Valon Berisha ha rilasciato un’intervista ai microfoni di Supersport, portale albanese.
“Alla Lazio non ero in forma ed è stato un anno difficile, non sono riuscito a giocare molto a causa degli infortuni. Ora li ho superati. Con i biancocelesti ho un contratto per altre tre stagioni, vediamo cosa deciderò in futuro. A luglio tornerò a Roma, voglio diventare un giocatore importante. Mi trovo bene nel campionato tedesco, ma anche in Italia posso giocare senza problemi”.
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Felipe Caicedo è intervenuto ai microfoni ufficiali della Radio biancoceleste in attesa del via libera agli allenamenti:
L’attesa del via libera
“Stiamo aspettando il via libera per poterci allenare tranquillamente. C’è tanta voglia tra noi di tornare al lavoro, siamo uno sport importante per la società. Speriamo che il Governo riveda il Decreto per darci una mano: siamo un motore importante per la gente, anche per coloro che finora hanno lottato in prima linea.“
Allenamenti in casa e l’incomprensione degli allenamenti in un centro sanificato vietati
“Mi sto allenando bene in questo periodo, ho un piccolo parco vicino casa mia e lì posso lavorare. Provo a fare il massimo, ma non è come allenarsi sul campo del proprio centro sportivo. Noi svolgiamo comunque il nostro lavoro, ma non è lo stesso. È difficile comprendere perché all’interno di un centro sportivo messo in sicurezza non ci si possa allenare e come, invece, ci si potrà allenare nei parchi, è una cosa dura da comprendere. Come calciatori dobbiamo continuare ad allenare per farci trovare pronti.“
Voglia di lottare
“Parliamo molto tra noi all’interno dello spogliatoio, c’è molta voglia di ricominciare visto il percorso che stavamo conducendo. C’è ancora tanta fame per poter continuare a vincere, anche se siamo consapevoli di quello che sta accadendo intorno a noi. Vogliamo continuare a lottare fino alla fine, il gruppo sarebbe pronto a ricominciare. Credo di essere un uomo spogliatoio umile che prova sempre a perseguire il bene della squadra prima del beneficio personale. Ringrazio i tifosi perché mi hanno sempre dimostrato il loro amore, lo staff ed i miei compagni che ogni giorno mi contattano sui social network. Questa vicinanza ci dà la forza per andare avanti.“
La stagione attuale
“In questa stagione mi sto trovando benissimo, a prescindere dall’impiego. Voglio continuare su questa strada allenandomi bene e sfruttando al massimo gli spazi che mi concederà il mister. Mi alleno per dare il mio contributo alla squadra, è importante farsi sempre trovare pronti. Il gruppo è forte e siamo una squadra nella quale ogni elemento conosce il suo compagno e, in questo modo, tutti riescono ad esprimersi al massimo. Mister Inzaghi mi ha sempre trasmesso la sua fiducia, ci sentiamo ogni tanto ed è stato lui il primo a credere in me. Voglio ringraziare il mio tecnico ed il suo staff, dobbiamo continuare a vincere insieme. La fiducia di Inzaghi l’ho sempre sentita e con lui ho un grande rapporto, è il migliore allenatore in Italia e continuerà ad esserlo per tanti anni.“
Cagliari – Lazio
“Il gol a Cagliari? Mi riporta ad uno dei giorni più belli della mia carriera, è stata un’azione molto importante ed una vittoria fondamentale per la Lazio. Quando rivedo quel gol mi tornano in mente molti pensieri. Lavoro per giocare partite come quella di Cagliari e, di conseguenza, mi aspetto di disputare altre prestazioni simili. Voglio essere sempre concentrato e provo sempre a dare il massimo rispettando quello che mi chiede il mister. Questo fa la differenza, ovvero sapere sempre cosa serve alla squadra. Con gli anni ho acquisito esperienza e, di conseguenza, è tutto più facile. La Lazio è una squadra tecnicamente fortissima, ogni membro della rosa riesce a sorprendermi. Ci compattiamo molto bene, riusciamo sempre a remare verso lo stesso obiettivo. Stiamo lottando per vincere qualcosa di importante, al di là della qualità, se lavoriamo tutti insieme possiamo trionfare in qualsiasi competizione.“
La rosa
“La squadra si conosce a memoria, abbiamo anche tante varianti ed è merito del mister e del suo staff. Loro lavorano ogni giorno per sfruttare al massimo la nostra qualità e noi, come professionisti, dobbiamo adattarci ai loro dettami. Possiamo utilizzare tante varianti da utilizzare in campo. Difensivamente stiamo svolgendo una stagione incredibile, ma in generale tutta la squadra si sta esprimendo in maniera impeccabile. Tutti gli attaccanti della Serie A aiutano in fase difensiva e questa caratteristica è importante per non subire reti. Questo è stato anche il salto di qualità rispetto allo scorso anno, noi attaccanti dobbiamo dare l’esempio a chi ci sta dietro”.
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Proseguono le incertezze sulla ripresa della Serie A. Questa volta a parlare, tramite una nota ufficiale, è Paolo Dal Pino, il Presidente della Serie A:
“Apprezzo molto le parole del Ministro Spadafora di questa mattina e il suo appello . Da parte della Lega Serie A c’è stata e sempre ci sarà disponibilità a un dialogo costruttivo, nella certezza che il lavoro del Ministro dello sport e il nostro non possano che mirare a un bene comune nella sua accezione più ampia. È un momento tremendo per il Paese e per il mondo, solo uniti e compatti se ne uscirà insieme”.
“Come tutti gli italiani vorremmo tornare a lavorare e a vivere la nostra vita quanto prima – ha proseguito il Presidente Dal Pino -. Naturale che la Lega Serie A voglia giocare a pallone, sarebbe contro natura dire il contrario. Chi ha un mestiere vorrebbe sempre continuare a farlo. Se sarà possibile farlo rispettando norme e protocolli sanitari, bene. Altrimenti ci atterremo rigorosamente, come abbiamo sempre fatto, alle decisioni del Governo. Il Ministro può avere certezza del nostro spirito costruttivo e collaborativo e che la mia sintonia con il presidente della FIGC Gravina è assoluta“.
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Il presidente della FIGC, Gabriele Gravina, risponde alle parole di Spadafora contro lo stop al campionato. Il tutto durante il meeting con l’Ascoli Calcio:
«Mi auguro che il mondo del calcio, che ha un impatto altamente sociale nel nostro Paese, possa ripartire con minori individualismi. Il piano B in caso di stop definitivo del calcio? Il mio senso di responsabilità mi porta ad avere un piano B, C, D. Ma se esso deve far rima con «è finita» dico che, finché sarò Presidente della FIGC, non firmerò mai per il blocco dei campionati, perché sarebbe la morte del calcio italiano. Io sto tutelando gli interessi di tutti, quindi, ripeto, mi rifiuto di mettere la firma ad un blocco totale, salvo condizioni oggettive, relative alla salute dei tesserati, allenatori, staff tecnici e addetti ai lavori, ma qualcuno me lo deve dire in modo chiaro e mi deve impedire di andare avanti. Il tempo lavora a nostro favore, il danno economico è diviso per categorie: con la chiusura totale il sistema perderebbe 700-800 milioni di euro, se si dovesse giocare a porte chiuse la perdita sarebbe di 300 milioni, se si ripartisse a porte aperte la perdita ammonterebbe a 100-150 milioni, anche se quest’ultima ipotesi non è percorribile».
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Il ministro Spadafora è tornato a parlare sul destino della Serie A in modo pessimistico per chi credeva ad una riapertura annunciando che la maggioranza dei presidenti è per lo Stop.
“La maggioranza dei club vuole lo stop? Ma chi l’ha detto? Vabbè… Vedremo”.
Nella riunione del 21 Aprile, i club hanno votato all’unanimità per la conclusione del campionato.
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Continua la lotta alla ripresa del campionato di calcio dove giocatori e alcune società spingono a ricominciare almeno gli allenamenti. In questi ultimi giorni il portavoce, o almeno l’unico presidente ad alzare la voce e metterci la faccia è stato Claudio Lotito ai microfoni della Rai:
“Dobbiamo partire da un presupposto, sappiamo con certezza che il virus non scomparirà in poco tempo quindi bisognerà imparare a conviverci. Quello che conta di più è far capire l’importanza del ruolo sociale del calcio. Se il calcio non dovesse partire avremmo danni gravi, irreparabili, per centinaia e centinaia di milioni. Quel dpcm è illogico: un giocatore di sport individuale si può allenare nei centri sportivi, quelli che praticano sport di squadra non si potranno allenare. Troveremo Immobile e Dzeko a Villa Borghese, Insigne sul lungomare Caracciolo. La cosa è assurda. Al di là della nostra posizione in classifica, io ho sempre cercato di evitare un danno irreparabile al sistema, che è inteso come tifosi e come sistema calcio nella sua totalità”.
Un ragionamento logico che ha portato comunque altre squadre a pensarla come lui come ad esempio la Roma.
Chiaramente piccoli commercianti e grandi catene sono molto danneggiati da questa situazione dove il sistema monetario si è praticamente arenato costringendo molte persone alla cassa integrazione. Squadre come la Roma hanno messo molti dipendenti in Cassa Integrazione visto che il calcio smuove migliaia di persone oltre a giocatori e presidenti. E la domanda sorge spontanea anche dal piccolo, dai magazzinieri: ” Perchè quando si parla che il calcio non deve ripartire bisogna stare zitti gridando allo scandalo mentre realtà medio piccole o grandi catene gli si da ragione?”
La verità sta anche che il pallone e lo sport professionistico è un vero e proprio lavoro che smuove anche l’economia italiana calcolando che tra diritti tv, magazzinieri, sponsor e molto altro annesso, è la seconda o terza potenza in Italia.
La colpa è di Lotito, Lotito di qua, lo scudetto alla Lazio? Interessi economici…. tante ne sono state dette. Ma Analizziamo che squadre come la Roma o il Milan che rischiano un debito fatale che può portare alla cessione dei big per evitare qualcosa di grave. Pensiamo a tutte quelle squadre di categorie minori dove un calciatore stipendiato ha una media di 1500 euro al mese senza avere bonus. Che fine farà il pallone e molte piccole società calcistiche?.
Non parliamo di iniziare tutto e subito mandando la gente allo stadio, non parliamo di mettere a rischio e pericolo la salute di un giocatore. Qui si parla di un piano messo in campo dalle società con diverse opzioni per evitare il contagio che va dalla sanificazione al ritiro TOTALE per mesi e lontano dai pericoli se eseguiti bene con controlli costanti. Un economia al collasso che può riversarsi anche su chi ha pagato un abbonamento alle tv per vedere la propria squadra che rischia di essere aumentato nelle prossime stagioni se non si ricomincia a far girare il denaro. Il rischio che moltissime persone che lavorano per le piattaforme pay tv possono seguire il destino dei “magazzinieri”.
Non stiamo dicendo come fare oppure no ma un dubbio sale, da che si pensa ad annullare una stagione per ricominciare da zero quando si potrebbe slittare? ( Domanda da ignorante eh).
Il pallone comunque è uno sport si ed un lavoro per chi ne fa parte, ma al tifoso, all’appassionato di calcio serve un qualcosa per distrarsi anche vedendo da casa uno stadio vuoto. Anche se dovessimo iniziare e la Lazio dovesse perdere punti. Non è uno sfogo di un laziale ma una richiesta da chi da casa, è fermo nei pensieri negativi che passano costantemente le tv con dibattiti su dibattiti inerente al coronavirus e che vuole tornare in quei 90 minuti per staccare la spina!
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Il bomber della Lazio Ciro Immobileè intervenuto ai microfoni di Lazio Style Radio per dire la sua in merito alla situazione attuale.
«Io sono d’accordo con i compagni e la società. Il presidente ha detto le cose giuste, sarebbe pazzesco che io andassi a Villa Borghese e non a Formello con sei campi e dove mi posso allenare anche da solo senza incontrare nessuno dei miei compagni. Ci sono quattro ingressi diversi, mi sembra davvero discriminatorio. Molti compagni stanno vivendo questa cosa da soli, senza la famiglia, e questo mi dispiace tantissimo quindi stiamo aspettando notizie che speriamo siano positive anche per far distrarre un po’ la gente. Ho sentito molti commenti di alcune persone chi per il si chi per il no, noi vogliamo riprendere in massima sicurezza e con il permesso del Governo. Se ci sono tutti i presupposti, io penso che la gente voglia vedere di nuovo qualcosa che li fa distrarre in questo momento così difficile. Io sono convinto che non si sta facendo polemica ma si cerca il motivo per cui non ci si può allenare ma si può andare al parco. Vorremo che qualcuno ci spiegasse questa cosa, anche se non rinizierà il campionato vogliamo una risposta. Tante società sono d’accordo a ritornare in campo. Di quelli che conosco, che sentono anche i compagni di squadra, nessuno è contrario alla riapertura. Io non voglio fare polemica ma per tanti è anche un motivo di sfogo il calcio».
«Il tempo è sempre meno ma io anche sotto l’aspetto economico non guardo alla Serie A ma penso alla Serie B alle categorie inferiori e alla gente che lavora attorno al calcio che sta vivendo un momento di crisi. Dobbiamo pensare anche alla gente che lavora attorno a noi e che non guadagna come i calciatori, c’è gente che guadagna 1.000 euro e senza calcio non prenderà lo stipendio. Penso ai giornalisti, agli addetti ai lavori e senza il moto calcio rimane tutto bloccato. Ho preferito stare in silenzio perché qualcuno può dirmi che voglio ripartire per i miei interessi ma io voglio ripartire perché voglio tornare a lavoro, a fare quello che mi piace. Non perché sono secondo in classifica poi qualcuno potrà crederci o meno ma è così. Mi manca andare al campo e fare quello che mi piace».
«Ti posso garantire che io e la mia famiglia abbiamo fatto tutto quello che ci è stato ordinato dal Governo. Io chiedo spiegazioni come cittadino italiano per capire quando potrò tornare a fare il suo lavoro. In questi mesi mi alleno, gioco alla play, vedo serie tv
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La Juventus è uno dei quei club che ha lasciato partire le sue pedine nei paesi natali al contrario di squadre, come la Lazio, che ha imposto ai suoi uomini di non lasciare l’Italia in via precauzionale ma sopratutto adempiendo alla legge del DPCM del governo.
L’ultimo a partire è stato De Ligt che si trova ora in Olanda dai genitori. Una scelta consensuale visto che il ragazzo non vedeva la sua famiglia da molti mesi. Subito è scattata la polemica ma ancora non si sa se il campionato possa riprendere oppure no a livello di competizione.
Come riporta TuttoSport, per placare le polemiche, la società bianconera avrebbe richiamato i suoi “scappati di casa” fissando la data per fine settimana in vista della ripresa degli allenamenti il 18 Maggio.
Ronaldo, Higuain, De Ligt, Matuidi, Douglas Costa sono richiamati dunque alla base.
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Le parole del Presidente dell’AIC, Damiano Tommasi, alle colonne de La Gazzetta dello Sport:
«Non troviamo un senso alle scelte del Governo. Non sto parlando della ripresa della stagione appesa a tante incognite ma della possibilità per i giocatori di allenarsi individualmente in strutture dove sono controllati».
STOP – «Pesa tanto, ma c’è da dire che più dell’80% delle squadre ha tenuto i giocatori sotto controllo facendo fare loro attività in casa seguendo le tabelle e le indicazioni dei preparatori. Però una cosa è allenarsi in spazi ristretti, su terreni duri, e un’altra in spazi ampi su campi in erba».
RIPRESA – «Le criticità sono tante. Ma stiamo già parlando di metà giugno. Chissà come sarà la situazione quel giorno. Io dico facciamo un passo alla volta. Se anche non si dovesse tornare a giocare per un calciatore allenarsi è importante per il mantenimento. A livello individuale il rischio di contagio non c’è».
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– Il ministro dello Sport Spadafora ha parlato alla trasmissione Omnibus di La 7 per esprimere la sua posizione: “Sono in corso i contatti tra il comitato tecnico-scientifico e la Figc che aveva presentato un protocollo ritenuto non sufficiente. Io ho però sempre detto che la ripresa degli allenamenti non significa ripresa del campionato. Vedo la ripresa del campionato come possibilità sempre più stretta. I giocatori devono riprendere giustamente gli allenamenti. Se fossi nei presidenti penserei a riprendere in sicurezza il nuovo campionato. La Francia non sarà l’ultima a decidere per lo stop e questo potrebbe indurre l’Italia a fare lo stesso ragionamento”.
Lotito ha detto che così facendo troveremo i giocatori a Villa Borghese: “Spero ci fosse un pizzico d’ironia da parte di Lotito. Non potevamo riaprire lo sport per tutti. Il comitato tecnico-scientifico ci ha detto di ricominciare contingentando i numeri, abbiamo dovuto fare delle scelte. Tornano ad allenarsi poche migliaia di persone. Il protocollo presentato dal calcio non era sufficiente. Comincio a percepire che potrebbe esserci una sorpresa nei prossimi giorni, ossia che i presidenti ci chiedano di fermarci e prepararci per il prossimo campionato”.
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Il difensore della Lazio e della Nazionale, FrancescoAcerbi dichiara di avere molti dubbi per quanto riguarda le mosse del governo sulle riaperture graduali dopo la quarantena obbligata per il Coronavirus.
Il trentaduenne si domanda perché ci si può allenare nei parchi e nei giardini dove comunque non si è controllati e si incontrano persone sconosciute e non si può nei centri sportivi dove si è controllati ed è tutto igienizzato.
Le parole del centrale ex Sassuolo: “Non è per creare polemica, è perché vorremmo capire perché correre nei parchi va bene e nei campi no. Se ci danno una motivazione adeguata, la accettiamo, ma il Governo non ci ha neanche risposto. La vorremmo. Non stiamo dicendo di fare le partitelle, ma solo di correre sul verde dei campi”.
Dopo Parolo e Tare, anche Acerbi appunto va contro il governo, ieri anche il tecnico dell’Inter, Antonio Conte si era detto dubbioso sulle mosse del governo riguardo la ripresa delle attività riguardanti il calcio.
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In attesa della ripresa del campionato, la Lazio si sta facendo due ” conti ” in tasca cercando di capire come ripartire nella prossima stagione.
La rosa è stata capitanata da un Simone Inzaghi che ha un contratto in scadenza nel 2021 e stando alla rassegna stampa di Radiosei, sta per arrivare un rinnovo di contratto per blindarlo.
Non si conoscono le cifre e ne la durata ma la cosa sicura è che il tecnico ha tentennato la scorsa stagione se rimanere oppure no, la Lazialità gli ha dato quel tantino in più per rimanere legato ancora alla panchina biancoceleste e con l’accesso quasi certo in Champions League, la società certamente non vuole farselo sfuggire visto che altre squadre hanno messo gli occhi sul tecnico piacentino.
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during the Serie A match between Hellas Verona and US Sassuolo at Stadio Marcantonio Bentegodi on October 25, 2019 in Verona, Italy.
Il centrocampista del Verona Mattia Zaccagni è risultato negativo al tampone effettuato ieri, il giocatore ha ringraziato tutti sui social con il messaggio: “NEGATIVO❌ Un grazie di cuore a tutte le persone che mi hanno dimostrato affetto. Un abbraccio virtuale a tutti“. Ricordiamo che fin’ora in Serie A sono stati colpiti dal Covid-19: 3 giocatori della Juventus (Daniele Rugani, Blaise Matuidi, Paulo Dybala), 7 della Sampdoria (Manolo Gabbiadini, Omar Colley, Albin Ekdal, Antonio La Gumina, Morten Thorsby, Fabio Depaoli, Bartosz Bereszynsky), 3 della Fiorentina (Dusan Vlahovic, Patrick Cutrone, German Pezzella), 1 dell’Hellas Verona (Mattia Zaccagni), 1 del Milan (Daniel Maldini) e 1 dell’Atalanta (Marco Sportiello).
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Arturo Diaconale è intervenuto ai microfoni ufficiali della Lazio dopo l’intervento di Claudio Lotito ai microfoni de Repubblica:
“Intervengo a proposito dell’intervista del Presidente Lotito su ‘La Repubblica’: ha semplicemente ribadito la necessità di una ripresa dell’attività, per salvaguardare l’economia del calcio in generale. Invece è stato trasformato come un guanto di sfida alla Juventus sull’eventuale assegnazione dello scudetto, è stata solamente un’ipotesi. La speranza però è quella di ripartire per terminare la stagione, così da evitare caos, ricorsi e danni economici.
Il Presidente vuole giocare per difendere il sistema, non per suoi interessi personali. Vuole far capire i problemi economici che ci sarebbero per il sistema, che dà lavoro a 250 mila persone, se non si terminasse la Serie A. Sottovalutare tutto questo sarebbe un pericolo.Sono settimane che il Presidente porta avanti questo discorso, cercando di far capire l’estrema importanza del calcio. Quest’ultimo ha una funzione trainante di tutto lo sport nazionale, va quindi favorito e non boicottato.
Ci sono molte contraddizioni su questa Fase 2, i calciatori non potranno allenarsi individualmente nei centri sportivi delle proprie squadre, con tutti i distanziamenti sociali, ma invece possono farlo in un parco pubblico. Ci sono tanti paradossi, speriamo di uscire il prima possibile da questa situazione”.
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Ai microfoni ufficiali della S.S Lazio è intervenuto anche Marco Parolo che commenta così la decisione del Governo Italiano:
“La notizia del divieto agli allenamenti per gli sport collettivi non ce l’aspettavamo. Vedendo che era stata concessa l’apertura dei centri per gli sport individuali, soluzione giusta per gli atleti che devono lavorare in vista di competizioni internazionali, non capisco perché noi non possiamo tornare ad allenarci nei centri sportivi che abbiamo a disposizione, che non sono luoghi chiusi nei quali si sta a contatto stretto,. Non possiamo allenarci mantenendo le distanze, così non possiamo riprendere contatto con il campo e con allenamenti, restando a lavorare a casa dove affatichiamo sicuramente di più la nostra muscolatura.
Se il 18 maggio ci sarà l’apertura generale, non capisco perché noi professionisti non possiamo allenarci dal 4 maggio. Il Premier Conte ha detto di essere un tifoso che pensa alla ripresa, quindi non capisco perché non possiamo allenarci sul nostro campo mantenendo le distanze necessarie. Si potrà andare nei parchi ad allenarsi? Perché dovrei andarci, quando ho un centro sportivo a disposizione. La categoria dei calciatori è stata penalizzata dal DPCM. Ci sarebbe anche maggior sicurezza su un campo tenuto bene sul quale non si rischiano infortuni per svolgerci, inoltre, lo stesso lavoro atletico, anche se a livello di singoli, che abbiamo svolto prima della quarantena. A Formello possiamo dislocarci su più campi, e su 12 ore di luce possiamo essere suddivisi su più orari.
Da parte nostra c’è massima attenzione per rispettare le norme del Governo, ma ora ci sono le condizioni per tornare ad allenarci e svolgere la professione nei nostri centri sportivi sempre nel rispetto delle norme e del bene comune. Sono stati proposti protocolli e soluzioni che sono al vaglio degli specialisti, ma se si è in sicurezza non capisco perché non si possa svolgere lavoro singolo nelle nostre strutture, visto che c’è l’ok per gli sport individuali. Il decreto ci penalizza e forse c’è qualcuno che non vuole provare a dare il via nuovamente al campionato. Non capisco perché le persone potranno andare al parco ed, invece, noi non potremo allenarci nelle nostre strutture nelle quali non avremmo margini di contagio, contrariamente a quanto potrebbe accadere in luoghi pubblici. Dobbiamo essere equiparati agli altri sportivi professionisti: ben venga che anche gli altri professionisti possano allenarsi nelle loro strutture, sono il primo a sostenerli da tifoso. Noi abbiamo rispetto per tutti, ma anche per noi ci dev’essere la possibilità di allenarci nelle nostre strutture. Se vogliamo alimentare la speranza di tornare a giocare, dobbiamo riprendere ad allenarci. Tornare al calcio vorrebbe dire dare speranza a tutti”.
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Il direttore sportivo della Lazio, Igli Tare, è intervenuto ai microfoni della Lazio parlando delle decisioni di Giuseppe Conte e Spadafora:
“Siamo rimasti sorpresi dalle dichiarazioni di ieri del Premier Conte e dal Ministro Spadafora. Finora abbiamo rispettato ogni decisione presa dal Governo italiano, il 4 maggio avrebbe dovuto essere un punto di partenza per gli allenamenti del calcio. Viste le decisioni prese per gli altri sport, ci sentiamo discriminati. Non capisco perché ci si possa allenare in un parco pubblico e non nei centri sportivi delle squadre, così non si tutela la salute dei calciatori e delle persone.
Non dimentichiamoci che sono passati due mesi dall’ultima partita, uno stop mai visto nella storia del calcio. Non so quale sia lo scopo del Ministro ma in questo modo non sta aiutando il calcio. Siamo consapevoli di dover stare attenti ad ogni rischio, anche per rispettare i sacrifici fatti da tutte le persone ma così non va bene. Il calcio è un fattore sociale molto importante per il Paese, non stiamo cercando di aprire gli stadi ma di svolgere e finire il campionato nel rispetto delle regole. Il tutto prescinde dalla classifica, che abbiamo guadagnato sul campo. Abbiamo bisogno di finire questo torneo per il bene del sistema calcistico italiano.
In Germania sono tutti uniti nel finire il campionato, c’è di mezzo la continuità calcistica nella nazione. La stessa cosa vale per l’Italia, tutte le società devono prendere posizione. Nelle altre nazioni si sta andando verso una ripresa, il protocollo presentato rispetta tutte le norme”.
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Paolo di Canio è intervenuto a Sky Sport parlando delle incertezze che colpiscono ancora la ripresa del campionato. L’ex biancoceleste ha commentato così:
“Non capisco perché dal 4 maggio ci sarà un po’ di libertà in più, si avrà per esempio la possibilità di andare a trovare i parenti. E poi, nel calcio abbiamo ancora dei dubbi, nonostante ai giocatori verranno fatti tutti i tamponi del caso e saranno chiusi, sigillati. Vado al manicomio”.
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Beppe Bergomi e Luca Marchegiani sono stati ospiti su Sky Sport. Il tema caldo è sempre la ripresa del campionato ma sopratutto dello sport in generale.
“Credo non ci siano motivi per non far ripartire il campionato”. L’ex Inter, invece, ha spiegato: “Se parte la Premier, dobbiamo partire anche noi. Non dobbiamo prendere la Germania a modello, ma l’Inghilterra. Sono partiti dopo ma hanno avuto più o meno i nostri stessi numeri”.
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Il ministro dello Sport, Spadafora, è intervenuto ad una trasmissione sulla Rai al termine della conferenza stampa di Giuseppe Conte della Fase 2, per parlare dello sport e della Serie A:
“D’accordo con le misure? Certamente, le misure sullo sport le abbiamo proposte noi. Le buone notizie sono la ripresa delle attività motorie anche nei parchi con le solite misure cautelative, e la ripresa degli allenamenti degli atleti ritenuti dal Coni di rilevanza nazionale. Parliamo di atleti che dovranno fare gare nazionali e internazionali. Però questo punto si riferisce solo agli sport individuali come il nuoto, l’atletica leggera. Per gli sport di squadra dovremo ancora attendere. Il 18 maggio si potrebbe riprendere con gli allenamenti, ma se arriveremo in un determinato modo a quella data. Quindi vedremo. C’è un tentativo maldestro dei presidenti di società di calcio, di intendere questo ‘vedremo’, come un’incapacità di decidere o non decidere o di penalizzare il calcio. Non è così. Deve essere una ripresa graduale. Servono protocolli vigili. Il comitato tecnico scientifico ha valutato che il protocollo della FIGC non è ancora sufficiente. Servono delle precisazioni ancora. Stop del campionato? Col presidente Gravina ho un ottimo rapporto e sta facendo un gran lavoro. Se andiamo a vedere le Leghe però, soprattutto la Serie A, non è così incline che si fermino allenamenti e campionati. Almeno dalle pressioni che riceviamo e leggiamo. Il mondo del calcio lo rispetto e devo sostenerlo, sapendo che è un’azienda economica importante”
Fazio: “Se un calciatore si positivizza si riferma tutto, che senso ha riprendere?”
“È quello che diciamo, ed è uno dei rilievi del comitato tecnico scientifico. Ma è quello che si dice in tutta Europa. È una situazione complicata, però dei segnali dovevamo darli. Le fasi successive ce le dobbiamo conquistare nella prossime settimane, non dobbiamo dare nulla per scontato. Ho l’interesse che tutto lo sport possa riprendere. Domani ci incontreremo con il comitato scientifico per fare dei protocolli per ogni sport e le loro regolamentazioni”.
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Gli allenamenti della Lazio riprenderanno il 18 Maggio dopo l’annuncio di Giuseppe Conte nella conferenza stampa di ieri sera. Un ritorno in campo dopo che il Covid19 ha stoppato tutto il paese e la cavalcata biancoceleste verso la vetta della classifica.
In vista della ripresa, Claudio Lotito ha messo sul tavolo un piano con tutte le tutele per riaprire: medici speciali a Formello, tamponi, test sierologici, mascherine, tute e tutto ciò che serve non solo ai calciatori ma a tutto lo staff presente sul luogo di lavoro.
Spogliatoi sanificati, campi da gioco , lavanderie tutto potrebbe ripartire nella legge ma sopratutto nella sicurezza e mantenendo le distanze.
Il presidente della Lazio ha poi risposto a chi lo accusa di voler ricominciare solamente perchè è in lotta per lo scudetto:
“Se sospendessero ora, io sarei in Champions e risparmierei quattro mesi di stipendi”.Nelle ultime ore è stato anche fatto un pensiero ai playoff, naturalmente cosa che non piace al numero uno della Lazio:
“Oggi sono a un punto dalla Juventus, ma all’andata ho vinto 3-1 e anche in Supercoppa Italiana l’ho battuta 3-1. E dovevamo ancora giocare il ritorno. Per equità una squadra come l’Inter, che ha 8 punti in meno di noi, o l’Atalanta, che ne ha 14 in meno, mi dica lei se devono essere coinvolte. Spareggio secco? Lo accetterei, ma non mi sono mai posto il problema. Ripartire in parte ci penalizza”.
Un percorso per cominciare che lega sia Lazio e la Roma dove le squadre romane bocciano l’idea delle retrocessioni bloccate evitando una Serie A da 22 squadre nella prossima stagione. Il problema poi si è spostato sui tamponi che secondo Lotito, ne basterebbero solamente 2500 per tutte le squadre della Serie A. Un’altra proposta è stata quella di collaborare con il Campus Biomedico di Trigoria lavorando parallelamente con i pazienti che necessitano le cure e sia con i giocatori per non togliere dei diritti ai cittadini.
Un’altra dichiarazione è stata quella di aver stipulato un’assicurazione a ogni suo dipendente che lavora nei reparti Covid a 1600 euro al mese.
Per quanto riguardano i match a campo neutro evitando le zone rosse, Lotito ha dichiarato: “A Roma e nel centro sud non ci sono problemi, se altri stadi non sono idonei una situazione si trova, in fondo in estate si va in ritiro”.
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Giuseppe Conte è intervenuto nella conferenza stampa per parlare della Fase due la quale partirà dal 4 Maggio.
Per quanto riguarda lo sport e la ripresa del campionato, si ricomincerà dal 18 Maggio con uno sguardo ad una probabile ripartenza dei campionati di calcio.
“Per l’attività sportiva ci si potrà allontanare dalla propria abitazione, rispettando una distanza di 2 metri. Per consentire una ripresa delle attività sportive saranno consentite le sessioni di allenamento degli atleti professionisti e non professionisti, ritenuti dal Coni e dal ministero dello Sport di interesse nazionale. Saranno a porte chiuse e con misure di distanziamento per chi pratica sport individuali. Abbiamo in animo di riaprire il 18 maggio gli allenamenti delle squadre in ambito sportivo”.
In seguito Conte ha risposto a una domanda sulla ripresa dei campionati: “Sta ponendo la domanda a un appassionato di calcio. All’inizio mi sembrava strano che il campionato potesse essere interrotto, ma poi ci siamo trovati in questa emergenza mondiale. Il ministro Spadafora lavorerà con tutte le componenti del calcio e del mondo dello sport per trovare un percorso adeguato verso la ripresa degli allenamenti, di cui abbiamo già previsto le date sia per gli sport individuali che per quelli di squadra. In seguito si valuterà se ci saranno le condizioni per completare i campionati che sono stati sospesi. Se arriveremo a quelle condizioni prenderemo quelle decisioni, perché siamo tutti affezionati ai nostri beniamini e non vogliamo che si ammalino loro per primi”.
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Ancora show sul profilo instagram di Damiano detto er Faina, dove ogni giorno ospita i giocatori della Serie A ed ex. Questa volta è stato il turno di Radja Nainggolan che, al contrario di Benatia che dichiarò ” Meglio un figlio disoccupato che alla Lazio”, si delinea con il pensiero di Francesco Totti il quale ha dichiarato che il figlio dovrà scegliere da solo la propria strada.
Partita più Bella
“La mia partita più bella? Un derby vinto 2-0, dove mancano anche Totti e De Rossi. Odio più la Juve che la Lazio? Non odio nessuno. Quando una persona non si sente di andare in una piazza, non è per odio, ci sono altre motivazioni”.
Offerta da parte della Lazio ad un tuo figlio maschio?
“Ho sentito la risposta di Francesco e risponderei allo stesso modo. Dovrebbe trovare da solo una strada, e fare la sua scelta. Se vuole andare a giocare alla Juve o alla Lazio, non ci sarebbero problemi per me. Io allenatore di Juventus o Lazio? Questo non lo so. Diciamo che per ora non penso a fare l’allenatore”.
Derby e profezie
“Derby? Ne ho fatti 10 e ne ho persi solo due. La frase profetica? Io pensavo seriamente di vincere. La sconfitta più brutta nella semifinale in Coppa Italia. All’andata mi impressionò Keita, lì ho capito che fosse veramente forte. Il giocatore più forte incontrato della Lazio? Milinkovic in questi anni, in passato Klose. Ce ne sono stati tanti di giocatori forti però. Luis Alberto quest’anno è di un altro livello, Immobile fa 30 gol all’anno, Acerbi ha dato tanta solidità in difesa, anche de Vrij ha fatto molto bene lì. Inzaghi? La sua mano si vede. Ogni anno si conferma e fa sempre meglio. Un giorno andai alle Maldive, al ritorno sull’aereo c’erano anche Immobile e Inzaghi. In dieci ore di volo, 9 ore e 50 abbiamo parlato di calcio”.
Caliari – Lazio e la paura
“A Cagliari non sta andando bene? Colpa della partita contro di voi (contro la Lazio ndr), da quel momento siamo andati male. Ancora non è finita? Non lo so, dimmelo tu (ride ndr). Per noi è stata una botta forte, Strakosha mi negò il 2-0, poi quando prendi il gol del pareggio con una squadra così, ti metti paura. Il gol a tempo scaduto ci ha davvero ammazzato”.
Lotta scudetto Juventus e Lazio
“Se si riprendesse chi sarebbe la favorita? Credo sempre la Juventus, senza nulla togliere alla Lazio. Hanno un gruppo forte talmente ampio, che sarà difficile. La Lazio ovviamente dovrà giocarsela, prima o poi i bianconeri dovranno pur perderlo uno scudetto”.
Romelu Lukaku
“È fortissimo, anche se una volta in nazionale sono riuscito a buttarlo giù. Il fratello Jordan? Anche lui è una bestia, e corre di più”
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LAZIO SAMPDORIA 2014/2015
All'Olimpico ore 20,45 la LAZIO di Stefano PIOPLI affronta la Sampdoria di Sinisha MIHAJLOVIC anticipo serale della sedicesima giornata del Campionato di Serie "A" 2014/2015
PAROLO DOPO GOL
(fotoTedeschi)
Marco Parolo è intervenuto ai microfoni ufficiali della S.S Lazio parlando del suo periodo di quarantena, della sua scuola calcio, di Cataldi e della Lazio.
Quarantena tra giardinaggio e allenamenti
“Oltre agli allenamenti, mi sto dedicando anche al giardino: questa passione mi rilassa molto, non lo facevo molto, ma ora che ho più tempo passo anche un paio d’ore a curare il verde di casa. In questo periodo abbiamo inventato molte attività a casa, dal gioco della campana fino alla caccia al tesoro. All’inizio la gente vorrà ripartire al massimo, ma aver avuto più tempo a casa porterà a delle riflessioni nel futuro: spero che tutti riusciranno a trarre vantaggio da questo periodo di quarantena.
Nella vita di tutti i giorni si perdono di vista tanti dettagli portando spesso il proprio corpo ad un sovraccarico. Ogni faccenda negativa può avere un risvolto positivo, dobbiamo concentrarci proprio sugli aspetti positivi altrimenti non si riuscirà a ripartire. L’Italia riesce sempre a trovare una soluzione a tutto, mi auguro che dopo la quarantena non ci sia spazio per la follia, ma per la ponderazione. Sto leggendo un libro di Gianni Mura sul triangolo rosso, si tratta di tanti suoi articoli scritti sul ciclismo, una mia vecchia passione. Da piccolo guardavo spesso in tv le gare di ciclismo e la scrittura di Gianni Mura è molto poetica, ha rappresentato una figura importantissima nel giornalismo sportivo italiano. A Gallarate ci sono stati dei disagi, ma si sta muovendo qualcosa: c’è molta attenzione alle richieste dello stato, ovvero muovendosi con cautela e rispetto delle norme di sicurezza ed igiene.“
Nostalgia del calcio giocato
“Mi manca molto lo spirito della competizione, la partitella in allenamento e la voglia di sfidarci quotidianamente. È sempre bello vincere e giocare la domenica, ma la cosa che mi manca di più è appunta la sfida quotidiana e la voglia di dimostrare ogni giorno qualcosa. Vogliamo tornare il più presto a tutto questo. Ho seguito Immobile alla guida nel GP virtuale in Cina, lui è molto avanti rispetto a me nel gaming. Ma ci confrontiamo spesso sulla Formula 1, alla playstation lui è più forte rispetto a me, ma a livello di conoscenze magari sono più avanti io.“
Sinergia tra tifosi e squadra
“A casa ho solo un pallone della Serie A, ed è quello che risale al poker segnato al Pescara nella stagione 2016/17. C’è tanta voglia di ripartire nello spogliatoio, ci stiamo allenando intensamente e non vogliamo lasciare nulla d’intentato. Si era creata una grande sinergia tra noi ed i nostri tifosi, grazie a loro eravamo sempre in vantaggio. C’era quell’atmosfera che ti faceva capire sin dall’inizio che non ci sarebbe stato scampo per gli avversari, nessuna tifoseria riesce a creare questo meglio della tifoseria laziale che, anche in trasferta, riesce ad essere molto presente. Dovremo compensare l’assenza del pubblico con la voglia di arrivare fino in fondo. Quest’anno, nell’ultimo ritiro di Auronzo, c’è stato un ritmo incredibile: gli scorsi anni si vedevano malumori che alla lunga avrebbero potuto portare a dei problemi, quest’anno c’è sempre stata una grande sinergia ed un’ottima qualità negli allenamenti. In questo modo siamo sempre arrivati pronti ad ogni partita, raggiungendo poi ottimi risultati.“
Come si diventa una squadra compatta
“Quando si lotta per qualcosa di concreto si hanno energie diverse. L’obiettivo, quando si respira nell’aria, porta a dare di più. Il sogno servirà per mettere in campo ancora grande energia in campo. La costruzione dal basso, siamo cresciuti molto grazie allo staff, e la fase di non possesso, nella quale c’è la collaborazione di tutti, ci hanno portato in questa posizione di classifica. Dare continuità ad un progetto vuol dire anche trovare i peccati e migliorarli giorno dopo giorno, lo staff tecnico ci sta facendo amare quello che stiamo facendo sul campo trasformando sul campo le lezioni teoriche. In questo modo siamo diventati una delle migliori difese del campionato. Spesso nel corso di questa stagione si è vista grande compattezza di squadra per difendere il risultato, una caratteristica che ricorda molto la Juventus degli ultimi anni. Anche calciatori di grande qualità si sono messi a disposizione nella fase di non possesso.“
La Lazio di quest’anno
“Negli anni passati abbiamo sempre creato molto segnando tante reti, quest’anno c’è stato un cambiamento importante: avere un obiettivo come lo Scudetto porta anche a svolgere della corsa in più per aiutare i propri compagni. Il mister con il suo staff hanno avuto la capacità di mettere insieme tutti gli aspetti più positivi: i risultati parlano chiaro, il lavoro è stato svolto finora in maniera egregia. Possiamo ancora migliorare, la squadra ha ancora margini per poter crescere. Non sono più un titolare inamovibile, ho dovuto riformattare il mio cervello e la mia modalità d’allenamento e di preparazione. Ad una certa età si può essere utili ed indispensabili in altri modi. Ho fatto fatica all’inizio ad entrare nel ritmo giusto, perché con le partite si cresce anche fisicamente. Regolarmi ha portato a sentirmi utile per la squadra ed a ritrovare grande voglia nell’allenamento per poi mettere in difficoltà il mister nelle scelte. Ogni calciatore deve avere la coscienza pulita e dare il massimo per mettersi in mostra, per poi dare il massimo nel tempo che gli viene concesso in gara. Ad un certo punto della carriera bisogna cambiare anche modo di pensare e di giocare: amo questa maglia e questa piazza, mi sono messo a disposizione senza neanche pensarci.“
Danilo Cataldi come Lucas Leiva
“Danilo Cataldi è già un dopo-Leiva. È un calciatore che ci sta dando tanto, anche se ha caratteristiche diverse da Lucas. Cataldi è cresciuto mentalmente e negli ultimi due anni è cresciuto molto, è un calciatore importante e può essere un perno della squadra. Sa cosa vuol dire essere laziale e può essere fondamentale per lo spogliatoio: ora ha 26 anni, è nel pieno della sua carriera e la Lazio può contare su di lui.“
Scuola Calcio
La mia scuola calcio? È ferma, siamo in attesa di capire se si potrà fare qualcosa nel corso della prossima estate. È un dispiacere perché sarebbe bello sapere che ci sono bambini che seguono un sogno vissuto con il divertimento, spero possano ripartire al meglio”.
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Il presidente della Sampdoria Massimo Ferrero, nonostante la compattezza di tutti i club a voler concludere la stagione, tuona ai microfoni di Rai 1.
“Stiamo continuando a prenderci in giro finché qualcuno non ci dirà che è uscito un vaccino e allora saremo tutti felici e sereni. Perché, ad esempio, se un calciatore contrae il Coronavirus, cosa facciamo? Lo mandiamo in quarantena o viene trattato come se fosse semplicemente infortunato. Io ho avuto tanti giocatori positivi, per fortuna i miei ragazzi stanno bene. Poi vorrei capire un’altra cosa: come si fa a pretendere di mandare per 30 giorni in ritiro, in un albergo e lontani dalla famiglia, calciatori che hanno già fatto 40 giorni di quarantena? Mica stanno agli arresti domiciliari, mi sembra un’idea bislacca. Sarò felice di riprendere il campionato quando ci daranno delle assicurazioni e faranno delle proposte accettabili, non proposte tanto per dar fiato alla bocca“.
– Si parla di un ritorno agli allenamenti nei primi giorni di maggio. “Se iniziamo sarà l’11 o il 18, quello è l’orientamento. Il campionato potrebbe riprendere subito dopo, ci devono dare delle deroghe. Noi siamo pronti ma con le dovute cautele. Se non abbiamo la certezza di cautelarci dove andiamo a giocare? Il giocatore non può stare a tre metri di distanza. Il protocollo della Figc di Gravina? Lui è un genio, gli mando i miei saluti“.
“Se si inizia bisogna fare due o tre partite a settimane, devi fare il campionato ad agosto, devi dare un po’ di vacanza ai ragazzi e poi iniziare il nuovo campionato a ottobre? E gli Europei del giugno prossimo? La coperta è corta. Penso sarebbe più utile pensare di girare la domanda e invece di dire riprendiamo questo campionato, rimboccarsi le maniche per fare un grande campionato l’anno prossimo
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La Uefa tuona contro le leghe che non hanno ancora trovato un modo o almeno una bozza per terminare i campionati. Le 55 federazioni calcistiche dovranno presentare entro, e non oltre, il 27 Maggio un piano per terminare i campionati.
La data di scadenza c’è ed è fissata per il 3 Agosto. In caso non si finisca per quella data la stagione 2019-2020, potranno andare in scena dei campionati ristretti. Dunque si accettano anche Playoff e Spareggi ma la cosa certa è che entro e non oltre quella data, le federazioni dovranno avere i nomi delle squadre che faranno parte delle prossime competizioni europee.
In arrivo anche uno Stanziamento immediato, in accordo con l’ECA, di 70 milioni di euro per i club che hanno fornito alle nazionali i giocatori per le partite di qualificazione dell’Europeo e di altri 200 che verranno erogati solo dopo la fine dell’Europeo 2021.
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In questi giorni dove l’intera Italia sta rimanendo a Casa, il nostro staff ha deciso di creare delle dirette live nella nostra pagina Since1900. In una delle nostre live, è stato ospite Sebastiano Siviglia, ex biancoceleste ora allenatore della primavera del Lecce. Una chiacchierata lunghissima dove l’ex difensore centrale ha ripercorso la sua storia della Lazio e l’attuale carriera a Lecce:
Come si vive la quarantena
“Secondo me è dura da spiegarlo, secondo me non va bene, ormai sono 50 giorni che stiamo dentro casa. Io è dal 5 di Marzo che sono rinchiuso a casa. Una situazione delicata e al Nord sta creando problemi seri. La cosa è molto seria e bisogna essere intelligenti e sapersi adattare. Per noi incensurati è surreale. Grazie alla tecnologia possiamo continuare a vivere vedendo i nostri familiari e le persone del lavoro. Dobbiamo adattarci a questo nuovo stile di vita. I capelli naturalmente crescono sempre di più (ride ) in attesa che riaprono i parrucchieri.“
Primavera ai tempi del coronavirus.
Noi ci siamo organizzati sviluppando con un lavoro personalizzato dove ogni ragazzo fa il proprio lavoro. Io mi interfaccio con il preparatore atletico ma non è la stessa cosa. Il calcio prevede una porta, un avversario e tanti aspetti che non puoi riproporre a casa. Non riesci ad accellerare per 30-40 metri almeno che non hai una persona a casa che ti fa fare un uno contro uno. Serve solo per non incidere troppo sul peso e mantenere un tono muscolare ad un certo livello. Alla fine partiranno tutti allo stesso livello. Il Portiere come fa? Magari ha un muro bello ampio ma non è la stessa cosa, non hai le misure, non hai la porta, non ci sono quelle misure di un campo da calcio.
Serie A in campo, le primavere vengono sospese?
“Qui stiamo parlando di una situazione che i ragazzi capiscono che è eccezionale. Non sappiamo cosa succederà tra qualche giorno, come saranno le fasi di sblocco. Sperano di ritornare il prima possibile ad una normalità ed al loro gioco preferito del calcio. Siamo tutti in attesa e loro lo capiscono e lo percepiscono dalla comunicazione che ricevono tramite. Probabilmente saranno richiamati anche con le prime squadre. Mancano 12 partite e ci sono squadre che dovranno affrontare più competizioni. Essendo che i tempi sono stretti le prime squadre, penso che vogliano coinvolgere anche i ragazzi della primavera. Dormiranno tutti blindati in una struttura, giocatori camerieri e staff, perchè non possono uscire 15 giorni per poi rientrare. Questa è una mia supposizione, saranno blindati. Spesso e volentieri Liverani, prendeva i giocatori dalla primavera e li portava in ritiro. In vista degli infortuni, secondo me prenderà qualche mio ragazzo per non avere problematiche numeriche. “
Lazio, Inzaghi da allenatore
“Simone ha fatto un lavoro straordinario. Un percorso programmato che parte dalle giovanile e la bravura lo ha portato in Serie A. Si è incrociata quella situazione con Bielsa dove Simone doveva andare alla Salernitana, diciamo che è stato un predestinato dove Lotito e Tare hanno visto lungo. Luis Alberto era un trequarti per poi diventare mezz’ala, è stato bravo a valorizzare i giocatori e creare questa alchimia all’interno del gruppo.“
Ripartire dopo mesi di stop?
“Non si è fermata solo la Lazio ma tutte le squadre. Qualcosa è cambiato però ci sono delle esigenze di portare alla fine questo campionato. Anche i giocatori infortunati sono stati recuperati. Immagino che in questo tempo ristretto, si rischia di perdere il passo e la Lazio deve cercare di giocarsi il tutto per tutto. Le partite europee sono un carico importante da smaltire. Juve ed Inter hanno due squadre in rosa, sono ossi duri e la Lazio deve sapersela giocare.“
Match preferito e quello peggiore nella Lazio
“Il migliore in assoluto è la vittoria della Coppa Italia. Mi ha lasciato qualcosa, al di la del derby, ci sono delle partite che vivi certe emozioni. Io dico sempre ci sono delle comparse e chi vince. A me non piace partecipare, a me piace vincere. Cerco di andare oltre i miei limiti, il quanto basta non mi è mai piaciuto.
Il 3-1 sull’Udinese l’avrei rimandato a vita. Era la mia ultima partita. Si era rotto un legame.
Giocare con la Lazio ho vinto da protagonista, già ho vinto da comparsa ( Roma cit.) ma con la Lazio l’ho vinta da protagonista. La storia della Lazio, la città, il calore per me è stato un giusto premio.“
Come si prepara una finale
Non era una Coppa Italia normale, era una stagione in una partita: vincer vuol dire centrare la coppa, ingresso in europa e la finale a Pechino. Eravamo lontani dalla zona europa sia noi che la Sampdoria. C’era una pressione notevole che ognuno gestisce a proprio modo. Se giochi la partita prima nella tua mente è facile distrarsi. Io rimanevo in silenzio come in Standby. Se giocavo mentalmente prima una partita io arrivavo scarico.
Mauro Zarate come compagno
“Era un grande talento, il primo anno era imprendibile. Il mio pensiero e che aveva trovato la città e la squadra per realizzare il suo sogno ma lui non lo aveva capito. Il primo periodo era devastante, non riuscivano a prenderlo. Poi piano piano si sarà adattato, seduto o fatto condizionare, questo non lo so. Fosse per me sarei stato 20 anni con la Lazio poi è già tanto se arrivi a 37 anni. Forse lui mancava di costanza di rendimento.
Felipe Anderson la mia sensazione e che abbia un po’ sofferto la pressione che si vive a Roma. Una città importante ed esigente. Io sono convinto che abbia sofferto molto queste pressioni. Contesto calcio parlando.”
Attaccante più forte che hai incontrato
“Ibrahimovic ha fatto la differenza e fa la differenza. Ha struttura ha forza, ha tecnica. Ha una marea di caratteristiche che mettono in difficoltà chiunque. Ma Edmundo è un giocatore fantastico, un qualcosa di eccezionale come il vecchio Ronaldo. Comunque nonostante l’età rimane sempre Ibra il più forte, è un trascinatore, un motivatore è carismatico ma dal punto di vista fisico-tecnico non ha un lato debole, forse come l’attuale Ronaldo. Un po’ come Milinkovic Savic, intorno alla palla gli avversari non riescono ad avvicinarsi ad un metro e mezzo per la sua abilità a proteggere la palla”
Il tuo approdo alla Lazio e Di Canio
Lui nella partita dei derby era inavvicinabile, nella settimana precedente dovevi stargli lontano. Un’attesa diversa da quella che vivevo io, ognuno ha un proprio modo di prepararsi a quelle partite, lui era teso, a modo suo cercava di trasmettere energia. In linea di massima c’è stata sempre coesione tra chi già c’era ed i nuovi. Per tanti potevamo essere quel gruppone preso così con poco valore, ma per me era l’occasione della mia vita. Il posto migliore dove poter giocare. Non sono mai stato Jaap Stam ma vi posso assicurare che molte volte mi sono vestito da lui nonostante la differenza fisica. Ho cercato di dare il meglio, ero orgoglioso di vestire quella maglia e molti avevano paura di affrontarmi.
Delio Rossie come si marca Ciro Immobile
“Come la vedo io, Ciro gioca un tempo in anticipo rispetto agli altri. Lo guardo nei movimenti ma sopratutto nei tempi di gioco , lui attacca gli spazi in una maniera incredibile. Rispetto al passato Roma gli fa molto bene, Roma ti trasforma, ti galvanizza. L’ambiente ti fa sentire un super, ti senti forte. Ha sempre dimostrato di essere un attaccante straordinario. Dopo le sue maglie precedenti a Roma ha dimostrato di essere un giocatore che se ti punta, ti fa male. Negli spazi è molto veloce, sfrutta la qualità dei compagni di reparto che gli servono nelle palle meravigliose. Sai che se lo tieni troppo stretto ti attacca alle spalle. L’ultima opzione è quella della minaccia ( ride ndr). Non ha caso sta per vincere la scarpa d’Oro.
Con Delio Rossi è stato ed è un allenatore importante di un certo livello. Ha fatto una carriera importante, non è un Mourinho ma il suo livello di tecnico è preparato e ti fa andare in campo facendoti capire cosa devi fare. Non stressa i giocatori, li valorizza. In passato ha fatto qualche errore ( episodio con Ljajic). L’ho avuto sia a Lecce e nella Lazio, mi dispiace che non abbia avuto una sistemazione e spero che possa trovarne una per continuare la sua carriera di allenatore.“
Acerbi – Luiz Felipe Ramos
“Vittoria= fiducia. Dal mio punto di vista è la squadra che aiuta a farti crescere e migliorarti. Sei più disinvolto e meno pressioni. La Lazio è una squadra forte su tutti i reparti. Ad oggi il fatto di stare così in alto in parte può essere una novità, l’altra parte i giocatori hanno una qualità.
Acerbi è una garanzia e maturo, Ramos ne trae ispirazione e fiducia. Sai che se qualora potresti sbagliare sai che hai un giocatore che ti puoi aiutare. Sei in 11 ma nel campo sei anche da solo. Ti giochi la partita al massimo. La giovane età può farti fare alti e bassi e sono sicuro che nel futuro sarà un giocatore di alta qualità. Ramos nonostante non abbia la struttura di Acerbi penso che ha tutte le carte in regola per diventare un punto di riferimento della Lazio“
Ballardini
“Sicuramente ha avuto un arco temporale ristretto. Quell’anno era particolare, c’erano diversi giocatori fuori rosa ( Stendardo, Pandev, De Silverstri, Manfredini, Ledesma). Eravamo partiti bene vincendo a Pechino contro l’Inter. Invece poi abbiamo incontrato qualche difficoltà. Il fatto che non ha inciso sulla piazza di Roma, è anche per il poco tempo poi arrivò Reja, non ha funzionato.”
Lecce e tifosi
“Questo è un posto bellissimo con certi paesaggi incredibili. A Roma parli di una squadra con una storia decisamente fatta di trionfi. C’è una grandissima passione in entrambe le tifoserie. Per quanto riguarda il campionato del Lecce, basta vedere le vittorie esterne, sta facendo un’ottimo percorso. Non è facile, la cosa difficile da gestire con una squadra che passa dalla serie C ed oggi ti ritrovi a fare la Serie A. Implica dover cambiare diversi giocatori. Cambiare la squadra ogni campionato non è facile e salvarti in Serie A è qualcosa di Straordinario. Se andiamo a vedere i numeri del pubblico, è il quinto o il sesto pubblico più abbonato allo stadio. Speriamo che possa centrare l’obiettivo, la salvezza sarebbe il nostro scudetto.“
Il gesto a Totti
” Tutto ciò che succede in quei minuti rimangono nei 90 minuti, io ho risposto ad una provocazione plateale del capitano giallorosso ma non c’è rancore.”
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Silvio Proto è intervenuto ai microfoni di Sudpress ammettendo di volersi ritirare. Il suo contratto scadrà nel 2021 e le primavere sulle spalle si fanno sentire nonostante il portiere si stia allenando a casa. Ma con un lungo stop come questo, dove i portieri sono i più penalizzati visto che non possono allenarsi nei tiri, mette fine alla carriera del secondo portiere biancoceleste:
“Una cosa è sicura, se la Serie A non dovesse riprendere, sarà la fine della mia carriera. Alla mia età, non posso immaginare di tornare ad un livello sufficiente dopo quattro mesi di stop. Non è un problema di condizione fisica, ma non mi sono mai fermato per più di sei settimane. Ho perso enormemente la forza nelle gambe”.
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In un momento di crisi dove lo sport è fermo e molte squadre stanno ampliando i debiti ricorrono alla cassa integrazione dei loro staff più tagli degli stipendi, nella giornata di ieri è arrivata una lettera di Sky in Lega.
Il succo è quello di avere uno sconto del 50% per le restanti partite, una perdita tra le società che varca i 145 milioni di euro in diritti televisivi.
Dura la risposta di Lotito che rinomina la lettera in un ricatto economico.
La rata di scadenza è fissata al 1 Maggio e se non dovesse arrivare il pagamento da parte delle Pay Tv, la Lega Calcio si muoverà attraverso le sedi legali.
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Non si è fatta attendere la risposta di Arturo Diaconale al servizio andato in onda da Sport Mediaset. La trasmissione della casa di Berlusconi, ha fatto un servizio dichiarando di come Lotito abbia smesso di pagare gli stipendi cercando anche di tagliarli e accusando la società di aver fatto violare a Leiva le restrizioni del governo in questo periodo di quarantena.
Il portavoce biancoceleste ha dedicato la sua rubrica personale, Il Taccuino Biancoceleste, proprio a quest’ultimo servizio che poi è stato ripreso da più testate giornalistiche:
TACCUINO BIANCOCELESTE
La diffamazione laudatoria
“Un mix di notizie fasulle e di necrofilia giornalistico-giudiziaria. Il tutto per non di riconoscere a Claudio Lotito di aver visto fin dall’inizio giusto nella vicenda della ripresa del campionato dopo l’interruzione provocata dal coronavirus e di sostenere, in una sorta di rigurgito di anti-lotitismo d’antan, che gli indiscussi successi del presidente della Lazio dipendono in gran parte dalla sua capacità di manovrare all’interno del mondo del calcio.
In una recente trasmissione su una radio romana sono state rievocate in maniera diffamatoria vicende risalenti al 2004 e già ampiamente chiarite per sostenere che già a quell’epoca Lotito la faceva da padrone nel mondo del calcio. Nessuno dei suoi tardivi contestatori si è posto il problema che allora Lotito era un neofita dell’ambiente visto che solo da poco aveva assunto la guida della società biancoceleste e che aver capito così rapidamente i meccanismi di quel mondo dimostravano la capacità del personaggio di avere quella marcia in più che gli ha consentito di salvare la Lazio e potarla ai livelli attuali. Bizzarro caso di diffamazione laudatoria!”
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Si è concluso il vertice tra il calcio italiano ed il governo con il Ministro Spadafora che doveva mettere d’accordo le due parti con una probabile data per ricominciare a giocare.
Le testate sportive presenti sono state contattate dall’Ansa ed hanno dichiarato: “Il ministro ci ha detto che una decisione sulle date non arriverà oggi e che più tardi diramerà un comunicato sull’incontro”.
I tifosi di calcio e le società, in questo periodo di stop, dovranno ancora attendere per potersi svagare un po’ riassaporando quel tifo che ti fa sconnettere il cervello dai problemi per 90 minuti.
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