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Adinolfi contro tifosi e Rocca: “Grave errore la piazza anti-Lotito”

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L'opinionista Mario Adinolfi durante un intervento pubblico

La maxi manifestazione che ha visto scendere in piazza migliaia di tifosi biancocelesti continua a far discutere i salotti della politica e dell’opinione pubblica, accendendo uno scontro infuocato. Questa volta l’affondo è frontale e prende di mira direttamente le istituzioni che hanno deciso di dare sponda al corteo.

Attraverso un lunghissimo e durissimo post pubblicato sul proprio profilo Instagram, il giornalista e opinionista Mario Adinolfi ha criticato severamente il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, reo di aver partecipato all’evento. Una scelta definita senza mezzi termini “totalmente fuori luogo”, specialmente per la concomitanza con una ricorrenza legata al passato più buio del tifo organizzato e per la gravità dei cori piovuti dal palco.

L’affondo di Adinolfi su Rocca: “Forza Italia chieda la fiducia alla Pisana”

Adinolfi ha puntato il dito contro la decisione del governatore di presenziare alla protesta, mettendone in evidenza i risvolti politici e i legami con la memoria dell’ex capo ultrà Fabrizio Piscitelli, ucciso nel 2019:

“Ritengo totalmente fuori luogo che il presidente della Regione Lazio rivendichi la sua presenza ‘nella duplice veste personale e istituzionale’ al raduno dove alcune migliaia di tifosi reiteravano auguri di morte a Claudio Lotito in una manifestazione deliberatamente convocata nel giorno del sessantesimo compleanno di Fabrizio Piscitelli detto Diabolik, capo degli Irriducibili ucciso nell’ambito di un regolamento di conti tra varie fazioni dei narcotrafficanti della Capitale. Fossi in Forza Italia porrei la questione di fiducia alla Pisana nei confronti di Francesco Rocca per essersi aggregato a una piazza così platealmente volgare e violenta nei confronti di un proprio autorevole senatore”.

Una posizione che sposta l’asse del dibattito, allineandosi parzialmente allo scenario di destabilizzazione politica ed economica denunciato dallo stesso Lotito davanti ai pm della Procura di Roma. Per Adinolfi, infatti, è “incredibile che una figura istituzionale apicale come il presidente della Regione Lazio si aggreghi a tali contesti quantomeno ambigui”, facendo da sponda anche alle opache iniziative di raccolta fondi tramite azionariato popolare.

La provocazione: “Lotito venda tutti e schieri solo Under 21”

L’opinionista ha poi spezzato una lancia a favore della gestione economica e sportiva del patron, ricordando come – al netto dei limiti comunicativi – la bacheca parli chiaro con sei trofei in ventidue anni, rendendo la compagine capitolina la quinta forza più titolata in Italia nel XXI secolo dietro a Juventus, Inter, Milan e Napoli.

Infine, Adinolfi ha lanciato una provocatoria e drastica contromossa di mercato per rispondere alla minaccia del pubblico di disertare lo stadio Olimpico:

“Fossi in Lotito […] metterei immediatamente in vendita l’intera rosa della prima squadra del valore di 225 milioni di euro risparmiando così anche 75 milioni di euro di monte ingaggi annuo, schierando nel campionato di serie A 2026-27 solo Under 21 provenienti dalle squadre giovanili della Lazio o appositamente acquistati tra i ragazzi italiani migliori delle categorie minori, per contribuire così al rilancio della nazionale. […] Lotito risponda facendo della Lazio la cantera del futuro del calcio italiano vendendo tutti, con buona pace di chi inneggia a Piscitelli”.



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