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Storia S.S. Lazio

Il primo presidente della nostra storia : Fortunato Ballerini

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Squadra della S.S. Lazio durante la stagione sportiva del 1902

Squadra della S.S. Lazio durante la stagione sportiva del 1902

Fortunato Ballerini è stato il primo presidente della Lazio. Nato a Sant’Angelo il 16 ottobre del 1852, detiene ancora oggi il record di presidente più longevo della sezione calcio, che guidò dal 1904 al 1924. L’ingresso di Ballerini nella Lazio ha a dir poco del leggendario. Non era né un atleta né uno dei soci fondatori. Nel 1902, alla partenza di una gara di marcia di 100 chilometri a cui partecipano Bigiarelli e gli altri atleti della Lazio, si presenta un distinto signore di 50 anni in abiti borghesi e con l’ombrello appeso al braccio. Tra lo stupore e l’ilarità dei presenti, decide di partecipare alla gara. Alla fine, oltre venti atleti abbandonano stremati, tra loro non c’è quel signore di mezza età che taglia invece regolarmente il traguardo, accolto da un vero e proprio boato. I ragazzi in biancoceleste, conquistati  dall’impresa di questo distinto signore, incaricano Tito Mastri di contattarlo“Un uomo come lei, è degno di diventare il presidente della Lazio”. Seppur lusingato, Fortunato Ballerini, impegnato come Segretario della Federazione Ginnastica, sulle prime fu costretto a declinare l’invito. Due anni dopo, però, accettò di diventare presidente della Lazio. Una scelta che gli costò cara, perché gli impedì di diventare direttore generale del Ministero di Grazia Giustizia, perché in quei tempi lo sport era visto come una divagazione, un qualcosa di poco serio.

Se negli anni la Lazio diventa temuta e rispettata a livello sportivo, il merito è tutto di Fortunato Ballerini. Vulcanico, è per tutti il “presidentissimo”. Per primo capisce che una società di calcio per diventare veramente grande ha bisogno di un campo su cui giocare e di una sede adeguata. Chiede e ottiene il campo dell’Uccelliera al Parco dei Daini a Villa Borghese. Fa demolire e spianare una montagna di rifiuti per costruire due campi da calcio circondati da una pista. Poi crea la sede della Lazio, a via delle Coppelle, nell’ex convento dei frati cappuccini in via Veneto. Da Parco dei Daini porta poi la Lazio al campo della Rondinella. La società cresce, la Lazio diventa una potenza del calcio del Sud Italia, ma è rispettata anche al Nord, al punto che viene invitata a Milano per l’inaugurazione del campo dell’Internazionale. Durante la prima Guerra Mondiale, l’attività di Ballerini non si ferma. Lui, vista l’età, non parte per il fronte, ma la Lazio paga un alto tributo alla Grande Guerra con la morte di alcuni suoi ragazzi, ricordata da una lapide fatta mettere al campo della Rondinella dal Presidente del Consiglio dei Ministri dell’epoca, Paolo Boselli, che tra l’altro è anche presidente onorario della società.

Sotto la sua presidenza, Fortunato Ballerini porta la Lazio a giocare tre finali per lo scudetto, purtroppo tutte perse: nel 1913 con la Pro Vercelli, nel 1914 con il Casale e nel 1923 con il Genoa. Senza contare lo scudetto del 1915, assegnato a tavolino dalla Federcalcio al Genoa senza far disputare la finale. E’ proprio lo strapotere economico delle squadre del Nord a segnare la fine del rapporto tra Fortunato Ballerini e la Lazio. Lui, uomo di estrazione olimpica, strenuo difensore dello sport “puro” non accetta la nuova realtà di un calcio che sta passando dal dilettantismo al professionismo. Si dimette dopo l’ennesimo scontro con i nuovi soci della Lazio, guidati da Olindo Bitetti, alla vigilia del 25° anniversario della fondazione.

L’uscita di scena dopo vent’anni del “presidentissimo” crea non poche turbolenze nell’ambiente, come testimoniano i tre presidenti in tre anni che si succedono alla guida della società (Giorgio Guglielmi, Gerardo Branca e Riccardo Barisonzo), prima dell’arrivo di un altro personaggio di grandissimo spessore: Remo Zenobi.

STEFANO GRECO

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