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Lazio, sfuma Asp Jensen: il danese va al Deportivo

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Il giovane trequartista danese Jonathan Asp Jensen

La caccia ai giovani talenti per arricchire il reparto offensivo a disposizione di mister Gennaro Gattuso subisce una battuta d’arresto. La Lazio deve infatti depennare dalla propria lista il nome di Jonathan Asp Jensen, talentuoso trequartista danese classe 2006 di proprietà del Bayern Monaco, che sembrava perfetto per il 4-2-3-1 del tecnico calabrese.

Nonostante i fitti contatti dei giorni scorsi, il futuro del giocatore sarà in Spagna, con la maglia del Deportivo La Coruña.

La distanza con il Bayern e l’inserimento degli spagnoli

Come riportato nell’edizione odierna de Il Corriere dello Sport, la Lazio era forte di un accordo di massima già raggiunto con l’entourage del ragazzo. Il vero ostacolo, rivelatosi poi insormontabile, è stata la formula del trasferimento. La dirigenza biancoceleste spingeva per un prestito, mentre i bavaresi chiedevano una cessione a titolo definitivo per una cifra compresa tra i 4 e i 5 milioni di euro.

In questa fase di stallo si sono inseriti prepotentemente altri club, disposti ad accontentare le richieste economiche del Bayern Monaco: su tutti l’Udinese e, soprattutto, il Deportivo La Coruña.

Il “sì” decisivo: Asp Jensen al Depor

La svolta decisiva è arrivata nel primo pomeriggio di oggi. Intorno alle 13:50, gli esperti di mercato hanno confermato come l’offerta ufficiale presentata dal Deportivo avesse pienamente soddisfatto le richieste del club tedesco. Messa con le spalle al muro, la Lazio non è riuscita a trovare la quadra per un rilancio in tempi brevi.

Alle 14:30 è arrivata la chiusura definitiva riportata da Fabrizio Romano: Asp Jensen ha dato il suo “sì” totale al trasferimento al Deportivo La Coruña. Intesa trovata su tutti i fronti e offerta accettata. A meno di clamorosi e improbabili dietrofront, il trequartista danese sfuma definitivamente per i biancocelesti e si prepara a volare in Spagna.



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Cessione Lazio: spunta l’ambasciatore USA Fertitta

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Claudio Lotito presidente della SS Lazio durante un'intervista

Il tema della cessione della Lazio si arricchisce di un nuovo, clamoroso capitolo. Dopo aver confermato che Pignataro non è assolutamente interessato all’acquisto del club, l’edizione odierna di Milano e Finanza, con un pezzo a firma di Nicola Carosielli, lancia una vera e propria bomba mediatica. Come anticipato nel video di aggiornamento dal nostro Vittorio, l’iniziativa per un cambio di proprietà si sta muovendo ai piani alti.

La proposta all’ambasciatore USA: il profilo di Tilman J. Fertitta

Secondo il quotidiano economico, personaggi importanti e tifosi della Lazio avrebbero proposto l’acquisto della società biancoceleste all’attuale ambasciatore degli Stati Uniti d’America in Italia, Tilman J. Fertitta. Il diplomatico italo-siciliano, che attualmente risiede a Roma, vanta un patrimonio stimato in oltre 10.000 miliardi derivante dalle sue catene di alberghi e ristorazione. Fertitta è già profondamente inserito nel mondo dello sport americano: dal 2017 è infatti il proprietario della squadra NBA degli Houston Rockets, acquistata per una valutazione di 2,2 miliardi di dollari.

Al momento Milano e Finanza non ha rivelato quale sia stata la decisione del politico americano in merito a questa proposta. Tuttavia, il coinvolgimento di un profilo del genere dimostra come le mosse per presentare un’offerta concreta e reale a Claudio Lotito, liberando la piazza dopo 22 anni, stiano prendendo quota in maniera strutturata.

Il risveglio della politica e il fallimento di Floridi

La notizia si incrocia perfettamente con la campagna portata avanti sulle colonne de Il Tempo da Luigi Bisignani. Proprio Bisignani sottolinea come sia giunto il momento per i numerosi politici di fede laziale di uscire allo scoperto e muoversi contro Lotito per convincerlo a cedere il club. Per anni il silenzio di molti è stato alimentato dalla falsa convinzione che il presidente biancoceleste comandasse Forza Italia e che chi si fosse schierato contro di lui l’avrebbe pagata.

Oggi la situazione è radicalmente cambiata: la presenza del Presidente della Regione Lazio che marcia insieme ai tifosi è stato un segnale chiaro e fondamentale. Inoltre, la discesa in campo dello stesso Bisignani ha sciolto i timori di molti esponenti politici nell’esporsi pubblicamente contro l’attuale gestione.

Nel frattempo, le contromisure della società per cercare nuovi investitori si sono rivelate un buco nell’acqua: Floridi, l’uomo incaricato da Lotito di trovare un socio di minoranza, non ha portato alcun risultato, non avendo le relazioni e gli agganci tipici di una banca d’investimento internazionale. In attesa di smentite o conferme sul fronte Fertitta, un primo grande passo verso il futuro sembra essere stato compiuto.



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Milan-Gila, è fatta: accordo con la Lazio da 30 milioni

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Mario Gila in chiusura su un avversario con la maglia della Lazio

Il tormentone di mercato legato alla difesa biancoceleste è giunto ai titoli di coda. Dopo l’incontro a Casa Milan confermato nei giorni scorsi dall’agente Alejandro Camaño, e un primo rifiuto da parte della dirigenza capitolina, l’asse Roma-Milano si è sbloccato definitivamente.

Mario Gila lascia la Capitale e diventa a tutti gli effetti un nuovo giocatore del Milan. La società biancoceleste ha infatti accettato l’ultimo decisivo rilancio rossonero, chiudendo un’operazione a titolo definitivo che garantisce un’importante immissione di liquidità nelle casse di Formello.

Le cifre dell’affare e il maxi contratto di Gila

Il presidente Lotito è riuscito a far valere le proprie condizioni, ottenendo la cifra richiesta per lasciar partire il centrale spagnolo. L’accordo tra i due club è stato siglato sulla base di 30 milioni di euro.

Contestualmente, il difensore ha trovato l’intesa totale per il suo trasferimento alla corte del nuovo tecnico rossonero Ruben Amorim. Gila firmerà un contratto importantissimo e a lungo termine: un accordo di cinque anni con un ingaggio faraonico da 5 milioni di euro netti a stagione. L’ufficialità del trasferimento è attesa a stretto giro.

L’incasso della Lazio e la percentuale al Real Madrid per Gila

L’entrata di 30 milioni di euro rappresenta una notevole boccata d’ossigeno per le casse laziali, ma l’intero importo non resterà a Formello. Al momento dell’acquisto del giocatore nell’estate del 2022, infatti, la Lazio aveva stipulato un accordo particolare con il Real Madrid, riconoscendo ai Blancos il 50% sulla futura plusvalenza.

Avendo pagato il classe 2000 per 6 milioni di euro, la Lazio dovrà versare agli spagnoli esattamente la metà della differenza tra il prezzo di cessione (30) e quello di acquisto (6). Al Real Madrid andranno dunque 12 milioni di euro, mentre la società capitolina intascherà un totale di 18 milioni di euro netti (i 6 milioni iniziali recuperati più gli altri 12 milioni di plusvalenza).

Un tesoretto che il ds Angelo Fabiani ha già in parte reinvestito per l’arrivo in chiusura del nuovo rinforzo in difesa, il connazionale Sergi Dominguez.



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Lazio, colpo in difesa: in chiusura Sergi Dominguez

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Sergi Dominguez in azione con la maglia della Dinamo Zagabria

Il mercato in entrata della Lazio batte un colpo importante per la retroguardia. Come svelato nell’ultima video-analisi del nostro Vittorio, la società biancoceleste è ormai a un passo dall’acquisto del giovane difensore Sergi Dominguez.

La notizia, che sta rimbalzando in queste ore, trova solide conferme dirette in Croazia. Secondo quanto riportato dall’autorevole portale sportivo SATA24.hr, l’accordo tra la Lazio e la Dinamo Zagabria è giunto alle battute finali e la fumata bianca è attesa tra domani e dopodomani.

Sergi Dominguez Lazio | Le cifre dell’affare e il contratto

Dopo un primo periodo di negoziazione, la trattativa si è sbloccata trovando una rapida intesa. La Dinamo Zagabria partiva da una richiesta iniziale di 15 milioni di euro, forte della necessità di dover riconoscere una percentuale sulla futura rivendita (circa il 20%) al Barcellona, club in cui il ragazzo è cresciuto. La dirigenza laziale si era inizialmente spinta fino a 10 milioni.

Il punto d’incontro che ha soddisfatto tutte le parti in causa è stato trovato a metà strada:

  • Costo del cartellino: L’operazione si chiuderà per una cifra complessiva tra i 10 e i 12 milioni di euro (molto probabilmente impostata su una base fissa di 10 milioni più 2 milioni legati ai bonus).
  • Stipendio: Il difensore ha accettato con entusiasmo la destinazione, attratto anche da un notevole incremento salariale rispetto a quanto percepito in Croazia. A Roma, lo spagnolo guadagnerà 1,4 milioni di euro netti a stagione.

Il nuovo leader per il post-Gila

Classe 2003 (21 anni) ed emerso dalla rinomata cantera blaugrana, Sergi Dominguez si prepara a raccogliere una pesante eredità, diventando a tutti gli effetti il sostituto designato in vista dell’imminente cessione di Mario Gila.

Rispetto ad altri profili sondati dal club per rinforzare il reparto (come ad esempio l’italiano Diego Coppola, maggiormente pronto per la Serie A), lo spagnolo rappresenta un investimento con ampi margini di crescita. Nell’ultima annata ha giocato titolare quasi tutte le partite, mettendosi in luce come un vero e proprio leader difensivo.

Fisicamente strutturato e abilissimo nel gioco aereo (ha messo a segno 2 reti e fornito assist), Dominguez abbina un’ottima tecnica di base, fondamentale per far ripartire l’azione da dietro con precisione. Si tratta del secondo colpo ufficiale del nuovo corso biancoceleste dopo l’arrivo del terzino Alfonso Pedraza. Ora la palla passa al campo: al ragazzo andrà concesso inevitabilmente del tempo per adattarsi ai ritmi del calcio italiano e a un clima ambientale non semplice, complice l’attuale sciopero del tifo.



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Agente Gila al Milan: il vertice e la risposta della Lazio

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Alejandro Camaño, agente di Mario Gila, intercettato dai giornalisti

Il futuro di Mario Gila resta uno dei temi più caldi del mercato in uscita a Formello. Dopo le indiscrezioni dei giorni scorsi su un imminente e definitivo sorpasso dei rossoneri nella corsa al difensore spagnolo, si registra un nuovo importante aggiornamento sul fronte milanese.

Il vertice a Casa Milan: le parole dell’agente

Nella giornata odierna, l’agente del calciatore, Alejandro Camaño, si è recato fisicamente a Casa Milan per un incontro con la dirigenza del club. Intercettato dai microfoni della redazione di gianlucadimarzio.com proprio all’uscita dalla sede, il procuratore ha mantenuto un basso profilo, rilasciando poche ma significative battute:

“L’incontro con il Milan è andato bene, come succede sempre con ogni club italiano. Gila al Milan? Sto parlando per tanti giocatori, ci sono tante trattative in ballo. Stiamo lavorando”.

L’offerta rossonera rifiutata dalla Lazio

Nonostante il clima positivo confermato dall’entourage e i contatti sempre più fitti, la strada per arrivare alla fumata bianca non è ancora in discesa.

Secondo gli ultimi aggiornamenti, infatti, la Lazio avrebbe rifiutato l’ultima offerta ufficiale presentata dal Milan. La trattativa resta comunque viva, con le due società chiamate a limare le distanze economiche, mentre la dirigenza capitolina continua a monitorare diversi profili per rivoluzionare il proprio reparto arretrato.



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Bisignani: “Fondi esteri sulla Lazio. Lotito chieda scusa”

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Luigi Bisignani durante un'intervista

L’onda d’urto generata dalla maxi manifestazione dei tifosi laziali al Flaminio continua a far tremare le stanze dei bottoni. A farsi portavoce del profondo malcontento della piazza, attraverso le colonne de Il Tempo, è stato l’opinionista e faccendiere Luigi Bisignani, che è intervenuto in una lunga e ricca intervista ai microfoni di Radio Laziale per fare il punto sulla situazione societaria, politica e finanziaria del club biancoceleste.

Senza usare mezzi termini, Bisignani ha analizzato la spaccatura tra la presidenza Lotito e l’ambiente, svelando retroscena importanti sull’interesse dei mercati internazionali e sui pesanti autogol comunicativi della dirigenza.

Il retroscena su Il Tempo e lo “shock” dei palazzi della politica

L’iniziativa editoriale, che ha dato voce a migliaia di tifosi, è nata quasi per caso, spinta da una motivazione puramente familiare:

“La mia prima lettera nasce solo ed esclusivamente da mio figlio Giovanni, che è un grande laziale. Lui per almeno due settimane mi ha martellato dicendo di non parlare di Trump e della Meloni, ma di occuparmi della Lazio. […] Il direttore Capezzone ha aperto il giornale ai tifosi laziali, mentre tanti altri hanno ignorato la protesta. Poi l’editore mi ha proposto di fare una casella di posta ‘Bisignani risponde’, dove sono arrivate migliaia di mail.”

L’impatto della piazza, secondo Bisignani, è stato devastante anche a livello politico, attirando l’attenzione delle più alte cariche dello Stato:

“Credo che nessun partito e nessuna personalità riesca a portare in piazza 30mila persone di giovedì pomeriggio. Nemmeno il Papa ci riesce. […] So per certo che tutto questo ha scosso molto anche il palazzo: tutti sono rimasti a bocca aperta, dalle voci che mi riferiscono anche del Presidente della Repubblica a quello del Consiglio.”

Gli autogol comunicativi e l’interesse dei fondi esteri

L’opinionista non ha risparmiato critiche feroci alla gestione mediatica della società, rea di aver soffiato sul fuoco della contestazione smentendo frettolosamente l’interesse di realtà finanziarie internazionali (come JP Morgan), avallando la “lettera di Floridi” e presentando le nuove maglie proprio nel giorno della protesta: “O è andato tutto a scatafascio oppure c’è una mancanza di professionalità incredibile”.

Sulla questione finanziaria e sul tema caldissimo di una possibile cessione del club, Bisignani è stato perentorio:

“Ci sono studi legali che stanno approfondendo il tema dell’azionariato popolare e credo che ci sia una grande attenzione verso la Lazio, che credo abbia ingolosito i fondi che guardano al calcio italiano. […] Tutto il mondo dei fondi internazionali guarda all’Italia. La Lazio ha una piazza straordinaria come Roma ed è sicuramente attrattiva. Non so niente di proposte o di offerte, ma so per certo che c’è un grandissimo interesse. […] Nessuno può convincere la presidenza a vendere, ma magari a fare un passo di lato. Come hanno fatto i Percassi con l’Atalanta. Questa presidenza non ha più le risorse per tenere una squadra di Serie A.”

L’appello ai politici e l’isolamento di Lotito

Un passaggio fondamentale ha riguardato il coinvolgimento della classe politica. Elogiando il coraggio del governatore Francesco Rocca per essersi esposto in prima persona, Bisignani ha invitato tutti i parlamentari di fede laziale a “metterci la faccia”, sottolineando al contempo il crescente isolamento politico di Claudio Lotito:

“Forza Italia non può morire per Lotito, si deve porre una domanda. Credo che questa contestazione smuova i vertici del partito, dove so che l’isolamento di Lotito è molto forte. […] Vediamo poi cosa succederà con la Reggina, visto quanto successo con la Salernitana. L’acquisto di Lotito è una provocazione politica, sappiamo bene perché l’ha fatto. La Reggina porterà sicuramente a un disastro, anche in Lega Lotito è isolato.”

Verso Bologna: “La pressione è forte, Lotito chieda scusa”

In chiusura, lo sguardo si è spostato inevitabilmente sul campo e sull’inizio del nuovo campionato. Nonostante il ritiro blindato a Formello che ha suscitato ulteriori perplessità, la contestazione non si fermerà, ma riprenderà forma fin dalla prima trasferta stagionale:

“Io già penso a cosa succederà a Bologna, alla prima giornata di campionato. Lì ci sarà la ripresa della protesta e credo che si stia preparando qualcosa di molto intrigante. L’invito è di andare al Dall’Ara con grande signorilità, allegria e fantasia. Sicuramente succederà qualcosa, non credo che Lotito possa andare avanti così. La pressione è troppo forte. Innanzitutto dovrebbe chiedere scusa.”



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Lazio, Rovella ha deciso: niente cessione, resta a Formello

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Nicolò Rovella in campo con la maglia della Lazio durante una pausa di gioco
CALCIO - Serie A - SS Lazio vs Atalanta BC Nicolo Rovella of S.S. Lazio is in action during the 25th matchday of the Serie A championship between S.S. Lazio and Atalanta B.C. at the Stadio Olimpico on February 14, 2026 in Rome, Italy. Rome Italy PUBLICATIONxNOTxINxFRAxUK Copyright: xIPAxSport/ABACAx

Il mercato in uscita della Lazio registra una frenata importante a centrocampo. Nonostante le speculazioni delle scorse settimane, Nicolò Rovella ha preso una decisione definitiva sul suo futuro: vuole continuare a vestire la maglia biancoceleste e rimettersi in gioco sotto la nuova guida tecnica di Gennaro Gattuso.

La scelta e la grande voglia di riscatto

Secondo quanto riportato dall’edizione odierna de Il Messaggero, il regista ha le idee chiarissime. Forte di un contratto con ancora due anni di validità, Rovella ha recentemente comunicato al suo agente, Beppe Riso, la ferma volontà di rimanere a Formello. Non ci sono margini per una cessione in questa sessione estiva, allontanando così definitivamente i fantasmi dello scorso anno, quando un addio sfumò in extremis solamente a causa delle operazioni di mercato bloccate dalla dirigenza.

La determinazione dell’ex Juventus nasce in primis da una profonda voglia di riscatto personale. L’ultima annata è stata infatti un vero e proprio calvario sportivo, tormentata da gravi infortuni: prima la fastidiosa pubalgia, poi la delicata operazione chirurgica per la rottura della clavicola. Ora il peggio è alle spalle, e il centrocampista punta a ripartire a pieno ritmo fin dal primo giorno del ritiro estivo a Formello.

Il duello in regia e il futuro di Cataldi

Nel nuovo scacchiere tattico che verrà disegnato dall’allenatore calabrese, Rovella dovrà lottare per conquistare una maglia da titolare in cabina di regia.

Il suo principale concorrente sarà Danilo Cataldi. Anche il canterano romano, nonostante il momento di grande tensione tra la piazza e la presidenza Lotito, non ha alcuna intenzione di fare le valigie: il numero 32 è disposto a rimanere ed è pronto a mettere nero su bianco un rinnovo di contratto “a vita” con la squadra del suo cuore.



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Lazio, allarme abbonamenti: Lotito rischia buco da 20 mln

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Claudio Lotito in tribuna autorità allo Stadio Olimpico durante Lazio Monza
Claudio Lotito inquadrato in tribuna all'Olimpico mentre dal settore ospiti e dagli spalti partono cori e applausi contro di lui.

Il muro contro muro tra la società e la tifoseria è destinato a proseguire. In un clima di aperta e durissima contestazione nei confronti della dirigenza, la nuova campagna abbonamenti della Lazio rischia di trasformarsi in un clamoroso autogol economico.

Nessun passo indietro, nessuna mano tesa verso la piazza: il presidente Claudio Lotito ha deciso di mantenere la linea dura, confermando le stesse identiche modalità e gli stessi prezzi della passata estate, senza prevedere alcuno sconto o iniziativa speciale per riavvicinare la gente allo stadio.

L’allarme del Corriere: rischio buco da 20 milioni

I numeri registrati nella scorsa stagione, quando si toccò quota 29.918 tessere sottoscritte, appaiono oggi come una vera e propria utopia. Secondo un’analisi pubblicata dall’edizione odierna de Il Corriere dello Sport, il pericolo di un flop totale al botteghino è più che concreto.

Senza la spinta del pubblico e con gli spalti dell’Olimpico destinati a rimanere desolatamente vuoti – scenario peraltro già vissuto negli ultimi mesi dello scorso campionato –, il patron biancoceleste potrebbe ritrovarsi a dover fronteggiare un buco a bilancio di ben 20 milioni di euro. Un calo vertiginoso degli introiti aggravato dalla pesante assenza dei ricavi derivanti dalle competizioni europee.

Il crollo dei diritti TV e il boicottaggio

La diserzione non colpirà solamente i seggiolini dell’Olimpico, ma si estenderà in maniera strutturale anche al piccolo schermo. La protesta del popolo laziale prevede infatti un boicottaggio organizzato delle piattaforme pay-tv.

Le conseguenze di questa presa di posizione si faranno sentire pesantemente sulla ripartizione dei diritti televisivi. Sebbene i dati ufficiali e definitivi saranno disponibili solamente con la prossima relazione semestrale, le prime stime in casa biancoceleste sono tutt’altro che incoraggianti: la Lazio dovrebbe incassare circa 51 milioni di euro, registrando una flessione di 4 milioni rispetto all’annata 2024/25.

Un quadro finanziario estremamente preoccupante, che rischia di limitare le risorse per il mercato e di rendere ancora più in salita l’avvio del nuovo corso tecnico targato Gennaro Gattuso.



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Abbonamenti Lazio 2026/27: ufficiali date e modalità, al via la campagna dall’8 luglio

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Uno striscione di contestazione dei tifosi della Lazio allo stadio

La S.S. Lazio ha ufficializzato le modalità della campagna abbonamenti per la stagione 2026/27. La vendita prenderà il via mercoledì 8 luglio e terminerà giovedì 20 agosto. L’abbonamento comprenderà tutte le gare casalinghe di Serie A Enilive e la prima partita interna di Coppa Italia Frecciarossa.

La società ha confermato una vendita suddivisa in due fasi: rinnovo con prelazione per i vecchi abbonati e successiva vendita libera.

Prima fase: rinnovo con prelazione

La prima parte della campagna sarà dedicata ai tifosi già abbonati nella scorsa stagione.

Dal 8 al 15 luglio: rinnovo con posto garantito

Dalle ore 12:00 di mercoledì 8 luglio alle 23:59 di mercoledì 15 luglio, i vecchi abbonati potranno confermare il proprio posto mantenendo la stessa posizione occupata nella stagione precedente.

Nello stesso periodo sarà inoltre possibile sottoscrivere nuovi abbonamenti sui posti già rimasti liberi.

Dal 16 al 21 luglio: cambio posto

Dalle ore 12:00 di giovedì 16 luglio alle 23:59 di martedì 21 luglio, la vendita resterà riservata esclusivamente agli ex abbonati che non avranno ancora rinnovato.

In questa finestra sarà possibile scegliere uno dei posti rimasti disponibili dopo la fase di prelazione.

Seconda fase: vendita libera

La vendita libera inizierà giovedì 23 luglio alle ore 16:00.

Da quel momento e fino alle 23:59 di giovedì 20 agosto, tutti i tifosi potranno acquistare un nuovo abbonamento scegliendo tra i posti ancora disponibili.

Le date della campagna abbonamenti Lazio 2026/27

  • 8-15 luglio: rinnovo con conferma del proprio posto e nuovi abbonamenti sui posti liberi.
  • 16-21 luglio: cambio posto riservato agli ex abbonati.
  • 23 luglio (ore 16:00) – 20 agosto: vendita libera aperta a tutti.

Con questa comunicazione prende ufficialmente il via una campagna abbonamenti particolarmente attesa, in una stagione che vedrà la Lazio ripartire con Gennaro Gattuso in panchina.



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ESCLUSIVA – Lazio-Peruzzi, la verità: nessun incontro

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Angelo Peruzzi con la divisa societaria della Lazio

Nelle ultime ore le indiscrezioni di stampa si sono rincorse con insistenza, parlando di un presunto faccia a faccia tra la dirigenza e Angelo Peruzzi per limare i dettagli di un suo ritorno a Formello nel ruolo di club manager. Un’operazione caldeggiata per affiancare il nuovo staff e, soprattutto, per cercare di gettare acqua sul fuoco dopo il terremoto ambientale innescato dalla maxi manifestazione della tifoseria.

Secondo quanto raccolto in esclusiva dalla redazione di Since1900.it, lo scenario reale è completamente diverso. Non c’è mai stato alcun incontro di persona tra le parti: la trattativa si è aperta e chiusa nello spazio di un brevissimo contatto a distanza.

Solo una telefonata: il secco “No” di Peruzzi

Tra la Lazio e l’ex portierone biancoceleste c’è stata solamente una telefonata. È stato il presidente Claudio Lotito a comporre il numero, proponendogli ufficialmente di sposare il nuovo corso che sta per scattare con il raduno del 9 luglio. La risposta di Peruzzi, tuttavia, è stata un secco e irrevocabile rifiuto.

I motivi del “no” affondano le radici in dinamiche ben note, che avevano già decretato la fine della sua precedente avventura nella Capitale. Peruzzi non ha manifestato alcuna intenzione di accettare un ruolo puramente di facciata o di rappresentanza. Senza la garanzia di “pieni poteri” operativi e decisionali per gestire lo spogliatoio e fare da vero collante con la società, l’ex dirigente ha preferito declinare immediatamente l’offerta.

L’inutile tentativo di usare la “bandiera” come scudo

Il piano della presidenza appariva fin troppo evidente. Riportare a Formello una figura amata e rispettata come Peruzzi – o sondare profili storici come Senad Lulic – rappresentava l’estremo tentativo di inserire nell’organigramma un paravento mediatico. Uno scudo umano con l’illusoria speranza di riavvicinare i tifosi e placare una contestazione che, invece, ha ormai superato il punto di non ritorno.

Peruzzi, da uomo integro e profondo conoscitore dell’ambiente romano, ha subodorato la situazione e ha preferito tirarsi fuori prima ancora di sedersi al tavolo. Nessun incontro a Formello, dunque: la “bandiera” resta dove si trova, e Lotito incassa l’ennesimo due di picche.



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Lazio, ufficiali date e amichevoli del ritiro a Formello

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Il Training Center di Formello pronto per il ritiro estivo della Lazio amichevoli ss lazio ritiro ss lazio formello

La stagione 2026/2027 della Lazio è pronta a prendere il via. Il club ha ufficializzato il programma del ritiro estivo, che condurrà la squadra agli impegni ufficiali del 16 agosto contro il Mantova (Coppa Italia) e del 24 agosto a Bologna per il debutto in Serie A.

La grande novità di quest’anno è la sede: niente location di montagna, la preparazione si svolgerà interamente tra le mura domestiche del Training Center di Formello, guidata dal nuovo tecnico Gennaro Gattuso.

Le due fasi del ritiro della Lazio e il ritorno dei tifosi

Il raduno è fissato per giovedì 9 luglio. Fino all’11 luglio, le giornate saranno dedicate esclusivamente a visite mediche e test atletici al Lazio Lab.

La preparazione vera e propria si articolerà in due tranche:

  • Prima Fase (13 – 26 luglio): Allenamenti in doppia seduta a porte chiuse. Unica eccezione per l’amichevole del 26 luglio.
  • Seconda Fase (29 luglio – 9 agosto): In questa finestra, la società ha deciso di aprire le porte di Formello ai tifosi per assistere agli allenamenti e incontrare la squadra. Una scelta pensata per cercare di ricompattare l’ambiente dopo la forte contestazione dei giorni scorsi. Date e orari di accesso saranno comunicati prossimamente.

Il calendario completo delle amichevoli

Sono sei i test match programmati per rodare i meccanismi tattici e inserire i nuovi acquisti, come l’esterno Alfonso Pedraza. Ecco il quadro completo:

  • 20 luglio (ore 18:00): Lazio – Lazio Primavera (Formello, porte chiuse)
  • 26 luglio (ore 18:00): Lazio – Flaminia Civita Castellana (Formello, porte aperte)
  • 1° agosto (ore 11:00): Lazio – Avellino (Formello, porte aperte)
  • 2 agosto (ore 20:45): Ascoli – Lazio (Stadio Del Duca, Ascoli Piceno)
  • 5 agosto (ore 18:00): Lazio – Ostiamare (Formello, porte aperte)
  • 9 agosto (ore 20:45): Frosinone – Lazio (Stadio Stirpe, Frosinone)

Tutta la preparazione estiva, comprese le amichevoli e le conferenze stampa, godrà di un’ampia copertura mediatica. I tifosi potranno seguire i biancocelesti sul sito ufficiale della S.S. Lazio, sui canali social del club, su Lazio Style Radio, su Sportitalia (canale 60) e sul mosaico di DAZN.



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Lazio, rivoluzione in difesa: spunta l’opzione Comuzzo

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Il giovane difensore Pietro Comuzzo in azione con la maglia della Fiorentina

Il restyling della retroguardia biancoceleste è diventato la priorità assoluta a Formello. Con l’imminente cessione di Mario Gila, ormai a un passo dal Milan, e la contemporanea uscita di Alessio Romagnoli, la Lazio si ritrova costretta a ridisegnare completamente il proprio pacchetto arretrato.

Il direttore sportivo Angelo Fabiani è già al lavoro per regalare a Gennaro Gattuso, atteso a giorni per la conferenza stampa di presentazione, i due colpi in difesa necessari per blindare il reparto in vista dell’inizio del ritiro estivo.

I nomi sul taccuino: da Dominguez a Coppola

Fino a questo momento, i due obiettivi principali sondati dalla dirigenza capitolina portavano all’estero. Sul taccuino del ds figurano in cima i profili di Sergi Dominguez, attualmente in forza alla Dinamo Zagabria, e di Diego Coppola, di proprietà degli inglesi del Brighton. Due piste che la società sta portando avanti parallelamente, ma che nelle ultime ore hanno visto l’inserimento prepotente di un nuovo candidato proveniente dalla nostra Serie A.

L’ipotesi Comuzzo e il vantaggio burocratico

Secondo quanto riportato dall’edizione odierna de Il Messaggero, starebbe infatti scalando rapidamente le gerarchie il profilo di Pietro Comuzzo. Il difensore centrale, che potrebbe presto lasciare la Fiorentina per cercare maggiore spazio, rappresenta un’opzione che stuzzica e non poco la dirigenza laziale.

Oltre alle indubbie qualità tecniche, il centrale classe 2005 porterebbe in dote un vantaggio burocratico ed economico fondamentale in questa fase del mercato: data la sua giovane età, il suo ingaggio non andrebbe a intaccare i rigidi parametri del “costo del lavoro allargato”. Questo dettaglio permetterebbe alla Lazio di affondare il colpo e tesserarlo immediatamente, senza dover necessariamente aspettare il perfetto pareggio dei conti tra entrate e uscite.



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Lazio, spunta il ritorno di Lulic: l’idea di Lotito

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Senad Lulic con la maglia della Lazio e la fascia da capitano

Il presidente Claudio Lotito è alla ricerca di una figura carismatica e di raccordo da inserire nell’organigramma per supportare il lavoro di Gennaro Gattuso, ormai prossimo alla sua conferenza stampa di presentazione, e del suo nuovo staff tecnico.

Nei giorni scorsi era emerso un tentativo concreto per riportare Angelo Peruzzi a Formello nel ruolo di club manager. Un’operazione pensata anche per placare gli animi, ma che si è scontrata frontalmente con la maxi contestazione che ha portato oltre ventimila tifosi in piazza contro la gestione societaria. Adesso, le mosse del patron biancoceleste sembrano essere diventate indecifrabili.

L’indiscrezione: Senad Lulic nei pensieri di Lotito

Prima che la frattura con la piazza esplodesse in maniera così plateale, Lotito non si era limitato a sondare esclusivamente l’ex portierone. Secondo quanto riportato dall’edizione odierna de Il Corriere dello Sport, nella testa del presidente ha preso quota anche l’idea romantica di riportare a casa l’eroe del 26 maggio: Senad Lulic.

Al momento non è dato sapere se i profili di Peruzzi e dell’ex capitano bosniaco fossero stati immaginati per coesistere all’interno di un progetto dirigenziale più ampio e strutturato, oppure se rappresentassero semplicemente delle alternative l’uno all’altro per la medesima poltrona di club manager.

Il nodo legato all’ambiente

L’interrogativo principale, tuttavia, riguarda la fattibilità dell’operazione e la volontà dei diretti interessati. Lulic accetterebbe di tornare alla Lazio in un clima così teso e ostile?

Sui social, molti tifosi hanno invocato il rifiuto di Peruzzi per evitare che una bandiera storica venga usata dalla presidenza come “scudo” contro le critiche, dinamica già evidenziata in diversi editoriali recenti. Un trattamento che la piazza estenderebbe di riflesso anche all’eroe di Coppa Italia. La situazione a Formello è incandescente: le prossime mosse di Lotito diventeranno inevitabilmente più chiare a partire dal 9 luglio, data in cui la squadra si radunerà nel quartier generale biancoceleste per dare ufficialmente il via alla nuova stagione.



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Adinolfi contro tifosi e Rocca: “Grave errore la piazza anti-Lotito”

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L'opinionista Mario Adinolfi durante un intervento pubblico

La maxi manifestazione che ha visto scendere in piazza migliaia di tifosi biancocelesti continua a far discutere i salotti della politica e dell’opinione pubblica, accendendo uno scontro infuocato. Questa volta l’affondo è frontale e prende di mira direttamente le istituzioni che hanno deciso di dare sponda al corteo.

Attraverso un lunghissimo e durissimo post pubblicato sul proprio profilo Instagram, il giornalista e opinionista Mario Adinolfi ha criticato severamente il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, reo di aver partecipato all’evento. Una scelta definita senza mezzi termini “totalmente fuori luogo”, specialmente per la concomitanza con una ricorrenza legata al passato più buio del tifo organizzato e per la gravità dei cori piovuti dal palco.

L’affondo di Adinolfi su Rocca: “Forza Italia chieda la fiducia alla Pisana”

Adinolfi ha puntato il dito contro la decisione del governatore di presenziare alla protesta, mettendone in evidenza i risvolti politici e i legami con la memoria dell’ex capo ultrà Fabrizio Piscitelli, ucciso nel 2019:

“Ritengo totalmente fuori luogo che il presidente della Regione Lazio rivendichi la sua presenza ‘nella duplice veste personale e istituzionale’ al raduno dove alcune migliaia di tifosi reiteravano auguri di morte a Claudio Lotito in una manifestazione deliberatamente convocata nel giorno del sessantesimo compleanno di Fabrizio Piscitelli detto Diabolik, capo degli Irriducibili ucciso nell’ambito di un regolamento di conti tra varie fazioni dei narcotrafficanti della Capitale. Fossi in Forza Italia porrei la questione di fiducia alla Pisana nei confronti di Francesco Rocca per essersi aggregato a una piazza così platealmente volgare e violenta nei confronti di un proprio autorevole senatore”.

Una posizione che sposta l’asse del dibattito, allineandosi parzialmente allo scenario di destabilizzazione politica ed economica denunciato dallo stesso Lotito davanti ai pm della Procura di Roma. Per Adinolfi, infatti, è “incredibile che una figura istituzionale apicale come il presidente della Regione Lazio si aggreghi a tali contesti quantomeno ambigui”, facendo da sponda anche alle opache iniziative di raccolta fondi tramite azionariato popolare.

La provocazione: “Lotito venda tutti e schieri solo Under 21”

L’opinionista ha poi spezzato una lancia a favore della gestione economica e sportiva del patron, ricordando come – al netto dei limiti comunicativi – la bacheca parli chiaro con sei trofei in ventidue anni, rendendo la compagine capitolina la quinta forza più titolata in Italia nel XXI secolo dietro a Juventus, Inter, Milan e Napoli.

Infine, Adinolfi ha lanciato una provocatoria e drastica contromossa di mercato per rispondere alla minaccia del pubblico di disertare lo stadio Olimpico:

“Fossi in Lotito […] metterei immediatamente in vendita l’intera rosa della prima squadra del valore di 225 milioni di euro risparmiando così anche 75 milioni di euro di monte ingaggi annuo, schierando nel campionato di serie A 2026-27 solo Under 21 provenienti dalle squadre giovanili della Lazio o appositamente acquistati tra i ragazzi italiani migliori delle categorie minori, per contribuire così al rilancio della nazionale. […] Lotito risponda facendo della Lazio la cantera del futuro del calcio italiano vendendo tutti, con buona pace di chi inneggia a Piscitelli”.



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Lazio, attesa per Gattuso: la data della presentazione

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Gennaro Gattuso con espressione concentrata a bordo campo

L’era di Gennaro Gattuso sulla panchina biancoceleste è pronta a entrare nel vivo. Dopo l’amara parentesi sulla panchina della Nazionale, il tecnico calabrese ha scelto Roma per rilanciarsi e rimettersi in gioco, accettando una sfida complessa in un momento storico caratterizzato dalla forte contestazione della piazza nei confronti della società.

Prima di scendere in campo a Formello per dirigere i primi allenamenti e accogliere i nuovi acquisti come Alfonso Pedraza, il nuovo allenatore dovrà affrontare il consueto rito mediatico per presentarsi ufficialmente ai suoi nuovi tifosi.

La data della conferenza stampa

C’è grande attesa per ascoltare le prime parole di mister Gattuso da condottiero laziale. Secondo quanto riportato dall’edizione odierna del quotidiano Il Messaggero, la conferenza stampa di presentazione del tecnico avverrà intorno alla metà della prossima settimana.

Sarà un’occasione cruciale per fare chiarezza su molteplici aspetti: dai motivi che lo hanno spinto ad accettare la corte di Lotito, fino agli obiettivi stagionali e alle ambizioni della squadra. Un appuntamento in cui si parlerà inevitabilmente anche delle strategie di costruzione della rosa, considerando che la dirigenza si sta muovendo sia sul fronte prima squadra, sia in prospettiva, come dimostra il recente acquisto del promettente centrale classe 2010 Veridiano.

Gattuso è pronto a prendere la parola e a tracciare la rotta.



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Capezzone avverte il centrodestra: “Il caso Lotito costa voti”

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Il presidente della Lazio Claudio Lotito e il governatore Francesco Rocca

Il malcontento del popolo laziale varca i confini sportivi ed entra prepotentemente nell’agenda politica. Dopo le dichiarazioni rilasciate ieri in Campidoglio dal presidente biancoceleste, che hanno generato un’ulteriore ondata di sdegno, il direttore de Il Tempo, Daniele Capezzone, ha firmato un duro editoriale intitolato: “Perdere le elezioni per la linea-Lotito non sarebbe un affare”.

Il giornalista analizza l’impatto elettorale che la rottura tra la tifoseria e il senatore di Forza Italia potrebbe avere sulle future elezioni, lanciando un vero e proprio “avviso ai naviganti” rivolto ai vertici della coalizione di maggioranza.

Capezzone | Il rischio politico: una vendetta elettorale

Sulla stessa lunghezza d’onda di quanto analizzato recentemente da Stefano Mattei, Capezzone sottolinea come le scelte discutibili del patron stiano assumendo un peso politico rilevante, capace di alienare le simpatie di un vasto bacino elettorale:

“Ormai le scelte (legittime ma molto discutibili, e in qualche caso letteralmente indifendibili) del presidente Claudio Lotito […] stanno diventando un fatto politico, cioè un fatto che produrrà la conseguenza politica di far perdere molti voti al centrodestra. Se un tifoso percepisce di non poter far nulla per sbloccare la situazione della sua Lazio, può valutare (secondo me sbagliando) di prendersi una vendetta verso il partito e lo schieramento che ospitano il presidente contestatissimo”.

Una prospettiva che il direttore de Il Tempo definisce autolesionista per i tifosi (col rischio di trovarsi Lotito ancora al comando ma con governi di colore opposto), ma che rappresenta un pericolo reale e tangibile per i partiti alleati.

Moral suasion: l’ultimatum a Lotito

Per disinnescare questa “bomba” elettorale, Capezzone suggerisce alla politica di intervenire con una forte moral suasion nei confronti del presidente biancoceleste, mettendolo di fronte a un bivio netto. Il tempo delle provocazioni, come l’inopportuna acquisizione della Reggina nel bel mezzo della crisi laziale, è finito:

“O il presidente Lotito investe sue consistenti risorse; o trova partner e finanziatori; o si fa aiutare da una o più banche; o ridà a tutti la sensazione di un progetto credibile e di una crescita strategica; oppure, se nulla di questo può accadere e se anzi proseguono provocazioni tipo la storia della Reggina, è meglio che venda. Alle migliori condizioni possibili, naturalmente, che ha tutto il diritto di valutare. Ma poi sarebbe ingenuo – da parte di altri – sottovalutare le conseguenze politiche ed elettorali della (sacrosanta) arrabbiatura di un popolo immenso di tifosi”.



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Lotito dai pm: “C’è una regia per destabilizzare la Lazio”

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Il presidente della Lazio Claudio Lotito con espressione seria

La maxi contestazione che ha visto decine di migliaia di tifosi scendere in piazza contro l’attuale gestione societaria non si limita più solamente al piano ambientale e mediatico, ma si sposta direttamente nelle aule di giustizia. Claudio Lotito è passato al contrattacco, delineando davanti ai magistrati uno scenario ben più torbido e complesso.

Secondo quanto svelato dall’edizione odierna de Il Fatto Quotidiano, lo scorso 30 giugno il patron biancoceleste è stato ascoltato per diverse ore negli uffici della Procura di Roma. Il senatore è stato sentito in qualità di persona offesa nell’ambito di un’ampia indagine che ipotizza reati pesantissimi nei suoi confronti: aggiotaggio, atti persecutori e tentata estorsione.

La denuncia: “Una regia esterna per destabilizzare la Lazio”

Davanti ai pm, Lotito ha messo a verbale la sua ferma convinzione: “C’è una regia che vuole destabilizzare la Lazio e farla finire in mani ignote”.

Il presidente ha ripercorso in modo dettagliato quegli aspetti della protesta che, a suo dire, nasconderebbero trame ben più profonde. Oltre ai presunti legami con la criminalità organizzata, Lotito ha denunciato l’esistenza di una manovra terza, architettata chirurgicamente per minare la stabilità finanziaria e azionaria della S.S. Lazio al fine di costringerlo a cedere la società.

La mappa politica e l’azionariato popolare

Nel ricostruire la presunta operazione a suo danno, Lotito ha tracciato una vera e propria mappa finanziaria e politica, evidenziando il ruolo di alcune figure di spicco. Tra queste ha citato Mauro Masi, attuale presidente della Banca del Fucino: un dettaglio non da poco, considerando che si tratta proprio dell’istituto di credito a cui il comitato dei tifosi vorrebbe appoggiarsi per promuovere la tanto discussa iniziativa di azionariato popolare.

Nel mirino del patron, oltre alla linea editoriale tenuta da alcuni organi di stampa, c’è finito inevitabilmente anche il governatore della Regione Lazio Francesco Rocca, salito in prima persona sul palco del Flaminio durante la manifestazione dei tifosi. Elementi che, secondo Lotito, andrebbero ad avvalorare la tesi di un attacco trasversale e mirato per sottrargli il club.



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Zazzaroni avverte Lotito: “Così la Lazio sta morendo”

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Ivan Zazzaroni, direttore del Corriere dello Sport, in primo piano

L’eco della maxi manifestazione che ha portato migliaia di tifosi laziali a sfilare per le vie di Roma contro l’attuale gestione societaria continua a farsi sentire, arrivando sulle prime pagine dei principali quotidiani sportivi nazionali.

Sull’edizione odierna del Corriere dello Sport, il direttore Ivan Zazzaroni ha dedicato un duro e profondo editoriale alla spaccatura venutasi a creare tra il presidente Claudio Lotito e il popolo biancoceleste, analizzando i motivi di un malcontento che va ben oltre i semplici risultati del campo.

“Un contenitore svuotato dal sentimento”

L’analisi del giornalista non fa sconti e va dritta al cuore del problema, evidenziando una frattura ambientale arrivata al punto di non ritorno:

“Inutile girarci intorno, la Lazio sta morendo. E sta morendo perché un contenitore, svuotato dal sentimento, non è altro che una scatola. Non so se Claudio Lotito abbia compreso di che gravità e portata è la frattura che si è prodotta con la parte di città che tifa per la squadra che fu di Pulici, Chinaglia, Maestrelli e Beppe Signori; ma se non l’ha capito possono venirgli incontro le voci, le fotografie e le immagini della manifestazione di protesta del tifo biancoceleste”.

Il senso di appartenenza e l’avvertimento di Zazzaroni a Lotito

Zazzaroni si concentra poi sul concetto di identità, vero motore del calcio, sottolineando come in piazza al Flaminio ci fossero laziali di ogni età, svincolati dalle logiche del tifo organizzato, compresa la presenza altamente simbolica del governatore Francesco Rocca.

“È una sorta di specchio. Ci si osserva e ci si riconosce in qualcosa che ci somiglia o che ci fa vibrare. Quando non ci si riconosce e niente più vibra e ci smuove, lo specchio si rompe e il rischio di ferirsi o attirare ulteriori guai diventa insostenibile. L’appartenenza è alla base del successo popolare del calcio. Senza gente, un pallone non rotola”.

La chiosa finale del direttore è un invito diretto al patron della Lazio a non sottovalutare quanto accaduto e a fare un profondo esame di coscienza: “Il primo a riflettere dovrebbe essere lo stesso Lotito. Non è escluso che lo stia facendo. Ma l’orgoglio in certi casi è un pessimo consigliere”.



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Lazio, si presenta Pedraza: “Voglio vincere un trofeo”

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Alfonso Pedraza sorridente durante la sua prima intervista con la maglia della Lazio

Dopo l’ufficialità del suo tesseramento arrivata nelle scorse ore, Alfonso Pedraza si è presentato ai suoi nuovi tifosi. Il terzino sinistro spagnolo, primo volto nuovo del mercato biancoceleste, ha rilasciato la sua prima intervista ai microfoni dei canali ufficiali della S.S. Lazio, svelando i retroscena del suo arrivo nella Capitale e le sue ambizioni.

Pedraza: Il ruolo di Reina e la scelta di Roma

L’ex esterno del Villarreal ha spiegato i motivi che lo hanno spinto ad accettare l’offerta biancoceleste, sottolineando il peso specifico che ha avuto un ex beniamino laziale nella sua decisione finale:

“Dopo tanti anni in Spagna volevo mettermi alla prova in un altro campionato. L’Italia mi piace molto perché è un Paese simile alla Spagna, così quando ho saputo dell’interessamento della Lazio non ci ho pensato due volte a venire in questo grande club. L’obiettivo è quello di arrivare il più in alto possibile in classifica e magari vincere un trofeo per regalare una gioia importante ai tifosi. Ovviamente anche giocare in Europa sarebbe un aspetto fondamentale. Prima di venire alla Lazio ho parlato molto con Raul Albiol e Reina.

Pepe conosce perfettamente la Lazio ed è un mio grande amico. Mi ha parlato benissimo e questo mi ha aiutato a prendere questa decisione. La Lazio è un punto di riferimento del calcio italiano ed europeo, e anche questo ha avuto peso nella mia scelta.”

Pedraza Il colloquio con Gattuso e le caratteristiche tecniche

Pedraza si è poi soffermato sul primo approccio con il nuovo tecnico Gennaro Gattuso e sulle sue caratteristiche in campo, indicando anche i modelli a cui si ispira:

“Lo scorso anno, da quando ho saputo che sarei venuto qui ho seguito alcune partite, non vedo l’ora di conoscere i miei nuovi compagni e inserirmi il prima possibile. Ho già avuto modo di parlare con Gattuso, mi ha dato il benvenuto e ci siamo detti di metterci subito al lavoro. Mi considero un calciatore generoso, che ama puntare con la palla il fondo del campo più volte durante il match, sono anche molto intenso con buona conduzione di palla.

Come terzino sinistro mi è sempre piaciuto Jordi Alba, ora invece guardo molto Cucurella, appena passato al Real Madrid: mi piace il suo modo di giocare.”

Pedraza Il numero di maglia e la vita privata

Infine, una parentesi sulla scelta del numero e sulle sue passioni fuori dal rettangolo verde:

“Se si dovesse liberare prenderei il numero 24 perché l’ho indossato per tanti anni al Villarreal, ma il numero non è fondamentale per me. Ora che sono arrivato a Roma voglio conoscere la sua storia e la sua cultura. Nel mio tempo libero mi piacciono le cose semplici come il cinema e giocare a padel. Spero che sia una grande stagione per la Lazio”.



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Lazio, Gila a un passo dal Milan: le cifre

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Alejandro Camaño, agente di Mario Gila, intercettato dai giornalisti

Il mercato in uscita della Lazio si infiamma con un inaspettato colpo di scena. Quando il futuro di Mario Gila sembrava destinato a tingersi di azzurro, un inserimento a sorpresa ha ribaltato completamente le carte in tavola.

Sorpasso rossonero: le cifre dell’accordo

Secondo quanto riportato dall’esperto di mercato Gianluca Di Marzio, il Milan ha effettuato il controsorpasso decisivo, piazzando un blitz che ha tagliato fuori la concorrenza. I rossoneri sono ora a un passo dall’acquisizione del difensore spagnolo, avendo già trovato un’intesa totale con l’entourage del giocatore: sul piatto un contratto quinquennale da 5 milioni di euro a stagione.

Le dirette concorrenti sembrano ormai staccate. Il Napoli, che da tempo dialogava con il presidente Lotito e aveva una base d’accordo con il ragazzo, è stato superato. Definitivamente tramontata anche l’ipotesi Atalanta: nonostante i bergamaschi avessero recapitato a Formello una ricchissima offerta da 30 milioni di euro, la destinazione non è mai stata gradita a Gila, la cui ferma volontà era quella di approdare in una piazza tra Inter, Milan o Napoli.

Cessione Gila: La chiusura con Lotito e la percentuale al Real Madrid

La fumata bianca è attesa a stretto giro. Tra lunedì e martedì la dirigenza rossonera conta di chiudere definitivamente l’operazione interloquendo direttamente con Claudio Lotito.

Una cessione che porterà un importante tesoretto nelle casse biancocelesti, pur dovendo tenere conto di un dettaglio economico fondamentale legato al passato del giocatore: al momento della stretta di mano finale, infatti, la Lazio dovrà versare il 50% del ricavato della cessione al Real Madrid, come pattuito al momento dell’arrivo del difensore nella Capitale.



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Ufficiale, il primo “colpo” della Lazio: Pedraza firma e comunicato

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Alfonso Pedraza sorridente durante la sua prima intervista con la maglia della Lazio

Il mercato in entrata della Lazio batte finalmente il suo primo colpo ufficiale. In un clima ancora teso per la recente contestazione della piazza contro la dirigenza, la società biancoceleste ha formalizzato l’acquisto del primo rinforzo da mettere a disposizione del nuovo allenatore.

Alfonso Pedraza è un nuovo giocatore della Lazio. L’esterno sinistro spagnolo, classe 1996, sbarca nella Capitale a titolo definitivo dal Villarreal e andrà a rinforzare la corsia mancina, reparto dove si giocherà il posto con Nuno Tavares. Il giocatore si aggregherà immediatamente al gruppo squadra per l’inizio del ritiro estivo.

Pedraza Il comunicato ufficiale del club

L’annuncio è arrivato puntuale attraverso i canali social e il sito web della società capitolina, che ha reso noti anche i dettagli relativi alla durata dell’accordo contrattuale.

Di seguito, la nota diramata dal club:

“La S.S. Lazio annuncia il tesseramento del calciatore Alfonso Pedraza Sag. Il difensore esterno sinistro classe 1996 ha firmato un contratto triennale. L’ex Villarreal sarà immediatamente a disposizione del tecnico Gattuso per l’inizio del ritiro”.

Un innesto importante di respiro internazionale, espressamente richiesto da mister Gattuso per garantire spinta ed esperienza sulla fascia in vista dell’imminente avvio di stagione.



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Lotito risponde alla piazza: “Flaminio, risultato garantito”

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Claudio Lotito presidente della SS Lazio durante un'intervista

Il giorno dopo la grande mobilitazione del popolo laziale, sceso in piazza per contestare aspramente l’attuale gestione societaria, arriva la prima uscita pubblica del presidente biancoceleste.

L’occasione si è presentata all’interno della Sala della Protomoteca del Campidoglio, durante l’evento intitolato “I grandi eventi sportivi: il modello Roma”. Dal palco, Claudio Lotito non ha rinunciato a lanciare messaggi chiari alla piazza, difendendo il proprio percorso dirigenziale e rilanciando le ambizioni infrastrutturali legate alla futura casa del club.

La difesa dell’operato societario e il ruolo politico di Lotito

Senza giri di parole, il patron ha respinto le critiche piovute dal Flaminio nelle ultime ore, lamentando una mancanza di riconoscenza per il lavoro svolto e sottolineando le difficoltà legate alla sua doppia veste di dirigente e politico:

“Ricordate che ci sono persone che hanno il dono della sinestesia. Con Lotito risultato garantito, questo lo ricordo sempre. C’è un clima che non rende merito a ciò che è stato fatto nella mia attività nella società che rappresenta. Sono in difficoltà per la mia doppia figura anche da senatore, quando uno viene male interpretato si arriva a dei concetti sbagliati”.

L’opportunità Stadio Flaminio: il modello Londra

La discussione si è poi inevitabilmente spostata sul delicato dossier infrastrutturale. Nonostante le recenti polemiche sul reale impegno per il nuovo impianto, Lotito ha ribadito la centralità del progetto per la riqualificazione del Flaminio, indicando i grandi modelli europei come punto di riferimento per lo sviluppo della Capitale:

“Lo Stadio Flaminio è un’occasione per recuperare una struttura straordinaria costruita da Nervi, recuperarlo significa restituire una propria casa alla Lazio oltre che restituire un quadrante intero alla città. Roma deve avere grandi impianti sportivi, guardate l’esempio di Londra dove con tanti impianti si possono ospitare eventi sportivi e concerti in varie zone della città. Questa non è una missione di Lazio o Roma, ma dell’intera città di Roma”.

L’elogio bipartisan al Sindaco Gualtieri

Mettendo da parte le divergenze politiche, il presidente (nonché Senatore di Forza Italia) ha voluto riconoscere i meriti dell’attuale Giunta nel riportare Roma al centro della scena internazionale:

“Io appartengo a uno schieramento politico diverso da quello dell’attuale amministrazione comunale e penso che proprio questo renda ancora più significativo quello che sto per dire. […] Desidero dare atto al Sindaco Roberto Gualtieri e all’Assessore Alessandro Onorato del lavoro svolto per riportare Roma al centro dei grandi eventi sportivi. La buona politica è quella che riesce a mettere da parte le appartenenze quando c’è un obiettivo comune da raggiungere”.

Il Flaminio: la casa della Lazio 365 giorni all’anno

Il passaggio cruciale per il mondo biancoceleste ha riguardato, inevitabilmente, il dossier legato all’impianto progettato da Pier Luigi Nervi. Lotito ha inquadrato la riqualificazione della struttura non solo come un traguardo sportivo, ma come un volano economico per l’intero quadrante cittadino:

“Il progetto del Flaminio rappresenta certamente il futuro della Lazio, ma credo rappresenti soprattutto una grande opportunità per Roma. Parliamo di un impianto straordinario che oggi versa in uno stato di abbandono. Recuperarlo significa offrire una casa moderna alla Lazio, ma soprattutto restituire ai cittadini un’infrastruttura capace di vivere tutto l’anno, ospitando manifestazioni sportive, concerti, iniziative culturali e appuntamenti internazionali”.

Il “Modello Londra” e la convivenza di tre stadi

Infine, il patron ha allontanato i timori legati a un’eccessiva concentrazione di impianti nella Capitale, citando l’esempio della metropoli inglese per giustificare la necessità di avere lo Stadio Flaminio, il nuovo impianto della Roma e lo Stadio Olimpico pienamente operativi in contemporanea:

“Roma non deve temere di avere tre grandi impianti sportivi moderni. Guardiamo all’esempio di Londra, capitale che dispone di numerosi grandi impianti, molti dei quali con una capienza superiore ai 40 mila spettatori. Questa rete le consente di ospitare contemporaneamente eventi calcistici, tornei internazionali e concerti, distribuendo i flussi e aumentando la capacità di accoglienza. Non è una questione che riguarda la Lazio o la Roma, riguarda la città”.



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Editoriale: Lotito, alibi finiti. È ora di cedere la Lazio

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I tifosi della Lazio in piazza con lo striscione Libera la Lazio

Il punto di non ritorno è stato ampiamente superato. I ventimila cuori biancocelesti scesi in piazza ieri non sono solo una manifestazione di dissenso, ma la sentenza definitiva su una gestione arrivata al capolinea.

Per ventidue lunghissimi anni ci siamo sentiti ripetere lo stesso, identico ritornello: il salvataggio, i 500 milioni di debito da spalmare, i sacrifici. Un disco rotto usato come scudo per giustificare ogni fallimento. Oggi, di fronte a un popolo intero e a personaggi illustri che chiedono un passo indietro, il “Presidente” risponde trincerandosi nel palazzo, alimentando polemiche e finendo nel ridicolo con telefonate rese pubbliche che qualificano da sole lo spessore dell’interlocutore.

Una storia di fughe e vertenze

Abbiamo assaporato la grandezza con Cragnotti, abbiamo sfiorato il miracolo Scudetto con Inzaghi, ma la costante dell’era Lotito è sempre stata una: lo smantellamento. Nonostante l’aumento vertiginoso dei ricavi, le sessioni di mercato si sono trasformate in un tritacarne per i pezzi pregiati, rimpiazzati sistematicamente da profili non all’altezza.

La storia recente della Lazio è una fuga continua. Scappano i giocatori, chiedono la cessione, o finiscono in tribunale contro la società (con Lotito che perde regolarmente, vedi i casi Pandev e Zarate, per citare i più celebri). Scappano gli allenatori: l’addio di Inzaghi, il contratto stracciato da Bielsa prima ancora di sbarcare a Roma, fino a Sarri. Maurizio aveva mostrato amore per questa gente, era tornato spinto da promesse di mercato, salvo ritrovarsi le porte sbarrate dai famigerati “indici di liquidità”.

Fumo negli occhi e la beffa Reggina

Oggi il copione è lo stesso. Mercato bloccato dal “saldo zero”, nessun aumento di capitale per iniettare quei pochi milioni necessari a sbloccare l’empasse, ma, clamorosamente, ecco i soldi per comprare la Reggina (dopo la Salernitana).

Il progetto Flaminio, l’ingresso al Nasdaq, la Borsa: tutte facciate, armi di distrazione di massa sbandierate solo per placare temporaneamente gli animi. Ma i laziali sono stanchi. L’esodo continua imperterrito, come dimostra l’addio di Provedel e le valigie pronte di Romagnoli.

La storia di questo club è stata deturpata dal peggior presidente dal 1900 a oggi. Lotito è rimasto solo. Isolato da tutti, difeso a spada tratta unicamente da quei quattro “leccaculo” senza alcun titolo giornalistico, che si ergono a paladini della gestione societaria con la misera speranza di essere notati ed elemosinare un ingaggio a Formello.

Basta fumo. Basta alibi. Vendi e vattene.



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Provedel all’Inter: scambio documenti, cifre e dettagli

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Ivan Provedel con la maglia della Lazio saluta i tifosi
Ivan Provedel in volo durante Atalanta-Lazio, autore di una prestazione decisiva che rilancia la sua stagione.

Il mercato in uscita biancoceleste registra un movimento ufficiale e di assoluto rilievo. Dopo una trattativa prolungatasi per diverse settimane e caratterizzata da momenti di stallo che sembravano aver compromesso l’operazione, la dirigenza ha deciso di dare il via libera definitivo alla cessione di Ivan Provedel.

Cifre e dettagli del passaggio in nerazzurro

L’estremo difensore è di fatto un nuovo giocatore dell’Inter, in attesa del consueto comunicato ufficiale da parte dei due club che formalizzerà l’accordo. A riportare la decisiva fumata bianca è l’esperto di mercato Gianluca Di Marzio, il quale ha confermato come sia stato già completato lo scambio dei documenti necessario per rendere effettivo e vincolante il trasferimento.

La Lazio chiude così un’importante operazione in uscita, dalla quale incasserà 3 milioni di euro. Una somma che consentirà alla società di alleggerire il monte ingaggi e sbloccare parzialmente le dinamiche di mercato in entrata.



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Lazio, 20mila in piazza: l’attacco a Lotito e i messaggi

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La marea di tifosi della Lazio in piazza con bandiere e fumogeni

Il malcontento del popolo laziale è sfociato in una mobilitazione storica. Nel pomeriggio di giovedì 2 luglio, oltre ventimila tifosi hanno invaso le strade di Roma, sfilando da Ponte Milvio fino a Piazzale Ankara per protestare duramente contro il presidente Claudio Lotito e invocare la cessione del club.

La frattura tra la piazza e l’attuale presidenza appare ormai insanabile, alimentata, come sottolineato dai presenti, da una totale mancanza di dialogo e da un senso di appartenenza che l’attuale gestione sembra voler reprimere.

Le parole di Rocca e le presenze illustri

A certificare la portata della contestazione c’è stata anche la presenza del presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, intervenuto in veste di tifoso: “Questo è un popolo ferito che chiede di essere ascoltato. Non è una questione di classifica, è l’assenza di dialogo che sta uccidendo la passione. E questo è un peccato davvero mortale” ha dichiarato dal palco, ammettendo le difficoltà di interlocuzione con lo stesso Lotito (con cui condivide l’appartenenza politica).

La serata, arricchita dalla presenza del cantante Tommaso Paradiso e dell’ex falconiere Juan Bernabè con la sua aquila, ha ribadito come la protesta non riguardi i risultati sportivi o le recenti mosse di mercato a saldo zero, ma il futuro e l’identità stessa della società.

I videomessaggi degli ex: da Signori e Veron a Luis Alberto

A rendere ancora più emozionante e carico di significato l’evento al Flaminio è stato il supporto arrivato a distanza da chi ha scritto pagine indelebili della storia biancoceleste.

Sul maxischermo allestito per l’occasione sono stati proiettati i videomessaggi di vicinanza di ex giocatori amatissimi, tra cui Beppe Signori, Veron, Marcolin e il recente ex Luis Alberto. I campioni hanno voluto far sentire la loro voce, allineandosi al dolore della piazza e ribadendo il loro amore incondizionato per i colori biancocelesti in uno dei momenti di massima spaccatura tra la tifoseria e i vertici societari.



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Mattei: la protesta e la vera missione di Calveri

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Il presidente della Lazio Claudio Lotito e il governatore Francesco Rocca

L’impatto della manifestazione organizzata dai tifosi biancocelesti va oltre le mere dinamiche calcistiche. A sottolinearlo è Stefano Mattei, intervenuto ai microfoni di Radiosei. Secondo il giornalista, il corteo non scalfirà direttamente le posizioni del presidente Lotito, ma ha un bersaglio ben preciso: le istituzioni.

“Quello che accadrà oggi è importante per sensibilizzare l’opinione pubblica ed il mondo della politica”, ha spiegato Mattei. “La politica è consenso e quello che accade qui genera solo dissenso. Tradotto in voti, in vista delle elezioni del prossimo anno, vuol dire perdere quota”.

La missione calabrese di Armando Calveri

Mattei ha poi fatto luce sui movimenti della dirigenza sull’asse Roma-Reggio Calabria, smentendo le versioni di facciata sulla presenza del segretario generale della Lazio in riva allo Stretto. “Non è vero che sia andato solo per stringere mani, ma è stato inviato da Lotito per capire quale fosse la situazione alla Reggina”.

Armando Calveri, storico uomo di fiducia di Lotito, è infatti impegnato in prima linea dopo l’ufficialità dell’acquisizione del club amaranto. Immortalato accanto al sindaco Cannizzaro durante il sopralluogo al disastrato centro sportivo Sant’Agata, il dirigente sta curando i delicati aspetti operativi e documentali per l’iscrizione in Serie D.

Una scelta logica, visti i suoi lunghi trascorsi reggini ai tempi del presidente Lillo Foti (prima da calciatore, poi da dirigente). Una volta completata questa fondamentale fase di avviamento e riorganizzazione strutturale, Calveri farà rientro nella Capitale per riprendere a pieno regime le sue mansioni nella Lazio.



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Maglie Lazio e protesta, i tifosi insorgono: “Provocazione”

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Striscione del tifo organizzato della SS Lazio durante la contestazione alla società
Il tifo organizzato della Lazio ribadisce la linea dura contro la presidenza: nessun tavolo di confronto con Claudio Lotito.

Il tempismo non è decisamente passato inosservato. L’annuncio a sorpresa delle nuove maglie Home e Third, svelate ufficialmente proprio nel giorno in cui è in programma la maxi manifestazione del tifo organizzato contro l’attuale gestione societaria, ha scatenato un vero e proprio vespaio di polemiche sui social network.

Per gran parte della tifoseria, la scelta di lanciare i nuovi kit firmati Mizuno in stretta concomitanza con la discesa in piazza a Ponte Milvio e al Flaminio non appare affatto casuale. Anzi, viene letta da molti come un maldestro tentativo di distrazione o, peggio, come una netta mossa di sfida da parte della dirigenza.

L’ira dei tifosi sotto il post di presentazione

I canali ufficiali del club sono stati letteralmente presi d’assalto nel giro di pochi minuti. Sotto il video e le foto di presentazione delle nuove divise, i commenti tecnici sull’estetica del prodotto hanno lasciato quasi subito spazio all’indignazione per il timing ritenuto ampiamente inopportuno.

Tra i messaggi più gettonati si legge: “Fatta uscire oggi, che provocatori”, oppure: “Strano che proprio oggi presentino le nuove maglie… come sempre, il tempismo della S.S. Lazio è impeccabile”.

C’è anche chi ammette apertamente la bontà del lavoro svolto dallo sponsor tecnico, rifiutandosi però di farsi distrarre dall’obiettivo della giornata: “Le maglie per assurdo sono anche belle e fatte bene, ma oggi non hanno importanza per colpa dell’azionista di maggioranza. Strano che le abbiate fatte uscire proprio oggi, il giorno della manifestazione. Coincidenze?”.

Il coro è compatto e si allinea perfettamente allo spirito della protesta: “Bella come quelle da 126 anni a questa parte. Per il resto non cambia nulla. Libera la Lazio”, ribadiscono gli utenti, sommergendo il post con i soliti inviti perentori alla cessione della società: “Vendi e vattene”. Oggi, per la piazza laziale, il senso di appartenenza supera di gran lunga qualsiasi strategia di marketing.



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Lazio, svelate a sorpresa le nuove maglie Home e Third

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Le nuove maglie Home e Third della Lazio firmate Mizuno

Un annuncio arrivato all’improvviso, che ha spiazzato e sorpreso in positivo e negativo ( ormai nulla può cambiare la contestazione ) tutto l’ambiente biancoceleste. Senza alcun preavviso, la Lazio ha svelato ufficialmente le nuove divise per la stagione 2026/27.

Attraverso i propri canali social e una nota pubblicata sul sito ufficiale, il club capitolino ha lanciato un video di presentazione per mostrare ai tifosi la nuova maglia Home e la divisa Third, realizzate ancora una volta in collaborazione con lo sponsor tecnico Mizuno. Due kit che puntano a unire la storica tradizione laziale, omaggiando la città di Roma, con un tocco di design moderno e urbano.

A impreziosire la prima maglia spicca il ritorno del colletto a polo e l’innovativo monogramma “SSL900”, mentre la terza divisa si distingue per un audace blu navy arricchito da texture ispirate ai mosaici romani e dettagli in oro.

Di seguito, vi riportiamo la nota integrale diffusa dal club.

Il comunicato ufficiale sulle nuove divise

“Tradizione, identità e stile contemporaneo si incontrano nelle nuove maglie Home e Third della S.S. Lazio realizzate da Mizuno per la stagione sportiva 2026/27.

Due kit differenti ma profondamente legati dalla stessa visione: celebrare la città eterna e la sua storia e raccontare il senso di appartenenza biancoceleste, attraverso un design capace di guardare al futuro senza dimenticare le proprie radici.

HOME KIT – ELEGANZA HERITAGE La nuova maglia Home, nel classico colore sky blue, reinterpreta un grande classico della tradizione calcistica, prendendo ispirazione dallo stile casual dei tifosi e dall’iconico colletto a polo. A rendere unica la maglia è il tessuto embossato con il monogramma SSL900, un dettaglio stilistico che richiama il nome e alla storia della S.S. Lazio. La sigla combina le iniziali del Club con il numero 900, omaggio al 1900, anno della sua fondazione. Il motivo è ripreso anche sotto il colletto e sul fronte dei calzettoni, creando un raffinato elemento distintivo che unisce tradizione e design contemporaneo. Il design del kit si sviluppa attraverso una sofisticata ricerca dei dettagli: rifiniture pulite, inserti raffinati blu navy, e branding discreto integrato nei polsini e negli orli interni, contribuiscono a creare un’estetica elegante e contemporanea. Anche il colletto, ispirato a storiche maglie del passato, viene reinterpretato in chiave moderna attraverso dettagli minimali e ricercati.

THIRD KIT – IDENTITÀ E SPIRITO URBANO Accanto alla Home, la nuova maglia Third rappresenta l’anima più audace e contemporanea del Club. Il kit, dal deciso colore blu navy, fonde richiami urban e identità romana in una visione moderna e internazionale, mantenendo però un forte legame con la tradizione. Il design si distingue per l’utilizzo di elementi grafici dinamici e di texture ispirate ai mosaici e alle geometrie delle antiche pavimentazioni della città eterna, reinterpretati attraverso un linguaggio visivo moderno e deciso. Le linee pulite, i dettagli ricercati in colore oro e l’equilibrio tra heritage e innovazione trasformano la maglia in un capo dal forte impatto estetico, pensato non solo per il terreno di gioco ma anche come espressione di stile.

Le nuove maglie Home e Third 2026/27 confermano ancora una volta la volontà della S.S. Lazio e di Mizuno di unire performance e senso di appartenenza”.



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Lazio, tegola Isaksen: operazione per la pubalgia

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L'esterno della Lazio Gustav Isaksen con le mani sui fianchi
Gustav Isaksen al centro sportivo di Formello durante un allenamento individuale, concentrato sul rientro in forma dopo la mononucleosi.

Piove sul bagnato in casa Lazio. Dopo l’intervento al crociato a cui si è sottoposto recentemente il giovane Furlanetto, l’infermeria biancoceleste registra un’altra pesante defezione che complica i piani in vista dell’inizio della preparazione estiva.

Secondo quanto riportato dal giornalista Valerio Marcangeli sulle pagine de Il Messaggero, Gustav Isaksen dovrà finire sotto i ferri nei prossimi giorni. L’esterno offensivo danese, infatti, si sottoporrà a un intervento chirurgico per risolvere in via definitiva i problemi di pubalgia che lo tormentano ormai da diverse settimane.

L’incubo pubalgia a Formello

In un primo momento, l’intenzione dello staff medico e del giocatore era quella di procedere con una classica terapia conservativa, nella speranza di smaltire l’infiammazione senza ricorrere al bisturi. I risultati, tuttavia, non sono stati quelli sperati. L’imprevisto costringerà il danese a un periodo di stop forzato, frenando inevitabilmente il suo lavoro nel ritiro pre-campionato.

La notizia accende anche un piccolo campanello d’allarme all’interno del centro sportivo. Con l’operazione di Isaksen, salgono addirittura a quattro gli interventi chirurgici per pubalgia registrati nell’ultimo anno solare. Un vero e proprio incubo clinico che, in casa biancoceleste, aveva già colpito Mattia Zaccagni, Nicolò Rovella e Danilo Cataldi, quest’ultimo attualmente ancora alle prese con il percorso di recupero post-operatorio.



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Lazio, operazione al crociato per Furlanetto: il comunicato

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Il calciatore della Lazio Alessio Furlanetto

Brutte notizie in casa biancoceleste sul fronte infermeria. Alessio Furlanetto è stato costretto a fermarsi per un grave problema fisico che ha richiesto un intervento chirurgico immediato.

Mentre a Formello la società continua a puntare sui giovani talenti tra i pali, Furlanetto dovrà affrontare un lungo percorso di riabilitazione prima di poter tornare regolarmente a disposizione. A fare chiarezza sulle sue condizioni fisiche e sull’esito dell’operazione è intervenuto direttamente il club attraverso i propri canali.

Il comunicato ufficiale sulle condizioni di Furlanetto

La S.S. Lazio ha diffuso una nota ufficiale per aggiornare i tifosi e gli addetti ai lavori sulla riuscita dell’intervento a cui si è sottoposto il ragazzo, specificando i dettagli medici e i prossimi step per il recupero:

“La S.S. Lazio comunica che l’atleta Alessio Furlanetto è stato sottoposto questa mattina, presso l’Ospedale San Pietro Fatebenefratelli, a un intervento chirurgico di ricostruzione in artroscopia del legamento crociato anteriore del ginocchio destro.

L’intervento, eseguito con successo dall’équipe del Professor Francesco Franceschi, ha inoltre evidenziato l’assenza di lesioni a carico dei menischi. Il percorso riabilitativo avrà inizio immediatamente presso il Lazio Lab del Training Center di Formello”.

La buona notizia, all’interno di un quadro clinico comunque delicato, riguarda l’assenza di interessamento dei menischi, fattore che potrebbe agevolare il decorso post-operatorio. Il giocatore inizierà fin da subito la fisioterapia all’interno delle strutture del quartier generale biancoceleste.



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