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Perdonateci, ma abbiamo piene le “cosiddette”

Quanto ancora deve durare questa farsa?

La Santa Inquisizione era il potere esecutivo e al tempo stesso giudiziario della Chiesa cattolica, istituito per punire l’ortodossia e tacciare, violentemente e non, chiunque si ribellasse agli insindacabili dogmi religiosi.
Beh, e allora? E allora provate a dire che, in fin dei conti, il razzismo in Italia non esiste; provate a sostenere fermamente la vostra posizione, argomentando e ribattendo a chi vi dice che siamo diventati un Paese di incivili e rozzi bianchi eterosessuali sostenitori del padronaggio bianco. Vi spoilero il finale: sarete linciati. La nostra nazione, ma in generale tutto il mondo occidentale, vive in questo limbo a metà tra il senso di colpevolezza e la rabbia che si tramuta in punizione autoinferta, discernente da motivazioni che adducono alla nostra storia di razzisti seriali e aggressivi. Fermiamoci un momento. Siamo un Paese di prima accoglienza, c’è rispetto dei ruoli e della persona, abbiamo una radicata tradizione cattolico-cristiana che ci impartisce lezioni sulla fratellanza tra umani, abbiamo tra uomini, donne, bianchi e neri pari diritti, l’ultima legge elettorale (Rosatellum) ha addirittura imposto le quote rosa nelle candidature. Poi un giorno si sentono degli ululati, dei cori offensivi e tutto crolla magicamente come un castello di carta: siamo diventati dei buzzurri, degli scaricatori di Porto da trattare come lebbrosi. La via di mezzo, quella che vorrebbe una ragionevole contestualizzazione del coro da stadio, va a farsi benedire. Ma rimaniamo in tema. Coro da stadio, dunque; buu razzisti gravissimi, certo. Nella partita Lazio Novara è stato insultato a più riprese un uomo di una certa età, magari non simpatico a troppi, ma a cui Iddio ha dato una dignità non corrisposta dall’attenzione mediatica. I napoletani hanno recriminato negli anni un comune denominatore di molti stadi dove hanno presenziato per seguire i propri beniamini: le incitazioni al Vesuvio e alle sue pericolose eruzioni. Poco importa però che Milano debba finire in fiamme, cosi come la Capitale, che debbano contrarre l’aids i veronesi o che i tifosi juventini ne contino 39 in meno. Avete presente tutti questi dettagli finiti in secondo piano? Non sono mai passati in rassegna nelle agenzie inquisitorie mediatiche, ma meriterebbero le stesse attenzioni. E sapete cosa succederebbe se da domani facessimo caso a tutto? Qualcuno in questi giorni ha detto psicosi. Io dico che la Santa Inquisizione in confronto potrebbe sembrare un simpatico gioco da tavolo. Orwell profetizzò una polizia del pensiero pronta a randellare chiunque osasse contraddire i dogmi della libertà e orizzontalità a tutti i costi. Il tifoso, con i suoi eccessi e le sue sfumature, è il sale del calcio. Il mondo piatto ci fa onestamente schifo e di queste isterie di balotelliana memoria ne abbiam piene le cosiddette.