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Sarri all’Inter: “Loro Più Forti, Andiamo Col Coltello Tra i Denti. Questa Lazio Non Può Arrivare da Nessuna Parte”

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Maurizio Sarri conferenza stampa Formello vigilia Juventus Lazio

Il Tecnico della Lazio è Sincero alla Vigilia di San Siro: “Inter e Napoli hanno le rose più forti d’Europa. Se facciamo risultato, andiamo oltre la logica”. Fiducia in Dia e Isaksen, elogi per Provstgaard.

ROMA – Vigilia di big match per la Lazio, che domani affronterà l’Inter a San Siro. Il tecnico Maurizio Sarri è intervenuto in conferenza stampa, offrendo una disamina spietatamente realistica del momento della squadra, pur lanciando un messaggio di lotta ai suoi giocatori.


“Inter Più Forte, Risultato Oltre la Logica”

Sarri non ha nascosto il divario tecnico con l’avversario, invitando all’umiltà ma anche alla “follia agonistica”.

“L’Inter insieme al Napoli è la rosa più forte del campionato, ma anche in Europa. Per noi è una partita molto difficile, negli ultimi il gap con queste squadre si è ampliato. Al di là del rischio di questa partita, noi dobbiamo guardare anche all’opportunità che ci offre. Sappiamo tutti che sarà durissima anche se ci esprimiamo al massimo. Andiamo col coltello fra i denti e proviamo a cogliere l’occasione”. “Questa Lazio quest’anno non può arrivare da nessuna parte. Se pensiamo di giocare alla pari con l’Inter? No. Se facciamo risultato domani andiamo oltre la logica. Dobbiamo andare a San Siro con le motivazioni che ci devono sempre essere di default e con umiltà perché loro sono più forti di noi.”


Fiducia ai Meno Acclamati: Dia e Provstgaard

Sarri ha difeso con forza due giocatori che spesso sono al centro delle critiche o delle incertezze.

Su Dia: “Dia sento che è molto criticato, ma non posso attaccare un giocatore per delle partite con poche qualità, perché non ha fatto mancare niente alla squadra. Dai centravanti poi si aspettano i gol, ma lui non ci sta facendo mancare niente. È da apprezzare. Speriamo che cresca perché ha le qualità per fare bene in fase offensiva.” Su Provstgaard: “Ha delle qualità, soprattutto ha un’applicazione feroce. Ha potenziale tirato fuori solo in parte, con quel carattere lì sicuramente riuscirà a tirarlo fuori. Non ha ancora l’esperienza di Romagnoli, ma secondo me diventerà un giocatore importante in Serie A.”


Il Punto Sull’Infermeria e Sul Mercato

Sull’infermeria, Sarri ha liquidato le domande con una battuta: “Non mi chiedete nemmeno degli infortunati che non faccio il medico”. Ha però aggiornato su Romagnoli: “Romagnoli ha fatto l’allenamento stamattina, sta abbastanza bene. Vediamo come si sveglia domani mattina e decidiamo insieme a lui”.

Sul tema rinnovi e mercato di gennaio, l’allenatore ha invitato a rivolgersi alla dirigenza, mantenendo però la linea dura:

“Se la società mi dice se il mercato è aperto o no, allora si faranno i rinnovi. Chiama il presidente e senti. Ci sono tanti giocatori vicini alla scadenza che sarebbero da rinnovare, a meno che la società non abbia cento milioni da spendere per comprare altri giocatori.”



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Biglietti Milan-Lazio: Settore Ospiti in Vendita, Obbligo di Tessera del Tifoso 🎫

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Una veduta del Terzo Anello Verde (Settore Ospiti) dello Stadio San Siro (Meazza) di Milano, illuminato di notte.

L’AC Milan comunica le modalità d’acquisto dei tagliandi per la trasferta a San Siro del 29 novembre. Terzo Anello Verde a 29€, obbligatoria la Fidelity Card Millenovecento. Tutte le istruzioni per i tifosi biancocelesti.

MILANO – L’attesa per il big match di San Siro cresce di ora in ora. L’A.C. Milan ha comunicato ufficialmente le modalità di vendita dei tagliandi per la gara Milan-Lazio, in programma sabato 29 novembre alle ore 20:45 presso lo stadio Giuseppe Meazza di Milano.


Dettagli Biglietti e Modalità di Vendita

La vendita per il settore ospiti sarà aperta dalle ore 12:00 di lunedì 10 novembre e terminerà alle ore 19:00 di venerdì 28 novembre.

  • Settore Ospiti: Terzo Anello Verde – Away Fan.
  • Capienza del settore: 4.159 posti.
  • Prezzo del biglietto: 29,00 € (più commissioni).
  • Canali di vendita: Circuito Vivaticket.com (online) e nei punti vendita autorizzati Vivaticket.

LIMITAZIONE FONDAMENTALE:

L’acquisto del tagliando nel settore ospiti è soggetto all’obbligo della Tessera del Tifoso-Fidelity SS Lazio Millenovecento.


Accesso e Parcheggio Gratuito a San Siro 🅿️

Il Milan ha fornito indicazioni precise per la logistica e l’accesso, offrendo un servizio importante per chi raggiunge Milano:

  • Parcheggio Gratuito: Il parcheggio del settore ospiti è gratuito, ma per accedervi è necessario esibire ai controlli il biglietto del Terzo Anello Verde.
  • Consiglio per l’Accesso: Si consiglia a tutti i tifosi, anche se a piedi, di passare dal parcheggio ospiti (via Federico Tesio vicino Via Harar) e di non recarsi direttamente all’ingresso n. 6 dedicato, poiché le attività di controllo e filtraggio verranno svolte in prossimità dell’area di sosta.

Ulteriori Informazioni

Per i tifosi con disabilità, l’AC Milan mette a disposizione un servizio di vendita a tariffa agevolata, riservato a chi è in possesso di certificazione di invalidità rientrante nelle categorie specificate dal comunicato (invalidità civile al 100%, necessità di assistenza continua, handicap con connotazione di gravità, ecc.).

Le richieste di accredito per i tifosi disabili devono essere inviate a: sansiropertutti@istciechimilano.it.



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Romagnoli in dubbio, chance per Provstgaard a San Siro

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Il giovane difensore danese Oliver provstgaard durante il riscaldamento con la Lazio: potrebbe sostituire Romagnoli contro l’Inter.

Non è ancora certa l’assenza di Alessio Romagnoli per la trasferta di San Siro, ma a Formello prevale la prudenza.
Il difensore biancoceleste è uscito all’intervallo contro il Cagliari per un fastidio al flessore: gli esami hanno escluso lesioni, ma rischiarlo contro l’Inter sarebbe un azzardo.

Considerando anche la pausa per le nazionali in arrivo, la soluzione più logica sembra quella di lasciarlo riposare, consentendogli di tornare al 100% per la gara del 23 novembre contro il Lecce.


Sarri studia le alternative

In caso di forfait, Maurizio Sarri ha tre possibili soluzioni per sostituire il numero 13:

  • Adam Marusic al centro, anche se l’emergenza sulle fasce lo rende poco plausibile;
  • Patric, finito ai margini;
  • oppure Oliver Provstgaard, il giovane difensore danese che il tecnico sta gradualmente inserendo nel gruppo.

La scelta più probabile è proprio l’ultima: Provstgaard titolare a San Siro.
Arrivato lo scorso gennaio come scommessa di prospettiva, con Marco Baroni aveva trovato pochissimo spazio, mentre con Sarri ha cominciato a ritagliarsi minuti e fiducia.


Buone prove ma ancora da testare

Il danese ha già giocato da titolare in due occasioni — nella sconfitta col Como e nella vittoria contro il Verona — mostrando personalità e una discreta solidità difensiva.
Non è ancora un pilastro, ma ha dimostrato di saper reggere la pressione.

Nel finale contro l’Atalanta e poi nel secondo tempo con il Cagliari, Provedskgaard ha dato buone risposte: attento nei duelli aerei, preciso nelle chiusure, ordinato nei movimenti.
Il punto di forza è la capacità nel gioco aereo, un aspetto che mancava in parte alla coppia Romagnoli-Gila.

Sui calci piazzati difensivi, il danese si è dimostrato affidabile, e la sua altezza può essere un’arma preziosa anche nell’area avversaria.


Un test da grande occasione

Contro l’Inter, però, sarà tutta un’altra storia.
Provstgaard si troverà davanti l’attacco più forte della Serie A, con giocatori rapidi e imprevedibili come Lautaro Martínez e Marcus Thuram.
La velocità negli spazi stretti non è il suo punto forte, e proprio per questo la sfida di San Siro sarà un test di maturità.

Giocare in un contesto simile — davanti a 70.000 spettatori — non è un’esperienza replicabile in allenamento.
Per questo Sarri considera la partita contro l’Inter un’occasione per capire se il giovane può diventare una vera alternativa di livello nella difesa del futuro.


Lazio, un’occasione per costruire

La stagione biancoceleste, finora, ha mostrato limiti ma anche segnali di crescita, soprattutto nella fase difensiva.
Non subire gol da quattro partite consecutive è il risultato di un lavoro corale e di un sistema che funziona.

Provstgaard rappresenta la possibilità di guardare avanti, costruendo un reparto solido per i prossimi anni.
Romagnoli, Patric e Gigot sono tutti oltre i trent’anni: il danese può essere il ponte generazionale che la Lazio cercava.

A San Siro, oltre ai tre punti, ci sarà anche un obiettivo silenzioso ma cruciale: testare un possibile titolare del futuro.



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Flamengo torna su Castellanos: la Lazio valuta la cessione

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Una foto del giocatore Valentin Castellanos, sorridente, durante un'intervista post-partita con un microfono DAZN.

Il Flamengo non si arrende e torna alla carica per Taty Castellanos.
Dopo i tentativi respinti la scorsa estate, il club brasiliano prepara una nuova offensiva per l’attaccante argentino della Lazio, considerato l’obiettivo numero uno per rinforzare il reparto offensivo in vista del 2025.

A riportarlo è il portale verdeoro egool.com.br, secondo cui la dirigenza rossonera avrebbe riallacciato i contatti con l’entourage del giocatore. L’intenzione del Flamengo è di presentare una nuova offerta nelle prossime settimane, sperando che le condizioni economiche e la situazione societaria della Lazio possano favorire un’apertura.


Le parole di Fabiani: “Non è in vendita nemmeno per 30 milioni”

Già in estate la Lazio aveva respinto tutte le proposte provenienti dal Sud America.
Il motivo era duplice: da un lato il blocco del mercato, che impediva di sostituire l’attaccante, dall’altro la volontà di Sarri di trattenere Castellanos almeno per un’altra stagione.

All’epoca, il direttore sportivo Angelo Fabiani aveva chiarito la posizione del club ai microfoni dello stesso sito brasiliano:

“Castellanos non è in vendita, nemmeno per 30 milioni di euro.”

Una dichiarazione forte, che aveva spento le speranze del Flamengo. Tuttavia, a distanza di qualche mese, lo scenario potrebbe cambiare.


Situazione diversa: mercato (forse) sbloccato a gennaio

Con la finestra invernale alle porte, la Lazio potrebbe finalmente tornare operativa sul mercato, anche se con vincoli di bilancio molto rigidi (“saldo zero”).
In questo contesto, ogni proposta concreta per il Taty potrebbe essere valutata con maggiore attenzione, specialmente se accompagnata da un’offerta convincente e dalla possibilità di reinvestire su un nuovo attaccante.

Secondo quanto riferisce anche il portale antenadosnofutebol.com.br, oltre al Flamengo si sarebbe riaffacciato anche il Palmeiras, il club di Felipe Anderson, che aveva già tentato un approccio nei mesi scorsi.


Il nodo Sarri: cedere solo con un sostituto

La posizione di Maurizio Sarri è chiara: la Lazio può anche pensare a una cessione, ma solo se arriverà un sostituto all’altezza.
L’allenatore toscano continua a ritenere Castellanos un giocatore utile, soprattutto per la capacità di sacrificarsi e fare pressing, qualità che oggi mancano ad altri elementi offensivi come Boulaye Dia.

Per questo, ogni decisione passerà attraverso il confronto diretto tra Sarri, Fabiani e Lotito.


Un equilibrio fragile

La situazione resta quindi in bilico.
Da un lato la Lazio ha bisogno di liquidità e di liberare spazio salariale; dall’altro, privarsi di Castellanos a stagione in corso significherebbe indebolire un reparto già povero di soluzioni.

Il rischio, per i biancocelesti, è quello di ripetere gli errori del passato: vendere un titolare senza avere in mano un sostituto pronto.
Per ora, quindi, la partenza di Castellanos resta solo un’ipotesi, ma il pressing del Flamengo potrebbe presto trasformarla in una trattativa concreta.




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Sarri non è il problema, ma sbaglia su Insigne e Ilic

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Maurizio Sarri durante una conferenza stampa della Lazio: il tecnico difende il suo progetto ma i nomi di Insigne e Ilic dividono tifosi e critica.

Maurizio Sarri non è il problema della Lazio. Anzi, probabilmente è la soluzione.
Il tecnico toscano sta facendo miracoli con una rosa corta, incompleta e costruita male. In un campionato dove la Lazio ha subito un calo evidente rispetto al passato, Sarri ha ridato solidità alla difesa e spirito di gruppo, pur lavorando con risorse limitate.

Le statistiche lo confermano: quattro partite consecutive senza subire gol, reparto arretrato quasi identico a quello dello scorso anno ma con un rendimento completamente diverso.
Un segnale chiaro del lavoro tattico e mentale svolto dal tecnico biancoceleste.


La Lazio di Sarri e il miracolo difensivo

Nella scorsa stagione la Lazio chiuse tra le prime dieci squadre con una delle peggiori difese del campionato.
Quest’anno, invece, la retroguardia è diventata una delle migliori della Serie A.
Non è un caso, ma il risultato della mano dell’allenatore.

Nonostante gli infortuni e un mercato estivo deludente, Sarri ha saputo dare identità, disciplina e equilibrio a una squadra in difficoltà.
Proprio per questo, sorprende la direzione che il tecnico sembra voler prendere sul mercato di gennaio.


Il nodo del mercato di gennaio

Secondo le indiscrezioni più recenti, i due nomi caldi indicati da Sarri sono Lorenzo Insigne e Ivan Ilic.
Due profili che dividono la tifoseria e sollevano più di un dubbio sulla strategia tecnica del club.

Partiamo da Insigne.
Nel 2019 o nel 2020 sarebbe stato un colpo entusiasmante: talento, esperienza e gol.
Ma nel 2025 il discorso cambia radicalmente.
Insigne è fermo da un anno, ha giocato tre stagioni in MLS a un livello nettamente inferiore alla Serie A e non mette piede in campo in Europa da troppo tempo.


Il rischio “colpo nostalgia”

Prendere oggi Insigne significherebbe puntare su un giocatore fuori ritmo, dal costo salariale importante e con un rendimento tutto da verificare.
Inoltre, arriverebbe a coprire un ruolo — quello di Zaccagni — che non è una priorità assoluta della squadra.
Sostituire un giocatore giovane e ancora in crescita con un trentatreenne fermo da mesi sembra più un salto nel passato che un passo avanti.

Un “colpo nostalgia” che rischia di appesantire il bilancio e togliere spazio a chi dovrebbe rappresentare il futuro della Lazio.


Il caso Ilic: da promessa a enigma

Il discorso non cambia per Ivan Ilic.
Il serbo, oggi al Torino, era stato uno dei giovani più promettenti del Verona, ma da quando ha lasciato gli scaligeri il suo rendimento è crollato.
Nel Torino di Baroni non trova spazio, fatica a imporsi e ha perso fiducia.

Pensare che possa rilanciarsi improvvisamente alla Lazio, in un ambiente molto più esigente e con pressioni elevate, appare poco realistico.
Ilic sarebbe un acquisto “a basso costo”, ma anche a basso impatto tecnico.


Servono giovani, non scommesse di ritorno

Se davvero la Lazio deve intervenire a gennaio, lo deve fare con una visione, non con operazioni nostalgiche o di comodo.
Meglio puntare su giovani in crescita, profili da formare e valorizzare nel tempo.

Insigne e Ilic, invece, rappresentano la via più semplice, ma anche la meno lungimirante.
Giocatori che non migliorano la rosa nel medio periodo e rischiano di bloccare la crescita di chi oggi potrebbe diventare protagonista.


La verità su Sarri

Nonostante tutto, Sarri resta un valore aggiunto.
Ha ridato ordine, ha ricompattato lo spogliatoio e ha rimesso in piedi una difesa che sembrava allo sbando.
Ma proprio perché è un tecnico di idee e principi, sorprende vederlo chiedere due calciatori che sembrano fuori contesto rispetto alla sua filosofia.

Sarri non è il problema della Lazio.
Ma su Insigne e Ilic, rischia di sbagliare



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Lazio, il mercato estivo del 2024 è stato un fallimento totale

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A un anno di distanza, il mercato estivo della Lazio è un disastro: sette acquisti, ma solo Dia è rimasto. Tutti gli altri ceduti, bocciati o fuori rosa.

A distanza di pochi mesi, il bilancio del mercato estivo 2024 della Lazio è impietoso.
Sette acquisti, milioni spesi, tante aspettative — e oggi, a novembre 2025, resta solo Boulaye Dia.
Gli altri sono stati ceduti, esclusi o bocciati.

Un quadro che fotografa in modo chiaro e drammatico la confusione gestionale e tecnica che regna a Formello.

Sette acquisti, un solo superstite

Nell’estate 2024 la Lazio aveva annunciato con entusiasmo l’arrivo di sette rinforzi:

  • Boulaye Dia (attaccante, ex Salernitana)
  • Tijjani Noslin (attaccante esterno)
  • Ibrahim Tchaouna (giovane talento francese)
  • Fisayo Dele-Bashiru (centrocampista nigeriano)
  • Samuel Gigot (difensore centrale ex Marsiglia)
  • Gaetano Castrovilli (centrocampista ex Fiorentina)
  • Nuno Tavares (terzino sinistro dal Nottingham Forest)

Una campagna acquisti che, sulla carta, doveva rilanciare la squadra dopo la deludente stagione 2023-24 e colmare il vuoto lasciato da Milinkovic-Savic, Felipe Anderson e Luis Alberto.
Oggi, però, quel progetto è già crollato.


Già due cessioni

Due giocatori non hanno nemmeno completato la stagione in biancoceleste.
Castrovilli, arrivato tra mille speranze dopo l’infortunio, è stato ceduto appena sei mesi dopo, senza mai convincere Sarri.
Simile il flop di Tchaouna, spedito via dopo una stagione incolore e pochissimi minuti in campo.

Due fuori rosa

La situazione è ancor più surreale con Gigot e Dele-Bashiru, oggi fuori rosa.
Il difensore francese, arrivato per portare esperienza e fisicità, è stato completamente escluso dalle rotazioni dopo le prime apparizioni deludenti.
Dele-Bashiru, presentato come il “nuovo Milinkovic”, non si è mai integrato nel gioco di Sarri, tanto da essere ormai ai margini del gruppo.

Il tecnico toscano, secondo diverse fonti, avrebbe già comunicato alla dirigenza la sua intenzione di metterli sul mercato a gennaio.

Verso altre cessioni a gennaio

E non finisce qui. Sarri ha chiesto di intervenire pesantemente nel mercato di riparazione, perché la rosa attuale è troppo corta e sbilanciata.
Tra i possibili partenti, oltre a Dele-Bashiru, ci sono anche Nuno Tavares e Noslin, entrambi deludenti e ormai fuori dai piani tecnici.

Il primo non ha convinto né per affidabilità difensiva né per atteggiamento, mentre l’olandese Noslin non ha mai trovato spazio stabile, mostrando limiti tattici e di adattamento.

L’unico sopravvissuto: Boulaye Dia

Resta soltanto Boulaye Dia, che pur senza brillare è l’unico a salvarsi dal disastro.
Il senegalese ha giocato con continuità, ma senza mai essere decisivo.
Nonostante qualche gol importante, le sue prestazioni restano altalenanti, e anche su di lui non mancano dubbi per il futuro.

Un fallimento di gestione

È chiaro che il mercato 2024 rappresenta uno dei più grandi fallimenti della gestione Lotito-Fabiani.
La Lazio ha speso male, puntando su profili non adatti al sistema di Sarri e senza una visione a lungo termine.
Mancano scouting, programmazione e coerenza tecnica.

Non si tratta solo di errori di valutazione, ma di una strategia assente, in cui si compra tanto per riempire i vuoti, senza pensare all’integrazione nel progetto tattico.


Le conseguenze

Il risultato è una squadra che, nonostante qualche vittoria, resta fragile, corta e priva di alternative valide.
Sarri è costretto a spremere sempre gli stessi 11, mentre molti degli acquisti dell’ultima estate sono già un lontano ricordo.

In un momento in cui i rivali investono con lungimiranza, la Lazio continua a vivere di errori e rimpianti.
Un’altra occasione sprecata per crescere, costruire e consolidare.



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Infermeria Lazio in Allarme Prima dell’Inter: Romagnoli Verso il Forfait, Preoccupano Rovella e Cancellieri. Nuno Tavares Ancora Ai Box

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Una rappresentazione visiva di un'infermeria sportiva, con dettagli che richiamano la Lazio, magari con bende o simboli medici su sfondo biancoceleste.

Tuttomercatoweb.com fa il punto sugli infortunati biancocelesti. Contro l’Inter probabile Provstgaard-Gila in difesa. Rovella rischia l’operazione per la pubalgia, mentre Cancellieri potrebbe saltare anche le gare post sosta.

ROMA – L’infermeria della Lazio continua a tenere in apprensione Maurizio Sarri in vista del big match di San Siro contro l’Inter. A ridosso dell’ultima partita prima della sosta per le Nazionali, il quadro degli infortunati non accenna a migliorare, anzi, si complica con nuove incertezze. Tuttomercatoweb.com ha fatto il punto della situazione, rivelando dettagli preoccupanti su alcuni elementi chiave.


Romagnoli Verso il Forfait Contro l’Inter

La notizia più fresca riguarda Alessio Romagnoli. Il difensore ha lasciato il campo all’intervallo della gara contro il Cagliari e, sebbene gli esami strumentali abbiano escluso lesioni gravi, lo staff medico predica la massima calma. Per questa ragione, è altamente probabile che a Milano, contro l’Inter, sia Provstgaard ad affiancare Gila al centro della difesa fin dal primo minuto. Un forfait pesante per il reparto arretrato biancoceleste.


Nuno Tavares Ancora Ai Box

Dall’infermeria non arrivano buone notizie neanche per Nuno Tavares. Inizialmente si sperava in un recupero per la trasferta di San Siro, ma il terzino portoghese resterà a riposo anche questa settimana per smaltire il problema al polpaccio accusato un paio di settimane fa. La sua assenza prolungata continua a limitare le scelte di Sarri sulle fasce.


Le Preoccupanti Condizioni di Rovella e Cancellieri

La situazione più allarmante riguarda però Niccolò Rovella e Andrea Cancellieri.

  • Andrea Cancellieri: L’attaccante è fermo dallo scorso 19 ottobre a causa di una lesione di primo grado al flessore. I suoi tempi di recupero potrebbero andare oltre l’iniziale stop di 20-30 giorni previsto. C’è il rischio concreto che Cancellieri sia costretto al forfait anche per le gare contro Lecce e Milan, che seguiranno la sosta.
  • Niccolò Rovella: Le condizioni del centrocampista restano da definire e sono fonte di grande preoccupazione. La terapia conservativa non sta risolvendo il problema di pubalgia che affligge Rovella ormai da due mesi. Si profila la possibilità di un intervento chirurgico, che lo terrebbe fermo per un periodo molto lungo, addirittura fino al 2026. Una prospettiva che, se confermata, rappresenterebbe un duro colpo per la mediana laziale.

La Lazio si avvicina dunque alla sfida contro l’Inter con un’infermeria affollata e diverse incertezze, che costringeranno Sarri a fare di necessità virtù nell’ultima gara prima della sosta.



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Sarri ha trovato il suo centrocampo titolare

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Toma Basic esulta con enfasi dopo aver segnato un gol con la maglia della Lazio, simbolo della sua ritrovata titolarità.

Da settimane Maurizio Sarri ha smesso di toccare il centrocampo.
Un dato che racconta più di mille parole: il tecnico biancoceleste sembra aver finalmente trovato il suo equilibrio tattico e i tre uomini di riferimento per la mediana della Lazio.

Prima della trasferta di Genova, il tecnico aveva reinserito in lista Toma Basic, ormai arrivato con il Cagliari alla sesta partita consecutiva da titolare o subentrante. Poi, con il rientro di Matteo Guendouzi dopo il doppio turno di squalifica, l’allenatore ha scelto di non cambiare più nulla.


Il trio delle certezze: Cataldi, Guendouzi e Basic

Dal derby in poi, il centrocampo biancoceleste non si è più toccato.
Sarri ha affidato la regia a Danilo Cataldi, la grinta e la copertura dinamica a Guendouzi, e l’equilibrio tattico al croato Basic, che ha saputo trasformarsi da alternativa a titolare affidabile.

Un mix che ha dato stabilità, risultati e continuità.
Non a caso, da quella partita con la Roma la Lazio non ha più perso, inanellando una serie di prestazioni convincenti contro Atalanta, Juventus, Pisa e Cagliari.

La squadra ha ritrovato solidità difensiva, ma anche un baricentro più equilibrato.
Guendouzi porta intensità, Cataldi detta i tempi e Basic garantisce copertura sulle transizioni. Una chimica nata quasi per necessità, ma che oggi rappresenta il punto di forza del sistema di Sarri.


Un terzetto nato per caso, diventato un pregio

A inizio stagione, nessuno avrebbe immaginato questo trio come titolare.
Le scelte erano condizionate dagli infortuni di Rovella, dalle difficoltà di inserimento di Dele-Bashiru e dal calo di rendimento di alcuni interpreti.

Il 4-3-3 classico di Sarri ha subito oscillazioni tattiche, con momenti di passaggio al 4-2-3-1 per sopperire alle assenze. Ma col tempo il tecnico ha riscoperto l’importanza di continuità e automatismi, e ha scelto di non toccare più l’assetto di mezzo.

E ora, anche in vista del big match con l’Inter, tutto lascia pensare che Sarri si affiderà ancora a loro.
I tre centrocampisti sono in piena sintonia, la condizione cresce e l’intesa migliora partita dopo partita.


I numeri che certificano la fiducia

Cataldi e Guendouzi hanno quasi lo stesso minutaggio stagionale: rispettivamente 700 e 710 minuti, quarto e quinto nella classifica dei più impiegati da Sarri (dietro a Provedel, Gila e Marusic).

Il regista romano ha iniziato da titolare 7 delle 10 gare disputate, restando fuori solo contro il Verona.
Basic, invece, ha collezionato 413 minuti, lo stesso bottino di Cancellieri e poco sotto Castellanos (430’): un dato che fotografa la sua importanza crescente.


Continuità e solidità, le basi per risalire

Con questo trio la Lazio ha ritrovato identità e risultati, ma anche una solidità difensiva che mancava da mesi.
Le ultime quattro partite senza subire gol non sono un caso: il centrocampo protegge la retroguardia, filtra e riparte con ordine.

Per Sarri, questa stabilità è il punto di partenza per costruire la rimonta in campionato.
Nessuna rivoluzione tattica, ma una scelta di coerenza: puntare su chi garantisce equilibrio, dedizione e spirito di sacrificio.

Se la Lazio riuscirà a risalire in classifica, buona parte del merito sarà di questo terzetto, nato per necessità e diventato simbolo di solidità.



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Le promesse mancate di Claudio Lotito: la Lazio che non cresce

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Claudio Lotito durante una conferenza stampa: le promesse non mantenute tra Academy Lovati, Flaminio e sponsor fantasma continuano a dividere i tifosi della Lazio.

Da anni Claudio Lotito promette una Lazio moderna, organizzata e ambiziosa, ma la realtà racconta una storia diversa.
Dalle parole ai fatti il passo sembra lunghissimo, e la pazienza dei tifosi biancocelesti sta per esaurirsi.

L’Academy “Bob Lovati”: progetto fantasma

Era il 26 maggio 2014 quando Lotito presentò con orgoglio il progetto dell’Academy “Roberto Lovati”, una struttura destinata a riunire a Formello il settore giovanile e la prima squadra, sul modello dei grandi club europei.
Doveva essere il simbolo di una Lazio in crescita, una casa biancoceleste all’avanguardia per formare i talenti del futuro.

Sono passati undici anni e dell’Academy non c’è traccia.
Zero lavori, zero aggiornamenti, solo rendering e comunicati di facciata.
Un progetto rimasto sulla carta, come tanti altri sogni biancocelesti.

Lo sponsor fantasma

Altro capitolo, la telenovela del main sponsor.
Da mesi la Lazio gioca senza marchio sulla maglia, con una perdita economica stimata di diversi milioni di euro.
A luglio si parlava di Aeroitalia, con tanto di cifre (5 milioni a stagione) e di data per l’annuncio ufficiale: il 14 ottobre.
Il giorno è passato, la partita con l’Atalanta pure, ma dello sponsor nessuna traccia.

Una mancanza che pesa, sia sul piano economico che su quello d’immagine.
La maglia biancoceleste resta pulita, ma non per scelta stilistica: è il simbolo di una società ferma, che non riesce a monetizzare il proprio brand.

Il Flaminio: il sogno infinito

Ogni mese la stessa storia: “Entro fine mese la Lazio presenterà i documenti per avviare l’iter del nuovo Stadio Flaminio”.
Ogni mese la promessa cade nel vuoto.
Il progetto, annunciato come imminente più volte nel 2023 e nel 2024, non è mai approdato agli uffici comunali.

Il risultato? Nessuna data, nessuna certezza, solo attese e slogan.
Nel frattempo, la Roma ha fatto passi concreti per il suo impianto, mentre la Lazio resta intrappolata nelle dichiarazioni.

Il falconiere e il mercato bloccato

Anche le promesse più “minori” sono rimaste sospese.
Il nuovo falconiere, che avrebbe dovuto sostituire Bernabé dopo anni di onorato servizio, è scomparso dai radar da giugno.
Un simbolo, piccolo ma significativo, di una gestione che annuncia e non realizza.

Sul fronte sportivo, poi, il discorso è ancora più grave:
Lotito aveva assicurato lo sblocco del mercato di gennaio, ma a novembre non si sa ancora se la Lazio potrà operare liberamente o sarà di nuovo vincolata dai paletti federali.

Tanti annunci, pochi fatti

Sono promesse che pesano, soprattutto perché si ripetono da anni.
Ogni stagione Lotito parla di “crescita, infrastrutture, organizzazione”, ma la realtà è una Lazio che resta ferma mentre gli altri club si evolvono.

Nel 2025 la società biancoceleste è ancora senza sponsor, senza stadio di proprietà, senza Academy e con un futuro economico incerto.
La gestione oculata, un tempo fiore all’occhiello del presidente, oggi appare come un freno alla crescita del club.

Conclusione

Parlare di “società solida” non basta più.
La Lazio ha bisogno di fatti, non di annunci.
Il tempo delle promesse è scaduto, e i tifosi biancocelesti lo sanno bene.

Finché i progetti rimarranno solo parole, la Lazio resterà una grande storia… ferma al palo.



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Romagnoli, sospiro di sollievo: escluse lesioni al flessore

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Angelo Fabiani colloquio serio Formello Alessio Romagnoli

Arrivano finalmente buone notizie dall’infermeria di Formello.
Dopo la paura per l’uscita anticipata di Alessio Romagnoli nella gara contro il Cagliari, gli esami strumentali effettuati oggi hanno escluso lesioni muscolari al flessore.

Il difensore biancoceleste, sostituito all’intervallo da Provstgaard, aveva accusato un fastidio alla coscia sinistra e le sue condizioni avevano destato preoccupazione, soprattutto in vista del prossimo impegno contro l’Inter.

Nessuna lesione, ma stop precauzionale

Secondo quanto appreso da La Lazio Siamo Noi, gli accertamenti medici hanno escluso lesioni strutturali.
Si tratta dunque solo di un affaticamento muscolare, che verrà gestito con prudenza dallo staff tecnico e sanitario della Lazio.

Romagnoli sarà out contro l’Inter, ma dovrebbe tornare a disposizione dopo la sosta per le nazionali, in tempo per la sfida del 23 novembre contro il Lecce all’Olimpico.

Maurizio Sarri e lo staff non vogliono correre rischi, considerando anche l’elevato numero di partite ravvicinate e i precedenti infortuni che hanno colpito la rosa in questa prima parte di stagione.

Una difesa da reinventare

L’assenza dell’ex Milan obbligherà Sarri a trovare soluzioni alternative per la trasferta di San Siro.
Con Gila ormai punto fermo della retroguardia, il tecnico potrebbe affidarsi a Patric o al giovane Provstgaard, in vantaggio su Marusic, che resterà sulla fascia destra.

Nonostante le difficoltà, la Lazio può contare su una difesa in grande crescita: i biancocelesti, infatti, non subiscono gol da quattro partite consecutive e vantano sei clean sheet in Serie A, seconda miglior difesa nei top cinque campionati europei dopo l’Arsenal.

Obiettivo Lecce

L’obiettivo ora è recuperare Romagnoli al meglio per la sfida interna contro il Lecce del 23 novembre, quando Sarri spera di poter contare anche sul rientro di Castellanos e Nuno Tavares.
La pausa rappresenta un’occasione preziosa per ricaricare le energie e ritrovare alcuni titolari importanti, in vista di un dicembre fitto di appuntamenti cruciali.

Conclusione

Sospiro di sollievo, dunque, per la Lazio e per i tifosi biancocelesti.
Romagnoli non ha riportato lesioni e, con qualche giorno di riposo, tornerà presto a guidare la linea difensiva.
Un segnale positivo per Sarri, che potrà contare ancora una volta sul suo leader in difesa nella seconda parte di stagione.



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Isaksen a sport.tv2.dk: “Ora Mi Sento Meglio, Pronto a Dare il Massimo per la Lazio e la Danimarca”

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Gustav Isaksen, calciatore della Lazio e della Nazionale danese, con un'espressione determinata e positiva, magari in un'immagine composita che unisce elementi di Lazio e Danimarca.

Gustav Isaksen commenta il suo momento di forma alla Lazio e guarda ai prossimi impegni con la Nazionale. “Un mese fa giocavo poco, ora mi diverto ad aiutare la squadra. Contro l’Inter un’ultima gara importante prima della sosta.”

ROMA – Dopo il gol decisivo contro il Cagliari e una ritrovata titolarità, Gustav Isaksen sta vivendo un momento di crescita significativo alla Lazio. L’esterno danese ha commentato il suo stato di forma ai microfoni di sport.tv2.dk, parlando della sua esperienza in biancoceleste e dei prossimi impegni con la Nazionale.


Il Momento alla Lazio: “Ora Mi Sento Meglio”

Isaksen ha ammesso le difficoltà iniziali legate allo scarso minutaggio, ma ha evidenziato come la situazione sia ora migliorata, con la gioia di poter essere un elemento importante per la squadra.

“Un mese fa avevo giocato poco, solo dieci minuti, quindi ovviamente è stato un po’ difficile quando sono tornato in Nazionale. Ora mi sento meglio, mi sono divertito ad aiutare la squadra. Prima della sosta per le Nazionali dobbiamo giocare una gara contro l’Inter.”

Parole che riflettono la fiducia ritrovata e la volontà di continuare a contribuire, a partire dalla difficile sfida di San Siro contro l’Inter, ultima gara prima della pausa.


La Danimarca e le Partite Importanti

Il pensiero di Isaksen è già rivolto anche agli impegni con la Nazionale danese, consapevole dell’importanza delle prossime sfide.

“Con la Danimarca giocheremo due partite davvero importanti, non sarà semplice, non so se andremo al Mondiale o meno. Penso però che sono arrivate nel momento giusto, io mi sento bene e sono pronto a dare il massimo per la mia Nazionale.”



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Inter-Lazio: Chivu Contro Sarri a San Siro. Dove Vedere il Big Match e Le Probabili Formazioni

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Una veduta notturna dello Stadio Meazza-San Siro a Milano illuminato, pronto per la sfida di Serie A tra Milan e Lazio. (Contiene menzione del canale DAZN e Fire TV Stick per l'affiliazione).

Manca meno di una settimana al posticipo dell’11a giornata di Serie A che vedrà Inter e Lazio sfidarsi a San Siro. Entrambe le squadre arrivano da vittorie importanti. Tutte le informazioni su dove seguire il match in diretta TV e streaming e le probabili formazioni.

MILANO – Manca meno di una settimana al big match di San Siro che vedrà l’Inter affrontare la Lazio nel posticipo della domenica, valido per l’11a giornata di Serie A. L’appuntamento è fissato per domenica 9 novembre alle ore 20:45 allo Stadio Meazza, l’ultima partita prima della sosta per le nazionali.

Entrambe le formazioni arrivano all’appuntamento con il morale alto, reduci da due successi importanti, seppur sofferti, rispettivamente contro Verona e Cagliari. La sfida si preannuncia avvincente, con i nerazzurri di Cristian Chivu pronti a mettere alla prova la solidità ritrovata della Lazio di Maurizio Sarri.


Dove Vedere Inter-Lazio in TV e Streaming

La partita dello Stadio Meazza-San Siro di Milano, in programma domenica 9 novembre alle ore 20:45, verrà trasmessa in esclusiva su DAZN.

Sarà possibile seguire il match in streaming live e on demand tramite l’app ufficiale di DAZN, disponibile su Smart TV, PC, smartphone, tablet o console di gioco.


Le Probabili Formazioni

Inter (3-5-2): Sommer; Akanji, Bisseck, Bastoni; Dumfries, Barella, Calhanoglu, Sucic, Dimarco; Lautaro Martinez, Pio Esposito. All.: Cristian Chivu.

Lazio (4-3-3): Provedel; Lazzari, Gila, Provstgaard, Marusic; Guendouzi, Cataldi, Basic; Isaksen, Dia, Zaccagni. A disp.: Mandas, Furlanetto, Patric, Pellegrini, Hysaj, Vecino, Belahyane, Noslin, Pedro. All.: Maurizio Sarri.


Situazione Infortunati e Ballottaggi in Casa Lazio

Mister Sarri dovrà ancora fare a meno di alcuni elementi importanti. Tra gli assenti certi figurano Nuno Tavares, Rovella, Cancellieri e Castellanos, oltre ai fuori lista Gigot e Dele-Bashiru. A questi, con ogni probabilità, si aggiungerà Romagnoli, uscito all’intervallo nel match contro il Cagliari per un problema muscolare.

In caso di forfait di Romagnoli, sarà Provstgaard a prendere il suo posto al fianco di Gila al centro della difesa. Sulle fasce, Lazzari (in vantaggio su Pellegrini) e Marusic agiranno davanti a Provedel in porta.

A centrocampo si riaccende il ballottaggio tra Vecino e Basic, che si giocano l’ultima maglia da titolare nel terzetto completato da Guendouzi e Cataldi. Finora il croato ha spesso avuto la meglio.

Pochi dubbi, invece, in attacco: va ancora verso la conferma il tridente visto nelle ultime gare, composto da Isaksen, Dia e Zaccagni. Più indietro nelle gerarchie, al momento, Noslin e Pedro.



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Mendieta, lo scherzo che costò 90 miliardi alla Lazio

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Gaizka Mendieta ai tempi della Lazio: il retroscena dell’affare da 90 miliardi e lo scherzo del Valencia che costò carissimo a Cragnotti.
Gaizka Mendieta ai tempi della Lazio: il retroscena dell’affare da 90 miliardi e lo scherzo del Valencia che costò carissimo a Cragnotti.

Uno dei trasferimenti più costosi — e disastrosi — della storia della S.S. Lazio torna a far parlare di sé.
Oggi, a distanza di oltre vent’anni, un clamoroso retroscena sull’affare Gaizka Mendieta riporta alla luce gli anni d’oro (e folli) della gestione Sergio Cragnotti.

A svelarlo è stato Manuel Llorente, ex direttore sportivo del Valencia, in un’intervista a un quotidiano spagnolo.
Llorente ha raccontato come un semplice scherzo, durante una cena in un ristorante italiano, riuscì a far lievitare il prezzo del giocatore e a convincere la Lazio ad alzare l’offerta fino alla cifra record di 90 miliardi di lire.

Lo scherzo del Real Madrid

Secondo il racconto di Llorente, la trattativa tra Valencia e Lazio era quasi chiusa, ma Cragnotti stava cercando di limare la richiesta economica per il centrocampista spagnolo.
Nel bel mezzo della cena, l’allora dirigente del Valencia ricevette una telefonata da sua moglie e si allontanò dal tavolo.
Quando tornò, con un sorriso ironico, disse:

“Scusate, era il Real Madrid. Hanno appena rilanciato per Mendieta.”

Una bugia totale. Ma bastò quella frase per far scattare l’allarme in casa Lazio.
Cragnotti, che temeva di perdere il suo grande obiettivo di mercato a favore dei “galacticos”, decise di rilanciare immediatamente l’offerta, portandola alla cifra astronomica di 90 miliardi di lire (circa 45 milioni di euro).

Lo scherzo funzionò perfettamente: il Valencia chiuse l’affare e Mendieta sbarcò a Roma.

L’acquisto più costoso e il flop più clamoroso

Nell’estate del 2001, la Lazio, reduce dallo scudetto e da anni di grandi investimenti, aveva bisogno di un nuovo leader dopo le partenze di Verón e Nedvěd.
Mendieta, stella del Valencia finalista di Champions League, sembrava il nome perfetto per raccoglierne l’eredità.
Il centrocampista basco, elegante e tecnico, arrivò a Roma come uno dei migliori d’Europa.

Ma l’impatto fu disastroso.
Il calcio italiano si rivelò ostico per lui: ritmi diversi, tattica più rigida, ambientamento complicato.
Mendieta apparve spaesato, lento, poco incisivo.
Non riuscì mai a imporsi, diventando presto uno dei più grandi flop della storia biancoceleste.

Un errore che costò carissimo

Quell’investimento pesò come un macigno sui conti della Lazio.
La società, già esposta da anni di spese folli, fu costretta a vendere diversi big per rientrare economicamente.
Da lì iniziò la parabola discendente dell’era Cragnotti, che di lì a poco si sarebbe conclusa con il crollo finanziario del gruppo Cirio e la cessione del club.

Il Valencia, invece, fece l’affare del secolo.
Incassò una cifra record e, come racconta oggi Llorente con orgoglio, “bastò uno scherzo per guadagnare altri 8 miliardi di lire”.

Mendieta dopo la Lazio

Dopo una sola stagione in biancoceleste, Mendieta fu ceduto al Barcellona e poi al Middlesbrough, dove chiuse la carriera lontano dai riflettori.
Nonostante il talento indiscusso, non riuscì mai più a raggiungere i livelli mostrati in Spagna.

La sua esperienza romana resta un simbolo: quello degli anni in cui la Lazio poteva sognare in grande, ma anche commettere errori enormi.

Conclusione

A distanza di oltre vent’anni, lo “scherzo del Real Madrid” è una lezione amarissima nella storia biancoceleste:
la Lazio più ricca di sempre, ingannata da una semplice battuta, che finì per pagare il prezzo più alto.



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Storia Lazio: La vera storia della fondazione della Lazio

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I nove fondatori della Lazio nel 1900 a Piazza della Libertà: la nascita della prima squadra della Capitale raccontata attraverso la storia di Luigi Bigiarelli.

«La prima squadra della Capitale». Così la S.S. Lazio ama definirsi, e non a torto.
Ma quando è nata realmente la Lazio? Chi l’ha fondata? E perché?
Per rispondere bisogna tornare indietro nel tempo, fino a un freddo martedì di gennaio del 1900 — o forse addirittura prima.

Le origini: un sogno nato nel 1898

Secondo lo storico e giornalista Mario Pennacchia, autore del libro Storia della Lazio, l’idea di fondare una società sportiva nacque già nel 1898, due anni prima della data ufficiale di fondazione.
Protagonista assoluto fu Luigi Bigiarelli, un giovane romano appassionato di sport e ispirato dalla prima Olimpiade moderna di Atene (1896).

Bigiarelli, insieme al fratello Giacomo e a un gruppo di amici tra i 15 e i 20 anni, voleva creare una società sportiva libera, non riservata alle élite dell’epoca. L’obiettivo era fondare un club popolare, aperto a tutti, capace di promuovere i valori dello sport e dell’aggregazione.

Piazza della Libertà, 9 gennaio 1900

Il sogno divenne realtà martedì 9 gennaio 1900, quando nove ragazzi si riunirono a Piazza della Libertà, nel quartiere Prati, per fondare ufficialmente la Società Podistica Lazio.
Fu Bigiarelli stesso a proporre il nome:

“C’è già la Ginnastica Roma, ma noi dobbiamo essere qualcosa di più grande. Dobbiamo rappresentare tutta la nostra regione: il Lazio.”

I colori scelti — bianco e celeste — furono un omaggio alla Grecia, patria delle Olimpiadi, e simbolo di purezza, lealtà e passione sportiva.

I primi anni: la nascita del calcio a Roma

Inizialmente la Lazio praticava discipline come corsa, marcia, nuoto e canottaggio. Ma già dal 1901 il calcio entrò a far parte delle attività ufficiali.
A portare il primo pallone fu Bruno Seghettini, socio del Racing Club di Parigi, che arrivò a Roma con un prezioso dono: una sfera di cuoio originale proveniente dalla Francia.
Secondo la leggenda, Seghettini mostrò come si giocava calciando il pallone così forte da rompere una finestra vicina.

La Lazio iniziò a disputare partite ufficiali nel 1902, partecipando ai primi tornei organizzati a Roma e nel resto d’Italia.

Perché nel 1910 nasce la “Lazio Football Club”

Spesso qualche tifoso romanista, o certi articoli mal documentati, sostengono che la Lazio “calcio” sia nata solo nel 1910, quando venne registrata ufficialmente la sezione calcistica.
In realtà si tratta di un falso storico.
La sezione calcio fu formalmente registrata nel 1910 solo per adeguarsi alle nuove norme della Federazione Italiana Gioco Calcio (FIGC), che richiedevano una sezione specifica per il football.
Ma la Lazio giocava già a calcio da almeno otto anni.

Le prove storiche

A confermare la fondazione del 1900 ci sono diversi documenti ufficiali, tra cui un trafiletto pubblicato da Il Messaggero il 10 gennaio 1900, che annunciava la nascita della “Società Podistica Lazio”.
Perché un giornale così importante avrebbe dedicato spazio a un gruppo di ragazzi appena ventenni?
Probabilmente grazie all’interessamento delle famiglie dei fondatori, che inviarono alla redazione un resoconto della serata storica di Piazza della Libertà.

Il simbolo di un’identità

Da quel momento la Lazio divenne la prima società sportiva della Capitale, e la prima dell’intero centro-sud d’Italia.
Una storia di pionieri, di passione e di orgoglio, che ancora oggi rappresenta le radici della tifoseria biancoceleste.

Oltre un secolo dopo, la Lazio non è solo un club di calcio, ma un simbolo di identità, libertà e tradizione.
Un’eredità che parte da una piazza e da nove ragazzi, ma che appartiene ormai a milioni di tifosi in tutto il mondo.



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Le rivalità storiche della Lazio: non solo la Roma

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Tifosi della Lazio festanti in Tribuna Monte Mario con sciarpe biancocelesti.
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Quando si parla di rivalità nel calcio italiano, il derby di Roma è senza dubbio una delle sfide più sentite al mondo. Ma per la Lazio la Roma non è l’unica rivale storica.
Nel corso dei decenni, la tifoseria biancoceleste ha intrecciato legami di odio sportivo con diverse squadre, in Italia e in Europa, creando un mosaico di passioni, ricordi e tensioni che raccontano più di un secolo di storia.


Roma: la rivalità eterna

Ovviamente, la prima avversaria non può che essere la Roma.
Il derby della Capitale è la partita più attesa della stagione, quella che può salvare o rovinare un intero campionato.
Vincere il derby significa trionfare sull’orgoglio cittadino, mentre perderlo è un dramma sportivo e personale per ogni tifoso.
È una sfida di identità, di quartieri, di appartenenza: Lazio contro Roma è molto più di una partita.


Napoli: tensioni e divieti

Tra le rivalità più accese troviamo quella con il Napoli.
Già dagli anni ’90 si registrarono scontri e episodi spiacevoli, come il tristemente noto striscione offensivo esposto nel 1998 dai tifosi partenopei.
Da allora, il rapporto tra le due tifoserie è rimasto teso, al punto che spesso le trasferte Lazio-Napoli e Napoli-Lazio vengono vietate per motivi di ordine pubblico.


Milan: dal gemellaggio con l’Inter all’odio sportivo

Un’altra rivalità storica è quella con il Milan, alimentata anche dal gemellaggio che unisce la Lazio all’Inter.
Negli anni ’90, quando le due squadre si contendevano lo scudetto, l’ostilità crebbe ulteriormente.
Molti tifosi laziali non hanno mai dimenticato la stagione 1998-99, quando accusarono il Milan di “aver rubato” il titolo alla squadra di Sven-Göran Eriksson.
Gli anni successivi, con il trasferimento di Nesta e Stam in rossonero, non hanno fatto che esasperare questa frattura.


Atalanta e Fiorentina: rivalità politiche e sportive

La rivalità con l’Atalanta è di natura doppia: politica e sportiva.
La curva bergamasca, storicamente di sinistra, e quella laziale, di destra, si sono spesso scontrate negli anni.
Gli scontri verbali tra Inzaghi e Gasperini non hanno fatto che riaccendere la miccia.

Anche con la Fiorentina i rapporti non sono mai stati idilliaci.
Negli anni ’90 e 2000, Lazio e Viola si contendevano posizioni di vertice e obiettivi importanti.
L’episodio dell’indifferenza dei tifosi viola dopo la morte di Gabriele Sandri, romanissimo e laziale, peggiorò ulteriormente i rapporti.


Brescia, Juventus e altre rivalità italiane

Con il Brescia esiste una rivalità meno nota ma molto sentita, legata ai gemellaggi dei bresciani con i milanisti.
Nel 1998 ci furono violenti scontri a Milano tra tifosi della Lazio, del Milan e del Brescia, durante la finale di Coppa Italia.

Anche la Juventus figura tra le rivali storiche.
L’arroganza percepita della dirigenza bianconera e gli scontri diretti per lo scudetto nei primi anni 2000 hanno alimentato un sentimento di antipatia reciproca.


Le rivalità europee: Marsiglia, Arsenal e Atletico Madrid

Sul fronte internazionale, la Lazio ha vissuto alcune rivalità memorabili.
Con l’Olympique Marsiglia, tutto nacque da un’amichevole negli anni ’90, quando venne sottratto uno striscione agli ultras francesi.
Da allora, le partite tra Lazio e OM sono sempre state ad alta tensione, con pesanti incidenti a Marsiglia e a Roma.

Anche con l’Arsenal esiste un’antipatia sportiva, legata al famoso scontro tra Mihajlović e Vieira in Champions League.
Più recente la rivalità con l’Atletico Madrid, “ereditata” dal gemellaggio con il Real. Tuttavia, la presenza in panchina di Simeone, ex idolo biancoceleste, ha stemperato i toni negli ultimi anni.


Conclusione

La Lazio, la squadra più antica del centro-sud, porta con sé un bagaglio di rivalità unico nel panorama calcistico italiano.
Un’eredità di passione, identità e contrasti, che racconta la storia non solo di una società, ma di una città intera.



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Lazio, allarme in difesa: si ferma anche Romagnoli

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Maurizio Sarri durante l'allenamento a Formello vigilia Lazio Genoa 2026

Non arrivano buone notizie da Formello per Maurizio Sarri.
Alla lunga lista di indisponibili si aggiunge anche Alessio Romagnoli, costretto a fermarsi per un problema muscolare che lo mette in dubbio per il big match di domenica contro l’Inter.

Come riportato da Il Messaggero, il difensore biancoceleste si sottoporrà oggi agli esami strumentali per capire l’entità dell’infortunio, ma le sensazioni non sono positive. La Lazio rischia così di perdere un altro tassello fondamentale della propria retroguardia, proprio nel momento in cui la difesa stava ritrovando solidità e continuità di rendimento.


Nuno Tavares ancora ai box

Neanche Nuno Tavares riuscirà a recuperare in tempo.
Il terzino sinistro, alle prese con una lieve lesione al polpaccio rimediata prima della gara con la Juventus, sperava di poter tornare tra i convocati, ma dovrà rimandare il rientro alla prossima settimana, contro il Lecce.
Sarri lo aspetta, così come attende il ritorno di Castellanos, anche lui vicino al recupero ma non ancora pronto per scendere in campo.


Infermeria piena: fuori anche Rovella e Cancellieri

Il quadro dell’infermeria è sempre più preoccupante.
Rovella e Cancellieri proseguono con i rispettivi programmi di riabilitazione, ma difficilmente torneranno a disposizione prima della pausa.
Il centrocampista ex Monza non è ancora al 100% dopo il problema muscolare che lo tiene fermo da settimane, mentre l’esterno offensivo lavora a parte per ritrovare la condizione.

In questo scenario, Sarri dovrà nuovamente fare di necessità virtù e affidarsi ai soliti noti.


Il programma verso Lazio-Inter

Dopo il giorno di riposo concesso oggi, la squadra tornerà ad allenarsi domani con una doppia seduta: tattica al mattino e lavoro atletico nel pomeriggio.
Venerdì è in programma un allenamento pomeridiano, mentre sabato ci sarà la rifinitura mattutina prima della sfida di domenica sera all’Olimpico.

La pausa successiva al match con l’Inter sarà una vera e propria boccata d’ossigeno per il gruppo biancoceleste, con alcuni giocatori — tra cui Mandas, Isaksen e Marusic — che partiranno per gli impegni con le rispettive nazionali.


Conclusione

La Lazio si presenta dunque al confronto con l’Inter in piena emergenza, ma con la consapevolezza di poter contare su un gruppo compatto, capace nelle ultime settimane di collezionare quattro clean sheet consecutivi.
Un test di maturità per la squadra di Sarri, chiamata ancora una volta a superare i propri limiti fisici e mentali.



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Lazio Academy, il progetto fantasma della “Lovati Academy”

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Formello, sede della Lazio: a 11 anni dall’annuncio di Lotito, l’Academy Lovati resta un progetto fantasma mai realizzato.

Era il 26 maggio 2014 quando Claudio Lotito presentò con orgoglio la “Lazio Academy Roberto Lovati”, un progetto ambizioso destinato — nelle intenzioni — a rivoluzionare il settore giovanile biancoceleste. Un centro d’eccellenza, moderno e integrato, che avrebbe dovuto riunire a Formello la prima squadra e tutte le giovanili, seguendo il modello dei grandi club europei.

L’idea era chiara: creare un polo unico, un vero campus sportivo e formativo che unisse calcio, scuola e crescita personale. Il tutto nel nome di Roberto Lovati, storico portiere, allenatore e dirigente laziale, simbolo di professionalità e appartenenza.
Un progetto che nelle parole del presidente doveva rappresentare “il futuro della Lazio, un punto di riferimento per i giovani di tutta Italia”.

Undici anni dopo, siamo nel 2025, e di quella Academy non c’è più traccia. Nessuna inaugurazione, nessuna struttura dedicata, nessun segnale concreto. Solo rendering, annunci e conferenze stampa finite nel nulla.


Promesse, ritardi e silenzi

Dopo il clamore iniziale, il progetto è lentamente sparito dai radar.
Negli anni, la società ha parlato di “ritardi burocratici”, “autorizzazioni comunali” e “modifiche al piano originario”. Ma a oggi nessuna Academy è mai stata costruita.

A Formello, la realtà è molto diversa da quella promessa nel 2014:

  • il settore giovanile continua ad allenarsi in strutture separate,
  • non esistono campi dedicati esclusivamente alle squadre Under,
  • e la “Casa Lazio” immaginata come polo di innovazione è rimasta solo un titolo di presentazione.

Nel frattempo, altri club italiani — da Milan a Roma, passando per Atalanta e Sassuolo — hanno completato e modernizzato i propri centri sportivi, diventando modelli di formazione e scouting. La Lazio, invece, è ferma al palo.


Un’occasione persa per tutto il movimento

Il progetto Lovati avrebbe potuto rappresentare un salto di qualità epocale per il vivaio biancoceleste, oggi uno dei più sottovalutati d’Italia nonostante i risultati della Primavera.
Una struttura d’eccellenza avrebbe permesso di trattenere i giovani più promettenti, attirarne altri e creare un vero legame tra settore giovanile e prima squadra.

Invece, nel 2025, il sogno è svanito tra silenzi e dimenticanze.
Nessun cantiere, nessuna novità, nessuna spiegazione ufficiale.
L’Academy Lovati è diventata un simbolo di promesse mancate, come tante altre opere annunciate nel corso dell’era Lotito.


Il silenzio che pesa

Negli ultimi mesi, né la società né il presidente hanno più accennato al progetto.
Eppure, ogni tanto, il tema torna tra i tifosi: “Che fine ha fatto l’Academy Lovati?” è una domanda che riemerge puntuale sui social, specchio del disincanto generale.

La Lazio continua a parlare di “programmazione”, “strutture”, “progetto giovani”, ma senza basi reali.
E senza quell’Academy, la distanza con i grandi club europei è destinata ad aumentare.


Conclusione

Undici anni dopo l’annuncio in pompa magna, della Lazio Academy Lovati non rimane nulla se non un comunicato e qualche foto d’archivio.
Un progetto nato per unire il futuro biancoceleste che oggi, paradossalmente, rappresenta uno dei suoi più grandi rimpianti.



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Sarri prepara la mini-rivoluzione di gennaio: via in quattro, obiettivi Insigne e Ilic

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Scontro Sarri Lotito Fabiani Formello Lazio crisi società

Dopo il chiarimento interno che ha riportato serenità a Formello, ora servono i fatti. Maurizio Sarri ha ottenuto garanzie: il mercato invernale sarà l’occasione per correggere una rosa costruita con limiti evidenti e rinforzare i reparti dove la Lazio ha accusato maggiori difficoltà.

La sessione di gennaio si avvicina e il Comandante vuole gestire direttamente ogni movimento. La linea è chiara: per ogni uscita dev’esserci una sostituzione scelta e approvata dal tecnico.

Secondo Il Messaggero, la società e l’allenatore hanno già trovato una prima convergenza: Dele-Bashiru, Belahyane, Noslin e Nuno Tavares sono i principali indiziati a lasciare il club nelle prossime settimane. Profili poco funzionali, che non hanno convinto Sarri nella prima metà di stagione e che libererebbero slot preziosi per innesti più adatti alle sue idee.

🎯 Gli obiettivi: Insigne e Ilic in cima alla lista

Sarri sa che a gennaio non potrà chiedere colpi di primissima fascia. Avrebbe voluto Zielinski, ma i costi restano proibitivi. Per questo ha fatto il nome di Ivan Ilić, ritenuto il compromesso ideale: giovane, tecnico, già testato in Serie A e perfetto per la mediana a tre.

Ma la novità più rumorosa porta a un nome che accende subito la piazza: Lorenzo Insigne.
Lo storico pupillo di Sarri è attualmente svincolato e aspetta solo una chiamata per volare a Roma. L’allenatore lo considera un “usato sicuro”: conosce il suo sistema, garantisce qualità immediata e porterebbe esperienza in un attacco che sta vivendo una stagione difficile.

🛡️ Terzino e regista: attenzione ai nodi Tavares e Rovella

Sul fronte difensivo, tutto ruota attorno a Nuno Tavares: se partirà, Sarri ha già indicato un nome apprezzato dal suo staff — Aaron Martin del Genoa. Profilo affidabile, già integrato nel campionato italiano e meno anarchico del portoghese.

A centrocampo, invece, aleggia un punto interrogativo pesante: Rovella.
Il regista è ancora fermo ai box, e Sarri non vuole correre rischi: Cataldi può essere l’alternativa, ma serve un’altra soluzione se l’ex Monza non recupererà in tempi brevi.

🧠 Sarri detta la linea

L’allenatore lo sa: non sarà un mercato stellare. Ma ha posto una condizione chiara alla dirigenza:

“Pochi colpi, ma giusti. E scelti per il mio calcio.”

La fiducia verso il tecnico è tornata, la Lazio è in ripresa e la solidità difensiva ritrovata dà speranza. Ora serve però un passo in avanti nella costruzione della squadra, dove l’efficacia offensiva rimane il punto critico.

Gennaio sarà la prova del nove: mini-rivoluzione o semplice maquillage?

Conclusione

La Lazio non farà follie, ma proverà a correggere la rotta.
Sarri ha tracciato le priorità:

  • via i profili non funzionali,
  • dentro giocatori pronti e adatti al suo calcio,
  • nessuna improvvisazione.

Il campo ha rimesso la squadra in carreggiata. Ora tocca alla società non disperdere questo momentum.



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Che fine ha fatto lo sponsor della Lazio?

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Main sponsor Lazio: AeroItalia e la svalutazione del brand

Che fine ha fatto lo sponsor della Lazio? La domanda è semplice, la risposta – come sempre quando si parla di comunicazione biancoceleste – è un mistero.

I giornali ne erano certi: il 14 ottobre 2025 la Lazio avrebbe annunciato il nuovo main sponsor. Il nome era già uscito, Aeroitalia, e anche le cifre: circa 5 milioni di euro a stagione.

Non solo: gli stessi articoli specificavano che Claudio Lotito si era imposto una scadenza precisa, perché il giorno successivo – il 15 ottobre – era previsto il Consiglio di Gestione per definire il quadro del bilancio annuale. Insomma, una data “strategica”, come la definivano i quotidiani economici e sportivi.

Oggi però, un mese dopo, nessun annuncio ufficiale. Né comunicati, né conferenze stampa, né conferme da parte del club.
Silenzio totale.

💰 La promessa (mancata) di 5 milioni

La trattativa con Aeroitalia sembrava chiusa in ogni dettaglio.
Le indiscrezioni parlavano di un contratto biennale, con opzione per il terzo anno, e una cifra complessiva intorno ai 5 milioni.

L’accordo avrebbe portato respiro alle casse della Lazio, ancora prive di un main sponsor fisso dopo la fine della partnership con Binance, e rappresentato un segnale importante di ripartenza dopo un’estate difficile, segnata dal mercato bloccato e dalle proteste dei tifosi.

Eppure, dal 14 ottobre in poi, tutto si è fermato.
Nessun logo sulla maglia, nessun post sui social, nessuna menzione nei comunicati ufficiali.

🕵️‍♂️ Cosa è successo davvero?

Le ipotesi, come spesso accade in casa Lazio, sono più delle certezze.

  • Ipotesi 1: trattativa saltata all’ultimo minuto.
    Possibile che, durante le ultime fasi, siano emersi dettagli contrattuali o garanzie economiche non pienamente soddisfatte da una delle due parti.
  • Ipotesi 2: rinvio strategico per motivi di bilancio.
    L’accordo potrebbe essere stato posticipato all’anno solare 2026 per motivi contabili, in modo da registrare i ricavi nel prossimo esercizio.
  • Ipotesi 3: divergenze sulla visibilità.
    Aeroitalia, come ogni sponsor, chiede visibilità: maglia, cartelloni, backdrop, spot TV.
    La Lazio, storicamente, ha avuto difficoltà nel gestire il marketing integrato, e non sarebbe la prima volta che i tempi di comunicazione si allungano (vedi Binance e Mizuno).
  • Ipotesi 4: Erano notizie fatte uscite ad arte. La notizie dello sponsor è stata fatta uscire per portare un po’ di positività nell’ambiente Lazio per far credere che Lotito stesse veramente risolvendo uno dei cronici problemi della sua gestione, ma in realtà o non c’era nessuna trattativa o la trattativa era tutt’altro che chiusa.

⚠️ Il problema strutturale: marketing fermo

Il ritardo non è un caso isolato, ma l’ennesima conferma di un marketing inefficiente.
In 22 anni di gestione Lotito, la Lazio ha avuto stagioni intere senza sponsor, perdendo milioni in ricavi commerciali e visibilità.

In un calcio moderno dove ogni club di Serie A moltiplica gli accordi commerciali – tra digital partner, sleeve sponsor e collaborazioni internazionali – la Lazio resta ferma agli anni 2000.

E il risultato è chiaro:

  • meno ricavi,
  • meno investimenti,
  • meno competitività.

Il tutto mentre il presidente, nelle ultime interviste, continua a ripetere:

“La Lazio è una società solida, lavoriamo per il futuro.”

Sì, ma il futuro – senza sponsor – rischia di restare sempre uguale al presente.

🏁 Conclusione

Il 14 ottobre è passato, il 15 anche.
Il bilancio è stato chiuso, ma dello sponsor nessuna traccia.
E ancora una volta, la Lazio perde tempo, opportunità e credibilità.

Perché, nel calcio moderno, non basta essere solidi: bisogna anche essere organizzati.
E in casa biancoceleste, l’organizzazione del marketing resta il vero tallone d’Achille.



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Lotito: “Ho deciso di restare”. Per la Lazio è un segnale d’allarme

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Il Direttore Sportivo della Lazio Angelo Fabiani durante una conferenza stampa o intervista.
"Dopo la sconfitta contro il Bologna, la Lazio sceglie il silenzio stampa, ma Angelo Fabiani si assume la responsabilità di commentare gli errori della squadra. Leggi le sue parole e la decisione di evitare commenti negativi."

Le parole pronunciate da Claudio Lotito alla Rai dopo la vittoria della Lazio contro il Cagliari sono passate forse inosservate ai più, ma nascondono – secondo molti osservatori – un messaggio chiaro e preoccupante per il futuro del club biancoceleste.

“Probabilmente non sono gradito perché vorrebbero che me ne andassi, ma ho deciso di rimanere e queste contestazioni strumentali mi rendono ancora più determinato nel mio cammino”.

Quella frase – “Ho deciso di rimanere” – ha il sapore di una chiusura definitiva alla possibilità di una cessione della società.
Eppure, secondo diversi segnali raccolti negli ultimi mesi, Lotito avrebbe realmente valutato l’idea di vendere la Lazio, per la prima volta nei suoi ventidue anni di gestione.


⚙️ Pressioni politiche e tensioni interne

Le proteste dei tifosi davanti alla sede di Forza Italia e al Parlamento avrebbero, secondo alcuni retroscena, creato non pochi imbarazzi all’interno del partito.
Non si tratterebbe, quindi, solo di malumore calcistico, ma di pressioni politiche che avrebbero spinto qualcuno vicino a Lotito a consigliargli di riflettere sulla possibilità di un passo indietro.

Il senatore biancoceleste, dopotutto, non è un imprenditore che vive di calcio: la Lazio è stata, negli anni, la piattaforma che lo ha portato dall’anonimato alla ribalta politica e mediatica nazionale.
Cedere il club, per lui, significherebbe perdere centralità e visibilità, e tornare nell’ombra.


💰 Dalla crisi estiva al “no” definitivo

L’estate 2024 è stata probabilmente il punto più basso della gestione Lotito:

  • mercato bloccato;
  • proteste della tifoseria;
  • Sarri vicino alle dimissioni;
  • rapporti interni logorati;
  • sponsor ancora assente.

In quei mesi, l’ipotesi di una cessione aveva preso forza.
Si parlava di fondi arabi, Red Bull, imprenditori italiani e perfino di gruppi americani interessati.
Tuttavia, secondo diverse fonti, le continue voci e speculazioni – spesso infondate – avrebbero irritato Lotito, spingendolo a blindare la propria posizione.

Da qui la frase di lunedì: “Ho deciso di rimanere”.
Un messaggio diretto non solo ai tifosi, ma anche a chi – nel mondo politico e finanziario – stava osservando con attenzione le mosse del patron biancoceleste.


📉 Un modello ormai in crisi

Al di là delle parole, i numeri raccontano una realtà difficile.
La Lazio è passata dal secondo posto del 2023 a due settimi posti consecutivi, con un mercato ridotto all’osso e una gestione finanziaria in sofferenza.

Il direttore sportivo Fabiani aveva promesso un “progetto giovani”, ma la realtà dice altro: rosa corta, zero plusvalenze e l’ennesimo mercato di riparazione che dovrà autofinanziarsi.
Secondo indiscrezioni, la Lazio dovrà vendere prima di comprare, e probabilmente realizzare anche plusvalenze per riequilibrare i conti.

A questo si aggiunge l’assenza di uno sponsor principale, nonostante mesi di annunci e trattative mai concretizzate.
Un problema serio per i ricavi, già ridotti dall’assenza dalle coppe europee.


⚠️ Una società ferma, un calcio che corre

Mentre club come Inter, Milan, Juventus e Roma continuano ad aumentare il fatturato e a consolidare il proprio brand internazionale, la Lazio sembra invece ferma, intrappolata in un modello gestionale che non riesce più a generare crescita.

“Il sistema Lotito è fallimentare”, scrive Vittorio Campanile.
“Il calcio moderno si regge su ricavi, strutture, sponsor e investimenti.
Noi invece stiamo affondando, e la frase ‘ho deciso di rimanere’ rischia di essere una condanna.”

Senza un cambio di passo – o di proprietà – la Lazio rischia di restare prigioniera della propria dimensione: una squadra solida, ma sempre più lontana dall’élite del calcio italiano.




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Lotito e le solite frasi: accetta solo i complimenti

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Una foto di Claudio Lotito, presidente della Lazio, con un'espressione decisa o arrabbiata, mentre parla ai giornalisti.

L’unica cosa brutta delle vittorie della Lazio è che Claudio Lotito torna a parlare.
Sì, perché come ogni leader negativo, Lotito si nasconde quando le cose vanno male e riappare quando c’è da prendersi i meriti.

Quando la Lazio perde o entra in crisi, Lotito scompare, scarica la colpa su altri e si trincera dietro il silenzio.
Quando invece arriva una vittoria – come contro il Cagliari – rieccolo davanti ai microfoni con le sue frasi fatte di repertorio, come quella dell’“impermeabile” o dell’“accettare solo le critiche costruttive”.

Frasi che, dopo 22 anni di presidenza, non ingannano più nessuno.


🧥 “Accetto solo le critiche costruttive”: una bugia

Lotito ha dichiarato:

“Io accetto le critiche costruttive, non quelle personali.”

Parole che, però, non trovano riscontro nella realtà.
In oltre due decenni di gestione, Lotito non ha mai ammesso un errore, non ha mai fatto autocritica, non ha mai risposto concretamente alle osservazioni – spesso legittime – di giornalisti, tifosi o addetti ai lavori.

E gli esempi sono infiniti.

Quando la Svista amministrativa ha bloccato il mercato estivo della Lazio, invece di prendersi la responsabilità, Lotito ha accusato “le gestioni precedenti” e “l’eredità di Cragnotti”.
Quando gli è stato chiesto se si fosse trattato di un errore, la risposta è stata disarmante:

“Non è stato un errore, ma una svista.”

Come si può accettare una critica se non si ammette mai di sbagliare?


💰 Marketing, sponsor e investimenti: 22 anni di occasioni perse

Uno dei punti più dolenti è il marketing.
In oltre vent’anni, la Lazio ha avuto un main sponsor in meno della metà delle stagioni.
Non per motivi estetici, ma per pura incapacità di gestione commerciale.

Il main sponsor porta ricavi fondamentali, soldi da reinvestire nel mercato o nelle strutture.
Eppure Lotito non ha mai riconosciuto questa lacuna, né ha mai presentato un piano credibile di crescita del brand Lazio.

Lo stesso discorso vale per lo stadio, per il settore giovanile, per il progetto Binance – un’enorme occasione sprecata.
La criptovaluta della Lazio poteva essere un canale per attirare nuovi tifosi internazionali e generare profitti.
Invece, nulla: l’accordo si è spento nel silenzio generale, senza idee né strategie.

E quando si solleva il problema, Lotito risponde sempre con lo stesso ritornello:

“La Lazio è una società solida.”

Sì, ma ferma. Ferma in tutto.


⚙️ Il paradosso del “presidente perfetto”

Lotito non sbaglia mai.
Non ha mai detto “ho sbagliato”, mai “migliorerò”, mai “cercheremo di fare meglio”.
Ogni critica è vista come un attacco personale, ogni opinione diversa come un’offesa.

E questo è il vero problema:
un presidente che non ascolta nessuno, che si circonda di persone incapaci di contraddirlo, che decide tutto da solo e poi si stupisce se la Lazio non cresce.

Chi osa metterlo in discussione, viene allontanato.
Dirigenti come Tare, Rao o altri professionisti che hanno lasciato Formello lo hanno fatto anche per questo: è impossibile lavorare con chi crede di avere sempre ragione.


⚠️ Un sistema che non regge più

Oggi la Lazio è ottava in classifica, con quattro partite senza subire gol ma ancora fuori dall’Europa.
Ha un mercato bloccato, nessuno sponsor ufficiale, incassi ridotti e un bilancio che non può più sostenere la competitività.

Eppure Lotito continua a dire che non serve spendere di più per vincere.
Nel 2025, con i prezzi di mercato esplosi e i club europei che investono in intelligenza artificiale, marketing e strutture, la Lazio resta ferma agli anni 2000.

Lui parla di “solidità”, ma la verità è che il sistema Lotito non è più sostenibile.
Per crescere servono investimenti, competenza, visione. Non impermeabili.


💬 Conclusione

Lotito dice di accettare le critiche costruttive.
La realtà è che accetta solo i complimenti.
Finché non cambierà atteggiamento – o finché non lascerà il club – la Lazio resterà prigioniera di un modello vecchio, chiuso e autocompiaciuto.

E per i tifosi biancocelesti, questo è il vero dramma.



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Lazio di ferro: 6 clean sheet, solo l’Arsenal fa meglio

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Provedel: il portiere della Lazio dolorante in campo dopo un intervento.
Ivan Provedel in volo durante Atalanta-Lazio, autore di una prestazione decisiva che rilancia la sua stagione.

La Lazio continua a costruire la sua rinascita dalle fondamenta: quelle della difesa.
Dopo la vittoria per 2-0 contro il Cagliari, i biancocelesti hanno raggiunto quota sei clean sheet in Serie A, diventando la squadra meno battuta del campionato.
Un dato che certifica il lavoro di Maurizio Sarri e la crescita collettiva di un gruppo che, dopo un avvio difficile, ha trovato finalmente equilibrio e solidità.

🧱 La miglior difesa della Serie A

Se l’attacco fatica ancora a decollare, la retroguardia laziale è diventata un vero e proprio muro.
Nelle ultime quattro partite – contro Atalanta, Juventus, Pisa e Cagliari – la Lazio non ha subito gol, mostrando compattezza, concentrazione e un Provedel tornato sui livelli dello scorso anno.

In totale, con sei clean sheet in campionato, la squadra di Sarri guida la classifica difensiva della Serie A, davanti a Inter, Bologna e Torino.

Una svolta importante se si pensa che nella passata stagione la Lazio aveva iniziato con una media di un gol subito a partita, faticando a ritrovare l’organizzazione che aveva permesso di chiudere il campionato 2022/23 come seconda miglior difesa d’Italia.

🌍 Solo l’Arsenal fa meglio in Europa

Il dato diventa ancora più significativo se confrontato con i principali campionati europei.
Tra Serie A, Premier League, Liga, Bundesliga e Ligue 1, solo una squadra ha fatto meglio della Lazio: l’Arsenal, che ha collezionato 7 clean sheet.

La formazione biancoceleste è dunque la seconda miglior difesa nei top 5 campionati europei, davanti a colossi come Real Madrid, Bayern Monaco e Paris Saint-Germain.

Un risultato che certifica non solo la solidità del pacchetto arretrato, ma anche la capacità di Sarri di adattarsi a un calcio più pragmatico, basato sull’organizzazione e sul lavoro di squadra.

⚙️ Il segreto: la fase difensiva collettiva

A fare la differenza non sono solo i singoli, ma l’intero assetto.
Romagnoli e Gila hanno trovato continuità, Provedel è tornato a trasmettere sicurezza, mentre gli esterni Lazzari, Marusic e Pellegrini stanno interpretando al meglio i compiti difensivi.

Sarri ha costruito una fase difensiva di squadra, in cui anche i centrocampisti partecipano attivamente al pressing e alla chiusura delle linee di passaggio.

“Non abbiamo grandi individualità, ma siamo un gruppo che lavora insieme – ha spiegato Sarri dopo la vittoria col Cagliari –. Non prendere gol è fondamentale per una squadra come la nostra.”

🏁 La Lazio riparte da qui

Se davanti manca ancora il killer instinct dei tempi di Immobile e Luis Alberto, la Lazio ha ritrovato la sua forza nel saper non subire.
E in un campionato equilibrato e tattico come quello italiano, partire da una difesa solida può fare la differenza.

Con l’Inter all’orizzonte, la sfida sarà mantenere questo equilibrio anche contro attacchi di livello superiore.
Ma intanto i numeri parlano chiaro: la Lazio è tornata una delle difese più forti d’Europa.



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Lotito: “Critiche strumentali? Mi rendono più forte”

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Claudio Lotito durante una conferenza stampa allo Stadio Olimpico.

Dopo la vittoria della Lazio contro il Cagliari, il presidente Claudio Lotito è tornato a parlare ai microfoni della Rai, affrontando diversi temi: dalle critiche ricevute nelle ultime settimane al futuro del calcio italiano e al progetto di crescita del club biancoceleste.

Un intervento deciso, nel quale il numero uno della Lazio ha ribadito la propria posizione e risposto con fermezza a chi lo contesta.


🗣️ “Indifferente alle critiche, ma solo se distruttive”

Lotito ha esordito parlando del clima che si respira intorno all’ambiente laziale, sempre più diviso tra contestazioni e difesa del progetto societario:

“Sono abituato a portare l’impermeabile d’estate e d’inverno, mi scivola tutto addosso soprattutto quando le critiche non sono costruttive.
Io accetto le critiche che sono funzionali alla crescita del club, dobbiamo essere tutti protesi per raggiungere gli obiettivi, compresa la tifoseria.”

Il presidente biancoceleste ha quindi invitato tutto l’ambiente a remare nella stessa direzione, sottolineando come la divisione interna non porti benefici alla squadra né alla società.

“Bisognerebbe chiedere agli interessati perché assumono questi atteggiamenti.
Probabilmente non sono gradito perché vorrebbero che me ne andassi, ma ho deciso di rimanere e queste contestazioni strumentali mi rendono ancora più determinato nel mio cammino.”

Parole che confermano la volontà di Lotito di continuare il proprio progetto con la Lazio, nonostante la contestazione di parte della tifoseria.


Il commento sul calcio italiano e il caso Milan-Como

Il presidente è intervenuto anche su un tema di attualità extracampo: l’ipotesi di Milan-Como da giocare a Perth, in Australia.
Lotito ha espresso un’opinione lucida ma critica verso un sistema che, a suo dire, fatica ancora a valorizzare il proprio potenziale economico e organizzativo.

“Mettere in luce il nostro calcio a livello internazionale è positivo per i ricavi, ma poi si scontra con una realtà che purtroppo dimostra che non ha tutto questo appeal economico.
Tutti gli esperimenti fatti fino a oggi non hanno trovato riscontri a livello pratico.”

Lotito ha quindi auspicato una svolta gestionale nel calcio italiano, basata su una visione moderna e su strutture più solide:

“Speriamo che con il tempo ci si convinca che organizzarsi in una certa maniera consenta di creare le condizioni per rendere il calcio affidabile, riconosciuto in termini di qualità sportiva e strutturale.”

Un discorso che riflette l’attenzione del presidente biancoceleste ai bilanci e alla sostenibilità economica, temi che da sempre caratterizzano la sua gestione.


🦅 Una Lazio in crescita dopo settimane difficili

Le parole di Lotito arrivano dopo un periodo turbolento, segnato da tensioni interne e da risultati altalenanti.
La vittoria contro il Cagliari, però, ha riportato serenità, permettendo alla squadra di Sarri di risalire in classifica e ritrovare fiducia.

Lotito, da parte sua, ribadisce di voler proseguire il proprio percorso con determinazione, difendendo un modello di gestione che privilegia la stabilità economica rispetto agli investimenti rischiosi.



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Lazio-Cagliari 2-0: Isaksen e Zaccagni riportano il sorriso

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Gustav Isaksen durante il riscaldamento pre-partita di Lazio-Bologna allo Stadio Olimpico.

La Lazio ritrova la vittoria all’Olimpico superando il Cagliari per 2-0.
Un successo prezioso, sofferto ma meritato, che conferma i segnali di crescita intravisti contro Juventus e Atalanta.
A decidere la gara sono stati Gustav Isaksen e Mattia Zaccagni, gli esterni d’attacco su cui Maurizio Sarri continua a costruire la nuova identità biancoceleste.


⚪🔵 Una vittoria costruita con pazienza

La partita è stata più difficile del previsto.
Nel primo tempo la Lazio ha sprecato almeno tre occasioni clamorose con Basic, Marusic e Zaccagni, incapaci di capitalizzare la superiorità territoriale.
Il Cagliari, dal canto suo, ha avuto due buone chance, ma la difesa biancoceleste – sempre più solida – ha retto.

Senza Luis Alberto, la manovra laziale è meno imprevedibile.
Manca quel centrocampista capace di inventare l’assist perfetto, ma la squadra di Sarri ha imparato a costruire coralmente.

Isaksen decisivo ancora una volta

Il primo gol nasce da un’azione personale di Gustav Isaksen, che riceve da Guendouzi, si accentra e sorprende Scuffet con un tiro preciso.
Nonostante non fosse considerato assist da fantacalcio, la giocata del danese è stata da campione: forza, dribbling e personalità.

Il secondo sigillo arriva grazie a un errore della difesa del Cagliari, ma Zaccagni è bravissimo a calciare di prima intenzione all’incrocio dei pali.

Isaksen, ancora una volta, ha mostrato tutto il suo potenziale: è l’unico della Lazio capace di saltare l’uomo e creare superiorità numerica, anche se deve migliorare in fase realizzativa.

🚨 Il problema del centravanti

Nota dolente della serata: Boulaye Dia.
Prestazione insufficiente, senza un tiro in porta e con pochissimo contributo alla manovra.
Sarri ha scelto di non sostituirlo subito per non umiliarlo, ma la Lazio ha giocato in dieci per gran parte del match.

Noslin, entrato nella ripresa, ha dato un po’ più di movimento ma non ha inciso.
Il confronto con Castellanos è inevitabile: l’argentino non è un bomber da 30 gol, ma almeno lotta, pressa e aiuta la squadra.

Senza un centravanti efficace, il peso offensivo ricade totalmente su Isaksen e Zaccagni, e questo è un rischio.

🧱 Difesa di ferro: quattro gare senza subire gol

C’è però un dato incoraggiante: la Lazio ha chiuso la quarta partita consecutiva senza subire gol.
Merito della solidità ritrovata di Romagnoli, della crescita di Gila e del rendimento costante di Provedel, sempre più leader.

Sarri ha costruito una fase difensiva corale, in cui tutti partecipano, e questo ha trasformato la Lazio in una squadra difficile da affrontare.

🏁 Prossima tappa: l’Inter

La vittoria con il Cagliari porta morale, ma la classifica resta corta.
La Lazio è ancora lontana dall’Europa, ma ha finalmente imboccato la strada giusta.
Il prossimo match contro l’Inter sarà un test verità: per capire quanto vale davvero questa squadra e se il percorso di crescita è concreto o solo momentaneo.



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Fabiani: “Mercato? Decideremo con Sarri, siamo vigili”

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Scontro Sarri Lotito Fabiani Formello Lazio crisi società

Il direttore sportivo della Lazio, Angelo Fabiani, ha rilasciato alcune dichiarazioni a margine dell’ultima gara di campionato, toccando temi legati al mercato di gennaio, alla collaborazione con Maurizio Sarri e alla gestione complessiva del club.

Parole che arrivano in un momento cruciale della stagione, con la squadra biancoceleste in crescita ma ancora alle prese con infortuni e un organico ridotto.


“Il calcio non è una scienza esatta”

Fabiani ha esordito con una riflessione che sintetizza bene la sua visione del calcio e del lavoro quotidiano in società:

“Il calcio non è una scienza esatta, pensate a Provedel che segna contro l’Atletico. Tornando al mercato, lo dico sempre: faremo una valutazione con il mister, lui dirà chi sarà ad uscire.”

Un riferimento simbolico — quello al gol storico di Provedel contro l’Atletico Madrid in Champions League — per sottolineare come nel calcio nulla sia scontato e come anche gli imprevisti possano diventare momenti chiave nella crescita di una squadra.


🧩 Mercato di gennaio: collaborazione totale con Sarri

Il direttore sportivo ha poi spostato l’attenzione sul prossimo mercato di riparazione, ribadendo l’importanza di un lavoro congiunto tra area tecnica e dirigenza:

“La società dovrà poi fare la sua parte e individuare i giocatori giusti per Sarri. Siamo sempre svegli e attenti.”

Una dichiarazione che lascia intendere come la Lazio non resterà immobile a gennaio, pur dovendo fare i conti con limiti economici e regolamentari.
Le mosse dipenderanno anche dalle eventuali cessioni: solo dopo aver chiarito la situazione in uscita, la società potrà intervenire per rinforzare la rosa a disposizione del tecnico toscano.


🔍 Obiettivo: continuità e equilibrio

Dopo le ultime settimane di risultati positivi, in casa Lazio si respira un clima di maggiore fiducia.
Fabiani ha voluto trasmettere un messaggio di equilibrio e concretezza, sottolineando che la programmazione del club guarda oltre la singola sessione di mercato.

La priorità resta quella di costruire un gruppo stabile, capace di competere nel lungo periodo e di valorizzare al meglio gli investimenti già fatti in estate.
Da questo punto di vista, la società si muoverà in sintonia con le esigenze del mister e con la situazione economica del club, in linea con la politica di sostenibilità promossa da Claudio Lotito.


🏁 Una Lazio che vuole restare competitiva

Il direttore sportivo ha infine ribadito la volontà di mantenere la Lazio su livelli competitivi, pur senza promesse eccessive:

“Siamo sempre vigili, il calcio è fatto di dettagli e di scelte ponderate. Sarri è parte integrante del progetto, ogni decisione sarà condivisa.”

Un messaggio chiaro, volto a rassicurare tifosi e ambiente: la Lazio non improvviserà, ma si muoverà con lucidità e attenzione, cercando profili che si integrino nel sistema di gioco di Sarri.



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Sarri: “Segnali di crescita, la Lazio sta maturando”

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Maurizio Sarri conferenza stampa Formello vigilia Juventus Lazio

La Lazio torna a vincere e convince anche sul piano del gioco.
All’Olimpico, i biancocelesti superano il Cagliari con una prestazione solida, segnata da compattezza e maturità tattica.
Nel post partita, ai microfoni di Sky Sport, Maurizio Sarri ha analizzato il successo e il percorso di crescita della squadra.


🎙️ Sarri: “Una vittoria da squadra matura”

“Vittoria che ci dà segnali di crescita. Il Cagliari non perdeva da agosto in trasferta. Ne siamo venuti a capo da squadra matura, che ha spinto sull’acceleratore quando c’era da spingere, e ha saputo soffrire quando c’era da soffrire. Credo che i ragazzi stiano crescendo, e che il nostro obiettivo di creare una base su cui costruire una squadra competitiva stia proseguendo.”

Una vittoria che, oltre ai tre punti, restituisce fiducia a un gruppo che aveva bisogno di conferme.
Dopo settimane di risultati altalenanti, la Lazio sembra aver ritrovato la propria identità: solidità difensiva, equilibrio e un’idea chiara di calcio.


📓 “Sul taccuino? Solo impressioni di campo”

Con il solito tono ironico, Sarri ha commentato le immagini che lo mostrano spesso intento a prendere appunti durante le partite:

“Cazzate. Sono impressioni da campo, mi scrivo il minuto per ricordare certi episodi. Così domani, a ricostruire la partita, invece di cinque ore ce ne metto due. Una volta risposi che scrivevo la lista della spesa per mia moglie.”

Una battuta che conferma il carattere schietto e autoironico del tecnico toscano, concentrato come sempre sui dettagli e sul lavoro quotidiano.


🧱 Difesa imbattuta con gli stessi undici

Nelle ultime settimane, la Lazio ha ritrovato una solidità difensiva che era mancata a inizio stagione.
Da quando Sarri ha deciso di schierare con continuità lo stesso undici, la squadra non ha più subito gol.

“Sai che non c’avevo fatto caso (ride, ndr). Ti ringrazio per la notizia. Non possiamo fare tante variazioni, abbiamo 6-7 giocatori in infermeria. Potevamo cambiare veramente poco.”

Un’ammissione che rivela anche le difficoltà numeriche dovute ai tanti infortuni, ma che conferma l’efficacia del blocco titolare scelto dal tecnico.


💬 “Isaksen ha ragione: la squadra è forte”

Sarri ha poi risposto alle parole di Gustav Isaksen, che dopo la gara aveva dichiarato che questa Lazio è “una squadra forte”:

“Di cazzate ne dico tante per riportare un’atmosfera positiva. Ma la squadra sta diventando mentalmente forte.
Ci manca un pizzico di qualità per competere ad alti livelli, ma è un gruppo che mi dà gusto allenare: segue e mette tutto quello che ha.”

Un riconoscimento implicito al lavoro e alla dedizione di un gruppo che sta ritrovando fiducia e spirito di sacrificio.


☎️ La telefonata dalla Fiorentina

Chiusura ironica su una curiosità di mercato che risale ai mesi scorsi:

“Telefonata da un dirigente della Fiorentina? Sì, ma avevo già firmato con la Lazio.
Questa chiamata è arrivata quando erano già sicuri che avevo firmato per i biancocelesti. Intempestiva? Eh sì (ride, ndr).”


⚪🔵 Una Lazio in crescita

La Lazio esce dalla partita contro il Cagliari con la sensazione di aver imboccato la strada giusta.
Consolidare risultati e continuità sarà ora la chiave per avvicinarsi alla zona Europa e chiudere un 2025 iniziato tra mille difficoltà ma che ora sembra finalmente promettere segnali di ripresa.



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Isaksen Eroe di Lazio-Cagliari: “Finalmente il Gol! Ora Vogliamo L’Europa. L’Esultanza? Dedicata al Taty”

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Gustav Isaksen, calciatore della Lazio e della Nazionale danese, con un'espressione determinata e positiva, magari in un'immagine composita che unisce elementi di Lazio e Danimarca.

Gustav Isaksen, autore del primo gol contro il Cagliari, si racconta a Sky e DAZN. Felice per il suo ritorno al gol e per la continuità della squadra: “Era troppo importante. L’Europa è l’obiettivo. Voglio aiutare il Taty”.

ROMA – Una conclusione imprendibile che ha sbloccato una partita difficile e lanciato la Lazio verso la vittoria. Gustav Isaksen è stato uno dei grandi protagonisti del 2-0 contro il Cagliari, e al termine del match ha espresso tutta la sua gioia ai microfoni di Sky Sport e DAZN, spesso in “condivisione” con il compagno Mattia Zaccagni.


Il Gol Tanto Atteso: “Finalmente!”

Il danese non ha nascosto la soddisfazione per il gol, atteso da tempo e arrivato in un momento cruciale.

“Quant’è importante questo gol? Mi verrebbe da dire ‘Finalmente’! Troppo importante per me e per la squadra, era una partita importante anche per i tifosi. Sono sei partite che non perdiamo. Il momento è buono, dobbiamo continuare.” (Sky Sport)

Un sospiro di sollievo che evidenzia il peso che questo gol aveva per l’esterno offensivo e per l’intero ambiente biancoceleste.


Continuità, Forza della Squadra e Obiettivo Europa

Isaksen ha sottolineato la buona forma della squadra, che sta inanellando risultati utili consecutivi.

“Questa era per la squadra, il gol mi mancava e sono felice di aiutare la squadra per i tifosi che sono sempre lì per me, voglio continuare.” (DAZN)

E sul futuro, l’obiettivo è chiaro:

“Europa? Sì, è l’obiettivo. Guardiamo solo avanti, siamo una squadra forte.” (Sky Sport)

Il danese crede nelle potenzialità della Lazio e nella sua capacità di raggiungere traguardi importanti.


L’Esultanza Dedicata al “Taty”

Un tocco di simpatia e spirito di squadra nel post partita. Isaksen ha rivelato un retroscena sulla sua esultanza.

“Esultanza? Era per il Taty che mi aveva detto prima della partita che dovevo segnare e fare la sua esultanza.” (DAZN)

Un gesto che mostra il legame con i compagni e il buon umore all’interno del gruppo.


Continuità e Gol: “Voglio Aiutare la Squadra e Fare Più Gol”

Infine, l’impegno per il futuro e la voglia di crescere ancora.

“Decimo con la Lazio? Voglio aiutare la squadra e fare più gol.” (DAZN)

Gustav Isaksen si conferma un elemento prezioso per la Lazio di Maurizio Sarri, non solo per le sue giocate, ma anche per l’atteggiamento positivo e la dedizione alla causa biancoceleste.



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Le Pagelle di Lazio-Cagliari 2-0: Isaksen e Zaccagni Eroi, Gila una Certezza. Sarri Gode per la Solidità Difensiva

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Gustav Isaksen, calciatore della Lazio e della Nazionale danese, con un'espressione determinata e positiva, magari in un'immagine composita che unisce elementi di Lazio e Danimarca.

I voti dei biancocelesti dopo il successo sull’Olimpico: Isaksen (7) sblocca, Zaccagni (7) la chiude. Gila (6,5) convince, mentre Provstgaard (6,5) si conferma. Sarri (7) festeggia il quarto clean sheet di fila.

ROMA – La Lazio batte il Cagliari per 2-0 e conquista tre punti fondamentali. Al di là dei gol decisivi di Isaksen e Zaccagni, la squadra di Maurizio Sarri ha mostrato ancora una volta una grande solidità difensiva, ottenendo il quarto clean sheet consecutivo. Vediamo nel dettaglio le prestazioni individuali dei biancocelesti e degli avversari.


Lazio: Le Pagelle

  • PROVEDEL 6,5: Nessuna parata complicata, ma è sempre reattivo sulle gambe, soprattutto nelle uscite fuori dall’area. Sicurezza.
  • LAZZARI 6,5: Torna titolare dopo l’ingresso in corsa nel turno infrasettimanale. Una bella prova, nel primo tempo aveva regalato un cross prezioso per Zaccagni.
    • Dal 73’ PELLEGRINI 6: Entra e tiene botta su Luvumbo, senza sbavature.
  • GILA 6,5: Solido nei duelli, mostra qualche affanno solo quando il Cagliari si inserisce coi centrocampisti. Non molla un centimetro.
  • ROMAGNOLI 6: Esce all’intervallo, la speranza è che non sia un infortunio importante. Fino a quel momento ordinato.
    • Dal 46’ PROVSTGAARD 6,5: Un altro ingresso convincente dopo quello a Pisa. Dimostra personalità e solidità.
  • MARUSIC 6,5: Si sposta a seconda del compagno sulla fascia opposta, garantendo equilibrio. Ci prova anche da fuori, ma Caprile gli nega la gioia con una bella parata.
  • GUENDOUZI 6,5: La partenza è preoccupante, con un errore goffo sul pressing di Esposito, ma si rifà subito dopo: pesca in verticale Isaksen e si getta a corpo morto sulla bomba al volo di Felici. Cresce con il passare dei minuti.
  • CATALDI 6: Più in difficoltà rispetto alle ultime gare, leggermente impreciso nei tocchi. A inizio partita aveva anche bucato su un cross di Palestra. Deve ritrovare lo smalto migliore.
  • BASIC 6: Titolare per la sesta volta consecutiva, ma forse tra tutte è stata la prestazione meno convincente. Poteva sbloccarla subito, ma calcia alto sulla traversa.
    • Dal 62’ VECINO 6: Non è ancora al meglio e si vede. Mezz’ora preziosa per aggiungere minuti nelle gambe.
  • ISAKSEN 7: Inizialmente fa arrabbiare, ma alla fine esultare! Sembrava un’altra partita “stile Pisa”, invece diventa un match “tipo quelle con il Napoli”. Finta, rientra, e la infila a giro con una prodezza pesantissima. L’uomo che sblocca la gara.
    • Dall’84’ PEDRO sv
  • DIA 5: Ha la maglia incollata e Sarri gli rinnova la fiducia, ma non riesce a incidere.
    • Dall’84’ NOSLIN sv
  • ZACCAGNI 7: Maltrattato da Mina e Borrelli a inizio gara (a chi lo tartassa, come al solito, vengono abbonati almeno un paio di falli). Fallisce un’occasione nel primo tempo, ma nel recupero si prende la soddisfazione meritata e chiude i giochi con un bel gol. Capitano vero.

ALL. SARRI 7: Non è una partita bellissima, anzi, la Lazio soffre perché il Cagliari sta messo bene in campo e riparte senza indugi. L’importante era aggiungere 3 punti alla classifica, ora sì interessante. Festeggia il quarto clean sheet di fila, il sesto totale in campionato, segno di una solidità ritrovata.


Cagliari: Le Pagelle

  • Caprile 6,5: Incolpevole sui gol, compie buoni interventi.
  • Zappa 5: In difficoltà sulla fascia.
  • Mina 6,5: Provocatore, ma anche roccioso.
  • Luperto 6: Fa il suo.
  • Palestra 5,5 (dal 79` Idrissi sv): Spinge meno del previsto.
  • Folorunsho 6,5 (dal 79` Pavoletti sv): Uno dei più attivi, sfiora il gol.
  • Prati 5,5: Non incide a centrocampo.
  • Adopo 5,5: Lotta, ma con poca qualità.
  • Gaetano 6 (dal 57` Felici 6): Qualche spunto, poi esce.
  • Borrelli 5,5 (dal 69` Kiliçsoy 5,5): Poco servito, non incide.
  • Esposito 5: Un po’ fumoso, non crea pericoli.


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Zaccagni Dopo Lazio-Cagliari 2-0: “Vittoria Importantissima, Ora Continuità. Per la Lazio Mi Faccio Anche Terzino”

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La distinta ufficiale di Cagliari-Lazio negli spogliatoi dell'Unipol Domus.

Il capitano biancoceleste Mattia Zaccagni analizza il successo contro il Cagliari: “Abbiamo fatto una buonissima gara, è importante non aver subito gol”. Promette impegno totale per la squadra, anche in ruoli inusuali, e punta all’Europa.

ROMA – Una vittoria importante, un gol che chiude la partita e un messaggio chiaro: la Lazio c’è. Mattia Zaccagni, autore del secondo gol nel 2-0 contro il Cagliari, è intervenuto ai microfoni di DAZN e Sky Sport nel post partita, analizzando il successo e il momento della squadra.


La Gioia della Vittoria e la Solidità Difensiva

Il capitano biancoceleste ha espresso tutta la sua soddisfazione per i tre punti conquistati.

“Una vittoria importantissima, abbiamo fatto una buonissima gara sotto tutti i punti di vista, è importante non aver subito gol.” (DAZN)

“Veniamo da un momento positivo, abbiamo dato continuità ai risultati, era quello che volevamo. Abbiamo tenuto la porta involata, dalla nostra compattezza rinascerà la Lazio.” (Sky Sport)

Zaccagni ha sottolineato come la solidità difensiva sia un punto di forza fondamentale per la squadra di Maurizio Sarri, evidenziando l’importanza del clean sheet.


Il Momento della Lazio: Continuità e Rientro Infortunati

Nonostante un inizio di stagione complicato, soprattutto a causa degli infortuni, la squadra ha saputo stringere i denti e trovare la quadra.

“Stagione? Partita male per infortuni ma siamo stati bravi a rimanere lì sul pezzo, a essere squadra. Non è facile ma ora stiamo avendo continuità di risultati, ora rientreranno molti infortunati. Non dimentichiamo che abbiamo tanti giocatori infortunati, questa Lazio nella difficoltà è uscita a rimanere unita.” (DAZN e Sky Sport)

Un segnale di unità e resilienza, che promette bene in vista dei prossimi impegni, con il rientro di giocatori chiave.


Obiettivi Personali e Impegno per la Squadra: “Anche Terzino”

Interrogato sui suoi obiettivi personali, Zaccagni ha messo sempre al primo posto il bene della squadra.

“Doppia cifra? Il mio obiettivo è sempre quello, però prima aiutare la squadra. E se in alcune partite c’è bisogno di fare il terzino, io lo faccio.” (Sky Sport)

Una dichiarazione che evidenzia l’attaccamento alla maglia e la piena disponibilità a sacrificarsi per il gruppo e per il mister.


Il Rapporto con Sarri: “Sempre Nervoso e Carico a Palla”

Non poteva mancare un commento sul tecnico Maurizio Sarri, noto per la sua intensità a bordo campo.

“Sarri? Il mister è sempre nervoso e carico a palla, ma sarà contentissimo oggi.” (DAZN)

Una battuta che sdrammatizza, ma conferma l’alta tensione e la passione che Sarri mette in ogni partita, a cui segue però la soddisfazione per i risultati.

La Lazio si prepara ora alla trasferta di San Siro contro l’Inter con rinnovato morale e la consapevolezza di aver trovato una buona continuità di risultati.



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