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Storia S.S. Lazio

Tommaso Maestrelli, semplicemente “il maestro”

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MAESTRELLI

Ottobre del 1922. Mentre Benito Mussolini sta definendo gli ultimi dettagli della “Marcia su Roma” e si appresta a prendere in mano il paese, a Pisa, in una famiglia come tante, nasce un bambino destinato a fare grandi cose nella Capitale. Non come politico, ma come sportivo: da calciatore prima sulla sponda giallorossa e soprattutto da allenatore su quella biancoceleste. Il 7 ottobre del 1922, infatti, nasce Tommaso Maestrelli. Che per noi è sempre stato e resterà per sempre solo e semplicemente “il Maestro”. Con la “M”rigorosamente maiuscola!

Se penso a Tommaso Maestrelli, mi tornano in mente come flash mille immagini. Il suo sorriso, le camminate sull’erba del Maestrelli in compagnia dei suoi ragazzi, le partitelle in famiglia arbitrate cercando di non scontentare nessuno e soprattutto Chinaglia, l’ingresso in campo all’Olimpico prima delle partite in compagnia di Massimo e Maurizio, i suoi due gemelli con cui ho diviso serate spensierate in gioventù a casa di quel grandissimo laziale che rispondeva al nome di Sandro Petrucci. Ma ricordo soprattutto il suo sguardo, a volte perso nel vuoto, la sua bontà infinita, l’amore che lo circonda. Ricordo soprattutto la folla immensa ai suoi funerali e quella processione ininterrotta al campo di Tor di Quinto dopo la sua morte, quando in una sorta di pellegrinaggio silenzioso i tifosi si recavano in quell’angolo dove è sistemato quel busto di bronzo con il suo volto: chi con un fiore, chi tenendo per mano un bambino, chi solo per dire una preghiera o semplicemente per raccogliere le idee. Quando passo a Tor di Quinto, anche se del vecchio centro sportivo non è rimasto praticamente nulla, la testa si gira sempre per scorgere quel busto, per incrociare quel volto, per rivolgere un pensiero e un omaggio a quello che considero il più grande personaggio della storia della Lazio. Perché, come ho già scritto in altre occasioni, le vittorie sono importanti, ma non sono solo quelle a farti entrare nel cuore dei tifosi laziali. Grazie a Sandro Petrucci, io ho avuto la fortuna di conoscerlo Tommaso Maestrelli, anche se non come avrei voluto, perché se ne è andato troppo presto. Ma sono riuscito a conoscerlo quanto basta per dire di non aver mai incontrato in vita mia una persona così onesta e leale nel mondo del calcio. E di questo, Massimo ne deve essere per sempre orgoglioso, come lo era Maurizio, volato anche lui via troppo presto.

Oltre che un grande uomo, però, Tommaso Maestrelli era un grande allenatore e uno straordinario psicologo. Solo uno come lui, infatti, avrebbe potuto gestire quel gruppo di pazzi: mediando, usando quasi sempre la carota ma quando serviva anche il bastone. Ma con garbo. In molti dall’esterno hanno avuto a volte la sensazione o quasi la certezza che in realtà era Giorgio Chinaglia a comandare all’interno della squadra, a decidere anche chi doveva giocare e chi doveva restare fuori. A dire il vero, da spettatore esterno ne ero convinto anche io, poi un giorno Sandro Petrucci, per farmi capire chi era in realtà Tommaso Maestrelli, mi raccontò un paio di episodi.

Nella stagione dello scudetto, alla tredicesima giornata di campionato la Lazio perde 1-0 in casa contro il Torino e anche Re Cecconi, che si infortuna ad un ginocchio. Senza “Cecco”, in sette partite la Lazio raccoglie 5 vittorie, un pareggio e una sola sconfitta, a Genova con la Sampdoria. Prima in classifica e con Chinaglia reduce da 8 gol segnati in 7 partite, la Lazio ritrova Re Cecconi nella trasferta di San Siro con l’Inter: perde 3-1 e “Long John” resta a secco. Alla ripresa degli allenamenti, in uno dei suoi frequenti raptus, Chinaglia entra nello stanzino di Maestrelli a Tor di Quinto e gli chiede di escludere Re Cecconi contro il Cagliari e riportare titolare Inselvini. Maestrelli, come al solito, lo ascolta in silenzio, poi senza scomporsi gli dice: “Va bene Giorgio. Allora domenica tu giochi a centrocampo con la maglia numero 8 e al posto tuo metto Franzoni con la maglia numero 9”. Chinaglia capisce di aver esagerato e non replica. Chiaramente, la domenica contro il Cagliari è Re Cecconi a giocare titolare e “Long John” segna una doppietta; poi la settimana successiva un gol decisivo nel derby, poi addirittura 3 reti il 7 aprile a Napoli e un altro gol nell’incredibile vittoria in rimonta contro il Verona. In tanti al posto di Maestrelli, risultati alla mano, avrebbero fatto pesare a uno come Chinaglia quell’episodio. In tanti, ma lui no.

Il secondo episodio, è legato all’ennesima litigata tra Chinaglia e Frustalupi, reo di non averlo servito in profondità nel finale della partita pareggiata 0-0 a San Siro con il Milan. Chinaglia, nella consueta scaramantica cena del lunedì sera a casa Maestrelli, chiede all’allenatore di non far giocare Frustalupi contro il Genoa. Senza una smorfia, l’allenatore continua a riempire i piatti degli ospiti e senza guardare in faccia Chinaglia gli dice: “Giorgio, se non te la senti di giocare domenica, basta che parli con Ziaco, poi ci pensa il dottore a inventare una scusa con i giornalisti per giustificare la tua assenza”. Come era successo la volta precedente con Re Cecconi, chiaramente Frustalupi gioca contro il Genoa e Chinaglia firma il gol della vittoria.

Questo era Tommaso Maestrelli, uomo dal cuore immenso, all’apparenza mite ma dal grande carattere. Quel carattere che gli ha consentito di restare in sella all’inizio della sua avventura laziale, quando prendendo il posto del “santone” Lorenzo si è trovato contro l’intero ambiente. Da una parte i tifosi, quelli che raggruppati ne “la coscienza della Lazio” non gli perdonavano il suo passato da romanista e non lo consideravano abbastanza esperto per raccogliere l’eredità del tecnico argentino. Dall’altra parte la squadra, ma soprattutto Chinaglia, arrivato addirittura a chiedere a Lenzini di essere ceduto dopo l’annuncio dell’arrivo di Maestrelli. Senza fare polemiche, il “Maestro” ha usato le sue armi da psicologo per  costruire un rapporto di fiducia con il leader dello spogliatoio, poi è andato da Lenzini e gli ha detto chiaramente: “Se resta Chinaglia, mi assumo qualsiasi responsabilità, ma se vendete Chinaglia non posso garantire nulla”.Giogione resta e la Lazio conquista la promozione. Ma le polemiche e le contestazioni non si placano. Dopo la furibonda lite di inizio stagione, a fine campionato Maestrelli chiede e ottiene la cessione di Rosario Di Vincenzo e affida il ruolo di portiere titolare a Felice Pulici, esordiente in serie A. Dopo le sconfitte estive in serie in Coppa Italia, una commissione di capo-tifosi chiede a Umberto Lenzini la testa di Maestrelli e invoca nuovamente il ritorno di Lorenzo. Ma in soccorso del“Maestro” va proprio Giorgio Chinaglia, che da leader si schiera dalla parte del suo allenatore.

Il problema di quella Lazio sta nel fatto che Maestrelli ha deciso di impostare la sua squadra con quell’idea di calcio totale che due anni dopo porta l’Olanda a stupire il mondo intero ai Mondiali in Germania.
“Sto cercando di ripetere nella Lazio quello che, con le debite proporzioni, ho già fatto nella Reggina e nel Foggia. Qui il compito si presenta più facile dal punto di vista tecnico ma più difficile sotto l’aspetto psicologico. Si tratta di convincere alcuni elementi, dotati di spiccata personalità, a modificare in parte il loro gioco e le loro caratteristiche. In parole povere, secondo me un calciatore è completo se si sa adattare in qualsiasi zona del campo. Da quel che ho visto durante gli allenamenti, quasi tutti i giocatori della Lazio hanno queste caratteristiche, ma neppure loro lo sanno. Tutto sta a vedere se avranno voglia di mettere in pratica certi miei consigli”.

Un modulo e un modo di giocare a calcio diverso, difficile da digerire, ma durante l’estate, partita dopo partita la Lazio cresce. Al via del campionato, in una piovosa domenica di settembre, la Lazio mette alle corde l’Inter, domina la partita ma chiude sullo 0-0, uscendo però tra gli applausi dei suoi tifosi. La domenica successiva, vittoria in casa della Fiorentina e poi un’incredibile serie di 10 partite senza sconfitte che mettono fine alla contestazione.

Ad aiutare Maestrelli a resistere in quel periodo è l’appoggio di alcuni amici fidati, la difesa pubblica da parte di Chinaglia, ma soprattutto il sostegno da parte della sua famiglia. E’ impossibile, infatti, parlare di Maestrelli senza citare i suoi figli e sua moglie.

“Se sono riuscito a raggiungere, in pochi anni, traguardi così importanti in un ambiente difficile come quello romano – dice in un’intervista a Sandro Petrucci – lo devo a Umberto Lenzini, che mi ha sempre difeso nei momenti più delicati; all’appoggio di un ristretto gruppo di amici giornalisti che mi ha protetto e incoraggiato a proseguire sulla strada intrapresa; a mia moglie Lina, che mi ha sopportato nei momenti in cui ero di cattivo umore. E ai miei figli. E’ bene che la gente sappia che il contributo della mia famiglia ai successi della Lazio è stato determinante. Nessuno può sapere che cosa può significare per un allenatore rientrare a casa dopo una giornata impegnativa e stressante, sia dal punto di vista fisico che psicologico, e trovare un ambiente caldo e sereno. Ho avuto la possibilità di dedicarmi anima e corpo alla Lazio, solo perché mia moglie ha sempre provveduto da sola a mandare avanti la famiglia”.

Partita dopo partita Maestrelli costruisce un gruppo, unito in campo la domenica almeno quanto è diviso durante la settimana. Il “Maestro” riesce a fare da arbitro imparziale tra i due clan. Non perde quasi mai la pazienza, né per quello che combinano i suoi ragazzi a Tor di Quinto né per quello che succede a volte la domenica in campo. Non alza la voce per reclamare eventuali torti arbitrali, sbotta solo a Napoli, alla fine dell’ultima partita di campionato della stagione ’72-‘73, commentando uno scudetto perso sul filo di lana. “Grazie al Napoli e al suo gioco intimidatorio abbiamo perso lo scudettodice con grande amarezza, glissando in modo elegante su quello che è successo nel secondo tempo all’Olimpico tra Roma e Juventus. Per smaltire le scorie dei veleni di quel finale di campionato la sua Lazio vola negli Stati Uniti per una serie di amichevoli. Lì, in terra americana, la squadra stringe un patto d’acciaio.

Alla ripresa della preparazione, Maestrelli gioca a nascondersi. Non parla mai di scudetto, scarica il peso della responsabilità su Milan, Inter, Juventus e Napoli, ma crede fermamente nella conquista del titolo. E settimana dopo settimana, la sua Lazio vola, superando anche momenti come l’infortunio di Re Cecconi citato prima, come i due derby in cui va in svantaggio e che vince proprio grazie ad alcune sue intuizioni. All’andata, sostituisce D’Amico in crisi di nervi con Franzoni che, al primo pallone toccato, realizza il gol del pareggio. Nella partita di ritorno, Chinaglia segna il gol della vittoria e mentre i giocatori della Lazio escono protetti dagli scudi della Polizia,“Long John” sfida da solo e senza nessuna protezione l’intera Curva Sud, rientrando con il dito alzato e irridendo i tifosi avversari: dentro e fuori lo stadio succede il putiferio, tanto che il campo della Roma viene squalificato per due giornate. Chinaglia subisce un massacro dalla critica, ma Maestrelli si schiera dalla parte del suo giocatore e insieme a padre Antonio Lisandrini lo difende pubblicamente. Anche grazie a piccoli episodi come questi, la Lazio vince lo scudetto. Ma per Maestrelli non c’è neanche il tempo per festeggiare.

Ai Mondiali in Germania, sostituito contro Haiti, Chinaglia manda palesemente a quel paese in mondovisione Valcareggi. Maestrelli, chiamato nel cuore della notte, la mattina dopo si precipita a Stoccarda per parlare con il suo “figlioccio”. Trova un ambiente in subbuglio, con il presidente federale Artemio Franchi e mezza Nazionale che pretendono l’immediato allontanamento di Chinaglia, mentre Re Cecconi, Wilson, Juliano, Riva e altri calciatori azzurri minacciano di abbandonare anche loro il ritiro in caso di estromissione di Chinaglia. Maestrelli fa lo psicologo e il mediatore, smonta il caso, convince Giorgio a scusarsi pubblicamente e anche se questo non basta per salvare il Mondiale dell’Italia, con questo intervento Maestrelli si conquista la stima e il rispetto di Artemio Franchi, che dopo il Mondiale gli offre addirittura la panchina azzurra.

Tra la fine del 1974 e l’inizio del 1975, Maestrelli è contattato da emissari della Fedecalcio che sondano il terreno per capire se c’è la  disponibilità da parte dell’allenatore. Maestrelli è combattuto tra il rimanere alla Lazio o lo sfruttare un’occasione sicuramente irripetibile come quella di allenare la Nazionale, in vista anche dei Mondiali del 1978 in Argentina. I giocatori capiscono subito la situazione e se ne preoccupano, ma Maestrelli smorza subito la tensione, facendo capire loro che la decisione la prenderà solo a fine campionato ’74-‘75. C’è uno scudetto da difendere e anche senza la Coppa dei Campioni (la Lazio è squalificata per gli incidenti della stagione precedente contro l’Ipswich in Coppa Uefa) il “Maestro” vuole fare fino in fondo il suo dovere. Ma il destino è in agguato dietro l’angolo.

Tra gennaio e febbraio del 1975, Maestrelli accusa spesso delle fitte allo stomaco. Dopo un po’ di riposo, i dolori passano e quel campanello d’allarme viene sottovalutato. Il 30 marzo del 1975, tornando in pullman dalla vittoriosa trasferta di Bologna, Maestrelli ha un malore e sente come un brivido freddo allo stomaco. A questo punto anche Renato Ziaco inizia a preoccuparsi e consiglia a Maestrelli un ricovero in clinica per fare degli accertamenti. A malincuore il “Maestro” accetta e due giorni dopo entra nella Clinica Paideia per sottoporsi ad una serie di esami medici, lasciando la squadra nella mani di Bob Lovati. Il verdetto è tremendo: tumore al fegato con metastasi estese allo stomaco. La notizia deve rimanere segreta, ma arriva lo stesso in ritiro alla vigilia della sfida con il Torino. Alcuni giocatori, in lacrime, scendono in campo solo per onor di firma: la Lazio perde addirittura 5-1 e esce dalla corsa per lo scudetto. A fine partita i giocatori scappano in clinica dal“Maestro” operato d’urgenza, ma i medici non lasciano speranze: al massimo due mesi di vita. La famiglia, però, non si arrende e si affida a un immunologo, Saverio Imperato, che sottopone Maestrelli ad una cura da lui stesso sperimentata. I risultati sono stupefacenti. Pur dimagrito di 15 chili, il “Maestro” comincia a reagire bene fino a tornare a mangiare e ad alzarsi dal letto. Dalla sua casa arrampicata in cima alla collina Fleming, segue con il binocolo i suoi ragazzi che si allenano a Tor di Quinto a un paio di chilometri di distanza. Il campionato finisce, Chinaglia vola negli Stati Uniti e la squadra viene affidata a Corsini, che dura però poco. Tornato dall’esperienza estiva con i Cosmos, Giorgio Chinaglia dopo la sconfitta con l’Ascoli chiede e ottiene da Lenzini il licenziamento di Corsini. A sorpresa, l’uomo già condannato dai medici, torna in campo per guidare i suoi ragazzi verso la salvezza. Per l’ambiente il ritorno di Maestrelli è una scossa decisiva. L’impresa-salvezza riesce, nonostante l’addio definitivo di Chinaglia a poche giornate dal termine, grazie ai gol di Giordano e a quell’incredibile pareggio ottenuto all’ultima giornata a Como. Sono passati due anni dallo scudetto, ma avvolto dall’abbraccio di migliaia di tifosi saliti da Roma fino a Como, Maestrelli viene portato in trionfo come e più che in occasione di quel Lazio-Foggia del 12 maggio 1974.

Stremato dallo stress e dallo sforzo per quell’impresa, a fine stagione Tommaso Maestrelli lascia definitivamente, consegnando la squadra nelle mani di Luis Vinicio. La malattia, tenuta a bada per oltre un anno e mezzo, si riaffaccia e questa volta non gli dà scampo. Il 2 dicembre, dopo aver ricevuto l’abbraccio dei suoi ragazzi reduci dalla vittoria nel derby, Tommaso Maestrelli muore, a soli 54 anni. Il giorno dopo, Roma si ferma per i suoi funerali. Piazza dei Giuochi Delfici, Vigna Stelluti e Ponte Milvio sono completamente bloccate dalla presenza di decine di migliaia di persone, una folla strabocchevole che arriva fino al Lungotevere. Il 4 dicembre, a San Siro, la Lazio affronta l’Inter. Durante il minuto di raccoglimento prima della partita, sul tempio del calcio cala un silenzio assoluto, rotto solo dal suono di una tromba che intona le note del “Silenzio”. Piangono tutti: i giocatori in campo e il migliaio di tifosi della Lazio saliti fino a Milano. L’applauso che accoglie le ultime note uscite da quella tromba sembra non finire mai. Io quel giorno sono presente sugli spalti a San Siro, sull’anello superiore e, a distanza di quasi 35 anni, provo ancora i brividi ricordando quei momenti e riesco a stento a trattenere le lacrime.

Con la morte del “Maestro”, finisce l’era di un grandissimo uomo e allenatore e inizia quella del“mito-Maestrelli”. La Lazio gli intitola il centro sportivo di Tor di Quinto e poi la Curva Sud dello Stadio Olimpico. I tifosi, quando arriva un nuovo allenatore, cercano subito dei punti di contatto con il “Maestro”. Li trovano solo in Sven-Göran Eriksson, l’unico considerato degno di raccogliere l’eredità del Maestrelli allenatore. Ma nessuno è riuscito a emulare le imprese del Maestrelli-uomo, di quello che resterà per sempre nella storia della Lazio come l’unico degno di essere chiamato il“Maestro”.

STEFANO GRECO

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Lazio-Roma: le statistiche di tutti i derby

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Aggiornamento 2022: Dati aggiornati

Aggiornamento 2021:

L’ora del Derby della Capitale per Lazio-Roma sta arrivando. Sarà la prima stracittadina senza il pubblico che è realmente il vero protagonista dello Stadio Olimpico di Roma con coreografie mozzafiato e da far invidia a quasi tutte le tifoserie della Serie A.

Lazio-Roma, i Derby universali

La Tredicesima giornata di Serie A aprirà il sipario con Roma-Lazio. Sarà il 178esimo derby della Capitale nella storia dei due club dove la Roma porta a casa la vittoria per ben 68 volte con 62 pareggi e 48 sconfitte. Il match chiave per i padroni di casa è stato il 26 Maggio 2013 dove la Lazio sconfisse la Roma (qui il match completo) nella finale di Coppa Italia grazie al gol di Lulic al 71esimo minuto di gioco.

Lazio-Roma, i Derby in Serie A

156 invece sono i derby disputati nella Serie A. 60 vittorie giallorosse, 56 quelle biancocelesti e 40 i pareggi. E se andiamo a prendere gli ultimi 10 anni, con 20 stracittadine disputate, la storia non cambia con i giallorossi che vincono 9 volte contro i 6 pareggi e le 5 sconfitte.

A seguire: Articolo datato 2016

Lazio-Roma le statistiche nella storia capitolina

Domenica 4 Dicembre 2016 è arrivato il giorno del Derby. Le statistiche nella storia parlano di una Roma in vantaggio con 67 vittorie a 50 ricamate con ben 63 pareggi. Sul piano dei gol segnati stravincono ancora i giallorossi con ben 226 reti segnati contro le 179 laziali.

Ma il derby che ha fatto più male nella storia del calcio italiano è nei ricordi di tutti e non c’è bisogno di rimarcarlo vista la sua importanza ma andiamo a vedere la tabella completa dal primo derby giocato all’ultimo

Dati Derby Aggiornati ad Agosto 2022

 

Competizione Data Partita Risultato Marcatori Lazio Marcatori Roma
Serie A 1929-1930 8 dic. 1929 Lazio — Roma 0-1   78° Volk 1
4 mag. 1930 Roma — Lazio 3-1 8′ Pastore 20′ Bernardini, 44′ Volk, 68′ Chini 2
Serie A 1930-1931 7 dic. 1930 Roma — Lazio 1-1 34′ Foni 76′ Volk 3
Amichevole 22 feb. 1931 Lazio — Roma 1-4 82′ Pastore 41′ (rig.) Chini, 60′, 80′ Volk, 85′ Eusebio
Serie A 1930-1931 24 mag. 1931 Lazio — Roma 2-2 30′ Pastore, 61′ Fantoni I 49′ Volk, 88′ Bodini II 4
Serie A 1931-1932 6 dic. 1931 Roma — Lazio 2-0   51′ Volk, 55′ Eusebio 5
1º mag. 1932 Lazio — Roma 1-4 34′ Fantoni I 3′ Chini, 48′ Volk, 54′, 59′ Costantino 6
Coppa Fornari 26 giu. 1932 Roma — Lazio 0-3 18′, 26′ Fantoni I, 31′ Malatesta  
Serie A 1932-1933 23 ott. 1932 Lazio — Roma 2-1 4′ Demaría, 83′ Castelli 18′ Volk 7
26 mar. 1933 Roma — Lazio 3-1 79′ Demarí 20′ Costantino, 53′ Fasanelli, 86′ Eusebio 8
Serie A 1933-1934 1º nov. 1933 Roma — Lazio 5-0   18′, 31′, 55′ Tomasi, 49′, 89′ Bernardini 9
11 mar. 1934 Lazio — Roma 3-3 31′, 42′, 83′ Demaría 8′ Bernardini, 10′ Costantino, 15′ Guaita 10
Serie A 1934-1935 18 nov. 1934 Roma — Lazio 1-1 72′ (rig.) Piola 61′ (rig.) Guaita 11
31 mar. 1935 Lazio — Roma 0-0     12
Serie A 1935-1936 13 ott. 1935 Lazio — Roma 0-1   89′ Cattaneo 13
Coppa Italia 1935-1936 19 gen. 1936 Lazio — Roma 2-1 27′ Piola, 35′ Camolese 77′ Gadaldi 14
Serie A 1935-1936 16 feb. 1936 Roma — Lazio 1-0   82′ Cattaneo 15
Serie A 1936-1937 18 ott. 1936 Roma — Lazio 3-1 9′ Busani 29′, 89′ Di Benedetti, 62′ Serantoni 16
21 feb. 1937 Lazio — Roma 0-1   52′ Mazzoni 17
Serie A 1937-1938 3 ott. 1937 Lazio — Roma 1-1 22′ Piola 88′ Frisoni 18
6 feb. 1938 Roma — Lazio 2-1 17′ Camolese 7′ Michelini, 85′ Borsetti 19
Amichevole 22 mag. 1938 Lazio — Roma 3-0 11′ Busani, 41′, 82′ Vettraino  
Serie A 1938-1939 15 gen. 1939 Roma — Lazio 0-2 3′ Zacconi, 39′ Busani   20
21 mag. 1939 Lazio — Roma 1-3 12′ Capri 3′ Michelini, 5′ Coscia, 42′ Bonomi 21
Serie A 1939-1940 7 gen. 1940 Roma — Lazio 1-0   5′ Campilongo 22
26 mag. 1940 Lazio — Roma 1-0 14′ Flamini   23
Amichevole 9 giu. 1940 Lazio — Roma 3-3 45′, 55′ Busani, 65′ Vettraino 5′ Coscia, 48′ Pantò, 77′ Timon
Serie A 1940-1941 24 nov. 1940 Roma — Lazio 1-1 12′ Zironi 58′ Amadei 24
16 mar. 1941 Lazio — Roma 2-0 43′, 80′ Piola   25
Serie A 1941-1942 11 gen. 1942 Roma — Lazio 2-1 23′ Piola 15′ Amadei, 90′ (aut.) Faotto 26
24 mag. 1942 Lazio — Roma 1-1 70′ Puccinelli 8′ Pantò 27
Serie A 1942-1943 22 nov. 1942 Lazio — Roma 3-1 32′ Piola, 63′ (aut.) Acerbi, 76′ Koenig 87′ (rig.) Pantò 28
7 mar. 1943 Roma — Lazio 1-0   38′ Amadei 29
Coppa Italia 1942-1943 16 mag. 1943 Roma — Lazio 2-1 66′ Gualtieri 28′ Krieziu, 62′ Dagianti 30
Campionato romano di guerra
1943-1944
9 gen. 1944 Roma — Lazio 1-1 8′ Manola 19′ Amadei -.
7 mag. 1944 Lazio — Roma 0-0    
Amichevole 29 giu. 1944 Lazio — Roma 3-2 40′ Manfré, 60′ Longhi, 88′ Koenig 35′ Andreoli, 46′ (rig.) Amadei
Campionato romano di guerra
1944-1945
4 mar. 1945 Lazio — Roma 2-0 46′, 78′ Koenig  
6 mag. 1945 Roma — Lazio 1-0   60′ Urilli
Torneo interregionale 27 mag. 1945 Lazio — Roma 0-1   57′ (rig.) Amadei
Divisione Nazionale 1945-1946 23 dic. 1945 Lazio — Roma 1-2 56′ Manola 29′ Urilli, 71′ (aut.) Gualtieri 33
24 mar. 1946 Roma — Lazio 0-1 36′ Koenig   34
Serie A 1946-1947 6 ott. 1946 Roma — Lazio 3-0   10′ Renica, 71′ Di Paola, 81′ Amadei 35
2 mar. 1947 Lazio — Roma 0-0     36
Serie A 1947-1948 16 nov. 1947 Lazio — Roma 0-1   14′ Amadei 37
21 apr. 1948 Roma — Lazio 0-2 47′ Cecconi, 52′ De Andreis   38
Serie A 1948-1949 17 ott. 1948 Roma — Lazio 1-1 83′ Magrini 23′ Losi 39
6 feb. 1949 Lazio — Roma 0-0     40
Serie A 1949-1950 16 ott. 1949 Lazio — Roma 3-1 9′ Penzo, 51′ Puccinelli, 84′ (rig.) Remondini 39′ Spartano 41
19 feb. 1950 Roma — Lazio 0-0     42
Serie A 1950-1951 15 ott. 1950 Roma — Lazio 0-1 71′ Flamini   43
25 feb. 1951 Lazio — Roma 2-1 1′ Sentimenti III, 34′ Cecconi 57′ Bacci 44
Coppa Messaggero 7 set. 1952 Lazio — Roma 3-1 56′ Bredesen, 84′ Bredesen, 89′ Larsen 70′ Renosto
Serie A 1952-1953 16 nov. 1952 Lazio — Roma 1-0 41′ Bettolini   45
22 mar. 1953 Roma — Lazio 0-2 55′ Puccinelli, 58′ Puccinelli   45
Coppa dell’Amicizia 6 set. 1953 Lazio — Roma 1-0 18′ Bredesen  
Serie A 1953-1954 29 nov. 1953 Roma — Lazio 1-1 41′ Vivolo 19′ Galli 47
18 apr. 1954 Lazio — Roma 1-2 50′ Fontanesi 7′ Celio, 18′ Bortoletto 48
Trofeo Zenobi 5 set. 1954 Lazio — Roma 0-2   57′ Pandolfini, 65′ Pandolfini
Serie A 1954-1955 17 ott. 1954 Lazio — Roma 1-1 33′ Hansen 34′ Celio 49
6 mar. 1955 Roma — Lazio 1-3 11′ Hansen, 47′, 56′ Burini 59′ Cardarelli 50
Trofeo Zenobi 11 set. 1955 Lazio — Roma 1-5 89′ Vivolo 8′ Galli, 15′ da Costa, 45′, 65′, 73′ Nyers
Serie A 1955-1956 16 ott. 1955 Roma — Lazio 0-0     51
4 apr. 1956 Lazio — Roma 1-0 46′ Muccinelli   52
Serie A 1956-1957 14 ott. 1956 Lazio — Roma 0-3   33′, 68′ da Costa, 58′ Pestrin 53
3 mar. 1957 Roma — Lazio 2-2 22′ (rig.) Vivolo, 69′ Selmosson 32′, 48′ da Costa 54
Serie A 1957-1958 27 ott. 1957 Roma — Lazio 3-0   58′ Lojodice, 61′ da Costa, 76′ Ghiggia 55
16 mar. 1958 Lazio — Roma 2-1 81′ Selmosson, 83′ Burini 89′ da Costa 56
Coppa Italia 1957-1958 21 giu. 1958 Roma — Lazio 2-3 27′, 58′ Tozzi, 75′ Bizzarri 33′ da Costa, 61′ Secchi 57
12 lug. 1958 Lazio — Roma 1-1 27′ Tozzi 74′ da Costa 58
Serie A 1958-1959 30 nov. 1958 Lazio — Roma 1-3 25′ Pozzan 9′ Selmosson, 52′, 65′ da Costa 59
12 apr. 1959 Roma — Lazio 3-0   22′ Lojodice, 81′ Selmosson, 87′ da Costa 60
Serie A 1959-1960 18 ott. 1959 Roma — Lazio 3-0   2′, 42′ P. Manfredini, 86′ Selmosson 61
6 mar. 1960 Lazio — Roma 0-1   32′ (aut.) Janich 62
Serie A 1960-1961 13 nov. 1960 Lazio — Roma 0-4   22′, 25′, 37′ P. Manfredini, 83′ Orlando 63
19 mar. 1961 Roma — Lazio 1-2 22′, 24′ Rozzoni 17′ Giuliano 64
Coppa Italia 1961-1962 25 apr. 1962 Roma — Lazio 0-0
(6-4 dtr)
    65
Serie A 1963-1964 6 ott. 1963 Roma — Lazio 0-0     66
23 feb. 1964 Lazio — Roma 1-1 22′ Rozzoni 79′ Carpanesi 67
Serie A 1964-1965 15 nov. 1964 Lazio — Roma 0-0     68
28 mar. 1965 Roma — Lazio 0-0     69
Serie A 1965-1966 10 ott. 1965 Roma — Lazio 0-1 39′ D’Amato   70
27 feb. 1966 Lazio — Roma 0-0     71
Coppa dell’Amicizia 11 set. 1966 Lazio — Roma 1-0 57′ (rig.) Marchesi  
Serie A 1966-1967 23 ott. 1966 Lazio — Roma 0-1   16′ Enzo 72
5 mar. 1967 Roma — Lazio 0-0     73
Coppa Italia 1968-1969 8 set. 1968 Roma — Lazio 1-0   61′ Ferrari 74
Coppa Italia 1969-1970 7 set. 1969 Lazio — Roma 0-2[120]   87′ Peirò 75
Serie A 1969-1970 26 ott. 1969 Roma — Lazio 2-1 89′ Massa 65′ Spinosi, 74′ Landini 76
1º mar. 1970 Lazio — Roma 1-1 48′ Fortunato 57′ (rig.) Capello 77
Coppa Italia 1970-1971 6 set. 1970 Roma — Lazio 2-0   44′ (aut.) Wilson, 68′ B. Vieri 78
Serie A 1970-1971 15 nov. 1970 Lazio — Roma 1-1 69′ Dolso 84′ Petrelli 79
14 mar. 1971 Roma — Lazio 2-2 30′ (aut.) Santarini, 62′ (rig.) Chinaglia 40′ Zigoni, 74′ Salvori 80
Coppa Italia 1971-1972 29 ago. 1971 Lazio — Roma 1-0 24′ Chinaglia   81
Serie A 1972-1973 12 nov. 1972 Roma — Lazio 0-1 35′ Nanni   82
11 mar. 1973 Lazio — Roma 2-0 32′ Garlaschelli, 38′ (aut.) Santarini   83
Coppa Italia 1973-1974 9 set. 1973 Roma — Lazio 0-0     84
Serie A 1973-1974 9 dic. 1973 Lazio — Roma 2-1 48′ Franzoni, 68′ Chinaglia 34′ Negrisolo 85
31 mar. 1974 Roma — Lazio 1-2 47′ D’Amico, 51′ (rig.) Chinaglia 6′ (aut.) Pulici 86
Coppa Italia 1974-1975 22 set. 1974 Lazio — Roma 0-1   61′ Prati 87
Serie A 1974-1975 1º dic. 1974 Roma — Lazio 1-0   35′ De Sisti 88
23 mar. 1975 Lazio — Roma 0-1   74′ Prati 89
Serie A 1975-1976 16 nov. 1975 Lazio — Roma 1-1 78′ Chinaglia 55′ De Sisti 90
14 mar. 1976 Roma — Lazio 0-0     91
Serie A 1976-1977 28 nov. 1976 Lazio — Roma 1-0 40′ Giordano   92
27 mar. 1977 Roma — Lazio 1-0   13′ Conti 93
Serie A 1977-1978 20 nov. 1977 Roma — Lazio 0-0     94
19 mar. 1978 Lazio — Roma 1-1 55′ (rig.) Giordano 9′ (aut.) Clerici 95
Serie A 1978-1979 12 nov. 1978 Lazio — Roma 0-0     96
18 mar. 1979 Roma — Lazio 1-2 58′ (aut.) De Sisti, 89′ Nicoli 20′ (aut.) Cordova 97
Serie A 1979-1980 28 ott. 1979 Roma — Lazio 1-1 5′ (aut.) Rocca 16′ Pruzzo 98
2 mar. 1980 Lazio — Roma 1-2 74′ D’Amico 60′ Pruzzo, 85′ Giovannelli 99
Serie A 1983-1984 23 ott. 1983 Lazio — Roma 0-2   3′ Nela, 63′ Pruzzo 100
26 feb. 1984 Roma — Lazio 2-2 8′, 24′ (rig.) D’Amico 40′ (rig.) Di Bartolomei, 51′ Cerezo 101
Coppa Italia 1984-1985 9 set. 1984 Roma — Lazio 2-0   66′ (rig.) Iorio, 75′ Di Carlo 102
Serie A 1984-1985 11 nov. 1984 Roma — Lazio 0-0     103
24 mar. 1985 Lazio — Roma 1-1 73′ Giordano 71′ Antonelli 104
Serie A 1988-1989 15 gen. 1989 Lazio — Roma 1-0 25′ Di Canio   105
28 mag. 1989 Roma — Lazio 0-0     106
Serie A 1989-1990 19 nov. 1989 Roma — Lazio 1-1 64′ Bertoni 83′ Giannini 107
18 mar. 1990 Lazio — Roma 0-1   30′ Völler 108
Serie A 1990-1991 2 dic. 1990 Lazio — Roma 1-1 55′ Sosa 45′ (rig.) Völler 109
6 apr. 1991 Roma — Lazio 1-1 80′ Sosa 54′ (rig.) Völler 110
Serie A 1991-1992 6 ott. 1991 Roma — Lazio 1-1 65′ Riedle 81′ Rizzitelli 111
1º mar. 1992 Lazio — Roma 1-1 5′ Sosa 70′ Hassler 112
Serie A 1992-1993 29 nov. 1992 Lazio — Roma 1-1 88′ Gascoigne 49′ Giannini 113
18 apr. 1993 Roma — Lazio 0-0     114
Trofeo D. Viola 18 ago. 1993 Roma — Lazio 0-1 24′ (rig.) Signori  
Serie A 1993-1994 24 ott. 1993 Roma — Lazio 1-1 79′ Di Mauro 17′ Piacentini 115
6 mar. 1994 Lazio — Roma 1-0 7′ Signori   116
Trofeo G. Calleri 29 mag. 1994 Lazio — Roma 0-2   2′, 37′ Cappioli
Serie A 1994-1995 27 nov. 1994 Lazio — Roma 0-3   3′ Balbo, 25′ Cappioli, 51′ Fonseca 117
23 apr. 1995 Roma — Lazio 0-2 30′ Casiraghi, 70′ (rig.) Signori   118
Serie A 1995-1996 1º ott. 1995 Roma — Lazio 0-0     119
18 feb. 1996 Lazio — Roma 1-0 85′ (rig.) Signori   120
Serie A 1996-1997 8 dic. 1996 Lazio — Roma 0-0     121
4 mag. 1997 Roma — Lazio 1-1 91′ Protti 35′ Balbo 122
Serie A 1997-1998 2 nov. 1997 Roma — Lazio 1-3 47′ R. Mancini, 57′ Casiraghi, 84′ Nedvěd 91′ Delvecchio 123
Coppa Italia 1997-1998 6 gen. 1998 Lazio — Roma 4-1 2′ Bokšić, 32′ (rig.) Jugović, 75′ R. Mancini, 80′ Fuser 39′ (rig.) Balbo 124
21 gen. 1998 Roma — Lazio 1-2 45′ (rig.) Jugović, 94′ Gottardi 54′ Paulo Sérgio 125
Serie A 1997-1998 8 mar. 1998 Lazio — Roma 2-0 50′ Bokšić, 62′ Nedvěd   126
Serie A 1998-1999 29 nov. 1998 Lazio — Roma 3-3 28′, 56′ R. Mancini, 69′ (rig.) Salas 25′ Delvecchio, 78′ Di Francesco, 82′ Totti 127
11 apr. 1999 Roma — Lazio 3-1 79′ C. Vieri 13′, 43′ Delvecchio, 90′ Totti 128
Serie A 1999-2000 21 nov. 1999 Roma — Lazio 4-1 52′ (rig.) Mihajlović 7′, 26′ Delvecchio (R), 11′, 31′ Montella 129
25 mar. 2000 Lazio — Roma 2-1 25′ Nedvěd, 28′ Verón 3′ Montella 130
Serie A 2000-2001 17 dic. 2000 Lazio — Roma 0-1   71′ (aut.) Negro 131
29 apr. 2001 Roma — Lazio 2-2 78′ Nedvěd, 95′ Castromán 48′ Batistuta, 54′ Delvecchio 132
Serie A 2001-2002 27 ott. 2001 Roma — Lazio 2-0   49′ Delvecchio, 90′ Totti 133
10 mar. 2002 Lazio — Roma 1-5 53′ D. Stanković 13′, 30′, 37′, 64′ Montella, 72′ Totti 134
Serie A 2002-2003 27 ott. 2002 Lazio — Roma 2-2 51′ Fiore, 75′ D. Stanković 57′ Delvecchio, 66′ Batistuta 135
Coppa Italia 2002-2003 5 feb. 2003 Lazio — Roma 1-2 76′ Fiore 12′ Cassano, 49′ Emerson 136
Serie A 2002-2003 8 mar. 2003 Roma — Lazio 1-1 8′ D. Stanković 89′ Cassano 137
Coppa Italia 2002-2003 16 apr. 2003 Roma — Lazio 1-0   56′ Montella 138
Serie A 2003-2004 9 nov. 2003 Roma — Lazio 2-0   81′ Mancini, 86′ Emerson 139
21 apr. 2004 Lazio — Roma 1-1 40′ Corradi 61′ (rig.) Totti 140
Serie A 2004-2005 6 gen. 2005 Lazio — Roma 3-1 29′ Di Canio, 74′ César, 85′ Rocchi 68′ Cassano 141
15 mag. 2005 Roma — Lazio 0-0     142
Serie A 2005-2006 23 ott. 2005 Roma — Lazio 1-1 57′ Rocchi 40′ Totti 143
26 feb. 2006 Lazio — Roma 0-2   31′ Taddei, 63′ Aquilani 144
Serie A 2006-2007 10 dic. 2006 Lazio — Roma 3-0 44′ C. Ledesma, 52′ (rig.) Oddo, 73′ Mutarelli   145
29 apr. 2007 Roma — Lazio 0-0     146
Serie A 2007-2008 31 ott. 2007 Roma — Lazio 3-2 12′ Rocchi, 69′ Ledesma 19′ Vučinić, 42′ Mancini, 57′ Perrotta 147
19 mar. 2008 Lazio — Roma 3-2 44′ Pandev, 57′ (rig.) Rocchi, 92′ Behrami 31′ Taddei, 62′ Perrotta 148
Serie A 2008-2009 16 nov. 2008 Roma — Lazio 1-0   50′ J. Baptista 149
11 apr. 2009 Lazio — Roma 4-2 2′ Pandev, 4′ Zárate, 58′ Lichtsteiner, 84′ Kolarov 9′ Mexès, 81′ De Rossi 150
Serie A 2009-2010 6 dic. 2009 Roma — Lazio 1-0   79′ Cassetti 151
18 apr. 2010 Lazio — Roma 1-2 15′ Rocchi 54′ (rig.), 64′ Vučinić 152
Serie A 2010-2011 7 nov. 2010 Lazio — Roma 0-2   52′ (rig.) Borriello, 85′ (rig.) Vučinić 153
Coppa Italia 2010-2011 19 gen. 2011 Roma — Lazio 2-1 57′ (rig.) Hernanes 53′ (rig.) Borriello, 77′ F. Simplício 154
Serie A 2010-2011 13 mar. 2011 Roma — Lazio 2-0   69′, 91′ (rig.) Totti 155
Serie A 2011-2012 16 ott. 2011 Lazio — Roma 2-1 51′ (rig.) Hernanes, 93′ Klose 5′ Osvaldo 156
4 mar. 2012 Roma — Lazio 1-2 10′ (rig.) Hernanes, 62′ Mauri 16′ Borini 157
Serie A 2012-2013 11 nov. 2012 Lazio — Roma 3-2 37′ Candreva, 45′ Klose, 46′ Mauri 11′ Lamela, 86′ Pjanić 158
8 apr. 2013 Roma — Lazio 1-1 16′ Hernanes 57′ (rig.) Totti 159
Coppa Italia 2012-2013 26 mag. 2013 Roma — Lazio 0-1 71′ Lulić   160
Serie A 2013-2014 22 set. 2013 Roma — Lazio 2-0   63′ Balzaretti, 94′ (rig.) Ljajić 161
9 feb. 2014 Lazio — Roma 0-0     162
Serie A 2014-2015 11 gen. 2015 Roma — Lazio 2-2 25′ Mauri, 29′ Felipe Anderson 48′, 64′ Totti 163
25 mag. 2015 Lazio — Roma 1-2 81′ Djordjevic 73′ Iturbe, 85′ Yanga-Mbiwa 164
Serie A 2015-2016 8 nov. 2015 Roma — Lazio 2-0   10′ (rig.) Džeko, 62′ Gervinho 165
3 apr. 2016 Lazio — Roma 1-4 75′ Parolo 15′ El Shaarawy, 64′ Džeko, 83′ Florenzi, 87′ Perotti 166
Serie A 2016-2017 4 dic. 2016 Lazio — Roma 0-2   64′ Strootman, 77′ Nainggolan 167
Coppa Italia 2016-2017 1º mar. 2017 Lazio — Roma 2-0 29′ Milinković-Savić, 78′ Immobile   168
4 apr. 2017 Roma — Lazio 3-2 37′ Milinković-Savić, 56′ Immobile 43′ El Shaarawy, 66′, 90′ Salah 169
Serie A 2016-2017 30 apr. 2017 Roma — Lazio 1-3 12′, 85′ Keita, 50′ Basta 45′ (rig.) De Rossi 170
Serie A 2017-2018 18 nov. 2017 Roma — Lazio 2-1 72′ (rig.) Immobile 49′ (rig.) Perotti, 53′ Nainggolan 171
15 apr. 2018 Lazio — Roma 0-0     172
Serie A 2018-2019 29 set. 2018 Roma — Lazio 3-1 67′ Immobile 45′ Pellegrini, 71′ Kolarov, 86′ Fazio 173
2 mar. 2019 Lazio — Roma 3-0 12′ Caicedo, 73′ (rig.) Immobile, 89′ Cataldi   174
Serie A 2019-2020 1º set. 2019 Lazio — Roma 1-1 58′ Luis Alberto 17′ (rig.) Kolarov 175
26 gen. 2020 Roma — Lazio 1-1 34′ Acerbi 28′ Džeko 176
Serie A 2020-2021 15 gen. 2021 Lazio — Roma 3-0 14′ Immobile, 23′, 67′ Luis Alberto   177
15 mag. 2021 Roma — Lazio 2-0   42′ Mkhitaryan, 78′ Pedro 178
Serie A 2021-2022 26 set. 2021 Lazio — Roma 3-2 10′ Milinković-Savić, 19′ Pedro, 63′ Felipe Anderson 41′ Ibañez, 69′ (rig.) Veretout 179
20 mar. 2022 Roma — Lazio 3-0   1′, 22′ Abraham, 40′ Pellegrini

180

Statistiche generali

  Totale Vittorie
Lazio
Pareggi Vittorie
Roma
Reti
Lazio
Reti
Roma
Serie A 156 40 60 56 154 198
Divisione Nazionale 2 1 0 1 2 2
Totale campionato 158 41 60 57 156 200
Coppa Italia 20 7 3 10 21 24
Totale gare ufficiali 178 48 63 67 177 224
Campionato romano 4 1 2 1 3 2
Amichevoli 4 2 1 1 10 9
Altri incontri 8 4 0 4 9 11
Totale generale 194 55 66 73 199 246

 

Classifica marcatori:

Giocatore Squadra Campionato Coppa Italia Campionato Alta Italia 1944 Partite non
ufficiali
Totale gare
ufficiali
Totale
Dino da Costa Roma 9 2 0 1 11 12
Francesco Totti Roma 11 0 0 0 11 11
Marco Delvecchio Roma 9 0 0 0 9 9
Vincenzo Montella Roma 7 1 0 0 8 8
Rodolfo Volk Roma 7 0 0 2 7 9
Silvio Piola Lazio 6 1 0 0 7 7
Ciro Immobile Lazio 4 2 0 0 6 6
Amedeo Amadei Roma 5 0 1 2 6 8
Pedro Manfredini Roma 5 0 0 0 5 5
Arne Selmosson Lazio
Roma
5 0 0 0 5 5
Tommaso Rocchi Lazio 5 0 0 0 5 5
Alejandro Demaría Lazio 5 0 0 0 5 5
Giorgio Chinaglia Lazio 4 1 0 0 5 5
Fulvio Bernardini Roma 4 0 0 0 4 4
Raffaele Costantino Roma 4 0 0 0 4 4
Mirko Vučinić Roma 4 0 0 0 4 4
Vincenzo D’Amico Lazio 4 0 0 0 4 4
Pavel Nedvěd Lazio 4 0 0 0 4 4
Roberto Mancini Lazio 3 1 0 0 4 4
Hernanes Lazio 3 1 0 0 4 4
Ernesto Tomasi Roma 3 0 0 0 3 3
Roberto Pruzzo Roma 3 0 0 0 3 3
Bruno Giordano Lazio 3 0 0 0 3 3
Rudi Völler Roma 3 0 0 0 3 3
Abel Balbo Roma 2 1 0 0 3 3
Antonio Cassano Roma 2 1 0 0 3 3
Stefano Mauri Lazio 3 0 0 0 3 3
Giuseppe Signori Lazio 3 0 0 0 3 3
Aleksandar Kolarov Lazio
Roma
3 0 0 0 3 3
Edin Džeko Roma 3 0 0 0 3 3
Luis Alberto Lazio 3 0 0 0 3 3
Sergej Milinković-Savić Lazio 1 2 0 0 3 3
Tammy Abraham Roma 2 0 0 0 2 2
 
 

Classifica presenze calciatori

Giocatore Squadra Campionato Coppa Italia Campionato Italiano Alta Italia 1944 Partite non
ufficiali
Totale gare
ufficiali
Totale
Francesco Totti Roma 37 7 0 1 44 45
Daniele De Rossi Roma 29 2 0 0 31 31
Sergio Santarini Roma 19 6 0 0 25 25
Guido Masetti Roma 22 1 0 2 23 25
Giuseppe Wilson Lazio 19 4 0 0 23 23
Franco Cordova Roma
Lazio
18 5 0 0 23 23
Aldair Roma 20 2 0 0 22 22
Giuseppe Favalli Lazio 18 3 0 1 21 22
Paolo Negro Lazio 16 4 0 1 20 21
Aldo Puccinelli Lazio 19 1 0 0 20 20
Fulvio Bernardini Roma 18 1 0 1 19 20
Giacomo Losi Roma 16 3 0 1 19 20
Ștefan Radu Lazio 18 2 0 0 20 20
Silvio Piola Lazio 17 2 0 0 19 19
Vincent Candela Roma 15 4 0 0 19 19
Marco Delvecchio Roma 15 2 0 0 17 17
Christian Panucci Roma 15 2 0 0 17 17
Damiano Tommasi Roma 13 4 0 0 17 17
Cristian Ledesma Lazio 15 2 0 0 17 17
Giuseppe Giannini Roma 15 1 0 0 16 16
Simone Perrotta Roma 15 0 0 0 15 15
Amedeo Amadei Roma 14 1 2 1 15 18
Edin Džeko Roma 12 2 0 0 14 14
Bruno Giordano Lazio 12 1 0 0 13 13
Cafu Roma 11 2 0 0 13 13
Angelo Peruzzi Roma
Lazio
13 0 0 0 13 1

Classifica presenze allenatori

Allenatore Squadra Campionato Coppa Italia Partite non
ufficiali
Totale gare
ufficiali
Totale
Nils Liedholm Roma 15 1 0 16 16
Luciano Spalletti Roma 11 2 0 13 13
Sven-Göran Eriksson Roma
Lazio
9 3 0 12 12
Zdeněk Zeman Lazio
Roma
10 2 0 12 12
Fabio Capello Roma 10 2 0 12 12
Simone Inzaghi Lazio 10 2 0 12 12
Juan Carlos Lorenzo Lazio
Roma
9 3 0 12 12
Dino Zoff Lazio 10 0 1 10 11
Tommaso Maestrelli Lazio 7 3 0 10 10
Helenio Herrera Roma 6 4 0 10 10
Luigi Barbesino Roma 8 1 0 9 9
 

Classifica derby vinti

GiocatoreSquadraVittorie
Francesco Totti Roma15
Daniele De Rossi Roma14
Fulvio Bernardini Roma
 Lazio
11
Guido Masetti Roma10
Sergio Santarini Roma9
Franco Cordova Roma
 Lazio
9
Fabio Capello Roma9
Luca Marchegiani Lazio8
Damiano Tommasi Roma8
Arne Selmosson Lazio
 Roma
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Guido Guerrieri – giocatori Lazio

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guerrieri lazio

Guido Guerrieri Lazio | Quest’oggi parliamo di un portiere che nasce in casa Lazio. Classe 1996, nato il 25 Febbraio a Roma.

Nella stagione 2013 il portiere entra nell’under 19 dopo la stagione con gli under 17. Il suo primo valore di mercato arriva a 100mila euro quando nel luglio del 2014 entra a far parte della Prima squadra. Passa con la Lazio 2 stagioni come terzo portiere andando poi nella stagione 2016/2017 in prestito al Trapani.

Dopo essere tornato alla base non avendo fortuna con i biancocelesti, il portiere viene ceduto gratuitamente in prestito alla Salernitana rimanendo con i granata fino al Febbraio 2022.

Nel mercato invernale del 2022, apre una piccola parentesi in Bulgaria al Tsarsko Selo Sofia.

Guerrieri Lazio? Svincolato

Nessun ritorno alla Lazio per questa stagione per Guido Guerrieri. Vedendo anche online, il portiere risulta svincolato e senza un procuratore. Chissà se non abbia appeso già gli scarpini al chiodo o lo rivedremo in campo con qualche squadra e che ci auguriamo sia così. Non ha avuto il destino di Strakosha, con l’albanese nato nel vivaio biancoceleste per trasferirsi in questa stagione in Premier dopo diversi anni con la Lazio, Salernitana e prestiti vari.

Guido Guerrieri divisa Lazio

Guido Guerrieri Lazio 2017 18

Dopo aver rinnovato il suo contratto, il portiere biancoceleste nella stagione 2017/2018 viene confermato come il terzo portiere della Lazio. Nel 2018 19 esordisce in Serie con la prima squadra in occasione di Lazio-Bologna (3-3) del 20 maggio 2019. Nella stagione successiva viene dato in prestito alla Salernitana che all’epoca era sempre di Claudio Lotito.

Un peccato che il giocatore non venga menzionato sulla grande enciclopedia in italiano con la parola Guido Guerrieri Lazio Wikipedia.

Il portiere del vivaio biancoceleste, però porta a casa un palmares di tutto rispetto a confronto di altri portieri che non sono riusciti a decollare. Il suo palmares infatti vede in bacheca 1 Coppa Italia vinta nella stagione 2018/19 con la Lazio, 2 Supercoppe Italiane nel 2020 e nel 2018 von la Lazio, 2 Coppe Italia con la Lazio primavera nel 2015 e 2014. 2 Supercoppe Primavera nelle medesime date della vittoria delle due coppe Italia.

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Storia S.S. Lazio

Juan Carlos Lorenzo: l’allenatore stregone che incantò la Lazio

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Un giocatore di Buenos Aires, per tre volte sulla panchina della Lazio, è fonte di infinite storie sulla sua superstizione e sul suo particolare modo di interpretare la partita.

Si dice che abbia bruciato le maglie della sua squadra negli spogliatoi, che abbia indossato il numero 8 in ogni partita perché lo perseguitava e che abbia suonato il tango prima dei derby di Roma per disorientare i giocatori romanisti, qui inizia la storia di Juan Carlos Lorenzo.

Juan Carlos Lorenzo, il calciatore

Un uomo cosi, non poteva avere una nascita normale e infatti, anche la sua data di nascita è avvolta nel mistero che nessuno è mai riuscito a chiarire veramente.

Il 22 ottobre 1922, nei registri argentini, risulta essere nato a Buenos Aires; le autorità brasiliane, invece, gli hanno concesso il permesso di soggiorno il 27, quindi ad oggi la reale data di nascita non si conosce.

Inizia la sua carriera calcistica con il Chacarita Juniors prima di passare al Boca nel 1945. Nel 1948 si trasferisce alla Sampdoria, seguendo le orme dei suoi antenati italiani nella direzione opposta.

Ha giocato per l’Atletico Madrid e per il Rayo Vallecano, prima di chiudere la carriera con il Mallorca dopo aver giocato quattro stagioni con l’Atletico Madrid.

Ma durante la sua carriera da discreto calciatore non si hanno notizie di stravaganze e particolari manie, le stesse che invece hanno caratterizzato la sua carriera da allenatore e che lo hanno reso una leggenda.

(Ovviamente la scaramanzia accompagna qualsiasi giocatore, in fatto di scaramanzie ce n’è per tutti. C’è, ad esempio, chi crede nel significato nascosto dei numeri angelici, ma come vedrete in questo articolo, Juan Carlos Lorenzo è riuscito negli anni a superarsi e dare il meglio di se per portare rituali magici e spaventare gli avversari con riti e anatemi propiziatori)

L’allenatore Juan Carlos Lorenzo

Le Isole Baleari sono state il punto di partenza della sua carriera di allenatore e il San Lorenzo è stato il suo punto di partenza al ritorno in patria, parte con una antitesi la sua storia da allenatore, forse la cosa più normale che gli succederà nella sua carriera di allenatore.

Nel 1962, la federazione argentina lo convocò per guidare la squadra nazionale ai Mondiali cileni, gli fu chiesto di portare il trofeo più ambito dell’AFA, la federazione calcistica Argentina.

Al contrario, la spedizione dell’Albiceleste fu eliminata dopo essere andata in Cile, a causa di questo fallimento, fu licenziato come allenatore.

Si trasferisce quindi in Italia, dove Ernesto Brivio, lo ingaccia alla Lazio, la squadra si trovava in una brutta situazione finanziaria ed era appena retrocessa in Serie B. Grazie a suo successo iniziale alla Lazio, riuscì a riportare il club in Serie A dopo la sua prima stagione, un bel momento per l’allenatore Argentino che riesce a dimostrare un buon calcio e una attitudine anche al calcio nostrano.

Con la Lazio neopromossa in Serie A, sembra che i biancocelesti non abbiano pagato il prezzo tipico di una squadra neopromossa e finiscono la prima stagione del ritorno, ottavi in classifica con un posizionamento di tutto rispetto.

La vittoria per 3-0 in casa contro la Juventus è stata determinante per dare lustro al campionato. Tuttavia, quando tutto sembra andare per il meglio, arriva la prima sorpresa della sua lunga carriera laziale.

La Lazio ha ancora le casse vuote e, grazie a un piano ideato da Lorenzo e avallato dal presidente Angelo Miceli, intende pagare i debiti per fare fronte ad un nuovo inizio, ma è qui che lo stesso Lorenzo si sfila dallo schema MiLor (una crasi che fonde i nomi dei suoi inventori), e accetta l’offerta della Roma che in quel momento non se la passa sicuramente meglio della Lazio in termini economici.

Il passaggio alla Roma

Pur dovendo affrontare le stesse ristrettezze economiche della Roma, l’argentino è riuscito a vincere la Coppa Italia nel suo primo anno in giallorosso. Sull’altra sponda del Tevere, la situazione finanziaria della Roma non è migliore di quella precedente anzi.

Per superare questa difficoltà economica, l’allenatore ha organizzato una raccolta fondi intitolata “Colletta del Sistina“, ispirata all’omonimo teatro romano e passata alla storia. Lorenzo, che dagli anni ’60 è conosciuto come “Don Giovanni“, ha vissuto molti alti e bassi. Nel 1966 tornò sulla panchina dell’Argentina dopo l’eliminazione ai quarti di finale della Coppa del Mondo, che si tenne in Inghilterra. Tuttavia, ancora una volta mancò l’appuntamento con la Coppa Rimet.

Il ritorno alla Lazio e il lancio di Chinaglia e Wilson

Dopo aver trascorso due stagioni al River Plate e al Mallorca, Lorenzo ha ritenuto di non aver concluso quello che voleva fare a Roma.

La Lazio lo ha riaccolto nel tentativo di tornare in Serie A, con l’ingaggio di Umberto Lenzini atto a riportare la squadra ad alti livelli.

Fu una decisione di Lorenzo quella di portare in prima squadra due giovani militanti dell’Internapoli, la squadra di Tommaso Maestrelli che vinse il primo scudetto.

Si tratta di Giorgio Chinaglia e Pino Wilson.

Le sue caratteristiche, tuttavia, sono state più memorabili dei suoi successi, pur essendo un ottimo insegnante, ha un‘ossessione per la superstizione e ha alcune stranezze che si mescolano alla leggenda metropolitana.

Nonostante tutte le stanze con il numero 8 fossero occupate, durante i viaggi le ha richieste e ha persino costretto un cliente a cambiare stanza. Un tarlo che affligge l’allenatore è l’abbigliamento.

È stato capace di indossare lo stesso vestito per più partite fino alla sconfitta successiva, fino alla sconfitta successiva. Investe persino il menu della cena del giorno precedente la partita.

Al centro del mirino di Lorenzo, però, non ci sono solo i suoi indumenti: ha infatti bruciato le maglie dei suoi giocatori dopo un derby perso.

Anche se non è stata l’unica volta, ha costretto il suo terzino a perdere ben cinque chili per assicurarsi di marcare meglio l’avversario di giornata in una trasferta a Genova. Con due gol di scarto alla fine del primo tempo, creò un falò e incenerì le maglie del primo tempo. La partita finì così 2-2.

Un grande allenatore ma molto, forse troppo scaramantico e ossessivo

C’è anche l’immancabile paura di essere circondati da spie, tra i giocatori della Lazio c’è chi cerca la sublimazione in un pomeriggio allo Stadio Flaminio: sono sollevati dal calore della loro gente.

Sembra un pomeriggio normale, ma non per Lorenzo. Arrivando allo stadio, l’argentino nota un’automobile targata Brescia nei pressi dell’impianto e crede che si tratti di Rondinelle spiate sugli spalti.

Per poter scadere, deve liberare gli spalti. L’avversario domenicale della Lazio è, ovviamente, il Brescia.  È complicato interpretare i cartelli stradali. Pare che poco prima che il pullman della Lazio arrivasse all’Olimpico per la partita con la Roma, il semaforo fosse rosso all’altezza del Flaminio. È stata una fortuna perché la Lazio ha vinto la partita, e da quel momento Lorenzo ha fatto in modo che l’autista ignorasse lo stop e facesse lo stesso percorso.

Durante gli allenamenti in cui costringeva i suoi uomini a rincorrere una gallina e ad eseguire giochi con monete da 50 e 100 lire, l’argentino salvò nuovamente la Lazio.

Nell’estate del 1970, la cessione di Ghio e l’aggravarsi della situazione finanziaria del club causarono il ritorno della Lazio in Serie B. Toccò a Lorenzo pagarne le conseguenze, facendo le valigie e lasciando la capitale per la seconda volta. Ha allenato numerose squadre in Spagna e Argentina, vincendo premi nazionali e mondiali, tra cui due Coppe Libertadores.

Nel 1984, però, la Lazio lo attira nuovamente, è passato un po’ di tempo e nel frattempo Chinaglia, il suo pupillo, ha abbandonato le vesti di capitano per tentare la fortuna. Ha un disperato bisogno di sostegno e l’anno si conclude con il suo ritorno tra i cadetti.

In quell’anno, Lorenzo regala uno dei suoi ultimi colpi di teatro perché il campionato di Serie A è conteso dalla Roma vicecampione d’Europa, la partita all’Olimpico è considerata una sfida a causa del notevole divario tecnico tra le due formazioni.

Lorenzo cerca di colmare questo divario con una delle sue esibizioni da stregone, mettendo in scena un lettore di cassette di musica argentina fuori dallo spogliatoio della Roma. Mentre i giocatori della Roma passano, Lorenzo afferra un bicchiere e lo regge in segno di sfida agli avversari, suonando musica argentina. È un torero che, senza una frittella di cipolla, lancia un incantesimo, i giocatori della Roma sono talmente sconcertati che finiscono per pareggiare la partita.

Nel 1987, dopo la retrocessione della Lazio in Serie B, Lorenzo tornò in Argentina e giocò un’ultima volta per il Boca Juniors.

Nel novembre del 2001, quando morì, entrò definitivamente a far parte della leggenda che aveva definito la sua vita. Alcuni dicono che le sue ceneri siano state sparse dietro la porta della Bombonera, lo stadio del Boca. Tuttavia, i suoi resti si trovano al “Jardin de Paz” di Belgrano. Molte persone come lui vivono come romanzi, e la morte è solo l’inizio di un nuovo capitolo.

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