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Intervista

Veron: “Mi piacerebbe tornare alla Lazio da presidente, con Simeone allenatore. Contro la Roma bisogna sempre vincere”

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Juan Sebastian Veron, uno dei giocatori più forti che abbia mai indossato la maglia della Lazio, ha rilasciato un’interessante intervista a Il Messaggero. L’ex centrocampista argentino ha ricordato i suoi anni trascorsi in biancoceleste, definendoli i più belli della sua carriera, inoltre ha commentato la stagione della Lazio e ha parlato del derby contro la Roma, una partita che per lui bisogna vincere sempre. Veron ha giocato nel club capitolino per poche stagioni ma ha lasciato un ricordo indelebile nel cuore dei tifosi e anche lui non ha mai dimenticato la sua esperienza con l’aquila sul petto.

Le sue prime parole sono state sul derby, poi “la Brujita” si è lasciato andare, parlando di tutto quello che concerne il mondo Lazio. Questa l’intervista completa:

La stracittadina è una gara particolare, non è una partita come tutte le altre. Oggi la situazione è diversa, noi non siamo mai stati sfavoriti così come lo è la Lazio di Pioli. Noi al contrario avevamo la pressione addosso di dover vincere sempre, perché eravamo i più forti».

Che ricordi ha di quelle sfide?

Qualsiasi altra partita, a Roma, ha un altro significato. Per storia ed emozioni il derby va oltre tutto. Quando scendi in campo sai che ti stai giocando l’orgoglio della città. A Roma si vive per il derby. È la prima cosa che i tifosi ti dicono appena arrivi».

Lei come lo preparava?

Io in quel periodo ero uno dei più giovani. Quando scendevo in campo pensavo poco a quello che avevo davanti, mi preoccupavo di più di vedere e sentire l’umore dei miei compagni di squadra. Pensavo solo a noi. Per questa gara servono cuore e gambe».

Come si batte la Roma?

Partiamo dal fatto che contro la Roma bisogna sempre vincere. Per farlo credo che l’unica ricetta sia quella di avere testa fredda e cuore caldo. La Lazio non sta vivendo un momento felice ma in rosa ci sono ragazzi che di derby ne hanno giocati diversi e sono loro a dover trascinare gli altri».

Le squadre arrivano con obiettivi e umore opposti, forse nei laziali c’è un po’ di paura

Paura? Forse c’è il rispetto ma non la paura. Noi abbiamo sempre avuto rispetto della Roma ma mai paura. Se hai paura è finita».

Sarà un derby differente soprattutto perché si preannuncia un Olimpico vuoto tra poteste contro le barriere e contro la società

Questa è una cosa che dispiace molto. Prima gli stadi erano sempre pieni e quando si giocava contro la Roma c’erano sempre 80 mila persone. Penso che la bellezza di questa sfida, oltre quello che va in scena in campo, sia legata alle curve. Senza non c’è magia».

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Cosa manca alla Lazio?

Per vincere devi per forza avere giocatori di grande livello e di personalità. Oggi le squadra che lottano per lo scudetto li hanno, penso a Dybala, Higuain… La Lazio non può fare quel salto di qualità che tutti chiedono senza comprare campioni».

Ancora oggi all’Olimpico spesso i tifosi invocano il suo nome

Questo mi riempie d’orgoglio. Vuol dire che ho lasciato un pezzo di me a Roma. A casa ho appese foto e trofei di quel periodo alla Lazio. Quelli sono stati anni forti e che rappresentavano la vera essenza del laziale».

E’ vero che sei stato vicino a tornare in biancoceleste?

Sì, c’è stato un momento dove è venuta fuori questa ipotesi ma la società non mi ha più chiamato e così non si è fatto più nulla. Io ho un buon rapporto con tutte le squadre in cui ho giocato ma gli anni migliori li ho vissuti alla Lazio».

Parlando di Lazio si è emozionato molto…

Non lo nego: a me piacerebbe tornare, i soldi non contano. Io dico che se la Lazio ha bisogno di una mano e c’è un progetto serio per portarla ai massimi livelli, torno di corsa».

 

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Per un attimo usiamo la fantasia, come le piacerebbe tornare?

Magari da presidente con Simeone allenatore. Questo sarebbe il sogno più grande, tornare a quegli anni e ma in altra maniera. Ma sempre per vincere».

Qual è la prima cosa che farebbe da presidente?

Rimettere insieme la famiglia laziale. La squadra ha bisogno di tutti quelli che ci sono stati e di quelli che non hanno avuto la stessa fortuna che abbiamo avuto noi. Bisogna avvicinare la famiglia Lazio alla società e viverla tutti insieme. E poi progetti: una buona squadra e grandi obiettivi per fa sognare la gente».

Lei presidente, Simeone allenatore e come direttore sportivo?

Nesta, Nedved o Almeyda».

Ora torniamo con i piedi per terra, cosa le manca della Lazio

Tutto. Mi manca prendere la macchina e arrivare a Formello e per prendere il caffè con i compagni. Quell’atmosfera unica che si viveva durante gli allenamenti. E poi mi manca lo stadio con la curva piena che ci accompagnava ovunque».

La Lazio può tornare a lottare per lo scudetto con il presidente Lotito?

Le possibilità ci sono sempre, poi bisogna vedere veramente cosa vuole la dirigenza. Ricordatevi che è la dirigenza che fa la squadra».

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Per il dopo Pioli si parla di Mihajlovic

Sinisa conosce bene Roma e soprattutto la Lazio e questo è un vantaggio. Però c’è bisogno anche che la società corra dei rischi e appoggi l’allenatore scelto. Il dirigente deve accompagnare l’allenatore e far sognare i tifosi».

Nella Lazio c’è un grande argentino come Biglia, che però vuole andare via. Si sente di dargli un consiglio?

La Lazio deve essere un punto di arrivo dove puoi restare e sognare. Ogni giocatore oltre a essere professionisti ha dei sogni: giocare e vincere. Questo era il messaggio che ci dava la società nel 2000».

Restando in tema di mercato ha dei giocatori da proporre?

Mi viene in mente un attaccante come Guido Carrillo che attualmente gioca al Monaco. Una punta potente e tecnicamente buona. Poi c’è Luciano Vietto dell’Atletico Madrid che ricorda un po’ Dybala. Sono calciatori che hanno bisogno di continuità e alla Lazio possono trovarla».

Un pensiero per i tifosi?

Li ringrazio sempre per quello che hanno fatto in passato per me e per la stima che continuano a nutrire. Posso solo dirgli di non perdere mai la fiducia e di continuare a credere sempre. Mi auguro che presto possano vivere una gioia enorme come noi nel 2000».

Scaramanzia a parte, un pronostico?

 Vince la Lazio, 1-0 gol di Klose».

Fonte: Il Messaggero – Emiliano Bernardini

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Lazio-Spezia | Zaccagni:” Ora serve continuità”

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Lazio spezia zaccagni

Al termine di Lazio-Spezia, Mattia Zaccagni, autore del primo gol biancoceleste, è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Channel

“Siamo partiti molto bene come ci aveva chiesto il mister. Abbiamo disputato una grande partita dando tutto, considerando anche la sosta. Dobbiamo avere sempre questa cattiveria e determinazione. Adesso abbiamo bisogno di trovare la continuità. Il fatto che sigli più gol in casa può dipendere dall’affetto dei tifosi che sono sempre vicini e straordinari.

Giovedì avremo una partita importante, dovremo riscattare l’ultima sconfitta. Andremo lì per conquistare la vittoria.

Mi piace molto la mia posizione, spesso sono in mezzo al campo. Inoltre, mi piace giocare tra le linee e sto crescendo sulla profondità. In settimana provo vari movimenti come quelli che hanno dato vita al primo gol”.

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Romagnoli: ” Ho tenuto la maglia, è la più importante che ho “

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romagnoli lazio spezia

Alessio Romagnoli festeggia la vittoria e la prima rete con la maglia biancoceleste in Lazio-Spezia.

Al termine della gara, il difensore biancoceleste è intervenuto ai microfoni di Sky Sport.

 “È stato bello. Era ora che segnassi perchè avevo avuto diverse occasioni. Siamo stati bravi, una buonissima partita che oggi non era facile. La maglia del primo tempo l’ho tenuta, la seconda l’ho regalata ai tifosi. Difesa? I miglioramenti non sono solo grazia a me, ma grazie a tutti. Siamo una squadra, giochiamo come tale e difendiamo come tale. Lavoriamo su questo e su tante cose che si possono migliorare. Scudetto? Io credo che sia ancora presto per parlare di quelle posizioni, dobbiamo fare il nostro e cercare di arrivare tra le prime quattro”.

Parole rilasciate anche ai microfoni di Dazn.

Ho tenuto la maglia, è la più importante che ho. L’ho cambiata a fine primo tempo. L’importante è che entrava la palla, non che il gol fosse bello o brutto. Abbiamo fatto una grande prova e ora ce la godiamo. Noi lavoriamo ogni giorno, io sono appena arrivato ma i miglioramenti del gruppo si vedono. Dobbiamo conquistare la qualificazione in Europa e non sarà facile. Mi piace fare gol ma ne faccio pochi, ne devo fare di più, mi dovrò impegnare. Maestrelli è stato un grande mister e una grande persona, è giusto dedicargli la Curva”.

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Lazio-Spezia parla Lazzari: ” Dobbiamo arrivare più in alto possibile…”

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Manuel Lazzari ritrova il campo da titolare dopo l’infortunio. L’esterno biancoceleste è intervenuto nel pre partita di Sky in vista di Lazio-Spezia.

“Mi è mancato moltissimo il campo, per noi calciatori è un qualcosa di magico. Mi sono fermato solo poche partite, oggi rientro e spero di aiutare la squadra.

Le gare dopo la sosta della nazionali sono sempre un punto interrogativo, però siamo reduci dalla grande prestazione contro la Cremonese e proveremo a dare continuità.

Oggi inizia il tour de force fino alla sosta del Mondiale alla quale dobbiamo arrivare più in alto possibile in classifica. Bisogna preparare ogni partita nello stesso modo e con la stessa determinazione, sia in campionato che in Europa League. Vogliamo partire già da oggi con il piede giusto”.

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