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Garlaschelli: Parole in ricordo di Chinaglia ed il campionato ormai chiuso

Garlaschelli è intervenuto ai microfoni di Lazio On Air parlando della situazione di Coronavirus nel suo paese, la stagione della Lazio ed il ricordo di Giorgio Chinaglia

 “Qui in paese sono 6500 anime ed è più gestibile la situazione ma in Lombardia l’epidemia ha dilagato, a Milano la situazione sta peggiorando ed una cosa così non l’avevo mai vista. Ci sono moltissimi infetti, purtroppo nessuno sa dare risposte precise e ogni giorno aumentano i morti. Forse la cosa è stata affrontata un po’ in ritardo anche se ora è facile fare valutazioni col senno di poi”. 

SERIE A e STAGIONE LAZIO- “I problemi non mancano, non rischierei più di tanto al momento di voler ritornare in campo. Sembra che questo picco potrà finire dopo Pasqua ma certezze non ce ne sono, difficile far tornare allo stadio anche 500 persone per far svolgere le partite a porte chiuse. Per la Lazio dispiace molto perché stava giocando una grande stagione: so di essere impopolare ma ad oggi credo sia più saggio chiudere qui la stagione. I club sono consapevoli delle gravi ripercussioni economiche ma bisogna pensare alla salute, considerando anche i ragazzi che scendono in campo che vanno tutelati come tutti gli altri. Il tempo mi sembra troppo breve per riuscire ad allestire una ripresa”. 

IL RICORDO DI CHINAGLIA – “Giorgio Chinaglia in campo era un personaggio molto difficile, fuori dal campo era invece un ragazzo eccezionale, straordinariamente generoso. Una volta ci hanno dato delle tessere omaggio per amici, mogli e fidanzate. Ci portarono queste tessere con su scritto Tribuna d’Onore Vip, invece io non avevo il settore Vip sulle mie tessere: Giorgio le tagliò e le fece rimandare in società perché anch’io dovevo avere le tessere di tutti gli altri. Alla domenica poi era un po’… pesantuccio da sopportare (ride ndr)”. 

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