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Parolo e Cataldi in coro: “Siamo la Lazio, il derby bisogna sempre vincerlo”

Mancano poche ore al derby della capitale, una sfida che non è mai una partita come le altre, anche se quest’anno la maggior parte dei tifosi non saranno presenti e la stracittadina si preannuncia amara di emozioni, almeno sugli spalti. Con tutta probabilità, inoltre, sarà l’ultimo derby di KloseTotti, due calciatori che a modo loro hanno fatto la storia della Lazio e della Roma, ma anche la storia del calcio.

Nella giornata di ieri, Marco Parolo ha voluto analizzare questa grande sfida tra le due compagini capitoline e caricare i propri compagni ai microfoni di Lazio Style Radio. Il centrocampista della Lazio è partito dal suo primo goal contro la Roma, ancora quando giocava al Parma, per poi parlare dei tifosi e dalla loro richiesta di onorare la maglia:

Il mio primo gol alla Roma è stato il 31 ottobre del 2012, giocavo nel Parma. Di quella giornata ricordo che pioveva copiosamente e forse proprio grazie alla pioggia segnai il gol del 2 a 1. Mi sono inserito, la palla si è fermata sulla pozzanghera, il portiere si era già buttato, e ho tirato. Una bella partita, quando segni e vinci è la cosa più bella per un giocatore. Sarebbe altrettanto bello segnare una domenica pomeriggio con il sole e non con la pioggia. I tifosi ci stanno chiedendo di dare tutti noi stessi e di vincere la partita. Quando giochi è quello l’obiettivo. Cercheremo di dare tutto quello che abbiamo, vogliamo dare una gioia ai nostri tifosi, quest’anno ne abbiamo date poche”

Parolo ha poi parlato del suo primo derby, descrivendolo come una grande emozione, per poi soffermarsi sugli altri incontri giocati contro la Roma e finire con un discorso sul finale dei stagione:

Il primo derby che ho giocato mi rimarrà sempre dentro, abbiamo fatto il riscaldamento sotto la curva. Vedere i tifosi a un passo da noi che ci incitavano, vedere i loro sguardi con una cattiveria agonistica positiva e la voglia di vincere nei loro occhi ci ha messo un’adrenalina e una carica infinita. Meritavamo di vincere, purtroppo è finita 2-2 nonostante avessimo avuto le occasioni per farlo nostro. Per quanto riguarda il secondo derby, venivamo da un momento straordinario, c’è mancato poco anche lì, abbiamo perso una partita che avevamo fatto e condotto noi. Purtroppo abbiamo preso gol su un calcio di punizione dopo aver pareggiato. Il derby d’andata di quest’anno è stato strano. Il discorso delle curve senza tifosi ha tolto quella che è la bellezza del derby di Roma e l’adrenalina che si sente prima delle partite. Noi non siamo riusciti a ripetere le prestazioni fatte l’anno precedente. Ora c’è tanta voglia, piacerebbe pure a me vincere domani, vorrebbe dire anche dare uno slancio in più per finire la stagione in maniera onorevole, cercando di fare più punti possibili. Nel calcio non si sa mai.”

Il centrocampista lombardo ha poi espresso un suo parere su MauriKlose, due giocatori che per la loro esperienza sanno come giocare un derby:

Mauri e Klose, due uomini derby, ci stanno trasmettendo tanto, soprattutto l’esempio con il loro modo di vivere questa partita. Mauri è stato molto importante per me nel mio primo derby, mi ha spiegato cosa voleva dire il derby qui a Roma, mi ha permesso di arrivare alla partita preparato ma quando l’ho visto con i miei occhi è stato molto di più di quello che mi aveva detto. E’ stato incredibile, ti rendi conto di quello che vuol dire essere laziale, cosa vuol dire giocare contro la Roma, di quello che ti chiedono i tifosi. Dopo aver giocato il primo derby diventi un laziale e dici ‘sono laziale perché da ora devo dare il massimo per battere la Roma, sempre’. Tutti, ti mettono in testa qualcosa di incredibile. Mauri e Klose ne hanno fatti tanti, sanno come dare calma trasmettendo la giusta tensione ai compagni. Cataldi e Candreva sono diversi, tutti i giorni, da romani a casa e fuori, hanno un riscontro in più. Sarà più difficile, ma hanno le capacità e sono ragazzi intelligenti per gestire le proprie emozioni.

Il giocatore ha poi parlato dei suoi ricordi legati allo Stadio Olimpico e del momento di forma di Lazio e Roma:

I ricordi che ho in mente di quando mi avvicino all’Olimpico sono quelli di quando l’ho visto pieno di tifosi, con la gente in macchina che seguiva il pullman fino allo stadio, le strade piene. Quello è il mio ricordo, voglio immaginare quella scena con quella carica che trasmettevano. Arriviamo al derby con una classifica diversa, la Roma è favorita? Anche noi la scorsa stagione al derby di ritorno eravamo favoriti, quindi non dico niente. Domani mi aspetto l’atteggiamento di una Lazio che vuole dimostrare tutto il proprio valore, che ha voglia di dare tutta se stessa per ottenere un risultato importante. Siamo una squadra che con la giusta voglia e mentalità può giocare con chiunque. Sarà importante l’inizio per la partita, va indirizzata e giocata bene.Anche per togliere certezze alla squadra avversaria.

Parolo ha anche analizzato le sue prestazioni nell’arco di questo campionato e sui suoi miglioramenti dettati dall’esperienza:

Sto tornando sui miei livelli realizzativi. Con gli anni uno impara a muoversi in tutte le frangenti del gioco, mi mancava riuscire a trovare il varco giusto in area di rigore. Ho imparato guardando quelli più bravi di me, su come si stacca o smarca l’uomo, per poi mettere in pratica queste cose. A centrocampo, centro sinistra, c’ho fatto gran parte della mia carriera, leggo un po’ meglio gli inserimenti, è una posizione del campo dove sono sempre stato, dove sto meglio e riesco a leggere meglio il gioco. A 25 anni mi sentivo più sicuro, ora a 31 anni si impara a giocare anche a destra, riesco a starci tranquillamente, s’impara a giocare anche lì ottenendo delle certezze in quel ruolo.

Poi un parere su Stefano Pioli che Parolo apprezza come uomo e come allenatore:

Con lui, oltre alle tante presenze, quando gioco sto in campo novanta minuti. Per questo ringrazio il mister, io sono uno che cerca di dare sempre tutto anche se ci sono giornate dove non riesco a fare quello che voglio. Cerco di dare sempre il mio contributo, dare una mano al compagno anche con le letture in fase difensiva. Queste sono sempre state le mie basi e le mie caratteristiche, mi sono sempre messo a disposizione della squadra, si vede che il mister apprezza questo.

Infine, ultime parole sui punti di forza della Roma e della Lazio:

I punti di forza della Roma sono l’imprevedibilità, hanno tanti giocatori che possono inserirsi e che trovano la giocata. La nostra forza deve essere l’intensità, con gente di gamba che può ripartire e fare male e gli inserimenti dei centrocampisti.

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Anche Danilo Cataldi ha voluto caricare l’ambiente Lazio in vista del derby e in un’intervista ai microfoni di Rai Sport ha rilasciato le seguenti dichiarazioni, giurando amore eterno ai biancocelesti:

“Siamo la Lazio e questa è sempre una partita da vincere. Vogliamo riscattarci. Mi piacerebbe essere una bandiera di questa squadra, rappresentarla per 20 anni.”