, di interesse internazionale, sulle società che devono andare in Europa. Non è il momento per questi ragionamenti, ma è chiaro che chi ha il diritto a partecipare ad un campionato diverso, parlo della Serie B, sarebbero le prime due, non certo la terza, che dovrebbe affrontare i playoff. Nessuno può rivendicare la promozione da terza in classifica. Farò di tutto per la definizione dei campionati in campo, una estate in tribunale non sarebbe un atto di grande responsabilità“.



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La Lazio è Giuseppe Signori e non può non esser tale

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Re Beppe incarna la Lazialità più profonda, più audace

Tra i tanti volti di tifosi che affollano gli stadi, i bar, i centri scommesse e i maxi schermi che trasmettono le partite di calcio, troverete una moltitudine di appassionati che sono divenuti tali grazie ad icone, a calciatori-simbolo. Tali supporters hanno avuto con questo sport un approccio che può definirsi netto e che non si può nemmeno spiegare, perché arriva, ti strega e ti rapisce, per non lasciarti andare mai più. Una generazione di appassionati deve ai palleggi con l’arancia di Maradona o agli elastici e agli stop di palla surreali di Ronaldinho (tra cui il sottoscritto che Vi scrive) la ragion d’essere di una passione che ha dell’ermetico (riferito all’ermetismo, scuola di pensiero e poesia occulta). Le schematizzazioni sociali per categorizzare e disegnare improbabili mappe del tifo sono ormai anacronistiche e prive di fondamento; eppure, del tifoso laziale si potrebbe fare un identikit. Di certo, in buon parte dei nati negli anni ’70-’80, troverete chi ama il calcio ed ha sposato la fede laziale grazie a Giuseppe Signori. Il ragazzo di Alzano Lombardo è uno dei volti più amati dell’emisfero a tinte celesti della Capitale, per lui ha tremato l’Olimpico e han tremato le strade, su di lui si è abbattuta la scure degli scandali italiani e nelle sue capacità di incidere si è acceso il dibattito pubblico dell’Italia pallonara, in quella calda e maledetta estate americana del 1994.

Signori nasce e cresce in una regione che sa di terra promessa per molti laziali: quella Lombardia che ha dato alla casacca biancazzurra bandiere come Luciano Re Cecconi e Renzo Garlaschelli, per finire ad oggi con il roccioso centrale di difesa Francesco Acerbi, una sorta di Terra Promessa che partorisce un talentuoso attaccante mancino dalla statura bassa, un gap per una punta degli anni ’80. Se nel calcio moderno i brevilinei si impongono per rapidità d’esecuzione e palleggio, quarant’anni fa in area contavano senso della posizione, fiuto del gol e fisico per prevalere; gli anni’ 80 sono quelli dei Paolo Rossi, arieti che puntano la porta e lottano per il controllo degli spazi aerei. Ma tant’è: l’Inter ci crede e dalle officine nerazzurre parte l’esperimento lungo quattro anni in cui Beppe colleziona un’esperienza vuota e che si arena nei dilettanti del Leffe, dove resterà per tre stagioni. I campionati interregionali a cui partecipa irrobustiscono il telaio osseo del futuro campione, il quale alterna allenamenti e lavoro negli stabilimenti tessili, in virtù del diploma di perito tecnico che ha conseguito nel comune di nascita. La formazione professionale del calciatore si materializza nella vicina Piacenza, nella stagione 86/87, giocando come mezz’ala e dove giocatori più esperti, come Madonna, Degradi e Simonetta gli offrono chicche e consigli per migliorarlo; Signori gioca 14 partite e segna 1 goal, la media realizzativa resta bassa e i Papaveri biancorossi lo cedono al Trento in serie C1. In Alto Adige Signori mantiene ancora una rapporto presenze/gol piuttosto esiguo, ma l’anno seguente, 1988/89, il Piacenza crede in lui e lo riporta in Serie B, dandogli 32 chances da titolare e raccogliendo 5 reti. E’ una stagione negativa per tutta la squadra, che retrocede in C1 e pianifica un rinnovo societario e dell’organico. Detta degregorianamente, il ragazzo si farà. Lontano da casa e in pieno Meridione, a Foggia, sotto l’attenta osservazione di un revolucionario del calcio europeo: il boemo Zeman ci crede e gli piazza il 10 sulle spalle, gli scarica addosso il peso dell’attacco trasformandolo in terminale di gioco e sposta follemente il baricentro di tutta la squadra in avanti. Follia. Ma c’è bisogno anche di questa per compiere le imprese. Il bomber ed ex laziale Meluso si fa male, il destino fa il nome di Signori, il quale prende così il posto in avanti e comincia a cercare più insistentemente la via del gol, trovandola 14 volte nel primo campionato in 34 incontri. Confermato l’anno successivo tra i satanelli, si rende protagonista della favola rossonera, salendo trionfalmente in Serie A e richiamando l’attenzione dei protagonisti del calcio nazionale: in 32 partite segna 11 goal e incrementa notevolmente la qualità delle giocate e delle prestazioni complessive, la cui regia è detenuta da Dzeman che, oltre e rivelargli le doti di goleador, lo rinforza nel fisico e lo abitua al tiro immediato. La prima statuetta in bacheca porta inciso il nome di Calciatore d’Oro per la stagione 1991/92, il giovane Beppe è pronto per spiccare il volo: il patron della Lazio Cragnotti sostituisce più che degnamente il beniamino Ruben Sosa e Signori diventa un’aquilotto nell’estate 1992, giungendo alla corte di Dino Zoff, allenatore ed ex calciatore di grande fama del calcio nazionalpopolare. Il biglietto da visita sa di mitologia ed effetti speciali: doppietta alla Sampdoria nel rocambolesco 3-3 di Marassi, chi ben comincia dunque è a metà dell’opera. Signori segna in tutti i modi, il suo mancino fa paura ai portieri, sul dischetto è glaciale e non prende la rincorsa, fornisce assistenza brillante a tutti i suoi partner offensivi, siano essi Riedle o Boksic e vince tre classifiche cannonieri consecutive, dal 1993 al 1996. Degli anni in biancoceleste, le cifre sono leggendarie: 1992/93 – 26 reti in 32 partite; 1993/94 – 23 reti in 24 partite; 1994/95 – 17 reti in 27 partite; 1995/96 – 24 reti in 31 partite; 1996/97 – 15 reti in 32 partite; 1997/98 – 2 reti in 6 partite, nelle coppe italiane, nei 6 anni trascorsi alla Lazio, disputa 24 incontri e segna 17 reti mentre nelle coppe europee mette a segno 3 reti in 19 partite. L’assenza di trofei con la Lazio è la nota amara della sua carriera nei club, ai quali si aggiunge l’incomprensione con un altro dei grandi del calcio: Arrigo Sacchi, teorico del calcio totale con il Milan degli Olandesi, guida la Nazionale Italiana nella spedizione mondiale americana relegando Signori dapprima sulla fascia, poi in panchina. Un disastroso equivoco tattico, coronato dalla delusione corale della semifinale persa ai rigori con il Brasile e preceduto da un’esperienza unica fino a quel momento nella storia del calcio.

Il presidente Cragnotti non ha ancora in mente i progetti delle future epopee ma, soprattutto, necessita urgentemente di liquidità. Una scena già vista (ne parliamo qui: https://www.since1900.it/alessandro-nesta-ad-umbria24-il-mio-calcio-era-la-lazio/), un amaro resoconto che la vita ha già consegnato ai laziali. L’11 giugno 1995 Cragnotti raggiunge con la dirigenza emiliana del Parma l’accordo per la cessione del bomber ai ducali in cambio di 22 miliardi di lire. Oltre 5.000 persone si accalcano in via Novara, sotto la sede amministrativa della Società Sportiva Lazio. La protesta è veemente ma civile: i supporters laziali rivendicano il diritto di sognare. Per troppi anni hanno assaggiato la delusione, l’amarezza e l’umiliazione di una nobile costretta a lottare per non franare negli abissi del calcio provinciale. La Repubblica dell’11 giugno 1995 titola: “Roma si ribella. Signori non parte”. L’articolo prosegue: “La rivolta della Roma biancoceleste ha fermato la mano di Sergio Cragnotti. Al termine di una convulsa giornata, scandita da cortei di protesta che hanno attraversato la città, mentre un assedio dei tifosi circondava la sede della Lazio, e dopo che a Parma Calisto Tanzi aveva già rivelato l’accordo, è arrivato l’annuncio di Dino Zoff: Giuseppe Signori era ritirato dal mercato, era stato tutto un brutto sogno, l’atleta più amato dai laziali restava a Roma”. Qualche anno più tardi, i ragazzi del direttivo ultras Irriducibili organizzeranno una protesta contro la Federazione italiana, in seguito ai torbidi episodi della partita scudetto Parma Juventus; l’epilogo è noto a tutti. La carriera di Beppe conoscerà altri forti sussulti a Bologna, poiché la cessione da parte di Cragnotti arriverà poco più tardi in seguito a dissapori con Eriksson e il beniamino laziale soffrirà di problemi fisici legati a un’ernia che gli condizionerà per sempre la carriera.

La storia di Signori è dunque la storia della Lazio. Talento, bellezza pura e sofferenza. Le vicende legate al calcioscommesse, i problemi fisici, la pesante ombra di campioni ben più considerati e iridati dalla stampa nazionale e un pizzico di fortuna in più che in carriera gli è mancata si intrecciano con i destini della squadra che più di tutti ha dato lustro alle sue capacità. Il legame con la tifoseria, che gli intona cori e gli dedica striscioni, rende idilliaco un rapporto negli anni consolidato e che non ha vacillato neanche davanti alle sentenze della Commissione disciplinare della FIGC. Il secondo marcatore più prolifico della storia biancoceleste, dopo Silvio Piola, ha l’anima laziale e ogni tifoso vorrebbe che il suo beniamino incarnasse lo spirito e l’essenza del club d’appartenenza, vorrebbe che corresse sotto la curva dopo un gol nel derby consapevole di beccarsi un rosso per somma di ammonizioni. Vorrebbe, insomma, che fosse Beppe Signori.

Un ringraziamento speciale a Laziowiki per i dati forniti.



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Liverani ringrazia i tifosi della Lazio: ” Non mi aspettavo che il pubblico biancoceleste mi trattasse così”

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GENOA, GE - AUGUST 11: Fabio Liverani head coach of Lecce during the Coppa Italia match between Genoa CFC and Lecce at Stadio Luigi Ferraris on August 11, 2018 in Genoa, Italy. (Photo by Paolo Rattini/Getty Images)

Liverani torna a parlare di quel Lazio-Lecce terminato 4-2 ringraziando i tifosi della Lazio.

“Tornare a Roma è stato emozionante. Non mi aspettavo quel tipo di accoglienza dai tifosi della Lazio, che mi hanno tributato un saluto. Tornare in una piazza dove ho giocato e ricevere queste dimostrazioni di affetto per me è molto importante, sono contento di tornare nei posti del mio passato”.

Coronavirus e ripresa:

 “Oggi non mi sfiora il pensiero del futuro. Adesso conta solo superare questo momento molto difficile. Il mio pensiero principale è legato a questa tragedia che ha colpito il paese, poi si pensa al resto. La ripresa? Ad oggi non si possono fare delle previsioni precise. Non credo che prima di fine maggio o giugno possa essere fattibile rientrare in campo. Si potrà riprendere quando il rischio sarà 0 per tutti”.



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Garlaschelli: Parole in ricordo di Chinaglia ed il campionato ormai chiuso

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Garlaschelli è intervenuto ai microfoni di Lazio On Air parlando della situazione di Coronavirus nel suo paese, la stagione della Lazio ed il ricordo di Giorgio Chinaglia

 “Qui in paese sono 6500 anime ed è più gestibile la situazione ma in Lombardia l’epidemia ha dilagato, a Milano la situazione sta peggiorando ed una cosa così non l’avevo mai vista. Ci sono moltissimi infetti, purtroppo nessuno sa dare risposte precise e ogni giorno aumentano i morti. Forse la cosa è stata affrontata un po’ in ritardo anche se ora è facile fare valutazioni col senno di poi”. 

SERIE A e STAGIONE LAZIO- “I problemi non mancano, non rischierei più di tanto al momento di voler ritornare in campo. Sembra che questo picco potrà finire dopo Pasqua ma certezze non ce ne sono, difficile far tornare allo stadio anche 500 persone per far svolgere le partite a porte chiuse. Per la Lazio dispiace molto perché stava giocando una grande stagione: so di essere impopolare ma ad oggi credo sia più saggio chiudere qui la stagione. I club sono consapevoli delle gravi ripercussioni economiche ma bisogna pensare alla salute, considerando anche i ragazzi che scendono in campo che vanno tutelati come tutti gli altri. Il tempo mi sembra troppo breve per riuscire ad allestire una ripresa”. 

IL RICORDO DI CHINAGLIA – “Giorgio Chinaglia in campo era un personaggio molto difficile, fuori dal campo era invece un ragazzo eccezionale, straordinariamente generoso. Una volta ci hanno dato delle tessere omaggio per amici, mogli e fidanzate. Ci portarono queste tessere con su scritto Tribuna d’Onore Vip, invece io non avevo il settore Vip sulle mie tessere: Giorgio le tagliò e le fece rimandare in società perché anch’io dovevo avere le tessere di tutti gli altri. Alla domenica poi era un po’… pesantuccio da sopportare (ride ndr)”. 



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8 Anni fa ci lasciava Chinaglia: il ricordo della società

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Sono passati 8 anni quando Giorgio Chinaglia ci lasciò a causa di un infarto.

La società biancoceleste lo ha ricordato tramite i canali ufficiali:

Otto anni fa ci lasciava Giorgio Chinaglia, bandiera biancoceleste e vincitore del primo Scudetto della S.S. Lazio.

Quel dito puntato, quel rigore battuto contro il Foggia, quei 24 gol nel 1973/74, sono immagini che il popolo biancoceleste non dimenticherà mai.

Nel cuore di tutti è sempre vivo il suo ricordo.




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Lazio senti mister Reja:” Puoi farcela comunque”

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Un pezzo di cuore, per l’ex mister biancoceleste Reja, sarà sempre della Lazio. Come riporta l’odierna rassegna stampa di Radiosei, anche lui si è soffermato a riflettere sul momento che l’Italia intera e non solo sta vivendo. Terminare i campionati entro luglio, dice, sarebbe una fortuna per tutto il calcio. Ma ora non si possono calcolare tempistiche, ciò che conta è che il virus si fermi. Prima di questo stop, la Lazio era stata protagonista di una stagione straordinaria, riuscendo a contendere lo Scudetto alla Juventus. E così ha commentato Reja: “Un sogno. Senza impegni europei, giocando una partita a settimana, Inzaghi aveva buone possibilità di riuscirci. Mi sembra un’opportunità unica e non è detto ancora che non ci riesca”. L’ex allenatore biancoceleste, si dice contento di aver rivisto finalmente l’Olimpico pieno, con tanta gente colma di entusiasmo. La sua speranza è quella di rivedere queste immagini il prima possibile. E sulla organizzazione del campionato post emergenza è chiaro, sarà difficile riprendere in estate a causa dei necessari ritmi sostenuti che verranno imposti. Poi conclude: “Idea play-off? La Lazio meriterebbe di giocarsi lo Scudetto fino in fondo, magari vincendo all’ultima giornata”.



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“Se Serie A riprende nessun significativo impatto sui ricavi”

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Nel caso in cui il Campionato dovesse riprendere e terminare regolarmente, dato anche lo slittamento dei campionati europei ed in considerazione della data di fine stagione dei contratti riferiti ai calciatori, non si dovrebbero avere significativi impatti sui proventi dell’esercizio”. Lo spiega la Lazio, nel comunicato con cui ha reso noto i risultati economici dei primi sei mesi dell’esercizio 2019/20.

“Come noto, a partire dal mese di gennaio 2020, lo scenario nazionale e internazionale è stato caratterizzato dalla virulenza di una pandemia derivante dalla diffusione del virus “Covid 19” e dalle conseguenti misure restrittive per il suo contenimento, poste in essere da parte delle autorità pubbliche dei paesi interessati e nello specifico dal Governo Italiano”.

“Il Consiglio Federale della FIGC, tenutosi in data 9 marzo 2020, ha decretato la sospensione delle competizioni sportive calcistiche sino al 3 aprile 2020. Tale situazione non permette di conoscere le reali conseguenze di carattere patrimoniale ed economico sulla seconda parte della stagione sportiva”.

“In particolare, nel caso in cui il Campionato dovesse riprendere e terminare regolarmente, dato anche lo slittamento dei campionati europei ed in considerazione della data di fine stagione dei contratti riferiti ai calciatori, non si dovrebbero avere significativi impatti sui proventi dell’esercizio. Tale orientamento è considerato dai Consiglieri di Gestione probabile anche in considerazione di quanto anticipato dal presidente della UEFA che ha dichiarato che la conclusione dei campionati nazionali deve avere la precedenza rispetto alle competizioni europee e che le opzioni ad oggi immaginabili sono la ripresa dei campionati nazionali a metà maggio, inizio giugno e fine giugno“.

“È importante però segnalare che la pandemia che ha colpito il nostro Paese ha causato un contesto di generale incertezza, le cui evoluzioni e i relativi effetti non risultano ad oggi completamente prevedibili. Le potenziali ricadute economiche saranno oggetto di costante monitoraggio nel prosieguo dell’esercizio”.

“Con riferimento alle attività patrimoniali la cui recuperabilità è annualmente verificata attraverso impairment test o determinazione del fair value, non si ravvedono elementi di criticità dovuti alla crisi sanitaria e al conseguente rallentamento dell’economia nazionale, in quanto supportate da contratti esistenti o da valutazioni al momento non direttamente legate al contesto emergenziale (i.e. library, asset immobiliari). Inoltre, il valore dei diritti alle prestazioni dei calciatori che costituiscono la parte significativa del capitale investito netto non dovrebbe risentire in modo significativo dei crisi sanitaria. Si segnala a tal proposito che non sono stati riscontrati casi di contagio all’interno della rosa”.

“Tuttavia anche negli altri scenari legati alla prosecuzione del campionato di calcio di serie A ad oggi esaminati dagli organi competenti e ritenuti accettabili, i Consiglieri di Gestione ritengono non vi siano temi di continuità aziendale e/o di recuperabilità dei beni patrimoniali”, conclude la Lazio.



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Diaconale rincara la dose contro la Juventus

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Artuto Diaconale non si tira indietro e non cambia la sua idea sul campionato e sulla Juventus. Parole ai microfoni di Radio Punto Nuovo che parlano di come la Juventus pensi solamente al suo orticello.

“La Juventus ha già un accordo con i propri calciatori per un taglio consistente che la mette a riparo su vari fronti. Il mondo del calcio avrebbe bisogno di un minimo di buon senso. Nessuno dice che il Coronavirus non esiste, ma va detto che non potrà impedire il ritorno alla normalità e bisogna impegnarsi nel guardare il post pandemia. Mi sembra che tutti coloro che sostengono che il campionato è ormai morto, che bisogna chiuderlo il prima possibile, non tengono conto di un particolare molto importante: gran parte delle società di Serie A sono quotate in borsa e queste affermazioni sono un colpo per le quotazioni. Bisognerebbe fare un conto di quanto le quotazioni siano calate in seguito alle dichiarazioni rilasciate. Il problema sono quelli che si ammantano d’ipocrisia per perseguire i propri interessi, sono un liberale e credo che ogni interesse sia legittimo, ma devono essere trasparenti. C’è un danno oggettivo verso le società quotate in borsa, l’eccesso di chiacchiera, provoca un danno. Non vorrei che alla fine di tutta questa storia si finisse in questioni giudiziarie da chi viene danneggiato da un’eventuale sospensione, ma non si capisce perché il Benevento debba essere sfavorito da una promozione già conquistata sul campo, sarebbe ingiusto creando una coda di ricorsi giudiziari”.

Le posizioni di Lazio e Napoli

“90 milioni di risparmio della Juventus? La Juventus ha curato i propri interessi, un taglio di quella cifra riesce a riequilibrare o dare solidità al proprio bilancio. Magari se l’avesse concordato con le altre società e con i calciatori sarebbe diventata una misura erga omnes, così riguarda soltanto loro. La Lazio prenderà una decisione insieme a tutte le altre società, sicuramente il taglio degli stipendi dei giocatori è una misura che può aiutare le casse delle squadre, ma va trattata. De Laurentiis e Lotito? Più che indiscrezioni sull’asse, credo ci siano dati oggettivi che portano Lazio e Napoli ad avere interesse nel portare a termine il campionato. In questo caso la comunanza degli interessi porta automaticamente ad avere delle sintonie. Quando sento parlare con troppa enfasi di etica e di morale non metto mano alla pistola, ma sento odore di ipocrisia. Basta con quest’etica che nasconde altre cose”. 

Poi sul possibile stop definitivo della Serie A, Diaconale ha ammesso a Radio Kiss Kiss: “L’orientamento dei club qualora si dovesse proseguire con questa chiusura totale è la non assegnazione del titolo. Questa situazione però, è delicata. La logica delle società in sede di decisione è quella di evitare danni maggiori”.



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Calciomercato Lazio: Jordan Lukaku e la Lazio si valuta l’addio

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In questo periodo di quarantena dovuta al coronavirus, solamente Jordan Lukaku è in Belgio ma non è scappato insieme al fratello Romelu Lukaku. Il belga si trova in patria per curarsi ancora alle ginocchia.

Un nuovo stop dopo l’assist di Gennaio. Un’operazione agli arti della scorsa stagione che lo ha tenuto fuori dai giochi per una stagione e mezza e fatto saltare anche un trasferimento in Premier League visto che non superò le visite mediche.

L’esterno biancoceleste approfitta dunque lo stop forzato per recuperare la forma fisica e, nonostante un rinnovo con la Lazio fino al 2023, mai ufficializzato dalla società biancoceleste, la rassegna stampa di radiosei parla di un probabile addio.

Il giocatore e la Lazio potrebbero lasciarsi già da quest’estate, con Jony e Lulic che ricopriranno il reparto e, in caso di mancata cessione, il giocatore andrà in prestito con diritto o obbligo di riscatto.

Le due strade dunque si separeranno dalla prossima stagione se verranno confermate le parole dei portali biancocelesti.



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