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VAR – Lazio, adesso basta veramente!

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Per l’ennesima volta ci troviamo di fronte, ad un torto arbitrale a sfavore della squadra laziale, nella traferta di Cagliari, negato un calcio di rigore netto, per fallo su Immobile.

Quando è troppo è troppo, si allunga ulteriormente la lista dei torti/sviste arbitrali ai danni della squadra biancoceleste, un rapporto controverso quello tra la Lazio e la nuova tecnologia VAR, introdotta per la prima volta nella storia del calcio, proprio per ridurre al minimo gli errori arbitrali, che in questi anni hanno alimentato polemiche a non finire, che si sono protratte addirittura nel corso degli anni.

Questo nuovo strumento, creato appositamente per fugare ogni dubbio del direttore di gara sugli episodi sospetti, e deve essere utilizzato per correggere ogni chiaro ed evidente errore da parte dell’arbitro, che nel caso in cui non ha interpretato una situazione di gioco nella maniera corretta, può essere richiamato dai due assistenti addetti alla Video Assistant Referee, per ricontrollare l’azione dal monitor posto a bordo campo, dotato di replay e rewiew da diverse angolazioni, a soli 30 secondi dalla fine dell’azione stessa, una moviola quasi istantanea, che permette agli arbitri di chiarire qualsiasi episodio dubbio.

Peccato, però che la Lazio sia stata protagonista più volte durante il campionato, di episodi sinistri, nei quali il VAR ha ritenuto opportuno non intervenire, al contrario delle direttive dell’AIA, che ha incentivato i direttori di gara a fare ricorso alla tecnologia, ogni qual volta esiste una possibilità di errore, contatti in area, falli di mano, fuorigioco, ecc.

Si tratta purtroppo di errori molto evidenti, sotto gli occhi di tutti, il fatto che la Lazio nel campionato in corso sia stata danneggiata in maniera impressionante, innumerevoli i casi controversi che hanno colpito la società capitolina, alla quale, conti alla mano mancano almeno 10-12 punti in classifica, il presidente Lotito, minacciò addirittura il ritiro della squadra dal campionato, chiaramente una provocazione, a tratti estrema, che però rende l’idea della situazione.

Tralasciando, l’episodio relativo al derby di andata vinto per 2-1 dalla Roma, con il contatto sospetto tra Bastos e Kolarov, con il giocatore giallorosso che, (intervento scomposto di Bastos a parte) accentua di molto la caduta, lasciandosi cadere a terra qualche metro oltre, e del quale ancora non si ha un replay più chiaro.

Tutto ebbe inizio nella partita Lazio – Fiorentina, nel primo tempo Parolo entra in area di rigore viola, pronto a calciare in porta, viene steso da Veretout che con la gamba destra impatta sul piede d’appoggio del centrocampista della Lazio, in questa occasione non viene concesso il calcio di rigore, non viene utilazzata la VAR, nell’ultimo minuto di recupero, su una palla alta in area di rigore della Lazio, Caicedo e Pezzella, intervengono entrambi sul pallone, con l’attaccante equadoriano che colpisce la sfera e nel rinvio della stessa colpisce il piede del difensore argentino, che però avendo la gamba alta interviene in gioco pericoloso sul difendente (nel caso Caicedo) a cui si concede da regolamento sempre il vantaggio, l’azione prosegue, ma incredibilmente l’arbitro Massa, ferma il gioco, per revisionare l’azione ,invitato dal collega Fabbri e concede il calcio di rigore a favore della Fiorentina, che segna il gol del definitivo 1-1 allo scadere.

Nella giornata successiva, Sampdoria – Lazio, Immobile entra in area di rigore, contendendo il pallone a Bereszinsky, che “schiaffeggia” la sfera, togliendola dalla disponibilità dell’attaccante della Lazio, Mazzoleni non vede e l’assistente VAR Giacomelli non segnala quanto accaduto, fortunatamente questo episodio non incide ai fini del risultato con la Lazio che batte 1-2 i blucerchiati.

Andiamo avanti sempre di una giornata, Lazio – Torino, dove succede letteramente di tutto. Nella prima frazione di gioco, Immobile dall’interno dell’area di rigore effettua un cross, che viene intercettato con il polso da Iago Falque, avendo il braccio molto largo e nettamente staccato dal corpo, il rigore è netto, ma incredibilmente il protagonista di serata Piero Giacomelli non concede la massima punizione, visibile anche senza l’ausilio della tecnologia, il gioco prosegue, nel frattempo Immobile e Burdisso hanno un corpo a corpo a gioco fermo, con l’argentino che và testa a testa con l’attaccante, che nel tentativo di scansarsi lascia andare la spalla e sfiora Burdisso che stramazza al suolo, a questo punto interviene l’assistente al VAR Di bello, che richiama il collega per visionare l’accaduto, ma quando tutti pensano al calcio di rigore a favore della Lazio, il sign. Giacomelli completa la frittata estraendo il cartellino rosso nei confronti di Immobile, tutto quello che è accaduto è surreale, la Lazio costretta in 10 dal primo tempo perde 1-3 ,a questo punto si grida allo scandalo.

Marco Parolo al termine della partita: “Tutti pensavano ad una decisione a favore nostro, quando Giacomelli è andato al VAR: e poi hanno espulso Immobile. La cosa strana è che la decisione è stata confermata nonostante Burdisso avesse detto che non era stato toccato da Immobile. Viene da pensare che diamo fastidio a qualcuno ora Dobbiamo metterci tutto spalle e pedalare, pensando di dover giocare contro 12 persone”.

Tutto finito….macchè, nella gara Spal – Lazio, sempre nel primo tempo, Grassi tenta una rovesciata, Basta si frappone in maniera regolare tra il centrocampista ferrarese e il pallone, ma il sign. Tagliavento concede il rigore alla formazione emiliana, anche in questo caso fortunatamente, l’errore del fischietto di terni non incide sul risultato con la Lazio che vince 2-6.

Milan – Lazio, nella gara di San Siro, il Milan si porta in vantaggio al minuto numero 15, con il gol di Cutrone, che nel tentativo di colpire di testa e deviare in rete il cross di Bonaventura, colpisce la palla con il gomito e batte Strakosha, ovviamente per l’arbitro Irrati il gol è valido, giustificato però dalla velocità dell’azione, ecco che in questo caso sarebbe stato opportuno che l’assistente VAR nonchè arbitro internazionale Rocchi, richiamasse l’attenzione del collega, per revisionare il tutto, cosa che ovviamente non accade, tutto qui? assolutamente no, perchè nel secondo tempo in area rossonera il difensore Antonelli tira e strattona vistosamente la maglia del laziale Bastos che finisce a terra, per l’arbitro di Pistoia è tutto regolare, il VAR ?? come se nulla fosse, il Milan vince 2-1.

Mister Simone Inzaghi amareggiato: “Non avevo ancora visto le immagini, ma ero stato informato e quindi alla fine ho chiesto a Cutrone se avesse segnato col braccio. Probabilmente sarei stato meno tenero con lui se avessi visto le immagini. Ci spiegheranno anche questo, ma un errore del genere è inammissibile, inconcepibile. Evidentemente il VAR non ha visto le immagini

Lazio – Juventus, sullo 0-0 nel secondo tempo, Lucas Leiva riceve palla in area di rigore bianconera, il brasiliano con il piede destro controlla la sfera e Benatia lo stende con un intervento da Karate, un calcione in pieno costato, il sign. Banti di Livorno molto vicino all’azione, decide che il Kick del difensore marocchino è regolare, l’assistente VAR, il sign. Irrati (già protagonista in negativo nella sfida di Milano contro il diavolo) non segnala l’accaduto, al minuto 93′ la Juventus, segna il gol dello 0-1 finale.

E arriviamo finalmente alla gara della Sardegna Arena, giocata ieri, quando nel primo tempo Ciro Immobile di nuovo protagonista di un episodio a sfavore, entra in area cagliaritana, e viene stretto a “sandwich” dai calciatori rossoblu Ceppitelli e Barella, che entrambi colpiscono con i piedi, sgambettando nettamente il bomber napoletano,pur avendo alzato le mani in segno di innocenza, in questo caso l’arbitro Guida fa cenno di proseguire, l’assistente VAR Gavillucci, non ritiene opportuno il ricorso al monitor, da parte dell’arbitro di Torre Annunziata, contrariamente a quello che succede nel secondo tempo, quando il difensore biancoceleste Luiz Felipe Ramos, dopo un malinteso con Strakosha, stende Pavoletti in area, per Guida è tutto regolare, ma dopo che l’azione prosegue, incredibilmente, si ricorre al VAR, che evidenzia il fallo, dopo il check, Guida assegna il calcio di rigore a favore del Cagliari, evidenziando ancora una volta la disparità di giudizio, la partita terminerà 2-2, con il gol del pareggio biancoceleste in extremis al minuto 95, da parte del solito Immobile.

Così Immoblie a fine gara: “La cosa che mi fa più arrabbiare è che a noi non vanno mai a rivedere gli episodi, sembra che la Var non esista per la Lazio: è lì, bisogna andare a vedere come è stato fatto per il Cagliari. Hanno deciso il rigore e si poteva fare lo stesso per noi,quello su di me era il penalty più netto da quando gioco a calcio”

Parolo: Con noi non guardano la tv perché i rigori sono talmente clamorosi che non vogliono darceli. Ciro non aveva nessun vantaggio a tuffarsi. Non capisco perché non vogliano andare a rivedere i rigori: la tecnologia deve essere usata in maniera consapevole. Quando giochiamo noi la Var resta spenta…

Una serie interminabile, di episodi dubbi, molto controversi, disparità di giudizio inconcepibili, errori macroscopici, e tutti indirizzati nella stessa direzione, il danneggiamento della Lazio è evidente, ed ora neanche i media possono fare a meno di parlarne ed analizzare quello che sta succedendo, perchè ora comincia a diventare molto difficile giocare a calcio e seguire le partite senza pregiudizi, i calciatori cominciano ad averne abbastanza, noi non vorremmo mai pensare alla malafede, ma i casi cominciano a diventare un pò troppi, a pensar male si fa sempre peccato, ma a volte ci si indovina.

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La Lazio in borsa tra quotazioni e azioni

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lazio in borsa

La Lazio è quotata in borsa. Molto spesso quando arriva una notizia che può influenzare il mercato, quando il soggetto è la Lazio, Claudio Lotito e la società biancoceleste rispondono quasi immediatamente con dei comunicati ufficiali o note. Ecco perchè qualche volta si aprono delle pratiche legali contro alcune testate giornalistiche in caso di fake news. Nel 2022 basta un niente per influenzare il mercato.

Quando è entrata in borsa la Lazio?

Spulciando in giro sul web, da una fonte attendibile come wikilazio, abbiamo trovato degli articoli passati. Parliamo del Corriere della Sera, il 13 Gennaio 1998. In quel giorno, la Lazio avviava l’accelerazione delle pratiche per l’ingresso nella Borsa. Il tutto nacque anche dal presidente biancoceleste Sergio Cragnotti.

La Lazio accelera le pratiche per il suo ingresso in Borsa. Che sarà guidato, questa la novità del giorno, dalla Imi Sigeco. Con un comunicato emesso ieri dalla società biancoceleste, si rende noto che toccherà alla Imi Sigeco il compito di coordinare il processo di collocamento delle azioni della Lazio sul mercato telematico della Borsa italiana. E questo, probabilmente, l’ultimo passo prima dell’assemblea degli azionisti, in programma nel centro sportivo di Formello, sabato prossimo, 17 gennaio. In quell’occasione, verrà chiesta l’ammissione al listino, che dovrebbe poi essere registrata entro la prima metà del ’98. All’ordine del giorno anche altre due questioni di una certa rilevanza: la prima riguarda l’allargamento del consiglio d’amministrazione, che sarà portato da sette a nove unità. La seconda coinvolge invece la modifica dello statuto e il varo di un aumento del capitale sociale (che attualmente è di 41 miliardi) previa copertura delle eventuali perdite sulla base della situazione patrimoniale al 31 dicembre 1997. Giorni caldi, quindi, per la società biancoceleste di Sergio Cragnotti, controllata, com’è noto, dalla Cirio. L’ingresso in piazza Affari è da tempo ai primi posti del progetto dell’azionista di maggioranza, mentre altri grandi club italiani (Milan, Fiorentina, Inter) hanno espresso la volontà di seguire la Lazio su questa strada.

Quotazione in Borsa Lazio e Ammissione

Il 19 Marzo 1998 alla Lazio venne formalizzata la domanda di ammissione a quotazione. A riportare la notizia è stato l’Adnkronos:

E’ stata formalizzata oggi la domanda di ammissione a quotazione alla Borsa valori italiana delle azioni della S.S. Lazio. La richiesta era stata deliberata in data 17 gennaio dall’assemblea degli azionisti della società insieme con la modifica dello statuto sociale e un aumento di capitale fino a 50 miliardi di valore nominale con esclusione del diritto di opzione. Sponsor dell’emittente e coordinatore globale dell’offerta è la Banca d’Intermediazione Mobiliare Imi. Consulente della S.S. Lazio per l’operazione è Centrofinanziaria Spa.

L’approdo della Lazio in Borsa con la quotazione arriverà poi nel 6 Maggio 1998, con la prima squadra di calcio ad arrivare in Piazza Affari. A riportare la notizia è La Repubblica il 20 Aprile 1998:

Presentata la quotazione della società romana. In vendita 20 milioni di azioni, via il 6 maggio. Altra rivoluzione. La Lazio in Borsa. Il calcio italiano sbarca finalmente a Piazza Affari. Prima società a compiere il passo (ma presto toccherà anche al Bologna) è la Lazio che il 6 maggio approderà in Borsa, a Milano, come hanno annunciato in una conferenza stampa oggi il padrone, Sergio Cragnotti, e il presidente del club romano, Zoff. Il 27 e il 28 aprile le “azioni biancocelesti” verranno messe in vendita a un prezzo compreso tra le 4.500 e le 6.500 lire. L’offerta riguarda venti milioni di titoli, pari al 41,3 per cento: 15 milioni sono destinati agli investitori istituzionali e cinque milioni a quelli più piccoli (“Che risiedono in molte regioni: il tifo non c’entra, insomma, questo è business”, parole di Cragnotti).

Poi, il 6 maggio, in coincidenza con la finale (di Coppa Uefa – n.d.a.) tra Lazio e Inter a Parigi, ecco il debutto a Piazza Affari e l’ingresso nel listino ufficiale. “Dopo sei anni di lavoro, con grossi risultati, si è finalizzato il mio progetto – ha spiegato Cragnotti – Sì, c’è un indebitamento di 103 miliardi, ma si deve parlare di netto perché nelle casse della società ci sono 40 miliardi di liquidità. Per i restanti 60 si provvederà attraverso l’azzeramento frutto dell’aumento di capitale pari a 50 miliardi ormai imminente. La Lazio è una società che si offre al mercato con un indebitamento pari a zero ed è da due anni che realizza utili, non eclatanti è vero, ma che comunque mostrano conti in pareggio. Abbiamo battuto le grandi come Inter, Juve e Milan? Beh, sono anni che coltivo e lavoro a questo progetto… Gli altri debbono ancora risanare i bilanci, dare garanzie di risultati economici e mostrare di poter interessare il mercato”.

Valore azioni ss Lazio nel 1998

Con l’entrata in Borsa, la Lazio iniziò con un valore per ogni azione pari a 5900 lire, arrivando a 272.706.260.000 lire. Sarà poi il mercato a dire se la Lazio potesse valere i quasi 273 miliardi di lire . Dalla Gazzetta dello Sport del 26 Aprile 1998:

Ogni azione 5.900 lire, per un valore della Lazio di 273 miliardi (272 miliardi, 706 milioni, 260 mila lire): questa la decisione del consiglio di amministrazione della Lazio che si è riunito ieri alle 11 a Roma in via Cappuccini fissando il prezzo di ogni azione che da domani sarà venduta e dal 6 maggio contrattata alla Borsa di Milano. Sarà proprio il mercato a dire se la Lazio vale 273 miliardi, se 5.900 lire per ogni azione sono tante o poche o è il prezzo giusto. Di certo il calcio italiano non è abituato a simili valutazioni. Secondo Cragnotti dovrà abituarsi. La Lazio è la prima società italiana ad entrare in Borsa e quindi non avendo parametri di raffronto ogni stima sulla… stima risulta avventata: parola al mercato. Ieri gli analisti hanno espresso le stesse valutazioni, soffermandosi però su un particolare: in Italia le immobilizzazioni (cioè i beni reali) di una società di calcio sono costituite in gran parte ancora dai diritti alle prestazioni dei calciatori (81% la media, in base agli ultimi bilanci dei club di A), quindi su qualcosa che non è solido come uno stadio o una catena di ristoranti e bar o negozi per il merchandising, sull’esempio inglese.

La Lazio possiede il centro sportivo di Formello e in tre anni vuole acquistare il Flaminio: l’investitore, insomma, baderà più ai piani di sviluppo che alla situazione di oggi. E Cragnotti l’ha scritto: all’inizio nessuno potrà aspettarsi dividendi. Ieri il consiglio di amministrazione (Dino Zoff presidente, Elisabetta Cragnotti amministratore delegato ed i consiglieri Sergio, Andrea, Massimo Cragnotti – Elisabetta, Andrea e Massimo sono i figli del maggiore azionista Sergio -, Giovanni Gilardoni, Clemente Mimum, Antonio Nottola, Guido Pugliesi) ha fissato il prezzo dell’azione in 5.900 lire partendo dal minimo (4.500 lire) e dal massimo (6.500) espressi nel prospetto informativo e nella nota informativa sintetica depositati alla Consob sulle cui basi la Lazio ha ottenuto l’ok dalla Borsa Spa (presidente Stefano Preda, amministratore delegato Massimo Capuano) all’offerta pubblica di vendita e alla quotazione. Sararanno collocate sul mercato 20 milioni di azioni, corrispondenti al 43,27 del totale delle azioni. Sul mercato, quindi, saranno vendute azioni per 118 miliardi (col resto delle azioni si arriva al valore globale di 273 miliardi).

Del pacchetto di azioni in vendita, il 25% (29 miliardi e 500 milioni) sarà destinato agli investitori normali, quindi anche ai tifosi, che potranno acquistare domani e martedì partendo da un minimo di mille (5 milioni e 900 mila lire) attraverso il consorzio di queste 17 banche e società di intermediazione (Sim): Imi (è anche il potente sponsor che accompagna la Lazio nella quotazione, tra l’altro azionista della Borsa Spa); San Paolo; Banca Nazionale del lavoro; Banca di Roma; Banca Commerciale; Interbanca; Sim Albertini; Sim Aletti; Banca Popolare Verona e Banco San Geminiano e San Prospero; Banco Ambrosiano Veneto; Sim Finnat Euramerica; Sim Interimmobiliare Securities; Sim Rasfin; Banca Antoniana Popolare Veneta; Banca Fideuram; Banca Popolare dell’Emilia Romagna; Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio. L’altro 75% del pacchetto (15 milioni di azioni: 88 miliardi e 500 milioni) sarà collocato presso investitori istituzionali: grandi gruppi e banche.

L’entrata ufficiale della Lazio in Borsa

Sempre tramite il sito de La Gazzetta dello Sport, la Lazio entrò in Borsa il 6 Maggio 1998:

Dopo tanta attesa, dopo tante voci, dopo le pubblicità e le parole è arrivato anche il primo giorno della Lazio in Borsa e il primo vero confronto con il mercato.

Il debutto vero è previsto il 6 maggio, ma già ieri sul terzo mercato, quello non ufficiale, è possibile trattare titoli della squadra biancoceleste ad un prezzo tra le 5.970 e le 6.000 lire, in aumento rispetto alle 5.900 richieste ai sottoscrittori nell’offerta pubblica di vendita partita lunedì. Ma intanto sull’offerta pubblica di vendita e sottoscrizione della Lazio calcio è calato un fitto silenzio.

Nonostante i termini dell’operazione si chiudessero ieri la società biancazzurra, forse in ossequio alle stringenti norme Consob che il suo nuovo status da ora le impone, ha deciso di rinviare a oggi ogni comunicazione ufficiale sull’esito. Una procedura insolita, quella di rendere noto il risultato del collocamento addirittura il giorno dopo, mai seguita nelle ultime grandi opv, che hanno visto coinvolte società del calibro della Telecom o dell’Eni con importi ben maggiori da collocare sul mercato. Solo 5 milioni di azioni, del valore unitario di 5.900 lire, erano infatti destinati al pubblico indistinto in Italia, mentre 15 milioni di titoli erano riservati ad investitori italiani ed esteri. Le indiscrezioni di stampa e di mercato indicano comunque che il collocamento avrebbe registrato, nonostante lo scenario altalenante del listino, il tutto esaurito. Si è parlato di richieste di acquisto superiori di cinque-sei volte l’offerta.

I 40 mila azionisti della Lazio

Il 30 Aprile 1998, dal Corriere della Sera, arriva questo articolo:

Richieste dieci volte superiori all’offerta per i titoli della squadra romana.

Si andrà al sorteggio. E la Lazio conquista 40 mila tifosi in Piazza Affari. La Lazio sbarcherà a Piazza Affari con il sostegno di oltre 40 mila tifosi azionisti.

Un esercito di risparmiatori che non hanno esitato a investire almeno 6 milioni pur di partecipare all’avventura borsistica del club biancoceleste, la prima squadra di calcio italiana a raggiungere la quotazione. Non tutti gli aspiranti soci potranno però essere soddisfatti. Le richieste hanno infatti superato di oltre dieci volte l’offerta di titoli, messi in vendita al prezzo di 5.900 lire ciascuno. Di conseguenza non sarà possibile accontentare tutti, anche assegnando a ogni investitore il lotto minimo di mille azioni. Risultato: come previsto nel prospetto informativo si dovrà procedere al sorteggio per decidere i nuovi azionisti della squadra. Al momento non ci sono indicazioni ufficiali, ma è probabile che, anche se venisse allargato il quantitativo di titoli riservato al pubblico indistinto, alla fine gran parte dei risparmiatori finirà per restare a mani vuote.

In sintesi è questo l’esito, comunicato ieri, del collocamento dei titoli della Lazio, che si è chiuso martedì.

Ai risparmiatori erano stati destinati cinque milioni di titoli. Ma all’Imi, la banca che ha curato il collocamento, sono pervenute adesioni per 54,6 milioni di azioni da parte di 43.845 investitori.

La folla di aspiranti soci non si è fatta scoraggiare dal crollo di Borsa di lunedì (primo giorno del collocamento). Né dagli ultimi bilanci della Lazio, pesantemente indebitata. Anche gli investitori istituzionali, cioè assicurazioni, fondi pensione e d’investimento, hanno risposto positivamente all’operazione promossa dalla squadra controllata da Sergio Cragnotti. L’offerta riservata ai grandi investitori ha fatto segnare richieste per 82 milioni di titoli della squadra romana, contro i 15 milioni di azioni messe sul mercato. Si sono fatti avanti 145 investitori, di cui 94 stranieri, in buona parte britannici. A giochi fatti, la Cirio di Sergio Cragnotti, che è il maggior azionista della Lazio, incassera’ 59 miliardi grazie al collocamento di 10 milioni di titoli Lazio. Altri 59 miliardi finiranno invece nelle casse della squadra presieduta da Dino Zoff, che potrà così alleggerire un indebitamento aumentato fino a quota 102 miliardi dopo l’onerosa campagna acquisti della scorsa estate.

A questo punto la Lazio è attesa all’esordio vero e proprio a piazza Affari, in calendario per il prossimo 6 maggio. L’esordio in Borsa coincide con la finale di coppa Uefa con l’Inter. Come dire che il giorno dopo lo sbarco sul listino anche i mercati potranno dare il loro giudizio sulla prestazione della squadra. Ma lo daranno in termini di rialzo o ribasso. Intanto, come antipasto, il buon esito del collocamento è stato accompagnato dalla vittoria di ieri sera in Coppa Italia a spese del Milan.

Valore azioni Lazio 2022

Tramite il sito de ilsole24ore, nella sezione mercati, possiamo vedere l’andamento del valore della Lazio in borsa con le sue azioni e quotazioni. I principali azionisti vedono Claudio Lotito con un 67.03% delle azioni mentre il restante 32.97.

Le azioni presenti sul mercato sono 67.738.911.

Attualmente il valore delle azioni della Lazio oscillano tra 0.97 e 1.015

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Chi è Luis Maximiano ? Ecco il nuovo portiere della Lazio

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luis maximiano

Luis Maximiano è il primo portiere della Lazio in questo calciomercato, un ruolo sprovvisto da titolari vista la partenza di Strakosha e Reina. Sarà lui dunque il sostituto del portiere albanese che difenderà i pali biancocelesti in questa stagione 2022-2023.

Chi è Luis Maximiano?

Il suo nome completo è Luís Manuel Arantes Maximiano, nato a Braga il 5 Gennaio 1999 in Portogallo. Un’altezza di 190 cm ed un peso di 84 kg, il portiere è cresciuto nel settore giovanile dello Sporting Lisbona esordendo in prima squadra il 26 Settembre 2019 contro il Rio Ave. Il suo debutto Europeo arriva qualche settimana dopo, il 28 Novembre 2019 nella gara valida per l’Europa League contro il PSV ( partita vinta per 4-0 ). Debutta invece nel campionato portoghese, massima competizione, il 1 Dicembre 2019.

Le sue prestazioni, per essere un “secondo portiere”, portano il Granada ad acquistare il suo cartellino nel 17 Agosto 2021 totalizzando ben 35 presenze nella Liga Spagnola.

Nazionale e palmares

Nella sua carriera, seppur giovane, Luis Maximiano totalizza qualche convocazione con la Nazionale giovanile partendo dal Portogallo U16 fino ad arrivare al Portogallo U21. Ha preso parte, seppur in panchina e senza scendere in campo, al mondiale di categoria nel 2017 e nel 2019. Nel 2016 vince seppur non giocando, il campionato europeo con l’U17.

Per quanto riguarda il suo palmares personale, vince il campionato e la Coppa di Lega Portoghese con la maglia dello Sporting. Nel 2021 invece vince la supercoppa Portoghese. Nell’ultima stagione invece, trova la retrocessione con la maglia del Granada.

Numeri e Statistiche

Il neo portiere biancoceleste è finito sotto gli occhi della Lazio grazie alla sua ultima stagione in Liga con il Granada. 35 presenze con 55 reti subiti e 8 partite finite senza aver preso gol. Come riporta il CdS, l’estremo difensore ha totalizzato un piccolo record in questa stagione con la maglia del Granada: 127 salvataggi con una media di 3,63 a partita.

Costo del Cartellino

Il valore di mercato secondo il sito Transfermarkt, si aggira sui 12 milioni si euro. Quando il Granada lo acquistò dallo Sporting, il club spagnolo versò circa 5 milioni di euro nelle casse portoghesi. Secondo invece le indiscrezioni biancocelesti, l’estremo difensore arriva alla Lazio per 7 milioni di euro più 3 milioni di bonus.

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Maurizio Sarri ha figli ed è sposato, quello che non sai sul tecnico

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Parliamo un po’ di gossip su Maurizio Sarri. Il tecnico biancoceleste è tutt’altro che social e nelle interviste non ha mai parlato della sua vita privata. Molti curiosi del web hanno spesso cercato su google: Maurizio Sarri quanti figli ha? Maurizio Sarri è sposato?

La risposta è si. Il toscano come tutti gli esseri umani si è creato una bellissima famiglia e si è laureato. Nato a Napoli il 10 Gennaio 1959 ma adottato dal comune toscano di Figline Valdarno, risulta uno dei tecnici più prolifici nella storia della Serie A.

Il suo mondo prima del calcio era tutt’altro. Un semplice impiegato di banca con mansioni importanti e rapporti con istituti di credito esteri.

Maurizio Sarri laureato con moglie e figli

Oltre alla passione del Fumo, conosciuto come una persona che ha sempre la sigaretta in bocca, il tecnico toscano proviene da una politica quasi estrema di sinistra con uno zio che all’epoca era un partigiano ( Goffredo Sarri ).

La sua vita oltre che con il pallone, la condivide con sua moglie Marina. Anche se i due si tengono lontani dal gossip, qualche curiosità privata l’abbiamo trovata.

Maurizio Sarri quanti figli ha? Dall’unione con sua moglie nasce solamente un figlio Nicolè Sarri che insieme a sua madre, guidano un’azienda a Matassino al confine tra Firenze e Arezzo.

La famiglia Sarri non ama molto i riflettori, come si può anche intravedere dalle interviste che rilascia il tecnico biancoceleste. Sia la moglie che il figlio riescono sempre a dribblare il gossip, con la compagna specialmente che ha dichiarato in passato di non aver mai seguito il marito allo Stadio. Anche quando il tecnico era in Inghilterra, la moglie ha preferito seguire l’azienda di famiglia e solamente nei tre anni a Napoli ha scelto lei in prima persona la casa dove hanno convissuto in quel periodo calcistico partenopeo.

Laurea e passione

Il tecnico deposita la sua tesina nella stagione 2006-2007, quando il tecnico subentro ad Antonio Conte sulla panchina dell’Arezzo. Sicuramente un grande salto dalle squadrette fino al calcio internazionale con tanto di titoli prestigiosi, calcolando che l’allenatore è un fan del ciclismo e non ha mai giocato nel calcio sul campo.

Il tecnico si diploma nel 2006 al Centro Tecnico di Coverciano nel 2006 con la tesi ” La preparazione settimanale della Partita. Navigando sul web, l’abbiamo trovata, 42 pagine di un pdf che troverete qui sotto.

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