Rossi corona il sogno della prima squadra. La madre: “Inzaghi suo punto di riferimento”

Quando un ragazzo del settore giovanile viene convocato per la prima volta in Prima Squadra è sempre una gioia immensa, sia per chi viene chiamato sia per i familiari e i suoi amici. Per Alessandro Rossi, viterbese classe 1997, essere stato chiamato da Simone Inzaghi per la trasferta di Torino contro la Juventus, al di là del risultato storto, è stato un giorno indescrivibile, riuscire a sedersi su quelle panchine insieme a coloro che spera di poter vedere tutti i giorni in allenamento e in campo in un futuro.

La gioia traspare sopratutto negli occhi di mamma Angela, che ai microfoni di LazioPress, ha parlato in esclusiva esprimendo tutto ciò che aleggia ormai in casa Rossi, dal senso di amore per lo sport a tutto ciò che ruota attorno alla Lazio, e una piccola curiosità sulla partita di ieri ossia essere uno dei tre viterbesi presenti allo Juventus Stadium, oltre a Bonucci e al viceallenatore della Lazio Farris. Ecco le sue dichiarazioni: “Alessandro viene da una famiglia prettamente legata allo sport. A Differenza di tanti altri però ha iniziato con il basket. Si è avvicinato al calcio tardi, all’età di dodici anni circa. Ha fatto un anno di prova al Gentili, poi è passato subito alla Lazio. La nostra famiglia è sempre stata laziale. Simone Inzaghi è il suo punto di riferimento, avendo lo stesso ruolo gli offre consigli preziosi. Lo ha sempre visto come un idolo, come un esempio da imitare. Alessandro quest’anno è diventato uno dei pilastri della squadra insieme a Murgia, Palombi e Mattia. Domani ci sarà il derby, una gara particolare che come sempre viene sentita tanto e molto tempo prima. Nonostante i vari infortuni, sono sicura che daranno il massimo e metteranno in campo una grande prestazione. Senz’altro la convocazione ha iniettato in lui una maggiore consapevolezza e fiducia, pertanto scenderà in campo con maggiore convinzione. La convocazione? Ero in macchina con lui, stavamo andando proprio a Formello. Ha ricevuto la notizia per telefono e in quel momento si è trasformato, se esistesse una contatore della felicità, non ho la minima idea di quanto avrebbe potuto segnare. Eravamo davvero al settimo cielo, una gioia immensa. Quando una mamma vede negli occhi dei propri figli questa felicità, non può desiderare altro. Siamo davvero grati per questa gioia. E’ stata una convocazione davvero sofferta, perché ha dovuto aspettare. Io gli ho detto di essere comunque soddisfatto perché il mister ha pensato a lui e gli ha dato fiducia. Poi, dopo un’attesa snervante finalmente il via libera per la partenza. Nonostante la sconfitta, ancora dobbiamo smaltire la consapevolezza di questa gioia. Abbiamo il cuore pieno di felicità, pertanto non riusciamo ad essere delusi o amareggiati per il risultato. A volte ancora non mi rendo conto di cosa stia accadendo ad Alessandro. Nonostante la sua giovane età Alessandro compie molti sacrifici e segue con ambizione e fedeltà il suo obiettivo. Per quanto riguarda i difetti, forse è troppo generoso così in campo come nella vita. E’ un ragazzo con un animo buono, dà davvero tutto per gli altri. Tra tutti Miroslav Klose è senza dubbio quello più ammirato da Alessandro. E’ un esempio di umiltà per lui. Nonostante la sua straordinaria carriera calcistica non si risparmia mai, si sacrifica per la squadra e instaura un ottimo rapporto con i ragazzi. Ha molta stima per Farris, lo ha motivato tantissimo. Leonardo (Bonucci) viene dalla stessa società da cui è venuto lui, è viterbese. E’ stato bellissimo vederlo al suo fianco.”

Leggi anche:   Petkovic, le parole alla vigilia del 26 Maggio 2020