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Personaggi storici SS Lazio: Miro Klose, il “Panzer”

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Miroslav Josef Klose nasce a Opole, in Polonia, il 9 giugno del 1978, figlio di Josef Klose, ex attaccante che militò in Ligue 1 e Barbara Jez, ex giocatrice di pallamano. A soli 8 anni, nel 1986, si trasferisce con la famiglia in Germania, nel paesino di Kusel, dove fin da subito entra a far parte delle giovanili della squadra locale, lo SG Blaubach-Diedelkopf, club nel quale il giovane Klose rimarrà per ben 12 anni, fino al 1998, anno in cui si trasferirà all’Homburg, squadra militante nei campionati regionali tedeschi. Dopo due stagioni con la maglia dell’Homburg, viene prelevato dal Kaiserslautern, che dopo averlo testato con ottimi risultati nella squadra riserve per una stagione, decide di dargli un’opportunità in Bundesliga a partire dalla stagione 1999-2000, nella quale l’attaccante sigla 13 gol tra campionato, coppa nazionale e coppa Uefa e conquista la prima convocazione nella nazionale tedesca. Nelle successive tre annate con la maglia del K’lautern mette a segno la bellezza di 41 reti, che gli valgono il forte interessamento del Werder Brema nell’estate del 2004, appena dopo che i biancoverdi erano riusciti nell’impresa di vincere la Bundesliga (edizione 2003-2004).

Viene quindi ingaggiato dal Werder, che per portarlo tra le proprie fila sborsa alla sua ex squadra 5 mln di euro. Nella prima stagione a Brema Klose mette a segno 15 reti in campionato ed esordisce in Champions League, timbrando il cartellino nella competizione europea in due occasioni. L’anno dopo il Werder finisce il campionato al terzo posto in classifica grazie soprattutto ai gol di Klose, che con sole 26 presenze stagionali si laurea capocannoniere della Bundesliga con 25 reti e il miglior assistman della competizione, con 16 assist totali. In generale (campionato, coppe, nazionale) la stagione 2005-2006 sarà la migliore di tutte per Klose dal punto di vista realizzativo: i gol segnati dall’attaccante nell’arco dell’anno calcistico saranno ben 42.

Dopo il Mondiale 2006 giocato in casa e concluso al terzo posto dalla Germania, per Klose giungono parecchie offerte dai top club europei, ma il Werder riesce a trattenere il suo gioiello rispedendole tutte ai rispettivi mittenti. Dopo un altro anno a Brema, culminato con un nuovo terzo posto in Bundesliga (che garantiva l’accesso ai gironi di Champions League) e la vittoria contro il Bayern in finale della Coppa di Lega Tedesca, l’attaccante viene ceduto proprio ai bavaresi del Bayern per 15 mln di euro, con i quali firma un contratto quadriennale.

Il primo anno in Bavaria si conclude per Klose con un bottino di 21 gol realizzati, fondamentali per il triplo successo finale della squadra in Bundesliga, in Coppa di Germania e nell’ultima edizione della Coppa di Lega Tedesca, decisa proprio da un gol di Klose nella finale contro lo Shalke 04, terminata col punteggio di 1-0. La stagione 2008-09 è invece una delle più sfortunate per la squadra di Monaco, che non porta a casa nemmeno un trofeo. Nonostante ciò Klose, con 7 reti, diventa il vice-capocannoniere della Champions League di quell’anno e con 20 gol totali risulta il miglior marcatore dei bavaresi in tutte le competizioni. A partire dall’anno successivo per il “Panzer” comincia il momento più buio della carriera: dapprima una serie di infortuni lo tengono fuori dai campi per diversi mesi, poi la sconfitta in finale di Champions League contro l’Inter per 2-0 e successivamente, nella stagione 2010-11, la perdita del posto da titolare a favore di Thomas Muller e Mario Gomez, A maggio 2011 decide quindi di non rinnovare il contratto con il Bayern, la cui scadenza era fissata per il giugno dello stesso anno. Saluta quindi la squadra bavarese dopo 4 stagioni, nelle quali ha totalizzato 150 presenze e 53 reti complessive, conquistando una Coppa di Lega, due campionati, due coppe di Germania e una supercoppa tedesca.

Il 9 giugno dello stesso anno annuncia di aver firmato un contratto biennale con la Lazio; con la squadra biancoceleste si sbloccherà subito alla prima gara di campionato della stagione 2011-12 contro il Milan a San Siro. Si ripete il 16 ottobre con un gol, che dopo soli due mesi di permanenza a Roma, lo fa entrare nella storia della Lazio: al minuto 93, sul risultato fisso sull’1-1, imbucato da Matuzalem, trova la reta che fa impazzire di gioia i tifosi biancocelesti, che non assistevano a una vittoria dei propri beniamini da ben 5 stracittadine. Conclude la prima stagione in biancoceleste con 15 reti complessive tra campionato ed Europa League.

Nella stagione successiva, alla quarta giornata, segna un gol con la mano nella delicata sfida contro il Napoli, ma subito ravvisa l’accaduto all’arbitro Banti, che annulla la marcatura; il gesto verrà poi elogiato dalla FIFA come grande esempio di fair play. A gennaio è costretto a uno stop di due mesi per un infortunio al ginocchio, che viene smaltito nel migliore dei modi, come dimostra la cinquina rifilata al Bologna (l’ultimo in Serie A a fare 5 gol nella stessa partita era stato Pruzzo). Intanto in Coppa Italia si sono disputate le semifinali, che sanciscono il passaggio del turno di Roma e Lazio rispettivamente sull’Inter e sulla Juventus. Sarà quindi un derby storico, nel quale le due romane si giocano, oltre alla partita, la supremazia cittadina, un trofeo, la qualificazione all’Europa League per l’anno dopo e la possibilità di prendersi un nuovo trofeo (la Supercoppa contro la Juventus). Il 26 maggio va in scena a partire dalle 18 una delle partite più importanti per il calcio romano: la pressione è alle stelle e in campo si fatica a costruire bel gioco, la paura di sbagliare è tanta ma al 71° un cross deviato da Lobont giunge sui piedi di Lulic, che deve solo spingerla dentro e regala la vittoria alla squadra biancoceleste. Per Klose la stagione termina con 16 reti all’attivo.

L’anno dopo parte con la brutta sconfitta in Supercoppa contro la Juve, che con il risultato di 4-0 si aggiudica il trofeo. Dopo la vittoria in Coppa il mister Petkovic non sembra avere più in mano le redini della squadra, che a metà stagione passa sotto una nuova gestione Reja, il quale non riesce comunque a condurla oltre il 9° posto stagionale. Klose, assillato da una serie di problemi fisici, mette a segno solo 8 reti in stagione.

L’anno successivo si apre quindi con la mancata qualificazione alle coppe europee e con l’arrivo di Pioli sulla panchina delle aquile. La stagione non parte con i migliori auspici, ma a partire dal novembre 2015 la compagine biancoceleste comincia a guadagnare punti sulle prime della classe, illuminata dai colpi di Felipe Anderson, vera sorpresa della grande annata biancoceleste. A maggio arriva la deludente sconfitta in finale di Coppa Italia contro la Juventus, che si impone all’Olimpico per 2-1. Pochi giorni dopo, la Lazio va a Napoli a giocarsi il 3° posto: siamo all’ultima giornata e gli ospiti hanno due risultati utili su tre e riescono ad andare a riposo sullo 0-2. Ma il secondo tempo parte con tutto un altro spirito: il Napoli è indiavolato e trova in poco tempo il 2-2, con annessa espulsione a Parolo. Poco dopo su un fallo di Lulic al limite viene concesso il rigore ai padroni di casa, che incredibilmente, con il loro trascinatore Higuain, sprecano un’occasione d’oro. Successivamente Ghoulam va a fare compagnia a Parolo, prendendosi il rosso e ristabilendo la parità numerica. All’85° il neo entrato Onazi beffa il Napoli facendo impazzire la panchina biancoceleste e portando il risultato sul 2-3. L’ennesimo gol di Klose chiude la partita sul 2-4 e porta i biancocelesti ai preliminari di Champions League. E’ il suo 16° gol stagionale.

La stagione 2015-16 si apre con una doppia e bruciante sconfitta contro la Juventus in Supercoppa e con il Bayer Leverkusen nei preliminari di Champions, che graveranno sui risultati di tutta l’annata, culminata con l’esonero di Pioli, sostituito da Simone Inzaghi, alla prima esperienza da allenatore nel calcio che conta. Intanto il contratto di Klose è in scadenza e la società non riesce a trovare un accordo per il rinnovo; è così che nella sua ultima partita con la maglia biancoceleste, Lazio-Fiorentina del 15 maggio, si decide di celebrare il “Klose Day”, match durante il quale il tedesco saluta i suoi tifosi, che sono rimasti accanto a lui per 5 anni. Durante la sfida, terminata sul punteggio di 2-4, il Panzer trova anche una rete, l’ultima da professionista. Il 1° novembre 2016, dopo aver rifiutato varie offerte, soprattutto in MLS, diventa ufficialmente il collaboratore tecnico della nazionale tedesca agli ordini di Joachim Low.

Ma in carriera il Panzer non viene ricordato solo per le sue prestazioni a livello di club, infatti è stato uno dei migliori attaccanti che la nazionale tedesca abbia  mai avuto, secondo per presenze solo a Lothar Matthaus e primo per quanto riguarda le marcature, 71 in incontri ufficiali. Con 16 reti complessive è anche il miglior marcatore di sempre nella storia dei Mondiali. Altro dato interessante è la straordinaria coincidenza tra i risultati conquistati dalla Germania nelle partite in cui Klose ha timbrato il cartellino: infatti nelle occasioni in cui il bomber è andato a rete la sua nazionale non ha mai perso.

Il cammino di Klose con la maglia tedesca comincia nel lontano 2001, quando ancora militava al Kaiserslautern. All’esordio contro l’Albania segna subito il gol vittoria, pur essendo subentrato a 15 dalla fine. Pochi mesi dopo mette a segno la sua prima tripletta in nazionale, nella sfida contro Israele. Nei Mondiali del 2002 raggiunge la finale, persa contro il Brasile, laureandosi sia vice-campione sia vice-capocannoniere, con 5 gol in 7 presenze, alle spalle di Ronaldo. All’Europeo 2004 gioca solo due spezzoni di gara visto che era reduce da un infortunio. Ai Mondiali del 2006, disputati proprio in Germania e che noi italiani ricorderemo piuttosto bene, giunge con la sua squadra al terzo gradino del podio, laureandosi però, sempre con 5 reti all’attivo, il miglior marcatore della competizione. Agli Europei del 2008 la nazionale tedesca sfiora nuovamente la vittoria finale, uscendo sconfitta nell’ultimo atto contro la Spagna. Per Klose le marcature durante il torneo sono 2. Ai Mondiali di Sudafrica del 2010 sono 4 le reti del Panzer, reti vanificate dalla grande prestazione della Spagna, che in semifinale batte nuovamente la Germania, la quale si prende la soddisfazione di centrare comunque il podio, sconfiggendo l’Uruguay nella finalina.

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A causa di un infortunio, negli Europei del 2012 fa la sua prima apparizione ai quarti di finale contro la Grecia, siglando un gol. La Germania viene nuovamente eliminata in semifinale, questa volta dall’Italia, che però in finale trova una Spagna troppo più forte. Il piazzamento della Germania sarà un nuovo terzo posto. Ai mondiali del 2014 la musica per la Germania è completamente diversa: vittoria all’esordio contro il Ghana proprio con un gol di Klose, che si ripete in semifinale, nella storica vittoria tedesca sul Brasile per 7-1, diventando così il più prolifico marcatore di tutti i tempi nella storia dei Mondiali, con 16 reti. In finale viene sostituito da Mario Gotze, che ai tempi supplementari riuscirà a beffare l’Argentina, regalando alla Germania una storica vittoria, sfiorata in molte edizioni precedenti. E’ in questo momento che decide di chiudere la sua esperienza di calciatore con la Germania, venendo premiato nel settembre dello stesso anno, insieme a Lahm e Mertesaker per il grande contributo fornito alla nazionale tedesca.

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