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Lazio: comunicato su Borsa e cessione

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Titolo Lazio sospeso in Borsa dopo il rialzo record. La società smentisce con fermezza le voci di cessione: 'Nessuna trattativa'. Duro comunicato contro la speculazione e rischio aggiotaggio.

Dopo una giornata di forte rialzo e sospensione del titolo a Piazza Affari, il club biancoceleste emana una nota durissima. Smentite categoricamente trattative con soggetti italiani o esteri e avvertimento sul rischio di “aggiotaggio informativo”.

Una giornata convulsa a Piazza Affari, caratterizzata da un forte rialzo del titolo e una momentanea sospensione per eccesso di rialzo, ha costretto la S.S. Lazio a intervenire con fermezza. Il club biancoceleste, società quotata in Borsa, ha diramato un comunicato ufficiale dai toni perentori per arginare l’ondata di rumors relativi a una presunta vendita della società, voci che hanno infiammato il mercato e i canali social nelle ultime ore.

Una mossa, quella del club presieduto da Claudio Lotito, che appare necessaria non solo per fare chiarezza di fronte ai tifosi, ma anche e soprattutto per rispondere agli obblighi di trasparenza richiesti dalla Consob per le società quotate, di fronte a movimenti azionari così bruschi e apparentemente ingiustificati dai fondamentali economici immediati.

La smentita categorica: “Nessuna trattativa, né in Italia né all’estero”

Il cuore del comunicato è una smentita totale e senza appello. La società si dice costretta a ribadire formalmente la propria posizione a causa del “persistente diffondersi di reiterate indiscrezioni” veicolate sia dai social media che dagli organi di informazione tradizionali.

Il messaggio è cristallino: “La S.S. Lazio non è in vendita”. Per spazzare via ogni dubbio, il comunicato entra nel dettaglio, specificando che non esiste nulla di concreto sul tavolo:

  • La società non ha ricevuto alcuna offerta né manifestazione di interesse.
  • Non sono pervenute proposte, “né formali né informali”.
  • Non sono in corso “trattative, negoziazioni o interlocuzioni di qualsivoglia natura” riguardanti la cessione.
  • La chiusura è totale sia verso potenziali acquirenti “italiani” che “esteri”.

L’allarme sulla turbativa di mercato e l’aggiotaggio

La seconda parte della nota assume un tono severamente legale e finanziario. La Lazio definisce le notizie circolate come “prive di qualsivoglia fondamento” e non supportate da riscontri oggettivi.

L’accusa è pesante: queste voci generano “disinformazione, turbative informative e indebite dinamiche speculative”. In parole povere, qualcuno starebbe speculando sul titolo azionario diffondendo notizie false. La società ricorda che la diffusione di informazioni fuorvianti su una società quotata non è un gioco, ma può avere rilievi normativi gravi, integrando fattispecie di reato come la “manipolazione del mercato” e “l’aggiotaggio informativo”.

La minaccia di azioni legali

In conclusione, la S.S. Lazio annuncia di essere pronta a passare alle vie di fatto per tutelare i propri interessi, la propria reputazione e quella dei suoi azionisti. Il club si riserva di “segnalare alle competenti Autorità ogni condotta idonea a ledere i predetti interessi”.

L’ultimo passaggio è un richiamo alla responsabilità per gli operatori dell’informazione e della comunicazione digitale, invitati ad attenersi alla verifica delle fonti e alle sole comunicazioni ufficiali, per evitare di alimentare bolle speculative dannose per la regolarità del mercato.



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Biglietti Lazio Atalanta: il crollo in prelazione e la diserzione dei tifosi

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Protesta tifosi Lazio: gli spalti vuoti dello Stadio Olimpico durante la sfida di Coppa Italia.

La frattura tra la tifoseria capitolina e l’attuale dirigenza ha assunto le dimensioni di un vero e proprio strappo storico. La corsa all’acquisto dei biglietti Lazio Atalanta, gara valida per la delicatissima semifinale di andata di Coppa Italia, si è tradotta in un boicottaggio di massa che non ha precedenti nella storia recente del club. I numeri emersi al termine della prima finestra di vendita confermano che la mobilitazione del tifo organizzato è stata seguita in blocco dall’intera piazza.

I numeri del boicottaggio: un crollo verticale

Il dato definitivo, riportato questa mattina sulle pagine dell’edizione cartacea e digitale de Il Corriere dello Sport, fotografa una situazione ambientale pesantissima. Si è infatti chiusa ufficialmente la fase di prelazione abbonati Lazio, una finestra temporale in cui i tesserati stagionali avrebbero potuto confermare il proprio posto a sedere usufruendo di prezzi ampiamente vantaggiosi.

Il bilancio è impietoso: su un totale di 29.918 abbonati aventi diritto, i posti confermati sono stati poco meno di 2.000. Questo significa che ben 28.000 sostenitori affezionati hanno scientemente deciso di non esercitare l’opzione di acquisto, preferendo restare fuori dall’impianto il prossimo mercoledì. La rinuncia massiva ai biglietti Lazio Atalanta rappresenta un segnale inequivocabile recapitato direttamente ai vertici societari, un crollo al botteghino che si tradurrà in un danno economico rilevante per le casse del club di Formello.

Le motivazioni dietro la protesta Curva Nord

Dietro a questi spalti deserti non c’è una mancanza di attaccamento alla maglia, bensì l’esatto opposto. La diserzione è il culmine di un malcontento radicato, esploso dopo le incomprensioni legate all’ultima sessione di calciomercato e alimentato da una percezione di ridimensionamento delle ambizioni che ha fatto eco persino all’estero.

La scelta di non acquistare i biglietti Lazio Atalanta era stata peraltro preannunciata. La mobilitazione, guidata dalla protesta Curva Nord, è stata spiegata in modo cristallino in un recente comunicato ufficiale diramato dai gruppi organizzati: “La decisione presa è tra le più sofferte dei 21 anni di gestione Lotito, ma siamo giunti al limite massimo di sopportazione”. I tifosi hanno dunque scelto la via più dolorosa: rinunciare a sostenere la propria squadra in uno snodo fondamentale della stagione pur di far sentire, attraverso il silenzio, il proprio dissenso verso le politiche gestionali della presidenza.

Biglietti Lazio Atalanta: le date della vendita libera

Archiviata la finestra riservata ai tesserati, la società si prepara ora ad aprire i botteghini al resto del pubblico, sperando di limitare i danni di una cornice di pubblico che si preannuncia comunque spettrale.

Il via alla vendita libera Lazio scatterà ufficialmente a partire dalle ore 10:00 di venerdì 27 febbraio. Da quel momento, tutti i tifosi e gli appassionati potranno acquistare i tagliandi per i posti rimasti invenduti e per quelli lasciati liberi dagli abbonati in sciopero. Come da consuetudine, in questa seconda fase i prezzi subiranno una maggiorazione rispetto alla tariffa agevolata precedente. I tagliandi saranno regolarmente acquistabili presso le ricevitorie autorizzate e tramite i canali telematici ufficiali del club.

Il clima allo Stadio Olimpico e l’impatto sulla squadra

La vera incognita, adesso, riguarda le conseguenze prettamente sportive di questa frattura. Mercoledì prossimo la Lazio scenderà in campo contro una delle formazioni più fisiche, organizzate e in forma del panorama calcistico italiano ed europeo. Affrontare gli uomini di Gian Piero Gasperini in uno Stadio Olimpico quasi deserto rischia di azzerare completamente il fattore casalingo, solitamente decisivo in partite da dentro o fuori come una semifinale di Coppa Italia.

Maurizio Sarri e i suoi giocatori, già chiamati a fare i conti con un’infermeria affollata e l’assenza pesante di Rovella in cabina di regia, dovranno trovare dentro di sé le motivazioni extra per superare l’ostacolo. Senza la spinta del dodicesimo uomo sugli spalti, servirà una prova di enorme spessore tattico e caratteriale per tenere vive le speranze di qualificazione in vista della gara di ritorno.



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Cessione Lazio Lotito: 1 piano shock verso il Nasdaq per blindare il club

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Cessione Lazio Lotito: il presidente riflette sulle strategie finanziarie e sul Nasdaq.

La tensione attorno all’ambiente biancoceleste è ancora lì, palpabile e costante. Il malcontento verso la dirigenza non è rientrato, ma è diventato parte integrante del contesto quotidiano. In questo clima di sfiducia, il fantasma di una cessione Lazio Lotito continua ad aleggiare sulla Capitale, alimentato da speranze, indiscrezioni e dal tam tam ininterrotto dei media e dei tifosi. Ma la società ha in mente una contromossa strategica che potrebbe ribaltare ogni scenario.

La frattura interna e l’ombra della cessione Lazio Lotito

Per disinnescare la bomba ambientale, che ha già portato allo svuotamento dello Stadio Olimpico, il direttore sportivo Angelo Fabiani ha provato qualche settimana fa a fare un passo politico decisivo. L’apertura a una sorta di “assemblea costituente” non è stata una formula comunicativa casuale, ma una lucida presa d’atto: il conflitto esiste, va affrontato e non può più essere ignorato.

Mentre l’opinione pubblica continua a interrogarsi sulle reali probabilità di una cessione Lazio Lotito, il club sta preparando con cura maniacale un appuntamento cerchiato in rosso sul calendario. La data, ancora da confermare ufficialmente, è quella del 30 marzo. Non sarà una semplice conferenza stampa ordinaria, ma un confronto allargato, un vero e proprio simposio ribattezzato Stati Generali Lazio.

Il 30 marzo: 1 appuntamento cruciale con gli Stati Generali

La società sta attualmente valutando tre diverse location a Roma, scelte minuziosamente in base alla capienza e alla tipologia di partecipazione che si vuole garantire all’evento. L’idea di base è estremamente ambiziosa: coinvolgere componenti diverse dell’universo calcistico cittadino — tifosi, giornalisti, addetti ai lavori e mondo accademico — in un momento pubblico di profonda analisi e visione aziendale.

L’annuncio ufficiale ha iniziato a prendere forma nel giorno della presentazione del progetto sul restyling dello Stadio Flaminio. In quell’occasione, il responsabile della comunicazione biancoceleste, Emanuele Floridi, ha scandito parole destinate a lasciare il segno: “Il 30 marzo, il colosso internazionale Deloitte insieme all’università LUISS ci aiuterà a costruire il piano strategico. Aiuteremo e dimostreremo a tutto il calcio come ancora oggi in Italia è possibile fare un calcio sostenibile”.

La smentita sui fondi e il modello di sostenibilità

Le dichiarazioni di Floridi sono state forti, identitarie e quasi rivendicative: un modello finanziario “senza l’intervento di fondi o indebitamenti vari”. Eppure, nonostante questa netta smentita istituzionale, le voci su un imminente cambio di guardia non si placano.

Il tam tam mediatico in città continua a soffiare fortissimo. Soffia sulle speranze di nuovi capitali, soffia sull’idea di nuove cordate come quella legata all’imprenditore Pignataro, e ogni singola dichiarazione viene letta come il preludio a una cessione Lazio Lotito. L’appuntamento di fine marzo viene interpretato dai più critici come una possibile anticamera di scenari più ampi, ma la verità potrebbe essere molto più manageriale: la giornata in cui la S.S. Lazio illustrerà il proprio percorso di autosostentamento.

1 ipotesi shock: la doppia quotazione sul Nasdaq

Ed è proprio tra le pieghe di questo piano di autosostentamento che si inserisce il capitolo più affascinante: il mercato azionario americano. L’approdo sul Nasdaq non è una suggestione estiva isolata, ma un’ipotesi strutturata e inserita dentro un piano industriale presente e futuro.

Se la società decidesse di percorrere concretamente la strada di un primary offering (ovvero l’offerta pubblica iniziale di nuove azioni), significherebbe raccogliere capitale fresco direttamente dal mercato globale. Dal punto di vista tecnico, se questo avvenisse, si determinerebbe un naturale effetto di diluizione delle quote per l’attuale socio di maggioranza. In cambio, però, arriverebbero ingenti risorse da destinare alle infrastrutture, allo sviluppo del brand e alla competitività della rosa. Una doppia quotazione (mantenendo la presenza sulla Borsa di Milano) permetterebbe al club di entrare in un ecosistema finanziario vastissimo, allontanando forse in modo definitivo lo spettro di una totale cessione Lazio Lotito.

Il banco di prova: credibilità per attrarre investitori

Il Nasdaq oggi rappresenta una via di fuga concreta per le strategie di sopravvivenza ed espansione ad alti livelli, ma resta vincolata a doppio filo al clima di incertezza attuale. Tra un progetto finanziario di tale portata e la sua realizzazione pratica c’è un passaggio obbligato: la credibilità.

Senza stabilità interna e senza un clima ricomposto con la tifoseria, qualsiasi ambizione internazionale rischia di arenarsi. Gli investitori istituzionali analizzano i bilanci e i numeri, ma osservano con altrettanta attenzione il contesto sociale. E oggi il contesto è oggettivamente attraversato da tensioni evidenti. Il prossimo 30 marzo sarà un banco di prova inappellabile. Più che le parole, conteranno i dati illustrati da Deloitte e LUISS. Alla fine resteranno solo due elementi fondamentali per scongiurare una cessione Lazio Lotito per mancanza di fondi: la sostenibilità reale e la fiducia generata. Senza di esse, ogni scenario resterà pura teoria.

fonte lalaziosiamonoi



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Dove vedere Torino Lazio: 1 scontro vitale in tv per Sarri e Baroni

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Dove vedere Torino Lazio: i giocatori si preparano a scendere in campo per il fischio d'inizio.

Il deludente pareggio a reti bianche maturato in terra sarda contro il Cagliari ha lasciato scorie pesantissime in casa biancoceleste. La classifica piange e la squadra rischia di scivolare verso un finale di stagione anonimo, lontanissimo dalle posizioni che garantiscono l’accesso all’Europa. Per invertire la rotta serve un blitz esterno in una delle trasferte più ostiche del campionato. In questa guida completa e dettagliata, scopriremo dove vedere Torino Lazio, analizzando anche il momento nerissimo che attraversano entrambe le formazioni.

La crisi biancoceleste e il fattore ex

Per capire l’importanza di sapere dove vedere Torino Lazio, bisogna analizzare la posta in palio. La squadra di Maurizio Sarri non vince da tre partite consecutive in campionato. Il contraccolpo psicologico della contestazione dei tifosi e l’astinenza da gol degli attaccanti stanno trasformando la corsa all’Europa in un vero e proprio miraggio.

Dall’altra parte del campo, però, c’è un avversario ferito e altrettanto disperato. Il Torino guidato dal grande ex Marco Baroni è reduce da un brutto e pesante ko rimediato in casa del Genoa, che ha incrinato le certezze tattiche della formazione granata. Un incrocio pericolosissimo, insomma, in cui nessuna delle due squadre può permettersi il lusso di accontentarsi di un pareggio. Sarà una vera e propria battaglia agonistica all’Olimpico Grande Torino.

Info e orari: dove vedere Torino Lazio in tv

Veniamo ora alle informazioni pratiche, essenziali per tutti i tifosi e gli appassionati che non potranno seguire la squadra in trasferta. Il match è in programma per domenica 1° marzo alle ore 18:00 nella splendida cornice dello stadio Olimpico Grande Torino.

Per quanto riguarda la copertura televisiva, la partita gode della co-esclusiva. Chi si chiede dove vedere Torino Lazio sul piccolo schermo avrà a disposizione due opzioni principali:

  • DAZN: La piattaforma detiene i diritti di tutta la Serie A. Il match sarà visibile scaricando l’apposita applicazione sulle moderne Smart TV. (Puoi consultare il palinsesto ufficiale sul sito DAZN).
  • Sky Sport: Gli abbonati alla TV satellitare potranno sintonizzarsi sui canali dedicati del pacchetto Calcio per seguire la diretta integrale con ampio pre e post-partita.

Le opzioni per la diretta streaming

Nell’era digitale, moltissimi utenti preferiscono seguire le partite in mobilità. Per chi viaggia o semplicemente non ha una televisione a disposizione, è fondamentale sapere dove vedere Torino Lazio in diretta streaming da smartphone, tablet o PC.

Anche in questo caso, le soluzioni sono molteplici. Gli abbonati a DAZN potranno accedere all’evento direttamente dal sito web ufficiale o tramite l’applicazione per dispositivi iOS e Android. I clienti Sky, invece, potranno affidarsi al servizio gratuito Sky Go. Infine, per chi cerca una soluzione flessibile e senza vincoli contrattuali a lungo termine, la gara sarà trasmessa anche sulla piattaforma di streaming on-demand NOW, acquistando il pass Sport dedicato.

Le scelte tattiche in mezzo al campo

Oltre a fornire i dettagli su dove vedere Torino Lazio, è doveroso fare un rapido accenno alla situazione tecnica. Entrambi gli allenatori dovranno fare i conti con assenze pesanti e infermerie affollate. In casa biancoceleste, l’assenza più sanguinosa è sicuramente quella di Nicolò Rovella, la cui stagione è ormai compromessa.

Sarri dovrà reinventare completamente la linea mediana, chiedendo un sacrificio enorme a Cataldi e affidandosi agli inserimenti delle mezzali per scardinare la difesa a tre impostata da Baroni. Una sfida a scacchi tra due tecnici che si giocano buona fetta della propria credibilità in questi decisivi novanta minuti, il cui risultato peserà come un macigno sulla classifica ufficiale della Lega Serie A.



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Protesta Lazio Lotito: 1 clamoroso dato in Coppa Italia e lo sciopero del tifo

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Protesta tifosi Lazio: gli spalti vuoti dello Stadio Olimpico durante la sfida di Coppa Italia.

La protesta Lazio Lotito ha superato il punto di non ritorno. Quella che inizialmente poteva sembrare la “classica” contestazione circoscritta ai gruppi della Curva Nord, si è rapidamente trasformata in un vero e proprio moto popolare che ha coinvolto l’intera tifoseria biancoceleste. A confermare questa spaccatura totale tra la scrivania e gli spalti non sono più soltanto gli striscioni o i cori, ma i freddi e inequivocabili numeri legati alla biglietteria e alle mobilitazioni digitali.

Il flop della prelazione: 1 segnale inequivocabile

Il dato che sta facendo tremare i polsi alla dirigenza di Formello, riportato questa mattina dall’edizione de Il Corriere dello Sport, riguarda l’imminente e delicatissima semifinale d’andata di Coppa Italia contro l’Atalanta, in programma mercoledì 4 marzo allo Stadio Olimpico.

La società conta per questa stagione esattamente 29.918 abbonati, uno zoccolo duro che storicamente non fa mai mancare il proprio apporto nelle notti di coppa. Eppure, la risposta alla chiamata per il match contro i bergamaschi è stata raggelante: circa 28.000 tesserati hanno deciso di non esercitare il proprio diritto di prelazione sul posto. Un boicottaggio di massa che non ha precedenti recenti nella storia del club capitolino.

Nonostante ci sia tempo fino a questa sera per far valere l’opzione di acquisto anticipato, è ormai matematicamente impossibile che il dato subisca variazioni significative. La protesta Lazio Lotito si materializza così nell’assenza, nel silenzio e in migliaia di seggiolini vuoti che faranno da cornice a una delle partite più importanti dell’intera stagione sportiva.

Petizione da record: i numeri della protesta Lazio Lotito

Se lo stadio si svuota, le piazze digitali si riempiono a dismisura. Parallelamente allo sciopero del botteghino, la mobilitazione dei sostenitori laziali sta trovando un clamoroso sfogo sul portale Change.org.

La petizione online intitolata emblematicamente “Lettera al presidente Lotito” ha infatti superato, fino alla serata di ieri, l’impressionante quota di 44.913 firme, mettendo nel mirino il traguardo simbolico delle 45.000 adesioni. Si tratta di un dato gigantesco per una petizione legata a dinamiche calcistiche locali. Il documento chiede a gran voce un cambio di passo, maggiore chiarezza sulle ambizioni future e, tra le righe, avalla le indiscrezioni su possibili acquirenti pronti a rilevare la società.

Non si tratta più, dunque, del malcontento di una frangia estrema del tifo, ma di una presa di posizione trasversale che unisce famiglie, abbonati storici in Tribuna Tevere e tifosi sparsi in tutta Italia.

Il contraccolpo economico e d’immagine per il club

Le conseguenze di questa diserzione di massa si calcolano su due fronti altrettanto dolorosi. Il primo è puramente economico: l’assenza di 28.000 abbonati e la mancata vendita dei biglietti ai non tesserati si traduce in un mancato incasso da centinaia di migliaia di euro. Un danno rilevante per le casse di una società che fa della sostenibilità finanziaria il proprio mantra assoluto.

Il secondo fronte riguarda l’immagine del brand a livello internazionale. Come abbiamo visto nel recente attacco sferrato dalla CBS in diretta televisiva negli Stati Uniti, il mondo sta osservando l’implosione dell’ambiente biancoceleste. La protesta Lazio Lotito dipinge l’immagine di un club scollato dalla propria gente, un fattore che rischia di allontanare non solo i tifosi, ma anche potenziali sponsor e investitori.

Lazio-Atalanta: verso uno Stadio Olimpico surreale

In mezzo a questa tempesta perfetta ci sono Maurizio Sarri e la squadra. I giocatori, già falcidiati dagli infortuni come quello gravissimo di Rovella, si troveranno ad affrontare la corazzata di Gasperini in un clima a dir poco spettrale.

In una semifinale in cui il fattore campo avrebbe dovuto rappresentare l’uomo in più per scardinare la fisicità dei nerazzurri, la Lazio scenderà in campo orfana del proprio dodicesimo uomo in campo. Una situazione tattica e psicologica difficilissima da gestire, che conferma come la stagione biancoceleste si stia giocando molto più fuori che dentro il rettangolo verde.



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Crisi Lazio Lotito: 1 clamoroso attacco in diretta tv dagli USA

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Audizione Lotito Antimafia: il presidente della Lazio risponde alle domande dei giornalisti all'uscita da Palazzo San Macuto.

La crisi Lazio Lotito non è più soltanto una questione di cronaca cittadina o nazionale. Il clima di profonda tensione che si respira attorno all’ambiente biancoceleste ha infatti varcato l’oceano, finendo sotto i riflettori dei media internazionali. Mentre in città si susseguono le proteste del tifo organizzato e le indiscrezioni su possibili cambi di proprietà, la situazione è stata analizzata in diretta televisiva negli Stati Uniti, restituendo un’immagine a dir poco allarmante della gestione societaria attuale.

La risonanza internazionale della crisi Lazio Lotito

Negli studi di CBS Sports Golazo, uno dei programmi a tema calcistico più seguiti e autorevoli a livello globale (qui il sito ufficiale di CBS Sports), la situazione della squadra capitolina è finita letteralmente sul tavolo degli opinionisti.

La discussione ha fatto rapidamente il giro del web per la schiettezza e la durezza delle argomentazioni. La conclusione a cui sono giunti gli analisti americani è netta: ciò che sta accadendo a Formello è evidente anche dall’esterno, la reazione rabbiosa dei sostenitori è più che comprensibile e, procedendo di questo passo, il rischio di sprofondare nell’anonimato della classifica è una certezza.

L’analisi di Mike Grella: “Sarri costretto a difendere”

A prendere per primo la parola è stato Mike Grella, ex calciatore statunitense, che ha tracciato una radiografia spietata del momento tecnico e ambientale. Le sue dichiarazioni sembrano fare eco alle recenti ammissioni dello stesso allenatore biancoceleste durante l’ultima conferenza stampa in Sardegna.

“Nella Lazio l’atmosfera è un po’ stantia, si respira un po’ di negatività”, ha esordito Grella. “La Lazio oggi che cosa è? Oggi non siamo sicuri di cosa sia. Cosa vogliono ottenere? Sono in mezzo al nulla, a metà classifica. Stanno perdendo giocatori, non ne stanno ingaggiando altri. Lo stile di calcio di Sarri si è ridotto al cercare di rimanere compatti e difendere. Non ci sono giocatori in grado di segnare. Quindi è una situazione davvero difficile quella in cui si trovano Sarri e i giocatori. E lo capisco, capisco i tifosi”.

L’affondo di Messina: “Tifosi stanchi della mediocrità”

Il carico da novanta è arrivato subito dopo dall’opinionista Marco Messina, che ha spostato il mirino direttamente sui vertici del club, giustificando in toto la rabbia della piazza. La crisi Lazio Lotito viene qui inquadrata come un problema esclusivamente manageriale, scagionando di fatto chi scende in campo.

“I tifosi hanno tutto il diritto di protestare, perché questo è l’unico modo in cui possono davvero far sentire la loro voce alla proprietà. Mi dispiace per i giocatori e per Sarri. I giocatori non hanno scelto questa situazione, non possono farci niente se il presidente li ingaggia o li vende. Lotito è stato definito ‘Il tirchio’ da molti tifosi della Lazio per come gestisce il club: non spende mai più di una certa cifra e vende per importi elevati”.

Messina ha poi rincarato la dose sul ridimensionamento delle ambizioni: “Questo è un club storico, ha vinto dei trofei in passato e i tifosi hanno la sensazione che con l’attuale proprietà il club stia scivolando verso la mediocrità di metà classifica. Non è contro i giocatori o contro Sarri, è contro la proprietà”.

La diserzione in Coppa Italia contro l’Atalanta

Queste parole dall’estero certificano come il distacco tra la scrivania e gli spalti abbia raggiunto un punto di non ritorno. L’ennesima riprova andrà in scena proprio nell’imminente semifinale di andata di Coppa Italia contro l’Atalanta.

Come ampiamente preannunciato attraverso un durissimo comunicato ufficiale, la Curva Nord e i gruppi del tifo organizzato diserteranno lo Stadio Olimpico. Una scelta dolorosissima, che priverà la squadra della spinta del proprio pubblico in uno snodo cruciale della stagione, ma ritenuta l’unica strada percorribile per far arrivare un segnale forte a una dirigenza considerata ormai lontana dalle reali ambizioni di una piazza storica del calcio italiano.

La crisi Lazio Lotito è ormai un caso mediatico internazionale. E la sensazione è che il peggio, a livello ambientale, debba ancora venire.



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Infortunio Rovella: 1 clamoroso retroscena di mercato e il calvario del centrocampista

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Infortunio Rovella: il centrocampista a terra dolorante durante il match.
CALCIO - Serie A - SS Lazio vs Atalanta BC Nicolo Rovella of S.S. Lazio is in action during the 25th matchday of the Serie A championship between S.S. Lazio and Atalanta B.C. at the Stadio Olimpico on February 14, 2026 in Rome, Italy. Rome Italy PUBLICATIONxNOTxINxFRAxUK Copyright: xIPAxSport/ABACAx

L’infortunio Rovella rappresenta il punto più basso di una stagione fin qui a dir poco maledetta per il centrocampista biancoceleste e per l’intera rosa a disposizione di Maurizio Sarri. La frattura scomposta della clavicola destra, rimediata durante l’ultima trasferta in terra sarda, non è solo una pessima notizia per l’infermeria di Formello, ma riapre inevitabilmente i discorsi sulle scelte societarie fatte (o mancate) durante la scorsa sessione di calciomercato.

Mentre il giocatore si prepara ad affrontare l’ennesimo lungo stop, emergono dettagli sorprendenti su quello che sarebbe potuto essere il suo futuro lontano dalla Capitale.

Il calvario medico prima dell’infortunio Rovella

Infortunio Rovella: il centrocampista a terra dolorante durante il match.

Per comprendere la gravità del momento, bisogna riavvolgere il nastro. L’inizio di stagione del classe 2001 era stato entusiasmante: le sue geometrie in mezzo al campo avevano convinto tutti, tanto da fargli guadagnare paragoni illustri dopo la sfida contro l’Hellas Verona. Poi, il 21 settembre, in occasione del derby contro la Roma, è iniziato l’incubo.

Prima i mesi passati a combattere una fastidiosa pubalgia con terapie conservative che non hanno dato i frutti sperati. Successivamente, la decisione obbligata di sottoporsi a un intervento chirurgico per Groin Pain bilaterale. Un percorso riabilitativo estenuante che lo ha tenuto lontano dai campi fino a gennaio. Il rientro graduale aveva riacceso le speranze, culminate con la maglia da titolare in Coppa Italia contro il Bologna e nel recente pareggio a reti bianche di Cagliari. Poi, il contrasto fatale con Zé Pedro e la spalla che cede.

1 clamoroso retroscena estivo dietro l’infortunio Rovella

Con il senno di poi le dinamiche del calcio assumono contorni amari. Secondo quanto riportato dall’edizione odierna de Il Messaggero, il destino del numero 6 laziale sarebbe potuto essere diametralmente opposto.

Prima che scattasse il blocco del mercato estivo a giugno, il presidente Claudio Lotito aveva infatti valutato concretamente la cessione del regista. La destinazione più calda era l’Inter di Simone Inzaghi, pronta a mettere sul piatto una valutazione monstre tra i 45 e i 50 milioni di euro. L’operazione avrebbe potuto includere anche uno scambio clamoroso con Davide Frattesi (le cui statistiche aggiornate sono consultabili sul profilo Transfermarkt di Davide Frattesi), un nome tornato prepotentemente di moda anche nella successiva sessione invernale.

Il dettaglio che oggi fa più rumore è che lo stesso Maurizio Sarri aveva dato il suo benestare a questa maxi-operazione, salvo poi dover fare di necessità virtù e riadattare il giocatore al suo sistema di gioco quando la trattativa si è arenata.

Come cambia il centrocampo di Sarri

L’infortunio Rovella apre ora una voragine tattica nel cuore del centrocampo biancoceleste. Come ribadito dal tecnico toscano durante la recente e infuocata conferenza stampa, la coperta in quella zona del campo è cortissima.

Senza il suo regista designato, e con altri elementi ai box, Sarri dovrà inventarsi nuove soluzioni. Il giovane Belahyane ha caratteristiche diverse e non può ricoprire il ruolo di vertice basso, essendo un portatore di palla e non uno smistatore. Le chiavi della manovra torneranno quasi certamente tra i piedi di Danilo Cataldi, con la speranza di recuperare al 100% le alternative per garantire le giuste rotazioni.

I tempi di recupero per l’infortunio Rovella e la corsa in Serie A

La diagnosi di frattura scomposta della clavicola destra lascia poco spazio all’ottimismo. Il giocatore è atteso nelle prossime ore a Roma per una visita ortopedica specialistica che determinerà l’eventuale necessità di un intervento chirurgico per ridurre la frattura.

In casi del genere, lo stop non è mai inferiore ai due mesi. Considerando che mancano meno di novanta giorni al termine del calendario ufficiale della Serie A, la stagione dell’ex Juventus e Monza può considerarsi virtualmente conclusa. Una “sliding door” crudele per un talento cristallino frenato unicamente dalla sfortuna.



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Tegola Rovella: il comunicato ufficiale conferma la frattura della clavicola

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Nicolò Rovella esce dolorante dal campo durante Cagliari-Lazio.

Il peggiore dei sospetti è purtroppo diventato realtà. La trasferta all’Unipol Domus non lascia in dote solo uno scialbo pareggio alla Lazio, ma anche una pesantissima tegola dall’infermeria: l’infortunio di Nicolò Rovella è grave e la sua stagione può considerarsi di fatto compromessa.

La corsa in ospedale e la diagnosi ufficiale

Le prime sensazioni a caldo, circolate nel post-partita, parlavano di un trasferimento immediato in ospedale per accertamenti. Poco dopo la mezzanotte è arrivata la doccia fredda, confermata dalla nota diramata dalla società biancoceleste:

“La S.S. Lazio comunica che, a seguito degli accertamenti clinici e strumentali eseguiti presso l’Ospedale SS. Trinità di Cagliari, il calciatore Nicolò Rovella ha riportato una frattura scomposta della clavicola destra. Il giocatore rientrerà a Roma insieme alla squadra e, nelle prossime ore, sarà sottoposto a visita ortopedica specialistica”.

Stagione al capolinea per il regista di Sarri

Si tratta di un colpo durissimo sia per Maurizio Sarri — già alle prese con una pesante emergenza a centrocampo — sia per il ragazzo. Il numero 6 biancoceleste era infatti appena rientrato a disposizione dopo un lungo calvario fisico che ne aveva pesantemente limitato l’impiego per tutta la stagione.

Con la diagnosi di una frattura “scomposta”, e la conseguente visita ortopedica che dovrà valutare l’eventuale necessità di un intervento chirurgico, i tempi di recupero si preannunciano molto lunghi. A meno di tre mesi dalla fine del campionato, l’annata di Rovella è virtualmente terminata.



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Conferenza Sarri: la difesa di Ratkov, la rabbia per i tifosi e l’allarme infortuni

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Maurizio Sarri scuro in volto in conferenza stampa dopo il pareggio contro il Cagliari.

Un altro pareggio senza reti e un nono posto in classifica che non fa sorridere. Eppure, nel post-partita dell’Unipol Domus, Maurizio Sarri non ci sta a subire i processi. In conferenza stampa il tecnico biancoceleste affronta tutti i temi caldi: dalla gestione dei giovani, all’emergenza infortuni, fino a un durissimo sfogo sulle decisioni istituzionali contro la tifoseria.

Il caso Ratkov e l’ammissione tattica: “Gioco un calcio diverso”

La scelta di far entrare Ratkov in un ruolo non suo e le oggettive difficoltà del ragazzo hanno sollevato più di un dubbio. Sarri lo difende facendo un paragone pesante e sgancia una vera e propria “bomba” sul suo credo tattico attuale:

“Ratkov è indietro come tutti i ragazzi di 22 anni che arrivano da un’altra nazione, parlano un’altra lingua, hanno giocato un altro calcio e sono catapultati in una nuova realtà. La Serie A italiana, anche se è a un livello più basso di quello di cui ti sto per fare il paragone, è sempre un campionato tatticamente difficile: i primi tre mesi ha fatto fatica anche Platini, figuriamoci Ratkov. Ora sto giocando un calcio diverso da quello che mi piacerebbe fare, perché ci sono tanti calciatori che non hanno le caratteristiche per giocare il mio calcio, ma la rosa è questa. Quindi sto facendo qualcosa di diverso. Stasera infatti era una partita in cui dovevamo giocare in velocità e attaccare la profondità, cosa che loro soffrono, invece abbiamo portato tanto palla e non siamo stati produttivi”.

La protesta e il divieto di trasferta: “Regola incostituzionale”

Sul delicato tema del rapporto tra club e tifosi (in aperta contestazione), Sarri rispetta la scelta della curva per le gare in casa, ma si scaglia duramente contro le istituzioni per il blocco delle trasferte:

“Io non mi faccio promotore di niente. Io accetto le decisioni della gente e le accetto soprattutto. Penso che se si prende una scelta del genere ci siano delle motivazioni dietro, senza entrare nel merito. Ti posso dire che a noi ci mancano, è un’assenza pesante. La decisione di non entrare in casa è una scelta dei tifosi, il fatto che i tifosi non possano essere in trasferta è una decisione ‘anti-costituzionale’. Le persone coinvolte nei tafferugli saranno state 30-40 e impediscono a 3-4 mila persone che noi di solito abbiamo al seguito di poter entrare. È come se uno prende l’autostrada contromano e tolgono la patente a tutti quelli che sono in autostrada in quel momento, è una follia”.

Belahyane titolare e l’emergenza continua senza Rovella

La scelta di Belahyane dal 1′ è stata dettata dal campo: “In allenamento ha fatto nettamente meglio degli altri e l’ho messo dentro per questo”. Ma l’infortunio di Rovella apre un baratro in regia, ruolo che l’ex Verona non ha nelle corde:

“Belahyane non può fare il vertice basso, non è uno smistatore di palloni è uno che lo porta il pallone. In assenza di entrambi l’ha fatto per qualche partita Basic, che speriamo di recuperarlo velocemente. Purtroppo la nostra stagione è stata tutto un rincorrersi di queste situazioni. Oggi siamo venuti qui con 6 infortunati, ci abbiamo lasciato anche Rovella. Siamo costretti a far giocare calciatori al limite: Zaccagni ha giocato con soli due o tre allenamenti e si è buttato dentro. Siamo da tutto l’anno in emergenza”.

“Senza motivazioni qui perdi: Roma e Juve lo sanno”

In chiusura, il tecnico respinge con forza le sensazioni “da fuori” di una squadra compassata e scarica:

“Siamo abituati e pronti a lottare fino alla fine. Dopo l’ultima partita tutti voi ci avevate detto che la squadra non avrebbe avuto più motivazioni, si può discutere dell’aspetto tecnico, ma dentro la partita a livello mentale c’era. Quindi vuol dire che le motivazioni c’erano. Qui se vieni senza motivazioni perdi. Hanno perso Roma e Juve. La squadra ha fatto una fase difensiva forte per 95 minuti. Poi si può discutere sulla fase offensiva: troppi palloni persi, troppe scelte affrettate, troppi strappi invece di palleggiare. Se una squadra fa una fase difensiva così per 95 minuti, se non hai la giusta motivazione non riesci a farli”.



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Cagliari-Lazio, la rabbia e l’amarezza di Sarri: ‘Stagione maledetta, siamo in emergenza totale. E ora si ferma anche Rovella’

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Probabili formazioni Lazio Atalanta: i giocatori in campo allo Stadio Olimpico per il match di Coppa Italia.
Maurizio Sarri in panchina all’Olimpico: il tecnico annuncia che resterà fino a giugno, ma chiede risposte e investimenti alla società.

Il tecnico biancoceleste analizza il pareggio in Sardegna tra frustrazione tattica e l’ennesimo infortunio pesante. “Ai ragazzi posso imputare poco, è tutto l’anno che siamo in questa situazione”.

Un Maurizio Sarri diviso tra l’insoddisfazione per la prestazione tecnica e la rassegnazione per una situazione infortuni ormai cronica si è presentato ai microfoni di Sky Sport nel post-partita di Cagliari-Lazio. Il punto guadagnato su un campo difficile, dove “hanno perso la Roma e la Juve”, non basta a placare il nervosismo del tecnico, scaturito principalmente dalle scelte di gioco della sua squadra e dall’ennesima tegola fisica.

La frustrazione tattica: “Mancato il palleggio veloce”

L’analisi del match da parte dell’allenatore toscano parte da una confessione sul suo stato d’animo durante la gara. Sarri si è detto “nervoso”, non tanto per il risultato in sé, che definisce anche accettabile considerando la difficoltà dell’avversario, quanto per l’atteggiamento tattico dei suoi.

“Non mi sono piaciute parecchie scelte della squadra”, ha ammesso Sarri. Il nodo cruciale è stato l’approccio alla manovra offensiva contro un Cagliari chiuso e combattivo. Secondo il tecnico, una squadra del genere “va affrontata col palleggio veloce”, un fondamentale che è mancato alla Lazio in questa occasione. “Questa cosa mi ha fatto arrabbiare”, ha sottolineato.

La partita, descritta come combattuta e con poche occasioni da gol da entrambe le parti, ha visto un miglioramento biancoceleste solo nel finale. Sarri ha evidenziato come la squadra sia diventata “più pericolosa sulla fascia sinistra” negli ultimi venti minuti, grazie all’ingresso di due giocatori dalla panchina che “hanno fatto bene”.

L’annuncio shock: “Stagione maledetta”, Rovella out

Tuttavia, l’aspetto più preoccupante delle dichiarazioni di Sarri riguarda la condizione della rosa. Il tecnico ha usato parole forti per definire l’annata in corso: “È una stagione maledetta per motivi che non sto qui a dire”.

A confermare questa tesi è arrivata la notizia di un nuovo, pesante infortunio. La Lazio era arrivata a Cagliari già priva di sei elementi, ma il conto è salito a sette: “Rovella ha una frattura alla clavicola”, ha rivelato Sarri.

L’allenatore ha tenuto a precisare che non si tratta di una situazione passeggera. “Questo non è un momento d’emergenza. È tutta la stagione così”, ha ribadito, dipingendo un quadro di costante difficoltà nel gestire le risorse umane a disposizione.

Le difficoltà offensive e le caratteristiche dei singoli

L’emergenza e le caratteristiche dei giocatori disponibili hanno influito anche sulla sterilità offensiva vista in Sardegna. Sarri ha spiegato le difficoltà nel creare occasioni analizzando i singoli: “Maldini fa fatica a attaccare la profondità, Isaksen non è da movimenti senza palla”.

A questo si aggiunge la precaria condizione fisica di chi rientra, come Zaccagni, che “non è in condizione ottimale”. Sarri ha evidenziato il circolo vizioso di questa stagione: dover aspettare giocatori che sono stati fuori un mese e mezzo, con la necessità di fargli mettere minuti nelle gambe proprio mentre si ha bisogno di risultati immediati.

La difesa della squadra

Nonostante la rabbia per il palleggio mancato, Sarri ha concluso ergendosi a difesa del gruppo. Ha ricordato il ruolino di marcia esterno (“In trasferta non perdiamo da metà novembre”, citando anche la sconfitta “farlocca” col Milan), e ha assolto i suoi giocatori dalle responsabilità maggiori.

“Ai ragazzi posso imputare veramente poco”, ha concluso il tecnico, ribadendo come le problematiche di questa “stagione maledetta” vadano ben oltre la singola prestazione di Cagliari.



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Tegola Rovella: si teme la frattura della clavicola, stagione a rischio

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Nicolò Rovella dolorante a terra durante la partita Cagliari-Lazio.
Nicolò Rovella in maglia Lazio durante una partita di Serie A, prima dell’infortunio che lo costringerà all’operazione.

Piove sul bagnato in casa biancoceleste. Lo 0-0 maturato all’Unipol Domus contro il Cagliari passa drammaticamente in secondo piano di fronte alle pessime notizie che arrivano dall’infermeria. L’uscita dal campo di Nicolò Rovella al 59′ minuto, dolorante alla spalla dopo un contrasto con Zé Pedro, nasconde uno scenario purtroppo gravissimo.

Corsa in ospedale dopo il fischio finale

Secondo i primi aggiornamenti riportati nel post-partita dalle frequenze di Lazio Style Radio, il centrocampista non ha fatto ritorno negli spogliatoi con i compagni, ma è stato immediatamente trasportato in ospedale per accertamenti. La prima diagnosi parla di una sospetta frattura alla clavicola destra.

Una notizia tremenda che gela l’ambiente, già in apprensione dopo aver letto il recente report medico ufficiale sugli stop di Pedro e Gila.

Rovella Un calvario senza fine: stagione virtualmente finita?

Ora si attende solo l’esito definitivo degli esami strumentali per avere il verdetto ufficiale, ma il pessimismo filtra in maniera evidente. Se la frattura dovesse essere confermata, i tempi di recupero sarebbero lunghissimi.

Per il numero 6 biancoceleste si tratterebbe di una vera e propria maledizione: era appena rientrato nelle rotazioni da titolare dopo un lungo problema fisico che ne aveva centellinato l’impiego per tutta la stagione. Con soli tre mesi scarsi al termine del campionato, una lesione ossea del genere certificherebbe di fatto la conclusione anticipata della sua annata.

Mentre la squadra si lecca le ferite per un pareggio che non smuove la classifica di Serie A, Maurizio Sarri rischia di perdere definitivamente il suo regista nel momento cruciale per la corsa all’Europa e alla Coppa Italia.



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✍️ Pagelle Cagliari-Lazio: Guizzi nel finale, ma l’attacco è un rebus

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Probabili formazioni Lazio Atalanta: i giocatori in campo allo Stadio Olimpico per il match di Coppa Italia.
Maurizio Sarri in panchina all’Olimpico: il tecnico annuncia che resterà fino a giugno, ma chiede risposte e investimenti alla società.

Un pareggio che sa di occasione persa. La Lazio di Sarri esce dall’Unipol Domus con un punto e tanti dubbi, soprattutto davanti. Se la difesa ha ritrovato solidità con il ritorno di Romagnoli, la produzione offensiva è rimasta ferma al palo (letteralmente, quello colpito dai sardi) per gran parte del match. Solo l’ingresso dei subentrati ha acceso una luce in un pomeriggio altrimenti grigio.

🛡️ Difesa e Porta: Romagnoli comanda, Pellegrini soffre

PROVEDEL 6: Serata da spettatore non pagante o quasi. Il palo lo salva su Zé Pedro, per il resto deve solo sbrigare l’ordinaria amministrazione. MARUSIC 6,5: Il migliore della linea a quattro. Spinge con criterio e mette dentro un cross al bacio che avrebbe meritato miglior fortuna. Dietro è una garanzia. ROMAGNOLI 6,5: Torna e si sente. Si piazza sul centro-destra per necessità e non sbaglia un intervento, guidando i compagni con la solita leadership. PROVSTGAARD 5,5: Qualche brivido di troppo. Si fa sovrastare da Zé Pedro in avvio e rimedia un giallo evitabile su Palestra. Alterna buone cose a pericolosi cali di concentrazione. PELLEGRINI 5,5: Palestra è un cliente difficilissimo e lo mette spesso in crisi. Soffre la velocità dell’avversario e chiude con un giallo che ne limita l’aggressività.

  • Dal 72’ NUNO TAVARES 6,5: Entra e cambia la marcia sulla fascia. In venti minuti crea più pericoli di quanti se ne fossero visti in un’ora.

⚙️ Centrocampo: Luci e ombre in regia

BELAHYANE 6: Una sorpresa dal primo minuto. Commette qualche errore di gioventù, ma ha il coraggio di cercare la verticalizzazione. Sua l’imbucata che libera Marusic nel primo tempo. ROVELLA 6: Cerca di dare ritmo alla manovra e cresce alla distanza. Peccato per l’infortunio alla spalla che lo costringe a lasciare il campo proprio quando sembrava in fiducia.

  • Dal 60’ CATALDI 6,5: Ingresso di sostanza e qualità. Sfiora il gol vittoria due volte: prima su punizione e poi con un destro che sibila vicino all’incrocio al 94′. TAYLOR 5,5: Appannato. Dopo le ultime buone prestazioni, oggi è apparso meno lucido e poco inserito nel gioco. Un solo tiro centrale, troppo poco.

🏹 Attacco: Zaccagni a metà, Ratkov non punge

ISAKSEN 6: Prova a dare la scossa con qualche dribbling, ma predica nel deserto. È l’unico del tridente iniziale a saltare l’uomo, ma non basta a convincere Sarri.

  • Dal 60’ CANCELLIERI 5,5: Non riesce mai a saltare l’avversario e finisce per ingolfarsi nel traffico della difesa sarda. MALDINI 5: Prova a fare il “falso nueve” ma finisce per essere solo “falso”. Troppo lontano dall’area, si perde in proteste e falli subiti invece di puntare la porta.
  • Dal 72’ RATKOV 5: Impatto da dimenticare. Appare spaesato e fuori dal contesto tattico: sbaglia stop facili e cicca passaggi elementari, regalando palla agli avversari in momenti chiave. Non riempie l’area come dovrebbe. ZACCAGNI 5,5: Il rientro da titolare è soft. Si vede che gli manca il ritmo partita e non arriva con la cattiveria giusta sul cross di Marusic.
  • Dall’84’ NOSLIN 6,5: Pochi minuti ma pesantissimi. Si conquista l’espulsione di Mina e sfiora il rigore. Entra con una fame che molti suoi compagni non hanno mostrato.

ALL. MAURIZIO SARRI 5,5: La sua Lazio è troppo sterile. Indovina i cambi finali che quasi gli regalano la vittoria, ma la gestione dei primi 70 minuti è specchio di una squadra che ha perso brillantezza offensiva.



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La Cronaca: Unipol Domus stregata per i biancocelesti

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Duello aereo tra Romagnoli e Kilicsoy durante Cagliari-Lazio.

Maurizio Sarri mescola le carte, rilanciando Zaccagni dal 1′ e affidandosi al giovane Provstgaard al centro della difesa. Tuttavia, l’avvio è tutto di marca sarda: il Cagliari spinge e al 15′ trema il palo di Provedel su una deviazione aerea di Zé Pedro. La Lazio fatica a costruire, con Maldini troppo isolato e i ritmi che stentano a decollare.

🔄 Secondo tempo: infortuni e brividi

La ripresa si apre con una brutta notizia per Sarri: Nicolò Rovella è costretto al cambio per un dolore alla spalla dopo un contrasto con Zé Pedro. Al suo posto entra Cataldi, che diventerà protagonista nel finale. Il Cagliari troverebbe anche il vantaggio con Palestra, ma la posizione di partenza dell’esterno atalantino (in prestito in Sardegna) è irregolare: gol annullato.

🟥 Il caso Mina e l’assalto finale

L’episodio chiave arriva all’85’. Noslin, appena entrato, scippa palla a Mina e punta l’area: il difensore colombiano lo abbatte proprio sulla linea. L’arbitro Rapuano inizialmente indica il dischetto, poi — dopo un rapido check con la sala VAR — trasforma il rigore in punizione dal limite. Per Mina scatta il secondo giallo e la conseguente espulsione.

In superiorità numerica, la Lazio si riversa in avanti. Al 94′, proprio Danilo Cataldi scaglia un destro violentissimo dal limite che sibila a pochi centimetri dall’incrocio dei pali.


📊 Tabellino e Pagelle in pillole

CAGLIARI (3-5-2)LAZIO (4-3-3)
Caprile 6.5Provedel 6
Mina 5 (Espulso)Provstgaard 6
Dossena 6.5Romagnoli 6
Mazzitelli 6Rovella 6 (Dal 59′ Cataldi 6.5)
Kilicsoy 5.5Zaccagni 5.5 (Dall’84’ Noslin 6.5)

CAGLIARI (3-5-2): Caprile; Zé Pedro, Mina, Dossena; Palestra, Sulemana, Adopo, Mazzitelli (41′ Idrissi), Obert; Kilicsoy (87′ Zappa), Esposito (72′ Trepy). All.: Pisacane.

LAZIO (4-3-3): Provedel; Marusic, Provstgaard, Romagnoli, Pellegrini (71′ Tavares); Belahyane, Rovella (59′ Cataldi), Taylor; Isaksen (59′ Cancellieri), Maldini (71′ Ratkov), Zaccagni (84′ Noslin). All.: Sarri.

NOTE. Ammoniti: 26′ – 85′ Mina (C), 46′ Pellegrini, 56′ Zé Pedro (C), 64′ Provstgaard (L)

Espulsi: 85′ Mina (C)

Recupero: 2′ p.t; 5′ s.t.



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Cagliari-Lazio: Sarri sorprende tutti, Zaccagni dal 1′

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La distinta ufficiale di Cagliari-Lazio negli spogliatoi dell'Unipol Domus.

Le distinte consegnate agli arbitri raccontano una Lazio diversa da quella attesa. La notizia più importante è il ritorno immediato di Mattia Zaccagni nell’undici titolare: il capitano ha stretto i denti e si riprende la fascia sinistra, con Noslin che scivola in panchina.

🔄 Rivoluzione a centrocampo e in difesa

Se in attacco il ritorno di Zaccagni è la news principale, a centrocampo Sarri cambia tutto. Fuori Cataldi e Dele-Bashiru, dentro Belahyane e Rovella dal fischio d’inizio insieme a Taylor. Una mediana più dinamica e tecnica per contrastare i sardi.

Novità anche in difesa: nonostante il vantaggio di Patric nelle ore precedenti, è il giovane Provstgaard a spuntarla per far coppia con Romagnoli. Confermati Marusic e Nuno Tavares sulle corsie esterne.

🔴🔵 Le scelte di Pisacane

Il Cagliari risponde con il classico 4-3-3. Dossena vince il ballottaggio con Rodriguez al centro della difesa, mentre il tridente offensivo sarà guidato dal talento di Kilicsoy, supportato da Palestra ed Esposito.


📊 Le Formazioni Ufficiali

PosizioneCAGLIARI (4-3-3)LAZIO (4-3-3)
PortiereCaprileProvedel
DifensoriZé Pedro, Mina, Dossena, ObertMarusic, Provstgaard, Romagnoli, Nuno Tavares
CentrocampistiAdopo, Mazzitelli, SulemanaBelahyane, Rovella, Taylor
AttaccantiPalestra, Kilicsoy, S. EspositoIsaksen, Maldini, Zaccagni

A disp. Cagliari: A disposizione del tecnico Pisacane.

A disp. Lazio: Motta, Furlanetto, Patric, Hysaj, Pellegrini, Cataldi, Dele-Bashiru, Przyborek, Noslin, Cancellieri, Ratkov, Dia.



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✍️ Andrea Pignataro: l’uomo da 43 miliardi che guarda alla Lazio

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Ritratto di Andrea Pignataro, fondatore di ION Group.

Mentre il presidente Lotito continua a ribadire l’incedibilità della società, il nome di Andrea Pignataro si è prepotentemente affiancato a quello dei fondi qatarioti nella corsa (presunta o reale) al club biancoceleste. Ma chi è davvero il “mister miliardo” che ha appena scalzato Giovanni Ferrero dal trono di Paperone d’Italia?

🎓 Dalla laurea a Bologna al successo a Londra

Nato a Bologna nel 1970, Pignataro è l’esempio del “cervello in fuga” che ha conquistato la City. Dopo la laurea in Economia nella sua città, si è specializzato in matematica all’Imperial College di Londra, iniziando la carriera come broker per Salomon Brothers.

La vera svolta arriva negli anni Novanta con la fondazione del gruppo ION, un impero costruito sull’analisi dei dati finanziari e del software per il trading. Attraverso la holding lussemburghese Bessel Capital, Pignataro controlla oggi realtà pesantissime del panorama italiano ed europeo:

  • Cedacri e Cerved (leader nei dati bancari e creditizi).
  • Prelios (gestione asset immobiliari).
  • Quote rilevanti in Illimity, MPS e nel Fondo Strategico Italiano.

💰 Un patrimonio da record e il patto col Fisco

Proprio in queste ore, Forbes ha aggiornato i dati sulla ricchezza mondiale: Pignataro ha raggiunto un patrimonio di circa 43 miliardi di dollari, diventando ufficialmente l’italiano più ricco del mondo (44° nella classifica generale).

Tuttavia, il suo percorso non è stato privo di ostacoli. Recentemente è stato al centro di un contenzioso con l’Agenzia delle Entrate per una presunta evasione fiscale legata al decennio 2013-2023. La richiesta iniziale sfiorava l’1,2 miliardi di euro (interessi inclusi), ma Pignataro ha chiuso la vicenda con un accordo transattivo versando 280 milioni di euro.


🦅 Cosa cambierebbe per la Lazio?

Se l’interesse per la Lazio dovesse trasformarsi in qualcosa di concreto, il club passerebbe dalle mani di una gestione oculata e “familiare” come quella di Lotito a un colosso della finanza tecnologica mondiale. La smentita della società è stata netta, ma nel calcio — si sa — le cifre messe sul piatto da un profilo come quello di Pignataro potrebbero cambiare rapidamente ogni scenario.



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Cagliari-Lazio: Sarri ritrova Romagnoli e il capitano

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Lo stadio Unipol Domus di Cagliari pronto per la sfida di Serie A contro la Lazio.

Nonostante l’infermeria continui a essere piuttosto affollata, Maurizio Sarri può sorridere a metà. La difesa ritrova il suo pilastro, Alessio Romagnoli, pronto a riprendere il comando delle operazioni. Restano invece ai box pedine fondamentali come Gila, Lazzari, Basic e Pedro.

🛡️ Difesa e Centrocampo: i dubbi di Sarri

Davanti a Provedel, la coppia centrale sarà composta da Romagnoli e Patric, con lo spagnolo che sembra aver vinto il ballottaggio con il giovane Provstgaard. Sulle fasce, Nuno Tavares resta in vantaggio su Luca Pellegrini per presidiare la corsia mancina, mentre a destra Marusic è l’unica certezza.

In mediana, spazio alla fisicità di Dele-Bashiru, che affiancherà Cataldi e Taylor. Scalpita Rovella, che però dovrebbe partire inizialmente dalla panchina pronto a subentrare a gara in corso.

🏹 Attacco: Torna Zaccagni, ma c’è Noslin

La notizia più attesa riguarda Mattia Zaccagni. Il capitano torna nell’elenco dei convocati, ma dopo il lungo stop l’orientamento è quello di un inserimento graduale: partirà dalla panchina. Il tridente d’attacco sarà dunque formato da Isaksen, Maldini (nel ruolo di falso nueve) e Noslin, con Dia e Ratkov pronti a dare il cambio nella ripresa.


📊 Le Probabili Formazioni

PosizioneCAGLIARI (4-3-3)LAZIO (4-3-3)
PortiereCaprileProvedel
DifensoriZé Pedro, Mina, Rodriguez, ObertMarusic, Patric, Romagnoli, Nuno Tavares
CentrocampistiAdopo, Mazzitelli, SulemanaDele-Bashiru, Cataldi, Taylor
AttaccantiPalestra, Kilicsoy, S. EspositoIsaksen, Maldini, Noslin

📺 Dove vedere Cagliari-Lazio in TV e Streaming

La sfida dell’Unipol Domus, valida per la ventiseiesima giornata di Serie A 2025/2026, sarà visibile su diverse piattaforme:

  • In TV: Il match sarà trasmesso in co-esclusiva su Sky Sport, sui canali dedicati alla Serie A.
  • In Streaming: Potrai seguire la partita in diretta su DAZN (tramite app o sito), su Sky Go per gli abbonati Sky e sulla piattaforma NOW.
  • Orario: Calcio d’inizio fissato per sabato 21 febbraio alle ore 20:45.


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Cagliari-Lazio: tra precedenti, numeri e scenario attuale

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Duello aereo tra Romagnoli e Kilicsoy durante Cagliari-Lazio.

Grande attesa per la sfida di sabato tra Cagliari e Lazio in Sardegna, con i precedenti che raccontano una storia favorevole ai biancocelesti. Nei 38 incontri di Serie A disputati in casa dei rossoblù si registrano 10 vittorie del Cagliari, 11 pareggi e 17 successi laziali. Un dato che diventa ancora più netto considerando il totale dei 40 confronti complessivi: 12 vittorie interne, 11 pari e 17 affermazioni ospiti.

Il momento recente accentua questa tendenza. Nelle ultime dieci sfide giocate sull’isola la Lazio ha vinto otto volte, con sei successi consecutivi, mentre il Cagliari non si è mai imposto. L’ultimo acuto rossoblù risale al 19 maggio 2013, 1-0. Le quote calcio fotografano un equilibrio solo apparente: il successo del Cagliari è proposto a 3.10, il pareggio a 3.00 e la vittoria laziale a 2.45, numeri che riflettono la tradizione favorevole agli ospiti ma anche l’incertezza legata alla classifica attuale.

In graduatoria la Lazio è nona con 33 punti. Lontano dall’Olimpico ha ottenuto 3 vittorie, 5 pareggi e 4 sconfitte in 12 partite, segnando 8 reti e subendone 9. Numeri che parlano di una squadra solida ma non particolarmente brillante in trasferta, capace di mantenere equilibrio ma talvolta poco incisiva sotto porta.

Il Cagliari occupa invece la tredicesima posizione a quota 28. In casa ha raccolto 4 vittorie, 3 pareggi e 5 sconfitte, con 15 gol fatti e altrettanti subiti. I rossoblù arrivano dalla sconfitta interna contro il Lecce (2-1), mentre la Lazio ha ceduto 2-0 all’Atalanta: entrambe cercano riscatto dopo un turno deludente.

Il confronto si inserisce quindi in un contesto di classifica ancora aperto, con punti pesanti in palio sia per allontanarsi dalla zona calda sia per riavvicinare l’area europea. I precedenti sorridono ai biancocelesti, ma il rendimento interno del Cagliari suggerisce cautela nelle valutazioni. La gara sarà visibile sia su Sky sia su DAZN, offrendo agli appassionati la possibilità di seguire un match che, al di là delle statistiche, promette equilibrio e intensità.



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Report Medico Lazio: chi resta ai box e chi spera

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Lo staff medico della Lazio entra in campo per soccorrere un giocatore.

In vista del match dell’Unipol Domus, lo staff medico biancoceleste — guidato dai professori Pulcini e Rodia e dal dottor Leo — ha delineato due gruppi distinti tra i “degenti” di Formello. La notizia principale riguarda la conferma del forfait dei tre giocatori più tecnici attualmente fermi.

🏥 Gruppo Fisioterapia: ancora out Pedro e Gila

Per tre elementi fondamentali della rosa, il ritorno in gruppo non è ancora imminente. Continuano infatti il percorso di cure fisioterapiche:

  • Pedro: Alle prese con la distorsione alla caviglia rimediata in Coppa Italia. Lo spagnolo punta a tornare disponibile per l’inizio di marzo.
  • Mario Gila: L’infiammazione tendinea al ginocchio non accenna a sparire del tutto, costringendo Sarri a rinunciare alla sua grinta in difesa.
  • Toma Basic: Anche per lui prosegue il lavoro specifico per un’infiammazione all’adduttore.

🏃 Gruppo Campo: passi avanti per Lazzari e Gigot

Segnali più incoraggianti arrivano da Manuel Lazzari e Samuel Gigot. Entrambi hanno abbandonato il lettino dei massaggi per svolgere una seduta atletica individuale.

Se per Lazzari il rientro a pieno regime sembra questione di giorni, per Gigot si tratta di un piccolo passo verso la fine di un calvario stagionale che, come riportato recentemente, rischiava di essere già concluso. La sua presenza in campo, seppur in differenziata, è la notizia più dolce della giornata.


📋 La Nota Ufficiale della S.S. Lazio

“A seguito di un consulto tra lo staff medico composto dal Prof. Ivo Pulcini, dal Prof. Fabio Rodia e dal medico sociale dott. Italo Leo, la S.S. Lazio comunica quanto segue: Pedro (distorsione alla caviglia), Gila (infiammazione tendinea al ginocchio) e Basic (infiammazione tendinea all’adduttore) continuano il loro programma fisioterapico per recuperare dai rispettivi infortuni. Lazzari e Gigot hanno invece svolto una seduta atletica individuale”.



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Lazio in vendita? L’offerta dal Qatar e il “No” di Lotito

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Claudio Lotito durante una conferenza stampa allo Stadio Olimpico.

Le parole pronunciate da Claudio Lotito martedì scorso durante la presentazione del progetto Flaminio sembravano aver messo un punto definitivo: “Lo dico una volta per tutte, la Lazio non è in vendita”. Eppure, il mondo del giornalismo sportivo racconta una versione diversa.

💰 I dettagli dell’indiscrezione

Secondo quanto riportato da Cronache di Spogliatoio, il club biancoceleste sarebbe finito nel mirino di investitori internazionali e nazionali. Ecco i punti salienti del report:

“Lotito ha ricevuto un’offerta da oltre 600 milioni da un fondo qatariota: si va verso il rifiuto della proposta. Interesse anche dall’Italia: neanche l’imprenditore Pignataro è riuscito a sottoporre un’offerta che convincesse l’attuale proprietario della Lazio.”

🛡️ La posizione ufficiale della società

Dal canto suo, la S.S. Lazio continua a alzare un muro di smentite categoriche. Fonti vicine alla presidenza ribadiscono che non è pervenuta alcuna offerta formale e che non esiste alcuna intenzione di intavolare trattative per la cessione del pacchetto di maggioranza.

Tuttavia, la redazione di Cronache di Spogliatoio ha confermato di aver verificato la veridicità delle proprie fonti, parlando di una fase di “stallo” tra la volontà del patron di mantenere il comando e la pressione di offerte che, per cifre, sarebbero difficili da ignorare per chiunque.

📊 La situazione in breve

SoggettoAzione/OffertaStato attuale
Fondo QatariotaOltre 600 milioni di euroProposta verso il rifiuto
Pignataro (Italia)Manifestazione d’interesseNon ritenuta congrua
Claudio LotitoSmentita totale“La Lazio non è in vendita”

In un clima già surriscaldato dalla contestazione della Curva Nord, notizie di questo tipo rischiano di alimentare ulteriormente il malcontento di una piazza che chiede a gran voce un cambio di passo, non solo tecnico ma anche societario.



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✍️ Dove vedere Cagliari-Lazio in streaming e TV: formazioni e orario

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Il logo della Serie A Enilive proiettato sui maxischermi dello stadio.
serie a sky dazn

La Lazio vola in Sardegna per affrontare il Cagliari di Pisacane nella 26ª giornata di Serie A. Dopo il passo falso interno contro l’Atalanta, i biancocelesti cercano tre punti fondamentali per non perdere definitivamente il treno europeo. La sfida dell’Unipol Domus è uno dei match clou del weekend e attira l’attenzione di migliaia di tifosi a caccia del canale giusto per seguirla.

📺 Cagliari-Lazio: canale TV e orario

Il match tra rossoblù e biancocelesti si giocherà sabato 21 febbraio 2026 alle ore 20:45. La partita sarà trasmessa in co-esclusiva su due piattaforme:

  • Sky Sport: Sui canali dedicati al calcio (Sky Sport Uno, Sky Sport Calcio e Sky Sport 251).
  • DAZN: Disponibile su smart TV compatibili e tramite l’app su dispositivi come PlayStation, Xbox o Amazon Fire TV Stick ( Qui per Acquistarla ).

📱 Dove vederla in streaming

Per chi non sarà davanti alla TV, la partita è disponibile in live streaming e on demand sui seguenti servizi:

  1. DAZN: Accedendo tramite app o sito ufficiale da smartphone, tablet o PC.
  2. Sky Go: Il servizio gratuito per gli abbonati Sky.
  3. NOW: La piattaforma streaming di Sky (previo acquisto del Pass Sport).

📋 Probabili formazioni: le scelte di Sarri e Pisacane

Maurizio Sarri deve fare i conti con un’infermeria ancora affollata ma ritrova una pedina fondamentale al centro della difesa.

Cagliari (3-5-2)

Pisacane punta sulla solidità e sulla spinta dei giovani. In attacco spazio a Kilicsoy ed Esposito, con il talento Palestra (in prestito dall’Atalanta) confermato sulla fascia dopo le ottime prestazioni stagionali.

  • Cagliari (3-5-2): Caprile; Zappa, Mina, Zè Pedro; Palestra, Adopo, Gaetano, Mazzitelli, Obert; Kilicsoy, Esposito.

Lazio (4-3-3)

La notizia del giorno è il ritorno di Romagnoli dal primo minuto, che farà coppia con Provstgaard. A centrocampo ballottaggio aperto tra Rovella e Dele-Bashiru. In attacco Maldini agirà ancora come riferimento centrale, supportato da Isaksen e Noslin. Buone notizie dalla panchina: Mattia Zaccagni torna tra i convocati dopo il lungo stop.

  • Lazio (4-3-3): Provedel; Marusic, Romagnoli, Provstgaard, Pellegrini; Dele-Bashiru, Cataldi, Taylor; Isaksen, Maldini, Noslin.


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✍️ Calvario Gigot: il rientro slitta, stagione finita?

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Samuel Gigot durante il ritiro estivo della Lazio a Formello.
Samuel Gigot nasce ad Avignone (Francia) il 12 ottobre 1993. Difensore, cresce calcisticamente nell'Ales-Avignon, con il quale debutta nella massima serie francese. Nel 2015 passa ai belgi del Kortrijk, dove viene notato nel gennaio 2017 dal Gent. Nel 2018 va a giocare in Russia con lo Spartak Mosca, prima di tornare in Francia grazie al Marsiglia quattro anni dopo. Dall'estate 2024 è un nuovo calciatore della Lazio.

Sembra non esserci luce in fondo al tunnel per Samuel Gigot. Il difensore centrale francese, arrivato con grandi aspettative per puntellare il reparto arretrato, sta vivendo un’annata fantasma. Nonostante il recente ritorno nella Capitale dopo l’intervento chirurgico alla caviglia eseguito in Francia, le notizie che filtrano da Formello sono tutt’altro che rassicuranti.

🏥 Il dolore persiste: il report clinico

Secondo quanto riportato da Il Messaggero, Gigot continuerebbe ad avvertire forti dolori alla zona operata. Questo impedisce il normale svolgimento del percorso riabilitativo appena iniziato a Roma. La preoccupazione dello staff medico è tale da ipotizzare il peggiore degli scenari: stagione già conclusa.

🗓️ Un’annata mai iniziata

I numeri del difensore francese in questa stagione sono impietosi e fotografano un calvario iniziato mesi fa:

  • Stop iniziale: Luglio 2026, durante i primi allenamenti nel ritiro estivo a Formello.
  • Presenze con Sarri: 0 minuti ufficiali. Il tecnico non ha mai potuto contare su di lui.
  • Ultima apparizione: Risale alla passata stagione sotto la gestione di Marco Baroni.

La difesa biancoceleste, già in emergenza per i problemi muscolari di Gila e Provstgaard e la squalifica di Romagnoli, perde così quello che doveva essere il rinforzo d’esperienza per la seconda parte del campionato.



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✍️ La Curva Nord non entra: “Decisione sofferta, siamo al limite”

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La Curva Nord dello Stadio Olimpico vuota durante una contestazione.

Il tifo organizzato Curva Nord della Lazio ha deciso: niente spalti per la semifinale di Coppa Italia contro l’Atalanta. Nonostante la posta in palio altissima e la recente promozione “Special Pack” lanciata dalla società, i gruppi organizzati proseguiranno la contestazione fuori dallo stadio. La Curva Nord ha rilasciato il seguente comunicato

Curva Nord 📜 Il Comunicato Integrale

Di seguito riportiamo il testo originale pubblicato dai gruppi del tifo organizzato della Curva Nord:

“Come abbiamo detto dopo la partita di campionato Lazio-Atalanta aspettavamo un segnale da parte della società affinché si potesse prendere una decisione diversa da quella che, nostro malgrado, ci apprestiamo a prendere. Per la semifinale di Coppa Italia Lazio-Atalanta i gruppi del tifo organizzato hanno deciso di proseguire la protesta e non entrare.

Decisione Sofferta

La decisione presa è tra le più sofferte dei 21 anni di gestione del sig. Lotito, ma siamo giunti al limite massimo di sopportazione rispetto alle ormai canoniche prese in giro da parte della dirigenza. La conferenza stampa per la presentazione dello stadio Flaminio è stata la riprova di come, questi personaggi, pensano che con le chiacchiere riescano ancora ad abbindolare un popolo esasperato.

In una precedente conferenza stampa il direttore Fabiani aveva detto di voler “aprire un tavolo di confronto con i tifosi” e che si sarebbero dovuti abbassare i toni, salvo poi usare modi tutt’altro che “bassi” con un giornalista.

Ad oggi nessuna richiesta di incontro ci è pervenuta! Ci aspettavamo che alla presentazione del Flaminio venissero invitati anche i tifosi, visto che saranno i fruitori di quegli spazi e, soprattutto, vengono più e più volte menzionati ma mai interpellati.

Ci aspettavamo che questa presentazione fosse un momento distensivo ed invece dopo la lettura del testo preparato ad hoc da qualche imbonitore il sig. Lotito ha preso il microfono ed ha mostrato il suo vero volto usando toni arroganti, spocchiosi e cattivi nei confronti di chi ha fortemente contribuito a pagare tutti i debiti della SS Lazio.

Confronto con i tifosi

Si è parlato di confronto con i tifosi, quali tifosi? Quelli che vengono minacciati? Quelli che vengono umiliati? Quelli che non possono ricordare il nonno morto? Quelli che non sono stati interpellati per il disegno del nuovo stadio?

Se qualcuno ci avesse chiamato gli avremmo detto che la Curva Nord, così come e stata progettata non ha modo di esistere, dividerla in due anelli fa perdere la compattezza del tifo nella sua massima espressione, che è quella dell’incitamento alla squadra, quindi riteniamo che dietro questo progetto, per l’ennesima volta, ci sia la volontà di dividere e spaccare la tifoseria che popola la Curva Nord, cosa che non accadrà mai!

Il Futuro

Si è parlato di costruire per il futuro, su quali basi? Il Sig. Lotito ha dimostrato di non saper gestire il presente, vedasi blocco del mercato e forte ridimensionamento della rosa, con che coraggio ci vuole parlare del futuro? Il futuro della Lazio nelle sue mani è ben descritto dalle sue parole “la storia della Lazio non la devo distruggere pensando per forza di raggiungere un risultato sportivo”, ma non ha capito che senza risultati sportivi la Lazio muore? Non ha capito che il tifoso ha il diritto di ambire a competere ad alti livelli? Acquistiamo i biglietti e sottoscriviamo gli abbonamenti per vedere una Lazio orgogliosa ed ambiziosa, per vivere quella Lazialità che in città sta cercando in ogni modo di far sparire, non per gonfiare il suo ego personale! Nel 2027 la Lazio finirà di pagare il debito verso l’erario, ci aspettavamo che il gestore dicesse che quei soldi sarebbero stati spesi per rafforzare la squadra, magari portando giocatori degni della nostra maglia, invece ha già dichiarato che serviranno per “mantenere in piedi la struttura” tradotto: nessun investimento di mercato.

Lazio Libera

Una Lazio libera ci ha detto, libera da chi? Da cosa? Sono 21 anni che i tifosi sono prigionieri di un incubo che li vede legati mani e piedi ad una gestione dilettantesca, con la presentazione del Flaminio abbiamo avuto l’ennesima riprova della pochezza strutturale di questa società e del suo presidente, che per sentirsi vivo, ha dovuto portarsi la claque per ricevere applausi, anzi l’applauso, visto che è venuto da una sola persona. Sarà forse il budget basso che gli ha permesso di ingaggiarne solo una? Invitiamo tutti coloro che ancora credono che una Lazio migliore si possa e si debba avere, ad esercitare il proprio libero dissenso non entrando; non sarà una semifinale di Coppa Italia a farci cambiare idea su questa misera gestione, non sarà un render di un qualcosa che forse vedremo fra 6 anni a farci smettere di chiedere un Presidente degno di questi colori. Resteremo fuori per lo smisurato amore che ci lega a questa maglia, lo facciamo perché questa tifoseria merita rispetto in quanto vanto ed orgoglio della Capitale d’Italia. Continuiamo ad essere uniti e compatti perché anche loro si sono resi conto che se i laziali sono uniti non saranno mai sconfitti…e questo gli sta facendo paura!! Avanti Lazio. Avanti Laziali”

Curva Nord.

Noi come redazione ma soprattutto come tifosi della Lazio, nonostante pubblichiamo i prezzi per i biglietti della Lazio, siamo d’accordo con la Curva Nord. La Curva Nord non è solo un cuore del tifo biancoceleste.



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✍️ Biglietti Lazio-Atalanta e Sassuolo: torna lo “Special Pack”

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Tifosi della Lazio allo Stadio Olimpico con bandiere e sciarpe.
Stadio Olimpico con settori vuoti durante la protesta dei tifosi della Lazio

Con l’obiettivo di colorare nuovamente l’Olimpico di biancoceleste, la Lazio ha ufficializzato le modalità di vendita per le prossime due sfide casalinghe. La novità principale è lo Special Pack Atalanta / Sassuolo, una formula che permette di acquistare contestualmente i tagliandi per la semifinale di Coppa Italia Frecciarossa (4 marzo) e per la gara di Serie A Enilive contro il Sassuolo (weekend del 7-8 marzo).

🛒 Come ottenere lo sconto: la promozione Store

Per accedere ai prezzi agevolati del Pack, la società ha previsto un meccanismo legato al merchandising ufficiale:

  1. Spesa minima: Effettua un acquisto di almeno 20 € presso i Lazio Style 1900 Official Store tra il 18 febbraio e il 3 marzo.
  2. Codice univoco: Riceverai un codice per acquistare il pacchetto presso i negozi o sul sito Vivaticket.

🎟️ Listino Prezzi Completo: Special Pack & Gare Singole

Di seguito trovi i dettagli analitici per chi vuole approfittare della promozione o acquistare i biglietti per i singoli match.

Special Pack (Atalanta + Sassuolo)

Prezzi validi con spesa minima di 20€ nei Lazio Style Store.

SettorePrezzo Pack (2 Gare)
Tribuna Onore con Hospitality650 €
Tribuna Onore Laterale Destra270 €
Tribuna Monte Mario Top145 €
Tribuna Monte Mario Laterale102 €
Tribuna Tevere Gold145 €
Tribuna Tevere Top120 €
Tribuna Tevere80 €
Tribuna Tevere Parterre Centrale75 €
Tribuna Tevere Parterre Laterale70 €
Curva Maestrelli45 €
Distinti Sud Est45 €

🎫 Gare Singole: i prezzi

Se non si desidera aderire alla promozione, è possibile acquistare i biglietti per i singoli eventi. Si ricorda che per la sfida contro l’Atalanta i prezzi sono leggermente più alti data l’importanza della semifinale.

  • Lazio-Atalanta (Coppa Italia): Si parte dai 45 € dei Distinti fino ai 500 € della Tribuna Onore.
  • Lazio-Sassuolo (Serie A): Prezzi più popolari, con Curva Maestrelli e Distinti Sud Est a 30 €.

Nota bene: La data e l’orario di Lazio-Sassuolo non sono ancora stati definiti ufficialmente dalla Lega Serie A.

Prezzi Gara Singola: LAZIO-ATALANTA (Coppa Italia)

In programma il 4 marzo 2026.

SettorePrezzo Singolo
Tribuna Onore con Hospitality500 €
Tribuna Onore Laterale Destra200 €
Tribuna Monte Mario Top110 €
Tribuna Monte Mario Laterale75 €
Tribuna Tevere Gold110 €
Tribuna Tevere Top90 €
Tribuna Tevere60 €
Tribuna Tevere Parterre Centrale55 €
Tribuna Tevere Parterre Laterale50 €
Distinti Nord Est – Nord Ovest e Sud Est45 €
Distinti Sud Ovest (Ospiti)45 €

Prezzi Gara Singola: LAZIO-SASSUOLO (Serie A)

In programma il weekend del 7-8 marzo 2026.

SettorePrezzo Singolo
Tribuna Onore con Hospitality300 €
Tribuna Onore Laterale Destra150 €
Tribuna Monte Mario Top70 €
Tribuna Monte Mario Laterale55 €
Tribuna Tevere Gold70 €
Tribuna Tevere Top65 €
Tribuna Tevere40 €
Tribuna Tevere Parterre Centrale40 €
Tribuna Tevere Parterre Laterale40 €
Curva Maestrelli30 €
Distinti Sud Est30 €
Distinti Sud Ovest (Ospiti)30 €

📝 Note Utili per la Pubblicazione

  • Settori non inclusi nel Pack: Nota che i Distinti Nord e la Curva Nord non sono menzionati nello Special Pack (probabilmente perché già esauriti in abbonamento o riservati).
  • Hospitality: I prezzi della Tribuna Onore includono sempre il servizio Hospitality.
  • Punti Vendita: La vendita on-line è gestita dal circuito Vivaticket.


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Open Var, il caso Cataldi: l’audio dello scontro e la verità tecnica

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Danilo Cataldi indica l'ascella durante la protesta con l'arbitro Sacchi
Danilo Cataldi a terra dolorante durante una partita della Lazio

Il rigore concesso all’Atalanta nell’ultima sfida contro la Lazio continua a far discutere, ma l’ultima puntata di Open Var su DAZN ha provato a fare chiarezza. Protagonista assoluto Danilo Cataldi, il cui labiale durante la protesta con l’arbitro Sacchi non lascia spazio a interpretazioni: una rabbia esplosa per una decisione ritenuta profondamente ingiusta dal campo.

“Dove c***o metto il braccio?”: lo sfogo di Cataldi

Mentre la Sala VAR (Di Paolo e Gariglio) analizzava le immagini, il centrocampista biancoceleste ha incalzato il direttore di gara Sacchi indicando il punto dell’impatto:

“L’ho presa qua (indicando l’ascella, ndr.). Avete rotto il co! Dove co metto il braccio? Mi dite come devo scivolare? La prendo con l’ascella…”.

La risposta di Sacchi è stata secca, rimandando il confronto al post-partita: “Dopo ne parliamo, per favore”. Nonostante le rimostranze, il VAR ha confermato la decisione di campo, portando poi al gol di Ederson dal dischetto.

Open Var L’analisi di Andrea De Marco: perché è rigore

A sciogliere i dubbi tecnici è intervenuto l’ex arbitro Andrea De Marco. Nonostante il tocco possa sembrare vicino all’ascella, la dinamica condanna il calciatore laziale. Ecco i punti chiave della spiegazione:

  • Posizione del braccio: Secondo De Marco, il braccio di Cataldi è considerato “alto” e aumenta il volume del corpo in modo non naturale durante la scivolata.
  • Punto d’impatto: Il fatto che la palla colpisca la parte inferiore del braccio (vicino all’ascella) non annulla l’irregolarità se la posizione dell’arto è già ritenuta punibile.
  • Verifica SAOT: Il VAR ha controllato anche l’eventuale fuorigioco tramite il sistema semiautomatico. De Marco ha sottolineato l’importanza della verifica umana a Lissone affinché gli “scheletri” digitali siano posizionati correttamente.



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Pirateria e Serie A: Il Pezzotto è l’unico colpevole?

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Illustrazione concettuale che mostra il logo della Serie A diviso tra uno schermo digitale protetto e un'ombra che rappresenta la pirateria su sfondo finanziario.

L’Amministratore Delegato della Lega Serie A, Luigi De Siervo, ha individuato nel “pezzotto” il principale colpevole della crisi del calcio italiano. Ma un’analisi più profonda suggerisce che la pirateria potrebbe essere solo un comodo alibi per nascondere problemi strutturali ben più gravi.


La versione ufficiale: il j’accuse di De Siervo

Secondo i vertici della via Rosellini, il nesso è diretto e spietato: la pirateria sottrae risorse vitali ai club. Le parole di De Siervo sono taglienti e delineano uno scenario in cui, senza i proventi dei diritti TV erosi dall’illegalità, le società non hanno la forza economica per acquistare i grandi campioni, impoverendo lo spettacolo e il valore del prodotto Serie A.

I numeri del danno: quanto perde davvero lo sport?

Ma di quali cifre parliamo? Secondo lo studio Fapav/Ipsos di quest’anno, il danno economico stimato per tutto lo sport dal vivo in Italia è di 350 milioni di euro all’anno. Un dato alimentato da una fetta considerevole della popolazione: il 15% degli adulti italiani ammette di aver usufruito di contenuti sportivi in modo illegale. Una cifra importante, certo, ma sufficiente a spiegare il declino del nostro calcio?

Il confronto impietoso con la Premier League

Se allarghiamo l’orizzonte, il quadro cambia drasticamente. Confrontando i 350 milioni persi con il divario di ricavi che ci separa dalla Premier League, ci troviamo di fronte a un vero “Grand Canyon” economico. Il gap annuale con il campionato inglese, solo per i diritti TV, è di circa 2,7 miliardi di euro—quasi otto volte il danno stimato della pirateria.

“Nella stagione 2022/23, il Southampton, ultimo e retrocesso in Premier League, ha incassato circa 50 milioni di euro in più del Napoli Campione d’Italia.”

Questo paradosso evidenzia come il problema non sia solo ciò che viene rubato, ma quanto poco valga ciò che viene venduto rispetto ai competitor esteri.

Piracy Shield: una soluzione controversa

La risposta del sistema italiano si è concentrata sulla tecnologia con il Piracy Shield, una piattaforma pensata per oscurare i siti pirata in meno di 30 minuti. Tuttavia, esperti come il Professor Zanero del Politecnico di Milano l’hanno definita una misura “rozza”, simile a un firewall cinese che blocca interi indirizzi IP anziché singoli contenuti. Il rischio di “danni collaterali” è già realtà: il sistema ha recentemente bloccato per errore servizi legali come Google Drive.

Oltre la repressione: il modello Spotify e Netflix

La storia recente di musica e cinema insegna che la pirateria non si batte solo con i tribunali, ma con l’efficienza. Spotify, Steam e Netflix hanno vinto offrendo un’alternativa legale più comoda, accessibile e a un prezzo equo. In Italia, la necessità di sottoscrivere molteplici abbonamenti costosi per seguire la propria squadra è spesso la spinta principale verso l’illegalità.

Conclusioni: serve una riforma strutturale

Dare la colpa alla pirateria è la via più semplice, ma per tornare competitivi non serve un firewall più potente: serve una riforma coraggiosa del modello di business. Stadi moderni, una distribuzione dei ricavi più equa e un prodotto televisivo di maggior appeal internazionale sono il “masso” necessario per innescare una vera valanga di crescita.



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Lazio 2032: “Il Sogno Responsabile” – La strategia del Club oltre il Flaminio

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"Lazio 2032 - Il Sogno Responsabile" non è uno slogan, ma il titolo di una conferenza programmatica che si terrà prossimamente

Se lo Stadio Flaminio rappresenta il cuore pulsante del futuro biancoceleste, il progetto “Lazio 2032” ne costituisce il cervello e l’anima. Durante la presentazione ufficiale del 17 febbraio 2026, il Presidente Claudio Lotito ha delineato i contorni di un piano che va ben oltre l’architettura, puntando a ridefinire la dimensione societaria del Club nel prossimo decennio.

Un Piano Industriale a Cinque Anni

“Lazio 2032 – Il Sogno Responsabile” non è uno slogan, ma il titolo di una conferenza programmatica che si terrà prossimamente (la data indicativa è il 30 Marzo 2026, durante la sosta per le Nazionali). In quell’occasione, la società svelerà i dettagli di un piano industriale quinquennale elaborato con partner d’eccezione:

  • Deloitte: Gigante mondiale della consulenza strategica.
  • Università Luiss: Eccellenza accademica romana per l’economia e il management.

I Tre Pilastri della Crescita

Il Presidente Lotito è stato chiaro: “Lo stadio è un tassello, ma la visione è più ampia”. Il piano si fonda su tre pilastri interconnessi che mirano a garantire la longevità e il successo del club:

  1. Sostenibilità Economica: Il “sogno” deve reggersi su basi solide. Nessun passo più lungo della gamba, ma investimenti mirati che non mettano a rischio la stabilità finanziaria costruita negli anni.
  2. Crescita Patrimoniale: Lo stadio di proprietà è lo strumento principale per patrimonializzare la società, aumentandone il valore intrinseco e i ricavi strutturali.
  3. Competitività Sportiva: L’obiettivo finale resta il campo. La solidità economica e le nuove infrastrutture sono il mezzo per alzare l’asticella delle ambizioni sportive in Italia e in Europa.

L’Orizzonte Temporale: Euro 2032

La scelta del “2032” nel nome del progetto non è casuale. È l’anno in cui l’Italia (in co-organizzazione con la Turchia) ospiterà i Campionati Europei di Calcio. La S.S. Lazio ha giocato d’anticipo, formalizzando una manifestazione di interesse affinché il rinnovato Stadio Flaminio venga valutato come possibile sede ospitante per le gare del torneo.

Lotito ha definito questa mossa un “atto di responsabilità e visione”: mettere Roma nelle condizioni di avere un’alternativa moderna e affascinante, qualora i requisiti tecnici lo consentano. Il Club è consapevole della concorrenza interna alla città (riferimento implicito allo Stadio Olimpico o al progetto della A.S. Roma), ma intende affrontare il percorso di assegnazione con trasparenza e metodo.

La Filosofia: “Renderla Immortale”

Nelle parole del Presidente emerge una forte componente emotiva legata all’eredità che questo progetto lascerà. “Non vogliamo limitarci a gestire il presente. Vogliamo costruire il futuro”, ha dichiarato Lotito. Il concetto chiave è quello della responsabilità: verso la storia del Flaminio (nato per le Olimpiadi del ’60), verso la città di Roma che necessita di rigenerazione urbana, e soprattutto verso i tifosi. “La Lazio è di chi la ama. E chi la ama ha il dovere di pensare al suo futuro… Noi stiamo lavorando per questo, per renderla immortale”.

Prossimo Appuntamento

Tutti i dettagli tecnici e finanziari del piano “Lazio 2032” saranno esposti nella conferenza dedicata prevista per fine marzo 2026, che segnerà l’avvio formale di questa nuova era per la società biancoceleste.



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Il Rinascimento del Flaminio: La S.S. Lazio svela il progetto tra storia, innovazione e sostenibilità

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Il nuovo progetto Flaminio

Presso l’S.S. Lazio Training Center di Formello, la società biancoceleste ha ufficialmente presentato il progetto per il nuovo Stadio Flaminio. Non si tratta di un semplice restyling, ma di una “visione” che mira a rigenerare un intero quadrante urbano, rispettando l’eredità storica di Pier Luigi Nervi e proiettando il club nel futuro con un approccio responsabile e sostenibile.

La Visione del Presidente Lotito: Un “Sogno Responsabile”

Il Presidente Claudio Lotito ha aperto la presentazione sottolineando come questo intervento non riguardi solo la Lazio, ma la storia urbanistica di Roma. “Lo Stadio Flaminio non è un manufatto isolato. È parte di un sistema urbano con una vocazione sportiva e culturale consolidata nel tempo”, ha dichiarato Lotito. L’obiettivo dichiarato è coniugare la passione dei tifosi con la sostenibilità economica e il rispetto delle regole: “La Lazio è passione, deve essere anche responsabilità”. Il progetto nasce per risolvere le criticità attuali di degrado dell’area, restituendo sicurezza e funzionalità al quartiere.

Il Progetto Architettonico: Il “Metodo Nervi”

L’aspetto architettonico, curato dall’architetto Marco Casamonti e dal team di Archea Associati, si fonda su un principio di assoluto rispetto per l’opera originale. Come illustrato nella documentazione, l’approccio segue il “metodo” utilizzato dallo stesso Pier Luigi Nervi per lo stadio di Firenze: non stravolgere, ma affiancare.

  • Struttura Indipendente: Il progetto prevede la realizzazione di nuovi telai strutturali in acciaio, analoghi per forma a quelli attuali ma posti all’esterno della struttura originaria.
  • Rispetto dell’Esistente: Questa nuova struttura non graverà in alcun modo su quella esistente, che rimarrà libera e inalterata.
  • Trasparenza: I nuovi telai saranno posizionati a un intervallo doppio (12 metri) rispetto a quelli attuali (6 metri), garantendo la visibilità e la percezione dell’architettura originaria dall’esterno.

È previsto inoltre il ripristino di tutti gli ambienti originari, incluse le palestre e la piscina.

Rivoluzione Mobilità: Delocalizzazione e “Ultimo Miglio”

Uno dei punti cardine del progetto, sviluppato con il supporto scientifico dell’Università Sapienza (Centro di Ricerca Fo.Cu.S), è la risoluzione del cronico problema del traffico e dei parcheggi che affligge il quartiere durante gli eventi. La strategia è radicale: delocalizzazione.

  • Niente auto nel quartiere: Il piano prevede l’azzeramento dei parcheggi auto per i tifosi all’interno del quartiere Flaminio e del Villaggio Olimpico.
  • Nuovi Hub di Scambio: Verranno create nuove aree di parcheggio in zone non residenziali, intercettando i flussi dal GRA e dalle autostrade. Le aree individuate includono Viale Tor di Quinto (con diverse aree dedicate) e il sottoviadotto di Corso di Francia .
  • Navette Veloci: Il trasferimento dai parcheggi allo stadio avverrà tramite bus-navetta con un tempo di percorrenza stimato di soli 6 minuti.
  • Mobilità Dolce e Metro: Si punta a un incremento del 20% dell’uso del Trasporto Pubblico Locale (TPL). Inoltre, è previsto il ripristino dell’ex Ponte Bailey per creare un collegamento ciclo-pedonale diretto dai parcheggi di Tor di Quinto, permettendo di raggiungere lo stadio in circa 30 minuti a piedi attraverso un percorso nel verde.+2
  • Esclusiva per le due ruote: L’accesso diretto alle adiacenze dello stadio sarà consentito solo a motocicli e biciclette, per incentivare la mobilità leggera.

Sostenibilità Ambientale ed Energetica

Il nuovo Flaminio si candida a diventare un Low Emission Stadium e un’infrastruttura energetica urbana, grazie agli studi del Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università Roma Tre.

  • Energy Hub: Lo stadio non sarà solo un consumatore, ma produrrà energia. È prevista l’installazione di un impianto fotovoltaico integrato nella copertura da circa 1,14 MWp, capace di generare 1,42 GWh/anno.+1
  • Community Energy: L’energia prodotta in eccesso potrà essere condivisa con il quartiere, trasformando gli edifici residenziali limitrofi in “spugne energetiche” che assorbono il surplus diurno.
  • Verde Urbano: Il progetto paesaggistico prevede un incremento del 96% delle alberature (780 nuovi alberi) e un aumento del 30% delle aree verdi complessive, creando una cintura verde intorno all’impianto.+2
  • Impatto Acustico: Sono state studiate specifiche soluzioni tecnologiche e pavimentazioni innovative (oltre 57.000 mq) per l’abbattimento dell’impatto acustico e degli agenti inquinanti.

La Fan Experience: Partnership con Legends Global

Per garantire un’esperienza di livello internazionale, la S.S. Lazio ha siglato una partnership con Legends Global, colosso mondiale che gestisce esperienze per brand come Real Madrid e Manchester City. Legends collaborerà per definire il modello di business, analizzare il potenziale di fatturato e trasformare lo stadio in un ecosistema attivo 365 giorni l’anno, occupandosi di ospitalità premium, merchandising e innovazioni digitali.

Prossimi Passi

Il progetto si inserisce in un orizzonte temporale che guarda al 2032, data coerente con le prospettive dei Campionati Europei per i quali la Lazio ha già formalizzato una manifestazione di interesse.



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Superlega: il golpe fallito che ha cambiato il calcio per sempre

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Un pallone da calcio diviso a metà: una parte è un classico pallone di cuoio consumato, l'altra è una struttura geometrica futuristica e dorata.

Dalla “ribellione di mezzanotte” alla sentenza della Corte UE: storia di una guerra civile sportiva che, pur fallendo nel blitz iniziale, ha sgretolato il monopolio della UEFA e riscritto le regole del gioco.

Sembra la trama di un thriller finanziario, ma è la cronaca di una guerra civile che ha rischiato di implodere lo sport più amato del pianeta. Quella della Superlega è una storia di potere, miliardi e ribellione: un colpo di stato annunciato a mezzanotte e fallito all’alba, ma la cui onda d’urto continua a vibrare.

Se quel primo progetto è crollato in quarantotto ore, la storia ci insegna che nulla è stato vano. Per capire come siamo arrivati alla sentenza storica del 2023 e al nuovo assetto del calcio europeo, bisogna riavvolgere il nastro e guardare oltre la superficie dell’avidità, dritti nel cuore di una crisi sistemica.

La radice della rivolta: un sistema al collasso

Non fu un semplice capriccio di pochi miliardari, ma una mossa disperata. Molto prima che la parola “Superlega” diventasse un trend topic, i top club europei sedevano su una polveriera. La pandemia da Covid-19 è stata solo la miccia che ha fatto esplodere un sistema finanziario già rotto.

I costi per gli stipendi erano fuori controllo, mentre i ricavi, tra stadi chiusi e crisi globale, crollavano verticalmente. Il Barcellona, per citare un esempio lampante, navigava in un debito superiore al miliardo e mezzo di euro.

Il pomo della discordia era strutturale:

  • I Club: Si assumevano il 100% del rischio d’impresa, investendo in stadi e campioni.
  • La UEFA: Gestiva le competizioni e incassava i diritti TV senza rischiare nulla, ridistribuendo profitti ritenuti ormai insufficienti dai club.

La notte dei lunghi coltelli e il fattore JP Morgan

Di fronte allo spettro del default, dodici club fondatori (tra cui le big di Italia, Spagna e Inghilterra, ma con le pesanti assenze di Bayern Monaco e PSG) calarono l’asso: un torneo privato per gestire il proprio destino.

A sostenere la rivoluzione c’era un alleato di peso: JP Morgan. Il colosso bancario era pronto a iniettare 3,5 miliardi di euro come bonus d’ingresso, ossigeno puro per bilanci disastrati e infrastrutture. L’annuncio, nella notte tra il 18 e il 19 aprile 2021, scatenò il caos.

La reazione a catena e il crollo

La risposta del “vecchio mondo” fu immediata e feroce. Istituzioni, governi, e soprattutto i tifosi in piazza, crearono un fronte comune che costrinse i club inglesi, a partire dal Manchester City, a una ritirata strategica.

Lo scontro verbale fu violentissimo. Da una parte Aleksander Čeferin, presidente UEFA, che parlava di pura avidità. Dall’altra Florentino Pérez, numero uno del Real Madrid e architetto della Superlega, che ribatteva con una visione opposta:

“Non è avidità, è sopravvivenza. Se i motori economici del sistema, cioè i grandi club, si spengono, a crollare sarà l’intero edificio del calcio”.

La battaglia legale e la sentenza storica

Sepolto il progetto sportivo, iniziò la guerra legale. Il nodo era semplice: può un ente privato come la UEFA agire in regime di monopolio, decidendo chi può organizzare tornei in Europa?

La risposta della Corte di Giustizia Europea, arrivata il 21 dicembre 2023, è stata una bomba atomica sul sistema vigente. La Corte non ha approvato la Superlega in sé, ma ha sancito un principio ben più potente: le regole con cui la UEFA bloccava la concorrenza erano illegali. Il monopolio era ufficialmente infranto.

Il nuovo equilibrio: cosa pensano i tifosi oggi?

Qui arriva il colpo di scena finale. Se nel 2021 i tifosi scendevano in piazza contro il progetto, il vento sembra essere cambiato. Un sondaggio del 2024 ha rivelato un dato sorprendente: il 72% dei tifosi europei (con picchi dell’80% in Italia e Spagna) si dichiara ora favorevole a una competizione alternativa.

Con il monopolio smantellato e l’opinione pubblica più aperta al cambiamento, la UEFA è stata costretta a trattare. L’armistizio del febbraio 2024 ha segnato la fine delle ostilità legali, ma ha aperto un’era nuova. La Superlega del 2021 è forse fallita come torneo, ma ha vinto la sua battaglia politica: il calcio europeo non sarà mai più lo stesso.



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Di Gregorio flop: Juve, serve un portiere da Scudetto?

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Michele Di Gregorio a terra guarda il pallone in rete dopo un gol subito durante il derby d'Italia Inter-Juventus, espressione di delusione.

Il Derby d’Italia ha emesso una sentenza crudele tra i pali bianconeri. Mentre le voci su Vicario si intensificano e Tacconi predica calma, gli errori contro l’Inter riaprono il dibattito: per vincere il titolo serve un numero uno di un’altra categoria.

C’è una regola non scritta nel calcio italiano, vecchia quanto il gioco stesso ma sempre terribilmente attuale: gli scudetti li vincono le difese. E non esiste grande difesa senza un grande portiere che trasmetta sicurezza, che pari l’imparabile e, soprattutto, che non regali l’ordinario. È proprio su questo assioma che la Juventus si è schiantata nell’ultimo Derby d’Italia contro l’Inter. Alla vigilia del match, una leggenda bianconera come Stefano Tacconi — uno che di trofei ne ha alzati parecchi — aveva provato a blindare la porta: “Non cambierei Di Gregorio per nessuno, se non per Donnarumma”. Parole al miele, dettate dal cuore e dall’orgoglio di appartenenza. Ma il campo, giudice supremo e impietoso, ha raccontato una storia diametralmente opposta, evidenziando un problema che a Torino non possono più ignorare.

La notte da incubo a San Siro

L’analisi della prestazione di Michele Di Gregorio contro i nerazzurri è un atto d’accusa tecnico. Non si tratta di sfortuna, ma di reattività e lettura. Sul primo episodio chiave, l’autogol scaturito dalla deviazione di Cambiaso, l’estremo difensore è apparso macchinoso, quasi impacciato. “Lento, come un cinquantenne”, si mormora tra gli addetti ai lavori. Un pallone che viaggiava a velocità ridotta è diventato imprendibile per un difetto di posizionamento e di esplosività nelle gambe. Un errore grave, ma forse meno preoccupante di quello arrivato al 90° sul tiro di Zielinski. La conclusione del polacco era potente, certo, ma centrale. Di Gregorio ha letto male la traiettoria, muovendosi in anticipo e lasciandosi sfilare il pallone a un metro di distanza senza riuscire a correggere la postura. In una partita che vale una stagione, regalare due gol su tre è una condanna.

La sindrome del “Portiere da metà classifica”

Il dubbio che serpeggia tra i tifosi e la critica è strutturale: Di Gregorio è un ottimo portiere, ma è un portiere da Juventus? La maglia numero uno della Vecchia Signora pesa il triplo rispetto a quella del Monza o di squadre che lottano per l’ottavo posto. La pressione di dover essere decisivi nell’unico tiro subito in 90 minuti è ciò che separa i buoni portieri dai campioni. Il confronto con i rivali è impietoso. Quando il Milan ha vinto lo scudetto, Mike Maignan è stato un alieno. L’Inter ha costruito il suo successo sulla solidità di Yann Sommer, criticato a volte, ma quasi mai colpevole di errori gratuiti in match decisivi. Persino il Napoli, nel suo anno di grazia, ha trovato in Alex Meret una saracinesca inattesa. La sensazione è che Di Gregorio non riesca a trasmettere quella tranquillità necessaria al reparto arretrato. Anzi, paradossalmente, in questo momento Mattia Perin sembra offrire garanzie superiori in termini di carisma e presenza tra i pali.

Vicario, Svilar e il mercato estivo

La Juventus si trova ora di fronte a un bivio. Continuare a difendere l’investimento fatto o intervenire drasticamente sul mercato? Le voci che rimbalzano dall’Inghilterra non aiutano a mantenere sereno l’ambiente: Guglielmo Vicario, attualmente al Tottenham, sarebbe nel mirino sia dei bianconeri che dell’Inter. Il portiere ex Empoli rappresenta quel salto di qualità che oggi manca. Reattivo, moderno, abituato ai palcoscenici della Premier League, Vicario sarebbe il profilo ideale per rilanciare le ambizioni scudetto. Un’altra opzione che stuzzica la dirigenza è Mile Svilar della Roma, cresciuto esponenzialmente nell’ultima stagione e ormai pronto per un top club.

Che sia Vicario, Svilar o un altro nome di caratura internazionale, una cosa appare certa: per tornare a vincere, la Juventus non può permettersi indecisioni tra i pali. Buffon non era solo un portiere, era una polizza assicurativa sulla vittoria. Oggi, quella polizza, Di Gregorio non sembra in grado di firmarla. Se la società vuole colmare il gap con le rivali, la rivoluzione deve partire dalla porta, e deve avvenire quest’estate.



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Caos Arbitri Serie A: Via al VAR a Chiamata contro la Crisi

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Arbitro di Serie A consulta il monitor VAR a bordo campo mentre è circondato da giocatori che protestano furiosamente.

L’ennesimo weekend di polemiche, culminato con l’errore di La Penna e il caso Kalulu-Bastoni, certifica il fallimento dell’attuale classe arbitrale. Tra sudditanza politica, simulatori impuniti e regole confuse, l’unica via d’uscita è il “Challenge” per gli allenatori.

Siamo reduci dall’ennesimo lunedì di processi mediatici, moviole e rabbia. L’errore tecnico dell’arbitro La Penna è solo la punta dell’iceberg di un sistema che fa acqua da tutte le parti. Non è più una questione di singoli episodi, ma un dato di fatto strutturale: la classe arbitrale italiana sta attraversando uno dei momenti più bui della sua storia recente. Scarsi, permalosi e spesso arroganti: un mix letale che sta avvelenando il campionato di Serie A.

Professionismo e Incompetenza: Il Cortocircuito

Si parla spesso di rendere gli arbitri professionisti a tutti gli effetti come primo passo per risolvere il problema. È una strada corretta, ma non è la panacea di tutti i mali. Il professionismo non inietta talento dove manca. La realtà, cruda, è che molti direttori di gara non sanno leggere la partita, interpretano i momenti con presunzione e, soprattutto, mancano di uniformità. Vediamo espulsioni per una parola di troppo in una gara (si pensi al caso Verona e alle accuse di disparità di trattamento razziale), mentre in altri match insulti palesi vengono ignorati. Questa discrezionalità esasperata, unita a una permalosità di fondo, crea il disastro perfetto ogni weekend.

Il Teatrino dei Calciatori: Bastoni e i Simulatori Seriali

Tuttavia, sparare solo sulla giacchetta nera è un esercizio parziale. I calciatori in campo non aiutano, anzi, sabotano attivamente il gioco. L’episodio chiave di Inter-Juventus, con l’espulsione di Kalulu nata da una simulazione evidente di Bastoni, è l’emblema della scorrettezza. Ma Bastoni non è solo. Da Saelemaekers in giù, ogni squadra ha i suoi “attori” specializzati nella simulazione di morte istantanea al minimo contatto. Se un tocco leggero si trasforma in una rottura del legamento (teatrale), l’arbitro scarso va in confusione e sbaglia. La soluzione? Tornare a punire severamente la simulazione con il giallo sistematico, cosa che oggi si fa sempre meno, col risultato che l’arbitro spesso finisce per ammonire chi il fallo lo ha subito davvero.

Il Peso Politico: Due Pesi e Due Misure

C’è poi il tema scomodo, quello che nessuno vuole affrontare ufficialmente: il peso politico. Non crediamo ai complotti orditi a tavolino per far perdere la Lazio o favorire l’Inter, ma la “sudditanza mediatica” esiste. Quando la Juventus subisce un torto, si muove la macchina da guerra: dirigenti in TV, telefonate ai vertici, riunioni di Lega convocate d’urgenza. Quando l’errore colpisce la Lazio, il Verona o un club minore, cala il silenzio o, peggio, l’indifferenza. Gravina e il sistema arbitrale sentono la pressione dei grandi club (Inter e Juve su tutti), e nel dubbio, l’errore contro la “piccola” pesa meno sulla carriera dell’arbitro rispetto all’errore contro la “grande”. Questo doppio standard ha minato la credibilità del campionato.

La Soluzione: Regole Certe e VAR a Chiamata

Come se ne esce? Innanzitutto riscrivendo le regole. Il fallo di mano è diventato un enigma indecifrabile: braccio largo, congruo, in appoggio, velocità… troppe variabili per arbitri già in confusione. Serve tornare a regole binarie: bianco o nero, rigore o non rigore, senza interpretazioni filosofiche.

Ma la vera rivoluzione necessaria è il VAR a Chiamata (Challenge). L’attuale protocollo VAR è schizofrenico: interviene per un millimetro di fuorigioco ma tace su espulsioni dubbie o contatti decisivi se l’arbitro dice “ho visto io”. È un controsenso. Bisogna dare agli allenatori la possibilità di chiamare il VAR (due volte a partita) su episodi specifici. Gli allenatori capiscono di calcio, sanno quando un loro giocatore ha simulato o quando il danno è reale. Dare il potere alle panchine eliminerebbe gli errori più grotteschi, responsabilizzerebbe i tecnici (che smetterebbero di protestare a vuoto) e toglierebbe l’alibi della “svista” all’arbitro. Senza un reset totale — delle regole, della tecnologia e della mentalità dei calciatori — continueremo a parlare di arbitri dal lunedì alla domenica, mentre il calcio giocato passa in secondo piano.



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