Gettare fango su Mauri e sulla Lazio non è reato…

MAURINel giorno in cui viene riportata con scarso risalto la notizia del patteggiamento di Gervasoni e Carobbio, i due“grandi pentiti” (spesso e volentieri smentiti e ritenuti poco credibili dai giudici sportivi) del nuovo filone dello scandalo scommesse che con un patteggiamento rispettivamente a 1 anno e 10 mesi e 1 anno e 6 mesi (pene sospese) sono usciti definitivamente dall’inchiesta giudiziaria, ecco che puntuali come una cambiale arrivano sempre da Cremona rivelazioni di nuovi indagati e nuove prove. E indovinate un po’ qual è il nome sparato dai magistrati? Quello di Stefano Mauri, chiaramente. Che nuovo indagato non è, che è stato rilasciato più di 12 mesi fa e per il quale non si è ancora chiesto un rinvio a giudizio e tantomeno è stato oggetto di un deferimento da parte della Giustizia Sportiva.

A fare questa nuova “rivelazione”, filtrata da ambienti vicini a quella procura Cremonese che in quanto a buchi sulla riservatezza delle indagini somiglia sempre di più ad una fetta di groviera o ad un colabrodo, questa volta non è “La Repubblica”, ma “Il Corriere della Sera”. Come ho scritto più volte, io non metto la mano sul fuoco sull’innocenza di Mauri come non la metto sulla sua colpevolezza, e non per spirito pilatesco, ma per il semplice motivo che prima di giudicare qualcuno, aspetto di vedere le prove. E io di prove certe in questi 15 mesi non en ho viste. Anzi, ho visto e sentito personaggi chiave come Zamperini e Gegic (0vvero le presunte fonti dirette e indirette di Gervasoni) smentire le rivelazioni del “pentito” o addirittura (come nel caso di Gegic) negare anche solo di aver mai incontrato Mauri o di aver anche solo parlato con lui al telefono E allora mi chiedo: perché? Per quale motivo in un paese in cui si invoca la presunzione di innocenza anche per persone condannate già in primo o addirittura in secondo grado, perché la sentenza non è ancora passata in giudicato, si può sparare impunemente su una persona che da un anno e mezzo è sottoposta ad una gogna mediatica senza precedenti senza che né la Giustizia Ordinaria né la Giustizia Sportiva abbiano ancora fissato una data per l’eventuale processo?

Gervasoni, che una volta incastrato ha confessato, non ha subito neanche una piccola parte del massacro a cui è stato sottoposto e continua ad essere sottoposto Stefano Mauri, uno che dopo aver conosciuto il carcere è costretto a fare il suo mestiere da oltre un anno con una sorta di“spada di Damocle” sospesa sulla testa.

Se è così colpevole, celebrate questo processo, mettete sul tavolo le prove e se sono a prova di bomba come sostenete da sempre, allora condannatelo. Ma basta coi “si dice”, con gli annunci di “novità a breve” o di “nuovi indagati per l’autunno”, rivelazioni sparate a tutta pagina di cui però dopo settimane o mesi non si trova nessun riscontro… Si parla, si accusa, si getta fango e di mezzo c’è sempre quel nome STEFANO MAURI, come se fosse il capo dei capi, nonostante non ci sia una sola intercettazione che lo incastra, nessun testimone diretto di un avvenuto passaggio di soldi o di scommesse raccolte che confermi quanto detto solo ed esclusivamente da Gervasoni. Da Cremona esce sempre e solo il nome di Mauri e più passa il tempo più viene il dubbio che questo continuo tirare in ballo questo giocatore, senza produrre prove, sia quasi un modo per continuare a giustificare un arresto che alla luce di quello che è successo nei 13 mesi successivi appare sempre più ingiustificato e ingiustificabile agli occhi della gente normale, quella che non giudica indossando la sciarpa da tifoso. E’ un po’ come continuare ad urlare al vento “è colpevole come il peccato, non ci siamo sbagliati su di lui, anzi…”, ma sempre solo a parole, senza mostrare quelle prove schiaccianti che si dice di avere in mano. Mauri e con lui la Lazio, perché tanto sparare su questa società è facile, visto che nessuno la difende come farebbe con la Juventus, il Milan, la Roma, l’Inter… O come è successo con il Napoli, per cui si è gridato allo scandalo per 3 soli punti di penalizzazione inflitti dalla Giustizia Sportiva (con Cannavaro che aveva pure confessato di aver ricevuto la proposta per truccare la partita e che però aveva omesso di denunciare la cosa…), annullati poi a furor di popolo, creando un precedente che non potrà non fare giurisprudenza in futuro e con una clemenza che non era stata mostrata in altri casi.

Quindi, anche se non piove più, in questa estate che fatica a farsi largo non cessa la pioggia di fango, ma solo su Mauri e sulla Lazio. E rimarcare tutto questo non è vittimismo o tantomeno una difesa ad oltranza del giocatore e della società, significa solo essere stanchi delle chiacchiere, di queste chiacchiere da bar che fanno sembrare quasi le notizie di calciomercato di questo periodo come oro colato e non per quello che spesso e volentieri sono in realtà: una fiera dei sogni per vendere copie dei giornali o per far discutere i tifosi.

STEFANO GRECO – LAZIOMILLENOVECENTO

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